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Come sta lui quando torna da lei

da wikipedia

Come si sente lui, cosa pensa e prova quando vi lascia (o si è fatto lasciare) e torna da lei?

Ve lo chiedete in tante. Soprattutto quelle che si sentono dire, dopo anni di amantato, la fantascientifica frase: “devo un’altra chance al mio matrimonio”. Ma come, dopo un milione di scopate e anni di clandestinità scopri che il tuo matrimonio non è fallito come dicevi?

Come si sente lui dipende dal perché vi ha lasciato o si è fatto lasciare.

Vi ha lasciato lui: l’effetto sollievo
Come si sente? Ci ha messo parecchio ma era da un po’ che voleva mollarvi. Troppo tempo, troppe pressioni da parte vostra, troppe promesse sue disattese. L’amantato da ludico si è trasformato in un peso, ma non è colpa vostra, state bene attente, è colpa sua. Voi non vi siete fatte i sogni con lui, è lui che vi ha illuso che fossero possibili gli scenari che andavano bene quando faceva il giro dell’orologio a letto e che ora non sono più “praticabili”. Quindi è riuscito a trovare il coraggio di dirvi basta. E i sensi di colpa per aver barato su certe cose, per avervi illusa nella sua testa pesano molto meno del sollievo che sente un minuto dopo che è riuscito a comunicarvi la sua decisione. Molti la comunicano in modo laconico, con motivazioni tipo telegramma come “non sono pronto”, “ho delle responsabilità” o “trascende ogni mio controllo”, come ripete ossessivamente alla sua amata il visconte di Valmont nel momento in cui la lascia spezzandole il cuore. E l’uso di poche parole, a volte solo di un messaggio, è studiato, non è che lui è imbarazzato, ha troppi sensi di colpa o non ha abbastanza parole. Il telegramma non lascia adito a conversazioni, approfondimenti, confronti. È il suo ultimo sforzo prima di raggiungere l’agognata libertà. Perché molti uomini che si liberano delle amanti la vedono così, una riconquistata libertà. Dai vostri rompimenti di scatole, dal dovervi dire sempre più bugie, dall’avere ormai quella che non è più un’amante divertente ma una seconda moglie sempre addosso. Quindi lui non si sentirà bene il giorno dopo, si sentirà rinato, anche se con voi, se mai riuscirete ad avere ulteriori contatti, farà l’uomo distrutto. Una pantomima. E tutto l’amore che provava per voi, sparito in un secondo? Il problema è che per voi è stato vero amore, in crescendo sentimentale ma fino a diventare amore, e quando avete detto ti amo pensavate lo amo davvero. Per lui sarà anche stato un crescendo di sentimenti ma si è fermato al grado prima, al forse la amo, ma a lei dico ti amo. Perché l’uomo può dire ti amo anche se non lo pensa e non lo sente, la donna no. E il sesso magnifico che facevate? Dimenticato? No, messo da parte. Ora che è sazio di mesi, anni di scopate con voi gli sembra di poterne fare a meno e che, in fondo, non era tutto sto granché. Sarà dopo, quando tornerà a bussare al vostro convento, o a quello di un’altra, che si sarà ricordato di quanto sensazionale fosse il sesso extraconiugale. E la moglie? Possibile che in un lampo la crisi matrimoniale si sia risolta? Per niente. Quando lui si è convinto che doveva chiudere si è anche autoconvinto che la moglie aveva ancora dei numeri da giocarsi. Così, se ieri ne sottolineava i difetti, ora ne decanta i pregi: perché quel che passa al nuovo/vecchio convento mangiano frati. Anzi, tenderà a esagerare con lei come ha fatto i primi mesi con voi. Quindi più sesso, più cene a lume di candela. Dunque avete a che fare con un uomo che ha ritirato tutti i suoi fondi dal vostro conto è li ha reinvestiti in quello vecchio. Convinto di aver fatto la cosa giusta è concentrato sui frutti immediati di questa mossa: nuova serenità, no rompimenti di coglioni. E così la routine tanto odiata solo poco tempo prima diventa la sua cuccia rassicurante. Quanto durerà questo effetto sollievo? Qualche mese. Poi subentrerà l’effetto noia, perché non è che con la sua decisione il matrimonio è risorto. Non basta la volontà per provare amore. Cosi, quando soprattutto i morsi della carne diventeranno meno sopportabili, si rifarà vivo con voi. O con un’altra.

Si è fatto lasciare: l’effetto finto amico
I meno coraggiosi fra gli amanti maschi non lasciano, ma fanno in modo di essere lasciati. Ovvero mettono in atto tutta una serie di comportamenti che, in un medio lasso di tempo, vi fa prendere voi la decisione perché non ce la fate più. Gli strumenti usati da lui sono vari: bidoni ripetuti, taglio della frequenza, litigate artificiose, lavoro e figli che di colpo diventano soverchianti. Non danno risposte precise: non dicono è finita. Dicono sono confuso, non ce la faccio, per me è troppo, sono debole, sono depresso. Insomma lui non deve risultare il carnefice ma una vittima della situazione al tuo pari. Come sta il day after? Benissimo. Ma non è sollevato come chi lascia, che essendo più deciso ha svoltato. Lui, avendo pochi attributi, è sempre in una terra di mezzo. Quindi è contento di essersi liberato finalmente di voi ma qualche senso di colpa lo avverte, anche perché di solito per farsi mollare ne fa di grosse e ne dice di peggio. Ecco allora che cerca di rimanere il vostro amore virtuale. Non può coronare il sogno tante volte condiviso con voi ma Sarò tuo per sempre, Rimani il grande amore della mia vita, Sei l’unica per me, Se solo ti avessi conosciuto prima e altre megastronzate roboanti quanto vuote di contenuto. Gli uomini sanno quanto adorate il romanticismo, e se ne approfittano. A parole, i fatti stanno che lui ha scelto la moglie. Se ci cascate pensando Mi ama tanto ma poveretto non può è debole non ce la fa colpa della mamma e dei traumi infantili lui si sentirà meno in colpa. Vi offrirà anche finta amicizia, che gli servirà per sgravarsi la coscienza ma anche per mantenere la sua psicologa e discarica emotiva gratis (alla quale si racconta dei dettagli della macchina nuova ma anche dei risultati dello spermiogramma perché sai lei vuole un figlio e io non glielo posso negare) e in un futuro, perché no, farsi una scorpacciata della sua minestra riscaldata, voi. Non riesce nel suo intento? Ogni tanto si farà vivo con un Come stai per insinuare nella vostra testa ancora innamorata che la vostra salute psicofisica gli sta a cuore, ma in realtà se l’era segnato in agenda di chiedervelo come promemoria con memo ripetuto mensile. Anche lui non rispetterà il vostro Codice del silenzio proprio perché non ha rispetto di voi e del vostro dolore. Segue la sua strategia e i suoi bisogni. Sto troppo male per non contattarti vi dirà. Che è come dire: non me ne fotte nulla di riaprire le tue ferite, io avevo un languorino. Non è amore, è puro egoismo.

Vi ha lasciato perché scoperto: l’effetto paura
Quasi tutti gli uomini scoperti dalla moglie vanno in panico e cercano di ricucire con la rispettiva appena ne intravvedono lo spiraglio fra pianti e insulti di lei. Sono tutti uomini che giuravano di amarvi ma che sono pronti a scaricarvi in due secondi. Tutto l’amore per voi non vale il divorzio con addebiti, i soldi, i figli, il tenore di vita. Lui lo sapeva fin dall’inizio che era così ma gli piaceva troppo avere tutto, moglie ignara status quo e amante faville a letto più psicologa. Se vi avessero amato veramente coglierebbero l’occasione per dire alla moglie che è finita, non a voi. Adesso invece è disposto, pur di non trovarsi fuori dalla porta con le valigie, di accettare umiliazioni come quelle della moglie che gli sequestra il telefono e lo seziona come una cavia. Quest’uomo non soffre per voi, ha solo paura di perdere quello che ha di concreto.

Insomma, mi spiace ripetervelo ma spesso questi grandi innamorati della donna della loro vita ci mettono pochissimo a rinnegare anche anni di dichiarato amore e soprattutto non soffrono a lasciarvi o a barattarvi con la loro sicurezza. Nessuna disperazione per loro il giorno dopo, spesso fanno pure festa. In ogni caso si sono tolti un peso.

Perché ci siete cascate? Non siete stupide. Questi uomini cercavano una compensazione al loro matrimonio e sono bravissimi a vendersi bene. Inoltre, finché va tutto bene, voi non avanzate pretese e scopate come delle matte tutto è bello, tutto è amore. Sono amanti presenti nella buona sorte, spariscono nella cattiva.

Conclusione?

La grande delusione di aver scoperto che il vostro eroe è un eroe di pezza deve diventare la vostra grande occasione di non perdere più tempo (neanche mentale) con un uomo che non vi merita, che non è all’altezza del compito, anche se sembrava avere tutti i numeri per arrivare al traguardo, anche se si mostrava davvero innamorato.

Purtroppo amici parenti e amanti si vedono solo nell’ora del bisogno quanto valgono. E voi eravate già sole da un po’, anche se lui vi adulava.

Prendetene finalmente coscienza e dimenticatelo. E, quando e se si rifarà vivo, non sprecateci un secondo di più.

Sincerely yours

Confronto finale

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Confronto finale

Fra voi è appena finita e molte lettrici mi chiedono (e quindi torno su un argomento sul quale ho già scritto): cosa ne pensi di un ultimo incontro? Di un confronto finale? È finita certo, ma io non voglio che finisca senza un vero ultimo confronto faccia a faccia.

Di solito questo bisogno lo avverte chi di voi ha subito una fine brusca, per esempio perché è stata costretta ad adottare il Codice del silenzio perché lui in pratica vuole farvi fare l’amante a vita, perché è stato beccato dalla moglie e si è volatilizzato, perché dopo aver spergiurato di amarvi vi ha detto non posso con un messaggino…

Me lo deve un confronto finale mi dite, e avete ragione. Se fosse una persona corretta, se i mesi, spesso anni di molte cose belle (nonostante le brutte, come le false promesse) valgono qualcosa lui non dovrebbe avere nessuna remora a reggere un ultimo incontro.

Mi deve delle spiegazioni o, anche se ci siamo detti tutto, mi deve la parola Fine, deve mettere, devo poter mettere la parola fine a questa storia. Non si può chiudere con un laconico messaggio, una litigata o, peggio, col silenzio.

Il problema è che molti uomini non sono affatto corretti e fanno prevalere la loro vigliaccheria ed egoismo anche sull’ultima cosa che dovrebbero fare per voi. E così, dopo i ti amerò per sempre, sarai sempre nel mio cuore, ah se solo ti avessi incontrato prima negano l’ultimo faccia a faccia.

I più stronzi, i più aridi, quelli del messaggino liquidatorio sono anche capaci di replicare alla richiesta di ultimo incontro con nefandezze tipo: che cosa non ti è chiaro, ne abbiamo già parlato fin troppo, sarebbe inutile. Certi non rispondono neanche.

Ma chiedere un confronto finale è utile, fa bene a chi lo chiede? Vediamone i pro e contro.

PRO

  1. L’amore, anche quello tormentato degli amanti, ha bisogno di una parola fine. Serve a chiudere davvero, a porre fine alla speranza in quelle storie che speranza non hanno, come quegli amantati che si trascinano oltre i due o tre anni, il massimo fisiologico consentito a questo tipo di storie. Amantati che per anni vivono non più di gioie ma di ricordi, di tira e molla e di promesse disattese. La parola fine e i perché della parola fine vanno detti, faccia a faccia, un’ultima volta.
  2. Il peso del vero addio deve essere sentito da tutti e due. Lui deve toccare con mano quello che perde chiudendo. E anche tu. Solo così finisce lo stillicidio del tira e molla.
  3. Se lui crede di potersela cavare con un messaggio o la sparizione non è un uomo. Scenda in campo per un ultima volta: ve lo deve.
  4. Vi siete detti tutto e sarebbe un’inutile ripetizione. Falso. Soprattutto dopo una prima parziale fase di silenzio, diciamo una settimana/15 giorni, il confronto va fatto, vanno ribaditi in faccia responsabilità ed errori. Quasi fosse un funerale vichingo del vostro amore, in modo che sia chiaro che da lì tornare indietro sarebbe un miracolo. Non a caso si chiama confronto finale.
  5. Il confronto finale serve per adottare seriamente, e quindi farlo funzionare, il codice del silenzio. La sensazione deve essere quella che è davvero finita, e che si sono dette davvero le ultime parole. Serve anche a lui per sapere che se torna deve farlo coscio di dover superare un confine quasi invalicabile, con una solida scala di fatti e non di parole.
  6. Il confronto deve mettere anche la parola fine alle sue parole. Tante, troppe per troppo tempo. Sarà l’occasione per dire le fatidiche ultime. Potranno essere sostituite solo dai fatti.
  7. Il confronto finale dà disperazione, con la consapevolezza dichiarata che è finita davvero, ma darà nel tempo anche sollievo e la capacità di non girarsi più indietro, perché dietro non c’è più nulla, se non i bei ricordi che lui sarà riuscito a non cancellare anche partecipando a questo ultimo confronto.
  8. Il confronto finale servirà a resistere meglio quando e se lui si rifarà vivo con una scusa per interrompere il vostro silenzio. Almeno non potrà dirvi “non possiamo chiudere così senza spiegazioni” anche se la chiusura l’ha  provocata lui. Non ci saranno pendenze aperte se non quelle che millanterà lui. E che non dovete ascoltare.

CONTRO

  1. Per avere un ultimo confronto bisogna avere gli attributi: e non parlo solo di lui, parlo di voi. Rivederlo, reggere il sentimento che provate ancora per lui per chiudere sarà doloroso, molto doloroso, al punto che molte non chiudono affatto, e accettano di continuare a fare l’amante “ancora per un po’”. Non vi biasimo per questo, è comprensibile e succede a tante, ma ciò procrastinerà solo la sofferenza. Il confronto finale si affronta quando si è veramente preparate a reggerlo.
  2. Perché sottoporsi ancora una volta all’umiliazione di sentire le solite mille scuse o addirittura vedere lui che cerca di scaricare su di voi le colpe del fallimento? Non ne vale la pena.
  3. Il confronto può rivelarsi una trappola: può convincervi a un’ultima scopata insieme (fa malissimo al codice del silenzio) o addirittura a “rimanere in contatto” o peggio “amici”, condannandovi ad altri mesi di agonia. Meglio non rischiare.
  4. Potrete trovarvi di fronte a un muro di gomma, un amante cambiato, che parla della moglie come di un rinnovato amore mentre fino a una settimana prima la voleva lasciare. Potreste ritrovarvi davanti all’ombra di chi avete amato, un essere cinico e silenzioso (o che dice cose terribili) che vi farà del male. Ancora. Perché subire tutto ciò?
  5. vederlo avrà un costo emotivo superiore a quello di non vederlo. E di non parlargli.
  6. Chiedetevi se non vi avviate al confronto con la recondita speranza che lui torni sui suoi passi. È normale intendiamoci, ma se sotto sotto è l’unica vera motivazione dell’incontro preparatevi a una delusione cocente.
  7. Quello che succederà al confronto per colpa sua potrebbe rovinarvi in due ore tutto quello che c’è stato di bello fra di voi nel passato. Salvate almeno i ricordi.

Ok abbiamo fatto l’elenco dei pro e contro ma cosa fare veramente? Confronto si o no?

Penso che il confronto finale ci voglia per tutti. E Per tutte le ragioni elencate nei pro, ma anche per quelle contro.

I contro devono servire a rendervi conto che l’uomo che avete amato e che diceva di amarvi non c’è più o non c’è Mai stato, se dal ripercorrere con lui tutte le tappe della vostra storia ne escono troppe truffe e menzogne.

Il confronto è un percorso finale, una catarsi, che sul momento magari vi darà solo dolore, ma che saprà lavorare dentro di voi e far funzionare il codice del silenzio che seguirà, quello vero, totale anche grazie a quest’ultimo confronto.

E se fosse negativo e tombale sarà servito per capire che era finita davvero, e ognuno dei due era destinato a una vita diversa, opposta ma libera da pesanti e inutili (ormai) legami psicologici.

Dunque il confronto finale Va fatto, anche se lo chiede lui. E se lo chiede lui purtroppo in nove casi su 10 è per convincervi a continuare più o meno così, a dargli tempo (ancora!), non è per mostrarvi l’atto di separazione. Andateci, consce che i suoi tentativi di farvi fare l’amante a vita devono rappresentare il suo confronto finale quanto fallimentare.

E se lui rifiuta il confronto? Usate la vostra rabbia e delusione per la sua vigliaccheria per tumularlo immediatamente (se non si farà più vivo, ma è una minoranza) o per aspettare il suo cadavere in riva al fiume della vita. Passeranno al massimo pochi mesi perché chieda lui un incontro (nel frattempo il suo matrimonio non sarà migliorato): sarà il momento di negarglielo voi. Perché il vostro lo avete avuto nel momento del suo rifiuto a incontrarvi, la madre di tutte le vigliaccate.

Sincerely yours

Ps

Anche se come foto ho scelto mezzogiorno di fuoco il vostro confronto finale non deve essere un duello o un party degli insulti e delle accuse. Nessuna sparatoria: il confronto deve essere “letale” nella sua oggettività ma corretto, persino educato. Dite quello che pensate e credete. Per l’ultima volta e che sia davvero l’ultima. 

Perché interrompe il tuo silenzio

Interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: ricominciare sarà molto più dura e avrai ripreso i chili con gli interessi -foto Pixabay
Interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: ricominciare sarà molto più duro e avrai ripreso tutti i chili con gli interessi -foto Pixabay

Il Codice del silenzio (leggi qui) è quella forma assoluta di no contact che suggerisco di adottare a tutte quelle lettrici che, amanti o meno, sono da troppo tempo, a volte anni, alle prese con un uomo che a parole promette l’amore e gli scenari futuri di felicità più fantastici, ma che nella realtà fa soffrire perché sono tutte promesse mancate, bugie, ritrattazioni, finta confusione.

Di fronte a uomini che non decidono neanche di prendersi la responsabilità di lasciarvi l’unica è prendere la decisione voi, appunto adottando il Codice del silenzio, una via dalla quale si può tornare indietro solo se lui torna a Canossa con fatti (separazione, uscita di casa…) e non più parole.

Ho già descritto qui l’altissimo costo del Codice del silenzio. Lo paragono a una sorta di disintossicazione da dipendenza affettiva, con momenti di sofferenza altissimi, interruzioni dolorose (ricominciare il silenzio costa sempre il prezzo iniziale moltiplicato per due) e una lenta progressione fino alla guarigione, che avviene quando lui non è più tutto il vostro mondo, quando anche se è presente sul lavoro diventa trasparente, nonostante i ricordi struggenti ma solo fugaci ricordi. Che diventano flashback, non benzina per vivere.

Dunque il tempo e la stabilità del silenzio sono cruciali in questo percorso di disintossicazione amorosa. Non a caso il no contact che funziona deve essere assoluto. Niente sbirciatine sui suoi social, amiche che vi informano sulla sua vita, quella chat rimasta aperta nella speranza che lui la usi prima o poi, la serata dell’ufficio tutti insieme.

Ma non siete voi a far fallire i primi tentativi di silenzio: è lui.

Il nostro amico, quello che ha scelto la moglie, quello che ha deciso che vi ama troppissimo moltissimo più del mondo ma che se ne resta a casa sua sa benissimo che non vi deve contattare se non per annunciarvi la separazione o l’inizio finalmente dell’iter per costruire davvero, questa volta, una vita con voi.

Sa benissimo che ogni volta che vi contatta vi fa male, interrompe il vostro silenzio e la vostra guarigione. Sa bene che è come se vi ributtasse in fondo al pozzo. Un prezzo alto da pagare per voi, e allora perché lo fa se non è per annunciarvi la grande notizia?

Vediamo le varie tattiche di interruzione del vostro silenzio e che cosa celano.

COME STAI

La più banale e comune delle interruzioni. Lui fa finta di essere preoccupato per voi, magari un po’ lo è ma sono sensi di colpa (basta che pensiate a come siete arrivate al silenzio… vi ha fatto sputare sangue per farsi lasciare? Era confuso? Immobile dopo tanto amore a parole?). Vi ama? No, tasta il terreno. Come stai è il grimaldello per aprire la vostra porta chiusa e reinstaurare un minimo di dialogo. Perché? Perché il suo matrimonio non è migliorato e voi rimanete la sua più grande scopata, amica e psicologa. E si sta chiedendo se potete tornare a fare le stesse cose di una volta, magari con qualche promessa in più ma zero fatti. Se ne parla dopo la riscopata? Evitate di rispondere al come stai: pensare che non sia educato è la vostra scusa per rispondere e alimentare la speranza che lui sia cambiato. Ma vi accorgerete che interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: si riprendono tutti i chili con gli interessi.

SOFFRO TROPPO SENZA DI TE

Non cadete nel tranello del “ma allora se soffre mi ama!”. Lui non vi ama abbastanza se resta con la moglie, e non chiamiamolo amore per favore. Il suo grido di dolore è perché ha dovuto rinunciare al gelato per rimanere a casa. Voi siete il gelato e lui è in crisi ipoglicemica. Ma vuole che il gelato sia gratis come prima. Basta gelati gratis: o diventa socio della vostra gelateria o mangi quello del frigo di casa.

RESTIAMO AMICI

Ne ho già scritto qui ma repetita iuvant: impossibile rimanere amici dopo una storia chiusa in modo drammatico fra amanti. Rimanere amici significa per lui avere l’occasione, magari in un apparentemente innocuo incontro di infilarsi nel vostro letto. Nel momento in cui ve lo chiede già pregusta l’attimo in cui gliela ridarete in nome dei tanti bei ricordi, sperando che lui cambi idea. Seppellitelo con una non risposta.

HO VISTO L’AVVOCATO

Da quanti chilometri di distanza? Se a Milano ti prendi un caffè davanti al tribunale ne vedi anche 100. Hai visto l’avvocato e…? Vedere un avvocato e avere le carte della separazione in mano o la copia autentica (occhio… autentica!) dell’accordo preseparazione è diverso da andare informalmente da un legale a chiedere “se mi separo cosa rischio, cosa mi succede?”. Un passo che fanno tutti gli uomini, ma spesso lo fanno non perché vi amano ma per rispondere alla loro eterna domanda cruciale da maschi: cosa mi conviene? Fatti non parole anche dall’avvocato.

HO VISTO UNA CASA

Stessa scusa dell’avvocato. Non basta farsi un giro su internet a guardare i monolocali da separati o entrare in un’agenzia immobiliare per farsi un’idea, ammesso che lui lo faccia davvero. Trovare una casa, ho trovato una casa, non Ho visto una casa. E trovato significa che ha firmato il contratto non che ha visto una roba che potrebbe, che gli piace, che forse. Occhio perché sono scuse classiche per rientrare nelle vostre grazie. Prove non desideri. Se hai una casa torna per invitarmi che forse ci vengo.

HO BISOGNO DI CHIARIRE

Ma come, non avevate chiarito al momento del suo stato di confusione o non decisionale? Non avevate chiarito quando lui ha deciso, di fatto, per la moglie, i figli, la situazione economica? Eh no caro mio, non è che puoi chiarire (che cosa?) dopo che io mi sono fatta pianti per tre mesi e adesso che sto iniziando a uscire, vedere gente e a respirare mi convochi per tastare quanto sono forte a resisterti. E no!

LA SCUSA ECONOMICA

Alcune di voi mi raccontano di avere rapporti di lavoro o commerciali con gli ex amanti. Altre persino di avere dei crediti, perché lui si è fatto prestare dei soldi da voi (rabbrividisco solo al pensiero). Vi deve dei soldi? Ci sono i bonifici, non dovete vedervi. Sono tutte scuse.

SONO MALATO

A parte i casi di malattie serie, non pochi uomini usano la scusa delle malattie per impietosirvi e riottenere una scopata. Gli esami non sono a posto, ho avuto problemi al cuore e il cardiologo mi ha detto di stare attento, ho preso le pastiglie per la depressione. L’appello è alla crocerossina che c’è in voi ma non è il colesterolo alto che gli farà lasciare la moglie o un po’ di tachicardia, e la depressione è una malattia serissima, non ansia e rammarico perché sa che il suo matrimonio non funziona e voi potevate essere la nuova vita che però non ha scelto. I finti malati o i quasi malati fanno i furbi, e di solito guariscono appena ottenuta la rimpatriata. Ah, sono tutte malattie che non impediscono di scopare per due ore di fila o inibiscono l’erezione. Vale anche per “è malata” dalla figlia ai cugini. C’è chi si gioca anche è malata la moglie, ma di solito con l’amamte funziona poco.

LA RIUNIONE DI LAVORO

Se si lavora insieme il codice del silenzio costa doppia fatica, lo sappiamo, anche perché lui non si farà mediamente scrupoli di usare la sua posizione e la contiguità forzata dell’ambiente per tentare una riconciliazione alle sue condizioni. Vi ho già detto che dovete diventare un iceberg professionale ed evitare come la peste non solo le occasioni di stare sola con lui in modo apparentemente innocuo (un caffè? In fondo siamo amici… Perché non andare in mensa insieme una volta?) ma anche quelle collettive, a meno che non siano strettamente necessarie. Quella riunione dove c’è anche lui la potete evitare oppure no? Non nascondetevi dietro la pseudoprofessionalità o “in fondo è solo una riunione”: è la speranza che avvenga il miracolo che vi sussurra all’orecchio, ma l’unico miracolo è la scena finale di Ufficiale e gentiluomo.

L’INCONTRO CON AMICI COMUNI

L’uomo che vuole interrompere il vostro silenzio per sedurvi di nuovo usa anche gli amici comuni, ignari o meno della vostra situazione, per rivedervi. Il teorema maschile è: in fondo siamo stati molto bene, siamo persone adulte e civili, se è finita tra noi ciò non significa che dobbiamo toglierci il saluto o rinunciare a vedere gli amici insieme. Trappolone. Gli amici, quelli che restano e valgono per voi, ve li frequentate voi senza di lui.

CONSIDERAZIONI FINALI

Tutte queste scuse di tutti questi uomini sono strategie che hanno un solo scopo: rivedervi, ritrombarvi e magari ottenere ancora del tempo con voi. Rispondono a Sue esigenze, non alle vostre. A suoi egoistici bisogni fisici e psicologici: lui rivuole la stampella che sorregge il SUO matrimonio e la sua vita. Le vostre esigenze sono prove di cambiamento: non ci sono. Se ci sono devono essere rivoluzionarie, vere e schiaccianti, indiscutibili e indubitabili. Ma uno che ha deciso per voi e molla la moglie non usa sotterfugi, vi chiama e vi dice: sono tuo per sempre. E poi si comporta da uomo libero. Quando è successo a me io non ho tergiversato: l’ho invitata a un lungo weekend e in quei giorni le ho dato tutto quello che un’amante non ha mai, dallo stare palesemente insieme in pubblico a tutto il mio tempo e attenzioni. Ero pronto all’immediata convivenza, era lei che ha aspettato perché giustamente, dopo tante sofferenze, voleva essere sicura.

Vi chiedete: se mi dice che soffre, che non può vivere senza di me, che mi ama vuol dire che forse mi ama veramente, che forse dovrei dargli un’ultima chance… In nove casi su dieci rompere il silenzio significa rivederlo (e questo ha un costo molto alto, soprattutto se è a fondo perduto) e sentirsi ripetere le solite buone intenzioni per il futuro, condite dal tentativo estremo di convincervi di che cosa? Che dovete fare l’amante ancora per un po’, mentre lui, spesso per l’ennesima volta, con calma, inizierà a fare i primi passi per la separazione, passi dei quali molto spesso voi avrete una versione falsa o parziale, perché la maggioranza degli uomini, come mente sul fatto di non avere rapporti con la moglie, mente anche sul fatidico “dobbiamo parlare” con la stessa.

Ricorda: coem dice una lettrice certi uomini amano solo col pene.

Lo so, la speranza è l’ultima a morire, ma se lo rivedrete o riallaccerete i rapporti telefonici e messaggi come una volta in capo a poco tempo vi ritroverete con il solito pugno di mosche, e ad aver annullato tutti i sacrifici del silenzio precedente e a dover ricominciare il no contact con la delusione di essere state ingannate per l’ennesima volta, l’autostima sottoterra e una fatica doppia nel riprendere la strada che vi allontana da lui.

Il silenzio non si interrompe: o lo finisci perché lui ha davvero scelto te (e non solo a sogni e parole) o non si interrompe. Il silenzio finisce e basta: per lieto fine sempre, perché se lui non torna comunque sarai libera. Chi ce la fa in tre mesi (e già frequenta un altro uomo: succede davvero!), chi in sei, chi in un anno. Poi si è libere di vivere in un mondo non fatto da lui e le sue schiavitù, ma tuo.

Una parolina all’uomo che interrompe il silenzio

Ma non ti vergogni? Dentro di te sai benissimo perché lo stai facendo: hai bisogno di lei ma non la sceglierai mai, perché tua moglie è più importante, fosse anche solo per i soldi. Vuoi scopare in giro? Non con lei, che ti ha veramente amato. Vuoi la psicologa? Ce ne sono di bravissime, pagala. Se sei uomo e hai un briciolo di dignità e onore, visto che l’hai lasciata o, peggio, ti sei fatto lasciare, non farti più vivo. Sai quale sarà il prezzo per lei quando la lascerai di nuovo, quando non potrai sceglierla di nuovo. Non sei confuso, sei furbo ed egoista da far ribrezzo. Non sei sofferente, hai fame. Non fare lo sciacallo che aspetta che la leonessa ferita sia stanca per gustare, ancora una volta, il sapore della sua carne. Sparisci per sempre. O torna con i fatti, quelli definitivi. È l’ultima, unica cosa decente che puoi fare. Da vero uomo se lo sei.

 

Sincerely yours

anpellizzari@icloud.com

Diario di un uomo lasciato dall’amante

diario stock images
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Cosa fa lui, cosa pensa negli attimi, giorni, settimane, mesi dopo che è entrato in vigore il Codice del silenzio, cioè il black out totale fra di voi (niente incontri, telefonate, messaggi…) o perché lui vi ha portato a prendere voi la decisione di lasciarlo (massacrandovi con i suoi Ti amo Ma: succede otto volte su dieci) o perché, guarda caso in vista delle vacanze Pasquali (ma poi saranno anche quelle estive, Natalizie…), vi ha detto ti amo Ma non posso lasciarla e quindi siccome non voglio farti del male (rido per non piangere) meglio fermarsi qui?

Cosa succede nella sua testa? Come si comporta? Cosa prova? Soffre? Gli mancate? Me lo avete chiesto in tante, anche perché siete in tante a essere nelle varie fasi del Codice del silenzio, quelle iniziali (i fatidici primi tre mesi) o medio-avanzate. Contando appunto che molti hanno lasciato, o si sono fatti lasciare proprio in vista del ponte di Pasqua, guarda caso… Capiremo il perché anche di questo.

Day by day, ecco il diario dell’uomo in Codice del silenzio, lasciato da voi o che vi ha lasciato.

Tre ore dopo che avete chiuso

Lui con voi era disperato ma fermo su un punto: sei la donna della mia vita Ma, ti amo Ma e quindi al vostro (perdonate il riferimento Sacro), dicevo al vostro Dì solo una parola e io non ti lascio non ha risposto. Quindi Codice del silenzio operativo, per voi e per lui. Molti hanno anche pianto: non che siamo così bravi a fare gli attori, anche noi uomini proviamo dei sentimenti, e ci dispiace lasciare (perché di questo si tratta, anche se ci siamo fatti lasciare da voi obbligandovi a farlo) l’amante con la quale abbiamo condiviso tanto per mesi, persino anni ma, finito il momento teatrale, il vero sentimento è uno solo: un grande sollievo! Ve lo dico perché lo vedo in centinania di casi, in amici in questa situazione, e perché anch’io, confesso, ci sono passato in simili modalità. L’universo uomo, a tre ore dalla liquidazione dell’amante, prova una sensazione bellissima: mi sono liberato di un problema enorme, inestricabile, che mi condizionava ormai la vita. È come aver estinto il mutuo, essere stati assunti in una ricca multinazionale, aver vinto una causa in tribunale. È finita, sono finiti i problemi: e tiri un respirone di libertà. Un minimo di pensiero alla poveretta che ti ama e che hai costretto, tirandola scema, ad arrivare al Codice del silenzio con i tira e molla c’è, qualcuno si sente anche un verme e prova dei sensi di colpa, ma che bello sedersi a tavola con la famiglia, la stessa sera, e non dover nascondere il telefono, andare in bagno o giù col cane perché lei ti vuole parlare ed è incazzata perché tu le hai dato buca per la terza volta. Questa non è l’ultima cena, è la prima vera cena serena dopo tanto tempo. Il telefono è lì, muto: al massimo ti arriva la mail del gestore telefonico con i giga in offerta, niente cuoricini, punti interrogativi, faccine arrabbiate, domande, richieste… Dopo tre ore siamo già uomini liberi! E guardi persino tua moglie, mentre ti serve gli spaghetti come lo facesse a un re, con occhi diversi.

La mattina dopo

Sì ci pensiamo un po’ a voi. Ci vengono in mente soprattutto scene da video porno, perché sappiamo che è quello che ci mancherà. I più romantici hanno lampi di serate passate insieme, ma sono lampi subito spenti da un sonno ristoratore. Non dobbiamo più controllare il telefono. Un po’ di ansia c’è: non è che si rifarà viva? La paura, attenzione, non è che NON vi facciate vive, ma che lo facciate! Ma voi gli attributi ce li avete, mica come noi, e quindi il telefono tacerà. Accanto a lui, dorme la moglie. Non è cambiato nulla in realtà. Dorme come sempre, in un matrimonio che si trascina da anni nel torpore della routine, se va bene. Voglio provare a farci sesso, dice lui, saranno dieci giorni che non lo facciamo (non ha mai smesso di farlo con lei, vi ha sempre mentito su questo come 9 uomini su 10). In fondo ora ho lei, l’altra non c’è più, la bomba a letto non c’è più. Ma magari posso riscoprire mia moglie, approfittando di questo entusiasmo da libertà, magari le posso insegnare qualcosa di nuovo che facevo con la mia amante. Sì, pensiamo anche a questo. Allungo la mano, insisto nonostante il brontolio, e lo facciamo. Solita posizione, soliti tempi, soliti preliminari, vabbè, tutto uguale, ci sarà tempo per introdurre nuovi elementi, intanto ho raggiunto il mio orgasmo settimanale. La colazione, dopo un’ultima occhiata al telefono silente quanto rassicurante, continuerà serena e allegra. Persino la moglie, nella sua noncurante routine, si accorgerà di un marito più allegro, più presente con i figli, più propositivo. E quando chiederà ma che cos’hai che sei così in forma? Lui risponderà: non siamo in vacanza? E poi via questi pensieri di lavoro! E le schioccherà un bacio sulla guancia (non si può di più, se prima i baci erano a zero…).

Dal giorno uno al giorno dieci

Mentre voi soffrite i giorni più duri del Silenzio lui si gode la sua ritrovata serenità. Certo, vi pensa, se ha vostre foto (soprattutto di un certo tipo) se le va a vedere, i più “sensibili” devono scacciare il pensiero che voi soffriate ma come si vive bene senza di voi, che ormai eravate un problema, IL problema. Ma non potevate fare l’amante lussuriosa e divertente, la psicologa pret a porter e sfogatoio accontentandovi di grandi scopate, risate e vari benefit costosi o meno? Ah già, l’abbiamo tirata talmente in lunga che lei si è innamorata. Ah già, in momenti di sesso clamoroso o punte di romanticismo ho giurato il mio amore, parlato di nuovi figli, di case in montagna o al mare, di vacanze in Polinesia… Ho esagerato certo, ma cosa dovevo fare? Per tenerla, ammansirla, farle digerire bidoni, appuntamenti mancati, gelosia, telefonate col contagocce, mai una notte insieme, mai un weekend insieme dovevo sopperire con le parole ai fatti. Soprattutto negli ultimi tempi, quando più che un’amante era diventata una investigatrice lagnosa. Certo non colpa sua, quante balle ho dovuto raccontare! Ti ricordi quella volta che mia moglie si è accorta di quel messaggio con i cuoricini? Ho dovuto poi postare sui social una foto della famiglia abbracciata e felice (dopo che l’avevo descritta come una galera) e quante me ne ha dette la mia amante! Ci sono voluti giorni e promesse di crociere infinite per ammansirla. Quante bugie all’amante e a mia moglie. Per lo meno adesso devo smettere di dire bugie a mia moglie. Che guardo e mi dico: ma in fondo è la moglie migliore del mondo.

Dal giorno dieci al giorno venti

Va bene, direi bene. Ogni tanto penso a lei, il telefono muto è sempre rassicurante ma un po’ mi mancano i nostri messaggi più belli, quelle chiacchierate, le chat spinte, spintissime, l’intesa fra noi. Mi mancano forse più di un po’. La vita in casa scorre serena e monotona, una monotonia rassicurante e riposante. Per mia moglie sembra non sia cambiato nulla dal prima e il dopo. Io sono più presente ma non cambia nulla. Il nostro matrimonio si fonda sulla routine. Faccio più sesso con lei ma anche i miei tentativi di inserire giochi nuovi, anche banali nella nostra routine sessuale, quelli che facevo con l’altra (mica quelli più spinti, non oso chiedere tanto) vengono sopportati in modo malcelato o rifiutati (ma cosa ti salta in mente!). Il nostro rapporto sessuale è un due tre: si inzia così, si continua cosà, finisce colì. 5 minuti. Nessuna modifica, salvo l’eiaculazione, assicurata (il suo orgasmo non so, non ho mai capito quando finge e quando no, non mi interessa da anni ormai). Certo la frequenza è aumentata. Io ho voglia, anche perché ero abituato a farlo con l’altra una o due volte alla settimana, quindi anche mia moglie gode degli stessi ritmi, se non ha mal di testa (e lo ha spesso). Il mio matrimonio è in salvo? Forse, ma solo perché ho smesso di “pagare il mutuo”. Io continuo a essere una specie di ombra che porta il denaro a casa, a fare l’autista ai figli, a lavorare tanto e a guardare molta più tv di prima e molto meno cellulare di prima. E lei cosa farà? Avrà già iniziato a uscire con le amiche? Da una parte mi toglierebbe certi sensi di colpa che tornano verso l’alba, quando ho un piccolo risveglio, dall’altra mi dà fastidio pensarla corteggiata da altri uomini. Perché lei era bella, è bella.

Dal giorno venti al giorno 30/40

Caxxo che noia mi moglie. Pesante, ripetitiva, un sacco di patate a letto. Ho voglia, e ripenso ai giri di orologio al motel con l’altra. Ci stavamo magari anche solo due ore, ma che fantasia, numeri, godimento! Eravamo senza ritegno, scatenati e senza inibizioni. I primi mesi certo, ma anche dopo non ci si annoiava mai. Abbiamo fatto di tutto, e mi manca. Mi manca soprattutto il sesso. Certo lei era anche intellgente, brillante, portarla in giro, quelle poche volte che ho potuto, faceva morire di invidia passanti e amici. Il sesso strepitoso mi manca. Devo ammetterlo, lasciare lei non ha reso mia moglie la migliore moglie del mondo e non ha trasformato il mio matrimonio da grigio a felice. Chissà se lei ha già un nuovo amante, mi rode l’idea. Però anch’io devo darmi una calmata, in fondo io questa amante l’ho resa io la regina delle donne, l’ho idealizzata perché era una bomba a letto e mi piaceva tanto, ma se ci penso bene, se mi convinco bene, non era poi tutta questa roba! E se mi trovassi un’altra amante? No, perché io a letto con mia moglie così non posso andare avanti per molto, è una pena questo sesso bisogno fisiologico, meglio della mastrubazione certo ma non troppo. Forse devo iniziare a fare il simpatico su facebook con qualcuna che ho adocchiato, ma che fatica, mica tutte danno retta a uno sposato, per quanto tu gli dica che sei separato in casa. Lei invece era cosa fatta, era pronta e senza pregiudizi. Ora avrà cambiato idea. Chissà se è già in caccia. No, lei non riesce a stare senza di me.

Fra il primo e il terzo mese

Ho ricominciato a litigare con mia moglie. Il mio matrimonio era un fallimento e lo è ancora. Mi sento solo. Non scopo più perché è la solita solfa. Ho provato a contattare qualche bellona sui social ma non è così facile per uno sposato uscire con le single, devi trovare una sposata a caccia di avventure e non sono così palesi. Le altre sono sospettose: troppi uomini pacco e cattive esperienze rendono il mercato del cucco più difficile di una volta. E la mia ex amante? Non credo mi abbia dimenticato. Forse adesso è il momento di riavvicinarmi, forse l’onda di pianto odio e rabbia ha lasciato spazio solo alla nostalgia e potrei approfittarne. Devo giocarmela bene, vorrà fatti e non parole, come mi ha detto tante volte. E io fatti non ne ho: non lascerò mai mia moglie, la mia famiglia, i miei agi per un’amante. Voglio solo un’amica che faccia sesso meraviglioso, più sesso che amica. Domani contatto quella nostra amica in comune per capire come sta, cosa fa, se ha qualcuno (dubito).

Dal secondo terzo mese in poi

L’amica mi ha detto che lei non esce se non raramente. Che è ferita a morte da quello che ho fatto ma piange spesso, parla solo di me e non ha nessuno (bell’amica! Utile comunque). Mi ha anche detto che sua mamma non sta bene, niente di grave per fortuna ma è un punto che potrei sfruttare. Potrei scriverle che ho saputo della mamma e sono preoccupato per lei e se ha bisogno di me sono a disposizione. E vedere come reagisce. Ho visto che pur togliendomi dagli amici di Facebook (altrimenti l’avrei fatto io dopo il primo mese, bloccandola in modo che non veda certe foto di famiglia) non ha bloccato le messaggerie e il telefono. Stasera le scrivo. Tasto il terreno. Poi aumenterò i messaggi, passando dall’amichevole al più che amichevole. Poi riprenderò le telefonate, Poi le chiederò un caffè, poi un pranzo, una cena. Se riesco a recuperare terreno è fatta; tornerà a essere la mia amante. Le dirò che non posso vivere senza di lei, che ho sbagliato e voglio ricominciare, deve solo darmi tempo, che ho fatto tre mesi di inferno, che soffro tanto ma sono deciso e ti amo! Non sarà difficile, in fondo un po’ queste cose le penso, anche se so dentro di me che è la mia voglia e il mio egoismo e la mia solitudine il vero motore di tutto questo, io non mando a gambe all’aria la mia vita per il sesso, non l’ho fatto ieri non lo farò oggi. Magari mi scappa anche una convincente lacrima, in fondo io sono un emotivo e sentimentale e lei sa tirare fuori il meglio di me, anche se non è forte abbastanza per uccidere il peggio che c’è in me, l’egoista calcolatore che c’è in me, soprattutto dopo l’orgasmo. Quante volte ho provato la voglia di fuggire dopo quelle due ore nel motel… Ma adesso è più forte la voglia di motel. Se la convinco a venire a letto è fatta. E dopo? Si vedrà, adesso è la voglia di lei che vince.

Questo è quello che pensano molti, molti uomini quando entra in vigore il Codice del silenzio. Brutto? Squallido? Certo, ma succede. Spesso. Dobbiamo essere realisti, anche a costo di essere pessimisti una volta in più, anche se le eccezioni per fortuna esistono. Ecco perché insisto su un punto: il Codice del silenzio deve essere assoluto, e non dovete cedere mai. Dovete cedere solo se lui torna, come dico sempre, da Ufficiale e gentiluomo, con la separazione in mano, fuori di casa, le prove provate, fatti nuovi non solo parole rivestite e ricolorate. Fate le domande giuste che devono avere risposte chiuse e certe, non aperte, verificabili e non trattabili o rimandabili nel tempo. Basta con le cambiali.

Non dovete cedere se non di fronte a fatti nuovi e veramente rivoluzionari, decisivi.

Perché il Codice del silenzio funziona come la dieta. All’inizio è dura, durissima, hai gli attacchi di fame, ti sogni il cibo preferito di notte. Poi, col passare dei giorni, la bilancia mostra i progressi, ti senti meglio, disintossicata. Dopo i primi tre chili persi ti sembra non impossibile dimagrire. Poi ti senti più bella, più leggera, man mano che il tempo passa la strada ti sembra in discesa. Certo, passano mesi, i primi sono i più duri, ma il miglioramento lo senti, fisico e mentale.

Se invece rispondi al messaggio e lasci i canali aperti è come se ti alzassi di notte e, dopo un giorno di digiuno, aprissi il frigo per mangiarti un’intera tavoletta di cioccolato. Benessere sul momento ma poi senso di disfatta, pancia gonfia, senso di colpa, sconfitta, ti senti una debole e il giorno dopo la strada è di nuovo in salita.

Se poi accetti di tornare al ristorante con lui, per mangiarti tutto di colpo antipasto primo secondo contorno frutta dolce caffè e ammazzacaffè, per scoprire poi che quello è solo un ristorante, non il ristorante di tutti i giorni della tua vita, ricominciare la dieta sarà due volte più difficile della prima.

Perché il metabolismo delle emozioni farà molta più fatica a bruciare grassi e calorie, ma soprattutto lo zucchero, che è lui. Ogni dieta interrotta e fallita rende la prossima più dura e meno efficace. Ricordatelo, quando sarai davanti a un suo nuovo messaggio, quando sarai davanti al frigo, alle due di notte, con le lacrime agli occhi.

Noi ci siamo per te qui #acasadiAle. Scrivimi. Scrivici

Sincerely yours

Amanti: il codice del silenzio

Lasciarlo è come smettere di fumare - iStock kumeda
Lasciarlo è come smettere di fumare – iStock kumeda

Lui è sposato e tu sei l’amante. Lui è tornato dalle vacanze in famiglia per l’ennesima volta e nulla è cambiato: non lascia la moglie ma vorrebbe continuare così con te.

Non importa la longevità della vostra storia (spesso anni), non importa la quantità di volte che vi è stato detto “dammi tempo che la lascio ora non sono pronto”.

voi siete arrivate alla frutta perché lui parole tante e fatti zero.

O meglio, in molti casi lui ha deciso di non decidere, avanti così. O meglio, lui ha deciso di stare con la moglie, perché se non la lascia ha deciso che vince lei. Ha deciso, di fatto, anche se non lo ammetterà forse mai.

Insomma, siete ormai spossate da questo tira e molla e dovete, sentite che dovete VOI prendere una decisione.

E dovete prenderla anche se siete profondamente e a volte disperatamente innamorate del “tutto chiacchiere e distintivo”.

Dovete decidere fra due opzioni, semplici quanto terribilmente difficili da realizzare, me ne rendo conto.

E sono difficili da realizzare anche quando lui è stato corretto (questo dobbiamo dirlo, non cambiamo le carte in tavola solo per rabbia o delusione) e non ha mai promesso nulla, non ha mai detto che avrebbe lasciato moglie e famiglia, ha resistito anche quando sesso e passione gli hanno fatto pensare seriamente, anche per un periodo e basta, che avrebbe potuto costruire una vita con voi.

In ogni caso, dovrai decidere se continuare a fare l’amante o lasciarlo tu, perché lui non lo farà forse mai.

Non ti biasimo se scegli la prima opzione, e nessuno, che non sia nei tuoi panni o almeno lo sia stata dovrebbe farlo: essere innamorati di una persona significa spesso avere un legame fortissimo, una speranza che travalica i fatti, la disperazione, le delusioni e le mille promesse tradite.

Continuare a essere la sua amante in queste condizioni, conscia del prezzo da pagare, è una soluzione scelta da molte, così come molte mogli decidono di perdonare o tollerare in silenzio i tradimenti e andare avanti così. Per amore, per timore, per i figli, per mille ragioni spesso assolutamente comprensibili.

Non giudico quindi, solo ti dico che in questi casi, se una non ce la fa da sola, è il caso che si faccia aiutare, ci vogliono dei veri professionisti della mente in certi casi di sofferenza, psicologi, psicoterapeuti o psichiatri, scegliete voi.

No, non sei matta, tranquilla, sei come milioni di persone, in “buona” compagnia. Ma se non si riesce a fare una cosa che si riconosce come sbagliata e controproducente per se stesse e il buon senso, e i consigli degli amici, i milioni di lacrime versate non bastano e non basta l’evidenza della situazione ci vuole l’aiuto di un esperto titolato per spezzare quella che potrebbe essere diventata una “dipendenza” o comunque una catena troppo resistente.

Dunque, hai tu il termometro della tua febbre, non aspettare di superare i 40. E tu sai se hai la forza di spezzare la catena.

Ma torniamo al libero arbitrio e ipotizziamo che tu abbia trovato la forza, e magari non è la prima volta che lo fai, di lasciarlo. Sai già o immagini cosa ti aspetta.

Qualcuna di voi mi ha scritto “ho smesso di fumare, riuscirò a non rivederlo più”.

Non so se il paragone del fumo è sufficiente, certo è efficace. Fumare per anni per poi decidere che una cosa che ti piace, un gesto che ormai fa parte della tua vita, sapendo che ti fa male deve finire non è facile. E dovrai smettere tu, da sola.

E qui arrivo alla seconda parte del mio titolo, il valore del silenzio.

Se hai deciso di chiudere davvero con lui il silenzio deve essere assoluto.

Tutti i canali di comunicazione devono essere interrotti o resi impraticabili. Blocca la sua amicizia sui social. Blocca le messaggerie. Blocca anche il numero di telefono, così non avrai la tentazione (e relativa sofferenza) di rispondere alla sua inevitabile chiamata, perché molti chiamano.

Lo so, è durissima e sarà durissima, ma il silenzio assoluto è l’unica arma che hai a questo punto.

E deve essere assoluto: basta riaccendere una sigaretta per ritrovarsi a comprare il pacchetto di sigarette della solita marca.

Il silenzio serve a te per dimenticarlo. Solo non avendo la sua presenza anche sotto forma del solito messaggino quotidiano la tua ferita al cuore potrà rimarginarsi col tempo.

Non cadere nella tentazione di lasciare almeno un canale aperto, magari con la scusa, come mi raccontate in tante, che è da maleducate chiudere completamente. In questa fase dovete essere egoiste e l’educazione non c’entra nulla. Ogni post che vedrete sulla bacheca di un amico comune sarà come una coltellata al cuore, perché prolungare la tua agonia? Il silenzio deve essere totale.

Il silenzio servirà anche a lui per capire davvero se può vivere senza di voi. I casi sono due: o lui vi ama nonostante tutte le remore che si fa con la famiglia oppure voi siete e sarete sempre solo un ripiego.

Il silenzio ha effetti anche su di lui. Abituato ad avervi a disposizione, ad avere il boccino in mano anche solo attraverso un messaggio, ad avere il polso della vostra situazione anche con una semplice telefonata di fronte al silenzio, è solo questione di tempo, reagirà.

Perché il tuo silenzio lo manderà in tilt. Il tuo silenzio significa che puoi vivere senza di lui, che magari ti stai rifacendo una vita, che hai ricominciato a uscire con le amiche e magari altri uomini, lui non lo sa adesso non lo può sapere neanche se si informa tramite amici comuni, è diverso che avere il tuo polso, sentire il tuo polso.

È solo questione di tempo e cercherà di contattarti o di vederti. Gli uomini sono egoisti e semplici, dominati dai loro bisogni contingenti perlopiù. Prima o poi, se tu conti almeno un po’, la sua voglia di te, il motivo per cui ha tradito sua moglie con te, emergerà con forza.

E qui o si tratta di passione e amore o solo di voglia. Ci sono uomini che si accorgono, attraverso il distacco e il silenzio, che anche se tutte le ragioni del mondo confermano la loro scelta di non mollare la famiglia esse non sono sufficienti per farti dimenticare, per rinunciare a te, per vivere senza di te. E tornano.

Ma attenzione, come tornano? Questo è fondamentale.

Tu non puoi aver deciso di chiudere, non puoi aver sofferto giorni, settimane, mesi tutto quello che hai sofferto per far rientrare nella tua vita uno che ricomincia con le parole e niente fatti.

Se questa fase di silenzio, che io ritengo in media debba durare alcuni mesi (diciamo più di due e meno di sei, le vacanze canoniche estive e di Natale non si contano, sono una specie di limbo decisorio per gli uomini sposati) lo ha fatto tornare da te, non può essere per scopare e basta o prendere altro tempo. L’era dei progetti promesse è finita. La scelta sei tu e la realtà deve cambiare totalmente.

Non può più esserci “adesso glielo dico”. Non può più essere “adesso parlo con l’avvocato”. Non può più essere “le prossime vacanze le facciamo insieme”. Adesso o niente. Lui ti dice non ti fidi? Ha avuto tempo per dimostrare. Tempo scaduto. Se sei tornato è per restare. Punto. Altrimenti, se ricominciano le parole e le promesse, tu ricomincerai a fare l’amante.

E i secondi matrimoni non nascono dalle promesse, ma dai fatti.

Proverà a ricontattarti anche l’uomo che sa che non lascerà mai la moglie. Lo so, è ingiusto. Ma alcuni uomini sono deboli ed egoisti insieme, un mix che produce anche tentativi senza remore. Inutile odiarli, l’unica vera medicina è escluderli dalla tua vita, punto. Il silenzio assoluto in questi casi prelude alla chiusura tombale del rapporto. Ti sei sbagliata, forse vi siete sbagliati tutti e due (non tutti sono degli approfittatori aridi e lucidi), questa storia è finita. E, ascolta, anche se ora ti sembra impossibile, non può e non deve decretare la fine della tua vita sentimentale e sociale.

Ricorda
La storia con uno sposato
, ripulita del mistero e adrenalina del proibito che ha, è una storia come le altre. Può andare avanti o finire. È una storia d’amore, come tante altre storie. Inizia a vederla così. Avete deciso insieme di iniziare, decidi tu di finire. Un amante non ha un destino diverso di quello di una normale “fidanzata”. Punto.

Ricorda a quelli che ti dicono: “non dovevi andare con uno sposato finiscono tutte così te la sei cercata”.
Non è vero. All’inizio, sposati o no, capita di mettersi insieme seguendo un istinto o un’emozione, senza pensare al futuro o facendolo con la volontà di danneggiare qualcuno. Succede. C’è chi dice che la fedeltà non esiste, che non siamo fatti per vivere sempre e solo con lo stesso partner. Non lo so ma succede. E spesso, milioni di volte, non centinaia. Quindi inutile prendersi colpe che non esistono se non nella testa di chi non è nei vostri panni.

Oppure, tornando a lui di fronte al tuo silenzio, a parte qualche tentativo, sparirà. Il silenzio allora ti avrà dimostrato la perfezione della tua scelta. Non esiste uomo innamorato davvero che rinunci all’amore vero, spesso neanche di fronte all’amore filiale. Dunque la vostra storia doveva finire. E attenta, non colpevolizzarti. Non cadere nella trappola “ma sei tu che mi hai lasciato è quindi rovinato tutto”, “ma sei tu che sei andata con un altro provando il chiodo scaccia chiodo”. Non esiste. Tu hai preso una decisione inevitabile di fronte a una sua indecisione infinita che è una decisione, quella di non decidere apparentemente, avendo però nei fatti deciso a favore della moglie, se resta con lei.

Molte donne nei tuoi panni pensano o si sentono addirittura dire dall’amante “non hai saputo aspettare e hai rovinato tutto, non mi hai dato abbastanza fiducia e quindi non mi meriti”.

Troppo facile. Non esiste un’attesa per sempre. Fatti non parole. Se sei arrivata a chiederti “e adesso che faccio continuo a fare l’amante o lo lascio?” vuol dire che sei alla frutta, siete alla frutta.

Gli uomini possono tenersi un’amante per anni, una donna innamorata, a meno che anche lei non voglia lasciare la sua famiglia, no.

E se lavorate insieme?
Non è che siete particolarmente sceme e ve lo siete cercato sposato e pure sul lavoro. Basta con le seghe mentali, soprattutto se indotte da facili giudizi altrui. Quante storie “normali” iniziano sul lavoro, per contatti di lavoro? Tantissime, molti di noi lavorano quasi e basta, quindi non biasimarti se è successo lì. Piuttosto sarà più difficile fare “silenzio assoluto” quando dovete sentirvi o incontrarvi per forza. Che fare allora? Mi appello alla tua grande professionalità. Quella che ti fa reggere e ha fatto reggere per anni il complicato intreccio di rapporti ed equilibri, compromessi e relazioni nella tua professione, che tu faccia l’impiegata o la manager non importa. La tua professionalità deve ritrasformare il tuo amante in quello che era, con una buona dose di distacco in più. Educata e professionale, nulla di più. Non un minuto di più che non sia per condividere quello che deve essere condiviso professionalmente, non un caffè da soli, una mensa, una passeggiata, un colloquio che non sia lavorativo. Diventate un robot. Non cadere nel tranello “ma dai è solo un caffè!”. No! Lo potete fare, lo sapete fare. Se è intelligente, capirà il messaggio, rispetterà e ammirerà la vostra personalità, forse il lavoro è una delle poche cose che capiscono davvero gli uomini. E se non capirà sarà lo stesso. Non cedete di un passo. Funzionerà. Sarà più difficile ma funzionerà. E vedrete che anche averlo sul lavoro a un certo punto non conterà nulla. Anzi, qualcuna di voi oggi ride dicendosi: ma cosa avrà avuto questo per prendersi tutte le mie attenzioni… Anche in questo una storia fra amanti non è diversa da quella di due “liberi”.

Dunque è vero che il silenzio è d’oro.

Ti aspetta un compito difficile ma non impossibile. Molte sono riuscite a smettere di fumare.

Il premio è riprenderti la tua vita, la tua libertà, un futuro uomo dedicato solo a te (finché fai l’amante ti sarà impossibile anche solo vedere altri uomini). Oppure lui scoprirà che ha sbagliato tutto e correrà da te.

In ogni caso vinci. Pagando un prezzo certo, ma vinci.

Sincerely yours

Ricominciare dopo una storia

Si ricomincia sempre in salita ma alla fine c'è sempre una discesa
Si ricomincia sempre in salita ma alla fine c’è sempre una discesa

È finita. Dopo mesi, anni, a volte tanti anni la vostra storia è finita. Eravate sposati, conviventi, fidanzati, amanti. Eravate, perché ora è finita.

Siete state lasciate, o avete lasciato voi, spesso perché lui vi ha messo nelle condizioni di lasciarlo, perché molti uomini non lasciano mai. Non cambia: siete sole.

E siete sole dopo molto tempo, oppure da poco ma, se eravate innamorate, anche pochi mesi possono pesare come anni.

Magari, di fatto, sole lo eravate già. Quanti matrimoni sono separazioni di fatto sotto lo stesso tetto coniugale, quanti legami sono ormai ridotti al minimo sindacale da tempo, senza dialogo e senza sesso. Quante amanti hanno visto scemare, col tempo, gli incontri una volta così belli e passionali, o sono diventate l’ombra della moglie.

Ora anche le ultime parvenze di legame sono davvero finite. Ognuno a casa sua, ora siete davvero sole.

Come ricominciare a vivere? Come rinascere?
E, soprattutto, come non cadere nella trappola dell’isolamento, del ritiro sociale e sessuale? Come non sostituire definitivamente gli uomini, per la grande delusione, con la carica dei 101 gatti?

Dalle vostre tante storie, da chi ci è già passata e ce l’ha fatta, si possono trarre dei consigli preziosi. Vediamoli.

Il periodo zombie
È normale che le prime settimane, i primi mesi, stiate male, alternando momenti di disperazione a quelli catatonici, a momenti nei quali vi dite “che bello essere sole dopo tanta sofferenza” a quelli in cui “quello stronzo mi manca da morire, adesso gli scrivo un messaggio, forse non posso vivere senza di lui”. È normale, vi comportate come degli zombie che si aggirano in casa trascinandosi dietro il plaid, passando dalla TV al frigo, ma non siete degli zombie. Guarirete. È solo questione di tempo ma, come per l’influenza, potete decidere di sopportare stoicamente, quasi fosse un’autopunizione (aaaah come siete brave voi donne ad autopunirvi e autogiudicarvi al peggio) i 39 di febbre alzando le mani, battendo i denti e soffrendo l’impossibile oppure usare i farmaci sintomatici che, proprio perché si chiamano così, non curano le ferite d’amore ma leniscono il dolore fino a guarigione avvenuta (e si guarisce, è solo questione di tempo).

Li vediamo nei prossimi step.

I rimedi della “donna” (non della nonna, o forse li usava già anche lei).
Per uscire dal o combattere il periodo zombie la prima cosa da fare è individuare, nel vostro carnet di amici e conoscenti i più positivi, affidabili, allegri e poco sedentari. No, non sto parlando della vostra migliore amica, quella sa già tutto della vostra storia, ha la spalla rotta per i vostri pianti, ha fatto tutto quello che poteva per sorreggervi e continuerà a farlo. Ma quello che vi serve adesso è altro. È una donna, o un gruppo di donne, o anche di uomini amici che avete classificato come nonscopabili (e loro non vi vogliono frequentare e assillare per questo, altrimenti evitateli) che vi raccolgano e vi portino fuori dal covo dello zombie. Per un aperitivo, per parlare, per ballare, anche solo per passeggiare o per iniziare un corso da metalmeccanico o di tango, basta che vi tirino fuori. Devono essere propositivi, allegri e riuscire a stopparvi dopo massimo un quarto d’ora di riepilogo della storia che vi ha fatto soffrire tanto per farvi parlare di qualcos’altro. Valgono anche quelli messi da parte perché a lui non piacevano o non ve li faceva frequentare. Sforzatevi di contattarli, magari con un messaggio iniziale, come se doveste prendere un farmaco salvavita. Inizierete a mettere un piede fuori dal covo dello zombie, c’è ancora tutto un mondo lì fuori, il mondo non era solo lui. Vietatissimo il coro greco, cioè quel gruppo di amiche lasciate o deluse dagli uomini al punto da appendere le ovaie al chiodo che potranno solo unirvi a voi in un pianto greco che vi porterà alla depressione condivisa, non a uscire dall’antro.

Il codice del silenzio
Quasi tutti gli ex si rifanno vivi o tentano di ricontattarvi.
Per questioni di egoismo, possesso, per scoparvi ancora una volta, per tenervi in stand by. Non potete neanche pensare di rimanere amici, leggete qui perché. Ecco perché è fondamentale fare terra bruciata il più presto possibile con l’ex. Non cadete nella trappola del “non è educato tagliare tutti i ponti”. Fregatevene: in questo momento L’emergenza siete voi, siete voi che dovete rinascere dalle ceneri della storia fallimentare e dolorosa, provate a essere egoiste almeno un quinto di quello che è o è stato lui. Basterà. Usate la rabbia e il rancore che avete per la delusione inflittavi per bloccare tutto, cancellare tutto. Non un messaggio deve passare nell’etere e raggiungervi. In questa fase anche un banale “come stai” scritto da lui potrebbe farvi perdere in un lampo i progressi di autostima e rinascita faticosamente collezionati fra pianti e tentativi di reagire positivamente. Più farete silenzio con lui prima guarirete e starete meglio in fretta, meno lo fate o posticipate o lasciate qualche canale aperto e più il calvario sarà lungo. Lo so, capisco, si cade e si ricade. Non fate l’errore, nei casi in cui ci ricadiate, lo risentiate o lo rivediate di biasimarvi, di darvi della debole idiota irrecuperabile. Tutte ci sono passate, anche quelle che oggi sono nuovamente accoppiate e felici: è possibile, non finisce il mondo con un uomo, per quanto amato. Montanelli diceva che i cimiteri sono pieni di persone insostituibili. Non vi giudicate, non vi biasimate, chiamate l’amica del cuore, le amazzoni alla riscossa per uscire e ricominciate da zero. E, mi raccomando, in silenzio con lui. Se lavora con voi è più difficile ma appellatevi alla vostra professionalità: si parla di lavoro, possibilmente in team e non da soli e non si accetta neanche un caffè. Nemmeno uno, fanculo l’educazione.

Il primo chiodo
Uscendo con gli amici, prima o poi incontrerete un uomo interessante. Col tempo, quel senso di nausea a pensare solo di essere sfiorate dalle mani di qualcuno che non sia l’ex passerà. E, quando incontrerete uomini che in voi risvegliano un barlume di femminilità, gli immediati flash baci di voi a letto con uno “nuovo” travolti dalle scene d’amore con l’ex svaniranno. Ci sono donne che arrivano a questo punto di guarigione in sei mesi, altre che ci mettono di più. Ma se seguite i consigli precedenti sarà inevitabile, prima o poi, incontrare un uomo interessante. Che cosa significa interessante? Non cadete nell’errore di giudicare i nuovi uomini paragonandoli al vostro ex: lo so, con lui è stato per lungo tempo tutto meraviglioso, dal sesso allo stare insieme, ma poi tutto è finito e, molto spesso, perché questa meraviglia di uomo si è rivelato tutto l’opposto di quello che era agli inizi. Quindi NO PARAGONI COL PASSATO: questo tipo si chiama nuovo perché è nuovo, e voi ora guardate al futuro, non al passato. Che significa interessante? Banalmente che vi piace fisicamente, che è simpatico, vi fa ridere, dice cose intelligenti. Non deve essere il principe azzurro, deve essere, in questa fase, un donatore di serenità. Usciteci quando se è come volete. Non sentitevi obbligate a nulla. È quello che chiamo chiodo scaccia chiodo. Se dà segni di impazienza liquidatelo. Non attaccatevi a lui come l’ancora della speranza, gestitelo come una persona piacevole da frequentare punto. Per ora. Siate esigenti, molto esigenti (per approfondire perché leggi qui).

La prova del bacio
A un certo punto, passati anche due tre dieci uomini interessanti che però non vi hanno fatto decidere per riprovare ad andare a letto per la prima volta, magari dopo anche un anno, dall’ultima col vostro ex (o perché non eravate pronte o perché questi uomini non si sono rivelati poi così interessanti o perché erano assillanti sul fare sesso), avrete frequentato un uomo che, dopo un tempo variabile da settimane a qualche mese, risveglia in voi l’ormone. Se vi attrae non solo più come compagnia dell’aperitivo e della chat c’è solo una cosa da fare: baciarlo. Il bacio, come ho scritto qui, è il cancello d’entrata del sesso. Un bacio è già un rapporto sessuale, e può dire moltissimo. Anzi, è la porta che una volta aperta vi farà decidere se richiuderla subito o entrare nella stanza da letto. Un uomo che bacia male, che non vi regala una bella sensazione, che non vi eccita già dal bacio, ascoltate me, meglio non andare oltre. Se invece funziona, baciatevi e baciatevi. Allora la porta si potrà aprire.

La vostra prima nuova volta
Se lui ha superato la prova del bacio inutile e compromettente aspettare troppo per fare sesso. Perché da una parte non ce n’è ragione (se avete provato le sensazioni giuste descritte prima siete pronte) e dall’altra lui potrebbe giustamente incazzarsi e dileguarsi. Ha aspettato, ha seguito i vostri ritmi, non tirate inutilmente la corda solo per punire il genere maschile cattivo o per essere sicure che questo non scappi dopo la prima scopata. Se avete in testa queste idee o le scacciate via o non siete ancora pronte. Giocateci, come ho scritto qui. Detto questo andateci a letto per divertirvi, per provare emozioni che saranno comunque nuove e diverse rispetto al passato. Quindi godetevela. Non dovete dimostrare nulla, non dovete fare nulla che non Vi piaccia, dovete semplicemente rimontare in bicicletta, godervi la giornata di sole e la brezza sul viso. La bici scricchiola, ha una gomma sgonfia o è scomoda? Magari andrà meglio la seconda volta. Oppure lui, non voi, lui non ci sa fare. Non fate l’errore che fanno tantissime donne di giudicarsi se a letto qualcosa è andato storto, tipo L’orgasmo non è arrivato o non vi siete sembrate all’altezza della situazione. Mai giudicarsi, vietato giudicarsi. Forse siete arrugginite, ma è più probabile che lui si sia intimidito e non sia così bravo come dovrebbe essere un uomo di esperienza. Quindi o rimandate i giudizi alla seconda e seguenti volte o, se davvero non vi è piaciuto, applicate la regola del bacio non convincente: avanti un altro. E non fatevi menate del tipo ormai sono frigida non sono più capace tanto vale aspettare la menopausa… ma sapete quante donne in menopausa si godono dello splendido sesso? Tantissime. Quindi non facciamo paragoni assurdi o pensiamo al convento per una trombata così così. Men che meno pensare che l’unico uomo in grado di farvi godere fosse lui, l’ex… i ristoranti dove mangiare bene, anzi meglio, sono milioni.

La rinascita dei sentimenti
Dopo che sarete state a letto con un uomo nuovo io vi auguro che questo evento si tramuti in una storia decente, serena, duratura (non dico amore per scaramanzia ma succede, per fortuna, mica si ha una sola chance nella vita). È invece solo una storiella? Tutto rodaggio. Tutte prove, intanto per riprendere una sana attività sociale e sessuale con gli uomini papabili, cosa normale, naturale e che fa bene anche alla salute oltre che al cervello e allo spirito, e poi per prepararsi al vero decollo, cioè all’incontro con un nuovo vero amore. Perché non solo è possibile trovarlo ancora, è addirittura probabile. Basta essere esigenti, come scrivo qui, e aver seppellito la storia precedente nel camposanto dei ricordi belli e brutti.

Ah, niente fiori per l’ex ma opere di bene per voi

Sincerely yours

Ma se è tornato è perché mi ama ancora?

Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori...
Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori…

Lui era il tuo amante, il tuo compagno, il tuo fidanzato. Era perché, dopo mesi o anni di amore dichiarato, di sesso sfrenato e di sogni di vita insieme è finita.

E’ finita perché lui vi ha tirate sceme con le promesse ma non le ha realizzate. Non ha lasciato la moglie. Non è venuto a convivere con voi. Non vi ha sposate. Non ha smesso di tradirvi. Non ha lasciato l’altra, a volte LE altre.

Così voi, dopo aver staccato tutti gli assegni del vostro conto corrente dei sentimenti firmandoglieli in bianco, li avete visti investire in vacanze con la moglie, in fiori per l’altra, in weekend “da solo” con gli amici.

Finché, alla fine del calvario dell’attesa, vi siete arrese e avete deciso voi di finirla. Lo avete lasciato perché al vostro ultimatum lui ha risposto: ti amo ma non posso. Sei il più grande amore della mia vita ma non posso. E via con le scuse. Ma non posso.

Qualche campione di sensibilità ed egoismo avrà avuto anche il coraggio di dirvi che, dopo uno, due, tre, dieci anni di promesse non mantenute non avete saputo aspettarlo e quindi è tutta colpa vostra se lui non lascia l’altra. Rido per non piangere per voi.

Bene, questa la cronaca fino ad oggi. E adesso che succede?

Sono settimane, mesi che non lo sentite. Il silenzio terapeutico (leggi qui) calato fra voi e lui dopo la vostra decisione che così non si andava più avanti sta dando i suoi frutti emotivi.

Chi prima o chi dopo, ognuna di voi sta sostituendo il panico, la rabbia, il dolore profondo, la perdita, la sensazione che senza di lui il mondo sia vuoto e senza senso, con un senso di rinnovato benessere, di indipendenza, del fatto che non vederlo fa soffrire ma finalmente ha spezzato la continuità del dolore profondo, e che c’è un mondo la fuori ancora “vivo” e, soprattutto, che state tornando di nuovo voi stesse, le grandi donne che eravate prima di conoscerlo.

Qualcuna ha magari iniziato a rivivere una sana socialità, le più evolute e meno ferite o veloci a superare la convalescenza frequentano addirittura uomini nuovi (leggi la teoria del chiodo qui) andandoci o meno a letto, questione solo di quanto la ferita si è rimarginata.

Finalmente la vita normale sta riprendendo nonostante i flash back e i fisiologici e inevitabili momenti di malinconia e qualche lacrima sul passato quando… lui si rifà vivo.

Un messaggino. Un incontro più o meno casuale per strada. Una telefonata. Quelli senza ritegno osano persino un invito “per sapere come stai”, all’insegna dei bei vecchi tempi. Per “amicizia”, almeno quello dice…

A questo punto molte di voi si sentiranno come teletrasportate da una macchina del tempo infernale nell’abisso. Tutto ciò che avete costruito in settimane, mesi di riparazione del vostro dna emotivo distrutto da come vi ha trattato per mesi, anni, di come si è fatto lasciare per sfinimento ai limiti della crudeltà, sembra crollare di fronte a una mail, un messaggio, alla sua voce, alla sua presenza.

E’ gentile, usa i ricordi del passato più belli per blandirvi, si dimostra affranto per come è finita, vi ama ancora, siete state la donna più importante della sua vita, sì è vero è rimasto con la moglie perché è malata, perché non ha soldi, perché i figli sono fragili (anche se magari hanno 20 anni) ma lui sogna e ha sempre sognato voi. E, naturalmente, con l’altra non scopa. Mai. Forse non ci ha mai scopato (eppure hanno sei figli).

Se era libero non ha altre, non ne aveva mentre eravate insieme e i vostri sospetti erano infondati e lo hanno allontanato giusto il tempo di fare le vacanze con un fantasma con la terza di seno e il culo alla brasiliana.

Insomma, l’uomo perfetto si ripalesa con tutto il suo cuore. In quel momento, molte di voi si fanno subito la domanda sbagliata, sulla quale lui ha puntato le sue fiches.

Vi chiedete se lui è tornato perché vi ama ancora, ed è il primo passo per diventare di nuovo dipendenti da lui e, soprattutto, aprirgli le porte del vostro letto, del vostro cervello, della vostra capacità di ascoltare anche tutte le sue menate con la moglie o con l’altra (siete state delle sante a sorbirvi i dettagli di che cosa lui gli avrebbe regalato a Natale e di tutte le menate di scuola dei suoi figli).

Lui è tornato perché vi ama dunque? Domanda sbagliata. Quella vera è: lui è tornato, ma che cosa è cambiato?

Ha lasciato la moglie? E’ finalmente libero? Ha in mano la separazione scritta? Oppure vi sta rassicurando, a voce, per la milionesima volta, che adesso davvero lo farà? E’ tornato per rimanere o è solo di passaggio?

Perché, al netto del fatto che lui vi sta dicendo, esattamente come vi ha detto mille volte finché VOI non lo avete lasciato per distruzione fisica e mentale e fine fisiologica delle lacrime da versare, dicevo al netto che lui vi dice IO TI AMO E NON POSSO VIVERE SENZA DI TE… che cosa è cambiato concretamente? Vivrà ora adesso con te? O aspettiamo i “tempi tecnici”? Ma per favore, ragionate!

L’altra c’è? Scopate e poi lui torna a casa “per sistemare le cose”? No ragazze, per favore, non scherziamo con la vostra salute sentimentale e anche mentale.

Questo, se le cose non sono cambiate realmente e stiamo di nuovo a promesse per il futuro, può anche darvi nuove scadenze (la prossima estate sarò libero: chissà perché non il prossimo mese, settimana; lasciami il tempo di preparare il divorzio… ma come, lo dovevi preparare due anni fa!) ma non fatevi abbindolare.

Perché lui è lì per un solo motivo: ha bisogno di voi. Del vostro corpo. Della vostra testa. Della vostra disponibilità che rasenta la geisha.

Lui non vi ama, ama solo se stesso e i suoi bisogni. Vi ha amato forse, siete forse davvero stata la MIGLIORE di tutte (ed è per questo che torna anche), ma non vi sposerà, non lascerà l’altra, a meno che alle parole ci siano i fatti ora, qui, subito.

Vuoi entrare nel mio letto perché mi ami e te ne accorgi solo davvero adesso o di nuovo proprio perché questo “periodo di riflessione” (leggi qui) ha funzionato? Va bene, ma non esci da quella porta, non torni più a casa da lei. E vedrete che lui, di fronte a questo, non entrerà in casa vostra.

Perché è tornato allora? Perché vuole scoparvi. Perché vuole la sua psicologa e tutto quello che non gli dà l’altra, ma senza rinunciare a nulla. Vuole voi come completamento, l’altra per tutti i soliti motivi. Vuole due donne. Magari fra un po’ anche tre, una scappatella dalle due “ufficiali” ci sta, abbassiamo l”età anagrafica delle scopate ogni tanto.

Siete di fronte a un “mostro” di egoismo? La risposta è sì se non si ritira subito da questo tentativo non serio e a “scopo di scopata”, rendendosi conto che non può e non deve farlo se non ha deciso davvero di stare con voi e basta. Attente ai narcisisti (leggi qui)!

Non importa che sia confuso davvero anche lui, non si fa soffrire la gente perché lui ha “bisogno di rivederti” a costo di riaprire una ferita che si stava rimarginando lacerandola. Non importa che sia “solo per provare a rimanere amici”: chi ha amato e poi si è lasciato drammaticamente non può diventare amico (leggi qui).

Sono tutte scuse e il prezzo di questo ritorno non lo paga lui lo pagate voi. E lui, che è in cattiva fede anche se si dà mille scuse per rivedervi tutte validissime e ricolme di buone intenzioni, non si fa scrupolo di rifarvi male.

Ma non si rende conto che se vi abbandonerà di nuovo voi, oltre che distrutte nuovamente, vi odierete per esserci ricascate e la vostra autostima richiederà il triplo del tempo di prima per risollevarsi? No, per lui saranno problemi vostri. Lui sarà di nuovo lontano.

Lui, come alcune di voi mi scrivono, sta davvero male e ha problemi patologici affettivi che vengono dal suo rapporto con la madre o il bisnonno cretese? Voi ci avete provato, non siete una terapeuta… che si faccia curare seriamente e guarisca dai suoi problemi affettivi con chi di dovere. Se poi ci sarete quel giorno, karma. Ma guarito, non da guarire! Avete già dato, non ha funzionato, chiaro?

E poi ragazze, non confondete più l’amore con la sua voglia di figa, come qualcuno saggiamente ha detto.

Che fare? Non fate l’errore di ascoltarlo troppo, di rispondere al messaggio, di vederlo. Se proprio non ce la fate a mettergli un muro davanti, torturatevi il minimo indispensabile per capire se è cambiato tutto (qualcosa non basta) o siamo alle parole per l’ennesima volta.

Qualcuno torna davvero con serie intenzioni ma devono essere senza appello, senza ulteriori ritardi e senza esitazioni, senza se e senza ma. Potete dire finalmente e, soprattutto realizzare immediatamente cose semplici ma impossibili fino a ieri come: stasera dormi qui. Domani ci vediamo. Sabato partiamo. Ti chiamo io quando voglio. Ti presento alle mie amiche, alle persone che contano per me.

Non andateci a cena o a pranzo “per parlarne per l’ennesima ultima ultimissima giuro volta”. Men che meno a letto.

Altrimenti tutto quello che avrete sofferto e fatto per liberarvi dal suo giogo emotivo non sarò servito a nulla e ricadrete nel baratro.

Non ce la fate? La tentazione è troppo forte? Prendete tempo prima di rivederlo e andata dall’amica o dal terapeuta, esperto, quel che volete per farvi consigliare e aiutare, ma soprattutto per ragionare a voce alta su questo “ritorno di fiamma”, la sua concretezza e le conseguenze fisiche e reali di riprovarci con lui.

Siete riuscite, come spero, a respingere l’attacco e dopo un po’ lui, senza ritegno e pietà, ci riprova? Bloccate il numero. Bloccate le chat. Bloccate tutto. Altro che amore, questo è egoismo da diffida con zona di rispetto lontano da voi tipo polizia scientifica.

Non cadete più nella trappola del tutto chiacchiere, libidine ed egoismo. Vivete di nuovo. Troverete, così, anche il vero amore (leggi qui). Perché, come diceva il grande Indro, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili.

Sincerely yours

Per dimenticarlo usa la classifica del chiodo scaccia chiodo

La classifica del chiodo scaccia chiodo - foto ANP
La classifica del chiodo scaccia chiodo – foto ANP

Lui ti ha lasciato, o si è fatto lasciare (per stremo delle tue forze) e ora sei lì a disperarti pensando ai bei tempi passati? Sei lì a farti mille seghe mentali sul perché ti diceva che ti amava tanto e poi “puff”, sparito per un’altra o per la moglie? Sei lì a stare chiusa in casa mangiandoti le unghie e chili di cioccolato pensando a quanto il tuo mondo sia solo ancora e sempre lui? Sei lì a pensare che tutti gli uomini sono degli stronzi ed è meglio comprare un gatto, forse due?

Inutile e sbagliato. La rinascita è a portata di mano e, credimi, migliaia di storie scritte su questo blog ne sono la prova. Basta un po’ di tempo (in due mesi si sta già molto meglio) e “aiutati che il Ciel ti aiuta“, che tradotto in questo blog significa che devi ricominciare a uscire e trovarti un CHIODO, cioè un uomo che ha una caratteristica fondamentale, come spiego nel mio precedente articolo: regala spensieratezza (e non serve andarci a letto, almeno non subito e mai se non se lo merita).

Per questo ospito volentieri Silvia che, oltre a essere una assidua lettrice e commentatrice illuminata, sta mettendo in pratica con successo la teoria del chiodo scaccia chiodo e ce lo racconta qui di seguito, facendo una vera e propria CLASSIFICA DEL CHIODO. Lei parla di amanti di lungo corso, ma la sua/nostra regola vale anche per i fidanzati innamorati lasciati in tangenziale. Vai Silvia!

Il “Chiodo”(cit. A.N.Pellizzari) è un uomo piacente, piacevole e soprattutto LIBERO che avrà il compito -grato per noi, forse ingrato per lui- come un novello Caronte, di traghettarci fuori dalla palude degli amanti, se non verso una verdissima prateria con casetta, giardino, 5 figli e 15 gatti, quantomeno verso un normale e banale praticello in grado di ricordarci che esiste un mondo normale di relazioni al di là della melma vischiosa che abbiamo sperimentato nella palude.

Abbiamo già appurato che, dopo una lunga storia da amante, una delle cure più efficaci da seguire per tirarsi fuori dal baratro è la “chiodo-terapia”.

La regola base perchè il chiodo funzioni è che deve essere solo e soltanto considerato come uno strumento per distogliere la nostra attenzione ed energia dall’amante.

Ma quello che dobbiamo stamparci sulla fronte è che il chiodo è qualcosa di funzionale a noi, una medicina da prendere se e solo se ci va di farlo e nelle dosi che noi riteniamo opportune per tirarci fuori da quella palude nella quale non riusciamo più a muoverci.

In questa fase è controproducente fare cose che non abbiamo voglia di fare, quindi non dobbiamo andarci a letto solo per ripicca se non ce la sentiamo, ma dobbiamo solo cogliere l’occasione per staccare testa e cuore da situazioni che hanno già prosciugato abbondantemente la nostra energia e che d’ora in avanti non dobbiamo più alimentare in alcun modo.

Attenzione però: non è sufficiente trovare un “chiodo”… va scelto. Quindi è necessario identificare pochi requisiti di base che il chiodo deve soddisfare per poter assolvere alla sua funzione, pena esclusione della sua candidatura.

Il nostro amante (o ex) è sposato, è tipicamente pesante, spesso fa le cose più complicate di quello che sono e non è assolutamente rispettoso di noi in nessun senso quindi, a pensarci bene, i requisiti del chiodo sono basati sulla regola dell’opposto.

Il chiodo deve essere…
1. Libero: il chiodo deve essere rigorosamente single, se no siamo punto e a capo.
2. Leggero: la leggerezza è un requisito irrinunciabile nel chiodo.
3. Semplificatore: Il chiodo deve semplificare e facilitare il nostro processo di guarigione, non sono quindi ammessi gli indecisi, i fanatici delle seghe mentali e nemmeno i finti intellettuali.
4. Rispettoso: se gli facciamo notre che non è aria e quel giorno non abbiamo voglia di vederlo, lui deve stare nel suo e rispettare il territorio. Questo per noi non è l’inizio di una storia, è un pezzo necessaio alla nostra guarigione e come tale va vissuto.

Il chiodo è quindi uno strumento che, a seconda della tipologia e durata della nostra storia precedente, può assumere diverse forme variando di intensità ed efficacia ma che, in ogni caso, deve rispondere a dei requisiti specifici e deve avere l’unico scopo di tirarci fuori dalla palude, iniziando a corrodere lentamente ma inesorabilmente tutta quell’area di pensieri ed emozioni dedicata in esclusiva a “lui”, all’ex, esattamente al pari di una nuova app sullo smartphone che ti rialloca lo spazio in memoria.

Esistono poi varie sfumature di chiodo, ma la classifica può essere come segue:

Chiodino: flirt superficiale, il tipo conosciuto in palestra che ti dà una mano a fare la panca, il barista che ti fa il cuoricino sul cappuccino la mattina e ti fa pure gli occhi dolci. Con il chiodino ci fai due chiacchiere, non necessariamente ci si è scambiati i numeri di telefono, al massimo siamo amici su facebook e instagram e ci mettiamo qualche like a vicenda, ma questo permette già di sottrarre quei 40 secondi di pensiero all’area suddettadedicata a “lui”. Se è carino e ci va, al chiodino possiamo anche dare il numero di telefono e uscirci a fare una bevuta, durante la quale verrà decisa la sua sorte (eventuale upgrade in classifica o cancellazione insindacabile dalla lista).

Chiodo: a questa fase ci si può arrivare per upgrade dalla precedente, se la prima serata è andata discretamente, lui non ci ha fatto cascare le braccia (e le ovaie), ha retto bene una conversazione di due-tre ore e ha rispettato i minimi sindacali di educazione e galanteria (ha pagato la bevuta, per esempio). Se dopo inizia uno scambio di whatsappini e c’è anche qualche telefonata, può scattare la seconda uscita, ma solo dopo decideremo se l’upgrade a chiodo può essere effettuato. Side effect importante, qui i 40 secondi sottratti al pensiero di “lui” iniziano a diventare minuti, anche ore se l’uscita funziona bene, a seconda della validità del chiodo. E, ricordiamoci, questo è il nostro primo vero obiettivo nel suo utilizzo.

Master Chiodo: un vero chiodo lo si può diventare dopo un po’ di frequentazione, telefonate e qualche uscita decente in cui siamo state bene e, ovviamente, in cui c’è stato qualche contatto fisico, magari un bacio, perché dobbiamo capire se toccarlo e avvicinarci fisicamente a lui ci fa schifo, ci è indifferente o ci può piacere. Più il chiodo sale in classifica e migliora la sua presenza nel quotidiano, più la porzione di RAM dedicata all’amante o ex amante si ridimensionerà.

• Chiodo Supremo: quando ci andiamo a letto una, due, più volte, il chiodo sta egregiamente assolvendo alla sua funzione, pertanto diventa supremo a pieno titolo.

Grazie Silvia, preziosa e divertente classifica. Ma, a parte i sorrisi che può strappare la descrizione dei vari chiodi, c’è molto di vero in quello che dice la nostra amica, anche perché ha provato sulla sua pelle quanto un uomo può deludere e ferire. Ma oggi, anche grazie al “aiutati che il CHIODO ti aiuta”, è quasi fuori dal tunnel.

Leggete, commentate, confrontatevi… anche lei vi risponderà.

Sincerely yours

In amore vince chi fugge?

Lui ha la licenza di ripescarti quando vuole
Lui ha la licenza di ripescarti quando vuole

Dice un vecchio adagio: in amore vince chi fugge. Io lo correggerei dicendo: finché lui sa che tu lo aspetti potrà andare dove vuole e tornare da te quando vuole.

È una regola senza connotazione di genere ma che viene applicata più spesso dagli uomini, perché più cinici e strategici, e più subita dalle donne, più sentimentali e arrendevoli, se innamorate.

E vale per le nuove fidanzate trascurate, per le mogli tradite e per le amanti che aspettano da troppi mesi, a volte anni, che lui scelga e che decidono di provare a lasciare l’eterno indeciso.

Si parte sempre da voi. Dalla fidanzata che si accorge di essere trascurata e a un certo punto dice il fatidico “torna da me quando sei convinto davvero” (leggi lui ti tratta male). Dalla moglie che scopre di essere stata tradita e che pensa di perdonare e ricostruire, a patto che lui lasci davvero l’amante (Leggi ti ha perdonato ma come ha fatto?). E infine l’amante che, stremata dalle sue promesse disattese mille volte di lasciare la moglie adotta il codice del silenzio (leggi qui).

Vi racconto come funziona per noi uomini il giochino. Funziona come la pesca. Noi buttiamo l’esca e voi abboccate. Vi peschiamo e vi portiamo nel nostro laghetto, dove abbiamo fatto vivere tanti pesci, anzi, potreste trovarvi non da sole in questo lago privato: pesci moglie, pesci “altre” possono esserci arrivati prima di voi. Ogni volta che vogliamo mangiarvi vi ripeschiamo. I pesci, però, imparano perché sono furbi. Diventa sempre più difficile ripescarli, non vengono su subito come la prima volta. E allora il pescatore deve affinare la tecnica: non può più dare uno strappo alla lenza perché rischia che voi lasciate e fuggiate spaventate. No, deve giocare di mulinello: tira la lenza e poi vi lascia lasco per nuotare. Poi ritira la lenza in tensione. Poi molla. Quando sarete abbastanza stanche arriverà lo strappo. L’amo si conficcherà nella vostra gola e non potrete impedire alla lenza di tirarvi fuori dall’acqua, ancora una volta. Per essere mangiate, ancora una volta. E rimesse poi nello stesso lago. Ad aspettare che torni lo stesso pescatore. Tu aspetti.

Storia triste, lo so, ma il mio compito è quello di raccontarvi quello che so, che mi raccontate voi, quello che vedo e quello, mea culpa, che ho fatto in passato anch’io più volte.

Ma come facciamo a tenervi legate alla lenza? Approfittiamo del fatto che voi siete innamorate, o comunque molto più prese di noi e che mollare la storia, chiudere, è la vostra ultima opzione. Le donne, insegna il parto, sanno soffrire pene indicibili prima di mollare. Questo vi rende madri eccezionali, lavoratrici decise e preziose, ma anche vittime dei sentimenti e resistenti, troppo resistenti al dolore del cuore. Noi maschi invece non lasciamo mai (leggi qui perché).

A parte la vostra condizione, noi maschi mettiamo in atto tutta una serie di “trucchi” per tenervi legate nonostante siate in “pausa di riflessione” o silenzio per colpa nostra. Eccone alcuni, in crescendo a seconda dei livelli di efficacia e di bisogno..

PRIMO LIVELLO: I MESSAGGINI
Le faccine (o emoticon) hanno cambiato la vita all’uomo moderno che vuole tenere il piede in due scarpe. Un classico esempio? Il fidanzato distratto che ti vuole tenere come base sicura ma intanto “gioca” sui social con altre possibili prede viene messo in pausa da te che ti sei rotta delle sue balle, dei buchi neri di notizie. Oppure non lo hai messo in aspettativa, sei lì che aspetti che voglia di nuovo uscire con te. Come fa lui a tenervi sulla corda o a sapere che siete sempre lì? Con un cuoricino. Un fiorellino. Un bacino. Ci mette un secondo. Gli costa un nulla. Eppure così vi fa sapere che vi ha pensato. Voi non sapete che è durato un secondo. Anzi, penserete “chissà quanto si è tormentato prima di mandarmi la faccina”. No, lui ha solo ributtato la lenza. Per vedere se il galleggiante si muove o sparisce nell’acqua, perché hai di nuovo abboccato. Basta che gli rispondi e lo saprà. Più in fretta gli risponderai più saprà che pendi dalle sue labbra. Più gli risponderai in modo articolato e maggiore del suo (più faccine delle sue, addirittura frasi, addirittura carine) più lui saprà di tenerti in pugno. E’ bastata una faccina per illudervi ancora. E lui potrà aspettare tranquillo di venirvi a trovare (e scopare) quando vuole, e proseguire con le sue nuove “attività”.

IL MESSAGGINO NON E’ BASTATO? LA FRASETTA
Capita che siate più dure del previsto. Magari siete l’amante, in media più sgamata (e trattata male) della fidanzatina. Quindi non avete risposto al messaggio. Lui è pensieroso. L’esca per il pesce non è bastata. Qui bisogna impegnarsi di più. Anche perché lei è incazzata, evidentemente. E già, ti ha beccato che chattavi con quella fighetta su Facebook e non sei stato convincente, mentre lei in costume da bagno lo era. E già, non è stato bello sapere che anche dopo questo Natale non potrete fare un weekend insieme da lungo tempo programmato. Che fare? Ma, soprattutto, che scrivere? Mi manchi. Scusa sono stato uno stupido conti solo tu. Ho voglia di vederti. Quelle chat non significano nulla. E via così. Gettata la lenza vale la regola “risposta, in quanto tempo, quanto elaborata e calda”. Servirà a lui per sapere se siete sempre nel laghetto di sua proprietà, nonostante lui abbia già un appuntamento per un aperitivo con la ragazza in costume o abbia prenotato con la famiglia lo stesso weekend che dovevate vedervi. Basterà che rispondiate nel modo giusto e lui sceglierà la mossa dopo, sapendo però che siete ancora lì, ad aspettarlo.

LA FRASETTA NON E’ BASTATA: IL MESSAGGIO VOCALE
Ahia, lei non ha risposto alla faccina, non ha risposto alla frasetta romantica… Lui inizia a essere in crisi. non è che “questa” si sta davvero staccando? Non è che si è davvero stufata? Non è che sta uscendo per i cazzi suoi dopo che il mondo ero solo io? Ahia. Qui ci vuole la mia bella voce radiofonica. La situazione non è così grave da telefonarle. Meglio un bel messaggio da lasciare lì, in modo che lo possa riascoltare, che inizi con Amore… Tesoro… Patatina o come cavolo vi chiama nell’intimità. Risposta? Stesse regole viste.

IL MESSAGGIO VOCALE NON E’ BASTATO: LA TELEFONATA
Allarme rosso! Faccine, frasette, persino il vocale alla Sinatra niente… Cazzo, ma non è che questa ha trovato un canale che collega il mio laghetto al mare e ha incontrato un cefalo d’altura che ha fatto da chiodo scaccia chiodo (leggi qui la grande funzione salvifica del chiodo). Qui bisogna prendere il coraggio in mano insieme al cellulare. Quante chiamate dovrà fare lui perché gli rispondiate? Quanto tempo gli dedicherete? Dal vostro tono, dalla vostra voce, da quello che direte lui capirà tutto in pochi minuti: se siete ormai lontane oppure, nonostante la “resistenza” che avete fatto ora state capitolando. Basteranno pochi minuti di telefonata per capire. Io ne avrò fatte 100 di queste telefonate. In tutte 100 capivo che lei c’era ancora. Nonostante non ci vedessimo da 20 giorni, nonostante l’avessi delusa per la 99ma volta, sentivo che lei era lì pronta a vedermi e ad accogliermi nel suo letto. Alla 101 non c’è stata più risposta. E allora ho dovuto correre. Fisicamente, altro che telefono.

LA TELEFONATA NON E’ BASTATA O E’ STATA DESTABILIZZANTE: IN GINOCCHIO DA TE
Alla 101ma telefonata lei non ha risposto. Sai dalle tue fonti (amiche comuni compiacenti, amici spie, profili spie) che sta pure uscendo, vedendo gente. Qui i casi sono due: o non te ne frega niente e quindi lasci andare perché il fidanzamento ti stava ormai stretto e l’amantato stava diventando ingestibile oppure te ne frega davvero, hai tirato troppo la lenza, il pesce ha imparato tutti i trucchi e sta guizzando via. La lenza si è rotta. Il pesce non ama più la solita esca. Che tu abbia deciso o no di “sposarla” (una decisione che puoi annunciare ma anche continuare a rimandare) ora la priorità è recuperare lenza e pesce. Non hai scelta. Devi incontrarla e guardarla negli occhi, giocartela di persona. Cena, aperitivo, almeno un caffè. E ora sta a te, a voi, ragazze, donne e Superdonne amiche e lettrici.

Avrete a questo punto capito come usiamo (non tutti, ma buona parte di noi maschietti) lenza, amo e mulinello per tenervi a nostra disposizione anche quando voi ci avete messo finalmente (ma quanta pazienza avete!) in discussione.

Avete capito che in amore vince chi fugge. Non chi aspetta troppo.

Molte di voi si sono sentite dire “non hai saputo aspettare, non hai saputo pazientare, hai mollato nel momento sbagliato, se avessi aspettato ancora un po’ sarei stato per sempre tuo”: balle, ballissime! Ma come, lui ha anche il coraggio di addossarvi la colpa dell’insuccesso della coppia perché non avete aspettato abbastanza? Ma vaffa! Voi siete spesso troppo, troppo pazienti, altro che aspettare ancora.

Però… a parte questa razza particolare che va lasciata immediatamente dopo aver pronunciato “non hai saputo” sta a voi misurare la sua sincerità. Se è arrivato in ginocchio da voi è veramente disperato per la paura di perdervi o è l’ennesimo tentativo di farvi rientrare nel suo laghetto privato?

La risposta dipende da vari fattori.
1. Quante volte avete assistito a questa scena? Più di tre volte? Se avete forti dubbi non posso darvi torto.
2. Quanta paura di perdervi leggete nei suoi occhi? L’avevate mai vista prima così? Se la risposta è tanta paura e mai vista prima nei suoi occhi, se ci tenete o lo amate ancora, forse vale la pena ritentarci. Ma basta con le parole e via con i fatti. Mai più galline in bikini e inizia il count down della separazione (con la nuova legge ci vuole un anno, non 5).
3. Da quanto tempo state insieme? Se siete insieme da poco lui può essere inciampato in un incidente o è così e non cambierà mai. Vedi il punto uno o due. Se siete insieme da tanto brutto segno se si comporta così ed è, spero per voi, una novità. Se siete amanti il tempo non lavora mai a favore. Dopo il periodo ludico e superato l’anno di conoscenza, ogni stop, silenzio e incidente di percorso grave, ogni lasciata e ripresa crea un solco. E’ arrivato il momento di chiudere per sempre? Forse sì.

Amiche, l’amore ha poche regole e sono semplici: basta ricordare quando siete state innamorati per rimembrarle. I sotterfugi non hanno a che fare con l’amore. I trucchetti non c’entrano. L’amore non vuole un pesce rinchiuso in un lago e il pescatore che arriva e fa quello che vuole.

Smettila di aspettare e, se deve essere così, lascialo fuggire. Tenerselo alle sue condizioni, soffrendo così, non va bene.

ps: chiusa la storia, a volte certi signori si rifanno vivi dopo mesi, anni, tastando il terreno con gli stessi strumenti che vi ho descritto. Una sola parola: non Abboccate!

L’amore non vuole pescatori e prede: vuole due vele che navigano parallele verso il mare aperto, vicine ma anche indipendenti, libere di seguire la stessa rotta, verso un orizzonte che forse non si vede ma è sereno, solcando le onde della felicità, superando le burrasche con la volontà di stare sempre, semplicemente, insieme.

Sincerely yours

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