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Oggi Facebook mi ha annunciato la scomparsa di una persona che conoscevo e stimavo. E non è la prima volta.

Ha un effetto strano. È come se ti arrivasse una telefonata che te lo annuncia, lo sgomento è lo stesso, ma la comunanza è immediata. Subito puoi chiedere notizie, può condividere dolore e ricordi, può farti partecipe del lutto altrui.

Mi ricordo quando se ne è andato mio padre. Volevo vivere nel silenzio assoluto, ma quei tanti post di amici mi hanno fatto davvero piacere.

Una cosa strana di Facebook è che i profili, anche quando i loro titolari se ne sono andati, rimangono nel web. Aleggiano nella rete, ogni tanto fanno capolino. E ci ricordano chi eravate, anche se non postate più.

Conosco un uomo buono e innamorato che ha perso sua moglie, una nostra amica, che non ha chiuso il profilo dell’amata, anzi.

Ogni tanto scrive qualcosa, come se le portasse dei fiori. E lo fanno anche gli amici.

Ecco, portiamo i nostri fiori ai nostri amici e cari che se ne vanno. Basta un post, anche su Facebook

Nella miniatura, Giuseppe di Arimatea raccoglie il sangue di Gesù nel Graal. Papà, mamma, Roberta, Riccarda, riposate in pace. Insieme

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4Commenti

  • Paolo Amadori, 1 Maggio 2014 @ 18:18 Rispondi

    Il concetto però fa impressione: come una icon in the bottle che viaggia nel tempo e nello spazio a perpetua cristallizzazione. Neanche il Foscolo avrebbe aspirato a tanto. La tavoletta impressa nel Voyager, il bimbo di A.I. Intelligenza artificiale che perpetua il suo richiamo alla madre, che impressione….

    • alessandro pellizzari, 1 Maggio 2014 @ 18:35 Rispondi

      Sì fa i pressione. Ma è un modo di perpetuare il ricordo, se non rimangono bacheche vuote e cristallizzate nel tempo

  • Maurizio Biggi, 2 Maggio 2014 @ 07:27 Rispondi

    Grazie Alessandro, hai centrato in pieno le motivazioni per cui si trova ” piacere” nel continuare a comunicare con chi ci ha lasciato.
    Aggiungo, nel mio caso, l’intenzione di poter far capire a Matteo e Giulia chi fosse la loro Mamma e di quante persone le volessero bene, cosa che faccio praticamente nella quotidianita’ ma che un domani il suo profilo spero potra’ rafforzare.
    Ti rinnovo il mio GRAZIE.

    • alessandro pellizzari, 2 Maggio 2014 @ 07:58 Rispondi

      Grazie a te. Sì, anch’io parlo spesso dei nonni e mostro ai ragazzi foto, leggo i miei racconti che parlano della loro storia. Non è solo una testimonianza, un ricordo, li rende ancora presenti. È anche il mio modo di pregare. Non è facile, è commovente spesso, ma è come portargli i fiori. Anche meglio

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