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Lui è finalmente uscito di casa ma…

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Finalmente lui è uscito di casa!

Dopo mesi, anni di trattative con te, promesse di separarsi e di lasciare la moglie, crisi, codici del silenzio e ritorni più o meno in ginocchio, lui ha lasciato il tetto coniugale e ora sta in una casa in affitto.

Brindiamo finalmente? Aspetta un attimo.

No perché la semplicità dell’amore, che vi vorrebbe finalmente liberi di frequentarvi dopo anni di amantato, con lunghi weekend da lui e notti passate insieme nel suo nuovo letto sembrerebbe la cosa più logica e naturale, ma dobbiamo fare i conti con i retroscena di questa apparentemente volontaria uscita di casa.

Anche perché il vostro entusiasmo per la notizia non è del tutto o per niente ricambiato. Al vostro entusiastico “sono felice dobbiamo festeggiare!” lui risponde “aspetta un attimo, sono appena uscito, dobbiamo essere prudenti, ho i figli che vanno e vengono”…

Il top è quando dice: ho bisogno di spazio, voglio stare un po’ da solo, ho bisogno di stare da solo.

Ma come! Avete lottato per mesi, anni per essere liberi di stare di più e liberamente insieme e adesso che è fuori ti dice ho bisogno di stare da solo?

Ma che, è impazzito? Ora che potete trombare notte e giorno, mangiare insieme, dormire insieme dice aspetta un attimino?

No non è pazzia, ci sono ragioni ben precise quanto segrete che lui non vi vuole dire e che ha ben presente.

La matematica del cuore e la mia epidemiologia di coppia ve le svela, per ordine di frequenza.

 

Non è uscito di sua volontà, è stato sbattuto fuori (50% dei casi)

Il vostro grande eroe in realtà non si è deciso finalmente a mettere una delle bandierine più importanti e cruciali di ogni road map fra amanti che si rispetti. In realtà è stato beccato dalla moglie (qualche messaggio con voi, o magari con qualcun’altra…) che lo ha messo alla porta. Lui si è solo “dimenticato” di dirvelo e ora si becca pure le pacche sulle spalle perché ha dimostrato finalmente (meglio tardi che mai) di essere un vero uomo e di rispettare le tante promesse. Invece la vera scena è stata (in genere) così: telefono incustodito appena dopo averlo usato (quindi non ancora in auto-blocco), notifica messaggio che blippa, lei che passa e vede e non resiste. Apre il vaso di pandora. E lui che è un pigro di quelli che i messaggi si cancellano poi ha lasciato tutti i vostri, compresi quelli dove vi promette di aprirvi in due come una mela. Altro che mela, apriti cielo! Lui torna dal bagno e la trova sul divano trasfigurata: metà viso piange metà viso ha i denti di Venom. È un bel momento, quasi da incontinenza maschile urgente. Parte la scenata, parte l’interrogatorio, lui si azzerbina, confessa, mente, dice di essere stato sedotto, che lui non voleva, gli anni di amantato si tramutano come per incanto in mesi ma non basta. Lei incazzata nera gli impone valigia e immediata fuoriuscita, tanto per cominciare, poi si vedrà. E lui, in lacrime (di paura, mica la ama la moglie), prima è andato dall’amico e poi ha preso un monolocale. Non per voi, per un mese. Tempo che lui crede necessario e sufficiente per convincere la moglie prostrandosi (e svendendovi al prezzo più basso) e rientrare sotto il tetto coniugale. Solo che a voi non lo dice, nel migliore dei casi usa un generico “ho dovuto andarmene”, che lascia aperte le interpretazioni a meno che voi non vi accorgiate dell’impronta della scarpa della moglie sul suo deretano. Ecco perché vi dice “ho bisogno di stare da solo” o vi concede udienza praticamente come quando eravate clandestini. Perché siete ancora clandestini. Vabbè, dite voi brave e pazienti crocerossine, per un uomo della sua età è sempre uno shock, anche se lo ha scelto lui. Meglio assecondarlo, meglio lasciarlo tranquillo. E così gli permetterete di andare a casa ogni due per tre “dai figli” (sta trattando con la moglie), di non vedervi (se lo becca la moglie questa volta altro che rientro), di messaggiarvi col lanternino (la fifa di essere beccato è aumentata), di ridurre al minimo rapporti sentimentali e sessuali con voi. Evviva la libertà! Che finirà il giorno in cui lui vi notificherà, preferibilmente con un messaggio o via telefono (gli occhi tradirebbero la verità), che lui torna a casa per i figli, che non ce la fa, che ci ha provato (gli fa ancora male il coccige per il calcione della moglie) ma non ci è riuscito, e che la tanto vituperata sposa, quella asessuata noiosa e petulante ha vinto. Arrivederci e grazie. Lo so, fa male, è stata la grande illusione quella sua uscita “volontaria” da casa, ma era tutto un fake. La buona notizia è che ora sapete quanto è irrecuperabile, quanto veramente pesava la moglie e, se dovesse tornare per farsi una scopata celebrativa dei bei tempi che furono “in amicizia” avrete voi la voglia di stampare la suola del vostro tacco dodici sui suoi pantaloni.

 

È uscito temporaneamente: la tecnica dei due piccioni con una trasferta (30% dei casi)

Lui ora è da un amico, da un parente o ha preso un b&b non si capisce per quanto a lungo, comunque è in situazione precaria (mica vi può far venire dalla sorella) o provvisoria (chiamatelo come volete, ma un albergo è un albergo). Oppure vive nell’appartamento sotto casa  o vicino, quello destinato al figlio quando sarà maggiorenne. O in una casa (vicina) di campagna. Questo già la dice lunga. Ciò che lui non vi dice è che da una parte è uscito di casa per darvi un contentino, un osso da rosicchiare per prendere tempo e sostituire il vostro pressing perché si decidesse (una rottura di balle!) con la speranza più concreta che il temporaneo diventi nuovo stile di vita, con voi che gongolate quando lui vi dice “ecco vedi che l’ho fatto!”. Dall’altra parte in realtà spesso questi uomini approfittano dell’ennesimo litigio feroce con la moglie per fare un atto di forza che però non è “me ne vado e non torno” ma “me ne vado e torno quando ti sarai rinsavita”. Insomma, uscendo ha sistemato due “piccioni” in una sola mossa: dato un contentino a voi, rinfocolando le vostre speranze, e una lezione alla moglie, della serie se esageri questa è la sanzione. Però lui ha intenzione di rientrarsene a casa a breve, ed è già in trattative con la moglie che, lungi da credersi la rappresentante di un matrimonio finito, per quanto litigiosa il marito se lo vuole tenere. Quindi a voi e a lei fumo negli occhi, ma quando si sarà diradata la nebbia lui sarà di nuovo a casa. Nel frattempo, quanto lungo dipende dalle trattative coniugali, voi continuerete a fare la sua amante, magari godendo di un po’ più di spazio suo, ma spesso solo destinato  a divertimenti sessuali.

 

L’anno sabbatico (20%)

Lui è uscito di casa e sembra aver optato per una soluzione stabile. Bell’appartamento, comodo e confortevole, posto auto… Insomma, lui sembra volerci vivere davvero. Ma non con voi, per il momento. È Confuso, il salto è stato grande, forse troppo, ha bisogno di meditare, di imparare a fare le lavatrici e impanare le cozze, senza di voi. Ma come è il sesso libero e sfrenato? La sua nuova introspezione richiede la riscoperta della masturbazione onanistica, più ascetica di un bel 4 per 4 multiorgasm. Siete basite ma, da brave crocerossine vi dite: mah, sarà un momento, lasciamolo in pace, l’importante che sia uscito di casa finalmente. È invece lui pensa: perché dovrei uscire da un matrimonio e infilarmi Direttamente, senza passare dal via, in un altro? Perché dovrei uscire da una vagina e invece di infilarmi in un’altra sola non infilarmi in altre 5? Per esempio quella bella morettina con la quale ho chattato per tutta la quarantena. Oppure la biondina, che mi ha già  detto sì a un caffè. Sai che ti dico? Per un po’ faccio il single, mi diverto, e se proprio non si batte un chiodo chiamo la fidanzata amante per una consegna a casa pietanza calda garantita. E via con l’anno sabbatico mentre ti da ex amante diventi amante in panchina.

Care ragazze, il mattone sarà una sicurezza in Italia, ma non per le amanti di uomini innamorati a parole.

sincerely yours

 

 

 

 

 

 

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@anpellizzari

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