man and woman holding hands walking on seashore during sunrise
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Ciao Alessandro, ti scrivo mentre il mio compagno dorme accanto a me. Per tanti potrà sembrare soltanto un banale spaccato di quotidianità, per me questa normalità è un dono per cui essere costantemente grata.

Ti ho scritto la prima volta con la richiesta di counseling nell’agosto 2021. Ero un’amante da pausa pranzo, ai minimi sindacali, che dopo un anno di non relazione aveva scelto di salvarsi.

Ho applicato, grazie a te, tutte quelle strategie che insegni a noi donne disperate/innamorate.

Sembravo esserne uscita vincitrice ma tempo 3 mesi e lui mi ha ricercata.

La determinazione di dimenticarlo è stata sconfitta da tutte quelle emozioni (oggi direi tossiche) che avevo scambiato per amore. La verità era un’altra ma, accecata dal bisogno e dalla disperazione, l’avevo completamente bypassata.

Era a corto di sesso e mi ha ricercato, concetto molto più semplice di tutte quelle elucubrazioni falsamente romantiche che mi ero fatta al momento.

Illudendomi di essere ormai corazzata riprendo a frequentarlo.

Doccia fredda appena lo rivedo: indossa la fede (era la prima volta che gliela vedevo). Ovviamente credo alle sue stronzate dette tra i denti e mi lascio travolgere per l’ennesima volta in un rapporto tossico ma che credevo vitale perché non mi reputavo degna di un “amore tutto mio”.

Passano i mesi e la fede rimane in bella vista, ogni volta era una morte interiore ma quelle briciole erano per me così sazianti da non voler vedere la realtà.

A un certo punto arriva a dirmi a chiare lettere che si trovava in una situazione ideale: la moglie a casa con cui era finalmente sereno e io l’amica con cui faceva sesso.

Alla mia domanda: “non ti senti in colpa?”. Risposta: “ti sembrerà strano ma non mi ci sento perché siamo tutti sereni.”

Peccato che io non lo fossi affatto, ingoiavo bocconi amari e imploravo Dio che da un momento all’altro non fosse arrivato a dirmi che andava a letto di nuovo con la moglie (tu insegni che probabilmente non smettono mai) e che io sarei stata buttata via.

Arriviamo all’estate 2022, non vedevo l’ora che la sua famiglia fosse in vacanza per godermi 3 giorni solo con lui (la prima promessa dopo due anni di incontri veloci e con l’ansia costante di perderlo da un momento all’altro).

Mi sono illusa che quella fosse la chiave di volta: mi diceva che voleva vivermi anche fuori dalla camera da letto perché amava la mia compagnia come persona.

Mi sono detta “vuoi vedere che sta abbassando le difese e si innamorerà finalmente di te come tu lo sei di lui?” No, non mi amava, non mi ha mai amata, mi ha sempre usata nascondendosi dietro la frase “non voglio sesso da te, io faccio l’amore”. 

Diceva di fare l’amore con me ma poi quei giorni insieme non ci sono più stati perché la moglie si è ammalata e poi ci sono state le sue eterne ferie.

Tra una partenza e l’altra ha trovato del tempo per me (poche ore come una escort pro-bono): ecco in quella situazione, che benedico, ho avuto la grazia della luce.

L’ho visto finalmente per quello che era: un uomo ipocrita, irrisolto, bisognoso di distruggere la bellezza degli altri per sentirsi “importante”, interessato solo al mio corpo su cui sfogare i suoi istinti più bassi e tornare a casa con un finto sorriso nella sua vita ambigua e “per bene”.

È stato doloroso svegliarmi, sono caduta in una profonda depressione ma necessaria per fare tabula rasa di quelli che erano stati gli ultimi due anni e ritrovare finalmente quella me stessa che si era autoreclusa in una relazione disfunzionale.

Ho capito e finalmente sentito il bisogno di avere un uomo tutto per me, con cui poter vivere alla luce del sole una relazione sana e normale.

Ero terrorizzata dalla normalità e dalla vita a due ma quando ho conosciuto L. mi sono riconciliata con me stessa, con il mondo e con gli uomini.

Ho letto il tuo “Love advisor” e ho ritrovato L. nel chiodo schiaccia/scaccia chiodo, almeno all’inizio, ora sta diventando una relazione importante e, mai come ora, sento il bisogno di quotidianità, vita a due e normalità.

Sono tornata a respirare, a vivere nella gioia delle piccole cose senza cercare la perfezione dell’illusione e l’adrenalina di un rapporto intermittente. 

Approfitto di questa mail per lanciare un appello di incoraggiamento e speranza a tutte quelle numerose donne che vivono una relazione con un uomo impegnato: salvate voi stesse, ritrovatevi, siate egoiste, amatevi, allontanatevi da lui.

Se tornerà con un mazzo di rose in mano e separato avrete tutto il tempo di ricredervi, ma se tornerà solo per la scopata di turno scappate a gambe levate.

Volate alte e non smettete mai di credere che l’uomo per voi arriverà, basta solo riconoscerlo.

Grazie Alessandro per avermi letta, per avermi accompagnata verso la strada della libertà e soprattutto grazie per il tuo impegno e dedizione con le donne che soffrono per amori a metà.

Buon Nuovo Anno, che sia sempre pieno di soddisfazioni personali e professionali.

Un abbraccio a te, a tutte le lettrici di a casa di Ale

https://alessandropellizzari.com/blog/love-advisor-libro/

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3Commenti

  • Camilla, 11 Gennaio 2023 @ 11:09 Rispondi

    Sono davvero felice per te! Ti ammiro e forse un pò anche di sana invidia. Il mio amante è da un anno e mezzo che mi ha mollata e mai più tornato ed io ancora penso a lui. Mi piacerebbe avere la forza di dimenticarlo e ricominciare a vivere ma più passa il tempo e più penso che morirò pensando a lui!

    • alessandro pellizzari, 11 Gennaio 2023 @ 12:00 Rispondi

      Sei fortunata che non è tornato invece di tormentarti per farti fare l’amante a vita, credimi. Se non ne sei ancora fuori hai bisogno di un aiuto di un esperto (se vuoi contattami ad anpellizzari@icloud.com).

  • Sylvia, 7 Gennaio 2023 @ 20:49 Rispondi

    Grazie della tua testimonianza. Orribile arrivare ad avere il terrore della normalità della vita. Ma se ne può uscire ed è bello poter vivere senza che si tratti di momenti fugaci rubati ad altre attività e liberarsi dall’ansia costante di perderlo che porta ad azzerbinarsi.
    Brava!

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