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Bacio in diretta: colpa delle donne

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Dopo il bacio proibito in diretta allo stadio
Lui nega, chiede scusa e rilancia: sono le donne che ci provano. 
E per 7 mogli su 10 bastano le scuse, ma solo temporaneamente
Il caso dell’Ecuador sta facendo rabbrividire i tifosi (ma non solo quelli) di tutto il mondo, ora sicuramente più attenti a gesti amorevoli con l’amica di turno sugli spalti. E la moglie? La soluzione delle scuse sembra funzionare, ma le coppie che sopravvivono a un tradimento sono solo il 20% come raccontano gli autori del libro “La matematica del cuore” 
Milano, 27 gennaio 2020 –  E alla fine tornano tutti a testa bassa dalla moglie? Se quello che viene riportato dai media è vero, il tifoso in questione avrebbe, all’inizio negato il bacio in diretta, per poi invece chiedere scusa alla moglie, aggiungendo che sono le donne cacciatrici in sostanza a provocare, a indurre in tentazione.
“Insomma, noi maschi siamo dei poveri Ulisse in balia delle sirene di turno, e se qualcuno non ci lega cascarci è inevitabile. Siamo alle solite: l’uomo, quando viene beccato in flagranza di scappatella si trasforma in un nano secondo da seduttore a vittima. E il tifoso sudamericano non è altro che il prototipo di una categoria di uomini che ho descritto su alessandropellizzari.com e nel mio libro. Uomini che si comportano in modo ciclico e uguale, secondo un format che li accomuna: la ritirata più o meno strategica. Almeno la metà degli uomini scoperti dalla moglie con l’amante – interviene Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista e autore del libro “La matematica del cuore” – si tramuta in un secondo da focosi amanti in zerbini e, quel che è peggio, addebitano spesso ogni responsabilità del fattaccio all’altra, che da “donna più importante della mia vita” si trasforma in seduttrice rovinafamiglie. Così, dando la colpa alle amanti come categoria spaccamatrimoni, il coraggioso di turno cerca di evitare di essere messo alla porta con addebito. E, nel 70% dei casi, gli va bene. O perché la moglie è ancora innamorata e tenta un recupero nonostante il tradimento evidente e spesso datato o perché decide di fare lo struzzo, o perché non vuole ammettere che il matrimonio è finito o perché non le conviene. Allora, il capro espiatorio servito sul piatto d’argento dal marito pentito diventa una soluzione. Temporanea però: solo il 20% dei matrimoni sopravvive a un tradimento trasformandosi in rinascita vera della coppia, i restanti rimangono a rischio nuovi tradimenti, il tempo di uscire dal regime di detenzione e controllo coniugale stretto”
Una nuova conferma di quanto i media e i social siano diventati croce e delizia, capaci di distruggere la vita di chiunque. Quindi che si fa?
“Niente, ci si adatta. Giocando anche sporco. In fondo, hanno pure ragione: non possono mai stare tranquilli un attimo. Non hanno nemmeno la possibilità di prendersi 5 minuti di pausa da moglie o fidanzata, e starsene per i fatti loro insieme all’altra, che ecco arrivare un operatore tv che gira un filmato o scattano una foto, facendoli finire in direttissima sul web, rischiando il pubblico ludibrio e un matrimonio a rotoli con tanto di colpa e assegno di mantenimento. Poverini – continua ELISELLE, coautore de “la matematica del cuore” – Si sa che non è colpa loro: come diceva bene quel povero tifoso che sugli spalti baciava una donna al suo fianco (ma no, non la baciava, non è vero, non è come sembra, la foto è tendenziosa, è solo un errore di prospettiva, è un gioco d’ombre) che non era la moglie, è tutto un grande equivoco. Una trappola. Un complotto. Fino a quando le donne saranno disposte a bersi queste balle con tanto di prove, esisteranno sempre tanti uomini che la faranno franca e non impareranno mai. Cosa? Ovvio, a prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Che, fino a prova contraria, hanno sempre delle conseguenze”
Gli autori de “La matematica del cuore” 
Alessandro Nicolò Pellizzari (Milano 1961 ma veneziano di famiglia e nel cuore) è padre di tre figli. Doveva fare l’avvocato ma è diventato giornalista più di trent’anni fa. Prima al Corriere della Sera come collaboratore del Corriere Salute, poi c/o Mondadori e ora c/o Stile Italia Edizioni a Starbene, occupandosi sempre di medicina e sanità e dove oggi è vicecaporedattore. Ha scritto diversi libri di salute e benessere con Sperling, Electa e Mondadori (l’ultimo è Liberi dalle diete). Autore televisivo e docente di comunicazione, ha fatto anche parte di diversi Comitati etici ospedalieri e di Società scientifiche. Il suo blog sulla coppia, che ha toccato il milione di visite, è www.alessandropellizzari.com
Eliselle è nata a Sassuolo, è laureata in Storia Medievale, scrive e organizza eventi letterari. Ha al suo attivo dieci romanzi di generi differenti, numerosissimi racconti, diversi saggi e collabora con magazine, testate e portali online occupandosi di stili di vita, interviste, letteratura e guide alternative. Nel 2010 è uscita con la guida Centouno modi per diventare bella, milionaria e stronza (Newton Compton), nel 2015 ha pubblicato con Carlo Vanni un ebook gratuito intitolato 24 motivi + 1 per cui l’amore dura tre anni (Damster Edizioni) come regalo di Natale ai lettori. Il suo sito personale è www.eliselle.com
Il libro
Titolo “La matematica del cuore”
Disponibile in tutte le librerie e negli store online
Editore Cairo
Pagine n° 366
Costo € 16,00

Tornare con l’ex: funziona la minestra riscaldata?

 

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Brad e Jennifer di nuovo insieme?

 

Quando funziona la ”minestra riscaldata” e quando no

Una “portata” che spesso torna, come sembra essere dalle ultime foto di questi giorni tra

Brad Pitt e Jennifer Aniston. Un capriccio, la paura di restare soli o qualcosa di più? Per

comprendere le regole dell’amore serve capire – dagli autori de “La matematica del cuore”

– se rientriamo nei casi fortunati o meno che contemplano la rinascita di una coppia

Andiamo tutti un po’ in crisi quando si riaccende la fiamma dell’ex: e subito ci tormentiamo per intuire se la coppia funzionerà meglio di prima. Certo perché se mi rimetto con l’ex deve davvero essere successo qualcosa di così grandioso da pensare a una nuova coppia. Non ci sono regole scritte nell’amore, ma sicuramente c’è la “Matematica del cuore” (Cairo editore) utile anche in caso di ritorno di fiamma e che può rivelarsi un vero manuale di sopravvivenza di coppia.

 

L’EPIDEMIOLOGIA DI COPPIA

“L’accezione negativa della “minestra riscaldata” induce a pensare che non sia una strada vincente per la coppia, molto vicina ai risultati raccolti da quella che io definisco l’epidemiologia di coppia o più semplicemte, la statistica che applico studiando i migliaia di casi del mio blog (alessandropellizzari.com ) – interviene Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista, blogger e autore del libro “La matematica del cuore”.

 

QUANDO I RICORDI NON BASTANO

“Se ci si mette insieme all’ex sognando e ricordando le parti più belle della storia forse non ci si sbaglia, ma esistono anche i motivi per i quali la storia non è decollata in passato. E di solito sono i più forti, quelli che hanno fatto saltare il banco della coppia – continua Pellizzari”

 

SAGGEZZA O DISPERAZIONE?

“Si guarda al passato e alle volte si pensa che in fondo, sotto sotto, l’ex sia un punto di riferimento perché almeno, con lui, una relazione si era creata, e magari è durata anche molto rispetto agli standard attuali. Poi è anche vero che, se non riguarda proprio tutti gli ex, c’è sempre un ex che è “un po’ più” degli altri, che ha lasciato il segno, che magari è stato un grande amore anche se ci ha fatto soffrire. Ed è a quello che si guarda alle volte con nostalgia o rammarico, per fare confronti o per tornare, come fosse un’ancora di salvezza – spiega ELISELLE, coautore del libro “La matematica del cuore” –

Anche il fattore “paura” che gioca un ruolo importante: ci sono persone che proprio non riescono a lasciar andare davvero nessuno, e allora guardano costantemente al passato, mantengono o riallacciano rapporti nei momenti di debolezza perché si sentono soli, o perché il doversi rimettere in gioco col nuovo li terrorizza”.

 

LA COMFORT ZONE

“Insomma, lasciare la porta socchiusa diventa una zona di comfort che fa stare più tranquilli, forse, ma che al contempo impedisce di vivere veramente il presente e di incontrare il futuro. Bisogna fare un grande lavoro su se stessi per capire “come mai si torna dall’ex”: bisogna prima assicurarsi, insomma, che sia una forma di crescita e saggezza, nel caso non si fosse riusciti a vivere appieno per immaturità quella relazione nel passato, e non di disperazione, per motivi che dall’amore esulano totalmente – continua Eliselle

 

IL FATTORE TEMPO

“L’ex trentenne oggi quarantenne avrà spesso alle spalle matrimoni falliti e cattive esperienze con le donne che lo hanno indurito e trasformato in quello che io chiamo reduce ammaccato, un uomo lamentoso, affetto da ciclo doloroso emotivo che, dopo le prime (anche buone) cucchiaiate di minestra riscaldata si rivelerà in tutti i suoi difetti di uomo non proprio paladino del femminismo – continua Pellizzari – Superati i 50 invece, l’ex single, ormai abituato è innamorato della sua singletudine, avrà invece avuto a che fare soprattutto con storie usa e getta (tante) e qualcuna più lunga che però non ha retto e ha lasciato strascichi psicologici in lui. Non a caso buona parte degli ex ultracinquantenni liberi sono seriali, irriducibili collezionisti di donne, comprese le ex, riesumate soprattutto intempi di magra.

 

QUANDO L’EX ERA MOLTO GIOVANE

L’unica situazione che ha qualche chance che due ex funzionino di nuovo è quella, a parere del mio campione di blog, dove gli ex erano molto giovani quando si sono lasciati e la storia non è durata più di un anno – dice Pellizzari – Succede quindi che anni dopo, gli stessi hanno ancora carte da giocare e cose da scoprire insieme. Insomma, non sanno già tutto dei rispettivi. Meno paragoni si fanno e meglio è per i rinnovati ex.

 

NON PENSARE E NON PARLARE MALE

“Una regola vale per tutti gli ex e potrebbe essere alla base del rinnovato interesse di Brad per Jennifer: lei, in tutti questi anni, non ha mai parlato male di lui o della loro storia. Lastima e il rispetto rimangono, dopo il sesso di qualità, uno degli asset delle coppie che funzionano, riciclate o no – conclude Pellizzari”

Sondaggio Mio marito mi ha tradito con un uomo

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Sondaggio Mio marito mi ha tradito con un uomo

 

Care lettrici, approfitto di voi per lanciare un sondaggio su un tema che sta emergendo in modo forte dalle mie fonti: il tradimento maschile consumato non in modo tradizionale ma con una persona dello stesso sesso.

 

A parte i vostri commenti, che sono sempre i benvenuti, vorrei rispondeste alle seguenti domande:

 

  1. In base alla vostra esperienza e a quella del vostro entourage, su cento mariti che tradiscono quanti lo fanno con uomini? Dieci? Venti? Di più? Datemi la vostra stima.
  2. Il suo tradimento con un uomo è più grave di un tradimento classico perché è una scelta di vita radicale tale da far capire alla moglie che non c’è via di ritorno e lei stava con un uomo del quale in realtà non sapeva nulla. Sei d’accordo?
  3. Il suo tradimento con un uomo è grave ne più ne meno di quello con una donna. Sei d’accordo?
  4. Il suo tradimento con un uomo è meno grave di quello con una donna perché la moglie non ha una vera competitor alla pari, è poco più grave di un tradimento virtuale. Sei d’accordo?

 

Le vostre risposte saranno utili alla mia epidemiologia di coppia per costruire un post o un articolo sull’argomento. Grazie per la collaborazione!

Divorce Day: 1 coppia su 4 dopo le feste decide di separarsi

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Quando le vacanze di Natale possono rivelarsi fatali per la coppia
 
Sono stati gli avvocati inglesi i primi a battezzare così il giorno in cui ci si rivolge al legale per cambiare vita. Un fenomeno anche italiano dopo i periodi “forzati” in famiglia e spesso lontani da un amante. Si poteva evitare, era già nell’aria? E come va a finire in genere? Risponde il sessuologo e gli autori del nuovo libro su coppia e amanti “La matematica del cuore”
Dopo le vacanze di Natale, pare che i luoghi più affollati siano due: le palestre e i tribunali. Il primo si ripete ogni anno al seguito di una serie di buoni propositi. Il secondo invece è il risultato di una decisione che vale per il 25% delle coppie in crisi, dopo che le tensioni sono arrivate al culmine proprio nel periodo festivo.
Basti pensare che solo a Milano tra il 7 e il 30 gennaio si registra un incremento del 35%(1) delle richieste di separazione, andando a incidere sul trend degli ultimi 30 anni che registra un numero quadruplicato di divorzi in Italia (2), passando da quasi 400mila a oltre 1,5 milioni.
“Passare più tempo insieme, rispetto al solito, fa emergere tutte le incompatibilità. Anche perché molti si sentono sotto pressione: pensano di dover trascorrere un Natale perfetto, proprio come quelli dei film delle feste – spiega Marco ROSSI, sessuologo e psichiatra (marcorossi.it) – E così, anche quando si rendono conto che il rapporto è irrimediabilmente compromesso, si sentono obbligati a rimanere con il partner fino alla fine delle vacanze. Senza dubbio la vacanza pone alla coppia compiti emotivi nuovi. Intanto obbliga a essere fianco a fianco, interrompendo una routine consolidata e rassicurante. Quando non c’è l’abitudine di condividere, e con questo si intende non solo abitare sotto lo stesso tetto ma stare e fare cose insieme, il vivere fianco a fianco per diversi giorni può non venire così facile e spontaneo. Può essere un momento in cui energie e interessi vengono ritirati dalle attività di routine per concentrarsi sulla relazione e, allora, questo momento risulta caricato esageratamente di aspettative impossibili. O, semplicemente, può far affiorare difficoltà di coppia che la vita abituale, carica di impegni e distrazioni, nasconde. Questo periodo dell’anno – continua ROSSI – evoca una risposta così emotiva che a volte le persone vogliono dissimulare le negatività della loro vita e concentrarsi sulle cose felici. Ma solo fino a quando le vacanze finiscono”
Numerose le occasioni di litigi che accompagnano il periodo delle feste, dalla corsa ai regali, alle recite dei figli, allo stress dei preparativi, alle cene obbligate. I motivi di frizione nella coppia sono molti, senza dimenticare quello più classico di tutti, l’infedeltà.
“Il fondo lo toccano soprattutto coloro che prima delle feste hanno iniziato una storia clandestina – continua Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista, blogger e autore de “La matematica del cuore” – Avere l’amante avrà trasformato i momenti col coniuge in una sorta di tortura. Soprattutto per le donne, da sempre più convinte e coinvolte quando scelgono un altro uomo. Gli uomini invece avranno tirato fuori la cattiveria alimentata dal rancore per il coniuge, visto ormai come principale impedimento per coronare il nuovo sogno d’amore. Tutto ciò si traduce in litigi quotidiani che proseguono anche dopo la Befana. È questo il periodo in cui il mio blog (alessandropellizzari.com) registra un’impennata di testimonianze di amanti in crisi. Queste vacanze infatti, se sanciscono il “Divorce Day” per le coppie in bilico, per gli amanti hanno un effetto altrettanto devastante- continua PELLIZZARI – Ancora più a rischio gli amanti “oltre”, quelli che hanno ormai superato i sei mesi di relazione o addirittura l’anno, categoria con il morale a terra a seguito del primo distacco forzato delle festività. Gli amanti che hanno superato i 12 mesi di storia hanno invece vissuto il secondo Natale divisi, speranzosi dell’attesa notizia di voler costruire una vita insieme”.
Nel libro “La matematica del cuore” la prima parte è dedicata alle relazioni in generale, toccando l’argomento vacanze come momento particolarmente difficile per le coppie in equilibrio precario. Nella seconda parte, quella dedicata agli amanti, non a caso l’ultimo capitolo è intitolato “Diario di sopravvivenza per le feste”.
“Le coppie in crisi fanno in genere due errori capitali, cercando di sistemare i loro guai sentimentali ma ottenendo il risultato contrario: cercare un figlio e programmare una vacanza insieme. Avere un figlio, per quanto bello sia, è un evento che per la sua portata di fatica e di richiesta di tempo e attenzioni mette a dura prova anche le coppie più affiatate, figuriamoci quelle claudicanti – conclude ELISELLE, autrice del libro – La vacanza invece si dimostra letale perché la coppia in crisi spesso sopravvive grazie alla scarsa condivisione del tempo, vuoi per il lavoro vuoi per le incombenze familiari. Le distanze tengono sopiti i problemi che continuano a covare sotto la cenere, ma non appena si ricomincia a stare più insieme, bastano un paio di settimane scarse per innescare i meccanismi classici provocati dalla frustrazione e dal disamore, con l’unica conclusione possibile: fuoco, lapilli e distruzione”.
Tutte queste “operazioni di calcolo” del cuore, tra mariti che si dividono, amanti che si moltiplicano e mogli che si sommano, vengono ben raccontate nel nuovo libro “La matematica del cuore”. E aiutano a spiegare la sofferenza di tantissime coppie in un momento tanto atteso come le vacanze di Natale ma che riesce a far traballare il matrimonio.
Gli autori de “La matematica del cuore” 
Alessandro Nicolò Pellizzari (Milano 1961 ma veneziano di famiglia e nel cuore) è padre di tre figli. Doveva fare l’avvocato ma è diventato giornalista più di trent’anni fa. Prima al Corriere della Sera come collaboratore del Corriere Salute poi in Mondadori, a Starbene, occupandosi sempre di medicina e sanità e dove oggi è vicecaporedattore. Ha scritto diversi libri di salute e benessere con Sperling, Electa e Mondadori (l’ultimo è Liberi dalle diete). Autore televisivo e docente di comunicazione, ha fatto anche parte di diversi Comitati etici ospedalieri e di Società scientifiche. Il suo blog sulla coppia, che ha toccato il milione di visite, è www.alessandropellizzari.com
Eliselle è nata a Sassuolo, è laureata in Storia Medievale, scrive e organizza eventi letterari. Ha al suo attivo dieci romanzi di generi differenti, numerosissimi racconti, diversi saggi e collabora con magazine, testate e portali online occupandosi di stili di vita, interviste, letteratura e guide alternative. Nel 2010 è uscita con la guida Centouno modi per diventare bella, milionaria e stronza (Newton Compton), nel 2015 ha pubblicato con Carlo Vanni un ebook gratuito intitolato 24 motivi + 1 per cui l’amore dura tre anni (Damster Edizioni) come regalo di Natale ai lettori. Il suo sito personale è www.eliselle.com
Il libro
Titolo “La matematica del cuore”
Disponibile in tutte le librerie e negli store online
Editore Cairo
Pagine n° 366
Costo € 16,00
Note
(1) FamilyLegal
(2) Dati Istat. 1991-2018

Amante stampella del matrimonio

Foto Pixabay
Foto Pixabay

 

L’amante, nella realtà dei fatti, non è una rovinafamiglie o uccide il matrimonio ma, sempre più spesso, lo tiene in piedi e gli permette di camminare, come una stampella.

Ne avevo già scritto in passato parlando dell’amante mediatore familiare ma questi anni di blog, di epidemiologia di coppia, che hanno poi prodotto la recente uscita del mio libro con Eliselle La matematica del cuore, mi hanno confermato statisticamente che questo fenomeno è enorme e preponderante nella popolazione italiana (ricordo che abbiamo superato il 60% di tradimento almeno una volta nella vita), soprattutto dal punto di vista maschile.

Da un punto di vista ideale e filosofico invece posso anche concordare con chi rifiuta il concetto di amante e dice: se non amo più il partner non tradisco, mi separo. Correttissimo e perfetto. In teoria.

Ma bisogna fare anche i conti con la realtà. Ci sono molte donne coraggiose che si separano indipendemente dall’esistenza di un amante o no e ho sempre scritto che l’arrivo di un amante, nella grande maggioranza dei casi, è un sintomo postumo e spesso tardivo di un matrimonio in fallimento, raramente la causa. Queste donne possono giudicare in materia, chi non ha mai tradito no. Non si giudica col tradimento degli altri, bisogna esserci stati dentro, bisogna provarlo sulla propria pelle. Chi non ha mai tradito buon per lui, ma non giudichi.

Detto questo passiamo dall’accademia alla realtà.

Perché otto storie di amanti su dieci prolungano la vita al matrimonio invece di terminarlo anche velocemente? Perché un matrimonio asfittico, routinario e privo di sesso di qualità sopravvive a un’alternativa gioiosa, coinvolgente, passionale? Ancora una volta, salvo una risicata percentuale di casi, è l’uomo a trasformare l’amante da alternativa di vita a stampella per il matrimonio claudicante.

Vediamo i casi più diffusi, partendo da quello meno frequente ma più interessante.

GLI AMANTI PRAGMATICI

Lui e lei si amano non c’è dubbio. Se potessero, domani sarebbero insieme. Però il loro matrimonio ha tanti difetti ma non è un terreno di battaglia. La presenza del coniuge non è intollerabile anzi, spesso c’è l’affetto che ha sostituito l’amore. Certo è finita la coppia, i due sono consci dei limiti dei partner e certi che non c’è rimedio (ci hanno provato per anni a “cambiarli”), ma non Sono in guerra. Il più delle volte si tratta ormai di matrimoni azienda fondati su interessi comuni. Come i figli: anche una coppia decotta può essere formata da ottimi genitori. La realtà invece cosa narra… I due amanti si amano Ma sia lui che lei hanno figli piccoli. Hanno un mutuo. Hanno difficoltà economiche. Ecco allora che fanno un patto condiviso al 100%. Si sta insieme da amanti, il più possibile e al meglio, in attesa di giorni migliori. Superata la crisi economica e cresciuti i figli si convolerà a convivenza ufficiale o a nozze. Questa tipologia ha una caratteristica: la non sofferenza e un sentimento sincero anche se oculato. Il progetto è pienamente condiviso anche da lei, che non subisce nessuna situazione del suo lui perché ne ha una identica. E la pensa allo stesso modo. In questi casi, di amanti pragmatici e strutturati, la stampella funziona al meglio e l’indice di successo a tre/cinque anni, della serie i due diventano coppia ufficiale sistemate le pendenze, supera il 70%. Peccato che queste coppie così da patti chiari amicizia lunga siano solo un 10%.

PRAGMATICO LUI SOFFERENTE LEI

Quasi tutti gli uomini sposati non felicemente se il matrimonio, pur trascinandosi, è confortevole (si mangia, lei non rompe, bada ai figli, contribuisce al budget più qualche sveltina e sostanzialmente pace coniugale anche se piatta) non lo metteranno in discussione. Cercheranno fuori quello che gli manca, cioè il sesso perlopiù. Lo stesso può fare una donna. Il problema delle donne è che, essendo più vere sincere corrette e umane, prima o poi si innamorano dell’amante. Se succede, o si crea la situazione di equilibrio dei veri amanti pragmatici vista sopra oppure lei parte condividendo con lui la filosofia della stampella (il matrimonio non si tocca e noi però stando insieme compensiamo tutte le mancanze) ma, è solo questione di tempo, lei prima o poi rompe gli argini e a un certo punto dichiara di non tollerare più di fare l’amante. Di colpo, una delle due stampelle  che tengono in piedi ben tre coppie (i rispettivi coniugi e gli amanti) si rompe e sono guai. Perché lui di solito è innamorato a parole e non a fatti.  Comunque non abbastanza per mollare la sua comfort zone per l’amante, eccitante e fresca finché vuoi, ma non sicura. Come dice la filastrocca: “non mi fido del futuro, il presente è più sicuro!”. L’uomo medio è così, e in fondo è coerente con la sua scelta iniziale: perché fare un casino in famiglia quando posso sopperire con l’amante che copre i buchi del matrimonio? È il segreto del successo e della diffusione del tradimento, oltre al tramonto del concetto di fedeltà imperitura e automatica come da contratto. Peccato che lui all’amante abbia spesso  venduto il rapporto clandestino come un passaggio destinato a confluire in un nuovo matrimonio. È qui che sta la cialtronata scorretta: per far funzionare la stampella le racconti che un giorno verrà promossa a esoscheletro da terminator dell’amore, sapendo già che non accadrà mai. Pochi uomini tengono il punto iniziale, della serie così è se vi pare, io non mollerò mai mia moglie e i figli. Mentono per far fare all’amante l’amante. E non poche donne, purtroppo, dicono ok va bene anche a me con la recondita speranza che lui mollerà tutto per amore. Errore fatale!, come dice il mitico Renato Minutolo, quello dei video Guida coniugale per vincere le tue litigate.

L’AMANTE UOMO PIÙ DIFFUSO

Come dicevo l’uomo medio (80% dei casi) se sta decentemente in casa, non lascia la moglie perché manca sesso o comunicazione: prima o poi se li procura fuori. Una volta c’erano i casini, istituzione tollerata anche perché consentiva fuoripista agli sposati senza far vacillare i santi matrimoni. Una stampella di Stato. Non siamo molto cambiati. Certo, non paghiamo più per il sesso (anche se la prostituzione rimane un fenomeno di rilievo), vogliamo conquistare una donna, farne il nostro confessore oltre che la nostra geisha, ma il più delle volte si torna a casa. Lo sanno le tante amanti che si sentono presentare matrimoni fallimentari che stanno comunque in piedi o separazioni in casa all’insaputa della moglie interessata, le stesse che poi, dopo incredibili dichiarazioni di amore eterno devono abdicare ai loro sogni di roseo futuro di fronte a “ci sono i figli”, “lei mi rovina”, “non ho soldi solo debiti”, “lei si suicida”, “come faccio a lasciarla sola”, “cosa dirà la gente, i parenti, il paesiello” e… la lista è lunga ma sono tutte cose che c’erano dalla prima scopata da amanti. Questi uomini non sono tutti seriali. Il seriale si sa, fa della stampella cambiabile (appena rompi o fai discorsi seri ti molla o si dilegua e si procura una nuova stampella più giovane, in Kevlar) il suo modus vivendi. Ma anche il neofita, quello che tradisce per la prima volta, non molla quasi mai il matrimonio per la stampella. Sogna, quasi si innamora (quasi), a volte ci crede pure ma di fronte al dunque sceglierà sempre la comfort zone. Sono quelli che, tipicamente, scoperti dalla moglie diventano zerbini al punto di ripudiare l’amante e a volte di accusarla di averli sedotti (non ridete perché c’è anche qualche moglie che ci crede e non poche che ci vogliono credere). Alla peggio diventa un seriale, o vi tormenta con un unico scopo, nonostante le promesse e le strategie per prendere tempo: farvi fare ancora l’amante. In fondo anche l’amante è una comfort zone da tenersi stretta finché si può, mica tutti gli uomini amano corteggiare e conquistare, anzi sai che stress! Se ne trovi una che va bene te la tieni stretta finché Non avanza pretese.

Insomma, il connubio focolare domestico con annesso letto bollente clandestino è un successo che non solo non conosce crisi, ma è oggi in costante espansione.

In fondo è il teorema dello status quo e, parafrasando il Gattopardo, cambio tutto con l’amante per non cambiare nulla.

Sincerely yours

Oroscopo 2020 per amanti e matrimoni in crisi

foto AnPellizzari
foto ANPellizzari

Che cosa porterà questo 2020 agli amanti? E ai matrimoni in crisi o in ricostruzione? Facciamo una specie di “oroscopo” per queste categorie molto diffuse.

Oroscopo fra virgolette, perché io non faccio l’astrologo ma il giornalista, e la mia epidemiologia di coppia, sulla quale si fonda la Matematica del cuore, non fa previsioni guardando le stelle, ma le fa guardando la statistica consolidata basata sui comportamenti maschili più diffusi e ripetuti (alla nausea).

Vediamo cosa succederà per Natale e fino a Capodanno/Epifania con rientro, giocando con i segni

Segni di fuoco: il Natale degli amanti innamorati

Gli amanti innamorati sono quelli che hanno una storia a cavallo fra i 6 mesi e l’anno di durata. Sono dominati dal fuoco della passione, indipendentemente dal segno effettivo. Sono cioè in quella fase che ha superato il gioco e il puro divertimento e che è entrata in quella dei sentimenti e dell’innamoramento. Si inizia a pensare quanto sarebbe bello un futuro insieme. Le donne, come al solito, hanno le idee più chiare, gli uomini si fanno prendere troppo spesso dal facile entusiasmo a parole (finché si sogna tutto è permesso), poi bisogna vedere alla prova dei fatti se saranno capaci di fare il grande salto della separazione. Gli uomini ardono nel fuoco della passione, le donne anche ma sono capaci di alimentarlo nel tempo. In ogni caso, maschi e femmine amanti innamorati sono accomunati da una cosa: un matrimonio finito. Già perché quasi mai una storia di amanti si innesta su un matrimonio che funziona. L’amante rovinafamiglie è una favola che si racconta quella moglie o quel marito che non vogliono guardare in faccia anche le proprie responsabilità nel fallimento del matrimonio: è sempre colpa degli altri, è più facile, anche riprendersi e tenersi il fedifrago in questo modo, soluzione di comodo molto diffusa. Fanno eccezione i traditori seriali: puoi essere la migliore moglie del mondo, la più bella e accudente… Per loro non basterà mai, vivono in un harem perenne. Fanno eccezione anche le vittime (o i fortunati, dipende dai punti di vista) del colpo di fulmine: quello è karma e, se è vero come è raro, travolge qualsiasi matrimonio, felice o no.

Cosa porterà agli amanti innamorati questo Natale? Un bel misto di sofferenza e godimento.

Sofferenza perché ci sarà il distacco, che non è il solito black out del suo weekend in famiglia, e non è neanche paragonabile alle vacanze estive, per quanto pesanti. No, il Natale ha quell’aria di famiglia che è devastante per il cuore di chi ormai è legato a un’altra persona, quindi è pesantissimo da sopportare. Il rischio è che questo supplizio scateni la rabbia verso il coniuge più o meno ignaro della crisi, rovinando una festa che comunque va preservata, se non per rimanere in buoni rapporti, per non guastarla ai figli, che rimangono e rimarranno, anche dopo eventuale separazione, il primo dovere di ogni genitore. Genitori si rimane, coniugi no. Quindi manteniamo la calma per favore.

Attenzione: la calma si mantiene soprattutto se lui, il tuo amante, si comporta bene. Bene vuol dire, nonostante la famiglia e la vacanza lontano da te, mantenere un’assiduità in telefonate e messaggini. Ogni giorno. E appena può scappa e vi telefona. Anzi, più la situazione è difficile più una sua telefonata avrà valore di impegno per il futuro con voi (della serie vi chiama da sotto il tavolo del pranzo con i parenti o dalle Mauritius, scherzo ma non troppo). Bene vuol dire aver già riservato un vostro spazio congruo (male il caffè, benissimo la notte fuori, il minimo sindacale la sera insieme) al ritorno, in modo da avere un traguardo da raggiungere dopo il Natale. Lì dovrete iniziare, se non lo avete già fatto, a parlare di futuro, tracciando una road map di tappe che dovrebbe portarvi, se tutto va bene e siete tutti convinti (intendo soprattutto lui, voi quando decidete decidete davvero), a fare le prossime vacanze estive insieme.

Attenzione all’amante che dà già segnali di fatica e fiato corto nella maratona che porta verso la separazione: i black out lunghi più di 9 ore in media, i soli messaggi (peggio se scarni tipo buongiorno o buonanotte e radi; non vale neanche un mi manchi se non accompagnato da adeguata conversazione, troppo facile buttarlo lì, vale poco come i cuoricini e le faccine) senza mai almeno una telefonata al giorno sono brutti segnali. Non parliamo poi delle sparizioni per tutte le feste “perché ero in famiglia e c’era sempre lei” e riapparizioni postume con il fuoco della libidine che brucia dopo la befana: cosa farà uno così se già ai primi passi della fase di innamoramento tira il freno a mano per la moglie? Brutti segni questi che vi faranno soffrire ancora di più, ma che vi devono mettere all’erta sul divario che passa fra quello che dice (non posso vivere senza di te) e quello che fa (sparito per tutto Natale e sopravvissuto benissimo).

Altro dettagliuccio: quando ero gggiovane si diceva che “chi non scopa a Capodanno non scopa tutto l’anno”. Per fortuna non è vero, tranne che per i matrimoni in crisi. Se lui va a letto con la moglie perché ci sono le feste comandate e non poteva sottrarsi sappiate che scoperà con lei per tutto l’anno, perché “non potrà sottrarsi”, come dice lui. Altro bruttissimo segno per il futuro.

 

Avevo detto che c’è una parte di godimento, e c’è nonostante il distacco. Se lui si comporta bene è bellissimo sapere che c’è, che tornerà presto, guardare le stelle nel cielo e pensare che le sta guardando anche lei, sognare il momento del ritorno e il futuro insieme, sussultare per ogni telefonata o messaggio. È davvero meraviglioso tutto ciò, ed è il carburante che porta gli amanti a valicare il vallo delle feste comandate. Il premio sarà la giornata da passare insieme al ritorno, il nuovo vero Natale e Capodanno degli amanti tutto insieme! Fuoco che illumina la strada, non che brucia.

Segni d’aria: il Natale degli amanti in crisi

Eterei come l’aria e come le parole del tuo ex. Dopo tante promesse di concretezza, lui è diventato impalpabile come l’aria, si è dissolto nell’aria. Apparentemente per te è uno dei Natali più tristi. Dico apparentemente perché ti regalerà una nuova, preziosa consapevolezza, e comunque vada sarà un bel cambio d’aria, ormai viziata. Cosa succede di solito? Statisticamente riguarda gli amantati che hanno superato l’anno, caratterizzati dai primi tira e molla di lui, che è passato dall’entusiasmo dei primi mesi (voglio sposarti vivere con te e fare sei figli) a uno stato di malessere (l’uomo vittima è sempre malato tranne che sui social quando è abbracciato alla moglie per le foto di rito), confusione (sai i figli il mutuo… c’erano già quando ho iniziato a scoparti? Scusa, me li ero dimenticati…) fino agli estremi di quelli che vi trattano così male, fra bidoni e frasi oscene indigeribili (amo te ma amo anche mia moglie, se non ci fossi stata sarei stato benissimo con lei), al punto che li lasciate voi per sfinimento. Pochi coraggiosi vi lasciano loro, magari prendendo a pretesto una banalissima litigata che trasformano in offesa mortale per loro, furbetti cialtroni.

Quindi, di solito, lui si fa lasciare o vi lascia proprio alla vigilia di Natale. Il perché è ovvio: deve passare le feste comandate tranquillo con quella moglie che vi ha presentato come arida arpia asessuata con la quale la crisi e conclamata, ma che in realtà nella maggior parte dei casi è una brava persona ignara o quasi della crisi (c’è chi non vuole vedere, certo, ma anche chi viene totalmente ingannato da veri e propri truffatori dei sentimenti) e con la quale lui scopa più o meno regolarmente (i rapporti aumenteranno guarda caso durante le feste). Non avere vostre interferenze nelle santissime feste è per lui molto rasserenante e logisticamente ideale: niente telefonate, spiegazioni, scenate al telefono, obblighi di cuoricini e nuvolette con cieli azzurri. Può riempirsi la pancia, farsi la sveltina mattutina (complice la prostata natalizia) e scartare i regali senza avere il peso sulla coscienza (e sul cellulare) dell’amante.

Questo costerà a voi un Codice del silenzio pesantissimo, ancora più pesante se non siete single ma vivete in un matrimonio a pezzi. L’unica ancora di salvezza è applicare il no contact in modo totale, cancellando numero, bloccando social e chat. Lo so, vi sembrerà di chiudere la porta alla speranza di un suo ravvedimento e ritorno ma credetemi, un uomo innamorato non si fa fermare da un telefono che non risponde o non è raggiungibile. Se invece lasciate anche un solo canale aperto il cialtrone, soprattutto verso la fine delle vacanze, quando la sua fame di sesso di qualità si sarà accorta che la sveltina con la moglie è la solita sveltina e che il suo matrimonio, zoppo a letto e non solo non si è rimesso a correre grazie a Babbo Natale, inizierà a rifarsi vivo con i soliti “come stai” (falso altruismo), “mi manchi” (fame di F) e “soffro senza di te” (famisissima di F). Se non bloccate i social prima o poi romperete la dieta, aprirete il frigo e cosa troverete? Le foto di lei e di lui abbracciati che si baciano sotto il vischio! Un calcio in faccia che dovete risparmiarvi a tutti i costi, inutile far leva sulla vostra volontà, bloccate e basta.

Attenzione: dopo le vacanze 2 ex amanti su 3 si rifanno vivi con una scusa. Di questi, il 90% non sono veri pentiti che per l’ultima fatidica volta hanno toccato con mano che il loro matrimonio non è stato riesumato dalle sante feste e si riparte seriamente da voi. La scusa sarà quasi per tutti la stessa (anche se i cialtroni più cialtroni sono capaci di rifarsi vivi dopo un black out di 11 giorni senza battere ciglio o al massimo con un “lo sai che durante le feste non posso”) ma l’obiettivo uno solo: farsi un’altra scopata come si deve e convincervi a fare l’amante almeno ancora per un po’. Rendetevi irreperibili: se è davvero convinto e sincero farà Stranamore o niente. E soprattutto fatti, non parole. Certa aria è aria fritta.

Segni d’acqua: il Natale dei matrimoni in crisi

Il grande Bruce Lee, a proposito dell’acqua ha detto: “Se metti dell’acqua in una tazza, l’acqua diverrà tazza.. la metti in una bottiglia, diventa come la bottiglia. In una teiera, diventa come la teiera. L’acqua può fluire o spezzare”. Il tuo matrimonio fluirà come un fiume o si spezzerà come una tazza ricolma? Le feste sono sempre una prova del 9 per le coppie in crisi e, statisticamente, di solito le affossano, come i figli concepiti per “rinsaldare” la famiglia. Non c’è infatti niente di peggio per un coppia claudicante trovarsi di colpo a condividere tanto, troppo spazio insieme. Al netto dello sci e delle mangiate di Natale, la coppia avrà in media il doppio del tempo da condividere, e questo non aiuta di solito. Più tempo a letto significa toccare con mano la pochezza dei rapporti sessuali diventati routine. Più tempo insieme vuol dire lui che non ascolta moltiplicato per due, silenzi moltiplicati per due, litigi moltiplicati per due. E l’aria di Natale, nei matrimoni in crisi, non fa diventare più buoni, ma più cattivi e insofferenti. Parlo di matrimoni che non hanno già in ballo un amante per lui o per lei o per tutti e due, altrimenti è peggio. Quindi, il 95% delle coppie in crisi non esce dal Natale con ritrovata armonia ma con la convinzione che forse bisogna seriamente pensare alla separazione. E qui ci dividiamo nei soliti due mondi paralleli. La moglie, che penserà seriamente alla separazione senza per forza trovarsi un amante, anche se ne avrà l’occasione, perché non c’è peggio di una donna delusa che si affaccia al mondo esterno con occhi ripuliti dalla fedeltà coniugale, e che farà presto fatti e carte. Il marito che, pur essendo conscio che il matrimonio è finito, la prima cosa che farà è ricontattare la collega carina e single o chattare con la bellina dei social raccontandole che è già separato, almeno in casa. Uomini che escono spontaneamente da casa senza avere il paracadute di una donna pronta ne conosco davvero pochissimi. Quindi care amiche che avete avuto l’ultima prova di fallimento del matrimonio, dovrete mettere mano voi alla vostra nuova vita e a quella di tutta la famiglia perché se aspettate lui, campa cavallo. Lasciate che l’acqua scorra nella direzione giusta.

Segni di terra: il Natale dei matrimoni in ricostruzione

La terra è concretezza, solidità o il cosiddetto “fondo”: il tuo matrimonio toccherà il fondo o ritroverà la fertilità della terra, ripiantando radici? Dipende. Ci sono non pochi matrimoni che affronteranno questo Natale in fase di ricostruzione, vera o coatta. Quella coatta è caratterizzata dal fatto che lui è stato beccato di recente dalla moglie con l’amante, lei lo ha minacciato delle peggio cose (ti sbatto fuori ti rovino non rivedrai mai più i figli) e lui si è trasformato tipo Clark Kent che si traveste in un secondo nella cabina telefonica da Superman da amante sognatore innamoratissimo della “nuova” donna della sua vita a schiavo con consegna di tutte le password cellulari e magari telefonata davanti alla moglie dicendo all’amante “non insidiarmi più “(avete letto bene, “insidiarmi”). La ritrovata armonia, in questi casi, è un falso. Costringere con le minacce e la foto dell’avvocato matrimonialista amico di lei in bella mostra un uomo e ri-innamorarsi è impossibile. La donna che accetta il marito zerbino o lo trasforma in tale può anche mettere la polvere del matrimonio fallito e riesumato dalla paura sotto il tappeto delle minacce, può accontentarsi di rose artificiali e foto sui social da cartolina e dichiarazioni urbi et orbi di ritrovata felicità, ma deve essere conscia che, è solo questione di tempo e di allentamento del controllo su di lui, le corna torneranno. Non credo mai alle ricostruzioni col fucile puntato. Credo invece a quelle che nascono dalla scoperta o confessione (meglio) del tradimento e hanno come sentimento spontaneo la paura sincera di perdere l’altro e il risveglio dal torpore della routine familiare, quella che per consuetudine inveterata e presenza di numerosi figli, problemi esterni e altri guai hanno trasformato la coppia in azienda, o in routine. Lui, lei hanno tradito, ma la cosa ha svegliato, come un colpo di fulmine al contrario, il matrimonio dal torpore, rilanciandolo. Succede solo in 2 casi su 10, e non si sa se la terra rinnovata darà vigore al nuovo matrimonio, ma conosco casi che a 6 anni sono davvero rinati e tengono, con la pianta che cresce. Certo, la terra va innaffiata ma anche cambiata radicalmente. Questi non sono più i matrimoni di prima: bisogna distruggere per ricostruire. Sono matrimoni che hanno dovuto superare le forche caudine del dubbio e della ritrovata fedeltà. Mentre tutti sussurreranno all’orecchio di lui o di lei  “chi tradisce tradirà sempre”, lei o lui devono pure superare i durissimi 8 mesi di media per non buttare più l’occhio sul telefono dell’altro con sospetto, soffrire ogni trasferta o uscita serale del coniuge, avere flash back sessuali del partner a letto con l’amante mentre lo stai facendo. È la prova più dura, quella della fiducia da ritrovare. Durissima, ma credo che solo un tradimento veramente perdonato dal profondo del cuore possa tirar fuori, dalla terra del matrimonio che ha ancora delle chance, un rametto in grado di fare un nuovo fiore o dare un nuovo frutto.

Buon Natale a tutti voi. E buon 2020. Comunque vada sarà una rinascita e una nuova consapevolezza.

Sincerely yours

Cena aziendale e tradimento

Foto Anpellizzari
Foto Anpellizzari

 

La cena aziendale di Natale sembra il luogo preferito dai potenziali traditori per mettere in atto, concretizzare il proprio proposito con una collega.

Lo dice un sondaggio su mille uomini e mille donne fra i 24 e i 65 anni di Incontri extraconiugali, un sito nato e cresciuto sull’argomento.

Secondo il sondaggio 7 potenziali traditori su dieci aspettano proprio quest’occasione per farsi avanti, il 65% ha ammesso di aver fatto già qualche approccio al collega in questione ma solo 3 su dieci poi traducono il desiderio in fatti, e il tradimento si consuma.

E quelli che hanno già l’amante? Il sondaggio dice che il 70% degli intervistati organizzerà o ha già organizzato un incontro di Natale con lei o lui.

Questo non lo dice il sondaggio ma lo dico io, con cognizione di epidemiologia di coppia: i seriali non solo organizzeranno una sessione natalizia in motel con lei ma, alla cena aziendale alla quale “devono” gioco forza partecipare, ci proveranno pure con quella collega carina alla quale hanno già offerto qualche caffè alla macchinetta.

È Natale ragazzi, tutti siamo un po’ più… buoni traditori.

Farsi l’amante sul lavoro, all’inizio, sembra a tutti una buona idea: logistica migliore, bugie più attendibili, più occasione di fare sesso.

Peccato che a storia finita, e 8 storie fra amanti su 10 finiscono nel giro medio di un anno e mezzo, soprattutto se finita male (lui lascia lei o si fa lasciare per sfinimento: 8 casi su 10 delle storie finite), il fatto di lavorare nella stessa azienda, a volte nello stesso ufficio, a volte con addirittura il coniuge tradito fra gli impiegati in sede, dicevo, la buona idea iniziale diventi un incubo.

Ne ho già scritto qui, nel post Amore sul posto di lavoro: ripassate.

Care amiche in crisi coniugale, tenetelo presente se potete ed evitate come la peste i colleghi sposati o no che ci provano. Oggi vi sembra una cosa lusinghiera e “comoda”, domani mi ringrazierete.

Lo so, così fanno quasi tutte (il lavoro è il posto dove passiamo più tempo e dove è più facile “fare amicizia”) ma leggete i commenti sul blog: c’è gente che ha dovuto cambiare addirittura posto per non vedere più certi cialtroni (quelli che ci provano con l’altra collega davanti a voi Dopo che avete scopato per mesi, a volte anni) o, semplicemente, uomini dolorosamente ex.

Sincerely yours

 

 

Lo blocco oppure no

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Lo blocco o non lo blocco? Questo è il dilemma che si pongono tutte quelle lettrici vittime di un uomo che le ha lasciate o, molto più spesso, si è fatto lasciare.

Donne che di solito sono passate attraverso la classica trafila dell’amante media.

Semestri o anni di amantato costellati da tante promesse di vita futura in comune e pochi fatti inframmezzati da bidoni plurimi e vacanze tombali per il no contact di lui in famiglia. Vedi il Natale alle porte, tanto per capirci.

Parlo anche di quelle fidanzate che si sono beccate un seriale e che, all’ennesimo tradimento o avviso di tradimento hanno deciso che dopo la terza volta non si perdona più, soprattutto se lui ci ha provato anche con la tua amica (uno dei casi più frequenti).

Queste due grandi tipologie di donne, tradite dalle stesse categorie di uomini, si ritrovano prima o poi a dover uscire da storie che le rendono, nella migliore delle ipotesi, infelici. E che non hanno futuro: lo sposato non lascerà mai la moglie e il seriale non sarà mai fedele.

Nel 70% dei casi il primo tentativo di uscire da queste situazioni è su iniziativa della vittima stessa, che adotta il codice del silenzio. Nella restante percentuale è invece lui a far subire il no contact a lei, o perché viene beccato dalla moglie (e si volatilizza in un secondo con la stessa facilità con la quale diceva ti amo all’amante il giorno prima) o perché, stufo della fidanzata rompiballe, si sgancia facendo l’offeso per l’ennesima accusa fondatissima di tradimento, dedicandosi così anima e corpo alla nuova preda, che c’è quasi sempre. Non a caso il codice del silenzio deciso da questa tipologia coincide di solito con un litigio con voi, magari banale, ma che lui porta alle estreme conseguenze proprio per avere la scusa di chiudere facendo la vittima offesissima.

Un’altra cosa che accomuna amanti tradite e fidanzate di seriali è che il codice del silenzio, adottato o subìto, nove volte su 10 viene interrotto dall’ex in questione.

Il lui in questione in questi casi, è solo questione di mesi (ma a volte anche di settimane), si rifarà vivo interrompendo il vostro silenzio. Si rifarà vivo per due motivi: scopare e avere la discarica emotiva o stampella gratis.

Si rifarà vivo facendo il finto altruista, con un classico come stai, mi manchi o soffro troppo senza di te e tutte le declinazioni del pentimento e bisogno d’amore. Poco importa che queste interruzioni azzerino i vostri progressi di disintossicazione da lui e rendano vane le sofferenze patite fino al ricontact, quelli sono cazzi vostri.

Non ci saranno fatti nuovi: lui vuole farvi continuare a fare l’amante a prezzo zero o ribeccarvi come fidanzata perché è tempo di magra nei terreni di caccia dei seriali o si è preso un due di picche o la sostituta si è rivelata peggio di voi (a letto o come rompiballe). Nella peggiore delle ipotesi i fatti nuovi saranno falsi affitti da single e fuoriuscite da casa o false visite ad avvocati. E tante tante promesse, come al solito. I giuramenti si sprecano dalle labbra di questi cialtroni, che non di rado osano anche giurare sui figli. Solo questo dovrebbe darvi la misura di che “uomini” sono.

Quindi tornano sempre, prima o poi, spinti dalla fame (anche di farvi fare le discariche emotive) e non certo dall’amore.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al tema del titolo, il blocco sui social e messaggerie varie.

Quando scatta il codice del silenzio ed è lui a imporlo di solito blocca. Lo fa quasi sempre chi è beccato dalla moglie, perché inizia a vivere nel terrore che vi facciate vive in un momento inopportuno, visto che spesso il telefonino dell’uomo zerbino diventa proprietà della moglie. Oppure vi bloccano perché, come nella migliore tradizione narcisistica, questo mettervi all’indice su comando gli dà un senso di potere sadico, della serie sono io che ti sblocco e ti riblocco quando voglio.

Quelli che non vi bloccano sono di solito quelli che si rifanno vivi prima, nonostante abbiano imposto loro il codice del silenzio direttamente o indirettamente. Sono quelli che già nel momento in cui hanno deciso di mettervi all’indice pensano a quando vi ripescheranno in caso di bisogno o voglia. Non bloccano perché vogliono fare orbiting: sono quelli che mentre siete in quarantena controllano il vostro stato, mettono dei like sotto le vostre foto ma rigorosamente a commenti di altri, interloquiscono con i vostri amici senza chiedere di voi espressamente, sono presenti e non presenti allo stesso modo nella vostra vita. Avete presente lo squalo che prima di attaccare fa i girotondi intorno la preda a cerchi sempre più stretti? Ecco. Ti vedo e non ti vedo, mi vedi e non mi vedi.

Fateci caso: un’altra cosa accomuna questi maschi; così come non si fanno il minimo scrupolo di interrompere anche il più doloroso e faticoso codice del silenzio a loro bisogno e piacere, così non si fanno il minimo scrupolo a bloccarvi e sbloccarvi.

I campioni in questo campo sono quelli che vi bloccavano già on demand, cioè quando stavate ancora insieme come amanti o fidanzate del seriale e loro erano in vacanza con la famiglia o con gli amici e con la scusa del lavoro imponevano un black out, giusto il tempo di divertirsi con altre. In fondo, pensano oggi, se hai digerito il no contact delle precedenti vacanze comandate e pure il ritorno a vacanze finite della serie “eccomi qui sono tornato come se niente fosse” perché mai non dovresti digerirti in un sol boccone un no contact più lungo?

Dicevo: loro non si fanno mai scrupoli, voi sempre. E tanti.

Un classico femminile è “io non lo blocco perché sono educata e superiore a certe cose” che, tradotto, spesso vuol dire “io non lo blocco perché spero che torni, se lo blocco mi lascia definitivamente”. Come se non vi avesse mai lasciato, o già lasciato, anche se ha fatto in modo di farsi lasciare.

Non vi biasimo, non siete stupide o alcolizzate di sentimenti, siete innamorate e in buona fede, e la speranza è sempre l’ultima a morire. Bloccare, da parte vostra, significa prendere una strada che vi sembra senza ritorno (anche se fidatevi lui si farà vivo lo stesso, e ci sono mille modi per farlo), una strada che fa molta paura e che non tutte sono pronte a percorrere. Occorre che scatti il famoso relè per farlo e, non a caso, il vero blocco al femminile arriva dopo mesi di codice del silenzio, quando intravedete la luce in fondo al tunnel e avete la forza di prendere decisioni del genere.

Ragazze, forse vi può essere utile sapere però che lo sblocco non viene interpretato come io sono educata e superiore a certe cose, ma viene interpretato dal cialtrone medio come non ce la fa senza di me e semaforo verde. Come quei prepotenti che prendono la diplomazia per debolezza e finché non gli dai un calcio in culo pensano di poterne dare sempre di più a te, tanto digerisci tutto.

Ma bloccarlo non significa solo mettervi al riparo dall’orbiting e da continue incursioni che possono rovinare anche una giornata nella quale eravate riuscite a relegarlo a pensieri minori e fugaci, bloccarlo significa dirgli stop seriamente, fargli vedere che avete carattere, che questa volta l’ha fatta o rifatta grossa per l’ultima volta, e voi siete veramente decise a chiudere. Non potete digerire più nulla. Stop.

Paradossalmente, se avete la speranza più o meno recondita che lui torni sui suoi passi con reali intenzioni da ufficiale e gentiluomo, è molto più producente un blocco da silenzio completo che qualsiasi porta socchiusa o blocchi parziali e altalenanti, che sanno di indecisione e fragilità. Ti blocco sul social ma non su wapp, su telegram sì ma su insta no. E’ come far sapere al nemico che stai tentando di resistere in trincea ma sei ferita e a corto di munizioni. Attaccherà di sicuro, ma quando vuole lui. E se non attaccherà morirete dissanguate nell’attesa che lo faccia.

Perché l’uomo medio di questo tipo, oltre a essere egoista è spesso anche pigro, e quindi quando vede che la vostra messaggeria è ancora aperta si dice: “bene, non mi ha bloccato, appena mia moglie mi toglie il guinzaglio mi faccio vivo, appena mi sono fatto quella bionda con la quale chatto da un po’ mi rifaccio vivo”. La porta socchiusa ha un effetto rimando sui due neuroni di certi soggetti, quella bloccata come minimo ti viene voglia di spingerla per vedere se si apre o è chiusa a doppia mandata. E’ solo questione di tempo.

Intendiamoci: se non dovesse farsi più vivo o desistere dopo qualche tentativo, o più frequentemente rifarsi vivo con mille belle parole e pentimenti ma con le stesse intenzioni di prima (fai l’amante ancora per un po’, riprendimi nel tuo letto fino al prossimo tradimento ammesso che tu riesca a scoprirmi) il risultato e significato della cosa è sempre lo stesso; non ti ama. Ti ha amato? E chi se ne frega scusa, fosse anche stato così per un periodo anche lungo, ammesso che non fosse il solito “entusiasmo” di chi è innamorato quando tutto fila liscio e soprattutto si fa come vuole lui, lui ora è quello che vedi: ti ha lasciato, si è fatto lasciare, ti ha tradito, non ti ha scelto. Non si vive di ricordi, al limite si vivacchia, e male.

Può continuare pure a chiamarlo amore ma è come quello che ti lascia dicendo “ti amo sei la mia vita ma amo mia moglie”.

Insomma, non ho dubbi: bloccare sì o no? Sì e al più presto possibile. In fondo il bello dei social e delle chat è che ci permettono di fare anche una pulizia che nel mondo reale non è sempre possibile fare, penso soprattutto a quelle sfortunate che si sono innamorate di un uomo che non le merita e che lavora con loro.

Bloccare totalmente e subito è anche un presupposto essenziale di riuscita piena e in tempi ragionevoli del famoso Codice del silenzio, e non è poco, è la startup della vostra rinascita emotiva.

Quindi, care amiche, buon blocco totale globale immediato! Ci guadagnerete in serenità perché il tempo, lui sì che è galantuomo.

Sincerely yours

 

ps

da maschietto aggiungo: ma io lo bloccherei solo perché non ficchi il naso nelle mie cose orari e collegamento non richiesto no? Non ha più nessun diritto

Testa cuore e sesto senso femminile

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Seguire la testa o il cuore? E quanto fidarsi del famoso sesto senso femminile? Rispondo secondo le regole de La matematica del cuore in questo video girato alla Prima della presentazione del libro a Milano

 

 

 

Ecco La matematica del cuore, il mio nuovo libro

Ci siamo finalmente! Ve lo avevo annunciato, molte lettrici lo aspettavano e ora posso dirvi, rivelarvi tutto: il mio nuovo libro si intitola La matematica del cuore e Dal 21 novembre 2019 potete acquistarlo direttamente su Amazon

@anpellizzari