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Non trovo un uomo decente

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Perché non trovo un uomo decente? Non dico che mi ami subito o a breve, ma un uomo serio, che superi almeno il primo semestre ludico di conoscenza non solo carnale?

Purtroppo non molto è cambiato da quando ho fondato questo blog sei anni fa, inaugurandolo con il canale Superdonne dove, non a caso, la domanda iniziale era ed è: “io non capisco perché le mie amiche belle e intelligenti non trovano non dico il principe azzurro, ma neanche uno straccio d’uomo che possa far durare una storia almeno sei mesi, almeno il tempo di capire quali possano essere i possibili sviluppi, se ci sono”.

Che cosa è cambiato dal 2014 a oggi in quello che io chiamo il mercato degli uomini papabili?

Diciamo che il mercato dell’amore assomiglia molto a quello economico: c’è stata una grande crisi, non ne siamo ancora fuori ma qualche segnale positivo al quale appigliarsi finalmente c’è. Molto è cambiato in peggio, qualcosa sta cambiando in meglio.

Analizziamo, grazie alla mia epidemiologia di coppia che permette di fare un po’ di Matematica del cuore, la situazione degli uomini oggi disponibili per fasce caratteristiche e d’età.

GLI UNDER 35

Il 70% di questi giovani uomini in genere non fornisce a voi, care lettrici, “uomini decenti” per farci una storia seria, e questo rappresenta il grave problema attuale del mercato degli uomini papabili. Si tratta perlopiù di personaggi che vedono prevalere il sesso sui sentimenti e, soprattutto, i propri interessi sugli spazi di coppia. È chiaro che questa tendenza è più marcata sotto l’area 30 e un po’ meno se ci avviciniamo ai 35, ma comunque avete solo un 30% di probabilità di passare indenni con lui il fatidico sesto mese di frequentazione, quello che fa da boa fra una storia leggera come tante e qualcosa che può crescere. Non considero questo trend una “colpa” degli uomini di questa fascia d’età: è giusto che chi è più giovane si concentri sul lavoro, sugli amici, le passioni sportive e non, e che non voglia legami troppo importanti o pressanti. D’altronde il colpo di fulmine non è da tutti, anzi. Io mi sono innamorato tre volte nella mia vita (e due matrimoni) e mi considero un fortunato, nonostante i fallimenti. A non tutti capita di innamorarsi. Ho molte testimonianze di uomini che dicono “credo di essere innamorato” oppure “questa mi sembra la donna giusta”: per me non sono affermazioni tranquillizzanti per le partner perché l’innamoramento non crede, ma è, ed è travolgente, non meditato, ma anche dire la donna giusta è diverso dal pensare “la donna della mia vita”. Diffidate di queste affermazioni perché sono tipiche dei non convinti fino in fondo, quelli che “amano” con riserva, i più a rischio di rottura futura o tradimento, perché non sono veramente innamorati al 100%. Io li chiamo “i decisori dell’amore”. Decido di fare figli, decido che è la persona giusta, decido di sposarmi… È diverso dal dire VOGLIO sposarmi, VOGLIO un figlio da lei, VOGLIO (non scelgo) lei.

Ma torniamo all’analisi di questi papabili: dicevo capisco le loro priorità, ma questa società eccessivamente liquida post-crisi anche affettiva ha ridotto troppo, in questa fascia, i pragmatici sognatori, quelli che sì, prima il sesso il divertimento lo star bene ma anche sì sono aperto a un possibile amore anzi, divertendomi, lo sto già cercando più o meno consapevolmente. Eravamo almeno il 50% un decennio fa, ora solo 30 su 100 circa. Perché tutto scorre velocemente in questa società dei sentimenti social e online, e pochi decidono di mettere a disposizione di una donna i fatidici sei mesi minimo sindacale per far crescere un rapporto facendolo uscire dalla fase prettamente ludica. Così tutto finisce prima per l’uomo, o si trascina anche per sei mesi, ma con poco tempo dedicato alla potenziale futura compagna, che spesso viene dopo il lavoro, il calcio, gli amici, persino le vacanze che lui vuol fare da solo. Il guaio? Che le donne per innamorarsi e cominciare a investire spesso non hanno bisogno di 6 mesi, ma di due-tre. Siete sempre avanti un passo a noi, in tutto. In questo caso non è un vantaggio, se non siete corrisposte. Perché gli equilibri della coppia pesano a favore del più forte, lui, il meno coinvolto: è allora che vi sentirete frasi tipo “non starmi addosso” e “voglio la mia libertà”. E si inizia a soffrire.

GLI UOMINI FRA I 35 E I 40

Se sono liberi potrebbero essere fra i più “decenti”. Carriera più o meno avviata, avventure sessuali a sufficienza, una certa almeno  teorica maturazione emotiva e sentimentale, iniziale voglia di famiglia e figli. Qui la quota dei papabili sale al 40%. Solo? Direte voi. Solo, secondo l’epidemiologia di coppia e le decine di migliaia di vostre testimonianze che formano la Matematica del cuore. Perché la formazione sentimentale di un uomo si fa proprio nella fascia under 35, quella che si è trasformata tagliando spazio ai sentimenti per i bisogni materiali e più egoistici, la fascia che pensa per “uno” e poco per “due”. Ecco perché in questa zona maschile troviamo anche i peggiori. Un esempio per tutti? Il seriale. Tutti siamo un po’ seriali da giovani: il motto è ogni lasciata è persa, mitigato solo dalla capacità e possibilità di selezione del maschio (il famoso morto di f non ha età). Poi però, frequentando le donne di un certo spessore, oltre che avvenenti, dovremmo imparare qualcosa da voi, che siete le vere maestre dei sentimenti. È ascoltando e imparando dalle donne che un uomo si forma, a partire dagli insegnamenti di sua madre (in primis quello del rispetto per le donne) per proseguire con quelli più efficaci come imprinting, quelli della prima donna amata, o delle prime. Mio padre diceva: se vuoi imparare davvero l’inglese fidanzati con un’inglese. E io rilancio: se vuoi “imparare” i sentimenti ascolta e impara da una donna. Ecco, in questa fascia maschile ci sono quelli che hanno ascoltato e imparato, e sono pronti a crescere in coppia, e i peggiori, quelli che hanno visto e vissuto con una grande donna ma non hanno voluto imparare. Per scelta, per egoismo, per paura, perché non sono all’altezza delle donne, amazzoni e non, fate voi. Ecco perché dopo i 35 si trovano i migliori ma anche i peggiori, i seriali ormai irrecuperabili. Come riconoscere il decente dal non praticabile? Un modo semplice è osservare. Osservate bene un quasi quarantenne: parla e si comporta come se avesse ancora trentanni oppure è evoluto? Il suo tempo è sufficiente per voi? Parla di futuro o è una parola tabu? Il lavoro vince su tutto? E i suoi amici sono solo suoi o diventano anche vostri? Piccole cose direte, ma molto significative come indici di maturazione sentimentale di un uomo.

UOMINI OVER 40 FINO A 49 (poi capirete perché 49).

Qui purtroppo la percentuale dei decenti scende dal 40 al 20%,  perché chi non è maturato sentimentalmente difficilmente migliorerà, e i seriali e compagnia bella dal mammone al bugiardo cronico sono ormai professionisti nei loro difetti cronici. In questa fascia, poi, spadroneggiano gli sposati in crisi coniugale più o meno vera ma, soprattutto, in caccia di amanti che facciamo da stampella al loro matrimonio che, per quanto decotto, non chiuderanno mai (se non dopo i 50, come vedremo). Hanno grande successo proprio perché sono in genere uomini più sicuri e strutturati rispetto alle altre fasce d’età, cosa che li rende più attraenti visto il mercato disastrato dei single “innamorabili” più giovani, che lascia ampi margini di manovra. Perché ci cadono in tante con lo sposato Over 40? Perché, oltre a presentarsi bene, teoricamente è ancora in grado di crearsi una nuova famiglia e fare pure dei figli. Aggiungi che la maggior parte di questa tipologia mente sulla crisi coniugale (scientemente, cioè la moglie è ignara della millantata separazione in casa; negli altri casi la verifica si ha solo con i fatti, tipo lui è il più innamorato del mondo dell’altra finché la moglie non lo scopre) e quindi anche molte delle scettiche o refrattarie all’uomo occupato capitolano di fronte alle assicurazioni/bugie di lui e all’insegna della speranza di un futuro insieme. Il problema è che gli sposati 40enni, anche quando non bugiardi matricolati, hanno in genere bimbi ancora troppi piccoli per fare il grande salto della separazione. Insomma, capite bene perché solo due su dieci poi diventano una nuova coppia. Quelli che invece hanno già divorziato in questa età o sono reduci ammaccati dalle traversie sentimentali ed economiche, e quindi si rivelano pacchi sentimentali diffidenti e sempre sulla difensiva (alcuni poi c’è l’hanno proprio con le donne, che credono fonte di tutti i loro guai, ma non ne possono fare fisicamente a meno), oppure sono tornati ai pre-35 e vogliono divertirsi senza legami. Dunque la percentuale di uomo decente scende: per tutte occhio a balle e contraddizioni, segnale d’allarme da non sottovalutare in questa fascia perché endemico. Anche perché tutti questi uomini cercano di presentarsi al meglio all’inizio, perché se non piaci non scopi. E noi vogliamo soprattutto scopare.

IL CINQUANTENNE

L’ho lasciato per conto suo perché l’uomo, quando compie i 50 in genere sbarella un po’. Non pochi soffrono il giro di boa e temono la vecchiaia. Iniziano a notare vere o presunte differenze in peggio sulle prestazioni sessuali, sulla prestanza fisica e temono di non piacere. Certi tornano ragazzini con la testa, come reazione al tempo che passa. È questo il momento della riscoperta dell’attività fisica e della scoperta dei farmaci della virilità. Anche perché è il momento delle amanti. Quanti cinquantenni in crisi di identità si fanno l’amante, come si dice fra uomini, per provare a se stessi di essere ancora sul mercato, di essere piacenti e virili. Beh, capite allora che se ai single impenitenti o divorziati per sempre aggiungete l’esercito di uomini in crisi per le 50 candeline capite perché gli uomini decenti papabili in questa fascia scendono sotto il 30%. Come prima dei 35 anni.

GLI OVER 50

Per assurdo, superata la boa dei 50, a mano a mano che ci si sposta verso i 60 la situazione migliora. Non lo dico io, lo dicono fonti come l’Istat e i dati. Separazioni e divorzi, infatti, sono in aumento proprio in questa fascia. Perché se è vero che il seriale di lungo corso, l’uomo col ciclo che piange perché dopo tre anni di amantato “non può” lasciare la moglie e il single di ferro pluridecennale che si è quasi trasformato in un misogino possono solo peggiorare con l’età, ci sono tanti, sempre di più, Over 50 che chiudono matrimoni decotti e puntano su una nuova vita e una nuova compagna. Si parla di divorzi quadruplicati fra i 55 e 60 solo l’anno scorso. Insomma, si “rischia” di trovare 5 uomini su dieci decenti proprio fra i miei coetanei, fra i pochi a quanto pare ad avere il coraggio rinnovato di buttare il cuore oltre la più o meno confortevole routine. Una buona notizia che muove un po’ il mercato degli uomini papabili, anche se una buona quota di Over rimane nel grande gruppo dei non raccomandabili. Da notare che i coraggiosi sembrano essere gli sposati in crisi, non i single datati. Mi sembra logico. Un single di 55 anni ha, nella maggioranza dei casi, una impostazione di vita sentimentale ormai consolidata, uno sposato infelice può cambiare se trova la donna della sua nuova vita. Complice magari una situazione economica ormai assestata e figli ormai grandi. Però ragazze occhio alla solita regola… che le probabilità di avere a che fare con un uomo decente siano buone sopra i 50 non toglie di mezzo la famosa prova del nove: giudicate un uomo di qualsiasi età dai fatti, mai solo dalle parole o dalle molteplici promesse. E non deve passare troppo tempo fra il dire e il fare.

Sincerely yours

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