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La rivincita delle mogli in quarantena

 

 

 

La quarantena da Coronavirus sta spazzando via gli amantati che erano già in crisi o non all’altezza di avere un vero futuro, ma il fenomeno più interessante che sto osservando è una sorta di rivincita delle mogli come categoria.

Intendiamoci: non è che la quarantena stia salvando matrimoni così fallimentari da avere in parallelo un amante magari anche datato (più di un anno), o stia resettando quelli che da tempo si reggono su una o più stampelle psicoerotiche esterne. Non li vedo, e se non li vedo non ci credo.

No, la rivincita delle mogli non solo non è sempre sulla competitor, cioè l’altra, presunta od ormai conclamata: è anche sugli uomini, sui mariti magari seriali, e dipende dalla tipologia di moglie. Vediamole, servirà a far capire molte cose innanzitutto a quel folto gruppo di amanti che hanno a che fare oggi con “inspiegabili” atteggiamenti latitanti o confusi del loro amati distanti.

IERI MOGLIE STRUZZO OGGI MOGLIE VENDETTA

Più del 50% delle mogli sa o immagina che il marito abbia un’amante ma fa finta di non vedere, mettendo la testa nella sabbia. Non è tutta vigliaccheria o interesse: non sono sempre e solo i soldi o la paura di rimanere sole o peggio (diffusissima purtroppo nella nostra italietta provincialotta) il timore del biasimo sociale. Ci sono mogli che abbassano lo sguardo per non vedere perché hanno come priorità la difesa dei figli piccoli, e nessuno come una madre sa quanto questo istinto possa essere forte, anche più dell’umiliazione delle corna, del dolore per il tradimento di chi era o è ancora innamorata del marito. Poi ci sono le donne che rendono la pariglia: tu hai una storia parallela? Io posso averne tre. Magari all’inizio lo fanno come vendetta, condita dal bisogno di sentirsi di nuovo al centro dell’attenzione di un uomo, di nuovo belle e ricercate e, perché no, di fare di nuovo del gran bel sesso che il marito ormai riserva all’altra. Poi, come vedremo, la cosa può portare alla separazione o a un nuovo status.

In ogni caso, molte delle mogli struzzo che adesso hanno lui in casa, imprigionato nella quarantena, si stanno prendendo la loro vendetta, chi più chi meno, chi in modo pesante chi più sottilmente. E anche qualche rivincita nei confronti dell’altra. Così mi arrivano testimonianze, anche di uomini, che notano il cambiamento. Ieri era educata e gentile, adesso è pungente e allusiva. Sfruttando la grande difficoltà nelle comunicazioni fra amanti le rende più difficili buttando l’occhio sul telefono del marito per poi fare la battutina, entrando in bagno di colpo, inventandosi la qualunque per disturbare. La moglie vendetta è come il maestro che mette in prima fila il discolo della classe per impedirgli di copiare e gira continuamente fra i banchi minacciosa, annullando ogni due per tre l’ora di ricreazione, l’unica ancora a disposizione degli amanti per comunicare. Lui non può scappare, si sente in colpa perché sa che fino a oggi se ne è approfittato largamente e senza ritegno di questo regime di convenienza del vedo e non vedo e adesso, per quieto vivere, sceglie di mandare giù battutine, restrizioni, occhiatacce, allusioni.

Non sappiamo se la moglie ieri struzzo oggi vendicatrice porterà questo crescendo Rossiniano di piccole vendette e punizioni alle estreme conseguenze alla fine della pandemia, facendo outing (sapevo ma ho sopportato fino a oggi perché…) per poi spedirlo fuori di casa. Non credo però che la moglie struzzo, tirata fuori la testa dalla sabbia, la rimetterà completamente dentro. Non sarà mai più come prima.

In ogni caso, intanto lei si sta togliendo in questi giorni più di un sassolino dalla scarpa, anche perché molti di questi uomini non reagiscono difendendo il proprio spazio vitale con l’amante, ma lo riducono. Fra poco capiremo perché il marito fedifrago ora fa il gioco della moglie al punto da trasformarsi da libertino “separato in casa” in nuovo zerbino, schiavo o sottone, fate voi. Chi perde, comunque, è l’amante.

 

LA MOGLIE RECUPERA MATRIMONIO
Non tutte le mogli sono consce delle attività extraconiugali del marito, e non è sempre colpa loro e delle cosiddette fette di prosciutto sugli occhi alle quali alludono prontamente i facili censori delle corna altrui.
Le mogli dei seriali (leggi qui), per esempio, hanno a che fare con dei professionisti del tradimento. che difficilmente si fanno scoprire e che selezionano le amanti per tempo (massimo sei mesi un anno di utilizzo), remissività (hanno il controllo completo), sicurezza (scelgono fra sposate che hanno anche loro tutto da perdere se fanno outing).
Ma ci sono mogli che hanno anche matrimoni che a lungo hanno funzionato, con mariti che per la prima volta (o la seconda, ma la prima risale agli inizi dei problemi coniugali e si è trattato della classica scappatella) tradiscono. Sono situazioni queste potenzialmente recuperabili proprio grazie alla nuova convivenza forzata e, soprattutto, al distacco fisico dall’amante.
Già perché è la fisicità del rapporto extraconiugale, non raccontiamocela, a fare da cemento fra amanti. Un uomo tradisce innanzitutto perché vuole sesso di qualità ed è attratto dalla bellezza e dalla seduttività di una donna. Sì certo, poi subentra la parte psicologica, molti uomini usano l’amante come confessore amico psicologa ma credetemi, il sesso è l’auto, il vostro supporto psicologico è il navigatore: uno può farne a meno o, se costa troppo, cambia app.
Dunque la moglie che è ancora interessata a recuperare il suo matrimonio si insinua come un cuneo nelle ruote di questa sospensione temporale fra amanti e fa esattamente il contrario della moglie vendicativa: più gentilezza, più comprensione, più cucina (non ridete, l’uomo è terribilmente basico), più comfort da focolare domestico, più sesso e più confronto. Certo deve essere motivata, non può essere solo strategia.
Ma questa quarantena ha lo stesso meccanismo che in certe coppie ha lo shock di scoprire un tradimento: invece di produrre la separazione per morte della fiducia e conclamata prova della fine del rapporto produce paura di perdita, realizzazione del lavoro di avvelenamento che stava facendo la routine, scoperta della grande verità che dice “nulla rimane immutabile”, e che, come l’amicizia, l’amore è una pianta che va coltivata, concimata, dissetata, altrimenti appassisce e poi muore.
Queste donne, vivendo di nuovo 24 ore col marito libero da interferenze come il lavoro e, di fatto, liberi dall’altra, percepiscono la loro grande occasione. E la sfruttano come possono.
Il resto dipende da lui. Che però spesso, in queste condizioni, non dico riscopra anche lui la moglie, ma di sicuro nota la differenza. E, come sempre, mette sul piatto della bilancia Cosa gli conviene e cosa no (leggi qui). Può vedere l’amante è scoparsela allegramente? No. Deve stare in casa con la moglie? Sì. Basta il sesso online con l’amante? No. Sta rifacendo sesso con la moglie? Sì. La moglie è diventata più attenta gentile e comprensiva? Sì. L’amante è diventata più assillante, lagnosa per il distacco, pressante per avere più contatti? Sì. Ecco perché certi uomini stanno lasciando languire l’amante e lasciano che la moglie ricostruisca. Ecco perché alcuni uomini di fatto chiedono un “periodo di riflessione” all’amante sfruttando il distacco forzato. Anche gli uomini fanno il cds (leggi qui) se gli conviene. Ce la farà la moglie a recuperare il suo matrimonio prima della fine della pandemia? Sì se di fatto la crisi è iniziale come l’amantato e sotto la cenere dell’affetto e della routine c’è ancora amore. Ma questa è una grande e unica occasione di riprovarci senza interferenze.

 

 

 

LA MOGLIE DETECTIVE
La moglie detective è quella che scopre il tradimento proprio durante la quarantena. Gli uomini che tengono all’amante, infatti, in questo periodo si espongono di più perché hanno bisogno di più contatto remoto. Sono quelli innamorati dell’amante, almeno fino a prova contraria, che è appunto l’essere scoperti. Perché se i messaggi, le chat, le telefonate in bagno si moltiplicano, anche le occasioni di essere beccati si moltiplicano con esse.
E così, anche la moglie più distratta e che non aveva mai degnato di uno sguardo il suo telefonino, ora vuole impossessarsene e aprire il vaso di Pandora.
Cosa succede in questi casi? Dopo le ovvie lacrime scenate e accuse si torna ai due profili coniugali di cui sopra: o la moglie diventa l’angelo vendicatore e lui finisce sul divano o da parenti in attesa di poter andare in tribunale o, come più spesso accade, fatti i calcoli di cosa mi conviene davvero, almeno otto uomini su dieci abbandoneranno l’amante al suo destino, con la moglie che li mette in prova. Ma lui poi con l’amante? La maggior parte dei mariti pentiti si rifarà viva, spinta dalla sete di sesso. Altri punteranno su nuove conquiste.

 

 

 

LA MOGLIE CHE DIVENTERA’ EX
Molti scherzano sul numero di divorzi che questa quarantena (o sarebbe meglio chiamarla ottantena) produrrà. Di certo buona parte delle mogli detective, scoperti soprattutto gli amantati che sono di fatto matrimoni paralleli per durata, liquideranno il marito possibilmente con addebito.
Buona parte delle mogli con voglia di ricostruire scopriranno che nonostante la buona volontà non c’è trippa per gatti, soprattutto se lui si rivela un seriale o riallaccia con l’amante appena si può ricircolare.
Ma tante si accorgeranno che forse erano proprio gli impegni esterni a permettere alla coppia di tirare avanti e che invece, insieme h24, neanche il matrimonio azienda, quello che si regge su mutui soldi figli e interessi materiali in comune, non regge più.
E allora le donne, che diversamente da noi decidono, mentre noi decidiamo di non decidere, decideranno di separarsi. E non ci sarà via di scampo.

 

 

 

LA MOGLIE CHE RENDE LA PARIGLIA
Ho già raccontato di quanto le donne siano oggetto, in questo periodo, di miriadi di richieste di amicizia e di contatto (leggi qui). I maschi allupati, single e single-sposati, sono a caccia nella rete di nuove amichette per sesso virtuale, per preparare la festa dopo la quarantena o, come minimo, per distrarsi un po’.
Come scrivevo prima, parti delle mogli ex struzzo, risvegliatesi dal loro routinario torpore, stanno guardando la realtà coniugale ai tempi del Covid con nuovi occhi.
Alcune di esse vedono un marito ancora più grigio e poco appetibile rispetto ai tempi di libertà, mentre magari fanno qualche incontro virtuale interessante.
Già perché al netto dei morti di F e degli smanettoni fai da te ci sono anche uomini interessanti in caccia. Che poi si rivelino dei cialtroni nella realtà è possibile, ma perché ora non essere corteggiate, lusingate, divertite? Non costa nulla, e sarete voi a decidere se alzare la posta o no, chiudere o aprire la vostra porta.
Alcune di voi iniziano addirittura a pianificare un possibile primo tradimento.
Altre cederanno alle lusinghe di quell’ex perduto nel tempo ma sempre ricordato che si è rifatto vivo. Altre si iscrivono addirittura a siti di incontri. Altre ancora, che avevano già avuto una fugace storia ai primi sintomi di malattia del matrimonio risentono la voglia di evadere. Per noia, per sentirsi belle e vive e, perché no, per sesso. Sono le tre motivazioni principali del tradimento femminile. Aggiungo la vendetta: uomini, chi la fa l’aspetti.

 

 

 

Infine parliamo delle amanti. In questo periodo sono di due categorie.

 

 

 

L’AMANTE CHE PERDE

È quella che ha a che fare con un uomo che non l’ha mai amata veramente. È facile sognare, promettere, soprattutto scopare nella buona sorte. Diverso è se non ci si può vedere, se la moglie è incombente, se l’amante si lamenta ma non può fare più quei bei giochini, se non ci si vede. Allora, noi uomini, ci facciamo la fatidica domanda delle domande: cosa mi conviene? Mi conviene rompermi le palle fra messaggi e fughe per la telefonata per tenermi questa che chissà quando potrò riscoparmela? No. Mi conviene approfittare di questo distacco forzato per liberarmi di un rapporto che ormai aveva più contro che pro (parlo soprattutto delle amanti che avevano comunicato già “io l’amante non la faccio più, scegli”) ? Sì. L’uomo che non vi ama vi liquiderà o vi spingerà a liquidarlo. Al suono di frasi tipo “sono confuso”.

 

 

 

L’AMANTE CHE VINCE
Un uomo che vi ama mal sopporterà la convivenza forzata con la moglie. Cercherà di sentirvi di più, non di meno. Gli amanti innamorati si danno appuntamento al super o al posteggio, ai tempi del coronavirus, fosse anche per rubarsi un bacio. Fanno sesso in videochat. L’uomo che vi ama userà questo periodo per pianificare finalmente la sua uscita di casa e il divorzio. C’è e ci sarà. E una volta finito tutto questo, ci metterà poco a realizzare il sogno e a iniziare la road map (leggi qui). L’uomo che vi ama soffre della vostra mancanza, non la sfrutta per prendere le distanze o si intiepidisce nei sentimenti. L’uomo che vi ama c’è e ci sarà. Perché vi ama e non c’è nessun matrimonio da recuperare, nessun interesse che prevalga su di voi. L’uomo che vi ama fa i fatti, anche adesso che ne può fare pochi. Pochi ma essenziali. Fondamentali. Irrinunciabili. Come l’esservi vicino.

 

 

 

OCCHIO AL “GRANDE” RITORNO
Molti degli uomini che vi hanno liquidato, tenuto a distanza o ai minimi storici della comunicazione ci riproveranno con l’amante. Chi prima chi dopo.
Adducendo scuse del tipo “ho riflettuto su di noi e non posso stare senza di te”, “quanto mi sei mancata”, “ho capito che non posso vivere senza di te”. I più vigliacchi partiranno dal classico “come stai” fingendosi preoccupati per la vostra salute. Tutti questi, ricordatevelo, vi hanno abbandonato nel momento del bisogno.
Questi che declamano l’amore ritrovato vi hanno liquidato al suono di frasi del tipo “devo dare una chance alla mia famiglia, ai miei figli”, approfittando del no contact da Coronavirus, ma solo dopo avervi scopato allegramente per mesi, anni (figli presenti).
E adesso vi riscoprono? No vi riScoperebbero. Tutto lì.
Compresi quelli che sono stati scoperti dalla moglie, hanno giurato che eravate solo una scappatella, magari che siete state voi a “convincerli” a tradire ma loro non volevano (sì, non pochi infami dicono così alle mogli) e sono spariti senza neanche dirvi “mi ha beccato”. Anzi, vi dicono che sono confusi e hanno bisogno di riflettere, così non rompete in un momento in cui la moglie ha in mano il loro telefono.
Ecco, tutti questi eroi giureranno che hanno bisogno di voi e che hanno finalmente capito, ma non uno, ripeto non uno di essi sarà sincero. E porterà veri fatti. Perché l’amore si vede nel momento del bisogno. E lui non c’era. Adesso c’è perché vuole la sua stampella e il suo sesso preferito.

Ricordate: in ogni uomo c’è un Jeckyll e un Hyde. Jeckyll è quello che vi ha fatto innamorare e sognare. Ma è Hyde che si è rivelato quando avevate più bisogno. Lui è Hyde, anche oggi.

 

 

 

Sincerely yours

Uomini in chat ai tempi del Coronavirus

chat

 

Di necessità virtù. Ai tempi del Coronavirus, l’esercito di uomini seriali, forzati di un matrimonio asfittico, amanti pentiti di avervi indotto a fare il Codice del silenzio approfittando della quarantena per sganciarvi (salvo poi scoprire, solo dopo 15 giorni, che il loro matrimonio era non solo difettato ma non basta e non basterà mai, altro che “prima la serenità”), sposati finti single (sono la metà almeno di quelli che si dichiarano “liberi”), virtualoni in cerca di sesso online e tipi della serie “vorrei tradire ma non posso e allora ci provo via chat” si stanno moltiplicando a dismisura.

Secondo un sondaggio del sito Incontri Extra Coniugali solo a febbraio le iscrizioni sono aumentate del 20%, e il volume di foto scambiate fra utenti goderecci riempirebbe più del 50% delle chat.

Non poche di voi, anche sui social “normali”, non dedicati alle scappatelle e al sesso facile si ritrovano in questi giorni con centinaia di richieste di amicizia o messaggi di uomini più o meno allupati dalla segregazione, in vena di conoscenze a scopo di poi ti scopo, ma anche no.

A me quelli che colpiscono di più sono gli “strani”, quelli che vi contattano e magari vi corteggiano ma che poi, se capiscono che c’è spazio per alzare la posta, scappano. Di che categoria sono? Vediamo di analizzare i nuovi leoni della chat per tipologie. Aggiungendo un consiglio.

I MANOVALI

Sono gli stakanovisti del sesso online, i virtuosi virtuali della manovella. Tutte le loro poesie, moine iniziali, complimenti dedicati a voi sono propedeutici solo a un fine: l’onanismo. Maniaci del sesso virtuale, per loro in tempi di Coronavirus nulla è cambiato: facevano sesso praticamente solo online prima e adesso approfittano del fatto che anche i “reali” forse, almeno ogni tanto, devono accontentarsi dello smanacciamento video. Nulla di male se non che non sia possibile intessere relazioni normali con questi esseri. Neanche quando finirà l’epidemia sarà possibile per voi conoscersi fisicamente, non è quello che cercano o che vogliono. Non sono rapporti normali: possono sembrarlo adesso, ma il virtuale che diventa più importante del reale è giustificato dalla guerra in corso, non lo è più quando tornerà la libertà. Manovalimaniaci, perlopiù. Chi si accontenta gode.

Da cosa li riconosci: i più bravi sono abbastanza abili nell’approccio (poi ci sono quelli che mirano al mucchio certo, i grezzoni dall’uccello che vola in foto subito della serie dieci mi bloccano una magari no). Hanno un repertorio ripetitivo ma affinato dalla pratica che è uguale per tutte, ma tu non lo sai perché sembra “originale” e solo per te (in realtà fanno i copia e incolla delle frasi che hanno visto avere più successo). Però non resistono a lungo a fare i piacioni in chat e, appena fatta un po’ di breccia e acquisita confidenza, vanno sul tema sesso. Se vedono che c’è spazio la richiesta non si fa attendere: foto provocanti vostre, foto sue, videochat per smanettarsi. E questo diventerà la colonna sonora delle prossime chat, con l’accorciarsi vistoso della parte normale per andare subito al sodo.

Un consiglio: non c’è nulla di male a godersi qualche orgasmo in compagnia online, se è quello che cerchi anche tu. Basta che ti renda conto con chi hai a che fare, e che non cominci a farti voli pindarici romantici sul “come sarà bello conoscersi di persona”. Anche se lui te lo ripete incessantemente, allegando hit parade di quello che ti farà appena potrete scopare dal vivo, ciò non succederà mai. Per loro il sesso è virtuale. Quello vero, forse, lo fanno con le compagne. Anche perché fra questi non sono pochi quelli che se la raccontano tipo “io non tradisco perché il sesso virtuale non vale”. Sì, vallo a raccontare al giudice… Attenzione: sono perfetti sconosciuti, anche se con le loro moine a qualcuna di voi capiterà di arrivare a pensare “mi sembra di conoscerlo da sempre” o “è proprio una brava persona (anche con le braghe perennemente calate)” o, peggio, di provare un sentimento per un emerito sconosciuto in video. Se gli state affidando video e foto intime, sappiate che correte un grosso rischio: non è il vostro amante, marito o fidanzato che hanno lo stesso interesse a tenere private certe immagini. No, loro, lo ripeto, sono perfetti estranei che avranno certe immagini o frasi in chat da voi. Anche se fossero in buona fede, e cioè non si divertissero a mettere in rete o a scambiare le vostre immagini con altri manovali virtuali ma archiviassero le vostre intimità e orgasmi in diretta nella cartellina col vostro nome (quella accanto a tutte le altre in ordine alfabetico, molti sono “collezionisti”), anche il loro computer/telefono può essere violato, rubato, perduto e, con esso, i vostri “segreti” più intimi. Se proprio volte divertirvi così, usate le chat criptate che non permettono scatti, cancellano con il timer conversazioni e foto, vi avvertono se l’altro fa uno screenshot. Mi raccomando ragazze, occhio. Certi virtualismi a rischio mi evocano  la scopata con uno sconosciuto senza preservativo perché “ha insistito lui” e “mi sembra una brava persona”. Certe amanti e mogli ormai ex potrebbero raccontarvene delle belle sulle sorprese ricevute dai rispettivi considerati “brave persone” per anni (altro che virtuale).

I MORDI E FUGGI

Sono gli strani dei quali parlavo prima. Ci sono sempre stati, ma adesso si stanno moltiplicando in rete. Si prodigano, esattamente come i manovali, a fare breccia nel vostro cervello e a carpire la vostra attenzione per poi, una volta ottenuta la vostra “amicizia” e considerazione sparire letteralmente. Sono come quegli amici che hanno una fase di entusiasmo per voi e che sembrano non poter fare un aperitivo, una cena e addirittura un weekend senza coinvolgervi e poi si stufano di colpo, sparendo. Solo che gli strani mordi e fuggi non hanno neanche l’obiettivo di vedervi le tette. Perché lo fanno? Pe riempire il tempo della quarantena, per provare a se stessi che piacciono e possono colpire nel segno ancora, perché “vogliono ma non possono”: non a caso in questa categoria trovate molti sposati stufi del loro matrimonio ma troppo pavidi per andare fino in fondo, anzi, per tentare anche un minimo di porcaggine virtuale. Ma, il tempo di annoiarsi o di trovare una nuova compagna di chat, spariranno. Letteralmente.

Da cosa li riconosci: insistono molto sul valore dell’amicizia fra uomo e donna, una cosa quasi impossibile nella realtà (nove uomini su dieci che si professano vostri amici vi scoperebbero volentieri, e voi spesso lo sapete… a meno che non siano ex ormai pacificati in quel senso) che però nella virtualità sembra più praticabile, plausibile. Però in chat il gioco è sempre border line fra amicizia e corteggiamento, fra il sapere come stai e il come sei bella, senza però mai andare oltre, sconfinando nelle allusioni sessuali più esplicite. Chiedono foto ma pudiche, sorrisi e panorami, gattini e immagini delle ormai lontane vacanze. Se sono sposati cercano in tutti i modi di sviare il discorso, e sono molto disponibili (a tastiera) a parlare di futuri incontri e a quante belle cose potrete fare insieme una volta liberi. Di colpo però spariranno: niente più buongiorno e buona notte, le chat si diraderanno in fretta, le non risposte al “ma dove sei finito” diventeranno la norma. Qualcuno si scuserà ogni tanto (per poi non farlo più e sparire definitivamente) con robe tipo parenti che stanno male, lavoro in smart working più pesante di quello reale… Ma tutti spariranno. Alcuni addirittura bloccandovi sui social.

Un consiglio: sono apparentemente una categoria innocua perché, non chiedendovi prestazioni osé online o illudendovi in tema d’amore futuro radioso non sono in grado di creare danni emotivi profondi. In fondo si tratta di due chiacchiere piacevoli in chat, peccato che siano durate poco. Ma attenzione, e mi rivolgo alle amiche più sensibili e sole, quelle che hanno davvero bisogno di una voce di conforto nella solitudine della loro casa blindata. Un uomo che si interessa a voi, pur rimanendo nei binari di un corteggiamento discreto con la faccia da amicizia, può far breccia nella vostra fiducia e illudervi di aver trovato un amico vero, anche se virtuale. E quindi la delusione di vederlo sparire potrà essere vissuta come un tradimento simile a quello subito da un uomo che vi ha trattato come usa e getta, per quanto, almeno, non vi sentirete usate come chi ha donato tutta se stessa, corpo in primis, a chi non se lo meritava. Ma scoprire di colpo che per  il “grande nuovo amico di chat” voi eravate solo un passatempo, per le più sensibili e romantiche di voi, può essere un colpo basso all’autostima. Soprattutto se con lui vi siete aperte e confidate come col vostro migliore amico. Il consiglio quindi è: non apritevi troppo con questi illustri conosciuti che vi sembrano “amici da sempre”, non raccontate tutto di voi, le cose intime vostre e dei vostri cari, poi potreste pentirvi di averlo fatto. Rimandate la vera amicizia e le vero confidenze importanti  al giorno che vi vedrete, se mai avverrà. Mai prima. È una brutta sensazione quella del “gli ho pure raccontato di…” a uno che sparisce con i vostri segreti. Non saranno vostre foto nuda ma sono sempre cose intime, perle per i veri amici intimi che se le sono guadagnate insieme alla vostra fiducia, non per i finti amici virtuali.

I NARCISISTI COVERT

Sono i temutissimi narcisisti che fanno della conquista delle donne in chat un motivo di potere sulla mente altrui ma, rispetto ai cugini overt, sono quasi indifferenti al sesso, o comunque non è una loro priorità. A loro basta farvi innamorare al punto da potervi dominare, manipolare, farvi gioire per poi soffrire subito dopo, al primo loro batter di tastiera. Il dominio sulla vostra mente e sul vostro animo è il loro carburante emotivo. Ecco perché possono fare molto male. Anche loro stanno approfittando di questo periodo d’oro delle chat e si mischiano, mimetizzandosi, alle altre tipologie. Sono persone spesso molto psicologhe, ma usano questa dote per fare del male agli altri. Godono di questo, si sentono forti per questo. Ma sono solo degli sfigati a guardarli con distacco e se non cadete nella loro trappola emotiva.

Da cosa li riconosci: fanno poco i piacioni, anzi. Fanno un po’ gli sfigatelli sfortunati e presi di mira dall’ingiustizia del mondo, ma sanno modulare bene la lamentela e le punte ipocondriache da Coronavirus (ieri ho starnutito una volta e non ci ho dormito la notte: e voi lì a rassicurarlo…) con una buona dialettica, una certa dose interessante di cultura e un minimo di fascino da intellettuale un po’ tormentato. Fanno capire che sono veri uomini, ma senza mai straripare troppo nelle richieste osé. Quando arriveranno, saranno solo test per verificare quanto siete disposte a dare e quanto ubbidite al suo potere. Si svelano perché sono bipolari nel modo di fare: presto passeranno dai complimenti sublimi e carinerie indicibili ad accuse infondate, musi inspiegabili, scenate inaspettate. Vi faranno arrivare a pensare che avete sbagliato tutto, che li avete offesi, che avete capito il contrario di quello che vi è stato detto, che avete deluso ogni aspettativa. Sarete un giorno regine e un giorno traditrici della peggior specie. Quando sentiranno che reagite a certe affermazioni ingiuste e gratuite vi chiederanno scusa, vi blandiranno per poi farvi di nuovo mangiare la polvere. Vi faranno toccare a parole il cielo con una chat e poi sprofondare in una buca fatta di no contact finché non avranno goduto del loro potere assoluto su di voi abbastanza.

Un consiglio: alla seconda cosa che non vi torna, alla seconda accusa assurda, al secondo comportamento inspiegabile non chiedetevi che cosa non va in voi ma pensate che lui sia un possibile narcisista. Non vi conosce neanche (anche se sembra essere così addentro alle vostre dinamiche, è per questo che vi ha colpito) e pretende da voi prestazioni da fidanzata di lungo corso, fra scenate di gelosia pretestuose per un like a un vostro conoscente sui social fino ad accuse infamanti di tradimento amicale e umano. È contraddittorio, cambia le carte in tavola, umorale, aggressivo dopo essere stato dolce… Insomma, prima di impazzire per spiegarvi chi ha ragione e chi ha torto, perché fa così e cosa potete fare voi mollate l’osso. Soprattutto se sentite il bisogno di lui come compagnia: lui vi farà soffrire tanto, per poi sostituirvi con la prossima in chat. Ricordate: il narcisista gode e si alimenta della vostra sofferenza. Non dategli neanche l’antipasto. Appena non vi spiegate una cosa o un comportamento, occhio!

LO SPOSATO “FEDELE”

Quanta voglia di corna naviga sulla rete in questi giorni. Lo provano i dati che citavo all’inizio ma anche le testimonianze di matrimoni che, se erano claudicanti prima della pandemia, ora in quarantena sono in ginocchio. E così, i mariti infelici o semplicemente con le voglie scatenate dalla routine (o assenza) del letto coniugale si scatenano nella caccia alla nuova amichetta di social. Solo che non tutti hanno le palle di fare le corna per davvero, e quindi aumenta la categoria di quelli che sì, sono sposato, sono infelice ma in realtà, anche se ti dico cosa ti farei a letto e ti chiedo le foto come mamma ti ha fatto io non sto tradendo perché è tutto virtuale. Già vedo l’avvocato divorzista della moglie che si frega le mani davanti agli screenshot di certe chat… comunque lui tradisce ma non tradisce, corteggia ma non corteggia, fa sesso. In chat ma lui pensa che in fondo non è sesso vero. Insomma, si scherza.

Come riconoscerlo: fa il piacione come tutti, ma insiste molto su quanto il suo matrimonio sia disastroso, finito, pesante soprattutto in questo periodo. Parla male della moglie in modo più o meno accentuato (chi parla di estranea chi di arpia), che non è mai un buon segno (oggi a lei domani a te), esagera nel fare l’innamorato già cotto e mangiato (come fa uno che non ti conosce a dirti che sei una donna diversa e già importante per lui?) e promette sesso viaggi e fuochi artificiali una volta usciti dalla quarantena.

Un consiglio: È un leone da chat: finita la quarantena non avrà mai il coraggio di frequentarti. O, peggio, se troverà il coraggio di venire qualche volta a letto con te, i sensi di colpa saranno tali e tanti da rovinare il divertimento (con tanto di erezioni mancate) e anche il rapporto di amantato nascente. Per fare le corna bisogna avere le palle per farle e esserne convinto. Quanti scontenti del matrimonio ci sono che in realtà il matrimonio poi scopri che non lo molleranno mai? Almeno otto su dieci, ricordatelo. Non perdere tempo con una storia che non ha neanche un inizio.

L’EX CHE RITORNA ALL’ATTACCO

Vi eravate lasciati perché lui era un seriale che ci provava con tutte. Perché era un separato in casa rivelatosi sposatissimo. Perché ti ha trattato bene all’inizio e da Cenerentola poi. Perché dopo averti promesso mari e monti non ha lasciato la moglie. E adesso riappare, dopo mesi, a volte tanti, in chat. L’uomo medio, anche se seriale, in periodo di carestia (o di quarantena) rivaluta la minestra riscaldata. Lo fa soprattutto quando non batte un chiodo con le altre (anche i più affascinanti predatori dei social hanno i loro periodi di magra) e pensa: fammi provare di nuovo con lei, in fondo è la cosa più comoda e facile che io possa tentare e poi in fondo me l’ha già data, potrebbe, con un po’ di sforzo e convincimento, ridarmela. L’ho intortata tante di quelle volte, ci riuscirò anche stavolta. Cosa mi costa? Lo sforzo di una chat

Come riconoscerlo: l’esordio è fotocopia. Come stai? Ero preoccupato per te. Sai di questi tempi. Se gli rispondi gentilmente o semplicemente per educazione alza la posta. Sai mi manchi, ti ho pensata spesso. Ho pensato tanto a noi, ai miei errori. Insomma lui è il lupo che ti vuole accompagnare fino al tuo letto e tu Capuccetto rosso che lui spera sia di nuovo pronta a infilarsi nel lettone. Il lupo in questo periodo è travestito da paramedico preoccupato per la tua salute, ma in realtà vorrebbe giocare al ginecologo. Lo capisci perché se provi a dargli spazio inizia subito a intercalare romanticismo con sesso, tradendo la sua voglia. Vuole fare sesso online al più presto e, domani, farlo per davvero. Finché non rompi troppo.

Un consiglio: ricordati che ti sei liberata di lui tuo malgrado e al prezzo di lacrime e sangue, spesso con codici del silenzio gravosi e lunghi. Oppure sei stata liquidata repentinamente, magari perché lui è stato scoperto o doveva andare in vacanza con la moglie o proprio perché ha approfittato della lontananza forzata da Coronavirus. Ti ha abbandonata in pieno oceano, senza salvagente e senza guardarsi indietro, fregandoti la scialuppa di salvataggio. Non ricominciare a nuotare, Sei arrivata a riva per un pelo. Non ricominciare a fumare, hai fatto tanta fatica a smettere. Non ricominciare a mangiare, hai fatto tanta fatica a stare a dieta. Lui non è cambiato. È solo egoista. E quando dice ho bisogno di te, sto male senza di te si riferisce a lui, a suoi bisogni, non a voi, non alla coppia. A quel come stai, se non vuoi ricominciare daccapo la Via Crucis che ben conosci, c’è una sola risposta: il silenzio.

 

Sincerely yours

Foto Pixabay

 

 

Amante stampella del matrimonio

Foto Pixabay
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L’amante, nella realtà dei fatti, non è una rovinafamiglie o uccide il matrimonio ma, sempre più spesso, lo tiene in piedi e gli permette di camminare, come una stampella.

Ne avevo già scritto in passato parlando dell’amante mediatore familiare ma questi anni di blog, di epidemiologia di coppia, che hanno poi prodotto la recente uscita del mio libro con Eliselle La matematica del cuore, mi hanno confermato statisticamente che questo fenomeno è enorme e preponderante nella popolazione italiana (ricordo che abbiamo superato il 60% di tradimento almeno una volta nella vita), soprattutto dal punto di vista maschile.

Da un punto di vista ideale e filosofico invece posso anche concordare con chi rifiuta il concetto di amante e dice: se non amo più il partner non tradisco, mi separo. Correttissimo e perfetto. In teoria.

Ma bisogna fare anche i conti con la realtà. Ci sono molte donne coraggiose che si separano indipendemente dall’esistenza di un amante o no e ho sempre scritto che l’arrivo di un amante, nella grande maggioranza dei casi, è un sintomo postumo e spesso tardivo di un matrimonio in fallimento, raramente la causa. Queste donne possono giudicare in materia, chi non ha mai tradito no. Non si giudica col tradimento degli altri, bisogna esserci stati dentro, bisogna provarlo sulla propria pelle. Chi non ha mai tradito buon per lui, ma non giudichi.

Detto questo passiamo dall’accademia alla realtà.

Perché otto storie di amanti su dieci prolungano la vita al matrimonio invece di terminarlo anche velocemente? Perché un matrimonio asfittico, routinario e privo di sesso di qualità sopravvive a un’alternativa gioiosa, coinvolgente, passionale? Ancora una volta, salvo una risicata percentuale di casi, è l’uomo a trasformare l’amante da alternativa di vita a stampella per il matrimonio claudicante.

Vediamo i casi più diffusi, partendo da quello meno frequente ma più interessante.

GLI AMANTI PRAGMATICI

Lui e lei si amano non c’è dubbio. Se potessero, domani sarebbero insieme. Però il loro matrimonio ha tanti difetti ma non è un terreno di battaglia. La presenza del coniuge non è intollerabile anzi, spesso c’è l’affetto che ha sostituito l’amore. Certo è finita la coppia, i due sono consci dei limiti dei partner e certi che non c’è rimedio (ci hanno provato per anni a “cambiarli”), ma non Sono in guerra. Il più delle volte si tratta ormai di matrimoni azienda fondati su interessi comuni. Come i figli: anche una coppia decotta può essere formata da ottimi genitori. La realtà invece cosa narra… I due amanti si amano Ma sia lui che lei hanno figli piccoli. Hanno un mutuo. Hanno difficoltà economiche. Ecco allora che fanno un patto condiviso al 100%. Si sta insieme da amanti, il più possibile e al meglio, in attesa di giorni migliori. Superata la crisi economica e cresciuti i figli si convolerà a convivenza ufficiale o a nozze. Questa tipologia ha una caratteristica: la non sofferenza e un sentimento sincero anche se oculato. Il progetto è pienamente condiviso anche da lei, che non subisce nessuna situazione del suo lui perché ne ha una identica. E la pensa allo stesso modo. In questi casi, di amanti pragmatici e strutturati, la stampella funziona al meglio e l’indice di successo a tre/cinque anni, della serie i due diventano coppia ufficiale sistemate le pendenze, supera il 70%. Peccato che queste coppie così da patti chiari amicizia lunga siano solo un 10%.

PRAGMATICO LUI SOFFERENTE LEI

Quasi tutti gli uomini sposati non felicemente se il matrimonio, pur trascinandosi, è confortevole (si mangia, lei non rompe, bada ai figli, contribuisce al budget più qualche sveltina e sostanzialmente pace coniugale anche se piatta) non lo metteranno in discussione. Cercheranno fuori quello che gli manca, cioè il sesso perlopiù. Lo stesso può fare una donna. Il problema delle donne è che, essendo più vere sincere corrette e umane, prima o poi si innamorano dell’amante. Se succede, o si crea la situazione di equilibrio dei veri amanti pragmatici vista sopra oppure lei parte condividendo con lui la filosofia della stampella (il matrimonio non si tocca e noi però stando insieme compensiamo tutte le mancanze) ma, è solo questione di tempo, lei prima o poi rompe gli argini e a un certo punto dichiara di non tollerare più di fare l’amante. Di colpo, una delle due stampelle  che tengono in piedi ben tre coppie (i rispettivi coniugi e gli amanti) si rompe e sono guai. Perché lui di solito è innamorato a parole e non a fatti.  Comunque non abbastanza per mollare la sua comfort zone per l’amante, eccitante e fresca finché vuoi, ma non sicura. Come dice la filastrocca: “non mi fido del futuro, il presente è più sicuro!”. L’uomo medio è così, e in fondo è coerente con la sua scelta iniziale: perché fare un casino in famiglia quando posso sopperire con l’amante che copre i buchi del matrimonio? È il segreto del successo e della diffusione del tradimento, oltre al tramonto del concetto di fedeltà imperitura e automatica come da contratto. Peccato che lui all’amante abbia spesso  venduto il rapporto clandestino come un passaggio destinato a confluire in un nuovo matrimonio. È qui che sta la cialtronata scorretta: per far funzionare la stampella le racconti che un giorno verrà promossa a esoscheletro da terminator dell’amore, sapendo già che non accadrà mai. Pochi uomini tengono il punto iniziale, della serie così è se vi pare, io non mollerò mai mia moglie e i figli. Mentono per far fare all’amante l’amante. E non poche donne, purtroppo, dicono ok va bene anche a me con la recondita speranza che lui mollerà tutto per amore. Errore fatale!, come dice il mitico Renato Minutolo, quello dei video Guida coniugale per vincere le tue litigate.

L’AMANTE UOMO PIÙ DIFFUSO

Come dicevo l’uomo medio (80% dei casi) se sta decentemente in casa, non lascia la moglie perché manca sesso o comunicazione: prima o poi se li procura fuori. Una volta c’erano i casini, istituzione tollerata anche perché consentiva fuoripista agli sposati senza far vacillare i santi matrimoni. Una stampella di Stato. Non siamo molto cambiati. Certo, non paghiamo più per il sesso (anche se la prostituzione rimane un fenomeno di rilievo), vogliamo conquistare una donna, farne il nostro confessore oltre che la nostra geisha, ma il più delle volte si torna a casa. Lo sanno le tante amanti che si sentono presentare matrimoni fallimentari che stanno comunque in piedi o separazioni in casa all’insaputa della moglie interessata, le stesse che poi, dopo incredibili dichiarazioni di amore eterno devono abdicare ai loro sogni di roseo futuro di fronte a “ci sono i figli”, “lei mi rovina”, “non ho soldi solo debiti”, “lei si suicida”, “come faccio a lasciarla sola”, “cosa dirà la gente, i parenti, il paesiello” e… la lista è lunga ma sono tutte cose che c’erano dalla prima scopata da amanti. Questi uomini non sono tutti seriali. Il seriale si sa, fa della stampella cambiabile (appena rompi o fai discorsi seri ti molla o si dilegua e si procura una nuova stampella più giovane, in Kevlar) il suo modus vivendi. Ma anche il neofita, quello che tradisce per la prima volta, non molla quasi mai il matrimonio per la stampella. Sogna, quasi si innamora (quasi), a volte ci crede pure ma di fronte al dunque sceglierà sempre la comfort zone. Sono quelli che, tipicamente, scoperti dalla moglie diventano zerbini al punto di ripudiare l’amante e a volte di accusarla di averli sedotti (non ridete perché c’è anche qualche moglie che ci crede e non poche che ci vogliono credere). Alla peggio diventa un seriale, o vi tormenta con un unico scopo, nonostante le promesse e le strategie per prendere tempo: farvi fare ancora l’amante. In fondo anche l’amante è una comfort zone da tenersi stretta finché si può, mica tutti gli uomini amano corteggiare e conquistare, anzi sai che stress! Se ne trovi una che va bene te la tieni stretta finché Non avanza pretese.

Insomma, il connubio focolare domestico con annesso letto bollente clandestino è un successo che non solo non conosce crisi, ma è oggi in costante espansione.

In fondo è il teorema dello status quo e, parafrasando il Gattopardo, cambio tutto con l’amante per non cambiare nulla.

Sincerely yours

Cena aziendale e tradimento

Foto Anpellizzari
Foto Anpellizzari

 

La cena aziendale di Natale sembra il luogo preferito dai potenziali traditori per mettere in atto, concretizzare il proprio proposito con una collega.

Lo dice un sondaggio su mille uomini e mille donne fra i 24 e i 65 anni di Incontri extraconiugali, un sito nato e cresciuto sull’argomento.

Secondo il sondaggio 7 potenziali traditori su dieci aspettano proprio quest’occasione per farsi avanti, il 65% ha ammesso di aver fatto già qualche approccio al collega in questione ma solo 3 su dieci poi traducono il desiderio in fatti, e il tradimento si consuma.

E quelli che hanno già l’amante? Il sondaggio dice che il 70% degli intervistati organizzerà o ha già organizzato un incontro di Natale con lei o lui.

Questo non lo dice il sondaggio ma lo dico io, con cognizione di epidemiologia di coppia: i seriali non solo organizzeranno una sessione natalizia in motel con lei ma, alla cena aziendale alla quale “devono” gioco forza partecipare, ci proveranno pure con quella collega carina alla quale hanno già offerto qualche caffè alla macchinetta.

È Natale ragazzi, tutti siamo un po’ più… buoni traditori.

Farsi l’amante sul lavoro, all’inizio, sembra a tutti una buona idea: logistica migliore, bugie più attendibili, più occasione di fare sesso.

Peccato che a storia finita, e 8 storie fra amanti su 10 finiscono nel giro medio di un anno e mezzo, soprattutto se finita male (lui lascia lei o si fa lasciare per sfinimento: 8 casi su 10 delle storie finite), il fatto di lavorare nella stessa azienda, a volte nello stesso ufficio, a volte con addirittura il coniuge tradito fra gli impiegati in sede, dicevo, la buona idea iniziale diventi un incubo.

Ne ho già scritto qui, nel post Amore sul posto di lavoro: ripassate.

Care amiche in crisi coniugale, tenetelo presente se potete ed evitate come la peste i colleghi sposati o no che ci provano. Oggi vi sembra una cosa lusinghiera e “comoda”, domani mi ringrazierete.

Lo so, così fanno quasi tutte (il lavoro è il posto dove passiamo più tempo e dove è più facile “fare amicizia”) ma leggete i commenti sul blog: c’è gente che ha dovuto cambiare addirittura posto per non vedere più certi cialtroni (quelli che ci provano con l’altra collega davanti a voi Dopo che avete scopato per mesi, a volte anni) o, semplicemente, uomini dolorosamente ex.

Sincerely yours

 

 

Esco di casa ma voglio stare da solo

Pixabay
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Il sogno di ogni amante: lui esce di casa, finalmente, magari dopo anni di amantato, per formare una coppia ufficiale con la tanto decantata vera unica donna (che non è più la ex moglie) della sua vita. Voi.

E invece? Esco di casa ma voglio stare da solo. Esce sì, ma vuole restare solo nel nuovo appartamento da neo scapolo, avete capito bene.

Colpo di scena: siete finalmente liberi di vedervi e invece lui vi ferma e vi dice di aspettare, di dargli ancora tempo. Per riflettere, per riprendersi dal grande salto dalla vita precedente, perché lo consiglia il legale, perché i figli vanno a trovarlo, perché si sente male e frastornato, perché deve ritrovare se stesso. Ti prego ora che puoi pure dormire qui stai lontana: quando sarò pronto ti chiamerò. Ora devo pensare, abituarmi, i figli mi danno problemi da quando sono fuori, sono depresso, sto male, ho il jet lag.

Una situazione, questa, che colpisce non poche di voi. Dopo un percorso mediamente lungo da amanti (parliamo in media di 2-3 anni ma su questo blog ci sono anche casi da 5, da 16 e da 20!) almeno il 20% dei pochi che “finalmente escono” tira lo scherzetto del “esco di casa ma voglio stare da solo”.

Vabbè, dite voi, ho sopportato tanto e tanto a lungo aspetterò che lo shock dell’uscita si calmi, che lui riprenda il controllo di se stesso e del nostro rapporto.

S B A G L I A T O!

Sbagliato perché non è normale che un uomo che finalmente si decide di lasciare la moglie per voi (ma fosse anche per se stesso e, come fanno molte di voi, perché il suo matrimonio è comunque finito e avere l’amante non ne è stata la causa ma la conseguenza) non faccia festa ma faccia il muso, non spalanchi la sua porta a voi ma dica ci vediamo fra un po’, non veda l’ora di dormire e fare il giro dell’orologio in un ambiente nuovo suo e vostro e invece preferisce dormire da solo in un letto freddo.

È confuso? Ma come confuso, eri confuso quando dovevi lasciare la moglie, ora che hai deciso non puoi essere confuso! Forse frastornato, ma è un motivo in più per averti vicino in questo momento di transizione, non per stare da solo.

La verità? Ecco cosa si cela spesso dietro queste uscite che si rivelano farlocche e temporanee.

Lui non ha scelto di uscire di casa

Quella che ti presenta come una libera, sofferta scelta personale in realtà nasconde il fatto che la moglie lo ha beccato (oppure si è stufata di averlo fra i piedi musone e triste) e gli ha fatto fare le valigie. Se lo ha beccato gli ha detto “fuori!”, se non ne può più del depresso in casa gli ha detto “vai fuori e schiarisciti le idee, poi vediamo”. Questo fanno le mogli dotate di attributi, prima o poi. Quindi lui vi nasconde che è la moglie che lo ha sbattuto fuori, e fa l’eroe con voi. E la vittima. L’eroe perché ha avuto “il fegato” di decidere finalmente (ma pensa che bravo, meglio tardi che mai!), e la vittima perché ha rinunciato per voi alla bella vita (ma non stava male in casa? Non era ormai tutto insopportabile?), ai figli (che c’erano anche quando scopavate tre anni fa) e al suo tenore di vita, comodità e tutto il cucuzzaro. Peccato che mentre sta nel monolocale arredato a pensare ha già iniziato la trattativa con la moglie per il rientro con firma dell’armistizio. Voi non lo sapete (e se lo sapete la scusa è vado a trovare i figli), ma lui ha già iniziato, dopo anche solo una settimana di fuori casa, a rientrare o cercare di rientrare periodicamente lì. E certo, se vuole fare la pace con la moglie, se vuole rabbonirla o tornare sotto il tetto coniugale mica può frequentarvi o rischiare che vi trovino nella nuova abitazione! Ecco perché vi chiede di stare lontana e non approfitta subito dei benefit della singletudine e di voi, “ex” amante ora potenzialmente fidanzata ufficiale. Sta trattando il rientro.

È un finto nuovo alloggio

Non è raro che lui vi venda la nuova casa come il suo nuovo mondo e in realtà non ci vive, se non sporadicamente. Ci sono anche casi in cui lui parla di crisi alla moglie e lei, ormai disidratata dalle discussioni, avalla una temporanea uscita “così ti schiarisci le idee” (sono le mogli che hanno più paura di perdere il marito, perlopiù, a scendere a questo compromesso, ma anche loro spesso voglio tirare il fiato). Ma il più delle volte lui dorme ancora 5 giorni su sette a casa sua, e il nuovo appartamento è solo simbolico, temporaneo. E il fatto che lo abbia comprato non è una garanzia: la maggior parte delle volte, chi può economicamente lo compra ufficialmente per l’amante perché “potrebbe essere la nostra nuova casa”, ma poi scoprite che lo ha intestato ai figli e che in realtà lo considera un investimento familiare, e così lo ha presentato alla moglie. Perché non vi fa entrare in casa? Perché non può farsi scoprire dalla moglie in questo momento delicato (anche lui è in trattativa, alla moglie magari ha detto che è solo confuso, che è una pausa di riflessione) e perché non vuole farvi vedere che in bagno non c’è neanche lo spazzolino, ci sono i libri del figlio che usa il posto per studiare in tranquillità o per portarci (lui sì) la fidanzata e nell’armadio ci sono due vestiti in croce. Quella è una fake casa, o un investimento di famiglia. Non a caso o non vi scopa più, lo fa meno o, se proprio lo dovete fare, si va in un motel o a casa vostra. A casa sua meglio di no. Chissà perché…

Vuole l’anno sabbatico

Fra gli uomini scoperti e cacciati dalla moglie o, in una minoranza di casi, quelli che scelgono davvero di uscire, ci sono anche quelli che si dicono: ma perché io che adesso, a caro prezzo, ho trovato la mia libertà, mi devo infilare in un altro rapporto di coppia invece di scoparmi il mondo? Questi sono quelli che non vi tengono del tutto fuori dalla nuova casa, ma ve la centellinano, con la scusa di doversi abituare alla loro nuova vita. Vi fanno venire lì, magari per scopare regolarmente (non troppo), ma non vi fanno restare a dormire, perché non dovete mettere radici. Non potete restare nel weekend, perché ufficialmente è ancora presto e l’avvocato non lo consiglia per un po’. In realtà lui o sta già ronzando intorno ad altre o ne ha già una quasi cotta con cui inizia a uscire. La casa gli serve per scopare le altre, non solo voi. E quando entra la prima preda, ve ne accorgerete perché non solo calerà la vostra frequenza chez lui, ma vi ritroverete con alcuni dei problemi quotidiani che avevate quando stava con la moglie, tipo telefonate vietate alla sera, non risposte dopo una certa ora, strani e lunghi black out nelle comunicazioni e lui però online alle due di notte ma non con voi. Si sta vivendo il suo anno sexual sabbatico, e non è detto che sopravviverete a lungo alla concorrenza delle altre. Se ci siete è perché vi usa per i tempi di magra, finché non ve ne accorgerete o romperete troppo le balle. Ecco perché si è messo a dieta, ecco perché fa palestra, ha cambiato look, fa il ragazzino, ha i social che sembrano il book di un modello… non lo ha fatto per voi, ormai “seconda moglie”, lo fa per la nuova carina giovane e disponibile.

Insomma, un uomo che esce di casa, se vi ama, vi spalancherà le sue porte. Se non lo fa, se tutto sembra quasi come prima o rimane difficile, o siamo nei casi di cui sopra o comunque c’è qualcosa che non va. Non è amore, non ha deciso e, se ha deciso, non ha deciso per voi.

Quindi mettetelo subito alle corde: è uscito per voi, per lui o per la moglie? Se ha la coda di paglia vi attaccherà, farà l’offeso, sguscerà come un anguilla. Ma è come se vi rispondesse. Se non ha niente da temere o nascondere si resetterà, e capirà che non può lasciarvi fuori dalla porta neanche per un po’. Altrimenti il codice del silenzio riparte, perché lui in realtà non vi ha scelto. O siete dentro o fuori.

sincerely yours

#lamatematicadelcuore

per contatti: anpellizzari@icloud.com

Confronto finale

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Confronto finale

Fra voi è appena finita e molte lettrici mi chiedono (e quindi torno su un argomento sul quale ho già scritto): cosa ne pensi di un ultimo incontro? Di un confronto finale? È finita certo, ma io non voglio che finisca senza un vero ultimo confronto faccia a faccia.

Di solito questo bisogno lo avverte chi di voi ha subito una fine brusca, per esempio perché è stata costretta ad adottare il Codice del silenzio perché lui in pratica vuole farvi fare l’amante a vita, perché è stato beccato dalla moglie e si è volatilizzato, perché dopo aver spergiurato di amarvi vi ha detto non posso con un messaggino…

Me lo deve un confronto finale mi dite, e avete ragione. Se fosse una persona corretta, se i mesi, spesso anni di molte cose belle (nonostante le brutte, come le false promesse) valgono qualcosa lui non dovrebbe avere nessuna remora a reggere un ultimo incontro.

Mi deve delle spiegazioni o, anche se ci siamo detti tutto, mi deve la parola Fine, deve mettere, devo poter mettere la parola fine a questa storia. Non si può chiudere con un laconico messaggio, una litigata o, peggio, col silenzio.

Il problema è che molti uomini non sono affatto corretti e fanno prevalere la loro vigliaccheria ed egoismo anche sull’ultima cosa che dovrebbero fare per voi. E così, dopo i ti amerò per sempre, sarai sempre nel mio cuore, ah se solo ti avessi incontrato prima negano l’ultimo faccia a faccia.

I più stronzi, i più aridi, quelli del messaggino liquidatorio sono anche capaci di replicare alla richiesta di ultimo incontro con nefandezze tipo: che cosa non ti è chiaro, ne abbiamo già parlato fin troppo, sarebbe inutile. Certi non rispondono neanche.

Ma chiedere un confronto finale è utile, fa bene a chi lo chiede? Vediamone i pro e contro.

PRO

  1. L’amore, anche quello tormentato degli amanti, ha bisogno di una parola fine. Serve a chiudere davvero, a porre fine alla speranza in quelle storie che speranza non hanno, come quegli amantati che si trascinano oltre i due o tre anni, il massimo fisiologico consentito a questo tipo di storie. Amantati che per anni vivono non più di gioie ma di ricordi, di tira e molla e di promesse disattese. La parola fine e i perché della parola fine vanno detti, faccia a faccia, un’ultima volta.
  2. Il peso del vero addio deve essere sentito da tutti e due. Lui deve toccare con mano quello che perde chiudendo. E anche tu. Solo così finisce lo stillicidio del tira e molla.
  3. Se lui crede di potersela cavare con un messaggio o la sparizione non è un uomo. Scenda in campo per un ultima volta: ve lo deve.
  4. Vi siete detti tutto e sarebbe un’inutile ripetizione. Falso. Soprattutto dopo una prima parziale fase di silenzio, diciamo una settimana/15 giorni, il confronto va fatto, vanno ribaditi in faccia responsabilità ed errori. Quasi fosse un funerale vichingo del vostro amore, in modo che sia chiaro che da lì tornare indietro sarebbe un miracolo. Non a caso si chiama confronto finale.
  5. Il confronto finale serve per adottare seriamente, e quindi farlo funzionare, il codice del silenzio. La sensazione deve essere quella che è davvero finita, e che si sono dette davvero le ultime parole. Serve anche a lui per sapere che se torna deve farlo coscio di dover superare un confine quasi invalicabile, con una solida scala di fatti e non di parole.
  6. Il confronto deve mettere anche la parola fine alle sue parole. Tante, troppe per troppo tempo. Sarà l’occasione per dire le fatidiche ultime. Potranno essere sostituite solo dai fatti.
  7. Il confronto finale dà disperazione, con la consapevolezza dichiarata che è finita davvero, ma darà nel tempo anche sollievo e la capacità di non girarsi più indietro, perché dietro non c’è più nulla, se non i bei ricordi che lui sarà riuscito a non cancellare anche partecipando a questo ultimo confronto.
  8. Il confronto finale servirà a resistere meglio quando e se lui si rifarà vivo con una scusa per interrompere il vostro silenzio. Almeno non potrà dirvi “non possiamo chiudere così senza spiegazioni” anche se la chiusura l’ha  provocata lui. Non ci saranno pendenze aperte se non quelle che millanterà lui. E che non dovete ascoltare.

CONTRO

  1. Per avere un ultimo confronto bisogna avere gli attributi: e non parlo solo di lui, parlo di voi. Rivederlo, reggere il sentimento che provate ancora per lui per chiudere sarà doloroso, molto doloroso, al punto che molte non chiudono affatto, e accettano di continuare a fare l’amante “ancora per un po’”. Non vi biasimo per questo, è comprensibile e succede a tante, ma ciò procrastinerà solo la sofferenza. Il confronto finale si affronta quando si è veramente preparate a reggerlo.
  2. Perché sottoporsi ancora una volta all’umiliazione di sentire le solite mille scuse o addirittura vedere lui che cerca di scaricare su di voi le colpe del fallimento? Non ne vale la pena.
  3. Il confronto può rivelarsi una trappola: può convincervi a un’ultima scopata insieme (fa malissimo al codice del silenzio) o addirittura a “rimanere in contatto” o peggio “amici”, condannandovi ad altri mesi di agonia. Meglio non rischiare.
  4. Potrete trovarvi di fronte a un muro di gomma, un amante cambiato, che parla della moglie come di un rinnovato amore mentre fino a una settimana prima la voleva lasciare. Potreste ritrovarvi davanti all’ombra di chi avete amato, un essere cinico e silenzioso (o che dice cose terribili) che vi farà del male. Ancora. Perché subire tutto ciò?
  5. vederlo avrà un costo emotivo superiore a quello di non vederlo. E di non parlargli.
  6. Chiedetevi se non vi avviate al confronto con la recondita speranza che lui torni sui suoi passi. È normale intendiamoci, ma se sotto sotto è l’unica vera motivazione dell’incontro preparatevi a una delusione cocente.
  7. Quello che succederà al confronto per colpa sua potrebbe rovinarvi in due ore tutto quello che c’è stato di bello fra di voi nel passato. Salvate almeno i ricordi.

Ok abbiamo fatto l’elenco dei pro e contro ma cosa fare veramente? Confronto si o no?

Penso che il confronto finale ci voglia per tutti. E Per tutte le ragioni elencate nei pro, ma anche per quelle contro.

I contro devono servire a rendervi conto che l’uomo che avete amato e che diceva di amarvi non c’è più o non c’è Mai stato, se dal ripercorrere con lui tutte le tappe della vostra storia ne escono troppe truffe e menzogne.

Il confronto è un percorso finale, una catarsi, che sul momento magari vi darà solo dolore, ma che saprà lavorare dentro di voi e far funzionare il codice del silenzio che seguirà, quello vero, totale anche grazie a quest’ultimo confronto.

E se fosse negativo e tombale sarà servito per capire che era finita davvero, e ognuno dei due era destinato a una vita diversa, opposta ma libera da pesanti e inutili (ormai) legami psicologici.

Dunque il confronto finale Va fatto, anche se lo chiede lui. E se lo chiede lui purtroppo in nove casi su 10 è per convincervi a continuare più o meno così, a dargli tempo (ancora!), non è per mostrarvi l’atto di separazione. Andateci, consce che i suoi tentativi di farvi fare l’amante a vita devono rappresentare il suo confronto finale quanto fallimentare.

E se lui rifiuta il confronto? Usate la vostra rabbia e delusione per la sua vigliaccheria per tumularlo immediatamente (se non si farà più vivo, ma è una minoranza) o per aspettare il suo cadavere in riva al fiume della vita. Passeranno al massimo pochi mesi perché chieda lui un incontro (nel frattempo il suo matrimonio non sarà migliorato): sarà il momento di negarglielo voi. Perché il vostro lo avete avuto nel momento del suo rifiuto a incontrarvi, la madre di tutte le vigliaccate.

Sincerely yours

Ps

Anche se come foto ho scelto mezzogiorno di fuoco il vostro confronto finale non deve essere un duello o un party degli insulti e delle accuse. Nessuna sparatoria: il confronto deve essere “letale” nella sua oggettività ma corretto, persino educato. Dite quello che pensate e credete. Per l’ultima volta e che sia davvero l’ultima. 

Quanto sei disposta a sopportare per lui?

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Quanto sei disposta a sopportare per tenertelo?

Esiste una top ten (e più) di nefandezze che un uomo può dire e fare e che l’amante non dovrebbe sopportare.

Di fatto, per amore, molte di voi le sopportano. E non una, che basta e avanza, ma più di una.

Ve le digerite perché pensate: in fondo sono un’amante, sapevo che c’erano dei limiti. Sapevo che avrebbe potuto darmi fino a un certo punto. E poi date più peso ai momenti belli, quelli che vi fanno sopravvivere come un fiore in un deserto (foto Pixabay).

Non è un ragionamento sbagliato, è giusto nelle condizioni di amante porsi dei limiti e guardare il mezzo bicchiere pieno. Ma bisogna anche chiedersi quali limiti Non si possono valicare.

Ci sono parole e atteggiamenti che non possono essere accettati, che non possono essere nascosti sotto il tappeto delle cose belle recenti o passate (il sesso strepitoso, le sue affettuosità, i suoi entusiasmi, il fatto che solo lui vi abbia fatto provare certi sentimenti) perché sono la prova lampante che non solo lui non vi ama, ma non vi rispetta neanche e, di fatto, annullano tutto quello che c’è stato di bello, col tempo anche a livello di ricordi. Il bello, troppo spesso, si rivela contingente. Gli amici si vedono nel momento del bisogno, non solo quando si fa festa. 

Una volta un seriale mi disse: le donne bisogna educarle. No, non era una battuta, era convinto di quello che diceva. Era convinto che le donne vanno sottoposte a test periodici di sopportazione, con l’intento di capire quali margini di manovra e di potere ha un uomo sulla sua “amata”. Dalla possibilità di ottenere la massima tolleranza per la sua vita coniugale fino al punto di tollerare che lui abbia altre amanti, o sparisca per settimane, mesi, senza farsi quasi sentire. Sembra incredibile ma è così.

Ma lasciamo stare i casi limite dei seriali, che sono numerosi ma sono comunque il peggio del peggio: gli amanti maschi “standard”, tranne quelli davvero, sinceramente, senza riserve innamorati e che un domani (domani, non secoli) vi sceglieranno definitivamente creando una nuova famiglia con voi, mettono tutti alla prova nel tempo la vostra tolleranza.

L’egoismo maschile e il culto della convenienza fanno sì che anche l’amante più Apparentemente carino e accudente si comporti come un bambino, prima o poi. Il bambino fa il capriccio per testare la tenuta del genitore: se io piango o faccio il muso il genitore passerà sopra la marachella? Mi comprerà il giocattolo anche se non me lo merito? Lo fa anche l’amante più coinvolto, figuriamoci quello che ha retropensieri di sfruttamento.

E poi c’è la buona fede, la sincerità, la serietà anche nel fare l’amante.

Quando vivevo nella mia grande casa a Venezia, mia nonna gestiva quella che una volta si chiamava servitù, un gruppo di persone che accudivano la famiglia e quel labirinto che rappresentava il piano nobile del palazzo dove vivevamo. Un giorno nonna mi porta da una sua amica: altro palazzo, stesso numero di personale. Per quanto avessi dieci anni, avevo notato il disordine e la trasandatezza della casa, e non mi spiegavo il perché visto che vedevo tutte queste persone apparentemente indaffarate esattamente come a casa mia. Puliscono male, mi spiegò mia nonna. E puliscono male perché si sono accorte che “possono” pulire male. Vedi Alessandro, le persone sono divise in professionisti e tira a campare, tra uomini in buona fede e approfittatori. Se tu sei la padrona di casa e lasci fare, passi sopra alla mancanza di pulizia, chi se ne deve occupare se ne accorgerà e se ne approfitterà. A meno che sia in buona fede: allora tu glielo fai notare, la persona imparerà e la casa tornerà pulita. A meno che sia un professionista: un professionista fa il suo lavoro bene anche se chi lo paga è distratto. Gli altri se ne approfitteranno.

ma torniamo a quello che non si può dire e fare in una coppia di amanti. Ho raccolto, dai vostri commenti e testimonianze, frasi e situazioni limite che avrebbero dovuto farvi interrompere il rapporto immediatamente. O, se arrivate alla fine della storia, non farvi girare più indietro, neanche al suo ennesimo tentativo di interrompere il vostro codice del silenzio.

molte di voi hanno sopportato in nome del sentimento e della parte bella della storia (per quanto piccola), o per paura di perdere lui o nascondendo nella bad bank del cervello il vero significato di certe frasi. Lo ha detto perché è immaturo, perché non ha capito che mi fa male, perché è debole, perché è confuso, perché è succube della moglie o dei figli. Tutta polvere sotto il tappeto.

vediamole queste frasi: la vera traduzione segue sotto

abbi cura di te, ti amerò sempre!

che tradotto vuol dire: fuori dalle balle finalmente. Voi non avete idea di quanti uomini, soprattutto quelli che non hanno neanche il coraggio di lasciare ma vi fanno ammattire fino a farvi lasciare, tirino un sospiro di sollievo quando gettate la spugna. Finalmente libero, pensano. Niente più rotture di coglioni. Sono i più pavidi, perché hanno bisogno che siate voi ad andarvene. Così loro rimangono corretti, non vi hanno lasciate sole, non solo si preoccupano per voi ma vi ameranno per sempre. Abbi cura di te: tradotto ognuno per se è Dio per tutti. Ti amerò per sempre: con il biglietto in mano per il viaggio con moglie e figli già comprato da tempo (costa meno).

Dopo anni di amantato: tu non hai avuto pazienza

non solo avete dovuto lottare per anni con la speranza che lui decidesse di scegliervi ma, quando consumate dalla fatica emotiva dei suoi tira e molla avete detto basta, lui ha anche il coraggio di dirvi che dovevate aspettare. Magari bastava poco? Avete mollato a un metro dal traguardo? Che spregevole bugia: Pure la responsabilità del fallimento di una storia che lui non ha mai fatto decollare… che fortuna aver avuto il coraggio di mollarlo! Non sognatevi neanche per un secondo di pensare “forse dovevo resistere di più”.

Scendi dall’auto o allontanati perché devo parlare con mia moglie

si sa, gli amanti devono gestire anche le telefonate coniugali Cge arrivano sempre come la pioggia quando lavi la macchina, ma un conto è la normale complicità condivisa del silenzio quando chiama lei o lui un conto è che un dittatore imponga l’umiliazione di sparire dal luogo che condividete perché lui deve parlare liberamente con la titolare. Che tradotto significa lei è più importante di te al punto che non posso rimandare la telefonata, non te la voglio far ascoltare (come mai? La deve chiamare amore? Ma non erano in crisi?) e posso umiliarti dicendo esci, ordinandoti esci. A comando, come un robot. Se questo è amore…

Interrompe il coito per rispondere alla moglie

che dire? Non ci credete? Succede eccome. State puntando le vostre speranze su di lui? Ecco, avete la prova che neanche il sesso con voi è più importante della moglie. E se non lo è adesso domani? Quando gli chiederete di decidere? Coito interrotto rapporto sentimentale interrotto. Ah dimenticavo: e l’umiliazione di subire un affronto del genere la mettiamo sotto il tappeto dei sentimenti?

mia moglie è incinta ma fra noi non cambia nulla 

Cosa vuoi che sia un figlio. Non lo fanno mai ma è capitato. O, peggio, lei lo voleva tanto e io cosa dovevo fare? Quest’uomo non considera voi, non considera sua moglie e soprattutto non considera la responsabilità che ha nell’aver messo al mondo un figlio in regime di conclamata crisi coniugale. Un probabile innocente infelice come i suoi genitori. Come fate e farete a fidarvi di uno così?

Ho dovuto farci l’amore per stemperare la tensione

Si sa, i mariti non scopano mai con le mogli. Però poi quando scopri che lo fanno e lo devono ammettere inizia la commedia dell’assurdo. Erezioni impossibili compaiono come per miracolo, orgasmi che diventano immuni dal piacere, coiti nei quali lui inevitabilmente pensa a voi come se tutti gli uomini fossero in grado di estraniarsi dal momento contingente per fantasticare su di voi (pochissimi: è come se guardando un video porno dicessero che pensano a voi). Se poi lui giustifica il sesso coniugale per tenersela buona cosa dirà e farà domani per tenersela buona? E voi davvero credete che in una situazione del genere lui abbia parlato chiaramente alla moglie di crisi coniugale? Come no: non ti amo più ma scopiamo pure.

Lei mi ha sedotto io volevo tornare da te

Uomini scoperti dalla moglie sono capaci anche di questo. Se il coniuge è di quelli che non vuole vedere la realtà è non vuole assumersi nessuna corresponsabilità nel fallimento del matrimonio sarà gioco facile dell’uomo vigliacco scaricare le responsabilità del tradimento su di voi. Un uomo che fa questo non è andato in tilt, non è confuso o debole, non vi ha mai amato e alla prima vera difficoltà vi abbandona accusandovi. Cosa deve fare di più per schifarvi e cancellarlo anche dalla memoria?

soffro troppo rivediamoci 

Siete in codice del silenzio e lui si fa vivo con questa frase. Un barlume di speranza si accende nella vostra mente: senza di me ha capito che non ce la fa e questa sarà la volta buona. Traduzione del soffro troppo: IO soffro troppo, quindi interrompo il silenzio che tu hai dovuto adottare per colpa mia e lo faccio perché? Perché sono andato dall’avvocato e L’udienza di separazione è fissata? Ho una casa mia dove ospitarti da subito? No, perché SOFFRO TROPPO IO. dai una bella scopata e passa tutto. Basta che continui a fare l’amante. E le tue sofferenze? Interrompere il silenzio  per poi doverlo riprendere è come fratturarsi la stessa gamba durante la convalescenza. E ve la rompe lui, perché lui soffre. Che campione di amore e altruismo.

Scrivere solo mi dispiace dopo 40 righe di lei

lui ti ha lasciato. Non importa perché. Tante promesse in passato, poche spiegazioni alla fine. I figli, lei mi può rovinare, i sensi di colpa, le solite giustificazioni. Rimugini e non ti basta. E gli scrivi. Ti costa ma devi farlo. E tocchi tutti i punti. Belli e brutti. Tutte le contraddizioni, le falsità, le bugie, i bidoni, le promesse disattese. Lui ti risponde con un laconico mi dispiace. Traduzione: non me ne frega un cazzo. Non ci spreco neanche una risposta.

Rifiuta l’incontro finale

Assomiglia alla situazione del laconico mi dispiace solo che è più grave. Alla fine di una storia un incontro finale ve lo deve. Deve avere il coraggio di confrontarsi non per giustificarsi o recuperare, ma per rispetto, fosse anche solo per ascoltare e farvi sfogare. Non concedervelo è una mancanza di rispetto che cancella tutto quello che di bello c’è stato.

facciamolo oggi che mia moglie ha il ciclo

Siccome lui ha rapporti più che regolari con la moglie, oltre ai ritagli di tempo che devi subire ora ti fa subire anche quelli sessuali. Perché nei giorni ciclo free lei potrebbe accorgersi della differenza di prestazione se viene anche con te. Complimenti: tu per lui vali come il due di coppe a briscola quando comanda spade, cioè zero. Ma come fai ad accettare una cosa simile?

L’ho fatto perché è la madre dei miei figli

Sempre sul filone del io non scopo mai con mia moglie se non proprio obbligato ecco la scusa più demenziale che mi avete riferito. No comment. Meriterebbe un domani scopo mio cugino perché siamo parenti ed è pure carino.

io ti lascio libera ma se tu ti fai avanti mica ti fermo

Il finto altruista, quello che ti lascia perché pur amandoti troppo o più di tutti non può, spesso dichiara, anzi ti augura di trovare l’uomo della tua vita, ti “permette” di scoparti altri ma, attenzione, se vuoi rifarti un giro con lui o riprendere l’amantato mica so tira indietro. Insomma, per il tuo bene tutto. Un gelosone che ti ama ma siccome è altruista ti scoperebbe in condominio.

Forse il mio era solo entusiasmo

E me lo dici adesso? Ma vaffa!

 

queste sono solo alcune delle frasi testimonianze che ho raccolto. Aggiungete le nefandezze che mancano, che avete sentito o dovuto subire. Io ve le commenterò e tradurrò col vero retropensiero maschile.

 

sincerely yours

 

contatti: anpellizzari@icloud.com

 

Se lui non accetta la road map degli amanti

mappa

 

 

Ogni road map che si rispetti si basa sulla sua vera volontà di iniziare un vero percorso a tappe che lo porti alla separazione e a coronare il suo sogno con l’amante (se è vero!) in un tempo ragionevole che io vedo dura in media 12 mesi.

 

Quindi chi vi ama seriamente deve innanzitutto accettare questo percorso condiviso e smetterla di fare la “sua road map” falsa, fatta di non tempi e non tappe e impegni generici filosofico generalisti.

 

E lo accetta mettendo in atto il primo step di ogni road map che si rispetti: parlare con il coniuge e ufficializzare la crisi.

 

Non dico dire domani Ti lascio ma almeno ufficializzare la crisi di coppia e farla finita con l’apparente calma piatta e il coniuge ignaro totalmente della crisi in atto.

 

I 12 mesi sono il tempo medio statistico che ci mette un uomo che nonostante abbia tradito e continui a dire che ama l’amante e non la moglie ci mette per fare il primo passo (dichiarare lo stato di crisi) e arrivare all’ultimo (uscita di casa e separazione agli atti). Al lordo dell’ultimo Natale (per i figli) e delle ultime vacanze possibilmente in regime già diviso un tot con i figli un tot con voi. Pretendere tempi minori è possibile ma dipende da quanto siete insieme (se avete toccato e superato l’anno di amantato e non di più è possibile, se avete superato i due o tre questo è lo standard). Parliamo di un uomo che fino ad adesso parla di crisi in casa ma voi non sapete in realtà quanto sia ufficiale E di solito, al netto dai litigi musi e sesso ridotto al minimo non lo è. Toccherete con mano quanto è disposto a fare in fretta da come reagirà alla proposta di road map con tappe concordate e precise. Chi non ha buone intenzioni tende subito a svicolare e a prendere tempo o a ridurre il tutto a un Dammi tempo molto generico e senza date precise. Altro che anno!

 

Questo è il minimo sindacale. Se non accetta questo non vuole investire su di voi.

 

Molti cercano di prendere tempo e argomentano che “come si fa a dare una data potrebbe succedere di tutto”.

 

Potrebbe arrivare la fine del mondo. Un modo cialtrone per negare l’esistenza degli orologi. Non deciderà mai ci sarà sempre qualcosa da aspettare o che può accadere.

 

In questi casi la road map deve essere unilaterale. Mettetela voi: ti do tempo fino alla fine dell’anno, per esempio. Lui reagisce male o è aggressivo o peggio vi incolpa di non amarlo abbastanza e di non capirlo? È la prova delle sue vere intenzioni. Ultimatum!

se siete pronte o arcistufe ovviamente

Il cialtrone

Ho spiegato a mia figlia Rebecca, 10 anni, cho è il cialtrone. Ecco la sua interpretazione artistica
Ho spiegato a mia figlia Rebecca, 10 anni, chi è il cialtrone. Ecco la sua interpretazione artistica

 

Il cialtrone, per Treccani, è una persona priva di serietà e correttezza nei rapporti personali. Per questo, in amore, il cialtrone è spesso un seriale, un uomo che tradisce per scelta e superficialità di sentimenti.

Ma ci sono cialtroni in amore che non sono seriali ma solo… cialtroni.

Il cialtrone lo scopri quando vi lasciate, o meglio, si fa lasciare perché messo con le spalle al muro, o vi lascia ma vi vende la propria decisione come una scelta di nobiltà d’animo, lo fa per il vostro bene, non per i suoi interessi.

Dunque, scoprirete quanto lui è davvero cialtrone nel momento della resa dei conti: dopo un medio-lungo amantato, stufe di aspettare che lui si decida o metta in atto una delle tante promesse di vita in comune, vedendolo al palo o addirittura fare dei passi indietro gli imporrete la decisione finale.

Ecco, allora, cosa dirà il cialtrone rivelandosi per quello che è… ma attenzione: cercherà di apparire come un uomo dalla nobiltà d’animo, che rinuncia a voi con grande dolore e per proteggervi. Il cialtrone rinuncia a voi per il vostro interesse, questo è quello che vi venderà.

 

MERITI DI PIU’

Il cialtrone, dopo che per mesi o anni ha fatto di tutto, soprattutto a parole per convincervi che valeva davvero la pena continuare a fare l’amante, aspettare, avere pazienza e accontentarsi di prendere le briciole del suo tempo, ora che presentate il conto se ne viene fuori che non è che lui non vuole o non vi ama, ma che non vi può dare di più, e che voi meritate moooolto di più. Le vacanze insieme? Sarebbe stato bello ma è realisticamente impossibile, e tu meriti di più. Ma me le avevi promesse! Ma io le desideravo come te, ma non posso, e tu meriti di più. Ragazze, donne, se voi davvero meritavate di più ve lo doveva dire subito, non dopo aver mangiato tutto il menu del vostro ristorante. Facile mangiare a sbafo continuando a dire “poi saldo il conto” e alla fine non pagare perché i soldi non li ho. Non li aveva fin dall’inizio, cialtrone.

 

NON VOGLIO FARTI SOFFRIRE

Che tesoro questo cialtrone. Ti ha illusa, ti ha fatto digerire rospi come le vacanze con la moglie (magari pure in blackout di comunicazioni perché “sai quando ce lei non posso”), ti ha fatto piangere tutte le lacrime che potevi piangere, ti ha fatto interrompere due o tre codici del silenzio ripescandoti per il rotto della cuffia sempre a suon di promesse mai mantenute e adesso? Non voglio farti soffrire, quindi meglio fermarsi qui o, peggio, il vigliacco ti dice: “se lo ritieni necessario ci fermiamo qui”. Il massimo del cialtrone aggiungerà: “possiamo rimanere amici”. A lui non gliene frega nulla che soffriate, magari ha un goccio di senso di colpa, ma gli passa in fretta e sopravviverà benissimo. Anzi, una volta liquidate, verrà colto da un senso di liberazione che ho visto troppe volte sulla faccia di tanti uomini.

 

VOGLIO MA NON POSSO

Che cosa distingue il cialtrone da un altro uomo che vi lascia dicendo la stessa frase? Che il cialtrone non solo ve lo dice alla fine della storia, alla presentazione del conto, ma fino a un minuto prima vi aveva promesso casa, figli, vita in comune e la qualunque. Il Voglio ma non posso uomo normale invece lo dice subito, cioè anche nella fase post-ludica, quando da amanti “ci divertiamo e basta” siete diventati “sento qualcosa per te e non voglio rinunciare a te”. Il cialtrone passa dal Voglio e lo farò al Voglio ma non posso. Solo che gli impedimenti che c’erano quando voleva e diceva che lo avrebbe fatto sono gli stessi. Ha barato fin dall’inizio. Solo che ve la vende come una cosa successa all’ultimo minuto.

 

SE SOLO TI AVESSI CONOSCIUTO PRIMA

Il cialtrone deve rabbonirvi. Vi sentite deluse, arrabbiate, siete giustamente aggressive per le ingiustizie subite, perché l’evidenza dei fatti è forte, le sue incongruenze, le balle scoperte, i tira e molla sono troppi per mettere la testa sotto la sabbia ancora una volta, anche se per amore. E allora lui cerca di dare la colpa al destino beffardo, vi ripete che siete la donna della sua vita ma che siete capitate nel momento sbagliato o troppo tardi, e che il destino ha tirato un brutto gancio a tutti e due. Mente e cerca di apparirvi vittima alla pari di voi. Il destino non c’entra. La moglie c’era già prima. E per quanto ne abbia parlato male, per quanto abbia dipinto la sua vita come triste, lui oggi scegli sua moglie. Dire se ti avessi conosciuto prima è come dire se fossi nato ricco. I cialtroni danno sempre colpa agli altri, se la prendono persino con il destino, ma sono gli unici responsabili di quello che è successo.

 

DOVRESTI VIVERE LA TUA VITA

Che nobiltà d’animo! Lui non può accontentarvi come vorrebbe, vi ama più di ogni donna al mondo (tranne la moglie i figli e la comunione dei beni) ma è disposto, cavaliere templare a Gerusalemme circondata dagli infedeli, a digerire che voi possiate rifarvi una vita, che tradotto vuol dire avere altre storie d’amore, anzi trovare la vera storia d’amore. Le più dipendenti e obnubilate dall’amore per lui mi scrivono: pensa quanto mi ama, è disposto a sacrificarsi e a tollerare che io possa andare con un altro. Che nobiltà d’animo. Il cialtrone invece vede il terzo comodo come un mezzo per liberarsi di voi in modo indolore, solo che ve lo vende cialtronescamente come suo altruismo. E si frega le mani se trova uno che vi distrae. Quando si accorge che il tempo delle eiaculazioni gratuite è finito, e il prezzo da pagare per continuare è troppo alto, passa volentieri la palla. Geloso? La gelosia è il termometro dell’amore e lui, anche se si presenta paonazzo per la febbre, ha fatto il trucco dello studente: il termometro lo ha messo sul calorifero. Trucco da cialtrone.

 

RECUPERA CON TUO MARITO

Forse senza la mia interferenza dovresti davvero vedere se il tuo matrimonio è irrecuperabile. I cialtroni vi dicono anche questo. Quando vogliono liquidarvi, quelli che magari hanno un edonismo forte e quindi non sono così contenti di sapervi a letto con un concorrente, arrivano a farsi piacere il marito che vi ripropongono come se loro fossero il vostro migliore amico, una persona non coinvolta sessualmente e sentimentalmente con voi, o comunque un eroe in grado di mettere davanti ai suoi stessi interessi e sentimenti quello che conviene per te. In realtà il cialtrone sta cercando un suo sostituto che ti ammansisca in questa fase di grande e inaccettabile fregatura, e vede nel marito il male minore. Che schifo.

 

POVERINO È UN DEBOLE

Quante di voi, di fronte a certi atteggiamenti, invece di riconoscere la firma del cialtrone mi dicono: ma sai non è cattivo, è stato davvero innamorato, è solo un debole. E così lui è riuscito nell’intento non di passare per quello che è, un cialtrone scorretto come un cialtrone, ma per una persona che non ce la fa, che ci ha messo quello che poteva ma poi non ce l’ha fatta. Un po’ come quando vi dice che di malavoglia ha dovuto procurarsi un’erezione sufficiente per un rapporto completo per accontentare la moglie insistente (anche se non lo fanno mai: ma allora perché la moglie insiste?), e che non ha goduto quando ha avuto un orgasmo con lei, magari simultaneo. Ragazze sveglia: il cialtrone premedita tutto. Mentre è a letto con voi e guardate le stelle favoleggiando dalla camera d’albergo, lui già pensa al ritorno a casa e a smacchiare le camicie. Non è un debole, è un cinico pianificatore. È il cagnolino che fa gli occhioni e scodinzola ma se gli tocchi la pappa morde. E la pappa non sei tu.

 

POVERINO È TANTO DEPRESSO E DISTURBATO

Chi se la prenderebbe mai con un malato di depressione, uno che per stare con voi si è trovato fra l’incudine e il martello e il cervello non risponde più? Voi? Mica siete un’arpia, mica ve la prendete con i malati e i vicini ad andare fuori di testa, con un uomo che piange come un bambino! Avete tirato talmente la corda che lui è prima confuso, poi ha comportamenti da disturbato, e ora è depresso, deve prendere i farmaci e andare dallo psichiatra! Se avete a che fare con un cialtrone vi basterà aspettare: mentre avete deciso di lasciarlo in pace e non disturbarlo perché si riprenda e si curi, prima o poi farà una mossa falsa, dimostrando che fa una vita normale. Come un falso invalido che cieco si fa un giro in bici il cialtrone prima o poi si farà beccare sorridente su qualche social con la moglie. A voi credere all’ennesimo “l’ho dovuto fare perché me lo ha chiesto lei”. Usare la salute è uno dei trucchi più gettonati dal cialtrone.

 

Insomma, il cialtrone vuole liberarsi di voi facendo anche la figura del corretto, del nobile d’animo che è disposto a rinunciare a quello che gli interessa di più per il vostro bene. Ma non vede l’ora di liberarsi di voi, ormai troppo ingombranti, il gioco dell’eiaculazione a go go ha fatto il suo tempo e lui ve la vende come la grande rinuncia. Lui ha rinunciato al suo grande amore, voi.

 

Perché tutta questa fatica? Non può liquidarvi e basta? Eh no… Lui vuole uscirne bene con voi e con gli altri. Non vuole fare la parte dello stronzo, non vuole che voi raccontiate alle vostre amiche che M è, non vuole farvi incazzare e dover subire le vostre scenate. Ha paura di voi.

Il capolavoro del cialtrone è lasciarvi convincendovi che avete fatto voi la cosa giusta, che in fondo è una vostra scelta e che lui non ha colpa, ha fatto di tutto per realizzare il sogno. E se un giorno lo accuserete di una delle sue mille colpe perché magari scoprirete che ha una nuova amante avrà anche il coraggio di dirvi: ma sei stata tu a lasciarmi!

La punizione per il cialtrone? L’oblio. Totale. Si rifarà vivo. Trattatelo come un fastidioso e inutile venditore del nulla. Utile come uno scarafaggio sul balcone

Sincerely yours

Dedico questo scritto a Luce, una Superdonna che ha incontrato un cialtrone che l’ha fatta soffrire certo, che l’ha illusa certo, ma che lei ha liquidato per sempre e in pochi mesi trovando oggi il vero amore. Fate Luce sui cialtroni!

 

Chi volesse scrivermi o avere un contatto telefonico: anpellizzari@icloud.com

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché interrompe il tuo silenzio

Interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: ricominciare sarà molto più dura e avrai ripreso i chili con gli interessi -foto Pixabay
Interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: ricominciare sarà molto più duro e avrai ripreso tutti i chili con gli interessi -foto Pixabay

Il Codice del silenzio (leggi qui) è quella forma assoluta di no contact che suggerisco di adottare a tutte quelle lettrici che, amanti o meno, sono da troppo tempo, a volte anni, alle prese con un uomo che a parole promette l’amore e gli scenari futuri di felicità più fantastici, ma che nella realtà fa soffrire perché sono tutte promesse mancate, bugie, ritrattazioni, finta confusione.

Di fronte a uomini che non decidono neanche di prendersi la responsabilità di lasciarvi l’unica è prendere la decisione voi, appunto adottando il Codice del silenzio, una via dalla quale si può tornare indietro solo se lui torna a Canossa con fatti (separazione, uscita di casa…) e non più parole.

Ho già descritto qui l’altissimo costo del Codice del silenzio. Lo paragono a una sorta di disintossicazione da dipendenza affettiva, con momenti di sofferenza altissimi, interruzioni dolorose (ricominciare il silenzio costa sempre il prezzo iniziale moltiplicato per due) e una lenta progressione fino alla guarigione, che avviene quando lui non è più tutto il vostro mondo, quando anche se è presente sul lavoro diventa trasparente, nonostante i ricordi struggenti ma solo fugaci ricordi. Che diventano flashback, non benzina per vivere.

Dunque il tempo e la stabilità del silenzio sono cruciali in questo percorso di disintossicazione amorosa. Non a caso il no contact che funziona deve essere assoluto. Niente sbirciatine sui suoi social, amiche che vi informano sulla sua vita, quella chat rimasta aperta nella speranza che lui la usi prima o poi, la serata dell’ufficio tutti insieme.

Ma non siete voi a far fallire i primi tentativi di silenzio: è lui.

Il nostro amico, quello che ha scelto la moglie, quello che ha deciso che vi ama troppissimo moltissimo più del mondo ma che se ne resta a casa sua sa benissimo che non vi deve contattare se non per annunciarvi la separazione o l’inizio finalmente dell’iter per costruire davvero, questa volta, una vita con voi.

Sa benissimo che ogni volta che vi contatta vi fa male, interrompe il vostro silenzio e la vostra guarigione. Sa bene che è come se vi ributtasse in fondo al pozzo. Un prezzo alto da pagare per voi, e allora perché lo fa se non è per annunciarvi la grande notizia?

Vediamo le varie tattiche di interruzione del vostro silenzio e che cosa celano.

COME STAI

La più banale e comune delle interruzioni. Lui fa finta di essere preoccupato per voi, magari un po’ lo è ma sono sensi di colpa (basta che pensiate a come siete arrivate al silenzio… vi ha fatto sputare sangue per farsi lasciare? Era confuso? Immobile dopo tanto amore a parole?). Vi ama? No, tasta il terreno. Come stai è il grimaldello per aprire la vostra porta chiusa e reinstaurare un minimo di dialogo. Perché? Perché il suo matrimonio non è migliorato e voi rimanete la sua più grande scopata, amica e psicologa. E si sta chiedendo se potete tornare a fare le stesse cose di una volta, magari con qualche promessa in più ma zero fatti. Se ne parla dopo la riscopata? Evitate di rispondere al come stai: pensare che non sia educato è la vostra scusa per rispondere e alimentare la speranza che lui sia cambiato. Ma vi accorgerete che interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: si riprendono tutti i chili con gli interessi.

SOFFRO TROPPO SENZA DI TE

Non cadete nel tranello del “ma allora se soffre mi ama!”. Lui non vi ama abbastanza se resta con la moglie, e non chiamiamolo amore per favore. Il suo grido di dolore è perché ha dovuto rinunciare al gelato per rimanere a casa. Voi siete il gelato e lui è in crisi ipoglicemica. Ma vuole che il gelato sia gratis come prima. Basta gelati gratis: o diventa socio della vostra gelateria o mangi quello del frigo di casa.

RESTIAMO AMICI

Ne ho già scritto qui ma repetita iuvant: impossibile rimanere amici dopo una storia chiusa in modo drammatico fra amanti. Rimanere amici significa per lui avere l’occasione, magari in un apparentemente innocuo incontro di infilarsi nel vostro letto. Nel momento in cui ve lo chiede già pregusta l’attimo in cui gliela ridarete in nome dei tanti bei ricordi, sperando che lui cambi idea. Seppellitelo con una non risposta.

HO VISTO L’AVVOCATO

Da quanti chilometri di distanza? Se a Milano ti prendi un caffè davanti al tribunale ne vedi anche 100. Hai visto l’avvocato e…? Vedere un avvocato e avere le carte della separazione in mano o la copia autentica (occhio… autentica!) dell’accordo preseparazione è diverso da andare informalmente da un legale a chiedere “se mi separo cosa rischio, cosa mi succede?”. Un passo che fanno tutti gli uomini, ma spesso lo fanno non perché vi amano ma per rispondere alla loro eterna domanda cruciale da maschi: cosa mi conviene? Fatti non parole anche dall’avvocato.

HO VISTO UNA CASA

Stessa scusa dell’avvocato. Non basta farsi un giro su internet a guardare i monolocali da separati o entrare in un’agenzia immobiliare per farsi un’idea, ammesso che lui lo faccia davvero. Trovare una casa, ho trovato una casa, non Ho visto una casa. E trovato significa che ha firmato il contratto non che ha visto una roba che potrebbe, che gli piace, che forse. Occhio perché sono scuse classiche per rientrare nelle vostre grazie. Prove non desideri. Se hai una casa torna per invitarmi che forse ci vengo.

HO BISOGNO DI CHIARIRE

Ma come, non avevate chiarito al momento del suo stato di confusione o non decisionale? Non avevate chiarito quando lui ha deciso, di fatto, per la moglie, i figli, la situazione economica? Eh no caro mio, non è che puoi chiarire (che cosa?) dopo che io mi sono fatta pianti per tre mesi e adesso che sto iniziando a uscire, vedere gente e a respirare mi convochi per tastare quanto sono forte a resisterti. E no!

LA SCUSA ECONOMICA

Alcune di voi mi raccontano di avere rapporti di lavoro o commerciali con gli ex amanti. Altre persino di avere dei crediti, perché lui si è fatto prestare dei soldi da voi (rabbrividisco solo al pensiero). Vi deve dei soldi? Ci sono i bonifici, non dovete vedervi. Sono tutte scuse.

SONO MALATO

A parte i casi di malattie serie, non pochi uomini usano la scusa delle malattie per impietosirvi e riottenere una scopata. Gli esami non sono a posto, ho avuto problemi al cuore e il cardiologo mi ha detto di stare attento, ho preso le pastiglie per la depressione. L’appello è alla crocerossina che c’è in voi ma non è il colesterolo alto che gli farà lasciare la moglie o un po’ di tachicardia, e la depressione è una malattia serissima, non ansia e rammarico perché sa che il suo matrimonio non funziona e voi potevate essere la nuova vita che però non ha scelto. I finti malati o i quasi malati fanno i furbi, e di solito guariscono appena ottenuta la rimpatriata. Ah, sono tutte malattie che non impediscono di scopare per due ore di fila o inibiscono l’erezione. Vale anche per “è malata” dalla figlia ai cugini. C’è chi si gioca anche è malata la moglie, ma di solito con l’amamte funziona poco.

LA RIUNIONE DI LAVORO

Se si lavora insieme il codice del silenzio costa doppia fatica, lo sappiamo, anche perché lui non si farà mediamente scrupoli di usare la sua posizione e la contiguità forzata dell’ambiente per tentare una riconciliazione alle sue condizioni. Vi ho già detto che dovete diventare un iceberg professionale ed evitare come la peste non solo le occasioni di stare sola con lui in modo apparentemente innocuo (un caffè? In fondo siamo amici… Perché non andare in mensa insieme una volta?) ma anche quelle collettive, a meno che non siano strettamente necessarie. Quella riunione dove c’è anche lui la potete evitare oppure no? Non nascondetevi dietro la pseudoprofessionalità o “in fondo è solo una riunione”: è la speranza che avvenga il miracolo che vi sussurra all’orecchio, ma l’unico miracolo è la scena finale di Ufficiale e gentiluomo.

L’INCONTRO CON AMICI COMUNI

L’uomo che vuole interrompere il vostro silenzio per sedurvi di nuovo usa anche gli amici comuni, ignari o meno della vostra situazione, per rivedervi. Il teorema maschile è: in fondo siamo stati molto bene, siamo persone adulte e civili, se è finita tra noi ciò non significa che dobbiamo toglierci il saluto o rinunciare a vedere gli amici insieme. Trappolone. Gli amici, quelli che restano e valgono per voi, ve li frequentate voi senza di lui.

CONSIDERAZIONI FINALI

Tutte queste scuse di tutti questi uomini sono strategie che hanno un solo scopo: rivedervi, ritrombarvi e magari ottenere ancora del tempo con voi. Rispondono a Sue esigenze, non alle vostre. A suoi egoistici bisogni fisici e psicologici: lui rivuole la stampella che sorregge il SUO matrimonio e la sua vita. Le vostre esigenze sono prove di cambiamento: non ci sono. Se ci sono devono essere rivoluzionarie, vere e schiaccianti, indiscutibili e indubitabili. Ma uno che ha deciso per voi e molla la moglie non usa sotterfugi, vi chiama e vi dice: sono tuo per sempre. E poi si comporta da uomo libero. Quando è successo a me io non ho tergiversato: l’ho invitata a un lungo weekend e in quei giorni le ho dato tutto quello che un’amante non ha mai, dallo stare palesemente insieme in pubblico a tutto il mio tempo e attenzioni. Ero pronto all’immediata convivenza, era lei che ha aspettato perché giustamente, dopo tante sofferenze, voleva essere sicura.

Vi chiedete: se mi dice che soffre, che non può vivere senza di me, che mi ama vuol dire che forse mi ama veramente, che forse dovrei dargli un’ultima chance… In nove casi su dieci rompere il silenzio significa rivederlo (e questo ha un costo molto alto, soprattutto se è a fondo perduto) e sentirsi ripetere le solite buone intenzioni per il futuro, condite dal tentativo estremo di convincervi di che cosa? Che dovete fare l’amante ancora per un po’, mentre lui, spesso per l’ennesima volta, con calma, inizierà a fare i primi passi per la separazione, passi dei quali molto spesso voi avrete una versione falsa o parziale, perché la maggioranza degli uomini, come mente sul fatto di non avere rapporti con la moglie, mente anche sul fatidico “dobbiamo parlare” con la stessa.

Ricorda: coem dice una lettrice certi uomini amano solo col pene.

Lo so, la speranza è l’ultima a morire, ma se lo rivedrete o riallaccerete i rapporti telefonici e messaggi come una volta in capo a poco tempo vi ritroverete con il solito pugno di mosche, e ad aver annullato tutti i sacrifici del silenzio precedente e a dover ricominciare il no contact con la delusione di essere state ingannate per l’ennesima volta, l’autostima sottoterra e una fatica doppia nel riprendere la strada che vi allontana da lui.

Il silenzio non si interrompe: o lo finisci perché lui ha davvero scelto te (e non solo a sogni e parole) o non si interrompe. Il silenzio finisce e basta: per lieto fine sempre, perché se lui non torna comunque sarai libera. Chi ce la fa in tre mesi (e già frequenta un altro uomo: succede davvero!), chi in sei, chi in un anno. Poi si è libere di vivere in un mondo non fatto da lui e le sue schiavitù, ma tuo.

Una parolina all’uomo che interrompe il silenzio

Ma non ti vergogni? Dentro di te sai benissimo perché lo stai facendo: hai bisogno di lei ma non la sceglierai mai, perché tua moglie è più importante, fosse anche solo per i soldi. Vuoi scopare in giro? Non con lei, che ti ha veramente amato. Vuoi la psicologa? Ce ne sono di bravissime, pagala. Se sei uomo e hai un briciolo di dignità e onore, visto che l’hai lasciata o, peggio, ti sei fatto lasciare, non farti più vivo. Sai quale sarà il prezzo per lei quando la lascerai di nuovo, quando non potrai sceglierla di nuovo. Non sei confuso, sei furbo ed egoista da far ribrezzo. Non sei sofferente, hai fame. Non fare lo sciacallo che aspetta che la leonessa ferita sia stanca per gustare, ancora una volta, il sapore della sua carne. Sparisci per sempre. O torna con i fatti, quelli definitivi. È l’ultima, unica cosa decente che puoi fare. Da vero uomo se lo sei.

 

Sincerely yours

anpellizzari@icloud.com

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