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Ho incontrato un narcisista

Il narcisista è un vampiro emotivo (Pixabay)
Il narcisista è un vampiro emotivo (Pixabay)

Incontrare un narcisista può essere devastante da un punto di vista emotivo e di autostima. Lo testimonia qui Daniela Luciani, amica e preziosa contributor di questo blog, che ha raccolto nel post che segue le storie di alcune donne alle prese con un narcisista.

Che, come scoprirete, non è sempre l’uomo forte, bello, fascinoso e sciupafemmine, ma si presenta anche sotto le vesti di uomo “comune”, ancora più infido perché apparentemente innocuo.

E invece anche questo tipo di narciso è un vampiro dei sentimenti e delle emozioni altrui, uno che vi succhierà amore, vitalità espressiva ed energia emotiva fino a lasciarvi prostrate e sole. Un vampiro capace, nelle situazioni più gravi, di danneggiare il vostro Dna emotivo al punto dal rendervi zoppe, anche per lungo tempo, dal punto di vista sentimentale.

Daniela ci spiega come lei e le sue amiche hanno incontrato un narcisista patologico, che cosa è successo ma, cosa più importante, come ne sono uscite.

Ecco cosa ci scrive

Chissà quanti nella vita ne incontriamo ma non li riconosciamo. Di narcisisti ne è pieno il mondo e, spesso, li rifuggiamo d’istinto perché le persone piene di sé ed egocentriche risultano spesso anche antipatiche.

Quelli che evitiamo in maniera inconscia, perché magari non ci puntano o perché non ne veniamo attratte subito, sono ben più pericolosi e purtroppo prima o poi ci si può cascare: sono i narcisisti patologici.

Ecco dunque il racconto dell’esperienza di più amiche che si sono ritrovate alle prese con un narcisista in cui potersi riconoscere e trarre spunto per la propria “salvezza”.

Non sono una psicologa, per cui rimando l’approfondimento sulla patologia a ricerche che possono facilmente essere condotte autonomamente su libri, internet o quant’altro.

Farò solo distinzione fra overt e covert: bello e compiaciuto, di successo, se non nella vita, almeno con le donne, il narcisista overt era, col senno di poi, davanti ai nostri occhi. Di lui ci gratifica l’essere state scelte per poi capire che siamo un numero tra le tante. Questo, in sintesi, per la cronaca.

Io mi soffermerò sul covert, più difficile da individuare.

Non bello, quasi sfigato, non di successo, nelle sembianze pacifico, un tipo tranquillo, all’apparenza sensibile e dall’animo delicato, sopraffatto dal destino poco generoso con lui, e dall’aver realizzato di aver fatto scelte sbagliate, circondandosi di persone che non sono in grado di riconoscerne il vero valore.

Ecco che d’un tratto vi riconosce come preda, gli piacete perché siete “normale”, non troppo esuberante ma sicura, ai suoi occhi vincente, con un carattere positivo, entusiasta della vita e aperta agli altri: tutto quello che lui vorrebbe essere ma non si sente di poter essere.

Allora che fa? Cerca qualcuno che lo sia, attirandolo a sé per succhiare energia emotiva, non per farla sua, ma solo per sottrarla all’altro privandolo e lasciandolo come la copia di sè stesso.

Chi ci è passato si renderà conto di come in un percorso estenuante e doloroso questa persona sia passata dall’essere dolce, sensibile, divertente, rispettosa, gratificante e presente alla totale incomunicabilità, alla mancanza di empatia, alla crudeltà e all’assenza.

Tutte mascherate dall’opposto di quel che sono al fine di destabilizzare, colpevolizzare l’altro e attuare una manipolazione costante.

Seduce in punta di piedi, fingendo di aprirsi per far aprire l’altro, ostentando fiducia per ottenere la fiducia dell’altro, essendoci sempre fino a rendersi indispensabile per fagocitarvi interamente come un serpente, in modo che poi, dopo avervi dato tutto, possa in un solo, destabilizzante e quasi mortale colpo, togliervi tutto.

Quando siete totalmente “sue”, non è detto che il soggetto in questione vi chieda di fare sesso, è più facile negli overt, i covert possono anche avere problemi sessuali, latenti o meno.

E, dopo avervi riempite di complimenti a 360 gradi un giorno potrebbe uscirsene con una frase del tipo “sei una cozza… tornatene da dove vieni”

Lì la vittima, tramortita e incredula cerca spiegazioni che non tarderanno ad arrivare, ma saranno inconsistenti e assurde, per poi ripartire con questo tira e molla che io preferisco definire volare in cielo per poi precipitare rovinosamente al suolo.

Tutto questo avviene in maniera lenta, costante, subdola e crudele tanto che la vittima diventa paradossalmente complice del suo aguzzino giustificandolo e cercando di compiacerlo perché volare alto piace, arrivare a toccare il cielo è bellissimo e forse cambiando atteggiamento, accondiscendendo sempre più ai suoi umori non si precipiterà al suolo.

Cercando di gestire la situazione si commette un grosso errore: la situazione è gestita magistralmente solo dal narcisista patologico, ogni sua mossa non può venire contrastata. Nega anche l’evidenza!

E allora collaboriamo, lo accontentiamo… ma lui non è soddisfatto, rilancia e vuole sempre di più… lui vuole tutto, finché, succhiate tutte le energie da chi gli donava amore illudendosi di essere ricambiato, il tipo non scappa lasciandovi insoddisfatta, piena di dubbi, frustrazione e con l’autostima sotto i piedi. Nel frattempo ha già puntato un’altra vittima che ha abboccato.

…il vostro orgoglio ferito potrebbe spingervi a voler tagliare i ponti e lui vi scongiurerà di ascoltarlo di dargli una seconda possibilità… perché in realtà lui… vi voleva solo mettere alla prova. L’assurdità della situazione potrebbe spingervi a perdonarlo… big mistake!

In questo percorso, mentre lui vi gestisce, nuove vittime sono ricercate costantemente, ma non sempre abboccano, ecco perché lui torna da te, ma quando quella giusta abboccherà lui non tornerà più. Almeno fino a quando non inizieranno i problemi anche con questa.

E come chiuderà con voi? Con un crudele lasciami in pace. Capito? Ciao.

A questo segue silenzio tombale suggellato da lapide sepolcrale!

Poi però potrebbe ripalesarsi per vedere se ancora ci siete, se ha ancora appeal su di voi ma solo per darsi coraggio: voi non gli interessate più, siete solo uno strumento. La sua ricerca è continua e incessante.

A questo punto chi ci è già passato lo ha identificato alle prime avvisaglie (la prima caduta da alta quota… massimo la seconda) ed è corso ai ripari cancellando, evitando ogni contatto e ignorando ogni tentativo di riavvicinamento.

Chi purtroppo è alla prima esperienza, si trova in un baratro in cui non si fa che continuare a precipitare.

L’unica soluzione è l’aiuto esterno, un professionista in grado di farvi capire che nulla è dipeso da voi, che non avete fatto errori, che non avreste potuto fare nulla per far andare le cose in modo diverso e soprattutto che questo tipo di esperienze non devono chiudervi alla vita.

Se ci siete cascate è perché avete fiducia nel prossimo e credete nei sentimenti, questi sono i vostri punti di forza e tali devono restare.

Queste persone non possono essere aiutate facendo l’errore di credere di poterle guarire: c’è solo una persona che può guarire e salvarsi: VOI!!

Allora rispondetegli un bel “Bene. Peggio per te. Ti auguro buona fortuna. Ti ho voluto bene davvero ma ora per me non esisti più. Chiaro? Ciao”.

Il narcisista si liquida così. Bisogna lasciar andare. Rialzarsi senza restare sul campo. Capire che sì, siamo circondati da narcisisti, sì, prima o poi ci ricapiterà o capiterà ad una nostra amica ma no, questa volta lo sappiamo, questa volta non ci facciamo fregare, le nostre attenzioni sappiamo che dobbiamo dedicarle a chi le merita, a chi ci corrisponde, a chi da noi tira fuori solo il meglio, a chi è in grado di dare.

A chi la nostra energia, il nostro entusiasmo e la nostra positività le fa volare alto, a chi ci accompagna liberi e leggeri perché ormai, soli o in compagnia, sappiamo volare con le nostre ali.

Grazie Daniela, perché è importante il “se lo conosci lo eviti”, ma anche sapere che al narcisista si può e si deve sopravvivere, e che è sbagliato fare il suo gioco, cioè pensare di essere sbagliate, trasformandosi in zombie emotivi incapaci di avere nuove bellissime storie d’amore.

Sincerely yours


13 commenti

  1. Cos’altro aggiungere Alessandro? Descrizione precisa e puntuale
    L’aspetto positivo è che ti distruggi per rinascere, più forte, più bella, con ben chiaro di cosa non vuoi nella tua vita. Più cinica sicuramente ma senza perdere la tua essenza, la tua dolcezza, il tuo essere donna. Che fatica però

  2. Grazie Alessandro!!! Infatti avevo più volte provato a commentare ma non ci ero riuscita. Ho letto con attenzione l’articolo perché ritrovo molti aspetti della personalità del mio amante. Mi piacerebbe però sapere come si comporta il narcisista (in particolare il “covert”) nelle relazioni stabili. Infatti, è possibile che una moglie non si accorga mai della personalità narcisista del proprio coniuge, che spesso le dichiara amore quando invece ha una relazione parallela da anni? E’ possibile che il narcisista non molli mai la maschera che indossa al fine di non mettere a rischio il proprio matrimonio? Io invece ho conosciuto tutte le tipiche fasi, dal love bombing, alla svalutazione, la triangolazione, lo scarto e per finire il “ghosting”…..

  3. Grazie mille Alessandro per l’opportunità concessami.
    Rispondo volentieri ad Aurora semplicemente basandomi sui racconti e le esperienze raccolte in giro. Non dimentichiamo Aurora che queste persone soffrono di una patologia e anche se astute, avvezze ai sotterfugi e dedite al controllo, quando vivono la fase di “pseudo-innamoramento” lanciano segnali come qualsiasi innamorato e chi gli sta accanto coglie inevitabilmente il cambiamento. Prima di tutto và detto che, il covert in particolare, vive in casa una situazione da cui vorrebbe fuggire e quindi si costruisce altrove la sua situazione ideale. Non sono mai la persona che fingono di essere e spesso sono succubi di mogli prepotenti e col carattere forte a cui loro infliggono tradimenti per vendetta ma non rinuncerebbero mai al loro status, spesso sono dei mantenuti, uomini irrealizzati professionalmente che hanno bisogno economicamente della compagna. Vogliono una vita segreta non un cambio di vita. Se il tuo parlava bene di sua moglie, altri ne parlavano malissimo nascondendosi dietro i cavalli di Troia quali i figli a cui non volevano rinunciare ecc. tutte motivazoni pronte all’ uso da tirare fuori a tempo debito. Un’altra moglie poi, gli scriveva post “di fuoco ” per far capire che aveva mangiato la foglia. Se poi dovesse essere un’ignara posta (a parole) su un piedistallo ma tradita, non mi sembra una posizione invidiabile. Mi permetto di chiederti: tu scambieresti la tua posizione con la sua? Vorresti un marito che corteggi altre donne, che ti tradisca con altre donne, cercate, abbordate e poi vilmente abbandonate per poi tornare da te a ricaricarsi prima di lanciarsi in una nuova ricerca? So che non è quello che vorresti sentirti dire Aurora ma l’unica in tutta questa vicenda ad avere una posizione privilegiata sei tu!! Hai vissuto qualcosa che ti è parso straordinario e che resterà tuo, ma dopo la delusione hai imparato la lezione, sai cosa non vuoi e anche se con un po’ di diffidenza iniziale tornerai ad una vita normale e appagante ma sarai più consapevole. Loro se ne tornano nell’ insoddisfazione più nera che li spinge verso un’incessante e spasmodica quanto inutile ricerca. Un caro in bocca al lupo, ci vuole tempo, prenditi tutto quello di cui hai bisogno.
    Daniela

  4. Bellissimo articolo…hai ragione Daniela quando hai scritto ‘non sono mai la persona che fingono di essere’ mi ha colpito molto questa frase.

  5. Splendido intervento, Daniela. Un’acutezza di giudizio e una sensibilità non comuni. Centrato in pieno tutto, anche le dinamiche della coppia ufficiale.
    Ritengo anche io che in taluni casi la punizione vera sarebbe sposare l’amante.
    Ha ragione da vendere quando dice che l’unica ad avere vissuto un’esperienza davvero privilegiata è l’amante, che di fatto si è vissuta una relazione sentimentale non comune, ad alto tasso di coinvolgimento e – nonostante il mancato happy ending, anzi forse proprio in virtù di questo- ne ha tratto insegnamento, quindi alla fine migliorato se stessa.

  6. “Proprio in virtù di questo “! Lo sottolineo perché in questo trovo la lezione da imparare e il punto di partenza di una nuova vita felice e consapevole. Grazie ragazze per le belle parole e grazie alle tantissime lettrici “silenti”. Coraggio a tutte!! Siamo in grado di scalare le montagne a mani nude.
    Grazie ad Alessandro, la capacità critica e l’occhio lungo sono il tuo emblema assieme ad una sensibilità maschile fuori dal comune.

  7. Grazie Daniela! Il tuo commento mi è servito moltissimo a vedere le cose da un’altra angolazione e sicuramente mi ha dato una chiave di lettura alla quale non avevo pensato. Credo che sia proprio così! Una vita di “facciata” che sicuramente non è invidiabile….sono stata molto male, ho sofferto, ho pagato per i miei errori….ma ho anche vissuto un’esperienza che, in qualche modo, mi ha formato e mi ha fatto crescere….grazie ancora! Mi permetto un suggerimento…..scrivi ancora di questa patologia….è interessantissimo conoscere, anche per non ripetere gli stessi errori.

  8. Bellissimo articolo. Ho incontrato in sequenza un overt e un covert, prima di decidermi a guardarmi dentro per capire perché mi lasciavo coinvolgere emotivamente in relazioni tossiche. Devo dire che il covert mi ha devastata, per molto tempo , parlo di anni purtroppo, mi ha tenuta incatenata, anzi mi sono lasciata incatenare in un limbo di incertezza, situazioni ambigue, promesse non mantenute, scarti indotti, e continui ritorni. Oggi sei importante, domani non me ne frega poi molto. Oggi ti voglio, domani mi metti ansia. Giorni e mesi spesi a cercare di capire cosa stessi sbagliando, prima di capire che sbagliata era la relazione ( e anche lui)
    Mesi a cercare di capirlo, mentre lui sfuggiva ad ogni minimo tentativo di farsi conoscere. Grazie alla lettura di testi appropriati che mi hanno portanto a conoscenza di quanto mi stava accadendo oggi ne sono fuori. Ci è voluto molto, ma oggi lo vedo per quello che è e francamente lo compatisco. Non mi creano più disagio le sue contraddizioni, le sue critiche, il suo sarcasmo. Sono ancora affezionata, perché lo amavo davvero, ma lo vedo sotto la sua maschera, non provo rabbia, risentimento, frustrazione. Accetto la sua totale incapacita non solo di amare, ma anche di farsi amare e sono andata oltre, senza rancore, senza rimpianti. Ed è la mia vera vita, adesso

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