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La Matematica del cuore: presentazione a Milano

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Il 27 novembre alle ore 18,30, nella storica e bellissima Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, presenterò in prima visione il mio libro La matematica del cuore.

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Con me ci sarà Eliselle, scrittrice e coautrice della Matematica del cuore, voce femminile di questo dialogo-manuale sulle relazioni amorose, e Manuela Porta, giornalista scrittrice che ci presenterà a voi.

Sarà l’occasione per conoscerci dal vivo, firmare le vostre copie, dedicarvi dei miei pensieri e rispondere alle vostre domande.

Per saperne di più vai su Eventi Mondadori 

Vi aspetto numerose e numerosi!

Sincerely yours

Ps

Trovate tutte le informazioni su questo evento e i prossimi su Facebook: basta cercare la pagina della Matematica del cuore e … già che ci siete mettete il vostro like, grazie!

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La matematica del cuore, il mio nuovo libro

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Ecco La matematica del cuore, il mio nuovo libro

Ci siamo finalmente! Ve lo avevo annunciato, molte lettrici lo aspettavano e ora posso dirvi, rivelarvi tutto: il mio nuovo libro si intitola La matematica del cuore e uscirà in tutte le librerie il 21 novembre 2019.

Non solo: vi aspetto per la presentazione e il firmacopie il 27 novembre alle 18,30 nella magnifica libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano.

 

La matematica del cuore, sottotitolo Riflessioni sulla vita di coppia, rappresenta per me il punto di arrivo di un viaggio che è partito cinque anni fa, con la nascita del mio blog alessandropellizzari.com.

Nato come esercizio tecnologico professionale (all’epoca inauguravo i social del mio giornale, Starbene) e divertissement di scrittura, da allora il blog è passato da poche migliaia di lettori ai 2 milioni odierni con quasi il doppio delle visite.

“Colpa” vostra, care lettrici. Io sul blog volevo scrivere di Venezia, la città della mia famiglia e dove sono cresciuto, di giornalismo e di sanità, di politica e massimi sistemi. E invece è diventato un blog sulla coppia.

Perché da quando, nel 2014, ho aperto il canale Superdonne, che doveva rispondere alla domanda “perché le mie amiche belle e intelligenti non riescono non dico a trovare l’uomo della loro vita, ma almeno un partner normale che duri più di qualche mese” apriti cielo, ho “dovuto” scrivere sempre di più, ormai quasi esclusivamente, di relazioni, di amanti, di amore.

Merito vostro, dicevo, e delle centinaia di migliaia di storie che mi raccontate, di commenti quotidiani, di messaggi personali.

Ed è dai vostri racconti che nasce La matematica del cuore. E dalle vostre domande. Una delle quali spiega perché La matematica del cuore è scritta insieme a Eliselle, al secolo Elisa Guidelli.

Eliselle è una scrittrice (di tanti libri), un cervello fine (è laureata in storia medievale: suo è il best seller Matilde di Canossa), una ragazza sagace e attenta alle dinamiche di coppia. Non a caso il suo blog, la faccia generica, è speculare per temi e toni al mio.

E non a caso il post in assoluto più letto del mio blog, Lui non mi scrive non mi telefona non mi risponde è stato scritto a quattro mani con lei.

Un successo di coppia scrivente che non potevamo non replicare quando abbiamo ideato insieme La matematica del cuore.

L’altra persona che vi voglio presentare è Manuela Porta. Manuela non è “solo” l’autrice della prefazione della Matematica del cuore, ma ne è anche il Mentor. Senza di lei il libro non sarebbe cresciuto e arrivato fin da voi. Ispiratrice, collega giornalista ma anche amica e confidente: quanti confronti io e lei sulle tematiche dell’amore! Avrete modo di conoscerla e apprezzarla alla presentazione del 27 novembre: sarà infatti lei (e chi meglio di lei) a condurre la serata.

Ma che cosa troverete in queste 366 pagine della Matematica del cuore?

Grandi classici del blog, come la pietra miliare della liaison con Elisa, ma anche il super letto Codice del silenzio e altri ancora. Tantissimi inediti, novità, regole e botta e risposta uomo-donna. “Vecchio” e nuovo vi accompagneranno attraverso le due sezioni del libro, una dedicata alla coppia in generale e una agli amanti, uno dei miei temi preferiti.

La Matematica del cuore è un botta e risposta fra me ed Eliselle su questi temi, ma non ci siamo limitati a dare le nostre prospettive, io commentatore dei diffusi malcostumi sentimentali maschili e lei vigile e concreta interprete dell’altra metà del cielo… Questo è anche un manuale che dà risposte, consigli, regole ispiratrici.

Perché quella che io definisco epidemiologia di coppia permette di costruire una vera e propria Matematica del cuore, dove l’uomo è la costante (visto la ripetitività dei suoi comportamenti) e la donna è la meravigliosa variabile.

Ecco perché possiamo dare quasi tutte le risposte ai “di lui” comportamenti, ecco perché è possibile prevedere l’andamento nel tempo e l’epilogo di molte storie.

Rileggendo il libro prima di dare il Si stampi, pur conoscendo a memoria i miei scritti e le risposte di Eliselle, mi sono divertito e ho riprovato certe emozioni, quelle che provo ogni volta che interagisco con voi, care lettrici e cari lettori.

Spero che La matematica del cuore vi emozioni e, soprattutto, vi aiuti, dandovi le risposte che cercate o, almeno, una nuova via in amore, una nuova road map verso la felicità e, spesso, la rinascita emotiva.

Ci leggiamo in libreria dal 21 novembre e ci vediamo alla presentazione del libro a Milano, il 27 novembre.

Sincerely yours

Spiare il suo cellulare

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L’ultimo gossip corre sul web: a quanto pare Elisa Isoardi avrebbe confessato pubblicamente di controllare il cellulare di Matteo Salvini per gelosia.

Dunque anche i personaggi pubblici sono esseri umani e, come tantissimi, Elisa non ha resistito alla tentazione di controllare il telefono del fidanzato.

Tantissimi lo fanno, lo hanno fatto: basta leggere i commenti su questo blog, o il minisondaggio che ho fatto sulla pagina facebook dedicata alessandropellizzari.com.

Quasi tutti gli amanti che mi raccontano le loro storie sono stati beccati perché hanno lasciato incustodito il telefono, è apparso un messaggio inequivocabile al momento sbagliato o addirittura, i più “tecnologici” e con forte propensione a fare il detective, si sono impossessati della scatola “nera” inserendo localizzatori e sistemi di lettura dei messaggi da remoto.

Non è compito di questo blog approfondire gli aspetti legali di un fenomeno che, per quanto di massa e diffuso, può in certi casi configurare anche un illecito.

Detto questo torniamo al rapporto di coppia con verifica sul cellulare: molti lo hanno fatto, ma quanti lo farebbero?

Una buona quota di voi lettrici dice che non lo farebbe mai e che se ci sono dei sospetti va affrontata la persona chiedendogli spiegazioni e guardandola direttamente negli occhi, una risposta nobile, corretta, che condivido ma… alla prova dei fatti molte di voi non hanno resistito a guardare nel telefonino perché avevano visto una frequenza anomala dell’uso del cellulare, orari strani di chat e cancellazioni furtive e immediate se per caso apparivate dietro di lui in modo inaspettato.

Mi si potrebbe contestare che affrontare un uomo che desta sospetti e che ha qualcosa da nascondere sul telefono (e chi non ha segreti…) significa solo sentirsi dire un sacco di balle (mio padre, vecchia scuola maschilista, diceva: negare, negare sempre, negare anche di fronte l’evidenza) e metterlo in guardia con la conseguenza della sparizione di tutte le prove e la moltiplicazione non dei pani e dei pesci ma delle nuove password (che poi è una risposta eloquente già di per se stessa no?).

Non posso darvi torto: gli uomini che colgono la palla al balzo per dire la verità e ufficializzare una crisi di coppia sono pochi. La maggior parte nega a meno che le prove non siano schiaccianti: allora la maggior parte si genuflette di fronte alla moglie e defenestra in pochi minuti amantati che durano da anni, dove i ti amo si sprecavano come il coraggio di affrontare il coniuge sull’argomento.

Il problema è che la gelosia è uno dei motori dell’amore, e vive in equilibrio con la fiducia. Come ho già scritto, la gelosia è un termometro dell’amore. Parlo di gelosia normale, non patologica e fine a se stessa. Si può essere gelosi del proprio uomo senza fare scenate inutili o spiare: la fiducia è quella che spegne la gelosia quando lui esce con gli amici e fra voi va tutto bene.

Il problema è se non va tutto bene, se si fa meno sesso, se lui è più distante, se i momenti in comune stanno diventando routine. Allora certi comportamenti possono fare venire dei dubbi e allora è difficile resistere alla tentazione di aprire la scatola dei segreti, lo capisco.

Una tentazione fortissima, una sorta di prova del nove sulla sua fedeltà.

Il problema è che questa dimostrazione di mancanza di fiducia, soprattutto se fatta “a freddo”, cogliendo l’occasione quando non ci sono fondati sospetti che qualcosa non vada fra di voi, denuncia un’anomalia nella coppia che può portare molto lontani.

Molte di voi, nel sondaggio che ho fatto, affermano di aver spiato il cellulare del partner solo una volta, perché avevano dei dubbi. La maggior parte, purtroppo, ha avuto una conferma di questi dubbi, e la coppia si è rotta.

Ma altri, e non pochi, non hanno trovato nulla. O, peggio, hanno trovato messaggi a interpretazione aperta. Cosa vuol dire? Quante di voi ricevono messaggi da uomini che vi corteggiano più o meno apertamente? Tante. E non trovo che sia un delitto rispondere in modo cortese, ma anche compiaciuto: una corte garbata fa piacere a tutte, ma rispondere senza mandare a quel paese non significa accettare la corte o iniziare un tradimento, non esageriamo. E, meno di voi, anche noi uomini veniamo corteggiati. E se la cosa può fare piacere a voi figuriamoci come può sentirsi un uomo oggetto dei complimenti di una bella donna! Ma non è detto, soprattutto se siamo felici e innamorati, che questo significhi automaticamente provarci.

Dunque il rischio di trovare delle chat che non sono la pistola fumante ma lasciano a libera interpretazione è pericoloso e potenzialmente fuorviante. Ma anche non trovare nulla può esserlo.

La gelosia, se diventa cieca o schiaccia sotto il suo tallone la fiducia, ci fa vedere in una chat quello che altri non vedrebbero. Così frasi innocue o da corteggiamento light e fine a se stesso diventano prove di tradimento o voglia di tradire. E “non ho trovato nulla” diventa “impossibile non aver trovato nulla, lui ha cancellato tutto quindi qualcosa da nascondere c’era”.

In questi casi spiare il telefonino non è più da L’occasione fa la donna investigatore ma può diventare una vera e propria dipendenza. Si inizia una volta e non si finisce più.

Con conseguenze anche gravi nella vita di coppia, soprattutto se il tradimento non c’era. Mettetevi nei panni dell’altro, totalmente innocente o reo al massimo di aver risposto gentilmente a un complimento di una bella donna: scoprire che viene violata la sua privacy, che esiste un dubbio e una mancanza di fiducia può offendere profondamente e mettere il partner che ha violato il telefono non solo dalla parte del torto, ma in una luce negativa mai successa prima. Dubbi, fiducia, domande verranno allora a chi è stato sospettato. E queste vicende non si risolvono sempre con un “vabbè capisco sei stata gelosa”, possono portare anche a rotture o all’inizio di una crisi di coppia.

Spiare il telefono significa anche vivere male, soprattutto se l’investigazione non porta a nulla. Solo una minoranza si mette il cuore in pace e non ci riprova, e ancora meno usano questo momento di debolezza per affrontare il partner e dirgli: ho fatto una stupidaggine, ti ho guardato il telefono e ti chiedo perdono. Ma L’ho fatto perché ho visto questo, ho colto questo, trasformiamo il mio errore in un confronto che spazzi via tutte le nubi.

Commenta sul sondaggio un lettore:
Se senti il bisogno di spiare il telefonino vuol dire che c’è già qualcosa che non va. Non potrei mai stare con una persona che non mi ispira assoluta fiducia. La persona che sta al mio fianco deve farmi sentire sereno.

Commenta una lettrice:
Mai fatto…..nemmeno quando (scoperto poi dopo che era un dubbio giustificato) ho avuto dubbi. Ho preferito puntare sul cercare di capire perché le cose non andavano più bene tra noi. Se le cose non vanno nella coppia la “colpa” è di entrambi.

Anch’io la penso così ma sono indulgente con chi cade in tentazione: il dubbio è un tarlo che lavora anche nelle menti più equilibrate.

Dunque Parlarne subito è fondamentale. Soprattutto se si è caduti nella tentazione dello spionaggio.

Non è con il controllo che una coppia si spiega e supera i problemi, è con la trasparenza. E poi voi donne avete quel sesto senso che in un confronto con lui è meglio della lampada sugli occhi di un interrogatorio da vecchio film. Fidatevi di voi e di quello che sentite, non di quello che leggete.

E poi Essere sempre dalla parte della dignità e della ragione è un vantaggio inestimabile. Spiare vi fa passare dalla parte del torto, e l’unico modo per rimediare è confessarlo subito. Se lo scoprisse prima lui sarebbe grave. Se lui, dopo che ha scoperto la violazione del suo telefono lo blindasse, avrebbe solo ragione: siete state voi a violarlo. Convincetelo che non è necessario. Se ci credete, ovvio.

Sincerely yours

Commentate e scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

Foto Pixabay

 

 

Quanto sei disposta a sopportare per lui?

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Quanto sei disposta a sopportare per tenertelo?

Esiste una top ten (e più) di nefandezze che un uomo può dire e fare e che l’amante non dovrebbe sopportare.

Di fatto, per amore, molte di voi le sopportano. E non una, che basta e avanza, ma più di una.

Ve le digerite perché pensate: in fondo sono un’amante, sapevo che c’erano dei limiti. Sapevo che avrebbe potuto darmi fino a un certo punto. E poi date più peso ai momenti belli, quelli che vi fanno sopravvivere come un fiore in un deserto (foto Pixabay).

Non è un ragionamento sbagliato, è giusto nelle condizioni di amante porsi dei limiti e guardare il mezzo bicchiere pieno. Ma bisogna anche chiedersi quali limiti Non si possono valicare.

Ci sono parole e atteggiamenti che non possono essere accettati, che non possono essere nascosti sotto il tappeto delle cose belle recenti o passate (il sesso strepitoso, le sue affettuosità, i suoi entusiasmi, il fatto che solo lui vi abbia fatto provare certi sentimenti) perché sono la prova lampante che non solo lui non vi ama, ma non vi rispetta neanche e, di fatto, annullano tutto quello che c’è stato di bello, col tempo anche a livello di ricordi. Il bello, troppo spesso, si rivela contingente. Gli amici si vedono nel momento del bisogno, non solo quando si fa festa. 

Una volta un seriale mi disse: le donne bisogna educarle. No, non era una battuta, era convinto di quello che diceva. Era convinto che le donne vanno sottoposte a test periodici di sopportazione, con l’intento di capire quali margini di manovra e di potere ha un uomo sulla sua “amata”. Dalla possibilità di ottenere la massima tolleranza per la sua vita coniugale fino al punto di tollerare che lui abbia altre amanti, o sparisca per settimane, mesi, senza farsi quasi sentire. Sembra incredibile ma è così.

Ma lasciamo stare i casi limite dei seriali, che sono numerosi ma sono comunque il peggio del peggio: gli amanti maschi “standard”, tranne quelli davvero, sinceramente, senza riserve innamorati e che un domani (domani, non secoli) vi sceglieranno definitivamente creando una nuova famiglia con voi, mettono tutti alla prova nel tempo la vostra tolleranza.

L’egoismo maschile e il culto della convenienza fanno sì che anche l’amante più Apparentemente carino e accudente si comporti come un bambino, prima o poi. Il bambino fa il capriccio per testare la tenuta del genitore: se io piango o faccio il muso il genitore passerà sopra la marachella? Mi comprerà il giocattolo anche se non me lo merito? Lo fa anche l’amante più coinvolto, figuriamoci quello che ha retropensieri di sfruttamento.

E poi c’è la buona fede, la sincerità, la serietà anche nel fare l’amante.

Quando vivevo nella mia grande casa a Venezia, mia nonna gestiva quella che una volta si chiamava servitù, un gruppo di persone che accudivano la famiglia e quel labirinto che rappresentava il piano nobile del palazzo dove vivevamo. Un giorno nonna mi porta da una sua amica: altro palazzo, stesso numero di personale. Per quanto avessi dieci anni, avevo notato il disordine e la trasandatezza della casa, e non mi spiegavo il perché visto che vedevo tutte queste persone apparentemente indaffarate esattamente come a casa mia. Puliscono male, mi spiegò mia nonna. E puliscono male perché si sono accorte che “possono” pulire male. Vedi Alessandro, le persone sono divise in professionisti e tira a campare, tra uomini in buona fede e approfittatori. Se tu sei la padrona di casa e lasci fare, passi sopra alla mancanza di pulizia, chi se ne deve occupare se ne accorgerà e se ne approfitterà. A meno che sia in buona fede: allora tu glielo fai notare, la persona imparerà e la casa tornerà pulita. A meno che sia un professionista: un professionista fa il suo lavoro bene anche se chi lo paga è distratto. Gli altri se ne approfitteranno.

ma torniamo a quello che non si può dire e fare in una coppia di amanti. Ho raccolto, dai vostri commenti e testimonianze, frasi e situazioni limite che avrebbero dovuto farvi interrompere il rapporto immediatamente. O, se arrivate alla fine della storia, non farvi girare più indietro, neanche al suo ennesimo tentativo di interrompere il vostro codice del silenzio.

molte di voi hanno sopportato in nome del sentimento e della parte bella della storia (per quanto piccola), o per paura di perdere lui o nascondendo nella bad bank del cervello il vero significato di certe frasi. Lo ha detto perché è immaturo, perché non ha capito che mi fa male, perché è debole, perché è confuso, perché è succube della moglie o dei figli. Tutta polvere sotto il tappeto.

vediamole queste frasi: la vera traduzione segue sotto

abbi cura di te, ti amerò sempre!

che tradotto vuol dire: fuori dalle balle finalmente. Voi non avete idea di quanti uomini, soprattutto quelli che non hanno neanche il coraggio di lasciare ma vi fanno ammattire fino a farvi lasciare, tirino un sospiro di sollievo quando gettate la spugna. Finalmente libero, pensano. Niente più rotture di coglioni. Sono i più pavidi, perché hanno bisogno che siate voi ad andarvene. Così loro rimangono corretti, non vi hanno lasciate sole, non solo si preoccupano per voi ma vi ameranno per sempre. Abbi cura di te: tradotto ognuno per se è Dio per tutti. Ti amerò per sempre: con il biglietto in mano per il viaggio con moglie e figli già comprato da tempo (costa meno).

Dopo anni di amantato: tu non hai avuto pazienza

non solo avete dovuto lottare per anni con la speranza che lui decidesse di scegliervi ma, quando consumate dalla fatica emotiva dei suoi tira e molla avete detto basta, lui ha anche il coraggio di dirvi che dovevate aspettare. Magari bastava poco? Avete mollato a un metro dal traguardo? Che spregevole bugia: Pure la responsabilità del fallimento di una storia che lui non ha mai fatto decollare… che fortuna aver avuto il coraggio di mollarlo! Non sognatevi neanche per un secondo di pensare “forse dovevo resistere di più”.

Scendi dall’auto o allontanati perché devo parlare con mia moglie

si sa, gli amanti devono gestire anche le telefonate coniugali Cge arrivano sempre come la pioggia quando lavi la macchina, ma un conto è la normale complicità condivisa del silenzio quando chiama lei o lui un conto è che un dittatore imponga l’umiliazione di sparire dal luogo che condividete perché lui deve parlare liberamente con la titolare. Che tradotto significa lei è più importante di te al punto che non posso rimandare la telefonata, non te la voglio far ascoltare (come mai? La deve chiamare amore? Ma non erano in crisi?) e posso umiliarti dicendo esci, ordinandoti esci. A comando, come un robot. Se questo è amore…

Interrompe il coito per rispondere alla moglie

che dire? Non ci credete? Succede eccome. State puntando le vostre speranze su di lui? Ecco, avete la prova che neanche il sesso con voi è più importante della moglie. E se non lo è adesso domani? Quando gli chiederete di decidere? Coito interrotto rapporto sentimentale interrotto. Ah dimenticavo: e l’umiliazione di subire un affronto del genere la mettiamo sotto il tappeto dei sentimenti?

mia moglie è incinta ma fra noi non cambia nulla 

Cosa vuoi che sia un figlio. Non lo fanno mai ma è capitato. O, peggio, lei lo voleva tanto e io cosa dovevo fare? Quest’uomo non considera voi, non considera sua moglie e soprattutto non considera la responsabilità che ha nell’aver messo al mondo un figlio in regime di conclamata crisi coniugale. Un probabile innocente infelice come i suoi genitori. Come fate e farete a fidarvi di uno così?

Ho dovuto farci l’amore per stemperare la tensione

Si sa, i mariti non scopano mai con le mogli. Però poi quando scopri che lo fanno e lo devono ammettere inizia la commedia dell’assurdo. Erezioni impossibili compaiono come per miracolo, orgasmi che diventano immuni dal piacere, coiti nei quali lui inevitabilmente pensa a voi come se tutti gli uomini fossero in grado di estraniarsi dal momento contingente per fantasticare su di voi (pochissimi: è come se guardando un video porno dicessero che pensano a voi). Se poi lui giustifica il sesso coniugale per tenersela buona cosa dirà e farà domani per tenersela buona? E voi davvero credete che in una situazione del genere lui abbia parlato chiaramente alla moglie di crisi coniugale? Come no: non ti amo più ma scopiamo pure.

Lei mi ha sedotto io volevo tornare da te

Uomini scoperti dalla moglie sono capaci anche di questo. Se il coniuge è di quelli che non vuole vedere la realtà è non vuole assumersi nessuna corresponsabilità nel fallimento del matrimonio sarà gioco facile dell’uomo vigliacco scaricare le responsabilità del tradimento su di voi. Un uomo che fa questo non è andato in tilt, non è confuso o debole, non vi ha mai amato e alla prima vera difficoltà vi abbandona accusandovi. Cosa deve fare di più per schifarvi e cancellarlo anche dalla memoria?

soffro troppo rivediamoci 

Siete in codice del silenzio e lui si fa vivo con questa frase. Un barlume di speranza si accende nella vostra mente: senza di me ha capito che non ce la fa e questa sarà la volta buona. Traduzione del soffro troppo: IO soffro troppo, quindi interrompo il silenzio che tu hai dovuto adottare per colpa mia e lo faccio perché? Perché sono andato dall’avvocato e L’udienza di separazione è fissata? Ho una casa mia dove ospitarti da subito? No, perché SOFFRO TROPPO IO. dai una bella scopata e passa tutto. Basta che continui a fare l’amante. E le tue sofferenze? Interrompere il silenzio  per poi doverlo riprendere è come fratturarsi la stessa gamba durante la convalescenza. E ve la rompe lui, perché lui soffre. Che campione di amore e altruismo.

Scrivere solo mi dispiace dopo 40 righe di lei

lui ti ha lasciato. Non importa perché. Tante promesse in passato, poche spiegazioni alla fine. I figli, lei mi può rovinare, i sensi di colpa, le solite giustificazioni. Rimugini e non ti basta. E gli scrivi. Ti costa ma devi farlo. E tocchi tutti i punti. Belli e brutti. Tutte le contraddizioni, le falsità, le bugie, i bidoni, le promesse disattese. Lui ti risponde con un laconico mi dispiace. Traduzione: non me ne frega un cazzo. Non ci spreco neanche una risposta.

Rifiuta l’incontro finale

Assomiglia alla situazione del laconico mi dispiace solo che è più grave. Alla fine di una storia un incontro finale ve lo deve. Deve avere il coraggio di confrontarsi non per giustificarsi o recuperare, ma per rispetto, fosse anche solo per ascoltare e farvi sfogare. Non concedervelo è una mancanza di rispetto che cancella tutto quello che di bello c’è stato.

facciamolo oggi che mia moglie ha il ciclo

Siccome lui ha rapporti più che regolari con la moglie, oltre ai ritagli di tempo che devi subire ora ti fa subire anche quelli sessuali. Perché nei giorni ciclo free lei potrebbe accorgersi della differenza di prestazione se viene anche con te. Complimenti: tu per lui vali come il due di coppe a briscola quando comanda spade, cioè zero. Ma come fai ad accettare una cosa simile?

L’ho fatto perché è la madre dei miei figli

Sempre sul filone del io non scopo mai con mia moglie se non proprio obbligato ecco la scusa più demenziale che mi avete riferito. No comment. Meriterebbe un domani scopo mio cugino perché siamo parenti ed è pure carino.

io ti lascio libera ma se tu ti fai avanti mica ti fermo

Il finto altruista, quello che ti lascia perché pur amandoti troppo o più di tutti non può, spesso dichiara, anzi ti augura di trovare l’uomo della tua vita, ti “permette” di scoparti altri ma, attenzione, se vuoi rifarti un giro con lui o riprendere l’amantato mica so tira indietro. Insomma, per il tuo bene tutto. Un gelosone che ti ama ma siccome è altruista ti scoperebbe in condominio.

Forse il mio era solo entusiasmo

E me lo dici adesso? Ma vaffa!

 

queste sono solo alcune delle frasi testimonianze che ho raccolto. Aggiungete le nefandezze che mancano, che avete sentito o dovuto subire. Io ve le commenterò e tradurrò col vero retropensiero maschile.

 

sincerely yours

 

contatti: anpellizzari@icloud.com

 

Il cialtrone

Ho spiegato a mia figlia Rebecca, 10 anni, cho è il cialtrone. Ecco la sua interpretazione artistica
Ho spiegato a mia figlia Rebecca, 10 anni, chi è il cialtrone. Ecco la sua interpretazione artistica

 

Il cialtrone, per Treccani, è una persona priva di serietà e correttezza nei rapporti personali. Per questo, in amore, il cialtrone è spesso un seriale, un uomo che tradisce per scelta e superficialità di sentimenti.

Ma ci sono cialtroni in amore che non sono seriali ma solo… cialtroni.

Il cialtrone lo scopri quando vi lasciate, o meglio, si fa lasciare perché messo con le spalle al muro, o vi lascia ma vi vende la propria decisione come una scelta di nobiltà d’animo, lo fa per il vostro bene, non per i suoi interessi.

Dunque, scoprirete quanto lui è davvero cialtrone nel momento della resa dei conti: dopo un medio-lungo amantato, stufe di aspettare che lui si decida o metta in atto una delle tante promesse di vita in comune, vedendolo al palo o addirittura fare dei passi indietro gli imporrete la decisione finale.

Ecco, allora, cosa dirà il cialtrone rivelandosi per quello che è… ma attenzione: cercherà di apparire come un uomo dalla nobiltà d’animo, che rinuncia a voi con grande dolore e per proteggervi. Il cialtrone rinuncia a voi per il vostro interesse, questo è quello che vi venderà.

 

MERITI DI PIU’

Il cialtrone, dopo che per mesi o anni ha fatto di tutto, soprattutto a parole per convincervi che valeva davvero la pena continuare a fare l’amante, aspettare, avere pazienza e accontentarsi di prendere le briciole del suo tempo, ora che presentate il conto se ne viene fuori che non è che lui non vuole o non vi ama, ma che non vi può dare di più, e che voi meritate moooolto di più. Le vacanze insieme? Sarebbe stato bello ma è realisticamente impossibile, e tu meriti di più. Ma me le avevi promesse! Ma io le desideravo come te, ma non posso, e tu meriti di più. Ragazze, donne, se voi davvero meritavate di più ve lo doveva dire subito, non dopo aver mangiato tutto il menu del vostro ristorante. Facile mangiare a sbafo continuando a dire “poi saldo il conto” e alla fine non pagare perché i soldi non li ho. Non li aveva fin dall’inizio, cialtrone.

 

NON VOGLIO FARTI SOFFRIRE

Che tesoro questo cialtrone. Ti ha illusa, ti ha fatto digerire rospi come le vacanze con la moglie (magari pure in blackout di comunicazioni perché “sai quando ce lei non posso”), ti ha fatto piangere tutte le lacrime che potevi piangere, ti ha fatto interrompere due o tre codici del silenzio ripescandoti per il rotto della cuffia sempre a suon di promesse mai mantenute e adesso? Non voglio farti soffrire, quindi meglio fermarsi qui o, peggio, il vigliacco ti dice: “se lo ritieni necessario ci fermiamo qui”. Il massimo del cialtrone aggiungerà: “possiamo rimanere amici”. A lui non gliene frega nulla che soffriate, magari ha un goccio di senso di colpa, ma gli passa in fretta e sopravviverà benissimo. Anzi, una volta liquidate, verrà colto da un senso di liberazione che ho visto troppe volte sulla faccia di tanti uomini.

 

VOGLIO MA NON POSSO

Che cosa distingue il cialtrone da un altro uomo che vi lascia dicendo la stessa frase? Che il cialtrone non solo ve lo dice alla fine della storia, alla presentazione del conto, ma fino a un minuto prima vi aveva promesso casa, figli, vita in comune e la qualunque. Il Voglio ma non posso uomo normale invece lo dice subito, cioè anche nella fase post-ludica, quando da amanti “ci divertiamo e basta” siete diventati “sento qualcosa per te e non voglio rinunciare a te”. Il cialtrone passa dal Voglio e lo farò al Voglio ma non posso. Solo che gli impedimenti che c’erano quando voleva e diceva che lo avrebbe fatto sono gli stessi. Ha barato fin dall’inizio. Solo che ve la vende come una cosa successa all’ultimo minuto.

 

SE SOLO TI AVESSI CONOSCIUTO PRIMA

Il cialtrone deve rabbonirvi. Vi sentite deluse, arrabbiate, siete giustamente aggressive per le ingiustizie subite, perché l’evidenza dei fatti è forte, le sue incongruenze, le balle scoperte, i tira e molla sono troppi per mettere la testa sotto la sabbia ancora una volta, anche se per amore. E allora lui cerca di dare la colpa al destino beffardo, vi ripete che siete la donna della sua vita ma che siete capitate nel momento sbagliato o troppo tardi, e che il destino ha tirato un brutto gancio a tutti e due. Mente e cerca di apparirvi vittima alla pari di voi. Il destino non c’entra. La moglie c’era già prima. E per quanto ne abbia parlato male, per quanto abbia dipinto la sua vita come triste, lui oggi scegli sua moglie. Dire se ti avessi conosciuto prima è come dire se fossi nato ricco. I cialtroni danno sempre colpa agli altri, se la prendono persino con il destino, ma sono gli unici responsabili di quello che è successo.

 

DOVRESTI VIVERE LA TUA VITA

Che nobiltà d’animo! Lui non può accontentarvi come vorrebbe, vi ama più di ogni donna al mondo (tranne la moglie i figli e la comunione dei beni) ma è disposto, cavaliere templare a Gerusalemme circondata dagli infedeli, a digerire che voi possiate rifarvi una vita, che tradotto vuol dire avere altre storie d’amore, anzi trovare la vera storia d’amore. Le più dipendenti e obnubilate dall’amore per lui mi scrivono: pensa quanto mi ama, è disposto a sacrificarsi e a tollerare che io possa andare con un altro. Che nobiltà d’animo. Il cialtrone invece vede il terzo comodo come un mezzo per liberarsi di voi in modo indolore, solo che ve lo vende cialtronescamente come suo altruismo. E si frega le mani se trova uno che vi distrae. Quando si accorge che il tempo delle eiaculazioni gratuite è finito, e il prezzo da pagare per continuare è troppo alto, passa volentieri la palla. Geloso? La gelosia è il termometro dell’amore e lui, anche se si presenta paonazzo per la febbre, ha fatto il trucco dello studente: il termometro lo ha messo sul calorifero. Trucco da cialtrone.

 

RECUPERA CON TUO MARITO

Forse senza la mia interferenza dovresti davvero vedere se il tuo matrimonio è irrecuperabile. I cialtroni vi dicono anche questo. Quando vogliono liquidarvi, quelli che magari hanno un edonismo forte e quindi non sono così contenti di sapervi a letto con un concorrente, arrivano a farsi piacere il marito che vi ripropongono come se loro fossero il vostro migliore amico, una persona non coinvolta sessualmente e sentimentalmente con voi, o comunque un eroe in grado di mettere davanti ai suoi stessi interessi e sentimenti quello che conviene per te. In realtà il cialtrone sta cercando un suo sostituto che ti ammansisca in questa fase di grande e inaccettabile fregatura, e vede nel marito il male minore. Che schifo.

 

POVERINO È UN DEBOLE

Quante di voi, di fronte a certi atteggiamenti, invece di riconoscere la firma del cialtrone mi dicono: ma sai non è cattivo, è stato davvero innamorato, è solo un debole. E così lui è riuscito nell’intento non di passare per quello che è, un cialtrone scorretto come un cialtrone, ma per una persona che non ce la fa, che ci ha messo quello che poteva ma poi non ce l’ha fatta. Un po’ come quando vi dice che di malavoglia ha dovuto procurarsi un’erezione sufficiente per un rapporto completo per accontentare la moglie insistente (anche se non lo fanno mai: ma allora perché la moglie insiste?), e che non ha goduto quando ha avuto un orgasmo con lei, magari simultaneo. Ragazze sveglia: il cialtrone premedita tutto. Mentre è a letto con voi e guardate le stelle favoleggiando dalla camera d’albergo, lui già pensa al ritorno a casa e a smacchiare le camicie. Non è un debole, è un cinico pianificatore. È il cagnolino che fa gli occhioni e scodinzola ma se gli tocchi la pappa morde. E la pappa non sei tu.

 

POVERINO È TANTO DEPRESSO E DISTURBATO

Chi se la prenderebbe mai con un malato di depressione, uno che per stare con voi si è trovato fra l’incudine e il martello e il cervello non risponde più? Voi? Mica siete un’arpia, mica ve la prendete con i malati e i vicini ad andare fuori di testa, con un uomo che piange come un bambino! Avete tirato talmente la corda che lui è prima confuso, poi ha comportamenti da disturbato, e ora è depresso, deve prendere i farmaci e andare dallo psichiatra! Se avete a che fare con un cialtrone vi basterà aspettare: mentre avete deciso di lasciarlo in pace e non disturbarlo perché si riprenda e si curi, prima o poi farà una mossa falsa, dimostrando che fa una vita normale. Come un falso invalido che cieco si fa un giro in bici il cialtrone prima o poi si farà beccare sorridente su qualche social con la moglie. A voi credere all’ennesimo “l’ho dovuto fare perché me lo ha chiesto lei”. Usare la salute è uno dei trucchi più gettonati dal cialtrone.

 

Insomma, il cialtrone vuole liberarsi di voi facendo anche la figura del corretto, del nobile d’animo che è disposto a rinunciare a quello che gli interessa di più per il vostro bene. Ma non vede l’ora di liberarsi di voi, ormai troppo ingombranti, il gioco dell’eiaculazione a go go ha fatto il suo tempo e lui ve la vende come la grande rinuncia. Lui ha rinunciato al suo grande amore, voi.

 

Perché tutta questa fatica? Non può liquidarvi e basta? Eh no… Lui vuole uscirne bene con voi e con gli altri. Non vuole fare la parte dello stronzo, non vuole che voi raccontiate alle vostre amiche che M è, non vuole farvi incazzare e dover subire le vostre scenate. Ha paura di voi.

Il capolavoro del cialtrone è lasciarvi convincendovi che avete fatto voi la cosa giusta, che in fondo è una vostra scelta e che lui non ha colpa, ha fatto di tutto per realizzare il sogno. E se un giorno lo accuserete di una delle sue mille colpe perché magari scoprirete che ha una nuova amante avrà anche il coraggio di dirvi: ma sei stata tu a lasciarmi!

La punizione per il cialtrone? L’oblio. Totale. Si rifarà vivo. Trattatelo come un fastidioso e inutile venditore del nulla. Utile come uno scarafaggio sul balcone

Sincerely yours

Dedico questo scritto a Luce, una Superdonna che ha incontrato un cialtrone che l’ha fatta soffrire certo, che l’ha illusa certo, ma che lei ha liquidato per sempre e in pochi mesi trovando oggi il vero amore. Fate Luce sui cialtroni!

 

Chi volesse scrivermi o avere un contatto telefonico: anpellizzari@icloud.com

 

 

 

 

 

 

 

 

Uomo che piange non ama

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Uomo che piange non ama

Una volta il pianto era esclusivo appannaggio femminile, tanto che non pochi uomini erano e sono soliti arrabbiarsi perché “quando sei in difficoltà piangi sempre, mi disarmi con le lacrime e tenti di risolverla così”.

Come se il pianto femminile fosse una scorrettezza nel dialogo di coppia mentre, come scopriremo, spesso lo è se usato al maschile.

Peccato che il pianto sia un moto profondo dell’animo femminile, non una debolezza o, come pensano alcuni di noi incapaci di elaborare emozioni sincere e profonde, una mossa strategica.

Oggi il pianto al maschile è sempre più frequente. Piange l’uomo che “non riesce” a decidere fra la moglie e l’amante. Piange l’uomo che ti ha costretta al codice del silenzio forzato perché ha tradito tutte le sue promesse ma vuole tornare con te. Piange il marito scoperto con un’altra dalla moglie per restare a casa, e tu così scopri di colpo che quella che lui descriveva come un’ombra della sua vita conta eccome, conta tanto che lui sceglie lei. Piange l’uomo che parte per le vacanze con lei, perché ti amo troppo ma… piange lo stesso uomo al rientro delle vacanze, dopo non essersi fatto vivo per due settimane neanche con un messaggio, piange per rientrare nel tuo letto.

Lui piange quindi mi ama: quale prova d’amore più sincera e spontanea. Se piange lui mi ama, nonostante tutto, molte di voi mi dicono. Se piange, nonostante quello che fa nella realtà, “in fondo” mi ama.

Lacrime di coccodrillo.

Recita Wikipedia: Il detto trae origine dal mito secondo cui i coccodrilliverserebbero lacrime di pentimento dopo aver ucciso le loro prede o dopo averle divorate. Esistono diverse varianti di questo mito; spesso la credenza è riferita in modo specifico al caso di coccodrilli che divorano prede umane, ma in alcuni casi viene anche riportato che a piangere sarebbe la femmina di coccodrillo che ha appena divorato i propri piccoli.

Ho visto con i miei occhi uomini piangere al telefono con l’amante per rabbonirla e poi dopo due secondi ridere e scherzare con gli amici.

Ho sentito con le mie orecchie di pianti seguiti da chat e richieste di amicizia ad altre donne, un minuto dopo che il coccodrillo aveva digerito il confronto con la partner ignara, che pure, dopo averlo cazziato per qualche peccato reale e fondato, di fronte al pianto si è prodigata a consolarlo.

Ho letto di storie dove lui piange per farsi perdonare dopo avervi tirato uno schiaffo. Ignobile pianto di un violento contro le donne.

Tutti questi imperdonabili piangono per strategia e per ottenere qualcosa. Lacrime false.

Ma ci sono lacrime vere? Sono convinto che certi uomini piangano perché si sentono male, sentono dolore per amore, è successo anche a me.

Fatta la tara ai caratteri piagnoni, quelli che della lacrima fanno un mezzo di comunicazione ordinario (l’amica e collega scrittrice Eliselle parla di uomini col ciclo) come riconoscere lacrime vere da quelle del coccodrillo?

Fatti care amiche, ancora una volta dai fatti.

Quanto vale il pianto di un uomo che vi ha tradito e continua a tradire? Di quello che ha disatteso per l’ennesima volta le sue promesse? Di quello che vi ha mentito spudoratamente su cose molto importanti e continua a mentire?

Nulla. Il pianto non è amore in questi casi, è un’ultima carta che si gioca l’uomo scorretto dentro l’anima per farvi fare quello che vuole lui, ancora una volta.

Diffidate del pianto maschile, se non è seguito da fatti che giustifichino una cosa importante come la lacrima.

Solo l’uomo coccodrillo piange per uno scopo. Gli esseri normali piangono per dolore o per felicità.

Diffidate del pianto facile e mirato: non è amore. L’uomo che ama davvero piange per commozione e felicità perché non deve lasciare o procurare dolore a se o all’amata. L’uomo che ama non piange, si commuove sull’altare con voi e perché gli donate vostro figlio, suo figlio 

Sincerely yours

Foto Pixabay

 

 

Uomini e amore: dal tutto al niente

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Osservo in spiaggia a Rimini una giovane coppia, e mi colpisce quanto lui si dimostri disponibile anche nelle piccole cose, trattandola come una regina. Come si dimostri paziente

Li osservo giocare a racchette sul bagnasciuga. Lei assolutamente non in grado di ribattere una palla,

Lui premuroso fino all’esaurimento nervoso pur di farla giocare e divertire. Lei immobile su due piedi, lui sempre più vicino per tentare l’impossibile, e cioè farle toccare palla. Alla fine solo due spanne li dividono uno dall’altro. Il gioco è impossibile ma loro sembrano contenti. Sono vicini

Lui ha pazienza

Poi li incontro di nuovo ai giochi dei bambini. Lei sull’altalena, lui che la spinge sorridente, poi si infilano nella carrozza di cenerentola, lui novello principe azzurro e lei senza scarpine. Se ne vanno a manina.

Mi fanno tenerezza, ci siamo passati tutti nella fase idilliaca dell’amore, infantile, a tratti ridicola ma bellissima. Io ci credo ancora

Ma poi il morbo del blog e dell’analisi dei comportamenti maschili mi assale come al solito e mi chiedo: ma com’è che noi uomini passiamo dal tutto al nulla con voi? Com’è che a un certo punto, e a volte è solo questione di settimane, mesi, siamo disposti a essere accudenti e pazienti per poi farvi precipitare nell’abisso del non conti nulla con una aridità che mai avreste sospettato?

Guardando i due fidanzatini ho pensato: sono giovani, lui non è ancora corrotto nei sentimenti da quello che è il Dio del maschio a due teste, l’egoismo e la convenienza.

Tento anche di scacciare il morbo del giornalista, quello del pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca e che, dietro a ogni comportamento umano ci sia sempre un tornaconto o un motivo recondito. E che mi fa pensare, in un lampo, che forse lui si comporta così perché lei non gliel’ha ancora data, o sono al capitolo uno del kamasutra e lui ha una voglia matta di mettere in pratica più capitoli possibili. Sono giovani, magari lui prova ancora gioia nel giocare a racchette con un palo punto e basta.

Scaccio il pensiero dell’opportunismo maschile già attivo a vent’anni ma mi chiedo: perché noi maschi ci trasformiamo, con l’età e l’esperienza con le donne, in peggiori e non in migliori, almeno nella maggioranza dei casi, a vedere l’epidemiologia di coppia?

In una storia, col passare del tempo, perdiamo innanzitutto la virtù della pazienza. Siamo diversi noi e voi: spesso ci piacciono cose diverse, voi sapete fare (molte) cose diverse da noi. Ma se vi amiamo abbiamo pazienza, come quel ragazzo: è irritante giocare con un palo, ma lui ci mette tutta la sua pazienza. È il suo amore per lei che parla o la solita attesa e investimento per la solita cosa?

La pazienza è un metro dell’amore, come la gelosia e il tempo dedicato. Se vi amiamo siamo pazienti, passiamo sopra anche a quei piccoli grandi fastidi quotidiani,  alle differenze che potenzialmente ci dividono sulle piccole cose (vogliamo parlare dell’esco subito cioè fra trenta minuti? Del sono pronta e passano venti minuti? Del telefono perennemente occupato?)  “fastidi” che un uomo non si accollerebbe mai.

Non si accollerebbe mai se non per amore o per interesse?

Il famoso carro dei buoi si è visto superare troppe volte da vostri annessi cutanei intimi per essere ottimista.

Superata la pubertà dei sentimenti, dove siamo più simili e oltre al testosterone c’è spazio anche per le farfalle nello stomaco e il batticuore, in una storia agli esordi, al netto dei colpi di fulmine e degli amori istantanei rarissimi, l’uomo si “innamora” in primis del quanto siete figa e ha in testa una cosa sola: portarvi a letto.

Quanto sia disposto a pazientare per ottenere il risultato dipende dalla vostra bellezza, dal vostro fascino, da quanto lo prende e da quante donne ha in ballo, papabili e non per le mani.

Non dipende dall’amore e Ogni limite ha una pazienza, diceva Totò: passi il gioco delle racchette col palo, passi rincorrersi per i giardinetti  e pici pici bau bau cinguettando per la strada come due uccellini, a un certo punto il maschio medio adulto deve vedere cadere la mela.

Ripensando ai due giovani, soverchiato dal lato oscuro della forza maschilista, già mi vedo quello delle racchette che alla fine della giornata, davanti al portone della sua bella, invece di sentirsi dire sali riceve un bacetto. Ma come, ti ho fatto giocare, ti ho spinto sull’altalena, ti bacio da ore che non ho più saliva, zoppico per l’erezione continua , siamo andati a cena e questo è il risultato? Altro che pazienza…

Insomma, più andiamo avanti negli anni e collezionando donne, più la virtù della pazienza, che è anche attenzione e ascolto, è amare, scende di margine.

Un po’ come il bacio: all’inizio ci si bacia tantissimo e poi si finisce con usare il bacio come sfuggente preliminare dell’amplesso o, peggio, come saluto standard tipo parenti.

Una volta una donna mi ha detto: solo i liceali si baciano. Forse. Ma che peccato non avere la voglia di baciarvi di più e sempre.

Se la voglia di fare certe cose, anche di avere pazienza scappa, scappa anche l’amore. O non avrà il tempo di decollare.

Ps: e voi quanta pazienza avete con noi? Spesso disumana. Siete sempre voi le migliori, noi siamo disturbati da quisquiglie come il vostro telefono occupato o che non prende. Dovremmo prostrarci ai vostri piedi.

Sincerely yours

Sono confuso

Confusion king crimson
Confusion king crimson

Sono confuso. L’uomo medio messo alle strette da una donna stufa di promesse non mantenute o di indecisioni, amante o fidanzata che sia, di fronte all’ultimatum del Adesso decidi si sentirà quasi inevitabilmente dire Sono confuso.

Sono confuso è la nostra carta jolly per non dare risposte. Sono confuso non significa sì e non significa no, significa Dammi tempo perché sono confuso.

Stavo per uscire di casa ma adesso sono confuso. Sono uscito di casa ma tu per ora non vieni ad abitare con me perché sono confuso. Non lascio l’altra perché sono confuso.

In realtà, nel 90% dei casi lui non è affatto confuso. Dentro di se sa che non esce di casa perché ci vuole rimanere. Non ti vuole con lui perché o vuole tornare a breve dall’altra o vuole sfruttare la nuova vita da single per scoparsi il mondo. O sa che la moglie non la lascerà mai.

sono confuso è solo prendere tempo, o per farti rimanere e pazientare o per stancarti finalmente in modo che lo lasci tu

i confusi dopo anni di amantato sono Una contraddizione in termini: come spiegare a una donna con la quale stai da anni e chiamavi amore che adesso sei confuso? Perché ti ha beccato la moglie? Non sei confuso, ti ha beccato e fai marcia indietro.

A proposito: mentre a voi dice sono confuso all’altra ha già detto che non vi vedrà più e che è stata una sbandata perché era confuso

Care amiche, Sono confuso è l’inizio della fine. E richiede una sola risposta: io non sono confusa, addio.

 

Sono confuso non è un grido di dolore, è un’offesa per voi

non perdete tempo con i confusi dell’ultima ora

l’amore è cieco ma ci vede benissimo e, soprattutto, non è mai confuso

 

sincerely yours

 

scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

 

 

 

Il lumacone estivo

 

Foto Pixabay
Foto Pixabay

 

C’è una specie di lumaca che per fare la sua apparizione non aspetta l’arrivo della pioggia ma la partenza estiva della moglie o della fidanzata.

Appena salutata lei e la famiglia, lo vedo girare le spalle al treno e fregarsi le mani, sorriso a 400 denti e sguardo da cacciatore velato dagli occhialoni neri da Cucador.

Eh sì, il lumacone estivo adora il sole e la spiaggia, non l’erba e la pioggia.

Racconta un’amica lettrice, che ringrazio perché mi ha dato lo spunto per questo mio post, che da anni, stessa spiaggia stesso mare, puntuale si ripresenta il lumacone estivo che, sbavando per ogni bikini in vista, offre subito l’aperitivone. Il suo allude a un passato di una fugace liaison estiva (sapesse di non avere passato l’esame dimensioni prestazioni… potreste distruggerci con una frase ma siete sempre delle signore, noi non altrettanto signori), gli altri alludono a notti infuocate a portata di mano.

 

Il lumacone estivo standard veste costumino succinto per ostentare virilità enormi (salvo buon fine), occhialone di marca (forse), orologione specchio per le allodole (della serie io può, a meno che non sia un Rolex da spiaggia, come chiama il mio amico quelli tarocchi) e sorriso hollywoodiano.

Oltre a millantare capacità amatorie presentando curriculum dettagliato delle sue avventure passate, il lumacone estivo è sempre libero. Non ha moglie, è separato in casa, ha moglie ma sono da anni come fratello e sorella, è il rappresentante del matrimonio bianco. Se poi non è sposato ma “solo” convivente o fidanzato, la presenza della partner lontana in quel momento viene negata. Una lei non esiste.

Se non avete niente di meglio da fare, divertitevi ad accettare l’aperitivo con lui (mi raccomando ordinate champagne, trovo educativo farlo spendere, soprattutto se è tirchio e gli accessori che indossa sono tutti Made in Atlantide) e, dopo aver ascoltato quanto già vi ama, le sue teorie sul colpo di fulmine ed essere stata promossa in un secondo la più bella dell’adriatico Fategli notare come si veda la mancanza di abbronzatura sull’anulare sinistro o uno strano solco, come se avesse portato la fede Fino alla sera prima.

c’e anche Il lumacone da città, quello che resta a lavorare mentre la famiglia parte. Uscito dall’ufficio si trasforma indossando bermuda e camicia bianca petto in vista, Clark Kent diventa Superman e inforca la moto ferma in garage in attesa dell’occasione. La sua spiaggia sono i locali estivi della città, la sua preda qualunque donna che respiri. Tutta mia la città è il suo motto. Dopo il cocktail vi inviterà a casa sua per vedere la collezione di scuse per scoparvi, tanto le foto di famiglia sono tutte nascoste in una stanza, rimosse a tempo debito per trasformare il tetto coniugale in pied à terre da separato in casa. Ovviamente anche lui vive un matrimonio di facciata. Invito da declinare solo per il cattivo gusto di usare la casa di famiglia come motel.

il lumacone da spiaggia o da città può essere divertente se avete il senso del ridicolo, utile se siete in grado di usarlo come toy boy (ammesso e non concesso che sia all’altezza della situazione, chi parla troppo di solito combina poco), allora potete trasformarlo in lumacone usa e getta.

quello che vi prego di non fare e di credergli o, peggio, pensare di poter costruire qualcosa con lui. Il suo è un mondo artificiale che finisce nel momento in cui chiama la moglie, allontanandosi verso la battigia per rispondere al telefono. Scusa un attimo, devo rientrare un minuto nella realtà è poi torno a sbavare.

E la povera moglie? Il lumacone, se lo guardate  bene, ha spesso le corna. Perché lui parla e si toglie la fede al dito ma lei non parla, non se la toglie, e spesso fa. Anche in montagna. Anche se piove.

 

parliamone: anpellizzari@icloud.com

sincerely yours

 

 

Il tradimento, veleno e medicina della coppia

Il tradimento, veleno e panacea - foto Pixabay
Il tradimento, veleno e panacea – foto Pixabay

 

Il tradimento morde come un serpente quando lo scopri. Ti avvelena, distruggendo la coppia, disgregandola in un abisso di dubbio e mancanza di fiducia.

Oppure è una medicina salvifica, che fa riemergere dai torpori e dall’indifferenza che hanno portato la stessa coppia al tradimento. Il veleno allora immunizza lui e lei da futuri tradimenti, se riescono a sopravvivere al morso.

letale se la fiducia non decolla, letale se il dubbio serpeggia ogni volta che lei esce con le amiche, lui fa tardi al lavoro, lei viaggia, lui dorme fuori

 

Dal tradimento una coppia muore o risorge

 

Sul tradimento gli amanti prosperano o decadono, si consumano.

 

Anche gli amanti che hanno reso possibile il tradimento o ne escono distrutti o formano una nuova coppia.

 

Il tradimento è sublime nei suo effetti, perché porta alla soluzione estrema. Il tradimento distrugge per ricostruire. Sempre.

Poveri coloro che non riescono a trasformare il tradimento in rinascita, in un nuovo futuro. Vivono nel limbo. Pur avendo toccato il fondo non saliranno mai in superficie, anche se la vedono. Che grande occasione sprecata.

 

Poveri coloro che usano il tradimento per sopravvivere senza cambiare mai. Respirano, vero, ma non nuoteranno mai in mare aperto. Con lei

 

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce. O che risorge

 

sincerely yours

 

anpellizzari@icloud.com

 

 

 

@anpellizzari

Ecco La matematica del cuore, il mio nuovo libro

Ci siamo finalmente! Ve lo avevo annunciato, molte lettrici lo aspettavano e ora posso dirvi, rivelarvi tutto: il mio nuovo libro si intitola La matematica del cuore e uscirà in tutte le librerie il 21 novembre 2019.

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