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Starbene e La matematica del cuore

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Fra le tante recensioni che si sta guadagnando La matematica del cuore sui giornali e online mi ha fatto ovviamente particolare piacere quella del mio giornale Starbene (ci lavoro dal 1993).

Doppio piacere perché il vicedirettore Sabrina Barbieri ha deciso di dare ampio spazio alla recensione, di posizionarla nella primissima parte del nostro settimanale e di affidare l’articolo all’amica e collega Antonella Paglicci, che vi anticipo presenterà una delle tappe del tour del mio libro e di Eliselle ad Arezzo.

Per chi si fosse perso il numero di Starbene ecco la pagina su La matematica del cuore, utile anche per chi non ha ancora acquistato il libro, così grazie ad Antonella se ne può fare un’idea.

 

 

grazie Starbene!

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IL TOUR IN TAPPE

Milano a gennaio

Modena e Parma il 16 febbraio

Roma e Torino a febbraio

Arezzo a marzo

Venezia a Maggio

Testa cuore e sesto senso femminile

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Seguire la testa o il cuore? E quanto fidarsi del famoso sesto senso femminile? Rispondo secondo le regole de La matematica del cuore in questo video girato alla Prima della presentazione del libro a Milano

 

 

 

Reumatologia da zero a 100

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Cari lettori, ho avuto l’onore e il privilegio di presentare questa iniziativa al pubblico e ai colleghi della stampa, unica nel suo genere, firmata da un’istituzione della città di Milano (e non solo), il Gaetano Pini, che rappresenta una importante conquista per la salute pubblica, a partire da quella dei tanti bambini affetti da malattie reumatiche, un tema che, essendo papà, mi preme particolarmente.  Ospito quindi volentieri il comunicato stampa dell’iniziativa. Leggetelo: capirete l’importanza dell’iniziativa. E diffondetelo: chi ha questi problemi deve sapere dove sono le eccellenze, anche per la ricerca.
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Buone notizie per gli oltre 5 milioni di italiani con malattie reumatiche (di cui il 75% donne)
Stessi sintomi, stesse modalità ma senza distinzione di età.
Cambia la gestione delle malattie reumatiche grazie al 1° progetto nazionale per la migliore continuità clinica del paziente da 0 a 100 (anni)  
Si chiama “Da zero a cento” il primo e unico progetto nazionale di reumatologia in grado di gestire e accudire pazienti di tutte le età sotto l’unico tetto del Presidio Ospedaliero Gaetano Pini di Milano. A vantaggio di una gestione più consapevole e autonoma dopo l’adolescenza, una maggiore continuità di cura e di informazioni cliniche e psicologiche. Con un occhio molto attento alla ricerca e alla diagnosi precoce
in tempi decisamente più rapidi
Milano, 03 dicembre 2019 – Negli over 60 la più frequente forma reumatologica è l’artrosi (più di 4 milioni di pazienti),per gli under 50 l’artrite reumatoide (0,5%) e per i giovani sotto i 16 anni l’artrite idiopatica giovanile (incidenza di 1 a 1000). Come un cerchio che si chiude, i principali segni di una malattia reumatica toccano tutte le fasce di età con gli stessi sintomi: rigidità al mattino, impaccio nei movimenti, zoppia, non sempre dolore. E la peculiarità è che colpiscono nello stesso modo tutte le età.
È questo il contesto in cui si inserisce il progetto di reumatologia “Da zero a cento”, grazie alla lungimiranza e all’azione dell’Istituzione dei due fondatori e promotori a latere dell’incontro organizzato dalle due unità operative di reumatologia (clinica e dell’età evolutiva)  dell’ASST Gaetano Pini-CTO e dell’Università di Milano.
La reumatologia “Da zero a cento” è un progetto, unico nel suo genere in Italia, che oggi diventa realtà. Ha come obiettivo quello di prendere in carico i pazienti affetti da malattie reumatologiche seguendoli con continuità clinica nella gestione e nell’accudimento del paziente dall’anno zero, appunto, fino al’età avanzata (come cento anni), nella stessa struttura ad alta specializzazione – spiega Roberto CAPORALI, Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Reumatologia Clinica, ASST Gaetano Pini-CTO di Milano – Sono dunque due le anime: quella della cura dei bambini e quella della cura degli adulti, dove abbiamo messo tutta la nostra esperienza, quella del Gaetano Pini di Milano come ospedale e dell’Università di Milano”.
Un bambino che entra nel Progetto “Da zero a cento” potrà ora contare non solo su un team multidisciplinare di esperti (dagli ortopedici agli oculisti), coordinato dal reumatologo pediatra, ma anche sulla continuità di cure, di condivisione delle informazioni cliniche e psicologiche che lo riguardano fino all’età adulta e anche dopo.
Stiamo dando una svolta al problema del momento della transizione in modo indolore, evitando interruzioni e rivoluzioni di struttura e di riferimenti –  continua Rolando CIMAZ Responsabile Unità Operativa Complessa di  Reumatologia Pediatrica, ASST Gaetano Pini-CTO di Milano – Il ragazzo che diventa adulto di solito si trova spiazzato, perché
per la sua malattia passa repentinamente dalla gestione dei genitori a una gestione più
e più atonoma della malattia. Anche le terapie posso cambiare, come i referenti, che di
solito sono in un altro ospedale rispetto a quello di riferimento pediatrico, e sarà poi il
medico di base, che non è sempre preparato in questo campo così specialistico, a
diventare il nuovo “pediatra”. Una rivoluzione che spesso porta a diagnosi ritardate (dai 6
mesi all’anno e mezzo di media), ma anche all’abbandono delle terapie in atto”.
Si calcola che, se non curate adeguatamente e in tempo, in 10 anni la metà delle forme
più gravi portano a invalidità permanente. Nel caso dell’artrite reumatoide, l’inabilità
nelle mansioni giornaliere e nel lavoro colpisce il 50% dei pazienti, e una persona su 5
dovrà sottoporsi a un intervento per protesi articolare. “E’ strettamente fondamentale che
la diagnosi arrivi il più presto possibile, e una struttura come la nostra ha anche questo
compito – precisa Caporali –  Il nostro obiettivo è la diagnosi sotto il ritardo medio attuale,
quindi sotto i 6 mesi: puntiamo a entro i 3 mesi. Anche perché le malattie reumatiche
hanno un andamento evolutivo cronico e possono portare alla disabilità. La diagnosi
precoce è fondamentale ed è un obiettivo primario del progetto da zero a 100”.
In media i ritardi delle diagnosi variano dai sei mesi all’anno e mezzo, per una serie di motivi legati alla complessità di queste malattie e alla transizione fra pediatra e medico di base che crea un “vuoto” anche diagnostico. “La transizione, ovvero il passaggio dall’età pediatrica a quella della maggiore età ha un impatto psicologico pesante sui ragazzi e sulle famiglie – spiega Silvia OSTUZZI,Responsabile Progetti ALOMAR (Associazione Lombarda Dei Malati Reumatici)– Avere un riferimento unico e una continuità nel tempo è un vantaggio enorme. Noi come Associazione affianchiamo il progetto sul campo, con informazione, aiuto e supporto a tutte le persone affette da malattie reumatiche, da zero a 100 anni. Ci sentiamo a tutti gli effetti parte del team”. “Sono molti i giovani pazienti che possono soffrire per mesi prima che venga fatta loro l’esatta diagnosi e prescritta una cura efficace – precisa Valeria GERLONI, Presidente ARG (Associazione Artrite Reumatoide Giovanile) – Il nostro impegno è a fianco dei genitori, pediatri e insegnanti per evitare che possano scambiare i primi sintomi dell’artrite idiopatica giovanile (es. presenza di dolore e/o tumefazione persistente, la cadenza mattutina del dolore, dito o ginocchio gonfio, difficoltà motoria che migliora con il movimento) per dolori postumi di un gioco, sottovalutando la necessità di indagini approfondite”
Esiste anche una responsabilità dei familiari di pazienti in età avanzata che pensano che l’artrite sia una normale conseguenza della vecchiaia. “Non è così, ed è un vero peccato, perché si può fare molto per i sintomi, per il decorso di queste malattie e per la qualità di vita, soprattutto per l’artrite reumatoide. E oggi abbiamo soluzioni terapeutiche nuove – conclude Caporali – Un intervento su questa patologia porterebbe vantaggi anche sulla spesa complessiva che in Italia supera i 4 miliardi di euro l’anno, dei quali la metà sono in perdita di produttività per malattia sul lavoro. L’artrite reumatoide è responsabile ogni anno di oltre 13 milioni di giornate di assenza dal lavoro, con un costo di circa un miliardo e mezzo l’anno (in perdita di produttività si sfiora il miliardo di euro”.
I due team cosi concepiti e organizzati, oltre a curare i pazienti a stretto contatto, sono anche nelle condizioni di studiare e produrre ricerche insieme. “Uno dei campi su cui concentreremo i nostri sforzi sarà proprio quello dello studio delle differenze e delle concordanze fra diverse età in campo terapeutico – conclude Caporali – Vogliamo anche capire perché le donne si ammalano di più, dato che ad oggi non ci sono spiegazioni definitive: la teoria che si basa sugli assetti ormonali femminili è solo un’ipotesi, dobbiamo capire di più”. Il progetto “Da zero a cento” è operativo: basta prenotare una visita presso il Presidio Ospedaliero Gaetano Pini di Milano per entrare nel “sistema” ad alta specializzazione che accompagnerà il paziente per tutta la vita.

 

Semplicemente donna

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Semplicemente donna

di Daniela Luisa Luciani

Viviamo le nostre vite, le nostre scelte come sentiamo e come desideriamo, poi, capita di avere una battuta d’arresto per motivi non legati ad una situazione di passaggio ma ad uno stato di cose: essere donna. Un lavoro a cui si ambiva che ci viene precluso, perché l’affidabilità di una donna passa per le vite di cui deve farsi carico. Dietro questo, ci sono tantissimi condizionamenti culturali, l’uomo ha il tempo e la possibilità di mettersi completamente a disposizione ma perché? Non ha genitori, figli di cui farsi carico come le donne? Siamo proprio sicure di aver la libertà che viene tanto decantata? Paesi occidentali, famiglie moderne eppure anche tra noi la libertà reale tante volte viene meno, schiacciata dalla violenza, fisica, verbale psicologica, subdola e in varie forme che non conosce limiti di età, classe sociale o ambiente. Triste è che i limiti imposti ci vengono da una cultura radicata nelle stesse donne, nonne, madri a cui è stata imposta ma che continuano a diffonderla e c’è chi si ribella ma c’è anche chi la attua ancora in modo “naturale”. “Quel lavoro porta via troppo tempo alla famiglia”, “chi si occuperà dei figli”, “chi della casa”, allora fai un lavoro meno impegnativo e quindi meno pagato. Se non puoi ambire ad un lavoro “da uomo”, tanto vale non studiare per quello, ma per qualcosa di più semplice che poi qualcosa da fare si trova o c’è sempre un uomo che penserà a te, rendendoti dipendente. Facile pensare che siano meccanismi che appartengono al passato, la realtà e i fatti di cronaca ci dicono altro.

E’ proprio a questi modelli comportamentali che si incomincia a ribellarsi, molto viene fatto ma moltissimo ancora è da fare, allo sradicamento di questi preconcetti e a tanto altro che mira il premio “Semplicemente Donna”, giunto alla sua settima edizione (www.premiosemplicementedonna.com). Il presidente Angelo Morelli e la vice presidente Chiara Fatai sono a capo del comitato Organizzatore formato da altri 22 membri fra imprenditori, dirigenti, amministratori, medici e docenti, affiancati da una giuria composta da 25 membri tra cui scrittori, giornalisti, ex-premiate e persone impegnate nella promozione dei diritti e dei riconoscimenti delle donne di tutto il mondo. La straordinarietà di questo premio stà proprio nell’ampiezza del suo raggio, i riconoscimenti per il coraggio, l’impegno sociale e civile, l’informazione, la ricerca scientifica e i diritti umani, sono a livello internazionale. Proprio per questo, la manifestazione, svoltasi quest’anno tra Castiglion Fiorentino ed Arezzo ha ricevuto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, il patrocinio della Camera dei Deputati, del Comune di Castiglion Fiorentino, della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo, solo per citarne alcuni. Questo progetto vuole dare voce a questo tema soprattutto attraverso la prevenzione “La vera azione di contrasto contro la violenza è un’azione educativa culturale. Costruire, quindi, forme di contrasto contro la violenza in ogni genere, cercando la massima divulgazione ed il massimo confronto” questo uno degli obiettivi divenuto quasi un motto.

Tra le premiate di quest’anno Suraya Pakzad per i Diritti Umani, Nicoletta Milione per Donna Coraggio, Susanna Rosi per la Ricerca Scientifica e Monica Peruzzi per l’Informazione che hanno ricevuto il premio da alcune delle donne premiate lo scorso anno come Filomena Lamberti, Widad Akreyi solo per citarne alcune. Ognuna con la sua storia, fatta di violenze e privazioni perpetrate da regimi o da persone a loro vicine come mariti o compagni o donne che per vedere loro riconosciuto un ruolo a cui sulla carta hanno diritto, sono costrette a recarsi all’estero perchè nella realtà, non è così semplice e mancano modelli femminili a cui fare riferimento.

Moltissime donne sono ancora vittime di violenza, un fenomeno sommerso ma in crescita, i dati preoccupanti che invece emergono da denunce e richieste di aiuto, parlano di 6 milioni di donne tra i 16 ed i 70 anni,solo in Italia che, almeno una volta nella vita, abbiano subito una forma di violenza.

Dai dati emerge anche che i punti su cui, chi attua la violenza, fa forza, sono la dipendenza emotiva ed economica della vittima, ragion per cui occorre lavorare sull’autostima e l’indipendenza della donna. Vanno anche abbattuti stereotipi che vedono la realizzazione personale nella relazione col partner, tutti meccanismi subdoli e silenti che intrappolano e rendono più difficile non solo spezzare le catene ma, a volte, anche il semplice parlarne. Tanto si fa ma tantissimo si deve ancora fare, bene tenere alta l’attenzione, ottime le iniziative come il citato evento “Semplicemente Donna” ma agiamo tutte a cominciare dal nostro quotidiano, non accettando, non subendo e non passando sopra, ma anche supportando, educando figlie e figli alla parità di genere e soprattutto attuando una solidarietà femminile non in situazioni che si presentano sporadicamente ma in ogni azione e pensiero che accompagna la nostra giornata di donna fiera e consapevole del suo valore.

Un uomo sensibile ne La matematica del cuore

La matematica del cuore
La matematica del cuore

Esistono uomini sensibili come le donne, e che partner sono? Rispondo in questo video

 

 

 

 

Mia figlia Rebecca e la Matematica del cuore

Chi mi segue sa che mia figlia Rebecca è la intervistatrice ufficiale dei video della Matematica del cuore. Naturalmente è stata la guest star della Prima del libro alla Rizzoli Galleria di Milano. Ecco il video

 

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Com’è nata la matematica del cuore? Come ci siamo conosciuti io ed Eliselle? Che cosa c’entra il fatto che lui non scrive e non risponde?

 

Scopritelo in questo video

 

 

Videofoto story della Prima La Matematica del cuore a Milano

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Ieri a Milano alla Prima, la prima presentazione de La matematica del cuore alla Rizzoli Galleria eravate tantissimi! Più di cento, le sedie non bastavano e mi scuso con quelli di voi che hanno avuto la pazienza di rimanere ad ascoltare in piedi.

Amici, colleghi giornalisti, parenti (mia figlia Rebecca in primis ma c’erano anche Sebastiano e Nicolò), preziose contributor del blog come Daniela (che ha scritto qui i post sui narcisisti), ma soprattutto voi, care lettrici. Siete venute da lontano: Piemonte, Toscana, Veneto (special guest Laura!) Lombardia e non solo. Grazie davvero!

E che bello conoscere di persona e parlare con alcune di voi più assidue commentatrici e… che ridere… Prima ci si presentava ovviamente con lo pseudonimo e poi con il nome “ufficiale”. Bellissimo.

Sono state due ore indimenticabili di saluti, abbracci, dediche, risate, battute con Eliselle, la mia coautrice, e Manuela, perfetta padrona di casa e presentatrice. Senza dimenticare il siparietto molto apprezzato di mia figlia Rebecca (prossimamente il video) e la supervisione dell’evento di sua madre, Rita.

Due ore che sono volate come le copie a vostra disposizione: ne avete acquistate più di 60! Grazieeeeeeeeee!

Tante di voi si sono scusate per non essere riuscite a raggiungerci (la pioggia e influenze varie non hanno aiutato, oltre alle oggettive distanze): non temete, ci rifacciamo.

Inizia infatti il mio tour che prevede sicuramente, ad oggi, Parma, Modena, Ferrara, Torino, Roma, Firenze, Venezia. Ma sono solo i primi appuntamenti (avrete presto le date), altre città si stanno aggiungendo, e si rifarà sicuramente anche a Milano.

Intanto grazie, comprate il libro, consigliatelo, fate le recensioni se lo acquistate online (su Amazon siamo secondi!) e regalatelo per Natale a un’amica e, perché no, anche a un uomo, chissà che non impari qualcosa!

E ora godetevi foto e video (con la domanda sulle donne che vogliono cambiare gli uomini della prestigiosa amica scrittrice medico e guru Maria Giovanna Luini) di ieri

Sincerely yours

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Meno 2 alla Matematica del cuore

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Meno 2 giorni alla presentazione de La Matematica del Cuore

Ci siamo! Mancano 2 giorni a mercoledì 27 novembre, quando presenterò il mio libro alla Rizzoli Galleria, galleria Vittorio Emanuele a Milano alle 18,30. Vi aspetto e…

nel video trovate altre due belle news!

Sincerely yours

Matematica del cuore: le storie che racconti le hai vissute?

4 domande sulla Matematica del Cuore

Special guest Rebecca Pellizzari

  1. Ma le storie di coppia che racconti nel libro tu le hai vissute?
  2. Descrivi molti profili di uomini da sposare o evitare. Tu in che profili ti riconosci?
  3. Dove troviamo la Matematica del Cuore? E quando?
  4. Avremo l’occasione di incontrarti?

#lamatematicadelcuore #ilmiolibro #alessandropellizzari #acasadiale #blogpellizzari #amantato #tradimento #amanti #amore #coppia #fidanzatidiversi #amare #moglie #marito

Www.alessandropellizzari.com

 

 

Ecco La matematica del cuore, il mio nuovo libro

Ci siamo finalmente! Ve lo avevo annunciato, molte lettrici lo aspettavano e ora posso dirvi, rivelarvi tutto: il mio nuovo libro si intitola La matematica del cuore e Dal 21 novembre 2019 potete acquistarlo direttamente su Amazon

@anpellizzari

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