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Traditori per bisogno e seriali

Il traditore seriale fa le corna in serie
Il traditore seriale fa le corna in serie

I cosiddetti “traditori” si dividono in due categorie ben precise, maschi o femmine che siano: traditori per bisogno e traditori seriali.

I TRADITORI PER BISOGNO
Tradiscono il proprio partner perché l’amore è finito o sta finendo. I maschi lo fanno prevalentemente per problemi sessuali nella coppia irrisolti da tempo: si scopa poco, male, sempre nello stesso modo.

Sono uomini, questi, che non sono mai stati traditori incalliti e nemmeno vedono l’ora di cornificare la compagna perché sono dei morti di figa.

Sono spesso uomini che non hanno avuto molte donne nella loro vita e che si sono innamorati presto, anche da giovanissimi.

Sono spesso uomini alle prese con un rapporto di coppia di lunga data, che per anni è stato felice e che poi, come molti amori e rapporti di lunga data si è inaridito, a partire dal sesso.

Lui ci ha anche provato a proporre varianti, ha fatto spesso il primo passo a letto, ha riproposto quei weekend da soli senza figli che si facevano agli inizi dove la coppia che funziona, per quanto oberata da compiti adolescenti mutui e problemi vari rinasce. Nulla. Certi non scopano da mesi. Tanti mesi per un uomo. O male, raramente e quando vuole e come vuole lei.

Lei è cambiata nel tempo: prima passionale e attenta, da troppo tempo ormai concentrata su altro (la famiglia, spesso) e ormonalmente quasi ferma (una volta prendeva pure l’iniziativa).

Lei Non è più moglie, è azionista al 50% della Spa famiglia. Non è più amante, è una scopata una tantum. Non è più compagna è madre, e tu spesso sei uno dei figli, e neanche il preferito. Ecco perché ho scritto che il tradimento è spesso un concorso di colpa (leggi qui).

Allora capita che questi uomini incontrino o inizino a cercare una donna con la quale fare principalmente sesso di qualità.

Certo, i più evoluti e sensibili sono spinti anche dal bisogno di risentirsi vivi, attrarre gli interessi di una donna come una volta faceva la moglie, parlare, riprovare l’adrenalina della passione ma, statene certe, per i maschi il primum movens del tradimento è il sesso.

Può esserlo anche per la donna che tradisce per bisogno, alle prese con un marito che non la guarda più, che la scopa ogni tanto, troppo in fretta per ottenere il suo orgasmo, che non le fa complimenti, che non la porta più fuori, che vive in pantofole e doccia fatta con lo spray anti traspirante.

Spesso sono famiglie queste che sfoggiano la perfezione nella società ma che nascondono il nulla in camera da letto. Di fatto, già da molto tempo dei separati in casa.

Per le donne però che tradiscono per bisogno più spesso a far decidere il passo di concedersi a un altro è un bisogno spirituale, affettivo, sentimentale. Risentirsi giovani belle e attraenti, importanti grazie alla corte di un uomo piacente e simpatico è come un fulmine che rimette in moto anche la passione, e molte di loro faranno a letto, con uno sconosciuto, quello che non hanno mai fatto, e provato quello che non hanno mai provato.

Ecco chi sono i traditori per bisogno, maschi e femmine.

I benpensanti diranno, come mi scrivono sempre: sono comunque dei traditori senza attenuanti. In questi casi, prima di tradire, ci si separa.

Semplice no? Ci si separa. Da un punto di vista teorico potrei essere d’accordo. Peccato che ci siano piccoli particolari come i figli ( prima di farli saltare di gioia perché mamma e papà si lasciano io ci penserei un attimo no?) e i soldi. Per separarsi bisogna essere spesso ricchi. Bisogna vendere tutto e andare in affitto. Pagare avvocati e assegni. Separarsi significa spesso diventare poveri. Tutti, compresi i figli. Ecco perché ci sono tanti separati in casa. Dovevano pensarci prima? Per certe persone è tutto facile in nome di una correttezza morale (spesso ipocrita e non corroborata dai fatti) con i figli la storia e il portafoglio degli altri.

Ma l’amore non ragiona per clausole contrattuali, il bisogno di felicità segue il karma, non la lista delle buone intenzioni.

Ma veniamo al traditore seriale

I TRADITORI SERIALI
Il loro bisogno non è dettato da una storia fallimentare, dalla mancanza di sesso (ne fanno moltissimo e spesso con più persone in parallelo) o dalla solitudine indotta da un amore finito.

Anzi, il traditore seriale, maschio o femmina che sia (eh sì care amiche, ci siete anche voi in questa categoria) di solito ha un marito o una moglie o fidanzato/a di riferimento ritenuti intoccabili, anche se all’amante spesso li vende come irrilevanti. Ma ci sono anche gli impenitenti single fra di loro.

Di solito vi dicono che con la moglie non scopano mai (in realtà hanno spesso rapporti regolari) e che sono separati in casa, cosa che non collima tanto con le foto sui social alle feste comandate (con la sua irrilevante metà coperta di fiori regali e in viaggio premio) e la sua disponibilità per voi.

Il traditore seriale, poi, vi promette una cosa che non mantiene mai: l’esclusiva. Vi dice: sto con mia moglie per i figli eccetera eccetera ma tu sei la mia donna, sei l’unica. Io non avrò altre donne all’infuori di te.

Ma siccome il seriale ha come caratteristica l’infedeltà cronica e il bisogno di cambiare perché dopo un po’ si annoia dello stesso corpo e della stessa persona (tanto una di riferimento, moglie o fidanzata ufficiale, c’è l’ha già), mente sta con voi lui fa nuove amicizie sui social, chatta con tre o quattro possibili sostitute, si dà da fare anche quando vi sembra che sia tutto dedicato a voi. Il suo centro commerciale è sempre aperto.

Il traditore seriale quindi deve essere giocoforza un bugiardo cronico, una persona, uomo o donna che sia, o che racconta una vita immaginaria o che racconta pochissimo della sua vita reale, per aggirare domande alle quali non saprebbe rispondere se non scoprendosi.

Il seriale è quindi elusivo, prepotente a tratti (assomiglia al narciso e spesso lo è pure) e le sue storie durano poco.

In realtà la storia con lui può durare anche mesi, ma ha una parabola caratteristica.

Un preludio, fatto di corte serrata virtuale e non che sfocia nei primi incontri. Qui se voi non piacete per qualche motivo (non siete brave a letto abbastanza o semplicemente vi classifica come rompiballe, che significa troppe domande di solito) vi fa fuori massimo in 2-3 incontri a letto e vi tratta facendo stashing, cioè vi nasconde (leggi qui).

Se gli andate bene a letto e non siete troppo invasive nella sua vita durerete anche fino a sei mesi, con i primi due mesi di sesso sfrenato, qualche weekend (se il suo impegno di riferimento lo consente, ma ci sono i seriali anche single) due mesi in cui la cosa si stabilizza, nel senso che iniziate a non vedervi più come prima (il lavoro sai…) e gli ultimi due dove si sgancia: gli impegni sono troppi, non ce la fa, insomma se vi vedevate due volte a settimana ora forse una volta ogni dieci giorni.

Il seriale è un entusiasta all’inizio: corte esagerata, proposte di vacanze insieme lunghissime, voli pindarici su un futuro fatto di casa insieme e chissà… Ma dura nei primi mesi, quando il sesso è ancora bollente. Poi questo entusiasmo si tramuterà gradualmente in indifferenza.

Il seriale non prova sensi di colpa. Per lui tradire è uno status, sa che non è etico e fa male agli altri, ma se ne fa una ragione. Chi vive di bugie mente anche a se stesso e, spesso, crede alle sue stesse bugie come se fossero la realtà.

Come lascia un seriale? Lo fa appena entra una nuova pretendente, ma di solito aspetta di essere sicuro di portarsela a letto prima di sganciarvi. Però già dai primi approcci, se capisce che quella “nuova” promette bene, inizia a trattarvi peggio, a litigare con voi, in modo da avere poi la giusta maturazione di “cattivo rapporto” per lasciarvi (il seriale con forte carattere) o farsi lasciare (il seriale con profilo prudente).

C’è poi il seriale che non lascia mai. È il mago dello stand by. Quando vi sostituisce con un’altra (o un altro se è una donna) non vi molla, non vi frequenta se non sporadicamente e vi tiene lì parcheggiate nel box, facendosi vivo con telefonate o messaggini (carichi di scuse e di tutti guai e imprevisti che gli impediscono di dedicarsi a voi come vorrebbe) per tenere “aperta” la sua esistenza. Al primo momento di “magra”, se non ci sono sostituite migliori, vi ripescherà per riportarvi a letto. Ma durerà il tempo di una eiaculazione (o due).

Ma perché il traditore seriale si comporta così?

Per natura. Voglio fare un esempio al femminile, per non parlare sempre e solo dei maschi. Un’amica, bella e intelligente, che è infedele dice lei espressamente per natura, mi racconta che lei vive il sesso come qualcosa di disgiunto dai sentimenti, come un bisogno forte ma fine a se stesso. Non è ninfomane, no se ne fa uno ogni tre giorni. Può rimanere fedele anche per anni se non trova un’altra persona giusta o che le fa esplodere l’ormone. Semplicemente se incontra una persona che la attrae prima mentalmente e poi fisicamente ci va a letto, perché è un normale completamento del suo piacere di conoscere. E lo fa anche se ha una persona di riferimento alla quale, dice, non nego nulla e alla quale voglio bene. Semplicemente la mia natura non è fatta per dedicarmi, sessualmente, a una sola persona per sempre. Perché è bella l’adrenalina dell’avventura e del sesso nuovo ma è bello avere anche una persona di riferimento. Le due anime, nel traditore naturale, convivono benissimo. Queste persone amano i compagni di riferimento? Dicono di sì, ma non danno l’esclusiva per sempre.

Per bulimia sessuale. Non so se esista il ninfomane maschio ma in questo blog ho già descritto profili simili come lo sportivo, una sorta di collezionista di mutande. In fondo noi uomini siamo semplici, e lo è anche il traditore seriale: siamo spinti dal sesso, dalla voglia di conquistare nuove donne più belle, più sexy, più brave a letto. Mio padre diceva che l’attività sviluppa l’organo. Ecco io credo che il traditore seriale più se ne fa più se ne farebbe. E’ il cosiddetto morto di figa? Dipende dalla qualità delle donne che sceglie. I morti di figa di solito “basta che respiri”.

Per aridità sentimentale. Il seriale, essendo in non pochi casi una persona sostanzialmente incapace di innamorarsi seriamente (lo dice all’inizio, forse lo è stato secoli fa una volta, ma non confondete il suo entusiasmo della fase corteggiamento con la verità) non farà che girare in questo moto perpetuo finché il suo fisico (e le donne disponibili) glielo permetteranno.

Un giorno il seriale appenderà l’ascia di guerra al muro. E diventerà fedele suo malgrado per limiti di fisico o di età. Avrà forse ancora l’eterna moglie o fidanzata ad aspettarlo, che sarà “premiata” per la pazienza secolare dalla sua nuova “fedeltà”.

Oppure, pur non amandola, il seriale sceglierà l’ultima delle sue prede elevandola al rango di compagna per il resto della vita. Ma sarà un calcolo, non amore vero.

Infine, il seriale potrà rimanere solo. Una contrappasso pesante, anche se molte delle sue donne passate potrebbero dire adeguato alle lacrime che ha fatto cadere a fiotti per la sua infedeltà cronica e accessori vari, dalle bugie Fino a certe punte di crudeltà emotiva, robe che spesso fanno collimare la figura del traditore seriale con quella del narciso.

Di uomini e donne seriali ce ne sono molti ma per fortuna, sono riconoscibili ed evitabili. Di traditori per bisogno altrettanti, ma qui entriamo in un discorso particolare e la domanda principale che dovete farvi è: siete disposte/i a fare gli amanti? Siamo tutti adulti e capaci di intendere e volere, e sappiamo tutti qual è il percorso tipico degli amanti.

Con questi soggetti, amiche e amici miei, basta non fare l’errore, purtroppo diffuso soprattutto fra le amiche lettrici, di passare sopra a certi “sintomi” sottovalutandoli o, peggio, pensando che voi siete la donna giusta (o uomo) che lo/la cambierà. Prima lo sganciate meno soffrirete, la regola è semplice ed è sempre la stessa. Quindi, al primo dubbio o bugia beccata in flagranza di reato via a gambe levate.

I traditori per bisogno o si risposano o diventano single.
I seriali non cambiano. Smettono perché anche per loro arriva il momento della pensione (ma per voi….vale la pena?)

Sincerely yours

Lui ti “nasconde”? Fa stashing e… non ti amerà mai

mai con i suoi amici o famiglia
mai con i suoi amici o famiglia

Lui ti nasconde? Non ti fa mai uscire in pubblico con lui, non conosci i suoi amici, men che meno i familiari, sai poco della sua vita?

No non siete amanti, che qualche ragione di segretezza c’è l’avrebbero: vi siete messi insieme da poco.

Gli anglosassoni lo chiamano stashing che vuol dire, appunto, nascondere, mettere da parte.

È bene per te riconoscere questo atteggiamento nel tuo nuovo partner perché se davvero sta facendo stashing con te, la possibilità che lui voglia costruire una storia vera, duratura, addirittura che ti ami (prima o poi) è pari a quella che avrebbe un pesce ferito di sopravvivere nella vasca dei piranha.

Quindi con lo “stasher” non hai futuro: o accetti le sue regole per stare con lui finché non si stuferà o gli dai tu il benservito subito, presto, prima che danneggi il tuo dna emotivo in modo faticosamente riparabile.

Stasher… come potremmo chiamarlo in Italiano? Stronzo egoista? Nooo ce ne sono troppi, si confonderebbe. Ci sono! Lo chiameremo l’uomo dell’organo! E sai perché (così ti anticipo cosa pensa lui di te veramente)? Perché quando parla di te con gli amici che gli chiedono “ma questa che ti scopi ultimamente ce la fai vedere” lui risponde: è solo un “organo”, uno strumento. Lo so, brutto ma realistico. Se vuoi usiamo passatempo, tappabuchi, ma sai che in certe cose preferisco essere cinico e diretto come… uno stasher.

Che cosa vuole realmente e solamente da te l’uomo dell’organo. Facile: l’organo. Che non è lo strumento musicale preferito da Bach. Vuole scoparti e basta.

All’inizio è gentile, sembra un corteggiatore normale (altrimenti col cavolo che ci stai), ma presto cambierà.

Tu non gli piaci veramente, o meglio hai qualcosa che gli piace (viso, culo, tette) ma non sarà mai abbastanza per farti indossare il tailleur da fidanzata ufficiale o compagna, quella che per intenderci si sfoggia con piacere in pubblico vantandosi anche della preda di livello con gli amici che sbavano per la tua bellezza.

Magari gli piace una tua forma di sensualità, qualcosa che gli trasmette un messaggio visivo (molti maschi non pensano IL sesso nel suo insieme, pensano a singole scene porno con macro inquadratura), come la bocca. Nel caso te ne accorgerai perché a letto ti chiederà di fare/usare soprattutto quella parte.

In ogni caso, tornando a bomba, oh scusa all’organo, a lui interessa scoparti e basta.

La tua intelligenza? Non importa. Dici cose sensate e interessanti? Va bene, copriranno il tempo breve che ti concederà prima o dopo averti scopato.. Il tuo cervello è un riempitivo, un accessorio sacrificabile dell’organo.

Ti chiederai: ma perché mai mi tiene con sé (tranquilla, al massimo qualche mese, fino a che non si stufa o trova una che lo coinvolge veramente)? Perché, una volta addestrata a fare quello che vuole lui, sei una scopata comoda e pronta, on demand.

Bene, abbiamo capito cosa vuole l’uomo dell’organo, ma come riconoscerlo?

Dicevamo che stashing significa nascondere, tenere da parte. In qualche modo lo stasher si comporta come un amante che ti deve nascondere per non farsi beccare dalla moglie, ma ci sono differenze fondamentali. L’amante può amare, lui no.

Intanto uscite in pubblico pochissimo. Perché lui si “vergogna” di te (non sei abbastanza mostrabile per lui, non importa se sei carina davvero, per lui non lo sei abbastanza o non gliene frega punto) quindi cinema di periferia (al buio non si vede), ristoranti fuori mano e a tarda ora quando i più se ne sono andati (meglio pizzerie, si spende meno) e ti chiede di raggiungerlo in un punto con i mezzi, così nessuno ti vede in auto con lui. Forse si vergogna davvero di te (il suo narcisismo ambisce a vette molto più alte secondo i suoi gusti ma si sa, non sono sempre disponibili), si vergogna ma non tanto da non venire a letto con te.

Lui preferisce venire a casa tua, magari mangiare qualcosa (se ha tempo) e scoparti. Niente coccole, gli danno fastidio (le chiama smancerie), sesso duro e puro, ti bacia pochissimo e non ha tenerezze, poche, centellinate perché gliele chiedi. Si preoccupa solo che tu usi precauzioni, ma spesso ci pensa lui perché non si fida di nessuno.

Dormire da te? No ti disturberebbe e non riuscirebbe a riposare, lui è abituato a dormire da solo.

Weekend insieme? Ritagli di weekend vorrai dire! Lui deve uscire con i suoi amici (che non ti presenta, le coppie moderne devono avere i loro spazi, sai che noia fare tutto insieme… peccato che voi manco lo shopping insieme) ti raggiunge prima o dopo. Passa a mezzanotte… a scoparti. Oppure ti scopa alle otto, mangia qualcosa e poi esce.

Ti racconta il minimo indispensabile della sua vita. Sai poco della sua famiglia, del lavoro. Ti parla di cose generiche, magari di sport, del meteo, di un hobby. Ma niente mai di troppo personale. Meno sai meglio è, tanto lui sa che non durerà, quindi perché condividere? A te chiede poco (se chiede chiederai anche tu non va bene) e ti interrompe spesso perché si annoia quando parli. Inutile perdere tempo ad ascoltare quando vuoi solo scopare.

Scrive poco, risponde in ritardo ai messaggi (leggi l’articolo perché non mi risponde qui), si limita a monosillabi e faccine. Dopo ore, mezze giornate. Doveva lavorare, non disturbarlo.

Non siete amici sui social (al massimo ti ha contattato su messenger e non vuole che tu veda quello che fa, scrive e il suo entourage), non conosci i suoi amici (non ti piacerebbero dice) non vuole che frequentiate le tue amicizie: voglio stare da solo con te abbiamo già poco tempo, preferisco stare solo con te, è più bello dice. Ma non è vero, ti vende un’esclusività e un’attenzione che non è reale.

Ti sta addestrando a fare quello che vuole lui: non uscire, non condividere, aspettarlo, non sapere, non chiedere e scopare.

Perché accetti questa misera vita di coppia? Perché lui è bello e ti piace un sacco. Perché quel “voglio stare da solo con te” te lo fai suonare come un privilegio, non come quello che è, una scusa. Perché in fondo i bei tenebrosi silenziosi misteriosi che ti trattano un po’ male ti sono sempre un po’ piaciuti. Perché pensi che sia timido o un ferito da qualche donna che lo ha trattato male e il tuo spirito da crocerossina ti suggerisce “io ti salverò e cambierò”. Perché pensi che andando avanti migliorerà. E quindi fai quello che vuole, vivendo di speranze e di briciole di quello che ti sembra almeno affetto.

A qualche lettrice che ci legge potrai sembrare una schiava, una poveretta che non si accorge di essere usata.

Più a rischio stashing le donne che escono da una relazione lunga e importante, che pensano di viverne una leggera e di passaggio, per poi trovarsi coinvolte emotivamente e distrutte nell’autostima… Di solito all’inizio non si fa caso all’atteggiamento “isolante” di lui e si accetta perché si parte un po’ insieme con le stesse idee di puro divertimento… poi però la donna si lascia coinvolgere e non capisce perché per lui è sempre uguale se non peggio.

E poi, care amiche che vi stupite su come si possa cadere nella rete dell’uomo dell’organo, anche se cinicamente ho descritto come agisce e cosa pensa davvero questo tipo di maschio può davvero sembrare non egoista ma gentile a tratti, riservato ma non stronzo.

E poi è bello, ti scopa spesso (l’unico vantaggio, anche se come dicevo tende a usare solo quella parte di te che gli piace davvero, quindi poca varietà) e tu pensi di poter investire nel futuro. Ci sono stasher gentili che invece che aridi sembrano timidi e musoni. Confonderai i suoi egoismi per manie che magari puoi cambiare, migliorare nel tempo.

Quindi vai avanti, in fondo non sei ancora innamorata, però sei presa abbastanza da lui e speri che la situazione migliori.

Fermati qui. Perché i casi sono due.

O ti lascerà lui (lo stasher uomo organo è uno dei pochi che lascia, spesso solo con un misero messaggio e senza rivederti per spiegare, al massimo breve telefonata di congedo) perché si sarà stufato o, più probabilmente, perché ha trovato una che gli piace davvero o solo più di te…

Oppure…

Se già lo stai riconoscendo dalle mie parole affrontalo. Se ci tieni ribalta la situazione. Chiedigli quello che non ti dà. Se rimanda ponigli termini temporali per vedere i suoi amici, per uscire, per avere una storia NORMALE.

Si arrabbia, se la prende con te, dice che non lo capisci, lo vuoi soffocare, non hai capito il concetto di libertà nella coppia? Tutte balle. Mandalo a cagare!

Se mi sbaglio ti darà quello che chiedi e non è un suonatore d’organi, forse voleva farlo ma tu un po’ hai fatto breccia. Forse… Ma mi raccomando… fatti non parole!

Se sparisce avevo ragione e tu hai fatto bene a metterlo con le spalle al muro e mandarlo a cagare o, semplicemente, vedere che ci mette davvero un attimo ad andarsene, alle prime richieste legittime di normalità di coppia. E lo avrai fatto prima di sentirti dipendente nei suoi confronti, prima di innamorarti davvero.

Non si rifarà più vivo. Forse qualche tentativo per saggiare il terreno con messaggi interlocutori ma non farti fregare: forse c’è penuria di figa in giro e lui cerca un porto sicuro e conosciuto pret a porter. Non rispondere. Non cadere nella trappola per poi sentirti riusata e rivedere la stessa superficialità, una volta ottenuto quello che vuole.

Soffrirai un po’ ma non troppo. Ti mancherà ma non troppo. In due mesi sarà un non troppo brutto ricordo. Ma solo perché hai agito tu e per tempo. Prima di essere abbandonata in un autogrill. È diverso: sei tu che sei scesa dalla sua auto e hai preso un pullman in direzione opposta.

Come diceva il mitico Bracardi: stashing FANGALA!

Sincerely yours

@anpellizzari

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