Separazione: quando potrò frequentare l’altro? E lui vedere i miei figli?

Rispondono gli avvocati Roberta Spadetta e Filippo Argento, che ho scelto per questa rubrica innanzitutto perché sono due bravi esperti in queste tematiche e poi, visto che siamo #acasadiAle, perché sono una delle coppie felicemente sposate da anni con quattro bellissime figlie. Un matrimonio, il loro, che augurerei a ogni coppia che cerca la felicità duratura negli anni.

Ecco gli avvocati Filippo e Roberta: presto li avremo anche in diretta per parlare con voi e rispondere alle vostre domande

L’art. 143 del Codice Civile delinea gli obblighi reciproci dei coniugi, fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nell’interesse della famiglia, coabitazione.

In caso di separazione, all’udienza presidenziale (la prima e se la separazione è consensuale l’unica) i coniugi vengono autorizzati a vivere separati.

Da lì il vincolo che lega i coniugi è attenuto agli obblighi verso il partner (non verso i figli ove tutto rimane immutato) sono sospesi o mutano di contenuto. Lo spartiacque è pertanto l’autorizzazione a vivere separati.

Prima di tale momento rimane il vincolo della fedeltà. Un piccolo inciso: la violazione di tale dovere può, astrattamente, portare alla pronuncia di addebito della separazione solo se è stata l’effettiva causa della crisi. Non v’è alcuna norma specifica che sanzioni l’eventuale relazione extraconiugale. Dopo la sentenza di separazione decadono in maniera definitiva gli obblighi di fedeltà, perché la legge stabilisce che permangono solamente quelli di natura patrimoniale e non morale.

E i figli? Anche se non v’è un obbligo di fedeltà, come si è visto , si può impedire che i figli frequentino il nuovo partner?

Considerando sempre la peculiarità dei vari casi, in termini generali NON SI PUO’ IMPEDIRE QUALSIASI RAPPORTO TRA IL NUOVO PARTNER DEL PROPRIO/A EX E I PROPRI FIGLI. OVVIAMENTE SEMPRE CHE CIO’ NON RECHI UN PREGIUDIZIO SIGNIFICATIVO PER LA PROLE!

Alcuna disposizione normativa, infatti, prevede che il genitore separato debba frequentare i propri figli in modo esclusivo, con le conseguenze che il genitore separato ha il diritto di coinvolgere il proprio figlio nella nuova relazione coniugale.

La stella polare è il principio della bigenitorialità; si smette di essere coniugi ma non di essere genitori. Ergo i figli, anche dopo la fine della vita coniugale hanno il pieno diritto di partecipare alla vita di ciascun genitore nella Sua interezza.

Sottolineo che questo principio è applicabile anche nel caso in cui la nuova compagna/o è stata/o la causa della separazione: non vanno pertanto mai confusi i due piani dell’infedeltà coniugale con quello dell’affidamento dei figli.

Un po’ di buon senso (e magari un passaggio dallo psicologo) aiuta sempre.

Chi volesse porre domande agli avvocati me le mandi a anpellizzari@icloud.com: le risposte di interesse generale verrano pubblicate (non la domanda che rimane anonima) oppure avrete una risposta privata che vi inoltrerò.

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