a woman sitting beside the bathtub
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In questo video parlo della solitudine dell’amante. Le amanti sono sole spesso anche in mezzo alla gente, ai familiari e agli amici. Perché non possono condividere con nessuno il loro segreto o, se lo fanno, possono sentirsi giudicate (certo, ti sei presa uno sposato, cosa ti aspettavi!), sentirsi dire cose che sanno già (lascialo, questo non molla la moglie! Già, fosse facile, tu sei innamorata fino al collo…) o far diventare lo sfogo con gli amici ripetitivo e tossico, trasformando una serata potenzialmente allegra e spensierata in una rievocazione di lui anche quando è assente. Un funerale senza la salma celebrato cento volte.

Anche le amanti sposate, pur avendo una famiglia alla quale badare e ipoteticamente distraente, quando si innamorano dell’amante iniziano ad avere problemi e a sentirsi sole nella folla del gruppo. Il marito a volte diventa insopportabile e intoccabile, e quindi cessa di essere un interlocutore anche per le cose ordinarie. Persino i figli possono venire trascurati in attesa di un messaggio dell’altro, la famosa Schiavitù dell’attesa di cui parlo spesso trattando della mia Epidemiologia di coppia.

Le amanti single invece perdono gradualmente la voglia di uscire e di socializzare, hanno paura di non esserci nei momenti in cui lui potrebbe teoricamente “liberarsi” e quindi stanno a casa in schiavitù dell’attesa, perdono il piacere di fare le cose anche semplici che prima davano piacere, come un hobby o l’attività fisica, trascurano gli amici, hanno il dovere di tenere segreta la loro relazione e quindi nessuno con sui sfogarsi… Spesso hanno interi weekend dove lui non si fa neanche vivo con un messaggio “perché deve stare in famiglia” e loro comunque aspettano, guardando ossessivamente telefono, stai, profili social (pure quelli della moglie).

Il rischio di tutto ciò non è solo il dolore nella spesso lunga attesa di un uomo che non lascerà mai la moglie o non darà di più né qualitativamente né quantitativamente (lmanate rimane part time o da trasferta lavorativa e basta), ma anche di perdere il piacere di vivere la propria sfera personale ed emotiva, al netto dei doveri come lavoro e famiglia (spesso ne risentono anche loro), vedere la propria autostima crollare, fino ad arrivare, nel tempo e se non ci si pone rimedio, a malattie psicosomatiche come l’insonnia, l’inappetenza, il mal di testa, la gastrite, fino alla peggiore, la temuta depressione.

Porci rimedio dicevo: bisogna agire per tempo e spezzare questo circolo vizioso di solitudine prima di toccare il fondo o, peggio, di mettersi a scavare avendolo toccato. Bisogna contattare un esperto, psicoterapeuta, counselor esperto in queste dinamiche (o tutti e due per chi può farlo) per smettere di essere soli e iniziare a risalire, rinascere.

Il mio counseling nello specifico (per info anpellizzari@icloud.com) non solo prevede dei colloqui telefonici, ma per chi fa un percorso con me anche un canale di comunicazione Wathsapp proprio per non rimanere sole. Una sorta di pronto soccorso digitale che non può e non deve sostituire il colloquio ma serve a dare un appoggio al volo, aggiungendosi. Un esempio? Alessandro, ho voglia di scrivergli e quindi scrivo a te. Un piccolo aiuto flash, ma a volte bastano due righe o un vocale per ricominciare a respirare.

Dunque smetti di rimanere da sola e reagisci subito: aiutata ce la farai!

Guarda il video qui sotto sull’argomento

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22Commenti

  • elleelle, 27 Marzo 2024 @ 09:49

    @Wet
    “Io ti ho chiesto solo che le briciole che avevo restassero almeno le stesse.”

    So che suonerà brutta ma mai umiliarsi così davanti a un uomo che da queste suppliche trarrà solo nutrimento per il suo ego.
    L’amore non si supplica, nel momento in cui si deve supplicare vuol dire che si è in una situazione malata fino al midollo.
    Spero che questo messaggio sia l’ultima umiliazione che ti imponi per un uomo che non vale la pena.

  • elleelle, 27 Marzo 2024 @ 09:46

    @Wet
    “Questo è il messaggio con cui gli ho appena detto addio.”

    Bello ma, scusa la mancanza di finezza, sono perle ai porci. Un uomo che ti porta fino a questo punto non si merita un messaggio come quello che gli hai scritto.
    Adesso però lascialo andare davvero. Tutta questa sofferenza non è amore.

  • Martina, 27 Marzo 2024 @ 09:38

    @wet, stamattina ero tormentata, volevo scrivergli, rabbiosa, perché non si chiude una storia di 4 anni con una telefonata.
    Poi ho letto il tuo messaggio, ho pianto, con te.
    Non ho più scritto a lui, ma scrivo a te.
    Sapere che in quella sofferenza non sei sola non aiuta, lo so.
    Ma oggi tu hai aiutato me.
    Grazie.
    E forza.

  • Wet, 27 Marzo 2024 @ 01:22

    In questi cinque anni ho scritto per te le parole che, probabilmente, nessuno in cinquant’anni ti ha mai detto, e ho espresso i pensieri che, probabilmente, nessuno in cinquant’anni ti ha mai dedicato.
    Pensieri e parole che, se inizialmente erano miele per la tua anima e per il tuo cuore, adesso sono solo un fardello ingombrante della memoria del tuo IPhone.
    Cercherò di essere il più breve possibile, nella speranza che almeno stavolta leggerai queste parole.
    Non posso più vivere in questa situazione, non posso più affrontare la pressione, il malessere e la sofferenza che ne deriva in solitudine..non si tratta di non volerlo, per amore Dio solo sa a quanto mi sono ridotta, e per amore lo farei ancora ma sento di non avere più le forze fisiche e mentali per negoziare la mia serenità.
    Non posso continuare ad addormentarmi e ad aprire gli occhi con un peso allo stomaco e al cuore, non posso continuare a sfregiarmi il viso per buttar fuori la tensione, non posso svegliarmi domattina con il pensiero di quel bacio che le darai per augurarle buon compleanno davanti a una tazza di latte che io e te non condivideremo mai.

    Quanti anniversari?
    Quanti “ti prego torna stasera”.
    Fin quando un passo falso segnerà il triste epilogo e verrò liquidata come è successo mesi fa?
    Fin quando scemerà in te anche la passione che ci lega ancora?
    Non è un capriccio, non è uno sfizio, è la mia vita..questa vita mi è costata: me la sono sudata, e prima di me se la sono sudata i miei genitori sostenendo per me le spese per guarirmi.
    Loro mi hanno dato il privilegio di avere gli strumenti per guarire, io ci ho messo il resto: testardaggine, sforzi, perseveranza, forza di volontà, pagine di libri strappati dopo quasi due anni di stop..non posso permettermi di fare la fine di quella povera donna che cammina con lo sguardo perso nel vuoto, non posso permettermelo per me stessa ma anche per te.
    Ti ho chiesto di lasciarmi per il tuo bene prima che per il mio: si, non posso rischiare di mettere a repentaglio la tua serenità con il mio malessere, e vorrei che tutto restasse un dolce ricordo.
    Io non ti ho chiesto di rinunciare alla tua famiglia, l’amore non è questo, non è importi situazioni o chiederti di sacrificarti, non è un aut aut o un abuso di un ruolo, non è giocare ad armi impari, questo lo lascio fare ad altri.
    Io ti ho chiesto solo che le briciole che avevo restassero almeno le stesse.
    Purtroppo o per fortuna non riesco ad amare in una modo diverso da questo, in una maniera “leggera” che si sposi con le tue esigenze attuali..io sono abituata ad amare e onorare una persona sempre: non solo quando sono sola e non ho scelta intorno a me, ma anche e soprattutto quando potevo scegliere e, nonostante tutto, ho scelto te.
    Ecco, anche stavolta sono stata prolissa..ma spero capirai che è molto difficile trovare le parole per lasciar andare chi vorresti terribilmente trattenere sul tuo petto per il resto della vita.
    Fai bei sogni

    Scusate, ho sempre letto in silenzio questo blog e, per la prima volta, lascio qui alcuni pensieri notturni.
    Questo è il messaggio con cui gli ho appena detto addio.

  • Lia, 18 Marzo 2024 @ 23:54

    @Ariel, cogli sempre nel segno! ❤
    Purtroppo il pubblico femminile nelle condizioni che descrivi è sempre più giovane, nonostante dovrebbe essere il contrario vista l’emancipazione…
    @out, mi fa piacere leggere che stai meglio..

  • Cossora, 18 Marzo 2024 @ 16:09

    Certo @ale, lo ribadisco: vivo una condizione più unica che rara. Ormai da anni nessuno mette da parte nessuno. Riconosco e condivido il pensiero che il palesarsi dei partner ufficiali mette normalmente gli amanti nell’angolo.
    Scrivo quel che succede nel nostro caso. Al massimo non ci vediamo per 4 giorni. Ma è rarissimo. Dobbiamo avere giornate piene e impegni inderogabili. Eppure non lavoriamo insieme e non condividiamo luoghi, tragitti. Ci incontriamo apposta per vederci. Fa parte del quotidiano, non siamo ‘di strada’ e mi piace così.
    Non mi fa sentire scontata e non percepisco il concetto del ‘già che ci siamo, vediamoci’.
    Cosa che si fa in ogni rapporto.

  • alessandro pellizzari, 18 Marzo 2024 @ 15:21

    Chi è legato al matrimonio è inevitabile che metta da parte l’amante per periodi più o meno lunghi

  • Cossora, 18 Marzo 2024 @ 14:37

    Grande @out!!
    Che brutta questa cosa che se cambiano le quinte uno/una sparisce. Ti fa pensare che ‘lo sfondo’ fosse il protagonista. Non gli interpreti.
    Chissà quante interpretazioni crollerebbero, se cadessero le quinte. Parlo di amantati e matrimoni eh.
    Nessuno è al sicuro.
    @dispersa si hai ragione. Ho imparato a volermi bene. Questo week end l’ho passato con la mia amica (siamo appassionate di arte e di architetttura) a visitare una città a noi sconosciuta. Lui sta passando un momento familiare, di attesa, difficile.
    Sa che ci sono e come farei (e ho fatto) con un’amica, gli lascio decidere se e quando ha voglia di sentirci e parlarne oppure se distrarsi ed evitare del tutto il discorso.
    Il bene e la tenerezza sono sopra ogni cosa.
    E’ fatta così la vita. Si ride spensierati e in un soffio si trema.
    Le cose belle vanno vissute senza giudicare le scelte degli altri da fuori.

  • Molly, 17 Marzo 2024 @ 00:05

    “alvezza finale. Ebbene ragazze, ho fatto la scelta giusta.”

    Brava @Outlier io ho sempre detto che a cambiar lavoro si ha solo da guadagnarci in salute mentale.

  • Ariel, 16 Marzo 2024 @ 20:43

    A volte quanto si può imparare dalle canzoni che esprimono esattamente la realtà di ciò che accade ancora oggi!
    Basta Ragazze FARE LE BAMBOLE!!

    “la Bambola”

    Tu mi fai girar
    Tu mi fai girar
    Come fossi una bambola
    Poi mi butti giù
    Poi mi butti giù
    Come fossi una bambola
    Non ti accorgi quando piango
    Quando sono triste e stanca tu
    Pensi solo per te
    No ragazzo no
    No ragazzo no
    Del mio amore non ridere
    Non ci gioco più
    Quando giochi tu
    Sai far male da piangere
    Da stasera la mia vita
    Nelle mani di un ragazzo no
    Non la metterò più
    No ragazzo no
    Tu non mi metterai
    Tra le dieci bambole
    Che non ti piacciono più
    Oh no, oh no

    Tu mi fai girar,
    tu mi fai girar
    come fossi una bambola
    Poi mi butti giù,
    poi mi butti giù
    come fossi una bambola
    Non ti accorgi quando piango
    Quando sono triste e stanca tu
    Pensi solo per te
    No ragazzo no
    Tu non mi metterai
    Tra le dieci bambole
    Che non ti piacciono più
    Oh no, oh no

    Tu mi fai girar,
    tu mi fai girar
    Poi mi butti giù,
    poi mi butti giù
    Tu mi fai girar,
    tu mi fai girar
    Poi mi butti giù,
    poi mi butti giù

  • Dispersa, 16 Marzo 2024 @ 17:22

    @Mimi immagino non siano tutti così… Ma una buona parte sì.
    Probabilmente voi ci avete creduto (leggendo i tuoi racconti per me anche lui in un tempo l’ha fatto), nel mio caso è andata bene ad entrambi viverla così, tra noi non c’era progettualità e forse proprio per la mancanza di questa ad oggi la cosa sta scemando.
    Mi rendo conto che la mia vita sta proseguendo tranquillamente lo stesso, che oramai lui era diventato un ‘in più’ ma non ‘indispensabile’.
    Da un lato mi dispiace ma dall’altro sento il bisogno di ritrovare una mia normalità…

  • Outlier, 16 Marzo 2024 @ 14:03

    @Dispersa esatto, amori part time come ha sempre detto Alessandro che sono durati tanto, troppo. Ma poi alle fine siamo state portate a prendere decisioni drastiche per sopravvivere.

  • Mimi, 16 Marzo 2024 @ 13:28

    @Dispersa il mio non era un amantato part time perché c’era estrema fusione e tempo condiviso sia dentro che fuori lavoro, in compenso però quando sono stata spostata di sede é diventato part-time “al contrario” ossia ci vedevamo solo fuori e, nonostante avessimo raggiunto i massimi livelli di condivisione proprio in quell’ultimo anno, il non averlo più intorno sul posto di lavoro é stato quello che mi ha fatto aprire gli occhi su tutto il resto. Non era diminuito il tempo che ci dedicavamo ma avevo del tempo in cui non lo avevo presente né fisicamente né telefonicamente (chiamate). Per me é stata la salvezza. Ci ho messo un altro anno ma se non avessi cambiato sede ci avrei messo di più o forse non ce l’avrei ancora fatta.

  • Dispersa, 16 Marzo 2024 @ 08:23

    @Cossora hai semplicemente imparato a volerti bene.

  • Dispersa, 16 Marzo 2024 @ 08:22

    @Out sono i famosi amori ‘part time’ nati sul posto di lavoro… Nascono e muoiono in quel contesto.
    Anche per me ormai è lo stesso, non lavorando più assieme il primo periodo è stato di messaggi chiamate e l’organizzarsi per vedersi… Ora sta già scemando…
    Subito mi mancava, forse io a lui, ma a distanza di due mesi già le cose stanno cambiando… E sinceramente sto meglio, non mi sento più divisa tra due mondi.
    Scrivo molto meno anch’io… Forse perché non ho più tanto da dire, ma una volta al giorno passo a leggere i commenti perché questo luogo per me è stato fondamentale.
    Un abbraccio cara @Out.

  • Ariel, 15 Marzo 2024 @ 20:53

    Interessante la reazione comune a molti casi di chi si è adattato a vere manipolazioni negative accettando sempre il ritorno ,non essendo mai state capaci di fare un no contact
    Cambiare idee tutte mirate guarda caso a sottomettersi sempre a colui che sta straimpegnato e non c’entra affatto moralismi da paeselli arcaici ma molto di più il fatto che la Scienza non si può evitarla e cioè amare se stessi in vero equilibrio di autostima significa restare aperte a ciò che la vita da come incontri casuali e dove esistono assi fondamentali a che ciascuno si muova senza doversi affatto adattare solo e soltanto a chi tenendosi NASCOSTO in sua famiglia

    Fa il TEATRINO

    Chi ci sta si adegua come una vera dipendenza affettiva che fa di tutto pur di continuare a starci!,,

    Il fatto poi di pensare che si debba restare a distanza da relazioni affettive cercando di fare le dure prive di sentimenti perché mani man ci si brucerebbe ancora come in passato

    Caldeggio e suggerisco come sempre di studiare la personalità del EVITANTE
    Che resta a detta di esperti parrebbe una reazione TIPICISSIMA di chi ha vissuto relazioni tossiche per anni!

    Infatti spesso qui abbiamo letto di persone che dopo relazione scrivono esattamente uguale fare LE EVITANTI e cioè relazioni si ,ma non importa se sposati o meno tanto mi tengo a debita distanza.

    Per PAURA DI BRUCIARSI ANCORA !,,,

    Studiare documentarsi da esperti sicuro può meglio aiutare a non Fare ERORRI MADORNALI nel percepire motivazioni personali al proprio restare da un lato dipendenti sempre da cialtrone che sta NASCOSTO CON MOGLI E FIGLIO

    E però pensando pure di EVITARE QUALSIASI COINVOLGIMENTO PER PAURA DI RIBRUCIARSI!!!!

    Molti dipendenti affettive dopo e anche a seguito di ANNI AL PLURALE DEL ADATTARDI SEMPRE E COMUNQUE

    Acquisiscono come reazione
    Il comportamento da EVITANTE
    è una Reazione da stress post traumatic che va curata a stecca!!!

  • Outlier, 15 Marzo 2024 @ 20:42

    Ciao amiche di blog! Tutto bene. Non riesco a scrivere spesso ma vi leggo sempre. Non so se ricordate che avevo cambiato lavoro per la mia salvezza finale. Ebbene ragazze, ho fatto la scelta giusta. Lui ovviamente è sparito a dimostrazione di varie cose, tra cui il fatto che forse gli servivo per lavoro. Io peto sto bene, più serena. Voi come state? Un bacio a tutte

  • Cossora, 15 Marzo 2024 @ 16:43

    Io mi rendo conto che ho vissuto e sto vivendo una cosa particolare.
    Lo hanno saputo tutti da subito che stavo con uno sposato, non ho ritenuto necessario ne utile (a che? alla mia reputazione? mica è in mano ad altri!!!) nemmeno per un istante di ‘coprirlo’.
    Il mio ex marito stava uscendo di casa (tre mesi dopo che l’ho incontrato e abbiamo iniziato ad avvicinarci) stavo affrontando una separazione dopo 25 anni, con due figli, per me non c’era (e non c’è mai stato dopo) nessun motivo di nascondere niente, scelte fatte a testa alta.
    Non mi sentivo sola, non mi sentivo illusa, abbandonata, senza futuro.
    A ferirmi, lo scrivo con onestà, sono stati i risultati dei miei comportamenti indotti dal pensiero comune (lascialo! deve separarsi! non si fa!)
    Non sono sola, al di la delle tantissime cose che facciamo insieme lui ed io, non mi sento mai sola.
    Proprio in questi giorni cercavo una foto.. c’è un enorme album di ricordi, gite, cene, momenti casalinghi, scene di lavori fatti insieme.
    Eppure della rete di amici, famigliari, colleghi.. lui è una parte.
    Credo che la nostra sensazione di solitudine dipenda da un aspetto che non ha nulla a che fare con come si comporta l’altro.
    ‘Solo’ è chi delega la propria esistenza ed identità all’altro. L’amore non può essere il 95% della nostra vita.
    La lezione per me è stata: mai più tanto spazio all’altra persona (per quanto ci stia bene insieme) libera o impegnata che sia.

  • elleelle, 15 Marzo 2024 @ 09:55

    @Out
    Come stai? È tantissimo che non scrivi, tutto bene?

  • Dispersa, 14 Marzo 2024 @ 22:08

    @Out come stai?

  • Crocus, 14 Marzo 2024 @ 21:45

    @Out amica come stai??? Che novità ci sono? Un abbraccio forte! ❤️

  • Outlier, 14 Marzo 2024 @ 18:24

    Ciao Alessandro,
    Questo articolo mi ha rispecchiato in pieno per tanti anni. Anche se avevo un’amica con cui parlarne, alla fine non ti senti mai libera completamente. La paura del giudizio c’è sempre. E poi è vero, speri sempre che restando e facendo vedere quanto ci tieni, possa fargli capire che in realtà voleva me, solo me. Ma invece lui continuava con la sua vita, mentre io sono arrivata ad un livello talmente basso che anche la psicoterapeuta ha fatto una fatica disumana per tirarmi fuori.

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