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1958
Era considerato uno degli uomini più belli della sua città. Le donne impazzivano per lui. Alto, biondo e con gli occhi azzurri era il bello per antonomasia. Aveva fatto strage di cuori. In un anno, mediamente, più di dieci donne cadevano nella sua rete di seduttore.

Non un grande seduttore, a dir la verità. Essendo troppo bello non aveva bisogno di parlare troppo, industriarsi e fare il simpatico per sedurre una donna. Gli bastava un sorriso.

Era considerato, dal numero di donne collezionate, un grande amante. Anche le signorine delle Case chiuse, che frequentava periodicamente, finché non era entrata in vigore la legge Merlin, erano felici che lui le omaggiasse abitualmente. Ma l’uomo, nonostante le scorribande con le professioniste, non aveva bisogno di pagare per fare sesso, perché anche le donne più morigerate del circondario, perdendo la testa per lui, avevano perso anche la verginità.

Poi, un giorno, si era innamorato di una donna. Bellissima, perfetta per essere sposata. Uomo all’antica nel profondo, nonostante le tendenze da sciupafemmine aveva deciso che no, la fidanzata ufficiale non poteva essere toccata fino al matrimonio. E così avvenne.

Lei, giovanissima, vergine e con zero esperienze di uomini se non qualche bacio liceale, aveva affrontato la sua prima notte di nozze con il partito più agognato e invidiato della città.

Ma l’esperienza di lui e il fatto che fossero realmente innamorati non aveva sortito quel magico mix che fa suonare le campane del sesso, soprattutto per lei. Pazienza, si era detta, sarà anche la mia inesperienza.

Il tempo passava e il piacere non arrivava. Ma come, aveva detto l’amica della sposa fra invidia e stupore: con lui è impossibile non godere!

Chiedere all’epoca, a un maschio italiano, di fare terapia di coppia finalizzata al miglioramento del piacere femminile era impossibile. Ma l’amore fra i due fu più forte. E lui si sedette, con lei, davanti a un esperto. Così si scoprì che lui, abituato a non chiedere alle donne, non sapeva neanche cosa fossero i preliminari. Forse non conosceva neanche bene l’anatomia femminile. E per lui, il tempo ideale dell’amore, era quello di una sigaretta.

Non aveva mai avuto bisogno di imparare. Le signorine professioniste pensavano a tutto loro, non c’era bisogno del petting. E le altre? Troppo prese e innamorate per lamentarsi della velocità e superficialità dell’atto.

Così il più bello non aveva mai imparato a fare l’amore davvero, nonostante il notevole numero di donne. Ma per lei, il suo vero amore, era pronto a ripartire da zero. E così aveva preso lezioni da lei, vergine e inesperta, che da Donna gli aveva insegnato cosa piace a una donna. Amore e umiltà avrebbero premiato l’uomo, e la coppia, di un lungo e felice avvenire, anche di piacere.

1999
Erano sposati da 15 anni, e sembrava, almeno a lui, che andasse tutto bene.

Uomo di successo, girava il mondo per far crescere il suo prestigio e il suo conto in banca. Lei veniva viziata materialmente, ma era spesso sola. Niente figli, il lavoro di lui non lasciava spazio, e lei forse se ne era fatta una ragione.

Lui spesso non c’era, ma l’amava veramente. E, quando tornava a casa, era tutto per lei. O almeno così credeva. Non l’aveva mai tradita, questa era la prova provata della sua dedizione. Non l’aveva mai tradita, se non con il tempo dedicato al lavoro.

Facevano l’amore quando lui tornava, e gli sembrava che fosse il sesso più bello e appagante per tutti e due. Si sbagliava.

Un terribile giorno, tornato da un viaggio, lei gli aveva detto la fatidica frase: ti devo parlare. Lui si era seduto nel salone, ascoltandola distrutto. Lei aveva un altro. Si sentiva sola. All’inizio aveva iniziato per sentirsi al centro dell’attenzione e del tempo di qualcuno ma poi, gli aveva detto senza pietà, aveva scoperto il piacere vero.

Aveva fatto l’amore come non mai, accorgendosi che, per anni, il loro sesso era stato di serie B. Mentre descriveva senza pietà le emozioni e gli orgasmi mai provati prima, lui si accorgeva che l’elemento più dirompente nell’affondare la coppia non era solo il tempo mancante, ma la qualità del sesso. La moglie sembrava letteralmente travolta dal piacere riscoperto, o forse scoperto per la prima volta. Aveva lasciato l’amante, ma una nuova linea di demarcazione era stata tracciata.

Era riuscito a convincerla a non lasciarlo, a dare alla coppia un’altra chance. Da subito aveva ridotto tutti i suoi impegni: sul tempo poteva lavorare, ma sul sesso?

Lui, da sempre ipersicuro di bastare e di appagare, si trovava a 45 anni di fronte a una nuova realtà: non sapeva fare l’amore. Lei, forse, avrebbe potuto aiutarlo. No, non poteva, troppo presa dal ricordo dell’altro, e dalla shock del piacere provato, che le aveva aperto gli occhi anche sulla sua solitudine.

Che fare? Imparare, di nuovo. Sì, ma da quale maestro? Non esistono maestri in questo campo, ma maestre.

Si era ricordato di quel suo amico americano che, per dare una svegliata al figlio bamboccione, aveva assoldato una cugina. La ragazza si era presentata in villa durante le vacanze, simulando una lontana parentela e un passaggio di favore nella casa di fiamiglia. Bellissima, seducente, esperta, la cugina aveva lanciato il non più giovane virgulto nel mondo del sesso, senza imbarazzarlo con una dichiarazione plateale di professionalità. Il risultato era stato strepitoso.

E così era iniziata la sua più dura prova d’amore. Primo: contattare l’amico. Secondo: confessargli l’inconfessabile. Terzo: un piano d’azione con full immersion in un corso intensivo di savoir faire intimo con la famosa cugina.

Era partito per un viaggio ufficialmente di lavoro, l’ultimo, aveva promesso alla moglie. Di fronte alla bellissima cugina le aveva solo detto: insegnami a fare l’amore. Alla tua età? Aveva risposto lei… E perché?

Lui aveva risposto: sì alla mia età, perché non sono mai cresciuto. E perché amo la mia donna, devo riconquistarla anche così.

Ah, aveva detto la cugina. E aveva dato il meglio nel suo ruolo di insegnante. Salvando un matrimonio, forse. O forse il matrimonio lo aveva salvato la paura di perdere l’amore e il tempo ridonato alla coppia.

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1Commento

  • marzia, 14 Gennaio 2016 @ 14:28 Rispondi

    Conosco perfettamente un caso analogo. Spero che lui abbia imparato!

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