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Diario di un uomo lasciato dall’amante

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Cosa fa lui, cosa pensa negli attimi, giorni, settimane, mesi dopo che è entrato in vigore il Codice del silenzio, cioè il black out totale fra di voi (niente incontri, telefonate, messaggi…) o perché lui vi ha portato a prendere voi la decisione di lasciarlo (massacrandovi con i suoi Ti amo Ma: succede otto volte su dieci) o perché, guarda caso in vista delle vacanze Pasquali (ma poi saranno anche quelle estive, Natalizie…), vi ha detto ti amo Ma non posso lasciarla e quindi siccome non voglio farti del male (rido per non piangere) meglio fermarsi qui?

Cosa succede nella sua testa? Come si comporta? Cosa prova? Soffre? Gli mancate? Me lo avete chiesto in tante, anche perché siete in tante a essere nelle varie fasi del Codice del silenzio, quelle iniziali (i fatidici primi tre mesi) o medio-avanzate. Contando appunto che molti hanno lasciato, o si sono fatti lasciare proprio in vista del ponte di Pasqua, guarda caso… Capiremo il perché anche di questo.

Day by day, ecco il diario dell’uomo in Codice del silenzio, lasciato da voi o che vi ha lasciato.

Tre ore dopo che avete chiuso

Lui con voi era disperato ma fermo su un punto: sei la donna della mia vita Ma, ti amo Ma e quindi al vostro (perdonate il riferimento Sacro), dicevo al vostro Dì solo una parola e io non ti lascio non ha risposto. Quindi Codice del silenzio operativo, per voi e per lui. Molti hanno anche pianto: non che siamo così bravi a fare gli attori, anche noi uomini proviamo dei sentimenti, e ci dispiace lasciare (perché di questo si tratta, anche se ci siamo fatti lasciare da voi obbligandovi a farlo) l’amante con la quale abbiamo condiviso tanto per mesi, persino anni ma, finito il momento teatrale, il vero sentimento è uno solo: un grande sollievo! Ve lo dico perché lo vedo in centinania di casi, in amici in questa situazione, e perché anch’io, confesso, ci sono passato in simili modalità. L’universo uomo, a tre ore dalla liquidazione dell’amante, prova una sensazione bellissima: mi sono liberato di un problema enorme, inestricabile, che mi condizionava ormai la vita. È come aver estinto il mutuo, essere stati assunti in una ricca multinazionale, aver vinto una causa in tribunale. È finita, sono finiti i problemi: e tiri un respirone di libertà. Un minimo di pensiero alla poveretta che ti ama e che hai costretto, tirandola scema, ad arrivare al Codice del silenzio con i tira e molla c’è, qualcuno si sente anche un verme e prova dei sensi di colpa, ma che bello sedersi a tavola con la famiglia, la stessa sera, e non dover nascondere il telefono, andare in bagno o giù col cane perché lei ti vuole parlare ed è incazzata perché tu le hai dato buca per la terza volta. Questa non è l’ultima cena, è la prima vera cena serena dopo tanto tempo. Il telefono è lì, muto: al massimo ti arriva la mail del gestore telefonico con i giga in offerta, niente cuoricini, punti interrogativi, faccine arrabbiate, domande, richieste… Dopo tre ore siamo già uomini liberi! E guardi persino tua moglie, mentre ti serve gli spaghetti come lo facesse a un re, con occhi diversi.

La mattina dopo

Sì ci pensiamo un po’ a voi. Ci vengono in mente soprattutto scene da video porno, perché sappiamo che è quello che ci mancherà. I più romantici hanno lampi di serate passate insieme, ma sono lampi subito spenti da un sonno ristoratore. Non dobbiamo più controllare il telefono. Un po’ di ansia c’è: non è che si rifarà viva? La paura, attenzione, non è che NON vi facciate vive, ma che lo facciate! Ma voi gli attributi ce li avete, mica come noi, e quindi il telefono tacerà. Accanto a lui, dorme la moglie. Non è cambiato nulla in realtà. Dorme come sempre, in un matrimonio che si trascina da anni nel torpore della routine, se va bene. Voglio provare a farci sesso, dice lui, saranno dieci giorni che non lo facciamo (non ha mai smesso di farlo con lei, vi ha sempre mentito su questo come 9 uomini su 10). In fondo ora ho lei, l’altra non c’è più, la bomba a letto non c’è più. Ma magari posso riscoprire mia moglie, approfittando di questo entusiasmo da libertà, magari le posso insegnare qualcosa di nuovo che facevo con la mia amante. Sì, pensiamo anche a questo. Allungo la mano, insisto nonostante il brontolio, e lo facciamo. Solita posizione, soliti tempi, soliti preliminari, vabbè, tutto uguale, ci sarà tempo per introdurre nuovi elementi, intanto ho raggiunto il mio orgasmo settimanale. La colazione, dopo un’ultima occhiata al telefono silente quanto rassicurante, continuerà serena e allegra. Persino la moglie, nella sua noncurante routine, si accorgerà di un marito più allegro, più presente con i figli, più propositivo. E quando chiederà ma che cos’hai che sei così in forma? Lui risponderà: non siamo in vacanza? E poi via questi pensieri di lavoro! E le schioccherà un bacio sulla guancia (non si può di più, se prima i baci erano a zero…).

Dal giorno uno al giorno dieci

Mentre voi soffrite i giorni più duri del Silenzio lui si gode la sua ritrovata serenità. Certo, vi pensa, se ha vostre foto (soprattutto di un certo tipo) se le va a vedere, i più “sensibili” devono scacciare il pensiero che voi soffriate ma come si vive bene senza di voi, che ormai eravate un problema, IL problema. Ma non potevate fare l’amante lussuriosa e divertente, la psicologa pret a porter e sfogatoio accontentandovi di grandi scopate, risate e vari benefit costosi o meno? Ah già, l’abbiamo tirata talmente in lunga che lei si è innamorata. Ah già, in momenti di sesso clamoroso o punte di romanticismo ho giurato il mio amore, parlato di nuovi figli, di case in montagna o al mare, di vacanze in Polinesia… Ho esagerato certo, ma cosa dovevo fare? Per tenerla, ammansirla, farle digerire bidoni, appuntamenti mancati, gelosia, telefonate col contagocce, mai una notte insieme, mai un weekend insieme dovevo sopperire con le parole ai fatti. Soprattutto negli ultimi tempi, quando più che un’amante era diventata una investigatrice lagnosa. Certo non colpa sua, quante balle ho dovuto raccontare! Ti ricordi quella volta che mia moglie si è accorta di quel messaggio con i cuoricini? Ho dovuto poi postare sui social una foto della famiglia abbracciata e felice (dopo che l’avevo descritta come una galera) e quante me ne ha dette la mia amante! Ci sono voluti giorni e promesse di crociere infinite per ammansirla. Quante bugie all’amante e a mia moglie. Per lo meno adesso devo smettere di dire bugie a mia moglie. Che guardo e mi dico: ma in fondo è la moglie migliore del mondo.

Dal giorno dieci al giorno venti

Va bene, direi bene. Ogni tanto penso a lei, il telefono muto è sempre rassicurante ma un po’ mi mancano i nostri messaggi più belli, quelle chiacchierate, le chat spinte, spintissime, l’intesa fra noi. Mi mancano forse più di un po’. La vita in casa scorre serena e monotona, una monotonia rassicurante e riposante. Per mia moglie sembra non sia cambiato nulla dal prima e il dopo. Io sono più presente ma non cambia nulla. Il nostro matrimonio si fonda sulla routine. Faccio più sesso con lei ma anche i miei tentativi di inserire giochi nuovi, anche banali nella nostra routine sessuale, quelli che facevo con l’altra (mica quelli più spinti, non oso chiedere tanto) vengono sopportati in modo malcelato o rifiutati (ma cosa ti salta in mente!). Il nostro rapporto sessuale è un due tre: si inzia così, si continua cosà, finisce colì. 5 minuti. Nessuna modifica, salvo l’eiaculazione, assicurata (il suo orgasmo non so, non ho mai capito quando finge e quando no, non mi interessa da anni ormai). Certo la frequenza è aumentata. Io ho voglia, anche perché ero abituato a farlo con l’altra una o due volte alla settimana, quindi anche mia moglie gode degli stessi ritmi, se non ha mal di testa (e lo ha spesso). Il mio matrimonio è in salvo? Forse, ma solo perché ho smesso di “pagare il mutuo”. Io continuo a essere una specie di ombra che porta il denaro a casa, a fare l’autista ai figli, a lavorare tanto e a guardare molta più tv di prima e molto meno cellulare di prima. E lei cosa farà? Avrà già iniziato a uscire con le amiche? Da una parte mi toglierebbe certi sensi di colpa che tornano verso l’alba, quando ho un piccolo risveglio, dall’altra mi dà fastidio pensarla corteggiata da altri uomini. Perché lei era bella, è bella.

Dal giorno venti al giorno 30/40

Caxxo che noia mi moglie. Pesante, ripetitiva, un sacco di patate a letto. Ho voglia, e ripenso ai giri di orologio al motel con l’altra. Ci stavamo magari anche solo due ore, ma che fantasia, numeri, godimento! Eravamo senza ritegno, scatenati e senza inibizioni. I primi mesi certo, ma anche dopo non ci si annoiava mai. Abbiamo fatto di tutto, e mi manca. Mi manca soprattutto il sesso. Certo lei era anche intellgente, brillante, portarla in giro, quelle poche volte che ho potuto, faceva morire di invidia passanti e amici. Il sesso strepitoso mi manca. Devo ammetterlo, lasciare lei non ha reso mia moglie la migliore moglie del mondo e non ha trasformato il mio matrimonio da grigio a felice. Chissà se lei ha già un nuovo amante, mi rode l’idea. Però anch’io devo darmi una calmata, in fondo io questa amante l’ho resa io la regina delle donne, l’ho idealizzata perché era una bomba a letto e mi piaceva tanto, ma se ci penso bene, se mi convinco bene, non era poi tutta questa roba! E se mi trovassi un’altra amante? No, perché io a letto con mia moglie così non posso andare avanti per molto, è una pena questo sesso bisogno fisiologico, meglio della mastrubazione certo ma non troppo. Forse devo iniziare a fare il simpatico su facebook con qualcuna che ho adocchiato, ma che fatica, mica tutte danno retta a uno sposato, per quanto tu gli dica che sei separato in casa. Lei invece era cosa fatta, era pronta e senza pregiudizi. Ora avrà cambiato idea. Chissà se è già in caccia. No, lei non riesce a stare senza di me.

Fra il primo e il terzo mese

Ho ricominciato a litigare con mia moglie. Il mio matrimonio era un fallimento e lo è ancora. Mi sento solo. Non scopo più perché è la solita solfa. Ho provato a contattare qualche bellona sui social ma non è così facile per uno sposato uscire con le single, devi trovare una sposata a caccia di avventure e non sono così palesi. Le altre sono sospettose: troppi uomini pacco e cattive esperienze rendono il mercato del cucco più difficile di una volta. E la mia ex amante? Non credo mi abbia dimenticato. Forse adesso è il momento di riavvicinarmi, forse l’onda di pianto odio e rabbia ha lasciato spazio solo alla nostalgia e potrei approfittarne. Devo giocarmela bene, vorrà fatti e non parole, come mi ha detto tante volte. E io fatti non ne ho: non lascerò mai mia moglie, la mia famiglia, i miei agi per un’amante. Voglio solo un’amica che faccia sesso meraviglioso, più sesso che amica. Domani contatto quella nostra amica in comune per capire come sta, cosa fa, se ha qualcuno (dubito).

Dal secondo terzo mese in poi

L’amica mi ha detto che lei non esce se non raramente. Che è ferita a morte da quello che ho fatto ma piange spesso, parla solo di me e non ha nessuno (bell’amica! Utile comunque). Mi ha anche detto che sua mamma non sta bene, niente di grave per fortuna ma è un punto che potrei sfruttare. Potrei scriverle che ho saputo della mamma e sono preoccupato per lei e se ha bisogno di me sono a disposizione. E vedere come reagisce. Ho visto che pur togliendomi dagli amici di Facebook (altrimenti l’avrei fatto io dopo il primo mese, bloccandola in modo che non veda certe foto di famiglia) non ha bloccato le messaggerie e il telefono. Stasera le scrivo. Tasto il terreno. Poi aumenterò i messaggi, passando dall’amichevole al più che amichevole. Poi riprenderò le telefonate, Poi le chiederò un caffè, poi un pranzo, una cena. Se riesco a recuperare terreno è fatta; tornerà a essere la mia amante. Le dirò che non posso vivere senza di lei, che ho sbagliato e voglio ricominciare, deve solo darmi tempo, che ho fatto tre mesi di inferno, che soffro tanto ma sono deciso e ti amo! Non sarà difficile, in fondo un po’ queste cose le penso, anche se so dentro di me che è la mia voglia e il mio egoismo e la mia solitudine il vero motore di tutto questo, io non mando a gambe all’aria la mia vita per il sesso, non l’ho fatto ieri non lo farò oggi. Magari mi scappa anche una convincente lacrima, in fondo io sono un emotivo e sentimentale e lei sa tirare fuori il meglio di me, anche se non è forte abbastanza per uccidere il peggio che c’è in me, l’egoista calcolatore che c’è in me, soprattutto dopo l’orgasmo. Quante volte ho provato la voglia di fuggire dopo quelle due ore nel motel… Ma adesso è più forte la voglia di motel. Se la convinco a venire a letto è fatta. E dopo? Si vedrà, adesso è la voglia di lei che vince.

Questo è quello che pensano molti, molti uomini quando entra in vigore il Codice del silenzio. Brutto? Squallido? Certo, ma succede. Spesso. Dobbiamo essere realisti, anche a costo di essere pessimisti una volta in più, anche se le eccezioni per fortuna esistono. Ecco perché insisto su un punto: il Codice del silenzio deve essere assoluto, e non dovete cedere mai. Dovete cedere solo se lui torna, come dico sempre, da Ufficiale e gentiluomo, con la separazione in mano, fuori di casa, le prove provate, fatti nuovi non solo parole rivestite e ricolorate. Fate le domande giuste che devono avere risposte chiuse e certe, non aperte, verificabili e non trattabili o rimandabili nel tempo. Basta con le cambiali.

Non dovete cedere se non di fronte a fatti nuovi e veramente rivoluzionari, decisivi.

Perché il Codice del silenzio funziona come la dieta. All’inizio è dura, durissima, hai gli attacchi di fame, ti sogni il cibo preferito di notte. Poi, col passare dei giorni, la bilancia mostra i progressi, ti senti meglio, disintossicata. Dopo i primi tre chili persi ti sembra non impossibile dimagrire. Poi ti senti più bella, più leggera, man mano che il tempo passa la strada ti sembra in discesa. Certo, passano mesi, i primi sono i più duri, ma il miglioramento lo senti, fisico e mentale.

Se invece rispondi al messaggio e lasci i canali aperti è come se ti alzassi di notte e, dopo un giorno di digiuno, aprissi il frigo per mangiarti un’intera tavoletta di cioccolato. Benessere sul momento ma poi senso di disfatta, pancia gonfia, senso di colpa, sconfitta, ti senti una debole e il giorno dopo la strada è di nuovo in salita.

Se poi accetti di tornare al ristorante con lui, per mangiarti tutto di colpo antipasto primo secondo contorno frutta dolce caffè e ammazzacaffè, per scoprire poi che quello è solo un ristorante, non il ristorante di tutti i giorni della tua vita, ricominciare la dieta sarà due volte più difficile della prima.

Perché il metabolismo delle emozioni farà molta più fatica a bruciare grassi e calorie, ma soprattutto lo zucchero, che è lui. Ogni dieta interrotta e fallita rende la prossima più dura e meno efficace. Ricordatelo, quando sarai davanti a un suo nuovo messaggio, quando sarai davanti al frigo, alle due di notte, con le lacrime agli occhi.

Noi ci siamo per te qui #acasadiAle. Scrivimi. Scrivici

Sincerely yours

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