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La collega e amica di Facebook Giulia Cortese ci avverte, in un bel pezzo chiaro e diretto, che esce in libreria La zoccola etica. Guida al poliamore, alle relazioni aperte ed altre avventure.

Per capire al meglio cosa significa zoccola etica vi rimando allo scritto di Giulia Cortese linkato qui sopra: io ho capito che si tratta di una riedizione della vecchia coppia aperta dove lui e lei vivono felicemente insieme come coppia, ma con il patto chiaro e alla luce del sole (della serie tutti sanno tutto, nessuna bugia o sotterfugio) che, ognuno dei due, può avere storie di sesso liberamente, perché il sesso non solo è un valore positivo, ma fa bene alla coppia, basta che i fuori pista siano condivisi e gestiti con trasparenza e onestà.

Prima osservazione: il termine zoccola non ha molto di positivo. È vero che può assumere una valenza positiva, come in questo caso e per chi sottoscrive questa forma di coppia aperta, oppure in certi momenti in cui il sesso si fa bollente e la coppia usa terminologie che fuori da quel contesto suonerebbero come un insulto, ma suona veramente male no?

È come quando discuto di sesso con l’amica Grazia Scanavini e critico il terribile termine squirting, che dovrebbe rappresentare lessicamente l’eiaculazione femminile, che comunque sounds better. Quindi già il termine zoccola lo trovo controproducente se la proposta è: tesoro, facciamo a che io e te ci viviamo le storie sessuali che vogliamo rimanendo insieme?

Nella guida, a quanto leggo dal pezzo della collega, ci sarebbe una parte in cui si spiega come una coppia tradizionale può trasformarsi in una coppia aperta, e lei in zoccola etica (e lui come lo chiamiamo, se la cosa è reciproca?). Questo è interessante, perché torna a uno dei temi che qui vengono dibattuti: cosa fare per rilanciare una coppia di lungo corso o comunque zoppicante (e il sesso che va peggio è uno dei primi sintomi; ricordo il mio post sul come rilanciare la coppia di lungo corso)? Può essere questa una risposta?

A quanto pare, sarebbero 800 le coppie italiane che dichiarano apertamente di praticare questa forma di “sesso libero e consenziente”. Pochissime. C’è da dire però che sono pochissimi quelli che hanno il coraggio o la voglia di raccontare fatti così intimi in pubblico, quindi immagino siano di più…

Ma ragioniamoci un attimo. In teoria la cosa potrebbe funzionare. Per il maschio significherebbe avere il nulla osta dalla moglie o compagna che sia di farsi le scappatelle che vuole. Mica male no, se è questo che serve? Lei, però, potrebbe fare altrettanto… E qui casca l’asino. Non credo ci siano molti maschi italiani disposti a lasciare carta bianca alla propria donna e pronti a dichiarare con orgoglio “mia moglie è una zoccola etica”! Insomma, il classico italiano è: io lo posso fare, tu no.

E poi come la mettiamo con la gelosia, il sale naturale dell’amore? Come sapete, vedi mio post nella categoria SuperDonne, ritengo che non ci sia amore se non c’è gelosia, e la gelosia, parlo di quella sana e naturale (non dei gelosi patologici che vedono nemici ovunque e vessano il parter fino a fargli fare le corna veramente), è assolutamente ostativa alla zoccola o zoccolo etico.

Come reagireste se vostra moglie vi dicesse: amore, leggi questo libretto interessante, e se lo facessimo anche noi? Tu ti trombi chi vuoi, io mi trombo chi voglio, ci avvertiamo, condividiamo, magari ci divertiamo e la coppia riprende anche ossigeno. Perché no? Non so voi, ma la prima cosa che chiederei a mia moglie è: hai qualcuno? Ti sei innamorata di qualcuno? Vai già a letto con qualcuno? E viceversa: tu hai un’altra? Insomma, in una coppia antica e “obsoleta”, mi rendo conto, come la nostra, la prima preoccupazione sarebbe chi sta insidiando la coppia, e non come possiamo divertirci e fare del sesso nuovo.

E poi non sottovalutate il rischio: facciamo fantascienza e immaginiamo le nostre coppie che da domani applicano il concetto di zoccoli etici. E se poi, trombando qui e là, ci innamoriamo? Sorpresa! Insomma, troppa libertà, molti effetti collaterali.

Insomma, chiamiamo la zoccola etica come deve essere chiamata: corna pilotate. Ma le corna non sono una cosa che in Italia viene molto apprezzata, e non è solo per spocchia maschile. Le corna sono corna. Noi siamo monogami, non poligami. Sognare è bello, ma la realtà è un’altra cosa.

Ringrazio le belle mani smaltate di mia moglie che con provocazione e fede al dito si è prestata a illustrare questo post. Adesso siamo al pronto soccorso perché subito dopo le ho tagliato la mano. Scherzo eh!

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30Commenti

  • MariaGiovanna Luini, 10 Maggio 2014 @ 17:01 Rispondi

    Le corna devono essere tradizionali, se proprio esistono. Poi ognuno faccia come vuole. A me troppa presunta trasparenza non dice granché, e non si tratta comunque di “verità” ma di scarico di coscienza.

    • alessandro pellizzari, 10 Maggio 2014 @ 17:46 Rispondi

      Ah ah ah questa è bellissima. Sono d’accordo, le corna tradizionali sono le migliori. Vuoi mettere l’adrenalina del rischio e il senso di mistero e passione di un incontro furtivo con un “ciao caro io stasera esco con massimo ci vediamo domani sera?”….. E poi, giustamente, ognuno si prenda le sue responsabilità e i suoi rischi. Se corna devono essere, appunto, che siano vere.

    • alessandro pellizzari, 10 Maggio 2014 @ 17:48 Rispondi

      Alt alt alt… Cosa vuol dire se proprio esistono?

    • Marisa, 28 Febbraio 2015 @ 13:57 Rispondi

      Credo che i punti cruciali da focalizzare sono i valori e la coerenza. Se si sta bene insieme, a mio avviso non serve ” cornificarsi..” . Sarebbe opportuno fare i single a vita. O si ama o non si ama …troppo comodo a mio avviso evadere …e poi “scaricarsi …metaforicamente parlando ” dei trofei !! E’ un meccanismo perverso, dal mio punto di vista, inutile utile conduce al massacro della coppia, dei valori , delle credenze e di una identità integra.

      • alessandro pellizzari, 28 Febbraio 2015 @ 14:46 Rispondi

        Giusto. Peccato che la fedeltà non sia una condizione naturale per l’uomo

  • G., 10 Maggio 2014 @ 19:38 Rispondi

    Da quel che so io (ho visto un servizio alla televisione qualche settimana fa) la zoccola etica altro non è che una signorina che intraprende due o più relazioni serie contemporaneamente. L’etica sta nel fatto che non ha avventure fugaci che possono mettere a rischio anche la salute dei suoi partner, ma si intrattiene in rapporti romantici multipli. Non c’è tradimento perché la Z.E. (chiamiamola così…) è “fidanzata” con i tizi (mi sfugge però se i signori siano al correnti di essere compari…) e non ha scappatelle con altri (bontà sua). E’ la versione femminile, occidentale e post Sex and the City dell’harem. Il lunedì si vede con tizio, il martedì con caio, il mercoledì con sempronio. Mi chiedo se la Z.E. rischi un richiamo dall’ordine per infrazione del codice etico se il martedì dovesse replicare con tizio e trascurare Caio.
    Quindi la Z.E. è differente dalla coppia aperta – giudicabile, moralmente condannabile dall’opinione pubblica, quello che volete, ma comunque complice e giocosa – proprio per l’accordo che c’è alla base-

    • alessandro pellizzari, 10 Maggio 2014 @ 19:42 Rispondi

      No invece a quanto pare tutti sanno tutto, cioè i partner sanno degli altri, quindi non vedo la novità rispetto alla vecchia coppia aperta. E che mi dici dello zoccolo etico, cioè lui ? Ah ah ah

  • G., 10 Maggio 2014 @ 19:48 Rispondi

    Se è eccitato lui si chiama lo zoccolo duro… ok, questa era pessima 🙂

    • alessandro pellizzari, 10 Maggio 2014 @ 19:49 Rispondi

      Ah ah ah fa molto ridere. Come la terminologia

      • G., 10 Maggio 2014 @ 19:54 Rispondi

        Non fa per me. Due galli in un pollaio non fanno mai giorno… e ti invito a tradurre gallo in inglese, per il contesto 😀

        • alessandro pellizzari, 10 Maggio 2014 @ 19:58 Rispondi

          Come dice Maria Giovanna, se proprio si deve meglio il corno classico

  • Serena, 10 Maggio 2014 @ 20:57 Rispondi

    Io sono favorevole al poliamore, cosiddetto … ma senza troppa trasparenza che nuocerebbe. Diciamo che come coppia siamo così sicuri di noi stessi da contemplare l’idea di poter avere relazioni sessuali esterne, occasionali … il rischio di innamorarsi? Falso problema giacchè esiste comunque, e capita tutti i giorni, coppie aperte o chiuse non cambia. La gelosia non mi piace, fa sentire come oggetti inanimati, cose che sono tue, ti appartengono. le persone non ti appartengono, ti scelgono. E’ così mi piace sentirmi, come una persona che viene scelta, non come un articolo comprato al supermercato che quindi ora è tuo…

    • alessandro pellizzari, 10 Maggio 2014 @ 21:07 Rispondi

      Senza troppa trasparenza cosa significa, che non glielo dici quando vai con un altro? Quindi diciamo che il lasciapassare è alla base e poi tutto si fa all’oscuro? Non mi permetto di giudicare ma mi lascia perplesso un legame con questa zona d’ombra. Il rischio di innamorarsi di qualcuno, poi, converrai con me è più alto se ci vai a letto no? La gelosia sana è un sintomo d’amore. Leggi https://alessandropellizzari.com/io-non-sono-geloso-ma-la-gelosia-e-un-termometro-dellamore/

    • Grazia, 11 Maggio 2014 @ 15:20 Rispondi

      Sono d’accordo con te Serena per quanto riguarda il rischio di innamorarsi!! E anche qui Pellizzari se vuoi fare una cosa fatta bene devi scindere il punto di vista femminile da quello maschile: per una donna è ben diverso il discorso… non è un uomo che ti fa stare bene a letto quello che ti mette a rischio di innamoramento, ma è quello che sa far divertire la tua testa…. tutt’altra storia!!
      E come dice Serena, la donna si innamora e resta innamorata di un uomo che la sceglie (e per averla vicina deve riuscire a darle il piacere di sentirsi di un uomo, ma non sua proprietà!!)

      Per il discorso del tipo di dinamica sessuale (monogamia, poligamia, poliamore…..) continui Pellizzari a manifestare dubbi su ogni dinamica che non corrisponde alla tua… Nessuno di noi può definire giusto o sbagliato il modo di essere di una altra coppia o di un altra persona… se per una coppia l’equilibrio giusto è quello, può funzionare e durare fino alla morte!
      Così come se l’equilibrio di una coppia è quello di avere storie extra, senza dirsele, non vedo perché perplimersi… non può essere che questo sia l’equilibrio di quella coppia?

      Ognuno di noi è diverso per vissuto, per educazione, per capacità emotiva… perché dovremmo standardizzarci tutti nel concetto di coppia idealizzato dalla società? 🙂

      • alessandro pellizzari, 11 Maggio 2014 @ 15:31 Rispondi

        Beh, forse è vero che io sono cristallizzato in una dinamica che è più tradizionale, ma quello che tu chiami standardizzazione è il format di amore che più funziona nella stragrande maggioranza delle coppie, e quella che tu chiami equilibrio, comunque vada a parare, è anarchia.

        Ognuno di noi è diverso ma la stragrande maggioranza delle coppie è come la mia: una, indivisibile, fondata sulla monogamia e una sana gelosia.

        Che poi altre coppie trovino dinamiche di libertà che le fanno funzionare benissimo, ma le coppie aperte dichiarate in Italia rimangono 800, ma fossero anche centomila sono una minoranza rispetto a quelle tradizionali.

        E ci sarà un perché. Questo non é un giudizio, è statistica. Poi rimango curioso di seguire le dinamiche di minoranza, ma non vendiamole come esempi di perfezione.

        • Grazia, 11 Maggio 2014 @ 15:56 Rispondi

          Non è questione di perfezione o di statistica Alessandro…io non le ho sicuramente definite perfette in generale!! Sono perfette per chi le vive positivamente, per chi trova in questo modus il proprio benessere. E quelle che tu chiami “coppie tradizionali” definendole come format d’amore che più funziona, sono spesso meno vere di quelle 800 e più spesso apparenza!
          Mi spiego:
          -intanto le coppie libere dichiarate sono solo 800 perché, nella nostra società, è ben chiaro credo che è meglio tenere “nascosto” un modo di essere alternativo per non subire le conseguenze da pregiudizio (stessa cosa che succede ai gay, no? se non si dichiarano non è che non esistono, evitano semplicemente di dirlo perché da noi se non sei “tradizionale” sei un pervertito!
          -il format d’amore che più funziona è quello tradizionale? Allora che la statistica ci spieghi anche perché Annunci69 (che è solo uno dei siti principali per annunci erotici) ha 500.000 iscritti; perché Cam4 è frequentato da milioni di persone; perché ci sono più prostitute che fornaie o segretarie…. Io dico che il format d’amore tradizionale è quello che ci hanno inculcato, questo sì, ed è l’unico che ci hanno spiegato (anche male!)… ma che funzioni meglio di altri non è detto! E’ sicuramente il più diffuso, ma a me piacerebbe un sacco sapere su tutte le coppie “tradizionali” quante funzionano veramente!!!

          Io non dico che il format della coppia aperta sia meglio di quello della coppia tradizionale…. dico solo che ognuno di noi sa come trovare e gestire il proprio equilibrio! E io non mi sento di giudicare un equilibrio meno efficace o meno “di valore” solo perché diverso dal mio!!

          • alessandro pellizzari, 11 Maggio 2014 @ 17:29

            Di fatto lo hai giudicato, bocciando la coppia tradizionale, o sbaglio? Da quello che scrivi si evince che l’esistenza di siti di annunci e il mestiere più vecchio del mondo sono la prova provata che la coppia tradizionale è morta o perlomeno ammalata

            Posso essere d’accordo non tanto sul fatto che la coppia tradizionale, soprattutto quella di lungo corso, debba trovare, a un certo punto della sua dinamica vitale, un nuovo corso che la rilanci, ma non credo che questo consista nel trasformarsi in una coppia aperta, istituzionalizzando di fatto quello che magari altri fanno di nascosto.

            Che forse è più corretto, ma sempre di coppia finita si tratta.

            In sintesi: credo che qualsiasi coppia in cui uno degli elementi o tutti e due gli elementi devono, sentono il bisogno di guardare al di fuori della coppia stessa, e questo non sia solo una fantasia o una pulsione fisiologico-ormonale ma diventi un bisogno, è una coppia che non è più pienamente coppia.

            Che poi si decida di stare insieme seguendo modalità diverse (un occhio chiuso o due occhi spalancati) è un’altra questione.

            E non trovo così trasparente il fatto che due si dicano liberi tutti, lo trovo strumentale, e comunque non strumentale all’amore, non fisiologico all’amore, che è esclusività

            Su una cosa sono però d’accordo con te. Qui stiamo facendo accademia, ma è molto vero che viviamo in una società bigotta che giudica tutti e vede la scheggia nell’occhio dell’altro e non la trave nel suo.

            Infatti, pur essendo un conservatore (e non solo nella coppia) riconosco invece che il sesso e le sue dinamiche fanno parte della sfera più squisitamente privata e che è quindi libera, indiscutibile, ingiudicabile.

            Qualcuno ha detto: il sesso non ha regole. Ha ragione. E comunque, spesso, i censori sono molto più “peccatori” di quelli che giudicano.

            Il problema rimane comunque sempre quello: come far ritrovare lo smalto a una coppia di Lungo corso che non voglia diventare aperta, scambista o voglia farsi le corna? Cosa si può fare? Qual è la via giusta?

  • Grazia, 11 Maggio 2014 @ 07:13 Rispondi

    Hai concluso giustamente Pellizzari…. noi siamo monogami, quindi questo è il nostro punto di vista. Infatti tu parli di corna ma, per le coppie che vivono secondo dinamiche mentali del genere, non si tratta di corna, di tradimento: si tratta semplicemente di esperienze aggiunte. Lo so, lo so, per noi monogami è difficile da comprendere ma solo perché non “conosciamo”, siamo estranei a queste dinamiche.
    Come sai, io non credo che ci sia una dinamica di coppia giusta e altre sbagliate: ogni coppia trova il suo equilibrio in dinamiche diverse, che possono essere alternative alla monogamia già dalla nascita della coppia o essere una evoluzione della stessa.

    La critica che mi viene spontanea però è a questo passaggio:
    “E poi non sottovalutate il rischio: facciamo fantascienza e immaginiamo le nostre coppie che da domani applicano il concetto di zoccoli etici. E se poi, trombando qui e là, ci innamoriamo? Sorpresa! Insomma, troppa libertà, molti effetti collaterali.”
    Da donna e moglie, mi risulta un po’ triste pensare che mio marito potrebbe innamorarsi di una donna “trombandola” e quindi, meglio non trombare di qua e di là per non correre il rischio di innamorarsi…. sarà che sono certa che mio marito abbia bisogno di ben altro per innamorarsi… Non mi piace pensare che sia la limitazione della libertà ad evitare che mio marito si innamori di un’altra anzi, da questo punto di vista, preferirei sapere che se ne “tromba” un sacco ma rimango io la persona con cui vivere, condividere e rinnovare.
    Non mi piace pensare che, per evitare di correre rischi di innamoramento, dobbiamo limitarci….

    Chiaro che poi ognuno di noi agisce e reagisce diversamente ma sappi che, in una coppia che ha dinamiche come quelle di cui parli tu in questo post, è più difficile che nascano problemi di innamoramento “alternativo”. E’ più facile che succeda in una coppia dove si tradisce (tradimento vero e proprio) sporadicamente per bisogno di evasione o per mancanze varie di cui abbiamo già parlato……..

    • alessandro pellizzari, 11 Maggio 2014 @ 07:31 Rispondi

      Grazia i tuoi interventi sono sempre equilibrati e preziosi.

      Infatti non mi permetto di giudicare queste coppie, cerco solo di immaginare come una dinamica di questo tipo possa essere calata nella coppia tradizionale, magari per risolvere un periodo di down sessuale e relazionale, visto che il libro che cita la collega ha anche una parte dedicata a questa “trasformazione”.

      Che trovo difficile se non impossibile. Ma, hai ragione tu, io vengo dal ceppo monogami tendenti al massimo al cornino terapeutico.

      Sul fatto dell’innamoramento preciso: se un uomo si innamora di una donna solo perché se la tromba i casi sono due; o la coppia di partenza era decotta in modo irrecuperabile al punto che lui aveva così sete d’amore che è bastato one shot one kill, oppure è uno che non pratica l’ambiente donne libere da troppo tempo e si prende una sbandata, che è altra cosa che innamorarsi.

      Converrai con me che in una scala di rischio, se incontri una sconosciuta e ci parli è diverso che se poi te la trombi. Il rischio è più alto dopo la consumazione, statisticamente. Gli uomini non sono cultori dell’amore non fisico.

      Infine, ci credo che una coppia aperta possa essere più solida di una coppia tradizionale pluriennale: possono fare quello che vogliono!

      Battute a parte credo che sia una solidità solo temporanea, il palazzo è rischio crolli

      Un bacio

      • Grazia, 11 Maggio 2014 @ 10:31 Rispondi

        Io non ho letto questo libro ma provvederò…
        di certo non ritengo una terapia efficace modificare repentinamente le dinamiche della coppia, soprattutto in un momento di crisi… sai già come la penso su questo…

        Tu però sei troppo “cementato” per parlare di queste dinamiche… inizi “elasticamente” ma alla fine il tuo pre-giudizio non ce la fa a concederti di guardare le cose da un punto di vista diverso….

        Tu dici che è più rischioso innamorarsi di una persona dopo la consumazione? Uhmmm,,,, non necessariamente, ne sono convinta!
        Anzi, soprattutto gli uomini, sono più propensi ad innamorarsi di una donna che li fa aspettare (è sempre per quel discorso che vi piace la donna sessualmente attiva ma poi vi spaventa che sia “troppo” attiva perché temete che vada anche con altri….)
        Insomma Pellizzari…. secondo me non c’entra un ciccio!! Le coppie che hanno queste dinamiche sessuali (forse questo ancora non riesci ad accettarlo quindi te lo dimentichi) non vanno con altri per mancanza di qualcosa, come fanno i normali “cornificatori”;
        il loro è un semplice ampliamento dell’attività sessuale: è più facile che crolli un “palazzo d’epoca” …abitudinario, ripetitivo e con delle “crepe”!!

        Ma non è una terapia diventare una coppia aperta…. questo io non l’ho mai detto…. Una coppia in crisi non può di certo rafforzarsi in questo modo, visto che manca la solidità di base….

        Bacio Pellizzari!!

        • alessandro pellizzari, 11 Maggio 2014 @ 12:20 Rispondi

          Tutto chiaro. Ricordo solo che i palazzi d’epoca hanno muri spessi e secolari che, se restaurati, tornano alla loro magnificenza, mentre case nuove apparentemente dinamiche e futuribili hanno spesso i muri di carta. E si sente tutto, ma forse sì, sono troppo conservatore e all’antica. Vorrei però che ti ribattesse una donna.

          Ps : evviva la donna attiva però

  • » La #routine ucciderà la #coppia? Sì, ed è giusto così Alessandro Nicolò Pellizzari, 27 Maggio 2014 @ 21:07 Rispondi

    […] sono quelle degli scambisti, le coppie aperte e quelle con lei (e lui, perché no) zoccola etica (vedi post). Il loro vantaggio? Usano il sesso, l’antiruggine più potente in amore, in modo estremo ma […]

  • » #50sfumature di nuovo interesse per il #sesso per niente grigie Alessandro Nicolò Pellizzari, 8 Giugno 2014 @ 21:18 Rispondi

    […] prova, nel mio piccolo, il successo di visite che qui hanno avuto temi come la zoccola etica, o altri post sulle nuove sfaccettature della sessualità di coppia degli anni post duemiladieci. E […]

  • F, 18 Agosto 2015 @ 11:34 Rispondi

    Non entro nel merito del discorso coppia aperta, e cmq il libro no, non parla soltanto di coppie aperte, ma di tutti i vari modi in cui delle “zoccole etiche” possono scegliere organizzarsi, dalla scopamicizia alle relazioni aperte, dal sesso di gruppo al poliamore…
    Ma non voglio dilungarmi. Mi limito a rispondere alla domanda sul termine zoccola.
    Come e’ spiegato nella stessa introduzione al libro il termine zoccola e’ da intendersi come unisex, visto che in inglese, la lingua originale del libro, non hanno maschile e femminile. Quindi anche il lui sarebbe una zoccola etica. O uno zoccolo etico se preferite.
    Il termine zoccola vi suona male? Forse si’, ma il senso e’ proprio quello. Tu mi insulti dandomi della zoccola perche’ vivo serenamente come mi sento? Allora sai che c’e’, io prendo il tuo insulto e me ne faccio un vanto, perche’ invece non c’e’ niente di male.

  • Luca Boschetto, 18 Agosto 2015 @ 12:33 Rispondi

    Ma leggere ciò su cui si vuol scrivere un articolo, prima di scriverlo, no?

    Alcuni degli errori più madornali di questo articolo:

    – No, non si tratta di una rivisitazione della coppia aperta: la coppia aperta, come l’autore propone, significa lasciare i propri partner liberi di avere altre storie *sessuali*: le “scappatelle” come dice l’autore; il poliamore, invece, che è l’oggetto del libro in questione, non limita l’aspetto affettivo e sentimentale delle altre relazioni verso altre persone: una differenza davvero sostanziale che, da sola, basta a invalidare l’intero articolo.

    – “Zoccola” è un termine negativo? Sì. Come lo era “Lesbica” fino a pochi anni fa, prima che lo si rivendicasse. Ed è quello che le autrici propongono anche per questo termine.

    – Altrettanto: «spiega come una coppia tradizionale può trasformarsi in una coppia aperta, e lei in zoccola etica (e lui come lo chiamiamo, se la cosa è reciproca?)». Avendo letto il libro si sarebbe notata la lunga dissertazione sul fatto che, purtroppo, questo termine è al femminile proprio per via dello slut shaming sessista che imperversa nella nostra cultura e la proposta, quindi, di rivendicarlo per entrambi i generi — e d’altronde nella comunità gay maschile lo si usa già da anni spesso in modo ironico e anche positivo.

    – La gelosia non è il sale dell’amore, ma della possessività e del bisogno. Purtroppo nella nostra cultura troppo spesso si chiama amore ciò che non è. E ciò è un problema nelle relazioni poliamorose come in quelle monogame.

    – «Noi siamo monogami, non poligami. Sognare è bello, ma la realtà è un’altra cosa.» Eh, sì, sognare *di essere monogami* è bello. Ma basta guardare le statistiche dei tanti studi sociologici e psicologici, da Kinsey in poi, per riscontrare che le coppie realmente monogame, e non solo di facciata, sono la *minoranza*. E allora, forse, davvero la realtà è un’altra cosa, e il poliamore è una modalità di vivere le relazioni molto più appropriato a questa realtà.

    Per chi fosse interessato a saperne di più, oltre alla lettura del libro, consiglio anche di fare un giro su http://www.poliamore.org o di partecipare ad uno degli incontri di discussione sul tema che si tengono ormai con regolarità in molte città d’italia.

    • alessandro pellizzari, 18 Agosto 2015 @ 12:38 Rispondi

      È il tuo rispettabile parere ma non farne un promo per cose tue

      • Luca Boschetto, 18 Agosto 2015 @ 14:28 Rispondi

        Guarda, Alessandro, almeno il mio parere è basato su anni di documentazione sul tema, una lettura approfondita di questo e altri testi, la conoscenza personale di alcuni degli autori stessi. Il tuo, invece, su cosa?

        Per quanto riguarda il promuovere cose mie: ho fornito una fonte di informazione sul tema che consentisse ai tuoi lettori di farsi un’idea più accurata di cosa sia il poliamore rispetto alle tue (dis)informazioni. Non me ne viene nulla in tasca.

        • alessandro pellizzari, 18 Agosto 2015 @ 15:06 Rispondi

          Meglio così, grazie per il contributo

        • alessandro pellizzari, 18 Agosto 2015 @ 15:09 Rispondi

          Il mio parere non è basato su studi approfonditi di anni perché secondo me la materia non merita approfondimento esagerato ma un occhio giornalistico e commento si. Mica bisogna fare l’ enciclopedia delle zoccole

  • Il matrimonio salvato dalle corna? – Alessandro Nicolò Pellizzari, 13 Dicembre 2015 @ 12:00 Rispondi

    […] sulle corna “pilotate” della coppia aperta o di quella scambista (leggete qui sulla zoccola etica e qui sugli scambisti), ma io la risposta definitiva sulla fedeltà imperitura possibile e sulla […]

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