Il nostro rifugio da amanti, dove concepiremo il primo figlio e dove ci sposeremo
Il nostro rifugio da amanti, dove concepiremo il primo figlio e dove ci sposeremo

Dopo aver conosciuto Rita durante il mio viaggio di nozze (leggi qui l’inizio), la nostra storia si è trasformata in amore per me ma non per lei. Tornata da Londra dov’era fuggita da me, ho l’ultima chance per conquistarla. Un weekend nella romantica Cortona

Uno dei problemi numero uno degli amanti è rifugiarsi in posti dove non incontrare gente “ostile” e vivere quella libertà che non è permessa nelle zone di vita quotidiana: passeggiare mano nella mano, baciarsi in pubblico, frequentare i ristoranti a orari normali. Insomma, vivere alla luce del sole la propria storia.La vera condanna degli amanti è l’ombra.

Io innamoratissimo, sentivo che doppo un anno di frequentazione Rita piano piano stava sciogliendo le sue ultime riserve nei miei confronti. Le sue difese si facevano traballanti, si vedeva dagli occhi, con una luce nuova nei miei confronti. Da parte mia, non ho mai riempito di tante attenzioni una donna. E poi ridevamo come pazzi, due bambini scappati da scuola.

Non a caso il mio primogenito Nicolò, ben vent’anni dopo, mi chiederà: ma papà, come hai fatto innamorare la mamma? Facendola ridere tanto. Ah ho capito, beh in effetti non sei un granché di faccia… Ma torniamo alla storia.

Era venuto il momento di regalarci un weekend degno di questo nome, la mia vera ultima chance per conquistarla. Ma dove andare? L’idea viene a lei: a San Martino di Castrozza ha conosciuto una coppia che è proprietaria di un albergo in una certa Cortona, località a noi sconosciuta. Comunque la Toscana ci piace, e non andiamo certo lì per vedere i monumenti…

Dopo 4 ore di strada siamo a Cortona. Già arrivando dall’autostrada il paesaggio è mozzafiato: su un monte si staglia una delle più belle cittadine medievali italiane. L’albergo, il San Michele, è un palazzo del 500 meraviglioso: è libera la suite. E’ nostra!

La suite è una torre alla sommità dell’albergo. E’ come avere una casa dentro l’albergo, dove nessuno ti può disturbare. Salite le scale arrivi al salotto, tutto vetrate: il panorama è la Val di Chiana, compreso il Trasimeno. Si sale una scaletta e c’è solo il letto, con piccole feritoie e una finestra che guarda sulla piazza. Quel letto ne ha viste tante. E da una torre nessuno ti sente urlare (Alien cit.)

Siamo felici. Facciamo l’amore dalle tre alle cinque volte al giorno. Mangiamo e scopiamo. Scopiamo e mangiamo. E poi grandi e piccoli ristoranti, dal Falconiere top stellato (dove faremo il ricevimento delle nostre future nozze) al Dardano, dove le tovaglie sono a quadrettoni, la cucina è familiare ma mangi divinamente. Il piccolo paese fatato è ai nostri piedi.

Lì, dove poi verrà concepito il mio primogenito Nicolò (quello del non sei un granché di faccia…), Rita cede al mio amore. Scorrettamente, in passato le avevo chiesto, mentre lo facevamo, “dimmi che mi ami”. Lei si era sempre rifiutata, anche arrabbiata: mi aveva cazziato duramente, e a ragione. Non si chiedono e non si dicono certe cose mentre si fa sesso. Ora è lei, finito di farlo, che mi dice per la prima volta TI AMO. Sono stati i miei momenti più felici, con il matrimonio e la nascita dei miei figli. Ecco perché Cortona è nel nostro cuore e cerchiamo di tornarci ogni anno.

Torniamo a Milano leggeri e felici: ora è arrivato il momento di pianificare una vita in due per il futuro. Con la mia ex moglie la crisi è conclamata e trasparente ormai da più di sei mesi, ma Cortona decreta anche la decisione di uscire di casa: lo farò io, tornando per un periodo dai miei genitori.

Piccola parentesi sul mio ritorno a casa. Un conto è chiedere ai propri genitori di riaprire la propria camera, un conto è presentarsi fisicamente, ultratrentenne, in casa di mamma e papà anziani ormai con la loro routine. Eppure una sera accade proprio così: mamma e papà, seduti in salotto, mi vedono apparire sulla soglia con la valigia in mano. Un silenzio assordante. Mio padre mi guarda sgomento. Mia madre ha già fatto preparare la mia camera, ma è emozionata anche lei. Lascio la borsa a terra, mi avvicino a mio padre. Mi siedo in braccio a lui (quasi ammazzandolo per il peso, anche se allora ero solo 84 kg) e gli dico: papà, sono tornato. Scoppiamo tutti in una risata liberatoria. Quando uscirò dalla casa dei miei, sei mesi dopo, mia madre piangerà (non voleva più lasciarmi andare) e mio padre mi dirà: non ho mai mangiato così bene in casa come in questo periodo…

Tornati a Milano io e Rita, dicevo, io ormai separato fisicamente (anche se non mentalmente, capirete poi), ci vediamo spesso. Lei trova anche il suo primo lavoro serio da impiegata, ma è solo l’inizio di una brillante carriera. Se stai con una donna operativa in tutti i sensi, che ti ha detto finalmente ti amo, e tu le hai detto ti amo, non passerà molto tempo a cincischiare per vivere con te.

E così Rita trova una casa per noi vicono a Erba. Una bella casa, anche grande, con il giardino. Io entro con lei, felice di illustrarmela, ma sento un’angoscia che sale a ogni passo. Trovo solo difetti: non c’è la porta blindata, il giardino è in comune, è arredata con mobili un po’ pesanti. E’ solo l’inizio, mi rassicura lei, ma io ho solo voglia di scappare.

Torno dai miei e nella mia mente cè una tempesta. Il mio cervello mi parla e mi dice: ma sei impazzito? Tu vuoi lasciare tutto, la tua vita precedente, agiata, sicura, la tua casa, le tue cose, una donna che hai amato per anni, per giocartela tutta in una casa in affitto a Erba. Con una ragazza così giovane? Ma sei sicuro di farlo? Attento, ti giochi tutto.

La parte razionale di un uomo è una brutta bestia. E’ la sua parte più egoista, quella più legata al denaro, alle cose materiali, e la più lontana dai sentimenti. Da questo momento, per ben 4 lunghi anni, io e Rita dovremo combattere con il mio io più egoista.

Il giorno dopo la chiamo (ormai c’erano i cellulari) e le dico: non me la sento, sono confuso. Forse è meglio che non ci sentiamo per un po’. Sento la disperazione dall’altra parte, ma ho deciso “ormai” che è così.

Nella prossima puntata della mia storia d’amore con Rita, la ragazza conosciuta alle Maldive in viaggio di nozze, scoprirete come e quanto un amore che ha tutti i numeri in regola per la felicità può diventare una galera per colpa dell’egoismo e della razionalità maschile.

Stay tuned, stay foolish

Condividi:

10Commenti

  • Francesca, 23 Dicembre 2014 @ 14:34 Rispondi

    Che bellissima storia d’amore!!! *__*
    Non vedo l’ora di leggere il seguito 🙂

    • alessandro pellizzari, 23 Dicembre 2014 @ 14:47 Rispondi

      Grazie, tutto vero!

  • lucia, 23 Dicembre 2014 @ 20:48 Rispondi

    Allora! Mi lasci così col fiato sospeso? Il finale lo conosco, lo presumo, ma una cosa è il punto d’arrivo, altra il percorso decisamente più interessante, intrigante. Son curiosa!!!!!!

    • alessandro pellizzari, 23 Dicembre 2014 @ 21:00 Rispondi

      Inizia un percorso per me e Rita drammatico e in salita dalla prossima puntata. Ma anche denso di passione e di amore. Ricordo come fosse ieri. Stay tuned!

  • Alberta Ferrari, 23 Dicembre 2014 @ 23:29 Rispondi

    quattro anni di fuga???????????? Rita santa subito

    • alessandro pellizzari, 24 Dicembre 2014 @ 00:03 Rispondi

      Di molla e riprendi. Ma tranquilla, non farò quattro anni di puntate

    • alessandro pellizzari, 24 Dicembre 2014 @ 01:38 Rispondi

      Santissima

  • » #Hoconosciutomiamoglieinviaggiodinozze: L’ultimo bacio – parte 9 Alessandro Nicolò Pellizzari, 31 Dicembre 2014 @ 16:04 Rispondi

    […] pianificato un Capodanno in torretta a Cortona io e lei (leggi qui cosa significa Cortona per noi) ma disdico tutto. Lo passerò con l’altra. Intanto io ho lasciato casa dei miei e vivo in un […]

  • Anonima, 11 Giugno 2016 @ 14:05 Rispondi

    Però non mi piace il “farla innamorare”. Uno può fare tutto, se non succede, non succede. Al di là delle strategie. Punto.

    • alessandro pellizzari, 11 Giugno 2016 @ 16:39 Rispondi

      Le strategie funzionano se c’è un terreno fertile. Che però può inaridirsi se sbagli

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.