Home » SuperDonne

Category Archives: SuperDonne

Ti amo Ma

Ma

Ti amo. È la cosa più bella che un uomo ti possa dire. È un impegno per il futuro. Ti amo è amore incondizionato, perché l’amore non pone condizioni. L’amore condizionato è barare, come vi spiegherò a seguire.

Che lui sia libero o che sia il tuo amante se ti dice Ti amo prende un impegno solenne con te, perché lo dice col cuore, e Ti amo non si spreca mai.

Può dirsi fortunato chi lo dice una volta nella vita, baciato dagli dei chi più di una volta, perché vuol dire che si è innamorato veramente, profondamente, almeno una volta. E non capita a tutti. A molti non capita mai, purtroppo. Parlo di vero amore, non delle sue declinazioni minori.

Una grande fortuna Amare veramente, anche se l’amore, lo sappiamo, può finire. Gli scienziati dicono che l’amore, o meglio la fase di innamoramento, quella che appunto produce un sentimento così forte da annullare la presenza di qualsiasi altro pretendente, quella che garantisce una naturale fedeltà (non una fedeltà decisa come obbligo contrattuale o impegno personale) e arriva a farti dire Ti amo col cuore, dura dai 18 ai 36 mesi. Poi si trasforma in qualcos’altro: affetto, progetto, famiglia, stima, condivisione, fate voi. In certi casi rimane Amore per sempre, resistente a tutto, litigi, figli, lutti, disastri esterni, routine.

Ma l’amore incondizionato, quello cieco, voluttuoso, felice, entusiasta, passionale, solo quello ti fa dire, credendoci profondamente, sentendolo in ogni tessuto del tuo corpo Ti amo.

Ti amo. Punto. Non ti amo Ma…

Nessuno, quindi, dovrebbe usare la parola Ti amo a sproposito.

Molti uomini invece lo fanno: sono gli uomini baro in amore, quelli che utilizzano il Ti amo per far colpo sul vostro cuore appena vedono un barlume di innamoramento. Spesso non lo pensano per niente, magari provano anche un sentimento, ma non è vero amore: sono solo bravi attori. I più “corretti” di questi ti dicono Ti amo solo perché te lo aspetti, per farti contenta, per rispondere a una tua domanda diretta e non avere rompimenti, ma non sono innamorati davvero. Magari vivranno con te tutta la vita, tradendoti qualche volta oppure no, ma non amano.

L’uomo baro in amore non imbroglia giocando alle carte della vita, bara con i vostri sentimenti. Dice Ti amo per ottenere qualcosa, di solito il sesso o, nei casi peggiori, solo per illudervi e godere narcisisticamente (leggi qui) di quello spettacolo che sono i vostri occhi che brillano quando vi diciamo Ti amo e voi sì che amate davvero (le donne sono molto più oneste e sincere nei sentimenti).

Molti amanti, quelli che vi avevano promesso di lasciare la moglie per voi quando vi hanno detto Ti amo vi ridicono Ti amo per farvi tornare a letto con loro quando è evidente che non lasceranno mai la moglie.

Ma anche gli uomini liberi che vi hanno detto Ti amo nella fase di entusiasmo della relazione, quei primi sei mesi di fuochi artificiali fra lenzuola, cene, weekend e vacanze insieme, vi ridiranno Ti amo dopo che, assistendo a un più o meno repentino raffreddamento dei loro ardori, scoprirete che hanno un’altra, o stanno corteggiando un’altra. E allora coloro che sono stati colti con le mani nella marmellata (soprattutto se non hanno ancora conquistato la preda o, conquistatala, non ha retto il paragone con voi) useranno di nuovo il Ti amo per riconquistarvi, non per amore, ma per comodità e per sesso. Fino a vostra sostituzione definitiva avvenuta.

Questi sono i bari del ti amo. Poi ci sono i bari del Ti amo Ma.

Certi uomini, molti uomini si sono inventati il Ti amo Ma. Pochi lo usano da subito, la maggior parte lo usa quando il Ti amo e basta non regge più il gioco, o perché è passato troppo tempo dalla promessa iniziale (per esempio lascerò mia moglie per vivere con te) o perché li mettete con le spalle al muro con Mi hai detto che mi ami quindi…

Il Ti amo Ma, nella testa dell’uomo baro nei sentimenti, equivale a dare un colpo al cerchio del suo interesse e uno alla botte della vostra sensibilità. Ti amo serve a tranquillizzarvi, lisciarvi, ammansirvi, recuperarvi (ogni volta) e tener desto il fuoco del Vostro amore (il suo è finto e comunque condizionato, quindi non è amore, come vedremo). Il Ma serve a loro per porre un freno alle vostre richieste e pretese (non importa se sono nate da suoi comportamenti e proposte, lui “ha cambiato idea”) e, nello stesso tempo, a crearsi un alibi. Io ti amo Ma… non posso fare una serie di cose. C’è un limite, un condizionamento.

L’amore condizionato che, appunto, in quanto sottoposto a condizione, non è amore.

Ci sarà l’uomo che vi dice Ti amo Ma non lascerò mai i miei figli. Lodevole e comprensibile condizionamento, all’apparenza, perché i figli, anche in un matrimonio in crisi al punto da portare al tradimento, sono un concreto impedimento. Succede a tantissimi di tradire anche se si hanno figli, io non giudico e non biasimo nessuno per questo, è la realtà di ogni giorno per buona parte di quel 60% della popolazione che ha tradito almeno una volta. Non giudico fatta eccezione per quelli che fanno figli quando sanno già che il matrimonio è in crisi o, peggio, li fanno per aggiustare il matrimonio.

Il problema è che Ti amo Ma non lascerò mai i miei figli pochi uomini lo dicono all’inizio di una storia, prima di entrare nel vostro letto. Purtroppo molti lo dicono quando ormai la storia con voi è molto avanti, e ha superato un anno, due, tre. Lo dicono quando voi li costringete (o ricostringete) a fare la road map del vostro futuro di coppia (leggi qui), cercando con una mano di tenervi nel loro letto (Ti amo) e con l’altra vi mostrano la foto dei ragazzi (Ma…). Figli che c’erano sin dall’inizio, che magari sono pure cresciuti e diventati grandi, ma come condizionamento spuntano solo adesso in modo chiaro e, soprattutto, impedente.

Hanno barato. Quel Ma è una fregatura, non è amore.

E anche se ve lo avevano detto all’inizio della storia che non avrebbero Mai lasciato la famiglia e i figli, non è che poi possono dirvi Ti amo per mesi, anni, senza fare nessuno o quasi riferimento all’impedimento dei figli, facendovi sognare, consolidando il Vostro amore, per poi giocarsi la parolina Ma o Te l’avevo detto, perché voi, dopo tanti Ti amo, desiderate la sua separazione e siete pronte alla vostra. Se i figli sono il tuo impedimento non devi Mai dire ti amo. Non devi barare. Una donna capisce la differenza fra Ti amo e Sei la donna più importante della mia vita (Ma…).

L’elenco degli uomini del Ti amo Ma è lunghissimo nelle vostre storie su questo blog, che ormai chiamate #acasadiAle.

Ti amo Ma non posso lasciarla da sola, è malata, non ha soldi, li ha tutti lei, non me la sento, cosa diranno i parenti, cosa diranno in paese, cosa diranno in Italia, lavoriamo insieme, cosa diranno i colleghi…

Tutte cose vere, ma che saltano fuori a frittata fatta, perché il Ti amo di prima era senza Ma e voi vi siete innamorate proprio e anche perché avete visto un amore Incondizionato come deve essere, altrimenti forse non gliela avreste data. E invece, dopo sei mesi, un anno, due anni… Sorpresa!

Non è che la prima volta che siete andati a letto, e tutte le altre volte che hanno seguito, ti ha detto Mi metto il preservativo Ma… Se lo è messo e lo avete fatto. Senza se e senza Ma. Su quello non ci sono mai dubbi per gli uomini, strano vero?

Qualsiasi Ma, dunque, è la negazione dell’amore. Qualsiasi condizionamento all’amore non è amore vero. Non raccontatevi che ci sono varie sfumature d’amore, per cui lui può amarvi anche se non lascia la moglie, vi ha tradito con un’altra ma si è pentito o è “fatto così”.

Quanti Ma vi vengono venduti per riottenere i vostri favori.

Un classico è quando voi attuate il Codice del silenzio (leggi qui) dopo che lui vi ha detto Ti amo Ma… Il 90% di chi dice Ti amo Ma non posso lasciare mia moglie, figli eccetera torna prima o poi da voi per cercare di riottenere senza dare (se non la propria presenza a orari condizionati dalla presenza dell’altra donna, ovvio) tutto quello che voi gli date: sesso a 5 stelle lusso, comprensione, pazienza (ma quanto rompiamo con le nostre lagne), consigli, massaggi, coccole, condivisione, insomma tutto quello che non hanno più in casa.

Tornano perché gli manca la geisha psicologa gratis, altro che Ti amo. Sono tornato perché ti amo troppo, non posso vivere senza di te, soffro (lui soffre) troppo, mi manchi troppo… E quindi? Lasci tua moglie? Lo sai che ti amo Ma… non posso. Lo farò, dammi tempo (e siete insieme da tre anni), devo pensarci, non mettermi con le spalle al muro, mi stai pressando troppo… Ma Ma Ma Ma Troppo Troppo Troppo Troppo.

Se ci fate caso, guardando indietro agli albori della vostra storia, noterete che l’uomo che bara in amore, affermando nei tempi supplementari del rapporto Ti amo Ma era uno che faceva, prima di dire il fatidico Ti amo (e basta) affermazioni tipo:

Sei la donna della mia vita

Sei diversa da tutte le altre

È la prima volta che incontro una persona Splendida (e sinonimi dall’interessante a speciale) come te

Sei diversa dalle altre, tutte le altre

E avanti con le definzioni altisonanti, esagerate, anticipate rispetto alla vera, normale, fisiologica maturazione di un amore vero (attente, i colpi di fulmine Veri sono rari come i vasi dei fiori che cadono in testa)

Potrei andare avanti cone le affermazioni di amore esagerato quanto incondizionato, se volete aggiungete voi nei commenti #acasadiAle.

Ma tutte queste affermazioni, fateci caso, hanno anticipato nel tempo il fatidico Ti amo (e basta). Erano campanelli d’allarme. Erano tutti segnali d’esagerazione, un sintomo che ho descritto nell’identikit dell’uomo esagerato (leggi qui) che dicono sostanzialmente una cosa: un uomo che spende troppo facilmente parole importanti a sproposito, è a rischio un giorno non solo di dirti Ti amo a sproposito, ma soprattutto, poi, di dirti Ti amo Ma.

Questi uomini dall’amore condizionato mi fanno venire in mente quei Superdotati che spesso mi descrivete in privato, nei commenti, o raccontandomi le vostre storie.

Sono quelli che ai primi incontri millantano capacità amatorie da pornostar e poi hanno problemi d’erezione al primo appuntamento. Per carità succede, è capitato a tutti, capiterà ancora, voi nel 90% dei casi siete più che comprensive, MA innanzitutto evita di descriverti come un superman del sesso (campanello d’allarme!) e, soprattutto, non puoi dirle Non ce la faccio perché sei Troppo bella, Non ce la faccio perché ti desidero Troppo (campanello d’allarme!).

L’erezione è un complimento sincero, se sei troppo bella e ti desidero troppo ti farò fare il giro dell’orologio, altro che problemi!. Qui il Troppo equivale al Ma degli altri uomini descritti. Occhio: gli uomini che giocano sul Troppo e sul Ti amo a gratis e Troppo facile spesso sono quelli che poi ti diranno Ti amo Ma.

Insomma, basta un Ma per azzerare un Ti amo, per azzerare l’amore.

Sincerely yours

Ai nuovi lettori benvenuti #acasadiAle. Commentate! Scrivetemi!

Perché scelgo uomini sbagliati

AF09B4B6-1F79-43BD-AF64-C20B81D315EC

Hai scelto un uomo sbagliato. Anzi due, perché  non è la prima volta. Anzi tre, perché ci sei ricaduta ancora, nonostante la tanta sofferenza passata e l’esperienza, e la diffidenza, almeno in teoria accumulate.
Perché scegli ancora (ormai ti sembra sempre) uomini sbagliati?

L’errore è tuo, negli uomini che sono ormai in maggioranza un disastro da evitare o è un concorso di colpa?

Ti avranno infatti detto che, tutto sommato, è colpa tua se scegli sempre uomini sbagliati. Scarsa autostima, immaturità latente, ricerca di un padre, incapacità di imparare dagli errori del passato. La gente giudica facilmente gli altri, e chi più ne ha più ne mette. Ti ci metti anche tu, a volte, a giudicarti ferocemente, come solo le donne sanno fare.

C’è chi poi ti avrà detto che lasci troppo spazio al tuo spirito da crocerossina (leggi qui), che in fondo come molte ti piacciono gli stronzi e non i bravi ragazzi manco fossi adolescente, persino che in amore sei autolesionista o immatura.

Non saranno mancate, infine, le vedove dell’amore, quelle che del meglio sole che male accompagnate ne hanno fatto una fede perché, per loro, i maschi sono tutti uguali e tutti irrecuperabili. Meglio appendere la femminilità al chiodo quindi e darsi, forse, al sesso fai da te o al nulla. Oddio, col mercato attuale degli uomini papabili mi verrebbe più di una volta di dare ragione alle vedove dell’amore, ma poi guardo le non poche coppie felici esistenti e anche quelle che magari si lasciano dopo un po’, ma non perché era tutta una fregatura, si lasciano dopo essersi dati reciprocamente e senza tanti drammi, e perché innamorarsi non è poi così facile.

Non ascoltare nessuna di queste voci. Già Pellizzari, ma allora cosa faccio, dove sbaglio, da dove ricomincio?

Iniziamo con l’analizzare gli uomini che scegli e le loro caratteristiche, forse capiremo di più.

SCELGO UOMINI SPOSATI-OCCUPATI
Facile dire che gli uomini sposati od occupati si evitano come la peste. La realtà è ben più complessa. Intanto molti di loro si presentano come finti separati, come separati in casa (figli e questioni economiche sono indubbie realtà dei tempi, ma anche le balle più frequenti), separandi o in gravissima crisi con la moglie, che ormai non scopano da 77 anni. E poi, tolti i finti single che mentono perché hanno capito che la corte sarebbe troppo dura con la fede al dito, ci sono i brillantoni simpatici, quelli che ci sanno fare e superaffascinanti, che la fede la sfoggiano proprio perché, se ci stai, lo sapevi che ero sposato. A buon intenditor… Sposato? Io non andrò mai con uno sposato! Non so chi ha coniato per primo il detto Mai dire mai (ci hanno fatto pure uno 007), ma so che le donne che hanno profferito questo verbo e poi sono diventate le amanti coscienti e consenzienti di un uomo occupato il primo errore che hanno fatto è stato proprio dire Mai dire mai, criticando magari le altre. E come ci sono cadute, nonostante il forte pregiudizio iniziale? La mia epidemiologia di coppia, analizzando i vostri racconti, ha individuato dei denominatori comuni, che si ripetono in una serie di donne. Intanto molte di voi lavorano o lavoravano con il Mai dire mai. Purtroppo la contiguità e frequenza del lavoro dà adito, al nostro cacciatore con fede al dito o nascosta in tasca, di lavorare con pazienza, ma con più probabilità di successo degli altri, anche con voi. Quindi il fattore campo è dalla sua. Un altro vantaggio è che questi uomini, sapendo di essere in svantaggio con voi per le vostre remore, sfoderano tutto il loro fascino, e ci sono davvero dei talenti in simpatia, corteggiamento e savoir faire, peccato che il tutto sia finalizzato al procurarsi un’amante. Quindi mettici la convivenza forzata lavorativa, le occasioni di condividere momenti ludici e professionali (dove lui ti farà sentire una regina, la più brava di tutte), la simpatia e il suo carisma, ed ecco che la prima barriera di difesa cadrà. C’è anche chi la butta sull’amicizia, cambiando tattica, ma di questo te ne parlo in una categoria a parte. L’ultimo cavallo di Frisia a difesa del tuo letto cadrà in auto, a casa tua, ovunque vi scambierete il primo bacio, o addirittura di più, perché prima di farlo lui avrà retto a tutti i tuoi test e tu avrai sostituito il Mai con uno sposato con un In fondo il suo matrimonio è finito e ci aggiungerai anche “In fondo è solo una scopata”. E ti ritroverai, il tempo di infilare il preservativo, nel mondo delle amanti. Aggiungo altre due categorie di voi: quelle che del fatto che uno sia sposato non gliene frega niente, anzi così non rompe, e quelle che sono state tradite dal marito e sotto sotto vogliono provare l’ebrezza-rivincita di essere anche loro amanti. Alle prime dico che il giro dello sposato vale se non superate il periodo ludico tutto sesso e rock and roll dei primi sei mesi, poi siete a rischio innamoramento. E allora i sabati e domeniche da sole vi peseranno come macigni, nonostante la vostra indipendenza. Meglio finire il gioco prima. Alle altre, quelle che provano a fare le amanti, dico solo che provare a stare dall’altra parte per una sorta di rivincita su quello che avete patito come mogli mi ricorda quello che scoperta appunto la moglie a letto con un altro, per farle dispetto si era evirato. Nessuno è felice in un amantato: non lo è la moglie, non lo è l’amante. Dunque, mai dire mai. Perché siete tante a dirlo e a non rispettarlo.

Come evitarlo: diffida innanzitutto  se vedi che la corte spietata iniziale si trasforma subito in grande amicizia appena chiarisci che tu con gli sposati non ci vai mai: si chiama cambio di tattica. Occhio anche al fattore tempo. Dice di essere separato in casa, in crisi e comunque libero di fatto? Allora potrà passare un weekend con te in una città d’arte (specificagli camere separate e non si tromba) già il prossimo sabato, oppure può ricevere telefonate anche dopo le 22 senza parlare dalla tazza del bagno. Se è libero non avrà black out lunghi serali o nel weekend perché anche se sta con i ragazzi perché è il suo turno può rispondere comunque. Occhio a quelli che mettono già paletti: ah io quando lavoro non rispondo, quando sto con i figli non rispondo… No tu rispondi se ci tieni a me. E se non rispondi sei sposato. Questo vale se lui si dichiara libero: dubita sempre, mettilo alla prova, aspetta, prendi tempo, ascolta il tuo sesto senso, non sotterrare cose anche piccole che non ti tornano. Se invece è sposato ma dice di non essere morto evitalo davvero come la peste: la vita da amante si corona in nuovo matrimonio in 1-2 casi su 10. Ricordati cosa dicevi quando eri lucida: mai con uno sposato.

 

SCELGO UOMINI SERIALI

Il seriale è un uomo che innanzitutto non ha nessun rispetto delle donne, le vede come oggetto dei suoi desideri fisici (a volte psicologici, ma sempre conditi dal sesso) che hanno sempre un timer, quindi deve cambiarle spesso, oppure deve sovrapporle, perché spesso ne ha più di una contemporaneamente. È un traditore che tradisce anche quando non c’è bisogno di tradire, è un amatore da catena di montaggio, è uno che si innamora di tutte perché non si innamora di nessuna. Forse si è innamorato una volta, ma avendo come tutti provato almeno una delusione d’amore invece di metabolizzare la cosa come fatto di normale crescita emotiva ha rafforzato la sua idea negativa delle donne, che vanno usate, non amate. Lui ama se stesso. Narcisista? Ferito dalla ex moglie? E chi se ne frega! Se devi farti curare fatti curare da uno bravo, ma non rompere le vite delle mie lettrici. Che purtroppo invece ci cadono perché il seriale è un altro bravissimo attore, che dà il meglio di se in fase di corteggiamento, e che sembra l’opposto di un seriale.

Come sgamarlo per evitarlo? I seriali hanno tanti, troppi segreti. Dovendo pasturare mari grandi per avere prede sempre pronte di solto hanno profili social che rimangono aperti alla new entry, cioè voi, il tempo di catturare la vostra attenzione, e poi vengono blindati. Hanno stati di chat non trasparenti, hanno uscite serali non trasparenti, vendono il rispetto della vostra privacy e libertà come un valore che rispettano ma che in realtà serve a loro per non avere ingerenze. Sono uomini generici su quello che fanno, e il loro finto interesse per quello che fate voi e farvi parlare sempre maschera il loro bisogno di segretezza e di dare poche spiegazioni. Di solito studiano il vostro profilo social per vedere non solo chi siete, ma quali amiche avete. Gli interessa perché è nel vostro parco amiche che potranno trovare la prossima sfortunata, ma anche perché è meglio controllare a chi chiedere l’amicizia. Gli sarà sicuramente capitato di fare una figuraccia corteggiando l’amica della fidanzata di turno per errore. Oscurate le vostre amiche. Se vi dice che a lui non interessano i social e li usa solo per lavoro (ecco perché ha 5000 amici, quasi tutte donne?) lo fa perché non vi vuole in bacheca, il suo bacino di pesca. Insomma, il suo charme si tramuterà col tempo in insofferenza, versioni di dove è stato con chi è stato divergenti o contraddittorie, poca pazienza. Sfruttate la sua poca pazienza e la sua voglia di concludere a letto: più allungate il brodo senza dargliela più verrà fuori il suo vero io e aumenterà (controllate) la sua attività extravoi soprattutto sui social. Il “a tua disposizione” sarà sempre meno a disposizione. Datevi tempo, non abbiate fretta, testatelo bene questo uomo all’apparenza perfetto. Bastano meno di due mesi di uscite regolari per capirlo.

 

SCELGO UOMINI ESSE TI ERRE

Lui è figo, sicuro di se, di successo, maschio. forte... E a chi non piacerebbe uno così? Peccato che ottenuti i tuoi favori, come si diceva alla corte di Versailles, lui diventi uno stronzo. Non  chiama, ti prende quando vuole, è un tenero amante ma fuori dal letto nessuna pietà. E dopo averti presentata agli amici ora ti tratta come una pezza da piedi proprio davanti agli amici. Ieri ti portava a casa alle 2 di notte e adesso ti chiama un taxi che pagherai tu perché è stanco e per favore fai la doccia a casa tua che domani non c’è la colf e quindi si sporca inutilmente. Potrebbe essere un seriale ma non è obbligatorio, anche perché il seriale mente, lui non ne ha bisogno. Lui è perfetto fino al completamento di tutte le posizioni del kamasutra, poi ridiventa lui.

Come riconoscerlo per evitarlo: è uno che ha avuto tante storie d’amore di solito, solo una o due serie, il resto è stato troppo stronzo per reggerle. È uno che lascia le donne con la sicurezza con cui ti corteggia, quindi potrebbe fare l’errore di vantarsi sia del numero di donne che del fatto che lui ha sempre il coraggio di lasciarle. Attenta... È molto concentrato sul sesso e sula tua estetica, perché essendo un edonista gli piace sfoggiarti (anche al seriale, ma quello deve tenerti nascosta alle ex e alle parallele) ed è interessato soprattutto al tuo corpo e alle tue prestazioni, quindi si distrae facilmente quando usate il cervello e gli parli delle tue cose, lavoro o cultura generale. Ha molti interessi che esulano dal tuo campo, dagli amici allo sport: oggi li mette da parte perché deve portarti a letto, presto sarai tu a dover aspettare i suoi comodi.

 

SCELGO UOMINI “AMICI”

Molte di voi hanno almeno un grande amico, se non IL migliore amico. L’ho detto in passato lo ridico qui: salvo rare eccezioni l’amicizia fra uomo e donna non esiste. O meglio esiste ma è spesso squilibrata e falsata da volontà nascoste: lui fa l’amico ma ha il fucile puntato in attesa del primo segnale per saltarti addosso e tu tolleri la cosa perché per ora ti va bene così. Peccato che non poche di voi, anche dopo una lunga militanza amichevole, si chiedano prima o poi: ma se andiamo così d’accordo potrebbe essere lui il fidanzato ideale? Oppure, consce della sofferenza del pretendente mascherato da amico, in un momento di intimità, arrivino al fatidico “proviamo”, anche per non rovinare l’amicizia. Il test amico-fidanzato fallisce nove volte su dieci. Sarà la confidenza cresciuta in modo asessuato (anche se lui cova sogni proibiti), sarà che spesso gli amici si rivelano amatori inibiti (l’ansia da prestazione aumenta con un background amichevole, evidentemente), sarà che le attese sono troppe (lui è fantastico come amico, in fondo il più è fatto), spesso le dinamiche dell’amicizia che diventa storia sessuale non funzionano. Conosco anche casi di dichiarazioni amorose importanti (non riesco più a esserti amico perché ti amo: scegli) di amici che raggiunta finalmente l’agognata meta (il tuo letto) si sono poi volatilizzati a gambe levate. Gli amici che diventano amanti, dunque, funzionano raramente e rompono tante amicizie, e dopo non sarà più lo stesso.

Come evitarlo: intanto credere all’amicizia fra uomo e donna solo se non c’è attrazione fisica da entrambe le parti, o siete già ex. Sono due delle poche eccezioni che mi vengono in mente di amicizie fra uomo e donna che possano funzionare. E l’eccezione non è il tuo caso, se cogli periodicamente il lato seduttivo ma preponderante del suo modo di fare. Occhio a quello che fa approcci e aggiunge troppo spesso “scherzavo”: al terzo scherzavo periodico non scherza. Mai pensare “proviamo”: è una strada senza ritorno. O è amico o è un pretendente. Se ti accorgi che ti vorrebbe vedere nuda affronta in modo sereno la vostra amicizia: deve decidere anche lui. E se fino a oggi ha dovuto gestire il suo Hide nei tuoi confronti è meglio che vi prendiate una pausa di riflessione, non puoi continuare a dargli la pozione per rimanere Jeckyll. Se poi è sposato e proponeo “solo amicizia” interrompi subito le trasmissioni.

 

SCELGO UOMINI SFIGATI

Anche lo sfigato più sfigato, il triste mammone e reduce ammaccato (leggi qui) trova la forza di sembrare un figo ai primi appuntamenti, altrimenti beccherebbe solo crocerossine votate alla morte sentimentale. Quindi sarà interessante e seducente all’inizio,  cercando di nascondere i suoi difetti, che sono in sintesi quelli di essere un uomo debole e pieno di complessi. Fra gli sfigati troverai infatti il mammone che cerca una nuova mamma in ogni donna, quello in cerca di una psicologa gratis per piangere sulla tua spalla (ma tu mica puoi piangere sulla sua, a parte i primi tempi), il lamentoso che tutti ce l’hanno con lui, quello che non funziona o è imbranato a letto ed è pure colpa tua. Tutti apparentemente all’opposto nei primi tempi, diventeranno cozze lamentose appena ottenuto il vostro interesse e letto.

Come riconoscerlo per evitarlo: lui sa di essere lamentoso e noioso, quindi non essendo nella sua indole lo sprint e la performance teatrale, farà il bello tenebroso taciturno, l’intellettuale che pensa e riflette sempre, farà trapelare con discrezione l’amatore eccezionale che ha in se, se il suo problema è sessuale. Oppure farà l’esagerato, sia nel corteggiamento che nel porsi con te, per mascherare con un potente do di petto quella che è la sua vocina quotidiana. Fra le righe, potrai notare, in questa brochure dell’hotel cinque stelle, delle discordanze da non sottovalutare. Il mammone vorrà tante, troppe coccole e avrà punte di pigrizia. Il lamentoso zoppicante avrà uno strano interesse per l’ipocondria e le malattie, anche le vostre. Oppure vi farà capire quanti problemi deve risolvere nella sua vita, e quanto non si apprezzi mai abbastanza il lavoro dei geni. Infine, chi parla troppo di sesso vantando esageratamente le proprie prodezze (convinto che la cosa vi ecciti) è poi quello che le prime volte se fa cilecca dice che ti desidera troppo o sei troppo bella, dimenticando che l’erezione è sempre un complimento sincero. Attenzione: succede a tutti di fare cilecca, per lui però è sempre colpa degli altri. C’è anche chi arriverà a dirti: è successo perché non ci sai fare… Scappa! Troppo è la parola chiave dell’uomo sfigato.

 

Care amiche, spero abbiate capito. Il mondo maschile è costellato di bravissimi attori e talenti nel vendersi bene, di pacchi con magnifici fiocchi che una volta aperti se va bene sono vuoti. Smettete di considerarvi dei magneti per questo tipo di metalli pesanti e imparate a essere più selettive, senza pensare al ritiro dalle scene. Rilassatevi, osservate, ascoltate e fate tesoro degli errori del passato. Che sono una fonte preziosa di esperienza, non una condanna all’infelicità.

 

Sincerely yours

 

foto Pixabay

 

 

 

 

 

Mio marito è tornato

Matrimonio: ricominciare è possibile?
Matrimonio: ricominciare è possibile?

 

Caro Alessandro, è passato un anno e mezzo da quando ti scrissi che trattavi sul tuo blog solo di amanti deluse, sedotte e abbandonate da uomini che, nella maggioranza dei casi, tornano dalle mogli per i figli o per lo status o per convenienza economica

Secondo le tue stime solo una minoranza torna a casa perché realmente innamorato della propria moglie. Ecco, io spero, e dico spero, di far parte di quella minoranza.

Uscito di casa due anni fa perché scoperto dopo più di due anni di relazione con un’altra donna si è vissuto finalmente quella storia alla luce del sole, niente più bugie libertà assoluta di frequentazione…

Non ha mai voluto andare fino in fondo, nessuna convivenza con lei, nessun salto di qualità per quel rapporto che non aveva più impedimenti.

Io moglie disperata (mai in sua presenza) ho capito i miei sbagli, ne ho fatto tesoro e ho iniziato un percorso dalla psicoterapeuta che seguo tutt’ora e che mi ha aiutata moltissimo a gestire la rabbia e a fortificare me stessa in previsione di una vita da reinventare.

Dopo 8 mesi di amantato ufficiale è tornato da me… Inutile dire che l’ho perdonato e che adesso, a distanza di quasi due anni, il nostro matrimonio funziona. Condividiamo molte più cose e dai nostri errori abbiamo imparato.

Una parte di me sarà sempre guardinga, la fiducia è difficile da regalare quando sei stata tanto ferita, ma ci proviamo.

Ho visto un film una volta in cui la madre della protagonista diceva alla figlia disperata perché tradita: lascialo andare… non c’è niente di meglio di una dose massiccia di amante per far tornare un uomo dalla propria moglie.

Ogni giorno per me è diverso: giorni belli e giorni di paura che lui possa ferirmi di nuovo. Non credo alla favoletta che è tutto rose e fiori… non sarà mai più così ma proprio perché si è consapevoli dei motivi che ci hanno allontanati si lavora insieme affinché non riaccada.

Se guardo al passato vedo i gravi problemi di famiglia, ma esterni alla coppia, che mi hanno necessariamente assorbito qualunque energia, io poi sono una madre troppo (ora l’ho capito) ossessivamente attenta alla crescita dei ragazzi.

Lui mi parlava del suo lavoro e io non lo ascoltavo più. Lui mi chiedeva di accompagnarlo nei viaggi e io dicevo sempre no. Ma lo amavo allora come adesso. Solo lo davo per scontato. Non era solo il sesso credi che poteva rappresentare un varco verso un’altra. Un uomo vuole sentirsi accolto, capito ascoltato

Vorrei che tante delle donne-amanti che ti seguono non si raccontassero solo la favoletta che il loro uomo torna a casa perché costretto da cause di forza maggiore ma perché a volte, credo molto più del 10% dei casi, si accorgono che spogliato del brivido del proibito, del sesso dei primi mesi una donna non sempre è la compagna di vita che sogni e che, nel mio caso, era già tua.

Non tutte le mogli sono donne avide che sarebbero pronte a tenersi un marito traditore solo per status o soldi.

Sono una donna indipendente economicamente e i figli sono grandi. Ci sono donne come me che potrebbero vivere benissimo del proprio stipendio ma che nonostante tutto amano e credono ancora nel proprio amore.

E spero di poter continuare a condividere un messaggio di concreta rinascita.

Ho anche un messaggio per le mogli in crisi che vogliono recuperare il rapporto anche di fronte a un tradimento.

In concreto ecco cosa ho fatto io:

 

1. Mai piangere davanti a quell’uomo che sta vivendo tutte le sfumature di grigio fuori casa con un’altra donna.

 

2. Mai ridere come se non aspettassi altro che liberarti anche tu di lui perché lo prenderebbe come alibi per scaricarsi la coscienza.

 

3. Mai senza trucco e tacchi a qualsiasi ora si presenti per fare salutini vari ai figli… questo ha funzionato tantissimo!!

 

4. Bene che sappia che non sei murata viva, che esci con amici che lui non conosce, ma senza esagerare.

 

La mia non è stata solo tattica, ero troppo a terra per avere quel tipo di energia strategica ma mentre io cercavo di rinascere lui mi ha riscoperta. Il resto ancora è da vivere.

Se tutta la sofferenza è servita a ritrovare una centratura allora ripiangerei tutte le lacrime che ho pianto.

 

Una lettrice

 

 Grazie cara lettrice. È vero, parlo spesso di amanti e le difendo soprattutto dai maneggi dei tanti uomini che si dichiarano innamorati sapendo che non lasceranno mai la famiglia, imponendo un calvario fatto di momenti entusiasmanti e attese da tossicodipendenza, come ha efficacemente detto nei commenti un’altra cara lettrice. Ma il tuo punto di vista è quello della moglie tradita, che ha perdonato e che ha vinto (dopo due anni puoi esserne quasi certa) o sta per vincere la sua riconquista del marito.

Un punto di vista interessante che dovrebbe far riflettere quelle mogli che per il tradimento del marito se la prendono con le amanti, magari perseguitandole, come se la febbre fosse colpa del termometro che la misura.

Un punto di vista interessante anche per le tante amanti che si chiedono perché lui è tornato dalla moglie o perché, ormai libero, non convive con loro.

Discutiamo sulle tue parole.

 

I mariti che tornano dalle mogli perché innamorati sono una minoranza.

Purtroppo è vero. Non sarà il 10, sarà anche il 20 per cento ma non di più. E sai perché? Perché tutte le amanti lasciate o più spesso costrette a lasciare se li vedono ritornare. Per sesso, certamente, a mani vuote, certamente, ma un uomo che ricerca un’amante (o altre) non si è di nuovo innamorato della moglie. È tornato per i soldi, per i figli, per paura, per coercizione, per debolezza. Ps: non vanno meglio gli amantati che diventano nuovi matrimoni, siamo sulle stesse cifre o meno. Rarità o, se preferisci, minoranze.

 

 

Lui una volta libero non è andato a convivere con lei

Questo è stato un tuo enorme vantaggio e dovrebbe far riflettere tutte quelle amanti che, finalmente ottenuta la separazione legale e fisica, vedono che invece di godersi la libertà ha un piede sul freno, non apre le porte della sua nuova casa, addirittura ci va sì e no con la scusa dei figli… Tanti uomini cedono alla voglia di libertà convinti al 60%, si vede proprio da, come dici tu, dal mancato salto di qualità importante con l’amante.

 

 

Ho capito i miei sbagli, gestito la rabbia.

È stato il tuo passo fondamentale, grazie anche alla terapeuta giusta. Gestire la rabbia, un sentimento normale di fronte al tradimento di chiunque, è importantissimo, perché finché c’è rabbia o rancore una donna non può capire se è ancora innamorata o se è davvero finita con lui.

 

 

Sarò sempre guardinga, la fiducia è difficile.

Altra reazione normale e purtroppo, ci vogliono in media almeno sei mesi dal perdono del tradimento per non avere più tanti flash di lui e l’amante a letto insieme quando fate l’amore voi, o non guardare con sospetto il suo indugiare sul telefono, o non soffrire ogni volta che torna tardi o è in trasferta. Molto dipende dal suo comportamento: un uomo veramente innamorato, veramente tornato da te si comporta in modo rasserenante. Se dopo due anni di rinascita hai ancora leggeri problemi di fiducia credo che sia normale. Il tradimento è una cicatrice che sente quando cambia il tempo.

 

 

Lascialo andare… Una dose massiccia di amante è la medicina giusta

Tenerlo per forza no di sicuro. Quindi sì, lasciarlo andare, ma che sia conscio che tu, seppur ancora innamorata, potresti trovare un altro. Che ne sia ben conscio. Mi ritengo libera anch’io… Senza esagerare, ovvio che non diventi la “vedova allegra”. 

 

 

Io non lo ascoltavo più, badavo ai figli, non viaggiavo più con lui…

La routine e la noia sono i nemici numeri uno dei matrimoni più longevi. Adagiarsi sugli allori è un veleno, sia che lo faccia lui sia che lo faccia lei. Togliere il sesso a un uomo lo manderà a cercarlo fuori, prima o poi. Trattarlo come l’ultimo dei figli lo fa sentire solo e incompreso. Togliere alla coppia degli spazi esclusivi come weekend da soli, cene o comunque spazi di privacy è letale nel medio lungo termine. Se poi, come sempre, si aggiungono casini esterni, la coppia non ha più la forza di tenere di fronte allo tsunami.

 

 

Non c’entra solo il sesso, un uomo vuole sentirsi accolto, capito, ascoltato

Il sesso è il motivo numero uno di tradimento. Ma quello che dici sulla comprensione è vero. Quante “amicizie” fra sposati e donne single (che mai sarebbero andate con un uomo occupato!) sono diventate “migliori amicizie” toccando i vertici della confidenza per poi sforare nel sesso? Molte. E quante amanti si ritrovano a fare le psicologhe a gratis di uomini che non lasciano la moglie ma hanno bisogno di una spalla sulla quale piangere? Tantissime. Certi tornano dalle amanti e magari non chiedono sesso (all’inizio…), ma una seduta di terapia gratis. Perché solo tu mi capisci…

 

 

Non tutte le mogli vogliono tenerselo per avidità, status o per forza

Vero, però credimi, ce ne sono tante che perdonano perché conviene. Perché non vogliono rimanere sole. Perché nel paesino si parlerebbe male. Come sapete, l’unica vera ragione per una separazione in casa (vera, non finta) che io ritenga valida sono i figli piccoli o nella fase dell’adolescenza, salvo la guerra dei Roses. Per il resto una moglie che vuole tenersi il marito lo dovrebbe perdonare perché lo ama ancora nonostante tutto e vuole lottare per tenersi il partner.

 

 

Sui tuoi pratici consigli alle mogli

Sono d’accordo: fare la vittima piagnucolosa, fatti salvi i pianti fisiologici dell’inizio e qualche lacrima inevitabile in corso d’opera, è controproducente. Dignità trasmette sicurezza e struttura, e la sicurezza deve far pensare a lui che voi, fra un po’, potreste non più perdonarlo. O innamorarvi di un altro. O semplicemente andare a letto con un altro. Sul trucco e i tacchi sottoscrivo: à la guerre comme à la guerre, non esageriamo con le strategie ma la moglie compete sempre con una donna di base più sexy e novità e spesso più giovane.

Chiudo con un pensiero. L’ho già scritto: non esiste la vacca che rovina il pascolo degli altri, e non ci si può lamentare se il vento entra dalla finestra lasciata aperta e butta giù piatti e bicchieri lì belli impolverati da anni. L’amore è semplice, anche nella rinascita di un matrimonio: bada ai fatti. Non sarà mai quello di prima, ma un matrimonio che risorge è una casa quasi del tutto nuova, non basta una ristrutturazione.

Sincerely yours

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La speranza è l’ultima a morire

La speranza è una luce in fondo al tunnel della sofferenza per amore
La speranza è una luce in fondo al tunnel della sofferenza per amore

 

La speranza è davvero l’ultima a morire per molte donne alle prese con uomini deludenti, bugiardi, falsi promettitori, millantatori di amori, funamboli della passione.

All’inizio tutto andava bene. Voi eravate la sua regina, lui il vostro re. E vi ha fatto sentire davvero una regina, una donna privilegiata, unica.

È il talento di molti uomini quello di mostrarvi il meglio di noi e dell’amore nelle prime fasi di un rapporto amoroso.

L’affabulatore di sentimenti parla come un poeta dello stil novo ma il motore che lo spinge è la voglia di sesso.

Certo, c’è anche una parte gigionesca e istrionico-sognatrice in noi, e ci piace profferire paroloni come ti amo, sei la donna della mia vita, e godiamo della vista dei vostri occhi liquidi ammaliati dalle nostre dichiarazioni d’amore, ci crediamo anche per un attimo, spinti dalle nostre pulsioni passionali…

Perché un uomo esagera a fare l’innamorato quando non lo è? Perché usare parole e sentimenti roboanti quando non si provano?

È la legge della compensazione.

Un uomo sposato che riesce a convincerti di andare a letto con lui deve compensare il fatto che lui una moglie ce l’ha già. Una donna ce l’ha già.

Certo è la più brutta del mondo, è la più stronza del mondo, è la più noiosa del mondo, è la più asessuata del mondo (infatti non ci scopa da 77 anni) certooooooooo
È come se non ci fosse… ma c’è.

…ed è sempre sua moglie. E stranamente è lì, sempre al suo posto. È arrivata per prima, un giorno ve lo dirà quando dovrà comunicarvi che è difficile lasciarla.

Come fare allora a farvi digerire la cosa, a compensare il gap? Come fare a ottenere il vostro letto e mantenerlo caldo e accogliente? Caterve di balle a parte sulla sua reale dimensione coniugale deve dimostrarvi tutto il suo amore per convincervi che sì lei c’è ma è irrilevante, è solo un passaggio, un elemento pronto a essere sostituito dal solo vero grande amore, voi. Un giorno, chissà, voi sarete al suo posto.

Certi sono anche disposti a dirvi che vogliono un figlio da voi per darvi la suprema prova d’amore, bestemmiando sulla vita di un innocente che, per fortuna, non verrà al mondo (al limite lui farà un figlio per sistemare le cose con la moglie, come se un figlio non fosse così dirompente da mettere in crisi anche il matrimonio più rodato, figuriamoci quelli già segnati dal tradimento…).

Ho parlato dell’uomo sposato, ma la stessa tecnica di farvi sentire una regina viene adottata anche da una serie di single che fanno della scopata seriale il loro credo. Sono quei single impenitenti che non hanno (o non hanno più) una moglie da giustificare, ma devono giustificarvi una vita da maschio sciupafemmine, quello che alla domanda “quante donne hai avuto” fa una pausa perché è incerto su come Non dirvi che ne ha avute mille (sarà figo ma è seriale).

Allora anche lui vi parla della ricerca della donna della sua vita dopo tante delusioni (matrimonio fallito ma anche molte donne incontrate non all’altezza dei suoi elevatissimi sentimenti) e, naturalmente, in breve vi farà credere che quella donna siete voi.

Tutto diventerà bellissimo ma, come lo sposato a un certo punto “deve” tornare dalla moglie il single di ferro vorrà trovarsi un’altra regina. Il timer è il sesso: fino a che il sesso sarà soddisfacente per questi uomini voi rimarrete sul trono. A meno che non rompiate troppo i maroni, allora neanche il sesso di qualità estrema che regalate a questi personaggi basterà. Guardate bene come si comportano dopo avere eiaculato.

Ma torniamo alla speranza. La speranza è l’ultima a morire perché questo blog è stracolmo di storie di donne che hanno anche fatto ammattire lo sposato o il single seriale prima di concedersi, ma che poi si sono concesse.

E quando voi vi concedete, essendo dieci volte più oneste di noi, vi concedete davvero. Se ci dite ti amo siete sincere, non ci dite ti amo perché così vi assicurate una notte di numeri a letto da far impallidire youporn. Una donna sposata che ama il suo amante avrà sempre più crescenti difficoltà a concedersi al marito, e spesso non ha più rapporti. Noi no, dov’è il problema nel fare sesso? Certo, ci sono anche gli uomini innamorati che non riescono più a fare sesso con la moglie perché sono davvero innamorati dell’amante, ma se riesci ad avere un’erezione vuol dire che magari non ami più tua moglie, ma nuda ti fa ancora sufficiente effetto. O sono in astinenza perché non vi vedono da un po’ e si sa, più del dolore poté il digiuno.

Dunque vi siete concesse, lui è riuscito a farvi sentire una regina e voi vi siete innamorate. Avete toccato il cielo con un dito… ed ecco di colpo lo shock della caduta improvvisa, come Lucifero cacciato dal Paradiso che cade sulla terra sprofondandovi fino a creare la voragine infernale.

Il vostro re è tornato dalla moglie. Il vostro re avete scoperto che corteggia una vostra amica (succede spesso con i seriali) o ha già un’altra, spesso in parallelo con voi (non vorrete mica che prenda freddo passando da un letto all’altro!).

Dolore e delusione profonda, sufficienti a fuggire lontano e a non voler neanche sentire più il suo nome.

Questa dovrebbe essere la norma, ma non lo è. La maggior parte di voi, nonostante lo schifo e la delusione il tipo se lo riprende.

Già perché lo sposato pentito di avervi lasciato torna sempre, perché ha fame del vostro letto e della sua psicologa preferita gratis. Solo che non è cambiato nulla, la moglie non la lascia, vuole solo riscoparvi, piangere un po’ sulla vostra comoda spalla e farvi rifare l’amante a tempo indeterminato raccontandovi un’altra manciata di palle promesse o proponendovi amicizia che nasconde trombamicizia. Tornano sempre, hanno fame di un letto sicuro e prestazioni garantite.

Torna anche il single seriale, sempre un po’ narcisista (o molto), perché magari la vostra amica o quella che ha conosciuto su facebook mentre vi prometteva di sposarvi e avere cinque gemelli a letto non è un granché (come fate sesso orale voi… per lui è fondamentale) oppure è porca a sufficienza (porca per un uomo è un complimento) ma rompe le palle il doppio di voi e già dopo qualche giorno. Quindi, mentre si guarda intorno in attesa della nuova preda, perché non bussare alla vostra porta e, nelle more della new entry, godere delle vostre prodezze che gli piacciono tanto?

Un ripassino non guasta mai. Anche perché la grande comodità sta nel fatto che a voi tutta la predica iniziale inneggiante all’amore perfetto e imperituro l’ha già fatta, mentre con una nuova deve risfoderare il repertorio completo e fare fatica.

Un motivo in più per tornare da voi in tempi di magra, anche perché a lui non gliene frega niente di farvi risoffrire, lui risponde ai suoi bisogni egoistici senza remore, chissene frega che tornando azzera il vostro silenzio e guarigione. Uno così dovrebbe farvi schifo, dovrebbe farvi schifo il suo egoismo, ma la speranza è l’ultima a morire e voi non potete credere che il vostro re dei primi tempi sia uno schifo.

Quindi il problema è che voi quella porta la riaprite. Perché vivete nel ricordo dei momenti magici che questi uomini vi hanno fatto vivere, con la speranza che abbiamo capito stando senza di voi, che si siano redenti. Non importa se avete capito che quella è la loro specialità di pallisti affabulatori, voi sperate che sia tutto vero il suo amore. Siete innamorate del sogno iniziale, per quanto si sia rivelato un incubo. E quelle poche amiche che vi raccontano del loro lui tornato davvero come ufficiale e gentiluomo non vi paiono aghi in un pagliaio, ma il vostro nuovo destino che vi colloca fra le poche fortunate.

E sperate che lui sia tornato perché ha visto, dopotutto, che voi siete davvero le migliori, impareggiabili. Vi sembra impossibile che un uomo possa “umiliarsi” e tornare a pietire il vostro perdono perché voi non lo fareste mai, quindi gli credete, sperando che sia tutto vero. Se è arrivato a chiedervi perdono in ginocchio sarà per forza Vero. Ma noi siamo pronti a venderci anche l’anima per i nostri comodi così come siamo capaci di dire ti amo quando non ce ne frega poco o nulla o abbiamo uno scopo.

Così rispalancate la porta, in nome del meraviglioso idillio iniziale e della speranza che, appunto, è l’ultima a morire.

Così vi esponete a una delusione ancora più profonda quando lui, abbeveratosi alla vostra oasi d’amore e di passione ancora una volta Vi annuncerà che la moglie poverina è sola e malata e lui deve esserci, che la figlia di 39 anni ha bisogno del papà o che, dice il single seriale, le cose sono cambiate, lo avete deluso perché non siete all’altezza del compito, lo soffocate, ha bisogno dei suoi spazi, non lo capite fino in fondo. Certi arrivano a dirvi che siete voi che siete cambiate e non siete più quelle di prima. Certi arrivano a dirvi che non si sarebbero mai aspettati da voi quell’uscita con un altro uomo: ma non vi aveva lasciato lui? Non importa, dovevate aspettare, e non importa neanche se col chiodo non ci avete fatto nulla.

Perché fate così? Siete stupide? No, siete innamorate. Avete scarsa autostima? No, siete delle sognatrici in un mondo che si presenta come una favola ma spesso è un horror per maschi. Siete delle struzze che non vogliono vedere in faccia la realtà? No, avete assaggiato l’amore che per voi era sincero e il vostro cervello fa fatica a razionalizzare la verità dietro a tante bugie. Vi sembra tutto paradossale.

Quindi, trasformate la speranza in esperienza e capacità di selezione per la prossima volta. Fateci morire prima di concederci non tanto il vostro letto ma la vostra anima (dico sempre che il sesso non è merce di scambio ma una cosa naturale che si fa quando si ha voglia in due, non si decide a tavolino, ed è anche un ottimo test per giudicare un uomo).

Non si regalano le perle ai porci. E, soprattutto, non si ridanno. La speranza può valere un secondo giro, di più no. E qui ci sono donne che sono al quinto di giro. No care, non innamoratevi della speranza, altrimenti rischiate di diventare schiave di uomini che non meritano neanche un vostro sguardo, o di ritirarvi in convento perché tanto sono tutti così. No. Non siamo tutti così. Scegliete i migliori di noi, il dolore è un passaporto per la felicità se lo sai usare, non uno stigma.

La speranza fatela morire se diventa malattia e fa soffrire.

Sincerely yours

 

Perché credi ai bugiardi

Perché credi ai bugiardi
Perché credi ai bugiardi

C’era una volta una donna bella e intelligente, con un matrimonio alle spalle come tante, una figlia adolescente come tante, un lavoro di soddisfazione, tante amiche, una vita piena.

Una vita piena ma vuota d’amore. Non tanto per il matrimonio fallito. Carlo è stato un ottimo marito e prima fidanzato, ma conoscersi alla maturità, andare a convivere durante l’università, rimanere incinta dopo il primo anno di lavoro può sembrare un percorso ideale ma per Silvia e Carlo si è rivelato un bruciare le tappe e appaltare la parte più bella della propria vita a un matrimonio che non ha avuto la forza, come molti matrimoni precoci, di superare indenne gli anni dopo il periodo di innamoramento.

Così Silvia e Carlo si sono ritrovati, a soli 5 anni dalla nascita di Martina, come fratello e sorella. Niente più sesso, niente più amore, solo bollette, compiti delle elementari e tanto lavoro.

Nel pieno della crisi strisciante e silenziosa Silvia ha conosciuto il suo primo bugiardo, Paolo. Si sono conosciuti in un viaggio di lavoro. Paolo, sposato con due figli, quarantenne (allora 5 anni più di Silvia), era molto affascinante.

Ha saputo corteggiare Silvia toccando quelle corde che erano rimaste immobili da almeno tre anni, nel grigiore del matrimonio fra fratelli con Carlo. Il sesso è stato inevitabile. Non un tradimento, non si tradisce un matrimonio di fatto già finito, ma Silvia, grazie a Paolo, ha toccato con mano non solo la passione e il rinnovo di un sentimento forte, il bello del corteggiamento e il vento fresco e profumato dell’amore, ma la promessa di una nuova coppia, di un futuro di felicità. Peccato che Paolo mentisse. Paolo era ed è un bugiardo, uno dei tanti uomini bugiardi.

Sì perché Paolo si è finto innamorato di Silvia. O meglio, i primi tempi era un entusiasta a parole, sognare a voce alta non costa nulla, poi si vedrà… Le ha promesso di lasciare la famiglia per costruirne una nuova con lei. E Silvia ha così ufficializzato la fine del matrimonio con Carlo, separandosi con grande determinazione e coraggio, non per Paolo, ma per se stessa. Senza Paolo ma forte della presenza di Paolo, il suo nuovo futuro.

Ma Paolo era il primo bugiardo sulla strada di Silvia. Perché ha millantato fin da subito un amore grande quando sapeva benissimo che era una passione con dei limiti, ha detto che avrebbe lasciato la moglie che sapeva dal primo istante non avrebbe mai lasciato, ha sognato ad alta voce con Silvia di viaggi, convivenza, persino di figli.

 

Ma quando la coraggiosa e onesta Silvia si è separata e ha chiesto poi spazio, più tempo condiviso come le era stato promesso tante, tante volte l’amore si è trasformato in confusione, la moglie ormai sorella si è trasformata in storia da recuperare, i nuovi progetti in missioni impossibili, la figlia che non era un problema in adolescente non abbandonabile. Paolo aveva mentito a Silvia, Paolo è stato il suo primo bugiardo.

Silvia ha fatto fatica a dimenticare il suo primo bugiardo, anche perché questo, dopo essersi eclissato di colpo, passando dall’amore assoluto alla fuga a gambe levate davanti alla separazione di Silvia, come fanno molti egoisti e bugiardi, si è rifatto vivo più volte.

 

Con la scusa di rimanere amici, il bugiardo voleva che Silvia facesse di nuovo l’amante. Non ce la faccio a stare senza di te, è più forte di me, soffro come un cane, raccontava il bugiardo a Silvia. E così Silvia ha interrotto almeno tre volte il codice del silenzio, tornando a letto col bugiardo. E ogni volta che il bugiardo ha ottenuto il sesso che voleva è tornato dalla moglie, incurante del male procurato a Silvia ogni volta che le ha fatto interrompere il silenzio per ricominciare d’accapo.

Silvia, per fortuna, dopo avergli creduto tre volte, lo ha finalmente eliminato dalla sua vita. Lui ci ha provato ancora ma Silvia ha opposto finalmente un silenzio assoluto, con il blocco di tutti i numeri e i social. Solo allora il bugiardo ha smesso di insidiarla. Ed è sparito. Orbita, controlla, ma ha capito che è meglio rivolgersi ad altre. È anche più comodo e semplice.

Ci è voluto un anno perché Silvia si riprendesse dalle scorribande del primo bugiardo. Ci è voluto un anno per ricominciare a pensare a una vita senza Paolo, a iniziare a uscire di nuovo e frequentare il mondo, ad accorgersi degli altri uomini, ad apprezzare i loro sguardi e il corteggiamento. È passato un anno ma Silvia è rinata.

Poi ha incontrato Alberto. Divorziato, un figlio grande, dieci anni più di Silvia. Un uomo sicuro di se, simpatico comprensivo e accudente, ha fatto sentire Silvia importante, al centro della sua vita. Il corteggiamento è durato due mesi, ma Alberto ha avuto pazienza, apparentemente capendo che Silvia veniva da esperienze negative e certe ferite erano ancora aperte. Il sesso è stato strepitoso, e poi weekend romantici, cene, mille attenzioni. Al terzo mese di storia Alberto le ha detto ti amo, sei la donna della mia vita, voglio vivere con te. Troppo presto? Silvia scacciava quella vocina che dentro le diceva “lui sta esagerando, come fa ad amarti dopo tre mesi?” perché vivere una nuova storia d’amore le piaceva troppo. E così con Alberto ha iniziato a vedere case da comprare insieme, a fare progetti a lunga scadenza.

Un giorno però, a casa di lui, Silvia ha iniziato a notare un comportamento strano. Il telefono di Alberto è diventato la sua ombra. Non che non lo avesse sempre a portata di mano ma addirittura iniziare a portarselo in bagno… e poi quelle lunghe chat davanti alla tv a tarda sera, gli accessi alla messaggeria a notte fonda.

Dopo giorni di comportamenti sospetti lui ha abbandonato il telefono per un minuto. Un minuto fatidico perché è anche quello di attesa a schermata libera d’accesso prima che il cellulare torni protetto dal codice. Per Silvia è stato più forte di tutto e, messa da parte la sua usuale correttezza e rispetto della privacy, ha guardato dentro alla scatola segreta. Non ci è voluto molto per scoprire l’arcano: la chat era piena di messaggi inequivocabili. Ma il bugiardo numero due non si era limitato a intrattenere una chat amorosa con una donna, ne aveva ben due in parallelo. Una più corteggiamento andante, con tanto di appuntamento romantico a breve. L’altra ormai spinta su dettagli post coito, prova di un consumato tradimento. Due donne più lei, Silvia, fanno tre in contemporanea. La fissa, l’altra e la new entry. Un piccolo harem.

Il telefono di Alberto, in pochi minuti, ha sprofondato Silvia nel dolore targato Paolo, Il primo bugiardo. Il suo nuovo amore, la promessa finalmente giusta per il futuro, era un bugiardo seriale, un collezionista di donne, quelli che se ne tengono una per scaldare il letto e le altre per diletto.

Silvia, seppur in lacrime e disperata dentro, ha trovato la forza di mettere giù il telefono, vestirsi e uscire dall’appartamento lasciando il suo paio di chiavi per non riprenderle mai più. Molte donne al suo posto avrebbero fatto una scenata, forse si sarebbero fatte convincere per non perdere il loro sogno d’amore, Silvia non aveva più benzina per ritentarci e dare a lui la possibilità di replica. Quello che è seguito le ha dato ragione.

Alberto ha tentato di ricontattarla inutilmente per un mese con patetici messaggi del tipo posso spiegarti, ma poi ha desistito. Un bugiardo conosce tutte le sue bugie e sa benissimo di essere colpevole. Prova a ricucire, ogni tanto gli va anche bene, ma se vede che una donna è schifata dal suo comportamento passa alla prossima. Anche perché, avendone due in ballo di new entry, è meglio non provocare troppo la ex e rischiare scenate pubbliche con effetti collaterali sul suo bacino di pesca. Meglio il silenzio. Meglio così, che se ne sia andata. Prima o poi avrebbe dovuto lasciarla o, meglio, farsi lasciare, la scelta preferita di molti uomini come Alberto.

Silvia oggi è single e mi ha scritto raccontandomi la sua storia. Sta risalendo la china, è una donna forte, ma ora evita gli uomini come la peste perché, come mi dice, i bugiardi capitano tutti a me e io non riesco a riconoscerli prima di farmi coinvolgere. Perché?

Perché, cara Silvia e amiche che vi siete riconosciute in tutto o in parte nella sua storia, non sei stupida, troppo romantica o dall’innamoramento facile.

Sei fragile certo, il tuo passato con gli uomini non aiuta perché ogni tradimento amoroso, e la bugia è un tradimento, danneggia il tuo dna emotivo, rendendo più difficile, per ogni occasione o storia che segue, giudicare chi è degno della tua anima e chi no, fino ad arrivare a preferire la solitudine, per paura di soffrire.

Così perdete quella capacità tutta femminile, quel vostro mirabile sesto senso, che vi fa ascoltare la vocina che quando lui dichiara amore assoluto troppo presto o fa progetti da piramide di Cheope vi dice: attenta, troppo amore, troppe promesse, troppo tutto. Il troppo nasconde spesso il niente.

Quindi nessuna colpa da parte tua, se non la voglia di amare e l’onestà. Perché le donne mediamente sono più oneste di molti uomini, e chi è onesto non riesce a mentire dalla mattina alla sera. E non fa della menzogna la sua routine di vita.

I bugiardi, che poi sono spesso dei seriali o degli amanti che promettono il matrimonio ma non lasceranno mai la moglie, fanno della menzogna un pilastro della loro vita.

I meno peggio mentono credendoci un po’, e certe bugie sono sogni a bocca aperta nei quali per l’attimo in cui li raccontano a voi ci credono anche loro, ma non creiamo un alibi a questi bugiardi di serie B. Mentre lui ti dice che vuole un figlio da te sa benissimo che ha i suoi e che non lascerà mai la madre dei suoi. Quindi non esistono bugiardi di serie B, sono tutti di serie A quelli che vi fanno male.

Insomma, che sia bugiardo credendoci almeno un po’ o che sia bugiardo professionale, cioè di quelli che si divertono (è così purtroppo) a mentire e a fare della propria vita tutto un intrigo (arrivando al punto di mentire anche su quello che hanno mangiato la sera prima), ritorniamo a bomba: cos’è che ti fa cadere nella loro trappola?

Questo tipo d’uomo, purtroppo sempre più diffuso, ha un talento: fare innamorare.

Sarebbe un talento splendido, se indirizzato a trovare l’animale gemella, ma purtroppo il bugiardo è spesso un seriale che affina la tecnica amatoria per avere sesso facile/vantaggi materiali (c’è chi ci mette anche il lavoro di mezzo, non credete!) non per avere amore.

Il suo “amore” è propedeutico a ottenere da te il massimo, per darti il massimo a parole e a fatti all’inizio anche tanto (si chiama fumo negli occhi) ma il tutto con una scadenza precisa, che collima con l’arrivo di un’altra o di altre, quando le bugie non possono più sostenere due o tre relazioni parallele.

Il suo talento lo rende, nei primi mesi di conquista e consolidamento nel tuo cuore l’uomo perfetto, ideale.

Un uomo protettivo, attento, simpatico, romantico, accudente, brillante, sicuro di se, che fa progetti anche importanti.

Finalmente sto bene, ti sei detta. E sei stata talmente bene che la tua mente ha iniziato a scacciare piccole incongruenze del suo comportamento che poi si dimostreranno rivelatrici. Anche il “è troppo perfetto, cos’è che non va” viene messo da parte.

Ma un bugiardo lo è sempre e, per quanto preparato e allenato sia, prima o poi cadrà in contraddizione. Era a Milano o a Bergamo? Non tralasciare quella “piccola” confusione. Era al telefono con sua madre o era il suo capo? A dire troppe palle ci si confonde, non passare sopra a quelli che ti sembrano piccoli lapsus di memoria. Rifagli le stesse domande a distanza di tempo.

Questi bugiardi spesso si inventano anche un passato e un presente di comodo, il che rende difficile smascherarli perché hanno una storia consolidata che è già stata testata tante volte. Per esempio i finti separati in casa difficilmente cadranno in contraddizione raccontandovi della loro routine quotidiana. Quello che sbagliano, mano a mano che vi frequentano, è sul giornaliero. Uscite con amici che nascondono uscite con altre, luoghi diversi da quelli presentati come destinazione, smemoratezza su racconti che, appena sciorinati sembrano abbastanza dettagliati, ma che col tempo alla prova del nove non reggono. Un esempio? Domani sera esco con Marco, così finalmente ci vediamo… Ma non vi eravate visti tre domeniche fa con altri? Ah sì scusa ma è lui che vuole vedermi dice che mi deve parlare degli affari suoi. Piccole incongruenze, ma se una rondine non fa primavera due, tre, quattro…

Detto questo posso aggiungere una serie di pulci all’orecchio che vi devono saltare su comportamenti caratteristici e ripetitivi del bugiardo professionale. Non prendeteli per oro che cola ma sono indicativi, soprattutto se lui ne colleziona tanti e si aggiungono alle incongruenze dette prima.

Occhio a questi comportamenti:

1. Vi fa parlare molto di voi e di lui dice poco o comunque svicola e cambia discorso dopo aver dato notizie basic ma ridotte all’osso. E’ vero che l’uomo che sa ascoltare ha un plus caratteriale, ma occhio se a sentirlo parlare delle sue cose tendenzialmente, dette tre parole in croce, fa l’anguilla.

2. Cerca l’anima gemella. Un uomo che è interessato a una bella donna non ha bisogno di fare dichiarazioni di intenti. Basta corteggiare. Diffidate di quelli che fanno il marketing al maschile (leggi qui) e devono per forza farvi capire che cercano una storia seria o la storia della vita. Quando conosci una donna cerchi sesso ed empatia per i primi mesi, poi si vedrà, mica devi riscrivere la costituzione. Un uomo “normale”, mentre ti corteggia, spera di portarti a letto e stare bene frequentandoti, niente di più.

3. Esagera. Ho già parlato dell’esagerato. L’uomo che esagera parlando di sentimenti presenti e passati, che tira in ballo cose esageratamente serie che con i primi appuntamenti non c’entrano nulla, usando un’enfasi fatta di parole tipo matrimonio amore futuro convivenza, è come minimo sospetto. I bugiardi esagerano.

4. Non è un colloquio di lavoro. Un uomo che non ha nulla da nascondere, che deve solo essere se stesso e non deve presentarsi come una merce da vendere, che non deve interpretare un personaggio è rilassato, spontaneo, diretto. Fateci caso.

5. Occhio al separato in casa. Una categoria di grande moda oggi, complice la crisi economica e la presenza di figli piccoli, o semplicemente il fatto che molti amori fra coniugi finiscono ma rimane stima e affetto fra le persone. Ed è questo che ti deve eventualmente raccontare. Se inizia a dirti cose molto private già ai primi appuntamenti tipo “non scopo con mia moglie da anni” (nove uomini su 10 che lo dichiarano scopano regolarmente con la rispettiva, occhio!) o parla male di lei (tu sei ancora una sconosciuta, uno che parla male della madre dei suoi figli, per quanto cattiva possa essere, è peggio di quelli che alla macchinetta del caffè parlano male dei colleghi e appena te ne vai tocca a te) desisti subito. Preferisco uno che ti dice che sta a casa per i figli e per problemi economici, almeno sai che sarà più difficile, soprattutto per la presenza di figli, il costruire qualcosa con te. Sui figli occhio all’età: se sono minorenni è più difficile lasciarli separandosi, peggio se sono maggiorenni e lui ne parla come bimbi in fasce, non saranno mai abbastanza adulti per farsi una vita propria.

6. Rocco chi sei. Diffido dei maschi che sentono il bisogno di dichiararvi le loro capacità amatorie di Siffrediana memoria, comprese le allusioni alle dimensioni. Non ridete, non pochi fanno così, fa parte del capitolo esagerazioni. Non sarà grave come altri atteggiamenti, ma i bugiardi mentono su tutto o quasi.

7. Non ha passato. Gli chiederete se ha avuto delle storie importanti, ha avuto molte donne o fidanzamenti, matrimoni. Un uomo che non deve nascondere nulla racconterà in modo parsimonioso ma trasparente se ha avuto storie importanti, senza dilungarsi ma neanche fare l’anguilla. Bastano 5 minuti per raccontare di un matrimonio fallito, non sono ammessi i “non ne voglio parlare” da anguilla.

 8. Ha fretta. Certi bugiardi cercano di bruciare le tappe perché vedono le donne come una catena di montaggio. Altri dimostrano di avere pazienza perché stanno già assemblando pezzi in altre fabbriche. Occhio alla fretta comunque, i più hanno fretta. Più avanti ci ritorno…

Insomma ragazze, i bugiardi professionali lasciano tracce importanti e indizi probatori sottili ma evidenti. E voi avete gli strumenti per identificarli: un sesto senso superiore, la vostra intelligenza e l’esperienza pregressa, soprattutto se non felice.

Vi lascio quindi con pochi ultimi consigli da utilizzare, se credete, entro il primo mese di conoscenza con il potenziale bugiardo e che si aggiungono a quanto considerato sopra:

1. Siate voi stesse. Se lui interpreta un ruolo vi sarà più facile smascherarlo se voi non mentite o fate dei test artificiali. Sarà molto più facile, presentandovi come siete (difetti compresi) vedere le sue reazioni. Occhio a uno che vi dice quanto ama il vino e al vostro “bevo poco” cambia versione o la minimizza.

2. Fatelo parlare. Fate domande, ascoltate, parlate meno voi (senza esagerare) ma lasciategli spazio. E ascoltate attentamente, anche se lui vi piace molto.

3. Sesso non troppo tardi. Lui punta al sesso, si sa. Occhio se minimizza lo scopo numero uno di tutti i maschi, mente sapendo di mentire o sta recitando la parte del “superiore a certe cose”. La specie si è mantenuta viva per il sesso e per il sesso ci innamoriamo e per il sesso spesso ci separiamo, quindi non raccontiamoci balle. Quando lo devi fare? Quando vuoi e te la senti ma sappi che prima lo farai prima lo vedrai nella sua luce vera. Ricordo in proposito una simpatica pagina social intitolata “Eri più simpatico prima di eiaculare“. In periodo refrattario stat veritas, come per il vino. Quindi se per te il sesso non è merce di scambio (e non dovrebbe esserlo) vai quando ti senti pronta, non rimandare artificialmente e poi giudica il post. Però leggi il punto 4.

4. Datti tempo. Non sei convinta? Hai la sensazione che ci siano delle contraddizioni? Hai colto cose di cui ho scritto qui ma anche altre che ti sembrano positive? prendi tempo prima di investire il tuo tempo con lui, sesso o no incluso. Certi bugiardi hanno in genere fretta di concludere, quindi non resisterà molto a corteggiarti se vede che fa pochi progressi e deve investire su di te “troppo”. Così incastri i bugiardi frettolosi. Per quelli più evoluti, i seriali professionali, è più difficile perché dimostrano pazienza e non fretta. Possono farlo perché mentre ti corteggiano suonano il pianoforte con almeno altre due donne come è successo a Silvia. Come fregarli? pretendete più tempo da dividere con voi. Ravvicinate gli incontri. Se inizia a non potere i sabati e le domeniche o le sere occhio, esce con un altra. Se è un sperato in casa o separato vero ha i turni, quindi interi weekend liberi senza figli, occhio ai comportamenti da sposati. Chiedetegli di vedersi a casa sua all’ultimo momento… i bugiardi odiano le sorprese e cercano di programmare tutto.

 5. Dimenticati il principe azzurro. Lo so anelate l’uomo perfetto dopo tante delusioni, e lui vi sembra quello giusto, ve lo meritate anche. Ma piede sul freno per un po’ e antenne alzate sempre. Non sottovalutate i segnali visti perché è troppo bello quello che sta succedendo.
Non uccidete il grillo parlante che c’è in voi, è saggio, e anche Pinocchio lo sa.

Spero che tutto ciò vi eviti un pieno di balle e di lacrime.

 

Sincerely yours

 

Il ritorno del narcisista

Il narciso si trasforma da leone a coniglio
Il narciso in difficoltà si trasforma da leone in coniglio

 

Daniela Luisa Luciani è una firma ormai nota di questo blog, grazie anche all’efficacia con la quale ha saputo descrivere il narcisista covert, che potete leggere qui. Ma anche il narcisista, come molti uomini descritti in questo blog, prima o poi ritorna. Daniela ci accompagna in questo tentativo, a tratti comico ma drammatico per alcuni aspetti umani (la crudeltà verso i sentimenti femminili è per me un peccato capitale), con la sua penna agile e concreta, che solo chi ha vissuto e ascoltato le storie degli altri può tradurre in una realtà comprensibile a tutti quanto piacevole da leggere. Capire le dinamiche del narcisista serve a evitarlo e a evitare che faccia ancora danni. Serve anche a cogliere pezzi di narcisismo in quegli uomini che sono solo degli apprendisti narcisi ma, in quanto tali, incapaci di amore se non per se stessi. Uomini da evitare o storie iniziali da far abortire agli esordi, perché il fastidio non si trasformi in dolore, perché l’attrazione non diventi amore per chi amore brucia, ingoia e vomita ma non restituisce.  Gli esperti parlano di patologia in questi casi: posso essere anche d’accordo, in certi casi, ma non mi piace pensare che possiate in qualche modo concedere un alibi a queste persone, giustificandole almeno in parte. Il narciso va trattato come descrive con piacevole efficacia Daniela qui di seguito. Per non soffrire più. E per non iniziare a soffrire. Buona lettura.

 

 

Il mio narcisista è tornato. Lo sappiamo, tornano sempre, ma come? E soprattutto… perché?

 

Facciamo un piccolo passo indietro.

 

Il narcisista covert, da manuale, è colui che presentandosi come una persona normale si è sentito attratto da voi immediatamente, a suo agio come non mai, aveva trovato in voi la sua anima gemella, quella sempre cercata e mai trovata fino al fatidico incontro con voi: la sua vittima.

 

Dopo avervi riconosciuta, vi ha “amata” subito, magari non corrisposto ha iniziato un corteggiamento serrato (love bombing) a cui è stato difficile resistere.

 

Chi non era mai venuta in contatto con questi soggetti si sarà sentita la donna più fortunata del mondo, per poi ritrovarsi coinvolta in un vortice perverso fatto di svalutazioni, accuse assurde quanto infondate e cavalli di Troia utili a battere in ritirata.

 

Qui si possono aprire vari scenari: quando questo avviene, c’è sempre un’altra vittima che è stata puntata, potrebbe abboccare oppure no e lui potrebbe lasciarvi oppure no.

 

L’unica certezza è che niente sarà più come prima. Prendo ad esempio quello che al primo o al secondo tentativo trova una preda che abbocca e quindi vi lascia con un messaggio, una scusa banale, una motivazione inconsistente e voi….”ma come, mi amavi alla follia e ora mi lasci perchè ti ho dimostrato che hai mentito e sei tu che non ti fidi più?”

 

Vabbè se n’è andato. Lacrime, sofferenze, sgomento, incredulità, rabbia, desiderio di vendetta, tutto ci assale.

 

Poi, dopo un discreto tempo passato a far rimarginare ferite che sembrava non sarebbero guarite mai, quando avevamo pensato che non sarebbe più tornato, che iniziavamo a (credere) di stare meglio, eccolo che ritorna.

 

La vittima (anzi le vittime) sono per lui un praticello fiorito in cui ci sono fiori comuni, rose profumatissime, piante tropicali e rarità.

 

Per lui che le ha lasciate ( quando volevate lasciarlo voi non ve l’ha permesso, pure l’anima si sarà dannato per evitarlo) sono tutte uguali: acqua passata.

 

Le emozioni che gli hanno trasmesso però, fanno la differenza e la diversità di fiore. Qualcuna l’ha coinvolto più di altre, qualcuna è stata un intermezzo per la noia, di qualcun’altra si è quasi pentito. Dopo lo scarto e mentre si trastulla con la nuova arrivata a voi e alle precedenti, propina il suo silenzio punitivo. Siete e resterete in castigo finchè non deciderà di ricomparire.

 

Vediamo come ricompare.

 

L’innamorato perso si era trasformato in un abominevole essere freddo e crudele, poi sfuggente ed infine solo perso. Ritorna e non lo riconoscete più: ambiguo, tutto e il contrario di tutto, torna ma forse… perché lo stavate cercando? Insomma avete davanti una terza persona, non è più l’innamorato ma non è più neanche il perfido, è uno sconosciuto per voi, ma lui vi conosce perfettamente, si ricorda tutto ma non prova più niente; sa solo che vuole che voi ci siate per lui.

 

Non gli importa di voi ma a voi deve importre di lui, sa che se butta l’amo abboccherete o vuole capire…se butta di nuovo l’amo, abboccherete ancora? Più vi fate desiderare più avrà bisogno di scoprirlo, se invece abboccate subito vi rigetterà nello stagno in un secondo: preda facile suscita poco interesse.

 

Se invece ha capito o crede che ci sia un altro, deve vedere se riesce a scalzarlo tornando. Insomma, quello che gli interessa è sapere quanto vale, quanto è stato indimenticabile, quanto è bravo a riprendersi la vittima che voleva sfuggirgli.

 

Capito quindi che il suo ritorno era tutto un bluff, guarite una volta per tutte perché avete compreso con chi avete a che fare, decidete di liquidarlo definitivamente all’ennesimo suo scarto, questa volta convinte a non ricaderci mai più. Non è chi pensavate che fosse, siete troppo intelligenti per perdervi nei suoi giochini inutili e puerili solo per dargli appagamento egoistico (approvvigionamento narcisistico).

 

Il relè è scattato: chi è veramente non vi piace e non vi interessa. Voi andate avanti per la vostra strada, siete rinate, mietete un successo dopo l’altro, nuovi punti di vista, nuove relazioni, nuovi sbocchi.

 

Lui, annientato. Ma come… non lo cercate più? Non andate più a vedere che fa? Avete blindato il vostro profilo Facebook? Senza neanche bloccarlo perchè non è così importante, o pericoloso: è un coniglio! Ora è lui che è incredulo.

 

Diciamoci la verità: all’inizio (dopo il primo scarto) volevate solo che tornasse, lo rivolevate per voi, ora volete che torni ma, solo per fargli trovare la porta chiusa. E lui? Avvitato su se stesso, tornerà e ritornerà sperando solo di riuscire a fare breccia nel vostro distacco: possibile che vi sia indifferente?

 

Proprio lui, così bravo da avervi fatte innamorare ma … con tutte le armi spuntate ormai. Patetico… come tornerà? Come può… con una faccina ambigua su un messaggio whatsapp, niente di che, se abboccate avrà il suo appagamento altrimenti… secondo messaggio per dire che si era sbagliato, non è che voleva contattarvi, l’ha inviato a voi per sbaglio (ma uno che non vi contatta da mesi ha il vostro numero nella schermata delle ultime chat?)… non lo sapremo mai cosa c’era scritto nel messaggio per salvare la faccia… avrete cancellato la chat senza neanche aprire il messaggio! Dopo un pò, ancora: manina che saluta su messenger, poi messaggio esplicito “mi hai cercato o fatto cercare?”… ahahahahaha ma che sei scemo?

 

Pensate voi, e lì cala il carico da 11: richiesta di amicizia su Facebook, dopo mesi, come se niente fosse, come se a voi potesse interessare la sua amicizia… ma allora non ci fa, ci è proprio! … richiesta ignorata. Ma non demorde, cerca di farsi notare in tutti i modi e più non lo vedete, più si agita e si dispera per attirare la vostra attenzione pronto a scappare appena sarà riuscito nello scopo, solo per dirsi “ecco lo sapevo, c’era ancora per me!” e invece no, non ci sarete mai più.

 

La sua occasione l’ha persa e voi l’avete smascherato. E’ talmente disperato che non si rende conto di quanto si rende ridicolo e di quanto voi ve la ridiate a crepapelle. Uno addirittura ha inviato un messaggio con un numero nuovo “A tutti i miei contatti, questo è il mio nuovo numero”, la mia amica si è detta “ma la gente davvero non sta bene, mi mandi il numero nuovo e non ti firmi?” allora gli rispose “Chi sei?” e lui ” Scusami. Sono Tizio. Ciao” lei, incredula e divertitissima si è detta… “ma è possibile che abbia degnato di interesse questo mentecatto?”… e via, cancellata tutta la chat senza aprirla!

 

Insomma, come torna? Con ogni mezzo, anche il più imbarazzante (per lui). Perché torna? Perché ha bisogno di affermare il suo potere, di sentirsi forte, indimenticabile, non gli importa di voi, dei vostri sentimenti ma solo dei suoi.

 

Non ci siete? Soffre, si strugge, ma il coraggio di palesarsi non ce l’ha, sa solo inscenare un balletto fatto di mezzi passi avanti e uno indietro.

 

Potreste essergli utile, magari pensa di poter utilizzare l’ascendente che crede di avere su di voi per i suoi scopi, ottenere soldi, favori sessuali o addirittura un lavoro, ma quello di cui non riesce a rendersi conto è che non esiste più per voi, e ogni sforzo, per quanto impegnativo sia per lui, non è che miserabile per voi.

 

Nuove vittime ne cercherà sempre ma la sua autostima già bassissima sarà finita sotto il livello del mare. Non trovare più uno dei fiori del suo praticello non lo può sopportare. Tutto gli sarà vuoto e senza sapore, solo così si annientano i narcisisti. Tutti andiamo avanti ma loro non si muovono, le certezze da cui attingevano la loro forza sono svanite lasciando il narciso senza più il laghetto in cui specchiarsi.

 

La summa delle vostre confidenze, delle esperienze delle mie amiche e la mia, quando si capisce con chi si ha a che fare e quanto si vale, hanno portato a questo epilogo e vi assicuro che presto o tardi, tutte ci si arriva.

 

Le vittime di questi soggetti sono “predestinate” e spesso la situazione si ripete con altri, ma dopo si ha un atteggiamento diverso… vincente! In bocca al lupo!!

 

Daniela Luisa Luciani

 

sincerely yours

Amore fra amanti: chi sono, quanto dura e come finisce. I numeri

20140725-193142-70302988.jpg

Numeri numeri numeri! L’amore fra amanti non si misura solo con i numeri a letto (sono più del kamasutra) ma anche usando le cifre come indici di successo e di insuccesso della relazione.
E siccome questo blog è una via di mezzo ormai fra il confessionale (siete in centinaia di migliaia a raccontarvi, pubblicamente e non) e quella che io chiamo prodotto dell’epidemiologia di coppia (la rispiego a fondo articolo), accolgo con entusiasmo la richiesta di una delle commentatrici più assidue del mio blog rispondendo alle sue domande di statistica del cuore, argomento amanti.
Le mie risposte si basano sui seguenti fatti:
  1. gli amanti o ex amanti rappresentano il 70% dei lettori del blog (l’anno scorso 2018 siete stati più di un milione, fate voi i conti…)
  2. Fra pagina facebook e vari social, mail private e messaggi aggiungete alle migliaia di commenti qui moltissime testimonianze pubbliche e private
  3. Sempre più spesso incontro persone che mi raccontano di seguirmi e, live, mi fanno partecipe delle loro storie
Un bel campione ormai…
Ma veniamo al dunque: la nostra amica chiede…
Sarebbe interessante fare una statistica con le frequentatrici assidue del blog rispondendo a delle domande mirate.
Rispondo a queste domande e, ricordo, parlo di amanti:
1) da quanto tempo dura la relazione
La torta di questo blog è divisa in 4 parti. La fetta più grande è rappresentata da chi ha superato l’anno, cioè la fatidica boa che divide l’amantato ludico (ci divertiamo senza impegno) e l’amantato con innamoramento (qual è il nostro futuro insieme, leggi la road map degli amanti). Rappresenta il 60% circa delle amiche e amici (gli uomini scrivono poco ma leggono, saranno un 15% di voi lettori in globale). Alcune storie hanno superato i due anni, certe tre, altre cinque… Il restante 30 si colloca nel primo anno, ma con una netta maggioranza di amanti donne nella fase due, ovvero “non intendo fare l’amante ancora per molto”, della serie dobbiamo parlare. Ci sono non pochi casi oltre i 5 anni, certi superano i 10. C’è anche qualche ergastolo.
2) se si è sposate e con figli
La maggioranza di voi è sposata, spesso con figli piccoli o adolescenti. Però la quota di lui sposato e lei single separata o divorziata è alto, direi circa 4 su 10. Le coppie con gli amanti coniugati entrambi o conviventi e con figli sono le più tiratardi, nel senso che hanno una vita media oltre i due anni ma non a caso ho usato il termine tirartardi perché non si tratta di longevità felice se non in una minoranza dei casi (15% che decidono che va bene così perché i figli sono piccoli o per motivi economici o perché non vogliono rivoluzionare la vita). Si tratta di storie sofferte e inframmezzate da tentativi di distacco e riprese post vacanze, rimandi e navigazioni a vista. Non che le coppie dove lei è libera e lui no non soffrano, ma spesso il calvario è soprattutto di chi è libero, in perenne attesa delle mosse dell’altro. Ecco perché il Codice del silenzio è il trend delle coppie “spaiate” di amanti.
3) se sono state fatte promesse o meno
Solo nel 20% dei casi l’uomo della coppia non ha mai fatto promesse sul futuro passaggio da amanti a coppia ufficiale e, guarda caso, il dato ingloba almeno parte di quel 15% di amanti entrambi coniugati che sono stati chiari sull’assunto Non lascerò mai la famiglia. Il restante 5-10% sono uomini che vogliono divertirsi con patti chiari fin da subito. Sono pochi ma mi piacciono (a parte i seriali, che fanno patti chiari perché vogliono cambiare amanti più spesso possibile o averne più di una in parallelo), perché sono onesti e se voi decidete di andarci non ci sono finte separazioni o altre bugie raccontate per farvi cedere, bugie diffusissime purtroppo. Però … Molti magari iniziano così: non promettono nulla ma poi, col passare del tempo e il passaggio da gioco e basta a passione e sentimenti iniziano a promettere un futuro insieme, certi a parlare di figli insieme, di convivenza, di separazione, ma poi non si arriva a neanche uno straccio di vacanze insieme, a volte di notte insieme, il minimo sindacale.
4) la scusa utilizzata per non concretizzare più diffusa
Negli uomini amanti la formula che non cambia mai è che più sono le parole, le promesse e le dichiarazioni roboanti d’amore infinito meno saranno i fatti. Mi avete raccontato di uomini in ginocchio e in lacrime urlarvi il loro amore ma… non posso. C’è chi è arrivato a chiedere all’amante un figlio ma… hai preso la pillola Vero? Insomma, i grandi promettitori, i grandi adulatori non concretizzano con scuse anche valide, come quella dei figli piccoli, ma c’erano anche prima di promettere. E lui ha promesso sapendo in cuor suo che non avrebbe mai mollato i figli e solo per ottenere più tempo e più sesso con voi? La malafede è un dubbio lecito, anche se lui dice di essere stato sincero, forse troppo entusiasta? Voi gli avete creduto, e spesso siete andate avanti sulla base delle promesse. Più difficile da credere chi non concretizza per figli ormai grandi, cioè ormai diciottenni, che “danno fuori di matto alla parola separazione”. L’altra scusa più diffusa è quella di realizzare all’improvviso che la moglie poverina come faccio ha solo me forse devo provarci seriamente con lei dopo che per mesi, a volte più di un anno, era qualificata come ameba sessuale e insensibile a qualsiasi comprensione umana. Molti tarano e adeguano le scuse perché capiscono che non regge tirarne fuori una vecchia come se fosse nuova. E così l’ostacolo del figlio che prima non c’era lo diventa oggi perché ha dato fuori di testa al solo accenno di separazione o la moglie che non se lo filava improvvisamente si accorge di lui e per tenerselo minaccia di non fargli vedere più i figli (cosa non fattibile per legge). Insomma, sapete quanto io tenga in conto i figli ma vorrei vedere quanto è vera la storia dei figli riesumata all’ultimo momento. Ultima scusa molto di moda è quella economica. Che una separazione sia una cosa da ricchi può essere, soprattutto se lei la coniuge ha in mano il portafoglio e comunque moltiplicare per due case spese e mantenimento non è, oggi, da tutti. Ma se era la moglie ad avere in mano la cassaforte lui lo sapeva già. E se ci sono problemi economici veri non voglio vedere sui social foto del viaggio esotico con tutta la famiglia… ricordo, che per amor di statistica, la mia amica avvocato divorzista dice che solo il 10% degli amanti formano una nuova coppia ufficiale, io aggiungo ottimisticamente un altro 10% di quelli che non ufficializzano perché ormai refrattari al matrimonio ma si “fidanzano” con convivenza o meno.
5) se è finita da quanto tempo è in quali rapporti si è rimasti.
Il problema è se è finita, perché intanto il 90% degli amanti maschi non lascia ma si fa lasciare (leggi qui), e questo lo ottiene facendo passare spesso un tale calvario di tira e molla a lei che i rapporti si inacidiscono per forza. Poi un bel 30% di quelli che fanno in modo di farsi lasciare accusano lei di non averli aspettati (magari dopo più di due anni di tira e molla) o se hanno il sentore o la conoscenza che la povera ex frequenta un uomo, fosse anche un amico e basta, se ne vengono fuori con un ignobile “lo sapevo che ho fatto bene a non investire oltre su di te”… bleah! Potete capire che avere buoni rapporti dopo è leggermente difficile. Anche perché al 95% questi ritornano, ufficialmente per restare amici (leggi qui), ufficiosamente per farvi rifare le amanti o per farsi qualche altro giro di valzer, nudi però (leggi qui). Uno stillicidio di ritorno dove lui non tiene minimamente conto del vostro soffrire nell’interrompere un silenzio che vi è costato sangue e lacrime, il tutto solo per le loro voglie ed egoismo, sfruttando il fatto che nonostante il vostro silenzio siete ancora innamorate. Quindi i rapporti buoni fra amanti il giorno dopo sono più diffusi fra ex che non hanno superato i sei mesi, sposati entrambi, di solito rimangono trombamici.
6) quanto tempo in media è stato necessario per “dimenticare”
Che vi siate lasciati o tu debba aver lasciato adottando il Codice del silenzio ci vorranno dai tre ai sei mesi per stare benino. Dipende molto da quanto eravate innamorate e da quanto siete riuscite a rivivere una vita normale. Riuscire ad avere un chiodo, riuscire addirittura ad avere una storia che non sia imposta come decisione forzata tipo cura farmacologica ma come divertimento liberatorio dimezza i tempi di guarigione. Fra i 6 mesi e l’anno, a parte i flash back inevitabili , anche se lui ci riprova avrete la forza di mandarlo via. Dopo l’anno non vi farà effetto neanche se lavorate insieme. Chi durante i sei mesi e alla fine degli stessi vede che tutto è rimasto uguale e che basta un suo cenno per farlo entrare nel letto dovrebbe consultare al più presto uno psicoterapeuta perché forse ha sviluppato una dipendenza sentimentale.
Bene, ho risposto alle vostre domande spero in modo “scientifico” come piace a me. I numeri a favore della felicità degli amanti non sono bellissimi ma che emozioni straordinarie vivono molte di queste coppie, che scoprono l’amore magari dopo decenni. È sufficiente per trovarsi spesso nei casini e poi soffrire? Un italiano su sei ha tradito almeno una volta e, se lo ha rifatto, forse risponderebbe di sì. Ricordiamoci sempre che siamo tutti adulti e consenzienti (al netto delle balle di certi uomini…).
Sincerely yours
Due parole sull’epidemiologia di coppia
Io Applico i principi di quella che ho chiamato “epidemiologia di coppia”, concetto che deriva dal mio lavoro di giornalista nel campo della salute e nel passato di membro di un comitato etico di un grande ospedale universitario, dove l’epidemiologia delle malattie spiegava e spiega tante cose.
secondo il mio parere e l’epidemiologia di coppia ma soprattutto sulla base della somma di quello che vedo leggo e che mi raccontate ormai in centinaia di migliaia sul mio blog (centinaia di migliaia non 4 amici al bar) il ripetersi in generale di certi comportamenti maschili di fronte a uno stesso input femminile o situazionale dà delle risposte spesso uguali e maggioritarie, salvo più o meno rare eccezioni che qui non interessano
Un comportamento che diventa maggioritario e, appunto, ripetuto e riconoscibile.
 
I vostri racconti aiutano a costruire questo tipo di “epidemiologia”, aiuta anche l’esperienza ma aiutano anche gli uomini che, contrariamente alle donne, hanno in genere un modus operandi abbastanza semplice e ripetitivo, pur essendo bravissimi a “venderlo” come qualcosa di diverso.
Aiuta anche la statistica: il 60% di noi ha tradito almeno una volta nella vita. Nove uomini su 10 che dicono di non avere mai rapporti con la moglie li hanno. Solo il 10% degli amanti crea un nuovo matrimonio…
La statistica e la mia epidemiologia di coppia, come vedete, sono amanti

Codice del silenzio da rifare

0256A305-00BA-4D9B-817C-EB2E7DC59DF3

 

Se non ha funzionato prima… riprovaci. Ma mentre lo fai chiediti perché sei ancora costretta a farlo. Davvero lui, che ti ha portato al codice del silenzio, si merita il tuo tempo e il tuo futuro? Buona lettura o rilettura

 

Lui è sposato e tu sei l’amante. Lui è tornato dalle vacanze in famiglia per l’ennesima volta e nulla è cambiato: non lascia la moglie ma vorrebbe continuare così con te.

Non importa la longevità della vostra storia (spesso anni), non importa la quantità di volte che vi è stato detto “dammi tempo che la lascio ora non sono pronto”.

voi siete arrivate alla frutta perché lui parole tante e fatti zero.

O meglio, in molti casi lui ha deciso di non decidere, avanti così. O meglio, lui ha deciso di stare con la moglie, perché se non la lascia ha deciso che vince lei. Ha deciso, di fatto, anche se non lo ammetterà forse mai.

Insomma, siete ormai spossate da questo tira e molla e dovete, sentite che dovete VOI prendere una decisione.

E dovete prenderla anche se siete profondamente e a volte disperatamente innamorate del “tutto chiacchiere e distintivo”.

Dovete decidere fra due opzioni, semplici quanto terribilmente difficili da realizzare, me ne rendo conto.

E sono difficili da realizzare anche quando lui è stato corretto (questo dobbiamo dirlo, non cambiamo le carte in tavola solo per rabbia o delusione) e non ha mai promesso nulla, non ha mai detto che avrebbe lasciato moglie e famiglia, ha resistito anche quando sesso e passione gli hanno fatto pensare seriamente, anche per un periodo e basta, che avrebbe potuto costruire una vita con voi.

In ogni caso, dovrai decidere se continuare a fare l’amante o lasciarlo tu, perché lui non lo farà forse mai.

Non ti biasimo se scegli la prima opzione, e nessuno, che non sia nei tuoi panni o almeno lo sia stata dovrebbe farlo: essere innamorati di una persona significa spesso avere un legame fortissimo, una speranza che travalica i fatti, la disperazione, le delusioni e le mille promesse tradite.

Continuare a essere la sua amante in queste condizioni, conscia del prezzo da pagare, è una soluzione scelta da molte, così come molte mogli decidono di perdonare o tollerare in silenzio i tradimenti e andare avanti così. Per amore, per timore, per i figli, per mille ragioni spesso assolutamente comprensibili.

Non giudico quindi, solo ti dico che in questi casi, se una non ce la fa da sola, è il caso che si faccia aiutare, ci vogliono dei veri professionisti della mente in certi casi di sofferenza, psicologi, psicoterapeuti o psichiatri, scegliete voi.

No, non sei matta, tranquilla, sei come milioni di persone, in “buona” compagnia. Ma se non si riesce a fare una cosa che si riconosce come sbagliata e controproducente per se stesse e il buon senso, e i consigli degli amici, i milioni di lacrime versate non bastano e non basta l’evidenza della situazione ci vuole l’aiuto di un esperto titolato per spezzare quella che potrebbe essere diventata una “dipendenza” o comunque una catena troppo resistente.

Dunque, hai tu il termometro della tua febbre, non aspettare di superare i 40. E tu sai se hai la forza di spezzare la catena.

Ma torniamo al libero arbitrio e ipotizziamo che tu abbia trovato la forza, e magari non è la prima volta che lo fai, di lasciarlo. Sai già o immagini cosa ti aspetta.

Qualcuna di voi mi ha scritto “ho smesso di fumare, riuscirò a non rivederlo più”.

Non so se il paragone del fumo è sufficiente, certo è efficace. Fumare per anni per poi decidere che una cosa che ti piace, un gesto che ormai fa parte della tua vita, sapendo che ti fa male deve finire non è facile. E dovrai smettere tu, da sola.

E qui arrivo alla seconda parte del mio titolo, il valore del silenzio.

Se hai deciso di chiudere davvero con lui il silenzio deve essere assoluto.

Tutti i canali di comunicazione devono essere interrotti o resi impraticabili. Blocca la sua amicizia sui social. Blocca le messaggerie. Blocca anche il numero di telefono, così non avrai la tentazione (e relativa sofferenza) di rispondere alla sua inevitabile chiamata, perché molti chiamano.

Lo so, è durissima e sarà durissima, ma il silenzio assoluto è l’unica arma che hai a questo punto.

E deve essere assoluto: basta riaccendere una sigaretta per ritrovarsi a comprare il pacchetto di sigarette della solita marca.

Il silenzio serve a te per dimenticarlo. Solo non avendo la sua presenza anche sotto forma del solito messaggino quotidiano la tua ferita al cuore potrà rimarginarsi col tempo.

Non cadere nella tentazione di lasciare almeno un canale aperto, magari con la scusa, come mi raccontate in tante, che è da maleducate chiudere completamente. In questa fase dovete essere egoiste e l’educazione non c’entra nulla. Ogni post che vedrete sulla bacheca di un amico comune sarà come una coltellata al cuore, perché prolungare la tua agonia? Il silenzio deve essere totale.

Il silenzio servirà anche a lui per capire davvero se può vivere senza di voi. I casi sono due: o lui vi ama nonostante tutte le remore che si fa con la famiglia oppure voi siete e sarete sempre solo un ripiego.

Il silenzio ha effetti anche su di lui. Abituato ad avervi a disposizione, ad avere il boccino in mano anche solo attraverso un messaggio, ad avere il polso della vostra situazione anche con una semplice telefonata di fronte al silenzio, è solo questione di tempo, reagirà.

Perché il tuo silenzio lo manderà in tilt. Il tuo silenzio significa che puoi vivere senza di lui, che magari ti stai rifacendo una vita, che hai ricominciato a uscire con le amiche e magari altri uomini, lui non lo sa adesso non lo può sapere neanche se si informa tramite amici comuni, è diverso che avere il tuo polso, sentire il tuo polso.

È solo questione di tempo e cercherà di contattarti o di vederti. Gli uomini sono egoisti e semplici, dominati dai loro bisogni contingenti perlopiù. Prima o poi, se tu conti almeno un po’, la sua voglia di te, il motivo per cui ha tradito sua moglie con te, emergerà con forza.

E qui o si tratta di passione e amore o solo di voglia. Ci sono uomini che si accorgono, attraverso il distacco e il silenzio, che anche se tutte le ragioni del mondo confermano la loro scelta di non mollare la famiglia esse non sono sufficienti per farti dimenticare, per rinunciare a te, per vivere senza di te. E tornano.

Ma attenzione, come tornano? Questo è fondamentale.

Tu non puoi aver deciso di chiudere, non puoi aver sofferto giorni, settimane, mesi tutto quello che hai sofferto per far rientrare nella tua vita uno che ricomincia con le parole e niente fatti.

Se questa fase di silenzio, che io ritengo in media debba durare alcuni mesi (diciamo più di due e meno di sei, le vacanze canoniche estive e di Natale non si contano, sono una specie di limbo decisorio per gli uomini sposati) lo ha fatto tornare da te, non può essere per scopare e basta o prendere altro tempo. L’era dei progetti promesse è finita. La scelta sei tu e la realtà deve cambiare totalmente.

Non può più esserci “adesso glielo dico”. Non può più essere “adesso parlo con l’avvocato”. Non può più essere “le prossime vacanze le facciamo insieme”. Adesso o niente. Lui ti dice non ti fidi? Ha avuto tempo per dimostrare. Tempo scaduto. Se sei tornato è per restare. Punto. Altrimenti, se ricominciano le parole e le promesse, tu ricomincerai a fare l’amante.

E i secondi matrimoni non nascono dalle promesse, ma dai fatti.

Proverà a ricontattarti anche l’uomo che sa che non lascerà mai la moglie. Lo so, è ingiusto. Ma alcuni uomini sono deboli ed egoisti insieme, un mix che produce anche tentativi senza remore. Inutile odiarli, l’unica vera medicina è escluderli dalla tua vita, punto. Il silenzio assoluto in questi casi prelude alla chiusura tombale del rapporto. Ti sei sbagliata, forse vi siete sbagliati tutti e due (non tutti sono degli approfittatori aridi e lucidi), questa storia è finita. E, ascolta, anche se ora ti sembra impossibile, non può e non deve decretare la fine della tua vita sentimentale e sociale.

Ricorda
La storia con uno sposato, ripulita del mistero e adrenalina del proibito che ha, è una storia come le altre. Può andare avanti o finire. È una storia d’amore, come tante altre storie. Inizia a vederla così. Avete deciso insieme di iniziare, decidi tu di finire. Un amante non ha un destino diverso di quello di una normale “fidanzata”. Punto.

Ricorda a quelli che ti dicono: “non dovevi andare con uno sposato finiscono tutte così te la sei cercata”.

Non è vero. All’inizio, sposati o no, capita di mettersi insieme seguendo un istinto o un’emozione, senza pensare al futuro o facendolo con la volontà di danneggiare qualcuno. Succede. C’è chi dice che la fedeltà non esiste, che non siamo fatti per vivere sempre e solo con lo stesso partner. Non lo so ma succede. E spesso, milioni di volte, non centinaia. Quindi inutile prendersi colpe che non esistono se non nella testa di chi non è nei vostri panni.

Oppure, tornando a lui di fronte al tuo silenzio, a parte qualche tentativo, sparirà. Il silenzio allora ti avrà dimostrato la perfezione della tua scelta. Non esiste uomo innamorato davvero che rinunci all’amore vero, spesso neanche di fronte all’amore filiale. Dunque la vostra storia doveva finire. E attenta, non colpevolizzarti. Non cadere nella trappola “ma sei tu che mi hai lasciato è quindi rovinato tutto”, “ma sei tu che sei andata con un altro provando il chiodo scaccia chiodo”. Non esiste. Tu hai preso una decisione inevitabile di fronte a una sua indecisione infinita che è una decisione, quella di non decidere apparentemente, avendo però nei fatti deciso a favore della moglie, se resta con lei.

Molte donne nei tuoi panni pensano o si sentono addirittura dire dall’amante “non hai saputo aspettare e hai rovinato tutto, non mi hai dato abbastanza fiducia e quindi non mi meriti”.

Troppo facile. Non esiste un’attesa per sempre. Fatti non parole. Se sei arrivata a chiederti “e adesso che faccio continuo a fare l’amante o lo lascio?” vuol dire che sei alla frutta, siete alla frutta.

Gli uomini possono tenersi un’amante per anni, una donna innamorata, a meno che anche lei non voglia lasciare la sua famiglia, no.

E se lavorate insieme?

Non è che siete particolarmente sceme e ve lo siete cercato sposato e pure sul lavoro. Basta con le seghe mentali, soprattutto se indotte da facili giudizi altrui. Quante storie “normali” iniziano sul lavoro, per contatti di lavoro? Tantissime, molti di noi lavorano quasi e basta, quindi non biasimarti se è successo lì. Piuttosto sarà più difficile fare “silenzio assoluto” quando dovete sentirvi o incontrarvi per forza. Che fare allora? Mi appello alla tua grande professionalità. Quella che ti fa reggere e ha fatto reggere per anni il complicato intreccio di rapporti ed equilibri, compromessi e relazioni nella tua professione, che tu faccia l’impiegata o la manager non importa. La tua professionalità deve ritrasformare il tuo amante in quello che era, con una buona dose di distacco in più. Educata e professionale, nulla di più. Non un minuto di più che non sia per condividere quello che deve essere condiviso professionalmente, non un caffè da soli, una mensa, una passeggiata, un colloquio che non sia lavorativo. Diventate un robot. Non cadere nel tranello “ma dai è solo un caffè!”. No! Lo potete fare, lo sapete fare. Se è intelligente, capirà il messaggio, rispetterà e ammirerà la vostra personalità, forse il lavoro è una delle poche cose che capiscono davvero gli uomini. E se non capirà sarà lo stesso. Non cedete di un passo. Funzionerà. Sarà più difficile ma funzionerà. E vedrete che anche averlo sul lavoro a un certo punto non conterà nulla. Anzi, qualcuna di voi oggi ride dicendosi: ma cosa avrà avuto questo per prendersi tutte le mie attenzioni… Anche in questo una storia fra amanti non è diversa da quella di due “liberi”.

Dunque è vero che il silenzio è d’oro.

Ti aspetta un compito difficile ma non impossibile. Molte sono riuscite a smettere di fumare.

Il premio è riprenderti la tua vita, la tua libertà, un futuro uomo dedicato solo a te (finché fai l’amante ti sarà impossibile anche solo vedere altri uomini). Oppure lui scoprirà che ha sbagliato tutto e correrà da te.

In ogni caso vinci. Pagando un prezzo certo, ma vinci.

Sincerely yours

Amanti: dopo le feste non escludo il ritorno

non escludo

Non escludo il ritorno. L’epitaffio del maestro Califano rende bene l’idea di che cosa vi aspetta, care amanti e amiche, dopo la Befana: il suo ritorno. Succede nell’80% dei casi.

Sparito (o quasi, qualche messaggio non si nega a nessuna e costa pochi secondi) dal 24 dicembre all’apertura delle calze dei figli, il nostro amante uomo aveva praticamente dichiarato forfait.

In vista delle feste in famiglia, i nostri uomini occupati si sono trasformati da separati in casa e mariti in crisi in buoni padri di famiglia e neocompagni rinvigoriti.

C’è chi vi ha dato (o, più spesso, ha fatto in modo di farvelo dare a voi) il benservito, dichiarando impossibile andare avanti (non posso darti di più e adesso devo stare in famiglia). Chi ha cercato un compromesso per tirarla alla lunga, della serie ne parliamo dopo il 6 gennaio e chi ha tentato di tenervi ancora in attesa con telefonate e messaggini rassicuranti quanto rari e veloci.

Se non è il primo tragico Natale che avete passato da amanti dovreste già essere cotte a puntino e aver realizzato, nonostante l’innamoramento, che lui torna sempre a casa come il cane Lessie.

Certo siete stati felici per un po’, ci mancherebbe: vivete di ricordi perché siete innamorate, mica stupide. Con lui vi siete sentite delle regine, questo è il problema, ma adesso la favola è finita.

Avete scoperto che il principe azzurro è sposato e che non siete voi che a mezzanotte dovete rientrare a casa, ma lui.

Però torna. Tornerà. Tornano quasi tutti, anche quelli che si sono fatti scoprire dalla moglie e che sono spariti nel panico totale e che ora hanno il telefono in ostaggio.

Tutti, passata l’abbuffata delle vacanze in famiglia, finita la full immersion di illusione del rinnovato matrimonio felice, si schianteranno con la realtà: il loro matrimonio non è stato guarito dal Natale. I problemi sono rimasti gli stessi, la moglie a letto è la stessa, e voi non siete la causa della fine ma solo il sintomo principale di qualcosa che ha disfunzionato prima del vostro arrivo.

Il termometro misura la febbre, non la produce.

Ed ecco che archiviata la befana e tornati alla routine, il nostro bravo marito inizia a essere divorato dai morsi della voglia.

Voglia di voi, perché se lui vi ha fatto sognare voi gli avete regalato il sesso migliore della sua vita e anche delle interminabili sedute di psicoterapia che lui se le scorda lontano da voi, miglior amico compreso.

Dunque, preparatevi a un rientro. Timido o deciso, perché per lui più del dolor poté il digiuno.

Che fare? Avete diverse opzioni, con pro e contro. Parto dal presupposto che tutte voi, per quanto deluse e distrutte dai suoi tira e molla, per quanto veterane (alcune di voi sono amanti da più di tre anni, che sono il limite dell’umana sopportazione), siate ancora innamorate. E quindi che fare?

APRIRGLI LA PORTA
Pro: dargli l’ultima chance ve lo farà rivedere, rifarete sesso alla grande e alimenterete l’illusione che sia tornato da voi, almeno fino all’estate. È come prendere un antidolorifico dopo un lungo periodo di dolore. Non cura ma fa star bene.
Contro: se avevate adottato il Codice del silenzio rispondendo alla sua latitanza con una vostra sparizione pressoché totale, riaprirgli la porta azzererà i progressi ottenuti (più indipendenza da lui, meno momenti di dolore, ripresa della vita sociale invece di vivere nella sua ombra) e, quando vi deluderà di nuovo (90% dei casi purtroppo), rimettersi a dieta sarà molto più difficile. Ma capisco che è meglio un uovo oggi, soprattutto se siete al vostro primo Natale da amanti. La speranza è l’ultima a morire e qualche volta bisogna toccare il fondo per risalire. Però qualche ufficiale e gentiluomo esiste: ma fa fatti, non parole. E lo riconosci in poco tempo.

TENETE LA PORTA SOCCHIUSA
Pro: di solito la tattica del wait and see viene applicata dalle amiche che di fatto l’avevano già applicata durante le vacanze natalizie, vivendo in un silenzio parziale fatto di messaggi per quanto rari esistenti, di incursioni sui suoi social alla ricerca di segnali d’amore (lui che posta frasi da poeta che la moglie non può o non vuole vedere e che più o meno giustamente accreditate a voi stesse, al netto delle tranvate sui denti quando vedete le foto da famiglia felice, che fanno malissimo). Aspettare e vedere come si comporta vi riporterà a letto con lui, pronto a spergiurare il suo amore eterno come un disco rotto, illudendovi che questa è la volta buona. Ossigeno puro dopo un Natale asfittico. Alcune di voi avranno il privilegio di vedere invece un uomo deciso a cambiare rotta, se non sono passati troppi Natali in attesa. Ma purtroppo sarete la minoranza, lo dicono le carte delle separazioni, non io.
Contro: la lenta agonia che vi siete imposte decidendo di lasciargli aperti i canali di comunicazione (ne basta anche uno solo) si trasformerà in malattia conclamata traghettandovi nei prossimi mesi in un lento calvario, fatto di promesse disattese, di tante parole e pochi fatti. Arriverà l’estate e lui ripartirà con la famiglia lasciandovi legate al guard rail in tangenziale. E forse per voi sarà finalmente abbastanza.

GLI CHIUDETE LA PORTA IN FACCIA
Pro: lo so, è come tagliarsi un braccio ma quel taglio spesso salva la vita sentimentale e preserva il vostro dna emotivo. È solo questione di tempo: se avete adottato il silenzio il fatto che si ripresenti vi manderà in crisi ma tenere il punto e la serranda abbassata vi darà una forza importante per continuare per voi, soprattutto se anche voi siete occupate (come vi avrà detto anche lui, tu non ti devi separarti per me, ma per te stessa). Una cosa è sicura: se vi ama davvero arriverà da voi e la porta chiusa potrà solo convincerlo a fare presto perché vi ha fatto soffrire e aspettare troppo, e quindi deve darsi una mossa passando dalle parole ai fatti.
Contro: vivrete l’enorme paura di non avergli dato un’ultima chance (anche se è la quinta volta che gliela date) e di averlo perduto per un vostro errore e per non aver avuto abbastanza pazienza. Tutte balle: un uomo che vi ama non vi rinfaccerà mai i “non mi hai saputo aspettare” o “mi hai messo con le spalle al muro” perché di solito voi chiudete la porta perché lui vi ha tirato sceme, perché ha abusato della vostra pazienza fino a farvi ammattire e perché ha tradito le sue molteplici promesse oltre ogni accettabilità umana. Ricordatevelo quando vi processerete all’insegna del “forse sono io che pretendo troppo”. Ma non vi biasimo se per questa paura riaprirete la porta.

Detto questo parliamoci chiaro: so che siete innamorate e che certi discorsi servono a riflettere ma non sono sempre decisivi.

Molte di voi si rendono benissimo conto di cosa sarebbe giusto fare e cosa no. Semplicemente non riescono a farlo. Quando voi mi scrivete “lo so sono stupida ci sono ricascata” io non mi arrabbio e rispondo: non sei stupida, sei innamorata, è diverso. E tu sei disposta a tutto, lui no.

Mi arrabbio molto invece con le donne poco solidali che vi danno delle stupide solo perché non sono mai state nei vostri panni e fanno le moraliste con i sentimenti degli altri, salvo poi scoprire sulla propria pelle che innamorarsi di un uomo sposato succede, non è questione di scarsa autostima o moralità (senza contare l’esercito di falsi separati in casa che si rivela dopo mesi, quando ormai siete cotte).

L’esercito di donne intelligenti e di successo innamorate di uomini che promettono e non mantengono non sono la prova della “stupidità e amoralità”, sono la prova che i sogni e i sentimenti sinceri albergano soprattutto nel cuore delle donne.

Quindi, quando ritornerà, devi essere pronta. Anche a cedere per l’ennesima volta. Non sei debole, sei innamorata e non ancora pronta per archiviarlo, anche se il tuo cervello te lo suggerisce. Verrà il tempo, non biasimarti.

Perché solo nelle donne il cuore domina la mente, ed è un miracolo, non un limite. Sono convinto che è per questo che siete state scelte per essere madri.

Sincerely yours

Ps: un favore. Se vi accorgete che l’amore per lui è diventato una dipendenza, cioè trascende ogni vostro controllo, non aspettate a farvi aiutare da uno psicologo, psicoterapeuta o psichiatra. Fa davvero la differenza. E se volete scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

Quando è con lei sparisce

 

Il tempo passa e tu sei sola
Il tempo passa e tu sei sola

 

Gli amanti che spariscono quando stanno in famiglia non agiscono così solo per una questione di opportunità.

Il fatto di non farsi vivi nemmeno un minuto, neppure con un messaggio, tradisce un loro sentire profondo, che è quello di non rischiare neanche il minimo quando sono con lei o con lui.

 

E se non rischiano per un messaggio, di certo non si separeranno per voi

 

sincerely yours

Www.alessandropellizzari.com

Contatti: anpellizzari@cloud.com