Semplicemente donna

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Semplicemente donna

di Daniela Luisa Luciani

Viviamo le nostre vite, le nostre scelte come sentiamo e come desideriamo, poi, capita di avere una battuta d’arresto per motivi non legati ad una situazione di passaggio ma ad uno stato di cose: essere donna. Un lavoro a cui si ambiva che ci viene precluso, perché l’affidabilità di una donna passa per le vite di cui deve farsi carico. Dietro questo, ci sono tantissimi condizionamenti culturali, l’uomo ha il tempo e la possibilità di mettersi completamente a disposizione ma perché? Non ha genitori, figli di cui farsi carico come le donne? Siamo proprio sicure di aver la libertà che viene tanto decantata? Paesi occidentali, famiglie moderne eppure anche tra noi la libertà reale tante volte viene meno, schiacciata dalla violenza, fisica, verbale psicologica, subdola e in varie forme che non conosce limiti di età, classe sociale o ambiente. Triste è che i limiti imposti ci vengono da una cultura radicata nelle stesse donne, nonne, madri a cui è stata imposta ma che continuano a diffonderla e c’è chi si ribella ma c’è anche chi la attua ancora in modo “naturale”. “Quel lavoro porta via troppo tempo alla famiglia”, “chi si occuperà dei figli”, “chi della casa”, allora fai un lavoro meno impegnativo e quindi meno pagato. Se non puoi ambire ad un lavoro “da uomo”, tanto vale non studiare per quello, ma per qualcosa di più semplice che poi qualcosa da fare si trova o c’è sempre un uomo che penserà a te, rendendoti dipendente. Facile pensare che siano meccanismi che appartengono al passato, la realtà e i fatti di cronaca ci dicono altro.

E’ proprio a questi modelli comportamentali che si incomincia a ribellarsi, molto viene fatto ma moltissimo ancora è da fare, allo sradicamento di questi preconcetti e a tanto altro che mira il premio “Semplicemente Donna”, giunto alla sua settima edizione (www.premiosemplicementedonna.com). Il presidente Angelo Morelli e la vice presidente Chiara Fatai sono a capo del comitato Organizzatore formato da altri 22 membri fra imprenditori, dirigenti, amministratori, medici e docenti, affiancati da una giuria composta da 25 membri tra cui scrittori, giornalisti, ex-premiate e persone impegnate nella promozione dei diritti e dei riconoscimenti delle donne di tutto il mondo. La straordinarietà di questo premio stà proprio nell’ampiezza del suo raggio, i riconoscimenti per il coraggio, l’impegno sociale e civile, l’informazione, la ricerca scientifica e i diritti umani, sono a livello internazionale. Proprio per questo, la manifestazione, svoltasi quest’anno tra Castiglion Fiorentino ed Arezzo ha ricevuto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, il patrocinio della Camera dei Deputati, del Comune di Castiglion Fiorentino, della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo, solo per citarne alcuni. Questo progetto vuole dare voce a questo tema soprattutto attraverso la prevenzione “La vera azione di contrasto contro la violenza è un’azione educativa culturale. Costruire, quindi, forme di contrasto contro la violenza in ogni genere, cercando la massima divulgazione ed il massimo confronto” questo uno degli obiettivi divenuto quasi un motto.

Tra le premiate di quest’anno Suraya Pakzad per i Diritti Umani, Nicoletta Milione per Donna Coraggio, Susanna Rosi per la Ricerca Scientifica e Monica Peruzzi per l’Informazione che hanno ricevuto il premio da alcune delle donne premiate lo scorso anno come Filomena Lamberti, Widad Akreyi solo per citarne alcune. Ognuna con la sua storia, fatta di violenze e privazioni perpetrate da regimi o da persone a loro vicine come mariti o compagni o donne che per vedere loro riconosciuto un ruolo a cui sulla carta hanno diritto, sono costrette a recarsi all’estero perchè nella realtà, non è così semplice e mancano modelli femminili a cui fare riferimento.

Moltissime donne sono ancora vittime di violenza, un fenomeno sommerso ma in crescita, i dati preoccupanti che invece emergono da denunce e richieste di aiuto, parlano di 6 milioni di donne tra i 16 ed i 70 anni,solo in Italia che, almeno una volta nella vita, abbiano subito una forma di violenza.

Dai dati emerge anche che i punti su cui, chi attua la violenza, fa forza, sono la dipendenza emotiva ed economica della vittima, ragion per cui occorre lavorare sull’autostima e l’indipendenza della donna. Vanno anche abbattuti stereotipi che vedono la realizzazione personale nella relazione col partner, tutti meccanismi subdoli e silenti che intrappolano e rendono più difficile non solo spezzare le catene ma, a volte, anche il semplice parlarne. Tanto si fa ma tantissimo si deve ancora fare, bene tenere alta l’attenzione, ottime le iniziative come il citato evento “Semplicemente Donna” ma agiamo tutte a cominciare dal nostro quotidiano, non accettando, non subendo e non passando sopra, ma anche supportando, educando figlie e figli alla parità di genere e soprattutto attuando una solidarietà femminile non in situazioni che si presentano sporadicamente ma in ogni azione e pensiero che accompagna la nostra giornata di donna fiera e consapevole del suo valore.


2 commenti

  1. Grazie Caro Alessandro che hai pubblicato questo articolo così importante e validissimo da leggere e rileggere .

    Cara Daniela grazie davvero per averlo scritto così come solo una Donna di Valore poteva fare.

    Mi ritrovo pienamente e totalmente al unisono con ogni tua parola e ‘pensiero espressiqui.

    Meno male che esistono associazioni e gruppi di aiuto in ogni forma e luoghi diversi in Italie e nel Mondo.

    La battaglia che le Donne stanno compiendo da anni e anni per difendersi prima di tutto dalla violenza che gli uomini fanno in mille modi violenti ,dai meno evidenti con azioni subdole nascoste manipolazioni tese al dominio e possesso come fossimo cose.

    La nostra battaglia unisce secondo me non solo l’occidente dove ancora un minimo di più sicuramente appare la nostra libertà in società come esseri umani che possono beneficiare ancora almeno del diritto a votare a lavorare e prima ancora a studiare a fare attivamente alla luce del sole la nostra nuova strada di lotta alla libertà vera e completa.
    E continuare a essere unite a partecipare il più possibile anche nelle associazioni che tanto si adoperano per la nostra difesa e tutela da una mano grande anche per quelle Donne che in paesi totalitari privi di una vera democrazia e libertà costringono la Donna ad essere sottomessa con la violenza fino alla uccisione,ma su va sta scala rispetto a qui in occidente dove già i numeri che hai riportato lasciano rabbrividire

    Nonostante questo molte Donne nei paesi a regime totalitario piuttosto che sottomettersi sono morte essendo uscite alla luce del sole gridando e difendendo il loro diritto a vivere come esseri umani liberi di scegliere la propria vita il diritto a studiare ad amare chi si vuole a sposarsi senza costrizione
    A non dover essere coperte da stoffe ingiurie umiliazioni pubbliche
    Lapidazioni fino a morirne.

    E a queste Donne in particolare che va sempre il mio caldo e caro pensiero
    Ne ho guardato le. Foto sui giornali di tante care Ragazze giovani come le nostre che studiano e viaggia no e parlano a gambe vivaci e giustamente scoperte a loro libera scelta.

    Cara Daniela grazie per il tuo articolo splendido che la unione fa la forza e che venga ad ogni giorno un passo avanti in più perché quanto è vero che che chi tace acconsente
    E la tua voce scritta la ascolto sentita di cuore e speranza sempre nel domani che verrà ,il meglio vivere riconosciuto il loro grande valore e diritto di vivere libere a tutte le Donne.

    Un abbraccione sentito!

  2. @Caro Alessandro,Eliselle,Manuela,Daniela
    E tutto il Blog

    E che sia il prossimo anno un anno di Salute e Salute e Salute
    Che ci permette di Vivere il viaggio più Bello e Misterioso di tutta la nostra vita

    SCOPRIRE SE STESSI !!!

    BUON ANNO A TUTTI VOI

    Con la Matematica nel cuore❤️

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