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Amanti: il codice del silenzio

Lasciarlo è come smettere di fumare - iStock kumeda
Lasciarlo è come smettere di fumare – iStock kumeda

Lui è sposato e tu sei l’amante. Lui è tornato dalle vacanze in famiglia per l’ennesima volta e nulla è cambiato: non lascia la moglie ma vorrebbe continuare così con te.

Non importa la longevità della vostra storia (spesso anni), non importa la quantità di volte che vi è stato detto “dammi tempo che la lascio ora non sono pronto”.

voi siete arrivate alla frutta perché lui parole tante e fatti zero.

O meglio, in molti casi lui ha deciso di non decidere, avanti così. O meglio, lui ha deciso di stare con la moglie, perché se non la lascia ha deciso che vince lei. Ha deciso, di fatto, anche se non lo ammetterà forse mai.

Insomma, siete ormai spossate da questo tira e molla e dovete, sentite che dovete VOI prendere una decisione.

E dovete prenderla anche se siete profondamente e a volte disperatamente innamorate del “tutto chiacchiere e distintivo”.

Dovete decidere fra due opzioni, semplici quanto terribilmente difficili da realizzare, me ne rendo conto.

E sono difficili da realizzare anche quando lui è stato corretto (questo dobbiamo dirlo, non cambiamo le carte in tavola solo per rabbia o delusione) e non ha mai promesso nulla, non ha mai detto che avrebbe lasciato moglie e famiglia, ha resistito anche quando sesso e passione gli hanno fatto pensare seriamente, anche per un periodo e basta, che avrebbe potuto costruire una vita con voi.

In ogni caso, dovrai decidere se continuare a fare l’amante o lasciarlo tu, perché lui non lo farà forse mai.

Non ti biasimo se scegli la prima opzione, e nessuno, che non sia nei tuoi panni o almeno lo sia stata dovrebbe farlo: essere innamorati di una persona significa spesso avere un legame fortissimo, una speranza che travalica i fatti, la disperazione, le delusioni e le mille promesse tradite.

Continuare a essere la sua amante in queste condizioni, conscia del prezzo da pagare, è una soluzione scelta da molte, così come molte mogli decidono di perdonare o tollerare in silenzio i tradimenti e andare avanti così. Per amore, per timore, per i figli, per mille ragioni spesso assolutamente comprensibili.

Non giudico quindi, solo ti dico che in questi casi, se una non ce la fa da sola, è il caso che si faccia aiutare, ci vogliono dei veri professionisti della mente in certi casi di sofferenza, psicologi, psicoterapeuti o psichiatri, scegliete voi.

No, non sei matta, tranquilla, sei come milioni di persone, in “buona” compagnia. Ma se non si riesce a fare una cosa che si riconosce come sbagliata e controproducente per se stesse e il buon senso, e i consigli degli amici, i milioni di lacrime versate non bastano e non basta l’evidenza della situazione ci vuole l’aiuto di un esperto titolato per spezzare quella che potrebbe essere diventata una “dipendenza” o comunque una catena troppo resistente.

Dunque, hai tu il termometro della tua febbre, non aspettare di superare i 40. E tu sai se hai la forza di spezzare la catena.

Ma torniamo al libero arbitrio e ipotizziamo che tu abbia trovato la forza, e magari non è la prima volta che lo fai, di lasciarlo. Sai già o immagini cosa ti aspetta.

Qualcuna di voi mi ha scritto “ho smesso di fumare, riuscirò a non rivederlo più”.

Non so se il paragone del fumo è sufficiente, certo è efficace. Fumare per anni per poi decidere che una cosa che ti piace, un gesto che ormai fa parte della tua vita, sapendo che ti fa male deve finire non è facile. E dovrai smettere tu, da sola.

E qui arrivo alla seconda parte del mio titolo, il valore del silenzio.

Se hai deciso di chiudere davvero con lui il silenzio deve essere assoluto.

Tutti i canali di comunicazione devono essere interrotti o resi impraticabili. Blocca la sua amicizia sui social. Blocca le messaggerie. Blocca anche il numero di telefono, così non avrai la tentazione (e relativa sofferenza) di rispondere alla sua inevitabile chiamata, perché molti chiamano.

Lo so, è durissima e sarà durissima, ma il silenzio assoluto è l’unica arma che hai a questo punto.

E deve essere assoluto: basta riaccendere una sigaretta per ritrovarsi a comprare il pacchetto di sigarette della solita marca.

Il silenzio serve a te per dimenticarlo. Solo non avendo la sua presenza anche sotto forma del solito messaggino quotidiano la tua ferita al cuore potrà rimarginarsi col tempo.

Non cadere nella tentazione di lasciare almeno un canale aperto, magari con la scusa, come mi raccontate in tante, che è da maleducate chiudere completamente. In questa fase dovete essere egoiste e l’educazione non c’entra nulla. Ogni post che vedrete sulla bacheca di un amico comune sarà come una coltellata al cuore, perché prolungare la tua agonia? Il silenzio deve essere totale.

Il silenzio servirà anche a lui per capire davvero se può vivere senza di voi. I casi sono due: o lui vi ama nonostante tutte le remore che si fa con la famiglia oppure voi siete e sarete sempre solo un ripiego.

Il silenzio ha effetti anche su di lui. Abituato ad avervi a disposizione, ad avere il boccino in mano anche solo attraverso un messaggio, ad avere il polso della vostra situazione anche con una semplice telefonata di fronte al silenzio, è solo questione di tempo, reagirà.

Perché il tuo silenzio lo manderà in tilt. Il tuo silenzio significa che puoi vivere senza di lui, che magari ti stai rifacendo una vita, che hai ricominciato a uscire con le amiche e magari altri uomini, lui non lo sa adesso non lo può sapere neanche se si informa tramite amici comuni, è diverso che avere il tuo polso, sentire il tuo polso.

È solo questione di tempo e cercherà di contattarti o di vederti. Gli uomini sono egoisti e semplici, dominati dai loro bisogni contingenti perlopiù. Prima o poi, se tu conti almeno un po’, la sua voglia di te, il motivo per cui ha tradito sua moglie con te, emergerà con forza.

E qui o si tratta di passione e amore o solo di voglia. Ci sono uomini che si accorgono, attraverso il distacco e il silenzio, che anche se tutte le ragioni del mondo confermano la loro scelta di non mollare la famiglia esse non sono sufficienti per farti dimenticare, per rinunciare a te, per vivere senza di te. E tornano.

Ma attenzione, come tornano? Questo è fondamentale.

Tu non puoi aver deciso di chiudere, non puoi aver sofferto giorni, settimane, mesi tutto quello che hai sofferto per far rientrare nella tua vita uno che ricomincia con le parole e niente fatti.

Se questa fase di silenzio, che io ritengo in media debba durare alcuni mesi (diciamo più di due e meno di sei, le vacanze canoniche estive e di Natale non si contano, sono una specie di limbo decisorio per gli uomini sposati) lo ha fatto tornare da te, non può essere per scopare e basta o prendere altro tempo. L’era dei progetti promesse è finita. La scelta sei tu e la realtà deve cambiare totalmente.

Non può più esserci “adesso glielo dico”. Non può più essere “adesso parlo con l’avvocato”. Non può più essere “le prossime vacanze le facciamo insieme”. Adesso o niente. Lui ti dice non ti fidi? Ha avuto tempo per dimostrare. Tempo scaduto. Se sei tornato è per restare. Punto. Altrimenti, se ricominciano le parole e le promesse, tu ricomincerai a fare l’amante.

E i secondi matrimoni non nascono dalle promesse, ma dai fatti.

Proverà a ricontattarti anche l’uomo che sa che non lascerà mai la moglie. Lo so, è ingiusto. Ma alcuni uomini sono deboli ed egoisti insieme, un mix che produce anche tentativi senza remore. Inutile odiarli, l’unica vera medicina è escluderli dalla tua vita, punto. Il silenzio assoluto in questi casi prelude alla chiusura tombale del rapporto. Ti sei sbagliata, forse vi siete sbagliati tutti e due (non tutti sono degli approfittatori aridi e lucidi), questa storia è finita. E, ascolta, anche se ora ti sembra impossibile, non può e non deve decretare la fine della tua vita sentimentale e sociale.

Ricorda
La storia con uno sposato
, ripulita del mistero e adrenalina del proibito che ha, è una storia come le altre. Può andare avanti o finire. È una storia d’amore, come tante altre storie. Inizia a vederla così. Avete deciso insieme di iniziare, decidi tu di finire. Un amante non ha un destino diverso di quello di una normale “fidanzata”. Punto.

Ricorda a quelli che ti dicono: “non dovevi andare con uno sposato finiscono tutte così te la sei cercata”.
Non è vero. All’inizio, sposati o no, capita di mettersi insieme seguendo un istinto o un’emozione, senza pensare al futuro o facendolo con la volontà di danneggiare qualcuno. Succede. C’è chi dice che la fedeltà non esiste, che non siamo fatti per vivere sempre e solo con lo stesso partner. Non lo so ma succede. E spesso, milioni di volte, non centinaia. Quindi inutile prendersi colpe che non esistono se non nella testa di chi non è nei vostri panni.

Oppure, tornando a lui di fronte al tuo silenzio, a parte qualche tentativo, sparirà. Il silenzio allora ti avrà dimostrato la perfezione della tua scelta. Non esiste uomo innamorato davvero che rinunci all’amore vero, spesso neanche di fronte all’amore filiale. Dunque la vostra storia doveva finire. E attenta, non colpevolizzarti. Non cadere nella trappola “ma sei tu che mi hai lasciato è quindi rovinato tutto”, “ma sei tu che sei andata con un altro provando il chiodo scaccia chiodo”. Non esiste. Tu hai preso una decisione inevitabile di fronte a una sua indecisione infinita che è una decisione, quella di non decidere apparentemente, avendo però nei fatti deciso a favore della moglie, se resta con lei.

Molte donne nei tuoi panni pensano o si sentono addirittura dire dall’amante “non hai saputo aspettare e hai rovinato tutto, non mi hai dato abbastanza fiducia e quindi non mi meriti”.

Troppo facile. Non esiste un’attesa per sempre. Fatti non parole. Se sei arrivata a chiederti “e adesso che faccio continuo a fare l’amante o lo lascio?” vuol dire che sei alla frutta, siete alla frutta.

Gli uomini possono tenersi un’amante per anni, una donna innamorata, a meno che anche lei non voglia lasciare la sua famiglia, no.

E se lavorate insieme?
Non è che siete particolarmente sceme e ve lo siete cercato sposato e pure sul lavoro. Basta con le seghe mentali, soprattutto se indotte da facili giudizi altrui. Quante storie “normali” iniziano sul lavoro, per contatti di lavoro? Tantissime, molti di noi lavorano quasi e basta, quindi non biasimarti se è successo lì. Piuttosto sarà più difficile fare “silenzio assoluto” quando dovete sentirvi o incontrarvi per forza. Che fare allora? Mi appello alla tua grande professionalità. Quella che ti fa reggere e ha fatto reggere per anni il complicato intreccio di rapporti ed equilibri, compromessi e relazioni nella tua professione, che tu faccia l’impiegata o la manager non importa. La tua professionalità deve ritrasformare il tuo amante in quello che era, con una buona dose di distacco in più. Educata e professionale, nulla di più. Non un minuto di più che non sia per condividere quello che deve essere condiviso professionalmente, non un caffè da soli, una mensa, una passeggiata, un colloquio che non sia lavorativo. Diventate un robot. Non cadere nel tranello “ma dai è solo un caffè!”. No! Lo potete fare, lo sapete fare. Se è intelligente, capirà il messaggio, rispetterà e ammirerà la vostra personalità, forse il lavoro è una delle poche cose che capiscono davvero gli uomini. E se non capirà sarà lo stesso. Non cedete di un passo. Funzionerà. Sarà più difficile ma funzionerà. E vedrete che anche averlo sul lavoro a un certo punto non conterà nulla. Anzi, qualcuna di voi oggi ride dicendosi: ma cosa avrà avuto questo per prendersi tutte le mie attenzioni… Anche in questo una storia fra amanti non è diversa da quella di due “liberi”.

Dunque è vero che il silenzio è d’oro.

Ti aspetta un compito difficile ma non impossibile. Molte sono riuscite a smettere di fumare.

Il premio è riprenderti la tua vita, la tua libertà, un futuro uomo dedicato solo a te (finché fai l’amante ti sarà impossibile anche solo vedere altri uomini). Oppure lui scoprirà che ha sbagliato tutto e correrà da te.

In ogni caso vinci. Pagando un prezzo certo, ma vinci.

Sincerely yours

Dobbiamo parlare: l’ultimatum

Dobbiamo parlare: l’ultimatum

Ultimatum: scegli, decidi. Gli uomini, in amore, scelgono e decidono se non hanno conflitti.

Ma se tu fai parte di un conflitto probabilmente lui non sceglierà, non deciderà mai se non lo metti con le spalle al muro.

Perché metterlo con le spalle al muro? Per il numero di Tentativi falliti di ottenere una sua decisione. Per il tempo passato (mesi, a volte anni) ad aspettare che, dopo infinite discussioni, lui si decidesse.

A fare che? Tu lo sai: comunque, e vale per tutte voi che mi leggete, è un qualcosa la cui non scelta, non decisione ti sta facendo soffrire da troppo tempo e mette in discussione il vostro rapporto, lo fa vacillare o lo sta logorando, e comunque ha spostato l’equilibrio della vostra coppia da “felici insieme” a “tu infelice e a lui sta bene andare avanti così”.

Adesso basta però.

Che il motivo sia una moglie o la famiglia, e tu sei l’amante che, superato il fatidico periodo ludico dell’amantato (divertiamoci senza obblighi) sei entrata, o meglio lui ti ha fatto entrare, nella fase “sentimenti-costruiamo qualcosa”, perché ricambiava un sentimento o addirittura lo ha dichiarato lui (spesso favoleggiando su un futuro insieme) adesso basta rimandare: o te o lei. O tu saluti e vai.

Ma puoi essere anche la moglie, alle prese con un lui che ti ha tradito una o più volte, e tu l’hai perdonato perché ti ha pregato in ginocchio, per i figli, perché lo ami ancora. Adesso basta. O vi separate o lui smette di setacciare i social alla ricerca di nuove prede, se non ha già trovato l’ennesima. O smette di fare il cascamorto in spiaggia, per strada, con le tue amiche.

O forse sei la fidanzata, alle prese con un uomo che ti ha messo lontano dal primo posto dei suoi interessi. Amici, sport, hobbies, sua madre, il lavoro… tu dove sei? A casa ad aspettarlo per fare sesso quando e come dice lui? Adesso basta. Deve rimetterti sul podio, al primo posto. Nei fatti non a parole.

Alcune di voi pensano: se io lo metto con le spalle al muro lui griderà al ricatto, all’offesa inaccettabile e, per questo, ci lascerà con addebito di tutte le colpe. Forse alcune di voi non hanno capito che noi siamo dei gran furboni: facciamo tutto quel cavolo che vogliamo e, quando protestate o prendete una posizione giusta e ferma, tiriamo fuori le parole ricatto, non rispetto, fiducia, e facciamo pure gli offesi. Perché la migliore difesa, soprattutto se si ha torto marcio, è l’attacco. Frasi come “mi hai deluso” sono alibi.

Quindi, mentre tu ti arrovelli sul rischio dell’ultimatum e su come non offenderlo dopo due anni che non lascia la moglie, ti cornifica o esce sempre da solo con gli amici lui sta chattando con la gnocca bruna su Facebook alla quale ha raccontato che è vedovo.

Non ci credete? Avevo un amico, single sciupa femmine e impenitente, che a 40 anni si lamentava con me. “Le donne non si fidano più, fanno troppe domande”, diceva. “Se vedono che alla mia età non ti sei mai sposato non hai figli e sei single le donne pensano che hai qualcosa che non va e che le vuoi solo scopare, e hanno pure ragione”. Come fare? Il mio amico si era inventato una storia strappalacrime. La storia faceva così: Si era innamorato di una straniera all’università. Da lei aveva avuto un figlio che lei però non voleva e li aveva abbandonati soli. Il mio amico aveva tirato su il figlio da solo, mostrava anche una foto di lui da giovane spacciandola come il figlio. Le donne impietosite dalla storia, convinte e calmate, si rilassavano e gliela davano (anche perché lui piaceva, devo dire la verità). Il problema che questo figlio studiava in america, così il mio amico “doveva” partire e sparire periodicamente per stare col ragazzo. Tutto premeditato perché, diceva il mio amico, le donne dopo un po’ rompono i coglioni.

Questo amico, cara amica, non è un’eccezione, è lo standard. Poi più essere più o meno bravo con le balle, ma sempre balle sono. Come quella, appunto, del ricatto e dell’offerta di uno che non è disposto a fare nulla per te e cambiare la sua vita.

L’altra paura femminile diffusa è che se gli dai l’ultimatum lui scappa. Ma scusa, tu vuoi un uomo che resta perché ti ama convinto o uno che se gli chiedi “troppo” scappa? E tu vuoi trattenerlo? Lo tieni così per quanto tempo?

Come dare un ultimatum? Se certi uomini non fossero spesso vigliacchi e sfuggenti dovresti invitarlo a cena premettendogli che dovete parlare . Ma siccome scapperà a gambe levate di fronte al temutissimo “dobbiamo parlare” non dirglielo e invitalo a cena. Perché certe cose vanno dette guardandosi negli occhi, checché ne pensino gli uomini liquidatori da sms. Quindi convocazione e sii chiara: questo questo e questo non è più sopportabile. E poi fissi un termine. Se entro questo termine lui non cambia come vuoi tu ti sganci.

Se ti rimangi l’ultimatum, e succede perché lui farà di tutto a parole per ottenere proroghe non devi giudicarti debole, stupida, incapace. Sei solo innamorata. Ed è bellissimo esserlo, se non per il particolare che dall’altra parte c’è un uomo che, come minimo, non è coinvolto come te. Quindi si cade, ci si rialza e si ripropone l’ultimatum.

Non è il primo ultimatum? La storia di Pierino e il lupo insegna che minacciare troppe volte qualcosa che non si fa mai porta il rischio del “tanto non lo farà”. Quindi questo deve essere il tuo vero ultimo ultimissimo ultimatum. Se non sei convinta meglio rimandare. Ma se senti che davvero non ce la fai più convocalo e dagli una scadenza. Scadenza breve, al massimo a tre mesi. Di più è controproducente per te, per il tuo stato psicologico e di sofferenza protratta, e per lui, che è abituato a vivere di tue proroghe. Adesso basta

Fatti non parole. Questo è il tuo nuovo credo dopo l’ultimatum. Se torna è perché si separa. Se torna è perché non ha più un profilo sul social per cuccare. Se torna è per stare con te, non con la mamma. O gli amici.

L’ultimatum è come un avviso di garanzia, nato per dire a chi è indagato: guarda che sto indagando, appunto, su di te. E questa è, dovrebbe essere una garanzia di libertà, anche se in Italia troppe volte l’avviso di garanzia viene metabolizzato dai più superficiali o cattivi come sentenza di condanna. Il tuo ultimatum non è una condanna, è un vero avviso di garanzia, l’ultima chance che lui ha con te.

Se lo viola non andrà in prigione, ma deve uscire dalla tua vita.

Sincerely yours

Lo hai scoperto su un sito di escort

Lo hai scoperto su un sito di escort

In ogni donna si nasconde un detective e allora, se lui assume atteggiamenti “strani” o furtivi, tipo chiudere di colpo la schermata del computer o nascondere il cellulare appena arrivi è solo questione di tempo.

Presto scoprirai cosa stava facendo. Anche perché gli uomini sono in genere poco avvezzi ai trucchi per nascondere la navigazione sui siti “proibiti” e, complice la frequenza di visite, prima o poi lui si dimenticherà di cancellare la cronologia.

E’ proprio così che le amiche che mi hanno raccontato la loro storia hanno scoperto che il proprio partner era un frequentatore di siti zeppi di escort.

La domanda, da parte vostra, è sorta spontanea: fatta la tara sulle sue solite scuse (uguali per molti: ero curioso, mi si è aperto per sbaglio il sito, è la prima volta) cercare un’escort è tradimento? E prelude a un vero e proprio approccio diretto oppure no?

Se dovessimo rifarci ai dati sulla prostituzione in Italia gli uomini che ci vanno regolarmente, in base alle varie fonti per difetto o eccesso, sono dai 3 ai 9 milioni. Tantissimi. Quindi, guardando le probabilità, per escort e prostitute fra il dire e il fare non c’è statisticamente un mare.

Detto questo torniamo a noi. Hai scoperto che visita dei siti di escort: puro sollazzo teorico, corna effettive o comunque preoccupazione oggettiva per la tenuta della coppia?

E’ vero che noi uomini abbiamo una curiosità sessuale più spiccata (non troppo, non credere che le donne siano così diverse sessualmente da noi, lo provano i video hard condivisi e non dalla coppia come giochino) ma un conto è andare a vedere quanto costa e che prestazioni fa la superbruna che campeggia nell’home page, un conto è tornarci più volte alla settimana. Ah, se la cronologia delle telefonate dal suo cellulare potesse parlare…

Quindi, se la frequentazione del sito escort è frequente, lui ci sta facendo più di un pensierino, è lecito pensarlo.

Ma cosa frulla in testa a un uomo che sta pensando di andare con un’escort? L’impulso principale è quello del bisogno, il bisogno di fare un nuovo sesso, cioè un sesso più trasgressivo e appagante, fatto di tutte quelle cose che la compagna faceva anche, ma non fa più, o non ha mai voluto fare. Nello stesso tempo l’uomo pensa, o meglio si autoconvince, che in fondo quello non è tradimento perché viene consumato con una professionista, che estranea è ed estranea rimarrà, potrebbe anche sparire dopo la prima volta, o essere cambiata con un’altra. In più, il senso di colpa e la paura di essere scoperto vengono quasi azzerati dalla consapevolezza che una professionista mai creerà problemi a casa. Insomma, nella sua mente l’uomo che sta pensando all’escort non ci trova difetti, e la vede come una soluzione pronta e semplice per soddisfare il suo bisogno ormai inpellente, perché un uomo di solito non arriva a desiderare una cosa del genere in pochi giorni, ma la cova per mesi di voglie non soddisfatte, o non soddisfatte abbastanza, secondo lui. Gli manca solo un ostacolo: superare l’idea che quella professionista soddisferà lui ma anche tanti altri, prima e dopo di lui. Ma questo è un cruccio più tipico di chi non ha mai fatto sesso a pagamento.

Aggiungo che gli uomini, sulla prostituzione, si dividono in tre categorie: i refrattari, i negazionisti e i pragmatici.

Il refrattario

Non esiste al mondo che un uomo paghi per fare del sesso: questo è il credo del refrattario su tutte le forme di sesso a pagamento, e non c’è verso che cambi idea. Quindi, o il tuo partner scoperto sul sito escort ha sempre mentito anche su questo, oppure su questo dormirai sempre sonni tranquilli. Conosco diversi refrattari: fra di loro ci sono i convinti ma anche i tirchi, cioè quelli che in realtà non vanno con le prostitute perché “costa troppo”, e costa troppo è una buona garanzia antiescort, ma non di fedeltà in senso generale. A questa tesi di solito rispondono i pragmatici, come potrai leggere fra qualche riga. Insomma, fra i refrattari ci sono i “veri” ma si annida anche la volpe e l’uva.

Il negazionista

Io non andrò mai con un escort. Io sono su questo sito solo per curiosità. Io le ho telefonato solo per curiosità (lo dirà solo se hai scoperto la telefonata). Il negazionista, è solo questione di tempo e lo vedrai, potrebbe trasformarsi da “voglio ma non posso” a cliente neofita e poi, sempre col tempo, a cliente fisso, salvo brutte esperienze iniziali. Quindi con il tuo lui, scoperto al pc con “citofonare Giusi” (cit. da Cabaret se non erro) i casi sono due: o averlo beccato ne decreterà la fine delle velleità sesso a pagamento oppure fra un po’ ci riproverà.

Il pragmatico

Lui pensa che il sesso a pagamento non sia tradimento ma un modo di evadere dalla routine di coppia senza effetti collaterali: il sesso sarà di qualità superiore a quello della coppia (l’escort è una professionista o no?) e la sicurezza totale (nessuna escort telefonerà mai a casa). Lui pensa che costi meno che farsi l’amante, sia in termini di prezzo pagato (ha fatto i conti: escort paghi chiavi in mano, è il caso di dirlo, amante vuol dire motel cena regali e spese varie) che di rischi e menate (l’amante prima o poi presenterà il conto sentimentale e vorrà la separazione). Insomma, una o due botte al mese con una giovane professionista e contenti tutti.

Mettiamo che lui, refrattario a parole o negazionista, non abbia fatto ancora nulla nella realtà, e che sia stato sul sito per curiosità come dice. In ogni caso anche solo questo è un sintomo di un disagio grave di coppia. Significa che il sesso con te non gli basta più. Qualcuna di voi osserverà: ma come, lo facciamo e va benissimo! Guarda che noi maschietti (e se tutto è ok anche voi) vogliamo quantità e qualità. Quantità: una volta alla settimana è poco. Qualità: non è qualità fare i soliti due preliminari e bum bum per 10 minuti; è routine. Intendiamoci, la colpa non è sempre e solo di una parte della coppia, quella ormonalmente meno attiva, spesso è concorso di colpa. Ma se lui cerca un’escort vuol dire che ha un bisogno, e non ho nessuna intenzione di giustificare nessuno, sto ragionando solo sulle dinamiche di coppia. E qui la scelta dipende da quanto tu sei rimasta basita e delusa dalla scoperta di questo suo lato “prostitute” e da quanto lo ami. Se il colpo per te è stato mortale la coppia è finita: potete tirare avanti ancora ma la fiducia se ne è andata e ogni volta che lo vedrai al computer o farete sesso avrai il dubbio “ci sarà andato o no”? Se invece l’escort è il sintomo iniziale di una malattia di coppia curabile non rimandare e parlatene insieme. Cosa va e cosa, sinceramente, non va più a letto? Cosa possiamo fare insieme per rilanciare il sesso coniugale? Non avete idee? Consiglio un buon sessuologo.

Aggiungo che io tendenzialmente mi fiderei di più del “non lo faccio più” del negazionista (bugiardo per riflesso come la maggior parte degli uomini ma sincero se in buona fede, beccato sul nascere di questa sua nuova “mania” e interrogato da te a dovere) del falso refrattario, quello che “io mai” e poi diventa cliente fisso. Mi ricorda quei censori dei costumi altrui, maschi e femmine, che poi te li trovi in un locale di scambisti. Lecitissimo per carità, il sesso ama la libertà, ma non fai in pubblico la Santa facendo predicozzi all’amica che ha fatto sesso al primo incontro e poi tu fai sesso con tre mai visti in un locale.

Sul pragmatico stendo un velo. Uno che fa i conti e pianifica a questi livelli o l’ha già fatto o lo farà prima o poi. Ma è difficilissimo scoprire non tanto che sia stato su un sito di escort, ma che la sua sia davvero natura di pragmatico. Certo, se scopri che ha un cellulare di cui non sapevi nulla con nomi inventati e non è quello del lavoro, questo è un dettaglio che potrebbe rientrare nel modo di fare di chi pianifica tutto, compreso il sesso.

Morale. Escort o non escort reale, lui sul sito delle professioniste ci è andato una volta forse è davvero solo per curiosità e vale la pena recuperare approfondendo, ma se una rondine non fa primavera due…

Urge confronto sguardo diritto nei suoi occhi, tuo sesto senso femminino sull’ON e… poi deciderai tu del vostro destino. Perché in amore, nel bene e nel male, sono le donne a decidere sempre. Anche quando lui non decide.

Sincerely yours

Ci si può separare avendo figli?

Un articolo online sostiene, citando delle ricerche, che la separazione dei genitori per i figli è un vero tsunami, a volte paragonabile al lutto.

Non esageriamo.

Sui figli ho una posizione netta (non si lasciano finché non arrivano ai 16 anni, più o meno, dipende dai casi e dalla loro maturità ed equilibrio e se non ci sono guerre e conflitti insanabili) ma conosco figli di genitori separati e civili, buoni papà e mamme che, nonostante il matrimonio sia finito, hanno gestito la separazione causando il minor danno ai figli che crescono assolutamente sereni.

Su questo blog ne dibattiamo spesso.

Alla luce dell’articolo sotto che ne pensate?

http://www.vitadamamma.com/144952/il-divorzio-per-i-bambini.html

Amante pentito… sparisci!

Amante o sparisci o torni alla Ufficiale e gentiluomo
Amante o sparisci o torni alla Ufficiale e gentiluomo

Siete stati amanti per un anno, a volte due, a volte ancora di più. Avete passato tutte le fasi dell’amantato. I primi sei mesi ludici, avete vissuto poi i restanti sei a sognare e innamorarvi (almeno voi, care lettrici).

Lui ha iniziato a farvi promesse, a sognare una vita futura insieme a voce alta, a fare progetti.

Ma il tempo, intanto, passava. I sogni e le promesse si sono tramutati in litigi per vacanze disdette, notti mancate, promesse rimandate.

La lascerò dammi tempo. Sistemerò la parte economica, dammi tempo. I figli cresceranno e capiranno, dammi tempo.

Il tempo è passato. Non importa se lui, messo con le spalle al muro, vi ha detto “non posso lasciare mia moglie”. Non importa se vi ha detto non sono pronto. Non importano neanche i suoi perché, anche se alcuni, a tratti, erano anche sinceri.

Importa che è passato troppo tempo, le vostre scadenze (di solito almeno due, tipicamente dopo le vacanze: se dopo il prossimo Natale non ti liberi…) sono passate senza novità e, soprattutto, la vostra pazienza è finita.

Così avete iniziato ad adottare il Codice del silenzio, del quale ho scritto già. In sintesi, gli avete detto che finché non si rifaceva vivo con veri fatti e non parole voi non l’avreste visto più, risposto ai messaggi, alle telefonate e ad altri tipi di comunicazione.

Per fatti si intende la carta bollata della separazione o una sua uscita fisica da casa. No perché molte di voi mi raccontano che dopo un anno, a volte due anni di amantato, questi uomini sono spesso all’anno zero.

Della serie che la moglie non ha neanche sentore della crisi coniugale, nessuno ha mai dichiarato “sono in crisi il nostro rapporto coniugale è in discussione”. Leggo di gente che dice che con la moglie non fa sesso da anni (la balla più diffusa fra gli impegnati) e poi li vedi nelle foto delle vacanze tutti Casa e famiglia, vacanze che non di rado si erano dimenticati di preannunciare all’amante. Certo non possono impedire all’ignaro coniuge di postare foto di vita familiare normale (almeno per l’ignaro). Sono foto che dicono molto, più di quanto dica lui.

Non è che voi pretendiate che lui faccia subito outing con il mondo, ma almeno non raccontare palle tipo dormo sul divano o abbiamo venduto il letto matrimoniale e comprato un letto a castello e col rimanente l’ho portata alle Maldive per tirarla un po’ su…

Scherzi a parte avete staccato la spina. Esasperate, stanche, a volte costrette dalle sue continue non decisioni ce l’avete fatta.

O, peggio, vi siete sentite dire frasi tipo “ti amo, sei la donna della mia vita ma non posso lasciarla”.

Ripeto: avete analizzato fino alla nausea i suoi perché ma il risultato non cambia. Lui non ha scelto voi. Ecco perché dovete obbedire al codice del silenzio.

Ma il vostro duro percorso di distacco sarà messo alla prova dal suo egoismo. Farà orbiting, cioè aleggerà sui vostri social e attività, per poi fare zombieing, cioè riapparire dalla tomba.

No non ci saranno novità. Lui ufficialmente si rifarà vivo perché vuole sapere come state, perché vuole rimanervi amico (casi possibili ma rari come la pioggia nel deserto), perché gli mancate.

In realtà le vere motivazioni sono due: il controllo sulla vostra vita e/o il tentativo di rifarvi fare l’amante.

Si perché l’uomo amante standard, dopo aver sognato con voi una nuova coppia e realizzato con voi che la realtà è che non si può fare, vorrebbe mal celandolo farvi rifare l’amante a tempo indeterminato.

Perché a lui va bene avere la moglie e la sua vita ufficiale più una psicologa personale pornostar del suo letto in parallelo (perché è così che lui vi vede).

È semplicemente e solo puro egoismo.

E qui noi uomini ci dividiamo in due categorie.

I peggiori, cioè quelli che dopo avervi fatto fare tutto il calvario del vostro amantato fase sofferente (dopo la fase Ludica e dopo l’innamoramento) di fronte al vostro silenzio semplicemente non lo rispettano. E a nulla serve spiegargli che se lui non ha novità rivoluzionarie farsi vivo anche solo con un messaggio è come tirarvi di nuovo sott’acqua dopo che eravate riuscite a nuotare da sole e a prendere ossigeno dopo mesi, anni di annegamento e water boarding di balle e promesse. La vostra sofferenza non lo fermerà.

Poi ci sono gli umani, che di fronte al vostro silenzio magari all’inizio non riusciranno a rispettarlo, ma dopo aver capito quanto male vi procurano finalmente spariranno. O, in alcuni casi, torneranno con la famosa novità reale e rivoluzionaria.

In questi casi come vi dovete comportare?

Con il peggiore, che non sente ragioni, avete solo una scelta. Dopo massimo il secondo tentativo di approccio, qualunque esso sia e in qualunque forma, bloccatelo su tutti i fronti.

Via il numero di telefono, le chat, l’amicizia sui social, persino le amicizie in comune se serve. Le sue email nello spam.

Lui vi dirà e forse voi vi racconterete la balla che non è bello, non è educato tagliare fuori così una persona dopo tutto quello che c’è stato fra voi, in fondo c’è stato un periodo anche bello.

Vero, purtroppo è proprio il periodo bello che vi fa fare così fatica a dimenticarlo, ma non ve ne deve fregare se uno che non lascia la moglie per quello che chiamava e forse chiama ancora l’amore della sua vita (e continua a rompervi senza cambiare nulla) si offende. Cavoli suoi, voi dovete reimparare a vivere senza di lui.

A proposito del bel periodo. Ci sarà anche chi vi dirà: nel momento in cui hai accettato di fare l’amante hai anche accettato i limiti di questo tipo di rapporto. Giusto, gli amanti sono adulti vaccinati e consenzienti. A patto però che lui non abbia barato. E cioè che invece di dirvi fin dall’inizio “io non lascerò la mia famiglia” vi abbia venduto una separazione in casa o simile che non esiste (e senza la quale voi non avreste mai iniziato il rapporto) o, nel corso della vostra storia, si sia dichiarato innamorato e pronto a costruire a breve o nel futuro un matrimonio con voi. Eh no, chi bara non ha scuse.

Ci sarà anche chi in modo inaccettabile userà il vostro atteggiamento difensivo per dire: “vedi che ho fatto bene ad aspettare? Tu non mi ami abbastanza”. Vi chiedo solo una cosa: ma voi lo volete davvero un uomo che dopo quello che ha fatto, vi dice così? Ragionateci seriamente.

Se poi vi arriva sotto casa nessuna pietà, nessun caffè. Se insiste fate come se vi importunasse un malintenzionato: entrate in un negozio o in un luogo pubblico, vediamo se continua la questua.

Lavorate insieme? State sempre in gruppo e mai da sole con lui. Manco mangiarci in mensa. Lo so, è la situazione più difficile, ma se il suo egoismo supera anche le regole minime della professionalità non desistete. Gli uomini sono pigri, dopo una decina di facciate magari si farà ancora vivo alle feste comandate, ma voi sarete guarite.

Con gli umani mantenere il Codice del silenzio, per assurdo, può essere più difficile.

Lui vi manca, magari ha provato a contattarvi e lo avete giustamente rimandato dove vuole restare, cioè a casa sua. Fatti vivo con i fatti, gli avete giustamente ripetuto. E lui, umanamente, non ha insistito ed è sparito.

Passano le settimane, i primi mesi… ci vogliono circa tre mesi in media per iniziare a stare meglio e sei per iniziare a camminare senza di lui.

Sono i mesi più difficili, di ricordi, punte di disperazione, voglia di chiamarlo, almeno un messaggino…

Chi esce da una dipendenza sa che se toccherà anche solo una volta l’oggetto della sua dipendenza perderà tutto quello che è riuscito a ottenere con grandi sacrifici, che nel vostro caso si chiama serenità ritrovata.

Ricordo sempre che un bravo terapeuta, se gli amici non bastano, fa sicuramente la differenza se vedete che da sole non ce la fate.

Detto questo il vostro compito, secondo il Codice del silenzio, è resistere alle tentazioni più diffuse.

Quali sono?

Pensare che se dopo qualche mese di silenzio non vi fate vive almeno con un messaggio lui non tornerà più da voi perché si sente dimenticato e può pensare che non lo amate abbastanza. Guardate che Se LUI vi ama davvero nulla dovrebbe impedirgli di divorziare. Ricordate: fatti non parole. Voi siete entrate nel silenzio non perché non lo amate più ma perché non c’erano più alternative al suo promettere e non decidere.

Quindi no messaggi e prime mosse. Se non ce la fate bloccate tutto.

L’altro errore è fare orbiting voi, cioè andare a controllare i suoi social o quando è online e con chi. Inutile e doloroso. A che vi servirà vedere che è in vacanza con la moglie? Solo a piangere. Lo sapevate già, siete entrate nel silenzio perché non la mollava nonostante voi foste “la donna della sua vita!”.

Cercherà anche di parlare con la vostra amica più vicina, o quella che pensa di non avere contro. Il colloquio inizierà così: “ne parlo con te perché ti stimo ma non dirle niente”. Invece sa benissimo che Fra amiche il primo dovere è riferire e quindi tutto quello che dirà avrà due scopi. Farvi arrivare un messaggio del tipo non posso ma davvero soffro e sono innamorato veramente di lei e con questo controllarvi, porvi dei dubbi, farvi tornare a fare l’amante a tempo pieno. Se contatta l’amica fate un test: chiedete alla vostra amica di fare un test. Chiedetele di fare la gatta morta con lui. Il 50% abboccherà. E voi avrete il calibro del vostro “grande amore”. Se non abbocca non è che vi ama, non è un seriale, resta il fatto che non lascia la moglie.

Vi accorgete che sta facendo il cretino con altre? Lui entra ed esce dalla Chat in simultanea con quella tizia carina che gli mette un sacco di like e commenti? Bene, avrete scoperto che è un seriale, meglio tardi che mai, ma questo deve servirvi a mettere la lapide sulla vostra storia. Meglio inibirsi l’accesso ai suoi social, datemi retta.

Insomma, se volete risorgere e non perdere più prezioso tempo con chi ormai è solo un vostro ex, per quanto importante sia stato, e avere la concreta chance di una nuova vita serena e di nuovi amori (i cimiteri sono pieni di persone insostituibili), se non sparisce lui fatelo sparire voi.

Mai più uomini impegnati? Forse sì forse no, non sta a me giudicare e men che meno fare il moralista, ma a volte è meglio un single che si rivela una fregatura di uno sposato meraviglioso che potrebbe farvi soffrire come 100 single fregatura.

A voi uomini che continuate a sabotare questo difficile penoso silenzio del quale siete totalmente responsabili ho solo una cosa da dire: abbiate la dignità – dovere di sparire. L’alternativa a sparire è infatti una sola: la scena finale di ufficiale e gentiluomo.

Sincerely yours

Uomini in crisi: il mio articolo su Starbene

Il mio Uomo in crisi su Starbene
Il mio Uomo in crisi su Starbene

Il tuo uomo è in crisi? Ecco quello che devi fare per gestire la situazione e gli errori da non commettere.

Per chi si fosse perso il mio articolo su Starbene, il settimanale di salute della Mondadori dove lavoro, ecco il link per leggerlo sul sito del giornale.

Buona lettura!

Era sparito e riappare: fa zombieing

A volte ritornano: zombeing
A volte ritornano: zombeing

Vi siete frequentati per un po’ e poi lui è sparito di colpo, senza dare spiegazioni. Ora riappare, fa zombieing

Nell’era in cui tutto deve avere un nome in inglese lui ha fatto ghosting, è sparito come un fantasma (ne ho scritto qui).

Ora riappare e fa zombeing. Era letteralmente morto e ora arriva un cuoricino via messaggino. Dopo settimane, a volte mesi, riecco un like sulla tua bacheca. Osa persino commentare. Arriverà anche alla telefonata, all’incontro “casuale”, dipende solo da come vi comportate, dandogli corda oppure no.

Insomma è resuscitato. E cammina per i vostri social e vie di comunicazione, all’inizio timidamente e barcollando, come uno zombie.

Insomma, i fantasmi dell’amore possono tornare sotto forma di zombie, da qui il, come dicono i gggiovani, fare zombeing.

E che c’è di male?

Beh, sarò all’antica, ma se una donna si facesse corteggiare, uscisse con me, finissimo a letto e ci frequentassimo per un po’, se lei sparisse senza darmi spiegazioni, risultando irreperibile per chiamate messaggi o altro io sarei come minimo incazzato e offeso.

Se fai ghosting come minimo sei un maleducato. Dettagli in quest’era di disinteresse totale per il prossimo? Forse per te che sei sparito, per me, per noi no.

Se te ne vai ci metti la faccia, non un lenzuolo. E adesso che fai, bussi di colpo alla mia porta? Perché? E soprattutto, con che faccia? Quella di uno zombie appunto.

Vi svelo un segreto. Potete chiedervi mille perché si sia comportato così e ora torni. Lo fate perché ragionate e siete complesse. Perché siete belle dentro.

Noi siamo semplici e rispondiamo a un solo perché, molte volte su dieci: il sesso.

Chi fa zombeing non ha cambiato idea su di voi, non ha fatto un corso accelerato di bon ton e ora è resuscitato per scusarsi.

Torna perché ha il letto vuoto. Perché la tipa per cui vi aveva lasciato ora non c’è più o si è rivelata meno performante di voi a letto. O, semplicemente, lui è in un momento di magra e si sa, gli zombie si nutrono di carne umana.

Troppo semplice? Vero, ma spesso tristemente verissimo.

Ci sono anche i narcisisti (leggi qui), che fanno zombeing solo per il morboso piacere di dimostrare a se stessi che possono entrare e uscire dalla vostra vita, sconvolgendola, quando e come vogliono.

Per loro resuscitare per riprendere la storia con voi da dove l’avevano lasciata è una forma di potere che dà emozioni più forti del sesso. Contenti loro… peccato che ci siate di mezzo voi che gli date retta.

Lo zombeing esiste anche fra gli amanti, ma è mediamente molto più doloroso, grave, pesante per chi lo subisce.

Di solito lo zombie amante è un uomo sposato che vi ha tirato sceme per più di un anno (a volte 3, 5, dipende dalla vostra terribile e autolesionistica resistenza) promettendovi “questa è la volta buona dopo le vacanze la lascio”.

Purtroppo solo una minoranza lo fa davvero. La maggioranza, per sfortuna dell’amante ma spesso anche della moglie, nonostante le promesse e le dichiarazioni di amore eterno sceglie di stare a casa, o meglio, lascia che siate voi, ormai stremate, a dare forfait.

Tutto finito? Toccato il fondo potete piano piano risalire alla superficie e tornare a respirare una nuova vita senza di lui, senza promesse e speranze ogni volta disilluse?

Purtroppo, dopo qualche mese, a volte settimane, ecco riapparire lo zombie.

Che vuole? Alcuni dicono che vogliono rimanere vostri amici. Balle! Se uno tradisce o è un seriale che non doveva sposarsi o è uno che non ha risolto la sua crisi matrimoniale, quella stessa che lo ha portato fino a voi, ma che non ha le palle di concludere da una parte per ricostruire con la donna che dice di amare tanto (escludo solo quelli che rimangono per i figli, ma doveva essere chiaro fin dall’inizio, non si deve illudere nessuno). Quindi torna perché, con la scusa dell’amicizia, vuole riallungare le zampe.

Poi c’è quello che fa lo zombie ma ve lo dice: se vuoi possiamo tornare insieme per scopare. Beh, almeno questo è sincero, ma c’è un ma che vale per tutti gli zombie impegnati: se siete arrivati a mollare o a farvi mollare per stanchezza, rientrare nella vita di una donna che ha sofferto e sta finalmente liberandosi di voi è fallo da espulsione, è egoismo che solo un morto vivente dei sentimenti può dimostrare.

Che fare? Gli zombie devono tornare nella tomba dalla quale sono usciti.

Lo zombie single che aveva fatto ghosting va lasciato nel suo brodo perché se lo merita solo per come si è comportato, e poi perché se vi ha gia usato e gettato via chi gli impedirà di rifarlo? Le sue rassicurazioni? Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Lo zombie narcisista va evitato come la peste anche se credete che, poverino, sia affetto da patologia sentimentale. E voi volete di nuovo fare da cavia nel suo laboratorio? Non cadete nel tranello del vostro lato crocerossina del “io ti salverò”. Se sono recuperabili ci vuole un esperto di quelli bravi, non basta un “paramedico” in gonnella.

Lo zombie amante si vergogni. Se non ha in tasca la separazione sa benissimo che vi fa del male per rispondere a un suo bisogno. Forse soffre anche lui, ma non abbastanza per decidere. Quindi si tenga alla larga. Se gli avete già spiegato che questo comportamento vi fa soffrire e lui ci prova lo stesso avete solo una scelta. Se è un Uomo mi appello alla sua dignità e umanità residua: lasciala stare. In caso contrario… Bloccare ogni via di comunicazione senza possibilità di ritorno.

Ma guardateli: non sono tristi questi zombie ora che vedete la loro faccia? E sapendo le vere motivazioni non vi fanno ancora più senso?

Dorian Gray appariva bellissimo alle donne, è solo il suo ritratto rivelava la verità.

Lungi da me fare la morale, ma adesso il ritratto vero di lui lo vedete anche voi.

All’epoca di Oscar Wilde non esistevano gli zombie, ma probabilmente erano uguali al suo Dorian.

Ok ho scomodato il mio poeta preferito e mi piaceva l’immagine di Dorian: so che nessuno ha compiuto un delitto o le nefandezze di Dorian ma…

…Senza drammatizzare troppo, sono “solo” storie d’amore finite però…

…Seppelliteli lontani dal vostro cuore gli zombie

Sincerely yours

Troverò mai un uomo normale?

Un uomo normale non esagera con i fiori e non è uno scout
Un uomo normale non esagera con i fiori e non è uno scout a tutti i costi

Troverò mai un uomo normale?

Sembra una domanda inutile, ma me la fate in tante.

Mi dite: con il tuo blog ci aiuti a evitare i bugiardi, i manipolatori, i narcisisti, gli uomini solo a parole, ma dove sono gli uomini normali? Esistono? Come fare a riconoscerli?

In effetti qui parliamo dei problemi dei due grandi mondi dell’amore, quello fatto dalle single alla ricerca, appunto, di un uomo non dico ideale (visto il mercato degli uomini papabili attuale) ma almeno normale, in grado cioè di superare i 6 mesi di relazione iniziali senza farvi soffrire o ridurvi alla ruota di scorta (e di letto) della sua vita.

Non a caso la domanda che ha fatto nascere questo blog e il canale Superdonne rimane la stessa dopo 4 anni: perché le mie amiche belle e intelligenti non riescono a trovare un uomo degno di una relazione normale?

L’altra fetta del mondo dell’amore sono le amanti che, apparentemente, vivono una relazione “zoppa” e limitata per statuto e accordo iniziale: sanno che andare con un uomo impegnato pone grandi limitazioni, ma i patti sono chiari, le regole del gioco stabilite dall’inizio.

Ma anche le amanti, soprattutto quelle single, hanno a che fare con i bugiardi, quelli che siccome hanno capito che per entrare nel loro letto devono sembrare meno impegnati, all’inizio barano raccontando che sono separati in casa, che con la moglie non hanno rapporti da anni, che stanno per separarsi, solo questione di tempo… Come vedete, anche coloro che accettano di fare le amanti non sono sempre consce, e non per colpa loro, di quanto sia “sposato” l’uomo che gli interessa veramente.

Dunque mi rendo conto che questo blog parla perlopiù di problemi, e può dare una visione fosca della possibilità di trovare, non dico il principe azzurro, ma almeno un uomo normale.

Di fatto, e per fortuna, l’uomo normale, con cui poter costruire una relazione normale, esiste.

Rappresenta ormai una minoranza, questo non dobbiamo nascondercelo. Io credo che tolti gli impegnati più o meno “occupati” veramente o solo formalmente (il 40% dei papabili sul mercato), dobbiamo togliere un altro 30% di morti di F seriali, narcisisti, reduci ammaccati (i cosiddetti inconsolabili), collezionisti di donne, innamorati virtuali e che non quagliano mai. Resta un 30%. Poco? Pochi ma buoni, diceva qualcuno.

Ma come riconoscere l’uomo normale? Quali caratteristiche irrinunciabili deve avere? Poche ma buone e, appunto, irrinunciabili fin da subito.

Parlo di uomo normale intendiamoci bene, non dell’amore della tua vita. Di uno con cui starai bene fin da subito e poi, se son rose, fioriranno.

Ecco cosa non gli deve mancare.

DEVE ESSERE LEALE
Può sembrarvi scontato, ma molti uomini dicono un sacco di bugie e omettono di dire molte verità. L’uomo normale non ne ha bisogno. Perché non ha nulla da nascondere e può sempre essere se stesso. Non ha una tresca parallela con un’altra e quindi non deve nascondervi nulla, neanche sui social: diffidate di quelli che in qualche modo vi pongono restrizioni sui loro social o sulla comunicazione in generale, telefonica o via chat. La balla dell’indipendenza non se la deve bere più nessuno. Indipendenza non significa sparire per 24 ore o più, mica è in volo per l’Australia. E che ci vuole a mandare un misero ciao? E quelli che leggono i messaggi, vedete la spunta e non rispondono? Via, via!
Probabile, in questi casi, che siano non uomini normali ma sciupafemmine seriali, che chattano con voi e con altre cinque, che oggi prendono l’aperitivo con voi e domani con altre due, vinca la più carina e/o disponibile. Non è sposato e fa il finto separato, ve ne accorgerete dal tempo che vi dedica e dalla libertà che ha di vedervi, altro che impregni di lavoro! L’uomo normale è leale perché non ha bisogno di raccontarvi neanche piccole bugie: se non può uscire con voi quella sera vi spiegherà in modo semplice e chiaro perché, non avrà bisogno di far morire la nonna tre volte o di fare incidenti in tangenziale ogni settimana. L’uomo normale è normale che sia leale.

GLI PIACETE DAVVERO
L’uomo normale non va con donne che non gli piacciono usandole come riempitivi per i periodi di magra o perché avete un bel seno o un bel lato b e gli piace solo quello. Già perché quelli che spariscono e tornano, rispondono e non rispondono, vanno e vengono, finito a letto devono subito andare a casa, non dormono con voi, limitano le uscite pubbliche sono uomini che, spesso, vi usano come ruota di scorta, come utilitaria da usare in città in attesa che arrivi il modello di auto preferito tutto accessoriato al quale stanno facendo la punta sui social da tempo. Voi gli scaldate il letto, ma presto lui cambierà le lenzuola. L’uomo normale, invece, ha scelto proprio voi. Gli piacete vi ha corteggiata è riuscito a superare il ponte levatoio e, finché tutto funzionerà con voi, non si guarderà in giro. Perché, semplicemente, gli piacete e vuole vedere come va, si è dato tempo. Ma con voi.

NON VI AMA
I cialtroni da tre botte e via sono cialtroni perché, per ottenere le tre botte e via, spesso esagerano. A parte i veri e rari colpi di fulmine, due persone che si piacciono (anche tanto) non si amano già dopo una settimana o un mese. Io diffido persino di quelli che dichiarano amore con la A maiuscola prima dei sei mesi di rodaggio con frequenza intensa (intendo almeno due weekend al mese e una o due sere insieme a settimana) e che parlano subito di convivenza, figli, vacanze, futuro. Sono, perlopiù, i peracottari dei sentimenti, quelli che svendono i propri un tanto al chilo per ottenere, poi, quello che otterrebbero il più delle volte comportandosi normalmente. Sono dei malati di bugie, dei venditori di frasi fatte e spesso copiate. L’uomo normale non vi dice che vi ama se non quando, dopo mesi di felice frequentazione, il piacere di stare insieme, il sesso che funziona e l’empatia che cresce reciprocamente non fa sbocciare, in modo naturale e semplice, i veri sentimenti.

DEVE COMUNICARE CON VOI
I furboni che tengono in piedi due o tre relazioni parallele si riconoscono dal telefonino che non prende, dalle interminabili riunioni, dal doppio telefono, personale e superpersonale, dove uno è dedicato a spizzichi e bocconi a voi (con l’ordine supremo del “ti chiamo io”) e l’altro è il dirty phone, quello che usa per le altre. Su facebook non amano vostre scorrerie, il profilo è blindato, gli amici invisibili e voi non lo sapete ma lui vi ha messo in modalità stealth, cioè non potete vedere tutto quello che scrive. Anche le chat sono oscurate, in modo che non vediate quando si collega e scollega. Insomma, state con un agente segreto, non con un uomo normale. L’uomo normale non ha, semplicemente, nulla da nascondere.

DEVE AVERE VOGLIA DI VEDERVI
L’uomo normale può anche essere molto impegnato, magari fa davvero l’agente di commercio per il nord italia, ma intanto comunica spesso e volentieri, e poi il suo poco tempo libero ha naturalmente piacere di condividerlo con voi. Se ha solo il sabato lo passerà con voi. Certo, magari fa sport o va alla partita allo stadio perché è un appassionato, ma poi, soprattutto se il Milan vince avrà più che voglia di venire a letto con voi. Ha gli amici? Vi presenta e li condivide, magari non sempre, ma neanche vi nasconde o crea due mondi paralleli. Il furbone di turno, invece, vi venderà il poco tempo che vi dedica come filosofia di vita. Il segreto della longevità di coppia è l’indipendenza e l’autonomia, vi dirà. Ho capito, caro furbone, ma se è vero che certe coppie fondano il loro successo e longevità sul mantenere domicili diversi e tempo personale riservato, di fatto poi si frequentano molto, dormono spesso insieme e le vacanze sono sempre in coppia.

Come vedete l’uomo normale vuole cose normali per qualsiasi coppia, l’abc dello stare insieme con piacere, che è il normale preludio all’innamoramento, tempo e andamento del rapporto permettendo.

Sapete perché invece i vari finti normali che avete trovato prima non andavano? Perché non erano normali per qualche motivo. E magari hanno avuto il coraggio di vendervi il sovvertimento delle banali ma basilari regole di coppia come lungimiranza, modernità, autonomia…

E voi a crederci? Già perché prima non avete dato retta al vostro prezioso sesto senso che vi aveva messo in allarme su dettagli apparentemente superabili. Dettagli come suoi piccoli egoismi, superficialità, difettucci. Non insistere per pagare lui la prima cena e dividerla, ascoltarvi distrattamente mentre guarda il telefonino o l’orologio (si sta annoiando?), non accompagnarvi alla porta o partire senza assicurarsi che siate al sicuro o, peggio, lasciare che pigliate un mezzo pubblico per tornare a casa, non siete voi che gli avete detto che li prendete sempre? Tutte stupidaggini certo, ma l’esperienza mi dice che è dai primi piccoli egoismi e “distrazioni” che si vede il buongiorno di una coppia.

E poi, dicono alcune di voi, se sei troppo selettiva proprio all’inizio non riuscirai mai ad avere e tenerti un uomo. Già…

Ma chi lo vuole un uomo che non risponde ai requisiti base essenziali per avere una relazione normale? Per forza poi rimanete con un pugno di lacrime in mano.

Ma il fallimento nelle relazioni sta nel dare delle chance a chi non se le merita, perché ogni bugia, mascalzone, tradimento, promessa disattesa, inutile attesa di un messaggio o una chiamata sono colpi bassi al vostro DNA emotivo che inizierà a danneggiarsi, trasmettendo al cervello l’idea, sempre più insidiosa, che c’è qualcosa che non va in voi e non negli uomini sbagliati che avete incontrato.

Oppure che è meglio vivere da sole e rinunciare all’amore che non esiste. O che non siete più capaci di fare selezione.

Oddio, lo dicevo all’inizio, gli uomini normali non sono tanti ma neanche pochi, non è impossibile incontrarli. Bisogna però saperli riconoscere, perché gli altri giocano proprio sul fatto di sembrare normali.

Che dovete fare? Continuare a mettervi in gioco senza accontentarvi. La trappola sta proprio nell’accontentarsi, perché il sottovalutare quei piccoli difetti che percepite già le prime volte con lui è accontentarsi. Ecco: accontentarsi, passare sopra, vi frega. Perché se lui entra nel vostro letto poi sarà più difficile staccarsi. Più il tempo passa e con esso i compromessi che dovrete sopportare per la sua cessata normalità iniziale, più sarà doloroso quando non vi chiamerà, vi trascurerà, vi tradirà, vi lascerà.

Care amiche, vi auguro quindi non il principe azzurro, ma un uomo normale. Perché i rospi non si tramutano in principi se li baci, mentre gli uomini normali qualche volta sì.

Sincerely yours

Se lui è in crisi cosa devi fare tu

Il numero di Starbene in edicola il 19 giugno con il mio articolo Se lui è in crisi
Il numero di Starbene in edicola il 19 giugno con il mio articolo Se lui è in crisi

Care lettrici e lettori, oggi 19 giugno è in edicola Starbene (www.starbene.it) con un mio articolo sull’Uomo in crisi.

Lavoro in bilico, litigi familiari, persino il compleanno dei 50 anni sono “prove” che possono mettere in ginocchio anche l’uomo più sicuro di sé.

Il punto è: tu che sei la sua compagna cosa devi fare e… non fare? Ce lo spiega lo psicoterapeuta Adriano Formoso (www.adrianoformoso.com), che ho intervistato per Starbene e che ha stilato per noi, per voi, una serie di regole d’oro da seguire in questi casi per non sbagliare e fare le mosse giuste.

Allora, appuntamento in edicola! E qui per i vostri commenti, sempre benvenuti.

Sincerely yours

Ti ha lasciato ed è sparito: il ghosting

Ghosting, fare il fantasma in amore secondo mia figlia, Rebecca Pellizzari, 8 anni
Ghosting, fare il fantasma in amore secondo mia figlia, Rebecca Pellizzari, 8 anni

“La sparizione è la più crudele delle azioni che si possano mettere in atto perché lascia l’altro in sospeso”. #ghosting Una lettrice di www.alessandropellizzari.com

Voglio iniziare così, con l’eloquente frase di una lettrice, a parlare di ghosting, il termine inglese che definisce uno dei malcostumi più un uso nelle relazioni di coppia, quello di lasciare e sparire letteralmente.

Niente spiegazioni, risposte, messaggi. C’è chi addirittura arriva a bloccare la vittima su tutti i canali social, persino a cambiare numero. La cosa è antica come il mondo, viene praticata da maschi (molti) e femmine (in minoranza) ma, al tempo degli smartphone e della comunicazione e collegamento h24, fa ancora più impressione.

Già perché chi mette in atto il ghosting, diventando per la ex un fantasma, non lo fa perché dall’altra parte c’è una stalker, ma per sue ragioni che ci illustra l’amica scrittrice Daniela Luisa Luciani, che qui ha già firmato articoli come il lettissimo Narcisista, Fai l’amore pensando a un altro e Primo appuntamento la prova del gioco.

Ecco cosa scrive Daniela sul ghosting

“Sono stata vittima del ghosting”. “Ho fatto ghosting”. Ma cos’è il ghosting? Sicuramente non una novità!

Se ne parla molto oggi, in tempi di social, ma non abbiamo fatto in tempo a metabolizzarlo che già è stato sostituito dall’orbiting (l’uomo che ti controlla a distanza sempre dopo la fine della storia) e dallo zombing (viene dopo l’orbiting, e succede quando lui si rifà vivo) soffermiamoci sul ghosting.

Piccolo identikit. Chi fa ghosting?

Sicuramente un pescatore a strascico, un vampiro di energia emotiva, un narciso ovvero tutti quelli che fanno del cucco usa e getta il loro motivo di vita.

Sempre pronti a lanciarsi sulla preda, erano già col pensiero altrove alla spasmodica ricerca di carne fresca non appena quella (la preda) fosse caduta nella loro trappola del “dov’eri” ” è una vita che ti aspetto” “sei di un altro pianeta” “lasciati andare” ” di te potrei innamorarmi” “finalmente ti ho trovata” e bla bla bla avanti col solito repertorio, per poi sostituirla con la prima che abbocca ad uno dei tanti ami lanciati.

Il tutto può avvenire dopo una relazione virtuale di qualche settimana, due o tre incontri sfociati nel reale o una frequentazione vera di pochi mesi. Dopo avervi promesso mare e monti o avervi trascinate col suo entusiasmo lui sparisce, si spegne come un cerino sotto un colpo di vento e addio, non esiste più.

Altra categoria: il perverso.

Il narcisista patologico, il manipolatore perverso, il crudele, sempre con qualche patologia a carico. Questi soggetti non hanno bisogno di una relazione ma di esercitare il loro potere, godono semplicemente del fatto di poter disporre a loro piacimento di una persona (la “loro” donna) al pari di un oggetto: Ti voglio? Ti prendo. Sei mia? Non ti voglio più. Ci soffri? Fammi vedere fino a che punto arrivi. Hai bisogno di me? Sparisco. Questi soggetti terribili sono spesso nascosti dietro maschere interpretative degne dei migliori attori di Hollywood. Si sono immedesimati nella parte fino a convincerci per poi rivelarsi tutt’altro e scomparire incuranti dell’effetto, ma godendo di aver gestito la relazione dall’inizio alla fine. Avanti un’altra!

E ora veniamo all’amante.

Eri la sua nuova vita, con te avrebbe cancellato il soffocante passato, tutto aveva di nuovo un senso, si sentiva pronto a rinascere e giù con promesse: faremo, andremo, supereremo,riusciremo e tutti gli emo di questo mondo e poi? Scoperto dalla moglie, il cambio di vita tanto progettato, si infrange miseramente contro gli scogli della realtà. Si torna al presente, si resta a casina e con la coda tra le gambe si interrompe la relazione dall’oggi al domani con tanto di messenger bloccato, facebook bloccato, whatsapp bloccato, cellulare bloccato! Casomai che la donna della loro vita, quella dell’amore vero non capisca l’antifona e voglia rifarsi viva. E’ finita, tutto è finito, lui sparisce e a voi l’interpretazione dell’accaduto, tanto lui non ha bisogno di dare spiegazioni, sarete voi a fare mille congetture fino ad arrivare all’unica vera realtà: lui è diventato un fantasma.

Tutti questi soggetti hanno, a mio avviso, un comune denominatore: sapevano fin dall’inizio che non eravate la donna giusta (magari sul nascere qualcuno ci ha anche pensato) e poi col passar del tempo hanno realizzato che la storia doveva finire, che dovevano uscirne prima o poi… Ma come fare senza rimetterci la faccia, doversi rimangiare tutte le promesse, dare delle spiegazioni convincenti, non doversi sorbire le vostre accuse e recriminazioni?

Semplice: sparendo….da vigliacchi, da pusillanimi. Parlarne? E perché mai?La decisione l’hanno già presa e non c’è nulla che possa far loro cambiare idea, inutile discutere, inutile persino perder tempo.Un taglio netto e via, senza dolore…per loro ma per voi?

Iniziavate a crederci e sembrava che tutto andasse bene, vi eravate donate col corpo, con la mente ma soprattutto col cuore perché vi sembrava un tipo a posto e non l’essere ributtante che si è rivelato poi, eravate amanti e le sue tante parole assieme ai pochi fatti concessi a chi ha una doppia vita vi avevano convinte (parlava sempre male della moglie, non c’era più storia, si litigava sempre, per fortuna voi… la sua isola felice, il suo futuro) e ora? A tutte resta solo l’amaro in bocca, il nulla, il vuoto emotivo, l’assenza e soprattutto l’incomprensione.

Le mille domande a cui inizialmente si danno delle risposte pensando che magari si tratti di un imprevisto, una situazione contingente, qualcosa che si sbloccherà a breve per poi riprendere o tornare tutto come prima avranno una vera risposta?

Niente, nessun messaggio, nessuna spiegazione e soprattuto nessuna risposta ai vostri messaggi! Passano i giorni e ci si rende conto della realtà.

E’ finita,  così , senza la possibilità di capire se ci siano stati errori, se c’era qualcosa che potesse essere fatto o detto diversamente, se ci sono ancora dei sentimenti o della sofferenza da parte dell’altro.

Nulla invece, tutto riversato sulle vostre congetture e sui vostri dubbi fra mille domande ma soprattutto una: PERCHE’? Non era più semplice essere chiari? Non meritavo una spiegazione? Si può mancare così tanto di rispetto verso una persona a cui si dichiarava addirittura amore? Sì, se amore non era, sì, se si viene prima di tutto e tutti, sì, se non si ha semplicemente voglia di discutere perchè in realtà l’interesse si è esaurito. Lui è già a caccia di nuove fiamme.

Non diamo giustificazioni, piuttosto facciamoci le domande giuste: IO che ero presa, che amavo, avrei mai interrotto tutto a rischio di trovare una porta chiusa se avessi tentato di tornare?No, penso proprio di no (se avete risposto sì, in altre occasioni, avete fatto ghosting anche voi e cosa vi ha aiutate a tagliare di netto? il fatto di non essere interessate né alla persona né alla situazione).

Chi ama non vuole ferire, chi ama si dona, vuole dimostrare il suo amore in ogni modo ma soprattutto C’E’.

Quindi con chi scompare non fate l’errore di cercarlo, chi legge e non risponde vi sta dicendo vigliaccamente la sua, avete bisogno di un chiarimento? Fatelo! Anche senza interlocutore, dato che legge (ricordate che quasi tutti questi individui continuano a controllarvi a distanza facendo orbiting) e non risponde cantategliela! Avete mangiato la foglia ma vendete cara la pelle, avete scoperto il suo gioco e chiamatelo col suo nome: vi servirà a non far crollare la vostra autostima e darvi pace, nel tempo.

L’unica cosa che mi sento caldamente di sconsigliare è di cedere a vendette tipo rivelare tutto, cercare di danneggiare pubblicamente le reputazioni di questi “cuori impavidi”. Si rischia di passare inutilmente dalla parte del torto per una soddisfazione effimera. Chi si comporta così è marcio dentro. E, prima o poi, tutto il marcio verrà fuori.

Grazie Daniela, preziosa come sempre. Se devo dire la mia, a conclusione delle tue riflessioni, sono molto d’accordo su due punti: la NON vendetta e il diritto a “cantargliele” sfruttando la consapevolezza che il fantasma è sparito ma aleggia ancora nei vostri social, guarda cosa scrivete e quando siete online.

Vendetta: inutile, poco dignitosa e che vi fa scendere al livello del ghost, che è bassissimo. Inoltre, vi fa passare dalla parte del torto: sputtanare il ghost pubblicamente vi farà apparire come una stalker e gli darà modo di giustificare l’ingiustificabile, di fare la vittima, lui che è spesso carnefice.

No, meglio cantargliele con lui che legge e ingoia il rospo (sa bene che avete ragione ma contava sul vostro silenzio arrendevole e confuso) senza diritto di replica. Vi sentirete liberate.

Oppure non fate nulla: se questa meteora nella vostra vita in realtà, a pensarci bene, non è così importante per voi, fategli voi ghosting. È sparito? Per voi è morto. Punto.

Sincerely yours

Il disegno di apertura è di mia figlia Rebecca, che il 13 giugno avrà 9 anni. Ho spiegato all’artista l’oggetto dell’articolo e lei lo ha interpretato disegnando un fantasma che suona una chitarra per ammaliare le sue vittime. Notate la catena al polso strappata: lui ha lasciato lei che era incatenata, spezzando le sue catene. E nello specchio? Una frase di Rebecca sull’amore e il controllo, bella al punto da perdonarle il refusino…

@anpellizzari

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