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Confessioni di un seriale

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Incontro Stefano, 51 anni, bell’uomo, libero professionista di successo, sposato da venti anni con due figli. Stefano è un seriale. Non conosce il mio blog perché “non me ne frega niente di sapere come la pensano le donne, l’importante è che ci stiano”. E ride facendomi l’occhiolino: conta sulla solidarietà da bar al maschile. Ne approfitto per saperne di più.

Tu sei un seriale?

Cosa vuol dire seriale

Vuol dire che ti fai le donne in serie, come in una catena di montaggio

Me ne faccio tante, anche in parallelo, se vuoi chiamami seriale. Ma non sono un morto di F, quello mi da molto fastidio quando qualcuna si arrabbia e me lo dice perché la mollo per un’altra o mi scopre con un’altra, io non prendo tutto quello che arriva, io ho sempre donne che mi piacciono e non mi pare di adattarmi, di essere di bocca buona. Io non mi faccio le brutte

Quante avventure hai in un anno?

L’anno scorso otto. In questo momento sto con due contemporaneamente, ma sono di due città diverse.

Quasi una al mese…

In media le mie storie durano due mesi, ma ci sono volte come adesso che ho due donne in parallelo, a volte tre.

E sei sposato

Ho un matrimono “azienda”. Io e mia moglie non ci amiamo da quando è nato il secondo figlio ma abbiamo molti interessi economici in comune oltre a dover tirar su i due fratelli, che sono ancora molto giovani e non indipendenti. Ogni tanto scopo anche con mia moglie, ma roba tipo un sabato sì uno no. Dovere coniugale (ride).

Tua moglie non è gelosa, non hai paura che scopra i tuoi tradimenti?

Non le interessano. Se sa tace e passa oltre. Per lei è importante che io porti i soldi a casa e sia un buon padre. Poi sa che per lavoro viaggio, faccio tardi e a volte dormo fuori. Viviamo così da anni e va bene a tutti e due.

E tu non hai paura che lei ti tradisca?

No, non credo che lo faccia e se lo ha fatto sono robe da poco di cui non mi sono neanche accorto. E poi è tutta casa e figli. Sarebbe come essere geloso del mio commercialista (ride, ride spesso).

Torniamo alle altre: a loro cosa racconti della tua vita?

Il meno possibile. Racconto che sono separato, perché sono poche le donne ormai che ti danno retta se sanno che non sei libero. Certe non accettano neanche più che tu sia separato in casa anche se lo sei per davvero.

E come fai a gestire una balla del genere? Non ti chiedono di venire a casa tua? Non ti telefonano di sera?

Quelle che fanno così o potrebbero fare così le sgamo al primo caffè e non arrivo neanche alla cena. Io pesco donne che riesco ad affascinare da subito, che mi credono anche perché all’inizio sono molto credibile e dico un sacco di balle raccontate bene, sono un ottimo attore. Poi la mia vita in effetti è molto libera e si presta a gestire anche telefonate non previste, che però io dopo un primo periodo di avvicinamento scoraggio. Dico che il mio lavoro dura 24 ore, in casa non si può andare perché ho l’affidamento dei figli e c’è mia madre, se sei proprio una che mi piace (e duri più di due mesi, raro) vengo a casa tua, andiamo in albergo o al limite ti porto nella casa al mare che è mia.

Insomma, ci cadono tutte?

Non tutte. Tante sono diffidenti, diciamo che su 5 donne che conosco tre fanno troppe domande o diventano dubbiose, e io le sgancio al primo caffè o al massimo all’aperitivo che concentro in pochi giorni, per accelerare la pratica (ride). Altre si capisce che, anche se ci stanno, ti si attaccheranno alla giugulare fra messaggi, telefonate e richieste di presenza per cui o le evito da subito o, se riesco a portarmele a letto, ci faccio un paio di giri e poi sparisco.

Come scegli le tue “candidate”? 

Prediligo la Quarantenne, divorziata o separata, lavoratrice, con diverse storie fallimentari alle spalle, a partire dal matrimonio, con figli o no (ma io preferisco con figli, perché metabolizzano meglio quando racconto storie per non vederle o chiamarle appellandomi al mio ruolo di padre). Sono donne che non hanno un’ottima opinione degli uomini perché hanno avuto esperienze più o meno negative con quelli prima di me. Hanno provato di tutto: andare con gli uomini solo per sesso, ma non gli va bene alla lunga perché sono delle sentimentali e, prima o poi, vogliono una storia seria. Cercano uomini per una relazione più lunga e seria, cosa che vogliono tutte, ma vedono poi che sono pochi gli uomini liberi sopra i 40 che vogliono una cosa del genere. Noi reduci da matrimoni fallimentari vogliamo divertirci, nella maggior parte dei casi, non costruire nuovi matrimoni. E poi le donne sono tante: se ti piacciono le ciliegie ti accontenteresti di mangiarne una sola (ride)?

Insomma, sono donne che un po’ ti vogliono credere…

Sì, nonostante tutto sono delle sognatrici che sperano sempre di trovare quello giusto. E io, oltre a essere un bell’uomo e di successo, sono anche un ottimo attore, e riesco a convincerle che forse non è sempre e solo un sogno. Io mi diverto a sedurle, a raccontare storie: se ci fai caso racconto pochissimo di me realmente, mi sono costruito un personaggio a metà fra la realtà e la fantasia. Sono simpatico, le faccio ridere molto e sono bravo a letto. E colgo bene il loro lato romantico. Io dico a tutte che sono innamorato di loro dopo qualche settimana: non mi sono mai innamorato di nessuna, ma ti sfido ad accorgertene.

Allora le ritieni delle allocche che si fanno su con niente?

Certe credono a quasi tutto quello che racconto, in effetti. Altre sospettano, ma mettono da parte i dubbi perché magari faccio buona impressione e loro pensano “mica li posso mandare via tutti, questo mi piace”. Spesso sono donne insicure sul da farsi, nonostante le esperienze negative precedenti. Poi ci sono le crocerossine, no non quelle che vogliono soccorrerti, io non sono un piagnone lamentoso che parla del divorzio, degli alimenti e dei suoi problemi. Sono le crocerossine che dicono tu sei un uomo con problemi, forse sei anche un seriale, ma io ti cambierò, potresti essere perfetto una volta cambiato… Ripeto, di me dico pochissimo, faccio tante domande alle donne, è un’ottima tattica farle parlare, adorano parlare per ore: ascoltarle senza guardare il telefono è uno degli scotti che devi pagare per fartele, devi essere paziente all’inizio.

Come ti presenti

Io mi presento come un figo molto solido, un maschio alfa come si dice, ma gentile, divertente, seduttivo, gentiluomo, romantico, faccio il sognatore alla ricerca della donna della sua vita nonostante le cattive esperienze… Quelle che con il loro sesto senso percepiscono che sono uno sciupafemmine sono quelle crocerossine che, come dicevo, si dicono “sì, sì fai il figo ma io ti cambierò, ti plasmerò come dico io”… Non ci è riuscita neanche mia moglie (che rimane la madre dei miei figli, sia chiaro, non la lascerò mai) figuriamoci una che, per quanto figa, durerà massimo tre mesi se va bene (risata fragorosa). Altre, ancora, vogliono credere alla favola del principe azzurro che prima o poi arriverà, una volta che si sono rimesse dall’ultima storia andata male. Ripeto: sono una minoranza, due donne su cinque di quelle che ci stanno poi con me. Le altre le evito, tempo perso, troppo strutturate o “pericolose”. Troppe domande, troppo sospettose, tengono loro la situazione in mano, e invece devo tenerla io.

Dove le trovi tutte queste donne

Principalmente sui social, che so usare molto bene. Il mio profilo mostra quel tanto che serve per agganciarle: foto, foto sportive, ritratti, in costume (mi curo molto), non puoi vedere i miei amici, nessun riferimento alla famiglia. Foto di luoghi visitati, di bei posti: trasmetto la sensazione di essere un uomo dinamico, sportivo, benestante ma, oltre a quello, tu non vedi niente sul mio profilo. Non a caso riesco a farmi anche le amiche delle amiche: io guardo sempre molto bene i profili di quelle che mi interessano. Primo perché si capisce se sono quelle giuste o a rischio, tipo quelle che mettono frasi contro gli uomini, si capisce che sono amanti ferite e lasciate, o sono in clausura perché siamo tutti uguali. Con queste non ci perdo un secondo. Quelle che parlano d’amore, si capisce che sono sole o mettono foto in costume e un po’ sexy sono interessanti ma vanno vagliate. Sai quante ne incontro che hanno la foto superfiltrata e poi ti trovi al museo delle cere, o mettono una foto di 10 anni prima e te le ritrovi mummificate? Via, via. Guarda, è quasi una professione, ma mi diverto, mi distrae molto, i social hanno permesso nel cuccaggio quello che solo ieri era impossibile anche se non lavorassi e fossi libero davvero (mi fa l’occhiolino).

Come avviene il contatto?

Intanto sono un bell’uomo e quindi un 30% mi contatta senza che io faccia fatica. Sono le migliori, le più motivate. Fra queste ci sono le sposate in cerca di avventure, le migliori in assoluto. Non rompono, hanno tanta voglia di scopare e divertirsi, si va a letto in fretta ma attenzione… Anche queste si innamorano e tendono ad avere un amante fisso, cosa che non sono disposto a fare. Vanno trattate come le altre.

E quelle che contatti tu?

Sono single, separate o divorziate che hanno la fila fuori di richieste di amicizia o messaggi demenziali di approccio. Io chiedo sempre l’amicizia in modo che possano controllare il mio profilo, che di solito è convincente. Poi iniziano le chat che so gestire molto bene, si passa ai numeri di telefono (rigorosamente il mio secondo telefono, dedicato alle ragazze), al telefono do il meglio, incontro e via. Io vinco perché gli altri uomini sono incapaci di corteggiare perché o sono dei pescatori a strascico (ci provano con tutte belle o brutte e hanno un repertorio ripetitivo e si fanno sgamare) o perché sono degli imbranati alle prime armi col tradimento e sono pieni di sensi di colpa, cercano sesso ma anche la “mamma”. La donna vuole un uomo solido come me.

In quanto tempo riesci a portartele a letto?

Massimo in cinque incontri, spesso in due, tre. Il primo non si conta, il caffè. Poi aperitivo e subito dopo cena se promette bene: molte ci vado a letto già al secondo incontro. Al terzo la maggioranza, le donne pensano che darla subito sia disdicevole o un premio troppo anticipato. Le più difficile, alla quinta volta, ma devi essere davvero bella perché io resista. Ogni tanto corteggio più a lungo: mi è capitato e una che ha capitolato dopo due mesi di chat: io la contattavo ogni giorno e intanto mi facevo le altre. Poi ha accettatto di vedermi, l’ho convinta.

Sei generoso economicamente, fai regali  o sei un tirchio?

Tirchio non mi piace sono oculato, lo devo essere perché, nonostante guadagni bene, mica posso buttarli i soldi, soprattutto con chi non ne vale la pena. E poi devo fare tanti “colloqui” (ride). Quindi molti caffè e aperitivi in posti che conosco dove mi fanno lo sconto. Anche al ristorante le porto sempre negli stessi due tre posti dove non ho sorprese col conto e non mi fanno scherzi. I motel costano poco e appena posso vado a casa loro che anche il digestivo è offerto (ride a crepapelle). Regali non li faccio mai. Ogni tanto investo qualche weekend ma le porto a casa mia al mare e cucino io che fa figo e costa poco.

 

Insomma, tirchio nei sentimenti e nell’offrire…

I soldi li spendo per me mica per scopare. Io non pago le donne per scopare.

Come ti comporti durante la fase di corteggiamento?

Do il meglio e soprattutto molta disponibilità. Mando messaggi e rispondo spesso, la cerco spesso, faccio diverse telefonate e rispondo anche a quelle in entrata, anche di sera, pur limitandole da subito (basta spegnere il telefono: sono al lavoro, cene fuori, figli o sono stanco e dormo). Faccio sentire la donna coccolata e al centro dell’attenzione, un mix fra corteggiamento romantico e sexy, per stimolare la loro voglia (donne e uomini a letto sono uguali, sono le donne trascurate dai loro uomini che non hanno voglia… apparentemente, ci vuole quello giusto e divampano subito – sghignazza fastidiosamente).

E quando finalmente ci vai a letto?

Nessuna si è mai lamentata, è il mio vero regalo e lì sono davvero me stesso. Ho molta esperienza, sono dotato, fantasioso, sono bravo.

Tutti multiorgasmi allora, mai una che finge con te…

Non credo. E se anche fosse chi se ne frega. Io faccio di tutto per farti godere, mi piace dare piacere, ma l’importante che sia soddisfatto io. Tanto durerà comunque poco: anche il sesso più appagante dopo una decina di volte diventa ripetitivo, e vuoi mangiare altre ciliegie (tracanna il drink con voluttà).

Hai mai avuto incidenti di percorso?

Una volta una mi ha beccato che volevo uscire con l’amica e mi ha fatto una scenata in un locale. Io non l’ho lasciata neanche finire e me ne sono andato, bloccandola su tutti i fronti. Certo ho perso l’amica che era molto più carina di lei ma non era il caso di insistere. In un altro caso ho speso molte energie per protrarmi a letto una che alla fine non si è convinta della mia buona fede e non ci è stata, ma è successo anni fa quando ancora non ero un professionista (occhiolino).

Ma ti piace vivere così?

Sì. È elettrizzante cambiare donne così spesso. Fare sesso, tanto, spesso e con persone diverse. Non mi annoio come succedeva nel matrimonio. Mi appaga fisicamente e mentalmente. Sono come Casanova.

Casanova amava le donne, la femminilità, tu no, le usi

Ma io mi immedesimo molto nel ruolo dell’innamorato delle donne, di tutte le donne, e poi Casanova era un seriale come me, altro che amore. L’amore è per i figli, per tua madre. L’amore fra uomini e donne non esiste, e se c’è dura pochissimo. Siamo fatti per avere più partner, uomini ma anche donne. La fedeltà è un mito contronatura. Le uso? Siamo tutti adulti e consenzienti nessuno ti obbliga a venire con me.

Come le sganci una volta che ti sei… stufato?

Inizio a non chiamare, a diradare i messaggi, ad accampare scuse di lavoro e di obblighi verso i figli che fanno saltare sempre più appuntamenti. In due settimane di solito le lascio. Scrivo: guarda, è stato bello ma non funziona, complice il mio periodo “difficile” (invento problemi). Se vedo che si appiccicano o tendono a rifarrsi vive sparisco o blocco su tutti i fronti.

Sei tornato con qualcuna?

Sì, in tempi di magra: succede che ci siano periodo in cui la media delle possibili nuove fidanzate cali, e allora mi rifaccio vivo con quelle che erano state più malleabili o disponibili. Una minoranza ci sta di nuovo, perché io, nonostante tutto, sono fra i i migliori (e mi rifila una fastidiosissima pacca sulla spalla da amicone).

Non pensi alle ferite emotive che lasci alle donne che si innamorano di te?

Poche si innamorano nel lasso di tempo breve che concedo. Certo, molte sono coinvolte, ci sperano, gli piaccio molto, sono felici a letto quando stanno con me, con me si divertono. Quando le lascio non capiscono e si fanno mille domande, ci rimangono male. Ma mica è colpa mia se il mondo è fatto di relazioni superficiali: anche certe donne ti usano e gettano.

Ti è successo che una donna ti usasse?

No. Forse, non mi ricordo. Ero giovane.

Un consiglio alle donne per evitarti

Stai chiedendo all’oste se il vino è buono?

Tu cosa faresti se incontrassi uno come te

Ci starei! Scherzi a parte io vedo che quelle che non si fanno affascinare da me sono quelle che fanno tante domande, mi fanno parlare, fanno finta di caderci ma intanto di fanno le radiografie. Sono delle seriali in gonnella, pur non comportandosi come gli uomini. Sono le più pericolose non perché ti si attaccano (anzi, ti sganciano loro) ma perché se si accorgono delle tue reali intenzioni fanno le profumaie, ti fanno credere che ci stanno e poi ti danno il 2 di picche. Una una volta, ed era davvero bellissima, si è fatta corteggiare, è uscita a cena con me, ha bevuto e ordinato le cose più costose, mi ha fatto capire che il gioco era fatto e poi alla fine mi ha detto: “sono stanca, vado a casa, grazie di tutto”. Le ho detto: ma ti accompagno io! E lei: “no grazie prendo un taxi e poi ci potrebbe già essere il mio fidanzato”. Ma non eri single? “Certo, come te”. Sparita con un sorriso, nemmeno un bacio.

Insomma, una ti ha punito

Macché punito. Mi ha fregato la sua bellezza e mi ha fatto credere che le sue moine fossero aperture verso il letto. Invece era furba.

Grazie Stefano, spero che il tuo racconto aiuti le mie lettrici a evitare come la peste uomini come te

Non contarci giornalista, alle donne gli stronzi piacciono! Eccome se piacciono! Stronzi ma belli, simpatici, bravi amatori…  Risata fragorosa. Ciao giornalista, mi dice, offri tu vero? Si alza, sorridendo alle due ragazze sedute di fianco a noi che lo guardano orripilate. Credo abbiano sentito almeno parte delle sue “avventure”. Basta sentire anche poco…

Sincerely yours

Commentate o scrivete a anpellizzari@iCloud.com

Mia moglie ci ha scoperto (ma non è vero)

strade chiuse o pericolose
Certi uomini sono strade senza uscita
Al telefono
Lui
Mia moglie ci ha scoperto: ha letto un tuo messaggio che mi hai mandato in orario proibito (quante volte ti ho detto di non scrivermi dopo una certa ora!) e ha fatto una scenata. Ci ho messo tutta la notte a calmarla ora ti chiamo dal telefono del lavoro ma controllerà anche questo quindi non scrivermi e non chiamarmi fino a che non mi faccio vivo io!
Lei
Ma io non ho scritto nessun messaggio ieri sera come ha fatto? E cosa vuol dire non sentirci? Per quanto tempo? Non possiamo vederci domani in pausa pranzo e mi spieghi e decidiamo insieme cosa fare?
Lui
Sarà stato un messaggio vecchio che ne so, so solo che adesso ha mangiato la foglia non posso domani meglio staccare per un po’, fai quello che ti dico per favore, mi farò vivo io.
Lei
Sì ho capito ma fra quanto? Sono preoccupata tienimi al corrente almeno con dei messaggi. Ma mi ami?
Lui
Ti amo ma meglio sospendere per un po’ finché non mi faccio vivo. Non scrivere non telefonare ti devo anche togliere da facebook per sicurezza. Ti amo tantissimo sei la mia vita fidati di me lasciami solo il tempo di uscire dall’uragano sei la donna della mia vita.
Lei
Ma come anche da facebook, cosa c’entra, mica sa chi sono hai 5000 donne come amiche!
Lui
Ti devo salutare stai tranquilla mi farò vivo io tu non fare nulla. Mi credi? Ti amo tanto. Non posso vivere senza di te.
Lei
Ti amo anch’io ti aspetto ma fatti vivo presto ti prego.
Lui al suo migliore amico
Ciao caro ho appena chiuso con lei. La scusa della moglie che ti scopre era perfetta, l’ha mandata in confusione e non ha fatto le solite domande da rompi intelligente.
Migliore amico
Te l’avevo detto che funzionava. Per sganciarle quando diventano cozze aderenti e ossessive, quando iniziano a pretendere sempre di più e non riesci più a scopartele in libertà e senza troppi oneri o le stanchi o devi usare l’asso pigliatutto!
Lui
Eh lo so. Ho provato a stancarla. Ci vedevamo due volte alla settimana e le ho fatte diventare una ogni dieci giorni. La portavo fuori a cena e ho iniziato ad andare direttamente al motel con la scusa di avere più tempo. Ho diradato i messaggi, le frasi d’amore le ho sostituite con le faccine (costano un secondo), le telefonate sono scese da 3 a una al giorno. Risultato? Ha iniziato a rompere, avere dubbi, chiedere se la amo continuamente, farmi troppe domande quando vedeva che ronzavo troppo attorno a qualcuna su facebook…
Amico
Certo che tu con i tuoi ormoni bollenti e il testosterone a mille potevi lasciarla prima, è più di un anno che la tieni in ballo! Le amanti si tengono al massimo tre-sei mesi perché poi si innamorano!
Lui
Eh lo so ma io non sono mica come te. Tu te le fai in serie sei un professionista. A me piace anche il corteggiamento, l’emozione che ti dà la conquista, e poi sì fare i numeri a letto, a chi non piace?
Amico
È per questo che hai successo con le donne. Le fai sognare, sei bravo all’inizio a fare il poeta e l’innamorato. Il problema è che poi si incollano e devi tirare fuori la storia della moglie. Io invece le seleziono già solo di un certo tipo. Certo dico che il mio matrimonio è in crisi e che non scopo mia moglie da anni e dormiamo in camere diverse ma in genere scelgo quelle che vogliono divertirsi e basta. O che resistono poco al mio piano di prendi e molla prendi e molla, scrivi e taci.
Lui
Eh però non hai un mercato vasto come il mio. Il separato in casa romantico che sta cercando la nuova donna della sua vita per costruirsi un nuovo futuro va per la maggiore caro mio!
Amico
Certo, ma illudendo donne che poi si innamorano ti metti nei guai, e allora chiami l’amico per tirarti fuori dai guai! Va bene il sesso, ma non si può ragionare sempre con l’uccello! Poi ti ritrovi con più problemi che orgasmi.
Lui
Hai ragione devo darmi una calmata, per un po’ devo stare calmo, un po’ di famiglia mi farà anche bene. Mi raccomando se ti chiama lei mi affido a te. Più passa il tempo più sarà facile poi, eventualmente, affrontarla per spiegarle che la amo ma non posso lasciare la famiglia. Il tempo lavorerà per me, più ne passa meglio è.
Amico
Stai tranquillo so cosa dire.
Lei all’amico di lui
Ciao sono io scusa se ti disturbo ma lui è irreperibile da 7 giorni: zero messaggi, telefonate, possibile che non trovi un minuto di privacy per contattarmi?
Amico
Eh lo so che sembra impossibile ma la moglie è un’arpia. Appena ha annusato che ci fosse qualcuna nei paraggi ha iniziato a fare il detective, gli ha persino detto che lo avrebbe seguito. Il telefono ormai è sempre sotto controllo devi avere pazienza si rifarà vivo.
Lei
Ma sta bene? È successo un casino? Sa chi sono?
Amico
No non sa chi sei sospetta e basta che lui la tradisca. No tutto sotto controllo, tutto a posto tranquilla ha solo i fari puntati addosso, devi solo aspettare avere pazienza quando potrà si rifarà vivo, intanto posso darti notizie io, chiamami quando vuoi.
Lei
Grazie ti ringrazio davvero lo farò. Mi hai tranquillizzato un po’.
Amico
Quando vuoi stati tranquilla e mi raccomando non chiamarlo non scrivergli.
Lei all’amico
Scusa se ti disturbo ma sono sconvolta, ho visto tramite un profilo di un’amica che ha pubblicato delle foto con la moglie in vacanza, ma se erano in crisi! Ho provato a scrivergli sulla chat ma mi ha bloccato! Ma allora mi ha mentito!
Amico
Ma nooo, lo ha fatto per calmare la moglie altrimenti erano guai. Sì hanno fatto un weekend ma niente di che non vanno a letto insieme da anni. È lei che è gelosa e vuol fare vedere alla sue amiche sui social che è lei che presidia la proprietà. Eh ha dovuto bloccarti perché gli hai scritto, te lo ha avevo detto di non farlo.
Lei
Ma sono 15 giorni che non lo sento, se non ci fossi tu non avrei nessuna notizia. Sto male da matti, mi manca, lo amo. Cosa dovevo fare?
Amico
Anche lui ti ama ma devi aspettare. Intanto distraiti, esci.
Lei
Ok grazie, ti richiamo se ho bisogno.
Amico a lui
Ma sei scemo a pubblicare la foto con tua moglie in viaggio? Quella ti controlla tramite altri profili! Vuoi che ti chiami e faccia una scenata?
Lui
E che ne sapevo che lei mi spia! Adesso tolgo la foto e blocco un po’ di profili sospetti, chiedo a troppe donne l’amicizia è anche colpa mia.
Amico
Bravo, profilo basso mi raccomando. Stai all’occhio perché è innamorata davvero, profilo basso mi raccomando.
Amica di lei
Come stai meglio?
Lei
Insomma, inizio a non sperarci più. Ormai è quasi un mese che non lo vedo e non lo sento secondo me tutto questo amore… E poi la moglie sarà anche sospettosa ma in 24 ore in 20 giorni non riesci a telefonarmi neanche un minuto! C’è qualcosa che non mi torna. Più di qualcosa, questa pausa di silenzio mi fa vedere certe cose… Che prima forse non volevo vedere. Aspetto e vedo, intanto mi concentro sul lavoro.
Amica
Ci credo che non ti torna. Ti ho chiamato non solo per sapere come stai ma perché ha contattato su facebook una mia amica e le ha chiesto l’amicizia. Non sa che siamo amiche e lei me lo ha detto perché sa che lo conosco cosa devo fare?
Lei
Ah quindi uno che è sotto controllo della moglie e blindato manco fosse al 41 bis intrattiene nuove amicizie su facebook? Dì alla tua amica di accettare e dirti cosa le dice. È affidabile?
Amica
Assolutamente. Non a caso mi ha chiesto subito che tipo era e cosa ne pensavo…
Amica di lei dopo tre giorni
Ciao la mia amica ha accettato l’amicizia come le ho chiesto. Le ha fatto una corte serrata in chat.
Lei
E che vuole fare il mio grande amore?
Amica
Le ha detto che è separato in casa ma non dorme con la moglie da anni e che era tanto che non trovava una donna interessante e così empatica come lei. Le ha chiesto di prendere un aperitivo prossimamente.
Lei
Spiega alla tua amica, senza entrare in dettagli su di me, che lui ha già una storia e che noi due vorremmo presentarci al suo posto all’appuntamento. Lo farebbe?
Amica
Siamo molto amiche ed è una delle poche donne solidali che conosco. Odia i bugiardi, ci aiuterà e non farà domande personali se glielo chiedo, si fida di me.
Lui all’amico
Ho fatto un casino ieri.
Amico
Che hai combinato
Lui
Ho chiesto di uscire a una che non sapevo fosse un’amica della sua migliore amica. All’aperitivo si è presentata lei con la sua complice.
Amico
Sei un vero pistola, davvero ragioni solo dall’ombelico in giù. Ti avevo detto di stare attento, cosa è successo?
Lui
L’amica se ne è andata dicendomi che le facevo schifo e lei si è seduta. Con grande calma, glaciale, senza urlare mi ha detto di tutto e di più. Poi si è alzata e se ne è andata senza voltarsi.
Amico
Beh a parte gli insulti dai non ti ha fatto una scenata e te ne sei liberato per sempre.
Lui
No niente insulti. Una disamina cruda intelligente e chiara di tutte le balle che le ho raccontato in questo anno di amantato. Mi ha fatto sentire a tratti un verme, e non ha tutti i torti. Ci sono stati dei momenti che mi sentivo quasi persino forse un po’ innamorato, era quando le dicevo che l’amavo e volevo vivere con lei e avere un figlio con lei. Parlare di figli, mi ha detto, è stata forse la peggior cosa che ho millantato. Ti giuro: in certi momenti l’ho voluto e pensato davvero, ma erano lampi, forse troppo entusiasmo, troppa voglia. Ho sicuramente peccato d’entusiasmo qualche volta.
Amico
Qualche volta? Sei un romantico… finché non hai il periodo refrattario! Beh, lei è sempre stata una gran donna, oltre a essere bella, peccato tu sia sposato. Dai, è finita. Guardiamo avanti, lo farà anche lei, ci metterà un secondo a trovarsene un altro, appena le passa.
Lui
Non so. La sua superiorità intellettuale e morale mi ha colpito ancora una volta. Mi aspettavo una scenata, speravo quasi facesse una scenata e passasse dalla parte del torto, come quelle persone che hanno ragione ma poi ti mettono le mani addosso e finiscono in galera anche se avevano ragione da vendere. Ma è stata fredda, lucida, composta. Una Dea, bellissima e chiara. Un gigante in confronto a me, a te, a molti di noi. Mi ha fatto venire voglia di riprovarci fra un po’.
Amico
Sei un deficiente. Proprio perché è una donna di questo livello che devi stargli alla larga, anzi io non ci provo neanche più con una con un cervello così. E tu che fai? Ti viene voglia di riprovarci? Ma quella ti ha cancellato.
Lui
Sarebbe una bella sfida. L’ho ingannata, le ho mentito, ma non ha fatto la figura della stupida, non ha fatto scenate da bar. Una così meriterebbe solo rispetto. Magari in un’altra vita… Io comunque ora devo vivere la mia.
Amica di lei
Come stai, pensi ancora a quel bastardo?
Lei
Sto meglio, toccare con mano chi è davvero lui mi ha aperto gli occhi e ha in buona parte distrutto quella figura di uomo che avevo idealizzato. Però mi sono sentita stupida, per amore ho creduto a ogni sua parola. Non è un bastardo, non è un uomo, punto.
Amica
Non sei stupida, sei innamorata. Ti ho ammirata sai? Io gli avrei rovesciato il tavolo addosso e invece tu gliele hai cantate, con calma, dall’inizio alla fine. Lo hai liquidato. Per sempre?
Lei
Provo ancora sentimento per lui, sono ancora innamorata ma dei nostri momenti belli, che però ora so erano guastati alla radice dalla menzogna. Il sesso evidentemente per lui era l’unica vera motivazione, per me non solo, forse all’inizio, ma poi non l’ho mai disgiunto dal sentimento. Ho sognato con lui una nuova famiglia, non lo avrei fatto se lui non me lo avesse proposto e riproposto mille volte. La balla della scoperta della moglie è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sai che ti dico, sono quasi contenta che abbia fatto questa mossa. Sai cosa mi ha risposto sul suo nuovo tentativo di flirt? In fondo volevo solo prendere un aperitivo con una. Ma tu lo vorresti a fianco per la vita uno così? Te lo dico io: anche tu non gli avresti rovesciato il tavolo addosso una volta capito chi è, sarebbe stato dargli troppa importanza. Sento che presto non sarò neanche più innamorata. Ci si innamora di una maschera finché non vedi chi c’è dietro.
Sincerely yours

Perché credi ai bugiardi

Perché credi ai bugiardi
Perché credi ai bugiardi

C’era una volta una donna bella e intelligente, con un matrimonio alle spalle come tante, una figlia adolescente come tante, un lavoro di soddisfazione, tante amiche, una vita piena.

Una vita piena ma vuota d’amore. Non tanto per il matrimonio fallito. Carlo è stato un ottimo marito e prima fidanzato, ma conoscersi alla maturità, andare a convivere durante l’università, rimanere incinta dopo il primo anno di lavoro può sembrare un percorso ideale ma per Silvia e Carlo si è rivelato un bruciare le tappe e appaltare la parte più bella della propria vita a un matrimonio che non ha avuto la forza, come molti matrimoni precoci, di superare indenne gli anni dopo il periodo di innamoramento.

Così Silvia e Carlo si sono ritrovati, a soli 5 anni dalla nascita di Martina, come fratello e sorella. Niente più sesso, niente più amore, solo bollette, compiti delle elementari e tanto lavoro.

Nel pieno della crisi strisciante e silenziosa Silvia ha conosciuto il suo primo bugiardo, Paolo. Si sono conosciuti in un viaggio di lavoro. Paolo, sposato con due figli, quarantenne (allora 5 anni più di Silvia), era molto affascinante.

Ha saputo corteggiare Silvia toccando quelle corde che erano rimaste immobili da almeno tre anni, nel grigiore del matrimonio fra fratelli con Carlo. Il sesso è stato inevitabile. Non un tradimento, non si tradisce un matrimonio di fatto già finito, ma Silvia, grazie a Paolo, ha toccato con mano non solo la passione e il rinnovo di un sentimento forte, il bello del corteggiamento e il vento fresco e profumato dell’amore, ma la promessa di una nuova coppia, di un futuro di felicità. Peccato che Paolo mentisse. Paolo era ed è un bugiardo, uno dei tanti uomini bugiardi.

Sì perché Paolo si è finto innamorato di Silvia. O meglio, i primi tempi era un entusiasta a parole, sognare a voce alta non costa nulla, poi si vedrà… Le ha promesso di lasciare la famiglia per costruirne una nuova con lei. E Silvia ha così ufficializzato la fine del matrimonio con Carlo, separandosi con grande determinazione e coraggio, non per Paolo, ma per se stessa. Senza Paolo ma forte della presenza di Paolo, il suo nuovo futuro.

Ma Paolo era il primo bugiardo sulla strada di Silvia. Perché ha millantato fin da subito un amore grande quando sapeva benissimo che era una passione con dei limiti, ha detto che avrebbe lasciato la moglie che sapeva dal primo istante non avrebbe mai lasciato, ha sognato ad alta voce con Silvia di viaggi, convivenza, persino di figli.

 

Ma quando la coraggiosa e onesta Silvia si è separata e ha chiesto poi spazio, più tempo condiviso come le era stato promesso tante, tante volte l’amore si è trasformato in confusione, la moglie ormai sorella si è trasformata in storia da recuperare, i nuovi progetti in missioni impossibili, la figlia che non era un problema in adolescente non abbandonabile. Paolo aveva mentito a Silvia, Paolo è stato il suo primo bugiardo.

Silvia ha fatto fatica a dimenticare il suo primo bugiardo, anche perché questo, dopo essersi eclissato di colpo, passando dall’amore assoluto alla fuga a gambe levate davanti alla separazione di Silvia, come fanno molti egoisti e bugiardi, si è rifatto vivo più volte.

 

Con la scusa di rimanere amici, il bugiardo voleva che Silvia facesse di nuovo l’amante. Non ce la faccio a stare senza di te, è più forte di me, soffro come un cane, raccontava il bugiardo a Silvia. E così Silvia ha interrotto almeno tre volte il codice del silenzio, tornando a letto col bugiardo. E ogni volta che il bugiardo ha ottenuto il sesso che voleva è tornato dalla moglie, incurante del male procurato a Silvia ogni volta che le ha fatto interrompere il silenzio per ricominciare d’accapo.

Silvia, per fortuna, dopo avergli creduto tre volte, lo ha finalmente eliminato dalla sua vita. Lui ci ha provato ancora ma Silvia ha opposto finalmente un silenzio assoluto, con il blocco di tutti i numeri e i social. Solo allora il bugiardo ha smesso di insidiarla. Ed è sparito. Orbita, controlla, ma ha capito che è meglio rivolgersi ad altre. È anche più comodo e semplice.

Ci è voluto un anno perché Silvia si riprendesse dalle scorribande del primo bugiardo. Ci è voluto un anno per ricominciare a pensare a una vita senza Paolo, a iniziare a uscire di nuovo e frequentare il mondo, ad accorgersi degli altri uomini, ad apprezzare i loro sguardi e il corteggiamento. È passato un anno ma Silvia è rinata.

Poi ha incontrato Alberto. Divorziato, un figlio grande, dieci anni più di Silvia. Un uomo sicuro di se, simpatico comprensivo e accudente, ha fatto sentire Silvia importante, al centro della sua vita. Il corteggiamento è durato due mesi, ma Alberto ha avuto pazienza, apparentemente capendo che Silvia veniva da esperienze negative e certe ferite erano ancora aperte. Il sesso è stato strepitoso, e poi weekend romantici, cene, mille attenzioni. Al terzo mese di storia Alberto le ha detto ti amo, sei la donna della mia vita, voglio vivere con te. Troppo presto? Silvia scacciava quella vocina che dentro le diceva “lui sta esagerando, come fa ad amarti dopo tre mesi?” perché vivere una nuova storia d’amore le piaceva troppo. E così con Alberto ha iniziato a vedere case da comprare insieme, a fare progetti a lunga scadenza.

Un giorno però, a casa di lui, Silvia ha iniziato a notare un comportamento strano. Il telefono di Alberto è diventato la sua ombra. Non che non lo avesse sempre a portata di mano ma addirittura iniziare a portarselo in bagno… e poi quelle lunghe chat davanti alla tv a tarda sera, gli accessi alla messaggeria a notte fonda.

Dopo giorni di comportamenti sospetti lui ha abbandonato il telefono per un minuto. Un minuto fatidico perché è anche quello di attesa a schermata libera d’accesso prima che il cellulare torni protetto dal codice. Per Silvia è stato più forte di tutto e, messa da parte la sua usuale correttezza e rispetto della privacy, ha guardato dentro alla scatola segreta. Non ci è voluto molto per scoprire l’arcano: la chat era piena di messaggi inequivocabili. Ma il bugiardo numero due non si era limitato a intrattenere una chat amorosa con una donna, ne aveva ben due in parallelo. Una più corteggiamento andante, con tanto di appuntamento romantico a breve. L’altra ormai spinta su dettagli post coito, prova di un consumato tradimento. Due donne più lei, Silvia, fanno tre in contemporanea. La fissa, l’altra e la new entry. Un piccolo harem.

Il telefono di Alberto, in pochi minuti, ha sprofondato Silvia nel dolore targato Paolo, Il primo bugiardo. Il suo nuovo amore, la promessa finalmente giusta per il futuro, era un bugiardo seriale, un collezionista di donne, quelli che se ne tengono una per scaldare il letto e le altre per diletto.

Silvia, seppur in lacrime e disperata dentro, ha trovato la forza di mettere giù il telefono, vestirsi e uscire dall’appartamento lasciando il suo paio di chiavi per non riprenderle mai più. Molte donne al suo posto avrebbero fatto una scenata, forse si sarebbero fatte convincere per non perdere il loro sogno d’amore, Silvia non aveva più benzina per ritentarci e dare a lui la possibilità di replica. Quello che è seguito le ha dato ragione.

Alberto ha tentato di ricontattarla inutilmente per un mese con patetici messaggi del tipo posso spiegarti, ma poi ha desistito. Un bugiardo conosce tutte le sue bugie e sa benissimo di essere colpevole. Prova a ricucire, ogni tanto gli va anche bene, ma se vede che una donna è schifata dal suo comportamento passa alla prossima. Anche perché, avendone due in ballo di new entry, è meglio non provocare troppo la ex e rischiare scenate pubbliche con effetti collaterali sul suo bacino di pesca. Meglio il silenzio. Meglio così, che se ne sia andata. Prima o poi avrebbe dovuto lasciarla o, meglio, farsi lasciare, la scelta preferita di molti uomini come Alberto.

Silvia oggi è single e mi ha scritto raccontandomi la sua storia. Sta risalendo la china, è una donna forte, ma ora evita gli uomini come la peste perché, come mi dice, i bugiardi capitano tutti a me e io non riesco a riconoscerli prima di farmi coinvolgere. Perché?

Perché, cara Silvia e amiche che vi siete riconosciute in tutto o in parte nella sua storia, non sei stupida, troppo romantica o dall’innamoramento facile.

Sei fragile certo, il tuo passato con gli uomini non aiuta perché ogni tradimento amoroso, e la bugia è un tradimento, danneggia il tuo dna emotivo, rendendo più difficile, per ogni occasione o storia che segue, giudicare chi è degno della tua anima e chi no, fino ad arrivare a preferire la solitudine, per paura di soffrire.

Così perdete quella capacità tutta femminile, quel vostro mirabile sesto senso, che vi fa ascoltare la vocina che quando lui dichiara amore assoluto troppo presto o fa progetti da piramide di Cheope vi dice: attenta, troppo amore, troppe promesse, troppo tutto. Il troppo nasconde spesso il niente.

Quindi nessuna colpa da parte tua, se non la voglia di amare e l’onestà. Perché le donne mediamente sono più oneste di molti uomini, e chi è onesto non riesce a mentire dalla mattina alla sera. E non fa della menzogna la sua routine di vita.

I bugiardi, che poi sono spesso dei seriali o degli amanti che promettono il matrimonio ma non lasceranno mai la moglie, fanno della menzogna un pilastro della loro vita.

I meno peggio mentono credendoci un po’, e certe bugie sono sogni a bocca aperta nei quali per l’attimo in cui li raccontano a voi ci credono anche loro, ma non creiamo un alibi a questi bugiardi di serie B. Mentre lui ti dice che vuole un figlio da te sa benissimo che ha i suoi e che non lascerà mai la madre dei suoi. Quindi non esistono bugiardi di serie B, sono tutti di serie A quelli che vi fanno male.

Insomma, che sia bugiardo credendoci almeno un po’ o che sia bugiardo professionale, cioè di quelli che si divertono (è così purtroppo) a mentire e a fare della propria vita tutto un intrigo (arrivando al punto di mentire anche su quello che hanno mangiato la sera prima), ritorniamo a bomba: cos’è che ti fa cadere nella loro trappola?

Questo tipo d’uomo, purtroppo sempre più diffuso, ha un talento: fare innamorare.

Sarebbe un talento splendido, se indirizzato a trovare l’animale gemella, ma purtroppo il bugiardo è spesso un seriale che affina la tecnica amatoria per avere sesso facile/vantaggi materiali (c’è chi ci mette anche il lavoro di mezzo, non credete!) non per avere amore.

Il suo “amore” è propedeutico a ottenere da te il massimo, per darti il massimo a parole e a fatti all’inizio anche tanto (si chiama fumo negli occhi) ma il tutto con una scadenza precisa, che collima con l’arrivo di un’altra o di altre, quando le bugie non possono più sostenere due o tre relazioni parallele.

Il suo talento lo rende, nei primi mesi di conquista e consolidamento nel tuo cuore l’uomo perfetto, ideale.

Un uomo protettivo, attento, simpatico, romantico, accudente, brillante, sicuro di se, che fa progetti anche importanti.

Finalmente sto bene, ti sei detta. E sei stata talmente bene che la tua mente ha iniziato a scacciare piccole incongruenze del suo comportamento che poi si dimostreranno rivelatrici. Anche il “è troppo perfetto, cos’è che non va” viene messo da parte.

Ma un bugiardo lo è sempre e, per quanto preparato e allenato sia, prima o poi cadrà in contraddizione. Era a Milano o a Bergamo? Non tralasciare quella “piccola” confusione. Era al telefono con sua madre o era il suo capo? A dire troppe palle ci si confonde, non passare sopra a quelli che ti sembrano piccoli lapsus di memoria. Rifagli le stesse domande a distanza di tempo.

Questi bugiardi spesso si inventano anche un passato e un presente di comodo, il che rende difficile smascherarli perché hanno una storia consolidata che è già stata testata tante volte. Per esempio i finti separati in casa difficilmente cadranno in contraddizione raccontandovi della loro routine quotidiana. Quello che sbagliano, mano a mano che vi frequentano, è sul giornaliero. Uscite con amici che nascondono uscite con altre, luoghi diversi da quelli presentati come destinazione, smemoratezza su racconti che, appena sciorinati sembrano abbastanza dettagliati, ma che col tempo alla prova del nove non reggono. Un esempio? Domani sera esco con Marco, così finalmente ci vediamo… Ma non vi eravate visti tre domeniche fa con altri? Ah sì scusa ma è lui che vuole vedermi dice che mi deve parlare degli affari suoi. Piccole incongruenze, ma se una rondine non fa primavera due, tre, quattro…

Detto questo posso aggiungere una serie di pulci all’orecchio che vi devono saltare su comportamenti caratteristici e ripetitivi del bugiardo professionale. Non prendeteli per oro che cola ma sono indicativi, soprattutto se lui ne colleziona tanti e si aggiungono alle incongruenze dette prima.

Occhio a questi comportamenti:

1. Vi fa parlare molto di voi e di lui dice poco o comunque svicola e cambia discorso dopo aver dato notizie basic ma ridotte all’osso. E’ vero che l’uomo che sa ascoltare ha un plus caratteriale, ma occhio se a sentirlo parlare delle sue cose tendenzialmente, dette tre parole in croce, fa l’anguilla.

2. Cerca l’anima gemella. Un uomo che è interessato a una bella donna non ha bisogno di fare dichiarazioni di intenti. Basta corteggiare. Diffidate di quelli che fanno il marketing al maschile (leggi qui) e devono per forza farvi capire che cercano una storia seria o la storia della vita. Quando conosci una donna cerchi sesso ed empatia per i primi mesi, poi si vedrà, mica devi riscrivere la costituzione. Un uomo “normale”, mentre ti corteggia, spera di portarti a letto e stare bene frequentandoti, niente di più.

3. Esagera. Ho già parlato dell’esagerato. L’uomo che esagera parlando di sentimenti presenti e passati, che tira in ballo cose esageratamente serie che con i primi appuntamenti non c’entrano nulla, usando un’enfasi fatta di parole tipo matrimonio amore futuro convivenza, è come minimo sospetto. I bugiardi esagerano.

4. Non è un colloquio di lavoro. Un uomo che non ha nulla da nascondere, che deve solo essere se stesso e non deve presentarsi come una merce da vendere, che non deve interpretare un personaggio è rilassato, spontaneo, diretto. Fateci caso.

5. Occhio al separato in casa. Una categoria di grande moda oggi, complice la crisi economica e la presenza di figli piccoli, o semplicemente il fatto che molti amori fra coniugi finiscono ma rimane stima e affetto fra le persone. Ed è questo che ti deve eventualmente raccontare. Se inizia a dirti cose molto private già ai primi appuntamenti tipo “non scopo con mia moglie da anni” (nove uomini su 10 che lo dichiarano scopano regolarmente con la rispettiva, occhio!) o parla male di lei (tu sei ancora una sconosciuta, uno che parla male della madre dei suoi figli, per quanto cattiva possa essere, è peggio di quelli che alla macchinetta del caffè parlano male dei colleghi e appena te ne vai tocca a te) desisti subito. Preferisco uno che ti dice che sta a casa per i figli e per problemi economici, almeno sai che sarà più difficile, soprattutto per la presenza di figli, il costruire qualcosa con te. Sui figli occhio all’età: se sono minorenni è più difficile lasciarli separandosi, peggio se sono maggiorenni e lui ne parla come bimbi in fasce, non saranno mai abbastanza adulti per farsi una vita propria.

6. Rocco chi sei. Diffido dei maschi che sentono il bisogno di dichiararvi le loro capacità amatorie di Siffrediana memoria, comprese le allusioni alle dimensioni. Non ridete, non pochi fanno così, fa parte del capitolo esagerazioni. Non sarà grave come altri atteggiamenti, ma i bugiardi mentono su tutto o quasi.

7. Non ha passato. Gli chiederete se ha avuto delle storie importanti, ha avuto molte donne o fidanzamenti, matrimoni. Un uomo che non deve nascondere nulla racconterà in modo parsimonioso ma trasparente se ha avuto storie importanti, senza dilungarsi ma neanche fare l’anguilla. Bastano 5 minuti per raccontare di un matrimonio fallito, non sono ammessi i “non ne voglio parlare” da anguilla.

 8. Ha fretta. Certi bugiardi cercano di bruciare le tappe perché vedono le donne come una catena di montaggio. Altri dimostrano di avere pazienza perché stanno già assemblando pezzi in altre fabbriche. Occhio alla fretta comunque, i più hanno fretta. Più avanti ci ritorno…

Insomma ragazze, i bugiardi professionali lasciano tracce importanti e indizi probatori sottili ma evidenti. E voi avete gli strumenti per identificarli: un sesto senso superiore, la vostra intelligenza e l’esperienza pregressa, soprattutto se non felice.

Vi lascio quindi con pochi ultimi consigli da utilizzare, se credete, entro il primo mese di conoscenza con il potenziale bugiardo e che si aggiungono a quanto considerato sopra:

1. Siate voi stesse. Se lui interpreta un ruolo vi sarà più facile smascherarlo se voi non mentite o fate dei test artificiali. Sarà molto più facile, presentandovi come siete (difetti compresi) vedere le sue reazioni. Occhio a uno che vi dice quanto ama il vino e al vostro “bevo poco” cambia versione o la minimizza.

2. Fatelo parlare. Fate domande, ascoltate, parlate meno voi (senza esagerare) ma lasciategli spazio. E ascoltate attentamente, anche se lui vi piace molto.

3. Sesso non troppo tardi. Lui punta al sesso, si sa. Occhio se minimizza lo scopo numero uno di tutti i maschi, mente sapendo di mentire o sta recitando la parte del “superiore a certe cose”. La specie si è mantenuta viva per il sesso e per il sesso ci innamoriamo e per il sesso spesso ci separiamo, quindi non raccontiamoci balle. Quando lo devi fare? Quando vuoi e te la senti ma sappi che prima lo farai prima lo vedrai nella sua luce vera. Ricordo in proposito una simpatica pagina social intitolata “Eri più simpatico prima di eiaculare“. In periodo refrattario stat veritas, come per il vino. Quindi se per te il sesso non è merce di scambio (e non dovrebbe esserlo) vai quando ti senti pronta, non rimandare artificialmente e poi giudica il post. Però leggi il punto 4.

4. Datti tempo. Non sei convinta? Hai la sensazione che ci siano delle contraddizioni? Hai colto cose di cui ho scritto qui ma anche altre che ti sembrano positive? prendi tempo prima di investire il tuo tempo con lui, sesso o no incluso. Certi bugiardi hanno in genere fretta di concludere, quindi non resisterà molto a corteggiarti se vede che fa pochi progressi e deve investire su di te “troppo”. Così incastri i bugiardi frettolosi. Per quelli più evoluti, i seriali professionali, è più difficile perché dimostrano pazienza e non fretta. Possono farlo perché mentre ti corteggiano suonano il pianoforte con almeno altre due donne come è successo a Silvia. Come fregarli? pretendete più tempo da dividere con voi. Ravvicinate gli incontri. Se inizia a non potere i sabati e le domeniche o le sere occhio, esce con un altra. Se è un sperato in casa o separato vero ha i turni, quindi interi weekend liberi senza figli, occhio ai comportamenti da sposati. Chiedetegli di vedersi a casa sua all’ultimo momento… i bugiardi odiano le sorprese e cercano di programmare tutto.

 5. Dimenticati il principe azzurro. Lo so anelate l’uomo perfetto dopo tante delusioni, e lui vi sembra quello giusto, ve lo meritate anche. Ma piede sul freno per un po’ e antenne alzate sempre. Non sottovalutate i segnali visti perché è troppo bello quello che sta succedendo.
Non uccidete il grillo parlante che c’è in voi, è saggio, e anche Pinocchio lo sa.

Spero che tutto ciò vi eviti un pieno di balle e di lacrime.

 

Sincerely yours

 

Traditori per bisogno e seriali

Il traditore seriale fa le corna in serie
Il traditore seriale fa le corna in serie

I cosiddetti “traditori” si dividono in due categorie ben precise, maschi o femmine che siano: traditori per bisogno e traditori seriali.

I TRADITORI PER BISOGNO
Tradiscono il proprio partner perché l’amore è finito o sta finendo. I maschi lo fanno prevalentemente per problemi sessuali nella coppia irrisolti da tempo: si scopa poco, male, sempre nello stesso modo.

Sono uomini, questi, che non sono mai stati traditori incalliti e nemmeno vedono l’ora di cornificare la compagna perché sono dei morti di figa.

Sono spesso uomini che non hanno avuto molte donne nella loro vita e che si sono innamorati presto, anche da giovanissimi.

Sono spesso uomini alle prese con un rapporto di coppia di lunga data, che per anni è stato felice e che poi, come molti amori e rapporti di lunga data si è inaridito, a partire dal sesso.

Lui ci ha anche provato a proporre varianti, ha fatto spesso il primo passo a letto, ha riproposto quei weekend da soli senza figli che si facevano agli inizi dove la coppia che funziona, per quanto oberata da compiti adolescenti mutui e problemi vari rinasce. Nulla. Certi non scopano da mesi. Tanti mesi per un uomo. O male, raramente e quando vuole e come vuole lei.

Lei è cambiata nel tempo: prima passionale e attenta, da troppo tempo ormai concentrata su altro (la famiglia, spesso) e ormonalmente quasi ferma (una volta prendeva pure l’iniziativa).

Lei Non è più moglie, è azionista al 50% della Spa famiglia. Non è più amante, è una scopata una tantum. Non è più compagna è madre, e tu spesso sei uno dei figli, e neanche il preferito. Ecco perché ho scritto che il tradimento è spesso un concorso di colpa (leggi qui).

Allora capita che questi uomini incontrino o inizino a cercare una donna con la quale fare principalmente sesso di qualità.

Certo, i più evoluti e sensibili sono spinti anche dal bisogno di risentirsi vivi, attrarre gli interessi di una donna come una volta faceva la moglie, parlare, riprovare l’adrenalina della passione ma, statene certe, per i maschi il primum movens del tradimento è il sesso.

Può esserlo anche per la donna che tradisce per bisogno, alle prese con un marito che non la guarda più, che la scopa ogni tanto, troppo in fretta per ottenere il suo orgasmo, che non le fa complimenti, che non la porta più fuori, che vive in pantofole e doccia fatta con lo spray anti traspirante.

Spesso sono famiglie queste che sfoggiano la perfezione nella società ma che nascondono il nulla in camera da letto. Di fatto, già da molto tempo dei separati in casa.

Per le donne però che tradiscono per bisogno più spesso a far decidere il passo di concedersi a un altro è un bisogno spirituale, affettivo, sentimentale. Risentirsi giovani belle e attraenti, importanti grazie alla corte di un uomo piacente e simpatico è come un fulmine che rimette in moto anche la passione, e molte di loro faranno a letto, con uno sconosciuto, quello che non hanno mai fatto, e provato quello che non hanno mai provato.

Ecco chi sono i traditori per bisogno, maschi e femmine.

I benpensanti diranno, come mi scrivono sempre: sono comunque dei traditori senza attenuanti. In questi casi, prima di tradire, ci si separa.

Semplice no? Ci si separa. Da un punto di vista teorico potrei essere d’accordo. Peccato che ci siano piccoli particolari come i figli ( prima di farli saltare di gioia perché mamma e papà si lasciano io ci penserei un attimo no?) e i soldi. Per separarsi bisogna essere spesso ricchi. Bisogna vendere tutto e andare in affitto. Pagare avvocati e assegni. Separarsi significa spesso diventare poveri. Tutti, compresi i figli. Ecco perché ci sono tanti separati in casa. Dovevano pensarci prima? Per certe persone è tutto facile in nome di una correttezza morale (spesso ipocrita e non corroborata dai fatti) con i figli la storia e il portafoglio degli altri.

Ma l’amore non ragiona per clausole contrattuali, il bisogno di felicità segue il karma, non la lista delle buone intenzioni.

Ma veniamo al traditore seriale

I TRADITORI SERIALI
Il loro bisogno non è dettato da una storia fallimentare, dalla mancanza di sesso (ne fanno moltissimo e spesso con più persone in parallelo) o dalla solitudine indotta da un amore finito.

Anzi, il traditore seriale, maschio o femmina che sia (eh sì care amiche, ci siete anche voi in questa categoria) di solito ha un marito o una moglie o fidanzato/a di riferimento ritenuti intoccabili, anche se all’amante spesso li vende come irrilevanti. Ma ci sono anche gli impenitenti single fra di loro.

Di solito vi dicono che con la moglie non scopano mai (in realtà hanno spesso rapporti regolari) e che sono separati in casa, cosa che non collima tanto con le foto sui social alle feste comandate (con la sua irrilevante metà coperta di fiori regali e in viaggio premio) e la sua disponibilità per voi.

Il traditore seriale, poi, vi promette una cosa che non mantiene mai: l’esclusiva. Vi dice: sto con mia moglie per i figli eccetera eccetera ma tu sei la mia donna, sei l’unica. Io non avrò altre donne all’infuori di te.

Ma siccome il seriale ha come caratteristica l’infedeltà cronica e il bisogno di cambiare perché dopo un po’ si annoia dello stesso corpo e della stessa persona (tanto una di riferimento, moglie o fidanzata ufficiale, c’è l’ha già), mente sta con voi lui fa nuove amicizie sui social, chatta con tre o quattro possibili sostitute, si dà da fare anche quando vi sembra che sia tutto dedicato a voi. Il suo centro commerciale è sempre aperto.

Il traditore seriale quindi deve essere giocoforza un bugiardo cronico, una persona, uomo o donna che sia, o che racconta una vita immaginaria o che racconta pochissimo della sua vita reale, per aggirare domande alle quali non saprebbe rispondere se non scoprendosi.

Il seriale è quindi elusivo, prepotente a tratti (assomiglia al narciso e spesso lo è pure) e le sue storie durano poco.

In realtà la storia con lui può durare anche mesi, ma ha una parabola caratteristica.

Un preludio, fatto di corte serrata virtuale e non che sfocia nei primi incontri. Qui se voi non piacete per qualche motivo (non siete brave a letto abbastanza o semplicemente vi classifica come rompiballe, che significa troppe domande di solito) vi fa fuori massimo in 2-3 incontri a letto e vi tratta facendo stashing, cioè vi nasconde (leggi qui).

Se gli andate bene a letto e non siete troppo invasive nella sua vita durerete anche fino a sei mesi, con i primi due mesi di sesso sfrenato, qualche weekend (se il suo impegno di riferimento lo consente, ma ci sono i seriali anche single) due mesi in cui la cosa si stabilizza, nel senso che iniziate a non vedervi più come prima (il lavoro sai…) e gli ultimi due dove si sgancia: gli impegni sono troppi, non ce la fa, insomma se vi vedevate due volte a settimana ora forse una volta ogni dieci giorni.

Il seriale è un entusiasta all’inizio: corte esagerata, proposte di vacanze insieme lunghissime, voli pindarici su un futuro fatto di casa insieme e chissà… Ma dura nei primi mesi, quando il sesso è ancora bollente. Poi questo entusiasmo si tramuterà gradualmente in indifferenza.

Il seriale non prova sensi di colpa. Per lui tradire è uno status, sa che non è etico e fa male agli altri, ma se ne fa una ragione. Chi vive di bugie mente anche a se stesso e, spesso, crede alle sue stesse bugie come se fossero la realtà.

Come lascia un seriale? Lo fa appena entra una nuova pretendente, ma di solito aspetta di essere sicuro di portarsela a letto prima di sganciarvi. Però già dai primi approcci, se capisce che quella “nuova” promette bene, inizia a trattarvi peggio, a litigare con voi, in modo da avere poi la giusta maturazione di “cattivo rapporto” per lasciarvi (il seriale con forte carattere) o farsi lasciare (il seriale con profilo prudente).

C’è poi il seriale che non lascia mai. È il mago dello stand by. Quando vi sostituisce con un’altra (o un altro se è una donna) non vi molla, non vi frequenta se non sporadicamente e vi tiene lì parcheggiate nel box, facendosi vivo con telefonate o messaggini (carichi di scuse e di tutti guai e imprevisti che gli impediscono di dedicarsi a voi come vorrebbe) per tenere “aperta” la sua esistenza. Al primo momento di “magra”, se non ci sono sostituite migliori, vi ripescherà per riportarvi a letto. Ma durerà il tempo di una eiaculazione (o due).

Ma perché il traditore seriale si comporta così?

Per natura. Voglio fare un esempio al femminile, per non parlare sempre e solo dei maschi. Un’amica, bella e intelligente, che è infedele dice lei espressamente per natura, mi racconta che lei vive il sesso come qualcosa di disgiunto dai sentimenti, come un bisogno forte ma fine a se stesso. Non è ninfomane, no se ne fa uno ogni tre giorni. Può rimanere fedele anche per anni se non trova un’altra persona giusta o che le fa esplodere l’ormone. Semplicemente se incontra una persona che la attrae prima mentalmente e poi fisicamente ci va a letto, perché è un normale completamento del suo piacere di conoscere. E lo fa anche se ha una persona di riferimento alla quale, dice, non nego nulla e alla quale voglio bene. Semplicemente la mia natura non è fatta per dedicarmi, sessualmente, a una sola persona per sempre. Perché è bella l’adrenalina dell’avventura e del sesso nuovo ma è bello avere anche una persona di riferimento. Le due anime, nel traditore naturale, convivono benissimo. Queste persone amano i compagni di riferimento? Dicono di sì, ma non danno l’esclusiva per sempre.

Per bulimia sessuale. Non so se esista il ninfomane maschio ma in questo blog ho già descritto profili simili come lo sportivo, una sorta di collezionista di mutande. In fondo noi uomini siamo semplici, e lo è anche il traditore seriale: siamo spinti dal sesso, dalla voglia di conquistare nuove donne più belle, più sexy, più brave a letto. Mio padre diceva che l’attività sviluppa l’organo. Ecco io credo che il traditore seriale più se ne fa più se ne farebbe. E’ il cosiddetto morto di figa? Dipende dalla qualità delle donne che sceglie. I morti di figa di solito “basta che respiri”.

Per aridità sentimentale. Il seriale, essendo in non pochi casi una persona sostanzialmente incapace di innamorarsi seriamente (lo dice all’inizio, forse lo è stato secoli fa una volta, ma non confondete il suo entusiasmo della fase corteggiamento con la verità) non farà che girare in questo moto perpetuo finché il suo fisico (e le donne disponibili) glielo permetteranno.

Un giorno il seriale appenderà l’ascia di guerra al muro. E diventerà fedele suo malgrado per limiti di fisico o di età. Avrà forse ancora l’eterna moglie o fidanzata ad aspettarlo, che sarà “premiata” per la pazienza secolare dalla sua nuova “fedeltà”.

Oppure, pur non amandola, il seriale sceglierà l’ultima delle sue prede elevandola al rango di compagna per il resto della vita. Ma sarà un calcolo, non amore vero.

Infine, il seriale potrà rimanere solo. Una contrappasso pesante, anche se molte delle sue donne passate potrebbero dire adeguato alle lacrime che ha fatto cadere a fiotti per la sua infedeltà cronica e accessori vari, dalle bugie Fino a certe punte di crudeltà emotiva, robe che spesso fanno collimare la figura del traditore seriale con quella del narciso.

Di uomini e donne seriali ce ne sono molti ma per fortuna, sono riconoscibili ed evitabili. Di traditori per bisogno altrettanti, ma qui entriamo in un discorso particolare e la domanda principale che dovete farvi è: siete disposte/i a fare gli amanti? Siamo tutti adulti e capaci di intendere e volere, e sappiamo tutti qual è il percorso tipico degli amanti.

Con questi soggetti, amiche e amici miei, basta non fare l’errore, purtroppo diffuso soprattutto fra le amiche lettrici, di passare sopra a certi “sintomi” sottovalutandoli o, peggio, pensando che voi siete la donna giusta (o uomo) che lo/la cambierà. Prima lo sganciate meno soffrirete, la regola è semplice ed è sempre la stessa. Quindi, al primo dubbio o bugia beccata in flagranza di reato via a gambe levate.

I traditori per bisogno o si risposano o diventano single.
I seriali non cambiano. Smettono perché anche per loro arriva il momento della pensione (ma per voi….vale la pena?)

Sincerely yours

Lui ti sta mentendo o dice la verità? 


 
Cara donna e lettrice… Lui ti dice la verità o ti sta mentendo? Su tutto o su qualcosa? Puoi fidarti oppure no? È un bugiardo o è onesto?

Dietro a questi quesiti e sospetti si tormentano migliaia di donne ogni giorno, alle prese con maschi sempre più silenziosi, introspettivi, sfuggenti, omissivi eeee sì, anche bugiardi.

Ma allora, come distinguere il riservato dal bugiardo, l’omissivo dal vero timido, lo sfuggente colpevole da quello distratto e innocente? Da questo a volte dipendono scelte più o meno decisive per i vostri sentimenti.

Si va dal semplice “gliela mollo oppure no” delle schermaglie iniziali, dove si deve costruire quella fiducia tale perché lui “se la meriti” (a meno che non si decida di rispondere anche al feeling sessuale, cosa diffusa e non criticabile, anzi per me fisiologica anche ai fini della vera conoscenza), ai grandi drammi degli amanti, dove c’è un lui che promette di lasciare la moglie per voi. 

Come discernere la verità dalla balla? Qualche elemento generale applicabile alla categoria Uomini c’è. 

Non credo innanzitutto al linguaggio del corpo, perché vige la regola della pressione. La regola della pressione dice che la minima e la massima vanno misurate più volte (in genere tre e poi si fa la media) perché solo il fatto che ve la stia provando il medico o state pensando di farlo voi emoziona, e quindi la alza. 

Figuratevi un uomo davanti a voi che lo guardate con occhi penetranti di bragia dantesca e fate una domanda cruciale tipo “mi ami davvero?” “Lascerai tua moglie” o “con chi eri ieri sera”. Se non è un bugiardo professionista, ormai abituato alle bugie tanto da non fare una piega alla domanda a bruciapelo, chiunque altro sfuggirà con lo sguardo, si toccherà la fronte o il naso, si stropiccerà le mani o farà uno di quei mille gesti catalogati nei manuali della lettura del linguaggio corporeo. Quindi io non ci credo, anzi, sospetterei di più di una risposta data senza segnali corporei, tipo cyborg. Lui, infatti, si può sentire a disagio per l’interrogatorio, non per la domanda in sé. Come lo studente preparato che non passa la prova per l’emozione di stare davanti al professore. 

Detto questo io penso che l’uomo sincero abbia due caratteristiche principali: il non contraddirsi e il saper dire anche cose spiacevoli. 

Chi mente, infatti, deve mentire sempre di più per far reggere la sua storia la quale, col passare del tempo, è sempre più balla e sempre meno verità. È inevitabile che prima o poi si contraddica. 

Sul luogo, sul suo passato, su quello che ha fatto ieri, su dove è stato quella volta e andrà domani, fateci caso, deve essere già successo almeno una volta, se avete una storia che non vi convince fra le mani.

Non sono le balle grandi a tradire “pinocchietto”, sono quelle piccole, quelle che si devono raccontare tutti i giorni e si dimenticano facilmente. Lì il mentitore cade in contraddizione. 

All’inizio di una relazione, quando dovete decidere se andare a letto con lui o no, se iniziarci una storia o no, ma anche se continuarla, quello che conta è la sua coerenza. 

Un uomo onesto sa porre anche dei limiti alle potenzialità di un nuovo rapporto, non fantastica o promette. La sua parola chiave è “se”: se saremo insieme potremo… sognare non è proibito, strafare sì. L’uomo onesto frena, il bugiardo spinge. Vacanze insieme, futuro insieme, figli insieme… al bugiardo non costa nulla, come a certi politici, spararle grosse, all’onesto sì. L’onesto mette più paletti anche a costo di perdervi, non illudendovi. Per l’onesto il domani è da conquistare insieme, per il bugiardo il domani è già oggi. Ma nessuno ha la sfera di cristallo. 

Il vostro uomo lasciatelo comunque parlare e fate domande. Lo so, sembra un interrogatorio, ma se fatto con garbo e in modo furbo non farete la figura della stracciapalle facendo scappare magari un buon “partito”.

 Il bugiardo esagera anche in cose che non hanno bisogno di essere esagerate con voi (il lavoro, gli hobby, le amicizie importanti, i viaggi, il denaro…) mentre diventa elusivo e poco ciarliero su cose molto personali tipo matrimonio, separazione, status sentimentale, tempo disponibile per voi e in generale…

Al contrario, un uomo che si apre con voi raccontandovi dettagli personali, problemi sentimentali passati, difficoltà anche economiche o lavorative, senza esagerare in perdita di dignità e lamentosità (altrimenti non sarà un bugiardo ma forse cerca la mamma e non una donna), senza perdere di autorevolezza e solidità maschile (l’uomo deve essere uomo) è sicuramente da giudicare positivamente, soprattutto se lo fa ai vostri primi incontri. 

Il bugiardo poi racconta solo successi, non parla di insuccessi, non esistono, a meno che non voglia un prestito da voi. L’onesto, se voi gli piacete come persona oltre che come donna, potrà anche raccontarvi un suo fallimento personale (matrimonio, figli, lavoro…) perché, anche se siete ai primi incontri già vi stima, già sta investendo in voi.

Attente in questi casi a non fare un errore purtroppo diffuso fra le donne: trasformare ogni occasione in un interrogatorio. Se è giusto farlo col presunto bugiardo perché ogni occasione vi fa crescere i dubbi su di lui, ed è utile perché farà scappare a gambe levate “pinocchietto” che non reggerà a lungo l’investigatrice che c’è in voi, l’onesto prenderà questo inutile e contorto protrarsi di domande e controdomande, trabocchetti e allusioni alla bugia come un’offesa, una mancanza di fiducia e la prova provata che ha incontrato una rompicoglioni patentata. Continuerà a ripetervi la sua posizione, ma non all’infinito. Risponderà alla stessa domanda nelle vostre 20 versioni, ma poi si sentirà preso in giro. E sarà lui a lasciare. 

Se il bugiardo, infatti, per ottenere quello che vuole ha iniziato con voi un percorso di menzogna, l’onesto ne ha iniziato uno di progressione bilaterale. Con quest’ultimo le domande devono scendere, non aumentare con gli incontri. E non potete pensare che ogni volta che lo vedete si riparte da zero. E non è possibile umanamente “fargliela vedere” ogni volta senza dargliela in tempi ragionevoli. Oppure dargliela a intermittenza, a seconda del vostro umore e, soprattutto, dei vostri sospetti a scadenza alternata. Avete a che fare con un uomo adulto, non un questuante morto di figa (più diffuso fra i bugiardi). 

Siete Fra quelle che considerano il sesso un “premio” da concedere solo a chi se lo merita? Se è vero che siete più protette dai bugiardi, che hanno poca pazienza (in fondo le bugie non sono che scorciatoie), è anche vero che rischiate di perdere per eccesso di diffidenza o di uso del tempo a vostra disposizione l’uomo onesto e davvero interessato a voi. 

Il sesso poi, non dimenticatelo, se per voi è un premio, per la Natura è il modo più naturale e profondo per conoscersi davvero. Colpi di fulmine a parte, sempre più rari proprio per la diffidenza imperante, è attraverso il primo bacio e poi il sesso che due persone capiscono se andranno avanti o no. Il sesso serve anche a voi come know how. A un certo punto decidetevi, non siamo nell’800!

Anche perché lui può esservi sembrato un campione di onestà a parole, ma se poi bacia o scopa male? Ci avevate pensato? Queste cose non si possono prevedere… e poi che fate, gli insegnate l’arte?

Molte donne si stupiscono di quegli uomini che spariscono dopo due o tre scopate. Certo, ci sono anche gli sportivi, quelli che devono accumulare trofei e quindi hanno un turn over di donne alto, ma ci sono anche quelli che, nonostante la prova orale superata (conta anche molto quella alla quale state pensando, birichine!), rimangono delusi da quella più concreta a letto. Non hanno il coraggio di dirvelo e spariscono? In certi casi una bugia bianca ci sta, solo i bambini dicono sempre la verità, anche se io, persino in questi casi, ho preferito essere franco. 

Ma non andiamo sul personale, sono solo un testimone dei costumi di coppia imperanti, e torniamo al bugiardo.

Il tempo è galantuomo, diceva mio nonno. E aveva ragione. Prendiamo gli sposati che vi dicono che lasceranno la moglie, sì prendiamo gli amanti. Quando vi dice la lascerò mente o è onesto?

La separazione è un percorso. Medio-lungo se vi sono figli e la coppia ha esaurito la sua spinta propulsiva in modo pacifico e “naturale” (gli sposi diventati amici, i matrimoni di lungo corso, la routine ammazzasesso a lungo andare), corto se il matrimonio è altamente conflittuale.

L’acceleratore di questo processo siete voi, conosco pochi uomini che si separano se non hanno una donna all’orizzonte, almeno una compagna potenziale. A meno che non ne possano davvero più della vita precedente, allora la separazione è una fuga, come certi matrimoni d’altri tempi che devi fare per cambiare famiglia e città. 

Se lui ha detto che voi siete la donna della sua vita e che lascerà sua moglie per voi (ripeto: se lo ha detto chiaro e forte) i casi sono due: o il suo percorso, in un ragionevole tempo avrà una progressione chiara (più tempo con voi, più decisione, inizio delle pratiche) o non l’avrà e sarà costellato di scuse e anche marce indietro. Il tempo sarà fermo, il percorso senza orizzonte visibile, mai.

Allora le promesse saranno state, se non balle, mere intenzioni. Conosco uomini veramente convinti di rifarsi una vita con l’amante in teoria, ma poi di fronte al grande passo non ce la fanno. Forse non sono dei bugiardi, ma non hanno i coglioni per vivere il vero amore, mi raccontate spesso voi, e forse avete ragione. O forse non vi amano abbastanza, meno comunque delle loro paure, dubbi, abitudini. In questo caso, appunto, non è l’interrogatorio ma il tempo a smascherare il “bugiardo” e premiare l’onesto. 

A voi, dunque, la scelta in base al suo profilo: lasciare o investire nel futuro. Il tempo è galantuomo, ma voi non fatene passare troppo per decidere, sia per il sì sia per il no. In ogni caso. Tempus fugit 

Sincerely yours 

Il corteggiatore esagerato

  
Esagerare. In amore vince chi esagera? Come nella cena del celeberrimo Il senso della vita dei Monty Python (foto) paga esagerare fino a scoppiare con complimenti, visioni di una futura vita di coppia, terminologia amatoria? Sembrerebbe di sì, almeno con alcune di voi.

Nel mare magnum dei singoli e meno singoli in fase di cucco perenne la competizione si fa sempre più difficile. Il carnet di frasi fatte e desuete sciorinato via chat, messaggi o altro alle possibili prede è ormai noto alle più, anzi anche alle meno scafate, e così il marketing maschile del cucco perde colpi.

Frasi del tipo “sei davvero interessante” suonano ormai come “non so che cazzo dirti di diverso dagli altri” anche perché “sei bellissima” ormai sa più di chat erotica o di commento alla foto scollacciata. E allora?

E allora, mentre gli altri lupi assetati di vagina si aggirano nel bosco alla ricerca di un modo nuovo per attrarre e ghermire la preda arriva lui, l’Esagerato. 

L’Esagerato, che per indole è già un pallista e si fa fotografare con il fatidico pesce di 5 metri pescato al mercato fa un semplice ragionamento: cosa vogliono le donne? Essere corteggiate, sentirsi al centro dell’attenzione, essere trattate come regine, in un’era fatta di complimenti tutti identici e frettolosi, che mal celano la fretta di penetrazione. 

Le donne di oggi hanno fame di attenzioni, carinerie, coccole. E allora lui si dice: io gli altri li supero a destra!

Uno ti dice che sei interessante? Io ti dico che non ho mai incontrato una donna come te. Uno ti dice che gli piaci molto? Io mi dichiaro già innamorato. Uno ti dice vorrei vederti di nuovo? Io ti dico mi manchi. Insomma, esagera!

Come se tu fossi l’unica donna sulla terra, l’unica amata, l’unica… 

All’inizio la corteggiata sorride, ribatte con battute, è guardinga ma… E dai e dai e dai l’Esagerato fa breccia sempre di più. 

È troppa la solitudine, le delusioni pregresse, gli ominicchi morti di figa conosciuti: lei vuole crederci al fatto che lui gli regalerà la luna.

L’Esagerato, poi, si immedesima così tanto nella parte che esagera anche con se stesso, ed è bravo nella performance perché ci crede lui per primo ai sogni che vende. 

Inguaribile romantico da guida tascabile, in realtà predatore di figa allupato all’esagerazione, arriva a scenari degni delle ultime scene di Titanic: parla di figli, matrimonio, vacanze interminabili, costruzioni di condomini solo per due, weekend che durano 20 notti…

… Fino a quando… Fino a quando tu non gliela darai. Il lupo si avventerà allora su di te consumandoti, esageratamente, fino a spolparti fisicamente. E poi?

L’amore, purtroppo, è breve. I sogni? Belli, ma effimeri. I progetti? Cozzano spesso con la realtà. Ma come, e tutte quelle promesse… Ma tu non mi amavi? Amare? Che parola grossa… Esagerata! 

L’uomo senza palle, ovvero l’agonia dell’amore e del lavoro

Mai cresciuto, mai sviluppato
Mai cresciuto, mai sviluppato

Fra i profili di uomini che una donna può incontrare l’uomo senza palle è fra i più nefasti e camaleontici, perché assume forme e colorazioni diverse a seconda delle circostanze. Euforico e timido, macho e verginella, imprenditore e apprendista. Ma, alla prova della verità, tirate giù le mutande, vi accorgerete che gli mancano gli attributi, come a certi bambolotti. E lui è un bambolotto.

Come si presenta
Di solito bene. È un millantatore, quindi non è oro tutto quello che luccica, ma di solito qualcosa in cui ha perizia c’è, altrimenti non potrebbe millantare tutto il resto, il castello di carte e di fumo che vi rappresenterà crollerebbe alla prima domanda. Di solito è un professionista, anche affermato, perché almeno una cosa la sa fare bene: è un bravo medico, un bravo ingegnere, un bravo avvocato. Ma sa fare una cosa: quella. Non chiedetegli di curare, costruire o patrocinare qualcosa di diverso da quello: non può, non vuole, non sa.

Il problema è che lui millanta con voi di poter fare tutto, vi fa fare migliaia di piani e progetti faraonici, fatti e rifatti diverse volte, ma poi c’è sempre un intoppo che ne ritarda la realizzazione, fino a tirarsi indietro all’ultimo momento.

È un megalomane raccontapalle, un pasticcione che crede di essere il migliore non nel suo campo, in tutti i campi, ma siccome esonda in modo scorretto nel vostro campo, poi si vergogna come un ladro delle bugie che vi ha detto, cerca scuse puerili tipo ho bucato una gomma e poi si dilegua, sparisce, di solito lasciando conti in sospeso.

Facciamo un esempio in concreto sul lavoro. In questo caso l’uomo senza palle è uno che vi ha chiesto di ristrutturargli la casa. Millanta un notevole patrimonio, quindi vi ha chiesto di costruirgli non la villa, ma la piramide di Cheope. Avete fatto mille riunioni, mille progetti, rifacimenti, avete avuto mille via e mille stop. Lui è presentissimo, micragnoso e invasivo quando chiede, irreperibile al momento delle firme o degli ok si proceda. Vi ha dato una somma, giusto il giusto per tenervi alla sua mercé e avvalorare il castello di fumo che vi ha costruito davanti. Ma sarà impossibile quagliare con lui. Anzi, da uomo senza palle, le parti si invertiranno, con voi che fate la voce grossa del committente e lui la voce tremula e infantile del bambino che ha fatto la marachella, e giura che non lo farà più. Solo che magari ha 50 anni e sei figli. Tutto si concluderà in un nulla di fatto: voi avrete speso molto più tempo ed energie di quello che vi è stato pagato, e la piramide di Cheope rimarrà ferma alla siepe dell’entrata del giardino. Andrete per avvocati o addiverrete a una faticosa transazione, controfirmata dall’uomo senza palle più per vergogna che per convenienza legale.

In amore l’uomo senza palle parla subito di matrimonio, se siete la fidanzata, o di lasciare la moglie, se siete l’amante. Nel primo caso vi sposerà prima o poi, con un matrimonio faraonico (dopo averne disdettati tre, vedi sopra), perché a lui piace millantare le palle che non ha, ma poi tutte le promesse di vita in comune svaniranno. Vi ridurrà a fare la casalinga facendovi lasciare il promettente lavoro. Vi riempirà di figli (non meno di tre) perché lui eiacula quanto parla. E vi cornificherà, perché la carne e debole e lui non ha le palle di dire di no a un’amante alla quale ha fatto credere di tutto, per prendere tutto e restituire zero o poco più. L’uomo senza palle vi dichiara un amore senza pari, ma lui non ama nessuno.

Lui non ama neanche se stesso, perché se si amasse avrebbe dell’amor proprio. E invece, per il suo perenne millantato credito, è costretto a digerire figuracce, smentite, rimproveri che neanche un bambino delle elementari sopporterebbe.

E prima di morire, l’uomo senza palle firmerà un contratto per la costruzione di una cappella mortuaria in stile gotico a sei volte, già conscio che sarà cremato e le sue ceneri disperse in un mare di palle. Tanto pagherà il conto la vedova