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Nuove coppie che funzionano

foto Pixabay
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Parlo sempre di coppie che non funzionano, coniugate o amanti che siano, e poco di coppie di successo. lo faccio ora.

Ma non vorrei parlare delle coppie datate che funzionano, quel 30% che sembra resistere, negli anni, a qualsiasi tempesta. Qualunque sia il loro elisir di lunga vita (innamoramento che dura oltre ogni schema temporale, fortuna, perfetta calibrazione fra routine e stimoli nuovi) sono eccezioni rispetto al famoso 70% di persone che, tradendo almeno una volta, non posso di fatto costituire una coppia a prova di passato e futuro.

Voglio invece parlare delle nuove coppie, quelle che si sono formate negli ultimi due anni, e che non costituiscono ancora una statistica consolidata.

Sono coppie soprattutto fatte di divorziati e/o separati da qualche anno, altre da amanti che sono riusciti a coronare il loro sogno, di solito nel giro di tre anni di amantato, ma ci sono anche quelle frutto di una ricostruzione vera fra coniugi, di solito dopo lo shock di un tradimento che però, invece di affossare la coppia, la rilancia (veramente, non per convenienza: sono poche ma ci sono e sono in aumento, leggi qui). Le nuove coppie sono di tutte le età, con una prevalenza di donne quarantenni (ma ci sono anche donne che hanno trent’anni) e di uomini sopra i 40-50, a volte già sessantenni.

E tutte hanno una caratteristica comune: funzionano. Sono felici.

Qual è il loro segreto? Sicuramente hanno imparato dagli errori del passato, dai matrimoni falliti ma anche dal faticoso percorso degli amanti. Di sicuro sembrano più fidanzati che coniugi, indipendentemente dal fatto che abbiano deciso di risposarsi o meno.

Come si comportano? Ecco alcune caratteristiche comuni a queste nuove coppie.

 

COMBATTONO LA ROUTINE

Come ho già a avuto modo di raccontare nel mio libro La matematica del cuore queste coppie hanno imparato che la routine è il peggior nemico della coppia (leggi qui), perché lavora nel tempo e in modo subdolo, come un tarlo che quando ti accorgi che ha svuotato il mobile che da fuori sembra ancora integro ormai è troppo tardi. Quindi, innanzitutto, preservano al massimo gli spazi di coppia, e cioè cene, weekend, tutte quelle cose alle quali ha rinunciato il matrimonio precedente perché apparentemente “non essenziali”, immolandole ai figli, al lavoro, alla stanchezza. Ma non si limitano a condividere spazi insieme, da quelli fisici a quelli più emotivi e spirituali, fanno come dicevo i fidanzati. In che modo capiremo meglio andando oltre. Combattere la routine vuol dire anche non parlare solo o prevalentemente di problemi: una coppia fa team e si confronta, ma non h24 e, soprattutto, nei momenti di relax o, peggio, a letto.

 

LA REGOLA DEL 50%

Lo spazio condiviso, quello da trascorrere insieme, rappresenta il 50% del tempo libero globale a disposizione. Come i fidanzati classici, si dorme insieme ma non sempre, si fanno vacanze insieme ma non tutte, si coltivano hobbies e attività sportive insieme e non, si vedono amici insieme ma anche per conto proprio. Queste coppie considerano un errore del passato tutti gli eccessi: quindi condividere tutto (marito e moglie che non si muovono se non insieme e non hanno aree personali rimaste integre) o troppo poco (farsi troppo i fatti propri, con uno dei due che vorrebbe di più e che soffre perché l’altro non glielo garantisce mai). Il 50% del proprio tempo libero sembra essere la formula Matematica del cuore che funziona. La prova del nove? Sono felici e nessuno soffre.

 

VIVONO IN CASE DIVERSE

Sembra una caratteristica costante e strategica. Voi direte: roba da ricchi, di questi tempi la prima cosa che si fa e mettere insieme le forze economiche. Vero, ma chi viene da precedenti fallimenti sa che cosa significa non condividere sempre il peggio della giornata, che è la cena e il dopocena post-lavorativi o di gestione figli e problemi che, appunto, si trasformano da momenti di coppia in riunioni di lavoro e dibattiti basati sulle preoccupazioni. Molte di queste nuove coppie poi, sfruttano il fatto di essere reduci da separazioni che hanno richiesto il trovare un nuovo appartamento e trasferirvisi, quindi per molti si tratta di prolungare una situazione già esistente, con i benefit antiroutine del weekend da te o da me, dormi da me o no. Come i fidanzati, appunto. Un vero toccasana il tetto Non coniugale. Sempre che uno possa permetterselo, ovvio.

 

IL DIALOGO

Se la condivisione del tempo libero deve essere al 50 e lo scambiarsi e condividere i problemi quotidiani viene calmierato come scrivevo sopra il dialogo sulla coppia deve rimanere al 100%. Per dialogo significa dirsi tutto e non mettere mai la polvere sotto il tappeto: quello mi ha dato fastidio, non mi piace quell’atteggiamento, voglio chiarire anche se questa sembra una stupidaggine. Una stupidaggine non sciolta e un’incomprensione oggi, una domani e si arriva ai conflitti quando è troppo tardi per sanarli. Le coppie che sono passate attraverso precedenti matrimoni lo sanno: il non dire ferisce e uccide più della spada. Quindi le nuove coppie felici non hanno remore sul confronto per i temi di coppia, soprattutto quelli negativi. L’ombrello si apre quando vedi le nuvole all’orizzonte, non quando sei già zuppo.

 

I FIGLI

Molte nuove coppie hanno già figli da un precedente matrimonio. La strategia vincente imperante è quella di tenerli, per quanto possibile, ai margini della coppia. Sbagliato far diventare per forza il “nuovo papà” uno che non lo è e soprattutto non è convinto di farlo. I divorziati che funzionano e sono rimasti in buoni rapporti sanno che non si smette di essere genitori, anzi. Molti uomini sono diventati più bravi papà da quando hanno dovuto smazzarsi i turni. Ecco, questi genitori sono avvantaggiati anche nella gestione dei figli in relazione alla nuova coppia perché, da una parte, li lasciano entrare nel nuovo gruppo in modo naturale e graduale (ecco di nuovo il vantaggio delle case separate) e, dall’altra, non sacrificano quasi mai lo spazio vitale della nuova coppia a favore dei figli. I figli sono fondamentali ma hanno i loro spazi e devono essere educati a capire che il genitore, mamma compresa, ha bisogno di ricostruirsi una felicità. In questi casi il ruolo dell’ex è fondamentale: un ex marito che fa vedere che, per quanto non si amino più, i due genitori sono un blocco unico sul tema figli (dalle concessioni agli aiuti, dai cazziatoni alla gestione condivisa) e non c’è una gara del chi è più bravo più buono fa più regali è essenziale.

 

LE VACANZE

Lo so, sono un momento agognato. Finalmente insieme h24 che, se si è innamorati, è fantastico. Ma tolte le prime lune di miele dovute d’ufficio per esempio agli ex amanti che finalmente possono sfoggiare il loro amore alla luce del sole, le nuove coppie felici utilizzano la regola del 50% anche per le ferie. Un po’ perché magari si devono smazzare i pupi per turno con l’ex, un po’ perché si ricordano che le vacanze fanno scoppiare la coppia (leggi qui), certo quella spesso ormai scoppiata, ma a buon intenditor… E poi rivedersi dopo un po’ di distanza garantisce entusiasmi “palpabili”, non solo emotivi. Una vacanza più breve (magari in un posto più bello del solito: dico sempre che sono meglio tre giorni in un 5 stelle lusso che sette dove si può…) e più intensa corrobora la coppia. Una vacanza che diventa routine o condivisa con doveri familiari molto meno.

 

IL SESSO

Se il sesso era l’80% dell’asse portante di longevità e salute di una coppia, nelle nuove coppie sale al 90%. È un’altra lezione che si impara dai fallimenti e soprattutto dia tradimenti precedenti. Niente sesso niente coppia. Non a caso rimane la prima causa di tradimento insieme alla routine. Il segreto? Alimentare il sesso bollente come era quando si era amanti, o nelle fasi matrimoniali più accese. Il mix adottato è quello giusto fra frequenza e distanza, voglia di scoprire e fantasia, gioco e stimoli nuovi. Ma per capire come viene realizzato il piano “sesso sempre sveglio” dobbiamo passare per il capitolo fedeltà qui sotto, perché per le nuove coppie che funzionano il concetto di fedeltà è cambiato, il più delle volte.

 

LA FEDELTA’

Le nuove coppie, scrivevo, hanno spesso un nuovo concetto di fedeltà. Molte hanno visto che la fedeltà non tiene nel tempo, e non si può essere fedeli per “patto” o semplicemente “dimenticandosi” del sesso e dei suoi impulsi: gli uomini non lo faranno mai e non è vero che le donne possono fare a meno di una sessualità ricca, resistono solo un po’ di più senza (nella quota di tradimenti femminili, un 10% in più di quelli maschili, fra le prime tre motivazioni di fuoripista è proprio il sesso non soddisfacente). Le nuove coppie hanno un concetto di fedeltà più mentale che fisica. Essendo la maggior parte di loro dei veterani del tradimento fisico, subito o prodotto, sanno bene che la coppia non può contare su una fedeltà fisica imperitura e che si autoalimenti. Puntano allora su quella mentale ma pragmatica:  io sono tua tu sei mio. ma non è possibile essere fedeli per sempre, non è nella realtà delle cose e nella natura umana, la loro storia lo insegna ma anche le fasi dell’innamoramento. Quindi anche alla coppia più legata può succedere di fare sesso con altri, per voglia, contingenza, occasione. Ma come essere fedeli di testa e non tradire? La risposta di non pochi è una riedizione della coppia aperta (leggi qui). Se è il bisogno di sesso nuovo misto alla routine a letto il nemico numero uno della longevità di una coppia, facciamo del sesso extraconiugale non più un tabu ma un gioco o comunque qualcosa gestito in modo consapevole dalla coppia stessa. Ho testimonianze di nuove coppie che hanno fatto un patto: può capitare di fare sesso con altri ma la cosa deve essere accettata e condivisa dalla coppia. Il tradimento sta nel non dire all’altro che si vuole fare sesso con qualcun’altro, quindi se la cosa è dichiarata non lo è. Poi ci sono coppie che intendono in maniera diversa questa condivisione: a certe basta il silenzio assenso iniziale, poi non serve avvertire l’altro di come quando e con chi avverrà o è avvenuto. Un rischio, perché questo patto assomiglia molto al silenzio del tradimento. La differenza, mi raccontano queste coppie, è che io non dico a lui “esco con le amiche” ma “esco con un amico”: sta al nuovo partner indagare o meno, prima, durante o dopo. Ma il patto è: lo puoi fare. Ci siamo detti ok all’inizio e basta così. Le coppie che mi sembrano però più strutturate si dicono tutto, anzi, quasi si chiedono il permesso a vicenda volta per volta, facendone anche un gioco erotico all’interno della coppia. Certo, anche qui c’è un equilibrio da rispettare: un conto è permettersi e condividere qualche scappatella completamente fisica e mai storia (per caratteristiche e durata), un conto è fondare la nuova coppia su un sesso libero frequente e plurimo. Altrimenti salta anche il concetto di fedeltà mentale. Ultimo dettaglio: molte di queste coppie con licenza di fuoripista, forse anche perché sanno che c’è questa libertà, non ne approfittano, o lo fanno una volta sola. Avere la carta del jolly non significa giocarla per forza se la partita la stai comunque vincendo. 

 

Ecco: questi sono i segreti del funzionamento delle nuove coppie a due anni di storia. Troppo poco tempo? Certi elementi (come la doppia casa) sono irrealizzabili? Altri scelte di comodo (la coppia aperta) che nulla hanno a che fare con l’esclusività del vero amore? Ai posteri l’ardua sentenza. Per ora stiamo a vedere. Ma vi lascio con una domanda: stanno meglio queste nuove coppie da certi tratti un po’ particolari e per alcune di voi “estremI” o gli eterni matrimoni claudicanti o gli eterni amanti in clandestinità?

Attendo i vostri commenti

 

Sincerely tours

Ti amo Ma

Ma

Ti amo. È la cosa più bella che un uomo ti possa dire. È un impegno per il futuro. Ti amo è amore incondizionato, perché l’amore non pone condizioni. L’amore condizionato è barare, come vi spiegherò a seguire.

Che lui sia libero o che sia il tuo amante se ti dice Ti amo prende un impegno solenne con te, perché lo dice col cuore, e Ti amo non si spreca mai.

Può dirsi fortunato chi lo dice una volta nella vita, baciato dagli dei chi più di una volta, perché vuol dire che si è innamorato veramente, profondamente, almeno una volta. E non capita a tutti. A molti non capita mai, purtroppo. Parlo di vero amore, non delle sue declinazioni minori.

Una grande fortuna Amare veramente, anche se l’amore, lo sappiamo, può finire. Gli scienziati dicono che l’amore, o meglio la fase di innamoramento, quella che appunto produce un sentimento così forte da annullare la presenza di qualsiasi altro pretendente, quella che garantisce una naturale fedeltà (non una fedeltà decisa come obbligo contrattuale o impegno personale) e arriva a farti dire Ti amo col cuore, dura dai 18 ai 36 mesi. Poi si trasforma in qualcos’altro: affetto, progetto, famiglia, stima, condivisione, fate voi. In certi casi rimane Amore per sempre, resistente a tutto, litigi, figli, lutti, disastri esterni, routine.

Ma l’amore incondizionato, quello cieco, voluttuoso, felice, entusiasta, passionale, solo quello ti fa dire, credendoci profondamente, sentendolo in ogni tessuto del tuo corpo Ti amo.

Ti amo. Punto. Non ti amo Ma…

Nessuno, quindi, dovrebbe usare la parola Ti amo a sproposito.

Molti uomini invece lo fanno: sono gli uomini baro in amore, quelli che utilizzano il Ti amo per far colpo sul vostro cuore appena vedono un barlume di innamoramento. Spesso non lo pensano per niente, magari provano anche un sentimento, ma non è vero amore: sono solo bravi attori. I più “corretti” di questi ti dicono Ti amo solo perché te lo aspetti, per farti contenta, per rispondere a una tua domanda diretta e non avere rompimenti, ma non sono innamorati davvero. Magari vivranno con te tutta la vita, tradendoti qualche volta oppure no, ma non amano.

L’uomo baro in amore non imbroglia giocando alle carte della vita, bara con i vostri sentimenti. Dice Ti amo per ottenere qualcosa, di solito il sesso o, nei casi peggiori, solo per illudervi e godere narcisisticamente (leggi qui) di quello spettacolo che sono i vostri occhi che brillano quando vi diciamo Ti amo e voi sì che amate davvero (le donne sono molto più oneste e sincere nei sentimenti).

Molti amanti, quelli che vi avevano promesso di lasciare la moglie per voi quando vi hanno detto Ti amo vi ridicono Ti amo per farvi tornare a letto con loro quando è evidente che non lasceranno mai la moglie.

Ma anche gli uomini liberi che vi hanno detto Ti amo nella fase di entusiasmo della relazione, quei primi sei mesi di fuochi artificiali fra lenzuola, cene, weekend e vacanze insieme, vi ridiranno Ti amo dopo che, assistendo a un più o meno repentino raffreddamento dei loro ardori, scoprirete che hanno un’altra, o stanno corteggiando un’altra. E allora coloro che sono stati colti con le mani nella marmellata (soprattutto se non hanno ancora conquistato la preda o, conquistatala, non ha retto il paragone con voi) useranno di nuovo il Ti amo per riconquistarvi, non per amore, ma per comodità e per sesso. Fino a vostra sostituzione definitiva avvenuta.

Questi sono i bari del ti amo. Poi ci sono i bari del Ti amo Ma.

Certi uomini, molti uomini si sono inventati il Ti amo Ma. Pochi lo usano da subito, la maggior parte lo usa quando il Ti amo e basta non regge più il gioco, o perché è passato troppo tempo dalla promessa iniziale (per esempio lascerò mia moglie per vivere con te) o perché li mettete con le spalle al muro con Mi hai detto che mi ami quindi…

Il Ti amo Ma, nella testa dell’uomo baro nei sentimenti, equivale a dare un colpo al cerchio del suo interesse e uno alla botte della vostra sensibilità. Ti amo serve a tranquillizzarvi, lisciarvi, ammansirvi, recuperarvi (ogni volta) e tener desto il fuoco del Vostro amore (il suo è finto e comunque condizionato, quindi non è amore, come vedremo). Il Ma serve a loro per porre un freno alle vostre richieste e pretese (non importa se sono nate da suoi comportamenti e proposte, lui “ha cambiato idea”) e, nello stesso tempo, a crearsi un alibi. Io ti amo Ma… non posso fare una serie di cose. C’è un limite, un condizionamento.

L’amore condizionato che, appunto, in quanto sottoposto a condizione, non è amore.

Ci sarà l’uomo che vi dice Ti amo Ma non lascerò mai i miei figli. Lodevole e comprensibile condizionamento, all’apparenza, perché i figli, anche in un matrimonio in crisi al punto da portare al tradimento, sono un concreto impedimento. Succede a tantissimi di tradire anche se si hanno figli, io non giudico e non biasimo nessuno per questo, è la realtà di ogni giorno per buona parte di quel 60% della popolazione che ha tradito almeno una volta. Non giudico fatta eccezione per quelli che fanno figli quando sanno già che il matrimonio è in crisi o, peggio, li fanno per aggiustare il matrimonio.

Il problema è che Ti amo Ma non lascerò mai i miei figli pochi uomini lo dicono all’inizio di una storia, prima di entrare nel vostro letto. Purtroppo molti lo dicono quando ormai la storia con voi è molto avanti, e ha superato un anno, due, tre. Lo dicono quando voi li costringete (o ricostringete) a fare la road map del vostro futuro di coppia (leggi qui), cercando con una mano di tenervi nel loro letto (Ti amo) e con l’altra vi mostrano la foto dei ragazzi (Ma…). Figli che c’erano sin dall’inizio, che magari sono pure cresciuti e diventati grandi, ma come condizionamento spuntano solo adesso in modo chiaro e, soprattutto, impedente.

Hanno barato. Quel Ma è una fregatura, non è amore.

E anche se ve lo avevano detto all’inizio della storia che non avrebbero Mai lasciato la famiglia e i figli, non è che poi possono dirvi Ti amo per mesi, anni, senza fare nessuno o quasi riferimento all’impedimento dei figli, facendovi sognare, consolidando il Vostro amore, per poi giocarsi la parolina Ma o Te l’avevo detto, perché voi, dopo tanti Ti amo, desiderate la sua separazione e siete pronte alla vostra. Se i figli sono il tuo impedimento non devi Mai dire ti amo. Non devi barare. Una donna capisce la differenza fra Ti amo e Sei la donna più importante della mia vita (Ma…).

L’elenco degli uomini del Ti amo Ma è lunghissimo nelle vostre storie su questo blog, che ormai chiamate #acasadiAle.

Ti amo Ma non posso lasciarla da sola, è malata, non ha soldi, li ha tutti lei, non me la sento, cosa diranno i parenti, cosa diranno in paese, cosa diranno in Italia, lavoriamo insieme, cosa diranno i colleghi…

Tutte cose vere, ma che saltano fuori a frittata fatta, perché il Ti amo di prima era senza Ma e voi vi siete innamorate proprio e anche perché avete visto un amore Incondizionato come deve essere, altrimenti forse non gliela avreste data. E invece, dopo sei mesi, un anno, due anni… Sorpresa!

Non è che la prima volta che siete andati a letto, e tutte le altre volte che hanno seguito, ti ha detto Mi metto il preservativo Ma… Se lo è messo e lo avete fatto. Senza se e senza Ma. Su quello non ci sono mai dubbi per gli uomini, strano vero?

Qualsiasi Ma, dunque, è la negazione dell’amore. Qualsiasi condizionamento all’amore non è amore vero. Non raccontatevi che ci sono varie sfumature d’amore, per cui lui può amarvi anche se non lascia la moglie, vi ha tradito con un’altra ma si è pentito o è “fatto così”.

Quanti Ma vi vengono venduti per riottenere i vostri favori.

Un classico è quando voi attuate il Codice del silenzio (leggi qui) dopo che lui vi ha detto Ti amo Ma… Il 90% di chi dice Ti amo Ma non posso lasciare mia moglie, figli eccetera torna prima o poi da voi per cercare di riottenere senza dare (se non la propria presenza a orari condizionati dalla presenza dell’altra donna, ovvio) tutto quello che voi gli date: sesso a 5 stelle lusso, comprensione, pazienza (ma quanto rompiamo con le nostre lagne), consigli, massaggi, coccole, condivisione, insomma tutto quello che non hanno più in casa.

Tornano perché gli manca la geisha psicologa gratis, altro che Ti amo. Sono tornato perché ti amo troppo, non posso vivere senza di te, soffro (lui soffre) troppo, mi manchi troppo… E quindi? Lasci tua moglie? Lo sai che ti amo Ma… non posso. Lo farò, dammi tempo (e siete insieme da tre anni), devo pensarci, non mettermi con le spalle al muro, mi stai pressando troppo… Ma Ma Ma Ma Troppo Troppo Troppo Troppo.

Se ci fate caso, guardando indietro agli albori della vostra storia, noterete che l’uomo che bara in amore, affermando nei tempi supplementari del rapporto Ti amo Ma era uno che faceva, prima di dire il fatidico Ti amo (e basta) affermazioni tipo:

Sei la donna della mia vita

Sei diversa da tutte le altre

È la prima volta che incontro una persona Splendida (e sinonimi dall’interessante a speciale) come te

Sei diversa dalle altre, tutte le altre

E avanti con le definzioni altisonanti, esagerate, anticipate rispetto alla vera, normale, fisiologica maturazione di un amore vero (attente, i colpi di fulmine Veri sono rari come i vasi dei fiori che cadono in testa)

Potrei andare avanti cone le affermazioni di amore esagerato quanto incondizionato, se volete aggiungete voi nei commenti #acasadiAle.

Ma tutte queste affermazioni, fateci caso, hanno anticipato nel tempo il fatidico Ti amo (e basta). Erano campanelli d’allarme. Erano tutti segnali d’esagerazione, un sintomo che ho descritto nell’identikit dell’uomo esagerato (leggi qui) che dicono sostanzialmente una cosa: un uomo che spende troppo facilmente parole importanti a sproposito, è a rischio un giorno non solo di dirti Ti amo a sproposito, ma soprattutto, poi, di dirti Ti amo Ma.

Questi uomini dall’amore condizionato mi fanno venire in mente quei Superdotati che spesso mi descrivete in privato, nei commenti, o raccontandomi le vostre storie.

Sono quelli che ai primi incontri millantano capacità amatorie da pornostar e poi hanno problemi d’erezione al primo appuntamento. Per carità succede, è capitato a tutti, capiterà ancora, voi nel 90% dei casi siete più che comprensive, MA innanzitutto evita di descriverti come un superman del sesso (campanello d’allarme!) e, soprattutto, non puoi dirle Non ce la faccio perché sei Troppo bella, Non ce la faccio perché ti desidero Troppo (campanello d’allarme!).

L’erezione è un complimento sincero, se sei troppo bella e ti desidero troppo ti farò fare il giro dell’orologio, altro che problemi!. Qui il Troppo equivale al Ma degli altri uomini descritti. Occhio: gli uomini che giocano sul Troppo e sul Ti amo a gratis e Troppo facile spesso sono quelli che poi ti diranno Ti amo Ma.

Insomma, basta un Ma per azzerare un Ti amo, per azzerare l’amore.

Sincerely yours

Ai nuovi lettori benvenuti #acasadiAle. Commentate! Scrivetemi!

Amanti: quando lui sparisce perché viene scoperto

Lui sparisce di colpo? È la moglie
Lui sparisce di colpo? È la moglie

Lui è il tuo amante da un po’ e ti ricopre di attenzioni. Messaggi, telefonate, vi vedete appena può, il sesso va da dio.

Avete anche iniziato a fare progetti insieme per il futuro, visto che avete superato quella fase prettamente passionale e di divertimento che caratterizza il periodo ludico dell’amantato e che, in genere, corrisponde ai primi sei mesi della vostra storia.

Tutto fila liscio, e veramente ti stai facendo concrete illusioni di costruire con lui, se non subito nel giro di un anno o giù di lì, tempi tecnici delle separazioni e varie da rispettare, una nuova vita insieme.

Poi, di colpo, il mondo ti crolla addosso. Lui passa da 100 a zero. Silenzio assoluto. Non risponde alle telefonate. Non dà spiegazioni. Niente messaggi. Zero. Per giorni.

Sei anche preoccupata, cos’è successo, cerchi di informarti… finalmente un messaggio. Lapidario. Mia moglie ci ha scoperto ed è successo un casino: ti prego, non contattarmi più.

Ma come! Mi lasci così? Ma la moglie non era quella che non scopavi da anni, che volevi lasciare, che gli avevi già detto che eravate in crisi, che eravate separati in casa?

Tutte balle? Tutti sogni, nell’ipotesi lui non ti avesse raccontato storie inesistenti ma solo belle intenzioni?

Ma tu ti sei innamorata di un pallista, di un millantatore o di un matto? L’uomo che ti ha fatto sognare non era il dottor Jekyll ma mister Hyde?

Di uomini che raccontano balle sul loro stato matrimoniale (la più diffusa è quella che non fanno mai sesso con la moglie, ma c’è anche quella dei separati in casa che non lo sono per niente, certi raccontano persino di dormire su un divano letto che non c’è) ce n’è oggettivamente un sacco: se leggete i commenti delle lettrici su questo blog a corredo di certi articoli scoprirete addirittura quello che chiede all’amante di scrivere alla moglie che “no non è vero niente non siamo mai andati a letto insieme”.

Certe balle non sono cattive, a onore del vero, si dicono all’amante per non rovinare il momento o i momenti magici, tipo appunto quella che con la moglie non si fa mai sesso. Una bugia bianca che evita tante discussioni e, forse, non fa male a nessuno? Può darsi, la trasparenza non è molto maschile. Però c’è una bella differenza fra il non dire ho scopato ieri con mia moglie e dire che in casa c’è un disastro mentre invece le cose funzionano, più o meno. O dire lascerò mia moglie che sai benissimo, e lo sai mentre lo dici all’amante, che non lo farai mai.

Ma, a parte i bugiardi incalliti e senza ritegno e quelli delle piccole bugie “perdonabili” una cosa unisce tutti questi uomini nel momento in cui la moglie scopre la relazione extraconiugale: la paura!

E la paura è più forte di voi tanto desiderate amanti.

Che paura? Ma quella di perdere la moglie.

Perché l’altro comune denominatore degli uomini scoperti dalle mogli che fanno una ritirata repentina e disordinata nel panico totale è che loro, consciamente o meno, in modo premeditato o imprevisto, la moglie non la vogliono perdere. Con tutti i suoi difetti, limiti, problemi loro la moglie non la lasciano. E forse non la lasceranno mai.

Il bugiardo lo sapeva già che non l’avrebbe mollata mai, quindi quando viene scoperto va in panico perché la paura è di perdere il suo stato sociale, i soldi, i figli. In fondo lui si è messo con te per farsi un’avventura, per divertirsi con la tua massima partecipazione, anche a costo di riempirti di balle.

Ma non tutti gli uomini sono così bugiardi. Certi ci credono veramente alla seconda famiglia, a costruirsi un futuro con te. Quando ti dicono ti amo ti amano, sognano, ci credono ma…

Ma per l’uomo fra il dire e il fare in amore c’è un oceano, non il mare.

L’ho scritto tante volte: in tema d’amore e, soprattutto, quando si tratta di lasciare moglie amante convivente o fidanzata l’uomo medio, nella maggioranza dei casi, non decide, non lascia (leggi qui un altro articolo sul tema). Si fa lasciare. È praticamente statistico, fatte le solite eccezioni ma, in quanto eccezioni, di minoranza.

Ricordata questa piccola tendenza all’indecisione maschile, cosa succede al vostro amante versione “sincero” quando la moglie lo scopre? Stessa reazione dell’amante “pallista” : paura, panico.

Anche quest’uomo, che era davvero legato a voi, di fronte alla furia o ai pianti della moglie vede spesso crollare le sue certezze, quelle che tenevano e facevano sognare un futuro con voi.

Un conto è pensare di mollare la moglie, prendendosi anche del tempo e tutte le cautele del caso, un conto è farlo davvero, o addirittura trovarsi nella posizione di non essere l’attore del cambiamento, ma di colpo la vittima, con lei che ti dice ti rovino, ora vai fuori di casa, non vedrai più i figli.

Oppure, dopo lo sgomento, gli dice ma io ti amo ancora, possiamo ricostruire, è un incidente di percorso, possiamo farcela, per noi, per i figli. I sensi di colpa possono esplodere come un’atomica, in questi casi.

Oppure da traditore si trasforma in vittima, con la moglie che lo tratta come un ulteriore figlio, e se la prende con quella zoccola (leggi qui non è la zoccola ma il sesso il vero rovinafamiglie) che lo ha traviato, poverino, e lui ci è caduto. Ci sono donne, lo raccontate voi, che arrivano a chiamare l’amante per accusarla, a volte perseguitarla, perché non vogliono vedere le colpe del marito e magari anche le loro colpe, perché spesso il naufragio di un matrimonio è frutto di concorso di colpa (leggi qui l’articolo dedicato). Sbagliatissimo, inutile e, soprattutto, significa chiudere gli occhi sul problema interno.

Prendersela con l’amante è come prendersela con il termometro per la febbre.

Insomma, mentre tu ti chiedi perché l’uomo che ti giurava amore fra le lenzuola solo il giorno prima è sparito nel nulla lui sta lottando con una moglie disperata, arrabbiata o vendicativa a seconda delle molteplici versioni e reazioni, e spesso lotta non per fare finalmente outing dichiarandoti, ma per negare e minimizzare la tua presenza. In una parola, per restare con la moglie.

A meno che non sia uno di quegli uomini con la U maiuscola che hanno sempre detto la verità, che non solo hanno “provato” amore per te ma sono innamorati di te, e che il loro primo pensiero non è perdere lei, ma perdere te. E allora approfitteranno (certo avrebbero preferito dirlo loro a tempo debito e in modo meno drammatico) per dire la fatidica frase: sì sono innamorato di un’altra, cerchiamo di gestire la cosa in modo civile.

Ma in questo caso saresti la prima a essere avvertita dell’accaduto e non ci sarebbero lunghi e strani inspiegabili black out.

Che fare in questi casi? Rincorrerlo per recuperarlo o per avere spiegazioni?

Io credo che qualsiasi tipo di uomo descritto, dal ballista a quello che ci credeva e adesso non ci crede più e ha scoperto che è la moglie a essere la più importante, non tu, ti debba una spiegazione decente e di persona, altro che messaggino liquidatorio, fosse anche per dire alla moglie “l’ho vista e le ho spiegato, ho chiuso”.

È una questione di correttezza e di dignità, e vale anche per quello che ha sempre raccontato palle: deve avere il coraggio di incontrarvi e di chiedervi scusa, di spiegare il suo comportamento.

Non ne ha le palle? Non insistete più di tanto. Un uomo che si rifiuta di incontrarvi un’ultima volta per spiegare e per affrontare la vostra giusta delusione non merita un minuto in più del vostro tempo. Vuol dire che non ha neanche la decenza di fare il suo ultimo dovere, congedarsi di persona magari chiedendovi scusa.

Vi siete sbagliate, anche se lui era in buona fede (a maggior ragione dovrebbe venire a spiegarsi, mi aspetto di più dal pallista che scappi, non dal’innamorato pentito).

Fa male, è doloroso, ma non dovete processarvi come se foste delle stupide allocche oppure odiarlo perché vi ha illuso, non ne vale la pena. Soprattutto, non prendetevela con voi stesse.

La moglie vi contatta? Voi non dovete nessuna spiegazione. È lui che deve spiegare alla moglie, non voi. Nessun altro. Che poi gli racconti un sacco di balle e riversi tutte le colpe su di voi sarà un problema per chi gli crederà ciecamente, sarà peggio per quella famiglia che non avrà colto questa occasione per rompere o rinascere, per ripartire da zero insieme o separati.

Chi si comporta così o spiega o va cancellato, possibilmente anche dalla memoria. Impossibile? No, difficile ma non impossibile. Il silenzio e il distacco (leggi qui di cosa si tratta) materiale totale è terapeutico, e non passeranno anni. Imparerai a sostituire il senso di sgomento per il crollo del vostro castello con l’indifferenza.

E presto incontrerai un uomo magari non della tua vita, ma con il quale ricomincerai anche a fare l’amore in modo bello. Basta che non ti chiudi in clausura, leggi chiodo scaccia chiodo e capirai.

Cancellalo. Rinascerai.

Ps: e se a breve si fa vivo perché gli manchi o la moglie lo ha sbattuto fuori di casa?

Una domanda da fargli: perché vieni qui adesso che ne senti il bisogno e non ti sei degnato neanche di vedermi una sola ultima volta per spiegarmi? Perché dovrei credere a uno che mi ha raccontato balle per anni? Perché dovrei investire in un uomo che mi ha promesso la luna, che sembrava davvero innamorato e che invece è scoppiato come una bolla di sapone di fronte alla moglie?

No. Se ha bisogno di scopare si cerchi una prezzolata se vuole. Se ha bisogno di una casa si rivolga a una agenzia immobiliare. E per i soldi ci sono le banche o le finanziarie.

Il re è morto, viva un nuovo, spero prossimo, vero re.

Sincerely yours

Partono gli eventi e le serate Pellizzari: cosa è successo in Toscana

Incontro con i lettori nella meravigliosa Toscana
Incontro con i lettori nella meravigliosa Toscana

Amiche e amici, il mio blog non è più solo mio, adesso è “fisicamente” vostro.

Nato da un aggiornamento professionale come esercizio spirituale 2.0 nel 2014 siamo passati da 37mila lettori alle centinaia di migliaia di oggi.

E pensare che quattro anni fa il mio intento, oltre a quello di prendere dimestichezza con la tecnologia, era soprattutto parlare della mia Venezia è cazzeggiare qua e là come si può fare su un diario online.

Poi ho aperto il canale SuperDonne, perché uno dei temi che mi intrigava di più era il Sapere perché le mie amiche belle, intelligenti e single non riuscivano a trovare uno “straccio” d’uomo in grado di intessere con loro non dico la storia della vita, non dico l’Amore ma almeno una relazione decente in grado di superare qualche mese”.

È così ho iniziato, lo sapete, a parlare di quello che io chiamo il Mercato degli uomini papabili, a fare profili dei tipi di uomini che incontrate, a parlare di amanti.

Siete arrivate (e arrivati, gli uomini qui sono circa il 20%) in tante, facendo la gioia di qualsiasi scrittore e giornalista, che è quella di toccare con mano che ciò che scrivi interessa e viene letto da tanti.

Così ho deciso, con la forza del vostro entusiasmo e delle vostre richieste, di portare questo blog e i suoi temi fuori dal web e iniziare a incontrarvi, per parlarne anche direttamente.

Grazie a una lettrice (poi divenuta anche contributor del blog, leggi qui l’articolo sulla prima sera e la prova del gioco), e amica, Daniela Luciani, che ha avuto la voglia e l’entusiasmo di ospitarmi nella sua splendida Le buche Wine Resort and Spa, il mio blog è uscito da queste pagine per venirvi a trovare di persona.

Partendo dalla Toscana, terra a me cara (mi sono sposato nella bellissima Cortona) dove in quel di Sarteano (provincia di Siena) ho incontrato gli ospiti di Daniela e suo marito Riccardo.

Il tema di discussione era tosto: può una coppia resistere alle intemperie del tempo che passa rimanendo unita di fronte a routine, problemi, figli incombenti e litigi vari? E anche “robette” tipo “la fedeltà esiste davvero o resiste solo nel periodo di innamoramento”, quei 18-36 mesi che gli esperti indicano come “al sicuro” da ogni tentazione esterna per il livello di passione e la qualità del sesso?

Per una volta, devo dirvi, ho trovato l’intervento degli uomini, di solito defilati e silenziosi (soprattutto in presenza delle mogli), sagaci e puntuti. Per esempio, un bel tema legato alla qualità del sesso di coppia è stato quello della eiaculazione precoce maschile, un problema molto diffuso, sottaciuto da maschi e compagne per imbarazzo o superficialità (soprattutto maschile, della serie tanto io sono venuto), spesso tollerato (quante donne fingono l’orgasmo!) e spesso ignorato al punto da portare la coppia a un sesso totalmente insoddisfacente per lei (e qui mi piace ricordare la famosa battuta della vignetta di Altan con lei che dice a lui “complimenti, più veloce del cambio gomme al box Ferrari”).

Un lettore, a un certo punto ha avuto l’ardire di esclamare: “beh certo, se voi ci fate fare l’amore una volta al mese, per forza non si dura!”. Coraggioso, sincero e utile: io, lo sapete, sono più spesso un censore dei comportamenti maschili, ma anche le donne a volte fanno la loro parte nel creare una situazione traballante sul fronte sesso di coppia, un bastione che, se cede, fa crollare il castello e apre il ponte levatoio alle avventure con altri o altre.

Abbiamo parlato tanto anche di coppia aperta e separati in casa, cioè dei nuovi tentativi di stare insieme pur riservando la categoria sesso ad altri esterni alla coppia, in modo più sporadico (i separati in casa) o frequente e ufficiale (coppia aperta) e tutti, pur non prendendo posizione se non per dire “conosco tantissimi separati in casa e matrimoni bianchi” hanno convenuto sul fatto che la coppia si deve dar da fare soprattutto sul sesso per mantenersi unita, riprendendosi anche degli spazi che lavoro, figli, stanchezza e routine hanno eroso nel tempo a cene da soli, weekend fuga romantica e altri strumenti salvacoppia.

L’incontro è durato un’ora in più del previsto, e questo mi fa molto piacere perché significa che se i lettori non ti mollano vuol dire che l’interesse è alto e l’oratore non noioso.

Domande, risposte, le vostre storie a ruota libera, è stato davvero bello e pieno di spunti per nuovi articoli che vedrete. Sono saltati fuori persino “trucchi”, quasi tutti sexy, per ravvivare il rapporto. Siete curiosi? Beh, certe signore hanno capito che non sempre sesso significa avere un rapporto sessuale completo ma “dedicarsi” solo al marito e viceversa. Banale? Sarà, ma solo una minoranza lo fa, almeno periodicamente (e non parlo di quelle amiche che lo fanno per dare un contentino al marito riservando ad altri la “cena completa”…).

Dunque, sono soddisfatto, e voglio condividere con voi il successo di questo esperimento. Ecco perché questo sarà solo il primo degli eventi con il mio blog “itinerante”, ai quali seguiranno delle serate Pellizzari (vi darò conto anche di quella poi avvenuta a Milano, siamo passati dallo Spicy tea di Daniela all’aperitivo) fra aperitivi e persino cene.

Lo voglio fare io e lo chiedete voi in tante anche sui miei social: ho avuto inviti praticamente ovunque: Roma, Firenze, Torino, Bologna, Modena, Lecce…

Le Buche wine Resort sono solo un fantastico inizio, un vero spicy tea ma… se il buongiorno si vede dal mattino, ci vedremo spesso care lettrici e lettori (sì, siete sempre invitati anche voi uomini).

Sincerely yours

C’è un futuro per le coppie di lunga data?

Che orizzonti ha la tua coppia?
Che orizzonti ha la tua coppia?

Ci sono coppie che stanno insieme da molto tempo. Lui e lei si sono conosciuti ai tempi del liceo (o giù di lì), magari si sono sposati neanche trentenni e hanno avuto subito un bambino.

Che bello: una volta l’amore non aveva “tempi di opportunità” e ci si sposava e basta.

Poi c’è stata la seconda era, quella in cui il matrimonio medio vedeva lei 35enne e lui verso i 40, complici carriera e lavoro o un matrimonio fallito alle spalle (quello dei vent’anni, guarda un po’). In ogni caso anche queste coppie medio giovani come longevità hanno magari già alle spalle, oggi, 10-15 anni di matrimonio o convivenza. Un bel pezzo di vita insieme.

Ma durerà? Quanto? E come?

Domanda non inutile, visto che molte di voi inizieranno a chiederselo, soprattutto se iniziano a cogliere segni di stanchezza.

Quali sono? Quelli che, secondo le più recenti statistiche, spingono a tradire 6 donne su 10 e 5 uomini su 10.

Sono la noia, la routine e il sesso di scarsa qualità e frequenza.

Noia e routine trasformano lui in un pantofolaio distratto, che fornisce magari la sicurezza della ripetitività ma non molte emozioni e attenzioni, lei in una donna dedicata totalmente ai figli e-o alla casa o al lavoro, che ha dimenticato il tacco 12 in lavastoviglie o in ufficio. Ma sono solo esempi, tu sai di cosa sto parlando, se lo stai vivendo sulla tua pelle.

E il sesso? Il vantaggio delle coppie di lungo corso è che ormai, a letto, di solito fanno un compendio di quello che è preferito da tutti e due, una specie di compromesso fra il preliminare che piace a lei, quello che piace a lui seguito dalla scopata nella posizione più gettonata dai due, diciamo con durata dai 15 ai 30 minuti compreso tutto (no, la doccia è esclusa ti prego) e frequenza di una volta alla settimana, figli permettendo e quando il giorno dopo si può dormire.

Un sesso non dico non piacevole, magari coronato dal quasi sempre orgasmo di lei (l’arte dell’orgasmo simulato ha i suoi vantaggi matrimoniali). Magari ci scappa ogni tanto un fuori programma, di solito orale, di solito per lui (tu, eventualmente, provvedi da sola e fantastichi un po’, in base ai tuoi picchi ormonali).

Insomma, si può vivere a lungo insieme così? In fondo il sesso è basico, non è più quello di una volta certo, ma può bastare. E la routine dà calma piatta ma sicurezza. In fondo la famiglia ha ancora grandi progetti, i figli, le case, il reddito, il futuro insieme. Fuori vedi tante tempeste dal tuo porto sicuro. Ci vediamo fra dieci anni…

Purtroppo, o per fortuna, non funziona sempre e solo così. Perché la natura umana non è così.

Gli studi ci dicono che l’innamoramento vero, quello esclusivo e passionale, l’amore con la A maiuscola (il motivo per cui l’hai sposato) dura dai 18 ai 36 mesi, dopodiché si trasforma in qualcosa di diverso, meno forte ed esclusivo. Chiamalo affetto, chiamalo come vuoi, è comunque diverso. Forse sufficiente per andare avanti molti altri anni, ma è diverso.

Sono ormai convinto che la fedeltà sia strettamente connessa all’innamoramento, e sia imparziale. Uomo e donna, per una volta identici sotto il profilo amoroso, quando sono innamorati non pensano e non vedono altri. Il sesso e la passione sono concentrati su una sola persona, ti può passare vicino il più bell’uomo del mondo che forse, al massimo, gli darai un’occhiatina.

Ma se l’innamoramento cessa al massimo dopo tre anni, anche la fedeltà non ha più questo paracadute dopo tre anni.

Ed è da questo momento che inizia il timer del possibile tradimento, anno dopo anno.

Aggiungici il “panico” da età che avanza e il timer del tradimento può avere un brusco acceleramento, come quando nei film il protagonista taglia il filo sbagliato della bomba e i secondi partono a razzo di colpo.

Nel maschio, infatti, di solito intorno ai 50 anni, scatta una molla che si chiama “voglia di vivere”, e che si traduce in un bisogno di provare a se stesso che sì, invecchio, ma sono sempre un Uomo con la U maiuscola. Come provarmelo? Con il successo nel lavoro magari, ma non basta: devo sentirmi ancora attraente e capace sessualmente. E non tutti si rivolgono alla moglie per avere riprova di questo.

Nella donna, in genere, la molla “oddio il tempo passa” scatta varcati i 40, età nella quale siete splendide. E lo sarete anche a 50, toglietevi pure 10 anni se avete saputo curare la vostra bellezza, fanculo la menopausa! Per non parlare di certe sessantenni impossibili da inserire in anagrafe precisa! Il problema è che, nonostante la bellezza che riflette il vostro specchio e gli sguardi degli altri maschi (vostro marito è distratto e avaro di complimenti?) le donne sono abilissime ad autocriticarsi e trovarsi mille difetti, da qui la crisi di identità.

E quando una donna va in crisi di “oddio il tempo passa” di colpo può accorgersi che la “comoda” routine, la “cullante” noia e il sesso “tutto previsto” non sono più una sicurezza sulla quale adagiarsi, ma un fardello insopportabile.

Allora, se il porto dal quale vedi le tempeste degli altri ti rassicurava, ora ti piacerebbe vivere una tempesta. Non dico un uragano, ma una tempesta che ti tolga il fiato fino a tornare di nuovo in porto sì.

In questi casi, se l’uomo è un praticone al quale il più delle volte basta una scopata galattica con una giovane bellezza imperiale (magari anche più di una) anche non parlante, voi donne siete più complesse: volete emozioni e qualità a 360 gradi.

Il che vuol dire che se un uomo bello e simpatico, fascinoso e intelligente inizia a corteggiarvi, a riempirvi di attenzioni, a farvi sentire belle e giovani beh, se poi vi scopa anche bene strappandovi sensazioni che credevate rimaste ai 20 anni… beh, la vostra solidissima coppia deve rivedere forse i suoi orizzonti.

E qui torniamo alla domanda iniziale: siamo tutti destinati, per i motivi suddetti, al divorzio o a una vita sicura ma non appagante?

Dipende da quanto la nostra coppia è evoluta e forte.

O prende atto che la fedeltà è a rischio, finito l’innamoramento, e che la routine non è garanzia di durata (almeno quella felice) e il sesso deve rimanere sopra una certa soglia di qualità altrimenti diventa una soap opera di cui conosci già la trama, e si resetta e si rilancia per rinascere attraverso un nuovo equilibrio, o rischia nel futuro.

E qui, a vedere quello che mi raccontate e che succede nella maggioranza dei casi le strade sono le seguenti.

La pace dei sensi
Decidete di non affrontare l’argomento fra di voi perché siete fra i “fortunati” (dipende dai punti di vista) che non mettono il sesso e le emozioni in cima alla lista delle loro necessità. Magari siete aiutati dagli ormoni, in fase calante e non ascendente, magari da giovani vi siete tolti tutti (ma tanti) gli sfizi, magari è proprio la mancanze di esperienza che vi mantiene “tranquilli”, di fatto ci sono mille motivi per continuare così e in fondo, sì potrebbe essere meglio, sì ogni tanto sogni a occhi aperti, ma quello che importa è la famiglia istituzione. Amen

Benvenuti fra i cinque… sei
Dicevo che le stime (ottimiste, i numeri secondo me sono più alti) parlano di metà della popolazione che ha tradito almeno una volta. La scappatella, almeno è così che si chiama prima di diventare amantato ripetuto e poi fisso o alternativa al vecchio matrimonio, è una delle soluzioni più gettonate nelle coppie di lungo corso, o meglio in quelle che hanno meno dialogo. Oppure dove il dialogo non ha funzionato. Esempio? Tu gli hai spiegato che ti piacerebbe rifare un weekend con lui da sola e senza figli, gli hai spiegato che se ti compri un vestito nuovo e sexy dovresti suscitare le sue attenzioni automatiche e sincere (altro che “ah sì bello, scusa stavo rispondendo a un messaggio”), gli hai spiegato che così, se lui fa troppo in fretta, TU non raggiungi l’orgasmo. Sì glielo hai spiegato, lui ha detto sì, magari è stato più attento per un po’ ma poi tutto come prima. E tu adesso ti sei trovata un “fidanzato” che compensa tutto quello che lui non ti dà più. Il finale della storia è apertissimo.

Parlate e provvedete
Ci sono coppie molto evolute, che magari non si amano più come nei primi 36 mesi ma hanno un forte coibente che li tiene insieme (affetto, rispetto, figli, progetti, un po’ di buon sesso) che, quando lei o lui notano i primi effetti collaterali della routine, ne parlano insieme a fondo ma non si limitano all’analisi, cercano di prendere provvedimenti. Per esempio riprendendosi del tempo insieme da soli e sottraendolo finalmente ai figli, al lavoro e ai pensieri. A certi basta dedicarsi un viaggio ogni tanto, inventarsi un hobby o attività che unisca (mi viene in mente una coppia che ha scoperto il golf e se lo gode come nuova passione condivisa), altri si devono industriare di più, soprattutto se il calo di emozioni è legato al sesso. E qui è più difficile. non so se basta un reggicalze o un video porno per rilanciare il sesso di coppia, ho molti dubbi. Conosco coppie che hanno provato lo scambio per vedere che effetto faceva: magari si sono limitate ad andare in un locale a curiosare, portandosi poi a casa quello che li eccitava a livello visivo-onirico e facendolo proprio senza andare con altri. Certe coppie che sono andate oltre, rischiando in certi casi di assaggiare un piatto così forte da rendere insipido quello casalingo. Altri si limitano a raccontarsi le fantasie più sfrenate, e ciò riaccende il desiderio. Alcuni uomini molto pragmatici e poco vergognini si sono rivolti al medico per un aiuto chimico, scoprendo che funziona, può dare il giusto là, tempi adatti anche per lei e non è una terapia cronica, chi con il consenso-suggerimento della compagna, chi in segreto.

La coppia aperta
Alcune coppie, è sono l’evoluzione della precedente, una volta chiaritisi su cosa non va, soprattutto se è il sesso che non va, decidono di aprire la coppia. Fanno un patto: cosa ci manca? L’emozione del corteggiamento, della seduzione e del sesso novità? Bene, non c’è bisogno di tradire, non c’è bisogno di separarsi, non esistono persone che possono sostituirci, esistono però occasioni che possono farci divertire e darci emozioni, nuova benzina per la vettura coppia, da condividere però, da mantenere nell’alveo della coppia. E così decidono che si può fare e, badate bene, si può, non si deve. Perché il segreto sta lì, mi raccontano: non è che liberi tutti si corre in braccio al primo venuto. Se capita, ed è quello giusto, si decide con il beneplacito del partner. Sarà poi la coppia a decidere se raccontarsi tutto, condividere o no. Molte coppie usano gli amanti occasionali come propellente della loro coppia. E, fuori dalle esagerazioni (se lui esce tutte le settimane con una diversa non è coppia aperta, è lui che si fa i cazzi suoi o viceversa, non vedo “utilità” per la coppia) e dalle scuse (la coppia aperta è una licenza di “uccidere”, non una licenza di “strage di cuori”) se si trova un equilibrio succede anche che basti sapere che si può fare, senza farlo. In ogni caso, la maggioranza delle coppie che praticano questa soluzione si dichiarano soddisfatte, rilanciate con nuovo entusiasmo e con un nuovo equilibrio. Alcune però, ho notato, hanno fatto la scelta con un difetto di base: lui o lei hanno accettato la coppia aperta per non perdere il partner, e questa non è una buona assicurazione di longevità. La longevità di coppia vive sulla serenità, non sulla sofferenza controllata da vari “antidolorifici” sintomatici.

I pragmatici del ristorante stellato
Certo, mancano emozioni e sesso, e questo è un problema. Però vi “amate” ancora molto (amare senza virgolette non è molto, è tutto), la famiglia è serena, i progetti tanti, i figli devono ancora spiccare il volo. Che fare? Avete parlato. Certo, avete messo in atto weekend da soli e altri trucchetti per ravvivare il tutto, ma hanno effetti, per quanto buoni, a termine. La coppia aperta? No, non siete i tipi. Però qualcosa di buono ha, se gestita in modo intelligente e da coppia azienda. Mi viene in mente il ristorante stellato. In casa la tua cucina è buona: varia, saporita, di qualità ma è sempre la stessa. E’ come frequentare il caro vecchio sicuro e senza sorprese ristorante sotto casa. E’ comodo, non lo cambieresti per nulla al mondo, il prezzo è abbordabile e speciale per te ma… ti ricordi i primi tempi quando frequentavate spesso il ristorante stellato? Certo eravate innamorati, ma ogni piatto era sorprendente, nuovo, emozionante. E quel dolce che fa anche il ristorante sotto casa, lì allo stellato è da… orgasmo multiplo! E allora, con un’intesa che solo certe coppie longeve e solide hanno, senza che nessuno racconti niente all’altro ma tollerandone la possibile possibilità, capendone la funzione limitata, ogni tanto uno dei due si concede uno stellato. Per poi tornare sazio e stupito alla normalità, una normalità, mi assicura chi mi racconta la sua esperienza, sicuramente migliorate e proiettata nel futuro. Obietto: e se ti innamori del ristorante stellato? Lei mi risponde: improbabile, troppo caro, mica ci vai ogni giorno anzi… se ci andassi ogni giorno diventa una trattoria, mica ha i plus del ristorante sotto casa. E poi, se dovesse proprio succedere, vuol dire che il ristorante sotto casa, per quanto comodo e buono, forse ha cambiato cuoco. In peggio. Ma non ti senti ipocrita, chiedo io, non è un tradimento come gli altri? No, dipende solo dalla tua testa a da quanto ti fai dominare dalla paura del giudizio degli altri e da una tradizione che vede nel sesso qualcosa di essenzialmente sporco, mentre per me il sesso è bello proprio perché è “sporco”. E io: ma non è un compromesso? E lei: no, è un patto, spesso silente fra evoluti e intelligenti, pragmatici amanti. Un tacito consenso per il futuro.

A voi il giudizio finale, il dibattito e… la scelta su quale soluzione adottare per superare la barriera del tempo o, semplicemente e per non pochi, la boa degli “anta”.

Per molti, per fortuna, c’è ancora un futuro insieme.

Sincerely yours

credito foto: pixabay.com

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

Per la moglie un abbraccio, per te la manina... foto di cyano66 iStock
Per la moglie un abbraccio, per te la manina… foto di cyano66 iStock

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

È uno dei dilemmi numero uno di tante persone che vivono lo status di amante da un po’ di tempo, in media da oltre un anno diciamo.

Sono quelle amanti che hanno ormai superato la parte temporale ludica dell’amantato, quel primo periodo nel quale lui (sposato) e lei (libera o sposata, non importa, poi vi spiego perché) stanno insieme perché si sono conosciuti, piaciuti e scopati.

Hanno deciso di diventare amanti per rispondere a un bisogno diffuso con il tradimento che, secondo le statistiche, risiede principalmente nella caduta in verticale della qualità del sesso e del livello di attenzioni nella coppia ufficiale. Condisci il tutto con la noia della routine coniugale e l’insalata è pronta.

Dicevo, superata la fase ludica dei primi mesi di amantato, e cioè quello che io chiamo il “semestre delle giostre a letto”, i due amanti di solito si accorgono che oltre alle giostre, al sesso divertente ed emozionante, c’è di più. Saltano fuori sentimenti, legami che vanno oltre l’attrazione fisica e si inizia, piano piano, a pensare al futuro. Insieme.

Mi separo, non mi separo. I figli, la casa, ora glielo dico, gliel’ho detto ma lei dice riproviamoci, e poi la casa, la crisi, i costi. I sogni di una vita insieme contro la realtà di tutti i giorni.

Dopo il “semestre delle giostre a letto” gli amanti entrano dunque in una nuova fase, quella dell’anno (stima media) del “matrimonio parallelo”. I due continuano ad avere tutti i benefit o quasi degli amanti (principalmente sessuali e passionali) ma diventano una sorta di marito e moglie paralleli alle storie ufficiali. Insomma, è la fase in cui si vuole costruire qualcosa di nuovo insieme ma, per costruire, bisogna distruggere ciò che esisteva precedentemente.

E’ una fase mista di piacere e dolore, di programmi fatti e disfatti, di lasciarsi e riprendersi che, purtroppo, nella maggior parte delle volte sfocia in uno status quo che può durare anche anni.

Perché può durare anni? Perché lui, qualche volta lei ma a me interessa l’analisi del maschio, re incontrastato anche in questo campo dello status quo, a questo punto dell’amantato spesso risponde:

IO NON POSSO LASCIARE LEI E NON VOGLIO LASCIARE TE PERCHÉ VI AMO TUTTE E DUE, IN MODO DIVERSO MA VI AMO TUTTE E DUE

Di fronte a questa affermazione, maturata apparentemente nel tempo e fra gioie e dolori, voi ammutolite non avete scelta: continuare a fare l’amante, prendendovi le briciole di ciò che l’altra lascia (se siete fortunate anche pasti interi) o lasciare, cosa tutt’altro che facile, VISTO CHE VOI AMATE UNA SOLA PERSONA.

Allora, per deglutire l’amara e corposa pillola del AMO DUE DONNE MA COMUNQUE LEI, LA TITOLARE, NON LA LASCIO, vi chiedete:

SI POSSONO AMARE DUE DONNE CONTEMPORANEAMENTE?

LA MIA RISPOSTA È NO

Lui vi sta raccontando una balla, nel migliore dei casi una balla di cui lui si è convinto quasi fosse verità.

Analizziamo gli argomenti di chi vorrebbe sostenere che è possibile amare due donne contemporaneamente.

Si possono amare due donne contemporaneamente perché si amano in modo diverso.
Un po’ come la mamma o la sorella? Non fatemi ridere. Qui parliamo essenzialmente di sesso. La moglie non lo capisce, la moglie non scopa, la moglie fa solo la mamma, la moglie è diventata un’amica, una sorella alla quale lui è TROPPO affezionato per lasciarla e per farle del male: ok, tutte ragioni sufficienti per trovarsi un’amante, d’accordo, non sono un bigotto, ma l’amore è un’altra cosa. Possiamo infarcire le nostre motivazioni maschili di filosofia delle relazioni decotte ma il primum movens delle corna rimane, soprattutto per il maschio, il sesso. Lui scopa ancora la moglie? No? Guarda che non pochi uomini che dicono che non scopano da anni con la compagna hanno rapporti sporadici ma regolari. Anche perché lei avrà poca voglia, ma se la crisi matrimoniale non è dichiarata ufficialmente, lui non può avere sempre Mal di testa proprio quel giorno al mese in cui lei ha voglia… come spiegarglielo? No cara non posso perché domani ho un giro di giostra al motel con l’altra? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò.

No care amanti, l’amore è quella cosa lì: tutto e subito. L’amore è semplice, egoista, geloso, esclusivo. Chi è davvero innamorato non ha compromessi, altrimenti parliamo di altro.

Lui ama lei in modo diverso, come una sorella o un’amica e non potrebbe mai farle del male lasciandola?
Come no, possibile, però ha deciso. Di non lasciarla. E di fare, quindi, del male a te. Ti vuole ancora? Certo, altrimenti non ti racconterebbe la favoletta dell’amore DIVERSO per due donne, ma se tu lo mettessi, come immagino abbia fatto più volte nella vostra storia ormai, con le spalle al muro, della serie scegli me o lei, la sai già la risposta. Non può lasciare lei. E allora ama più te o lei? In realtà lui non ama nessuno, ama se stesso. Non lascia lei per tutti i motivi soliti del mondo (timore, sensi di colpa, soldi) e non vuole lasciare te perché scopi bene, lo fai sognare, sei una vacanza dalla routine, ti vuole anche bene non dubito, ma non abbastanza. NON ABBASTANZA. Brutto? Forse, ma spesso è così.

Lui ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuno
Falso. Se lo metti con le spalle al muro lui non lascerà lei, lascerà te, o meglio farà in modo che sembri che tu l’hai lasciato, perché non hai capito la grande filosofia del cuore spezzato e diviso in due, perché lo hai costretto a scegliere, perché sei egoista. Ma secondo te, i secondi matrimoni, quelli fra ex amanti che si amano al punto da mandare all’aria delle famiglie e si risposano, sono basati su scelte ponderate, su amori condivisi o sull’Amore con la A maiuscola? Se mai sarai costretta a lasciarlo ricorda: è lui che ha fatto in modo che accadesse, non sei tu che non capisci.

Insomma, possiamo raccontarci mille volte la storia dei due amori paralleli possibili, ma è solo una scusa per giustificare il nostro egoismo.

Se sei mai stata veramente innamorata sai come funziona davvero l’amore vero. Ti fa scegliere senza esitazioni. Di fare sesso. Di sposarti. Di fare figli. L’amore non ti fa vedere nulla tranne che lui, e forse ti sta succedendo anche adesso mentre lui ti dice che ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuna delle due. Però è disposto a farsi lasciare da te, in estrema ratio. Già, una scelta alla fine c’è. O rimani alle sue condizioni, con la tua fetta di amore parcellizzato o lo lasci ma, dice lui, sarà colpa tua, scelta tua.

Un po’ come se un rapinatore dicesse che ti ha sparato perché chiedendoti o la borsa o la vita hai scelto di non dargli la borsa. Non è colpa sua.

E tu, adesso, sei innamorata solo di lui, non di tuo marito. Tu sei pronta a lasciare tuo marito. le donne scelgono più degli uomini, hanno più coraggio degli uomini, sono meno legate alle cose terrene se sono davvero innamorate. Poi vabbè ci sono quelle che fanno i matrimoni azienda SPA, ma io qui parlo di amore vero.

Guarda, l’unica motivazione vera che io rispetto al punto da giustificare anche la separazione in casa è quella dei figli minorenni. Di fronte a figli minorenni, piccoli, adolescenti, la scelta degli amanti, lui o lei cHe siano, di resistere fino a quando non abbiano raggiunto un’età nella quale possano capire e metabolizzare al meglio (non senza dolore, questo sarà sempre impossibile) una separazione, che io credo sia in modo accettabile i 18 anni, sempre che non ci siano litigi tali da rendere ai figli per primi la vita coniugale impossibile, io dico che in questo caso ha senso dire Io non me ne posso andare. Ricordiamoci: non hanno scelto loro di venire al mondo, lo abbiamo scelto noi per loro. E, salvo situazioni di litigio aberranti, i figli vogliono egoisticamente i genitori insieme. Vacanze, notti e feste comandate. Sono naturalmente e giustamente egoisti. A loro non frega un cazzo se scopiamo o no, a loro frega di mangiare in tavola con i genitori. A loro frega “insieme”.

Figli a parte, quindi, la storia del io vi amo tutte e due in modo diverso e quindi non posso lasciare nessuna delle due è una cagata pazzesca, come direbbe il mitico e ormai perduto, almeno qui sulla terra, Villaggio.

Preferirei cento volte un uomo con i coglioni che vi dicesse: guarda, è vero che la nostra è una storia travolgente, è vero che ho fatto piani per il futuro con te, è vero che quando stiamo insieme è il paradiso ma… non me la sento, non sono pronto a lasciare lei, nemmeno a dirglielo, nemmeno a ridirglielo se mi perdona nonostante la notizia della tua presenza. Perché lei è ancora importante: per affetto, per i soldi, perché non posso reggere psicologicamente ed economicamente (il divorzio è ormai roba da ricchi) una separazione, perché…

Attenzione: dietro a questo amore diviso in due spesso si cela anche la paura dell’uomo per lo sconosciuto. Lasciare la strada maestra per una via sconosciuta non è da tutti, l’uomo è vigliacco e abitudinario. Come sconosciuta! dirai tu: sono tre anni che stiamo insieme, quando siamo insieme fuochi artificiali, mi hai detto che mi ami (attenta, lui ama ANCHE te, abbiamo scoperto dopo…) e adesso hai paura del passo? Certo, ha paura del passo. Del passo dal quale non si torna indietro. Ecco perché i secondi matrimoni rimangono comunque una minoranza e fanno pure fatica a decollare.

In conclusione, di fronte alla scelta CONTINUO A STARE CON UN UOMO CHE AMA DUE DONNE O LO LASCIO aspetterei cento volte di più uno sincero, che dice che nonostante siano passati anni con te ha bisogno ancora di tempo e adesso non ce la fa, forse non ce la farà mai, di un uomo che cerca di intortarti con la favoletta del poliamore condiviso e possibile.

Un uomo sincero forse un giorno lascerà lei per te, uno che parla di amore diverso e a percentuali credo di no.

La scelta rimane tua. Fare l’amante, una volta preso atto dei vantaggi ma anche dei limiti di un amore condizionato, chiamiamolo così, è possibile. Ha anche dei vantaggi, lo sai, se non sei già perdutamente innamorata.

Però, cara amica, se scegli di rimanere ragionate insieme su questo: l’esclusiva. Lui l’esclusiva non te la da, perché c’è l’altra (che dica di non andarci mai a letto hai già visto prima come la penso). Perché dovresti dargliela tu? Sì lo so, tu sei davvero innamorata e quindi gli altri uomini ti fanno quasi schifo ma… siccome avete parlato tanto di massimi sistemi e di amore diverso e condiviso, tu non puoi inventarti l’amicizia diversa e condivisa con altri maschi? Lui non vuole perché è geloso? Comodo, anche tu sei gelosa della moglie. Ma lui non ci scopa? Neanche tu (a meno che non ti venga voglia) non scopi i nuovi amici…

La sua reazione al SI ANDIAMO AVANTI COSÌ MA SENZA ESCLUSIVE è fondamentale. Capirai quanto tiene a te veramente, e quanto regge la filosofia degli amori diversi. Un bel test, soprattutto per lui. tra l’altro, ti farebbe bene frequentare in questa fase altri uomini, anche solo per socialità.

Molti uomini sono dunque capaci di tenere i piedi in due scarpe, a patto che l’amante si comporti da seconda moglie, cioè non abbia una sua vita privata libera. Troppo comodo.

E se lui rispondesse Non c’è problema esci pure con altri? Beh, o la sua fetta di amore per te è molto limitata o non siete amanti, siete una coppia aperta. E una coppia aperta si che è un amore “diverso”, ma deciso veramente da entrambi, non subito da uno.

Sincerely yours

Sei pronta per un’avventura?

provarci o tornare indietro? foto mihitiander iStock
provarci o tornare indietro? foto mihitiander iStock

Vi amavate molto. Per questo avete messo su, anni fa, casa, famiglia, a volte persino un lavoro insieme. Eravate felici. Poi lui è cambiato. Meno attenzioni. Sempre meno. Serate noiose.

Uscite meno frequenti, possibilmente con gli amici, perché tu e lui non riuscite più a “riempire” come una volta una serata da soli. Lunghi silenzi, se non si parla di problemi. Lui guarda tanto il telefonino. Meno risate, già. Oppure esci tu, perché lui non ne ha voglia: vai tu, ti dice sempre più spesso. Non riuscite più a stare bene da soli. Troppi silenzi.

Lui? Si fa abbastanza gli affari suoi. Amici, sport, calcio, tanta TV. E si addormenta sul divano. Oppure parlate di problemi.

Infine il sesso. Da quello meraviglioso degli inizi a quello salvalitigio del primo periodo della decadenza di coppia, e infine quello standard e ripetitivo, fatto di rado, perché lui non è più preoccupato del tuo orgasmo, ormai a lui basta venire lui. Stessa posizione o magari, meglio, tu che fai a lui, punto. E tu? Ah scusa, ci sei anche tu. La prossima volta magari eh?

No, non si può dire che tu sia infelice. Non sei felice, semplicemente. Non più. Vivi. Con lui.

Lo ami ancora, almeno così ti sembra, sicuramente siete ancora legati. E tu aspetti paziente che le cose migliorino. Magari in vacanza. Ma lui è stanco in vacanza, lasciami stare devo riprendermi dal lavoro. Devo riposare. È stanco, assente, l’ombra dell’uomo che amavi. A pensarci bene in vacanza le cose peggiorano, almeno un po’.

Ma tu resisti. Speri.

Tu sei ancora bella, giovane (inutile che fai i calcoli, togliti pure 5-10 anni dall’anagrafe come minimo, molti uomini ti vedono così, è solo che non ci sei più abituata), desiderabile.

Ed è proprio in vacanza, sul lavoro, in palestra o a una festa che ti accorgi per la prima volta di lui. Per la prima volta ti accorgi di un altro uomo che ti desidera.

Non che non succedesse prima di essere corteggiata, solo che non c’era proprio spazio per altri, anche se la coppia già zoppicava. Ma per te c’era solo lui, tuo marito, il tuo compagno, il tuo fidanzato.

E adesso? Per la prima volta ti sei accorta di un uomo. Ti interessa, ti piace che ti corteggi, ti fa ridere, stai bene.

Accetti di uscire con lui. Per la prima volta racconti una bugia al tuo uomo per uscire con un altro e magari ti fai coprire, non si sa mai, dalla tua migliore amica.

Lui ti corteggia, è al meglio ma tu ti stai rovinando la serata. I sensi di colpa ti soffocano. Non vedi l’ora che finisca la cena, ti senti in colpa come se fossi già andata a letto con lui. Ti riporta alla tua auto o vicino casa e cerca di baciarti. No, scusa, non me la sento. Addio.

Il tuo primo “tradimento” è finito così. Con un niente di fatto, tanta paura e sensi di colpa. Tornata a casa hai provato la paura di essere in qualche modo scoperta ma tranquilla, lui è addormentato come al solito sul divano e quando ti raggiunge a letto a malapena ti chiede com’è andata.

Sei sollevata. Ti senti bene. Hai imparato la lezione. La coppia è scampata al pericolo peggiore e potete ricominciare da qui. Con nuovo entusiasmo.

Già, un nuovo entusiasmo. Tu ci provi ma lui non c’è. Per lui la vita continua come prima, non si è accorto di nulla. Per lui tv, calcetto, uscite poche con i suoi amici, problemi da discutere e dormire tanto (lui, tu hai da fare, la casa, i bimbi… mica lavori e basta!). E poi una scopatina ogni tanto.

Passa ancora tempo. Non sei infelice ma… sei sempre meno felice. Dov’è finito l’uomo che amavi? Lui è sempre più sbiadito, e pensare che tu hai persino resistito e non lo hai tradito. A volte vorresti quasi rinfacciarglielo.

Poi succede di nuovo. Incontri un nuovo “estraneo”. Simpatico, brillante, affascinante: è evidente che gli piaci. È evidente cosa vuole. Ti provoca emozione. Che fare? Ripetere l’errore?

Ripartiamo da qui. Sei pronta adesso, oggi, per un’avventura?

Lo saprai solo se ci esci. Sì lo so, ti sembra un deja vu, sì lo so l’altra volta è stato un disastro… ma sta qui il punto. Sei pronta adesso per un’avventura?

Immaginiamo che il tempo passato e gli zero progressi della tua coppia (spesso peggioramenti) ti portino ad accettare di uscire a cena con il nuovo pretendente, magari dopo qualche incontro preparatorio soft superato senza sentirsi un’assassina di matrimoni, tipo un caffè, un pranzo, un’aperitivo… insomma ci esci.

È la prova del nove. Provi ancora sensi di colpa? Tanti? Come allora? Torna a casa. Pochi? Quasi nessuno? Sopportabili e comunque meno importanti della serata che stai vivendo? Goditi la serata, non devi decidere di dargliela adesso. Stai a vedere, o meglio, senti quello che provi. Sentiti. Ascoltati.

Ti senti di nuovo donna? Bella? Desiderabile? Corteggiata? Giovane? Al centro di tutte le attenzioni di un uomo? Bello vero? Cose perdute che riemergono in un torrente di emozioni, risate, anche desiderio sopito che riemerge. Una volta era il tuo uomo a trattarti così. A farti sentire così. Spesso. Sembra non esserne più capace.

Finita la serata niente sensi di colpa (o gestibili e comunque non tali da farti scappare) e ti senti bene come non ti sentivi da tanto? Beh, è un sintomo di maturazione.

Teoricamente sei pronta per un’avventura. Ma fra il dire e il fare c’è ancora di mezzo il mare.

Però non sei scappata. Ti sei divertita. E ti spiacerebbe liquidare il tuo spasimante come avevi fatto con l’altro, scappando di nuovo a gambe levate.

A questo punto hai diverse opzioni.

Lo saluti e prendi tempo
Gli uomini sanno che il primo giro raramente si quaglia. Proverà magari a baciarti, tu fai quello che ti senti. Se lo baci avrai molte informazioni preziose in più. Io credo che il bacio sia la miglior selezione per capire come andrà a letto E non solo. Nel tuo caso non serve tanto a questo: servirà a capire che emozioni ti dà e se ti provoca sensi di colpa, il metro di misura che ti dirà se sei pronta per un’avventura. Non sei pronta per baciarlo? Nessun problema. Telefonate, messaggini e chat vi aspettano nei prossimi giorni per prendere le misure e pianificare o meno un altro appuntamento, forse quello decisivo. Oppure chiuderla qui, nuovamente.

Lo frequenti per un po’ ma non ti decidi
Non provi più sensi di colpa, ti fa piacere avere una persona con cui parlare e confidarti (tuo marito non lo fa con te da tanto), non ti pesa raccontare quelle piccole bugie per uscire con l’altro ma… andarci a letto… la vedi come una strada senza ritorno. E se poi ti scopre? E se poi ti innamori? Forse non vale la pena giocarsi tutto per un’avventura. Hai ragione. Ma analizziamo quello che pensi. Rischiare tutto: tutto è il tuo compagno di adesso? Se questo tutto è ancora “tutto”, sarai poco felice, non più felice come una volta ma ti basta. E allora fermati. Però non prima di aver analizzato l’altra parola chiave: avventura. Un’avventura non è un nuovo amore, un nuovo matrimonio, una strada senza ritorno, è un’avventura. E qui ti rimando al prossimo capitolo. Ah, solo una cosa: il tuo nuovo spasimante non aspetterà per sempre e non può diventare tuo amico. Gli uomini che ti vogliono scopare non diventano mai tuoi amici. Magari dopo, magari anche buoni amici, ottimi amici. Ma dopo. Non contare quindi su una sua attesa superiore a due tre mesi di frequentazione, chat telefonate e messaggi compresi.

Decidi di concederti l’avventura.
Vuol dire che in te hanno prevalso elementi più importanti del senso di colpa e della paura di essere scoperta o di essere una “traditrice”. Vuol dire che ti rendi conto che quello che stai facendo è un ulteriore test. O semplicemente un gioco che ti fa stare bene. È come se, dopo tanto tempo che non lo fai, ti concedessi una vacanza spensierata e senza regole, se non quella che, finita la vacanza, si torna a casa. E il sesso? Fondamentale, come sempre. Il tuo lui dell’avventura devi immaginartelo a letto con te prima di andarci, e la cosa deve come minimo sembrarti fattibile, se non piacerti, incuriosirti o addirittura eccitarti. Se non è così fermati e torna sui tuoi passi. Se invece ti piace l’idea, hai di fronte a te un’esperienza che potrebbe piacerti molto. O deluderti. Non importa. È solo un’avventura. Un test per te stessa.

L’epilogo: cosa succede dopo…
Molte donne che si sentono come te e hanno l’occasione di un’avventura spesso decidono di non fare il passo perché hanno paura del dopo.

Per esempio hanno paura di innamorarsi. Ma cara, se ti innamori di un altro non è vero che eri poco felice, la realtà è che il tuo matrimonio era finito e aspettava solo la goccia per traboccare. E poi senti, i colpi di fulmine sono rari come i vasi che cadono in testa da un balcone e pure centrandoti, avrai tempo di “frenare” (o accelerare) dal giorno 1 della tua avventura.

Per esempio hanno paura di soffrire. Divise fra due mondi, con l’avventura che si trasforma in amantato con tutti i difetti del caso, dalla lontananza ai nuovi sensi di colpa, dalle feste comandate divisi alle vacanze negate. Ma non stiamo correndo troppo? Siamo all’inizio dell’avventura, la maggior parte delle avventure finiscono in breve e servono a quello che devono servire: una boccata d’ossigeno, una vacanza ristoratrice, alla peggio un test. Non è stato così? Addio e non si ripete. Ma non si può decidere a tavolino prima. Oppure si può, se ti senti così.

Per esempio alcune donne hanno paura che il rapporto di coppia si guasti del tutto, dopo l’avventura.
Della serie dopo aver assaggiato l’avventura, anche se il nuovo amico non diventa il classico amante fisso, il tuo rapporto con tuo marito non sarà più lo stesso. Anzi vi dividerete. Possibile. Però sappi che il 60% delle donne ha tradito almeno una volta. Quanti di questi tradimenti si sono trasformati in divorzi? Non mi pare molti, non vedo così tanti divorzi o nuovi matrimoni. Anche perché credo che questi tradimenti, per lo più, rimangano quello che sono, un’avventura. O l’inizio di una serie di avventure.

Non poche donne hanno imparato a usare le avventure, quando capitano, per sostenere, non affossare il proprio matrimonio. Potrà sembrare discutibile, ad alcune di voi addirittura riprovevole, ma è così, io non giudico le scelte in sesso e in amore. Lui non è in grado di dare più come una volta attenzioni e sesso ma rimane la persona più importante per tutta una serie di ragioni? Ogni tanto ci si concede un fuori pista, e poi si riparte meglio come dopo una cura ricostituente. Molte la pensano così, vivono così.

Succede anche che un’avventura rilanci il matrimonio. Perché tu scopri che, dopo, la realtà è diversa dalla fantasia e che in fondo il tuo lui, anche se cambiato in peggio, resta il migliore. Oppure l’avventura rilancia il matrimonio perché viene confessata: non poche donne (a differenza degli uomini, che devono essere scoperti con le mani nel sacco, il più delle volte), dopo un’avventura, hanno il coraggio di dire al proprio partner il fatidico “ti devo parlare”. E sapete cosa sta succedendo con mia grande sorpresa? Lui non se ne va subito, sempre, automaticamente, ogni volta. Loro non si separano. Superato lo shock iniziale lui potrebbe capire due cose: la prima è che non è solo un tradimento ma che tu gli stai dando un’ultima chance, racconti perché vuoi restare, non vuoi andartene. La seconda è che ha rischiato e rischia di perderti per sempre.

Proprio recentemente un’amica mi raccontava della sua confessione fra le lacrime al marito allibito. Sapete com’è andata? Lui ha detto: possiamo farcela, è un incidente di percorso. Ha buttato via le pantofole e sta cercando di tornare il partner che l’aveva fatta innamorare. Come finirà? Non lo so, ma l’avventura qui è servita per riprovarci seriamente. E conosco coppie che si sono rilanciate alla grande.

Altre coppie, è vero, sono state seppellite dall’avventura. Ma forse non gli serviva neanche questo scossone. Era solo questione di tempo. Ma… tempus fugit!

Allora, sei pronta per un’avventura?

Come dico sempre l’amore è semplice e risponde a dei bisogni elementari ma profondi. Se stai leggendo hai dei bisogni.

Quando dici sono ancora innamorata di lui tu sai dentro di te quanto sia vero, se è vero, o se ti stai raccontando una vecchia favola. Tu lo sai, non scappare con la mente da questo pensiero, dalla verità.

Dentro di te hai la risposta. Solo dentro di te.

Io sono solo un cantastorie

Sincerely yours

Dopo il sesso lui sparisce ma poi riappare: perché?

Se si sentiva incatenato perché torna?
Se si sentiva incatenato perché torna?

Dopo il sesso lui sparisce ma poi riappare: perché?
Di Alessandro Pellizzari ed Elisa Eliselle Guidelli

Ci esci, ti piace, decidi di farci sesso, per un po’ sembra filare tutto liscio, sembrate una coppia normale ai suoi primi passi ma anche promettente ma poi… lui sparisce.

Perché? E, soprattutto, perché dopo un po’ ricompare con mille scuse (si va dal lavoro alla gomma bucata) e, come nulla fosse successo, pretende di ricominciare la relazione, sesso naturalmente in testa, da dove l’aveva interrotta lui?

La vexata questio mi viene posta da una delle giovani menti illuminate che mi onorano della loro amicizia, anzi, dalla mia sparring partner di blog più agguerrita e di successo, la scrittrice Elisa Eliselle Guidelli, coautrice fra l’altro dell’articolo più letto di questo blog, Lui non ti scrive? Non gli piaci abbastanza, e Owner di Eliselle.com. A lei la parola dopo alcune mie considerazioni da uomo masculo ex alfa innamorato delle donne.

Torniamo a bomba: perché, innanzitutto, il de cuius a un tratto sparisce? Andava tutto bene vi sembrava. Eravate state attente pure a non essere soffocanti, troppo presenti, assillanti. Vi siete pure guardate bene dal non eccedere in quelle “smancerie” che fanno scappare a gambe levate molti uomini, spaventati dal “Oddio questa mi si vuole sposare!”. Non gli avete riversato tonnellate di problemi personali in monologhi da settecentomila battute senza punteggiatura… Si trombava bene, si rideva, lui era pure premuroso… perché sparisce?

Prima risposta che vi date: non gli sono piaciuta abbastanza. Io dico non è statisticamente vero. A meno che la sparizione non sia avvenuta dopo la prima trombata. Allora sì, forse a letto, nonostante le sue assicurazioni sull’orgasmo più bello della sua vita (nessun uomo dice mai verità spiacevoli, evitando così pallose discussioni, musi o scenate), qualcosa è andato storto, o al di sotto delle sue aspettative. Ma, se anche fosse così, non si spiega perché si è rifatto vivo pronto a ricominciare. Quindi no, non se ne va perché non gli piaci abbastanza, se poi torna.

Lo sposatino
In realtà se ne va perché vi ha mentito su un particolare: non è libero come vi ha detto. No, non penso alla bugia più grossa che è così facile da scoprire al punto da non essere più di moda, del tipo non sono sposato e in realtà lo è. In questi casi la bugia più frequente è “sono sposatino”. Cioè sì, vivo ancora con mia moglie ma non trombiamo, non dormiamo insieme, ognuno ha una vita in buona parte sua. Lo “sposatino”, o anche “conviventino” (mica ci vuole l’anello al dito per cercare di mettervi l’anello al naso), soprattutto se è alle prime esperienze di fuori pista, sparisce spesso per i sensi di colpa e le paure di essere beccato. L’inesperienza, nel campo delle corna, pesa sulla sua coscienza che non ha ancora formato quel callo di menefreghismo che in un futuro non lontano della sua carriera di sposatino, se andrà avanti, lo farà arrivare a credere lui stesso nelle bugie che dice. Ma non illudetevi: i sensi di colpa sono riservati alla sua compagna che, nonostante le corna, rimane la “titolare”, e sappiamo quanto in Italia anche il più fedifrago dei fedifraghi rimanga incollato fino alla fine alle due sottane della sua vita, la mamma e la prima moglie. A voi riserva la paura delle scenate, visto che comunque vi ha mentito, scenate che pochi uomini sopportano.
Perché ritorna lo sposatino? Perché, come Ugolino, più del dolor potè il digiuno. Sensi di colpa e paure spesso non sono sufficienti a tenere alla larga il bambino cresciuto da quella pasticceria che gli ha fatto assaggiare una torta tanto nuova e tanto buona.
Che fare? La prova vacanza: vuoi tornare con me? Si va via una/due settimane insieme. Subito. Presto. E prima non te la ridò. Credetemi: nessun sposatino conviventino regge un tempo così lungo se non è davvero libero o quasi. I veri separati in casa (leggi qui per saperne di più) la loro settimana a Cuba se la possono fare eccome, perché la partner se ne fa altrettanta in Jamaica! Lo sposatino invece vi tirerà fuori lavoro figli mamma ammalata influenza morbillo antrace ma più di un weekend non riesce a scucire. Quindi, se non è in grado di garantirvi a breve sette giorni sette tutti per voi niente torta. Anzi, niente più pasticceria.

L’uomo dell’algoritmo
L’ho già scritto: noi uomini in caccia siamo tutti un po’ pescatori a strascico. Che non vuol dire morti di figa: quelli sono pescatori a strascico che si accontentano di qualsiasi pesce pescato, scarpe comprese. L’uomo comune di range medio alto è pescatore a strascico per una questione di natura e di logistica, enfatizzata dall’era dei social, ma comunque fa selezione sull’estetica, qualcuno anche sul cervello. Per portarti a letto una però, pensa il pescatore, devi corteggiarne cinque, questo è l’algoritmo che molti di noi applicano nella caccia alla donna (non a caso il pescatore, prima di gettare la lenza, pastura, ovvero lancia una manciata di esche per attirare non uno, ma un branco di pesci).
Così, tu che ti chiedi come mai è arrivato e poi sparito, hai la risposta nella matematica: mentre era con te un’altra, in lavorazione corteggiamento, ha spalancato le porte della sua pasticceria. E se anche lui si trova bene nella tua, perché mai non dovrebbe assaggiare la concorrenza? Cara lettrice, noi uomini siamo limitati e investiamo nei rapporti solo dopo parecchio tempo di felice frequentazione. Se stiamo bene con una donna e ne appare all’orizzonte un’altra, mentre voi e il vostro sesto senso vi dice “io inizio a star bene con questo, l’altro lo accantoniamo perché voglio investire su questa storia” il nostro sesto senso ci dice solo una cosa: “fatti anche l’altra, poi si vedrà”. Pochi, davvero pochi uomini decidono di frequentare una pasticceria alla volta, se nel quartiere ne hanno viste altre quattro.
Perché ritorna? Perché ha scoperto che l’altra, le altre pasticcerie non sono al vostro livello. Sì, buona la sacher di là, ma come fa i cannoli lei! Ragazze, mi spiace fare questa fotografia materialistica e un po’ fellationistica del modo di pensare dell’uomo comune ma, come Andreotti, spesso a pensare male purtroppo ci azzecco.
Che fare? Qui è più difficile che con lo sposatino. L’uomo dell’algoritmo, una volta capito che voi siete la scelta migliore, sarà capace di ridurre tutti i suoi calcoli un una sola ed esaustiva equazione, oppure dopo un po’ riprenderà a far di conto e la pesca a strascico? E voi, dopo aver capito che avete inconsciamente fatto parte di una gara per appalti amorosi, siete disposte a continuare col piccolo matematico? Se la risposta è sì, perché comunque la gara l’avete vinta voi è lui vi piace molto, dovrete preoccuparvi solo della prima domanda, giudicando sulla base delle regole dell’amore, che sono semplici: se gli interessi vuole stare con te più tempo possibile, vuole scoparti sempre, vi divertite e siete sereni. Insomma, migliorerà e basta, niente più fughe e… fighe.

Lo zitello sentimentale
Ci sono uomini che, per cause diverse, non riescono a prendere una decisione definitiva su una donna, nonostante il rapporto abbia le carte in regola per funzionare. Corteggiano, sono anche brillanti all’inizio e scopano pure di gusto, ma poi scappano. Iniziano, perché hanno bisogno di sesso, di compagnia e in fondo sperano anche loro in un rapporto duraturo o migliore dei precedenti, ma poi la loro natura li scoraggia, gli fa vedere nero e scappano. Chi lo fa perché è stato mamma dipendente, chi perché è stato tradito (sì, non tradiamo e in modo crudele solo noi), chi perché ha vissuto un matrimonio e un divorzio devastanti… insomma, sono diventati delle zitelle sentimentali, il contraltare maschile di quelle donne fra voi che stufe di disfatte sentimentali hanno bollato il genere maschile (e neanche troppo a torto) con il classico “siete tutti dei bastardi uguali” e hanno deciso di appendere i genitali al chiodo. Noi uomini possiamo fare uguale, tranne che appendere i genitali al chiodo.
Ma allora, perché lui è tornato? Perché, nonostante il suo status di zitello sentimentale, voi avete provocato emozioni, forse nuove speranze. Attente però. Riprenderselo non deve essere una manovra tipo “io lo salverò” facendovi incorrere nella pericolosissima sindrome della crocerossina (leggi qui). Poté investire, ma all’insegna del do tu des. Lui guarisce, risponde agli stimoli? Non scappa più? Si va avanti. Altrimenti ciaone. Dimenticavo: attente all’età. Più il zitello sentimentale è “anziano” più è difficile che cambi e inizi a vedere in voi un bicchiere almeno mezzo pieno.

Questo il Pellizzari pensiero. Vediamo che dice la Pulzella di Canossa, Elisa, che chiamo così per il suo carattere scoppiettante e per il suo fortunato libro, il Romanzo di Matilda.

Mi sono divertita molto nella lettura di questo pezzo. Pellizzari è una sorta di guru per comprendere la psicologia maschile ed è bene ogni volta trovargli una sfida, un’occupazione nuova per non fargli perdere l’allenamento: e non è proprio un caso se gli ho chiesto di raccontarmi che cosa scatta nella testa di un uomo che dopo tanto, molto, davvero troppo tempo, dopo essere sparito silenziosamente negli anfratti di whatsapp, si rifà vivo e come se nulla fosse ricomincia a mandare messaggi dove si ripropone come la peperonata, offrendo di nuovo il proprio arzillo virgulto per prestazioni sessuali non richieste. Ripresentandosi come se si fosse fatto sentire il giorno prima, come se tutto fosse normale, come se non si fosse mai interrotto il filo delle parole e degli incontri con la donna che invece, dall’altra parte, legge il messaggio campeggiare sulla chat e aprirsi con una delle solite scuse trite e ritrite [c’è anche quella della perdita e del recupero miracoloso della rubrica, un grande classico] e pensa: “Ma questo, sul serio, chi cazzo si crede di essere? con chi crede di parlare? con la figlia più sfigata della serva?”.

Perché diciamocelo, siamo sincere: indipendentemente dai motivi per cui non lo abbiamo più sentito, la cosa che brucia più di tutte non è tanto il fatto che dopo una bella storia scoppiettante lui sia sparito e si sia defilato con un po’ troppe scuse o, peggio, senza dire niente [indipendentemente dalle motivazioni sottese a questo gesto]. Quello che brucia è che lui si ripresenti pensando che noi siamo rimaste lì ad aspettarlo, senza avere di meglio da fare. Si ripresenta dando per scontato di essere (stato) il migliore, forse credendo di essere l’ultimo uomo sulla terra, senza sapere che in realtà il paniere è pieno di maschi più presenti, più veloci, o anche solo più capaci di mantenere un equilibrio tra la storia leggera e senza pretese e il farsi sentire “senza impegno” per sapere come va e mantenersi caldo il letto [avevo parlato di un minimo sindacale nei messaggi, perché l’educazione e il saperci fare vale anche in queste occasioni, soprattutto in queste].

“Ciao, avevo perso tutti i numeri ma alla fine ti ho ritrovata! Qua si lavora sempre, si corre sempre, la vita moderna! Scopiamo?”: questo più o meno il senso del discorso, lo schema sempre quello. Una scusa a caso – poi parlare del più e del meno – last but not least proposta sessuale: senza chiedere nient’altro, dando per scontato che tu sia libera, senza informarsi di nulla ché magari nel frattempo tu ti sia fidanzata e sposata e abbia partorito un figlio o due, visto che c’è gente che sparisce pure per anni per poi bussare di nuovo alla tua porta e dire “hey ciao eh, sono qui, sono ancora interessato, dammela di nuovo”. Con un’arroganza e un ego spropositato come biglietto da visita, tanto che ti chiedi se davvero l’hai data a un cretino di tal fatta. La risposta è purtroppo sempre sì, era un cretino ma non te n’eri accorta perché all’inizio è sempre tutto nuovo e bello e intrigante e figo, ma è alla lunga e sempre alla fine [sì, perché gli uomini devono imparare questo: se non ti fai più sentire, se sparisci, se accampi scuse per non scopare più, la storia è FINITA, e stop] che si vede la vera natura e l’autentica qualità intrinseca di una persona.

Un consiglio dunque alle donne che si trovano in questa situazione: se un vostro ex [che sia amante, frequentante, trombamico, o in qualunque modo vogliate chiamarlo] si ripresenta abbiate un minimo di amor proprio e di orgoglio che no, non fa male, soprattutto in questi casi, e mandatelo a stendere. Potete usare la risposta che volete: dal “scusa, chi sei?” al “sto frequentando una persona e sono fedele, io” fino al definitivo “non ti sei fatto sentire per mesi, credi che nel frattempo io non mi sia riorganizzata con uno più capace di te?” in modo da togliervelo di torno in modo definitivo. Dopotutto è stato lui a sparire per primo, non vedo perché dobbiate avere compassione e fare pure le gentili o, peggio, ridargliela in amicizia.

Un consiglio anche agli uomini dotati di ego eccessivo che pensando di essere gli unici detentori del piacere e di avere un pene sacro e insostituibile, si abbassano a tali giochi di prestigio per tornare su campi già conosciuti: se siete spariti, abbiate il buon senso di rimanere tali. Non ripresentatevi, non fatevi più sentire ma per sempre, almeno evitare la figura degli imbecilli. Siete ominicchi o uomini? Se vi proclamate tali, allora l’unico modo per salvare la faccia è chiamare, fissare un appuntamento faccia a faccia, dire tutta la verità a costo di umiliarsi e infine chiedere scusa. Tutto il resto sono cazzate e insulti all’intelligenza. Soprattutto la vostra.

Ah, sia chiaro: so benissimo che non è questione di maschi/femmine e che anche le donne fanno gli stessi giochetti, l’illusionismo è uno dei più praticati e la sparizione/riapparizione è uno dei preferiti dai paraculo che si sa, sono trasversali tra i due sessi. Quindi, il discorso precedente vale anche al contrario. Compresi i consigli.

Credito foto: osmanpek iStock

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?

Ti amicchio
Ti amicchio

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?
Ti amo è un’affermazione che dà, in un istante, tutto il peso della coppia, uno status report della relazione in atto, sia essa matrimonio, fidanzamento, convivenza, amantato o una start up sentimentale. Lo è anche se detta frettolosamente come un banale ciao, o se viene detta mentendo.

Ti amo è quindi rivelatore dello stato della coppia, e segue delle norme di comportamento che dovrebbero riservarlo a momenti di verità, mentre nelle realtà subisce un abuso che lo rende spesso più annacquato del ti voglio bene, una dichiarazione di affetto idonea per amici e fratelli, non per chi ha reiterati rapporti sessuali.

Ecco alcuni ti amo per me e per voi, che me li raccontate con le relative storie, degni di nota e di riflessione.

Il ti amo durante il sesso
È il più falso e il più abusato, soprattutto dagli uomini. È facile amare una donna che ti sta facendo godere e dirglielo sotto orgasmo. Lo trovo però molto scorretto, chiunque sia a dirlo, se non corrisponde al vero. Sarebbe da stigmatizzare durante il periodo refrattario. Fossi in voi gli chiederei, mentre fumate dopo o qualunque cosa facciate: “hai detto che mi ami, lo pensi davvero?”. E poi giudicate dalla risposta. Se lui afferma “sono cose che si dicono in certi momenti” sappiate che avete probabilmente a che fare con un personaggio disposto a mentire anche sull’amore. Ammiro invece quei lei o lui che evitano di esprimere il massimo dei sentimenti nel momento di massima gratificazione e debolezza umana, il sesso. Non sarà gratificante per voi magari dire ti amo (se lo amate veramente) e non sentire risposta analoga, ma almeno avrete a che fare, se non con un partner che vi ama, con uno sincero che non spreca questa parola. Un consiglio: ti amo va bandito dalle lenzuola, che sia vero o no. Va detto forse dopo, quando l’orgasmo è sfumato e siete rientrati nella realtà, anzi lui è nel periodo refrattario maschile, un momento di verità impagabile, visto che il maschio in genere rivela proprio in questo frangente la sua vera natura (ha ottenuto quello che vuole: vi coccola o dorme? Vi sta vicino o lontano? Vuole andarsene a casa sua o vi chiama un taxi?… leggi anche Era più simpatico prima di venire.).

Il ti amo troppo precoce
Vi siete conosciuti qualche mese fa. Tutto sembra andare bene, vi vedete abbastanza spesso, sesso e dialogo funzionano. Ma, oggettivamente, ripulita la mente dai sogni sul principe azzurro, è davvero troppo presto per parlare di innamoramento. Passione fisica, coinvolgimento, divertimento, belle speranze ma… siete all’inizio. Credete al colpo di fulmine? Io anche, ma come credo ai miracoli: sono frequenti quanto una vincita milionaria a qualche gioco. Quindi se lui vi dice ti amo in questa fase primigenia della vostra storia allarme rosso! O è un bugiardo, o è un esagerato entusiasta. In tutti e due i casi il sintomo non è buono. Il bugiardo vi sta vendendo oggi l’amore, domani chissà. L’entusiasta vive fuori dalla realtà e quindi, spesso, non sa neanche che cosa vuol dire amore, forse non lo ha mai provato. È come se dicesse pizza: gli piace, ma è pur sempre una pizza, non il pranzo del matrimonio.

Il ti amo all’amante
Se ve lo dice siete arrivati a una svolta, spesso drammatica. Gli amanti seguono delle regole precise, come i robot della Fondazione di Asimov. La prima legge della robotica recita: Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
La prima legge degli amanti recita: lui e lei non possono recare danno alla famiglia di riferimento né permettere che il segreto della loro relazione, rivelato, possa recare danno. L’amore vero reca sempre danno agli amanti, tranne che in un caso. Perché è falso o impossibile, cioè viene detto solo per gratificare ma non produce quello che deve produrre, cioè una nuova coppia vera, non a cottimo. Oppure è vero, e allora produce un bivio. Il più frequente, con lui che vi ama ma non abbastanza da rinunciare alla moglie, ai figli, ai soldi. Così inizia uno stillicidio di sentimenti finché Voi non lo lascerete per mancate decisioni. L’altro bivio è più raro ma lo auguro a tutti gli amanti ai quali non basta essere amante. La nascita di una nuova coppia innamorata. Divorzio, in una parola. Nuova vita, in una parola. Ti amo veri a go go. Ma sempre al prezzo di molte sofferenze per tutti.

Il ti amo alla moglie tradita
Spesso è un ti amo di pietà. Voi siete l’amante e chiedete: tu ci scopi ancora con lei? Otto su dieci risponderanno no. Mentendo. Chiedetegli: lei ti chiede se la ami? E tu cosa rispondi? Non importa cosa vi risponderà. Nella realtà un uomo che tradisce la moglie ed è ancora a casa perché non ha preso la fatidica decisione (e spesso non la prenderà mai) risponderà “certo che ti amo”. Non ha scelta. A meno che non sostituisca il “ti amo” con un ” ti devo parlare”. Un ti amo obbligato, spesso senza via di uscita. Come amante dovete offendervi di questo? Solo se non siete più “amanti pure”, ormai aspirate ad altro che non è più la parte ludico sessuale dell’amantato e avete già trasgredito le leggi della robotica amorosa. Se siete ormai qualcosa di più di una “semplice” amante il fatto che lui dica ti amo a sua moglie, e magari lo dica anche a voi, impone una scelta. O lei o voi.

Ti amo è troppo prezioso per abusarne. Ditelo poche volte nella vita. E mai con il cervello.

Sincerely yours

Lui ti ha tradito? Non prendertela con l’altra

two teenagers having a fight and getting physical

Lui ti ha tradito e tu te la prendi con l’altra, la sua amante. Sbagli: oltre che inutile il vero colpevole non è uno, ma spesso tutti e tre. Un concorso di colpa che non di rado coinvolge la “vittima”, che sia un lui o una lei

Come al solito il tema nasce da un dibattito accesissimo su Facebook, quando ho lanciato l’argomento in bacheca, che ha diviso gli amici fra colpevolisti (chi ti porta via il marito è comunque una rovina famiglie) e non (l’amante non c’entra nulla).

Senza contare i commenti che potete leggere su questo blog: ogni volta che parlo di amanti c’è qualcuno che dice “lei mi ha rubato il marito”, quasi come se lui fosse la vittima di qualche vampira a caccia degli uomini degli altri. La trovo una follia, con tutto il rispetto per i traditi e tenendo conto che tutti siamo, siamo stati o saremo prima o poi traditi, se le statistiche più recenti e disparate dicono che circa 6 persone su 10, più donne che uomini (questa la novità) hanno tradito il partner almeno una volta nella vita.

Facciamo qualche considerazione, per poi lasciarvi al dibattito e ai commenti.

Non si tradisce da soli
Ci vogliono tre persone per consumare il tradimento. Un tradito, chiamiamolo per ora la vittima, anche se come vedremo spesso è causa o concausa di ciò che è accaduto, un traditore, il marito o più spesso la moglie, e l’oggetto del desiderio, ovvero l’amante. L’atteggiamento imperante della vittima, soprattutto se è donna (gli uomini in genere non se la prendono con l’amante di lei, a meno che non sia a tiro di sberle al momento della scoperta) è quello di minimizzare o perlomeno contenere le responsabilità del marito per addossarle alla “rovina famiglie”. A parte i casi (una minoranza) di vere cacciatrici di uomini altrui (leggi qui il profilo della “calciatrice”, come la chiamo io) prendersela con la terza incomoda significa avere il prosciutto sugli occhi o comunque essere attaccati al proprio marito (e non sempre è solo per amore) al punto da perdonargli ogni cosa, anche in anticipo. L’unico modo per perdonarlo per queste donne è trasformare lui in una specie di figlio che sbaglia ma in fondo è bravo e l’altra in vipera mortale e diavolo tentatore. Tutto ciò forse salverà il matrimonio asfittico come una bombola di ossigeno ma non salverà lei da future corna.

Il marito non è un santo, è lui che decide
Le motivazioni che spingono un uomo al tradimento possono essere leggere (sesso e divertimento) o pesanti (non vi ama più ma ha ancora motivi per non lasciarvi) ma, qualunque esse siano, qualcuno deve decidere se andare a letto con un’altra donna oppure no. E questo qualcuno non è la terza che si può anche offrire in modo più o meno eclatante, ma non è lei a decidere. Perché basta un no per fermare una donna. Basta non uscirci per non andarci a letto. Non ci prendi neanche l’aperitivo. Semplice. Quindi inutile cercare colpevoli in giro. È lui.

Non esistono le rovina famiglie
Non credo alle rovina famiglie, cioè a donne predatrici che vanno a letto con gli uomini impegnati per il gusto esclusivo di sottrarli a un’altra donna che, il più delle volte, non conoscono neanche. E anche in quelle situazioni in cui lei è un’amica della moglie o frequenta la famiglia, per quanto sia più degli altri censurabile questo tipo di tradimento (ho visto fratelli e sorelle “rubarsi” i partner), considero prevalente la contiguità dei rapporti, della serie è più facile che assaggi una torta che ti mettono sotto il naso tutti i giorni (come una collega) che una torta che vedi passare per caso. Quindi, a parte rari casi di donna calciatrice (vedi sopra) la donna che accetta la corte di un uomo sposato non pensa alla famiglia dell’altro, ma egoisticamente, in modo spontaneo e umano solo agli affaracci suoi: lui le piace? Ha voglia di divertirsi e di andarci a letto? Ci sono tante donne che non hanno nessuna intenzione di rubare i mariti, anzi li accettano perché mediamente rompono meno le palle degli ex mariti nuovi single invasivi, assillanti. Insomma, sono donne più indipendenti delle altre, non meno.

Mal comune mezzo gaudio?
Molte donne che diventano amanti sono a loro volta sposate. E, come l’uomo che tradisce, tradiscono perché, pur non avendo ancora deciso di mollare la famiglia per vari motivi, hanno bisogno di sentirsi vive, belle, cercate, ammirate, corteggiate. O, semplicemente, fare del buon sesso, quello che magari manca nel talamo nuziale da anni. Il tradimento è un Mal comune quanto i matrimoni zoppicanti.

Il concorso di colpa
Esistono coppie che si vogliono bene, si stimano ma che non si amano più, però stanno insieme perché hanno dei progetti importanti, per esempio i figli, ancora attivi. Ci sono coppie che non fanno più sesso. Ci sono coppie, spesso formate da persone che si sono sposate molto giovani, che ormai sono coppie di fratelli e sorelle. Ci sono mogli che si trasformano in madri e non tornano più a essere mogli: dopo un figlio, pensano solo al figlio, ai figli, e il marito diventa uno dei figli. Ci sono mariti sposati con il lavoro, con gli amici, con il calcio. Mogli che si lasciano andare, non si curano, sempre lamentose. Mariti che non si lavano o radono, sempre davanti alla TV, con la pancia. Questi e altri casi rappresentano un concorso di colpa nel tradimento. Mia madre diceva: un marito o una moglie devi saperteli tenere, non basta firmare un contratto.

La fedeltà sessuale non è di questo mondo
Invidio molto i miei genitori come coppia. Si amavano molto ma, nonostante questo, non sono sicuro neanche della fedeltà di mio padre. Che era un bellissimo uomo, moro, alto e con gli occhi azzurri. Un uomo cresciuto all’epoca dai casini, che aveva frequentato. Un uomo che aveva vissuto a Londra, e che mi insegnava a usa la metro (the tube!) mostrandomi le fermate delle sue fidanzate inglesi. Un uomo che ha fatto il giornalista ad Amburgo, città di liberi costumi dove lui cucinava la carbonara per gli amici e… le amiche tedesche. Un uomo abituato a lavorare ad agosto in città e a vivere da solo per raggiungerci nel weekend a Venezia. Mio padre era fedele? Per quanto amasse mia madre, bellissima donna innamorata, non credo. Perché la fedeltà sessuale non ha a che fare con i sentimenti. Certo, nel periodo di nascita di una coppia, se c’è innamoramento i due non vedono nessun altro, e ciò può durare anche per anni forse. Ma poi? Poi inevitabilmente arriva la routine sessuale, mentre le tentazioni esterne aumentano. Ed è quasi inevitabile caderci. Certo, ormoni, età, carattere aiutano a resistere o aumentano la voglia di trasgredire. Ma la fedeltà fisica non è una condizione naturale dell’uomo e della donna. Siamo pur sempre animali con un cervello non monogamo. Quindi non giudichiamo in base agli ormoni, non giudichiamo quelli che dormono in verginale o quasi beatitudine e non giudichiamo quelli che hanno pulsioni neo-adolescenziali, perché non sappiamo chi è “normale” e chi no, e non sempre basta la firma sul contratto, anche se spesso basta, visto i soldi, per fare i separati in casa.

La soluzione
Visto che il 50% per difetto tradisce, che la monogamia è merce rara e innaturale, visto il numero di matrimoni marcescenti e quello di separazioni (comprese quelle in casa, tantissime in tempi di crisi e figli piccoli) credo che ci aspetti un futuro di coppie aperte. Un futuro, come scrivevo qui, di coppie che stando bene insieme per tanti motivi tranne quello del sesso (che prima o poi finisce ma rimane il pilastro portante di tante coppie), faranno un più o meno tacito accordo che prevede la scappatella una tantum, sottaciuta ma approvata in silenzio assenso dai coniugi. La parola tradimento cadrà finalmente in desuetudine e verrà sostituita da boccata d’aria. Gli avvocati divorzisti si occuperanno solo dei casi in cui davvero i coniugi vogliono rifarsi una nuova famiglia o non vanno più d’accordo su niente. E quando lei ci dirà “esco con le amiche” avremo l’animo in pace perché, ci esca o no, anche noi avremo “amici” con i quali uscire ogni tanto.

Il trionfo dell’ipocrisia? No, quello della realtà. Facciamocene una ragione, il matrimonio di una volta non funziona a forza di belle promesse. E non è colpa di “quella lì”.

Credito foto: Syda – Dolgachov – iStock

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