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Perché va ancora a letto con la moglie

A letto con la moglie
A letto con la moglie

Il mio matrimonio è in crisi da tempo. È finito da tempo. Siamo separati in casa. Siamo amici, fratelli, non coniugi. Siamo estranei sotto lo stesso tetto. Non facciamo sesso mai. Diciamo quasi mai. Diciamo che lo facciamo ma non c’è paragone col nostro.

Ma se il tuo matrimonio è un fallimento, al punto che ti sei fatto l’amante e le dici pure che la ami e che il sesso con lei è unico al mondo, che non l’hai mai fatto così, perché hai ancora rapporti con tua moglie?

Intanto, nove uomini su dieci in crisi matrimoniale o autodichiaratisi (tutto da verificare) separati in casa hanno ancora rapporti con la moglie, per quanto sporadici.

E nove uomini su dieci dichiarano di non averne più da anni, finché voi, dopo aver loro praticato il waterboarding gli fate ammettere che sì, qualche volta è successo ma ero legato, bendato, è durato un decimo di secondo, non sono neanche venuto, avevo bevuto, pensavo a te (in un decimo di secondo, complimenti!) e l’ho fatto nella posizione Teletrasporto (lei era in bagno io in plancia sull’Enterprise in missione quinquennale).

Scherzi a parte (ma non troppo) che cosa significa che lui abbia ancora rapporti con la moglie per la vostra storia e, soprattutto, per la prognosi della vostra storia?

Per capirlo, dobbiamo analizzare perché lui deve mentirvi sui rapporti con lei.

La causa più diffusa della menzogna maschile in questo campo è legata a una delle regole auree del maschio medio: evita i guai e noiose discussioni. Se hai detto all’amante che è la migliore a letto e che il tuo matrimonio è in crisi da tempo quale prova migliore di quella che con tua moglie a letto si dorme e basta? Quindi, tieni la barra su questa versione fin che puoi. Se poi la balla lui l’ha usata fin dall’inizio, come spesso succede, per entrare nel vostro letto… Il maschio all’antica diceva: negare, negare sempre, negare anche di fronte all’evidenza.

Per carità, succede anche che lui non abbia più rapporti, ma solo nelle vere separazioni in casa, quelle in cui il patto implicito fra coniugi “in stand by” (la separazione è solo questione di tempo, e spesso di figli) è quello che ognuno si fa gli affari propri e quindi anche la moglie scopa in giro. Lo si capisce dalla libertà che lui ha di frequentarvi (e la libertà della moglie): notti fuori, weekend fuori, vacanze almeno in parte separate. E il lavoro non c’entra, è vera libertà da separati in casa, una cosa che somiglia a quella dei separati veri.

Gli altri che veramente non hanno rapporti con la moglie, ma fanno parte di una minoranza, sono quelli che hanno un regime di guerra in casa e sono destinati a breve alla vera separazione.

Oppure quelle coppie da matrimonio bianco, rare ma in aumento, dove da anni non si fa sesso, anche se bisognerebbe vedere quante di queste sono formate da un elemento a ormoni zero e uno che si fa i suoi fuoripista per sopravvivenza, visto che in casa è il deserto che vive.

Tolte queste eccezioni, tutti gli altri scopano con la moglie. Ogni tanto, magari sempre nello stesso modo, ma lo fanno.

Torniamo al perché lui vi ha detto che non lo fa mai.

Dopo la casistica maggiore (il quieto vivere con l’amante) al secondo posto la bugia, che può benissimo accompagnarsi alla prima motivazione occhio non vede cuore non duole, è questa: nonostante le sue assicurazioni la crisi non è così grave e non è per niente o quasi ufficiale.

Lui vi ha giurato che con la moglie è crisi conclamata. Sono come fratello e sorella, a letto dormono e basta, sono uniti solo dai figli e dai doveri familiari. Ne siete sicure? Ne avete le prove?

No perché nonostante il disastro sentimentale familiare lui è lì. Lui fa le feste lì. Dorme lì. Vive lì. E a voi rimangono più o meno i ritagli di tempo. E, sarà un caso, magari sui social è un trionfo di foto che glorificano la bella famiglia. Trionfo sospetto anche se lui vi ha giurato che è lei che le posta ed è una sua mania, lui non c’entra. Sospetto di più se aggiungi che durante le vacanze comandate o i weekend lui sparisce e non riesce quasi mai a telefonarvi, nemmeno a scrivervi, se non con una striminzita faccina. Fatevi delle domande.

Siamo sicure che lui questa crisi la stia vivendo davvero? Certo, che il suo matrimonio non funzioni è sicuro, la prova siete anche voi (a meno che lui non sia un seriale: allora le corna vengono fatte in serie, non per bisogno).

Lui ha almeno fatto il primo step di ogni crisi che si rispetti, cioè decretarla ufficialmente? Non c’è mica bisogna di uscire di casa all’inizio, però c’è differenza fra il non dire niente alla moglie, far finta di nulla e tirare avanti, e un “dobbiamo parlare” almeno di base, della serie così non va per me, no?

Occhio a quelli che vi dicono io faccio o tutto o niente, perché spesso mirare al tutto è per non fare nulla. E i mesi, gli anni passano in attesa del tutto.

Quante coppie tirano avanti così? Tantissime, anche grazie alle scappatelle dell’uno, dell’altro o di tutti e due. Ma tu non sei una scappatella giusto?

Quindi l’uomo che lo fa ancora con la sua signora nonostante la tanto decantata crisi spesso non ha palesato poco o niente della crisi stessa in casa, ecco il perché della bugia. O delle bugie.

E non è una bugia bianca, non promette nulla di bene. Perché significa che voi credete che lui sia almeno all’inizio del percorso che porta a una nuova coppia, la vostra, mentre lui forse non lo ha neanche iniziato. E questo è tanto più grave quanto è più lungo il tempo del vostro amantato.

Grave ma recuperabile se la vostra storia ha 6-12 mesi, gravissimo e spesso irrecuperabile se supera i due anni, due Natali e due estati.

Perché vuol dire che vi ha rassicurato e promesso troppe volte, e voi gli avete creduto troppe volte, e lui non la racconta giusta da tanto tempo. Troppo.

E se non l’ha raccontata giusta fino a oggi vuol dire spesso solo una cosa: non vuole mettere in discussione la sua vita. E, in subordine (ma solo in subordine), la bugia serve a tenervi buona finché si può. E si può finché non lo metterete con le spalle al muro, e allora dovrà scegliere.

Che fare? Se la bugia non dura da troppo tempo, è reiterata (una rondine non fa primavera, due…) ed è dovuta principalmente al non volervi far rimanere male e alle sue incertezze e paure (chi non le ha, soprattutto agli inizi di un amantato che si trasforma da ludico in amore) è ora che lui la finisca. Sedetevi a un tavolo (non a letto), guardatelo bene negli occhi e se alla domanda “che cosa facciamo” risponde “voglio andare avanti” deve smetterla di dire bugie.

Se invece la balla dura da due anni o più fra conferme varie sono pessimista. Sono due anni di crisi più o meno finta in casa che vi ha più o meno nascosto o seppellito sotto una serie di assicurazioni esagerate all’opposto.

A voi cosa ha detto, che ha già visto l’avvocato? Ma al cinema o nel suo studio? Fatelo scendere dal palcoscenico!

E’ quindi possibile credergli per l’ennesima volta? O meglio, spero per voi per l’ultima volta? Questo lo potete sapere solo voi, fidatevi del vostro sesto senso e istinto quando lo guardate negli occhi, quando vi parla.

Occhio però. Gli uomini che diventano aggressivi quando li prendete in castagna, quelli che cercano di essere evasivi anche di fronte all’evidenza, si arrabbiano, cercano di ribaltare le accuse, cambiano discorso, fanno paragoni assurdi e tirati per le orecchie con quello che fate voi non promettono nulla di buono, sono ingiusti e mi fanno ricordare mia nonna quando mi diceva che chi è in torto, in mala fede e non ha argomenti spesso attacca chi è innocente e ha ragione.

Insomma, che lui faccia sesso ancora con la moglie (o lei col marito, intendiamoci) non ci sta con la vostra storia d’amore, e comunque non ci sta più: a meno che non siate ancora in quella fase ludica dell’amantato nella quale prevale il sesso e non il sentimento. Non è raro, in questi casi, che il sesso extraconiugale ravvivi, almeno per un periodo, anche quello coniugale. Come diceva mio padre: l’esercizio sviluppa l’organo…

Dimenticavo le coppie di amanti nelle quali tutti e due sono coniugati: sono quelle in cui più spesso il sesso coniugale rimane e viene tollerato dagli amanti con picchi di gelosia, silenzio o confronto (fra i più evoluti). Ci sta, ma dovrebbe scendere fino a cessare quando c’è amore condiviso e si fanno programmi, ormai, di vita insieme.

Lo so, voi donne come sempre siete più spontanee e sincere, e quindi siete le prime a chiudere con le concessioni quando siete innamorate, perché avete cuore e mente occupati da chi amate davvero. Per noi uomini il sesso è un fatto più “astratto”, e non è così impossibile avere rapporti anche con chi non amiamo più. Ma questo non può essere venduto come cosa irrilevante di fronte a una crisi descritta come datata e conclamata.

Altrimenti siamo nella fantascienza.

Sincerely yours

Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours 

Coppia: il silenzio è dolo

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Dolo, per il vocabolario italiano, significa inganno, frode. Nel vocabolario dell’amore significa soprattutto dolore.

Perché il silenzio nella coppia, l’omissione e il non dire, non è solo quella forma di bugia che prelude o segue un tradimento, ma è anche la forma espressiva più eclatante di una crisi in atto, ne è il sintomo iniziale quando cala alcune volte prendendo il posto all’usuale dialogo, fino a diventare il necrologio della coppia nelle fasi finali.

Non parlare, evitare di dire quello che si pensa o non va, nella coppia è come instillare una prima goccia di arsenico nella coppa dalla quale si beveva insieme e ci si dissetava di passione, sentimento, gioia, complicità, comprensione. È uno a farlo, si può essere in due, e allora la dose diventa più pericolosa e letale.

Confrontarsi, persino litigare è un esercizio spirituale di benessere della coppia, se naturalmente il litigio non diventa cronico, violento, senza una pace d’un progresso finale.

Le coppie che non litigano hanno qualcosa che non va esattamente come le coppie che non parlano se non della logistica di famiglia. Non si arriva a questo punto subito, la dose di arsenico del silenzio spesso parte da lontano, prima è sporadica, poi diventa quotidiana.

Di solito si inizia con uno screzio, anche banale, che invece di sfociare in un confronto immediato o a breve termine passa sotto silenzio, perché uno dei due decide che non ha voglia di discutere o liquida il fatto come “sarà nervoso/a”, lasciamo perdere.

Per chi ha figli, se ci pensate bene, è come lasciargliela passare liscia perché non hai voglia di discutere. Ma sì, te l’ho detto tante volte di non giocare a tavola col telefonino, adesso mi sono scocciato di riprenderti o ritirartelo e me ne frego. Hai capitolato.

E più si reagisce con il silenzio, più l’arsenico penetra nel cuore. Col tempo, i casi sono due: o si diventa immuni al veleno dell’altro, ma non è un bene perché così si diventa insensibili ai sentimenti dell’altro, o ci si avvelena, e l’amore muore.

Nel primo caso assistiamo a famiglie di fatto, dove lui e lei vivono insieme per convenienza, ma non c’è più sesso o amore. C’è uno scopo materiale.

Nel secondo caso si spalanca la porta al cosiddetto tradimento, che in questi casi altro non è che un tentativo dapprima di ritrovare e riprovare ciò che si è perduto, per poi trasformarsi nella ricerca di un vero nuovo partner che ci depuri dal veleno del silenzio così a lungo subito, e non solo.

È così che spesso si creano nuove coppie. A loro auguro di parlare tanto, anche a costo di parlare troppo.

Sincerely yours

Sei l’amante e stai pensando di dirlo a sua moglie? Non farlo

Indissolubile?
Indissolubile?

L’incubo di ogni uomo sposato: che l’amante faccia outing. Stufa di aspettare lui, esausta dalle tante promesse, sta pensando: adesso con la moglie ci parlo io!

Intendiamoci: ti capisco, amica. Ma vorrei che tu riflettessi su delle cose che avrai già visto succedere, in questi casi. Non esistono regole generali, ogni storia è una storia a se stante, certo,ma alcune esperienze insegnano. E, soprattutto, chiediti: il tuo obiettivo qual è?

Informi la moglie per spingerlo a scegliere te
Attenta. Se sei arrivata a questo punto vuol dire che lui sta facendo il tira e molla da troppo tempo (anni? Succede, eccome!), e non è neanche arrivato a dire alla moglie, in tutto questo periodo, che ha un’altra. Peró ti ha sempre detto: domani glielo dico. E sai perché rimanda? Perché perderebbe la moglie. E perché tu non sei ancora (o forse non lo sarai mai) abbastanza importante da scalzarla. Quindi, se tu lanci la bomba, i casi sono tre: la moglie lo perdona (per amore, per soldi, per i figli, per paura della solitudine?) e gli impone di lasciarti. La moglie divorzia e lui ti odia perché l’hai messo nei casini. Infine lui viene con te, ma forse perché non ha più nessuno, visto che fino a oggi non ha neanche avuto il coraggio di parlare alla moglie. E tu sei sicura di volere un uomo così? E quante volte ancora dovrai decidere per lui? Ricorda che ci sono uomini sposati che raccontano di essere in crisi con la moglie e di vivere come estranei in casa, magari per i figli. Magari la crisi c’è, ma è segreta, cioè lui se la tiene per se, ovvero sei tu l’espressione della sua crisi. E a casa silenzio: è possibile che scopi addirittura ancora con la moglie, poco ma lo fa. In emergenza lo fa.

Informi la moglie per vendetta
Beh, in effetti la soddisfazione contingente può esserci. È come se avessi lanciato un missile in casa sua e stai assistendo tronfia al crollo della casa. Tutti morti. Moglie antagonista, lui, anche i figli (ricordatelo). E, dopo la breve soddisfazione della distruzione, morirai anche tu. Perché rimarrai sola e ti daranno anche della rovina-famiglie. E perché, come dice Platone, solo i morti hanno visto la fine delle guerre. O, se preferisci, muoia Sansone con tutti i filistei? Assomiglia a un suicidio.

Informi la moglie perché non sai più cosa fare
La disperazione può portare anche a questo. Ma se hai la forza di fare una mossa del genere, fai davvero l’unica cosa che potrebbe servire: lascialo. Sul serio. Convocalo, un’ultima cena. Congedalo con un bacio, niente sesso. E poi black out totale. Niente messaggi, telefonate. Sparisci. Se ti ama prenderà la sua decisione, ma basta con le parole, solo fatti. Arriverà in ritardo e tu avrai trovato un altro? Deve essere conscio di questo rischio che deve spronarlo a recuperare in un lampo tutto il tempo perduto. Non lo fa? Non lo avrebbe mai fatto, perché non ti ama abbastanza. E tutto questo dolore che provi adesso ti avrà preservato da un dolore più grande, quello del calvario dell’attesa di qualcosa che non avverrà mai. Ricorda però: la cosa funziona solo se il blackout è assoluto. A un uomo basta una telefonata per capire che sei lì che, nonostante tutto, lo stai ancora aspettando e non hai nessuno. Invece deve impazzire a pensare dove e con chi potresti essere. O non impazzire, ma allora è la prova che avevi ragione a lasciarlo.

Questi i miei modesti punti di vista, nati dalle mie riflessioni sul vissuto, letto, veduto e testimoniato. Ma andiamo su una vera testimonianza, che conta sicuramente più della mia umile opinione.

Io non l’ho fatto e ho vinto: la testimonianza di una ex-amante
Sono sta l’amante di un uomo per due anni. In tutto quel tempo non ho mai avuto la tentazione di chiamare l’altra. Mi sono sempre immaginata un incontro casuale con il mio lui e lei e mi sono chiesta come avrei reagito, ma non ho mai pensato di lanciare la bomba, neanche quando ho rischiato di rimanere incinta: avrei abortito, non si costringe un uomo a vivere con te dando alla luce un innocente potenzialmente infelice. Ma perché io non l’avrei mai chiamata? Perché lei non c’entrava nulla. Il responsabile era lui, solo lui. È come se, incontrandoli insieme, avessi preso a sberle lei: perché? Era lui, solo lui. Così, dopo due anni di attesa, l’ho lasciato. Ma per davvero. Lo amavo ancora in quel momento? Sì, ma una molla era scattata. Lo amavo ma ero delusa, consumata. E quindi avevo iniziato davvero a cambiare strada, a uscire e vedere gente, ad accorgermi degli uomini che mi guardavano, cosa che non avevo mai fatto prima quando lui mi lasciava temporaneamente per una “pausa di riflessione”. Io lo aspettavo a casa. Ci sentivamo, non uscivo, non avevo nessuno, e lui lo capiva in un istante, perché anche se non lo vedevo ci telefonavamo. L’ultima volta, invece, ero decisa. E alla fine l’ho lasciato davvero. Sono sparita. Irreperibile. Ha fatto il diavolo a quattro per un mese per sapere, per trovarmi, per cercare di recuperarmi. Non ho ceduto. Ha ceduto lui. E ora siamo sposati.

Chi ha ragione dunque? Questa amica che ha giocato una carta molto coraggiosa? E voi, ex amanti, che cosa avete fatto? E voi, confidenti delle amanti, che cosa fareste o avete consigliato di fare? Raccontateci.

Io credo che in amore, se è amore vero, vince chi fugge, non vince chi fa del male

Coppie felici su Facebook, infelici nella vita

Il lato oscuro della felicità
Il lato oscuro della felicità

A proposito del mio post sul mio blog intitolato Sto tanto su Facebook perché sono sola/solo che potete leggere qui trovo molto interessante l’intervento commento di Grazia Scanavini che aggiungo qui sotto, soprattutto per la parte della cosiddetta famiglia felice su Facebook che nella realtà invece scricchiola da tutte le parti, e del proiettare sui social l’immagine che vorremmo essere e non quello che siamo veramente.

Davvero non è tutto oro quello che luccica su Facebook in termini di coppia e di felicità.

In fondo, queste famiglie infelici nella realtà e felici sui social, è come se lanciassero un urlo di dolore. È come se dicessero noi eravamo così, ora non lo siamo più, ma vorremmo forse, tornare alla felicità.

Spesso è un componente della coppia in particolare che lancia il grido di dolore, quello che posta più foto, quello che soffre e sogna di più. Un tentativo ultimo, virtuale e onirico di salvare il bello del passato per trasportarlo in un presente in picchiata.

Ipocrisia? Salame sugli occhi? Forse solo tristezza e bisogno di chiedere aiuto

Ma veniamo a cosa scrive Grazia Scanavini a commento del mio post sulla solitudine e Facebook

Scrive Grazia: Pensavo proprio pochi giorni fa, in occasione della festa del papà, quanto la vetrina facebucchiana sia una distorsione della realtà in tanti casi (non in tutti, chiaro): una donna che io conosco molto bene e che si lamenta sempre perché non sopporta più il marito (perché lui non fa un cazzo, non gioca coi figli, se ne frega di tutto…) ha pubblicato un selfie di se stessa con i figli, tutti con la bocca a cuore come se mandassero un bacio, taggando il marito… e sulla foto aveva scritto “sei il migliore del mondo”.
Quella è probabilmente una donna sola… ma anche molto finta! E la racconta a se stessa se trova appagamento nei like e nei commenti, perché quella che sta mettendo in mostra non è la sua vita reale ma quella che vorrebbe, probabilmente.

E allora io, ai soli come questa donna, auguro che ogni sera gli salti la connessione… magari guardandosi alle spalle si accorgeranno che c’è ancora qualcosa da fare per non sentirsi così. Qualsiasi essa sia.

Beh Grazia, concludendo, c’è anche del dolore in Danimarca, non solo del finto. Poi, sull’agire, sono d’accordo con te

Quando lui inizia ad amarti di meno: microvariazioni nella densità dell’aria della coppia

Ripley e Ash conflitto finale. Da Alien di Ridley Scott
Ripley e Ash conflitto finale. Da Alien di Ridley Scott

Prima che la coppia scoppi davvero, ci sono dei piccoli grandi segnali (ma inequivocabili) che il maschio lancia alla propria metà. Non sono segnali sempre eclatanti, e per questo molte di voi non li percepiscono o li sottovalutano.

Sono importanti perché i casi sono due. O siete già in caduta libera, perché lui ha un’altra (anche se non ancora così importante da scalzarvi, ma c’è), e allora questi segnali sono solo il sintomo di una malattia conclamata e grave, oppure lui non ha un’altra e quindi questi sono segnali di malessere che se colti in tempo e curati possono fare la differenza fra la fine di una coppia e un nuovo inizio.

Io le chiamo microvariazioni nella densità dell’aria. È una citazione di una scena di uno dei miei film preferiti, Alien, di Ridley Scott. È quando Ripley chiede ad Ash come funziona il detector per scovare il mostro.
Lui seccato risponde alle sue domande dicendo che la macchina funziona percependo microvariazioni nella densità dell’aria. È così che sentiranno i movimenti del mostro.

Il mostro che divora la coppia, l’Alien che cresce all’interno delle coppie che rischiano di morire e di esserne divorate, dal punto di vista maschile dà le seguenti microvariazioni della densità dell’aria:

Quella barzelletta non funziona più.
Avete presente quella storia o quella barzelletta che vi siete raccontati tante volte perché è stata una fonte di mille risate insieme? Non esiste una storia o una barzelletta che facciano ridere per sempre, ma per voi quella è sempre stata una specie di rituale attraverso il quale condividere gioia, complicità, una scusa per fare l’amore. Ecco: se lui smette di ridere di questa cosa o si limita ad abbozzare un imbarazzato sorrisetto gatta ci cova.

Cambiano le distanze
Prima eravate sempre in contatto. Una mano, un piede, tutto il corpo. Anche un dito bastava. Ora lui non cerca più questo contatto. Anzi. Vi accorgete che a letto, dorme sul bordo, quasi cercasse una fuga. Chiedetevi perché: molti uomini lo fanno quando sono innamorati di un altra. Altri perché iniziate a dargli fastidio fisicamente per qualche motivo e questo è l’inizio della fine.

Sesso fotocopia
Credo che come segnale negativo da parte dell’uomo non ci sia tanto un cambio della frequenza. Se non ha un’altra con cui già si sfoga un uomo normale a un certo punto vi scopa, anche se non ha più voglia di voi. Diciamo, esagerando, che per gli appetiti di un uomo normale dopo quindici giorni più del dolore può il digiuno. Quindi quello che vi deve mettere in guardia non è il non farlo, ma il farlo sempre uguale in maniera frettolosa e monotona. L’uomo che ieri vi faceva fare il giro dell’orologio come posizioni e numeri, se è stanco di voi diventerà monotono anche in questo. Allarme rosso se rifiuta la vostra proposta di un rapporto orale. Qui siamo proprio alla frutta.

Poche tempeste nello stesso bicchiere d’acqua
In una coppia si litiga, ci si scanna, a volte si dicono cose Che viste da esterni sarebbero da separazione immediata. In realtà, salvo la violenza che non è accettabile e giustificabile mai, più una discussione e accalorata e forte, più lui è interessato a voi. Un uomo che non ama più la sua donna nelle discussioni si rompe i coglioni, sta spesso zitto, replica a malapena e cerca di chiudere la vertenza il più in fretta possibile. Attente quindi se non combatte e si arrende facilmente purché si chiuda la discussione

Si distrae con un nulla
Allora parliamoci chiaro. Voi volete sempre essere al centro dell’attenzione, E questo è garantito quando noi siamo innamorati, sono i primi tempi e si scopa tantissimo. Poi è normale che un uomo abbia le sue distrazioni ed è normale che non vi risponda se voi parlate della spesa mentre guarda la partita. Meno Normale se qualsiasi cosa, anche l’attività più banale, lo rende spesso estraneo a quello che fate e dite voi. Un classico? State parlando delle vostre vacanze insieme e lui si perde sistemando l’orologio o controllando il telefono. Può succedere una volta: se diventa l’abitudine voi non fate più parte o comunque meno parte della sua vita e soprattutto dei suoi interessi. Che un orologio o un iPad siano più importanti di voi è eloquente

Vi bacia meno o in modo sfuggente
Il bacio come la gelosia è il termometro dell’amore. Due che si amano si baciano anche come amici se sono in pubblico ma appena possono si metteranno la lingua in bocca, per non fare giri di parole. Bacetti sempre da educanda, superficiali, sfuggenti, dimenticati, sono gravi come un uomo che ieri era geloso e che oggi di fronte a un vostro racconto di essere state tacchinate da quello che definite apposta come un gran figo non fa neanche un plissé

I tempi si dilatano
Fino a ieri lui non poteva stare senza scrivervi un messaggino o fare una telefonata. Non passava mezza giornata senza che non si facesse sentire. Ora tira fino alla sera e al rientro a casa senza problemi. Questo non va

Da Pucci Pucci sei diventata nome cognome
Tutti gli innamorati hanno un nomignolo. Un vezzeggiativo solo vostro che usate così spontaneamente e così volentieri da farlo anche in pubblico. Ora lui non lo usa più o rarissimamente. Vi chiama per nome.

Complimenti solo on demand
Eravate abituate a che figa che sei e a frequenti sottolineature sul vostro fisico o su come vi siete vestite da gara. Niente da fare: potete essere messe giù da sfilata che lui, motu proprio, non esprimerà nulla. I soli complimenti “spontanei” che vi arriveranno saranno su domanda. Tesoro hai visto che bello questo smalto che mi sono messa? E lui, guardando lo smartphone: sì sì proprio bello. Provate a chiedergli il colore…

Il ristorante triste
Quando vi amavate il ristorante e la buona tavola erano il periodo refrattario e divertente fra una scopata e un’altra. Un ricarica batteria insomma. Ora lui se voi non parlate a tavola si ammutolisce e mangia e basta? I lunghi silenzi di coppia in mezzo agli altri sono salvati solo dagli SMS e WhatsApp? La foto del piatto è diventata più importante delle vostre foto con scollatura? Che tristezza quelle coppie che finalmente sono riuscite a ricavarsi due ore lontane dai figli e le passano nel silenzio o al massimo nel tap tap dei propri smartphone… Se lui risponde monosillabico solo alle vostre domande la densità dell’aria si è fatta davvero pesante.

Che fare? Se molti di questi atteggiamenti descrivono bene il comportamento del vostro partner, prendetevi una serata libera, mettetelo con le spalle al muro e discutete di questi punti e di quello che c’è dietro finché i casi sono due: o salta fuori Che è stufo di voi, o si rende conto che c’è una deriva pericolosa e vi fa delle richieste anche lui (qualcosa anche non gli andrà per aver cambiato atteggiamento no? ) per rimettere la barca sulla rotta giusta.

Se vi fa delle richieste è un ottimo segno: vuol dire che anche lui interessa. Occhio invece se minimizza e fa l’anguilla. Ho visto poche coppie separarsi Senza che non ci fosse di mezzo un terzo incomodo.

Lei mi racconta che lui vuole che lei faccia… #sessohard Accusa, difesa e giudizio

Quello che io chiamo il popolo dei lettori silenti del mio blog, cioè coloro che preferiscono leggere e non commentare (al massimo condividono) e che rispetto esattamente come quelli più attivi, dopo il mio invito a scrivermi in privato a bloganpellizzari@yahoo.it si sono fatti vivi.

Fra le storie più interessanti e, a mio avviso, più “estreme”, quella di Laura (la chiameremo così) che, più che raccontare, mi chiede una specie di parere. Come lo chiederebbe a un amico, dato che non sono di certo un esperto. Ma io non me la sento, per una volta, di essere il solista, anche perché già nella parola estremo potete desumere la mia posizione.

Così, in un processo alle intenzioni, io farò l’“accusa” e la mia amica scrittrice,Grazia Scanavini (la bella ragazza della foto) di larghe vedute immensamente più di me preparata in questi temi, la “difesa”. A voi il giudizio finale. Ma bando alle ciance e veniamo alla storia.

LA STORIA
Laura è sposata da molti anni con Luigi. Sono una coppia normale, con alti e bassi. Da un po’ di tempo però Luigi ha problemi di libido. Così decidono, come fanno tanti, di girare su qualche sito porno. Funziona, si divertono anche, ma Luigi inizia a dare preferenze a certi filmati, quelli dove il parner assiste, passivo, a scene in cu la sua donna viene scopata da un altro. Laura mi racconta che la cosa non le dispiace, almeno teoricamente. Mi confessa che in passato ha avuto due storie extraconiugali, un po’ perché aveva voglia di novità, un po’ perché Luigi, negli ultimi tempi, aveva qualche problemino a letto. Ma, mi dice, bene venga questa nuova usanza e preferenze. Solo che il suo partner, a un certo punto, le propone di passare dal filmino ai fatti. A lui piacerebbe assistere davvero, dal vivo, a lei che fa l’amore con uno sconosciuto. E inizia anche a navigare su siti dedicati. Laura lo asseconda, almeno teoricamente, ma mi confessa: da una parte mi piacerebbe, anche per sentirmi meno colpevole per i tradimenti passati, condividendo con lui nuove “scappatelle”. Dall’altra ho paura che questa storia ci prenda la mano, facendo crollare, insieme alla routine, anche gli equilibri di coppia, e per lui diventi un’ossessione, come una droga di cui non può più fare a meno. Perché lui, su questo punto, sta diventando un po’ troppo insistente.

IL PARERE DELL’“ACCUSA”
Lascio da parte, per un momento, il mio concetto basilare di coppia che funziona, che si fonda su una gelosia sana e naturale. Dove non c’è gelosia non c’è amore, punto. E non parlo di gelosia claustrofobia, ma di quella normale, che impedisce naturalmente a qualsiasi uomo o qualsiasi donna di fare sesso con un altro.
Ma lasciamo perdere le convinzioni personali, e mettiamo che Laura e Luigi siano solo una delle tante coppie di lungo corso che, vedendo spegnersi un po’ la libido, cercano di reagire in coppia, e quindi positivamente.
Tralascio i due tradimenti, può succedere, inutile demonizzarli o farne causa dei vostri problemi.
Intanto un controllino medico a lui no? Queste defaillances di cui parla Laura potrebbero essere curate agevolmente o essere la spia di un problema vascolare, di un diabete, insomma, di qualcosa che va accertato dal medico.
Ma mettiamo che da un punto di vista organico sia tutto ok. Voi state puntando, come fanno molti, sul porno per eccitarsi: perché no? Il problema è passare dal virtuale al reale. E, soprattutto, scegliere di realizzare una delle pratiche più estreme.
Scambismo e similari infatti, a mio modesto avviso, fanno parte di un repertorio hard che può andar bene solo a un certo tipo di coppia (vogliamo chiamarla superaperta?), e che ha il rischio forte di annullare invece il legame che una coppia normale ha. Laura parla di “droga”: certe emozioni forti possono dare dipendenza, e non sono per tutti. Che succederebbe se tuo marito, fatta l’esperienza (o tu) rimanesse scioccato? E se invece non riuscisse più a fare l’amore normalmente, se non con la stampella dell’estrema trasgressione? Non pno che ciò possa fare la felicità di una coppia.
Ultima osservazione: queste cose devono avere il consenso profondo, sentito, inequivocabile di entrambi. Non c’è niente di peggio nel sesso di fare qualcosa sentendocisi costretti. E tu, Laura, tentenni non poco. Riflettici.
La parola alla “difesa”.

LA DIFESA
La difesa parte in quinta Pellizzari ma forse non come ti aspettavi!
Sai bene che io appoggio nel modo più assoluto la realizzazione delle fantasie sessuali in un rapporto di coppia ma non in ogni caso.
Qui ci troviamo davanti ad una coppia che già a priori non funziona sessualmente: Luigi ha problemi ad eccitarsi con Laura ed è Laura stessa a dirci che vorrebbe tentare questa esperienza per togliersi i sensi di colpa dovuti a tradimenti passati. Appare chiaro, direi, che il problema sta alla base del rapporto e non è relativa alla “situazione cuckold” così come è chiamata in gergo.
In sé questa pratica è molto diffusa, anche se può apparire strano e impossibile in una società in cui il rapporto esclusivo sembra ancora essere l’unico accreditato per essere d’amore, mentre ogni digressione viene considerata una perversione. E’ diffusa al punto che si trovano migliaia di annunci online di coppie che cercano “un terzo” da inserire nei giochi di coppia.
Naturalmente la situazione di Laura va analizzata in un’ottica ben più ampia che relativa alla sola esperienza cuckold. Il punto di valutazione della situazione deve spostarsi necessariamente: il timore di Laura è che poi la situazione cuckold diventi indispensabile per la relazione sessuale tra lei e Luigi, ma questo è assolutamente irrilevante. Dobbiamo valutare la base di consistenza di rapporto per proiettarci nelle conseguenze di questa esperienza. L’esperienza cuckold è una messa alla prova molto impegnativa anche in una coppia che funziona, in cui c’è molto feeling, perché comunque passare da una fantasia alla messa in pratica comprende il rischio di scoprire che l’inserimento di una terza persona non è poi così facile: potrebbe determinare, anche all’interno di una coppia consenziente e che vive una sessualità molto aperta, un disequilibrio dei ruoli e delle affinità. Ma qualora la coppia sia ben salda e consapevole della messa alla prova che affrontano, l’esperienza sarebbe un rafforzativo del legame. La coppia si troverebbe ad essere riuscita a soddisfare una fantasia molto impegnativa senza alterare i propri equilibri interni, quindi sentirebbe rafforzato il legame.
Tornando alla situazione di Laura e Luigi, per come la vedo io che non credo nei rapporti basati sull’ipocrisia, affrontare questa esperienza sarebbe l’occasione per scuotere la loro relazione che si è stabilmente fossilizzata ad un livello di non-appagamento per entrambi. Ma è necessaria la consapevolezza che “scuotere” il rapporto può avere conseguenze molto incisive sulla relazione stessa: potrebbe succedere che l’esperienza cuckold renda entrambi consapevoli di non essere una coppia (già vivono una sessualità dissociata e separata) e quindi raggiungere l’effettiva consapevolezza che l’intesa sessuale è nulla. Potrebbe però succedere che la destabilizzazione dovuta all’esperienza induca Laura e Luigi a doversi confrontare in modo diretto e svestito delle variabili dell’abitudine. Potrebbero trovarsi ad analizzare il fatto che si sono “persi sessualmente” e stimolarli a ricercarsi, trovarsi di nuovo.
Non saprei consigliare Laura sul “farlo o non farlo”, le proporrei più che altro di valutare decidendo se vuole rimanere nello status attuale (e quindi non appagante, indefinito) oppure affrontare un percorso di cambiamento, consapevole che potrebbe valere la fine del rapporto oppure un impegnativo lavoro di “ristrutturazione”.
Con la mia mentalità (e te lo immaginavi) acconsentirei all’esperienza e la vivrei appieno per vedere dove la destabilizzazione dell’abitudine può portarci: una sorta di “buttiamoci e vada come vada perché io in questa situazione di stallo non appagante non ci voglio stare più”. Per me sarebbe l’occasione per cercare un confronto che (nella situazione di Laura e Luigi) sembra impossibile da instaurare in modo costruttivo.
Aggiungo che, per come mi appare la situazione della coppia e anche per il mio modo di analizzare le situazioni, non mi schiero dalla parte di nessuno dei due così come non colpevolizzo né Laura né Luigi. Sono semplicemente due persone insoddisfatte e senza gli strumenti necessari per instaurare un confronto costruttivo, quindi come la maggior parte delle coppie, elaborano il problema da un punto di vista soggettivo evitando di affrontare il problema reale.
Adesso invece ti faccio leggere una storia che riguarda la medesima situazione trasgressiva ma che si svolge nell’ambito di una coppia affiatata e, quindi, pur essendo una “prima esperienza” ha connotati molto diversi. Così puoi spostare l’accusa su di me che ritengo queste situazioni un frangente positivo e accrescitivoper le coppie!

ALTRA STORIA
“Quando ci siamo conosciuti, Andrea era gelosissimo. Avevo 20 anni ed era il periodo in cui frequentavo discoteche e lì ci siamo incontrati. Fin da subito era geloso al punto che se qualcuno mi guardava lui si innervosiva. Abbiamo iniziato a convivere dopo pochi mesi e la nostra intesa sessuale, fin da subito evidente ed appagante, è andata intensificandosi con gli anni. Anche la sua gelosia si è evoluta: da eccessiva che era, si è gradualmente rasserenata e modulata fino a raggiungere uno stato di fiducia tale che, a distanza di 18 anni, sembrava quasi godere del piacere che gli altri uomini mi guardassero. L’estate scorsa ci trovavamo in vacanza in un villaggio turistico; una sera, dopo cena, eravamo sul terrazzo dell’hotel e Andrea si è allontanato per prendere qualcosa al bar. Dopo pochi istanti mi si è avvicinato un ragazzo sui 35 anni: un bel tipo, spalle larghe, tipo mediterraneo.
“Beviamo qualcosa?”
“Grazie ma aspetto mio marito.”
Anziché andarsene, si è seduto sulla poltrona di fronte a me, guardandomi intensamente, quasi sfidandomi direi. C’è stato un momento di particolare eccitazione tra di noi, sentivo il suo sguardo addosso e la tensione sapendo che mio marito sarebbe tornato da lì a poco trovandomi seduta al tavolino con questo uomo che, proprio nel momento in cui Andrea compariva, mi tese la mano dicendomi: “Piacere Stefano.”
Non sapevo cosa fare ma è stato Andrea a togliermi dall’imbarazzo: “Ah bene, vi siete presentati! Buonasera Stefano.”
Mi ha spiegato che si erano conosciuti la mattina stessa nella palestra del villaggio e che era stato lui stesso ad invitare Stefano a trascorrere il dopo cena con noi. Lì per lì sono rimasta un po’ stranita ma nemmeno tanto, Andrea è una persona socievole anche se la situazione aveva un che di particolare. Stefano mi guardava in modo malizioso e spregiudicato. Andrea guardava prima me e poi Stefano, parlava molto lentamente spiegandomi che lui si trovava qui per lavoro ed era solo. Mentre lo diceva mi guardava dritta negli occhi, sorridendomi. Ho avuto un attimo di smarrimento quando Andrea è venuto a sedersi sul divanetto a fianco a me e, appoggiando la mano sulla mia gamba, ha cominciato a salire sotto l’abito. Lo ha fatto lentamente, guardandomi negli occhi e sussurrandomi: “ Amore, stasera sarai mia come non lo sei mai stata.” E’ cominciato un gioco di sguardi, eccitanti ed eccitati. Ben presto mi sono trovata in un vortice di emozioni. Andrea mi accarezzava e Stefano seduto di fronte era visibilmente eccitato: il suo sguardo passava ininterrottamente dalla mia bocca alle mie gambe, che mio marito continuava ad accarezzare.
Non saprei dire in quale momento ho compreso come sarebbe proseguita la serata, non saprei nemmeno dire se avevo compreso appieno fin dove ci saremmo spinti quella sera ma da lì a pochi minuti mi sono ritrovata nell’ascensore che conduceva al piano della stanza di Stefano. Andrea mi aveva attirata a sé e mi stava baciando, mentre Stefano alle mie spalle mi sfiorava il collo con la bocca. Trovarmi al centro dell’eccitazione di due uomini fu un’emozione molto forte, al punto che ho smesso di farmi qualsiasi domanda, convinta che fare l’amore con entrambi sarebbe stata un’esperienza unica. Non volevo rinunciarvi.
Una volta entrati nella stanza di Stefano, mio marito si è accomodato sul divano e mi ha guardata dritto negli occhi dicendo: “Adesso io ti guardo.”.
Ho avuto un attimo di smarrimento. Andrea ha sorriso a Stefano che si era avvicinato porgendogli un bicchiere di vino; poi mi ha guardato di nuovo, dritto negli occhi: “Sei la mia donna. Fammi godere.”
Ha fatto un cenno d’intesa a Stefano il quale si è avvicinato, mi ha baciata con passione ed ha preso ad abbassare la lampo del mio abito. Ho sentito le sue mani accarezzare la mia schiena, salire verso le spalle per liberarle e far cadere l’abito ai miei piedi.
Ho chiuso gli occhi e mi sono abbandonata completamente a quell’uomo, sentendomi addosso lo sguardo eccitato di mio marito che a tratti guardavo e mai dimenticavo, nonostante stessi facendo l’amore con un altro. Andrea mi sorrideva, eccitato e accogliente. Ero la sua donna.
E sono la sua donna ogni volta che un uomo mi prende mentre Andrea mi guarda.”

…e non mi dire che riesci a trovare qualcosa di negativo in questa storia!!

A QUESTO PUNTO LASCIAMO IL GIUDIZIO AI LETTORI, MASCHI E FEMMINE. RINGRAZIO LA BRAVISSIMA GRAZIA SCANAVINI E CHISSÀ SE SIAMO STATI D’AIUTO A LAURA E LUIGI. SE AVRÒ NOTIZIE VE LE DAREMO

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@anpellizzari

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