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Come far funzionare il codice del silenzio

 

foto Pixabay
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Come far funzionare davvero il Codice del silenzio (Cds) in modo che, di fronte al fatto che lui per l’ennesima volta non ha rispettato le sue promesse o ti ha lasciato per la moglie (o si è fatto lasciare), ripari davvero le tue ferite al punto da non soffrire più?

Ci sono delle regole precise da rispettare se vuoi far funzionare il Re dei non contact, ma anche dei “trucchi” che potete suggerire voi e che hanno funzionato: non a caso questo post è frutto di una proposta di una di voi lettrici che, oltre a suggerire il suo metodo per non cedere (si è fatta scrivere nero su bianco da lui che non ha intenzione di dare date precise entro le quali separarsi: se lo rilegge quando ha nostalgia) vi invita, qui sotto nei commenti, a dare anche i vostri suggerimenti: buonissima idea!

Ma veniamo a noi: che cosa è indispensabile perché il Cds funzioni davvero?

Aver toccato il fondo

Il Cds funziona se non avete più domande da farvi su di lui e siete davvero consce che la strada è senza uscita salvo miracolo. Il che vuol dire che avete magari già fatto un Cds nel passato e che lui ha interrotto promettendovi fatti nuovi che non sono mai arrivati (fatti grossi, non passettini, come messaggini e qualche ora per voi in più, per esempio). Un’interruzione che è costata ancora più lacrime e sangue, visto che il Cds è come una dieta: se la interrompi riprenderai tutti i chili con gli interessi, il metabolismo risulterà rallentato e riperdere peso sarà ancora più difficile. Ma anche se non hai mai fatto prima un Cds il fatto che lui abbia tradito tutte le sue promesse o, nonostante l’assenza di esse stia con voi ormai da più di sei mesi e continui a fare quello che “si tromba senza un domani”, pur sapendo del vostro innamoramento e corrispondendolo/illudendovi almeno in alcuni fatti (può anche non dirti ti amo ma fartelo cialtronescamente pensare) è sufficiente per fare no contact. Il fatto che in quarantena sia sparito o abbia dichiarato che vuole riprovarci con la moglie approfittando del non accesso al vostro letto, anche se poi cambia idea, è toccare il fondo. Anche se vi dice “restiamo amici” è toccare il fondo. Essere ancora lì confuso dopo la quarantena (fatto epocale), ricominciare a promettere la luna, il dammi tempo senza date o date accettabili (che dopo la quarantena sono prima dell’estate: non vorrete mica passare un’altra vacanza da sola e lui con sua “sorella”, leggi moglie?). Insomma, toccare il fondo è aver perso la pazienza, aver capito di essere state prese per i fondelli e, per quanto innamorate, non essere più disponibili a emettere ulteriori assegni in bianco.

La quota di speranza che ritorni deve essere minima

Ogni Cds ha una quota di speranza che lui, proprio perché non può più mangiare patate (fritte, lesse, condite… La sapevate cucinare in tutti i modi), torni in ginocchio da te. Lecito. Nel 10-20% dei casi funziona anche, se lui è davvero innamorato e quindi ha paura di perdervi definitivamente, questa volta. Certe tartarughe, al bisogno, imparano finalmente a correre. Ma questa percentuale di vostra speranza non deve essere il motivo principale per il quale fate il Cds e neanche superare il 10% della volontà e motivazione che vi hanno portate al no contact. Altrimenti lo farete solo per stimolare lui e la guarigione sarà superficiale, rimandata o, peggio, a un certo punto voi interromperete il Codice per contattarlo.

Large, medium o light?

Come ho raccontato in questa diretta (la trovi qui) il Cds vero è quello large, cioè totale (zero messaggi, mi piace, controllo dello stato, zero tutto, a costo di bloccare: se vuole contattarvi con novità si faccia parcadutare sul vostro balcone), e va riservato agli uomini descritti sopra e a chi ha lo stato d’animo detto. Il medium, quello che prevede un canale di comunicazione aperto (messaggi, telefonate che però non devono diventare un sostituto d’imposta: che senso ha non vedersi se si fanno migliaia di videochiamate?) senza incontri reali sono riservati a uomini in buona fede che sono all’inizio di una road map seria (leggi qui che cos’è) ma hanno ancora bisogno dell’insegnante di sostegno che li pungoli (e della carota sesso davanti al naso), mentre il light, quello che prevede l’incontro fisico (e sessuale ma con parsimonia! Il premio deve essere molto meritato) è quello riservato all’uomo in buona fede molto avanti sulla strada della road map (si intravede la luce in fondo al tunnel).

Devi essere pronta a soffrire 

Dirai: non ho già sofferto abbastanza? Certo, ma per lui, ora devi farlo per te. La sofferenza per lui era come pagare l’affitto: spendevi soldi senza avere nulla in cambio se non il tetto sulla testa. Ora devi pagare un mutuo ma, fra qualche mese, massimo un anno, la casa sarà tua, con lui (se rinsavisce e fa davvero l’ufficiale e gentiluomo anche grazie al tuo Cds) o senza di lui. Lacrime ancora, ma nella tua cassaforte. La sofferenza ha il suo apice nel primo mese, scende con alti e bassi il secondo per poi ridursi sempre di più fino allo scatto del famoso relé (rimangono certi ricordi ma lui ti è indifferente ormai e sei pronta per un altro uomo futuro).

Devi essere paziente

Il Cds si conta a mesi, indicativamente uno per ogni semestre di amantato. Più la vostra storia è stata breve (sotto l’anno) meno durerà, più è lunga più ci vorrà. In ogni caso la Matematica del cuore dice che in media un Cds dà i suoi pieni frutti da un minimo di 2-3 mesi (per i casi più veloci) fino a 12 mesi, a patto che non venga interrotto per non ottenere nulla. Dopo il primo mese, pur con alti e bassi, si inizia a soffrire di meno, per poi passare alla rabbia verso di lui (buon segno ma è ancora interesse), a dimenticarsi per intere giornate di lui, a perdere stima e mettere in discussione quello che una volta era il vostro dio fino al relé, cioè alla totale indifferenza e zero dolore, salvo i ricordi del bello ma visti come un film in bianco e nero.

Dopo il confronto finale nessun contatto

Alcune di voi ha bisogno di un confronto finale (leggi qui). Deve essere finale però, e servire non a lui, per dargli un’ultima quanto effimera occasione di “redimersi” o fare un passo avanti (sono tutti gamberi o quasi), ma soprattutto a voi per mettere la parola fine e rafforzare il vostro Cds, in modo che non ci siano ancora pratiche da evadere. Non abbiate fretta: aspettate di stare benino (almeno il primo mese) per incontrarlo, in modo da non passare tutto il tempo a piangere o, peggio, aver voglia di fare all’amore un’ultima volta con lui (per lui sarebbe scopare), che vorrebbe dire perdere tutto il capitale e interessi del mutuo pagati fino a quell’istante. Scrivete anche una lettera da consegnarli: se l’emozione non vi farà dire tutto quello che avete da dire se lo leggerà lui e voi non avrete pendenze o scuse per rivederlo o messaggiarlo, della serie “mi ero dimenticata di”.

 

Devi uscire dal suo mondo e costruire il tuo, quello nuovo

Ognuno di noi ha la sua fetta di tempo libero, al netto del lavoro, figli e doveri. Fino al Cds, tutto il tuo tempo libero era dedicato a lui, compreso quello dove non lo incontravi. Un tempo fatto di attese, di appuntamenti saltati, di pensieri dedicati, di silenzi, di messaggi letti tardi, di dolore e delusioni… Un tempo tutto e solo per lui, anche se eravate davanti alla tv o a correre. Ora il Cds funzionerà più in fretta se uscite, riprendete a fare cose che vi piacciono, iniziate a contemplare la possibilità di un chiodo (che non vuol dire per forza passare da un letto all’altro: leggi qui), riesumate vecchie passioni. Una regola sola: basta che facciate solo cose che vi piacciano, con un minimo di sforzo per iniziare ma devono piacervi davvero, solo così occuperanno spazio nella memoria costruendo la vostra, non vivendo ancora in un mondo totalmente suo. Per pigrizia o abitudine molte di voi fanno il Cds senza costruire la loro nuova vita, o facendolo poco: avere a che fare con uomini che ti portano o costringono al Cds è come essere travolti da un Tir. Il Cds è la sala operatoria dove ti riparano ma tu poi se non fai fisioterapia soffrirai dieci volte di più e guarirai molto più lentamente. Per guarire guarirai, perché il tempo tempera ed è galantuomo, ma quanto tempo immobile sprecato!

Occhio ai social e al telefono

In un Cds che si rispetti non si vanno a vedere i suoi social, i suoi accessi alle chat, non si va a vedere nulla. E non si risponde a telefonate o messaggi. Capiterà qualche volta nel primo mese, ma deve essere come la febbre: alta all’inizio e poi a scendere fino a sparire. Perché ogni volta che andrai a vedere i suoi mezzi di trasmissione è come aprire il frigo: perché ha messo una cosa che non aveva mai messo prima? Come mai è sempre online? Perché la moglie inizia a pubblicare le loro foto del matrimonio? Qualunque sia la risposta, anzi le risposte a queste domande il risultato è uno solo: vivere di nuovo nel suo mondo e in uno stato di agitazione dubbio prostrazione che bloccano o fanno inciampare il Cds. Peggio ancora se lui scrive messaggi tipo come stai o come è stato il rientro al lavoro: sono finto altruismo che ha lo scopo di saggiare il vostro terreno e vedere se ha ancora speranza di mettervi a novanta. Se non riuscite a dominare la voglia di aprire il frigo bloccate tutto: dal numero ai social. Non potete perché lavorate insieme? Le sue mail si guardano solo durante l’orario di lavoro e solo quelle pubbliche, mai personali. Alle mail camuffate da lavoro che chiedono cose personali non si risponde: si leggono le prime righe e si cestinano, l’educazione non c’entra, è una scusa, sua e tua. Ricordate: il lupo era travestito da nonna quando si è mangiato cappuccetto rosso.

 

Occhio alla dipendenza

Il Cds funziona se tu hai ancora le risorse emotive per reagire con le tue forze e/o l’aiuto di un appoggio esterno, amicale o prefessionale. Ma attenzione: se non è il primo Cds, se ne hai già fallito più di uno anche lungo diversi mesi, se hai capito ormai che lui non arriverà ed è un cialtrone ma “non ce la faccio, lo so ho capito ma non ce la faccio, è più forte di me” allora occhio che potrebbe essere dipendenza. Che va curata da uno psicoterapeuta o uno psichiatra. Da sola difficile farcela: non perdere più tempo perché gli antidolorifici senza ricetta (il Cds) funzionano se la malattia non richiede l’antibiotico.

 

Impara i trucchi per non avere “attacchi di fame”

Ho paragonato il Cds a una dieta e, come ogni dieta che si rispetti, i primi mesi ti vedranno alle prese con gli attacchi di fame e gli assalti al frigorifero, magari solo per aver visto una foto di lui in vacanza con la moglie, un suo stato che ricorda i tempi passati (spesso messo ad arte da lui per farti abboccare e scrivergli, ma quanto ti vuole bene…) o perché lo vedi online alle 2 di notte e non sta parlando con suo nonno. Fermo restando che questi attacchi di fame svuota frigo ti verranno molto meno se invece di essere reclusa a casa sei a ballare, a un aperitivo o in palestra (ricorda la regola della nuova vita) ci sono cose che puoi fare subito per spostare la mente in altri luoghi che non siano il suo mondo. Se non puoi uscire apri La matematica del cuore ai capitoli che raccontano di più di lui e della vostra storia. Ti consiglio anche la Via della Cura di Maria Giovanna Luini (link qui), senologo, medico, scrittore e psicoterapeuta: contiene semplici ma efficaci e utili esercizi di meditazione, visualizzazione e anche manuali che saranno un altro pacchetto di grissini spezza fame da usare al bisogno.

 

E adesso via libera ai vostri commenti e soprattutto suggerimenti: che cosa ha funzionato nel vostro Cds che potete suggerire alle altre? Scrivete qui sotto nei commenti

 

Sincerely yours

 

 

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Cosa farà lui dopo la quarantena

per il bel disegno tks to #ladelgi1975

 

 

 

Cosa farà lui dopo la quarantena?

Si può fare qualche previsione attendibile in base al suo comportamento poco prima che iniziasse il blocco degli amanti e, ovviamente, su come si sta comportando adesso.

L’insieme di questi comportamenti possono, secondo i parametri de La matematica del cuore, dare una previsione del dopo.

Analizziamoli insieme facendo una scala di previsione di un ritorno serio insieme da zero a 10, dove 10 rappresenta la massima probabilità di successo della nuova coppia. Potete fare anche la media fra i voti.

VI ERAVATE LASCIATI PRIMA DELLA QUARANTENA
Tutte le coppie di amanti in crisi prima della quarantena o claudicanti, cioè con uno o più codici del silenzio falliti alle spalle, con una storia che ha ormai superato l’anno fra promesse infrante e sogni di vita insieme traditi o sempre rimandati a tempo indefinito (dammi tempo, come faccio a darti una data precisa…) partono svantaggiate perché lui userà la quarantena per riprovarci con la moglie e, nei primi 15/30 giorni di silenzio si sentirà motivato e sollevato dai sensi di colpa e dai “rompimenti di palle” di un’amante che, a ragione, aveva ormai presentato il conto. Chi di questi non si fa sentire da più di 30 giorni, anche se dovesse tornare da voi dicendo che ha capito che non può vivere senza di voi, è probabile che non lo faccia perché vi ama ma per un suo egoistico bisogno, un mix di sesso, voglia di psicologa e presa d’atto che il matrimonio è irrecuperabile. Ma che il matrimonio sia irrecuperabile non significa che lui la lasci, purtroppo lo sappiamo bene. Anche perché si può sempre cambiare amante stampella.
Probabilità di successo della coppia: 2

 

LUI È SPARITO CON LA QUARANTENA
Detto quanto sopra, chiunque sparisce di colpo o gradualmente ma in modo progressivo e inequivocabile dalla vostra vita in quarantena o sta approfittando della situazione per liquidarvi (la scusa più gettonata è “lei mi sta sempre addosso”, come se la moglie non dormisse o si lavasse mai) o è stato scoperto. Passare da pochi messaggi e poche telefonate a zero è un pessimo segno. In questo momento gli amanti che si amano davvero soffrono di più, non spariscono. Anzi, i messaggi si moltiplicano anche a costo di essere scoperti e la voglia di sentirsi e vedersi, fosse anche con le videochiamate, è fortissima. Tutti gli altri comportamenti maschili vicini o integranti un no contact equivalgono a un licenziamento senza preavviso.

Probabilità di successo della coppia: 3

 

LUI MESSAGGIA E SI FA VIVO MOLTO MENO

L’ho già detto: gli amanti che si amano davvero sentono il bisogno fortissimo, in questi frangenti, di sentirsi di più, non di meno. Il fatto che lui non incrementi i contatti, ma addirittura li diminuisca, è un pessimo segnale. Significa che non ha poi così bisogno di voi e che, nonostante la quarantena che dovrebbe far peggiorare i problemi matrimoniali per la convivenza forzata, lui vive abbastanza bene al punto da avere “meno bisogno” di voi. E la tanto vituperata moglie, quella che era insopportabile? A quanto pare ci si può convivere benissimo. Dunque, tutti i “meno” (meno telefonate, meno visite, meno messaggi) sono segnali che fanno perdere punti alla sua volontà di costruire un futuro con voi. Ridicola la scusa che la moglie è sempre lì a fianco o ci sono i figli: non esiste che in 24 ore e per settimane non si trovino una manciata di minuti per parlarvi, non esiste che non si possa messaggiare, non esiste neanche che non vi possa chiamare, fosse anche fingendo lo storico “buonasera dottore”. Non messaggiare poi significa che contate zero. Persino la zia vi manda un sms adesso.

Probabilità di successo della coppia: 3

 

LUI RISPONDE IN RITARDO

Rispondere con un ritardo che supera le 5 ore in un periodo che non si lavora o si ha la flessibilità concessa dallo smart working o, peggio, con un ritardo di 24 ore non è grave come non rispondere ma ci siamo quasi. Il “stavo lavorando” ma manco in ufficio stai seduto per 5 ore di fila senza alzarti o rispondere a un messaggio. Il “c’era sempre lei” è un’altra scusa ridicola, soprattutto dopo 5 ore. Se poi vi aveva abituato al no contact durante i weekend e le feste comandate perché “lo sai che sto in famiglia” vi aveva abituato malissimo, avete fatto male ad acconsentire a un regime del genere (a meno che non siate sposate anche voi e abbiate gli stessi problemi) ma adesso è sempre vita in famiglia, quindi anche il no contact del weekend non ha più senso di quello infrasettimanale. Il fatto poi che lui non rischi neanche un minimo per sentirvi ma anzi abbondi nei silenzi la dice lunga su quanto gli mancate.

Probabilità di successo della coppia: 4. Se dopo che vi siete lamentate cambia 5

 

LUI È SEMPRE ONLINE E ATTIVO SUI SOCIAL

Che abbia mantenuto i rapporti (più o meno) con voi durante la quarantena, il fatto che notiate che lui ha nuove amicizie femminili sul suo profilo, che sia online a ore strane della sera o molto presto al mattino, sia molto attivo sulla bacheca con tanti mi piace dati e ricevuti o, peggio, che cambi le impostazioni di qualsiasi messaggeria o social in modo più restrittivo per voi  (tipico è mascherare i nuovi amici o l’indicazione dei collegamenti orari e durata) o faccia incursioni fra le amiche delle amiche pensando che non vedete i commenti di un’amicizia non condivisa (ma la via dei social è infinita) significa che sta cercando una vostra sostituta o, nella migliore delle ipotesi, l’amante dell’amante. In ogni caso siete sostituibile, e lui ci sta pensando. Perché? Non importa: che abbiate fatto il vostro tempo o siate diventate troppo ingombranti il risultato è lo stesso, lui sta facendo il piacione con altre. Quindi se vi tiene ancora è perché deve aspettare la fine della quarantena per vedere se la new entry (o le new entry) gliela molla, e se torna è perché la palla non è andata in porta. Questi tizi sono seriali e irrecuperabili. Attenzione: anche uno che non era seriale può diventarlo. L’esempio più diffuso? Ho tradito mia moglie per la prima volta (o dopo molto tempo) con te, mi sono accorto che il mio matrimonio non regge ma devo tenermelo per i soliti motivi strumentali, tu amante hai presentato il conto, io l’ho tirata lunga con te ma adesso devo scegliere, ti liquido ma prima mi trovo la tua sostituta: ecco l’inizio della mia carriera da seriale.

Probabilità di successo della coppia: 2 se ha solo nuove amicizie e ore di collegamento strani 0 se cambia le impostazioni per impedirvi di controllare

 

LUI NON RISCHIA PER VOI

Sai non posso chiamarti o risponderti perché lei mi sta sempre addosso. Ho già detto di quanto sia ridicola un’affermazione del genere e perché. Mi voglio soffermare però sul perché lui non rischi neanche una virgola di più in questo periodo. Se in un momento in cui per tutti gli amanti l’unica via di comunicazione è a distanza e lui non sente il bisogno di aumentarla, anzi, ha più “paura” (se è vero e non è una scusa) di essere beccato, allora per lui voi valete quanto i rischi che si assume in più. Il rischio che si prende per un contatto con voi è proporzionale a quanto abbia voglia di sentivi e di tenervi.

Probabilità di successo della coppia: 3,5

 

LUI VI VEDE SOLO PER SCOPARE

Se siete fra i fortunati che per qualsiasi motivo riuscite a vedervi almeno ogni tanto, vi chiedo: per quanto il sesso sia fondamentale nelle coppie che funzionano, quanto lo vedete stimolato SOLO dal fatto di scoparvi e quanto dallo stare ANCHE con voi? Dopo il divertimento scappa o rimane per un tempo decente? Viene da voi solo per quello o ci sono volte che addirittura non lo fate per parlare e confrontarvi? Se lui vi scopa e basta non va bene. Peggio ancora se era stato latitante nel primo periodo della quarantena e adesso è presente perché ha trovato il modo di trombarvi. E poi: è diventato più frettoloso ed egoista anche nel sesso? Infine… Se non potesse più scoparvi come si comporterebbe? Sparirebbe o quasi?

Probabilità di successo della coppia: 4

 

LUI NON VI PUO’ SCOPARE E QUINDI CIAO

Il fatto che lui non possa fare sesso con voi per via della quarantena è un indicatore importante. Rivela quanto il sesso pesasse rispetto ai sentimenti nella vostra storia. Troppo. L’impossibilità di accedere alle vostre grazie quindi ora determina un suo allontanamento e un calo importante di attenzione e coinvolgimento. Ci sono uomini poi che si fanno pressanti con voi chiedendo sesso online ogni due per tre: anche il prevalere di richieste di questo tipo non promettono niente di buono e rivelano una visione “fisica” del suo interesse per voi. Tolto il sesso tolto l’interesse. Altro che coppia.

Probabilità di successo della coppia: 1

 

LUI POSTA FOTO DI FAMIGLIA SUI SOCIAL

Calmati, ho postato le foto dell’anniversario o del suo compleanno o di Pasqua per quieto vivere, per tenerla tranquilla. Se sospettasse di noi avrei meno mano libera. Il cialtrone che posta le foto della famiglia felice su Facebook raccontandovi che è tutta apparenza vi manda dei messaggi precisi. Primo: la sua pessima vita con la moglie ha come minimo una sua normalità. Secondo: la moglie non sa nulla della crisi di coppia  e non è sempre perché lei ha le fette di salame sugli occhi ma perché lui fa una vita assolutamente normale o addirittura serena, scopando la moglie soprattutto in questo periodo di quarantena con l’amante off limits sessuale. Terzo: la moglie forse pensa che lui la ami ancora visto che festeggiano le ricorrenze d’amore. Quarto: se la moglie sospetta le corna o vi aveva già beccato, le foto pubbliche di quanto siano felici insieme sono un messaggio per il pubblico (non sono cornuta o se lo ero ho vinto io) e per voi (lui fa quello che dico io e tu non conti un cazzo). Insomma, le foto della famigliola felice non sono solo un modo per non litigare: lo fa l’uomo zerbino, e se accontenta lei per scontentare te ha scelto lei, non te.

Probabilità di successo della coppia: 0,5

 

LUI NON SI PORTA AVANTI CON LA CRISI E LA ROAD MAP

La quarantena per un amante che vi ha promesso che le cose dopo cambieranno finalmente fra voi (e magari ve lo ha detto dopo che era sparito ed è tornato pentito dopo averci “riprovato” con la moglie) non è il limbo. Se uno vi promette di quagliare la separazione dopo la quarantena la road map di avvicinamento al traguardo, cioè l’insieme di azioni progressive di avvicinamento alla fine del matrimonio (dalla dichiarazione di crisi alla moglie fino all’avvocato) deve iniziare in quarantena, non dopo. Capisco che uno che non può uscire da casa non può iniziare una guerra in casa, nessuno è suicida, ma si possono fare tante cose. Dichiarare la propria infelicità, disagio, smettere di scopare la moglie o festeggiare gli anniversari… dal fare nulla a iniziare la road map c’è grande differenza

Probabilità di successo della coppia: 4

 

LUI TORNA TASTANDO IL TERRENO

Come stai? Lui vi aveva lasciato o si era fatto lasciare a inizio quarantena e adesso, dopo settimane, si rifà vivo col messaggino. Usando in più la scusa dell’essere preoccupato per la tua salute! Ma come, puoi essere ammalata adesso ma questa preoccupazione non c’era solo qualche settimana fa quando era scomparso? Cialtrone scorretto che usa la salute per tastare il terreno e vedere se può ricominciare con te, visto che in famiglia si annoia e la moglie non gli fa quelle belle cosettine che sai fare tu a letto. E se glielo fai notare si arrabbia pure perché non credo alla sua buonafede. Cattivona, non gli hai dato neanche il tempo di chiederti una foto delle tue tette!
Probabilità di successo della coppia: 1

 

LUI TORNA COL DAMMI TEMPO GENERICO

Pentitissimo, ha capito che con la moglie non si recupera e dichiara di aver capito che senza di voi la vita non è possibile. Quindi ebbene sì mi separerò (forse lo aveva già detto in passato? Togliete due punti alle probabilità finali) dammi solo tempo. Ok quanto tempo? Non lo so come faccio a saperlo? Fammi uscire dalla quarantena. E no bello! Già l’hai fatta aspettare mesi se non anni da quando ti ha detto scegli, adesso la quarantena ti basta per capire che vuoi lei ma non per fare un piano, una road map? Quanto tempo vuoi aspettare dopo la quarantena per separarti? Vuoi farle fare un altro Natale in quarantena? Ragazze se lui non pone date mettetegliele voi: massimo tre mesi dalla fine della quarantena deve avere avviato la separazione ed essere fuori casa.
Probabilità di successo della coppia: 5 se accetta la data, 2 se non l’accetta, 3 se fa finta di accettarla e poi fa poco o niente 

 

LUI TORNA E VI PROMETTE MARI E MONTI

Anche questo aveva approfittato per darvi il largo all’inizio della quarantena ma poi è tornato con la bava alla bocca, piangendo per il suo errore e declamandovi il suo eterno amore. Gli entusiasti bruciano come un rogo: dopo la fiammata rimane solo la cenere. Attente: questi sono disposti a promettere tutto per la sete da libidine (ma anche per riavere la loro discarica emotiva preferita della quale pensavano, solo qualche giorni prima, di poter fare a meno per sempre) sfruttando il fatto che in quarantena si può fare poco e sperando di guadagnare tempo e qualche scopata rientrati in libertà. Diffidate sempre degli entusiasti, soprattutto quelli di ritorno, quelli che oggi non vivono senza di voi ma che ieri avevano troncato a inizio quarantena perché ci sono i figli (ci sono sempre stati), perché non ti voglio far soffrire ed è giusto che tu ti faccia la tua vita e così via all’insegna dell'”altruismo”. Sono bugiardi incalliti. E comunque, sfruttino il loro entusiasmo per iniziare già da subito la separazione (con prove riscontrabili, occhio che questi vi racconterebbero la qualunque).

Probabilità di successo della coppia:1 se continua solo a parlare, 4 se fa concretamente qualcosa che avete potuto riscontrare 

 

 

LUI È ASSIDUO E SEMPRE O PIU’ PRESENTE

Non è mai sparito ma anzi, la sua presenza in quarantena si è fatta più palpabile. I messaggi, le chiamate, magari la presenza fisica se e quando si può ci sono e sono costanti, anzi il trend è in crescita. Ha sempre detto, e sempre più convinto, che questa quarantena gli ha confermato che voi siete il suo futuro e che agirà in un tempo ragionevole, dandovi lui la data. Non ha tentennamenti o alti e bassi: il suo trend verso di voi è regolare in positivo. Lo sentite bene. Non ci sono interferenze, tipo foto della moglie inspiegabili o sparizioni strane per troppo tempo. In più rischia per stare collegato con voi di più di essere scoperto. E non vi chiede solo sesso, è comprensivo disponibile e “caldo” anche sentimentalmente.

Probabilità di successo della coppia: 8

 

LUI TORNA E DIVENTA ASSIDUO

Vi aveva lasciato, si era fatto lasciare per riprovarci con la famiglia. Se ci sei tu non saprò mai se posso ricostruire con lei, che sarebbe la cosa giusta innanzitutto per i figli. Ma non ha funzionato. Si è fatto vivo dopo tre/4 settimane e, senza enfasi, vi ha dichiarato il suo amore e l’evidenza finale che vi ama definitivamente. Concludendo con un “dimmi cosa vuoi che faccia”, senza demordere a costo di rifarsi vivo più volte se voi lo rimandate al mittente. Sarà sincero finalmente?

Probabilità di successo della coppia: Se lui accetta le tue condizioni di tappe e date e inizia subito a farlo 7. Se contratta sui tempi in modo ragionevole ma poi fa: 6. Se non accetta dictat e soprattutto diventa generico sui tempi della separazione 4.

 

Sincerely yours

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Nuove coppie che funzionano

foto Pixabay
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Parlo sempre di coppie che non funzionano, coniugate o amanti che siano, e poco di coppie di successo. lo faccio ora.

Ma non vorrei parlare delle coppie datate che funzionano, quel 30% che sembra resistere, negli anni, a qualsiasi tempesta. Qualunque sia il loro elisir di lunga vita (innamoramento che dura oltre ogni schema temporale, fortuna, perfetta calibrazione fra routine e stimoli nuovi) sono eccezioni rispetto al famoso 70% di persone che, tradendo almeno una volta, non posso di fatto costituire una coppia a prova di passato e futuro.

Voglio invece parlare delle nuove coppie, quelle che si sono formate negli ultimi due anni, e che non costituiscono ancora una statistica consolidata.

Sono coppie soprattutto fatte di divorziati e/o separati da qualche anno, altre da amanti che sono riusciti a coronare il loro sogno, di solito nel giro di tre anni di amantato, ma ci sono anche quelle frutto di una ricostruzione vera fra coniugi, di solito dopo lo shock di un tradimento che però, invece di affossare la coppia, la rilancia (veramente, non per convenienza: sono poche ma ci sono e sono in aumento, leggi qui). Le nuove coppie sono di tutte le età, con una prevalenza di donne quarantenni (ma ci sono anche donne che hanno trent’anni) e di uomini sopra i 40-50, a volte già sessantenni.

E tutte hanno una caratteristica comune: funzionano. Sono felici.

Qual è il loro segreto? Sicuramente hanno imparato dagli errori del passato, dai matrimoni falliti ma anche dal faticoso percorso degli amanti. Di sicuro sembrano più fidanzati che coniugi, indipendentemente dal fatto che abbiano deciso di risposarsi o meno.

Come si comportano? Ecco alcune caratteristiche comuni a queste nuove coppie.

 

COMBATTONO LA ROUTINE

Come ho già a avuto modo di raccontare nel mio libro La matematica del cuore queste coppie hanno imparato che la routine è il peggior nemico della coppia (leggi qui), perché lavora nel tempo e in modo subdolo, come un tarlo che quando ti accorgi che ha svuotato il mobile che da fuori sembra ancora integro ormai è troppo tardi. Quindi, innanzitutto, preservano al massimo gli spazi di coppia, e cioè cene, weekend, tutte quelle cose alle quali ha rinunciato il matrimonio precedente perché apparentemente “non essenziali”, immolandole ai figli, al lavoro, alla stanchezza. Ma non si limitano a condividere spazi insieme, da quelli fisici a quelli più emotivi e spirituali, fanno come dicevo i fidanzati. In che modo capiremo meglio andando oltre. Combattere la routine vuol dire anche non parlare solo o prevalentemente di problemi: una coppia fa team e si confronta, ma non h24 e, soprattutto, nei momenti di relax o, peggio, a letto.

 

LA REGOLA DEL 50%

Lo spazio condiviso, quello da trascorrere insieme, rappresenta il 50% del tempo libero globale a disposizione. Come i fidanzati classici, si dorme insieme ma non sempre, si fanno vacanze insieme ma non tutte, si coltivano hobbies e attività sportive insieme e non, si vedono amici insieme ma anche per conto proprio. Queste coppie considerano un errore del passato tutti gli eccessi: quindi condividere tutto (marito e moglie che non si muovono se non insieme e non hanno aree personali rimaste integre) o troppo poco (farsi troppo i fatti propri, con uno dei due che vorrebbe di più e che soffre perché l’altro non glielo garantisce mai). Il 50% del proprio tempo libero sembra essere la formula Matematica del cuore che funziona. La prova del nove? Sono felici e nessuno soffre.

 

VIVONO IN CASE DIVERSE

Sembra una caratteristica costante e strategica. Voi direte: roba da ricchi, di questi tempi la prima cosa che si fa e mettere insieme le forze economiche. Vero, ma chi viene da precedenti fallimenti sa che cosa significa non condividere sempre il peggio della giornata, che è la cena e il dopocena post-lavorativi o di gestione figli e problemi che, appunto, si trasformano da momenti di coppia in riunioni di lavoro e dibattiti basati sulle preoccupazioni. Molte di queste nuove coppie poi, sfruttano il fatto di essere reduci da separazioni che hanno richiesto il trovare un nuovo appartamento e trasferirvisi, quindi per molti si tratta di prolungare una situazione già esistente, con i benefit antiroutine del weekend da te o da me, dormi da me o no. Come i fidanzati, appunto. Un vero toccasana il tetto Non coniugale. Sempre che uno possa permetterselo, ovvio.

 

IL DIALOGO

Se la condivisione del tempo libero deve essere al 50 e lo scambiarsi e condividere i problemi quotidiani viene calmierato come scrivevo sopra il dialogo sulla coppia deve rimanere al 100%. Per dialogo significa dirsi tutto e non mettere mai la polvere sotto il tappeto: quello mi ha dato fastidio, non mi piace quell’atteggiamento, voglio chiarire anche se questa sembra una stupidaggine. Una stupidaggine non sciolta e un’incomprensione oggi, una domani e si arriva ai conflitti quando è troppo tardi per sanarli. Le coppie che sono passate attraverso precedenti matrimoni lo sanno: il non dire ferisce e uccide più della spada. Quindi le nuove coppie felici non hanno remore sul confronto per i temi di coppia, soprattutto quelli negativi. L’ombrello si apre quando vedi le nuvole all’orizzonte, non quando sei già zuppo.

 

I FIGLI

Molte nuove coppie hanno già figli da un precedente matrimonio. La strategia vincente imperante è quella di tenerli, per quanto possibile, ai margini della coppia. Sbagliato far diventare per forza il “nuovo papà” uno che non lo è e soprattutto non è convinto di farlo. I divorziati che funzionano e sono rimasti in buoni rapporti sanno che non si smette di essere genitori, anzi. Molti uomini sono diventati più bravi papà da quando hanno dovuto smazzarsi i turni. Ecco, questi genitori sono avvantaggiati anche nella gestione dei figli in relazione alla nuova coppia perché, da una parte, li lasciano entrare nel nuovo gruppo in modo naturale e graduale (ecco di nuovo il vantaggio delle case separate) e, dall’altra, non sacrificano quasi mai lo spazio vitale della nuova coppia a favore dei figli. I figli sono fondamentali ma hanno i loro spazi e devono essere educati a capire che il genitore, mamma compresa, ha bisogno di ricostruirsi una felicità. In questi casi il ruolo dell’ex è fondamentale: un ex marito che fa vedere che, per quanto non si amino più, i due genitori sono un blocco unico sul tema figli (dalle concessioni agli aiuti, dai cazziatoni alla gestione condivisa) e non c’è una gara del chi è più bravo più buono fa più regali è essenziale.

 

LE VACANZE

Lo so, sono un momento agognato. Finalmente insieme h24 che, se si è innamorati, è fantastico. Ma tolte le prime lune di miele dovute d’ufficio per esempio agli ex amanti che finalmente possono sfoggiare il loro amore alla luce del sole, le nuove coppie felici utilizzano la regola del 50% anche per le ferie. Un po’ perché magari si devono smazzare i pupi per turno con l’ex, un po’ perché si ricordano che le vacanze fanno scoppiare la coppia (leggi qui), certo quella spesso ormai scoppiata, ma a buon intenditor… E poi rivedersi dopo un po’ di distanza garantisce entusiasmi “palpabili”, non solo emotivi. Una vacanza più breve (magari in un posto più bello del solito: dico sempre che sono meglio tre giorni in un 5 stelle lusso che sette dove si può…) e più intensa corrobora la coppia. Una vacanza che diventa routine o condivisa con doveri familiari molto meno.

 

IL SESSO

Se il sesso era l’80% dell’asse portante di longevità e salute di una coppia, nelle nuove coppie sale al 90%. È un’altra lezione che si impara dai fallimenti e soprattutto dia tradimenti precedenti. Niente sesso niente coppia. Non a caso rimane la prima causa di tradimento insieme alla routine. Il segreto? Alimentare il sesso bollente come era quando si era amanti, o nelle fasi matrimoniali più accese. Il mix adottato è quello giusto fra frequenza e distanza, voglia di scoprire e fantasia, gioco e stimoli nuovi. Ma per capire come viene realizzato il piano “sesso sempre sveglio” dobbiamo passare per il capitolo fedeltà qui sotto, perché per le nuove coppie che funzionano il concetto di fedeltà è cambiato, il più delle volte.

 

LA FEDELTA’

Le nuove coppie, scrivevo, hanno spesso un nuovo concetto di fedeltà. Molte hanno visto che la fedeltà non tiene nel tempo, e non si può essere fedeli per “patto” o semplicemente “dimenticandosi” del sesso e dei suoi impulsi: gli uomini non lo faranno mai e non è vero che le donne possono fare a meno di una sessualità ricca, resistono solo un po’ di più senza (nella quota di tradimenti femminili, un 10% in più di quelli maschili, fra le prime tre motivazioni di fuoripista è proprio il sesso non soddisfacente). Le nuove coppie hanno un concetto di fedeltà più mentale che fisica. Essendo la maggior parte di loro dei veterani del tradimento fisico, subito o prodotto, sanno bene che la coppia non può contare su una fedeltà fisica imperitura e che si autoalimenti. Puntano allora su quella mentale ma pragmatica:  io sono tua tu sei mio. ma non è possibile essere fedeli per sempre, non è nella realtà delle cose e nella natura umana, la loro storia lo insegna ma anche le fasi dell’innamoramento. Quindi anche alla coppia più legata può succedere di fare sesso con altri, per voglia, contingenza, occasione. Ma come essere fedeli di testa e non tradire? La risposta di non pochi è una riedizione della coppia aperta (leggi qui). Se è il bisogno di sesso nuovo misto alla routine a letto il nemico numero uno della longevità di una coppia, facciamo del sesso extraconiugale non più un tabu ma un gioco o comunque qualcosa gestito in modo consapevole dalla coppia stessa. Ho testimonianze di nuove coppie che hanno fatto un patto: può capitare di fare sesso con altri ma la cosa deve essere accettata e condivisa dalla coppia. Il tradimento sta nel non dire all’altro che si vuole fare sesso con qualcun’altro, quindi se la cosa è dichiarata non lo è. Poi ci sono coppie che intendono in maniera diversa questa condivisione: a certe basta il silenzio assenso iniziale, poi non serve avvertire l’altro di come quando e con chi avverrà o è avvenuto. Un rischio, perché questo patto assomiglia molto al silenzio del tradimento. La differenza, mi raccontano queste coppie, è che io non dico a lui “esco con le amiche” ma “esco con un amico”: sta al nuovo partner indagare o meno, prima, durante o dopo. Ma il patto è: lo puoi fare. Ci siamo detti ok all’inizio e basta così. Le coppie che mi sembrano però più strutturate si dicono tutto, anzi, quasi si chiedono il permesso a vicenda volta per volta, facendone anche un gioco erotico all’interno della coppia. Certo, anche qui c’è un equilibrio da rispettare: un conto è permettersi e condividere qualche scappatella completamente fisica e mai storia (per caratteristiche e durata), un conto è fondare la nuova coppia su un sesso libero frequente e plurimo. Altrimenti salta anche il concetto di fedeltà mentale. Ultimo dettaglio: molte di queste coppie con licenza di fuoripista, forse anche perché sanno che c’è questa libertà, non ne approfittano, o lo fanno una volta sola. Avere la carta del jolly non significa giocarla per forza se la partita la stai comunque vincendo. 

 

Ecco: questi sono i segreti del funzionamento delle nuove coppie a due anni di storia. Troppo poco tempo? Certi elementi (come la doppia casa) sono irrealizzabili? Altri scelte di comodo (la coppia aperta) che nulla hanno a che fare con l’esclusività del vero amore? Ai posteri l’ardua sentenza. Per ora stiamo a vedere. Ma vi lascio con una domanda: stanno meglio queste nuove coppie da certi tratti un po’ particolari e per alcune di voi “estremI” o gli eterni matrimoni claudicanti o gli eterni amanti in clandestinità?

Attendo i vostri commenti

 

Sincerely tours

Codice del silenzio ai tempi del Coronavirus

 

Secondo la Matematica del cuore e l’epidemiologia di coppia secondo Pellizzari dicesi Codice del silenzio (Cds) quel periodo di no contact più o meno lungo che serve a una donna per sganciarsi da un uomo che non la merita, sia esso un fidanzato che non la ama abbastanza o, più spesso, un amante che a parole, e per troppo tempo, dice di amare lei ma poi resta con la moglie.

Mi avete chiesto che cosa succede in genere nei mesi che caratterizzano il Re dei no contact, anche sul fronte del destinatario del Cds, lui.

Ne scrivo volentieri, anche perché la quarantena da Coronavirus ha reso di fatto più attuale e realizzabile, volenti o nolenti, il Cds per tutti. La quarantena, come leggerete, è un’occasione unica per mettere in pratica il vostro primo Cds o quello finalmente definitivo.

Andiamo per gradi, riassumendo anche un po’ di cose.

A CHI È DESTINATO IL CDS

A tutti quegli uomini (in alcuni casi donne, ma sono una minoranza, diciamo che la proporzione è di una donna su cinque uomini), amanti o compagni o fidanzati di tutte le età che non vi amano nei fatti. Quasi tutti gli uomini affermano anche esagerando (che non è mai un buon segno) di amarvi alla follia, che siete la donna della loro vita, che non possono vivere senza di voi ma, alla prova dei fatti e al netto delle promesse e dei paroloni, di fatto vi trascurano e/o non vi amano abbastanza, fermo restando che per l’amore vero “abbastanza” non esiste, o ami o non ami, non ci sono riserve, limiti, territori delimitati. Un esempio tipico è il fidanzato che vi dedica gli scarti del suo tempo giustificandoli con cazzate tipo la libertà individuale (anche la vostra certo!), il lavoro, i suoi amici. O quello che fa stashing, nascondendovi agli altri, parenti compresi. Il principe degli aventi diritto al Cds è sicuramente l’amante che, dopo avervi ripetutamente promesso una vita insieme rimane o ritorna sempre dalla moglie.  L’uomo che si merita il Cds, in una parola, è l’uomo che vi fa soffrire, che vi lascia insoddisfatte, deluse, che promette a vuoto, che parla tanto e realizza poco, che non vi basta, che vuol farvi fare l’amante a vita, chiunque sia.

A CHI È UTILE IL CDS

A te, cara lettrice, che lo metti in pratica per porre la parola fine a un calvario che dura da troppo tempo, fatto di promesse troppe volte disilluse, fatto di tempo sempre più risicato, di delusioni che superano ormai di gran lunga le gioie del passato. Se da tempo gli ripeti inutilmente che non vuoi più fare l’amante, se da tempo gli ripeti inutilmente che vuoi condividere più tempo con lui e risulta tutto inutile, anzi, ne avete parlato senza successo (per colpa sua) troppe volte, il Cds è il vostro stop, il vostro basta. Il Cds è quindi utile, anzi direi necessario, a tutte le donne che sono arrivate al capolinea della sofferenza o delle disillusioni e delusioni per i suoi comportamenti. 

PERCHE’ FARLO

  1. Perché siete al capolinea e avete aspettato troppo che lui facesse quello che gli chiedevate e aveva più volte promesso
  2. Perché state soffrendo troppo, la sofferenza supera ormai il piacere di vederlo
  3. Per evitare una dipendenza sentimentale, che si avvera quando il vostro cervello sa quello che è giusto fare e non ci riesce più, pur tentando più volte. Tipico il caso di chi interrompe il Cds a più riprese e riapre le porte al sedicente amore ritrovato ma poi scopre che nulla di nuovo accade: lui non lascia la moglie.
  4. Perché è l’unico modo di risalire in superficie dopo che lui vi ha fatto toccare il fondo
  5. Perché è l’unico modo per fargli capire che per voi è ora di basta e che la prossima volta che si farà vivo o porta veri nuovi fatti o sarà la fine per sempre
  6. Perché a mano a mano che vi distaccherete da lui starete meglio, fino a riprendere aria e fare una vita normale
  7. Perché se lui non tornerà da ufficiale e gentiluomo in tempo il Cds vi farà scattare il famoso relè, quello che magari non eliminerà i ricordi del passato con lui, ma sicuramente il legame. Così potrete conoscere altri uomini e reinnamorarvi di uno, vi prego, libero davvero.
  8. Perché, anche se avevate deciso voi di fare il Cds, vi ci ha spinto lui non ottemperando alle sue promesse ma con la vigliaccheria di chi vi fa soffrire in modo che decidiate voi di allontanarvi. In modo che lui potrà sempre dire “lo hai deciso tu”. Dirà così l’angioletto, quello che non voglio farti soffrire e devi fare la tua vita ma vi ha fatto soffrire così tanto da non darvi scelta. Se questo è un uomo… ricordatevene della sua vigliaccheria.
  9. Perché lui è stato scoperto dalla moglie e vi ha addossato tutte le colpe diventando il suo zerbino e rinnegandovi.
  10. Perché con la scusa del coronavirus ha diradato ancora di più i messaggi e le telefonate, come magari ha già fatto a Natale e nelle feste comandate. Basta quarantene vere o false.
  11. Perché, pochi ma buoni, quelli che veramente vi amano spesso hanno bisogno di una spintina per realizzare quello che già sanno, e cioè che voglio vivere con voi.

FUNZIONA SOLO SE…

  1. È un no contact assoluto: non dovete cedere alla tentazione di contattarlo o di rispondere ai suoi inevitabii tentativi di sentirvi con delle scuse banali, tipo come stai visto che c’è il Coronavirus. Non rispondete, perché il secondo messaggio dopo come stai sarà il suo mi manchi. In realtà non è cambiato un bel niente e lui vi sta scrivendo in bagno perché di là c’è la moglie che non lascia. Infatti vive con lei, non con voi. Se cedete e rispondete, tutto il tempo di silenzio accumulato in depurazione si perderà e in più lui capirà che può approfittarne ancora senza dare nulla che non siano parole carine quanto effimere.
  2. Se non lo fate solo ed esclusivamente nella speranza che lui si rifarà vivo. Dovete farlo innanzitutto per voi, per affrancarvi da una situazione che era senza uscita. Dovete fare come quelle tante di voi che si separano dal marito perché il matrimonio è finito di per se stesso, non perché hanno trovato un amante e per l’amante, che è solo la conseguenza del matrimonio già fallito. Queste donne giustamente dicono: io mi separo per me, poi se c’è anche lui bene, meglio. Anche per voi è così: io stacco perché a me non va più bene e non voglio più fare l’amante, se torna per tempo meglio. Ma non fate il Cds solo per “costringerlo” a uscire allo scoperto.
  3. Capisco che andiate a guardare il suo status, le foto che posta la moglie, quando si collega… È normale e umano che una persona che ha appena iniziato il Cds, soprattutto ancora innamorata (e voi siete stufe ma ancora innamorate) lo faccia, ma non potete farlo superati i due mesi di Cds. Piuttosto bloccate tutto e superate la paura che bloccandolo non si rifarà più vivo: se non si rifà vivo è perché non contate niente, non perché non riesce a mandarvi messaggi. In più, se vede che vi collegate, saprà che vi ha ancora in pugno. Staccate pure il wifi se serve.  No orbiting, fa solo male a voi e rafforza lui. 
  4. Non deve avere interruzioni, ne vostre perché avete voglia di scrivergli o perché gli rispondete: solo così starete sempre meglio
  5. Non deve essere più della terza volta che lo fate. Molte di voi lo hanno fatto almeno due volte e lui è riuscito a farvelo interrompere, o siete state voi a cedere. Avete visto però che interrompendolo è come se abbiate rinunciato a bere per poi ubriacarvi di nuovo: tutto da rifare, tutto più difficile. La prima volta una può cedere, siete innamorate. Vi deluderà ancora. La seconda volta cercherà di vendervi fatti, ma spesso sono fumo negli occhi: se lui bara ci sta che ci speriate un secondo giro, ma deve essere l’ultimo. Altrimenti è dipendenza da curare.

 

QUANTO DURA IL CDS

Per te: dipende da quanto siete stati insieme e con che frequenza. Più siete stati amanti, più vi siete frequentati assiduamente, più lungo dovrà essere il Cds. Diciamo che si va da un minimo di 3 mesi ai 12 mesi secondo le vostre testimonianze. In media dopo 6-7 mesi si sta molto meglio, la sofferenza ha picchi nei primi due mesi, ricadute nel terzo e quarto miste a momenti di scoramento e pianti, poi va sempre meglio, fino allo scatto del relè. O al suo ritorno da ufficiale e gentiluomo con fatti veri: succede in uno/due casi su dieci e in media entro i 2-4 mesi di vostro Cds. Gli uomini non resistono infatti tanto ai Cds: purtroppo non resistono sia gli innamorati veri (che hanno soprattutto paura di perdervi) sia i cialtroni che hanno solo voglia fisica o tentano di barare per l’ennesima volta.

Per lui:

Primi 15 giorni: è felice. Si è finalmente liberato della zavorra, complice il vostro sbroccare all’ennesimo bidone (anche telefonico) agevolato dal Coronavirus, e quindi niente più scenate, corse in bagno a telefonare, sensi di colpa. È libero e si può dedicare alla sua ritrovata famiglia. La dieta sembra funzionare.

Dal 15mo al 30mo giorno: si accorge che il suo matrimonio non è che è migliorato (anzi, la quarantena da coronavirus è peggio delle vacanze insieme, quelle che di solito fanno scoppiare le coppie claudicanti) e che quindi voi avevate un senso che andava aldilà del sesso. In ogni caso anche i primi morsi del sesso di qualità che manca (dal primo giorno di Cds ha ripreso ad avere rapporti sessuali  più intensi – già li aveva, che credevi? – ma non sono soddisfacenti). Proverà a scriverti come stai o mi manchi o qualsiasi melliflua cazzata solo per vedere se abbocchi o almeno leggi, sai si fa per educazione… L’educazione la tira fuori anche l’ultimo dei più stronzi, ricordati sempre come ti ha trattato prima di pensare “rispondo perché sono educata”.

Fra il primo e il quarto mese di Cds

Ormai la fame è tanta. Ci proverà pesantemente a ricontattarti. Se è un seriale perché non ha beccato un’altra, la quarantena non aiuta, allora vuole riscaldarti a puntino per riprendere quando si potrà. Se non ha intenzione di lasciare la moglie cercherà di “spiegarti” che le cose sono cambiate, farà altre promesse per vederti e sentirti: il suo obiettivo è farti interrompere il Cds per ricominciare chat propedeutiche a un trionfale ritorno nel vostro letto. Se è davvero innamorato vi annuncerà fatti veri e ve li presenterà con prove appena possibile: voi rimandate l’incontro alla verifica delle stesse sul campo, la teoria non ha più spazio. Se non gliene frega più niente e ha preso la palla al balzo del vostro Cds non si rifarà più vivo dopo il terzo/quarto mese di silenzio. Forse orbiterà sui vostri social ma solo per curiosità e senso del possesso o narcisismo. Ma non tornerà.

 

QUANDO SI RIFARA’ VIVO

Perché, credetemi, nove su dieci si rifanno vivi.  Chi lo fa dopo tre settimane, chi dopo due mesi, chi quando si potrà tornare a scopare in giro finito il coronavirus. Vi dirà che si è reso conto che non può vivere senza di voi, che gli siete mancate tantissimo e che sta troppo male. Benissimo: quindi divorzia? No perché se è solo per vedervi e spiegarvi traducete la parola spiegarvi in scoparvi. Se davvero ci sono novità devono essere dimostrate a fatti, non a voce. Occhio a quelli che vivono fuori casa ma con la scusa dei figli ci vanno solo ogni tanto. Occhio a quelli che vanno dall’avvocato ma solo per farci una chiacchierata e non avviano le pratiche. Occhio a quelli che non hanno molto più tempo di quanto ve ne dedicassero prima.  Occhio a quelli che si rifaranno vivi quando si potrà di nuovo girare dopo il coronavirus. A questi non gliene frega niente di quanto vi farà male interrompere il vostro silenzio, sono solo egoisti.

APPROFITTATE DI QUESTA QUARANTENA FORZATA

Care amanti deluse e sempre bidonate, care fidanzate Cenerentola sempre bistrattate, approfittate di questa situazione di no contact federale istituzional-statale per iniziare un vero, serio Cds definitivo. La quarantena forzata vi aiuterà a chiarirvi le idee su di lui e a scoprire che il mondo, senza relazioni ormai diventate tossiche o troppo strette, è destinato a essere un mondo migliore. Più sano in tutti i sensi.

 

Sincerely yours

 

 

 

Divorce Day: 1 coppia su 4 dopo le feste decide di separarsi

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Quando le vacanze di Natale possono rivelarsi fatali per la coppia
 
Sono stati gli avvocati inglesi i primi a battezzare così il giorno in cui ci si rivolge al legale per cambiare vita. Un fenomeno anche italiano dopo i periodi “forzati” in famiglia e spesso lontani da un amante. Si poteva evitare, era già nell’aria? E come va a finire in genere? Risponde il sessuologo e gli autori del nuovo libro su coppia e amanti “La matematica del cuore”
Dopo le vacanze di Natale, pare che i luoghi più affollati siano due: le palestre e i tribunali. Il primo si ripete ogni anno al seguito di una serie di buoni propositi. Il secondo invece è il risultato di una decisione che vale per il 25% delle coppie in crisi, dopo che le tensioni sono arrivate al culmine proprio nel periodo festivo.
Basti pensare che solo a Milano tra il 7 e il 30 gennaio si registra un incremento del 35%(1) delle richieste di separazione, andando a incidere sul trend degli ultimi 30 anni che registra un numero quadruplicato di divorzi in Italia (2), passando da quasi 400mila a oltre 1,5 milioni.
“Passare più tempo insieme, rispetto al solito, fa emergere tutte le incompatibilità. Anche perché molti si sentono sotto pressione: pensano di dover trascorrere un Natale perfetto, proprio come quelli dei film delle feste – spiega Marco ROSSI, sessuologo e psichiatra (marcorossi.it) – E così, anche quando si rendono conto che il rapporto è irrimediabilmente compromesso, si sentono obbligati a rimanere con il partner fino alla fine delle vacanze. Senza dubbio la vacanza pone alla coppia compiti emotivi nuovi. Intanto obbliga a essere fianco a fianco, interrompendo una routine consolidata e rassicurante. Quando non c’è l’abitudine di condividere, e con questo si intende non solo abitare sotto lo stesso tetto ma stare e fare cose insieme, il vivere fianco a fianco per diversi giorni può non venire così facile e spontaneo. Può essere un momento in cui energie e interessi vengono ritirati dalle attività di routine per concentrarsi sulla relazione e, allora, questo momento risulta caricato esageratamente di aspettative impossibili. O, semplicemente, può far affiorare difficoltà di coppia che la vita abituale, carica di impegni e distrazioni, nasconde. Questo periodo dell’anno – continua ROSSI – evoca una risposta così emotiva che a volte le persone vogliono dissimulare le negatività della loro vita e concentrarsi sulle cose felici. Ma solo fino a quando le vacanze finiscono”
Numerose le occasioni di litigi che accompagnano il periodo delle feste, dalla corsa ai regali, alle recite dei figli, allo stress dei preparativi, alle cene obbligate. I motivi di frizione nella coppia sono molti, senza dimenticare quello più classico di tutti, l’infedeltà.
“Il fondo lo toccano soprattutto coloro che prima delle feste hanno iniziato una storia clandestina – continua Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista, blogger e autore de “La matematica del cuore” – Avere l’amante avrà trasformato i momenti col coniuge in una sorta di tortura. Soprattutto per le donne, da sempre più convinte e coinvolte quando scelgono un altro uomo. Gli uomini invece avranno tirato fuori la cattiveria alimentata dal rancore per il coniuge, visto ormai come principale impedimento per coronare il nuovo sogno d’amore. Tutto ciò si traduce in litigi quotidiani che proseguono anche dopo la Befana. È questo il periodo in cui il mio blog (alessandropellizzari.com) registra un’impennata di testimonianze di amanti in crisi. Queste vacanze infatti, se sanciscono il “Divorce Day” per le coppie in bilico, per gli amanti hanno un effetto altrettanto devastante- continua PELLIZZARI – Ancora più a rischio gli amanti “oltre”, quelli che hanno ormai superato i sei mesi di relazione o addirittura l’anno, categoria con il morale a terra a seguito del primo distacco forzato delle festività. Gli amanti che hanno superato i 12 mesi di storia hanno invece vissuto il secondo Natale divisi, speranzosi dell’attesa notizia di voler costruire una vita insieme”.
Nel libro “La matematica del cuore” la prima parte è dedicata alle relazioni in generale, toccando l’argomento vacanze come momento particolarmente difficile per le coppie in equilibrio precario. Nella seconda parte, quella dedicata agli amanti, non a caso l’ultimo capitolo è intitolato “Diario di sopravvivenza per le feste”.
“Le coppie in crisi fanno in genere due errori capitali, cercando di sistemare i loro guai sentimentali ma ottenendo il risultato contrario: cercare un figlio e programmare una vacanza insieme. Avere un figlio, per quanto bello sia, è un evento che per la sua portata di fatica e di richiesta di tempo e attenzioni mette a dura prova anche le coppie più affiatate, figuriamoci quelle claudicanti – conclude ELISELLE, autrice del libro – La vacanza invece si dimostra letale perché la coppia in crisi spesso sopravvive grazie alla scarsa condivisione del tempo, vuoi per il lavoro vuoi per le incombenze familiari. Le distanze tengono sopiti i problemi che continuano a covare sotto la cenere, ma non appena si ricomincia a stare più insieme, bastano un paio di settimane scarse per innescare i meccanismi classici provocati dalla frustrazione e dal disamore, con l’unica conclusione possibile: fuoco, lapilli e distruzione”.
Tutte queste “operazioni di calcolo” del cuore, tra mariti che si dividono, amanti che si moltiplicano e mogli che si sommano, vengono ben raccontate nel nuovo libro “La matematica del cuore”. E aiutano a spiegare la sofferenza di tantissime coppie in un momento tanto atteso come le vacanze di Natale ma che riesce a far traballare il matrimonio.
Gli autori de “La matematica del cuore” 
Alessandro Nicolò Pellizzari (Milano 1961 ma veneziano di famiglia e nel cuore) è padre di tre figli. Doveva fare l’avvocato ma è diventato giornalista più di trent’anni fa. Prima al Corriere della Sera come collaboratore del Corriere Salute poi in Mondadori, a Starbene, occupandosi sempre di medicina e sanità e dove oggi è vicecaporedattore. Ha scritto diversi libri di salute e benessere con Sperling, Electa e Mondadori (l’ultimo è Liberi dalle diete). Autore televisivo e docente di comunicazione, ha fatto anche parte di diversi Comitati etici ospedalieri e di Società scientifiche. Il suo blog sulla coppia, che ha toccato il milione di visite, è www.alessandropellizzari.com
Eliselle è nata a Sassuolo, è laureata in Storia Medievale, scrive e organizza eventi letterari. Ha al suo attivo dieci romanzi di generi differenti, numerosissimi racconti, diversi saggi e collabora con magazine, testate e portali online occupandosi di stili di vita, interviste, letteratura e guide alternative. Nel 2010 è uscita con la guida Centouno modi per diventare bella, milionaria e stronza (Newton Compton), nel 2015 ha pubblicato con Carlo Vanni un ebook gratuito intitolato 24 motivi + 1 per cui l’amore dura tre anni (Damster Edizioni) come regalo di Natale ai lettori. Il suo sito personale è www.eliselle.com
Il libro
Titolo “La matematica del cuore”
Disponibile in tutte le librerie e negli store online
Editore Cairo
Pagine n° 366
Costo € 16,00
Note
(1) FamilyLegal
(2) Dati Istat. 1991-2018

Honey trapper, la spia del tradimento

La bella spia russa in Spies like us con Chase e Aykroyd
La bella spia russa in Spies like us con Chase e Aykroyd

Ormai gli inglesismi imperversano e quindi la “spia” professionista che svela i tradimenti degli altri si chiama, oggi, Honey trapper.

L’Honey Trapper sarebbe un professionista, maschio o femmina, che di mestiere fa da esca per mogli e mariti sospetti di tradimento (o potenziale tale) e su commissione  contattata il partner per vedere se resiste alle lusinghe dell’altro sesso oppure è a prova di tentazione, per quanto forte sia.

Il sito inglese che gestirebbe anche queste figure di segugi del tradimento sarebbe intasato di richieste in questo periodo di Natale. Sarà…

Possiamo anche chiamarli honey trapper, ma qui si tratta, in parole povere, di fare la Mata Hari 2.0 del tradimento potenziale. E lo trovo discutibile, anche nella modalità, anche se poi non si “consuma”.

Se ho dei dubbi sul coniuge e proprio voglio rivolgermi a un professionista contatto un’agenzia investigativa e voglio prove inconfutabili non test di fedeltà mandando la seduttrice professionista di turno.

Io voglio prove di quello che è successo in passato o sta succedendo adesso imputabili solo a lui o a lei, non voglio provocare artificialmente una situazione e fare un test di fedeltà usando una professionista che, fosse anche per investigare, ci prova o fa in modo che tu ci provi.

E poi alzi la mano l’uomo che, intercettato da una gnocca imperiale, non gli darebbe retta. Certo, bisogna vedere come ti approccia la ragazza (ormai i fake online dal nome esotico e bella presenza  si sprecano, ne ho scovati bloccati e segnalati sui social almeno 200), ma se è una professionista non lo farà certo solo online e in un italiano stentato. E se è credibile e l’approccio reale sfido qualunque maschietto a non tentennare di fronte all’occasione. L’occasione fa l’uomo ladro, a volte anche se è innamorato.

Quindi, se fossi una moglie gelosa non metterei mai alla prova strumentalmente il mio uomo mandandogli una superfighissima a tentarlo: non si gioca col fuoco e, si sa, la carne del maschio è debolissima. Non si manda un killer a sparare a uno e poi ci si lamenta se fa centro.

Certo, direte voi, un uomo innamorato veramente non vede neanche Bella Hadid passargli a fianco, e posso essere d’accordo, ma siamo oggettivi: sono davvero pochi anche gli innamorati a prova di bellezze imperiali, figuriamoci se insistono perché le porti fuori a cena o ti danno appuntamento in un albergo, siamo obiettivi!

Perché un conto è che io, uomo innamorato, eviti come la peste luoghi e situazioni che possono indurmi in tentazione e prevengo così ogni possibile rischio, un conto è che tu fidanzata o moglie mi spedisci una bellissima pagata per sedurmi che insiste e mi provoca reiteratamente. È molto diverso…

E poi gli inglesi, con le Honey trapper non hanno scoperto nulla: le italiane da tempo si arrangiano a costo zero usando le amiche per scoprire se il compagno fa il pistola su web.

Di solito capita (soprattutto ai seriali alle prime armi o ai traditori neofiti) che lui chieda l’amicizia a un’amica della partner senza accorgersi della liason fra le due (gli uomini sui social guardano le foto, non leggono), la tipa interpellata chiede alla partner se lo conosce e, dopo un attimo di sgomento le due si accordano perché l’amica faccia la gatta morta per mettere alla prova il potenziale fedifrago.

Nei casi più intraprendenti, la partner prende l’iniziativa e, siccome sente puzza di bruciato in casa, chiede a un’amica che lui non conosce di farsi avanti sui social e verificarne la serietà amorosa.

Tutte cose che nella mia classifica del “non si fa” si collocano Insieme a cose tipo l’uomo che promette e racconta la qualunque  per scopare, la moglie che dà la colpa del fallimento del suo matrimonio all’amante e non se la prende innanzitutto col marito e, infine, il partner che trafuga il cellulare del rispettivo per vedere cosa c’è dentro.

Non si fa perché è brutto, scorretto e anche pericoloso perché, se io uomo fedele di turno dovessi scoprire che hai fatto una cosa del genere, metterei immediatamente in discussione il mio amore e la mia stima per te. Occhio quindi a mandare amiche in avanscoperta con la persona sbagliata. La gelosia non giustifica sospetti ingiustificati e campati in aria.

Fra l’altro, i traditori più sgamati e di lungo corso hanno spesso l’esperienza sufficiente per non cadere in queste trappole, al punto che voi vi ritrovereste, dopo la prova superata da lui per arguzia e non per innocenza, a sentirvi al sicuro e lui ad avere ancora più mano libera per cornificarvi.

Dunque no alle Honey trapper pagate apposta  o fai da te.

La vera Honey trapper rimane il tuo sesto senso femminile e quella vocina che ti dice “qualcosa nel suo comportamento non mi torna”. Seguili e non seppellirli sotto il tappeto della comfort zone ma affronta il tuo lui  a viso aperto, a campo aperto: la trasparenza, unita al tuo intuito e al guardarlo bene negli occhi quando risponderà alle tue domande (domande, non accuse) ti terrà sempre dalla parte della ragione e, in tempo reale, o spegnerà i tuoi sospetti o li accrescerà. E lui non avrà ragione di non rispondere a domande semplici e corrette: solo i colpevoli si arrabbiano e contrattaccano sempre di fronte a richieste lecite di chiarimenti.

Certo che se mi mandi l’amica figa che ci prova… se me ne accorgo e sono innocente saranno davvero guai. Si può rovinare davvero tutto esagerando con certi giochini.

Un utlimo consiglio: se davvero il tuo sesto senso suona il campanello dall’allarme fagli pure il tuo “interrogatorio” con le antenne alzate ma ricorda che spesso  i momenti in cui uno si può tradire, contraddire e rivelare sono quelli che seguono il quarto grado: gli scoop migliori che ricordo di aver fatto sono quelli davanti al caffè dopo l’intervista, quando tutti sono belli rilassati e le pistole sono apparentemente nella fondina.

Sincerely yours

 

Lo blocco oppure no

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Lo blocco o non lo blocco? Questo è il dilemma che si pongono tutte quelle lettrici vittime di un uomo che le ha lasciate o, molto più spesso, si è fatto lasciare.

Donne che di solito sono passate attraverso la classica trafila dell’amante media.

Semestri o anni di amantato costellati da tante promesse di vita futura in comune e pochi fatti inframmezzati da bidoni plurimi e vacanze tombali per il no contact di lui in famiglia. Vedi il Natale alle porte, tanto per capirci.

Parlo anche di quelle fidanzate che si sono beccate un seriale e che, all’ennesimo tradimento o avviso di tradimento hanno deciso che dopo la terza volta non si perdona più, soprattutto se lui ci ha provato anche con la tua amica (uno dei casi più frequenti).

Queste due grandi tipologie di donne, tradite dalle stesse categorie di uomini, si ritrovano prima o poi a dover uscire da storie che le rendono, nella migliore delle ipotesi, infelici. E che non hanno futuro: lo sposato non lascerà mai la moglie e il seriale non sarà mai fedele.

Nel 70% dei casi il primo tentativo di uscire da queste situazioni è su iniziativa della vittima stessa, che adotta il codice del silenzio. Nella restante percentuale è invece lui a far subire il no contact a lei, o perché viene beccato dalla moglie (e si volatilizza in un secondo con la stessa facilità con la quale diceva ti amo all’amante il giorno prima) o perché, stufo della fidanzata rompiballe, si sgancia facendo l’offeso per l’ennesima accusa fondatissima di tradimento, dedicandosi così anima e corpo alla nuova preda, che c’è quasi sempre. Non a caso il codice del silenzio deciso da questa tipologia coincide di solito con un litigio con voi, magari banale, ma che lui porta alle estreme conseguenze proprio per avere la scusa di chiudere facendo la vittima offesissima.

Un’altra cosa che accomuna amanti tradite e fidanzate di seriali è che il codice del silenzio, adottato o subìto, nove volte su 10 viene interrotto dall’ex in questione.

Il lui in questione in questi casi, è solo questione di mesi (ma a volte anche di settimane), si rifarà vivo interrompendo il vostro silenzio. Si rifarà vivo per due motivi: scopare e avere la discarica emotiva o stampella gratis.

Si rifarà vivo facendo il finto altruista, con un classico come stai, mi manchi o soffro troppo senza di te e tutte le declinazioni del pentimento e bisogno d’amore. Poco importa che queste interruzioni azzerino i vostri progressi di disintossicazione da lui e rendano vane le sofferenze patite fino al ricontact, quelli sono cazzi vostri.

Non ci saranno fatti nuovi: lui vuole farvi continuare a fare l’amante a prezzo zero o ribeccarvi come fidanzata perché è tempo di magra nei terreni di caccia dei seriali o si è preso un due di picche o la sostituta si è rivelata peggio di voi (a letto o come rompiballe). Nella peggiore delle ipotesi i fatti nuovi saranno falsi affitti da single e fuoriuscite da casa o false visite ad avvocati. E tante tante promesse, come al solito. I giuramenti si sprecano dalle labbra di questi cialtroni, che non di rado osano anche giurare sui figli. Solo questo dovrebbe darvi la misura di che “uomini” sono.

Quindi tornano sempre, prima o poi, spinti dalla fame (anche di farvi fare le discariche emotive) e non certo dall’amore.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al tema del titolo, il blocco sui social e messaggerie varie.

Quando scatta il codice del silenzio ed è lui a imporlo di solito blocca. Lo fa quasi sempre chi è beccato dalla moglie, perché inizia a vivere nel terrore che vi facciate vive in un momento inopportuno, visto che spesso il telefonino dell’uomo zerbino diventa proprietà della moglie. Oppure vi bloccano perché, come nella migliore tradizione narcisistica, questo mettervi all’indice su comando gli dà un senso di potere sadico, della serie sono io che ti sblocco e ti riblocco quando voglio.

Quelli che non vi bloccano sono di solito quelli che si rifanno vivi prima, nonostante abbiano imposto loro il codice del silenzio direttamente o indirettamente. Sono quelli che già nel momento in cui hanno deciso di mettervi all’indice pensano a quando vi ripescheranno in caso di bisogno o voglia. Non bloccano perché vogliono fare orbiting: sono quelli che mentre siete in quarantena controllano il vostro stato, mettono dei like sotto le vostre foto ma rigorosamente a commenti di altri, interloquiscono con i vostri amici senza chiedere di voi espressamente, sono presenti e non presenti allo stesso modo nella vostra vita. Avete presente lo squalo che prima di attaccare fa i girotondi intorno la preda a cerchi sempre più stretti? Ecco. Ti vedo e non ti vedo, mi vedi e non mi vedi.

Fateci caso: un’altra cosa accomuna questi maschi; così come non si fanno il minimo scrupolo di interrompere anche il più doloroso e faticoso codice del silenzio a loro bisogno e piacere, così non si fanno il minimo scrupolo a bloccarvi e sbloccarvi.

I campioni in questo campo sono quelli che vi bloccavano già on demand, cioè quando stavate ancora insieme come amanti o fidanzate del seriale e loro erano in vacanza con la famiglia o con gli amici e con la scusa del lavoro imponevano un black out, giusto il tempo di divertirsi con altre. In fondo, pensano oggi, se hai digerito il no contact delle precedenti vacanze comandate e pure il ritorno a vacanze finite della serie “eccomi qui sono tornato come se niente fosse” perché mai non dovresti digerirti in un sol boccone un no contact più lungo?

Dicevo: loro non si fanno mai scrupoli, voi sempre. E tanti.

Un classico femminile è “io non lo blocco perché sono educata e superiore a certe cose” che, tradotto, spesso vuol dire “io non lo blocco perché spero che torni, se lo blocco mi lascia definitivamente”. Come se non vi avesse mai lasciato, o già lasciato, anche se ha fatto in modo di farsi lasciare.

Non vi biasimo, non siete stupide o alcolizzate di sentimenti, siete innamorate e in buona fede, e la speranza è sempre l’ultima a morire. Bloccare, da parte vostra, significa prendere una strada che vi sembra senza ritorno (anche se fidatevi lui si farà vivo lo stesso, e ci sono mille modi per farlo), una strada che fa molta paura e che non tutte sono pronte a percorrere. Occorre che scatti il famoso relè per farlo e, non a caso, il vero blocco al femminile arriva dopo mesi di codice del silenzio, quando intravedete la luce in fondo al tunnel e avete la forza di prendere decisioni del genere.

Ragazze, forse vi può essere utile sapere però che lo sblocco non viene interpretato come io sono educata e superiore a certe cose, ma viene interpretato dal cialtrone medio come non ce la fa senza di me e semaforo verde. Come quei prepotenti che prendono la diplomazia per debolezza e finché non gli dai un calcio in culo pensano di poterne dare sempre di più a te, tanto digerisci tutto.

Ma bloccarlo non significa solo mettervi al riparo dall’orbiting e da continue incursioni che possono rovinare anche una giornata nella quale eravate riuscite a relegarlo a pensieri minori e fugaci, bloccarlo significa dirgli stop seriamente, fargli vedere che avete carattere, che questa volta l’ha fatta o rifatta grossa per l’ultima volta, e voi siete veramente decise a chiudere. Non potete digerire più nulla. Stop.

Paradossalmente, se avete la speranza più o meno recondita che lui torni sui suoi passi con reali intenzioni da ufficiale e gentiluomo, è molto più producente un blocco da silenzio completo che qualsiasi porta socchiusa o blocchi parziali e altalenanti, che sanno di indecisione e fragilità. Ti blocco sul social ma non su wapp, su telegram sì ma su insta no. E’ come far sapere al nemico che stai tentando di resistere in trincea ma sei ferita e a corto di munizioni. Attaccherà di sicuro, ma quando vuole lui. E se non attaccherà morirete dissanguate nell’attesa che lo faccia.

Perché l’uomo medio di questo tipo, oltre a essere egoista è spesso anche pigro, e quindi quando vede che la vostra messaggeria è ancora aperta si dice: “bene, non mi ha bloccato, appena mia moglie mi toglie il guinzaglio mi faccio vivo, appena mi sono fatto quella bionda con la quale chatto da un po’ mi rifaccio vivo”. La porta socchiusa ha un effetto rimando sui due neuroni di certi soggetti, quella bloccata come minimo ti viene voglia di spingerla per vedere se si apre o è chiusa a doppia mandata. E’ solo questione di tempo.

Intendiamoci: se non dovesse farsi più vivo o desistere dopo qualche tentativo, o più frequentemente rifarsi vivo con mille belle parole e pentimenti ma con le stesse intenzioni di prima (fai l’amante ancora per un po’, riprendimi nel tuo letto fino al prossimo tradimento ammesso che tu riesca a scoprirmi) il risultato e significato della cosa è sempre lo stesso; non ti ama. Ti ha amato? E chi se ne frega scusa, fosse anche stato così per un periodo anche lungo, ammesso che non fosse il solito “entusiasmo” di chi è innamorato quando tutto fila liscio e soprattutto si fa come vuole lui, lui ora è quello che vedi: ti ha lasciato, si è fatto lasciare, ti ha tradito, non ti ha scelto. Non si vive di ricordi, al limite si vivacchia, e male.

Può continuare pure a chiamarlo amore ma è come quello che ti lascia dicendo “ti amo sei la mia vita ma amo mia moglie”.

Insomma, non ho dubbi: bloccare sì o no? Sì e al più presto possibile. In fondo il bello dei social e delle chat è che ci permettono di fare anche una pulizia che nel mondo reale non è sempre possibile fare, penso soprattutto a quelle sfortunate che si sono innamorate di un uomo che non le merita e che lavora con loro.

Bloccare totalmente e subito è anche un presupposto essenziale di riuscita piena e in tempi ragionevoli del famoso Codice del silenzio, e non è poco, è la startup della vostra rinascita emotiva.

Quindi, care amiche, buon blocco totale globale immediato! Ci guadagnerete in serenità perché il tempo, lui sì che è galantuomo.

Sincerely yours

 

ps

da maschietto aggiungo: ma io lo bloccherei solo perché non ficchi il naso nelle mie cose orari e collegamento non richiesto no? Non ha più nessun diritto

Testa cuore e sesto senso femminile

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Seguire la testa o il cuore? E quanto fidarsi del famoso sesto senso femminile? Rispondo secondo le regole de La matematica del cuore in questo video girato alla Prima della presentazione del libro a Milano

 

 

 

Semplicemente donna

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Semplicemente donna

di Daniela Luisa Luciani

Viviamo le nostre vite, le nostre scelte come sentiamo e come desideriamo, poi, capita di avere una battuta d’arresto per motivi non legati ad una situazione di passaggio ma ad uno stato di cose: essere donna. Un lavoro a cui si ambiva che ci viene precluso, perché l’affidabilità di una donna passa per le vite di cui deve farsi carico. Dietro questo, ci sono tantissimi condizionamenti culturali, l’uomo ha il tempo e la possibilità di mettersi completamente a disposizione ma perché? Non ha genitori, figli di cui farsi carico come le donne? Siamo proprio sicure di aver la libertà che viene tanto decantata? Paesi occidentali, famiglie moderne eppure anche tra noi la libertà reale tante volte viene meno, schiacciata dalla violenza, fisica, verbale psicologica, subdola e in varie forme che non conosce limiti di età, classe sociale o ambiente. Triste è che i limiti imposti ci vengono da una cultura radicata nelle stesse donne, nonne, madri a cui è stata imposta ma che continuano a diffonderla e c’è chi si ribella ma c’è anche chi la attua ancora in modo “naturale”. “Quel lavoro porta via troppo tempo alla famiglia”, “chi si occuperà dei figli”, “chi della casa”, allora fai un lavoro meno impegnativo e quindi meno pagato. Se non puoi ambire ad un lavoro “da uomo”, tanto vale non studiare per quello, ma per qualcosa di più semplice che poi qualcosa da fare si trova o c’è sempre un uomo che penserà a te, rendendoti dipendente. Facile pensare che siano meccanismi che appartengono al passato, la realtà e i fatti di cronaca ci dicono altro.

E’ proprio a questi modelli comportamentali che si incomincia a ribellarsi, molto viene fatto ma moltissimo ancora è da fare, allo sradicamento di questi preconcetti e a tanto altro che mira il premio “Semplicemente Donna”, giunto alla sua settima edizione (www.premiosemplicementedonna.com). Il presidente Angelo Morelli e la vice presidente Chiara Fatai sono a capo del comitato Organizzatore formato da altri 22 membri fra imprenditori, dirigenti, amministratori, medici e docenti, affiancati da una giuria composta da 25 membri tra cui scrittori, giornalisti, ex-premiate e persone impegnate nella promozione dei diritti e dei riconoscimenti delle donne di tutto il mondo. La straordinarietà di questo premio stà proprio nell’ampiezza del suo raggio, i riconoscimenti per il coraggio, l’impegno sociale e civile, l’informazione, la ricerca scientifica e i diritti umani, sono a livello internazionale. Proprio per questo, la manifestazione, svoltasi quest’anno tra Castiglion Fiorentino ed Arezzo ha ricevuto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, il patrocinio della Camera dei Deputati, del Comune di Castiglion Fiorentino, della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo, solo per citarne alcuni. Questo progetto vuole dare voce a questo tema soprattutto attraverso la prevenzione “La vera azione di contrasto contro la violenza è un’azione educativa culturale. Costruire, quindi, forme di contrasto contro la violenza in ogni genere, cercando la massima divulgazione ed il massimo confronto” questo uno degli obiettivi divenuto quasi un motto.

Tra le premiate di quest’anno Suraya Pakzad per i Diritti Umani, Nicoletta Milione per Donna Coraggio, Susanna Rosi per la Ricerca Scientifica e Monica Peruzzi per l’Informazione che hanno ricevuto il premio da alcune delle donne premiate lo scorso anno come Filomena Lamberti, Widad Akreyi solo per citarne alcune. Ognuna con la sua storia, fatta di violenze e privazioni perpetrate da regimi o da persone a loro vicine come mariti o compagni o donne che per vedere loro riconosciuto un ruolo a cui sulla carta hanno diritto, sono costrette a recarsi all’estero perchè nella realtà, non è così semplice e mancano modelli femminili a cui fare riferimento.

Moltissime donne sono ancora vittime di violenza, un fenomeno sommerso ma in crescita, i dati preoccupanti che invece emergono da denunce e richieste di aiuto, parlano di 6 milioni di donne tra i 16 ed i 70 anni,solo in Italia che, almeno una volta nella vita, abbiano subito una forma di violenza.

Dai dati emerge anche che i punti su cui, chi attua la violenza, fa forza, sono la dipendenza emotiva ed economica della vittima, ragion per cui occorre lavorare sull’autostima e l’indipendenza della donna. Vanno anche abbattuti stereotipi che vedono la realizzazione personale nella relazione col partner, tutti meccanismi subdoli e silenti che intrappolano e rendono più difficile non solo spezzare le catene ma, a volte, anche il semplice parlarne. Tanto si fa ma tantissimo si deve ancora fare, bene tenere alta l’attenzione, ottime le iniziative come il citato evento “Semplicemente Donna” ma agiamo tutte a cominciare dal nostro quotidiano, non accettando, non subendo e non passando sopra, ma anche supportando, educando figlie e figli alla parità di genere e soprattutto attuando una solidarietà femminile non in situazioni che si presentano sporadicamente ma in ogni azione e pensiero che accompagna la nostra giornata di donna fiera e consapevole del suo valore.

Esco di casa ma voglio stare da solo

Pixabay
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Il sogno di ogni amante: lui esce di casa, finalmente, magari dopo anni di amantato, per formare una coppia ufficiale con la tanto decantata vera unica donna (che non è più la ex moglie) della sua vita. Voi.

E invece? Esco di casa ma voglio stare da solo. Esce sì, ma vuole restare solo nel nuovo appartamento da neo scapolo, avete capito bene.

Colpo di scena: siete finalmente liberi di vedervi e invece lui vi ferma e vi dice di aspettare, di dargli ancora tempo. Per riflettere, per riprendersi dal grande salto dalla vita precedente, perché lo consiglia il legale, perché i figli vanno a trovarlo, perché si sente male e frastornato, perché deve ritrovare se stesso. Ti prego ora che puoi pure dormire qui stai lontana: quando sarò pronto ti chiamerò. Ora devo pensare, abituarmi, i figli mi danno problemi da quando sono fuori, sono depresso, sto male, ho il jet lag.

Una situazione, questa, che colpisce non poche di voi. Dopo un percorso mediamente lungo da amanti (parliamo in media di 2-3 anni ma su questo blog ci sono anche casi da 5, da 16 e da 20!) almeno il 20% dei pochi che “finalmente escono” tira lo scherzetto del “esco di casa ma voglio stare da solo”.

Vabbè, dite voi, ho sopportato tanto e tanto a lungo aspetterò che lo shock dell’uscita si calmi, che lui riprenda il controllo di se stesso e del nostro rapporto.

S B A G L I A T O!

Sbagliato perché non è normale che un uomo che finalmente si decide di lasciare la moglie per voi (ma fosse anche per se stesso e, come fanno molte di voi, perché il suo matrimonio è comunque finito e avere l’amante non ne è stata la causa ma la conseguenza) non faccia festa ma faccia il muso, non spalanchi la sua porta a voi ma dica ci vediamo fra un po’, non veda l’ora di dormire e fare il giro dell’orologio in un ambiente nuovo suo e vostro e invece preferisce dormire da solo in un letto freddo.

È confuso? Ma come confuso, eri confuso quando dovevi lasciare la moglie, ora che hai deciso non puoi essere confuso! Forse frastornato, ma è un motivo in più per averti vicino in questo momento di transizione, non per stare da solo.

La verità? Ecco cosa si cela spesso dietro queste uscite che si rivelano farlocche e temporanee.

Lui non ha scelto di uscire di casa

Quella che ti presenta come una libera, sofferta scelta personale in realtà nasconde il fatto che la moglie lo ha beccato (oppure si è stufata di averlo fra i piedi musone e triste) e gli ha fatto fare le valigie. Se lo ha beccato gli ha detto “fuori!”, se non ne può più del depresso in casa gli ha detto “vai fuori e schiarisciti le idee, poi vediamo”. Questo fanno le mogli dotate di attributi, prima o poi. Quindi lui vi nasconde che è la moglie che lo ha sbattuto fuori, e fa l’eroe con voi. E la vittima. L’eroe perché ha avuto “il fegato” di decidere finalmente (ma pensa che bravo, meglio tardi che mai!), e la vittima perché ha rinunciato per voi alla bella vita (ma non stava male in casa? Non era ormai tutto insopportabile?), ai figli (che c’erano anche quando scopavate tre anni fa) e al suo tenore di vita, comodità e tutto il cucuzzaro. Peccato che mentre sta nel monolocale arredato a pensare ha già iniziato la trattativa con la moglie per il rientro con firma dell’armistizio. Voi non lo sapete (e se lo sapete la scusa è vado a trovare i figli), ma lui ha già iniziato, dopo anche solo una settimana di fuori casa, a rientrare o cercare di rientrare periodicamente lì. E certo, se vuole fare la pace con la moglie, se vuole rabbonirla o tornare sotto il tetto coniugale mica può frequentarvi o rischiare che vi trovino nella nuova abitazione! Ecco perché vi chiede di stare lontana e non approfitta subito dei benefit della singletudine e di voi, “ex” amante ora potenzialmente fidanzata ufficiale. Sta trattando il rientro.

È un finto nuovo alloggio

Non è raro che lui vi venda la nuova casa come il suo nuovo mondo e in realtà non ci vive, se non sporadicamente. Ci sono anche casi in cui lui parla di crisi alla moglie e lei, ormai disidratata dalle discussioni, avalla una temporanea uscita “così ti schiarisci le idee” (sono le mogli che hanno più paura di perdere il marito, perlopiù, a scendere a questo compromesso, ma anche loro spesso voglio tirare il fiato). Ma il più delle volte lui dorme ancora 5 giorni su sette a casa sua, e il nuovo appartamento è solo simbolico, temporaneo. E il fatto che lo abbia comprato non è una garanzia: la maggior parte delle volte, chi può economicamente lo compra ufficialmente per l’amante perché “potrebbe essere la nostra nuova casa”, ma poi scoprite che lo ha intestato ai figli e che in realtà lo considera un investimento familiare, e così lo ha presentato alla moglie. Perché non vi fa entrare in casa? Perché non può farsi scoprire dalla moglie in questo momento delicato (anche lui è in trattativa, alla moglie magari ha detto che è solo confuso, che è una pausa di riflessione) e perché non vuole farvi vedere che in bagno non c’è neanche lo spazzolino, ci sono i libri del figlio che usa il posto per studiare in tranquillità o per portarci (lui sì) la fidanzata e nell’armadio ci sono due vestiti in croce. Quella è una fake casa, o un investimento di famiglia. Non a caso o non vi scopa più, lo fa meno o, se proprio lo dovete fare, si va in un motel o a casa vostra. A casa sua meglio di no. Chissà perché…

Vuole l’anno sabbatico

Fra gli uomini scoperti e cacciati dalla moglie o, in una minoranza di casi, quelli che scelgono davvero di uscire, ci sono anche quelli che si dicono: ma perché io che adesso, a caro prezzo, ho trovato la mia libertà, mi devo infilare in un altro rapporto di coppia invece di scoparmi il mondo? Questi sono quelli che non vi tengono del tutto fuori dalla nuova casa, ma ve la centellinano, con la scusa di doversi abituare alla loro nuova vita. Vi fanno venire lì, magari per scopare regolarmente (non troppo), ma non vi fanno restare a dormire, perché non dovete mettere radici. Non potete restare nel weekend, perché ufficialmente è ancora presto e l’avvocato non lo consiglia per un po’. In realtà lui o sta già ronzando intorno ad altre o ne ha già una quasi cotta con cui inizia a uscire. La casa gli serve per scopare le altre, non solo voi. E quando entra la prima preda, ve ne accorgerete perché non solo calerà la vostra frequenza chez lui, ma vi ritroverete con alcuni dei problemi quotidiani che avevate quando stava con la moglie, tipo telefonate vietate alla sera, non risposte dopo una certa ora, strani e lunghi black out nelle comunicazioni e lui però online alle due di notte ma non con voi. Si sta vivendo il suo anno sexual sabbatico, e non è detto che sopravviverete a lungo alla concorrenza delle altre. Se ci siete è perché vi usa per i tempi di magra, finché non ve ne accorgerete o romperete troppo le balle. Ecco perché si è messo a dieta, ecco perché fa palestra, ha cambiato look, fa il ragazzino, ha i social che sembrano il book di un modello… non lo ha fatto per voi, ormai “seconda moglie”, lo fa per la nuova carina giovane e disponibile.

Insomma, un uomo che esce di casa, se vi ama, vi spalancherà le sue porte. Se non lo fa, se tutto sembra quasi come prima o rimane difficile, o siamo nei casi di cui sopra o comunque c’è qualcosa che non va. Non è amore, non ha deciso e, se ha deciso, non ha deciso per voi.

Quindi mettetelo subito alle corde: è uscito per voi, per lui o per la moglie? Se ha la coda di paglia vi attaccherà, farà l’offeso, sguscerà come un anguilla. Ma è come se vi rispondesse. Se non ha niente da temere o nascondere si resetterà, e capirà che non può lasciarvi fuori dalla porta neanche per un po’. Altrimenti il codice del silenzio riparte, perché lui in realtà non vi ha scelto. O siete dentro o fuori.

sincerely yours

#lamatematicadelcuore

per contatti: anpellizzari@icloud.com

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@anpellizzari

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