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Mio marito è tornato

Matrimonio: ricominciare è possibile?
Matrimonio: ricominciare è possibile?

 

Caro Alessandro, è passato un anno e mezzo da quando ti scrissi che trattavi sul tuo blog solo di amanti deluse, sedotte e abbandonate da uomini che, nella maggioranza dei casi, tornano dalle mogli per i figli o per lo status o per convenienza economica

Secondo le tue stime solo una minoranza torna a casa perché realmente innamorato della propria moglie. Ecco, io spero, e dico spero, di far parte di quella minoranza.

Uscito di casa due anni fa perché scoperto dopo più di due anni di relazione con un’altra donna si è vissuto finalmente quella storia alla luce del sole, niente più bugie libertà assoluta di frequentazione…

Non ha mai voluto andare fino in fondo, nessuna convivenza con lei, nessun salto di qualità per quel rapporto che non aveva più impedimenti.

Io moglie disperata (mai in sua presenza) ho capito i miei sbagli, ne ho fatto tesoro e ho iniziato un percorso dalla psicoterapeuta che seguo tutt’ora e che mi ha aiutata moltissimo a gestire la rabbia e a fortificare me stessa in previsione di una vita da reinventare.

Dopo 8 mesi di amantato ufficiale è tornato da me… Inutile dire che l’ho perdonato e che adesso, a distanza di quasi due anni, il nostro matrimonio funziona. Condividiamo molte più cose e dai nostri errori abbiamo imparato.

Una parte di me sarà sempre guardinga, la fiducia è difficile da regalare quando sei stata tanto ferita, ma ci proviamo.

Ho visto un film una volta in cui la madre della protagonista diceva alla figlia disperata perché tradita: lascialo andare… non c’è niente di meglio di una dose massiccia di amante per far tornare un uomo dalla propria moglie.

Ogni giorno per me è diverso: giorni belli e giorni di paura che lui possa ferirmi di nuovo. Non credo alla favoletta che è tutto rose e fiori… non sarà mai più così ma proprio perché si è consapevoli dei motivi che ci hanno allontanati si lavora insieme affinché non riaccada.

Se guardo al passato vedo i gravi problemi di famiglia, ma esterni alla coppia, che mi hanno necessariamente assorbito qualunque energia, io poi sono una madre troppo (ora l’ho capito) ossessivamente attenta alla crescita dei ragazzi.

Lui mi parlava del suo lavoro e io non lo ascoltavo più. Lui mi chiedeva di accompagnarlo nei viaggi e io dicevo sempre no. Ma lo amavo allora come adesso. Solo lo davo per scontato. Non era solo il sesso credi che poteva rappresentare un varco verso un’altra. Un uomo vuole sentirsi accolto, capito ascoltato

Vorrei che tante delle donne-amanti che ti seguono non si raccontassero solo la favoletta che il loro uomo torna a casa perché costretto da cause di forza maggiore ma perché a volte, credo molto più del 10% dei casi, si accorgono che spogliato del brivido del proibito, del sesso dei primi mesi una donna non sempre è la compagna di vita che sogni e che, nel mio caso, era già tua.

Non tutte le mogli sono donne avide che sarebbero pronte a tenersi un marito traditore solo per status o soldi.

Sono una donna indipendente economicamente e i figli sono grandi. Ci sono donne come me che potrebbero vivere benissimo del proprio stipendio ma che nonostante tutto amano e credono ancora nel proprio amore.

E spero di poter continuare a condividere un messaggio di concreta rinascita.

Ho anche un messaggio per le mogli in crisi che vogliono recuperare il rapporto anche di fronte a un tradimento.

In concreto ecco cosa ho fatto io:

 

1. Mai piangere davanti a quell’uomo che sta vivendo tutte le sfumature di grigio fuori casa con un’altra donna.

 

2. Mai ridere come se non aspettassi altro che liberarti anche tu di lui perché lo prenderebbe come alibi per scaricarsi la coscienza.

 

3. Mai senza trucco e tacchi a qualsiasi ora si presenti per fare salutini vari ai figli… questo ha funzionato tantissimo!!

 

4. Bene che sappia che non sei murata viva, che esci con amici che lui non conosce, ma senza esagerare.

 

La mia non è stata solo tattica, ero troppo a terra per avere quel tipo di energia strategica ma mentre io cercavo di rinascere lui mi ha riscoperta. Il resto ancora è da vivere.

Se tutta la sofferenza è servita a ritrovare una centratura allora ripiangerei tutte le lacrime che ho pianto.

 

Una lettrice

 

 Grazie cara lettrice. È vero, parlo spesso di amanti e le difendo soprattutto dai maneggi dei tanti uomini che si dichiarano innamorati sapendo che non lasceranno mai la famiglia, imponendo un calvario fatto di momenti entusiasmanti e attese da tossicodipendenza, come ha efficacemente detto nei commenti un’altra cara lettrice. Ma il tuo punto di vista è quello della moglie tradita, che ha perdonato e che ha vinto (dopo due anni puoi esserne quasi certa) o sta per vincere la sua riconquista del marito.

Un punto di vista interessante che dovrebbe far riflettere quelle mogli che per il tradimento del marito se la prendono con le amanti, magari perseguitandole, come se la febbre fosse colpa del termometro che la misura.

Un punto di vista interessante anche per le tante amanti che si chiedono perché lui è tornato dalla moglie o perché, ormai libero, non convive con loro.

Discutiamo sulle tue parole.

 

I mariti che tornano dalle mogli perché innamorati sono una minoranza.

Purtroppo è vero. Non sarà il 10, sarà anche il 20 per cento ma non di più. E sai perché? Perché tutte le amanti lasciate o più spesso costrette a lasciare se li vedono ritornare. Per sesso, certamente, a mani vuote, certamente, ma un uomo che ricerca un’amante (o altre) non si è di nuovo innamorato della moglie. È tornato per i soldi, per i figli, per paura, per coercizione, per debolezza. Ps: non vanno meglio gli amantati che diventano nuovi matrimoni, siamo sulle stesse cifre o meno. Rarità o, se preferisci, minoranze.

 

 

Lui una volta libero non è andato a convivere con lei

Questo è stato un tuo enorme vantaggio e dovrebbe far riflettere tutte quelle amanti che, finalmente ottenuta la separazione legale e fisica, vedono che invece di godersi la libertà ha un piede sul freno, non apre le porte della sua nuova casa, addirittura ci va sì e no con la scusa dei figli… Tanti uomini cedono alla voglia di libertà convinti al 60%, si vede proprio da, come dici tu, dal mancato salto di qualità importante con l’amante.

 

 

Ho capito i miei sbagli, gestito la rabbia.

È stato il tuo passo fondamentale, grazie anche alla terapeuta giusta. Gestire la rabbia, un sentimento normale di fronte al tradimento di chiunque, è importantissimo, perché finché c’è rabbia o rancore una donna non può capire se è ancora innamorata o se è davvero finita con lui.

 

 

Sarò sempre guardinga, la fiducia è difficile.

Altra reazione normale e purtroppo, ci vogliono in media almeno sei mesi dal perdono del tradimento per non avere più tanti flash di lui e l’amante a letto insieme quando fate l’amore voi, o non guardare con sospetto il suo indugiare sul telefono, o non soffrire ogni volta che torna tardi o è in trasferta. Molto dipende dal suo comportamento: un uomo veramente innamorato, veramente tornato da te si comporta in modo rasserenante. Se dopo due anni di rinascita hai ancora leggeri problemi di fiducia credo che sia normale. Il tradimento è una cicatrice che sente quando cambia il tempo.

 

 

Lascialo andare… Una dose massiccia di amante è la medicina giusta

Tenerlo per forza no di sicuro. Quindi sì, lasciarlo andare, ma che sia conscio che tu, seppur ancora innamorata, potresti trovare un altro. Che ne sia ben conscio. Mi ritengo libera anch’io… Senza esagerare, ovvio che non diventi la “vedova allegra”. 

 

 

Io non lo ascoltavo più, badavo ai figli, non viaggiavo più con lui…

La routine e la noia sono i nemici numeri uno dei matrimoni più longevi. Adagiarsi sugli allori è un veleno, sia che lo faccia lui sia che lo faccia lei. Togliere il sesso a un uomo lo manderà a cercarlo fuori, prima o poi. Trattarlo come l’ultimo dei figli lo fa sentire solo e incompreso. Togliere alla coppia degli spazi esclusivi come weekend da soli, cene o comunque spazi di privacy è letale nel medio lungo termine. Se poi, come sempre, si aggiungono casini esterni, la coppia non ha più la forza di tenere di fronte allo tsunami.

 

 

Non c’entra solo il sesso, un uomo vuole sentirsi accolto, capito, ascoltato

Il sesso è il motivo numero uno di tradimento. Ma quello che dici sulla comprensione è vero. Quante “amicizie” fra sposati e donne single (che mai sarebbero andate con un uomo occupato!) sono diventate “migliori amicizie” toccando i vertici della confidenza per poi sforare nel sesso? Molte. E quante amanti si ritrovano a fare le psicologhe a gratis di uomini che non lasciano la moglie ma hanno bisogno di una spalla sulla quale piangere? Tantissime. Certi tornano dalle amanti e magari non chiedono sesso (all’inizio…), ma una seduta di terapia gratis. Perché solo tu mi capisci…

 

 

Non tutte le mogli vogliono tenerselo per avidità, status o per forza

Vero, però credimi, ce ne sono tante che perdonano perché conviene. Perché non vogliono rimanere sole. Perché nel paesino si parlerebbe male. Come sapete, l’unica vera ragione per una separazione in casa (vera, non finta) che io ritenga valida sono i figli piccoli o nella fase dell’adolescenza, salvo la guerra dei Roses. Per il resto una moglie che vuole tenersi il marito lo dovrebbe perdonare perché lo ama ancora nonostante tutto e vuole lottare per tenersi il partner.

 

 

Sui tuoi pratici consigli alle mogli

Sono d’accordo: fare la vittima piagnucolosa, fatti salvi i pianti fisiologici dell’inizio e qualche lacrima inevitabile in corso d’opera, è controproducente. Dignità trasmette sicurezza e struttura, e la sicurezza deve far pensare a lui che voi, fra un po’, potreste non più perdonarlo. O innamorarvi di un altro. O semplicemente andare a letto con un altro. Sul trucco e i tacchi sottoscrivo: à la guerre comme à la guerre, non esageriamo con le strategie ma la moglie compete sempre con una donna di base più sexy e novità e spesso più giovane.

Chiudo con un pensiero. L’ho già scritto: non esiste la vacca che rovina il pascolo degli altri, e non ci si può lamentare se il vento entra dalla finestra lasciata aperta e butta giù piatti e bicchieri lì belli impolverati da anni. L’amore è semplice, anche nella rinascita di un matrimonio: bada ai fatti. Non sarà mai quello di prima, ma un matrimonio che risorge è una casa quasi del tutto nuova, non basta una ristrutturazione.

Sincerely yours

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amanti in crisi: road map la mappa per andare avanti

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Roadmap (mappa stradale), dice Wikiepedia, è comunemente intesa come una sequenza temporale di azioni previste attraverso la quale ci si aspetta di raggiungere un obiettivo.

Se immaginiamo gli amanti come due vele che lasciano il porto del matrimonio per avventurarsi insieme in mare aperto queste due vele dovranno sorpassare due boe.

La prima boa è quella della fase ludica dell’amantato. Gli amanti stanno bene insieme, sessualmente e psicologicamente, al punto che i primi sei mesi di gioco sono volati, e si va avanti.

Dal sesto mese al compimento dell’anno il dna della nuova coppia cambia: ogni volta che si sta insieme le molecole del divertimento si trasformano in molecole di sentimento, iniziando a costruire le basi dell’amore. Non importa che vi siate detti cose tipo “prima i figli” o “io non lascerò mai la famiglia”, o che le abbia dette solo lui. Il sentimento è un tarlo che ormai è entrato nello scafo delle vostre barche e ha iniziato a divorarne il legno, lentamente ma incessantemente, e lo farà finché la barca non colerà a picco (e uno di voi, di solito lui, tornerà in porto) o vi costringerà a salire su un’altra, quella della vostra nuova coppia.

A un certo punto, quando vi renderete conto che state facendo il pieno di sentimenti e che il programma iniziale “divertiamoci senza pensieri” non basta più vi guarderete negli occhi e vi direte la fatidica frase: è adesso cosa facciamo? Ci fermiamo qui o andiamo avanti? La risposta di molti è: io non me la sento di fermarmi qui, andiamo avanti e vediamo cosa succede. Altri si fermano per evitare sofferenze, ma più della metà torna sui suoi passi perché “non posso fare a meno di te”. Altri ancora non torneranno più, ma sono la minoranza.

Una volta deciso il wait and see le due vele lasciano la prima boa e si inoltrano nell’oceano. Questa fase può durare in media altri sei mesi ma la seconda boa è già all’orizzonte: è quella del compimento del primo anno.

Nel secondo semestre di amantato lui e lei, nonostante i primi litigi (prima non c’erano e soprattutto non servivano), la frequenza dettata dall’agenda di famiglia (la coppia avrà superato la grande e spesso crudele prova del primo Natale o prima estate non insieme) e vari sensi di colpa e indecisioni condite da passeggeri ripensamenti, avranno accumulato punti sentimento per cui è chiaro, e spesso dichiarato, che ormai si tratta di amore. E l’amore vuole progetti insieme, anela mettere le mani sul futuro.

Ecco la seconda boa. Di solito è lei a mettere i puntini sulle i: “ti amo ma non me la sento di continuare a fare l’amante a vita”. E qui iniziano i guai.

Di solito è lei soprattutto se è libera e lo sposato è lui. Anche perché è decisamente più duro aspettare da sole che lui torni dalle vacanze con la mogliettina o anche da un semplice weekend se l’amantato è ormai diventato amore. E poi, sposata o no, occupata o no, voi siete in genere molto più oneste di noi maschi. Lo prova il fatto che vi separate più facilmente e, quando non amate più un marito, diventa molto più difficile, e spesso impossibile, farci sesso.

Dicevo che iniziano i guai perché voi donne siete parole ma anche fatti, noi uomini in amore siamo spesso Troppe parole e pochi fatti. Siamo bravi a farvi sentire delle regine finché fate le amanti, ma se presentate il conto sono pochi quelli realmente disposti a saldarlo in tempi brevi o accettabili umanamente, compresi e soprattutto quelli che a parole hanno esagerato, parlando di figli (non si progettano figli se non si è sicuri neanche per “era un desiderio”) o di convivenza.

E quindi, alla seconda fatidica boa, lei scoprirà che in fondo lui potrebbe benissimo andare avanti così da amanti per anni, che non può lasciare i figli (ma non c’erano già quando parlava di futura convivenza?), che ha bisogno di tempo.

Tempo. È la parola Chiave della road map degli amanti. Sono già passati 12 mesi. Sono serviti a far maturare l’amore, trasformando gli amanti in coppia? Bene: ha ragione lei, se non avete deciso per motivi oggettivi (figli, soldi…) TUTTI E DUE che si va avanti così (o ci si ferma e si torna in porto) non potete più fare gli amanti a lungo, perché la cosa si farà insopportabile e, mano a mano che procederete in mare, la barca farà acqua.

Lui (a volte lei) ha chiesto tempo? È comprensibile, ma se è sincero e vuole proseguire ci vuole la road map degli amanti.

Dovete cioè stabilire insieme un percorso fatto di tappe concrete che vi porteranno a coronare il sogno: davanti a voi non ci sono altre boe da doppiare, ma un porto nuovo che sarà la vostra casa o il naufragio della vostra storia.

Dovete quindi sedervi a tavolino (o a letto, luogo più consono agli amanti innamorati) e decidere quali saranno le tappe dei prossimi sei, dodici mesi, il tempo medio che serve a organizzare la rivoluzione della vita precedente.

E qui, di solito, si scoprono i suoi altarini. Di fronte alla sua richiesta di tempo voi rispondete con un “va bene, ma queste sono le tappe”. La prima tappa è l’ufficializzazione dello stato di crisi dell’azienda matrimonio. Un’azienda che va in crisi di solito dichiara ai dipendenti che le cose non funzionano e che c’è uno stato di crisi. Da lì partono tutta una serie di provvedimenti, ma la prima cosa è chiarire che le cose non vanno più bene.

Ovvio no? Mica sempre. Perché, care amiche, sarà proprio nel fissare la prima tappa della road map, e cioè la sua ufficializzazione della crisi matrimoniale, che potrete spesso scoprire che la tanto vituperata moglie, quella con cui non si scopa da anni, si litiga ogni giorno, c’è incomprensione totale, diventa intoccabile e “poverina”, e quindi non è possibile neanche dirle a voce quello che lui tante volte vi ha descritto, e cioè “cara moglie io e te non scopiamo da mesi, siamo diventati come fratello e sorella, non ci amiamo più e io sono infelice, siamo in crisi”. Che poi è il minimo sindacale della dichiarazione di crisi, che va dal minimo sindacale appunto di dichiararla con pausa di riflessione (serve tempo a tutti per metabolizzare anche la realtà di anni) al massimo del coraggio, che è “voglio separarmi”.

Dunque, se lui, dopo un anno che state insieme e vi racconta di come sua moglie non sia più da tempo sua moglie, se già vi ha chiesto tempo e poi non riesce neanche a dirle ciò che è la realtà ho paura che la moglie sia una vera moglie, che si vabbè sono in crisi (se non è un seriale non avrebbe un’amante seria altrimenti) ma in realtà scopano eccome e la vita in casa non è quel piattume o quel disastro che vi ha descritto tante volte… Se è così la road map si ferma qui, perché lui ha bluffato. E se alla prova dei fatti le sue parole erano tutte o quasi esagerazioni ormonali o illusioni (magari anche sue, ma non siamo bambini) siete voi che dovete interrompere la navigazione. Perché non si possono fare progetti di viaggio transoceanico con chi in realtà voleva farsi solo una gita in barca tenendo in vista il vecchio porto.

Se invece lui supera la prova della ufficializzazione della crisi (light, medium o strong che sia poco importa, ciò che importa è iniziare) potete mettere giù le altre tappe.

Inutile tediarvi su quali sono: sono quelle che seguono chi è seriamente intenzionato a separarsi, dalla ricerca della casa nuova ai pareri legali, dal mettere in sicurezza il futuro dei figli (si smette di essere marito e moglie ma mai di essere genitori) in modo civile e consensuale (si auspica) alla divisione dei beni.

Sono tutte tappe che variano di caso in caso, anche se devono essere sempre concrete e precise, devono essere fatti: la specialità degli uomini che vogliono sfuggire a una seria road map è infatti quella di rimanere sul generico, sia su quello che faranno sia sui tempi di quando lo faranno. Quindi occhio a proposte di tappe generiche nei modi e nei tempi.

Una seria road map ha un tempo limite, che in media è un anno. Dal superamento della seconda boa dei primi 12 mesi, la road map ideale prevede tappe che portano al traguardo in un anno.

Non è un ragionamento logistico, è un ragionamento psicologico.

Perché un conto è aspettare ancora un anno per coronare il sogno vedendo, mese per mese, che c’è progressione positiva fra una tappa e l’altra, e un conto è arrivare a distanza di un anno che la lista della spesa è metà vuota.

Una barca che deve andare nel nuovo mondo ha un viaggio lungo, ma non interminabile, altrimenti l’equipaggio (lei di solito) si ammutina. E giustamente. Ci si ferma nelle isole (le tappe) e si fa rifornimento e si prosegue con rinnovato vigore. Se non ci sono tappe e le vele sono sgonfie per la bonaccia troppo prolungata i marinai vorranno abbandonare il viaggio e la nave.

Tieni in conto che nei 12 mesi a venire di road map c’è dentro almeno un giro di vacanze separati, e sarebbe per voi il secondo o il terzo, prove durissime, le più dure.

Ho poi visto che gli amanti che superano il secondo anno di storia lo hanno fatto concordandolo insieme: sono quelli entrambi sposati, entrambi con bambini piccoli che, giocoforza, si devono dare più tempo e più pazienza se le condizioni in casa lo permettono. Ma anche loro non possono pensare di andare avanti all’infinito, anche perché ho visto coppie di amanti resistere 3,4 o 5 anni, ma sono caratterizzate da uno squilibrio evidente. O hanno tirato avanti di comune accordo (è spesso il caso di entrambi sposati con figli piccoli appunto) ma, superato il tetto massimo di attesa, sarà comunque molto difficile che si schiodino dall’amantato (contano anche gli anni del più anziano dei due), oppure lei è single e se supera i tre anni di attesa spesso vuol dire che lui l’ha tirata scema, ha promesso e disdetto varie volte e lei aspetta perché ha una forma di dipendenza (raccomando un buon psicologo) e/o non ha il coraggio di mollarlo lei (magari ci ha provato più volte) ed è quindi in posizione di sudditanza e stand by, ma che infelicità!

Quindi ecco perché ritengo che in generale due anni siano il tempo massimo per una coppia per trasformarsi da amanti a fidanzati ufficiali (almeno): ogni mese in più sarà un calvario progressivo per almeno uno dei due.

Aggiungo due motivi di riflessione, nel momento in cui, di fronte alla proposta di road map, lui tergiversi.

Il primo è un messaggio a lui. Mettiamo che tu sia stato davvero sincero quando hai pensato che la tua amante poteva essere la nuova compagna della vita. Di sicuro vieni da un matrimonio in crisi e, soprattutto se tradisci per la prima volta, ci sei arrivato perché ne avevi necessità, bisogno, per esempio se in casa il letto è gelato da tempo. Però se alla richiesta della tua amante di tracciare la road map della progressiva separazione ti vengono i sudori freddi, e ti accorgi che poi non sei così pronto e troppi dubbi sul futuro ti assalgono sii onesto con te stesso e con la tua amante. Forse il tuo matrimonio non è del tutto archiviato. Forse quella moglie che vedi più come una sorella, soprattutto se non c’è astio ma affetto e convivenza civile anche se “bianca” può tornare a essere una vera compagna, di fronte alla possibilità di perderti davvero. La routine addormenta i sensi ma anche i campanelli d’allarme. Forse dovreste darvi, come matrimonio, un’ultima chance (a meno che tu non ci abbia già provato più volte e da tempo, e le pile siano davvero esaurite). Il consiglio è, caro amante lui, di fermarti, dire chiaramente alla tua amante che non sei certo di voler chiudere con tua moglie e metterti di buzzo buono a rimediare in casa. Anche perché, con un’amante di mezzo, è difficile recuperare con la moglie. Hai paura che l’amante ti mandi a quel paese? Hai ragione e probabilmente lei, se non è disperatamente attaccata a te lo farà, ma se sei onesto questo è un rischio che devi correre, non si può avere l’amante in attesa e la moglie a casa. Se non sei onesto sai che farai già il doppio gioco, e allora non mi interessa consigliarti.

Attenzione: la road map implica anche che, quando lui giustamente ufficializza la crisi in famiglia, due mogli su tre, comprese quelle che dormivano, si svegliano di soprassalto e tornano alla carica alla riconquista del marito. Quelle più strutturate e sincere, davvero innamorate, si concentrano sul recupero della coppia, quelle meno illuminate e più legate allo status sociale del matrimonio cercheranno un nemico esterno che le sollevi da ogni responsabilità del fallimento coniugale (quasi sempre è un concorso di colpa) e inizieranno una caccia all’amante, pensando follemente di poter ricomporre un matrimonio eliminando l’avversario che ha trovato la porta di casa spalancata. Illusione che funziona solo se lui è un debole, ma che non ripara da future corna e non ricostruisce una coppia felice.

Anche per questo motivo superare i due anni di attesa con lo status di amanti è controproducente e statisticamente fallimentare. Dunque, cari amanti, occorre darsi una mossa, e qualcosa mi dice che dovrai dartela, come al solito, per prima tu, cara amica amante. E mi raccomando: ferrea sulle scadenze! Se non le rispetta non ti rispetta…

In bocca al lupo a tutti, comunque vada!

Sincerely yours

Ieri mi amava oggi è dalla moglie: ma come ha fatto a “riprendersi” così in fretta?

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Mi chiedete: ieri mi amava, faceva progetti sul nostro futuro insieme, mi sparava a zero sulla vita grama con sua moglie, mi riempiva di baci complimenti e dichiarazioni d’amore e adesso che mi ha detto “ti amo tantissimo ma purtroppo non posso lasciarla non è il momento” non solo è sparito, ma si è “ripreso” con la moglie come se noi non fossimo mai esistiti.

Ma come fanno questi amanti focosi nati da matrimoni dichiarati ormai morti a riprendersi così in fretta, ad alzarsi dalla tomba coniugale come un Lazzaro che invece di essere miracolato da Gesù viene portato di nuovo alla vita matrimoniale con un cenno della moglie, un sospetto da lei dichiarato, il rischio di essere scoperti o la scoperta dell’altra?

Care amiche, ho già raccontato qui l’effetto che fa a un uomo tutte parole e pochi fatti l’essere scoperto dalla moglie: sparisce e spesso non dà notizie di sé per giorni, settimane, a volte per mai più. E’ la vigliacchitudine di perdere il pacchetto moglie-figli-soldi ma anche quella che l’uomo dalla coda di paglia vede come il fulmine a ciel sereno che colpisce l’amante ormai scomoda, incenerendola e liberandolo da un giogo, per quanto lussurioso, ormai diventato pesante.

Ma torniamo al come fa a riprendersi così in fretta con quella che ieri era descritta come una donna nel migliore dei casi sorella e amica e nei peggiori una noiosa e petulante asessuata, una con cui non si fa sesso da quando lei aveva zero anni…

La ripresa dura 4 fasi e tre mesi in genere: eccole nei pensieri e nelle parole di tre maschi tipo

IL GIORNO DOPO L’ADDIO ALL’AMANTE: LA LIBERAZIONE
Caxxo sono riuscito a lasciarla o a farmi lasciare. A furia di farla soffrire, di appuntamenti mancati le ho propinato la storia dei sospetti di mia moglie e ho avuto l’alibi per staccare. Sotto Natale non avevo scelta, ti immagini le scenate per le feste e le foto (le foto su Facebook!) delle feste comandate? Mica può reggere la storia della famiglia sfasciata sotto l’albero con la borsa griffata per lei… Sono libero. Certo, la mia amante era bella, una bomba del sesso, l’ho anche ammorbata con i miei racconti sul lavoro e sulle fatture non pagate ma… Era diventata pesante. Voleva essere amata. Voleva essere chiamata. Voleva stare con me sempre più spesso. Ora mi sento libero dal giogo, sono così allegro e sereno! Niente più balle, sensi di colpa, guardo i bambini come non facevo da tempo. Ma sì, in fondo tante parole e tanti sogni, anche belli, ma erano scopate. tante, galattiche, ma scopate. Anzi, quasi mi viene voglia di fare l’amore con mia moglie tanto mi sento sollevato, non importa se è un mese che non lo facciamo (mentivo quando dicevo che non lo facevamo mai), non importa se è il solito uno due tre, mi ci devo riabituare. Basta con le amanti, danno ma tolgono molto di più in termini di serenità.

30 GIORNI DOPO L’ADDIO ALL’AMANTE
Cavoli mi manca. Mi manca lei. Non tanto ma inizio a provare qualche morso di fame. La trattoria di casa non mi fa mancare nulla, sono ancora abbastanza sereno, sì il minestrone è sempre quello, stesse verdure, mai un cambiamento, ma è caldo e comodo. Certo lei era un ristorante pluristellato, inizio a sognarmi i nostri giri dell’orologio nel letto, ore e ore a parlare, ridere e fare sesso senza remore o “questo no”. Però ho fatto bene a tagliare, la cosa aveva un prezzo esagerato. Qui invece calma piatta, il prezzo è la noia. Sentirò gli amici del tennis, un po’ di sport mi toglierà il suo corpo nudo e voluttuoso dalla testa.

60 GIORNI DOPO L’ADDIO ALL’AMANTE
Chissà che caxxo sta facendo quella. Su Facebook mi ha bloccato ma ho un amico infiltrato in comune che mi dice che esce. Si diverte. I primi due mesi era praticamente assente dalla bacheca, a parte qualche frase triste sull’amore o arrabbiata contro gli uomini che promettono e non mantengono. Ora ci sono foto anche provocanti, divertite. Ha qualcuno? Sicuramente viene corteggiata, bella com’è. Provo gelosia lo ammetto. Ma conto sul fatto che sia innamorata ancora di me, e che andare a letto con un altro le faccia schifo. Si prenda pure gli aperitivi e le cene, di uomini come me non ne trova. E se ne trova chissenefrega, io ho ritrovato la mia famiglia. Ritrovato… mia moglie ha gli stessi difetti di prima. Sembra non essersi accorta di nulla, neanche del mio primo mese di fervore rinnovato nei suoi confronti. Lei ha un orizzonte a breve raggio. Io avevo scorto lei, bellissima, in mezzo all’oceano. Per fortuna fra dieci giorni è il suo compleanno, così ho la scusa di mandarle un messaggio. Se ci sta ancora risponderà in modo non formale, se non ci sta o non risponde che si fotta!
Mi spiacerebbe però, non dico riallacciare, ma un altro giro di valzer perché no, in nome della vecchia amicizia e dei ricordi. Ah, se solo avesse accettato di fare l’amante e basta, senza pretendere altro che la mia compagnia. Quando potevo…

90 GIORNI DOPO L’ADDIO ALL’AMANTE
Devo sapere se è vero che esce con quello stronzo single. Voci attendibili mi dicono che forse ci ha passato anche un weekend, ma sono all’inizio della storia. Posso ancora incunearmi come un perno fra loro e farla tornare da me. Ho i morsi della fame sessuale che mi attanagliano. Provo addirittura della nostalgia, non lo avrei mai creduto. Ma la gelosia è quella che mi dà più fastidio, e la voglia del suo corpo, fortissima. Devo convincerla a rivederci una sera, devo riportare a letto almeno una volta. Se ci riesco, ho qualche mese assicurato di sesso spinto. Le prometterò di tutto e di più, sono disposto a qualsiasi balla. Tanto il Natale è passato e ora posso anche concedermi qualche serata libero in più. Da oggi inizio a messaggiarla tipo: mi manchi tanto, ho sbagliato tutto, voglio tornare indietro, ho fatto l’errore più grande della mia vita, amo solo te, sono andato dall’avvocato, dammi un’ultima opportunità. Sono carico, sento che riuscirò a espugnare la fortezza. La conosco, ci ho dormito tante volte. E’ passato troppo poco tempo perché lei sia totalmente disinnamorata. Le donne mica si riprendono in fretta come noi. Loro ragionano con il cuore, non con la pancia, chiamiamola così…

Come vedete, l’uomo di un certo tipo, il più egoista e legato al “cosa mi conviene”, si riprende in fretta dalla liquidazione dell’amante, ma anche dall’ennesima liquidazione della moglie.

Spesso le uniche due vittime di questo tragico e diffuso gioco a tre. Una inconsapevole o troppo debole per scoperchiare la pentola, l’altra che forse ha accettato all’inizio con troppa leggerezza di fare l’amante, magari digerendosi qualche balla in più sul matrimonio fallito che proprio fallito non è. E poi si è innamorata di una maschera dell’innamorato.

Gli uomini si riprendono in fretta.

Sincerely yours

I matrimoni non finiscono per colpa degli amanti

sempre colpa degli amanti
sempre colpa degli amanti

L’amante raramente causa la fine di un matrimonio, è solo la fisiologica conseguenza e risposta a un matrimonio claudicante e decotto, spesso da anni, a volte da decenni.

E quando un matrimonio va in crisi, salvo i rari casi di colpo di fulmine (frequenti come i vasi che cadono in testa all’unico passante sotto quel balcone una domenica deserta di ferragosto in città), la colpa non è sicuramente dell’amante.

La colpa è del marito, che dopo il periodo di innamoramento (dura massimo 36 mesi dicono gli scienziati) e fatti fare alla moglie uno due figli rivela spesso una natura arida, legata al soldo. Un uomo dedito totalmente al lavoro e ai propri interessi, con una capacità empatica e di comprensione pari a quella di un sasso, spesso succube della famiglia d’origine che lo comanda come un burattino, mammone che trasforma la moglie in badante cuoca cameriera, amante focoso che diventa eiaculatore precoce in pantofole e barba lunga che scopa solo quando non c’è il calcio in tv (c’è sempre).

La colpa è della moglie, che archivia il completino sexy e indossa la liseuse e il pigiama antistupro, da moglie si trasforma in mamma e tu diventi il terzo figlio, che dorme sugli allori della routine pensando che l’indissolubilità del matrimonio e la fedeltà siano clausole contrattuali, non giardini da seminare curare e innaffiare ogni giorno. Mogli che loro, per prime, abdicano al loro ruolo femminile e trasformano i pochi ma sani e necessari weekend di coppia a full immersion in interminabili feste e impegni dei figli, eventi dei quali non si può perdere neanche un minuto.

Anche il più innamorato dei coniugi prima o poi capisce che essere gentili, premurosi, spiegare cosa non va fino a litigare, provare sempre a recuperare per primo, fare sempre per primo approcci a letto che falliscono il più delle volte, tentare innumerevoli volte di spiegarsi, trascinare l’altro in terapie di coppia che il partner non capisce perché crede di avere sempre ragione… dopo mesi, anni di tentativi di conciliazione e letti gelati anche il più paziente dei coniugi si rompe e inizia ad archiviare la pratica.

Questi matrimoni sono tutti matrimoni di facciata. Sono case spesso sfoggiate su Facebook come castelli delle favole Ma dentro sono come la casa degli Usher di Poe, crollata, in rovina da anni. Dei ruderi dentro intonacati fuori per il pubblico.

E voi, care mogli disperate per “quella Zoccola rovinafamiglie” e voi, cari mariti incazzati a morte con “quel bastardo che ha rovinato tutto” volete venirmi a raccontare che è l’amante ad aver fatto saltare il vostro bellissimo sogno?

Ma mi faccia il piacere! Vi direbbe il grande Totò. Voi non avete il coraggio o la buona fede o l’umiltà o il senso di autocritica per capire che il fallimento del vostro matrimonio siete voi. Innanzitutto voi. Anche voi.

Magari non voi al 100% ma il fallimento di un matrimonio è sempre prodotto da un concorso di colpa. Ieri non ha rispettato il semaforo lei, oggi hai tamponato tu perché non rispetti certe distanze di sicurezza. E se il codice della strada che regola la serena viabilità di una coppia viene violato troppo spesso e per anni non si circola più.

E se un matrimonio non funziona più prima o poi le corna sono assicurate. Qualcuno si separa prima di compiere quello che in Italia chiamiamo tradimento. E che tradimento non è: non si tradisce un matrimonio finito da anni. Non si tradisce il niente.

Le corna assicurate… la scoperta dell’acqua calda. Che cosa deve fare un uomo la cui moglie lo fa scopare male forse una volta al mese? Prova a guardarsi in giro, mica può regredire all’ adolescenza e al fai da te sotto la doccia!

E lei? Prima o poi cederà alle lusinghe di qualche uomo sicuramente piacente, sicuramente simpatico, ma che sostanzialmente la farà risentire al centro dell’attenzione, la farà risentire donna. La farà risentire giovane e bella.

Non che le donne non sentano il bisogno di fare sesso, anzi. Molti mariti passivi scoprono (non senza essere stati “avvertiti” prima) che la donna che pensavano fosse la colf ufficiale di casa si è trasformata in una bomba del sesso con un altro che non dorme e si rade e si lava tutti i giorni.

Le donne però cedono a un corteggiatore inizialmente più perché le fa sentire donne, ne sottolinea la bellezza e la preservata capacità di sedurre, e poi si parla di sesso.

Qualcuno dirà: non c’è bisogno di andare a letto con un altro per chiudere il matrimonio, basta separarsi.

Basta separarsi. Giusto. In teoria. In pratica lo si fa nella maggioranza dei casi quando non ci sono alternative. Questione di soldi? Certo, mica viviamo nel periodo del bengodi, mica siamo tutti ricchi. Due case invece di una, uno stipendio invece di due, spese in più, avvocati, assegni di mantenimento… e chi li ha questi soldi? E i figli? Nessun figlio è contento di vedere i genitori che non dormono sotto lo stesso tetto, a meno che non volino i coltelli e fin che si può. Fin che si può i bambini vogliono credere a Babbo Natale, anche se il compagno di classe gli dice che non esiste. E gli uomini? Molti hanno paura di una vita da soli, e quindi non si cambia auto finché non ne hai vista una migliore che vuoi e puoi comprare. Cinico ma vero, fatevi l’esame di coscienza perché dentro di voi lo sapete, anche se fate gli struzzi.

Quindi cari mariti e mogli che puntate il dito contro le amanti rendetevi conto che vi state facendo un selfie che ha per sfondo la colpa della fine del matrimonio.

Infatti, scoperto l’amante, cosa fate? I più evoluti e intelligenti ne parlano si confrontano cercano di recuperare e, alla peggio, si concentrano su come continuare nel futuro a fare i bravi genitori e a dirlo ai figli in modo da fargli meno male possibile. Cercano un accordo consensuale anche in nome del bello che c’è stato, dell’affetto che spesso rimane per l’altro e del fatto che lui sarà sempre il loro papà e lei la mamma.

Ma ci sono anche tanti struzzi e “ho sempre ragione io” che non si fanno domande, non analizzano le proprie colpe. Si fa prima a dare la colpa a un esterno, l’influenza per loro è sempre colpa del termometro, non del virus che loro hanno fatto entrare dalla finestra e non curato quando lo potevano fare. E i virus devastano i matrimoni che hanno un sistema immunitario debole e che non si difende perché non ha più gli anticorpi dell’amore e della reciproca comprensione.

Gli struzzi coniugali sono anche quelli che avevano già visto le tracce del “tradimento” e che avevano abbassato lo sguardo per quieto vivere e convenienza. Attenzione: non confondiamoli con quelli che hanno affrontato la cosa è perdonato per ricostruire. Io parlo della moglie che sa che il marito ha o ha avuto un’altra o altre e che fa finta di niente.

E questi, siccome una lei o un lui rappresentano un concreto rischio per il matrimonio (della serie gli altri erano “solo” avventure) puntano il dito ed è tutta colpa della rovina famiglie? Troppo comodo, troppo tardi. La colpa è vostra, non dell’amante.

Non si va con gli uomini sposati! Tuona il solone della morale con il matrimonio degli altri. Ma quelli che descrivo e che poi trovano degli amanti non sono degli sposati, sono nel limbo degli sposati in attesa di passare o al paradiso della nuova felicità o all’inferno della solitudine dovuta a un matrimonio fallito (anche se credo che sia un inferno sempre abbandonabile, Cupido ha frecce infinite nella sua faretra). Le amanti non vanno con gli sposati, vanno con uomini e donne che sono separati in casa da anni, in attesa della persona giusta. A meno che non siano dei traditori seriali o bugiardi che mentono sul loro status, ma quelli non lasciano mai mogli e mariti.

I matrimoni non finiscono per colpa degli amanti e dare la colpa a qualcun altro della fine del tuo non servirà a salvarlo, ma solo a far scendere la tua dignità al livello delle scarpe.

Non c’è niente di più brutto e inutile che sputare nel mare per contenerne la forza: chi non ha voluto nuotare verso riva è destinato ad annegare.

Sincerely yours

Perché sei tornato da tua moglie?

Ti amo ma scelgo lei
Ti amo ma scelgo lei

Lui è tornato da sua moglie. Dopo sei mesi che stava con te. Dopo un anno. O perché è stato scoperto.

Ma come! Sei stata adulata, coccolata, avete sognato insieme, fatto progetti e poi? Che cosa non ha funzionato? Perché ha fatto marcia indietro? Perché ha fatto in modo che TU lo lasciassi? Perché è sparito?

Chiediamolo a tre uomini immaginari in tre interviste immaginarie che hanno lasciato l’amante dopo 6 mesi, un anno e… quando sono stati scoperti.

Mario ha lasciato Anna dopo 6 mesi

Mario come hai conosciuto Anna?
Su Facebook. Abbiamo chattato per un mese poi ha accettato di uscire a cena con me anche se ero sposato.
Lei è single.

Sei sposato? Come l’hai convinta?
Sono sposato ma sono un po’ in crisi con mia moglie. Siamo insieme da 5 anni e non abbiamo figli. Ammetto che con Anna ho calcato la mano dicendo che praticamente siamo separati in casa e non abbiamo rapporti, cosa che non è vera del tutto, ne abbiamo ogni tanto. Credo si sia convinta anche perché non ho figli e le ho detto che non mi sono separato perché non ho ancora trovato la donna giusta.

Tu hai già tradito?
Si diverse volte ma ad Anna ho detto di no, non volevo apparire un seriale e volevo giocarmela con lei di persona.

Perché tradisci tua moglie?
Perché il sesso è diventato scadente ripetitivo e una tantum. Sono affezionato a lei, abbiamo molti interessi economici in comune, va benissimo come compagna. Il sesso di qualità puoi trovartelo fuori, basta stare attenti a non farsi beccare.

Come sono stati i primi 6 mesi con Anna?
I primi tre molto belli. Facevano sesso ovunque, grandi risate e complicità. Poi lei ha cominciato ad attaccarsi troppo. Si vedeva che stavano prevalendo i sentimenti e che non era più solo una storia divertente.

Allora come ti sei comportato?
Mi sono raffreddato. Ho iniziato a vederla meno e a far saltare appuntamenti anche all’ultimo momento. Ho dovuto trattarla anche un po’ male. L’ho fatta piangere. Mi sono rimangiato certe promesse e l’ho accusata di pretendere troppo. Quando al sesto mese una sera mi ha detto che lei l’amante non poteva farla per sempre e mi ha chiesto di darle garanzie e di iniziare a parlarne con mia moglie le ho detto che non ero pronto. Quando mi ha chiesto se l’amavo ho risposto sono confuso. E quando lei mi ha chiesto se non ci saremo rivisti più le ho risposto che era meglio di no.

Ma tu l’amavi?
In certi momenti ho creduto di amarla ma era l’entusiasmo per le magnifiche scopate che ci facevamo, lei è bella ed è una bomba a letto ma dentro di me ho sempre saputo che non avrei mai lasciato la mia vita. Ci sono già passato e so che intorno al sesto mese le donne si innamorano dell’amante e vogliono il salto di qualità. Li devi troncare altrimenti poi è un casino.

Non ti vergogni di averla fatta soffrire?
Sì mi dispiace ma meglio soffrire ora che è poco che stiamo insieme: per lei è meglio. E poi anche a me mancherà la sua capacità di comprendermi e il sesso favoloso con lei, anche per me è un sacrificio. Ma io non lascerò mai mia moglie la mia casa il nostro tenore di vita.

Come ti senti e cosa farai adesso
Mi sento sereno, libero da un pericolo, il pericolo di incasinarmi con Anna che mi piaceva sempre di più. Ora starò con mia moglie per un po’, magari dandole più attenzioni (le mogli percepiscono che sei strano quando hai una storia da un po’ che ti prende) per tranquillizzarla. Poi troverò un’altra, ne ho già una con cui chatto che promette bene.

Sentirai mai più Anna?
Penso di sì. Lascerò che si calmino le acque e magari fra qualche mese proverò a bussare alla sua porta, soprattutto se non ho nessuna di interessante. Con la scusa di sapere come sta, non c’è niente di male, in fondo le ero affezionato. E magari finiamo di nuovo a letto, ma con meno rischi di innamoramento e casini.

Stefano si è fatto lasciare da Loredana dopo un anno

Stefano un anno è tanto tempo, perché non ha funzionato con Loredana?
Siamo sposati tutti e due e abbiamo figli ancora ragazzini. Ci siamo conosciuti perché tutti e due cercavamo qualcosa, avevamo un bisogno fisico ed emotivo, dato che mia moglie ha deciso da anni di dedicarsi ai figli e basta e io sono solo quello che porta i soldi a casa. Lei invece ha un marito con molti più anni che non la soddisfa sessualmente, uno in pantofole per intenderci. Quando abbiamo iniziato è stato bellissimo. A letto sembravamo due liceali, scappavamo con delle scuse a tutte le ore per vederci. Abbiamo anche dormito insieme più volte. Poi lei mi ha chiesto, dopo sei mesi, cosa volevamo fare, se andare avanti o no.

Ed è lì che si è interrotto il rapporto?
No, nessuno dei due voleva rinunciare all’altro. Però lei mi ha detto che si era innamorata e che non riusciva a fare solo l’amante. Le ho detto che ero innamorato anch’io e che doveva darmi tempo per lasciare mia moglie e sistemare le cose per i figli. Lei era più decisa, più pronta a lasciare tutto, io volevo prendere tempo senza perdere lei.

Cosa avete deciso?
Ci siamo dati altri sei mesi entro i quali avremmo dovuto fare tutti i passi per separarci. Avvertire i coniugi ufficializzando la crisi senza dire che c’era una persona, almeno non subito. Iniziare a cercare una casa fuori (per i primi tempi senza convivere) e parlare con i ragazzi.

Lo avete fatto?
Lei sì io no. Lei ha subito parlato chiaro col marito dicendogli che non lo amava più e bloccando i rapporti sessuali, anzi hanno iniziato a dormire in camere separate. Io non ho avuto il coraggio di parlare con mia moglie ma ho detto a Loredana di averlo fatto e che mia moglie aveva abbozzato. Lei è andata da un avvocato io ho fatto finta di informarmi.

Ma lei non si è accorta che tu eri fermo sul fronte separazione?
Lo ha intuito perché mentre suo marito aveva reagito cercando di dissuaderla e stava facendo di tutto per riconquistarla io dovevo inventarmi atteggiamenti di mia moglie che risultavano poco convincenti, anche perché io non le avevo parlato. Non dicevo menzogne ma ero reticente ed evasivo nei dettagli. E lei iniziava a essere sospettosa sulla mia volontà di andare avanti

E poi cosa è successo?
L’estate doveva essere la svolta. Per Agosto dovevamo aver ufficializzato a sufficienza la crisi in casa da poter fare almeno parte delle vacanze insieme. Lei era pronta già a partire con l’avvocato io non avevo fatto nulla e non sapevo come dirglielo. Aspettavo e intanto raccontavo frottole, dicevo che avevo visto l’avvocato, fantasticavo con lei su dove andare in vacanza.

Però a un certo punto hai dovuto confessare?
Peggio. Mia moglie deve aver subodorato che c’era qualcuno che mi ronzava intorno e si è risvegliata dal suo torpore di “madre e basta”. Ha preteso un weekend di famiglia e ha riempito i social di foto della famiglia felice e io non ho potuto impedirglielo. Loredana le ha viste, si è incazzata e mi ha letteralmente convocato a un colloquio chiarificatore.

E l’incontro com’è andato?
È stato drammatico. Lei mi ha fatto un terzo grado al quale io non ho retto. Mi ha accusato di non aver detto nulla a mia moglie della crisi (non ci sarebbero state le foto della famiglia felice) e probabilmente di non essere mai andato dall’avvocato. Ho cercato di resistere ma quando mi ha chiesto nome e indirizzo dello studio non ho saputo neanche inventarmelo. A un certo punto mi ha chiesto cosa avrei fatto ad agosto. Le ho risposto che non potevo non andare in vacanza con la famiglia e che avrebbe dovuto aspettare settembre per vedere se potevamo fare qualche giorno da soli. Lì lei è scoppiata: qualche giorno! Ha urlato.

E tu?
Ho preso una decisione. E sono passato al contrattacco. Le ho detto che non aveva pazienza e che mi stava pressando troppo e che così mi faceva scappare. Lei replicava che io avevo promesso e che era tutto concordato tanto che lei aveva già un piede fuori casa ma io facevo finta di niente e contrattaccavo dicendo che lei non sapeva rispettare i miei tempi e che che così dimostrava di non rispettarmi e non amarmi.

Parole pesanti le tue, hai rinnegato tutto, persino accusato…
Non avevo scelta io non me la sentivo di lasciare mia moglie. Pensavo di poterlo fare, ho cercato di prendere tempo ma poi lei mi ha messo con le spalle al muro. Anche se non avesse visto le foto di famiglia ormai era giugno e le vacanze insieme andavano decise.

E come è finita?
A un certo punto lei, piangendo, mi ha chiesto se l’amavo. Io ho risposto che ero confuso. Mi ha chiesto se amavo mia moglie: ho risposto non lo so. Mi ha chiesto: vuoi lasciarmi? Le ho risposto non lo so sono confuso aspettiamo ancora andiamo avanti così, lasciamo passare queste vacanze. Lei si è alzata dal tavolo del ristorante e mi ha detto: ti lascio io, io non voglio un uomo senza palle. Non la sento da un mese.

E tu come ti senti?
Più sereno, sollevato. Questa storia, le bugie, erano diventate insostenibili. Mia moglie ora è tranquilla e stiamo per partire per le vacanze.

E Loredana?
Se da una parte mi solleva aver evitato il casino con mia moglie dall’altra mi manca. Io sono stato abbastanza innamorato di lei ma non a sufficienza per far saltare la mia vita. Certo mi manca, soprattutto le nostre chiacchierate e il sesso. Era bello. Era bello sognare con lei. Ma erano sogni.

A settembre tornerai a casa e alla tua routine: il tuo matrimonio è davvero salvo?
No non lo è. Mia moglie, a parte il breve periodo delle foto e dell’allarme “oddio forse c’è una che gli ronza intorno” è tornata a fare la mamma a tempo pieno. Abbiamo un rapporto ogni tre settimane e lo facciamo come vuole lei, nessuna variazione o fantasia. Non è vero sesso, l’ho provato con Loredana il vero sesso.

Ricontatterai Loredana?
Tramite un amico comune mi sto informando di come sta e soprattutto cosa pensa di me. Controllo il suo profilo, guardo quando è online, mi dicono che fa poca vita sociale. Temo che in vacanza trovi qualcuno ma non dovrebbe, so che andrà da parenti, una roba tranquilla, mica Rimini. È arrabbiata con me lo so perché le ho mandato dei messaggi tipo “come stai” e “mi manchi”. Non mi ha risposto ma li ha letti e non mi ha bloccato. La sua porta è socchiusa: forse a settembre potremmo ricominciare.

Ricominciare cosa?
A fare gli amanti, io di più non posso darle. D’altronde mi ha lasciato lei, io non l’ho mai lasciata.

Alberto ha lasciato Laura perché è stato scoperto

Da quanto stavate insieme?
Due anni.

Sono tanti…
Sì, io e Laura abbiamo superato anche diverse crisi, ma poi lei ha capito che io mia moglie e i miei figli non li posso ancora lasciare, forse quando vanno all’università. Tiriamo avanti come amanti, anche lei è sposata.

E adesso cosa è successo?
Mia moglie mi ha scoperto. Non mi sono accorto che era rientrata e io ero al telefono con Laura. Ha sentito tutto. Scenata immediata. Mi ha detto subito che mi avrebbe perdonato se io troncavo immediatamente con Laura e io l’ho fatto.

Cosa hai fatto
Sono sparito. Le ho bloccato il numero le chat tutto. So che si è preoccupata, disperata ma non avevo scelta: mia moglie mi controllava.

Ma neanche un messaggio poverina? Bastava un minuto… mica sei in galera
Sì ma avevo paura. E poi mi sono detto: forse questa è la volta buona per liberarmi di una storia che andava avanti da troppo e che forse non aveva sbocco. Quando mia moglie mi ha scoperto sono andato in panico ho avuto paura di perdere tutto! No nessun messaggio. Per evitare che lei chiamasse tutti i conoscenti comuni le ho fatto sapere tramite un amico che ero stato scoperto e che doveva aspettare e non fare nulla, questo due giorni dopo.

E lei?
Aveva intuito ed era preoccupata per me mi ha detto l’amico. Poi quando ha visto che l’ho bloccata dappertutto e dopo 7 giorni non mi ero fatto più vivo si deve essere arrabbiata e credo mi abbia cancellato.

Arrabbiata? Indignata forse
Sì, nonostante l’amore che l’ha portata a fare l’amante per due anni è una donna con una grande dignità. Un conto è resistere quando comunque ci vedevamo (anche spesso), un conto è sparire così. Avrà pensato: ok i primi giorni di panico, ma dopo devi rifarti vivo, e io non l’ho fatto. Apposta.

Pensi che ci abbia messo una pietra sopra?
È passato solo un mese, sarà arrabbiata e delusa. Probabilmente mi odia. Ma io ci tengo a lei come amante, se non fossi stato scoperto con lei sarei andato avanti così anni! Proverò a rifarmi vivo fra un mese e a tastare il terreno. Potremmo ricominciare a vederci, meno di prima perché mia moglie non si fida più, ma un po’ di tempo insieme si può trovare

Però tu Laura non la ami, ti fa comodo come amante…
No io l’ho amata abbastanza, anche parecchio in certi momenti. Ma l’amante è l’amante, la moglie è la moglie. Ognuna ha il suo ruolo e deve esserne conscia. Sì, posso averle detto di amarla, di volere dei figli da lei, di sognare un futuro nostro ma sono parole che si dicono, si pensano anche, ma i fatti sono quelli che contano. Ed essere sposati è un fatto

Tre uomini, tre pentiti, tre storie immaginarie ma rappresentative di molte altre e spesso reali, almeno in diverse parti. In Italia il 60% di uomini e donne ha tradito almeno una volta. Solo il 10% degli amanti forma una nuova coppia.

Sincerely yours

Ma se è tornato è perché mi ama ancora?

Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori...
Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori…

Lui era il tuo amante, il tuo compagno, il tuo fidanzato. Era perché, dopo mesi o anni di amore dichiarato, di sesso sfrenato e di sogni di vita insieme è finita.

E’ finita perché lui vi ha tirate sceme con le promesse ma non le ha realizzate. Non ha lasciato la moglie. Non è venuto a convivere con voi. Non vi ha sposate. Non ha smesso di tradirvi. Non ha lasciato l’altra, a volte LE altre.

Così voi, dopo aver staccato tutti gli assegni del vostro conto corrente dei sentimenti firmandoglieli in bianco, li avete visti investire in vacanze con la moglie, in fiori per l’altra, in weekend “da solo” con gli amici.

Finché, alla fine del calvario dell’attesa, vi siete arrese e avete deciso voi di finirla. Lo avete lasciato perché al vostro ultimatum lui ha risposto: ti amo ma non posso. Sei il più grande amore della mia vita ma non posso. E via con le scuse. Ma non posso.

Qualche campione di sensibilità ed egoismo avrà avuto anche il coraggio di dirvi che, dopo uno, due, tre, dieci anni di promesse non mantenute non avete saputo aspettarlo e quindi è tutta colpa vostra se lui non lascia l’altra. Rido per non piangere per voi.

Bene, questa la cronaca fino ad oggi. E adesso che succede?

Sono settimane, mesi che non lo sentite. Il silenzio terapeutico (leggi qui) calato fra voi e lui dopo la vostra decisione che così non si andava più avanti sta dando i suoi frutti emotivi.

Chi prima o chi dopo, ognuna di voi sta sostituendo il panico, la rabbia, il dolore profondo, la perdita, la sensazione che senza di lui il mondo sia vuoto e senza senso, con un senso di rinnovato benessere, di indipendenza, del fatto che non vederlo fa soffrire ma finalmente ha spezzato la continuità del dolore profondo, e che c’è un mondo la fuori ancora “vivo” e, soprattutto, che state tornando di nuovo voi stesse, le grandi donne che eravate prima di conoscerlo.

Qualcuna ha magari iniziato a rivivere una sana socialità, le più evolute e meno ferite o veloci a superare la convalescenza frequentano addirittura uomini nuovi (leggi la teoria del chiodo qui) andandoci o meno a letto, questione solo di quanto la ferita si è rimarginata.

Finalmente la vita normale sta riprendendo nonostante i flash back e i fisiologici e inevitabili momenti di malinconia e qualche lacrima sul passato quando… lui si rifà vivo.

Un messaggino. Un incontro più o meno casuale per strada. Una telefonata. Quelli senza ritegno osano persino un invito “per sapere come stai”, all’insegna dei bei vecchi tempi. Per “amicizia”, almeno quello dice…

A questo punto molte di voi si sentiranno come teletrasportate da una macchina del tempo infernale nell’abisso. Tutto ciò che avete costruito in settimane, mesi di riparazione del vostro dna emotivo distrutto da come vi ha trattato per mesi, anni, di come si è fatto lasciare per sfinimento ai limiti della crudeltà, sembra crollare di fronte a una mail, un messaggio, alla sua voce, alla sua presenza.

E’ gentile, usa i ricordi del passato più belli per blandirvi, si dimostra affranto per come è finita, vi ama ancora, siete state la donna più importante della sua vita, sì è vero è rimasto con la moglie perché è malata, perché non ha soldi, perché i figli sono fragili (anche se magari hanno 20 anni) ma lui sogna e ha sempre sognato voi. E, naturalmente, con l’altra non scopa. Mai. Forse non ci ha mai scopato (eppure hanno sei figli).

Se era libero non ha altre, non ne aveva mentre eravate insieme e i vostri sospetti erano infondati e lo hanno allontanato giusto il tempo di fare le vacanze con un fantasma con la terza di seno e il culo alla brasiliana.

Insomma, l’uomo perfetto si ripalesa con tutto il suo cuore. In quel momento, molte di voi si fanno subito la domanda sbagliata, sulla quale lui ha puntato le sue fiches.

Vi chiedete se lui è tornato perché vi ama ancora, ed è il primo passo per diventare di nuovo dipendenti da lui e, soprattutto, aprirgli le porte del vostro letto, del vostro cervello, della vostra capacità di ascoltare anche tutte le sue menate con la moglie o con l’altra (siete state delle sante a sorbirvi i dettagli di che cosa lui gli avrebbe regalato a Natale e di tutte le menate di scuola dei suoi figli).

Lui è tornato perché vi ama dunque? Domanda sbagliata. Quella vera è: lui è tornato, ma che cosa è cambiato?

Ha lasciato la moglie? E’ finalmente libero? Ha in mano la separazione scritta? Oppure vi sta rassicurando, a voce, per la milionesima volta, che adesso davvero lo farà? E’ tornato per rimanere o è solo di passaggio?

Perché, al netto del fatto che lui vi sta dicendo, esattamente come vi ha detto mille volte finché VOI non lo avete lasciato per distruzione fisica e mentale e fine fisiologica delle lacrime da versare, dicevo al netto che lui vi dice IO TI AMO E NON POSSO VIVERE SENZA DI TE… che cosa è cambiato concretamente? Vivrà ora adesso con te? O aspettiamo i “tempi tecnici”? Ma per favore, ragionate!

L’altra c’è? Scopate e poi lui torna a casa “per sistemare le cose”? No ragazze, per favore, non scherziamo con la vostra salute sentimentale e anche mentale.

Questo, se le cose non sono cambiate realmente e stiamo di nuovo a promesse per il futuro, può anche darvi nuove scadenze (la prossima estate sarò libero: chissà perché non il prossimo mese, settimana; lasciami il tempo di preparare il divorzio… ma come, lo dovevi preparare due anni fa!) ma non fatevi abbindolare.

Perché lui è lì per un solo motivo: ha bisogno di voi. Del vostro corpo. Della vostra testa. Della vostra disponibilità che rasenta la geisha.

Lui non vi ama, ama solo se stesso e i suoi bisogni. Vi ha amato forse, siete forse davvero stata la MIGLIORE di tutte (ed è per questo che torna anche), ma non vi sposerà, non lascerà l’altra, a meno che alle parole ci siano i fatti ora, qui, subito.

Vuoi entrare nel mio letto perché mi ami e te ne accorgi solo davvero adesso o di nuovo proprio perché questo “periodo di riflessione” (leggi qui) ha funzionato? Va bene, ma non esci da quella porta, non torni più a casa da lei. E vedrete che lui, di fronte a questo, non entrerà in casa vostra.

Perché è tornato allora? Perché vuole scoparvi. Perché vuole la sua psicologa e tutto quello che non gli dà l’altra, ma senza rinunciare a nulla. Vuole voi come completamento, l’altra per tutti i soliti motivi. Vuole due donne. Magari fra un po’ anche tre, una scappatella dalle due “ufficiali” ci sta, abbassiamo l”età anagrafica delle scopate ogni tanto.

Siete di fronte a un “mostro” di egoismo? La risposta è sì se non si ritira subito da questo tentativo non serio e a “scopo di scopata”, rendendosi conto che non può e non deve farlo se non ha deciso davvero di stare con voi e basta. Attente ai narcisisti (leggi qui)!

Non importa che sia confuso davvero anche lui, non si fa soffrire la gente perché lui ha “bisogno di rivederti” a costo di riaprire una ferita che si stava rimarginando lacerandola. Non importa che sia “solo per provare a rimanere amici”: chi ha amato e poi si è lasciato drammaticamente non può diventare amico (leggi qui).

Sono tutte scuse e il prezzo di questo ritorno non lo paga lui lo pagate voi. E lui, che è in cattiva fede anche se si dà mille scuse per rivedervi tutte validissime e ricolme di buone intenzioni, non si fa scrupolo di rifarvi male.

Ma non si rende conto che se vi abbandonerà di nuovo voi, oltre che distrutte nuovamente, vi odierete per esserci ricascate e la vostra autostima richiederà il triplo del tempo di prima per risollevarsi? No, per lui saranno problemi vostri. Lui sarà di nuovo lontano.

Lui, come alcune di voi mi scrivono, sta davvero male e ha problemi patologici affettivi che vengono dal suo rapporto con la madre o il bisnonno cretese? Voi ci avete provato, non siete una terapeuta… che si faccia curare seriamente e guarisca dai suoi problemi affettivi con chi di dovere. Se poi ci sarete quel giorno, karma. Ma guarito, non da guarire! Avete già dato, non ha funzionato, chiaro?

E poi ragazze, non confondete più l’amore con la sua voglia di figa, come qualcuno saggiamente ha detto.

Che fare? Non fate l’errore di ascoltarlo troppo, di rispondere al messaggio, di vederlo. Se proprio non ce la fate a mettergli un muro davanti, torturatevi il minimo indispensabile per capire se è cambiato tutto (qualcosa non basta) o siamo alle parole per l’ennesima volta.

Qualcuno torna davvero con serie intenzioni ma devono essere senza appello, senza ulteriori ritardi e senza esitazioni, senza se e senza ma. Potete dire finalmente e, soprattutto realizzare immediatamente cose semplici ma impossibili fino a ieri come: stasera dormi qui. Domani ci vediamo. Sabato partiamo. Ti chiamo io quando voglio. Ti presento alle mie amiche, alle persone che contano per me.

Non andateci a cena o a pranzo “per parlarne per l’ennesima ultima ultimissima giuro volta”. Men che meno a letto.

Altrimenti tutto quello che avrete sofferto e fatto per liberarvi dal suo giogo emotivo non sarò servito a nulla e ricadrete nel baratro.

Non ce la fate? La tentazione è troppo forte? Prendete tempo prima di rivederlo e andata dall’amica o dal terapeuta, esperto, quel che volete per farvi consigliare e aiutare, ma soprattutto per ragionare a voce alta su questo “ritorno di fiamma”, la sua concretezza e le conseguenze fisiche e reali di riprovarci con lui.

Siete riuscite, come spero, a respingere l’attacco e dopo un po’ lui, senza ritegno e pietà, ci riprova? Bloccate il numero. Bloccate le chat. Bloccate tutto. Altro che amore, questo è egoismo da diffida con zona di rispetto lontano da voi tipo polizia scientifica.

Non cadete più nella trappola del tutto chiacchiere, libidine ed egoismo. Vivete di nuovo. Troverete, così, anche il vero amore (leggi qui). Perché, come diceva il grande Indro, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili.

Sincerely yours

Ma la pausa di riflessione serve?

Rifletto corteggiando altre
Ti spiace se mentre siamo in pausa di riflessione mi faccio il mondo?

Mi serve una pausa di riflessione. Ci serve una pausa di riflessione. È il momento clou di moltissime coppie. Di tutti i tipi, dai fidanzati (a volte anche senza aver compiuto un anno di anniversario) agli amanti, passando per i matrimoni decotti (almeno dagli indizi).

La pausa di riflessione è stata inventata nel 1457 da tal Nicolò dei Pellicciai, nobile decaduto veneziano (per le troppe spese) il quale, interpretando la summa di tutti i difetti maschili nei rapporti con le donne, ebbe a scrivere un libello sull’argomento, il “De prendere tempo in copulatio libertatis erga omnes” (latino volgarizzato che significa, in sintesi: prendo tempo con una per scoparmi il mondo, poi magari torno), che oltre a teorizzare le regole della pausa di riflessione per, lo scrive lui stesso, “adiuvare lo maschio a mantenere lo piede in due calzari senza incorrere in nefaste contumelie e legulei”, ebbe così fortuna da consentirgli di sperperare tutti i nuovi denari incamerati con il libretto in ulteriori riflessioni alte e brune.

Scherzi a parte, letto il libello del mio avo, ho capito che certe spiegazioni sono rimaste valide anche dopo secoli e, come al solito, qui mi voglio concentrare sulle motivazioni maschili di cotanta richiesta. Eccole, divise per scusa palese e traduzione recondita.

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHÉ SONO CONFUSO
È la pausa di riflessione più diffusa fra i single, separati o divorziati che stanno con una donna da meno di un anno o giù di lì.
La confusione è la scusa: uno è confuso quando non capisce più non si sa che cosa, ma alla vostra domanda “ma tu mi ami ancora” risponde confusamente:”sì certo, Oddio penso di sì, ne sono quasi sicuro, sono molto confuso”.
Proviamo a non vederci per un po’ così mi schiarisco le idee. I messaggini e qualche telefonata sono concessi perché, dice lui, questa pausa di riflessione non è un addio ma un arrivederci.
Nel libello del Nicolò il veneziano viene spiegata la recondita motivazione di un comportamento in tal guisa. Il nobile Serenissimo spiega di aver chiesto all’epoca alla fidanzata di turno la pausa di riflessione perché aveva intrapreso intensa corrispondenza con tale Donna Marianna di Torcello, e ormai le epistole erano arrivate all’erotico spinto, tanto che i due avevano già un appuntamento in una locanda dalle parti di San Michele.
Riportata ai giorni nostri, la motivazione recondita rimane la stessa: il tuo lui sta chattando da circa un mese con una bellona conosciuta su facebook, per esempio pescata fra le tue amiche (gli uomini sono pigri e odiano perdere troppo tempo prima di scopare, a meno che non siano per l’onanismo virtuale, leggi qui per approfondire il tema). Ormai si sono anche visti e piaciuti e lui, la prossima volta, è sicuro che la cena finirà in un orgasmo, il suo basta e avanza.
Però non vuole sentirsi colpevole, non vuole perderti (non si sa mai, l’altra promette bene ma potrebbe essere un sacco di patate mentre tu sei una certezza, come sai fare tu i tortellini…) e, dato che lei è una tua “amica di Facebook” (di serie b, mica è scemo a farsi beccare da una tua amica vera) vuole evitare sputtanamento eventuale urbi et orbi in bacheca. Quindi, citando il mio avo ” non esiste al mondo di miliore cosa in codesti frangenti che tener calma la femina al focolare mentre si va a goder de l’Amur de altra femina calda e nova”.
Così lui ti chiede una pausa non tanto lunga, diciamo che non ci vediamo per un mesetto, che è sufficiente per trombarsi bene l’altra. A codesta potrà inoltre dire di essere libero, dopo che in chat ha detto che era in crisi con te (siete amiche su facebook ma come tante, e quindi all’oscuro della trama del novello casanova) e fare con lei innumerevoli giri dell’orologio a letto.
Come vi accorgerete se la pausa di riflessione diventa tombale? Dai messaggini e telefonate. All’inizio sono sempre rassicuranti, perché lui si sente in colpa, vuole accertarsi che voi non abbiate sgamato la comune amica e vuole che rimaniate ad aspettarlo facendo il risotto che gli piace tanto, perché l’altra sì scopa bene, ma non sa fare il risotto.
Se i messaggi e le telefonate si fanno sempre più rare e voi, tentando un contatto, ottenete risposte da telegramma in ritardo di 24 ore preferisce la carbonara al risotto (leggi perché non mi scrive qui) e farete anche molta fatica per sentirvi dire di nuovo “sono sempre più confuso”.
Già perché l’uomo non lascia mai, si fa sempre lasciare. Cito Nicolò dei Pellicciai:” lo più periglioso atto che gentilomo possa esercitare su donna de facto in abandono est palesarle il de facto stesso cum vere motivazioni”: ciò può esporre a strali tali e tanti da indurre la Serenissima a comminare esilio (oggi bloccato su facebook)”.
Quindi non solo non ti lascerà (leggi qui), ma ti tirerà scema finché non lo farai tu.
Consigli? All’annuncio controlla bene i suoi movimenti social (aumentati? Stranoooooo) e dopo le prime telefonate prova a dirgli: ho conosciuto Ugo, posso scoparmelo? E vedi come reagisce. Se salta di gioia capisci. Se ti fa una scenata ma dice “lo sapevo che non eri la mia donna del destino” e coglie l’occasione capisci. Se ti dice perché no, liberi tutti, servirà per capire meglio capisci. Se mette giù il telefono e corre da te ti ama: in questo caso digli che Ugo non esiste. Al contrario, fatti subito Ugo. In ogni caso la pausa di riflessione sarà servita soprattutto a te.

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHE’ SIAMO IN CRISI
Questa è la pausa di riflessione tipica dei matrimoni in crisi.
Qui i casi sono due.
O lui ha già un’altra da tempo che lo sta pressando per separarsi anche se non se la sente, e tenta di mantenere il piede in due scarpe con una mossa disperata che è quella di uscire “temporaneamente” da casa (di solito finisce dai suoi genitori, che già significa temporaneo del temporaneo), in modo da non mettere te di fronte a una separazione “vera” e calmare l’amante che finalmente vede segni di vita e un progresso magari dopo anni di attesa e promesse.
O lui ha un’amante fresca che lo ha travolto fisicamente e mentalmente e vuole godersi un periodo di intensiva con lei ma con il paracadute, e cioè con te che lo aspetti.
Consigli? Come ho già avuto modo di scrivere, inutile cercare e, una volta scoperta l’amante, prendersela con lei. La febbre non è colpa del termometro e un’amante si insinua sempre in una situazione già in crisi, non la provoca salvo i rari casi di colpo di fulmine, che possono avvenire soprattutto in giovane età (dopo i 40 si chiamano miracoli). Quindi il tradimento nasce, nella maggioranza dei casi, per un concorso di colpa fra coniugi (leggi qui).
La domanda tua è: io lo amo ancora? Pensare che possa avermi tradito o tradirmi non mi impedirebbe di riprovarci con lui? Se la riposta è sì non puoi impedirgli di uscire ma puoi lavorare perché lui senta la tua reale mancanza. Lui non sa ancora se l’amante è davvero la nuova compagna, altrimenti non avrebbe chiesto una pausa di riflessione, avrebbe chiesto la separazione. Certo, come narra Nicolò l’antico l’uomo è “nunc vile e semper attendista”, ma di solito pausa di riflessione significa anche tenersi aperta la via del rientro. Anche se la tua è spalancata, ricorda che in amore vince chi fugge (leggi qui) e se lui pensa che sei lì a fare il suo risotto in attesa del ritorno del figliol prodigo si farà gli affari suoi. Se invece si accorgerà, finalmente in assenza della tua presenza, che la terra frana sotto i piedi e potrebbe perderti per sempre… Ah, adegua messaggi e telefonate a questa strategia. Ti pieghi ma non ti spezzi (era il motto del mio avo).

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHE’ TI AMO ANCORA
No, questa volta non è una presa per i fondelli del mio antenato. Lui probabilmente vi ama ancora ma problemi, litigate e routine più errori di coppia, soprattutto se prolungati nel tempo, vi hanno messo in crisi. Può esserci stata un’altra donna, o magari un altro uomo per voi, anche temporanei, ma sono i sintomi dello stesso male. Qui motivazione e scusa recondita collimano. Se siete veramente in crisi e lui è uno con le palle, che a situazioni di stallo reagisce sempre con l’azione, la sua richiesta di pausa è realistica e non nasconde amanti. Se poi avrà altre donne fa parte della risposta alla sua domanda: amo ancora mia moglie? Per saperlo ormai, fatte tutte le altre prove, non gli resta che quella del distacco. Tu devi chiederti: io voglio lui qui con me per motivi che nulla hanno a che fare con l’amore di coppia, tipo paura, solitudine, soldi o figli? Se la risposta è sì il periodo di prova si concluderà con una separazione definitiva. Se vi amate ancora la distanza, il silenzio risveglierà il MI MANCHI, un potentissimo motore di recupero. Le coppie che da una crisi rinascono sono una minoranza lo so, ma ci sono. Ovviamente non parlo delle coppie che stanno assieme per convenienza, per i figli e sono separati in casa o matrimoni azienda. Parlo delle coppie che rinascono dalle ceneri.

ps
ho giocato con un mio presunto avo ispirato dall’opera che vedete nella foto e che mi regalò mio zio Plinio Calore, ultimo di una dinastia di mercanti d’arte in famiglia. In realtà il mio avo vero si chiamava Vittore (1459-1543) nobile veneziano scrittore e autore di un trattato di intonazione addirittura religiosa. A lui chiedo venia per le licenze storiche e araldiche, per il latino maccheronico e l’irrispettosità dei temi (anche se i Veneziani tutti potrebbero dare lezioni in campo amoroso).

Viva San Marco, viva Venezia!

Sincerely yours

Tutta e solo colpa dell’amante

Adesso chiami la tua amante davanti a me
Adesso chiami la tua amante davanti a me

È tutta colpa dell’amante: adesso la chiami e la lasci di fronte a me

Nella saga degli amanti, spesso tragedia dell’amore incompiuto, arriva un momento in cui il coniuge tradito di uno dei due scopre l’esistenza dell’amante.

Che cosa succede in questi casi? A leggere le vostre storie di amanti, i commenti su questo blog sul tema (tantissimi e interessantissimi, prendetevi del tempo per leggerli, ne vale la pena) e raccogliendo le vostre “confessioni” su messenger o alla mail anpellizzari@icloud.com spesso succede ciò che segue.

LA MOGLIE SE LA PRENDE SOLO CON L’AMANTE
Se una volta il tradimento veniva punito più frequentemente con un immediato calcio nel culo e telefonata all’avvocato più feroce del circondario oggi, complice la crisi economica, il panorama di solitudine sentimentale che caratterizza molte delle storie dei single over 40 (il mercato degli uomini papabili è desolante, lo descrivo spesso in queste pagine) e tutta una serie di vincoli matrimoniali che vanno dai figli piccoli al mutuo oggi, dicevo, la moglie tradita “perdona” e tiene in casa il marito traditore.

O meglio, più che perdonarlo lo tramuta spesso, seduta stante, in povera vittima delle trappole sessuali di qualche zoccola senza scrupoli, quella che qualcuno sui social ha descritto come “la vacca che arriva nel tuo giardino ben curato da anni e te lo divora in una scopata”. Ho già scritto qui che il tramonto del sesso di coppia, non la vacca, decreta spesso la fine di una coppia longeva.

Questo tipo di moglie tramuta il marito in una sorta di figlio aggiuntivo, sublimando la marachella (anche se lui ha l’amante da tempo, a volte anni) con un astio che si concentra tutto su “Quella Troia rovina famiglie”.

Come se il termometro fosse colpevole della febbre, come se non esistesse mai un concorso di colpa anche del coniuge tradito in queste vicende (leggi qui), come se lui fosse reso incapace di intendere e volere da una scopata fatta come si deve.

Insomma, come nelle dittature descritte dalla storia, certi coniugi additano come unico responsabile dell’attacco vile alla madre patria il nemico esterno, subdolo, feroce, rovinafamiglie.

È più facile fare così ma non salva il matrimonio è, soprattutto, non lo preserverà da future corna.

Perché un regime carcerario da 41 bis in casa, col telefono sotto controllo, i social chiusi per fine attività e le uscite da single del marito azzerate non potranno durare per sempre e, quando il tempo avrà fatto assopire il cane da guardia, il lupo pur avendo perso il pelo a suon di litigi e minacce ricomincerà col vizio.

Non solo perché il lupo è e rimane un predatore, ma perché evidentemente quello che non ha funzionato nel matrimonio, fosse sesso inesistente o routine da colpo di sonno ogni sera davanti alla tv, continua a non funzionare.

Le 2-3 coppie su dieci che vedo e delle quali sono a conoscenza che, di fronte allo shock del tradimento sono risorte davvero e hanno ricominciato rilanciandosi, non hanno infatti reagito additando il terzo incomodo come unico e solo responsabile del disastro. Anzi, spesso non se ne sono curate per nulla, se non per le ovvie domande di rito e utili a capire (la ami, da quanto siete insieme, che cos’ha lei più di me…). Queste coppie si sono concentrate sull’analisi interna del che cosa abbiamo sbagliato con l’intento di capire per ricostruire.

Queste coppie rinate hanno scoperto, grazie proprio a un tradimento, che l’affetto aveva sepolto l’amore nella routine.

Quindi non è il possesso e il controllo che salverà il tuo matrimonio. Mai.

E l’amante non c’entra nulla. È solo la buca su una strada sconnessa e non mantenuta ad hoc da immemore tempo.

A meno che non abbia fatto lei, l’amante, la grandissima cazzata di informare la moglie per ripicca, vendetta o nel tentativo folle di far prendere a lui una decisione troppo spesso rimandata, un atto di suicidio sentimentale e morale che non giustifica forse altrettanta violenza, ma il biasimo generale in questo caso sì (leggi qui). Ed è inutile, ma molto utile per disprezzarsi ed essere disprezzate. Un buon modo per passare dalla parte del torto quando non è un torto amare un uomo impegnato. Semplicemente succede. Anche a chi è stato precedentemente tradito.

LA MOGLIE LO COSTRINGE A CHIAMARE L’AMANTE
Fra le umiliazioni più dolorose e allucinanti che mi raccontate c’è quella di lei che dopo averlo catechizzato per bene e averlo costretto a giurare che lascerà senza indugio l’amante, non paga di aver assistito alla scena a volte raccapricciante per autolesionismo maschile del mea culpa, pretende che lui chiami l’amante in diretta per lasciarla.

Così lui chiama, recita la sua parte da cane bastonato e da uomo senza attributi (gli stessi che sfoggiava al motel) e l’amante sente pure sotto le contumelie e gli insulti della moglie inferocita.

Una scena penosa e soprattutto inutile per salvare un matrimonio spesso irrecuperabile. Ma tu moglie davvero vuoi tenerti un uomo così, al guinzaglio, col braccialetto elettronico alla caviglia che suona se si allontana da casa e ridotto a figlio minore ripetente? Questo sarà il vostro nuovo futuro, amore, matrimonio?

IL CONIUGE CHIAMA L’AMANTE DIRETTAMENTE
Un’amica ha paragonato questo gesto a quello di un bambino che sta perdendo al gioco e per questo ribalta per terra il tabellone o le carte, oppure se ne va o picchia l’avversario.

Apparentemente giustificato dalla disperazione, questo gesto, questa volta non solo femminile perché posto in essere anche da qualche marito, oltre ad avere tutti i difetti descritti nelle reazioni precedenti, ha in più una caratteristica di autogol pazzesco, e mi ricorda un po’ quel marito tradito che per fare dispetto alla moglie traditrice si era tagliato le palle.

Perché autogol? Perché per assurdo è meglio dibattere e coinvolgere il partner in una discussione che sfocia nel “adesso lo/la lasci” che entrare a gamba tesa costringendo l’altro o l’altra a lasciare il campo fra improperi e minacce spesso fuori da ogni logica ma anche legalità.

C’è gente che si è trasformata in stalker e ha avuto anche guai legali per aver tentato di “convincere” direttamente l’amante, attraverso la violenza verbale e spesso minacciando anche quella fisica, pensando che contro una persona spregevole come una o un “rovinafamiglie” tutto sia lecito.

Sfoghi a parte, il fatto che dall’altra parte la risposta possa essere pacata, soffocata da sensi di colpa vari e l’amante batte in ritirata, tu che hai preso in telefono in mano hai avuto una vittoria di Pirro. Forse hai scacciato la vacca che ti mangiava il prato ma il tuo esercito si è distrutto per questo. Ora ci sono solo morti sul campo di battaglia.

Non solo. Tua moglie o tuo marito forse ti lasceranno per questo, se non subito dopo, perché toccheranno con mano quanto il tuo gesto non sia disperazione ma prepotenza, non sia amore ma possesso.

Risultato? Forse quell’amante batterà in ritirata ma il tuo coniuge ti disprezzerà, perché ancora una volta gli avrai fatto toccare con mano che in fondo, lei o lui, non contano nulla anche in questo drammatico frangente. I loro sentimenti non contano nulla, se ne resteranno col cuore spezzato e identificheranno in te il fallimento della relazione (extraconiugale), che forse sarebbe fallita comunque ma sicuramente non torneranno tra le tue braccia. Non si vince al gioco dell’amore barando.

IL CONIUGE TI PERDONA. E BASTA
Lo so che sembra che io sia sempre dalla parte degli amanti, ma lo sono solo per un motivo che ripeterò alla nausea: il termometro non è la causa della febbre, ne dà la misura e basta.

Quindi inutile prendersela con chi va con gli sposati: il 50% della popolazione adulta ha avuto almeno una volta una storia con una persona impegnata quindi cosa ci stiamo raccontando? Forse dovremmo piuttosto rivedere dinamiche dogmatiche come quella dell’eterna fedeltà e dell’indissolubilità del contratto matrimoniale. E chi oggi si erge a censore della morale altrui il più delle volte di nascosto ne fa di cotte e di crude o potrebbe ritrovarsi domani nascosto nudo in un armadio, quindi un bel tacer…

Tornando al coniuge che perdona davvero, ecco una figura che io ammiro tantissimo. Perché così come me la prendo con il tradito cieco di livore che dà lui o lei il colpo di grazia al suo matrimonio come descritto nelle storie precedenti, così riconosco il grande dolore di chi ama ancora il coniuge che invece ha preferito, anche se temporaneamente, altri.

Un dolore profondo, il crollo delle certezze che ho provato anche io, come tutti i traditi. Eppure ci sono persone che amano così profondamente per le quali il tradimento non è sufficiente per non perdonare e per non riprovarci.

Queste persone non contattano l’amante, non minacciano, non pretendono nemmeno che il coniuge chiuda con la storia in atto, chiedono solo: ma tu mi ami ancora? E di fronte a veri o pietosi non lo so aggiungono: possiamo riprovarci?

E lo pensano veramente: dolore, soldi, figli non contano nella volontà di stare assieme, conta ancora l’amore.

Non sono mossi dall’egoismo nel rivolere che il partner torni da loro ma, mantenendo la dignità e lasciando lo spazio al coniuge per capire cosa vuole realmente, sono anche capaci di farlo ritornare grazie all’atteggiamento mantenuto. Queste due persone saranno probabilmente in grado di far ripartire la loro unione e l’amore perché non saranno stati intaccati dai gesti sopra descritti ma si alimenteranno della stima e del rispetto dimostrati.

Queste persone sono davvero le uniche ad avere reali chances di rigenerare la coppia e, in più, non dovranno mai maledirsi per aver costretto il coniuge a una convivenza forzata che poi spesso porta comunque ad altre corna e divorzio.

A loro i miei più sinceri auguri di successo o di autogiarigione, magari attraverso un nuovo amore anche per loro.

LA MORALE
Minacce, violenza fisica o verbale, proiettare all’esterno della coppia le responsabilità del fallimento interno o della fine di un amore possono soddisfare la sete di vendetta immediata o fare da paraocchi per un po’, possono mettere ko un amante non serio nelle intenzioni e far guadagnare tempo a una famiglia zoppicante, ma è una bomba a orologeria destinata a deflagrare presto.

Una bomba che non solo distruggerà quel che resta di quello che era il vostro amore di una volta, ma brucerà anche stima e affetto, due valori che mantengono buonissimi rapporti fra molti separati e divorziati, e Dio solo sa quanto ciò sia importante se ci sono di mezzo i figli.

Sincerely yours

Foto Voyagerix iPhoto

Serata Pellizzari a Milano: mogli e amanti

Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti
Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti

Care lettrici, mi avete chiesto non più di leggere i miei post su questo blog e basta ma anche di confrontarvi con me è dibattere live gli argomenti a voi più cari e cruciali.

Così, come ormai sapete, il mio blog è diventato itinerante passando dal virtuale al reale. Ci siamo visti in Toscana (leggi qui il resoconto) e poi a Milano, nell’accogliente Bistrò di corso Magenta.

Rispetto alla Toscana, la serata è stata più intima sia come numero di partecipanti che per il tema scelto, che era quello degli amanti, prendendo spunto dall’articolo (uno dei più letti del mio blog) lui non lascia lei ma non lascia neanche te.

Volutamente più intimo, quasi una tavolata fra amiche, anche se la cosa più interessante è stata avere, fianco a fianco, le due facce della medaglia, e cioè le amanti e le mogli, in alcuni casi persino chi ha avuto tutti e due i ruoli.

L’atmosfera è stata così intima che tutte non hanno avuto remore nel raccontare le loro storie o parti di esse.

Le amiche lettrici Citavano i miei articoli, volevano Conferme su quanto fatto nel loro caso e sapere come trovare nuove vie di uscita da situazioni bloccate e infelici.

Cercavano anche conforto sul perché fosse giusto tenerseli questi uomini amanti o partner infedeli che sembrano non decidere mai per l’una o per l’altra metà della loro vita.

Ho visto anche il Bisogno di conferme sui comportamenti tenuti, da tenere e su come comportarsi nei confronti dei partner.

Come andare avanti? La domanda finale, per tutte, è stata questa. E le risposte sono arrivate, soprattutto dal confronto fra di noi.

Come a Le Buche in Toscana, abbiamo sforato di un’ora i tempi prefissati per la discussione. Ho moderato tanti incontri ma, credetemi, ero il primo a non voler finire di parlare, unico uomo privilegiato della serata fra nuove e vecchie amiche del mio blog.

Ci siamo ripromessi di rivederci al prossimo evento a Milano, che stiamo organizzando anche per recuperare coloro che non sono riuscite a venire in questo inizio di ottobre 2017.

A proposito di prossimi eventi, date e luoghi di mio passaggio.

Vi posso già confermare che avrò sicuramente tappe a Modena, Roma, Torino, Firenze e Bari. Vi farò sapere luoghi e date ma…

Mi state chiedendo di venire un po’ ovunque, soprattutto se non siete fra le città già previste.

Allora, Potete anche proporvi di organizzare un evento creando già dei gruppi di amiche pronte a partecipare (non siete in poche a raccontarmi che già fate cene e aperitivi periodici fra amiche per parlare dell’ultimo articolo del blog di Pellizzari e… vi confesso che vi ho un po’ copiato con l’idea delle serate Pellizzari), suggerire una location a voi gradita dove volete

Scrivetemi a:
Anpellizzari@icloud.com

Una mail che potete usare appunto per invitarmi, proporvi per organizzare localmente la cosa o solo per farmi domande private su argomenti che vi interessano.

Ah, sono benvenuti anche i lettori maschietti, in Toscana c’erano e hanno contribuito brillantemente al dibattito.

Grazie e… Sincerely yours

Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours 

@anpellizzari

La mia Rubrica su Panorama.it