Ho sempre desiderato una figlia femmina e ho sempre saputo che si sarebbe chiamata o Rebecca o Emma. Poi sul nome ha tagliato la testa al toro mia madre che, salutandomi prima di andarsene, ha deciso il nome della nipote che non ha visto, se non da lassù.

L’ho desiderata nonostante il mio tendenzial bieco maschilismo: quando ho saputo che il primo figlio era un maschio, ho abbozzato in nome dell’idea dinastica, diciamo così.

Quando è arrivato Sebastiano vi dico solo quello che mi ha detto mia moglie, usciti dall’ecografia che mostrava inequivocabilmente che era un secondo maschio: sembri una mucca che guarda un treno. Mi vergognavo di non gioire, ma ero deluso perché la femmina non arrivava.

Poi finalmente, alla vigilia dei 50, Rebecca.

Quello che si dice dei padri con le figlie è tutto vero, anche la più bieca e popolare delle dicerie. I padri e le figlie si amano in modo speciale.

Quando Rebecca ha iniziato a parlare mi ha subito detto che era sposata con me, e io ho gioito. Quando mi ha detto che le interessava un certo Zaccaria sono stato geloso, geloso di un bimbo di quattro anni, sì lo confesso.

Poi ieri, anniversario del nostro matrimonio, abbiamo fatto vedere il film delle nozze ai figli. Rebecca non era affatto contenta. Criticava, era gelosa. Incredibile. Stasera si è presentata con un anello al dito e mi ha detto: papà io sono sposata con te.

Facciamo così Rebecca, ho replicato: metà con la mamma metà con me. Lei mi guarda e mi fa: sì, ma di più a me.

La volevo femmina con la F maiuscola, la volevo uguale alla madre e legata a me: sono stato accontentato con gli interessi. Ed è pure gemelli ascendente scorpione, tanto per temperare il suo caratterino da palcoscenico per prime donne. Super donne.>

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2Commenti

  • alessandro pellizzari, 8 Aprile 2014 @ 11:56

    Grazie Maria Luisa. I miei hanno solo 20 mesi di differenza e li prendono per gemelli, visto che il secondo è un marcantonio. È stato molto faticoso avere un neonato in casa quando l’altro non aveva neanche due anni, ma è stato un investimento enorme. Hanno gli stessi amici, gli stessi interessi, parlano delle stesse cose, insomma si spalleggiano e sono autonomi anche nei confronti degli altri, perché non sono soli. Sono una vera lobby, e sono gli altri a dover entrare nel loro entourage, non viceversa. E quello più sociale trascina l’altro.

    La tua fruttivendola mi fa ridere: mi ricorda il mio barbiere che quando ho avuto il primogenito maschio ha esclamato: bravo!

  • maria luisa semi, 8 Aprile 2014 @ 09:19

    Mi piacciono molto questi tuoi “ricordi” di famiglia.E a proposito di figli,io,dopo la prima avrei veramente voluto una seconda femmina:pensavo che due sorelle a distanza di tre anni sarebbero state anche amiche.Infatti è arrivata felicemente la seconda.Il bello – anzi il brutto – è capitato quando la mia fruttivendola,conosciuto l”evento mi ha testualmente detto “una femina,che pecà” (traduzione:una femmina,che peccato),senza neppure chiedere se tutto era andato bene.Ovviamente la fruttivendola non mi ha più vista ! Ma vedi che talvolta le donne sono contro se stesse.E comunque le mie speranze si sono avverate:le ragazze sono amiche (anche se una a Roma,che fa la tua professione) e non ho proprio rimpianti.

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