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Il cialtrone

Ho spiegato a mia figlia Rebecca, 10 anni, cho è il cialtrone. Ecco la sua interpretazione artistica
Ho spiegato a mia figlia Rebecca, 10 anni, chi è il cialtrone. Ecco la sua interpretazione artistica

 

Il cialtrone, per Treccani, è una persona priva di serietà e correttezza nei rapporti personali. Per questo, in amore, il cialtrone è spesso un seriale, un uomo che tradisce per scelta e superficialità di sentimenti.

Ma ci sono cialtroni in amore che non sono seriali ma solo… cialtroni.

Il cialtrone lo scopri quando vi lasciate, o meglio, si fa lasciare perché messo con le spalle al muro, o vi lascia ma vi vende la propria decisione come una scelta di nobiltà d’animo, lo fa per il vostro bene, non per i suoi interessi.

Dunque, scoprirete quanto lui è davvero cialtrone nel momento della resa dei conti: dopo un medio-lungo amantato, stufe di aspettare che lui si decida o metta in atto una delle tante promesse di vita in comune, vedendolo al palo o addirittura fare dei passi indietro gli imporrete la decisione finale.

Ecco, allora, cosa dirà il cialtrone rivelandosi per quello che è… ma attenzione: cercherà di apparire come un uomo dalla nobiltà d’animo, che rinuncia a voi con grande dolore e per proteggervi. Il cialtrone rinuncia a voi per il vostro interesse, questo è quello che vi venderà.

 

MERITI DI PIU’

Il cialtrone, dopo che per mesi o anni ha fatto di tutto, soprattutto a parole per convincervi che valeva davvero la pena continuare a fare l’amante, aspettare, avere pazienza e accontentarsi di prendere le briciole del suo tempo, ora che presentate il conto se ne viene fuori che non è che lui non vuole o non vi ama, ma che non vi può dare di più, e che voi meritate moooolto di più. Le vacanze insieme? Sarebbe stato bello ma è realisticamente impossibile, e tu meriti di più. Ma me le avevi promesse! Ma io le desideravo come te, ma non posso, e tu meriti di più. Ragazze, donne, se voi davvero meritavate di più ve lo doveva dire subito, non dopo aver mangiato tutto il menu del vostro ristorante. Facile mangiare a sbafo continuando a dire “poi saldo il conto” e alla fine non pagare perché i soldi non li ho. Non li aveva fin dall’inizio, cialtrone.

 

NON VOGLIO FARTI SOFFRIRE

Che tesoro questo cialtrone. Ti ha illusa, ti ha fatto digerire rospi come le vacanze con la moglie (magari pure in blackout di comunicazioni perché “sai quando ce lei non posso”), ti ha fatto piangere tutte le lacrime che potevi piangere, ti ha fatto interrompere due o tre codici del silenzio ripescandoti per il rotto della cuffia sempre a suon di promesse mai mantenute e adesso? Non voglio farti soffrire, quindi meglio fermarsi qui o, peggio, il vigliacco ti dice: “se lo ritieni necessario ci fermiamo qui”. Il massimo del cialtrone aggiungerà: “possiamo rimanere amici”. A lui non gliene frega nulla che soffriate, magari ha un goccio di senso di colpa, ma gli passa in fretta e sopravviverà benissimo. Anzi, una volta liquidate, verrà colto da un senso di liberazione che ho visto troppe volte sulla faccia di tanti uomini.

 

VOGLIO MA NON POSSO

Che cosa distingue il cialtrone da un altro uomo che vi lascia dicendo la stessa frase? Che il cialtrone non solo ve lo dice alla fine della storia, alla presentazione del conto, ma fino a un minuto prima vi aveva promesso casa, figli, vita in comune e la qualunque. Il Voglio ma non posso uomo normale invece lo dice subito, cioè anche nella fase post-ludica, quando da amanti “ci divertiamo e basta” siete diventati “sento qualcosa per te e non voglio rinunciare a te”. Il cialtrone passa dal Voglio e lo farò al Voglio ma non posso. Solo che gli impedimenti che c’erano quando voleva e diceva che lo avrebbe fatto sono gli stessi. Ha barato fin dall’inizio. Solo che ve la vende come una cosa successa all’ultimo minuto.

 

SE SOLO TI AVESSI CONOSCIUTO PRIMA

Il cialtrone deve rabbonirvi. Vi sentite deluse, arrabbiate, siete giustamente aggressive per le ingiustizie subite, perché l’evidenza dei fatti è forte, le sue incongruenze, le balle scoperte, i tira e molla sono troppi per mettere la testa sotto la sabbia ancora una volta, anche se per amore. E allora lui cerca di dare la colpa al destino beffardo, vi ripete che siete la donna della sua vita ma che siete capitate nel momento sbagliato o troppo tardi, e che il destino ha tirato un brutto gancio a tutti e due. Mente e cerca di apparirvi vittima alla pari di voi. Il destino non c’entra. La moglie c’era già prima. E per quanto ne abbia parlato male, per quanto abbia dipinto la sua vita come triste, lui oggi scegli sua moglie. Dire se ti avessi conosciuto prima è come dire se fossi nato ricco. I cialtroni danno sempre colpa agli altri, se la prendono persino con il destino, ma sono gli unici responsabili di quello che è successo.

 

DOVRESTI VIVERE LA TUA VITA

Che nobiltà d’animo! Lui non può accontentarvi come vorrebbe, vi ama più di ogni donna al mondo (tranne la moglie i figli e la comunione dei beni) ma è disposto, cavaliere templare a Gerusalemme circondata dagli infedeli, a digerire che voi possiate rifarvi una vita, che tradotto vuol dire avere altre storie d’amore, anzi trovare la vera storia d’amore. Le più dipendenti e obnubilate dall’amore per lui mi scrivono: pensa quanto mi ama, è disposto a sacrificarsi e a tollerare che io possa andare con un altro. Che nobiltà d’animo. Il cialtrone invece vede il terzo comodo come un mezzo per liberarsi di voi in modo indolore, solo che ve lo vende cialtronescamente come suo altruismo. E si frega le mani se trova uno che vi distrae. Quando si accorge che il tempo delle eiaculazioni gratuite è finito, e il prezzo da pagare per continuare è troppo alto, passa volentieri la palla. Geloso? La gelosia è il termometro dell’amore e lui, anche se si presenta paonazzo per la febbre, ha fatto il trucco dello studente: il termometro lo ha messo sul calorifero. Trucco da cialtrone.

 

RECUPERA CON TUO MARITO

Forse senza la mia interferenza dovresti davvero vedere se il tuo matrimonio è irrecuperabile. I cialtroni vi dicono anche questo. Quando vogliono liquidarvi, quelli che magari hanno un edonismo forte e quindi non sono così contenti di sapervi a letto con un concorrente, arrivano a farsi piacere il marito che vi ripropongono come se loro fossero il vostro migliore amico, una persona non coinvolta sessualmente e sentimentalmente con voi, o comunque un eroe in grado di mettere davanti ai suoi stessi interessi e sentimenti quello che conviene per te. In realtà il cialtrone sta cercando un suo sostituto che ti ammansisca in questa fase di grande e inaccettabile fregatura, e vede nel marito il male minore. Che schifo.

 

POVERINO È UN DEBOLE

Quante di voi, di fronte a certi atteggiamenti, invece di riconoscere la firma del cialtrone mi dicono: ma sai non è cattivo, è stato davvero innamorato, è solo un debole. E così lui è riuscito nell’intento non di passare per quello che è, un cialtrone scorretto come un cialtrone, ma per una persona che non ce la fa, che ci ha messo quello che poteva ma poi non ce l’ha fatta. Un po’ come quando vi dice che di malavoglia ha dovuto procurarsi un’erezione sufficiente per un rapporto completo per accontentare la moglie insistente (anche se non lo fanno mai: ma allora perché la moglie insiste?), e che non ha goduto quando ha avuto un orgasmo con lei, magari simultaneo. Ragazze sveglia: il cialtrone premedita tutto. Mentre è a letto con voi e guardate le stelle favoleggiando dalla camera d’albergo, lui già pensa al ritorno a casa e a smacchiare le camicie. Non è un debole, è un cinico pianificatore. È il cagnolino che fa gli occhioni e scodinzola ma se gli tocchi la pappa morde. E la pappa non sei tu.

 

POVERINO È TANTO DEPRESSO E DISTURBATO

Chi se la prenderebbe mai con un malato di depressione, uno che per stare con voi si è trovato fra l’incudine e il martello e il cervello non risponde più? Voi? Mica siete un’arpia, mica ve la prendete con i malati e i vicini ad andare fuori di testa, con un uomo che piange come un bambino! Avete tirato talmente la corda che lui è prima confuso, poi ha comportamenti da disturbato, e ora è depresso, deve prendere i farmaci e andare dallo psichiatra! Se avete a che fare con un cialtrone vi basterà aspettare: mentre avete deciso di lasciarlo in pace e non disturbarlo perché si riprenda e si curi, prima o poi farà una mossa falsa, dimostrando che fa una vita normale. Come un falso invalido che cieco si fa un giro in bici il cialtrone prima o poi si farà beccare sorridente su qualche social con la moglie. A voi credere all’ennesimo “l’ho dovuto fare perché me lo ha chiesto lei”. Usare la salute è uno dei trucchi più gettonati dal cialtrone.

 

Insomma, il cialtrone vuole liberarsi di voi facendo anche la figura del corretto, del nobile d’animo che è disposto a rinunciare a quello che gli interessa di più per il vostro bene. Ma non vede l’ora di liberarsi di voi, ormai troppo ingombranti, il gioco dell’eiaculazione a go go ha fatto il suo tempo e lui ve la vende come la grande rinuncia. Lui ha rinunciato al suo grande amore, voi.

 

Perché tutta questa fatica? Non può liquidarvi e basta? Eh no… Lui vuole uscirne bene con voi e con gli altri. Non vuole fare la parte dello stronzo, non vuole che voi raccontiate alle vostre amiche che M è, non vuole farvi incazzare e dover subire le vostre scenate. Ha paura di voi.

Il capolavoro del cialtrone è lasciarvi convincendovi che avete fatto voi la cosa giusta, che in fondo è una vostra scelta e che lui non ha colpa, ha fatto di tutto per realizzare il sogno. E se un giorno lo accuserete di una delle sue mille colpe perché magari scoprirete che ha una nuova amante avrà anche il coraggio di dirvi: ma sei stata tu a lasciarmi!

La punizione per il cialtrone? L’oblio. Totale. Si rifarà vivo. Trattatelo come un fastidioso e inutile venditore del nulla. Utile come uno scarafaggio sul balcone

Sincerely yours

Dedico questo scritto a Luce, una Superdonna che ha incontrato un cialtrone che l’ha fatta soffrire certo, che l’ha illusa certo, ma che lei ha liquidato per sempre e in pochi mesi trovando oggi il vero amore. Fate Luce sui cialtroni!

 

Chi volesse scrivermi o avere un contatto telefonico: anpellizzari@icloud.com

 

 

 

 

 

 

 

 

Uomo che piange non ama

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Uomo che piange non ama

Una volta il pianto era esclusivo appannaggio femminile, tanto che non pochi uomini erano e sono soliti arrabbiarsi perché “quando sei in difficoltà piangi sempre, mi disarmi con le lacrime e tenti di risolverla così”.

Come se il pianto femminile fosse una scorrettezza nel dialogo di coppia mentre, come scopriremo, spesso lo è se usato al maschile.

Peccato che il pianto sia un moto profondo dell’animo femminile, non una debolezza o, come pensano alcuni di noi incapaci di elaborare emozioni sincere e profonde, una mossa strategica.

Oggi il pianto al maschile è sempre più frequente. Piange l’uomo che “non riesce” a decidere fra la moglie e l’amante. Piange l’uomo che ti ha costretta al codice del silenzio forzato perché ha tradito tutte le sue promesse ma vuole tornare con te. Piange il marito scoperto con un’altra dalla moglie per restare a casa, e tu così scopri di colpo che quella che lui descriveva come un’ombra della sua vita conta eccome, conta tanto che lui sceglie lei. Piange l’uomo che parte per le vacanze con lei, perché ti amo troppo ma… piange lo stesso uomo al rientro delle vacanze, dopo non essersi fatto vivo per due settimane neanche con un messaggio, piange per rientrare nel tuo letto.

Lui piange quindi mi ama: quale prova d’amore più sincera e spontanea. Se piange lui mi ama, nonostante tutto, molte di voi mi dicono. Se piange, nonostante quello che fa nella realtà, “in fondo” mi ama.

Lacrime di coccodrillo.

Recita Wikipedia: Il detto trae origine dal mito secondo cui i coccodrilliverserebbero lacrime di pentimento dopo aver ucciso le loro prede o dopo averle divorate. Esistono diverse varianti di questo mito; spesso la credenza è riferita in modo specifico al caso di coccodrilli che divorano prede umane, ma in alcuni casi viene anche riportato che a piangere sarebbe la femmina di coccodrillo che ha appena divorato i propri piccoli.

Ho visto con i miei occhi uomini piangere al telefono con l’amante per rabbonirla e poi dopo due secondi ridere e scherzare con gli amici.

Ho sentito con le mie orecchie di pianti seguiti da chat e richieste di amicizia ad altre donne, un minuto dopo che il coccodrillo aveva digerito il confronto con la partner ignara, che pure, dopo averlo cazziato per qualche peccato reale e fondato, di fronte al pianto si è prodigata a consolarlo.

Ho letto di storie dove lui piange per farsi perdonare dopo avervi tirato uno schiaffo. Ignobile pianto di un violento contro le donne.

Tutti questi imperdonabili piangono per strategia e per ottenere qualcosa. Lacrime false.

Ma ci sono lacrime vere? Sono convinto che certi uomini piangano perché si sentono male, sentono dolore per amore, è successo anche a me.

Fatta la tara ai caratteri piagnoni, quelli che della lacrima fanno un mezzo di comunicazione ordinario (l’amica e collega scrittrice Eliselle parla di uomini col ciclo) come riconoscere lacrime vere da quelle del coccodrillo?

Fatti care amiche, ancora una volta dai fatti.

Quanto vale il pianto di un uomo che vi ha tradito e continua a tradire? Di quello che ha disatteso per l’ennesima volta le sue promesse? Di quello che vi ha mentito spudoratamente su cose molto importanti e continua a mentire?

Nulla. Il pianto non è amore in questi casi, è un’ultima carta che si gioca l’uomo scorretto dentro l’anima per farvi fare quello che vuole lui, ancora una volta.

Diffidate del pianto maschile, se non è seguito da fatti che giustifichino una cosa importante come la lacrima.

Solo l’uomo coccodrillo piange per uno scopo. Gli esseri normali piangono per dolore o per felicità.

Diffidate del pianto facile e mirato: non è amore. L’uomo che ama davvero piange per commozione e felicità perché non deve lasciare o procurare dolore a se o all’amata. L’uomo che ama non piange, si commuove sull’altare con voi e perché gli donate vostro figlio, suo figlio 

Sincerely yours

Foto Pixabay

 

 

Uomini e amore: dal tutto al niente

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Osservo in spiaggia a Rimini una giovane coppia, e mi colpisce quanto lui si dimostri disponibile anche nelle piccole cose, trattandola come una regina. Come si dimostri paziente

Li osservo giocare a racchette sul bagnasciuga. Lei assolutamente non in grado di ribattere una palla,

Lui premuroso fino all’esaurimento nervoso pur di farla giocare e divertire. Lei immobile su due piedi, lui sempre più vicino per tentare l’impossibile, e cioè farle toccare palla. Alla fine solo due spanne li dividono uno dall’altro. Il gioco è impossibile ma loro sembrano contenti. Sono vicini

Lui ha pazienza

Poi li incontro di nuovo ai giochi dei bambini. Lei sull’altalena, lui che la spinge sorridente, poi si infilano nella carrozza di cenerentola, lui novello principe azzurro e lei senza scarpine. Se ne vanno a manina.

Mi fanno tenerezza, ci siamo passati tutti nella fase idilliaca dell’amore, infantile, a tratti ridicola ma bellissima. Io ci credo ancora

Ma poi il morbo del blog e dell’analisi dei comportamenti maschili mi assale come al solito e mi chiedo: ma com’è che noi uomini passiamo dal tutto al nulla con voi? Com’è che a un certo punto, e a volte è solo questione di settimane, mesi, siamo disposti a essere accudenti e pazienti per poi farvi precipitare nell’abisso del non conti nulla con una aridità che mai avreste sospettato?

Guardando i due fidanzatini ho pensato: sono giovani, lui non è ancora corrotto nei sentimenti da quello che è il Dio del maschio a due teste, l’egoismo e la convenienza.

Tento anche di scacciare il morbo del giornalista, quello del pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca e che, dietro a ogni comportamento umano ci sia sempre un tornaconto o un motivo recondito. E che mi fa pensare, in un lampo, che forse lui si comporta così perché lei non gliel’ha ancora data, o sono al capitolo uno del kamasutra e lui ha una voglia matta di mettere in pratica più capitoli possibili. Sono giovani, magari lui prova ancora gioia nel giocare a racchette con un palo punto e basta.

Scaccio il pensiero dell’opportunismo maschile già attivo a vent’anni ma mi chiedo: perché noi maschi ci trasformiamo, con l’età e l’esperienza con le donne, in peggiori e non in migliori, almeno nella maggioranza dei casi, a vedere l’epidemiologia di coppia?

In una storia, col passare del tempo, perdiamo innanzitutto la virtù della pazienza. Siamo diversi noi e voi: spesso ci piacciono cose diverse, voi sapete fare (molte) cose diverse da noi. Ma se vi amiamo abbiamo pazienza, come quel ragazzo: è irritante giocare con un palo, ma lui ci mette tutta la sua pazienza. È il suo amore per lei che parla o la solita attesa e investimento per la solita cosa?

La pazienza è un metro dell’amore, come la gelosia e il tempo dedicato. Se vi amiamo siamo pazienti, passiamo sopra anche a quei piccoli grandi fastidi quotidiani,  alle differenze che potenzialmente ci dividono sulle piccole cose (vogliamo parlare dell’esco subito cioè fra trenta minuti? Del sono pronta e passano venti minuti? Del telefono perennemente occupato?)  “fastidi” che un uomo non si accollerebbe mai.

Non si accollerebbe mai se non per amore o per interesse?

Il famoso carro dei buoi si è visto superare troppe volte da vostri annessi cutanei intimi per essere ottimista.

Superata la pubertà dei sentimenti, dove siamo più simili e oltre al testosterone c’è spazio anche per le farfalle nello stomaco e il batticuore, in una storia agli esordi, al netto dei colpi di fulmine e degli amori istantanei rarissimi, l’uomo si “innamora” in primis del quanto siete figa e ha in testa una cosa sola: portarvi a letto.

Quanto sia disposto a pazientare per ottenere il risultato dipende dalla vostra bellezza, dal vostro fascino, da quanto lo prende e da quante donne ha in ballo, papabili e non per le mani.

Non dipende dall’amore e Ogni limite ha una pazienza, diceva Totò: passi il gioco delle racchette col palo, passi rincorrersi per i giardinetti  e pici pici bau bau cinguettando per la strada come due uccellini, a un certo punto il maschio medio adulto deve vedere cadere la mela.

Ripensando ai due giovani, soverchiato dal lato oscuro della forza maschilista, già mi vedo quello delle racchette che alla fine della giornata, davanti al portone della sua bella, invece di sentirsi dire sali riceve un bacetto. Ma come, ti ho fatto giocare, ti ho spinto sull’altalena, ti bacio da ore che non ho più saliva, zoppico per l’erezione continua , siamo andati a cena e questo è il risultato? Altro che pazienza…

Insomma, più andiamo avanti negli anni e collezionando donne, più la virtù della pazienza, che è anche attenzione e ascolto, è amare, scende di margine.

Un po’ come il bacio: all’inizio ci si bacia tantissimo e poi si finisce con usare il bacio come sfuggente preliminare dell’amplesso o, peggio, come saluto standard tipo parenti.

Una volta una donna mi ha detto: solo i liceali si baciano. Forse. Ma che peccato non avere la voglia di baciarvi di più e sempre.

Se la voglia di fare certe cose, anche di avere pazienza scappa, scappa anche l’amore. O non avrà il tempo di decollare.

Ps: e voi quanta pazienza avete con noi? Spesso disumana. Siete sempre voi le migliori, noi siamo disturbati da quisquiglie come il vostro telefono occupato o che non prende. Dovremmo prostrarci ai vostri piedi.

Sincerely yours

Sono confuso

Confusion king crimson
Confusion king crimson

Sono confuso. L’uomo medio messo alle strette da una donna stufa di promesse non mantenute o di indecisioni, amante o fidanzata che sia, di fronte all’ultimatum del Adesso decidi si sentirà quasi inevitabilmente dire Sono confuso.

Sono confuso è la nostra carta jolly per non dare risposte. Sono confuso non significa sì e non significa no, significa Dammi tempo perché sono confuso.

Stavo per uscire di casa ma adesso sono confuso. Sono uscito di casa ma tu per ora non vieni ad abitare con me perché sono confuso. Non lascio l’altra perché sono confuso.

In realtà, nel 90% dei casi lui non è affatto confuso. Dentro di se sa che non esce di casa perché ci vuole rimanere. Non ti vuole con lui perché o vuole tornare a breve dall’altra o vuole sfruttare la nuova vita da single per scoparsi il mondo. O sa che la moglie non la lascerà mai.

sono confuso è solo prendere tempo, o per farti rimanere e pazientare o per stancarti finalmente in modo che lo lasci tu

i confusi dopo anni di amantato sono Una contraddizione in termini: come spiegare a una donna con la quale stai da anni e chiamavi amore che adesso sei confuso? Perché ti ha beccato la moglie? Non sei confuso, ti ha beccato e fai marcia indietro.

A proposito: mentre a voi dice sono confuso all’altra ha già detto che non vi vedrà più e che è stata una sbandata perché era confuso

Care amiche, Sono confuso è l’inizio della fine. E richiede una sola risposta: io non sono confusa, addio.

 

Sono confuso non è un grido di dolore, è un’offesa per voi

non perdete tempo con i confusi dell’ultima ora

l’amore è cieco ma ci vede benissimo e, soprattutto, non è mai confuso

 

sincerely yours

 

scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

 

 

 

Il lumacone estivo

 

Foto Pixabay
Foto Pixabay

 

C’è una specie di lumaca che per fare la sua apparizione non aspetta l’arrivo della pioggia ma la partenza estiva della moglie o della fidanzata.

Appena salutata lei e la famiglia, lo vedo girare le spalle al treno e fregarsi le mani, sorriso a 400 denti e sguardo da cacciatore velato dagli occhialoni neri da Cucador.

Eh sì, il lumacone estivo adora il sole e la spiaggia, non l’erba e la pioggia.

Racconta un’amica lettrice, che ringrazio perché mi ha dato lo spunto per questo mio post, che da anni, stessa spiaggia stesso mare, puntuale si ripresenta il lumacone estivo che, sbavando per ogni bikini in vista, offre subito l’aperitivone. Il suo allude a un passato di una fugace liaison estiva (sapesse di non avere passato l’esame dimensioni prestazioni… potreste distruggerci con una frase ma siete sempre delle signore, noi non altrettanto signori), gli altri alludono a notti infuocate a portata di mano.

 

Il lumacone estivo standard veste costumino succinto per ostentare virilità enormi (salvo buon fine), occhialone di marca (forse), orologione specchio per le allodole (della serie io può, a meno che non sia un Rolex da spiaggia, come chiama il mio amico quelli tarocchi) e sorriso hollywoodiano.

Oltre a millantare capacità amatorie presentando curriculum dettagliato delle sue avventure passate, il lumacone estivo è sempre libero. Non ha moglie, è separato in casa, ha moglie ma sono da anni come fratello e sorella, è il rappresentante del matrimonio bianco. Se poi non è sposato ma “solo” convivente o fidanzato, la presenza della partner lontana in quel momento viene negata. Una lei non esiste.

Se non avete niente di meglio da fare, divertitevi ad accettare l’aperitivo con lui (mi raccomando ordinate champagne, trovo educativo farlo spendere, soprattutto se è tirchio e gli accessori che indossa sono tutti Made in Atlantide) e, dopo aver ascoltato quanto già vi ama, le sue teorie sul colpo di fulmine ed essere stata promossa in un secondo la più bella dell’adriatico Fategli notare come si veda la mancanza di abbronzatura sull’anulare sinistro o uno strano solco, come se avesse portato la fede Fino alla sera prima.

c’e anche Il lumacone da città, quello che resta a lavorare mentre la famiglia parte. Uscito dall’ufficio si trasforma indossando bermuda e camicia bianca petto in vista, Clark Kent diventa Superman e inforca la moto ferma in garage in attesa dell’occasione. La sua spiaggia sono i locali estivi della città, la sua preda qualunque donna che respiri. Tutta mia la città è il suo motto. Dopo il cocktail vi inviterà a casa sua per vedere la collezione di scuse per scoparvi, tanto le foto di famiglia sono tutte nascoste in una stanza, rimosse a tempo debito per trasformare il tetto coniugale in pied à terre da separato in casa. Ovviamente anche lui vive un matrimonio di facciata. Invito da declinare solo per il cattivo gusto di usare la casa di famiglia come motel.

il lumacone da spiaggia o da città può essere divertente se avete il senso del ridicolo, utile se siete in grado di usarlo come toy boy (ammesso e non concesso che sia all’altezza della situazione, chi parla troppo di solito combina poco), allora potete trasformarlo in lumacone usa e getta.

quello che vi prego di non fare e di credergli o, peggio, pensare di poter costruire qualcosa con lui. Il suo è un mondo artificiale che finisce nel momento in cui chiama la moglie, allontanandosi verso la battigia per rispondere al telefono. Scusa un attimo, devo rientrare un minuto nella realtà è poi torno a sbavare.

E la povera moglie? Il lumacone, se lo guardate  bene, ha spesso le corna. Perché lui parla e si toglie la fede al dito ma lei non parla, non se la toglie, e spesso fa. Anche in montagna. Anche se piove.

 

parliamone: anpellizzari@icloud.com

sincerely yours

 

 

Il tradimento, veleno e medicina della coppia

Il tradimento, veleno e panacea - foto Pixabay
Il tradimento, veleno e panacea – foto Pixabay

 

Il tradimento morde come un serpente quando lo scopri. Ti avvelena, distruggendo la coppia, disgregandola in un abisso di dubbio e mancanza di fiducia.

Oppure è una medicina salvifica, che fa riemergere dai torpori e dall’indifferenza che hanno portato la stessa coppia al tradimento. Il veleno allora immunizza lui e lei da futuri tradimenti, se riescono a sopravvivere al morso.

letale se la fiducia non decolla, letale se il dubbio serpeggia ogni volta che lei esce con le amiche, lui fa tardi al lavoro, lei viaggia, lui dorme fuori

 

Dal tradimento una coppia muore o risorge

 

Sul tradimento gli amanti prosperano o decadono, si consumano.

 

Anche gli amanti che hanno reso possibile il tradimento o ne escono distrutti o formano una nuova coppia.

 

Il tradimento è sublime nei suo effetti, perché porta alla soluzione estrema. Il tradimento distrugge per ricostruire. Sempre.

Poveri coloro che non riescono a trasformare il tradimento in rinascita, in un nuovo futuro. Vivono nel limbo. Pur avendo toccato il fondo non saliranno mai in superficie, anche se la vedono. Che grande occasione sprecata.

 

Poveri coloro che usano il tradimento per sopravvivere senza cambiare mai. Respirano, vero, ma non nuoteranno mai in mare aperto. Con lei

 

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce. O che risorge

 

sincerely yours

 

anpellizzari@icloud.com

 

 

 

Entusiasta o innamorato?

Un bravo attore si innamora sempre della protagonista. Poi il film finisce
Un bravo attore si innamora sempre della protagonista. Poi il film finisce

 

Molte di voi, alla fine di una storia, si chiedono: ma come ho fatto a innamorarmi di un uomo simile?

Che fosse sposato, separato, divorziato o single, alla fine della storia vi siete trovate con il grande interrogativo: come ho fatto a innamorarmi di lui.

Il quesito nasce spontaneo se dopo mesi, o anni nella peggiore delle ipotesi, quello che sembrava l’uomo più simpatico, empatico, intelligente della terra, l’uomo quasi perfetto (tranne qualche difettuccio che lì per lì avete messo da parte), così vicino alla perfezione da farvi innamorare, si rivela una fregatura.

Una fregatura perché si è rivelato  un bugiardo: non è vero che si stava separando, che era separato in casa, che avrebbe lasciato la moglie, che non aveva un’altra, che non stava rivedendo la sua ex…

Una fregatura perché l’uomo tutto verve, piacevolezza, sogno di vita insieme si è trasformato in un confuso, in un contenitore di sensi di colpa, in un freddo e distante estraneo. Da grande entusiasmo, spesso sottolineato dalle parole Ti amo, alla fine della storia avete avuto a che fare con un freddo calcolatore, un cinico illusionista, uno che non ha spesso neanche il coraggio di lasciarvi e per farsi lasciare vi ha trattato male, ma così male che era meglio un suo vaffa tutto e subito.

Già ma come ci siete cadute. Non siete stupide, vi siete innamorate. Ma prima di innamorarvi, che cosa ha fatto scattare la molla che vi ha portato al totale coinvolgimento?

Sì va beh, lui era bello e intrigante. O se non bello fascinoso e carismatico. Non basta. Lui era innamorato? No, lui diceva, fingeva, credeva (raramente) di essere innamorato, ma era solo entusiasta.

Lui era entusiasta, non era innamorato.

Cosa significa essere entusiasti? Il vocabolario dice che trattasi di persona disposta a perseguire motivi pratici con trasporto e dedizione, talvolta aliena da ogni necessaria considerazione realistica.

Conoscevo uno (che oggi non c’è più) che ogni donna che iniziava a corteggiare e che gli piaceva mi chiamava e mi diceva: Alessandro, sono innamorato! Ogni volta. Non una scampava al suo “innamoramento”. Dopo tanti anni di conoscenza, quando mi arrivava la fatidica telefonata di glorificazione di quella di turno ormai scoppiavamo a ridere, perché nemmeno lui riusciva più a crederci. Poi ridevamo ancora di più perché cercava di convincermi che questa era davvero la volta buona. Ma non ci credeva più nemmeno lui. Solo che mentre noi ce la ridevamo sui suoi molteplici amori di cartone dall’altra parte c’era una persona, una donna, che credeva di avere a che fare con l’uomo più innamorato del mondo.

Felice oggi, disperata domani, per la delusione e la beffa. Perché non c’è niente di peggio che toccare il paradiso dell’amore con un dito per poi cadere come un meteorite sulla terra a velocità della luce, facendosi male, molto male.

Perché gli entusiasti che si spacciano per innamorati agiscono e parlano come innamorati veri, ma alla prima prova del fuoco l’entusiasmo sparisce e siccome dietro non c’e Vero amore non rimane nulla se non la vostra delusione.

Ma torniamo all’inizio: come hai fatto, come ci sei cascata? Come hai fatto a non accorgerti della differenza fra un attore entusiasta dell’amore e un vero uomo innamorato?

Proviamo a spiegarlo, analizzando il modo di fare e di pensare di questi imbonitori di sentimenti.

Partiamo dall’entusiasmo. L’entusiasta è un vero professionista dell’entusiasmo, è cosi bravo a dimostrarvi il suo entusiasmo nel corteggiarvi, trattarvi bene, che quasi ci crede anche lui. Ma è solo un lampo: fa parte del divertimento della prima fase, quella dei primi incontri. Se è single, se è occupato la prima fase può durare a lungo, come vedremo.

Già perché l’entusiasta è un attore melodrammatico quando serve la lacrima e il sentimento col cuore in mano, è un mattatore quando deve condurvi, col suo carisma (in parte vero, in parte costruito), nel suo letto, è un grande comico quando deve farvi ridere e, lo sapete, far ridere una donna è il viatico ai suo favori.

Insomma, l’entusiasta segue con grande entusiasmo un copione che ha costruito negli anni, e che ormai è perfetto, funziona con tutte le tipologie di donne.

Non a caso, spesso, l’entusiasta è un cacciatore seriale di donne: ne gestisce con successo e cambia diverse ogni anno, non raramente anche in parallelo. Sta con te, corteggia l’altra. Sta con te, si scopa la moglie (che non tocca da anni, ti racconta con la faccia delusa e un po’ schifata) e si scopa pure un’altra. Oppure è lì che sfruguglia già fra le tue amiche di facebook, in cerca di una nuova avventura.

Ma come fa un uomo a comportarsi così, a sembrare il principe azzurro dei tuoi sogni per mesi, a volte anche di più, a sembrare innamorato davvero? Come ha fatto a convincerti?

Ripeto, non sei stupida. L’entusiasta si diverte a conquistare le donne così, è il suo modo di relazionarsi (diciamo così) all’altro sesso. Unisci entusiasmo, divertimento e una proprensione all’attore mancato e ne risulta un uomo che, oltre alle sue caratteristiche vere e naturali (magari è colto, simpatico, di successo nel lavoro), si comporta in modo irresistibile.

Questa è la fase uno, quella in cui l’entusiasta si presenta e ti corteggia con entusiasmo.

La fase due consiste nel farti innamorare. Lui ti vuole vedere coinvolta ed entusiasta pure tu, soprattuto a letto, perché altrimenti il suo entusiasmo si ammoscia. Ok, deve fare lui le capriole all’inizio, lo sa, è normale, ma ogni attore ha bisogno degli applausi per recitare bene e divertirsi (sopratutto a letto).

E poi lui in questa fase si diverte veramente a stare con te anche fuori dal letto, a raccontarti tutto (a te sembra tutto, lui ha molti segreti che purtroppo spesso scoprirai alla fine: non è raro, per esempio, che un separato sia sposatissimo…). Ma non è innamorato, sei solo una bella donna da esplorare, da convincere, da conquistare.

Quindi inizia a osare con entusiasmo: sei la prima donna importante per me, sei la più bella, sei incredibile, sei tutto, mi riempi la vita, non mi sono sentito mai così fino al fatidico ti amo, seguito da andiamo a fare tutti i weekend insieme, tutte le vacanze insieme, andiamo a vivere con tutto insieme.

Difficile non innamorarsi di un uomo che si dimostra così entusiasta nell’amarti, fa progetti, a letto è un tornado, ed è pure simpatico. Peccato che tu sia al cinema e che il film che guardi non durerà a lungo.

Perché l’entusiasta è anche un esagerato  in quello che fa, e se tu non dimostri dubbi o pesti il freno di fronte a certe promesse o sue visioni di coppia lui rompere gli argini. Ma gli entusiasti, oltre a raccontare un sacco di balle spesso credendoci (un bravo attore non fa l’Amleto, diventa Amleto), sono stelle comete, soprattutto se sono single. Bruciano benzina come una formula uno. E stare su una formula uno sarà entusiasmante anche per te, ma quello che vuoi tu spesso è una solida familiare che, per quanto lussuosa, ne macini tanti di km insieme, non si limiti a fare tot giri di pista a folle, per quanto inebriante velocità.Se è sposato, separando, separato in casa l’entusiasta durerà di più, ma quello dipende dal fattore disponibilità: il single può fare uno spettacolo per te anche tutti i giorni, lo sposato ogni tanto e raramente nei weekend e nelle feste comandate. In questo secondo caso non è che durate di più come coppia, è che il tempo si dilata giocoforza con la frequenza degli appuntamenti. Ecco perché l’entusiasta single dura in media 3-6 mesi e quello impegnato può tranquillamente superare l’anno.

Dicevo, la benzina brucia e l’entusiasmo cala, fino a sparire. È l’ultima fase. Quando mi dite “mi giurava amore fino a ieri” vi devo rispondere che l’entusiasmo è come la luce di una candela: basta un soffio di vento e si spegne di colpo.

Il single si accorge di un’altra, lo sposato si accorge che voi vi state attaccando troppo come amante e volete diventare quella ufficiale, la moglie lo scopre o è lì lì per scoprirlo o, banalmente, il gioco lo ha stufato, è stanco, la tournée teatrale è stata bella ma lunga, spossante, e lui ha voglia di prendersi un’altra vacanza e di rappresentare il suo copione, sempre lo stesso, in un altro teatro. Più nuovo, magari più giovane. O si limita a tornare con la moglie, per un po’, fino alla prossima amante.

Eppure piangeva. Così mi scrivete. Possibile che questo sia un mostro in grado di arrivare a piangere copiose lacrime davanti a me mentre mi dice Ti amo Ma o Ti amo troppo Ma o Ti amo ma non voglio farti del male? I mostri dei sentimenti a volte esistono davvero (certi narcisisti sono davvero “letali”), ma non esageriamo: qui parliamo di attori entusiasti del loro lavoro, che cosa vuoi che sia piangere inondandoti la camicetta e, girato l’angolo, andare a giocare a tennis. È la vita, ti risponde l’ex entusiasta pronto per nuovi entusiasmi.

Attori convinti e convincenti, grandi egoisti ma soprattutto entusiasti di come gestiscono i rapporti con voi.

Certo, non è che ad alcuni dispiaccia o non si facciano sensi di colpa quando vi lasciano o si fanno lasciare. Ma, pensano, è il prezzo del biglietto: il film ha sempre lo stesso finale nel loro copione, e il finale fa piangere. E poi, pensano loro, fatto un Papa se ne fa un altro (salvo riprovarci con voi per gelosia, senso del possesso o per banale penuria di sostitute al momento).

Sono delle star del corteggiamento: le star vivono di luce propria, voi siete solo il partner del momento, di prime donne a Hollywood c’è solo l’imbarazzo della scelta. Lui è innamorato solo di se stesso e dei suoi successi, anche teatrali.

Si innamorano mai, chiedete? In passato si sono innamorati anche loro, ma è finita male. Un matrimonio felice e poi fallito per vari motivi, delusioni d’amore che hanno prodotto una sorta di voglia di rivincita con le donne da reduci ammaccati, una storia familiare complessa. Lascio agli psicologi l’analisi dei perché reconditi di un comportamento che trasforma un uomo in entusiasta finto innamorato. Ripeto, ora sono innamorati di se stessi. Non ce ne deve fregare niente dei suoi perché ora che ha fatto il danno.

Quando mi chiedete come mai si sono comportati così, poverini magari non stanno bene dovrebbero andare in analisi posso essere d’accordo sull’analisi, ma non sul resto. Vi hanno trattato così? Hanno detto ti amo a vanvera? Hanno voluto strafare e farvi innamorare facendo uno spettacolo che di vero aveva solo la metà o spesso meno? Vi hanno raccontato un sacco di balle, illuso, omesso fatti decisivi per la vostra storia? Vi hanno fatto soffrire, spariscano.

Quindi diffidate degli entusiasti.

  1. Diffidate dei facili esaltati del ti amo e del colpo di fulmine
  2. Diffidate di chi dopo neanche un mese che vi frequentate vi parla di fare 16 figli e di sposarvi due volte
  3. Diffidate degli esagerati nelle esternazioni e complimenti per voi
  4. Diffidate di chi ha fretta di fare tutto, non solo di venire a letto con voi (quello sarebbe normale…)
  5. Diffidate degli entusiasmi esplosivi e numerosi che non vi tornano, non limitatevi ad accettarli con un sorriso perché sono bei sogni per tutti, fatevi delle domande
  6. Diffidate delle incongruenze e contraddizioni che fanno gli entusiasti non innamorati, perché a volte il loro copione non è così perfetto e l’entusiasmo gli prende la mano, soprattutto se hanno tanti segreti (con la moglie non va così male, hanno in ballo un’altra)
  7. Diffidate dell’entusiasmo che non corrisponde al tempo dedicatovi: tanto entusiasmo, tanto tempo. E attenzione: le relazioni non vivono di sole chat e telefonate…
  8. Infine, diffidate degli entusiasmi a parole: quanti programmi ha fatto con voi che si sono davvero realizzati? Avete mai dormito insieme? Di 5 weekend promessi quanti ne avete fatti? E le vacanze?

Insomma, l’entusiasta non è innamorato ma è un fanatico dell’amore come lo vede e lo pensa lui. In buona fede?

La buona fede, la buona fede… Ma tutti i fanatici sono in buona fede, diceva Joan Fuster, scrittore.

E Churchill aggiungeva: Il fanatico è colui che può non cambiare idea e non vuole cambiare argomento.

Sincerely yours

Chi volesse scrivermi o contattarmi privatamente può farlo mandando una email a anpellizzari@icloud.com 

Diario di un uomo lasciato dall’amante

diario stock images
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Cosa fa lui, cosa pensa negli attimi, giorni, settimane, mesi dopo che è entrato in vigore il Codice del silenzio, cioè il black out totale fra di voi (niente incontri, telefonate, messaggi…) o perché lui vi ha portato a prendere voi la decisione di lasciarlo (massacrandovi con i suoi Ti amo Ma: succede otto volte su dieci) o perché, guarda caso in vista delle vacanze Pasquali (ma poi saranno anche quelle estive, Natalizie…), vi ha detto ti amo Ma non posso lasciarla e quindi siccome non voglio farti del male (rido per non piangere) meglio fermarsi qui?

Cosa succede nella sua testa? Come si comporta? Cosa prova? Soffre? Gli mancate? Me lo avete chiesto in tante, anche perché siete in tante a essere nelle varie fasi del Codice del silenzio, quelle iniziali (i fatidici primi tre mesi) o medio-avanzate. Contando appunto che molti hanno lasciato, o si sono fatti lasciare proprio in vista del ponte di Pasqua, guarda caso… Capiremo il perché anche di questo.

Day by day, ecco il diario dell’uomo in Codice del silenzio, lasciato da voi o che vi ha lasciato.

Tre ore dopo che avete chiuso

Lui con voi era disperato ma fermo su un punto: sei la donna della mia vita Ma, ti amo Ma e quindi al vostro (perdonate il riferimento Sacro), dicevo al vostro Dì solo una parola e io non ti lascio non ha risposto. Quindi Codice del silenzio operativo, per voi e per lui. Molti hanno anche pianto: non che siamo così bravi a fare gli attori, anche noi uomini proviamo dei sentimenti, e ci dispiace lasciare (perché di questo si tratta, anche se ci siamo fatti lasciare da voi obbligandovi a farlo) l’amante con la quale abbiamo condiviso tanto per mesi, persino anni ma, finito il momento teatrale, il vero sentimento è uno solo: un grande sollievo! Ve lo dico perché lo vedo in centinania di casi, in amici in questa situazione, e perché anch’io, confesso, ci sono passato in simili modalità. L’universo uomo, a tre ore dalla liquidazione dell’amante, prova una sensazione bellissima: mi sono liberato di un problema enorme, inestricabile, che mi condizionava ormai la vita. È come aver estinto il mutuo, essere stati assunti in una ricca multinazionale, aver vinto una causa in tribunale. È finita, sono finiti i problemi: e tiri un respirone di libertà. Un minimo di pensiero alla poveretta che ti ama e che hai costretto, tirandola scema, ad arrivare al Codice del silenzio con i tira e molla c’è, qualcuno si sente anche un verme e prova dei sensi di colpa, ma che bello sedersi a tavola con la famiglia, la stessa sera, e non dover nascondere il telefono, andare in bagno o giù col cane perché lei ti vuole parlare ed è incazzata perché tu le hai dato buca per la terza volta. Questa non è l’ultima cena, è la prima vera cena serena dopo tanto tempo. Il telefono è lì, muto: al massimo ti arriva la mail del gestore telefonico con i giga in offerta, niente cuoricini, punti interrogativi, faccine arrabbiate, domande, richieste… Dopo tre ore siamo già uomini liberi! E guardi persino tua moglie, mentre ti serve gli spaghetti come lo facesse a un re, con occhi diversi.

La mattina dopo

Sì ci pensiamo un po’ a voi. Ci vengono in mente soprattutto scene da video porno, perché sappiamo che è quello che ci mancherà. I più romantici hanno lampi di serate passate insieme, ma sono lampi subito spenti da un sonno ristoratore. Non dobbiamo più controllare il telefono. Un po’ di ansia c’è: non è che si rifarà viva? La paura, attenzione, non è che NON vi facciate vive, ma che lo facciate! Ma voi gli attributi ce li avete, mica come noi, e quindi il telefono tacerà. Accanto a lui, dorme la moglie. Non è cambiato nulla in realtà. Dorme come sempre, in un matrimonio che si trascina da anni nel torpore della routine, se va bene. Voglio provare a farci sesso, dice lui, saranno dieci giorni che non lo facciamo (non ha mai smesso di farlo con lei, vi ha sempre mentito su questo come 9 uomini su 10). In fondo ora ho lei, l’altra non c’è più, la bomba a letto non c’è più. Ma magari posso riscoprire mia moglie, approfittando di questo entusiasmo da libertà, magari le posso insegnare qualcosa di nuovo che facevo con la mia amante. Sì, pensiamo anche a questo. Allungo la mano, insisto nonostante il brontolio, e lo facciamo. Solita posizione, soliti tempi, soliti preliminari, vabbè, tutto uguale, ci sarà tempo per introdurre nuovi elementi, intanto ho raggiunto il mio orgasmo settimanale. La colazione, dopo un’ultima occhiata al telefono silente quanto rassicurante, continuerà serena e allegra. Persino la moglie, nella sua noncurante routine, si accorgerà di un marito più allegro, più presente con i figli, più propositivo. E quando chiederà ma che cos’hai che sei così in forma? Lui risponderà: non siamo in vacanza? E poi via questi pensieri di lavoro! E le schioccherà un bacio sulla guancia (non si può di più, se prima i baci erano a zero…).

Dal giorno uno al giorno dieci

Mentre voi soffrite i giorni più duri del Silenzio lui si gode la sua ritrovata serenità. Certo, vi pensa, se ha vostre foto (soprattutto di un certo tipo) se le va a vedere, i più “sensibili” devono scacciare il pensiero che voi soffriate ma come si vive bene senza di voi, che ormai eravate un problema, IL problema. Ma non potevate fare l’amante lussuriosa e divertente, la psicologa pret a porter e sfogatoio accontentandovi di grandi scopate, risate e vari benefit costosi o meno? Ah già, l’abbiamo tirata talmente in lunga che lei si è innamorata. Ah già, in momenti di sesso clamoroso o punte di romanticismo ho giurato il mio amore, parlato di nuovi figli, di case in montagna o al mare, di vacanze in Polinesia… Ho esagerato certo, ma cosa dovevo fare? Per tenerla, ammansirla, farle digerire bidoni, appuntamenti mancati, gelosia, telefonate col contagocce, mai una notte insieme, mai un weekend insieme dovevo sopperire con le parole ai fatti. Soprattutto negli ultimi tempi, quando più che un’amante era diventata una investigatrice lagnosa. Certo non colpa sua, quante balle ho dovuto raccontare! Ti ricordi quella volta che mia moglie si è accorta di quel messaggio con i cuoricini? Ho dovuto poi postare sui social una foto della famiglia abbracciata e felice (dopo che l’avevo descritta come una galera) e quante me ne ha dette la mia amante! Ci sono voluti giorni e promesse di crociere infinite per ammansirla. Quante bugie all’amante e a mia moglie. Per lo meno adesso devo smettere di dire bugie a mia moglie. Che guardo e mi dico: ma in fondo è la moglie migliore del mondo.

Dal giorno dieci al giorno venti

Va bene, direi bene. Ogni tanto penso a lei, il telefono muto è sempre rassicurante ma un po’ mi mancano i nostri messaggi più belli, quelle chiacchierate, le chat spinte, spintissime, l’intesa fra noi. Mi mancano forse più di un po’. La vita in casa scorre serena e monotona, una monotonia rassicurante e riposante. Per mia moglie sembra non sia cambiato nulla dal prima e il dopo. Io sono più presente ma non cambia nulla. Il nostro matrimonio si fonda sulla routine. Faccio più sesso con lei ma anche i miei tentativi di inserire giochi nuovi, anche banali nella nostra routine sessuale, quelli che facevo con l’altra (mica quelli più spinti, non oso chiedere tanto) vengono sopportati in modo malcelato o rifiutati (ma cosa ti salta in mente!). Il nostro rapporto sessuale è un due tre: si inzia così, si continua cosà, finisce colì. 5 minuti. Nessuna modifica, salvo l’eiaculazione, assicurata (il suo orgasmo non so, non ho mai capito quando finge e quando no, non mi interessa da anni ormai). Certo la frequenza è aumentata. Io ho voglia, anche perché ero abituato a farlo con l’altra una o due volte alla settimana, quindi anche mia moglie gode degli stessi ritmi, se non ha mal di testa (e lo ha spesso). Il mio matrimonio è in salvo? Forse, ma solo perché ho smesso di “pagare il mutuo”. Io continuo a essere una specie di ombra che porta il denaro a casa, a fare l’autista ai figli, a lavorare tanto e a guardare molta più tv di prima e molto meno cellulare di prima. E lei cosa farà? Avrà già iniziato a uscire con le amiche? Da una parte mi toglierebbe certi sensi di colpa che tornano verso l’alba, quando ho un piccolo risveglio, dall’altra mi dà fastidio pensarla corteggiata da altri uomini. Perché lei era bella, è bella.

Dal giorno venti al giorno 30/40

Caxxo che noia mi moglie. Pesante, ripetitiva, un sacco di patate a letto. Ho voglia, e ripenso ai giri di orologio al motel con l’altra. Ci stavamo magari anche solo due ore, ma che fantasia, numeri, godimento! Eravamo senza ritegno, scatenati e senza inibizioni. I primi mesi certo, ma anche dopo non ci si annoiava mai. Abbiamo fatto di tutto, e mi manca. Mi manca soprattutto il sesso. Certo lei era anche intellgente, brillante, portarla in giro, quelle poche volte che ho potuto, faceva morire di invidia passanti e amici. Il sesso strepitoso mi manca. Devo ammetterlo, lasciare lei non ha reso mia moglie la migliore moglie del mondo e non ha trasformato il mio matrimonio da grigio a felice. Chissà se lei ha già un nuovo amante, mi rode l’idea. Però anch’io devo darmi una calmata, in fondo io questa amante l’ho resa io la regina delle donne, l’ho idealizzata perché era una bomba a letto e mi piaceva tanto, ma se ci penso bene, se mi convinco bene, non era poi tutta questa roba! E se mi trovassi un’altra amante? No, perché io a letto con mia moglie così non posso andare avanti per molto, è una pena questo sesso bisogno fisiologico, meglio della mastrubazione certo ma non troppo. Forse devo iniziare a fare il simpatico su facebook con qualcuna che ho adocchiato, ma che fatica, mica tutte danno retta a uno sposato, per quanto tu gli dica che sei separato in casa. Lei invece era cosa fatta, era pronta e senza pregiudizi. Ora avrà cambiato idea. Chissà se è già in caccia. No, lei non riesce a stare senza di me.

Fra il primo e il terzo mese

Ho ricominciato a litigare con mia moglie. Il mio matrimonio era un fallimento e lo è ancora. Mi sento solo. Non scopo più perché è la solita solfa. Ho provato a contattare qualche bellona sui social ma non è così facile per uno sposato uscire con le single, devi trovare una sposata a caccia di avventure e non sono così palesi. Le altre sono sospettose: troppi uomini pacco e cattive esperienze rendono il mercato del cucco più difficile di una volta. E la mia ex amante? Non credo mi abbia dimenticato. Forse adesso è il momento di riavvicinarmi, forse l’onda di pianto odio e rabbia ha lasciato spazio solo alla nostalgia e potrei approfittarne. Devo giocarmela bene, vorrà fatti e non parole, come mi ha detto tante volte. E io fatti non ne ho: non lascerò mai mia moglie, la mia famiglia, i miei agi per un’amante. Voglio solo un’amica che faccia sesso meraviglioso, più sesso che amica. Domani contatto quella nostra amica in comune per capire come sta, cosa fa, se ha qualcuno (dubito).

Dal secondo terzo mese in poi

L’amica mi ha detto che lei non esce se non raramente. Che è ferita a morte da quello che ho fatto ma piange spesso, parla solo di me e non ha nessuno (bell’amica! Utile comunque). Mi ha anche detto che sua mamma non sta bene, niente di grave per fortuna ma è un punto che potrei sfruttare. Potrei scriverle che ho saputo della mamma e sono preoccupato per lei e se ha bisogno di me sono a disposizione. E vedere come reagisce. Ho visto che pur togliendomi dagli amici di Facebook (altrimenti l’avrei fatto io dopo il primo mese, bloccandola in modo che non veda certe foto di famiglia) non ha bloccato le messaggerie e il telefono. Stasera le scrivo. Tasto il terreno. Poi aumenterò i messaggi, passando dall’amichevole al più che amichevole. Poi riprenderò le telefonate, Poi le chiederò un caffè, poi un pranzo, una cena. Se riesco a recuperare terreno è fatta; tornerà a essere la mia amante. Le dirò che non posso vivere senza di lei, che ho sbagliato e voglio ricominciare, deve solo darmi tempo, che ho fatto tre mesi di inferno, che soffro tanto ma sono deciso e ti amo! Non sarà difficile, in fondo un po’ queste cose le penso, anche se so dentro di me che è la mia voglia e il mio egoismo e la mia solitudine il vero motore di tutto questo, io non mando a gambe all’aria la mia vita per il sesso, non l’ho fatto ieri non lo farò oggi. Magari mi scappa anche una convincente lacrima, in fondo io sono un emotivo e sentimentale e lei sa tirare fuori il meglio di me, anche se non è forte abbastanza per uccidere il peggio che c’è in me, l’egoista calcolatore che c’è in me, soprattutto dopo l’orgasmo. Quante volte ho provato la voglia di fuggire dopo quelle due ore nel motel… Ma adesso è più forte la voglia di motel. Se la convinco a venire a letto è fatta. E dopo? Si vedrà, adesso è la voglia di lei che vince.

Questo è quello che pensano molti, molti uomini quando entra in vigore il Codice del silenzio. Brutto? Squallido? Certo, ma succede. Spesso. Dobbiamo essere realisti, anche a costo di essere pessimisti una volta in più, anche se le eccezioni per fortuna esistono. Ecco perché insisto su un punto: il Codice del silenzio deve essere assoluto, e non dovete cedere mai. Dovete cedere solo se lui torna, come dico sempre, da Ufficiale e gentiluomo, con la separazione in mano, fuori di casa, le prove provate, fatti nuovi non solo parole rivestite e ricolorate. Fate le domande giuste che devono avere risposte chiuse e certe, non aperte, verificabili e non trattabili o rimandabili nel tempo. Basta con le cambiali.

Non dovete cedere se non di fronte a fatti nuovi e veramente rivoluzionari, decisivi.

Perché il Codice del silenzio funziona come la dieta. All’inizio è dura, durissima, hai gli attacchi di fame, ti sogni il cibo preferito di notte. Poi, col passare dei giorni, la bilancia mostra i progressi, ti senti meglio, disintossicata. Dopo i primi tre chili persi ti sembra non impossibile dimagrire. Poi ti senti più bella, più leggera, man mano che il tempo passa la strada ti sembra in discesa. Certo, passano mesi, i primi sono i più duri, ma il miglioramento lo senti, fisico e mentale.

Se invece rispondi al messaggio e lasci i canali aperti è come se ti alzassi di notte e, dopo un giorno di digiuno, aprissi il frigo per mangiarti un’intera tavoletta di cioccolato. Benessere sul momento ma poi senso di disfatta, pancia gonfia, senso di colpa, sconfitta, ti senti una debole e il giorno dopo la strada è di nuovo in salita.

Se poi accetti di tornare al ristorante con lui, per mangiarti tutto di colpo antipasto primo secondo contorno frutta dolce caffè e ammazzacaffè, per scoprire poi che quello è solo un ristorante, non il ristorante di tutti i giorni della tua vita, ricominciare la dieta sarà due volte più difficile della prima.

Perché il metabolismo delle emozioni farà molta più fatica a bruciare grassi e calorie, ma soprattutto lo zucchero, che è lui. Ogni dieta interrotta e fallita rende la prossima più dura e meno efficace. Ricordatelo, quando sarai davanti a un suo nuovo messaggio, quando sarai davanti al frigo, alle due di notte, con le lacrime agli occhi.

Noi ci siamo per te qui #acasadiAle. Scrivimi. Scrivici

Sincerely yours

Perché credi ai bugiardi

Perché credi ai bugiardi
Perché credi ai bugiardi

C’era una volta una donna bella e intelligente, con un matrimonio alle spalle come tante, una figlia adolescente come tante, un lavoro di soddisfazione, tante amiche, una vita piena.

Una vita piena ma vuota d’amore. Non tanto per il matrimonio fallito. Carlo è stato un ottimo marito e prima fidanzato, ma conoscersi alla maturità, andare a convivere durante l’università, rimanere incinta dopo il primo anno di lavoro può sembrare un percorso ideale ma per Silvia e Carlo si è rivelato un bruciare le tappe e appaltare la parte più bella della propria vita a un matrimonio che non ha avuto la forza, come molti matrimoni precoci, di superare indenne gli anni dopo il periodo di innamoramento.

Così Silvia e Carlo si sono ritrovati, a soli 5 anni dalla nascita di Martina, come fratello e sorella. Niente più sesso, niente più amore, solo bollette, compiti delle elementari e tanto lavoro.

Nel pieno della crisi strisciante e silenziosa Silvia ha conosciuto il suo primo bugiardo, Paolo. Si sono conosciuti in un viaggio di lavoro. Paolo, sposato con due figli, quarantenne (allora 5 anni più di Silvia), era molto affascinante.

Ha saputo corteggiare Silvia toccando quelle corde che erano rimaste immobili da almeno tre anni, nel grigiore del matrimonio fra fratelli con Carlo. Il sesso è stato inevitabile. Non un tradimento, non si tradisce un matrimonio di fatto già finito, ma Silvia, grazie a Paolo, ha toccato con mano non solo la passione e il rinnovo di un sentimento forte, il bello del corteggiamento e il vento fresco e profumato dell’amore, ma la promessa di una nuova coppia, di un futuro di felicità. Peccato che Paolo mentisse. Paolo era ed è un bugiardo, uno dei tanti uomini bugiardi.

Sì perché Paolo si è finto innamorato di Silvia. O meglio, i primi tempi era un entusiasta a parole, sognare a voce alta non costa nulla, poi si vedrà… Le ha promesso di lasciare la famiglia per costruirne una nuova con lei. E Silvia ha così ufficializzato la fine del matrimonio con Carlo, separandosi con grande determinazione e coraggio, non per Paolo, ma per se stessa. Senza Paolo ma forte della presenza di Paolo, il suo nuovo futuro.

Ma Paolo era il primo bugiardo sulla strada di Silvia. Perché ha millantato fin da subito un amore grande quando sapeva benissimo che era una passione con dei limiti, ha detto che avrebbe lasciato la moglie che sapeva dal primo istante non avrebbe mai lasciato, ha sognato ad alta voce con Silvia di viaggi, convivenza, persino di figli.

 

Ma quando la coraggiosa e onesta Silvia si è separata e ha chiesto poi spazio, più tempo condiviso come le era stato promesso tante, tante volte l’amore si è trasformato in confusione, la moglie ormai sorella si è trasformata in storia da recuperare, i nuovi progetti in missioni impossibili, la figlia che non era un problema in adolescente non abbandonabile. Paolo aveva mentito a Silvia, Paolo è stato il suo primo bugiardo.

Silvia ha fatto fatica a dimenticare il suo primo bugiardo, anche perché questo, dopo essersi eclissato di colpo, passando dall’amore assoluto alla fuga a gambe levate davanti alla separazione di Silvia, come fanno molti egoisti e bugiardi, si è rifatto vivo più volte.

 

Con la scusa di rimanere amici, il bugiardo voleva che Silvia facesse di nuovo l’amante. Non ce la faccio a stare senza di te, è più forte di me, soffro come un cane, raccontava il bugiardo a Silvia. E così Silvia ha interrotto almeno tre volte il codice del silenzio, tornando a letto col bugiardo. E ogni volta che il bugiardo ha ottenuto il sesso che voleva è tornato dalla moglie, incurante del male procurato a Silvia ogni volta che le ha fatto interrompere il silenzio per ricominciare d’accapo.

Silvia, per fortuna, dopo avergli creduto tre volte, lo ha finalmente eliminato dalla sua vita. Lui ci ha provato ancora ma Silvia ha opposto finalmente un silenzio assoluto, con il blocco di tutti i numeri e i social. Solo allora il bugiardo ha smesso di insidiarla. Ed è sparito. Orbita, controlla, ma ha capito che è meglio rivolgersi ad altre. È anche più comodo e semplice.

Ci è voluto un anno perché Silvia si riprendesse dalle scorribande del primo bugiardo. Ci è voluto un anno per ricominciare a pensare a una vita senza Paolo, a iniziare a uscire di nuovo e frequentare il mondo, ad accorgersi degli altri uomini, ad apprezzare i loro sguardi e il corteggiamento. È passato un anno ma Silvia è rinata.

Poi ha incontrato Alberto. Divorziato, un figlio grande, dieci anni più di Silvia. Un uomo sicuro di se, simpatico comprensivo e accudente, ha fatto sentire Silvia importante, al centro della sua vita. Il corteggiamento è durato due mesi, ma Alberto ha avuto pazienza, apparentemente capendo che Silvia veniva da esperienze negative e certe ferite erano ancora aperte. Il sesso è stato strepitoso, e poi weekend romantici, cene, mille attenzioni. Al terzo mese di storia Alberto le ha detto ti amo, sei la donna della mia vita, voglio vivere con te. Troppo presto? Silvia scacciava quella vocina che dentro le diceva “lui sta esagerando, come fa ad amarti dopo tre mesi?” perché vivere una nuova storia d’amore le piaceva troppo. E così con Alberto ha iniziato a vedere case da comprare insieme, a fare progetti a lunga scadenza.

Un giorno però, a casa di lui, Silvia ha iniziato a notare un comportamento strano. Il telefono di Alberto è diventato la sua ombra. Non che non lo avesse sempre a portata di mano ma addirittura iniziare a portarselo in bagno… e poi quelle lunghe chat davanti alla tv a tarda sera, gli accessi alla messaggeria a notte fonda.

Dopo giorni di comportamenti sospetti lui ha abbandonato il telefono per un minuto. Un minuto fatidico perché è anche quello di attesa a schermata libera d’accesso prima che il cellulare torni protetto dal codice. Per Silvia è stato più forte di tutto e, messa da parte la sua usuale correttezza e rispetto della privacy, ha guardato dentro alla scatola segreta. Non ci è voluto molto per scoprire l’arcano: la chat era piena di messaggi inequivocabili. Ma il bugiardo numero due non si era limitato a intrattenere una chat amorosa con una donna, ne aveva ben due in parallelo. Una più corteggiamento andante, con tanto di appuntamento romantico a breve. L’altra ormai spinta su dettagli post coito, prova di un consumato tradimento. Due donne più lei, Silvia, fanno tre in contemporanea. La fissa, l’altra e la new entry. Un piccolo harem.

Il telefono di Alberto, in pochi minuti, ha sprofondato Silvia nel dolore targato Paolo, Il primo bugiardo. Il suo nuovo amore, la promessa finalmente giusta per il futuro, era un bugiardo seriale, un collezionista di donne, quelli che se ne tengono una per scaldare il letto e le altre per diletto.

Silvia, seppur in lacrime e disperata dentro, ha trovato la forza di mettere giù il telefono, vestirsi e uscire dall’appartamento lasciando il suo paio di chiavi per non riprenderle mai più. Molte donne al suo posto avrebbero fatto una scenata, forse si sarebbero fatte convincere per non perdere il loro sogno d’amore, Silvia non aveva più benzina per ritentarci e dare a lui la possibilità di replica. Quello che è seguito le ha dato ragione.

Alberto ha tentato di ricontattarla inutilmente per un mese con patetici messaggi del tipo posso spiegarti, ma poi ha desistito. Un bugiardo conosce tutte le sue bugie e sa benissimo di essere colpevole. Prova a ricucire, ogni tanto gli va anche bene, ma se vede che una donna è schifata dal suo comportamento passa alla prossima. Anche perché, avendone due in ballo di new entry, è meglio non provocare troppo la ex e rischiare scenate pubbliche con effetti collaterali sul suo bacino di pesca. Meglio il silenzio. Meglio così, che se ne sia andata. Prima o poi avrebbe dovuto lasciarla o, meglio, farsi lasciare, la scelta preferita di molti uomini come Alberto.

Silvia oggi è single e mi ha scritto raccontandomi la sua storia. Sta risalendo la china, è una donna forte, ma ora evita gli uomini come la peste perché, come mi dice, i bugiardi capitano tutti a me e io non riesco a riconoscerli prima di farmi coinvolgere. Perché?

Perché, cara Silvia e amiche che vi siete riconosciute in tutto o in parte nella sua storia, non sei stupida, troppo romantica o dall’innamoramento facile.

Sei fragile certo, il tuo passato con gli uomini non aiuta perché ogni tradimento amoroso, e la bugia è un tradimento, danneggia il tuo dna emotivo, rendendo più difficile, per ogni occasione o storia che segue, giudicare chi è degno della tua anima e chi no, fino ad arrivare a preferire la solitudine, per paura di soffrire.

Così perdete quella capacità tutta femminile, quel vostro mirabile sesto senso, che vi fa ascoltare la vocina che quando lui dichiara amore assoluto troppo presto o fa progetti da piramide di Cheope vi dice: attenta, troppo amore, troppe promesse, troppo tutto. Il troppo nasconde spesso il niente.

Quindi nessuna colpa da parte tua, se non la voglia di amare e l’onestà. Perché le donne mediamente sono più oneste di molti uomini, e chi è onesto non riesce a mentire dalla mattina alla sera. E non fa della menzogna la sua routine di vita.

I bugiardi, che poi sono spesso dei seriali o degli amanti che promettono il matrimonio ma non lasceranno mai la moglie, fanno della menzogna un pilastro della loro vita.

I meno peggio mentono credendoci un po’, e certe bugie sono sogni a bocca aperta nei quali per l’attimo in cui li raccontano a voi ci credono anche loro, ma non creiamo un alibi a questi bugiardi di serie B. Mentre lui ti dice che vuole un figlio da te sa benissimo che ha i suoi e che non lascerà mai la madre dei suoi. Quindi non esistono bugiardi di serie B, sono tutti di serie A quelli che vi fanno male.

Insomma, che sia bugiardo credendoci almeno un po’ o che sia bugiardo professionale, cioè di quelli che si divertono (è così purtroppo) a mentire e a fare della propria vita tutto un intrigo (arrivando al punto di mentire anche su quello che hanno mangiato la sera prima), ritorniamo a bomba: cos’è che ti fa cadere nella loro trappola?

Questo tipo d’uomo, purtroppo sempre più diffuso, ha un talento: fare innamorare.

Sarebbe un talento splendido, se indirizzato a trovare l’animale gemella, ma purtroppo il bugiardo è spesso un seriale che affina la tecnica amatoria per avere sesso facile/vantaggi materiali (c’è chi ci mette anche il lavoro di mezzo, non credete!) non per avere amore.

Il suo “amore” è propedeutico a ottenere da te il massimo, per darti il massimo a parole e a fatti all’inizio anche tanto (si chiama fumo negli occhi) ma il tutto con una scadenza precisa, che collima con l’arrivo di un’altra o di altre, quando le bugie non possono più sostenere due o tre relazioni parallele.

Il suo talento lo rende, nei primi mesi di conquista e consolidamento nel tuo cuore l’uomo perfetto, ideale.

Un uomo protettivo, attento, simpatico, romantico, accudente, brillante, sicuro di se, che fa progetti anche importanti.

Finalmente sto bene, ti sei detta. E sei stata talmente bene che la tua mente ha iniziato a scacciare piccole incongruenze del suo comportamento che poi si dimostreranno rivelatrici. Anche il “è troppo perfetto, cos’è che non va” viene messo da parte.

Ma un bugiardo lo è sempre e, per quanto preparato e allenato sia, prima o poi cadrà in contraddizione. Era a Milano o a Bergamo? Non tralasciare quella “piccola” confusione. Era al telefono con sua madre o era il suo capo? A dire troppe palle ci si confonde, non passare sopra a quelli che ti sembrano piccoli lapsus di memoria. Rifagli le stesse domande a distanza di tempo.

Questi bugiardi spesso si inventano anche un passato e un presente di comodo, il che rende difficile smascherarli perché hanno una storia consolidata che è già stata testata tante volte. Per esempio i finti separati in casa difficilmente cadranno in contraddizione raccontandovi della loro routine quotidiana. Quello che sbagliano, mano a mano che vi frequentano, è sul giornaliero. Uscite con amici che nascondono uscite con altre, luoghi diversi da quelli presentati come destinazione, smemoratezza su racconti che, appena sciorinati sembrano abbastanza dettagliati, ma che col tempo alla prova del nove non reggono. Un esempio? Domani sera esco con Marco, così finalmente ci vediamo… Ma non vi eravate visti tre domeniche fa con altri? Ah sì scusa ma è lui che vuole vedermi dice che mi deve parlare degli affari suoi. Piccole incongruenze, ma se una rondine non fa primavera due, tre, quattro…

Detto questo posso aggiungere una serie di pulci all’orecchio che vi devono saltare su comportamenti caratteristici e ripetitivi del bugiardo professionale. Non prendeteli per oro che cola ma sono indicativi, soprattutto se lui ne colleziona tanti e si aggiungono alle incongruenze dette prima.

Occhio a questi comportamenti:

1. Vi fa parlare molto di voi e di lui dice poco o comunque svicola e cambia discorso dopo aver dato notizie basic ma ridotte all’osso. E’ vero che l’uomo che sa ascoltare ha un plus caratteriale, ma occhio se a sentirlo parlare delle sue cose tendenzialmente, dette tre parole in croce, fa l’anguilla.

2. Cerca l’anima gemella. Un uomo che è interessato a una bella donna non ha bisogno di fare dichiarazioni di intenti. Basta corteggiare. Diffidate di quelli che fanno il marketing al maschile (leggi qui) e devono per forza farvi capire che cercano una storia seria o la storia della vita. Quando conosci una donna cerchi sesso ed empatia per i primi mesi, poi si vedrà, mica devi riscrivere la costituzione. Un uomo “normale”, mentre ti corteggia, spera di portarti a letto e stare bene frequentandoti, niente di più.

3. Esagera. Ho già parlato dell’esagerato. L’uomo che esagera parlando di sentimenti presenti e passati, che tira in ballo cose esageratamente serie che con i primi appuntamenti non c’entrano nulla, usando un’enfasi fatta di parole tipo matrimonio amore futuro convivenza, è come minimo sospetto. I bugiardi esagerano.

4. Non è un colloquio di lavoro. Un uomo che non ha nulla da nascondere, che deve solo essere se stesso e non deve presentarsi come una merce da vendere, che non deve interpretare un personaggio è rilassato, spontaneo, diretto. Fateci caso.

5. Occhio al separato in casa. Una categoria di grande moda oggi, complice la crisi economica e la presenza di figli piccoli, o semplicemente il fatto che molti amori fra coniugi finiscono ma rimane stima e affetto fra le persone. Ed è questo che ti deve eventualmente raccontare. Se inizia a dirti cose molto private già ai primi appuntamenti tipo “non scopo con mia moglie da anni” (nove uomini su 10 che lo dichiarano scopano regolarmente con la rispettiva, occhio!) o parla male di lei (tu sei ancora una sconosciuta, uno che parla male della madre dei suoi figli, per quanto cattiva possa essere, è peggio di quelli che alla macchinetta del caffè parlano male dei colleghi e appena te ne vai tocca a te) desisti subito. Preferisco uno che ti dice che sta a casa per i figli e per problemi economici, almeno sai che sarà più difficile, soprattutto per la presenza di figli, il costruire qualcosa con te. Sui figli occhio all’età: se sono minorenni è più difficile lasciarli separandosi, peggio se sono maggiorenni e lui ne parla come bimbi in fasce, non saranno mai abbastanza adulti per farsi una vita propria.

6. Rocco chi sei. Diffido dei maschi che sentono il bisogno di dichiararvi le loro capacità amatorie di Siffrediana memoria, comprese le allusioni alle dimensioni. Non ridete, non pochi fanno così, fa parte del capitolo esagerazioni. Non sarà grave come altri atteggiamenti, ma i bugiardi mentono su tutto o quasi.

7. Non ha passato. Gli chiederete se ha avuto delle storie importanti, ha avuto molte donne o fidanzamenti, matrimoni. Un uomo che non deve nascondere nulla racconterà in modo parsimonioso ma trasparente se ha avuto storie importanti, senza dilungarsi ma neanche fare l’anguilla. Bastano 5 minuti per raccontare di un matrimonio fallito, non sono ammessi i “non ne voglio parlare” da anguilla.

 8. Ha fretta. Certi bugiardi cercano di bruciare le tappe perché vedono le donne come una catena di montaggio. Altri dimostrano di avere pazienza perché stanno già assemblando pezzi in altre fabbriche. Occhio alla fretta comunque, i più hanno fretta. Più avanti ci ritorno…

Insomma ragazze, i bugiardi professionali lasciano tracce importanti e indizi probatori sottili ma evidenti. E voi avete gli strumenti per identificarli: un sesto senso superiore, la vostra intelligenza e l’esperienza pregressa, soprattutto se non felice.

Vi lascio quindi con pochi ultimi consigli da utilizzare, se credete, entro il primo mese di conoscenza con il potenziale bugiardo e che si aggiungono a quanto considerato sopra:

1. Siate voi stesse. Se lui interpreta un ruolo vi sarà più facile smascherarlo se voi non mentite o fate dei test artificiali. Sarà molto più facile, presentandovi come siete (difetti compresi) vedere le sue reazioni. Occhio a uno che vi dice quanto ama il vino e al vostro “bevo poco” cambia versione o la minimizza.

2. Fatelo parlare. Fate domande, ascoltate, parlate meno voi (senza esagerare) ma lasciategli spazio. E ascoltate attentamente, anche se lui vi piace molto.

3. Sesso non troppo tardi. Lui punta al sesso, si sa. Occhio se minimizza lo scopo numero uno di tutti i maschi, mente sapendo di mentire o sta recitando la parte del “superiore a certe cose”. La specie si è mantenuta viva per il sesso e per il sesso ci innamoriamo e per il sesso spesso ci separiamo, quindi non raccontiamoci balle. Quando lo devi fare? Quando vuoi e te la senti ma sappi che prima lo farai prima lo vedrai nella sua luce vera. Ricordo in proposito una simpatica pagina social intitolata “Eri più simpatico prima di eiaculare“. In periodo refrattario stat veritas, come per il vino. Quindi se per te il sesso non è merce di scambio (e non dovrebbe esserlo) vai quando ti senti pronta, non rimandare artificialmente e poi giudica il post. Però leggi il punto 4.

4. Datti tempo. Non sei convinta? Hai la sensazione che ci siano delle contraddizioni? Hai colto cose di cui ho scritto qui ma anche altre che ti sembrano positive? prendi tempo prima di investire il tuo tempo con lui, sesso o no incluso. Certi bugiardi hanno in genere fretta di concludere, quindi non resisterà molto a corteggiarti se vede che fa pochi progressi e deve investire su di te “troppo”. Così incastri i bugiardi frettolosi. Per quelli più evoluti, i seriali professionali, è più difficile perché dimostrano pazienza e non fretta. Possono farlo perché mentre ti corteggiano suonano il pianoforte con almeno altre due donne come è successo a Silvia. Come fregarli? pretendete più tempo da dividere con voi. Ravvicinate gli incontri. Se inizia a non potere i sabati e le domeniche o le sere occhio, esce con un altra. Se è un sperato in casa o separato vero ha i turni, quindi interi weekend liberi senza figli, occhio ai comportamenti da sposati. Chiedetegli di vedersi a casa sua all’ultimo momento… i bugiardi odiano le sorprese e cercano di programmare tutto.

 5. Dimenticati il principe azzurro. Lo so anelate l’uomo perfetto dopo tante delusioni, e lui vi sembra quello giusto, ve lo meritate anche. Ma piede sul freno per un po’ e antenne alzate sempre. Non sottovalutate i segnali visti perché è troppo bello quello che sta succedendo.
Non uccidete il grillo parlante che c’è in voi, è saggio, e anche Pinocchio lo sa.

Spero che tutto ciò vi eviti un pieno di balle e di lacrime.

 

Sincerely yours

 

Codice del silenzio da rifare

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Se non ha funzionato prima… riprovaci. Ma mentre lo fai chiediti perché sei ancora costretta a farlo. Davvero lui, che ti ha portato al codice del silenzio, si merita il tuo tempo e il tuo futuro? Buona lettura o rilettura

 

Lui è sposato e tu sei l’amante. Lui è tornato dalle vacanze in famiglia per l’ennesima volta e nulla è cambiato: non lascia la moglie ma vorrebbe continuare così con te.

Non importa la longevità della vostra storia (spesso anni), non importa la quantità di volte che vi è stato detto “dammi tempo che la lascio ora non sono pronto”.

voi siete arrivate alla frutta perché lui parole tante e fatti zero.

O meglio, in molti casi lui ha deciso di non decidere, avanti così. O meglio, lui ha deciso di stare con la moglie, perché se non la lascia ha deciso che vince lei. Ha deciso, di fatto, anche se non lo ammetterà forse mai.

Insomma, siete ormai spossate da questo tira e molla e dovete, sentite che dovete VOI prendere una decisione.

E dovete prenderla anche se siete profondamente e a volte disperatamente innamorate del “tutto chiacchiere e distintivo”.

Dovete decidere fra due opzioni, semplici quanto terribilmente difficili da realizzare, me ne rendo conto.

E sono difficili da realizzare anche quando lui è stato corretto (questo dobbiamo dirlo, non cambiamo le carte in tavola solo per rabbia o delusione) e non ha mai promesso nulla, non ha mai detto che avrebbe lasciato moglie e famiglia, ha resistito anche quando sesso e passione gli hanno fatto pensare seriamente, anche per un periodo e basta, che avrebbe potuto costruire una vita con voi.

In ogni caso, dovrai decidere se continuare a fare l’amante o lasciarlo tu, perché lui non lo farà forse mai.

Non ti biasimo se scegli la prima opzione, e nessuno, che non sia nei tuoi panni o almeno lo sia stata dovrebbe farlo: essere innamorati di una persona significa spesso avere un legame fortissimo, una speranza che travalica i fatti, la disperazione, le delusioni e le mille promesse tradite.

Continuare a essere la sua amante in queste condizioni, conscia del prezzo da pagare, è una soluzione scelta da molte, così come molte mogli decidono di perdonare o tollerare in silenzio i tradimenti e andare avanti così. Per amore, per timore, per i figli, per mille ragioni spesso assolutamente comprensibili.

Non giudico quindi, solo ti dico che in questi casi, se una non ce la fa da sola, è il caso che si faccia aiutare, ci vogliono dei veri professionisti della mente in certi casi di sofferenza, psicologi, psicoterapeuti o psichiatri, scegliete voi.

No, non sei matta, tranquilla, sei come milioni di persone, in “buona” compagnia. Ma se non si riesce a fare una cosa che si riconosce come sbagliata e controproducente per se stesse e il buon senso, e i consigli degli amici, i milioni di lacrime versate non bastano e non basta l’evidenza della situazione ci vuole l’aiuto di un esperto titolato per spezzare quella che potrebbe essere diventata una “dipendenza” o comunque una catena troppo resistente.

Dunque, hai tu il termometro della tua febbre, non aspettare di superare i 40. E tu sai se hai la forza di spezzare la catena.

Ma torniamo al libero arbitrio e ipotizziamo che tu abbia trovato la forza, e magari non è la prima volta che lo fai, di lasciarlo. Sai già o immagini cosa ti aspetta.

Qualcuna di voi mi ha scritto “ho smesso di fumare, riuscirò a non rivederlo più”.

Non so se il paragone del fumo è sufficiente, certo è efficace. Fumare per anni per poi decidere che una cosa che ti piace, un gesto che ormai fa parte della tua vita, sapendo che ti fa male deve finire non è facile. E dovrai smettere tu, da sola.

E qui arrivo alla seconda parte del mio titolo, il valore del silenzio.

Se hai deciso di chiudere davvero con lui il silenzio deve essere assoluto.

Tutti i canali di comunicazione devono essere interrotti o resi impraticabili. Blocca la sua amicizia sui social. Blocca le messaggerie. Blocca anche il numero di telefono, così non avrai la tentazione (e relativa sofferenza) di rispondere alla sua inevitabile chiamata, perché molti chiamano.

Lo so, è durissima e sarà durissima, ma il silenzio assoluto è l’unica arma che hai a questo punto.

E deve essere assoluto: basta riaccendere una sigaretta per ritrovarsi a comprare il pacchetto di sigarette della solita marca.

Il silenzio serve a te per dimenticarlo. Solo non avendo la sua presenza anche sotto forma del solito messaggino quotidiano la tua ferita al cuore potrà rimarginarsi col tempo.

Non cadere nella tentazione di lasciare almeno un canale aperto, magari con la scusa, come mi raccontate in tante, che è da maleducate chiudere completamente. In questa fase dovete essere egoiste e l’educazione non c’entra nulla. Ogni post che vedrete sulla bacheca di un amico comune sarà come una coltellata al cuore, perché prolungare la tua agonia? Il silenzio deve essere totale.

Il silenzio servirà anche a lui per capire davvero se può vivere senza di voi. I casi sono due: o lui vi ama nonostante tutte le remore che si fa con la famiglia oppure voi siete e sarete sempre solo un ripiego.

Il silenzio ha effetti anche su di lui. Abituato ad avervi a disposizione, ad avere il boccino in mano anche solo attraverso un messaggio, ad avere il polso della vostra situazione anche con una semplice telefonata di fronte al silenzio, è solo questione di tempo, reagirà.

Perché il tuo silenzio lo manderà in tilt. Il tuo silenzio significa che puoi vivere senza di lui, che magari ti stai rifacendo una vita, che hai ricominciato a uscire con le amiche e magari altri uomini, lui non lo sa adesso non lo può sapere neanche se si informa tramite amici comuni, è diverso che avere il tuo polso, sentire il tuo polso.

È solo questione di tempo e cercherà di contattarti o di vederti. Gli uomini sono egoisti e semplici, dominati dai loro bisogni contingenti perlopiù. Prima o poi, se tu conti almeno un po’, la sua voglia di te, il motivo per cui ha tradito sua moglie con te, emergerà con forza.

E qui o si tratta di passione e amore o solo di voglia. Ci sono uomini che si accorgono, attraverso il distacco e il silenzio, che anche se tutte le ragioni del mondo confermano la loro scelta di non mollare la famiglia esse non sono sufficienti per farti dimenticare, per rinunciare a te, per vivere senza di te. E tornano.

Ma attenzione, come tornano? Questo è fondamentale.

Tu non puoi aver deciso di chiudere, non puoi aver sofferto giorni, settimane, mesi tutto quello che hai sofferto per far rientrare nella tua vita uno che ricomincia con le parole e niente fatti.

Se questa fase di silenzio, che io ritengo in media debba durare alcuni mesi (diciamo più di due e meno di sei, le vacanze canoniche estive e di Natale non si contano, sono una specie di limbo decisorio per gli uomini sposati) lo ha fatto tornare da te, non può essere per scopare e basta o prendere altro tempo. L’era dei progetti promesse è finita. La scelta sei tu e la realtà deve cambiare totalmente.

Non può più esserci “adesso glielo dico”. Non può più essere “adesso parlo con l’avvocato”. Non può più essere “le prossime vacanze le facciamo insieme”. Adesso o niente. Lui ti dice non ti fidi? Ha avuto tempo per dimostrare. Tempo scaduto. Se sei tornato è per restare. Punto. Altrimenti, se ricominciano le parole e le promesse, tu ricomincerai a fare l’amante.

E i secondi matrimoni non nascono dalle promesse, ma dai fatti.

Proverà a ricontattarti anche l’uomo che sa che non lascerà mai la moglie. Lo so, è ingiusto. Ma alcuni uomini sono deboli ed egoisti insieme, un mix che produce anche tentativi senza remore. Inutile odiarli, l’unica vera medicina è escluderli dalla tua vita, punto. Il silenzio assoluto in questi casi prelude alla chiusura tombale del rapporto. Ti sei sbagliata, forse vi siete sbagliati tutti e due (non tutti sono degli approfittatori aridi e lucidi), questa storia è finita. E, ascolta, anche se ora ti sembra impossibile, non può e non deve decretare la fine della tua vita sentimentale e sociale.

Ricorda
La storia con uno sposato, ripulita del mistero e adrenalina del proibito che ha, è una storia come le altre. Può andare avanti o finire. È una storia d’amore, come tante altre storie. Inizia a vederla così. Avete deciso insieme di iniziare, decidi tu di finire. Un amante non ha un destino diverso di quello di una normale “fidanzata”. Punto.

Ricorda a quelli che ti dicono: “non dovevi andare con uno sposato finiscono tutte così te la sei cercata”.

Non è vero. All’inizio, sposati o no, capita di mettersi insieme seguendo un istinto o un’emozione, senza pensare al futuro o facendolo con la volontà di danneggiare qualcuno. Succede. C’è chi dice che la fedeltà non esiste, che non siamo fatti per vivere sempre e solo con lo stesso partner. Non lo so ma succede. E spesso, milioni di volte, non centinaia. Quindi inutile prendersi colpe che non esistono se non nella testa di chi non è nei vostri panni.

Oppure, tornando a lui di fronte al tuo silenzio, a parte qualche tentativo, sparirà. Il silenzio allora ti avrà dimostrato la perfezione della tua scelta. Non esiste uomo innamorato davvero che rinunci all’amore vero, spesso neanche di fronte all’amore filiale. Dunque la vostra storia doveva finire. E attenta, non colpevolizzarti. Non cadere nella trappola “ma sei tu che mi hai lasciato è quindi rovinato tutto”, “ma sei tu che sei andata con un altro provando il chiodo scaccia chiodo”. Non esiste. Tu hai preso una decisione inevitabile di fronte a una sua indecisione infinita che è una decisione, quella di non decidere apparentemente, avendo però nei fatti deciso a favore della moglie, se resta con lei.

Molte donne nei tuoi panni pensano o si sentono addirittura dire dall’amante “non hai saputo aspettare e hai rovinato tutto, non mi hai dato abbastanza fiducia e quindi non mi meriti”.

Troppo facile. Non esiste un’attesa per sempre. Fatti non parole. Se sei arrivata a chiederti “e adesso che faccio continuo a fare l’amante o lo lascio?” vuol dire che sei alla frutta, siete alla frutta.

Gli uomini possono tenersi un’amante per anni, una donna innamorata, a meno che anche lei non voglia lasciare la sua famiglia, no.

E se lavorate insieme?

Non è che siete particolarmente sceme e ve lo siete cercato sposato e pure sul lavoro. Basta con le seghe mentali, soprattutto se indotte da facili giudizi altrui. Quante storie “normali” iniziano sul lavoro, per contatti di lavoro? Tantissime, molti di noi lavorano quasi e basta, quindi non biasimarti se è successo lì. Piuttosto sarà più difficile fare “silenzio assoluto” quando dovete sentirvi o incontrarvi per forza. Che fare allora? Mi appello alla tua grande professionalità. Quella che ti fa reggere e ha fatto reggere per anni il complicato intreccio di rapporti ed equilibri, compromessi e relazioni nella tua professione, che tu faccia l’impiegata o la manager non importa. La tua professionalità deve ritrasformare il tuo amante in quello che era, con una buona dose di distacco in più. Educata e professionale, nulla di più. Non un minuto di più che non sia per condividere quello che deve essere condiviso professionalmente, non un caffè da soli, una mensa, una passeggiata, un colloquio che non sia lavorativo. Diventate un robot. Non cadere nel tranello “ma dai è solo un caffè!”. No! Lo potete fare, lo sapete fare. Se è intelligente, capirà il messaggio, rispetterà e ammirerà la vostra personalità, forse il lavoro è una delle poche cose che capiscono davvero gli uomini. E se non capirà sarà lo stesso. Non cedete di un passo. Funzionerà. Sarà più difficile ma funzionerà. E vedrete che anche averlo sul lavoro a un certo punto non conterà nulla. Anzi, qualcuna di voi oggi ride dicendosi: ma cosa avrà avuto questo per prendersi tutte le mie attenzioni… Anche in questo una storia fra amanti non è diversa da quella di due “liberi”.

Dunque è vero che il silenzio è d’oro.

Ti aspetta un compito difficile ma non impossibile. Molte sono riuscite a smettere di fumare.

Il premio è riprenderti la tua vita, la tua libertà, un futuro uomo dedicato solo a te (finché fai l’amante ti sarà impossibile anche solo vedere altri uomini). Oppure lui scoprirà che ha sbagliato tutto e correrà da te.

In ogni caso vinci. Pagando un prezzo certo, ma vinci.

Sincerely yours

@anpellizzari

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