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Coppie: Pasqua con chi vuoi?

Pasqua con chi vuole lui
Pasqua con chi vuole lui

Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi. Il vecchio adagio sembra valere per tutti tranne che per gli amanti e le coppie che io chiamo squilibrate, dove cioè uno dei due prevale sull’altro, mi spiegherò meglio più avanti.

Ho già detto (leggi qui) che le vacanze sono il momento della prova del fuoco per molte coppie, regolari o clandestine che siano, una prova che spesso si rivela devastante.

Già perché se è vero che durante la settimana i guai, il lavoro e la routine ci sfessano per tutto il giorno è anche vero che fanno da anticorpi negli organismi con un sistema immunitario deficitario o da basse difese tipici di quelle coppie che, per un motivo o per l’altro, sono da tempo in crisi.

Nei matrimoni e fidanzamenti claudicanti, infatti, arrivare a casa dopo una dura giornata di lavoro significa spesso non… parlare. Complice e scusa la stanchezza, ci si addormenta sul divano, dopo un laconico “per favore guardiamo qualcosa alla tv che è stata una giornataccia” reiterando anche un altro rito ripetitivo delle relazioni asfittiche, e cioè il rimandare ogni rapporto sessuale, ancora una volta, per l’ennesima volta, a tempi migliori.

Quindi stress, divano, tv e sonno postprandiale proteggono le coppie di cui sopra da litigi, confronti e rimandano la cambiale all’incasso quando? Proprio alle feste comandate.

Per gli amanti la settimana feriale è un salvacoppia, perché permette gli incontri furtivi in pausa pranzo, le mattinate in motel vendute come shopping o riunione in un bunker dove, guarda caso, o il telefono non prende o non si può rispondere, mentre sappiamo che Pasqua con chi vuoi non è molto diversa dal Natale o dal Capodanno, perché comporta un allontanamento forzato e un minimizzarsi delle chiamate, per fortuna che c’è WhatsApp (sempre sia lodato). Ma anche sulle messaggerie si litiga, proprio per rimarcare che, ancora una volta, passi questa Pasqua con tua moglie (ma non doveva essere l’ultima Pasqua l’ultima volta?).

Però sugli amanti non mi voglio dilungare perché trovate l’approfondimento in questione qui, nel post Amanti, manuale di sopravvivenza per le feste o in San Valentino the day after.

Mi voglio invece dedicare di più a quelle che ho definito coppie squilibrate, o sbilanciate.

Che cosa si intende per coppia sbilanciata o squilibrata? Non tanto la classica coppia in crisi, quella ormai avanti nella strada verso la separazione.

Intendo quella coppia ancora in quella terra di mezzo in cui lei (o lui, ma lo sapete, io sono spudoratamente dedicato alle lettrici), alla domanda Pasqua con chi vuoi risponderebbe: io e te da soli da qualche parte meravigliosa o, se ci sono bimbi di mezzo, almeno suite, appartamento e camere separate.

E invece no.

Pasqua con i suoceri
Alcuni suoceri, per una coppia, sono più letali di un tradimento (come ho scritto qui). Eppure lui, mammone o succube del padre per qualsiasi motivo (soldi, lavoro, figura dispotica incombente da sempre), non è capace di staccare il cordone ombelicale neanche per i fatidici giorni del ponte Pasquale. Così, la poveretta di turno, si ritrova 365 giorni all’anno alle prese con “mamma e papà”, naturalmente i suoi, perché i genitori della malcapitata sono di solito i suoceri “buoni” e quindi automaticamente messi da parte. Quindi tutti a festeggiare a casa di mamma. Peggio: tutti a festeggiare a casa di mamma in montagna, così ci dobbiamo pure dormire. Peggio: tutti a festeggiare a casa di mamma in montagna che ci danno la camera di fianco alla loro che così amore per queste sere meglio evitare di fare l’amore perché se ci sentono si imbarazzano e poi io non sono a mio agio perché poi a papà, come quando ero ragazzino, gli basta un’occhiata per capire se l’ho fatto (e potrebbe venirsene fuori davanti alla colomba pasquale con un bel “hai usato il preservativo? Ricorda che io nipoti non ne voglio!” O viceversa… “l’avete fatto? Insomma sto nipotino arriva o no?”). Quindi la malcapitata non solo deve sopportare i suoceri, ma va pure in bianco. Queste situazioni sono destinate a portare spesso al fallimento della coppia stessa perché, per fortuna, la pazienza di voi donne, nonostante tutto, non è infinita. Il mio suggerimento, o meglio quello delle tante che ci sono passate e “hanno risolto” è questo: puntate i piedi la prossima volta, se adesso è stata l’ennesima volta con i suoceri la prossima non cedete a costo di stare a casa da sole o, meglio, di andarvene finalmente con l’amica del cuore al mare (che a voi la montagna vi ha rotto da mo’). I figli? Se li puppino i suoceri per una volta!

Pasqua con i “suoi” amici
I nemici potenziali della coppia non sono solo i suoceri versione tiranni, ma anche i suoi amici del cuore, quelli con cui passa già la vita in chat, ha il mercoledì di calcetto, la domenica allo stadio e qualche serata in birreria ci scappa pure, tempo dedicato che neanche la più focosa e attraente delle amanti potrebbe sperare. Quindi a Pasqua che si fa? Si va via con i suoi amici. E lui, finalmente immerso h 24 nella sua goliardia da Animal House (chi non ha visto il mitico film con Belushi vada subito qui) non ti si fila ma neanche di striscio! Te ne accorgi perché non ti risponde quando tenti, in quei rari attimi nei quali non è preso dagli amici, oppure ti risponde con eh? E la sera, finalmente sotto le lenzuola soli? Lui russa, perché ha fatto tre giri di superalcolici dopo due bottiglie di quel vino tanto buono. E sarà così fino al ritorno a casa, quando ti dirà: amore scusa ma questa vacanza mi ha devastato.
Consiglio di chi ci è passato? Dopo il primo giorno abbi il coraggio di tornare a casa da sola. Lo so è grossa, è una mossa azzardata ma… basta! Un uomo che da anni ti fa fare la ruota di scorta dei suoi amici capirà solo un messaggio molto netto, tangibile e preciso, altrimenti ti dirà sì sì va bene la prossima facciamo come vuoi tu. E ci vediamo a Natale o, peggio, all’estate con gli amici. Vedi tu se è ancora il caso di provare il prossimo “turno”, ma se è così, una volta a casa, devi mettere nero su bianco che A Basta con la vita coniugale condivisa con i suoi amici.

Pasqua in immersione (o dove vuole lui)
Pasqua con chi vuoi significa anche dove vuoi o a fare quello che vuoi. O meglio, dove vuole lui, o peggio a fare quello che vuole lui. Alzino la mano le disperate costrette ad aspettare che lui faccia l’ultima discesa a chiusura impianti, a scalare montagne, a fare passeggiate impervie da vescica ai piedi o a correre in Central Park invece di girare per la fifth avenue a vedere i negozi di New York. Ricorderò sempre un’immersione con questa coppia. Lui un maniaco della subacquea, lei terrorizzata dall’andare sott’acqua eppure già costretta a seguire tutto il corso per prendere il brevetto più le settanta immersioni del fidanzato, che non gliene fregava niente di lei ma la voleva comunque lì con lui. La malcapitata, mi ricordo, piangeva lacrimoni che lui non asciugava neanche (tanto siamo al mare e ti devi bagnare) e in una immersione, mentre lui era già 20 metri più sotto, aveva perso i pesi della cintura e io l’avevo dovuta soccorrere, completamente abbandonata. Roba da corna immediate per ripicca (era pure bella), ma non credo siano più insieme, o meglio, lo spero per lei. Insomma, lo sportivo o il maniaco dei posti che non ti piacciono è letale come e quanto quello della mammina sempre insieme o degli amiconi inseparabili. Il consiglio di chi ci è passato? Trovarsi un’attività sportiva o non, personale alternativa, da praticare nei luoghi comuni ma anche no. Nelle coppie squilibrate ciò potrebbe portare lui, se è in versione despota, a non riconoscere lo stesso diritto di pratica di sport o di luogo: forse vi accorgerete finalmente di che pasta è fatto (non è che state con un narcisista? Verificatelo qui) e vi auguro che la prossima vacanza, nella quale farete una settimana insieme e una separati (tu al mare ad abbronzarti con le amiche e lui a scalare l’Everest), troviate (se lo vostra coppia è decotta e Pasqua è solo uno dei tanti sintomi di malattia degenerativa) anche un’alternativa al despota delle montagne o degli abissi congrua, attenta e soprattutto disponibile a fare tutto quello che volete voi o quasi. Insomma, un “chiodo” (leggi qui) magari sedentario.

Finally, ridendoci insieme un po’ su questa Pasqua con chi vuoi, colgo l’occasione non solo per augurarvi buone feste con il mio blog, ma che vi portino anche l’occasione per riflettere su cose che non vanno magari da tempo e che è ora di cambiare o… di chiudere. L’amore è semplice: nessun squilibrio o sbilanciatura, l’amore ama le vacanze dedicate alla coppia e senza interferenze, con una buona dose di sesso senza pensieri finalmente, altro che terzo super alcolico o il russamento dell’alpino.

Sincerely yours

Perché attiro solo mascalzoni

Intimo veleno. Fotografia analogica di Patrizia Nuvolari. www.patrizianuvolari.it
Intimo veleno. Fotografia analogica di Patrizia Nuvolari. www.patrizianuvolari.it

Perché attiro solo mascalzoni o, se vogliamo dirla in inglese, solo degli str, che prima sono così affascinanti e simpatici e poi, quando ti hanno fatto fare un paio di volte la 24 ore di Le Mans a letto ti lasciano legata ai paracarri della tangenziale?

Se lo chiedono e me lo chiedono molte lettrici, che ormai si definiscono, in lacrime, collezioniste di mascalzoni, cioè di uomini che trattano le donne a mo di “usa e getta”, e che spesso hanno pure il coraggio di rifarsi vivi dopo una più o meno lunga e improvvisa latitanza, di solito nei momenti di magra (non hanno nessuna all’orizzonte e vorrebbero tirare fuori dal freezer la vostra “minestra” da riscaldare).

Da quello che mi raccontate, da quello che vedo, leggo e in base alla mia esperienza non c’è un perché solo ma perché diversi. Prima di enunciarveli voglio però raccontarvi la mia prima esperienza di mascalzone, prima per amore e poi pentito.

Avevo 16 anni ed ero innamorato di lei, più grande di me, per la prima volta (credo anche perché era stata la mia prima volta “completa”). Dopo tre mesi di grande romanticismo e kamasutra lei mi lascia per un altro, un suo ex che mi aveva descritto come un mascalzone, macché mascalzone, uno str di prima scelta! La trattava malissimo, la tradiva, non la richiamava, non si faceva trovare… io invece ero il classico bravo ragazzo, sempre carino, presente, premuroso, la riempivo di attenzioni e regali… troppo, mi aveva detto lei lasciandomi. Sei troppo carino e bravo. Fammi soffrire un po’ aveva pure aggiunto, fatti desiderare…

E lì ho pensato che il mondo girasse alla rovescia e che non era vero, come nei film, che i “buoni” vincono sempre, erano i cattivi a fare il bello e cattivo tempo con le donne, già a quell’età.

È c’era un’ingiustizia Cupidica per la quale chi come me dava tutto era destinato a farsi soffiare la morosa della vita (a 16 anni già volevo sposarla? Forse sì, sognatore pescino com’ero già allora) da un mascalzone che la faceva pure piangere. La felicità perdeva contro la sofferenza, non capivo ma… volevo, dovevo adeguarmi al “trend” femminile che mi sembrava maggioritario, e cioè viva i mascalzoni! Altrimenti… chi cuccava più! Sognatore romantico sì, ma l’ormone è l’ormone.

Così avevo cominciato anch’io ad applicare la parte dark del Teorema di Ferradini dal “in amore vince chi fugge” al “fuori dal letto nessuna pietà”. Con alcune funzionava con altre No. E il perché lo capiremo insieme, forse, rispondendo ai tanti perché attiro solo mascalzoni.

Poi, e qui finisco il mio personale racconto, avevo presto capito che solo una parte, seppur numerosa, di ragazze preferivano lo str, le altre proprio no. E non essendo io un mascalzone “naturale”, presto avevo abbandonato la caccia alle collezioniste di cattivi per seguire la mia indole romantica, per quanto lussuriosa (romanticismo e sesso vanno benissimo d’accordo), mietendo così conquiste sul versante più dolce e sognante del mondo femminile.

Ma veniamo finalmente a voi, a te. Allora… perché attiri solo o prevalentemente mascalzoni?

Perché cerchi emozioni
Lo str è divertente e mai noioso: ti stupisce con effetti speciali, prima positivi e poi, purtroppo, negativi. Non ti aspetti mai quello che fa. È eccitante. Non ti sembra mascalzone, ti sembra simpatico all’inizio. Scambi la sua propensione a “farsele tutte” per “esperienza” e virilità, è un uomo vero, un maschio alfa (per chi ci crede). È imprevedibile. Peccato che le emozioni positive si trasformeranno in negative quando sarà stufo di te (le sue storie durano raramente più di 3-6 mesi consecutivi) o avrà una preda più appetitosa di te. In realtà, fuori dal letto, a lui di te non interessa nulla.

Perché vuoi essere la sua prima scelta
Che fascino ha questo mascalzone simpatico e guascone che ci sa fare così bene con le donne. Mi scrive una lettrice: certe donne hanno il bisogno di affermare la propria autostima attraverso storie difficili e complesse. Più lui è mascalzone e più si ostinano. Sanno che lui è un rubacuori ma questo fa da calamita irresistibile in chi di voi, anche inconsciamente, vuole primeggiare sulle altre, vuole essere la sua regina, vuole essere scelta e la sua preferita. Cosa possibile, ma il tempo del suo timer, che scatta dalla prima volta che farete l’amore. Inesorabilmente.

Perché voi sì che lo cambierete
Si chiama sindrome della crocerossina, e ne ho già scritto qui. Colpisce molte donne, che di fronte a un mascalzone conclamato, nonostante gli avvisi delle amiche che hanno capito o ci sono già passate, pensano di avere la forza e il potere di cambiarlo, per poi conquistarlo definitivamente. Le crocerossine sono quelle di voi che sopportano di più le sue angherie e cambi di fronte, il passare dall’amore totale all’indifferenza più crudele, e quindi sono quelle che soffrono di più. Più è prepotente più fate quello che vuole lui. Più chiede senza dare più vi piegate. Ma poi lui vi ringrazia lasciandovi. Mi scrive una di voi: quando lo squalo sente l’odore del sangue corre! Sente lontano mille miglia l’aroma intenso che sprigiona la croce rossa che è in ognuna di noi…e dopo si salvi chi può! I lati negativi fanno presto a sorgere, ma certe donne hanno la presunzione dell’io lo cambierò. E ancora scrivete: la maggior parte dei mascalzoni si presenta come bisognoso d’affetto, e all’inizio ti corteggiano e ti prendono come nessuno ha mai fatto. Così noi donne, che amiamo tanto fare le crocerossine, ci affezioniamo ogni giorno di più e poi tac….. l’uomo si rivela per quello che è!

Perché è bravo a illudere e a farsi perdonare
A differenza di molti altri uomini il mascalzone, il più delle volte, lascia, non si fa lasciare dalle donne. E lascia senza pietà. Te lo dice dall’oggi al domani, di solito con un messaggio perché è inutile perdere tempo con un incontro, ci siamo detti tutto non c’è altro da aggiungere. E sparisce. Ma spesso torna. Perché c’era qualcosa di fisico (non intellettuale, a lui del vostro cervello interessa solo dove far breccia per il letto) che gli piace e gli manca e vuole riassaggiare, ma soprattutto perché in quel momento è “sprovvisto di carne fresca”. Il mascalzone è quello che poi, per scusarsi, ti porta in un posto bellissimo o fa il mega regalo e tu abbocchi. È un grande illusionista che ti sa riconquistare con “come te nessuna, me ne rendo conto solo ora” o ” quanto mi sei mancata, non posso vivere senza di te” ma… presto la minestra riscaldata finirà, e lui vi rilegherà al guardrail della tangenziale definitivamente, perché in chat la bellina che tampina da un po’ gli ha detto di sì.

Analizzati i perché, cosa fare per evitarlo o per liberarsi di lui prima che faccia danno?

No perché voi ragazze innamorate dei mascalzoni rimanete così annichilite da queste esperienze che spesso per tornare alla vita normale e a un semplicissimo flirt ci mettete anche più di 12 mesi, e certe di voi arrivano a pensare che gli uomini siano tutti così, dei mascalzoni, e quindi l’unica è il ritiro sociale e fisico. Un dramma per la femminilità: non confondete la vostra preziosa fragilità per un handicap che vi impedirà di amare la persona giusta.

Per evitare questo occorre innanzitutto lavorare su se stesse, sulla propria autostima, soprattutto se siete già passate da un’esperienza con un mascalzone e vi ritrovate al secondo giro.

Imparate a non accettare quello che non accettereste normalmente: l’amore è semplice. È serenità non dolore. È rispetto, non prevaricazione. È democrazia, non dittatura. È equilibrio, non squilibrio a favore di un componente della coppia. Per il mascalzone la coppia non esiste, l’amore è una parola che non ha nessun peso, tanto che ne abusa soprattutto quando fate l’amore, anche se è assurdo per precocità pronunciarla le prime volte, a poche settimane di intimità.

Scappate subito da tutto o parte di questo, ai primi segnali: non perdete tempo pensando che cambi o sottovalutando le piccole crudeltà alle quali presto inizia a sottoporvi. È vero, ci sono anche i mascalzoni accasati, ma pensate che siano dei buoni mariti in genere? In pubblico certamente, ci tengono alle apparenze più degli altri, ma chiusa la porta di casa sono padroni delle ferriere, non compagni. Sono despoti, perlopiù. Quello è solo il loro porto, ma da lì partono le scorrerie nel mondo femminile.

Quindi… Pretendete di più dai nuovi amori, come scrivo qui. Scappate dai simpaticoni che danno segni di superficialità o esagerano in promesse premature di futuri troppo radiosi insieme.

Fatevi aiutare dalle amiche più sagge ed esperte, circondatevi di amici veri, non isolatevi mai per stare e fare solo quello che vuole lui. Il mascalzone vi isola per dominarvi.

E se l’autostima già zoppica o ha subito duri colpi non serve sparire dalla società, serve un esperto che vi faccia ragionare e tiri fuori di nuovo la superdonna che eravate, che siete.

Il cimitero è pieno di mascalzoni insostituibili. Non finiteci voi nel cimitero dei sentimenti solo per un… mascalzone.

Sincerely yours

Ricominciare dopo una storia

Si ricomincia sempre in salita ma alla fine c'è sempre una discesa
Si ricomincia sempre in salita ma alla fine c’è sempre una discesa

È finita. Dopo mesi, anni, a volte tanti anni la vostra storia è finita. Eravate sposati, conviventi, fidanzati, amanti. Eravate, perché ora è finita.

Siete state lasciate, o avete lasciato voi, spesso perché lui vi ha messo nelle condizioni di lasciarlo, perché molti uomini non lasciano mai. Non cambia: siete sole.

E siete sole dopo molto tempo, oppure da poco ma, se eravate innamorate, anche pochi mesi possono pesare come anni.

Magari, di fatto, sole lo eravate già. Quanti matrimoni sono separazioni di fatto sotto lo stesso tetto coniugale, quanti legami sono ormai ridotti al minimo sindacale da tempo, senza dialogo e senza sesso. Quante amanti hanno visto scemare, col tempo, gli incontri una volta così belli e passionali, o sono diventate l’ombra della moglie.

Ora anche le ultime parvenze di legame sono davvero finite. Ognuno a casa sua, ora siete davvero sole.

Come ricominciare a vivere? Come rinascere?
E, soprattutto, come non cadere nella trappola dell’isolamento, del ritiro sociale e sessuale? Come non sostituire definitivamente gli uomini, per la grande delusione, con la carica dei 101 gatti?

Dalle vostre tante storie, da chi ci è già passata e ce l’ha fatta, si possono trarre dei consigli preziosi. Vediamoli.

Il periodo zombie
È normale che le prime settimane, i primi mesi, stiate male, alternando momenti di disperazione a quelli catatonici, a momenti nei quali vi dite “che bello essere sole dopo tanta sofferenza” a quelli in cui “quello stronzo mi manca da morire, adesso gli scrivo un messaggio, forse non posso vivere senza di lui”. È normale, vi comportate come degli zombie che si aggirano in casa trascinandosi dietro il plaid, passando dalla TV al frigo, ma non siete degli zombie. Guarirete. È solo questione di tempo ma, come per l’influenza, potete decidere di sopportare stoicamente, quasi fosse un’autopunizione (aaaah come siete brave voi donne ad autopunirvi e autogiudicarvi al peggio) i 39 di febbre alzando le mani, battendo i denti e soffrendo l’impossibile oppure usare i farmaci sintomatici che, proprio perché si chiamano così, non curano le ferite d’amore ma leniscono il dolore fino a guarigione avvenuta (e si guarisce, è solo questione di tempo).

Li vediamo nei prossimi step.

I rimedi della “donna” (non della nonna, o forse li usava già anche lei).
Per uscire dal o combattere il periodo zombie la prima cosa da fare è individuare, nel vostro carnet di amici e conoscenti i più positivi, affidabili, allegri e poco sedentari. No, non sto parlando della vostra migliore amica, quella sa già tutto della vostra storia, ha la spalla rotta per i vostri pianti, ha fatto tutto quello che poteva per sorreggervi e continuerà a farlo. Ma quello che vi serve adesso è altro. È una donna, o un gruppo di donne, o anche di uomini amici che avete classificato come nonscopabili (e loro non vi vogliono frequentare e assillare per questo, altrimenti evitateli) che vi raccolgano e vi portino fuori dal covo dello zombie. Per un aperitivo, per parlare, per ballare, anche solo per passeggiare o per iniziare un corso da metalmeccanico o di tango, basta che vi tirino fuori. Devono essere propositivi, allegri e riuscire a stopparvi dopo massimo un quarto d’ora di riepilogo della storia che vi ha fatto soffrire tanto per farvi parlare di qualcos’altro. Valgono anche quelli messi da parte perché a lui non piacevano o non ve li faceva frequentare. Sforzatevi di contattarli, magari con un messaggio iniziale, come se doveste prendere un farmaco salvavita. Inizierete a mettere un piede fuori dal covo dello zombie, c’è ancora tutto un mondo lì fuori, il mondo non era solo lui. Vietatissimo il coro greco, cioè quel gruppo di amiche lasciate o deluse dagli uomini al punto da appendere le ovaie al chiodo che potranno solo unirvi a voi in un pianto greco che vi porterà alla depressione condivisa, non a uscire dall’antro.

Il codice del silenzio
Quasi tutti gli ex si rifanno vivi o tentano di ricontattarvi.
Per questioni di egoismo, possesso, per scoparvi ancora una volta, per tenervi in stand by. Non potete neanche pensare di rimanere amici, leggete qui perché. Ecco perché è fondamentale fare terra bruciata il più presto possibile con l’ex. Non cadete nella trappola del “non è educato tagliare tutti i ponti”. Fregatevene: in questo momento L’emergenza siete voi, siete voi che dovete rinascere dalle ceneri della storia fallimentare e dolorosa, provate a essere egoiste almeno un quinto di quello che è o è stato lui. Basterà. Usate la rabbia e il rancore che avete per la delusione inflittavi per bloccare tutto, cancellare tutto. Non un messaggio deve passare nell’etere e raggiungervi. In questa fase anche un banale “come stai” scritto da lui potrebbe farvi perdere in un lampo i progressi di autostima e rinascita faticosamente collezionati fra pianti e tentativi di reagire positivamente. Più farete silenzio con lui prima guarirete e starete meglio in fretta, meno lo fate o posticipate o lasciate qualche canale aperto e più il calvario sarà lungo. Lo so, capisco, si cade e si ricade. Non fate l’errore, nei casi in cui ci ricadiate, lo risentiate o lo rivediate di biasimarvi, di darvi della debole idiota irrecuperabile. Tutte ci sono passate, anche quelle che oggi sono nuovamente accoppiate e felici: è possibile, non finisce il mondo con un uomo, per quanto amato. Montanelli diceva che i cimiteri sono pieni di persone insostituibili. Non vi giudicate, non vi biasimate, chiamate l’amica del cuore, le amazzoni alla riscossa per uscire e ricominciate da zero. E, mi raccomando, in silenzio con lui. Se lavora con voi è più difficile ma appellatevi alla vostra professionalità: si parla di lavoro, possibilmente in team e non da soli e non si accetta neanche un caffè. Nemmeno uno, fanculo l’educazione.

Il primo chiodo
Uscendo con gli amici, prima o poi incontrerete un uomo interessante. Col tempo, quel senso di nausea a pensare solo di essere sfiorate dalle mani di qualcuno che non sia l’ex passerà. E, quando incontrerete uomini che in voi risvegliano un barlume di femminilità, gli immediati flash baci di voi a letto con uno “nuovo” travolti dalle scene d’amore con l’ex svaniranno. Ci sono donne che arrivano a questo punto di guarigione in sei mesi, altre che ci mettono di più. Ma se seguite i consigli precedenti sarà inevitabile, prima o poi, incontrare un uomo interessante. Che cosa significa interessante? Non cadete nell’errore di giudicare i nuovi uomini paragonandoli al vostro ex: lo so, con lui è stato per lungo tempo tutto meraviglioso, dal sesso allo stare insieme, ma poi tutto è finito e, molto spesso, perché questa meraviglia di uomo si è rivelato tutto l’opposto di quello che era agli inizi. Quindi NO PARAGONI COL PASSATO: questo tipo si chiama nuovo perché è nuovo, e voi ora guardate al futuro, non al passato. Che significa interessante? Banalmente che vi piace fisicamente, che è simpatico, vi fa ridere, dice cose intelligenti. Non deve essere il principe azzurro, deve essere, in questa fase, un donatore di serenità. Usciteci quando se è come volete. Non sentitevi obbligate a nulla. È quello che chiamo chiodo scaccia chiodo. Se dà segni di impazienza liquidatelo. Non attaccatevi a lui come l’ancora della speranza, gestitelo come una persona piacevole da frequentare punto. Per ora. Siate esigenti, molto esigenti (per approfondire perché leggi qui).

La prova del bacio
A un certo punto, passati anche due tre dieci uomini interessanti che però non vi hanno fatto decidere per riprovare ad andare a letto per la prima volta, magari dopo anche un anno, dall’ultima col vostro ex (o perché non eravate pronte o perché questi uomini non si sono rivelati poi così interessanti o perché erano assillanti sul fare sesso), avrete frequentato un uomo che, dopo un tempo variabile da settimane a qualche mese, risveglia in voi l’ormone. Se vi attrae non solo più come compagnia dell’aperitivo e della chat c’è solo una cosa da fare: baciarlo. Il bacio, come ho scritto qui, è il cancello d’entrata del sesso. Un bacio è già un rapporto sessuale, e può dire moltissimo. Anzi, è la porta che una volta aperta vi farà decidere se richiuderla subito o entrare nella stanza da letto. Un uomo che bacia male, che non vi regala una bella sensazione, che non vi eccita già dal bacio, ascoltate me, meglio non andare oltre. Se invece funziona, baciatevi e baciatevi. Allora la porta si potrà aprire.

La vostra prima nuova volta
Se lui ha superato la prova del bacio inutile e compromettente aspettare troppo per fare sesso. Perché da una parte non ce n’è ragione (se avete provato le sensazioni giuste descritte prima siete pronte) e dall’altra lui potrebbe giustamente incazzarsi e dileguarsi. Ha aspettato, ha seguito i vostri ritmi, non tirate inutilmente la corda solo per punire il genere maschile cattivo o per essere sicure che questo non scappi dopo la prima scopata. Se avete in testa queste idee o le scacciate via o non siete ancora pronte. Giocateci, come ho scritto qui. Detto questo andateci a letto per divertirvi, per provare emozioni che saranno comunque nuove e diverse rispetto al passato. Quindi godetevela. Non dovete dimostrare nulla, non dovete fare nulla che non Vi piaccia, dovete semplicemente rimontare in bicicletta, godervi la giornata di sole e la brezza sul viso. La bici scricchiola, ha una gomma sgonfia o è scomoda? Magari andrà meglio la seconda volta. Oppure lui, non voi, lui non ci sa fare. Non fate l’errore che fanno tantissime donne di giudicarsi se a letto qualcosa è andato storto, tipo L’orgasmo non è arrivato o non vi siete sembrate all’altezza della situazione. Mai giudicarsi, vietato giudicarsi. Forse siete arrugginite, ma è più probabile che lui si sia intimidito e non sia così bravo come dovrebbe essere un uomo di esperienza. Quindi o rimandate i giudizi alla seconda e seguenti volte o, se davvero non vi è piaciuto, applicate la regola del bacio non convincente: avanti un altro. E non fatevi menate del tipo ormai sono frigida non sono più capace tanto vale aspettare la menopausa… ma sapete quante donne in menopausa si godono dello splendido sesso? Tantissime. Quindi non facciamo paragoni assurdi o pensiamo al convento per una trombata così così. Men che meno pensare che l’unico uomo in grado di farvi godere fosse lui, l’ex… i ristoranti dove mangiare bene, anzi meglio, sono milioni.

La rinascita dei sentimenti
Dopo che sarete state a letto con un uomo nuovo io vi auguro che questo evento si tramuti in una storia decente, serena, duratura (non dico amore per scaramanzia ma succede, per fortuna, mica si ha una sola chance nella vita). È invece solo una storiella? Tutto rodaggio. Tutte prove, intanto per riprendere una sana attività sociale e sessuale con gli uomini papabili, cosa normale, naturale e che fa bene anche alla salute oltre che al cervello e allo spirito, e poi per prepararsi al vero decollo, cioè all’incontro con un nuovo vero amore. Perché non solo è possibile trovarlo ancora, è addirittura probabile. Basta essere esigenti, come scrivo qui, e aver seppellito la storia precedente nel camposanto dei ricordi belli e brutti.

Ah, niente fiori per l’ex ma opere di bene per voi

Sincerely yours

Sesso a tre: perché te lo chiede

Lui vuole fare sesso a tre
Lui vuole fare sesso a tre

Lui vuole fare sesso a tre. Prima era una fantasia, ma ora si è tradotta in richiesta. A volte anche insistente, comunque ripetuta.

Ogni tanto è lei a chiederlo, ma prima analizziamo la richiesta maschile, più frequente.

Lui, di solito, vuole fare sesso con te e un’altra donna, più raramente con la partecipazione di un altro uomo, che però è una fantasia più femminile: la competizione fra sessi e la paura che il proprio partner faccia paragoni estetici e di prestazione entra anche fra le lenzuola.

Intendiamoci: è la più frequente delle fantasie erotiche fra coppie di breve (se molto spigliate), medio e lungo corso, non importa se ufficiali o amanti (anche se gli amanti sono in media più fantasiosi e birichini).

E fin qui niente da osservare, ce la si racconta, ce la si immagina, produce eccitazione e godimento all’interno della coppia e, una volta raggiunto l’orgasmo, finisce lì. La prossima puntata, sempre di fiction, è rimandata al giro successivo che rimane però, nella realtà, rigorosamente a due.

Ma cosa succede se lui, superato l’obnubilamento dell’eccitazione, a bocce ferme, ve lo propone davvero? Vuole farlo davvero, nella realtà? Vuole addirittura organizzare…

C’è da rifletterci.

Quasi tutti i maschi, e anche voi femminucce, durante la scopata e prima del sommo piacere, grazie all’eccitazione, chi più chi meno, siete disposti a irrefrenabili voli pindarici erotici e numeri del kamasutra, roba a volte da far impallidire il video porno più spinto.

Ma, raggiunta l’estasi, soprattutto nell’uomo che non gode di quella benedizione al femminile che si chiama multiorgasmo, di solito scende una pace fisica e cerebrale che il meglio che vuole fare è dormire.

Insomma, prima dell’orgasmo lui è come in un supermercato a mezzogiorno, con una fame pazzesca e la voglia di comprare tutto. Dopo l’orgasmo è come il postprandiale, si è mangiato tutto quello che ha comprato e agogna il divano per russare in 5 secondi netti di televisione.

E invece? Invece, a pancia piena, a eiaculazione avvenuta, lui insiste: perché una volta non lo facciamo davvero? Quella tua amica carina che mi sembra un po’ vogliosa… Oppure: quello che ti fa la corte da anni, non ci starebbe?

Che cosa significa, che cosa nasconde psicologicamente e come vero bisogno per lui, e per la coppia, e per te sua partner, questa richiesta?

TE LO CHIEDE PERCHE’ VUOLE SPERIMENTARE
Se siete insieme solo da tre-sei mesi siete nel cosiddetto periodo della sperimentazione a letto. State facendo di tutto e provando tutto l’alfabeto del sesso per conoscervi meglio e vedere come e cosa funziona. Se il sesso è molto appagante, per assurdo una richiesta del genere può essere normale e non nascondere una insoddisfazione, da parte del partner, della serie “non gli basto io”. Se siete una coppia che non ha tabu particolari sessuali, “usare” un terzo, maschio o femmina, per il proprio godimento, ci sta. Si fa una prova, se funziona si ripeterà, altrimenti si va avanti in due. Però occhio alle insistenze eccessive: tutto è lecito a letto, ma deve piacere ed essere condiviso da tutti e due, con regole di ingaggio del terzo elemento molto chiare, anche nei limiti. Conosco coppie dove lei, per paura di perdere lui, ha acconsentito ad andare con un altro uomo o un’altra donna “per forza”. Lì godeva solo lui, lei si sentiva umiliata o costretta, si sono giustamente lasciati. Il sesso a tre deve rimanere un sesso a due: il terzo è solo un sex toy che la coppia usa a suo piacimento.

TE LO CHIEDE PER SPEZZARE LA ROUTINE
Nelle coppie di medio e lungo corso a un certo punto il sesso si fa ripetitivo, si adotta una certa sequenza di preliminari e posizioni che vanno benissimo, perché sono il mix del meglio a letto degli ultimi anni, ma anche la playlist più bella, a furia di risentirla, richiede nuove canzoni di aggiornamento. Così una delle fantasie più gettonate può diventare proposta concreta. Avete la necessaria confidenza per metterla in pratica certo. Ma piace a tutti e due? E tu andresti con una donna? E se preferisci un uomo lui come la vede? Il gioco funziona solo se c’è concordia, ma attenzione. La routine nel sesso è una brutta bestia: questa sì che può nascondere l’insidia del voler cambiare e non mi basti più. Se lui, anche dietro il vostro no, insiste troppo, allarme rosso. Potrebbe avere bisogno di evadere. Insomma, l’insistenza davanti al terzo vostro NO può nascondere un problema a letto di coppia che va affrontato con una chiara e profonda discussione, se vi amate ancora, magari trovando alternative che ravvivino il rapporto sessuale che non siano la scopata in tre ma comunque di comune soddisfazione. Occhio allora perché, come scrivo sempre, il sesso è l’80% del cemento che costituisce il pilastro portante della coppia.

TE LO CHIEDE PERCHE’ SIETE IN CRISI
Vale anche per lei. E vale quanto detto sopra per la routine. Ragionate su certi dettagli. Lui prima era tranquillo e non faceva richieste di questo tipo? Era geloso, e quindi non si poteva neanche parlare di altri? Ultimamente, lo fate di rado, molto meno di prima? Dovete “aiutarvi” con dei video porno come preliminari, cosa che prima usavate come variazione sul tema e ora serve per avviare la macchina altrimenti rischia di non partire? Ahia. Forse lui è stufo di voi. O voi di lui. Ha bisogno di nuovi stimoli. Prima di tradire per la prima volta un uomo cerca in diversi casi di coinvolgere la partner in una sorta di tradimento “controllato”, un gioco a tre dove lui possa scoparsi un’altra, ma con il vostro permesso, partecipazione e zero sensi di colpa. Poi però, se la coppia è finita o comatosa, il farlo a tre per lui diventerà una sorta di droga: non riuscirà più a farlo (o quasi) se non c’è di mezzo qualcuno o qualcuna, alla fine magari questa qualcuna inizierà a frequentarla di nascosto per conto suo… O c’è già, e lui o lei chiedono cose “esagerate” perché l’eccitamento prodotto dalla storia parallela enfatizza anche quello di casa, che così diventa più trasgressivo. O serve a essere poi raccontato all’amante.

TE LO CHIEDE PERCHE’ CONTI POCO
La gelosia è un buon termometro dell’amore. Ma ci sono coppie molto ben strutturate e libere che la usano come elemento di gioco nella performance a tre. Una sorta di gioco “sadomaso”, uso un termine forte e improprio ma che rende l’idea, dove il piacere si unisce alla sofferenza: soffro a vederti con un altro o con un’altra ma godo fisicamente a vederlo fare. Queste coppie hanno ben saldo in mano il boccino del rapporto a due e sanno usare queste cose per mantenerle all’interno della coppia, condividerle, non abusarne praticandole come diversivo una tantum, o chiuderle addirittura per sempre. Della serie smetto quando voglio, ma non come lo dice il fumatore da 60 sigarette al giorno. Di solito sono coppie più o meno aperte (esplicitamente o no) e che hanno provato (o proveranno prima o poi) lo scambismo. Ma fuori da queste eccezioni (che non sono rare) la gelosia impedisce alla maggioranza delle coppie di passare dalla teoria ai fatti, soprattutto se la coppia è fatta di persone che non vivono il sesso in modo scanzonato e senza tabu, ma in maniera abbastanza codificata. Quindi, che siate una coppia di breve o media data, il fatto che lui all’improvviso faccia una richiesta del genere e insista, nonostante la vostra riluttanza, a metterla in pratica, non è da sottovalutare come sintomo di disagio di coppia in genere. Un distinguo importante: se lui ti chiede di andare con un’altra donna l’allarme potrebbe essere falso, perché gli uomini non sono gelosi delle altre donne, le vedono come uno strumento non pericoloso di trasgressione. Ma se ti chiede di andare con un altro uomo, se ti concede a un altro, eh beh, fuori dal discorso fatto sulle coppie che sanno davvero gestire queste cose come “gioco”, il fatto può significare, soprattutto se è una novità tipo fulmine a ciel sereno, che tu per lui non conti più. Non c’è più gelosia, senso del possesso, di protezione. Tu diventi un mezzo, non il fine. La coppia non c’entra più: lui vuole farti fare una cosa per il suo piacere, ma anche perché ti stima di meno, può “concederti”, il che può anche significare che non sei così importante da non poterti lasciare. E spesso, dopo questi esperimenti, lui ti lascia (o lei ti lascia). Ha solo avuto la prova che conti poco e che, anche dando di più, il massimo a letto, persino in tre, non gli basta.

TE LO CHIEDE PERCHE’ E’ DIVENTATA UNA DROGA
Il sesso a tre, pur essendo la fantasia più diffusa fra gli italiani, e quindi in teoria piace alla maggioranza, nella pratica è poi portata a termine “solo” da un terzo di chi la sogna (comunque tantissimi, e in crescita: basta guardare il successo e il diffondersi di locali per scambisti e siti internet e chat dedicate; ma basta anche ascoltare qualche chiacchiera in palestra o fra amiche).
Rimane però più facile tradire che costruire e sostenere, all’interno della coppia, un gioco di questo tipo. Ma mettiamo che lo abbiate già fatto una volta, e che sia piaciuto a tutti e due. Bene, avete trovato, oltre ai sex toys, a farlo in auto, a vestirvi da contessa e autista e a vedere video porno un nuovo gioco, molto avanzato e appagante. Che succede ora? Ciò che piace lo si vuole ripetere. Ma qui non stiamo parlando di tornare al ristorante che ci ha stupito favorevolmente, qui si tratta di andare a letto in tre, a volte in quattro! Nelle coppie equilibrate, questo gioco, per quanto appagante, viene catalogato fra le varie ed eventuali da fare ogni tanto, spesso non con le stesse persone, proprio per evitare che si creino legami con i partecipanti esterni (un lei o una lui) che potrebbero mettere in crisi il menage a due o produrre gelosie. Diciamo che si userà l’esperienza reale per migliorare quella fantasiosa di routine e magari si ripeterà il gioco a tre forse, una, due volte all’anno. Un po’ come concedersi una fuga dalla realtà, se diventa un po’ ripetitiva. O per il piacere di trasgredire, ma sempre in due, sempre in accordo, sempre per la coppia e, fondamentale, perché la cosa diverte e non crea problemi o gelosie patologiche a nessuno. Ma se invece per lui (di solito) la cosa diventa un bisogno? Se insiste per farla tutti i mesi? Se insiste anche sulle stesse persone, perché lui, lei, quella coppia sono così belle e affidabili? Attenzione. Il rischio di questi giochi, se diventano estremi, è la dipendenza. Non mi eccito più con la normalità, deve esserci sempre uno stimolo forte, sempre più forte. Se la richiesta diventa incontrollabile, addirittura ci litigate per la sua insistenza, o avete un problema di coppia interno sotto la brace (leggi punti precedenti) o è meglio, anzi meglio comunque, rivolgersi a un terapeuta di coppia. Le dipendenze non vanno mai d’accordo con l’amore, e neanche col sesso di qualità.

TE LO CHIEDE PERCHE’ NON VUOLE PERDERTI
Il sesso a tre, o comunque proposte ardite al partner, vengono fatte da lui o da lei (e accettate da lui o da lei anche controvoglia) perché uno dei due elementi della coppia si è accorto che sta perdendo il partner e il motivo è il sesso o, se preferite, la routine, che comunque si riverbera sempre anche sulla qualità del sesso di coppia. Allora uno dei due, perché sente allentarsi il legame, propone una cosa ardita a tre. Di solito questa proposta viene da lei, perché vede che lui non la nota più, non la scopa più, magari sospetta un tradimento o ha già perdonato un tradimento ma le cose a letto non sono migliorate. E sa che se offre il massimo della trasgressione il risultato è garantito. In ogni caso è un bel rischio. Perché questa frustata emotiva può rilanciare la sessualità di coppia o affondarla del tutto. Per esempio la rilancia se era proprio il sesso a non andare ma per il resto la coppia era solida. Può rilanciare se lei che propone ha veramente voglia di farlo, lo farà bene, lo farà per la coppia e senza pentimenti o forzature: non c’è niente di peggio che vedere una donna che assaggia un’ostrica e dice “che buona” nascondendo un leggero conato di vomito. Può rilanciare se, come detto prima, non diventa un droga, cioè l’unico modo per fare del sesso appagante.

In conclusione, non demonizziamo chi vuole tradurre in realtà la fantasia erotica più diffusa fra gli italiani, ma non sottovalutiamo neanche i messaggi reconditi che questo comportamento può nascondere.

Io non sono un bigotto che pensa che queste cose siano “porcherie”, come dicono tanti che spesso fanno i santi sulla bacheca dei social e poi nell’armadio hanno una succursale di un sexy shop (che va benissimo, non va bene essere ipocriti e pure giudici degli altri).

Non accetto neanche le critiche di quelli che perché hanno un solo ormone in circolazione pretendono che quelli che ne hanno mille facciano sesso solo guardando il soffitto (lei) e il cuscino (lui), o che pensano che il sesso orale faccia schifo o sia la parte di un esame che viene sempre dopo lo scritto. E dicono che chi non fa così come loro è un pervertito.

Quindi nessuna critica alla parte del sesso fatto in tre, solo riflettiamoci sempre bene prima: farà male o farà bene? E’ un gioco o è una necessità? Lo riusciamo a gestire o ci scappa di mano? Dopo, ci amiamo come prima, siamo contenti o si è creato un disagio che sembra non passare?

Meditate gente, meditate.

Sincerely yours

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce

il tradimento è il sintomo di un amore finito
il tradimento è il sintomo di un amore finito

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce

Tradimento, corna, infedeltà, adulterio… sono termini antichi ma sempre di grande attualità.

Prima della fine degli anni ’60, soprattutto se eri donna, potevi pure finire in galera per una scappatella. Eppure succedeva lo stesso, nonostante i rischi. Come succede oggi, preludio a molti divorzi, ma anche a tante separazioni in casa o amantati infiniti.

Mi impressionano sempre le cifre in proposito, che amici avvocati matrimonialisti mi dicono essere ottimistiche, perché i numeri sono più alti: in Italia almeno il 60% delle donne ha tradito almeno una volta superando i maschietti, che sono “solo” a un “misero” 50%. Cifre, dicevamo, calcolate per difetto, non per eccesso.

Quindi siamo un paese dove più della metà della popolazione ha fatto o fa le corna, ma siamo anche un paese di bigotti e facili censori della vita altrui (mentre dal nostro armadio ormai troppo affollato fa capolino la mano di uno scheletro), dove tutto ciò ha gli epiteti negativi che abbiamo visto. Tradire si fa ma non si dice, non è bello e non conviene, almeno fino a carte legali pronte e avviate.

Ipocrita? Dipende da chi subisce e fa. Chi le corna le subisce (e chi non le ha subite, anche da una “semplice” fidanzatina. Non valgono? Sarà, ma quanto fanno soffrire, e qualcuno ci rimane pure “segnato”) urla in faccia al traditore il suo disprezzo ma, sempre le statistiche lo dicono, lo perdona sempre di più. Soli non sappiamo restare. O non conviene.

Chi le fa, le corna intendo, risponde spesso a un bisogno che, nel tempo, si è fatto più pressante: sesso coniugale morente, voglia di evadere, di risentirsi uomini o donne, noia…

E’ solo questione di tempo e di resistenza personale: chi è infelice, chi “ha bisogno”, prima o poi lo farà. Magari prima con una chat che si fa sempre più spinta, magari in un viaggio di lavoro con un collega simpatico e che ci sa fare, magari col tizio della palestra… è solo questione di tempo.

E’ solo questione di tempo perché in realtà il tradimento non esiste o, se c’è, non è che un sintomo dell’amore che finisce.

Ve lo ricordate l’amore, quello vero? Era quello che faceva davvero palpitare il cuore quando la vedevi, era quello che ti provocava paura di perderla quando l’avevi fatta arrabbiare, era quello che ti faceva sembrare un orgasmo normale il migliore della tua vita, era quello che a letto non ne avevi mai abbastanza e il telefonino esisteva solo per rispondere o chattare con lui.

Purtroppo tempus fugit e, come ho avuto modo di scrivere spesso in questo blog, anche l’amore ha un timer. Più o meno lungo a seconda dell’assortimento della coppia e del destino, che ti fa incontrare o meno altre donne o uomini della tua vita, esistono anche i colpi di fulmine, tsunami emotivi che fanno saltare qualsiasi count down dell’amore, anche se era promettente e agli inizi.

Così, un giorno, dopo mesi o anni, quegli scricchiolii che sentivi nel legno del telaio della finestra che proteggeva il tuo amore dai pericoli esterni delle tentazioni, dagli altri uomini o dalle altre donne, quei tarli nascosti fatti di routine e incomprensioni, di lei che diventa madre e non più compagna, e lui fabbricatore di soldi e non più partner, faranno spalancare i vetri sul mondo esterno, a volte crollare tutta la finestra in uno schianto secco.

Entrerà aria fresca laddove pensavi che l’aria fosse sempre la stessa, vero, ma protettiva e buona. Entrerà un vento che potrebbe portarti via.

E tradirai prima o poi. O meglio, non tradirai, ma andando con un’altra o un altro a letto metterai la parola fine a quello che una volta chiamavi amore.

Perché l’amore sarà anche a termine, ma quando c’è vuole l’esclusiva, non ti fa vedere gli altri, non c’è spazio per gli altri. E’ a tenuta stagna. Quando non lo è più è semplicemente finito. Il tradimento ne è solo la conseguenza.

Il tradimento è il termometro della febbre letale che decreta la morte dell’amore, non si dà colpa al termometro della malattia che provoca una febbre mortale.

Possiamo continuare a chiamare la FINE DELL’AMORE tradimento, per cercare di colpevolizzare il termometro e colpevolizzarci per trascinare avanti un amore morente, per fare accanimento terapeutico su coppie che non hanno più risorse per andare avanti e dove l’amante, più o meno importante che sia, non c’entra nulla, è conseguenza, non causa.

Capisco le mogli affrante che urlano: se non avesse incontrato quella lì! Sarebbe tutto a posto? No, l’amore era finito.

Non voglio giustificare nessuno, errori di percorso nelle coppie di lungo corso si fanno, e si possono anche recuperare, conosco coppie rinate dal tradimento (poche, rinate veramente). Ma sono comunque scappatelle, e possono essere una massimo due, altrimenti è un trend che dice solo una cosa: in casa qualcosa è morto, e di solito è il sesso.

E se non c’è sesso frequente e di qualità, vuol dire che il sangue della passione non arriva al cuore, e il matrimonio prima o poi subirà un infarto letale. E non ci sono farmaci che tengono, perché anche usare i figli come farmaci anti-infarto non può durare per sempre.

Dunque smettiamola di dire “quella è stata tradita, poveretta, che porco lui, che troia l’altra”, perché la verità è che quell’amore è finito, che lui non è un porco (salvo eccezioni, ma qui a noi interessa la realtà più diffusa) ma un uomo che cerca nuova linfa vitale, il sesso di qualità, e che l’altra non è una troia, perché o è lei stessa reduce da un amore finito o è solo una nuova occasione di ricominciare il gioco dell’amore.

Il gioco più bello del mondo, che ormai spesso riparte da un tradimento, che noi qui chiamiamo ancora corna come nei film in bianco e nero, e invece dovrebbe chiamarsi semplicemente THE END.

Sincerely yours

Per dimenticarlo usa la classifica del chiodo scaccia chiodo

La classifica del chiodo scaccia chiodo - foto ANP
La classifica del chiodo scaccia chiodo – foto ANP

Lui ti ha lasciato, o si è fatto lasciare (per stremo delle tue forze) e ora sei lì a disperarti pensando ai bei tempi passati? Sei lì a farti mille seghe mentali sul perché ti diceva che ti amava tanto e poi “puff”, sparito per un’altra o per la moglie? Sei lì a stare chiusa in casa mangiandoti le unghie e chili di cioccolato pensando a quanto il tuo mondo sia solo ancora e sempre lui? Sei lì a pensare che tutti gli uomini sono degli stronzi ed è meglio comprare un gatto, forse due?

Inutile e sbagliato. La rinascita è a portata di mano e, credimi, migliaia di storie scritte su questo blog ne sono la prova. Basta un po’ di tempo (in due mesi si sta già molto meglio) e “aiutati che il Ciel ti aiuta“, che tradotto in questo blog significa che devi ricominciare a uscire e trovarti un CHIODO, cioè un uomo che ha una caratteristica fondamentale, come spiego nel mio precedente articolo: regala spensieratezza (e non serve andarci a letto, almeno non subito e mai se non se lo merita).

Per questo ospito volentieri Silvia che, oltre a essere una assidua lettrice e commentatrice illuminata, sta mettendo in pratica con successo la teoria del chiodo scaccia chiodo e ce lo racconta qui di seguito, facendo una vera e propria CLASSIFICA DEL CHIODO. Lei parla di amanti di lungo corso, ma la sua/nostra regola vale anche per i fidanzati innamorati lasciati in tangenziale. Vai Silvia!

Il “Chiodo”(cit. A.N.Pellizzari) è un uomo piacente, piacevole e soprattutto LIBERO che avrà il compito -grato per noi, forse ingrato per lui- come un novello Caronte, di traghettarci fuori dalla palude degli amanti, se non verso una verdissima prateria con casetta, giardino, 5 figli e 15 gatti, quantomeno verso un normale e banale praticello in grado di ricordarci che esiste un mondo normale di relazioni al di là della melma vischiosa che abbiamo sperimentato nella palude.

Abbiamo già appurato che, dopo una lunga storia da amante, una delle cure più efficaci da seguire per tirarsi fuori dal baratro è la “chiodo-terapia”.

La regola base perchè il chiodo funzioni è che deve essere solo e soltanto considerato come uno strumento per distogliere la nostra attenzione ed energia dall’amante.

Ma quello che dobbiamo stamparci sulla fronte è che il chiodo è qualcosa di funzionale a noi, una medicina da prendere se e solo se ci va di farlo e nelle dosi che noi riteniamo opportune per tirarci fuori da quella palude nella quale non riusciamo più a muoverci.

In questa fase è controproducente fare cose che non abbiamo voglia di fare, quindi non dobbiamo andarci a letto solo per ripicca se non ce la sentiamo, ma dobbiamo solo cogliere l’occasione per staccare testa e cuore da situazioni che hanno già prosciugato abbondantemente la nostra energia e che d’ora in avanti non dobbiamo più alimentare in alcun modo.

Attenzione però: non è sufficiente trovare un “chiodo”… va scelto. Quindi è necessario identificare pochi requisiti di base che il chiodo deve soddisfare per poter assolvere alla sua funzione, pena esclusione della sua candidatura.

Il nostro amante (o ex) è sposato, è tipicamente pesante, spesso fa le cose più complicate di quello che sono e non è assolutamente rispettoso di noi in nessun senso quindi, a pensarci bene, i requisiti del chiodo sono basati sulla regola dell’opposto.

Il chiodo deve essere…
1. Libero: il chiodo deve essere rigorosamente single, se no siamo punto e a capo.
2. Leggero: la leggerezza è un requisito irrinunciabile nel chiodo.
3. Semplificatore: Il chiodo deve semplificare e facilitare il nostro processo di guarigione, non sono quindi ammessi gli indecisi, i fanatici delle seghe mentali e nemmeno i finti intellettuali.
4. Rispettoso: se gli facciamo notre che non è aria e quel giorno non abbiamo voglia di vederlo, lui deve stare nel suo e rispettare il territorio. Questo per noi non è l’inizio di una storia, è un pezzo necessaio alla nostra guarigione e come tale va vissuto.

Il chiodo è quindi uno strumento che, a seconda della tipologia e durata della nostra storia precedente, può assumere diverse forme variando di intensità ed efficacia ma che, in ogni caso, deve rispondere a dei requisiti specifici e deve avere l’unico scopo di tirarci fuori dalla palude, iniziando a corrodere lentamente ma inesorabilmente tutta quell’area di pensieri ed emozioni dedicata in esclusiva a “lui”, all’ex, esattamente al pari di una nuova app sullo smartphone che ti rialloca lo spazio in memoria.

Esistono poi varie sfumature di chiodo, ma la classifica può essere come segue:

Chiodino: flirt superficiale, il tipo conosciuto in palestra che ti dà una mano a fare la panca, il barista che ti fa il cuoricino sul cappuccino la mattina e ti fa pure gli occhi dolci. Con il chiodino ci fai due chiacchiere, non necessariamente ci si è scambiati i numeri di telefono, al massimo siamo amici su facebook e instagram e ci mettiamo qualche like a vicenda, ma questo permette già di sottrarre quei 40 secondi di pensiero all’area suddettadedicata a “lui”. Se è carino e ci va, al chiodino possiamo anche dare il numero di telefono e uscirci a fare una bevuta, durante la quale verrà decisa la sua sorte (eventuale upgrade in classifica o cancellazione insindacabile dalla lista).

Chiodo: a questa fase ci si può arrivare per upgrade dalla precedente, se la prima serata è andata discretamente, lui non ci ha fatto cascare le braccia (e le ovaie), ha retto bene una conversazione di due-tre ore e ha rispettato i minimi sindacali di educazione e galanteria (ha pagato la bevuta, per esempio). Se dopo inizia uno scambio di whatsappini e c’è anche qualche telefonata, può scattare la seconda uscita, ma solo dopo decideremo se l’upgrade a chiodo può essere effettuato. Side effect importante, qui i 40 secondi sottratti al pensiero di “lui” iniziano a diventare minuti, anche ore se l’uscita funziona bene, a seconda della validità del chiodo. E, ricordiamoci, questo è il nostro primo vero obiettivo nel suo utilizzo.

Master Chiodo: un vero chiodo lo si può diventare dopo un po’ di frequentazione, telefonate e qualche uscita decente in cui siamo state bene e, ovviamente, in cui c’è stato qualche contatto fisico, magari un bacio, perché dobbiamo capire se toccarlo e avvicinarci fisicamente a lui ci fa schifo, ci è indifferente o ci può piacere. Più il chiodo sale in classifica e migliora la sua presenza nel quotidiano, più la porzione di RAM dedicata all’amante o ex amante si ridimensionerà.

• Chiodo Supremo: quando ci andiamo a letto una, due, più volte, il chiodo sta egregiamente assolvendo alla sua funzione, pertanto diventa supremo a pieno titolo.

Grazie Silvia, preziosa e divertente classifica. Ma, a parte i sorrisi che può strappare la descrizione dei vari chiodi, c’è molto di vero in quello che dice la nostra amica, anche perché ha provato sulla sua pelle quanto un uomo può deludere e ferire. Ma oggi, anche grazie al “aiutati che il CHIODO ti aiuta”, è quasi fuori dal tunnel.

Leggete, commentate, confrontatevi… anche lei vi risponderà.

Sincerely yours

Ho incontrato un narcisista

Il narcisista è un vampiro emotivo (Pixabay)
Il narcisista è un vampiro emotivo (Pixabay)

Incontrare un narcisista può essere devastante da un punto di vista emotivo e di autostima. Lo testimonia qui Daniela Luciani, amica e preziosa contributor di questo blog, che ha raccolto nel post che segue le storie di alcune donne alle prese con un narcisista.

Che, come scoprirete, non è sempre l’uomo forte, bello, fascinoso e sciupafemmine, ma si presenta anche sotto le vesti di uomo “comune”, ancora più infido perché apparentemente innocuo.

E invece anche questo tipo di narciso è un vampiro dei sentimenti e delle emozioni altrui, uno che vi succhierà amore, vitalità espressiva ed energia emotiva fino a lasciarvi prostrate e sole. Un vampiro capace, nelle situazioni più gravi, di danneggiare il vostro Dna emotivo al punto dal rendervi zoppe, anche per lungo tempo, dal punto di vista sentimentale.

Daniela ci spiega come lei e le sue amiche hanno incontrato un narcisista patologico, che cosa è successo ma, cosa più importante, come ne sono uscite.

Ecco cosa ci scrive

Chissà quanti nella vita ne incontriamo ma non li riconosciamo. Di narcisisti ne è pieno il mondo e, spesso, li rifuggiamo d’istinto perché le persone piene di sé ed egocentriche risultano spesso anche antipatiche.

Quelli che evitiamo in maniera inconscia, perché magari non ci puntano o perché non ne veniamo attratte subito, sono ben più pericolosi e purtroppo prima o poi ci si può cascare: sono i narcisisti patologici.

Ecco dunque il racconto dell’esperienza di più amiche che si sono ritrovate alle prese con un narcisista in cui potersi riconoscere e trarre spunto per la propria “salvezza”.

Non sono una psicologa, per cui rimando l’approfondimento sulla patologia a ricerche che possono facilmente essere condotte autonomamente su libri, internet o quant’altro.

Farò solo distinzione fra overt e covert: bello e compiaciuto, di successo, se non nella vita, almeno con le donne, il narcisista overt era, col senno di poi, davanti ai nostri occhi. Di lui ci gratifica l’essere state scelte per poi capire che siamo un numero tra le tante. Questo, in sintesi, per la cronaca.

Io mi soffermerò sul covert, più difficile da individuare.

Non bello, quasi sfigato, non di successo, nelle sembianze pacifico, un tipo tranquillo, all’apparenza sensibile e dall’animo delicato, sopraffatto dal destino poco generoso con lui, e dall’aver realizzato di aver fatto scelte sbagliate, circondandosi di persone che non sono in grado di riconoscerne il vero valore.

Ecco che d’un tratto vi riconosce come preda, gli piacete perché siete “normale”, non troppo esuberante ma sicura, ai suoi occhi vincente, con un carattere positivo, entusiasta della vita e aperta agli altri: tutto quello che lui vorrebbe essere ma non si sente di poter essere.

Allora che fa? Cerca qualcuno che lo sia, attirandolo a sé per succhiare energia emotiva, non per farla sua, ma solo per sottrarla all’altro privandolo e lasciandolo come la copia di sè stesso.

Chi ci è passato si renderà conto di come in un percorso estenuante e doloroso questa persona sia passata dall’essere dolce, sensibile, divertente, rispettosa, gratificante e presente alla totale incomunicabilità, alla mancanza di empatia, alla crudeltà e all’assenza.

Tutte mascherate dall’opposto di quel che sono al fine di destabilizzare, colpevolizzare l’altro e attuare una manipolazione costante.

Seduce in punta di piedi, fingendo di aprirsi per far aprire l’altro, ostentando fiducia per ottenere la fiducia dell’altro, essendoci sempre fino a rendersi indispensabile per fagocitarvi interamente come un serpente, in modo che poi, dopo avervi dato tutto, possa in un solo, destabilizzante e quasi mortale colpo, togliervi tutto.

Quando siete totalmente “sue”, non è detto che il soggetto in questione vi chieda di fare sesso, è più facile negli overt, i covert possono anche avere problemi sessuali, latenti o meno.

E, dopo avervi riempite di complimenti a 360 gradi un giorno potrebbe uscirsene con una frase del tipo “sei una cozza… tornatene da dove vieni”

Lì la vittima, tramortita e incredula cerca spiegazioni che non tarderanno ad arrivare, ma saranno inconsistenti e assurde, per poi ripartire con questo tira e molla che io preferisco definire volare in cielo per poi precipitare rovinosamente al suolo.

Tutto questo avviene in maniera lenta, costante, subdola e crudele tanto che la vittima diventa paradossalmente complice del suo aguzzino giustificandolo e cercando di compiacerlo perché volare alto piace, arrivare a toccare il cielo è bellissimo e forse cambiando atteggiamento, accondiscendendo sempre più ai suoi umori non si precipiterà al suolo.

Cercando di gestire la situazione si commette un grosso errore: la situazione è gestita magistralmente solo dal narcisista patologico, ogni sua mossa non può venire contrastata. Nega anche l’evidenza!

E allora collaboriamo, lo accontentiamo… ma lui non è soddisfatto, rilancia e vuole sempre di più… lui vuole tutto, finché, succhiate tutte le energie da chi gli donava amore illudendosi di essere ricambiato, il tipo non scappa lasciandovi insoddisfatta, piena di dubbi, frustrazione e con l’autostima sotto i piedi. Nel frattempo ha già puntato un’altra vittima che ha abboccato.

…il vostro orgoglio ferito potrebbe spingervi a voler tagliare i ponti e lui vi scongiurerà di ascoltarlo di dargli una seconda possibilità… perché in realtà lui… vi voleva solo mettere alla prova. L’assurdità della situazione potrebbe spingervi a perdonarlo… big mistake!

In questo percorso, mentre lui vi gestisce, nuove vittime sono ricercate costantemente, ma non sempre abboccano, ecco perché lui torna da te, ma quando quella giusta abboccherà lui non tornerà più. Almeno fino a quando non inizieranno i problemi anche con questa.

E come chiuderà con voi? Con un crudele lasciami in pace. Capito? Ciao.

A questo segue silenzio tombale suggellato da lapide sepolcrale!

Poi però potrebbe ripalesarsi per vedere se ancora ci siete, se ha ancora appeal su di voi ma solo per darsi coraggio: voi non gli interessate più, siete solo uno strumento. La sua ricerca è continua e incessante.

A questo punto chi ci è già passato lo ha identificato alle prime avvisaglie (la prima caduta da alta quota… massimo la seconda) ed è corso ai ripari cancellando, evitando ogni contatto e ignorando ogni tentativo di riavvicinamento.

Chi purtroppo è alla prima esperienza, si trova in un baratro in cui non si fa che continuare a precipitare.

L’unica soluzione è l’aiuto esterno, un professionista in grado di farvi capire che nulla è dipeso da voi, che non avete fatto errori, che non avreste potuto fare nulla per far andare le cose in modo diverso e soprattutto che questo tipo di esperienze non devono chiudervi alla vita.

Se ci siete cascate è perché avete fiducia nel prossimo e credete nei sentimenti, questi sono i vostri punti di forza e tali devono restare.

Queste persone non possono essere aiutate facendo l’errore di credere di poterle guarire: c’è solo una persona che può guarire e salvarsi: VOI!!

Allora rispondetegli un bel “Bene. Peggio per te. Ti auguro buona fortuna. Ti ho voluto bene davvero ma ora per me non esisti più. Chiaro? Ciao”.

Il narcisista si liquida così. Bisogna lasciar andare. Rialzarsi senza restare sul campo. Capire che sì, siamo circondati da narcisisti, sì, prima o poi ci ricapiterà o capiterà ad una nostra amica ma no, questa volta lo sappiamo, questa volta non ci facciamo fregare, le nostre attenzioni sappiamo che dobbiamo dedicarle a chi le merita, a chi ci corrisponde, a chi da noi tira fuori solo il meglio, a chi è in grado di dare.

A chi la nostra energia, il nostro entusiasmo e la nostra positività le fa volare alto, a chi ci accompagna liberi e leggeri perché ormai, soli o in compagnia, sappiamo volare con le nostre ali.

Grazie Daniela, perché è importante il “se lo conosci lo eviti”, ma anche sapere che al narcisista si può e si deve sopravvivere, e che è sbagliato fare il suo gioco, cioè pensare di essere sbagliate, trasformandosi in zombie emotivi incapaci di avere nuove bellissime storie d’amore.

Sincerely yours

Amanti: manuale di sopravvivenza per le feste

Buone feste una sega
Buone feste una sega

Gli amanti odiano il Natale perché i rispettivi devono stare in famiglia e fino all’8 gennaio mediamente non ci si rivede, magari non ci si sente e non si brinda neanche a Capodanno.

Ha da passà a nuttata, diceva il grande Edoardo in Filumena Marturano (o era Napoli milionaria, come mi fa notare una gentile lettrice?) ed è così anche per gli amanti, di qualunque fascia siano (e le vedremo fra poco). Ma esiste un manuale di sopravvivenza per le feste, una serie cioè di regole e accortezze che possano far passare a nuttata ai miei amici amanti e lettori minimizzando l’attesa è il dolore, lo struggimento che porta inevitabilmente con sé la separazione forzata per tanti, troppi giorni e, soprattutto, il fatto che comunque lui passerà questi giorni con l’altra e lei con l’altro?

Ci proviamo e, come al solito, mi dedico alle mie preferite, le amanti donne. Qualcosa però potrà risultare utile anche per voi maschietti.

Manuale di sopravvivenza per amanti innamorati
Sono gli amanti della prima fase, diciamo entro il primo anno di amantanto, quelli che ancora hanno un futuro possibile davanti insieme e godono al massimo dei benefici dell’essere amanti, cioè sesso complicità adrenalina novità e rinnovo di sentimenti sopiti. Molti di loro si dichiarano già innamorati, molti lo sono davvero (soprattutto le donne, l’uomo magari ne è convinto ma vedremo la verità solo al momento delle scelte, leggi qui) e sono alle prese, forse per la prima volta se si sono conosciuti dopo l’estate, a un distacco così lungo e pesante dall’amato. Come sopravvivere al periodo in questione senza soffrire troppo?
1. Avendo un obiettivo di incontro già fissato è chiaro. Aver pianificato con l’amante una data, possibilmente un weekend dopo le feste comandate nel quale recuperare, magari appunto dormendo insieme in un posto di vacanza, il Natale e il capodanno proibiti agli amanti, è come dire a un lavoratore che si è sudato lo stipendio per tutto l’anno che alla data X avrà il tanto aspettato aumento. Dà speranza, dà una metà da raggiungere e alimenta i sogni positivi, non quelli negativi. Avere una data insieme concreta è il Graal degli amanti per sopravvivere.
2. Messaggini. Grazie a Dio i tanti vituperati social funzionano bene anche sotto le feste e quindi sono un’ancora di salvezza per le comunicazioni. A patto che vengano vissuti non come una droga (Oddio non mi risponde da due ore) ma con la consapevolezza che l’altro potrebbe essere vestito da babbo natale nel momento in cui gli avete scritto sono nuda qui che ti penso sopra di me. Se usati al momento giusto e con cadenza umana (tre-quattro al giorno, facciamo cinque dai!) danno ossigeno e fanno guadagnare tempo.
3. Il telefono, la sua voce. Non c’è niente di più appagante che sentirlo, fosse anche per un minuto. Una sua telefonata e un ti amo possono far guadagnare ore di serenità e sopravvivenza a qualsiasi amante. Non è comodo come un messaggio o come un cuoricino ma ha un peso specifico cardiaco enormemente più grande. Certo, non impostate la vostra sopravvivenza sul numero e frequenza di telefonate giornaliere perché è come chiedere a una persona sperduta nel deserto del Sahara di far durare mezzo litro d’acqua da natale a dopo capodanno.
4. Foto. Le foto personali ed esplicite fanno tanto bene soprattutto a lui ma vanno centellinate e mandate in orari e canali sicuri, perché le foto hanno il difetto di apparire sullo schermo all’improvviso.
5. Torture. Se vuoi sopravvivere alle feste natalizie, per quanto tu sia sicura del suo amore, ti consiglio di non andare a curiosare sul profilo della moglie. Ci troverai sicuramente foto di famiglia che, per quanto ovvie in questo periodo, ti faranno comunque male. Può anche capitare che la moglie tagghi lui e quindi puoi ritrovarti le stesse foto anche sul suo profilo, tienine conto. L’importante, per sopravvivere, è che tu non ti trasformi in questo periodo in una sorta di investigatrice fra lui i suoi amici e la famiglia correlata per vedere cosa succede. Cosa vuoi che succeda? Festeggiano in famiglia il Natale, ovvio. Vederlo ti farà solo male, evita e aspetta che passi a nuttata. Anzi non guardare neanche il suo di profilo.

Manuale di sopravvivenza per amanti in prova
Gli amanti in prova sono quelli che hanno già superato la fase ludica dell’amantato e quindi sono di solito quelli che hanno superato l’anno di frequentazione e probabilmente non sono alla prima esperienza di divisione obbligatoria a Natale. Sono anche quelli che si sono lasciati più di una volta di fronte alle oggettive difficoltà di mandare all’aria il precedente matrimonio per i soliti motivi che sono i figli e i sensi di colpa, condivisi se tutti e due hanno una famiglia o solo di lui, anche perché le donne mediamente sono più decisioniste e coraggiose. Per loro la sopravvivenza è più dura degli amanti alle prime armi e innamorati perché la speranza in un futuro insieme ha già subito duri attacchi, marce indietro e rinnovi tipo bollo dell’auto. Di solito lui, prima di partire con la famiglia, ha detto la fatidica frase: “dopo queste vacanze prendo una decisione definitiva”. O, in qualche modo, più o meno chiaro, vi ha fatto capire che questa sarà l’ultima vacanza senza di voi.
Su questi elementi si basa il vostro manuale di sopravvivenza.
1. Valutate il peso della sua promessa. Più è stringente più vi darà forza. È diverso uno che dice “questa è l’ultima volta senza di te” da “dopo questa volta ne parliamo seriamente” (prima non era una cosa seria?) o fa delle proiezioni sulle vacanze estive, ben lontane e che puzzano di “prendo tempo”. Fra l’altro, ha già programmato il vostro incontro dopo le feste comandate? Se sì e avete dei dati precisi come gli amanti innamorati, fategli capire scrivendogli che sarà lì che parlerete della decisione finale, che per voi (e dovrebbe essere così anche per lui) sarà il modo di coniugare il suo ritorno trionfale e le vacanze da soli, per quanto brevi, con un impegno serio per il futuro. Sopravviverete meglio con questo impegno aggiuntivo da parte sua, che rafforza quello generale. Ovviamente, più glisserà sulla cosa, o se addirittura reagirà con stizza (tipo “ti ho già detto che prenderò una decisione cosa vuoi di più!”) più la vostra sopravvivenza sarà minata da un pensiero infausto ma forse suffragato da indizi pesanti, e cioè: anche questo giro mi sa che mi frega o rimanda. Però… nel film il Ponte delle spie un grande Tom Hanks chiede alla spia russa Abel (un ancora più grande Mark Ryalance, Oscar per questo film) se non ha paura della pena di morte prevista nel suo caso e lui risponde laconico: SERVIREBBE? È quello che dico a te: servirebbe tormentarsi troppo sul dopo feste? No. E allora rimanda le grandi domande al dopo.
2. Stesso discorso visto prima per social e messaggi. Inutile immaginarsi una frequenza normale (sarà sotto la normalità) e struggersi per il tempo che passa. A voi consiglio solo una cosa: se siete single non vivete in casa attaccate ai momenti in cui potrebbe chiamare o scrivere, il cellulare si chiama mobile perché potete portarvelo appresso. Uscite, agganciate amici e “trascinatevi” alle feste. Più siete distratte più passerà il tempo. No a film romantici e strappalacrime o storie d’amore: nel vostro caso no. Fanno sognare, ma fanno venire il magone.
3. Se anche voi siete sposate non fatevi prendere dal nervoso. La mancanza del vostro vero amore e la precarietà della vostra storia, con tutti i dubbi che si porta il passato è la spada di damocle del suo “dopo le vacanze prendo una decisione” potrebbe rendervi particolarmente nervose. E cosa fa un’amante quando è particolarmente nervosa? Attacca briga col coniuge, che vede come unico vero impedimento alla sua felicità. Così però passerete le feste a litigare inutilmente e per più o meno futili motivi (per i grandi capitoli del fallimento del vostro matrimonio immagino abbiate già fatto dibattiti ormai diventati sterili) che non vi porteranno ad altro risultato se non a sopravvivere malissimo, nel peggiore dei modi, alle feste (di peggiore c’è solo l’outing, cioè riferire al coniuge della presenza dell’amante in un momento di delirio e senza il consenso dell’altro amante mettendo nei guai non una famiglia ma due). Quindi calma e gesso a Natale siamo tutti buoni anche se con le corna o meno.

Manuale di sopravvivenza per amanti in crisi
Dicesi amanti in crisi quelli che hanno ormai all’attivo diversi anni di amantato è ormai sanno tutto sul calvario delle feste, oppure quelli in cui lui o lei hanno già detto che il “rispettivo” non lo lasciano, oppure quelli che si sono già lasciati di solito per presa di coscienza di solito della donna che ha capito che l’altro promette promette ma poi ha scelto la moglie. Qui apparentemente il manuale di sopravvivenza non serve ma in realtà sì per alcuni motivi fondamentali. Il primo: le feste in famiglia sono le peggiori nelle famiglie in crisi perché i coniugi, che già navigavano in cattive acque, ora stanno insieme 24 ore su 24 ed è più facile scannarsi. Inoltre, lui, anche se ha detto che non la lascia, anche se lo hai dovuto lasciare perché non si decideva e ha fatto 47 retromarce nonostante le promesse, sentirà fortemente la vostra mancanza. Solo una cosa è più forte della mancanza: il suo egoismo e senso del possesso, quindi pur non avendo cambiato idea sul vostro destino, proverà a contattarvi. Il secondo: se state applicando come ho già suggerito in questi casi la regola del silenzio (leggi qui) il manuale di sopravvivenza vi servirà a lenire la nostalgia dei bei tempi (spesso brutti per colpa del lui) passati.
1. Messaggi e faccine: sarà il primo tentativo che lui farà per vedere se rispondete. Non rispondete, anche se volete.
2. Chat: non si accetta neanche per gli auguri di fine anno e. Buon anno. Buon anno un cazzo, sei con la moglie e sono tre anni che non la lasci.
3. Telefonate: pericolosissime ovvio. La sua voce suadente è come un bicchiere di grappa per un alcolizzato. Basta un goccio e rivedrete i pipistrelli che escono dall’armadio. Se vi volete bene no no no!
4. Chi non tromba a Capodanno non tromba tutto l’anno. La metà degli uomini che dicono che non fanno più sesso con la moglie continuano a farlo, anche se sporadicamente, nonostante le assicurazioni che vi danno. Sporadicamente significa che ci sono delle occasioni come il compleanno di lei, il loro anniversario, San Valentino, natale e Capodanno in cui lui tromba per quieto vivere certo, ma non sarà il solito mal di schiena a salvarlo. Devi esserne conscia non per piangere sul routinario amplesso coniugale, ma per trombare tu se puoi. Che vuol dire che dovresti come minimo, a capodanno, essere a una festa con musica e almeno un’amica del cuore, possibilmente lontano il più possibile dai luoghi che ti ricordano i vostri incontri. In questo contesto, ci saranno spero diversi possibili chiodi (leggi chiodo scaccia chiodo). I chiodi sono uomini adulti single piacenti che ti corteggiano. Non devono farti schifo perché tu sei ancora innamorata di pinocchietto tuo, capisco che tu non ti senta pronta a fare una gang bang con loro ma non esageriamo! Se uno è carino, gentile, educato e non ti fa schifo, non è detto che devi andarci a letto ma almeno distraiti facendoti corteggiare. E se per caso l’ormone miracolosamente ti si risveglia approfittane senza sensi di colpa: il tuo amante, d’altronde, li riserva tutti per la moglie.
5. Controllo dei social: qui il suggerimento è contrario a quello degli altri due tipi di amanti. Dacci un’occhiata al suo profilo e a quelli annessi. Non troppo, quanto basta. Scoprirai davvero se, come ti dice, sta soffrendo le pene d’inferno o in realtà vive in un nuovo mulino candido. Certo, sui social spesso si finge, ma un uomo che è separato in casa non ha 10 foto raggiante con la moglie, ne ha due con sorrisino di prammatica. Non ha foto di giubilo, ha foto normali. Lo so, farà male, ma in questo caso la medicina è amara ma farà guarire. È solo questione di tempo e neanche troppo, credimi.
E la tua sopravvivenza si basa sulla consapevolezza che lui, il tuo amante, per quanto abbia detto e fatto o ha mentito più o meno consapevolmente da quando ti ha promesso di vivere una nuova vita con te (e noi maschi abbiamo dentro di noi la risposta vera) o non ha avuto i coglioni per farlo. Uno più biasimabile uno meno forse, ma non te ne deve fregare un cazzo a questo punto: avanti un altro, scelto meglio questa volta però. Per esempio, libero di stato?

Buon Natale care amanti, donne fra le mie preferite perché capaci di provare sentimenti da adolescenti anche dopo i fatidici 40.

Agli amanti felici innamorati auguro di coronare il loro sogno nel giro di un anno e di godersi questi momenti bellissimi, impareggiabili. E ricordate: sognare è possibile e non pochi nuovi matrimoni nascono da coppie come voi.

Agli amanti in prova auguro di non fare più prove. O lui passa questa o chiudete ora. Più aspettate più chiudere sarà doloroso.

Agli amanti in crisi auguro a lui, che sa nel profondo di aver scelto la moglie, di avere la dignità e il coraggio di non disturbare e turbare più l’ex amante smettendo di nascondere libidine e possessività dietro al solito ti amo ma non posso.
E a te, cara amica che hai creduto in un sogno, ti auguro di capire che non era il sogno a essere sbagliato, ma lui. Si sbaglia, però, per imparare. Le delusioni, per quanto lunghe e profonde, per fortuna non ti impediranno di innamorarti di nuovo, ma della persona giusta. A meno che tu non preferisca la clausura. Ma sappi che Babbo Natale ama la tua preziosa femminilità viva, non appesa un chiodo.

Auguri a tutti coloro che amano, hanno amato e ameranno

Sincerely yours

Nuovi amori: non accontentarti più

Se sei di nuovo libera da un po’, quando incontrerai un uomo che dimostra interesse per te non accontentarti più.

Accontentarsi significa passare sopra a certi suoi lati che già dai primi istanti non ti convincono.

Il vostro sesto senso femminile è ineguagliabile. È quello che vi fa storcere il naso quando lui, le prime volte, si dimostra evasivo su domande anche ovvie e sulle quali è assurdo mentire. Ed è anche quello che, finita in modo deludente una storia vi fa dire: lo avevo capito che era così ma non ho voluto ascoltarMI.

Mi è rimasto impresso il tipo che aveva raccontato di avere solo un figlio e ne aveva tre: forse pensava di rendersi più appetibile così? Quanto a lungo avrebbe potuto nascondere la cosa? Certe bugie sono stupide e, in quanto tali e grossolane, rivelatrici.

Un’amica mi dice: ma Alessandro tu la fai troppo facile. Io sono una donna seria e matura, ho un matrimonio alle spalle e ho avuto diverse storie anche importanti. Il mio essere oggi esigente mi taglia fuori dal “mercato” perché una donna seria ed esigente come me deve competere con molte più donne disposte ad accettare compromessi pur di non rimanere sole.

Donne che accettano di andare a letto con un uomo che ha dei lati già non convincenti ma che pensano “ci penseremo dopo oppure io lo cambierò” (a questo proposito consiglio di leggere la crocerossina e anche l’omologatrice di materassi).

Continua la mia amica: se non voglio votarmi alla clausura, di fronte a questa concorrenza disposta a bersi anche balle evidenti e comportamenti non lineari da questi uomini già dai primi incontri, dovrò scendere a compromessi anch’io.

Insomma, la dura legge del mercato degli uomini oggi disponibili imporrebbe alle donne o la solitudine o il compromesso, e a ridimensionare i sogni sull’uomo ideale per iniziare almeno a vivere qualche storia, incrociando le dita per il futuro della stessa.

Insomma, è come in economia, o almeno quella che vogliono venderci come il nuovo futuro del prendere o lasciare: siccome c’è la crisi o accetti un salario più basso e magari in nero o rimani disoccupata.

Una parola sola: ribellatevi!

Intanto intendiamoci bene su una cosa: il sesso non può e non deve essere la vostra moneta di scambio per avere una storia. Se decidi di fare sesso con un uomo deve: piacerti ovvio, avere voglia di fare sesso tu e in quell’occasione, avere voglia di farlo con lui, essere conscia che il sesso non è un regalo che gli fai ma è una cosa che piace a te e che ti servirà, ferme le premesse viste, per capire molte cose, tipo la vostra compatibilità e non solo a letto. Il sesso di buona qualità è un regalo che fai innanzitutto a te in qualità di donna.

Lo so, per voi è diverso. A parte le donne “maschio” che vivono il sesso prevalentemente come gli uomini, cioè come puro divertimento, molte di voi devono trovare in lui quel quid in più per fare sesso con uno sconosciuto. E quel quid è, che per quanto lui sia sconosciuto, già dai primi approcci vi sembri conosciuto, cioè vi susciti anche sentimenti e non solo voglia e libidine (fermo restando che a tutte capita, prima o poi, una sana scopata a finalità prettamente ludica, e meno male!).

Dove sta l’errore in questa formula “non c’è sesso senza sentimento”? Il vostro pretendere che in 30-60 giorni di conoscenza senza fare sesso possiate avere un compendio coppia uguale a quello di una coppia innamorata. No signore: normalmente ci si piace, fisicamente e intellettualmente, si scopa e poi, se tutto quadra, si va avanti e succede di essere sempre più presi fino a innamorarsi.

Quindi non accontentatevi, ma non pretendete neanche miracoli che succedono solo in caso di colpo di fulmine, un miracolo che funziona al contrario: prima ci si innamora, quasi in un istante, poi si fa l’amore, ma è come se loro due lo avessero fatto da sempre. Sono affinità elettive rare, che toccano solo i prescelti dal destino. Io non ci credevo ma l’ho visto succedere. Una volta ma è successo. Però non si punta sui miracoli, qui parliamo di normale trend di coppia, le eccezioni ci fanno sognare ma sono… miracoli dell’amore.

Torniamo alla realtà e al non accontentarsi.

Alla mia amica ho spiegato che non si baratta la qualità con il compromesso. Questo non significa vivere di estremi, e cioè o trovi il principe azzurro o ci provi con tutti, altrimenti rimani sola mentre le altre si divertono.

Non accontentarsi significa non ricadere negli errori del passato e non accettare atteggiamenti e comportamenti maschili che, proprio perché espressi addirittura in fase di conquista, quella che dovrebbe essere “perfetta” anche nell’interesse del corteggiatore (spesso prettamente sessuale, soprattutto all’inizio), è già zoppicante.

Si vabbè Alessandro, bei principi e parole, ma in pratica? In pratica ecco i 10 comandamenti di chi, non accontentandosi, trova storie appaganti. Magari non l’amore della vita, ma così si inizia bene.

Ecco i 10 comandamenti di chi non si accontenta.

1. Forza. Lui deve essere un Uomo. Se ti corteggia deve essere deciso ed efficace. Le mammole e i bambini che hanno bisogno delle tue assicurazioni o istruzioni per averti lasciamoli alle crocerossine.

2. Verità. Lui non deve dire bugie. È più sono inutili e stupide più è da licenziare in tronco per giusta causa. Quindi alla prima contraddizione inserite la lama della verità fino all’elsa senza timore e fatelo fuori. Un mentitore di fronte alla domanda giusta crolla. Poi questi bugiardi si dimenticano spesso di quello che avevano detto, soprattutto se ne raccontano troppe.

3. Evasività. Lui non deve essere evasivo. Chi evita domande personali, cambia discorso o risponde con domande ha qualcosa da nascondere, e di solito è un’altra donna, che c’è già o sta corteggiando. Già non avete l’esclusiva.

4. Indipendenza. Indipendenza significa non fare tutto insieme ma neanche non fare quasi nulla insieme. Già dall’inizio, il vedersi spesso è normale, non vedersi tanto no. Ma come, non siete la novità? La conquista? Il sesso nuovo tutto da scoprire? E già vi riserva poco tempo fra amici suoi, sport, hobby, parenti e lavoro? Occhio allo stashing (leggi qui). Indipendenza non è tu sei un accessorio della mia vita.

5. Esclusiva. Sei la sua nuova donna. Hai un’esclusiva. Innanzitutto sulle altre. Quindi no a quello che continua a fare lo scemo sui social, che si gira per guardare il culo di quella mentre è a manina con te o che vive al telefono non si sa con chi. Il suo nuovo sole sei tu, anche se non brilla ancora del vero amore.

6. Orgoglio. Se corteggio desidero e voglio una donna veramente, perché mi piace ma anche mi intriga, pur essendo come ogni uomo medio interessato in primissima ad averti anch’io, come molti altri per fortuna, cerco la tua intelligenza, compagnia e piacere di stare insieme non solo a letto. Dunque io sarò orgoglioso di camminare al tuo fianco, di godermi un ristorante con te e imboccarti, di presentarti agli amici, di vivere in pubblico con te. Io sono orgoglioso di te. Io ti ammiro. Anche se non sono ancora innamorato. Orgoglio, ammirazione oggi significano che mi piaci davvero, domani che ti amerò.

7. Telepatia. Le coppie che conosco che si amano con successo hanno sviluppato da subito una sorta di telepatia. Dicono le stesse cose contemporaneamente, si anticipano insieme domande e risposte, ridono per questo, godono per questo. Non dico che questo potere debba essere da subito forte e prepotente, ma un uomo che instaura con te questa energia mentale è un uomo che è profondamente interessato a quello che pensi e dici, al punto da “leggerti nel pensiero”. Ed è bellissimo. E almeno un pochino deve esserci.

8. Bacio. Le coppie che funzionano si baciano tantissimo. Sono come degli adolescenti. Si baciano a lungo, con gusto, in pubblico. A volte sono imbarazzanti, io le trovo stupende queste coppie che slinguano appena possono. Già si mangiano prima di amarsi. Diffida di un non bacione, di uno che sfugge a una penetrazione linguale perché non si fa, è infantile o altro. Chi non bacia non amerà perché decide a tavolino quando ci si bacia e quando no. Non a caso le coppie in crisi non si baciano più.

9. Coerenza. Una coppia nuova, fin dai primi minuti di vita, assume dei comportamenti che rappresentano le fondamenta del suo futuro. Da queste fondamenta, che per esempio sono il tempo dedicato all’altro, piccole attenzioni come ricordarsi ciò che l’altro racconta perché importante per lei, devono avere un trend di crescita coerente. Una escalation positiva e costante. Ci si vede man mano di più. Si dorme insieme a un certo punto, non si torna a casa subito “dopo”. E poi weekend. E poi vacanze. L’amore è semplice, chi lo fa difficile non ama.

10. Il piacere. Il piacere totale e reciproco di stare insieme. Dare e ricevere piacere senza calcoli ma con spontaneità. Quel piacere unico che vi fa sorridere appena lo vedete, il piacere di vedere nei suoi occhi l’entusiasmo nel rivedervi che fa a sua volta sorridere voi. Quella sensazione di benessere che vi pervade già da quando scegliete l’abito da indossare per andare all’appuntamento con lui. La felicità che avvertite nel trascorre il tempo insieme qualunque cosa facciate, perché tutto è perfetto, tutto vi piace, non dovete farvi andare bene niente, in attesa
di tempi migliori, forse sarà presto ma già dall’inizio sentite che le premesse sono quelle giuste, che non vi state accontentando.
Se non vi sentite bene con voi stesse è perché non state bene con lui e se non state bene con lui ora non ci starete neanche dopo. Le nuove coppie trasmettono il loro benessere a chi sta loro intorno, anche gli amici se ne accorgeranno confermandovi di essere sulla strada giusta. Puntate al massimo, è quello che vi meritate, se è amore, è quello che otterrete!

Questi sono i 10 comandamenti di chi, non accontentandosi, troverà un uomo “migliore”, secondo il mio modesto ma consapevole parere.

Una sorta di Bushido del chi non si accontenta, le regole che i Samurai seguono a costo di spenderci una vita e fare il suicidio rituale, il seppuku, pur di non violarle. I Samurai erano puri e decisi come il vero amore.

Cara amica, spero che terrai conto almeno di qualcuno di questi comandamenti, che penso ti aiuteranno a vivere un futuro non di Estremi (sola o con tutti) ma di Equilibrio.

Amore è equilibrio, è pura democrazia, è etico pur essendo fuori, spesso, dalle regole degli altri. Perché gli altri non esistono. Esistiamo solo noi. Io e te.

Sincerely yours

E Cupido punì l’uomo che non credeva al colpo di fulmine ordinando a una stella di cadere facendogli ardere il cuore. Egli non fu dunque folgorato da un lampo, trafitto da una freccia, ma arse per sempre nel rogo del loro inaspettato amore. ANP

La foto viene dal web e la amo. Se l’autore vorrà farmelo sapere, sarò felice di ringraziarlo e citarlo. Magari è proprio lui, Cupido. Lei penso di sapere chi è…