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Il ritorno del narcisista

Il narciso si trasforma da leone a coniglio
Il narciso in difficoltà si trasforma da leone in coniglio

 

Daniela Luisa Luciani è una firma ormai nota di questo blog, grazie anche all’efficacia con la quale ha saputo descrivere il narcisista covert, che potete leggere qui. Ma anche il narcisista, come molti uomini descritti in questo blog, prima o poi ritorna. Daniela ci accompagna in questo tentativo, a tratti comico ma drammatico per alcuni aspetti umani (la crudeltà verso i sentimenti femminili è per me un peccato capitale), con la sua penna agile e concreta, che solo chi ha vissuto e ascoltato le storie degli altri può tradurre in una realtà comprensibile a tutti quanto piacevole da leggere. Capire le dinamiche del narcisista serve a evitarlo e a evitare che faccia ancora danni. Serve anche a cogliere pezzi di narcisismo in quegli uomini che sono solo degli apprendisti narcisi ma, in quanto tali, incapaci di amore se non per se stessi. Uomini da evitare o storie iniziali da far abortire agli esordi, perché il fastidio non si trasformi in dolore, perché l’attrazione non diventi amore per chi amore brucia, ingoia e vomita ma non restituisce.  Gli esperti parlano di patologia in questi casi: posso essere anche d’accordo, in certi casi, ma non mi piace pensare che possiate in qualche modo concedere un alibi a queste persone, giustificandole almeno in parte. Il narciso va trattato come descrive con piacevole efficacia Daniela qui di seguito. Per non soffrire più. E per non iniziare a soffrire. Buona lettura.

 

 

Il mio narcisista è tornato. Lo sappiamo, tornano sempre, ma come? E soprattutto… perché?

 

Facciamo un piccolo passo indietro.

 

Il narcisista covert, da manuale, è colui che presentandosi come una persona normale si è sentito attratto da voi immediatamente, a suo agio come non mai, aveva trovato in voi la sua anima gemella, quella sempre cercata e mai trovata fino al fatidico incontro con voi: la sua vittima.

 

Dopo avervi riconosciuta, vi ha “amata” subito, magari non corrisposto ha iniziato un corteggiamento serrato (love bombing) a cui è stato difficile resistere.

 

Chi non era mai venuta in contatto con questi soggetti si sarà sentita la donna più fortunata del mondo, per poi ritrovarsi coinvolta in un vortice perverso fatto di svalutazioni, accuse assurde quanto infondate e cavalli di Troia utili a battere in ritirata.

 

Qui si possono aprire vari scenari: quando questo avviene, c’è sempre un’altra vittima che è stata puntata, potrebbe abboccare oppure no e lui potrebbe lasciarvi oppure no.

 

L’unica certezza è che niente sarà più come prima. Prendo ad esempio quello che al primo o al secondo tentativo trova una preda che abbocca e quindi vi lascia con un messaggio, una scusa banale, una motivazione inconsistente e voi….”ma come, mi amavi alla follia e ora mi lasci perchè ti ho dimostrato che hai mentito e sei tu che non ti fidi più?”

 

Vabbè se n’è andato. Lacrime, sofferenze, sgomento, incredulità, rabbia, desiderio di vendetta, tutto ci assale.

 

Poi, dopo un discreto tempo passato a far rimarginare ferite che sembrava non sarebbero guarite mai, quando avevamo pensato che non sarebbe più tornato, che iniziavamo a (credere) di stare meglio, eccolo che ritorna.

 

La vittima (anzi le vittime) sono per lui un praticello fiorito in cui ci sono fiori comuni, rose profumatissime, piante tropicali e rarità.

 

Per lui che le ha lasciate ( quando volevate lasciarlo voi non ve l’ha permesso, pure l’anima si sarà dannato per evitarlo) sono tutte uguali: acqua passata.

 

Le emozioni che gli hanno trasmesso però, fanno la differenza e la diversità di fiore. Qualcuna l’ha coinvolto più di altre, qualcuna è stata un intermezzo per la noia, di qualcun’altra si è quasi pentito. Dopo lo scarto e mentre si trastulla con la nuova arrivata a voi e alle precedenti, propina il suo silenzio punitivo. Siete e resterete in castigo finchè non deciderà di ricomparire.

 

Vediamo come ricompare.

 

L’innamorato perso si era trasformato in un abominevole essere freddo e crudele, poi sfuggente ed infine solo perso. Ritorna e non lo riconoscete più: ambiguo, tutto e il contrario di tutto, torna ma forse… perché lo stavate cercando? Insomma avete davanti una terza persona, non è più l’innamorato ma non è più neanche il perfido, è uno sconosciuto per voi, ma lui vi conosce perfettamente, si ricorda tutto ma non prova più niente; sa solo che vuole che voi ci siate per lui.

 

Non gli importa di voi ma a voi deve importre di lui, sa che se butta l’amo abboccherete o vuole capire…se butta di nuovo l’amo, abboccherete ancora? Più vi fate desiderare più avrà bisogno di scoprirlo, se invece abboccate subito vi rigetterà nello stagno in un secondo: preda facile suscita poco interesse.

 

Se invece ha capito o crede che ci sia un altro, deve vedere se riesce a scalzarlo tornando. Insomma, quello che gli interessa è sapere quanto vale, quanto è stato indimenticabile, quanto è bravo a riprendersi la vittima che voleva sfuggirgli.

 

Capito quindi che il suo ritorno era tutto un bluff, guarite una volta per tutte perché avete compreso con chi avete a che fare, decidete di liquidarlo definitivamente all’ennesimo suo scarto, questa volta convinte a non ricaderci mai più. Non è chi pensavate che fosse, siete troppo intelligenti per perdervi nei suoi giochini inutili e puerili solo per dargli appagamento egoistico (approvvigionamento narcisistico).

 

Il relè è scattato: chi è veramente non vi piace e non vi interessa. Voi andate avanti per la vostra strada, siete rinate, mietete un successo dopo l’altro, nuovi punti di vista, nuove relazioni, nuovi sbocchi.

 

Lui, annientato. Ma come… non lo cercate più? Non andate più a vedere che fa? Avete blindato il vostro profilo Facebook? Senza neanche bloccarlo perchè non è così importante, o pericoloso: è un coniglio! Ora è lui che è incredulo.

 

Diciamoci la verità: all’inizio (dopo il primo scarto) volevate solo che tornasse, lo rivolevate per voi, ora volete che torni ma, solo per fargli trovare la porta chiusa. E lui? Avvitato su se stesso, tornerà e ritornerà sperando solo di riuscire a fare breccia nel vostro distacco: possibile che vi sia indifferente?

 

Proprio lui, così bravo da avervi fatte innamorare ma … con tutte le armi spuntate ormai. Patetico… come tornerà? Come può… con una faccina ambigua su un messaggio whatsapp, niente di che, se abboccate avrà il suo appagamento altrimenti… secondo messaggio per dire che si era sbagliato, non è che voleva contattarvi, l’ha inviato a voi per sbaglio (ma uno che non vi contatta da mesi ha il vostro numero nella schermata delle ultime chat?)… non lo sapremo mai cosa c’era scritto nel messaggio per salvare la faccia… avrete cancellato la chat senza neanche aprire il messaggio! Dopo un pò, ancora: manina che saluta su messenger, poi messaggio esplicito “mi hai cercato o fatto cercare?”… ahahahahaha ma che sei scemo?

 

Pensate voi, e lì cala il carico da 11: richiesta di amicizia su Facebook, dopo mesi, come se niente fosse, come se a voi potesse interessare la sua amicizia… ma allora non ci fa, ci è proprio! … richiesta ignorata. Ma non demorde, cerca di farsi notare in tutti i modi e più non lo vedete, più si agita e si dispera per attirare la vostra attenzione pronto a scappare appena sarà riuscito nello scopo, solo per dirsi “ecco lo sapevo, c’era ancora per me!” e invece no, non ci sarete mai più.

 

La sua occasione l’ha persa e voi l’avete smascherato. E’ talmente disperato che non si rende conto di quanto si rende ridicolo e di quanto voi ve la ridiate a crepapelle. Uno addirittura ha inviato un messaggio con un numero nuovo “A tutti i miei contatti, questo è il mio nuovo numero”, la mia amica si è detta “ma la gente davvero non sta bene, mi mandi il numero nuovo e non ti firmi?” allora gli rispose “Chi sei?” e lui ” Scusami. Sono Tizio. Ciao” lei, incredula e divertitissima si è detta… “ma è possibile che abbia degnato di interesse questo mentecatto?”… e via, cancellata tutta la chat senza aprirla!

 

Insomma, come torna? Con ogni mezzo, anche il più imbarazzante (per lui). Perché torna? Perché ha bisogno di affermare il suo potere, di sentirsi forte, indimenticabile, non gli importa di voi, dei vostri sentimenti ma solo dei suoi.

 

Non ci siete? Soffre, si strugge, ma il coraggio di palesarsi non ce l’ha, sa solo inscenare un balletto fatto di mezzi passi avanti e uno indietro.

 

Potreste essergli utile, magari pensa di poter utilizzare l’ascendente che crede di avere su di voi per i suoi scopi, ottenere soldi, favori sessuali o addirittura un lavoro, ma quello di cui non riesce a rendersi conto è che non esiste più per voi, e ogni sforzo, per quanto impegnativo sia per lui, non è che miserabile per voi.

 

Nuove vittime ne cercherà sempre ma la sua autostima già bassissima sarà finita sotto il livello del mare. Non trovare più uno dei fiori del suo praticello non lo può sopportare. Tutto gli sarà vuoto e senza sapore, solo così si annientano i narcisisti. Tutti andiamo avanti ma loro non si muovono, le certezze da cui attingevano la loro forza sono svanite lasciando il narciso senza più il laghetto in cui specchiarsi.

 

La summa delle vostre confidenze, delle esperienze delle mie amiche e la mia, quando si capisce con chi si ha a che fare e quanto si vale, hanno portato a questo epilogo e vi assicuro che presto o tardi, tutte ci si arriva.

 

Le vittime di questi soggetti sono “predestinate” e spesso la situazione si ripete con altri, ma dopo si ha un atteggiamento diverso… vincente! In bocca al lupo!!

 

Daniela Luisa Luciani

 

sincerely yours

Amore fra amanti: chi sono, quanto dura e come finisce. I numeri

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Numeri numeri numeri! L’amore fra amanti non si misura solo con i numeri a letto (sono più del kamasutra) ma anche usando le cifre come indici di successo e di insuccesso della relazione.
E siccome questo blog è una via di mezzo ormai fra il confessionale (siete in centinaia di migliaia a raccontarvi, pubblicamente e non) e quella che io chiamo prodotto dell’epidemiologia di coppia (la rispiego a fondo articolo), accolgo con entusiasmo la richiesta di una delle commentatrici più assidue del mio blog rispondendo alle sue domande di statistica del cuore, argomento amanti.
Le mie risposte si basano sui seguenti fatti:
  1. gli amanti o ex amanti rappresentano il 70% dei lettori del blog (l’anno scorso 2018 siete stati più di un milione, fate voi i conti…)
  2. Fra pagina facebook e vari social, mail private e messaggi aggiungete alle migliaia di commenti qui moltissime testimonianze pubbliche e private
  3. Sempre più spesso incontro persone che mi raccontano di seguirmi e, live, mi fanno partecipe delle loro storie
Un bel campione ormai…
Ma veniamo al dunque: la nostra amica chiede…
Sarebbe interessante fare una statistica con le frequentatrici assidue del blog rispondendo a delle domande mirate.
Rispondo a queste domande e, ricordo, parlo di amanti:
1) da quanto tempo dura la relazione
La torta di questo blog è divisa in 4 parti. La fetta più grande è rappresentata da chi ha superato l’anno, cioè la fatidica boa che divide l’amantato ludico (ci divertiamo senza impegno) e l’amantato con innamoramento (qual è il nostro futuro insieme, leggi la road map degli amanti). Rappresenta il 60% circa delle amiche e amici (gli uomini scrivono poco ma leggono, saranno un 15% di voi lettori in globale). Alcune storie hanno superato i due anni, certe tre, altre cinque… Il restante 30 si colloca nel primo anno, ma con una netta maggioranza di amanti donne nella fase due, ovvero “non intendo fare l’amante ancora per molto”, della serie dobbiamo parlare. Ci sono non pochi casi oltre i 5 anni, certi superano i 10. C’è anche qualche ergastolo.
2) se si è sposate e con figli
La maggioranza di voi è sposata, spesso con figli piccoli o adolescenti. Però la quota di lui sposato e lei single separata o divorziata è alto, direi circa 4 su 10. Le coppie con gli amanti coniugati entrambi o conviventi e con figli sono le più tiratardi, nel senso che hanno una vita media oltre i due anni ma non a caso ho usato il termine tirartardi perché non si tratta di longevità felice se non in una minoranza dei casi (15% che decidono che va bene così perché i figli sono piccoli o per motivi economici o perché non vogliono rivoluzionare la vita). Si tratta di storie sofferte e inframmezzate da tentativi di distacco e riprese post vacanze, rimandi e navigazioni a vista. Non che le coppie dove lei è libera e lui no non soffrano, ma spesso il calvario è soprattutto di chi è libero, in perenne attesa delle mosse dell’altro. Ecco perché il Codice del silenzio è il trend delle coppie “spaiate” di amanti.
3) se sono state fatte promesse o meno
Solo nel 20% dei casi l’uomo della coppia non ha mai fatto promesse sul futuro passaggio da amanti a coppia ufficiale e, guarda caso, il dato ingloba almeno parte di quel 15% di amanti entrambi coniugati che sono stati chiari sull’assunto Non lascerò mai la famiglia. Il restante 5-10% sono uomini che vogliono divertirsi con patti chiari fin da subito. Sono pochi ma mi piacciono (a parte i seriali, che fanno patti chiari perché vogliono cambiare amanti più spesso possibile o averne più di una in parallelo), perché sono onesti e se voi decidete di andarci non ci sono finte separazioni o altre bugie raccontate per farvi cedere, bugie diffusissime purtroppo. Però … Molti magari iniziano così: non promettono nulla ma poi, col passare del tempo e il passaggio da gioco e basta a passione e sentimenti iniziano a promettere un futuro insieme, certi a parlare di figli insieme, di convivenza, di separazione, ma poi non si arriva a neanche uno straccio di vacanze insieme, a volte di notte insieme, il minimo sindacale.
4) la scusa utilizzata per non concretizzare più diffusa
Negli uomini amanti la formula che non cambia mai è che più sono le parole, le promesse e le dichiarazioni roboanti d’amore infinito meno saranno i fatti. Mi avete raccontato di uomini in ginocchio e in lacrime urlarvi il loro amore ma… non posso. C’è chi è arrivato a chiedere all’amante un figlio ma… hai preso la pillola Vero? Insomma, i grandi promettitori, i grandi adulatori non concretizzano con scuse anche valide, come quella dei figli piccoli, ma c’erano anche prima di promettere. E lui ha promesso sapendo in cuor suo che non avrebbe mai mollato i figli e solo per ottenere più tempo e più sesso con voi? La malafede è un dubbio lecito, anche se lui dice di essere stato sincero, forse troppo entusiasta? Voi gli avete creduto, e spesso siete andate avanti sulla base delle promesse. Più difficile da credere chi non concretizza per figli ormai grandi, cioè ormai diciottenni, che “danno fuori di matto alla parola separazione”. L’altra scusa più diffusa è quella di realizzare all’improvviso che la moglie poverina come faccio ha solo me forse devo provarci seriamente con lei dopo che per mesi, a volte più di un anno, era qualificata come ameba sessuale e insensibile a qualsiasi comprensione umana. Molti tarano e adeguano le scuse perché capiscono che non regge tirarne fuori una vecchia come se fosse nuova. E così l’ostacolo del figlio che prima non c’era lo diventa oggi perché ha dato fuori di testa al solo accenno di separazione o la moglie che non se lo filava improvvisamente si accorge di lui e per tenerselo minaccia di non fargli vedere più i figli (cosa non fattibile per legge). Insomma, sapete quanto io tenga in conto i figli ma vorrei vedere quanto è vera la storia dei figli riesumata all’ultimo momento. Ultima scusa molto di moda è quella economica. Che una separazione sia una cosa da ricchi può essere, soprattutto se lei la coniuge ha in mano il portafoglio e comunque moltiplicare per due case spese e mantenimento non è, oggi, da tutti. Ma se era la moglie ad avere in mano la cassaforte lui lo sapeva già. E se ci sono problemi economici veri non voglio vedere sui social foto del viaggio esotico con tutta la famiglia… ricordo, che per amor di statistica, la mia amica avvocato divorzista dice che solo il 10% degli amanti formano una nuova coppia ufficiale, io aggiungo ottimisticamente un altro 10% di quelli che non ufficializzano perché ormai refrattari al matrimonio ma si “fidanzano” con convivenza o meno.
5) se è finita da quanto tempo è in quali rapporti si è rimasti.
Il problema è se è finita, perché intanto il 90% degli amanti maschi non lascia ma si fa lasciare (leggi qui), e questo lo ottiene facendo passare spesso un tale calvario di tira e molla a lei che i rapporti si inacidiscono per forza. Poi un bel 30% di quelli che fanno in modo di farsi lasciare accusano lei di non averli aspettati (magari dopo più di due anni di tira e molla) o se hanno il sentore o la conoscenza che la povera ex frequenta un uomo, fosse anche un amico e basta, se ne vengono fuori con un ignobile “lo sapevo che ho fatto bene a non investire oltre su di te”… bleah! Potete capire che avere buoni rapporti dopo è leggermente difficile. Anche perché al 95% questi ritornano, ufficialmente per restare amici (leggi qui), ufficiosamente per farvi rifare le amanti o per farsi qualche altro giro di valzer, nudi però (leggi qui). Uno stillicidio di ritorno dove lui non tiene minimamente conto del vostro soffrire nell’interrompere un silenzio che vi è costato sangue e lacrime, il tutto solo per le loro voglie ed egoismo, sfruttando il fatto che nonostante il vostro silenzio siete ancora innamorate. Quindi i rapporti buoni fra amanti il giorno dopo sono più diffusi fra ex che non hanno superato i sei mesi, sposati entrambi, di solito rimangono trombamici.
6) quanto tempo in media è stato necessario per “dimenticare”
Che vi siate lasciati o tu debba aver lasciato adottando il Codice del silenzio ci vorranno dai tre ai sei mesi per stare benino. Dipende molto da quanto eravate innamorate e da quanto siete riuscite a rivivere una vita normale. Riuscire ad avere un chiodo, riuscire addirittura ad avere una storia che non sia imposta come decisione forzata tipo cura farmacologica ma come divertimento liberatorio dimezza i tempi di guarigione. Fra i 6 mesi e l’anno, a parte i flash back inevitabili , anche se lui ci riprova avrete la forza di mandarlo via. Dopo l’anno non vi farà effetto neanche se lavorate insieme. Chi durante i sei mesi e alla fine degli stessi vede che tutto è rimasto uguale e che basta un suo cenno per farlo entrare nel letto dovrebbe consultare al più presto uno psicoterapeuta perché forse ha sviluppato una dipendenza sentimentale.
Bene, ho risposto alle vostre domande spero in modo “scientifico” come piace a me. I numeri a favore della felicità degli amanti non sono bellissimi ma che emozioni straordinarie vivono molte di queste coppie, che scoprono l’amore magari dopo decenni. È sufficiente per trovarsi spesso nei casini e poi soffrire? Un italiano su sei ha tradito almeno una volta e, se lo ha rifatto, forse risponderebbe di sì. Ricordiamoci sempre che siamo tutti adulti e consenzienti (al netto delle balle di certi uomini…).
Sincerely yours
Due parole sull’epidemiologia di coppia
Io Applico i principi di quella che ho chiamato “epidemiologia di coppia”, concetto che deriva dal mio lavoro di giornalista nel campo della salute e nel passato di membro di un comitato etico di un grande ospedale universitario, dove l’epidemiologia delle malattie spiegava e spiega tante cose.
secondo il mio parere e l’epidemiologia di coppia ma soprattutto sulla base della somma di quello che vedo leggo e che mi raccontate ormai in centinaia di migliaia sul mio blog (centinaia di migliaia non 4 amici al bar) il ripetersi in generale di certi comportamenti maschili di fronte a uno stesso input femminile o situazionale dà delle risposte spesso uguali e maggioritarie, salvo più o meno rare eccezioni che qui non interessano
Un comportamento che diventa maggioritario e, appunto, ripetuto e riconoscibile.
 
I vostri racconti aiutano a costruire questo tipo di “epidemiologia”, aiuta anche l’esperienza ma aiutano anche gli uomini che, contrariamente alle donne, hanno in genere un modus operandi abbastanza semplice e ripetitivo, pur essendo bravissimi a “venderlo” come qualcosa di diverso.
Aiuta anche la statistica: il 60% di noi ha tradito almeno una volta nella vita. Nove uomini su 10 che dicono di non avere mai rapporti con la moglie li hanno. Solo il 10% degli amanti crea un nuovo matrimonio…
La statistica e la mia epidemiologia di coppia, come vedete, sono amanti

Codice del silenzio da rifare

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Se non ha funzionato prima… riprovaci. Ma mentre lo fai chiediti perché sei ancora costretta a farlo. Davvero lui, che ti ha portato al codice del silenzio, si merita il tuo tempo e il tuo futuro? Buona lettura o rilettura

 

Lui è sposato e tu sei l’amante. Lui è tornato dalle vacanze in famiglia per l’ennesima volta e nulla è cambiato: non lascia la moglie ma vorrebbe continuare così con te.

Non importa la longevità della vostra storia (spesso anni), non importa la quantità di volte che vi è stato detto “dammi tempo che la lascio ora non sono pronto”.

voi siete arrivate alla frutta perché lui parole tante e fatti zero.

O meglio, in molti casi lui ha deciso di non decidere, avanti così. O meglio, lui ha deciso di stare con la moglie, perché se non la lascia ha deciso che vince lei. Ha deciso, di fatto, anche se non lo ammetterà forse mai.

Insomma, siete ormai spossate da questo tira e molla e dovete, sentite che dovete VOI prendere una decisione.

E dovete prenderla anche se siete profondamente e a volte disperatamente innamorate del “tutto chiacchiere e distintivo”.

Dovete decidere fra due opzioni, semplici quanto terribilmente difficili da realizzare, me ne rendo conto.

E sono difficili da realizzare anche quando lui è stato corretto (questo dobbiamo dirlo, non cambiamo le carte in tavola solo per rabbia o delusione) e non ha mai promesso nulla, non ha mai detto che avrebbe lasciato moglie e famiglia, ha resistito anche quando sesso e passione gli hanno fatto pensare seriamente, anche per un periodo e basta, che avrebbe potuto costruire una vita con voi.

In ogni caso, dovrai decidere se continuare a fare l’amante o lasciarlo tu, perché lui non lo farà forse mai.

Non ti biasimo se scegli la prima opzione, e nessuno, che non sia nei tuoi panni o almeno lo sia stata dovrebbe farlo: essere innamorati di una persona significa spesso avere un legame fortissimo, una speranza che travalica i fatti, la disperazione, le delusioni e le mille promesse tradite.

Continuare a essere la sua amante in queste condizioni, conscia del prezzo da pagare, è una soluzione scelta da molte, così come molte mogli decidono di perdonare o tollerare in silenzio i tradimenti e andare avanti così. Per amore, per timore, per i figli, per mille ragioni spesso assolutamente comprensibili.

Non giudico quindi, solo ti dico che in questi casi, se una non ce la fa da sola, è il caso che si faccia aiutare, ci vogliono dei veri professionisti della mente in certi casi di sofferenza, psicologi, psicoterapeuti o psichiatri, scegliete voi.

No, non sei matta, tranquilla, sei come milioni di persone, in “buona” compagnia. Ma se non si riesce a fare una cosa che si riconosce come sbagliata e controproducente per se stesse e il buon senso, e i consigli degli amici, i milioni di lacrime versate non bastano e non basta l’evidenza della situazione ci vuole l’aiuto di un esperto titolato per spezzare quella che potrebbe essere diventata una “dipendenza” o comunque una catena troppo resistente.

Dunque, hai tu il termometro della tua febbre, non aspettare di superare i 40. E tu sai se hai la forza di spezzare la catena.

Ma torniamo al libero arbitrio e ipotizziamo che tu abbia trovato la forza, e magari non è la prima volta che lo fai, di lasciarlo. Sai già o immagini cosa ti aspetta.

Qualcuna di voi mi ha scritto “ho smesso di fumare, riuscirò a non rivederlo più”.

Non so se il paragone del fumo è sufficiente, certo è efficace. Fumare per anni per poi decidere che una cosa che ti piace, un gesto che ormai fa parte della tua vita, sapendo che ti fa male deve finire non è facile. E dovrai smettere tu, da sola.

E qui arrivo alla seconda parte del mio titolo, il valore del silenzio.

Se hai deciso di chiudere davvero con lui il silenzio deve essere assoluto.

Tutti i canali di comunicazione devono essere interrotti o resi impraticabili. Blocca la sua amicizia sui social. Blocca le messaggerie. Blocca anche il numero di telefono, così non avrai la tentazione (e relativa sofferenza) di rispondere alla sua inevitabile chiamata, perché molti chiamano.

Lo so, è durissima e sarà durissima, ma il silenzio assoluto è l’unica arma che hai a questo punto.

E deve essere assoluto: basta riaccendere una sigaretta per ritrovarsi a comprare il pacchetto di sigarette della solita marca.

Il silenzio serve a te per dimenticarlo. Solo non avendo la sua presenza anche sotto forma del solito messaggino quotidiano la tua ferita al cuore potrà rimarginarsi col tempo.

Non cadere nella tentazione di lasciare almeno un canale aperto, magari con la scusa, come mi raccontate in tante, che è da maleducate chiudere completamente. In questa fase dovete essere egoiste e l’educazione non c’entra nulla. Ogni post che vedrete sulla bacheca di un amico comune sarà come una coltellata al cuore, perché prolungare la tua agonia? Il silenzio deve essere totale.

Il silenzio servirà anche a lui per capire davvero se può vivere senza di voi. I casi sono due: o lui vi ama nonostante tutte le remore che si fa con la famiglia oppure voi siete e sarete sempre solo un ripiego.

Il silenzio ha effetti anche su di lui. Abituato ad avervi a disposizione, ad avere il boccino in mano anche solo attraverso un messaggio, ad avere il polso della vostra situazione anche con una semplice telefonata di fronte al silenzio, è solo questione di tempo, reagirà.

Perché il tuo silenzio lo manderà in tilt. Il tuo silenzio significa che puoi vivere senza di lui, che magari ti stai rifacendo una vita, che hai ricominciato a uscire con le amiche e magari altri uomini, lui non lo sa adesso non lo può sapere neanche se si informa tramite amici comuni, è diverso che avere il tuo polso, sentire il tuo polso.

È solo questione di tempo e cercherà di contattarti o di vederti. Gli uomini sono egoisti e semplici, dominati dai loro bisogni contingenti perlopiù. Prima o poi, se tu conti almeno un po’, la sua voglia di te, il motivo per cui ha tradito sua moglie con te, emergerà con forza.

E qui o si tratta di passione e amore o solo di voglia. Ci sono uomini che si accorgono, attraverso il distacco e il silenzio, che anche se tutte le ragioni del mondo confermano la loro scelta di non mollare la famiglia esse non sono sufficienti per farti dimenticare, per rinunciare a te, per vivere senza di te. E tornano.

Ma attenzione, come tornano? Questo è fondamentale.

Tu non puoi aver deciso di chiudere, non puoi aver sofferto giorni, settimane, mesi tutto quello che hai sofferto per far rientrare nella tua vita uno che ricomincia con le parole e niente fatti.

Se questa fase di silenzio, che io ritengo in media debba durare alcuni mesi (diciamo più di due e meno di sei, le vacanze canoniche estive e di Natale non si contano, sono una specie di limbo decisorio per gli uomini sposati) lo ha fatto tornare da te, non può essere per scopare e basta o prendere altro tempo. L’era dei progetti promesse è finita. La scelta sei tu e la realtà deve cambiare totalmente.

Non può più esserci “adesso glielo dico”. Non può più essere “adesso parlo con l’avvocato”. Non può più essere “le prossime vacanze le facciamo insieme”. Adesso o niente. Lui ti dice non ti fidi? Ha avuto tempo per dimostrare. Tempo scaduto. Se sei tornato è per restare. Punto. Altrimenti, se ricominciano le parole e le promesse, tu ricomincerai a fare l’amante.

E i secondi matrimoni non nascono dalle promesse, ma dai fatti.

Proverà a ricontattarti anche l’uomo che sa che non lascerà mai la moglie. Lo so, è ingiusto. Ma alcuni uomini sono deboli ed egoisti insieme, un mix che produce anche tentativi senza remore. Inutile odiarli, l’unica vera medicina è escluderli dalla tua vita, punto. Il silenzio assoluto in questi casi prelude alla chiusura tombale del rapporto. Ti sei sbagliata, forse vi siete sbagliati tutti e due (non tutti sono degli approfittatori aridi e lucidi), questa storia è finita. E, ascolta, anche se ora ti sembra impossibile, non può e non deve decretare la fine della tua vita sentimentale e sociale.

Ricorda
La storia con uno sposato, ripulita del mistero e adrenalina del proibito che ha, è una storia come le altre. Può andare avanti o finire. È una storia d’amore, come tante altre storie. Inizia a vederla così. Avete deciso insieme di iniziare, decidi tu di finire. Un amante non ha un destino diverso di quello di una normale “fidanzata”. Punto.

Ricorda a quelli che ti dicono: “non dovevi andare con uno sposato finiscono tutte così te la sei cercata”.

Non è vero. All’inizio, sposati o no, capita di mettersi insieme seguendo un istinto o un’emozione, senza pensare al futuro o facendolo con la volontà di danneggiare qualcuno. Succede. C’è chi dice che la fedeltà non esiste, che non siamo fatti per vivere sempre e solo con lo stesso partner. Non lo so ma succede. E spesso, milioni di volte, non centinaia. Quindi inutile prendersi colpe che non esistono se non nella testa di chi non è nei vostri panni.

Oppure, tornando a lui di fronte al tuo silenzio, a parte qualche tentativo, sparirà. Il silenzio allora ti avrà dimostrato la perfezione della tua scelta. Non esiste uomo innamorato davvero che rinunci all’amore vero, spesso neanche di fronte all’amore filiale. Dunque la vostra storia doveva finire. E attenta, non colpevolizzarti. Non cadere nella trappola “ma sei tu che mi hai lasciato è quindi rovinato tutto”, “ma sei tu che sei andata con un altro provando il chiodo scaccia chiodo”. Non esiste. Tu hai preso una decisione inevitabile di fronte a una sua indecisione infinita che è una decisione, quella di non decidere apparentemente, avendo però nei fatti deciso a favore della moglie, se resta con lei.

Molte donne nei tuoi panni pensano o si sentono addirittura dire dall’amante “non hai saputo aspettare e hai rovinato tutto, non mi hai dato abbastanza fiducia e quindi non mi meriti”.

Troppo facile. Non esiste un’attesa per sempre. Fatti non parole. Se sei arrivata a chiederti “e adesso che faccio continuo a fare l’amante o lo lascio?” vuol dire che sei alla frutta, siete alla frutta.

Gli uomini possono tenersi un’amante per anni, una donna innamorata, a meno che anche lei non voglia lasciare la sua famiglia, no.

E se lavorate insieme?

Non è che siete particolarmente sceme e ve lo siete cercato sposato e pure sul lavoro. Basta con le seghe mentali, soprattutto se indotte da facili giudizi altrui. Quante storie “normali” iniziano sul lavoro, per contatti di lavoro? Tantissime, molti di noi lavorano quasi e basta, quindi non biasimarti se è successo lì. Piuttosto sarà più difficile fare “silenzio assoluto” quando dovete sentirvi o incontrarvi per forza. Che fare allora? Mi appello alla tua grande professionalità. Quella che ti fa reggere e ha fatto reggere per anni il complicato intreccio di rapporti ed equilibri, compromessi e relazioni nella tua professione, che tu faccia l’impiegata o la manager non importa. La tua professionalità deve ritrasformare il tuo amante in quello che era, con una buona dose di distacco in più. Educata e professionale, nulla di più. Non un minuto di più che non sia per condividere quello che deve essere condiviso professionalmente, non un caffè da soli, una mensa, una passeggiata, un colloquio che non sia lavorativo. Diventate un robot. Non cadere nel tranello “ma dai è solo un caffè!”. No! Lo potete fare, lo sapete fare. Se è intelligente, capirà il messaggio, rispetterà e ammirerà la vostra personalità, forse il lavoro è una delle poche cose che capiscono davvero gli uomini. E se non capirà sarà lo stesso. Non cedete di un passo. Funzionerà. Sarà più difficile ma funzionerà. E vedrete che anche averlo sul lavoro a un certo punto non conterà nulla. Anzi, qualcuna di voi oggi ride dicendosi: ma cosa avrà avuto questo per prendersi tutte le mie attenzioni… Anche in questo una storia fra amanti non è diversa da quella di due “liberi”.

Dunque è vero che il silenzio è d’oro.

Ti aspetta un compito difficile ma non impossibile. Molte sono riuscite a smettere di fumare.

Il premio è riprenderti la tua vita, la tua libertà, un futuro uomo dedicato solo a te (finché fai l’amante ti sarà impossibile anche solo vedere altri uomini). Oppure lui scoprirà che ha sbagliato tutto e correrà da te.

In ogni caso vinci. Pagando un prezzo certo, ma vinci.

Sincerely yours

Amanti in crisi: road map la mappa per andare avanti

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Roadmap (mappa stradale), dice Wikiepedia, è comunemente intesa come una sequenza temporale di azioni previste attraverso la quale ci si aspetta di raggiungere un obiettivo.

Se immaginiamo gli amanti come due vele che lasciano il porto del matrimonio per avventurarsi insieme in mare aperto queste due vele dovranno sorpassare due boe.

La prima boa è quella della fase ludica dell’amantato. Gli amanti stanno bene insieme, sessualmente e psicologicamente, al punto che i primi sei mesi di gioco sono volati, e si va avanti.

Dal sesto mese al compimento dell’anno il dna della nuova coppia cambia: ogni volta che si sta insieme le molecole del divertimento si trasformano in molecole di sentimento, iniziando a costruire le basi dell’amore. Non importa che vi siate detti cose tipo “prima i figli” o “io non lascerò mai la famiglia”, o che le abbia dette solo lui. Il sentimento è un tarlo che ormai è entrato nello scafo delle vostre barche e ha iniziato a divorarne il legno, lentamente ma incessantemente, e lo farà finché la barca non colerà a picco (e uno di voi, di solito lui, tornerà in porto) o vi costringerà a salire su un’altra, quella della vostra nuova coppia.

A un certo punto, quando vi renderete conto che state facendo il pieno di sentimenti e che il programma iniziale “divertiamoci senza pensieri” non basta più vi guarderete negli occhi e vi direte la fatidica frase: è adesso cosa facciamo? Ci fermiamo qui o andiamo avanti? La risposta di molti è: io non me la sento di fermarmi qui, andiamo avanti e vediamo cosa succede. Altri si fermano per evitare sofferenze, ma più della metà torna sui suoi passi perché “non posso fare a meno di te”. Altri ancora non torneranno più, ma sono la minoranza.

Una volta deciso il wait and see le due vele lasciano la prima boa e si inoltrano nell’oceano. Questa fase può durare in media altri sei mesi ma la seconda boa è già all’orizzonte: è quella del compimento del primo anno.

Nel secondo semestre di amantato lui e lei, nonostante i primi litigi (prima non c’erano e soprattutto non servivano), la frequenza dettata dall’agenda di famiglia (la coppia avrà superato la grande e spesso crudele prova del primo Natale o prima estate non insieme) e vari sensi di colpa e indecisioni condite da passeggeri ripensamenti, avranno accumulato punti sentimento per cui è chiaro, e spesso dichiarato, che ormai si tratta di amore. E l’amore vuole progetti insieme, anela mettere le mani sul futuro.

Ecco la seconda boa. Di solito è lei a mettere i puntini sulle i: “ti amo ma non me la sento di continuare a fare l’amante a vita”. E qui iniziano i guai.

Di solito è lei soprattutto se è libera e lo sposato è lui. Anche perché è decisamente più duro aspettare da sole che lui torni dalle vacanze con la mogliettina o anche da un semplice weekend se l’amantato è ormai diventato amore. E poi, sposata o no, occupata o no, voi siete in genere molto più oneste di noi maschi. Lo prova il fatto che vi separate più facilmente e, quando non amate più un marito, diventa molto più difficile, e spesso impossibile, farci sesso.

Dicevo che iniziano i guai perché voi donne siete parole ma anche fatti, noi uomini in amore siamo spesso Troppe parole e pochi fatti. Siamo bravi a farvi sentire delle regine finché fate le amanti, ma se presentate il conto sono pochi quelli realmente disposti a saldarlo in tempi brevi o accettabili umanamente, compresi e soprattutto quelli che a parole hanno esagerato, parlando di figli (non si progettano figli se non si è sicuri neanche per “era un desiderio”) o di convivenza.

E quindi, alla seconda fatidica boa, lei scoprirà che in fondo lui potrebbe benissimo andare avanti così da amanti per anni, che non può lasciare i figli (ma non c’erano già quando parlava di futura convivenza?), che ha bisogno di tempo.

Tempo. È la parola Chiave della road map degli amanti. Sono già passati 12 mesi. Sono serviti a far maturare l’amore, trasformando gli amanti in coppia? Bene: ha ragione lei, se non avete deciso per motivi oggettivi (figli, soldi…) TUTTI E DUE che si va avanti così (o ci si ferma e si torna in porto) non potete più fare gli amanti a lungo, perché la cosa si farà insopportabile e, mano a mano che procederete in mare, la barca farà acqua.

Lui (a volte lei) ha chiesto tempo? È comprensibile, ma se è sincero e vuole proseguire ci vuole la road map degli amanti.

Dovete cioè stabilire insieme un percorso fatto di tappe concrete che vi porteranno a coronare il sogno: davanti a voi non ci sono altre boe da doppiare, ma un porto nuovo che sarà la vostra casa o il naufragio della vostra storia.

Dovete quindi sedervi a tavolino (o a letto, luogo più consono agli amanti innamorati) e decidere quali saranno le tappe dei prossimi sei, dodici mesi, il tempo medio che serve a organizzare la rivoluzione della vita precedente.

E qui, di solito, si scoprono i suoi altarini. Di fronte alla sua richiesta di tempo voi rispondete con un “va bene, ma queste sono le tappe”. La prima tappa è l’ufficializzazione dello stato di crisi dell’azienda matrimonio. Un’azienda che va in crisi di solito dichiara ai dipendenti che le cose non funzionano e che c’è uno stato di crisi. Da lì partono tutta una serie di provvedimenti, ma la prima cosa è chiarire che le cose non vanno più bene.

Ovvio no? Mica sempre. Perché, care amiche, sarà proprio nel fissare la prima tappa della road map, e cioè la sua ufficializzazione della crisi matrimoniale, che potrete spesso scoprire che la tanto vituperata moglie, quella con cui non si scopa da anni, si litiga ogni giorno, c’è incomprensione totale, diventa intoccabile e “poverina”, e quindi non è possibile neanche dirle a voce quello che lui tante volte vi ha descritto, e cioè “cara moglie io e te non scopiamo da mesi, siamo diventati come fratello e sorella, non ci amiamo più e io sono infelice, siamo in crisi”. Che poi è il minimo sindacale della dichiarazione di crisi, che va dal minimo sindacale appunto di dichiararla con pausa di riflessione (serve tempo a tutti per metabolizzare anche la realtà di anni) al massimo del coraggio, che è “voglio separarmi”.

Dunque, se lui, dopo un anno che state insieme e vi racconta di come sua moglie non sia più da tempo sua moglie, se già vi ha chiesto tempo e poi non riesce neanche a dirle ciò che è la realtà ho paura che la moglie sia una vera moglie, che si vabbè sono in crisi (se non è un seriale non avrebbe un’amante seria altrimenti) ma in realtà scopano eccome e la vita in casa non è quel piattume o quel disastro che vi ha descritto tante volte… Se è così la road map si ferma qui, perché lui ha bluffato. E se alla prova dei fatti le sue parole erano tutte o quasi esagerazioni ormonali o illusioni (magari anche sue, ma non siamo bambini) siete voi che dovete interrompere la navigazione. Perché non si possono fare progetti di viaggio transoceanico con chi in realtà voleva farsi solo una gita in barca tenendo in vista il vecchio porto.

Se invece lui supera la prova della ufficializzazione della crisi (light, medium o strong che sia poco importa, ciò che importa è iniziare) potete mettere giù le altre tappe.

Inutile tediarvi su quali sono: sono quelle che seguono chi è seriamente intenzionato a separarsi, dalla ricerca della casa nuova ai pareri legali, dal mettere in sicurezza il futuro dei figli (si smette di essere marito e moglie ma mai di essere genitori) in modo civile e consensuale (si auspica) alla divisione dei beni.

Sono tutte tappe che variano di caso in caso, anche se devono essere sempre concrete e precise, devono essere fatti: la specialità degli uomini che vogliono sfuggire a una seria road map è infatti quella di rimanere sul generico, sia su quello che faranno sia sui tempi di quando lo faranno. Quindi occhio a proposte di tappe generiche nei modi e nei tempi.

Una seria road map ha un tempo limite, che in media è un anno. Dal superamento della seconda boa dei primi 12 mesi, la road map ideale prevede tappe che portano al traguardo in un anno.

Non è un ragionamento logistico, è un ragionamento psicologico.

Perché un conto è aspettare ancora un anno per coronare il sogno vedendo, mese per mese, che c’è progressione positiva fra una tappa e l’altra, e un conto è arrivare a distanza di un anno che la lista della spesa è metà vuota.

Una barca che deve andare nel nuovo mondo ha un viaggio lungo, ma non interminabile, altrimenti l’equipaggio (lei di solito) si ammutina. E giustamente. Ci si ferma nelle isole (le tappe) e si fa rifornimento e si prosegue con rinnovato vigore. Se non ci sono tappe e le vele sono sgonfie per la bonaccia troppo prolungata i marinai vorranno abbandonare il viaggio e la nave.

Tieni in conto che nei 12 mesi a venire di road map c’è dentro almeno un giro di vacanze separati, e sarebbe per voi il secondo o il terzo, prove durissime, le più dure.

Ho poi visto che gli amanti che superano il secondo anno di storia lo hanno fatto concordandolo insieme: sono quelli entrambi sposati, entrambi con bambini piccoli che, giocoforza, si devono dare più tempo e più pazienza se le condizioni in casa lo permettono. Ma anche loro non possono pensare di andare avanti all’infinito, anche perché ho visto coppie di amanti resistere 3,4 o 5 anni, ma sono caratterizzate da uno squilibrio evidente. O hanno tirato avanti di comune accordo (è spesso il caso di entrambi sposati con figli piccoli appunto) ma, superato il tetto massimo di attesa, sarà comunque molto difficile che si schiodino dall’amantato (contano anche gli anni del più anziano dei due), oppure lei è single e se supera i tre anni di attesa spesso vuol dire che lui l’ha tirata scema, ha promesso e disdetto varie volte e lei aspetta perché ha una forma di dipendenza (raccomando un buon psicologo) e/o non ha il coraggio di mollarlo lei (magari ci ha provato più volte) ed è quindi in posizione di sudditanza e stand by, ma che infelicità!

Quindi ecco perché ritengo che in generale due anni siano il tempo massimo per una coppia per trasformarsi da amanti a fidanzati ufficiali (almeno): ogni mese in più sarà un calvario progressivo per almeno uno dei due.

Aggiungo due motivi di riflessione, nel momento in cui, di fronte alla proposta di road map, lui tergiversi.

Il primo è un messaggio a lui. Mettiamo che tu sia stato davvero sincero quando hai pensato che la tua amante poteva essere la nuova compagna della vita. Di sicuro vieni da un matrimonio in crisi e, soprattutto se tradisci per la prima volta, ci sei arrivato perché ne avevi necessità, bisogno, per esempio se in casa il letto è gelato da tempo. Però se alla richiesta della tua amante di tracciare la road map della progressiva separazione ti vengono i sudori freddi, e ti accorgi che poi non sei così pronto e troppi dubbi sul futuro ti assalgono sii onesto con te stesso e con la tua amante. Forse il tuo matrimonio non è del tutto archiviato. Forse quella moglie che vedi più come una sorella, soprattutto se non c’è astio ma affetto e convivenza civile anche se “bianca” può tornare a essere una vera compagna, di fronte alla possibilità di perderti davvero. La routine addormenta i sensi ma anche i campanelli d’allarme. Forse dovreste darvi, come matrimonio, un’ultima chance (a meno che tu non ci abbia già provato più volte e da tempo, e le pile siano davvero esaurite). Il consiglio è, caro amante lui, di fermarti, dire chiaramente alla tua amante che non sei certo di voler chiudere con tua moglie e metterti di buzzo buono a rimediare in casa. Anche perché, con un’amante di mezzo, è difficile recuperare con la moglie. Hai paura che l’amante ti mandi a quel paese? Hai ragione e probabilmente lei, se non è disperatamente attaccata a te lo farà, ma se sei onesto questo è un rischio che devi correre, non si può avere l’amante in attesa e la moglie a casa. Se non sei onesto sai che farai già il doppio gioco, e allora non mi interessa consigliarti.

Attenzione: la road map implica anche che, quando lui giustamente ufficializza la crisi in famiglia, due mogli su tre, comprese quelle che dormivano, si svegliano di soprassalto e tornano alla carica alla riconquista del marito. Quelle più strutturate e sincere, davvero innamorate, si concentrano sul recupero della coppia, quelle meno illuminate e più legate allo status sociale del matrimonio cercheranno un nemico esterno che le sollevi da ogni responsabilità del fallimento coniugale (quasi sempre è un concorso di colpa) e inizieranno una caccia all’amante, pensando follemente di poter ricomporre un matrimonio eliminando l’avversario che ha trovato la porta di casa spalancata. Illusione che funziona solo se lui è un debole, ma che non ripara da future corna e non ricostruisce una coppia felice.

Anche per questo motivo superare i due anni di attesa con lo status di amanti è controproducente e statisticamente fallimentare. Dunque, cari amanti, occorre darsi una mossa, e qualcosa mi dice che dovrai dartela, come al solito, per prima tu, cara amica amante. E mi raccomando: ferrea sulle scadenze! Se non le rispetta non ti rispetta…

In bocca al lupo a tutti, comunque vada!

Sincerely yours

Il vigliacco: se lo riconosci lo eviti

Il coniglio scappa per sopravvivere, l’uomo in amore spesso per vigliaccheria
Il coniglio scappa per sopravvivere, l’uomo in amore spesso per vigliaccheria

Fra le varie tipologie maschili che vi fanno soffrire e che vi auguro di non incontrare mai quella che detesto di più è il vigliacco.

Purtroppo è diffusa e molte di voi scoprono il vero volto dell’uomo al quale hanno concesso il proprio cuore quando ormai il danno è fatto. Un danno emotivo che può durare a lungo e che può impedire, anche per anni, una vita relazionale normale con l’altro sesso. E non è poco.

Ne parlo perché me ne parlate voi, ma soprattutto per dare a chi di voi lo incontra delle dritte per riconoscerlo e quindi cassarlo subito evitandolo, e a coloro che hanno a che fare con la sua ripresentazione (già, perché il vigliacco, passata la bufera, ha anche il coraggio di riproporsi come se niente fosse successo) ad archiviarlo definitivamente, sfuggendo per l’ultima volta ai suoi trucchi del mestiere.

Il vigliacco ex amante è molto diffuso. È quello che è stato con voi magari per anni, promettendovi mari e monti per il futuro e poi, una volta scoperto dalla moglie, non solo si è dileguato (leggi qui), ma le ha permesso di perseguitarvi.

Ora: che una moglie tradita si incazzi e, travolta dalla rabbia e dal dolore se la prenda anche con voi non lo giustifico ma lo posso capire. I primi giorni può essere un prodotto dell’irrazionalità, fermo restando che a tutto c’è un limite e che c’è differenza fra un insulto dettato dalla disperazione della scoperta e la persecuzione perseguibile per legge. Ma, detto questo, io non potrò mai giustificare il prendersela non con lui, e solo con lui, ma anche con lei, l’altra. Come dico sempre, è come se odiassimo il termometro che misura la febbre incolpandolo anche dell’influenza. Assurdo, inutile, da fetta di salame sugli occhi. Non conosco uomini amanti sedotti e abbandonati, conosco viceversa donne che si sono messe con uomini che hanno spergiurato di essere separati in casa o addirittura liberi ed erano sposatissimi. Occhio…

Chiusa la parentesi, torniamo al vigliacco ex amante.

Che dire dell’amante che, una volta scoperto, non solo si dilegua senza neanche un messaggio di spiegazioni (magari perché ha già consegnato alla moglie il telefono e tutte le password come atto di resa totale…) ma, di fronte alle sue contumelie contro di voi non vi ha difese, ponendovi come è giusto fuori dalla categoria delle zoccole rovinafamiglie (leggi qui). Basta assumersi le proprie responsabilità (lei non centra, ho deciso io, ho scelto io, ho continuato io), ma c’è chi è capace di addossarvi addirittura le sue responsabilità, facendo la parte dell’uomo fragile, il poverino sedotto dall’ammaliatrice che lo ha fatto capitolare usando inimmaginabili insidie sessuali. Che vigliaccata!

Non solo. Il vigliacco, non pago di aver indotto o lasciato credere alla moglie di essere solo un debole e una vittima, quasi appellandosi a essa all’insegna del “aiutami, salvami, salviamo la nostra bella famiglia” non interviene neanche quando la signora va fuori di matto e inizia a perseguitarvi a livello di stalking. Non una parola. Non un “lasciala stare lei non c’entra”.

Allora mi rivolgo a voi care ex amanti del vigliacco. Quando lui, passata la bufera, si ripresenterà con la scusa del compleanno o, peggio, del lavoro (purtroppo molte di voi hanno queste storie sul posto di lavoro), non è che dovete mandarlo a fc, perché non si merita neanche quello. Dovete trattarlo come se fosse morto, perché uno che si comporta così è morto.

Sul lavoro è più difficile? Avete presente quel tipo che vi sta incommensurabilmente sulle palle ma al quale dovete rispondere perché è un fornitore, cliente, collega? Fate come gli inglesi. Gli inglesi sanno dire delle cose terribili restando impassibili. Zero gentilezze, zero problemi di educazione (non è educato fare così… ma stiamo scherzando?), zero saluti, zero contatti, men che meno caffè o pranzi. Lui è morto, e se proprio ci dovete parlare per lavoro parlategli come se parlaste a una scatola, a un fantasma. Io non lo saluterei e gli darei pure del lei per sottolineare le distanze. E che non si permetta nessun contatto fisico, anche in mezzo agli altri: manco la stretta di mano.

Fatelo senza scrupoli. E se avete dubbi ripensate a quello che ha fatto, alle vigliaccate che ha fatto. E se non basta scrivetele su un promemoria del telefono e rileggetele ogni volta che lui vi fa gli occhi dolci e a voi viene in mente la parte bella del vostro passato insieme (bella quanto falsa il più delle volte, adesso lo sapete) o si fa vivo.

Dunque archiviamo per sempre il vigliacco ex amante che non vi ha difeso o venduto alla moglie come rovinafamiglie (dovrebbe essere facile ma molte di voi purtroppo perdonano anche l’imperdonabile) ma liquidiamo anche il vigliacco amante che non se la sente.

Quello che “non se la sente” è l’amante che, superato l’anno di relazione, dopo aver fatto progetti con voi (c’è chi arriva anche a chiedervi un figlio!), avervi ripetuto ti amo in tutte le lingue, avervi fatto mille promesse di meravigliosa vita condivisa, quasi di colpo vi comunica che lui non se la sente di andare avanti. Allora: non è impossibile che in una relazione ci si accorga, a un certo punto, che le cose non vanno, ma non è possibile che questo accada di colpo e senza preavviso congruo! Non è possibile accettare un ieri con “ti amo voglio vivere con te” e un oggi con “non me la sento”.

La verità sta nel tempo. Lui può tirarsi indietro dopo i primi sei mesi di amantato, quelli ludici, dicendoti “questa storia si sta trasformando da gioco in cosa seria e io non volevo mettere in discussione la mia vita, scusa ma mi fermo qui”. Ci sta. Ci sta anche prima, se lui ha sempre detto “io non lascerò mai la mia famiglia, i miei figli” e si accorge che si va verso una storia più seria. Ci sta entro il primo anno, quando quasi tutte le storie fra amanti si trasformano gradualmente da gioco a qualcosa di molto più sentimentale, nessuno dice che l’amantato è un contratto con clausole vincolanti, non lo è più neanche il matrimonio, non lo è più neanche il concetto di fedeltà! Ma non puoi andare a dirle dopo un anno e più non me la sento. Hai scopato fino a ieri, questo te lo sentivi però!

Quindi, cara amica, se lui ti dice non me la sento sei tu che non te la devi sentire più e, mi raccomando, senza appello, perché fra qualche giorno, settimana o mese, il nostro “amico” sostituirà la paura di vivere la vostra storia fino in fondo, come ha detto tante volte mentendo anche a se stesso, con la voglia di fare il migliore sesso della sua vita, che era quello con te, o la voglia di condividere con la sua psicoterapeuta gratuita, che sei tu, tutte le sue magagne mentali, compreso il parlarti della moglie (quante volte hai dovuto sopportare questo mal costume tutto maschile). A basta! Rimandalo dalla moglie con la dicitura sul pacco “destinatario irreperibile” che sei tu.

Infine il fidanzato, partner, compagno, chiamatelo come volete, che sceglie di non scegliere. No, non avete capito: non sceglie di non scegliervi, sceglie di non scegliere. E’ diverso, ma è sempre una forma di vigliaccheria. E’ un uomo libero, può scegliere. E invece non lo fa. Non vi sposa, non viene a vivere con voi, non vuole avere la responsabilità di una famiglia, nemmeno di una vita in comune. Fra questi trovate profili di cui ho già scritto, come lo struzzo o il reduce ammaccato, tutta gente libera di stato ma poco di testa e di volontà.

O meglio: grandi programmi a parole il più delle volte, che poi non si concretizzano. Nel film il Maratoneta, Hoffmann viene torturato ripetutamente da un nazista interpretato da Sir Olivier che continua a ripetergli: E’ sicuro? E’ sicuro? E’ sicuro? Ecco, il partner vigliacco non è mai sicuro di voi. Potete fare il triplo salto mortale per lui che vi dirà: sei sicura? Sicura di che? Mah, lui vorrebbe la certezza (impossibile a priori e se non te la giochi) che fra voi le cose andranno bene, che sarà felice, che non andrà come con le altre (magari è lui ad avere problemi e a far saltare le storie, ma non se lo chiede), che il meteo sarà favorevole… E poi è umorale. Un giorno vi parla di avere figli, il giorno dopo ha il muso. Un bambino di 30, 40, 50 anni e più. Un bambino che ha paura e che, di fronte alla scelta, scappa.

Senza contare quelli che, all’insegna della insicurezza del domani, della paura del domani, nonostante i vostri sforzi hanno in pista almeno tre chat parallele con altrettante potenziali candidate. Perché non si sa mai nella vita, se tu non sei all’altezza delle aspettative meglio avere la gomma di scorta. Meglio non rischiare. Mai. Men che meno in amore.

Fin qui abbiamo analizzato il profilo del vigliacco occupato e non, senza la pretesa di descrivere tutte le sfumature di questi tipi di uomini ma con la consapevolezza di averne centrato più d’uno.

Però abbiamo parlato del problema conclamato, cioè di quando il vigliacco ha fatto oppure sta facendo i suoi danni nel vostro equilibrio emotivo. Il bello sarebbe evitarlo fin dall’inizio, cogliendo quei segnali che non promettono nulla di buono dagli esordi. Vediamo quali potrebbero essere.

Dice subito che ti ama
Ti amo è un’affermazione importante, ne ho già scritto qui. Un uomo che la usa in modo inappropriato e troppo tempestivo potrebbe essere il vigliacco di domani. Dirlo mentre fai sesso non è serio e rispettoso nei tuoi confronti. Dirtelo al terzo incontro o giù di lì significa che, fatto la tara dei rarissimi e veri colpi di fulmine, lui dà un significato a quella parola che è pari a una pacca sulla spalla, e la dice lunga sull’amore che potrà provare per voi in futuro, un amore che lo vedrà dileguarsi alla prima difficoltà o necessità. Sua. Mi sono innamorato, racconta l’uomo che non si innamora mai ma lo dice a tutte. Un uomo su cui nessuna può contare.

Parla di avere figli con leggerezza
I figli sono una cosa seria. Chi mi segue da tempo e commenta sulle vicende degli amanti sa che l’unica cosa che mi fa giustificare la non uscita di casa di un amante è la presenza di figli piccoli o con problemi e di fase come gli adolescenti. Prima vengono loro, non ho dubbi in proposito, anche se vedo figli di divorziati assolutamente felici (soprattutto perché i genitori hanno smesso di essere marito e moglie ma non di essere genitori). Detto questo un uomo, amante o no, che vi parla di avere figli insieme o lo fa seriamente o se lo fa come quello che dice ti amo mentre scopa ma fuori dal letto nessun sentimento è da cassare. Conosco donne che si sono sentite dire dall’amante voglio un figlio da te e che poi sono state lasciate una settimana dopo. Conosco fidanzate che si sono sentite dire voglio un figlio da te e lui aveva già in corso una storia parallela. Voglio un figlio è un impegno che qualifica l’uomo che lo dice. Se lo dice con leggerezza scappate a gambe levate, non fatevi ammaliare dalla dichiarazione di amore enorme a parole quanto vuota nella volontà. Voglio un figlio da te detto quando non è vero è da vigliacco.

Non passa la notte con te
Che sia amante o libero un uomo che ha paura di investire una notte a fare l’amore e a coccolarsi con te o è un vigliacco che non vuole rischiare neanche il minimo o tu conti poco. L’amore vuole tempo insieme, e cosa c’è di più bello di una notte insieme, di un weekend insieme, di vacanze insieme? Lui nicchia se tu proponi almeno la notte, minimo sindacale? Non posso perché mi scopre? Il vero tradimento, quello con la T maiuscola, è passare la notte con un altro uomo, perché la notte ha un significato che una scopata di tre ore al Motel non avrà mai. E’ dormire insieme, fare colazione insieme, scopare molto di più. La notte qualifica il tradimento ma anche il tipo di rapporto fra amanti e fidanzati proprio per la sua intimità. Si chiama paura di rischiare se non vuole passare una notte con voi. Lasciate perdere.

E’ sempre colpa vostra
Lui ha sbagliato ma la colpa, almeno in parte è vostra. E’ un po’ come quello che vi tira sotto a un semaforo che non ha rispettato, e poi se la prende con voi perché non avete attraversato in fretta. E ve lo dice mentre siete per terra sanguinanti. Lo beccate a chattare con una tipa agganciata sui social? Vi risponderà che il suo telefono è immacolato, ma non sa quanto lo sia il vostro. Sapete che cosa vi aspetta se non evitate di frequentare un tipo che trova sempre il modo di condividere le colpe? Quando non mollerà la moglie dopo un anno che state insieme vi risponderà che gli mettete fretta, che non sapete aspettare. E quando la terza volta che vi mollerà e vi riprenderà, sposato o no, voi finalmente riuscirete a voltargli le spalle adottando il Codice del silenzio lui vi dirà che non avete avuto pazienza e che non lo amate abbastanza. Donna avvisata…

Ti amo troppo
Troppo è il termine più usato dai vigliacchi. Lo sprecano esattamente come il ti amo. Ti amo troppo per negare una richiesta è come quello che dice a una donna dopo che a letto ha fatto cilecca che non ci è riuscito perché lei è troppo bella, un po’ come dire che un viagra naturale fa perdere l’erezione. Attente quindi alla parola troppo, perché il vigliacco spesso si nasconde dietro al finto altruista che prende decisioni tremende per voi con la scusa di farlo nel vostro interesse. Quando vedete un episodio del genere gettate la spugna, meglio fermarsi agli albori della storia prima di dover digerire certe vigliaccate mascherate da altruismo.

Sincerely yours

Perché va ancora a letto con la moglie

A letto con la moglie
A letto con la moglie

Il mio matrimonio è in crisi da tempo. È finito da tempo. Siamo separati in casa. Siamo amici, fratelli, non coniugi. Siamo estranei sotto lo stesso tetto. Non facciamo sesso mai. Diciamo quasi mai. Diciamo che lo facciamo ma non c’è paragone col nostro.

Ma se il tuo matrimonio è un fallimento, al punto che ti sei fatto l’amante e le dici pure che la ami e che il sesso con lei è unico al mondo, che non l’hai mai fatto così, perché hai ancora rapporti con tua moglie?

Intanto, nove uomini su dieci in crisi matrimoniale o autodichiaratisi (tutto da verificare) separati in casa hanno ancora rapporti con la moglie, per quanto sporadici.

E nove uomini su dieci dichiarano di non averne più da anni, finché voi, dopo aver loro praticato il waterboarding gli fate ammettere che sì, qualche volta è successo ma ero legato, bendato, è durato un decimo di secondo, non sono neanche venuto, avevo bevuto, pensavo a te (in un decimo di secondo, complimenti!) e l’ho fatto nella posizione Teletrasporto (lei era in bagno io in plancia sull’Enterprise in missione quinquennale).

Scherzi a parte (ma non troppo) che cosa significa che lui abbia ancora rapporti con la moglie per la vostra storia e, soprattutto, per la prognosi della vostra storia?

Per capirlo, dobbiamo analizzare perché lui deve mentirvi sui rapporti con lei.

La causa più diffusa della menzogna maschile in questo campo è legata a una delle regole auree del maschio medio: evita i guai e noiose discussioni. Se hai detto all’amante che è la migliore a letto e che il tuo matrimonio è in crisi da tempo quale prova migliore di quella che con tua moglie a letto si dorme e basta? Quindi, tieni la barra su questa versione fin che puoi. Se poi la balla lui l’ha usata fin dall’inizio, come spesso succede, per entrare nel vostro letto… Il maschio all’antica diceva: negare, negare sempre, negare anche di fronte all’evidenza.

Per carità, succede anche che lui non abbia più rapporti, ma solo nelle vere separazioni in casa, quelle in cui il patto implicito fra coniugi “in stand by” (la separazione è solo questione di tempo, e spesso di figli) è quello che ognuno si fa gli affari propri e quindi anche la moglie scopa in giro. Lo si capisce dalla libertà che lui ha di frequentarvi (e la libertà della moglie): notti fuori, weekend fuori, vacanze almeno in parte separate. E il lavoro non c’entra, è vera libertà da separati in casa, una cosa che somiglia a quella dei separati veri.

Gli altri che veramente non hanno rapporti con la moglie, ma fanno parte di una minoranza, sono quelli che hanno un regime di guerra in casa e sono destinati a breve alla vera separazione.

Oppure quelle coppie da matrimonio bianco, rare ma in aumento, dove da anni non si fa sesso, anche se bisognerebbe vedere quante di queste sono formate da un elemento a ormoni zero e uno che si fa i suoi fuoripista per sopravvivenza, visto che in casa è il deserto che vive.

Tolte queste eccezioni, tutti gli altri scopano con la moglie. Ogni tanto, magari sempre nello stesso modo, ma lo fanno.

Torniamo al perché lui vi ha detto che non lo fa mai.

Dopo la casistica maggiore (il quieto vivere con l’amante) al secondo posto la bugia, che può benissimo accompagnarsi alla prima motivazione occhio non vede cuore non duole, è questa: nonostante le sue assicurazioni la crisi non è così grave e non è per niente o quasi ufficiale.

Lui vi ha giurato che con la moglie è crisi conclamata. Sono come fratello e sorella, a letto dormono e basta, sono uniti solo dai figli e dai doveri familiari. Ne siete sicure? Ne avete le prove?

No perché nonostante il disastro sentimentale familiare lui è lì. Lui fa le feste lì. Dorme lì. Vive lì. E a voi rimangono più o meno i ritagli di tempo. E, sarà un caso, magari sui social è un trionfo di foto che glorificano la bella famiglia. Trionfo sospetto anche se lui vi ha giurato che è lei che le posta ed è una sua mania, lui non c’entra. Sospetto di più se aggiungi che durante le vacanze comandate o i weekend lui sparisce e non riesce quasi mai a telefonarvi, nemmeno a scrivervi, se non con una striminzita faccina. Fatevi delle domande.

Siamo sicure che lui questa crisi la stia vivendo davvero? Certo, che il suo matrimonio non funzioni è sicuro, la prova siete anche voi (a meno che lui non sia un seriale: allora le corna vengono fatte in serie, non per bisogno).

Lui ha almeno fatto il primo step di ogni crisi che si rispetti, cioè decretarla ufficialmente? Non c’è mica bisogna di uscire di casa all’inizio, però c’è differenza fra il non dire niente alla moglie, far finta di nulla e tirare avanti, e un “dobbiamo parlare” almeno di base, della serie così non va per me, no?

Occhio a quelli che vi dicono io faccio o tutto o niente, perché spesso mirare al tutto è per non fare nulla. E i mesi, gli anni passano in attesa del tutto.

Quante coppie tirano avanti così? Tantissime, anche grazie alle scappatelle dell’uno, dell’altro o di tutti e due. Ma tu non sei una scappatella giusto?

Quindi l’uomo che lo fa ancora con la sua signora nonostante la tanto decantata crisi spesso non ha palesato poco o niente della crisi stessa in casa, ecco il perché della bugia. O delle bugie.

E non è una bugia bianca, non promette nulla di bene. Perché significa che voi credete che lui sia almeno all’inizio del percorso che porta a una nuova coppia, la vostra, mentre lui forse non lo ha neanche iniziato. E questo è tanto più grave quanto è più lungo il tempo del vostro amantato.

Grave ma recuperabile se la vostra storia ha 6-12 mesi, gravissimo e spesso irrecuperabile se supera i due anni, due Natali e due estati.

Perché vuol dire che vi ha rassicurato e promesso troppe volte, e voi gli avete creduto troppe volte, e lui non la racconta giusta da tanto tempo. Troppo.

E se non l’ha raccontata giusta fino a oggi vuol dire spesso solo una cosa: non vuole mettere in discussione la sua vita. E, in subordine (ma solo in subordine), la bugia serve a tenervi buona finché si può. E si può finché non lo metterete con le spalle al muro, e allora dovrà scegliere.

Che fare? Se la bugia non dura da troppo tempo, è reiterata (una rondine non fa primavera, due…) ed è dovuta principalmente al non volervi far rimanere male e alle sue incertezze e paure (chi non le ha, soprattutto agli inizi di un amantato che si trasforma da ludico in amore) è ora che lui la finisca. Sedetevi a un tavolo (non a letto), guardatelo bene negli occhi e se alla domanda “che cosa facciamo” risponde “voglio andare avanti” deve smetterla di dire bugie.

Se invece la balla dura da due anni o più fra conferme varie sono pessimista. Sono due anni di crisi più o meno finta in casa che vi ha più o meno nascosto o seppellito sotto una serie di assicurazioni esagerate all’opposto.

A voi cosa ha detto, che ha già visto l’avvocato? Ma al cinema o nel suo studio? Fatelo scendere dal palcoscenico!

E’ quindi possibile credergli per l’ennesima volta? O meglio, spero per voi per l’ultima volta? Questo lo potete sapere solo voi, fidatevi del vostro sesto senso e istinto quando lo guardate negli occhi, quando vi parla.

Occhio però. Gli uomini che diventano aggressivi quando li prendete in castagna, quelli che cercano di essere evasivi anche di fronte all’evidenza, si arrabbiano, cercano di ribaltare le accuse, cambiano discorso, fanno paragoni assurdi e tirati per le orecchie con quello che fate voi non promettono nulla di buono, sono ingiusti e mi fanno ricordare mia nonna quando mi diceva che chi è in torto, in mala fede e non ha argomenti spesso attacca chi è innocente e ha ragione.

Insomma, che lui faccia sesso ancora con la moglie (o lei col marito, intendiamoci) non ci sta con la vostra storia d’amore, e comunque non ci sta più: a meno che non siate ancora in quella fase ludica dell’amantato nella quale prevale il sesso e non il sentimento. Non è raro, in questi casi, che il sesso extraconiugale ravvivi, almeno per un periodo, anche quello coniugale. Come diceva mio padre: l’esercizio sviluppa l’organo…

Dimenticavo le coppie di amanti nelle quali tutti e due sono coniugati: sono quelle in cui più spesso il sesso coniugale rimane e viene tollerato dagli amanti con picchi di gelosia, silenzio o confronto (fra i più evoluti). Ci sta, ma dovrebbe scendere fino a cessare quando c’è amore condiviso e si fanno programmi, ormai, di vita insieme.

Lo so, voi donne come sempre siete più spontanee e sincere, e quindi siete le prime a chiudere con le concessioni quando siete innamorate, perché avete cuore e mente occupati da chi amate davvero. Per noi uomini il sesso è un fatto più “astratto”, e non è così impossibile avere rapporti anche con chi non amiamo più. Ma questo non può essere venduto come cosa irrilevante di fronte a una crisi descritta come datata e conclamata.

Altrimenti siamo nella fantascienza.

Sincerely yours

Amanti: dopo le feste non escludo il ritorno

non escludo

Non escludo il ritorno. L’epitaffio del maestro Califano rende bene l’idea di che cosa vi aspetta, care amanti e amiche, dopo la Befana: il suo ritorno. Succede nell’80% dei casi.

Sparito (o quasi, qualche messaggio non si nega a nessuna e costa pochi secondi) dal 24 dicembre all’apertura delle calze dei figli, il nostro amante uomo aveva praticamente dichiarato forfait.

In vista delle feste in famiglia, i nostri uomini occupati si sono trasformati da separati in casa e mariti in crisi in buoni padri di famiglia e neocompagni rinvigoriti.

C’è chi vi ha dato (o, più spesso, ha fatto in modo di farvelo dare a voi) il benservito, dichiarando impossibile andare avanti (non posso darti di più e adesso devo stare in famiglia). Chi ha cercato un compromesso per tirarla alla lunga, della serie ne parliamo dopo il 6 gennaio e chi ha tentato di tenervi ancora in attesa con telefonate e messaggini rassicuranti quanto rari e veloci.

Se non è il primo tragico Natale che avete passato da amanti dovreste già essere cotte a puntino e aver realizzato, nonostante l’innamoramento, che lui torna sempre a casa come il cane Lessie.

Certo siete stati felici per un po’, ci mancherebbe: vivete di ricordi perché siete innamorate, mica stupide. Con lui vi siete sentite delle regine, questo è il problema, ma adesso la favola è finita.

Avete scoperto che il principe azzurro è sposato e che non siete voi che a mezzanotte dovete rientrare a casa, ma lui.

Però torna. Tornerà. Tornano quasi tutti, anche quelli che si sono fatti scoprire dalla moglie e che sono spariti nel panico totale e che ora hanno il telefono in ostaggio.

Tutti, passata l’abbuffata delle vacanze in famiglia, finita la full immersion di illusione del rinnovato matrimonio felice, si schianteranno con la realtà: il loro matrimonio non è stato guarito dal Natale. I problemi sono rimasti gli stessi, la moglie a letto è la stessa, e voi non siete la causa della fine ma solo il sintomo principale di qualcosa che ha disfunzionato prima del vostro arrivo.

Il termometro misura la febbre, non la produce.

Ed ecco che archiviata la befana e tornati alla routine, il nostro bravo marito inizia a essere divorato dai morsi della voglia.

Voglia di voi, perché se lui vi ha fatto sognare voi gli avete regalato il sesso migliore della sua vita e anche delle interminabili sedute di psicoterapia che lui se le scorda lontano da voi, miglior amico compreso.

Dunque, preparatevi a un rientro. Timido o deciso, perché per lui più del dolor poté il digiuno.

Che fare? Avete diverse opzioni, con pro e contro. Parto dal presupposto che tutte voi, per quanto deluse e distrutte dai suoi tira e molla, per quanto veterane (alcune di voi sono amanti da più di tre anni, che sono il limite dell’umana sopportazione), siate ancora innamorate. E quindi che fare?

APRIRGLI LA PORTA
Pro: dargli l’ultima chance ve lo farà rivedere, rifarete sesso alla grande e alimenterete l’illusione che sia tornato da voi, almeno fino all’estate. È come prendere un antidolorifico dopo un lungo periodo di dolore. Non cura ma fa star bene.
Contro: se avevate adottato il Codice del silenzio rispondendo alla sua latitanza con una vostra sparizione pressoché totale, riaprirgli la porta azzererà i progressi ottenuti (più indipendenza da lui, meno momenti di dolore, ripresa della vita sociale invece di vivere nella sua ombra) e, quando vi deluderà di nuovo (90% dei casi purtroppo), rimettersi a dieta sarà molto più difficile. Ma capisco che è meglio un uovo oggi, soprattutto se siete al vostro primo Natale da amanti. La speranza è l’ultima a morire e qualche volta bisogna toccare il fondo per risalire. Però qualche ufficiale e gentiluomo esiste: ma fa fatti, non parole. E lo riconosci in poco tempo.

TENETE LA PORTA SOCCHIUSA
Pro: di solito la tattica del wait and see viene applicata dalle amiche che di fatto l’avevano già applicata durante le vacanze natalizie, vivendo in un silenzio parziale fatto di messaggi per quanto rari esistenti, di incursioni sui suoi social alla ricerca di segnali d’amore (lui che posta frasi da poeta che la moglie non può o non vuole vedere e che più o meno giustamente accreditate a voi stesse, al netto delle tranvate sui denti quando vedete le foto da famiglia felice, che fanno malissimo). Aspettare e vedere come si comporta vi riporterà a letto con lui, pronto a spergiurare il suo amore eterno come un disco rotto, illudendovi che questa è la volta buona. Ossigeno puro dopo un Natale asfittico. Alcune di voi avranno il privilegio di vedere invece un uomo deciso a cambiare rotta, se non sono passati troppi Natali in attesa. Ma purtroppo sarete la minoranza, lo dicono le carte delle separazioni, non io.
Contro: la lenta agonia che vi siete imposte decidendo di lasciargli aperti i canali di comunicazione (ne basta anche uno solo) si trasformerà in malattia conclamata traghettandovi nei prossimi mesi in un lento calvario, fatto di promesse disattese, di tante parole e pochi fatti. Arriverà l’estate e lui ripartirà con la famiglia lasciandovi legate al guard rail in tangenziale. E forse per voi sarà finalmente abbastanza.

GLI CHIUDETE LA PORTA IN FACCIA
Pro: lo so, è come tagliarsi un braccio ma quel taglio spesso salva la vita sentimentale e preserva il vostro dna emotivo. È solo questione di tempo: se avete adottato il silenzio il fatto che si ripresenti vi manderà in crisi ma tenere il punto e la serranda abbassata vi darà una forza importante per continuare per voi, soprattutto se anche voi siete occupate (come vi avrà detto anche lui, tu non ti devi separarti per me, ma per te stessa). Una cosa è sicura: se vi ama davvero arriverà da voi e la porta chiusa potrà solo convincerlo a fare presto perché vi ha fatto soffrire e aspettare troppo, e quindi deve darsi una mossa passando dalle parole ai fatti.
Contro: vivrete l’enorme paura di non avergli dato un’ultima chance (anche se è la quinta volta che gliela date) e di averlo perduto per un vostro errore e per non aver avuto abbastanza pazienza. Tutte balle: un uomo che vi ama non vi rinfaccerà mai i “non mi hai saputo aspettare” o “mi hai messo con le spalle al muro” perché di solito voi chiudete la porta perché lui vi ha tirato sceme, perché ha abusato della vostra pazienza fino a farvi ammattire e perché ha tradito le sue molteplici promesse oltre ogni accettabilità umana. Ricordatevelo quando vi processerete all’insegna del “forse sono io che pretendo troppo”. Ma non vi biasimo se per questa paura riaprirete la porta.

Detto questo parliamoci chiaro: so che siete innamorate e che certi discorsi servono a riflettere ma non sono sempre decisivi.

Molte di voi si rendono benissimo conto di cosa sarebbe giusto fare e cosa no. Semplicemente non riescono a farlo. Quando voi mi scrivete “lo so sono stupida ci sono ricascata” io non mi arrabbio e rispondo: non sei stupida, sei innamorata, è diverso. E tu sei disposta a tutto, lui no.

Mi arrabbio molto invece con le donne poco solidali che vi danno delle stupide solo perché non sono mai state nei vostri panni e fanno le moraliste con i sentimenti degli altri, salvo poi scoprire sulla propria pelle che innamorarsi di un uomo sposato succede, non è questione di scarsa autostima o moralità (senza contare l’esercito di falsi separati in casa che si rivela dopo mesi, quando ormai siete cotte).

L’esercito di donne intelligenti e di successo innamorate di uomini che promettono e non mantengono non sono la prova della “stupidità e amoralità”, sono la prova che i sogni e i sentimenti sinceri albergano soprattutto nel cuore delle donne.

Quindi, quando ritornerà, devi essere pronta. Anche a cedere per l’ennesima volta. Non sei debole, sei innamorata e non ancora pronta per archiviarlo, anche se il tuo cervello te lo suggerisce. Verrà il tempo, non biasimarti.

Perché solo nelle donne il cuore domina la mente, ed è un miracolo, non un limite. Sono convinto che è per questo che siete state scelte per essere madri.

Sincerely yours

Ps: un favore. Se vi accorgete che l’amore per lui è diventato una dipendenza, cioè trascende ogni vostro controllo, non aspettate a farvi aiutare da uno psicologo, psicoterapeuta o psichiatra. Fa davvero la differenza. E se volete scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

Il regalo parla per lui

 

Il regalo parla per lui
Il regalo parla per lui

 

Oggi le vostre mail, i vostri messaggi e commenti sul blog mi hanno fatto pensare ai regali, e quanto anche essi abbiamo un peso specifico come termometro della salute della coppia. Il regalo parla per lui. Perché i suoi regali davvero possono rivelare se vi ama e quanto.

Ancora una volta voglio analizzare lui, il vostro partner, secondo i parametri della mia epidemiologia di coppia, che si basa sul fatto che noi maschi ripetiamo all’infinito gesti simili con “facce” apparentemente diverse ma dai contenuti pressoché identici. Gesti con un significato chiaro, se analizzati con distacco e un disincantato sguardo al maschile, nonostante i giri di parole che gli uomini spesso usano per presentarvi la verità in una veste completamente diversa. 

E se un comportamento in situazioni simili si ripete 9 volte su 10, quello sarà il comportamento-significato più probabile nella maggioranza dei casi.

Insomma, anche un regalo può rivelare, nonostante le sue affermazioni e assicurazioni (l’uomo spreca i “ti amo” come la burocrazia la carta) che cosa pensa realmente di voi, che cosa realmente sente per voi.

Vediamolo, regalo per regalo

IL REGALO ZERO

Non posso regalarti nulla perché desterebbe i suoi sospetti. Il regalo zero è il regalo dell’amante uomo prudente al punto da non arrivare neanche a fare lo sforzo di regalarvi qualcosa che non sia sospetto, fosse anche una cassetta degli attrezzi. No lui non vuole farvi correre rischi (e soprattutto correrli lui) così niente profumi, gioielli, lingerie sexy certo, quindi niente. Eppure voi donne amanti un regalo lo avete fatto, coniugando attenzione a non destare sospetti con un significato per la vostra coppia segreta. Lui no. Troppo difficile. Troppo faticoso. Pensate a quando gli chiederete di decidere per voi o per lei. Il probabile risultato si vede già dal regalo: niente. 

IL REGALO PENSIERINO

Ti ho fatto un pensierino. Già il termine pensierino è terrificante, e ha la forza emotiva di quando un uomo, per fare un complimento a una bella signora, le dice “sei molto giovanile”… Il pensierino, come il giovanile, meriterebbero un immediato 2 di picche. Il pensierino implica uno sforzo di coinvolgimento vicino allo zero, ed è solo surclassato dal “non ti ho fatto niente perché non ho avuto tempo” oppure “mi sono dimenticato il tuo regalo”. L’uomo che vi fa un pensierino vi dimostra che siete sempre nei suoi pensierini.

IL REGALO RICICLATO

Quante di voi hanno ricevuto un dono sospetto? Ricordo una catenina d’oro che avrà fatto almeno tre giri di collo diversi. Perché alcuni uomini hanno il coraggio, finita una storia, di chiedere la restituzione dei regali. O se si sono comportati male siete voi a restituirli. Peccato che loro li riciclino senza fare una piega, senza nemmeno il buon gusto di far lucidare la catenina dal gioielliere. Una catenina che ha su di sé il dna di almeno due donne diverse. Lui ricicla i regali come ricicla le donne. Il riciclo è il regalo emblema del cacciatore seriale tirchio. Gioiello sì, ma ammortizzato nei costi almeno due volte.

IL REGALO POVERO

A caval donato non si guarderà in bocca, ma se il regalo è destinato a una donna un minimo sindacale ci deve essere. È il principio dell’uomo che non paga il ristorante: non è questione di tasche (se sei disoccupato lei capirà perché le offri la pizza e non l’aragosta), è questione di peso. Il peso che dai alla tua donna. Perché se le regali il portachiavi che ti hanno regalato al concessionario (occhio al marchietto) significa che la tua donna o non vale neanche la minima spesa o, peggio, che sei così tirchio che non vuoi nemmeno spendere un euro per lei. E chi è tirchio di tasca spesso lo è anche nei sentimenti. 

IL REGALO DA PRESA DI DISTANZA

Tu non sei abbastanza importante. Anzi, tu hai un ruolo nella mia vita ben definito e circoscritto. Sei la mia amante ma non ti montare la testa: io mia moglie non la lascio. Stiamo insieme ma sei una delle tante, o comunque non sei al primo posto: prima la mamma, il calcio, gli amici. Ecco perché ti regalo qualcosa che potrei regalare a mia zia, non alla mia donna. Il fermaporte di ottone non esprime molto amore.

IL REGALO TFR

Trattamento di fine rapporto. O, se va bene, il suo regalo, eccessivo nel prezzo, può significare che lui dà un prezzo anche al vostro rapporto. E lo vuole sottolineare con la marca e il valore quotato in borsa. Certo, se quelle scarpe le volevate da sempre è un altro paio di maniche, ma occhio se lui rimarca in modo anomalo (non lo aveva mai fatto) o eccessivo (cara, mi è costato un occhio della testa, della serie adesso ti mostro lo scontrino) il valore di una cosa. Certi uomini tendono a comprare, e una cosa comprata oggi ha un valore, ma domani potrebbe già valere metà. Conosco coppie dove ieri è arrivato il regalo bellissimo, addirittura eccessivo, e domani non erano più insieme. Ma come, gli regali la borsa da urca quanti euro e poi sparisci? Qualche volta si chiama tfr, certi uomini si lavano la coscienza così. Dando un prezzo a tutto. Ho detto prezzo, non valore.

IL REGALO CONDIVISO

Chi non ama le sorprese! Io. Ma a parte questa nota personale ritengo che il regalo che esprime più amore sia quello condiviso. Portarla a fare shopping è spesso già un regalo. L’uomo che ammira la propria donna mentre indossa quell’abito sexy che è l’aperitivo del piacere di toglierglielo, che gode nel vedere come calza e porta con stile quel tacco vertiginoso è un uomo che ammira la propria donna, che la desidera anche in un negozio. Non ci sarà il pacchetto, non ci sarà la sorpresa ma che bello vedere lei che sfila e dire: te li prendo tutti e due, ti stanno troppo bene e non saprei scegliere. E perché scegliere, dopo che magari le hai rubato un bacio in camerino? I regali comprati mano nella mano secondo me sono quelli che hanno il peso specifico della condivisione, tempo speso insieme compreso. Gli uomini che non “sprecano” tempo a fare shopping con voi non vi danno tempo. E non è vero che lo shopping è una cosa da donne… 

IL REGALO DA MANTENUTO

Lui ti ha regalato una cosa anche carina ma dal budget contenuto (ha fatto bene i suoi calcoli), però accetta da te un regalo costoso. A te i guanti di lana che hai sempre freddo (che premuroso!), a lui va benissimo l’ultimo costoso gioiello tecnologico. Lo hai fatto felice, ma lui non ricambia. Per carità, il prezzo non dovrebbe fare il regalo, ma se inviti della gente a casa tua e questi non ricambiano mai (per chi non  cucina esistono i ristoranti) alla terza volta te ne accorgerai. Ho racconti di uomini che astutamente indicano, facendo finta di niente, quello che vogliono che gli compriate. Che bello quel giaccone, peccato costi troppo… ci sono davvero uomini senza vergogna, che non guardano al Vostro portafoglio, ma nel loro ci vedono benissimo. Non confondeteli con i tirchi: i tirchi non danno ma non accettano per non sentirsi obbligati a dare. I furboni incassano e basta. 

IL REGALO SEXY

Tutti i lui nella fase passionale vi regaleranno prima o poi dall’intimo sexy al vibratore a 4 ruote motrici, dipende solo dalla loro voglia e da quanto siete propense a certi giochi. Le consegne a domicilio pacco anonimo, poi, hanno sdoganato persino i più timidi che, se voi non avete messo dei paletti precisi, possono avventurarsi nell’oggettistica più libidinosa. Il sesso, lo dico sempre, è il muro portante della coppia e quindi il regalo hot ci sta bene. A meno che non sia monotematico, ripetitivo, ossessivo. Il gioco a due non deve diventare il gioco di uno. Occhio quindi al regalo sexy troppo ripetuto: deve essere una proposta, non un’imposizione. Deve essere un regalo fra i regali, perché se è vero che la passione e la voglia di esplorare dominano le coppie più calde e funzionanti, la vostra colonna sonora non può sempre e solo essere il ronzio dell’amico con le pile. Anche perché il regalo sexy può dimostrare il suo egoismo. A lui piace quello e solo quello, quindi si fa quello e il “regalo suggerimenti” è sempre più o meno quello. Nel sesso tutto è lecito se condiviso. Il confine è il non gradimento dell’altro. Altrimenti dal sexy si passa al disagio tollerato per lui. Amiche, non fatevi andare bene nulla che non vi piaccia veramente anche a letto. 

IL REGALO DIMENTICATO

Uno dei sintomi più gravi di malessere della coppia è quando lui si dimentica di farvi il regalo per un anniversario importante. Il giorno in cui vi siete baciati la prima volta non cade tutti i mesi, dovrebbe essere indimenticabile. E se si dimentica vuol dire che c’è qualcosa che non va, e spesso la prova che lo si è dimenticato è l’assenza del regalo, o il regalo dell’ultimo momento, come i fiori (li amo ma mi viene sempre in mente il marito che dopo la scappatella torna a casa con i fiori) o peggio “ti porto al ristorante” e il ristorante è un regalo soprattutto per lui, da sempre buona forchetta. No, dimenticarsi il regalo è grave. Più grave è solo il pensierino o il regalo per la zia.  

 

AGGIUNTI DA VOI

I vostri preziosi commenti hanno aggiunto 3 tipi di regalo:

IL REGALO INSULTO

Quello che per scelta è inaccettabile. A una di voi è stato regalato un estintore da condominio non ricaricabile. Di peggio c’e Solo un riciclo di una cosa della moglie.

IL REGALO OBOLO o PAGHETTA

C’e chi fra voi ha ricevuto una busta di soldi (pochi, ha specificato). La paghetta ha qualcosa di triste che va al di là dell’insultante. Se questi sono uomini…

IL REGALO DIMMI COSA VUOI

Dimmi cosa vuoi che te lo compro. Apparentemente un gesto di generosità (voglio una villa al mare), in realtà denota lo sforzo zero di un uomo che già vi considera un onere. Da punire con un’ultima cena dove ordinerete caviale tartufo aragosta e champagne per una spesa non inferiore si mille euro.

 

Un diamante sarà per sempre, ma occhio a quelli di vetro.

Sincerely yours 

Contatti: anpellizzari@icloud.com

Quando è con lei sparisce

 

Il tempo passa e tu sei sola
Il tempo passa e tu sei sola

 

Gli amanti che spariscono quando stanno in famiglia non agiscono così solo per una questione di opportunità.

Il fatto di non farsi vivi nemmeno un minuto, neppure con un messaggio, tradisce un loro sentire profondo, che è quello di non rischiare neanche il minimo quando sono con lei o con lui.

 

E se non rischiano per un messaggio, di certo non si separeranno per voi

 

sincerely yours

Www.alessandropellizzari.com

Contatti: anpellizzari@cloud.com

Natale da amanti: ma anche lui soffre?

Un altro Batsle da amanti
Un altro Natale da amanti

 

Care amanti lettrici, mi avete chiesto: ma adesso che lui deve stare in famiglia per le feste comandate, anche lui soffre come voi l’impossibilità di vedersi?

 

Se è davvero innamorato certo che soffre, ma succede i primi mesi di amantato.

 

Dopo l’anno e tante promesse rimandate lui sta sostanzialmente bene in famiglia, si gode la serenità di quello che ha, fossero anche solo i figli o la parte che gli piace della routine.

Farà sesso con la moglie, perché ricordatevi che il clima natalizio aiuta anche a letto nonostante la frequenza da matrimonio asfittico. Ricordate anche che 9 uomini si 10 mentono quando dicono che non hanno rapporti con la moglie, e quelli che dicono che “lo devono fare” dimenticano che l’erezione è sempre un sentimento sincero.

Se non è più innamorato di voi o meglio dice di esserlo ma sa già dentro di sé che non lascerà mai la moglie in questo periodo cercherà di tenervi con messaggi e telefonate strappalacrime che gli costano poco e tengono caldo il vostro letto per il post feste, quando avrà voglia di fare del vero sesso  

non voletemene, non sono il grinch ma questa è spesso la cruda realtà del Natale da amanti

diffido soprattutto di quegli uomini che piangono tanto, che si strappano i capelli perché non possono stare con voi, che si struggono d’amore per voi a parole e che poi è il secondo, terzo, quarto Natale che vi fanno passare così.

voi lo passate così perché lui ha la sua famiglia. Anche voi forse ne avete una, ma una donna quando sceglie un uomo può rimanere una brava mamma, addirittura un’amica per il marito ma non sarà più moglie. Questa è la grande differenza fra uomini e donne impegnati con l’amante.

Care amiche, vi auguro che questo sia l’ultimo Natale d’attesa e di lacrime. Spero che il 2019 vi porti o lui finalmente libero o nuove certezze su di voi e cosa volete fare

Buon prossimo (non questo) Natale

Sincerely yours

contatti: anpellizzari@icloud.com