Io mi innamoro, lei scappa a Londra
Io mi innamoro, lei scappa a Londra

Dopo aver conosciuto Rita, l’animatrice del villaggio alle Maldive dove ero in viaggio di nozze (leggi qui) e aver passato il primo weekend “imbarazzante” con lei (leggi qui) le dichiaro, in una lettera (leggi qui) il mio amore. La reazione sarà terribile. Ma la mia controreazione quella di un grande innamorato

Ma tu sei fuori! E’ stata questa la reazione di Rita al mio TI AMO scritto in una lunga lettera d’amore. La nostra amicizia, mi dice, è fondata sulla libertà: ci vediamo, ci divertiamo, poi ognuno a casa sua, anzi, io in giro per il mondo. E così deve rimanere, se vuoi continuare. Io sono giovane, non me la sento di legarmi con nessuno.

Però, mi sono detto, non mi ha detto “non ti amo”. E allora le chiedo: se ti dicessi che tutto finisce qui fra noi? Lei mi guarda e ha un attimo, lungo, di esitazione: non vorrei, mi dispiacerebbe, non vedo perché ma non sono innamorata.

Bingo! Non sei innamorata ma non vuoi finirla qui. Ciò vuol dire che ho margini d’azione e, se me la gioco bene, posso farti innamorare. Anzi, devo farti innamorare!

Per qualche mese Rita rimane in Italia alla ricerca di un lavoro alternativo a quello che considera ormai il suo passato, l’animazione. Ma è nervosa, insoddisfatta, morde il freno: lei vuole cambiare salendo, e quelli che le offrono sono lavoretti.

Tra di noi va bene: io astutamente non le ho più parlato di amore (niente di peggio per far scappare una gemelli), continuiamo a vederci sempre di più e gioco con lei di fioretto, guadagnando terreno quando vedo che c’è spazio per il romanticismo e arretrando quando vedo che c’è il rischio che mi consideri assillante e appiccicoso.

Si avvicina l’estate: io so già che per le coppie è il periodo più pericoloso. O sbocciano o schiattano. Io, essendo ancora legato alla mia vita precedente, anche se ormai in crisi conclamata da mesi, avrei potuto fare anche delle vacanze per conto mio, ma non tutte. E Rita sarebbe rimasta da sola, con la solita possibilità di distrarsi facilmente dalla mia storia.

E allora gioco il tutto per tutto. Mi informo e le propongo di “sparire” dalla mia vita per un mese per andare a Londra a perfezionare l’inglese, uno strumento basilare per salire nel mondo del lavoro. Le si illumina il viso, è entusiasta. decide di stare via DUE mesi (due! Quasi mi sento un fesso, è come se mi avesse accoltellato), si organizza e parte praticamente subito. Mi è grata ma anche molto entusiasta della cosa.

Io mi rendo conto che mi sto giocando l’ultima carta: ai suoi occhi sono un vero amico che le dimostra di appoggiarla nei momenti difficili anche contro il mio interesse (quello di averla a portata di mano e in vacanza con me), la tranquillizzo sul fronte del pressing da innamorato, perché faccio esattamente il contrario di quello che farebbe un uomo cozza ma… soffro terribilmente, sono conscio del fatto cha lei in due mesi può farsi un uomo al giorno e tornare che di me non gliene frega più nulla.

Un lungo bacio in un angolo “nascosto” della Malpensa, e lei parte. Ho il suo telefono di casa a Londra, e sto per partire anch’io: vado dall’altra parte del mondo. Sembra un film d’amore non a lieto fine.

I due mesi passano come quando lei era in montagna, solo che non le posso mandare i fiori. Spendo un capitale in tessere telefoniche, visto che Londra è molto lontana da dove sono io, fuori dall’Europa.

A ogni telefonata, saggio prudentemente il suo stato d’animo: no, non c’è nessuno che le interessa e lo studi va bene. Gioco di fioretto e di lenza: lascio andare il mulinello se sento di essere troppo pressante, tiro quando capisco che le manco. E le scrivo lettere ben calibrate fra l’amore e l’amicizia.

Torno in Italia: manca un mese al suo ritorno quando mi fa una telefonata, un po’ allarmata, e mi dice che il ciclo non è arrivato. Impallidisco. In effetti non è che la passione, quando sei a letto e dopo mesi di battaglie fra le lenzuola ami molto gli amici di plastica, quindi… il rischio ci sta.

Impallidisco ma la tranquillizzo, e le consiglio di fare a Londra degli esami. Poi le dico: se aspetti un bambino io sono con te, mollo tutto e ci sono. Lei: mi fa molto piacere quello che dici, ma non se ne parla di rovinarci la vita così giovani. Un figlio lo farò al momento giusto.

Dio è misericordioso e decide che sì, faremo anche tanti figli (oggi ne abbiamo tre), ma non in quel periodo della nostra vita. Siamo sollevati, e io ho guadagnato ulteriori punti con lei, perché ero sinceramente e davvero pronto a rivoluzionare la mia vita. Ed è arrivato anche il momento del ritorno.

La vado a prendere in Malpensa, ci baciamo a lungo in auto. Lei è bellissima e di buon umore, e ha molta voglia di vedermi. Mi sei mancato, dice. Sento, vedo che ho guadagnato altro terreno: non manca molto perché anche lei si innamori di me. Non ha avuto storie: non ne ho sentito il bisogno, mi dice, e poi gli inglesi le donne non le guardano neanche. Questo è un segnale importante, penso, perché per lei due mesi senza sesso sono inusuali, e per noi densi di significato.

Decidiamo di partire subito per un weekend d’amore, destinazione un piccolo paesino medievale in Toscana dove dei suoi amici hanno un albergo dove rifugiarci: Cortona. E’ passato un anno dal nostro fatidico primo incontro alle Maldive.

Nella prossima puntata scopriremo come il rapporto fra me e Rita, l’animatrice conosciuta alle Maldive durante il mio viaggio di nozze, si trasformerà in amore. Ma nel momento più bello, quando anche lei si innamorerà finalmente, sarò io a fuggire.

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