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Lui dice stop al sesso

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Lui dice stop al sesso

Nell’era dei cosiddetti morti di F sembra impossibile che un uomo dica stop al sesso o non passi dal dire al fare.

Niente succede per caso nella mente maschile, e molto di quello che fa un uomo o sceglie di non fare risponde al bisogno contingente, al suo egoismo e a criteri di convenienza.

Quindi perché l’uomo medio, dominato notoriamente e mediamente dalle sue pulsioni sessuali, rifiuta o evita o pone uno stop al sesso?

Dipende dalle circostanze.

Vediamole insieme

SESSO VIRTUALE SÌ REALE NO

Lui vi ha agganciata sui social ed è riuscito a penetrare le vostre difese ed entrare così in confidenza con voi da iniziare vere proprie chat erotiche, più o meno spinte, in certi casi con scambi di foto, fino a telefonate e videochat sexy. Insomma, manca solo l’incontro reale e il rapporto sessuale, per il resto c’è tutto. Un incontro che non avverrà mai, perché lui non lo vuole pur dichiarando di desiderarlo più di tutto. Il motivo nascosto?

  1. Vive di sesso virtuale. Non sono rari gli uomini che preferiscono il sesso virtuale a quello reale, me lo raccontate in tante. Sostituire un rapporto normale a uno fai da te, due ore di appagante sessione a letto con tre minuti di masturbatoria non lo trovo normale se diventa la regola e l’esclusiva, ma lascio l’analisi sulle eventuali disfunzioni sessuali (palesi o nascoste) e comportamentali ai veri esperti. Qui mi interessa quello che interessa a voi: la regola è “facciamo quello che piace a tutti e due in modo consenziente, non imposto e truffaldino”. Quindi se a voi sta bene giocare al porno virtuale contenti tutti (occhio a scambiare foto e video vostri con quelli che, confidenza o no, rimangono perfetti sconosciuti). Se invece, come succede nella maggior parte dei casi, voi intendete il sesso in chat come un antipasto sessuale, un modo spinto di entrare in confidenza con qualcuno che così, a distanza, vi piace come modo di fare, in attesa del piatto forte, dell’incontro vero e proprio con amplesso annesso, preparatevi alla delusione. Soprattutto se lui esagera nel descrivervi come la donna migliore che ha conosciuto, la più bella e sexy, vi chiama fidanzata, favoleggia una vita in comune, si dichiara follemente innamorato, colpito da un fulmine a ciel sereno. Ma siamo matti? Manco vi conosce. Manco vi ha vista (in foto e in video? Ragionate…). Manco vi ha toccata e siete già la donna della sua vita? Non trovate tutto ciò assurdo e innaturale? Certo, voi pensate presto ci vedremo e toccherò con mano (ridete pure)  chi è veramente, e quindi gongolate salvo buon fine per le sue parole dolci, ma poi non vi lamentate se questo segue il suo repertorio classico. Quale? Quello di promettere e fissare appuntamenti veri che poi bidona, rimanda, fa saltare con mille scuse. Proponete allora voi di raggiungerlo, anche se è lontano: guai! Non si può! Vengo io! Ma non viene mai, se non in cam o chat assistito. A un certo punto sparirà, vi bloccherà su social chat e telefono: siete diventate troppo pressanti e reali, lui è già passato al prossimo amore (virtuale) della sua vita. De gustibus… ma almeno voi non soffritene come se fosse stato un amore vero!
  2. La lontananza. Tesoro io farei sesso vero con te dalla mattina alla sera ma siamo troppo lontani! Continuiamo così, poi si vedrà. La scusa del troppo lontani mi ricorda quella del marito che parte per le vacanze con la moglie e impone all’amante il no contact assoluto “perché c’è lei”, come se fosse impossibile trovare nemmeno un minuto per una telefonata, manco un messaggio. Sei troppo lontana nell’era dei voli nazionali e pure low cost e dei treni ad alta velocità è una presa per i fondelli. Possibile che un uomo che si spertica in lodi nei tuoi confronti o si sbilancia parlando addirittura di amore non riesca a organizzare una notte con te? Non fatevi prendere per i fondelli.
  3. È sposato e pensa che tradire via chat non sia tradimento vero. Di solito si tratta di un uomo che ha un matrimonio che da tempo zoppica soprattutto per questioni sessuali (sesso coniugale poco e male), che desidererebbe farsi l’amante ma la fifa di essere scoperto o di incorrere in guai è troppa. E allora che fa? Cerca donne nei social disposte a fare sesso virtuale. Chi si accontenta gode. Ma non aspettatevi da questo tipo di uomo non il grande passo, neanche quello minimalista della scopata vera.
  4. Non gli piacete. Ci sono uomini, questi davvero morti di F, che se la fanno bastare. Guardano la vostra foto sui social e si dicono: non mi piace ma le tettone in bella mostra mi arrapano. Non mi piace ma secondo me questa ha voglia e ci provo. E ci provano. Vi riempiono di complimenti, vi dicono che siete bellissime ma nella vita reale non vi porterebbero neanche a cena. L’insistenza unilaterale a fare sesso virtuale senza neanche lo straccio di vediamoci per un caffè dovrebbe insospettirvi e portarvi a non contribuire all’aumento dei suoi calli.

IL NOVELLINO

Cinque uomini di dieci (stima ottimistica) hanno tradito almeno una volta. Fra questi cinque ci sono molti seriali ma anche molti sposati neofiti del tradimento. Uomini che sognano da mesi, a volte anni, di godersi un fuoripista che spezzi la loro triste routine. Ma quando ne hanno occasione, nella vita reale o virtuale, non hanno il coraggio di fare il grande passo. Anche questi, come i virtualoni del sesso, si sprecano in complimenti e grandi corteggiamenti, ma poi al dunque si tirano indietro. Appuntamenti mancati, ritardati, bidonati. Fino a sparire. Peggio sono quelli che magari dopo un medio lungo tira e molla (che pazienza avete voi, troppa nella speranza che sia quello giusto) ce la fanno e vengono a letto con voi. Perché peggio? Perché invece di godersi e farvi godere delle belle scopate lui alternerà momenti di défaillance da ansia da prestazione a periodi post bellici di profondi sensi di colpa tirandovi sceme e rovinando una delle cose più belle e naturali del mondo, il sesso. Ma se te la fai sotto perché ti senti un peccatore investi le tue risorse a recuperare in famiglia, invece di fare il playboy con le lacrime di coccodrillo. Questi uomini, oltre a essere pesanti, possono lasciare brutte cicatrici sulla vostra autostima, non sottovalutateli. Anche perché ci sono ignobili che danno  la colpa a voi se l’argano dell’organo si inceppa. E non è piacevole sentirselo dire.

HA UN’ALTRA

Il no sex d’improvviso è anche sintomo di corna in atto. Non in vista, già in atto. Perché l’uomo medio, nel suo mondo delle convenienze, se vi sta sostituendo con un’altra, aspetta all’ultimo momento per liquidarvi ma il campo per l’ultima partita lo sfrutta fino all’ultimo, perché ormai “era pagato”. Quindi non stupitevi se solo ieri aveva dormito con voi e oggi vi dà il benservito. Vuol dire che un’altra è già entrata nel suo letto. Quindi, se è “coraggioso” la liquidazione arriverà dall’oggi al domani, se non lo è il benservito arriverà gradualmente con uno show down di prestazioni sessuali. Le notti d’amore si tramuteranno in sveltine, i lunghi preliminari di dedizione in veloci amplessi a senso unico fino al colmo dei colmi, il rifiuto a ricevere del sesso orale da voi generosissime offerto nonostante tutto, roba che non rifiuterebbe neanche un soldato ferito in prima linea e sotto un bombardamento. Fine sesso fine voi, avanti l’altra.

L’AMANTE PENTITO

Spesso perché viene scoperto dalla moglie ma anche perché ha esaurito le scuse per farvi fare l’amante per sempre (magari dopo anni di promesse e progetti), l’uomo amante chiude il rubinetto del sesso non tanto perché non ne abbia più voglia (in questo caso l’altra non è una nuova, ma la moglie riesumata) ma perché, entrato nel mood della ricostruzione matrimoniale, crede di emendarsi dei peccati precedenti (milioni di scopate e numeri da circo) con una nuova castità che pratica nei vostri confronti, mentre riprende timidamente ma con rinnovata volontà la sessualità coniugale. Questo fioretto di ritrovata fedeltà serve a lui per raccontarsela: così come raccontava a voi che non si scopava la moglie da lustri così vi racconterà che è confuso, non se la sente, la sua mente è occupata da mille dubbi sulla sua vita, i figli, le rate dell’auto. In realtà è ancora in grado di avere erezioni, ma sono tornate coniugali. In fondo è come quando vi confessava “sì ho dovuto fare sesso con lei, ma non ne avevo voglia (che avrà usato il gesso?) e quando sono venuto non ho provato nulla”. La grande bugia che si racconta? È che nel mettervi da parte a letto (molti vi propongono di rimanere amici, scusate se rido) lui crede di poter andare dalla moglie (nel caso saltasse fuori la vostra storia) e dire: non la tocco da mesi, lei ha insistito ma io ho resistito. Lui un santo, voi la zoccola. Orrori maschili.

In conclusione, quando il motivo numero uno di tradimenti e inizi di storie infuocate viene meno, non decolla o sparisce, con esso viene meno non nasce o sparisce quella che lui vi ha descritto come la più grande storia d’amore del secolo. Un sintomo inequivocabile da non sottovalutare mai.

Sincerely yours

Per chi volesse scrivermi o contattarmi telefonicamente anpellizzari@icloud.com

foto Pixabay

Uomo che piange non ama

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Uomo che piange non ama

Una volta il pianto era esclusivo appannaggio femminile, tanto che non pochi uomini erano e sono soliti arrabbiarsi perché “quando sei in difficoltà piangi sempre, mi disarmi con le lacrime e tenti di risolverla così”.

Come se il pianto femminile fosse una scorrettezza nel dialogo di coppia mentre, come scopriremo, spesso lo è se usato al maschile.

Peccato che il pianto sia un moto profondo dell’animo femminile, non una debolezza o, come pensano alcuni di noi incapaci di elaborare emozioni sincere e profonde, una mossa strategica.

Oggi il pianto al maschile è sempre più frequente. Piange l’uomo che “non riesce” a decidere fra la moglie e l’amante. Piange l’uomo che ti ha costretta al codice del silenzio forzato perché ha tradito tutte le sue promesse ma vuole tornare con te. Piange il marito scoperto con un’altra dalla moglie per restare a casa, e tu così scopri di colpo che quella che lui descriveva come un’ombra della sua vita conta eccome, conta tanto che lui sceglie lei. Piange l’uomo che parte per le vacanze con lei, perché ti amo troppo ma… piange lo stesso uomo al rientro delle vacanze, dopo non essersi fatto vivo per due settimane neanche con un messaggio, piange per rientrare nel tuo letto.

Lui piange quindi mi ama: quale prova d’amore più sincera e spontanea. Se piange lui mi ama, nonostante tutto, molte di voi mi dicono. Se piange, nonostante quello che fa nella realtà, “in fondo” mi ama.

Lacrime di coccodrillo.

Recita Wikipedia: Il detto trae origine dal mito secondo cui i coccodrilliverserebbero lacrime di pentimento dopo aver ucciso le loro prede o dopo averle divorate. Esistono diverse varianti di questo mito; spesso la credenza è riferita in modo specifico al caso di coccodrilli che divorano prede umane, ma in alcuni casi viene anche riportato che a piangere sarebbe la femmina di coccodrillo che ha appena divorato i propri piccoli.

Ho visto con i miei occhi uomini piangere al telefono con l’amante per rabbonirla e poi dopo due secondi ridere e scherzare con gli amici.

Ho sentito con le mie orecchie di pianti seguiti da chat e richieste di amicizia ad altre donne, un minuto dopo che il coccodrillo aveva digerito il confronto con la partner ignara, che pure, dopo averlo cazziato per qualche peccato reale e fondato, di fronte al pianto si è prodigata a consolarlo.

Ho letto di storie dove lui piange per farsi perdonare dopo avervi tirato uno schiaffo. Ignobile pianto di un violento contro le donne.

Tutti questi imperdonabili piangono per strategia e per ottenere qualcosa. Lacrime false.

Ma ci sono lacrime vere? Sono convinto che certi uomini piangano perché si sentono male, sentono dolore per amore, è successo anche a me.

Fatta la tara ai caratteri piagnoni, quelli che della lacrima fanno un mezzo di comunicazione ordinario (l’amica e collega scrittrice Eliselle parla di uomini col ciclo) come riconoscere lacrime vere da quelle del coccodrillo?

Fatti care amiche, ancora una volta dai fatti.

Quanto vale il pianto di un uomo che vi ha tradito e continua a tradire? Di quello che ha disatteso per l’ennesima volta le sue promesse? Di quello che vi ha mentito spudoratamente su cose molto importanti e continua a mentire?

Nulla. Il pianto non è amore in questi casi, è un’ultima carta che si gioca l’uomo scorretto dentro l’anima per farvi fare quello che vuole lui, ancora una volta.

Diffidate del pianto maschile, se non è seguito da fatti che giustifichino una cosa importante come la lacrima.

Solo l’uomo coccodrillo piange per uno scopo. Gli esseri normali piangono per dolore o per felicità.

Diffidate del pianto facile e mirato: non è amore. L’uomo che ama davvero piange per commozione e felicità perché non deve lasciare o procurare dolore a se o all’amata. L’uomo che ama non piange, si commuove sull’altare con voi e perché gli donate vostro figlio, suo figlio 

Sincerely yours

Foto Pixabay

 

 

Uomini e amore: dal tutto al niente

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Osservo in spiaggia a Rimini una giovane coppia, e mi colpisce quanto lui si dimostri disponibile anche nelle piccole cose, trattandola come una regina. Come si dimostri paziente

Li osservo giocare a racchette sul bagnasciuga. Lei assolutamente non in grado di ribattere una palla,

Lui premuroso fino all’esaurimento nervoso pur di farla giocare e divertire. Lei immobile su due piedi, lui sempre più vicino per tentare l’impossibile, e cioè farle toccare palla. Alla fine solo due spanne li dividono uno dall’altro. Il gioco è impossibile ma loro sembrano contenti. Sono vicini

Lui ha pazienza

Poi li incontro di nuovo ai giochi dei bambini. Lei sull’altalena, lui che la spinge sorridente, poi si infilano nella carrozza di cenerentola, lui novello principe azzurro e lei senza scarpine. Se ne vanno a manina.

Mi fanno tenerezza, ci siamo passati tutti nella fase idilliaca dell’amore, infantile, a tratti ridicola ma bellissima. Io ci credo ancora

Ma poi il morbo del blog e dell’analisi dei comportamenti maschili mi assale come al solito e mi chiedo: ma com’è che noi uomini passiamo dal tutto al nulla con voi? Com’è che a un certo punto, e a volte è solo questione di settimane, mesi, siamo disposti a essere accudenti e pazienti per poi farvi precipitare nell’abisso del non conti nulla con una aridità che mai avreste sospettato?

Guardando i due fidanzatini ho pensato: sono giovani, lui non è ancora corrotto nei sentimenti da quello che è il Dio del maschio a due teste, l’egoismo e la convenienza.

Tento anche di scacciare il morbo del giornalista, quello del pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca e che, dietro a ogni comportamento umano ci sia sempre un tornaconto o un motivo recondito. E che mi fa pensare, in un lampo, che forse lui si comporta così perché lei non gliel’ha ancora data, o sono al capitolo uno del kamasutra e lui ha una voglia matta di mettere in pratica più capitoli possibili. Sono giovani, magari lui prova ancora gioia nel giocare a racchette con un palo punto e basta.

Scaccio il pensiero dell’opportunismo maschile già attivo a vent’anni ma mi chiedo: perché noi maschi ci trasformiamo, con l’età e l’esperienza con le donne, in peggiori e non in migliori, almeno nella maggioranza dei casi, a vedere l’epidemiologia di coppia?

In una storia, col passare del tempo, perdiamo innanzitutto la virtù della pazienza. Siamo diversi noi e voi: spesso ci piacciono cose diverse, voi sapete fare (molte) cose diverse da noi. Ma se vi amiamo abbiamo pazienza, come quel ragazzo: è irritante giocare con un palo, ma lui ci mette tutta la sua pazienza. È il suo amore per lei che parla o la solita attesa e investimento per la solita cosa?

La pazienza è un metro dell’amore, come la gelosia e il tempo dedicato. Se vi amiamo siamo pazienti, passiamo sopra anche a quei piccoli grandi fastidi quotidiani,  alle differenze che potenzialmente ci dividono sulle piccole cose (vogliamo parlare dell’esco subito cioè fra trenta minuti? Del sono pronta e passano venti minuti? Del telefono perennemente occupato?)  “fastidi” che un uomo non si accollerebbe mai.

Non si accollerebbe mai se non per amore o per interesse?

Il famoso carro dei buoi si è visto superare troppe volte da vostri annessi cutanei intimi per essere ottimista.

Superata la pubertà dei sentimenti, dove siamo più simili e oltre al testosterone c’è spazio anche per le farfalle nello stomaco e il batticuore, in una storia agli esordi, al netto dei colpi di fulmine e degli amori istantanei rarissimi, l’uomo si “innamora” in primis del quanto siete figa e ha in testa una cosa sola: portarvi a letto.

Quanto sia disposto a pazientare per ottenere il risultato dipende dalla vostra bellezza, dal vostro fascino, da quanto lo prende e da quante donne ha in ballo, papabili e non per le mani.

Non dipende dall’amore e Ogni limite ha una pazienza, diceva Totò: passi il gioco delle racchette col palo, passi rincorrersi per i giardinetti  e pici pici bau bau cinguettando per la strada come due uccellini, a un certo punto il maschio medio adulto deve vedere cadere la mela.

Ripensando ai due giovani, soverchiato dal lato oscuro della forza maschilista, già mi vedo quello delle racchette che alla fine della giornata, davanti al portone della sua bella, invece di sentirsi dire sali riceve un bacetto. Ma come, ti ho fatto giocare, ti ho spinto sull’altalena, ti bacio da ore che non ho più saliva, zoppico per l’erezione continua , siamo andati a cena e questo è il risultato? Altro che pazienza…

Insomma, più andiamo avanti negli anni e collezionando donne, più la virtù della pazienza, che è anche attenzione e ascolto, è amare, scende di margine.

Un po’ come il bacio: all’inizio ci si bacia tantissimo e poi si finisce con usare il bacio come sfuggente preliminare dell’amplesso o, peggio, come saluto standard tipo parenti.

Una volta una donna mi ha detto: solo i liceali si baciano. Forse. Ma che peccato non avere la voglia di baciarvi di più e sempre.

Se la voglia di fare certe cose, anche di avere pazienza scappa, scappa anche l’amore. O non avrà il tempo di decollare.

Ps: e voi quanta pazienza avete con noi? Spesso disumana. Siete sempre voi le migliori, noi siamo disturbati da quisquiglie come il vostro telefono occupato o che non prende. Dovremmo prostrarci ai vostri piedi.

Sincerely yours

Non ti scrivo e telefono sono in vacanza con lei

Foto Pixabay
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Lui non telefona. Nemmeno scrive. Neppure un messaggino. E lo fa per settimane, non per giorni.

E non risponde ai tuoi messaggi perché “eravamo d’accordo così”, perché “sai che quando sono con lei non posso”. È in vacanza con lei. 

Tutte scuse. In 24 ore nessuno è incapace di scrivere neanche una virgola. In una settimana nessuno non è in grado di fare un saluto telefonico di un minuto. Neanche se fosse in carcere.

Sparisce solo chi vuole sparire. Come non trovare un minuto per scrivere o telefonare? È più difficile non trovarlo.

Care amanti, ma anche fidanzate di serie b mollate in pieno agosto perché lui deve andare con gli amici a “pescare” o giocare a carte in qualche posto esotico dove la popolazione femminile è “inesistente” , questa presa di posizione dittatoriale (non ti scrivo non ti rispondo punto, quel non posso è menzogna)  deve farvi riflettere sullo stato dei vostri rapporti.

Il no contact quando è ancora in corso una relazione è inaccettabile, e lo è ancora di più se poi il fidanzato o l’amante si ripresentano a vacanze finite sbavando per la voglia di venire a letto con voi, o perché sono andati in bianco nonostante le velleità da morto di F o perché, sposato, ne ha avuto come al solito a uffa dei 2 minuti alla missionaria con la moglie.

Il no contact imposto da lui è semplicemente scandaloso.

È scandaloso che quando sta con lei tu non devi interferire col sacro rito di ferragosto, ma poi devi tornare in attività come se niente fosse.

Questa non è come vuol far credere lui la normalità delle vacanze in regime di rapporto extraconiugale o all’insegna dei rispettivi spazi di libertà da fidanzamento illuminato, è dittatura dei sentimenti, è umiliazione imposta.

Perché è semplicemente umiliante che lui non vi dedichi neanche il minimo del suo tempo, a maggior ragione perché siete lontani e dovete ingoiarvi già le vacanze separate.

E non importa che anche tu sia sposata e debba agire pure tu sotto copertura, tu lo trovi il tempo per scrivere o chiamare, eccome se ce l’hai e vuoi. Lui no.

Trovo più corretto quello che vi dice “prendiamoci una pausa di riflessione” di quello che decide per tutte e due e impone il non sentirsi tenendovi però al guinzaglio di un rapporto che non è dichiarato finito ma è come se fosse messo in stan by festivo. Almeno quello che dichiara il momento di riflessione si prende il rischio che voi lo mandiate a cgare e che, giustamente, durante le vacanze, se volete farvi il mondo ve lo facciate. Per l’altro siete ancora ufficialmente o clandestinamente fidanzati, però non farti viva che c’è lei.

Ancora più significativo il no contact impostovi dal cosiddetto separato in casa, quello che vi ha adescato assicurandovi che fra lui e la moglie non c’è più nulla tranne la gestione dei figli e l’ordinaria amministrazione. Il vero separato in casa, nel suo patto di convivenza non belligerante, pur avendo la clausola di almeno una parte di vacanze per stare insieme con i figli (se non ci sono chiedetevi come mai un separato fa le vacanze con la moglie), prevede anche che ognuno si faccia i czzi propri, con discrezione ed educazione certo, ma che se li faccia. Questo prevede che quando voglio io mi allontano e ti chiamo. E invece no. Chiedetevi allora se questa separazione in casa è stata comunicata anche alla mogliettina, perché allora c’è molto che non torna.

Insomma, il no contact, al netto delle normali precauzioni per non farsi scoprire, significa che lui non vi ama e voi, nelle sue priorità, siete in fondo alla scala, sicuramente dopo moglie amico e sua comfort zone. Se foste una carta sareste il due di picche quando a briscola comanda cuori.

Se accettate questo siete pericolosamente nella zona dipendenza, non siete semplicemente innamorate che si bevono le sue mille scuse.

Non chiamarmi non posso scriverti non posso telefonare è dittatura sentimentale, un ordine e decisione unilaterale di un uomo che dice di amarvi solo per suo bisogno e interesse.

Al no contact non solo si risponde con il no contact  ma anche con la chiusura del rapporto, e la presa di coscienza che dovete ribellarvi definitivamente a questa sua decisione che rende palese lo zero rispetto per voi, il suo “sentimento” subordinato ai benefit che gli date, fisici psicologici e morali.

Durante le sue vacanze senza di lui la prima cosa da fare è bloccarlo sui social. È una presa di posizione ferma ed eloquente che serve anche a impedirgli di fare orbiting , cioè di controllare se siete sempre di sua proprietà o vi state divertendo un po’ troppo. Via l’amicizia, eccessivo forse bloccarlo ma via subito l’amicizia. È il primo passo per voi, vi farà stare meglio riappropriarvi della dignità.

Avete paura di perderlo? Non puoi perdere quello che è già perduto o non è tuo. E non esiste strategia al mondo che possa convincere un uomo ad amarti se ti tratta così. Non si ama ubbidendo agli ordini. Men che meno si ama DANDO ORDINI. 

Devi iniziare a investire sul tuo futuro senza di lui, questo è il vero significato della sua richiesta di no contact estivo. A meno che tu non voglia vivere in una dittatura.

Togliergli l’amicizia e poi?

Serve guardare il suo profilo o quello dell’altra? Solo una volta, giusto il tempo per vedere la scena della famigliola felice che immortala il gelato mangiato in due e per rafforzare l’unica vera convinzione: lui ti sta prendendo per i fondelli e, se una crisi c’è, è la vostra, la loro coppia  regge ancora e reggerà nonostante te. Non importa se perché non te l’ha raccontata giusta, se per i figli o per i soldi. Loro reggono al punto che tu non puoi contattarlo. Fatti. Questi sono i fatti. 

Bloccare le messaggerie e il numero? Eccessivo, a meno che lui non inizi a tempestarvi di domande sul perché non lasciate che lui possa vigilare su di voi, mentre voi non potete chiamarlo o scrivergli, tanto non vi risponde. Allora bloccate.

E se è lui a bloccare voi? Beh, se siete disposte a sopportare una cosa del genere senza archiviarlo immediatamente  vi consiglio un bravo psicologo esperto di dipendenze affettive. Se mi rispondete “però quando torna poi mi sblocca” prendete appuntamento con lo psicologo domani. Non sto facendo ironia, ma a tutto c’è un limite, anche alle umiliazioni. E se voi sopportate anche questo vuol dire che non avete più il controllo su di voi, non su di lui.

Una volta tornato dalle vacanze in famiglia spesso si rifarà vivo come se niente fosse, anche se ha visto che non vi siete fatte vive. Che fare? Se non ha capito il messaggio subliminale del vostro no contact rafforzato dal togliergli l’amicizia sui vostri social avete due strade: liquidarlo con un messaggio, trattandolo come vi ha trattato lui col no contact dittatoriale o convocandolo a un aperitivo (non di più) per dirgli in faccia che avete chiuso voi e perché.

Sconsiglio l’incontro se vi sentite deboli: c’è il rischio che vi faccia su con le solite balle e ci scopiate, che è l’unica cosa che vuole davvero dopo l’astinenza estiva (non che non abbia scopato con la moglie, ci ha scopato eccome, ma sa benissimo la differenza di qualità nel farlo con voi e ha voglia). Limitatevi a un messaggio e fregatevene del suo “non si fa così”… da che pulpito! Il dittatore fa sempre lezioni di democrazia… agli altri. 

In ogni caso l’umiliazione estiva del no contact perché c’è lei deve essere un nuovo inizio per voi senza di lui. Lui Vi sta dando una grande occasione: il no contact è la prova che tutti i suoi sentimenti sono stati millantato credito e che lui non è alla vostra altezza. Approfittatene, altrimenti a Natale sarete d’accapo.

sincerely yours

per contatti anpellizzari@icloud.com

Amore è democrazia

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In amore siamo diversi e uguali

 

Siamo diversi all’inizio di una storia: donne più sentimentali e oneste, uomini più morti di f e doppiogiochisti e attenti alla convenienza

 

Poi, quando siamo veramente innamorati onesti e sentimentali, Allora  diventiamo uguali a voi

 

Essere diversi, rimanere diversi anche quando si dice ti amo Diventa un difetto se uno dei due dice di amare ma ama meno. Meno non è amore

 

Allora l’amore, che si fonda sull’equilibrio della democrazia, si sbilancia a favore del più forte.

Fino alla dittatura e alla supremazia del più forte sull’altro. Ma allora non è più amore

Sono stata una stupida

 

Foto Pixabay
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Sono stata una stupida. Gli ho creduto, mi sono bevuta le bugie più evidenti, ho creduto alle promesse più belle quanto improbabili, ho sopportato mille marce indietro, bidoni dell’ultimo momento, persino umiliazioni. Sono stata una stupida e me ne vergogno.

Siete in tante a dirmi così quando arrivate al codice del silenzio, cioè alla decisione di staccare ogni contatto con lui, dopo che per mesi, non di rado anche per anni, la promessa di lasciare la moglie e di costruire un futuro con voi è stata fatta e disattesa mille volte. Anzi, lui non ha neanche avuto il coraggio di lasciarvi, si è fatto lasciare a furia di farvi soffrire. O è sparito senza tante spiegazioni, magari lasciando uno scarno messaggio tipo ti amo tanto ma non posso, non voglio farti soffrire.

Che stupide siete state? Non siete state stupide per niente. Essere innamorate non significa diventare stupide.

La maggior parte di voi sedicenti stupide sono donne che, ogni giorno, prendono decisioni importanti e strategiche. Per l’azienda, per la professione, per i figli, per la famiglia, per se stesse.

Non a caso molte di voi osservano, nella fase di liberazione dal giogo della dipendenza dall’uomo che  si rivela un bidone: non capisco come mai io, abituata a essere decisa e lucida sul lavoro e in tutti gli altri versanti della vita, mi sia ritrovata a pendere dalle labbra di un bugiardo o comunque di un uomo che, dopo mille ti amo e progetti, non è stato neanche all’altezza di un fidanzamento fra adolescenti.

Certo è che non vi manca neanche la capacità di decidere nei sentimenti: una buona parte di voi ha saputo scegliere la separazione e ha lasciato il marito conscia dei problemi economici e logistici della scelta ma con un coraggio che noi uomini ce lo sognamo, sobbarcandovi spesso quasi in toto i figli. Non sarà un caso che voi sapete affrontare un miracolo-prova come il parto e noi ne siamo stati esclusi. Il padre eterno sapeva che non sarebbero più nati bambini, ad aspettare la decisione e una prova di coraggio del genere dagli uomini.

E allora che cosa non funziona o non ha funzionato con lui, perché voi così forti coraggiose e strutturate vi siete fatte menare per il naso da un uomo che poi si è rivelato molto diverso da quello di cui vi siete innamorate?

Ripeto: non siete stupide. L’amore rende cieche? In parte sì, ma proprio perché non siete stupide non basta essere innamorate.

Per cadere nella trappola di un uomo che poi vi deluderà occorre che lui bari fin dall’inizio. Occorrono bugie. Tante. Omissioni. Tante.

In una storia d’amore, anche se ha tutti i limiti di una storia fra amanti, ci sono degli snodi dove si decide se andare avanti o fermarsi.

All’inizio, per esempio, molte di voi hanno deciso di accettare la corte di uno sposato perché lo stesso sposato ha presentato la sua situazione coniugale in modo disastroso, da separati in casa, con la moglie arpia o sorella (nel migliore dei casi) che non scopa da decenni. Mentendo sapendo di mentire.

Certo, non è come essere liberi, ma un uomo che vi piace, simpatico, affascinante che vi dice sì sono sposato ma è solo una formalità, se convince spesso anche quelle di voi che non prenderebbero mai in considerazione uno impegnato (e invece poi ci cadono) figuriamoci le sposate deluse dal matrimonio che non escludono storie anche con i non single.

Però alla base di questo step c’è già la scorrettezza maschile di presentare una situazione in modo da rendervi appetibile la relazione, senza contare che non sono pochi quelli che mentono spudoratamente al punto di presentarsi come liberi che liberi non sono.

Quindi spesso andate avanti perché credete di avere a che fare con un uomo sostanzialmente libero, e quindi in grado, in un futuro e almeno in teoria, di costruire qualcosa con voi. Falso e impossibile fin da subito: lui lo sa, voi no. Gli uomini da patti chiari fin da subito, della serie se vuoi stiamo insieme ma io non lascerò mai la mia famiglia sono sempre più rari e i furbi e bugiardi rappresentano la maggioranza.

Dunque avete deciso di andare avanti sulla base di informazioni false e tendenziose.

Intanto però vi frequentate e la storia cresce, fra le sue assicurazioni e sfoghi su quanto la moglie sia insopportabile, e voi passate dalla fase di piacere e interesse alla fase di innamoramento.

Innamoramento che lui di solito consolida soprattutto a parole, nonostante le limitazioni oggettive che pone una storia clandestina.

Progetti per il futuro, persino figli e matrimonio arrivano a essere promessi: peccato che lui sappia benissimo che sono al massimo sogni condivisi, perché lui non lascerà mai la moglie. La prova? Otto uomini su dieci, se scoperti, abbandonano l’amante invece di cogliere l’occasione per mettere il punto al matrimonio fallito. E la decisione è sempre così repentina che è evidente che era sempre stato così. Uno non abbandona la nave degli amanti in un secondo se non aveva già la scialuppa di salvataggio pronta e il salvagente indossato. E non conta se siete insieme da anni. Lui torna subito da lei perché non ha mai avuto l’intenzione di lasciarla.

Promesse e sogni condivisi rafforzano nel tempo il vostro innamoramento: così iniziate a vederci meno bene. Si chiama miopia da innamoramento.

Perché siete felici e speranzose, è lui che ve ne dà il propellente. Certo difetti ce ne sono: qualche bidone, poche uscite, niente notti insieme…

Ma siete disposte a sopportare i limiti e i difetti della relazione, in fondo lo sapevate che lui era sposato. E poi il sesso con lui non ha paragoni, anche le poche ore insieme sono fantastiche, figuriamoci poi quelle di voi che hanno la fortuna di avere un amante che per professione città e libertà personale può essere assiduo al punto da fare anche delle vacanze insieme!

Tutto bene dunque, anche i limiti della storia. Non è stupidità è amore. E gli eventuali dubbi ve li dissiperà lui, con mille assicurazioni e promesse per il futuro.

Ma i nodi sono destinati a venire al pettine, come le bugie, che hanno le gambe corte. È solo questione di tempo.

E così, superato in media l’anno di amantato, per quanto siate rese miopi dall’amore, i conti inizieranno a non tornarvi.

Ne ha parlato alla moglie? No. Le prossime vacanze le farete insieme? No. Ha visto l’avvocato? Domani. Quella casa per noi? Costa troppo. Dormiamo insieme? Magari la prossima. Questo sarà l’ultimo Natale divisi? Vediamo, sai ci sono i figli. E magari voi avete invece già ufficializzato la crisi in casa e parlate di consensuale.

Gli inevitabili confronti e spiegazioni che chiederete e si moltiplicheranno man mano che la vostra storia zoppica saranno ancora infarciti da balle e promesse, ma lui sa che ha ormai il coltello dalla parte del manico: siete inevitabilmente innamorate e, nonostante le delusioni crescenti, non avete ancora la forza di lasciare, men che meno di essere lasciate.

È una sorta di dipendenza, non stupidità. A volte non basta la forza di volontà e il toccare con mano la realtà: a volte occorre la psicoterapia per liberarsi del giogo. Parlo soprattutto di quelle che arrivano a sopportare umiliazioni evidenti, come quella dell’uomo che arriva a raccontare tutto della moglie, compresi dettagli dell’intimità. O quello che vi dice ti amo ma la sposo o è incinta. A tutto c’è un limite, ma non è essere sceme, è dipendenza in questi casi.

Perché lo fanno? Egoismo, ma anche impostazione mentale.

Certi uomini credono che le donne siano davvero stupide, credulone o deboli solo perché arrivano ad accettare certe situazioni.

Non pensano che una donna che ama porti estrema pazienza in nome proprio dell’amore perché molti uomini non amano, fanno solo quello che gli conviene o, perlomeno, non amano voi o non amano più.

L’epilogo è sempre lo stesso e comunque inevitabile. L’attesa perenne e senza fatti un giorno finirà. Di solito perché voi non ne potete più. E inizierà il fatidico Codice del silenzio.

In questa fase sarete ancora innamorate ma, proprio perché non siete stupide, di fronte alla realtà della sua pochezza o disonestà, egoismo o pavidità, se non avete il giogo della dipendenza che può sciogliere solo un terapeuta, troverete il coraggio di interrompere il circolo vizioso di telefonate messaggi e altri trucchi per farvi fare solo una cosa: quello che vuole lui.

Quindi basta giudicarvi e, soprattutto, giudicare gli errori passati. Perché la differenza fra noi e voi, anche nel mondo degli amanti, è che voi siete mediamente e indubitabilmente più oneste e decise di noi nei sentimenti. Ed essere onesti in amore è la prima cosa. Altrimenti non è amore.

Allora siate voi ad amare voi stesse, a cominciare da un po’ di indulgenza. Gli avete creduto, avete sperato in questa storia, non ha funzionato? Si impara e si va oltre, proprio perché non siete delle stupide ma delle donne che ci mettono il cuore, sempre.

Sincerely yours

PS

L’atteggiamento tipico maschile a riguardo
lo vedo anche dai pochi commenti critici di qualche uomo sul blog: le accuse contro quello che scrivo sono sempre generiche, per esempio di femminismo e ammiccamento alle lettrici, mai specifiche e circostanziate. Ma non solo perché i critici non hanno argomenti a loro favore che non siano la battuta da bar (molti leggono poi solo le prime 5 righe dei post o i titoli), ma perché vi considerano così allocche da potervi bere delle balle sui maschi, esattamente come quelle che raccontano tanti di loro. Chi non rispetta l’intelligenza delle donne perché ne è riuscito a fregarne qualcuna non riesce a capacitarsi che voi possiate pensare e ribellarvi, aprire gli occhi e decidere. Sono io che vi “convinco”. Deve essere sempre un maschio quello che pilota la vostra intelligenza.

 

Il successo dello sposato

da wikipedia

 

Come mai in così tante scegliete di avere una storia con un uomo sposato o comunque già impegnato? Almeno la metà di voi lo fa o lo ha fatto, e sono stime per difetto. Se poi i dati ci dicono che 6 italiane su 10 hanno tradito almeno una volta, almeno 4 di queste 6 lo ha fatto con o anche con un uomo sposato.

Ma il successo degli sposati non coinvolge solo le donne già impegnate, coinvolge anche single, separate e divorziate, cioè donne che sono già passate attraverso i dolori del matrimonio.

Perché?

Intanto l’uomo sposato compete sul mercato con i single, i separati e i divorziati. Dai vostri tanti racconti, in questo campo emerge un panorama devastante. Il single è spesso deludente.

Se è giovane vuole divertirsi, non vuole impegni, non pensa a figli e famiglia (l’obiettivo di tante di voi, soprattutto le under 40) e se vi va bene vi regala quasi il 50% del suo tempo e delle sue attenzioni. Poco sentimentale, molto basic. È quello che risponde a una vostra articolata frase d’amore 24 ore dopo con una misera faccina.

Se è un quarantenne che ha avuto qualche storia importante che non è durata e/o non ha figli si comporta peggio del single giovane perché oltre a voler divertirsi e non avere legami “soffocanti” ha ormai una sua impostazione e abitudini da single solitario inveterate.

Se è un divorziato separato avrà spesso tutti gli acciacchi di chi ha un matrimonio fallito alle spalle. Quindi diffidenza verso le donne (che crede tutte uguali), voglia di divertirsi dirompente (covata per anni), spesso brillante all’inizio ma dopo il letto musone, scontroso, taciturno, i figli, l’assegno da pagare un pacco insomma.

Dunque, il mercato degli uomini papabili è inflazionato da maschi poco propensi per i legami e le storie serie, magari ottimi per farci una botta e via ma ingestibili, fin da subito o quasi, sul fronte sentimenti. Si salva un 15-20% che rappresenta l’eccezione e che va a ruba, destinato a creare un legame forte appena trova quella giusta.

Ecco perché lo sposato ha grande successo: la concorrenza non regge il paragone.

Lo sposato che va di moda è mediamente un uomo di una certa età (40-50 ma hanno successo anche i versus 60), di successo, sicuro di se, che si tiene bene, simpatico, affascinante, con possibilità economiche (almeno palesate all’inizio, poi bisogna vedere se è un tirchio dopo che vi ha ripassato). Insomma, l’uomo apparentemente perfetto se non fosse per quel dettaglio della moglie e figli.

Purtroppo spesso lo incontrate sul o per lavoro, cosa che complicherà enormemente la situazione se la liason, da puro divertimento, si trasforma in qualcosa di più sentimentale.

Insomma, lo sposato ha un grande fascino, e ci cadete quasi tutte prima o poi, stufe di incontrare maschi che non fanno gli uomini, non fanno i compagni e fuori dal materasso hanno la verve di una mucca che guarda un treno.

Tutte? Sì ho detto tutte. Almeno tre categorie di donne su 4. Eccole.

LA SPOSATA
È la categoria di donne che forse sfrutta il meglio dello sposato, semplicemente perché, essendo sposata a sua volta, se decide di accogliere nel suo letto uno impegnato è perché il suo matrimonio non va al 100% e vuole nuove attenzioni e spesso anche sesso di qualità. Vuole, in una parola, divertirsi e svagarsi anche lei, per poi rientrare all’ovile che, per quanto difettoso rimane il suo punto di riferimento, figli in testa. E allora chi meglio di uno con l’anello al dito? Non sarà mai appiccicoso, pericoloso, ha gli stessi problemi e stessi ritmi. Insomma, meglio di così se vuoi tradire al sicuro? Peccato che la cosa funzioni se la sposata è talmente strutturata da impedire che la storia duri più di 3-6 mesi o ha un controllo tale sulla sua emotività da fermarsi prima di innamorarsi. Donne così ce ne sono poche. Anche perché più mangi una torta che ti piace più vorresti continuare a mangiarla. Ed è così anche per lui. Quindi che succede? Che al terzo/sesto mese di frequentazione ludica lei inizia a provare sentimenti. Lui magari anche, o li simula (ma spesso è solo entusiasmo e lussuria) perché sa già che non lascerà mai la famiglia (non era il patto iniziale?). E poi molti uomini, a mano a mano che si avvicina il giro di boa della fase sentimentale di una relazione clandestina tendono a raccontare all’amante che in fondo a casa non ci stanno così bene, che con la moglie non scopano (attenti a quelli che parlano male della moglie, si rivelano spesso, poi, i peggiori anche con voi), tutte balle che servono a rabbonirvi, a coinvolgervi di più (soprattutto a letto o a fare quello che vuole lui) e a procrastinare il consumo della torta. Dicevo: al giro di boa di solito ci si guarda negli occhi e la donna (lui non si espone quasi mai) si chiede e gli chiede se non sia il caso di fermarsi o tentare di trasformare il rapporto in mera amicizia. Di solito lui risponde in modo che la donna dica lei andiamo avanti ancora per un po’, perché sotto gli occhi lucidi del quasi innamorato (se non lo ha già dichiarato o lo dichiara contestualmente) a lui interessa scoparvi incessantemente ancora per un bel po’. Inutile dire che i tentativi di amicizia fra amanti naufragano nel 95% dei casi alla prima cena da amici con relativo amplesso in bagno, in auto o dove si può. Quindi andate avanti. Siete già un po’ innamorate, o almeno legate quel tanto da non riuscire a dire stop. Il risultato? Approderete alla fine dell’anno in un crescendo rossiniano di progetti e sentimenti, ma quando voi sarete pronte a far saltare il vostro matrimonio lui farà marcia indietro. E da qui, anche l’amazzone più controllata che ha “usato” lo sposato a scopo ludico inizierà il calvario di tutte le amanti che hanno un uomo che rimane con la titolare. Disastro.

LA DEMOCRATICA
Ci sono donne che si fanno zero problemi ad andare con gli sposati. Sono donne spesso considerate troppo “leggere”. A me piace il medioevo come storia ma non applicato alle relazioni di coppia, quindi io definisco queste donne, giovani e meno giovani, libere e non offuscate da illusioni di moralità, come dice Ash in Alien. Se un uomo sposato decide di tradire è un problema suo, non di una single di libere vedute. Il sesso è un fatto naturale che avviene fra persone consenzienti adulte, punto. Quindi ci sono donne che non hanno pregiudizi sugli sposati, sono come i soliti single che prendi e lasci, anzi sono meglio. La fede al dito di lui è una garanzia di libertà autonomia e non appiccicosità per una donna libera che vuole restare libera. Almeno all’inizio. Perché anche per la democratica vale la regola della torta: se ti piace più la mangi e più la mangeresti. Così il tempo passa e lui assume un ruolo sempre più importante nella vostra vita e, superati i fatidici sei mesi anche la democratica si troverà invischiata in una storia che non domina più. La democratica è diventata un’amante classica, con tutti i difetti del ruolo. E così i suoi weekend in famiglia e i tuoi con le amiche diventeranno attese di una sua telefonate, la lontananza si trasformerà da libertà in sofferenza. Addio democrazia.

QUELLA CHE IO MAI CON UNO SPOSATO
C’è sempre qualcuno che pensa di essere più bravo, più forte e più intelligente degli altri. Quante donne commentano e scrivono: io non capisco le donne che vanno con gli sposati, forse hanno bassa autostima… Un bel gruppetto. Ma sapete quante di queste poi nella vita si ritrovano per destino beffardo in un amantato che le invischia da anni? Tantissime, basta leggere i commenti in questo blog. Perfino le mogli tradite, quelle che a volte se la prendono con le amanti invece che col marito (non le capirò mai: detestare il termometro perché misura la febbre…), mi scrivono: non lo avrei mai immaginato ma ora mi ritrovo a fare l’amante anch’io! Perché? Perché certi sposati sono fenomenali, furbi e pazienti corteggiatori. Di fronte a una che io mai con gli sposati lavorano in modo sottile ma incessante, progressivo ed efficace. Caffè, pranzi, telefonate e amicizia di qualità all’inizio: una finta amicizia divertente e lusinghiera condita da un corteggiamento discreto ma sempre presente. Così dal io mai con uno sposato si arriva al peccato che sei sposato. E il tempo passa, lavora, fra risate e complicità, si passa poi alle cene finché una serata particolarmente bella e ispirante ed ecco che anche la io mai con gli sposati si dirà: come sto bene con lui ma che c’e di male a farci un giro…. Ed eccola invischiata in anni di amantato in un batter d’occhio! Destino beffardo e… mai dire mai.

E invece chi riesce a resistere allo sposato? L’EX AMANTE
L’unica donna in grado di resistere allo sposato è l’ex amante che ha avuto una storia lunga e travagliata con uno della categoria. Una donna che ha passato tutti i gironi dell’inferno delle amanti, dalle promesse più belle miseramente disattese al sorbirsi prove di schiavismo, prove emotive laceranti che solo l’egoismo di certi uomini può imporre a persone che dicono di amare e prove così disumane che solo chi all’innamoramento ha aggiunto una forma più o meno forte di dipendenza (andate dallo psicoterapeuta per tempo!) può accettare di subire. Attese infinite, delusioni a pioggia, promesse infrante, persino accuse. Al peggio non c’e mai fine e l’ex amante lo sa perché a un certo punto, aiutata o meno, ha rotto le catene della dipendenza e, per quanto innamorata, ha detto basta, passando attraverso faticosi codici del silenzio, rifacendoli perché l’altro ci riprovava (egoismo senza fine) fino ad arrivare all’agognata consapevolezza del questo sì possiamo dire mai, Mai più con uno sposato. Queste sono le donne davvero immuni dagli sposati. Certo, ci sono le recidive, le crocerossine e quelle che a costo di sputare sangue portano avanti la loro lacerata bandiera del Io ti cambierò, ma spero che tra le ex amanti siano solo delle eccezioni.

Dunque, care amiche, lo sposato sarà affascinante e di moda, forse apparentemente meglio di tanti uomini liberi ma io vi avverto: alla larga come se fosse peste, anche se siete le più strutturate donne del pianeta. Perché, come dicono alcuni medici illuminati, per non ammalarsi non è che bisogna fumare poco oppure ogni tanto, occorre non fumare e basta.

Ditemi cosa ne pensate commentando sul blog o scrivendomi a anpellizzari@icloud.com.

Sincerely yours

 

ps LO SPOSATO SUL LAVORO

Care, l’ho accennato all’inizio. Il peggio dello sposato lo trovate sul luogo di lavoro, perché per quanto “comodo” e a tiro all’inizio, quando sarà finita non solo sarà più difficile staccarsi e dimenticare (anche perché non pochi gentiluomini se ne approfittano della contiguità quotidiana per riprovarci o altro) ma lo avrete sempre fra le palle. Prima o poi per fortuna diventerete indifferenti e lui trasparente, ma sai che fatica! Alcune di voi sono arrivate persino a pensare di cambiare lavoro… quindi NO sposati ma NO NO NO! sposati sul lavoro!

Sono confuso

Confusion king crimson
Confusion king crimson

Sono confuso. L’uomo medio messo alle strette da una donna stufa di promesse non mantenute o di indecisioni, amante o fidanzata che sia, di fronte all’ultimatum del Adesso decidi si sentirà quasi inevitabilmente dire Sono confuso.

Sono confuso è la nostra carta jolly per non dare risposte. Sono confuso non significa sì e non significa no, significa Dammi tempo perché sono confuso.

Stavo per uscire di casa ma adesso sono confuso. Sono uscito di casa ma tu per ora non vieni ad abitare con me perché sono confuso. Non lascio l’altra perché sono confuso.

In realtà, nel 90% dei casi lui non è affatto confuso. Dentro di se sa che non esce di casa perché ci vuole rimanere. Non ti vuole con lui perché o vuole tornare a breve dall’altra o vuole sfruttare la nuova vita da single per scoparsi il mondo. O sa che la moglie non la lascerà mai.

sono confuso è solo prendere tempo, o per farti rimanere e pazientare o per stancarti finalmente in modo che lo lasci tu

i confusi dopo anni di amantato sono Una contraddizione in termini: come spiegare a una donna con la quale stai da anni e chiamavi amore che adesso sei confuso? Perché ti ha beccato la moglie? Non sei confuso, ti ha beccato e fai marcia indietro.

A proposito: mentre a voi dice sono confuso all’altra ha già detto che non vi vedrà più e che è stata una sbandata perché era confuso

Care amiche, Sono confuso è l’inizio della fine. E richiede una sola risposta: io non sono confusa, addio.

 

Sono confuso non è un grido di dolore, è un’offesa per voi

non perdete tempo con i confusi dell’ultima ora

l’amore è cieco ma ci vede benissimo e, soprattutto, non è mai confuso

 

sincerely yours

 

scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

 

 

 

Il lumacone estivo

 

Foto Pixabay
Foto Pixabay

 

C’è una specie di lumaca che per fare la sua apparizione non aspetta l’arrivo della pioggia ma la partenza estiva della moglie o della fidanzata.

Appena salutata lei e la famiglia, lo vedo girare le spalle al treno e fregarsi le mani, sorriso a 400 denti e sguardo da cacciatore velato dagli occhialoni neri da Cucador.

Eh sì, il lumacone estivo adora il sole e la spiaggia, non l’erba e la pioggia.

Racconta un’amica lettrice, che ringrazio perché mi ha dato lo spunto per questo mio post, che da anni, stessa spiaggia stesso mare, puntuale si ripresenta il lumacone estivo che, sbavando per ogni bikini in vista, offre subito l’aperitivone. Il suo allude a un passato di una fugace liaison estiva (sapesse di non avere passato l’esame dimensioni prestazioni… potreste distruggerci con una frase ma siete sempre delle signore, noi non altrettanto signori), gli altri alludono a notti infuocate a portata di mano.

 

Il lumacone estivo standard veste costumino succinto per ostentare virilità enormi (salvo buon fine), occhialone di marca (forse), orologione specchio per le allodole (della serie io può, a meno che non sia un Rolex da spiaggia, come chiama il mio amico quelli tarocchi) e sorriso hollywoodiano.

Oltre a millantare capacità amatorie presentando curriculum dettagliato delle sue avventure passate, il lumacone estivo è sempre libero. Non ha moglie, è separato in casa, ha moglie ma sono da anni come fratello e sorella, è il rappresentante del matrimonio bianco. Se poi non è sposato ma “solo” convivente o fidanzato, la presenza della partner lontana in quel momento viene negata. Una lei non esiste.

Se non avete niente di meglio da fare, divertitevi ad accettare l’aperitivo con lui (mi raccomando ordinate champagne, trovo educativo farlo spendere, soprattutto se è tirchio e gli accessori che indossa sono tutti Made in Atlantide) e, dopo aver ascoltato quanto già vi ama, le sue teorie sul colpo di fulmine ed essere stata promossa in un secondo la più bella dell’adriatico Fategli notare come si veda la mancanza di abbronzatura sull’anulare sinistro o uno strano solco, come se avesse portato la fede Fino alla sera prima.

c’e anche Il lumacone da città, quello che resta a lavorare mentre la famiglia parte. Uscito dall’ufficio si trasforma indossando bermuda e camicia bianca petto in vista, Clark Kent diventa Superman e inforca la moto ferma in garage in attesa dell’occasione. La sua spiaggia sono i locali estivi della città, la sua preda qualunque donna che respiri. Tutta mia la città è il suo motto. Dopo il cocktail vi inviterà a casa sua per vedere la collezione di scuse per scoparvi, tanto le foto di famiglia sono tutte nascoste in una stanza, rimosse a tempo debito per trasformare il tetto coniugale in pied à terre da separato in casa. Ovviamente anche lui vive un matrimonio di facciata. Invito da declinare solo per il cattivo gusto di usare la casa di famiglia come motel.

il lumacone da spiaggia o da città può essere divertente se avete il senso del ridicolo, utile se siete in grado di usarlo come toy boy (ammesso e non concesso che sia all’altezza della situazione, chi parla troppo di solito combina poco), allora potete trasformarlo in lumacone usa e getta.

quello che vi prego di non fare e di credergli o, peggio, pensare di poter costruire qualcosa con lui. Il suo è un mondo artificiale che finisce nel momento in cui chiama la moglie, allontanandosi verso la battigia per rispondere al telefono. Scusa un attimo, devo rientrare un minuto nella realtà è poi torno a sbavare.

E la povera moglie? Il lumacone, se lo guardate  bene, ha spesso le corna. Perché lui parla e si toglie la fede al dito ma lei non parla, non se la toglie, e spesso fa. Anche in montagna. Anche se piove.

 

parliamone: anpellizzari@icloud.com

sincerely yours

 

 

Il tradimento, veleno e medicina della coppia

Il tradimento, veleno e panacea - foto Pixabay
Il tradimento, veleno e panacea – foto Pixabay

 

Il tradimento morde come un serpente quando lo scopri. Ti avvelena, distruggendo la coppia, disgregandola in un abisso di dubbio e mancanza di fiducia.

Oppure è una medicina salvifica, che fa riemergere dai torpori e dall’indifferenza che hanno portato la stessa coppia al tradimento. Il veleno allora immunizza lui e lei da futuri tradimenti, se riescono a sopravvivere al morso.

letale se la fiducia non decolla, letale se il dubbio serpeggia ogni volta che lei esce con le amiche, lui fa tardi al lavoro, lei viaggia, lui dorme fuori

 

Dal tradimento una coppia muore o risorge

 

Sul tradimento gli amanti prosperano o decadono, si consumano.

 

Anche gli amanti che hanno reso possibile il tradimento o ne escono distrutti o formano una nuova coppia.

 

Il tradimento è sublime nei suo effetti, perché porta alla soluzione estrema. Il tradimento distrugge per ricostruire. Sempre.

Poveri coloro che non riescono a trasformare il tradimento in rinascita, in un nuovo futuro. Vivono nel limbo. Pur avendo toccato il fondo non saliranno mai in superficie, anche se la vedono. Che grande occasione sprecata.

 

Poveri coloro che usano il tradimento per sopravvivere senza cambiare mai. Respirano, vero, ma non nuoteranno mai in mare aperto. Con lei

 

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce. O che risorge

 

sincerely yours

 

anpellizzari@icloud.com

 

 

 

@anpellizzari

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