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Il giorno della festa della donna più importante per tutti noi, la mamma, voglio scrivere di una cosa orribile che succede alle donne, anche a molte madri: capita che si innamorino di uomini violenti.

Uomini che picchiano le donne. Vigliacchi che menano, come se la donna fosse una bestia da soma. Non voglio parlare di questi esseri: devono andare in galera e basta.

Io voglio parlare dell’entourage di amici di queste donne. E lo faccio perché mi sono state raccontate delle storie di isolamento di queste persone.

Cosa succede? Succede quello che succede per strada, spesso, quando assistiamo a una zuffa. Una volta, quando il senso civico era più sviluppato, se due persone si menavano per strada non accorreva una persona sola, ma tutte quelle che assistevano alla rissa. Ed è diverso, perché se sono da solo a cercare di dividere due persone che litigano rischio di prenderle anch’io mentre se siamo in tanti questi smettono.

È vero, perché devo rischiare di prendere le botte o magari peggio per due estranei? Meglio voltarsi dall’altra parte. Il problema è che questo atteggiamento di voltarsi dall’altra parte non è più solo applicato agli estranei, ma agli amici in difficoltà.

In Italia vige un detto: fra moglie e marito non mettere il dito. Dipende. Se lei le prende e tu sei un amico Devi metterci il dito, eccome. E invece mi raccontano che, nella maggior parte dei casi, ci voltiamo dall’altra parte, perché l’argomento è troppo delicato e rischioso.

Rischioso, vero, ma la tua amica con l’occhio nero che ti dice ma lui fa così perché mi ama è un dovere civico farla ragionare, aiutarla a venirne fuori con tutti i meZzi, LECITI E LEGALI.

Chi mena le donne non si fa gli affari suoi, compie un abominio, anche se la sua vittima è ciecamente soggiogata al carnefice. Ed è un dovere di tutti noi, se conosciamo la vittima, di non giudicarla, di non avere paura e dimetterci a disposiZione per aiutarla.

E facciamolo insieme. Questa donna spesso non ha una sola amica che sa. Tutti quelli che sanno, insieme in sinergia, devono aiutare. E salvarla

Come? Non c’è una soluzione univoca. Cominciamo a non voltarci dall’altra parte o, come succede, a non frequentarla più perché “ha un problema”.

Dare importanza al suo problema e farlo un po’ nostro significa già aiutare

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3Commenti

  • Serena, 12 Maggio 2014 @ 14:34 Rispondi

    Sottoscrivo dalla prima all’ultima parola

    • alessandro pellizzari, 12 Maggio 2014 @ 14:52 Rispondi

      Grazie Serena, spero che qualcuno che sta assistendo a situazioni del genere legga e reagisca. Amici compresi

  • Ariel, 4 Febbraio 2019 @ 12:21 Rispondi

    @Alessandro

    un grazie grande ,bravo veramente occorre così tanto prodigarsi al fine di svegliare le coscienze e tu lo sai fare benissimo
    E ti fa veramente onore e sono certa che serva eccome il tuo scrivere di questi nostri limiti della indifferenza,il non voler aiutare gli altri girarsi dalla altra parte è qualcosa che conduce sempre al peggio e infatti la storia ne è purtroppo testimone e pure l’essere indifferenti al malessere altrui purtroppo porta ad essere un qualcosa di esponenziale si comncia purtroppo dalla violenza sulle donne e così si installa radicale il concetto concretamente messo in atto nella società del mi volto dall’altra parte,
    In classico il mi faccio i cxxxi miei,veramente deleterio distruttivo
    Per la salvaguardia della nostra Umanità e cioè fare male agli altri con la indifferenza è fare male a se stessi,un boomerang pericoloso sociale .

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