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Che tipo di libro è la Matematica del cuore?

Che tipo di libro è la Matematica del cuore 💖?

Rispondo in questa video intervista alla domanda della mia Rebecca.

La matematica del cuore è un dialogo fra me ed Eliselle, l’altra autrice, ma è anche un manuale che dà risposte e soluzioni. Scoprite perché e…

… vi aspetto in libreria dal 21 novembre (oppure online) e alla presentazione a Milano il 27 novembre alle 18,30 alla Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele

 

sincerely yours

 

Com’è nata La matematica del cuore

Com’è nata La matematica del cuore, il mio nuovo libro che trovate già online e in libreria dal 21 novembre?

Ve lo racconto in questo video, intervistato da una giornalista in erba d’eccezione, mia figlia Rebecca (10 anni…).

sincerely yours

 

 

 

Apro con voi il mio libro la Matematica del cuore

Care amiche lettrici e amici lettori, condivido con voi l’arrivo delle prime copie del mio libro La matematica del cuore. Emozionato e felice con Rebecca, mia figlia, che mi fa da regia di questo video. Buona visione e… ci vediamo in libreria dal 21 novembre!

sincerely yours

 

Il video lo trovate qui

Overposting: quando la moglie esagera con le foto

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Perché la moglie di lui ha iniziato a postare tutte quelle foto di coppia sui social?

Se lo chiedono gli amici sui social, che assistono più o meno accondiscendenti (c’è chi si spertica in like e “che belli!” e chi sbuffa pensando “basta”) a veri e propri fenomeni di overposting, come chiamano gli inglesi l’eccesso di postare foto con lei o lui che immortalano e condividono urbi et orbi anche la forfora del partner.

Se lo chiedono, almeno sul mio blog, soprattutto le ex o in crisi con lui, amanti o meno che siano, e che assistono alla kermesse con la moglie riesumata o la nuova di turno. E che, in modo ironico, qualificano questo fenomeno come una parodia triste della famosa pubblicità col mulino.

Vi dico come la penso.

Innanzitutto conosco coppie felici e senza problemi che non solo postano foto di coppia, ma hanno addirittura la foto in coppia nello status della chat. Sono coppie felici che funzionano senza ombra di dubbio, e non hanno scheletri nell’armadio.

Poi ci sono coppie (tante) in crisi conclamata (e dove spesso c’è anche una storia clandestina in atto) che postano molte foto gaudenti insieme, hanno gli status delle chat con queste foto e addirittura il profilo social in comune (ma qui siamo nei casi estremi).

Che cosa differenzia i felici dai finti felici? L’overposting e la contingenza temporale dell’apparizione delle foto.

La coppia felice ha sempre postato foto di famiglia, e lo fa in modo frequente ma non ossessivo. Compleanni, qualche festa, un viaggio, un ristorante particolarmente bello con cena a lume di candela, anniversari, l’immancabile Natale. Non è overposting ossessivo, è postare in modo frequente. Qui, semmai dovessimo fare una critica, a volte lo scopo recondito della foto non è tanto il dimostrare che “lui è mio siamo felicissimi facciamo tutto insieme anche la pipì tu stai lontana bastarda” ma il “schiuma che siamo alle Maldive e tu no, guarda che mangio l’aragosta, ho comprato il bolide nuovo”. Roba da arricchiti che mi fa un po’ pena ma si sa, l’Italia era un paese fondato sul lavoro e oggi è spesso fondato sull’invidia (o forse lo era da tempo). Però la coppia in oggetto, sbruffona o no, è effettivamente felice. Lo prova anche il fatto che questa mania di divulgare le foto è una consuetudine inveterata, non una novità apparsa all’improvviso dopo decenni di matrimonio. Altro indizio di felicità: le foto non sono solo e ossessivamente io e lui io e lei e poi io e lui. Ci sono i figli, il cane, la famiglia. Un mix di felicità.

La lei infelice, o quella in crisi o timorosa di perdere il partner, o perché la crisi è ormai evidente e dichiarata, o perché sospetta che ci sia un’altra, o perché ha scoperto che c’è o c’era un’altra (non a caso il fenomeno dell’overposting è più evidente in quest’ultimo caso) reagisce postando foto in modo quasi compulsivo, con caratteristiche che spesso si ripetono, come insegna non solo la mia epidemiologia di coppia, ma anche la scienza.

Una ricerca pubblicata sul Personality and social Psychology bullettin dice infatti che una visibilità relazionale con tante foto e post di coppia o del proprio partner può essere sintomo di insicurezza nel rapporto, condizione che, overpostando, si vuol celare al mondo, dando l’impressione contraria.

Quali sono allora gli indizi che possono far pensare che tutta quella felicità di coppia suggerisca esattamente il contrario?

1. La frequenza. Non vengono immortalate solo le feste canoniche o qualche momento piacevole come fanno le coppie felici, ma tutto, anche lui che si soffia il naso o loro mentre svuotano l’armadio per le pulizie di Pasqua, lui che beve un pregiato e rarissimo bicchiere d’acqua e loro che fanno la spesa spingendo il carrello insieme pronunciando smile perché il sorriso non venga troppo ghigno.
2. Il numero di foto. Tutti i giorni o quasi, più volte al giorno. L’overposting è una vera rottura di coglioni non solo per l’eventuale amante, ma anche per il migliore amico che all’ennesima notifica di foto dove i due si pettinano pronuncia ad alta voce un bel esticazzi e schiaccia consunto il bottone annulla notifiche o non seguire più. Ah, naturalmente alle feste comandate e i veri eventi dove tutte le persone normali postano qualcosa lo sforzo e la produzione si raddoppia. Tre alberi di Natale contro uno. E chi sbuca al posto della stella? Chi ci sta al posto di Giuseppe e Maria nel presepe? Ma loro e le loro faccione sorridenti, c’è da chiederlo?
3. I protagonisti. Chi c’è sempre nelle foto? Lui. Lei. Lui e lei. Lei e lui. In ogni posizione non del kamasutra (se potessero postare anche quelle lo farebbero) ma della sua versione divulgabile. E se ci sono amici? La versione più frequente è quella dell’ultima cena di Leonardo, con Gesù al centro interpretato a turno da lui e da lei e Tommaso con il solito dito del non ci credo voglio le prove fotografiche. Ma anche se ci sono altri sono la cornice, la scusa per postare la settecentesima volta, non il quadro.
4. Marco il territorio. L’overposting serve anche a marcare il territorio. Ogni foto dice lui è mio. Se sei quella con la quale lui ha fatto il pirla in chat statti lontana, ti vedo e ti marco. Se sei quell’amica degli amici che gli mette i like e sotto sotto lo ha notato che è un bell’uomo la foto dovrà avere l’effetto di una sbarra calata con guardia armata. Se sei l’amante scoperta o presunta ti dimostro che lui preferisce me, vive per me, sei stata solo un errore, una sbandata, un film non a lieto fine per te sono io la titolare come lo sono sempre stata. Ho vinto io lo si vede anche dalle gestualità nelle foto, dai sorrisi, dalle pose.
5. La tempistica. Da quando è iniziato questo bombardamento mediatico? E com’era prima il trend delle foto postate? Chi maschera insicurezza e infelicità dietro un profilo social di coppia felice inizia l’overposting da un evento preciso. Lui ha fatto outing (palesando la crisi ma quasi mai l’esistenza di un’altra, anche perché non sempre c’è) e lei ha detto riproviamoci e magari è iniziata una terapia di coppia. Oppure lei ha scoperto lui e dopo le scenate di rito i due hanno deciso di liquidare l’amante e si sono ripromessi amore eterno. Oppure lei sospetta e quindi inizia a marcare pesantemente il territorio. Da quel momento è overposting, prima non era così. E si nota.
6. Quando lui dorme fuori. Ogni dormita fuori in trasferta o per lavoro di lui per lei potrebbe essere a rischio fuoripista. Questo timore, oltre a triplicare le telefonate giornaliere, triplica anche le foto di coppia. Che lanciano così un duplice messaggio: da una parte quello che dice io sono la titolare, ci sono anche se lui è distante e vigilo, ti sto marcando e guardando e guai a te se non metti cuoricino like e commentino lezioso. Se non lo fai ti chiamo subito così mi mandi una foto col quotidiano del giorno in mano e sfondo del luogo tipo prova in vita della vittima di un rapimento. Secondo messaggio all’altra che sottende il sottile godimento di sapere che effetto farà tutto quel mettere foto sull’amante: dalla crisi di nervi alla litigata, altro che piacevole trasferta. Si chiama tecnica fotografica di rompere le uova nel paniere dell’altra.
7. Le tette. Una quota dell’overposting sarà personale. E le foto saranno tutte della serie guarda quanto sono bella e avvenente e ancora desiderabile per lui. Della serie: cara amante mica ci sei solo tu nella competizione in camera da letto, non hai idea di quante volte e come lo facciamo. Altro che casalinga in pantofole! Il risultato è assicurato, anche perché il 90% degli uomini assicura all’amante che con lei non scopa da anni e non fa nulla per farsi piacere.

Ecco spiegato, anche alle amanti, perché lei posta così tanto.

E lui, perché si presta a questa farsa? Molti di quelli che vengono scoperti si tramutano nel giro di minuti, secondo più secondo meno, in zerbini rinnegando la povera amante, quella che fino a ieri amavano più di tutto al mondo e che non potrei vivere senza di te, e non è raro che lascino che la moglie scotenni a parole la malcapitata dimenticandosi che il povero lui non è una vittima di una maga circe ma un ex (da pochi minuti) amante sicuramente consenziente e spesso molto mandrillo. Nel contratto dello zerbino, che di solito si intitola Adesso fai tutto quello che ti dico io sennò ti rovino, c’è anche la clausola vessatoria di prestarsi alla realizzazione di book fotografici per la durata minima di sei mesi, tempo nel quale, in media, l’overposting da tradimento inizia a quietarsi.

Se lui invece non è stato scoperto ma l’allarme della moglie è scattato lui resetta i suoi bollori e, per non alimentare ulteriori sospetti, acconsente non solo a fare da modello, ma di solito mette in castigo l’amante con calo della frequenza fisica. A nulla varranno le proteste di quest’ultima che non potrà non notare la miriade di nuove foto da piccioncini dei coniugi: verrà liquidata con lo sai che lei ha la mania delle foto io devo accontentarla devo fare finta a me non me ne frega niente Porta pazienza ci sentiamo domani e ci vediamo forse settimana prossima ora scusami devo tornare sul set che il fotografo e l’art director mi aspettano. Il ricatto sarà: Se acconsento alle foto non la faccio arrabbiare e noi ci vediamo di più.

Più difficile per lui giustificare un improvviso fiorire di foto da amorevoli coniugi se all’amante ha propinato la diffusissima storia di letti separati, serate passate silenti davanti alla tv o addormentati sul divano e colloqui limitati alle bollette del gas. Ma due praticamente separati in casa non fanno foto da piccionicini felici.

Insomma care amanti badate bene: chi si presta alla pantomima delle foto potrà assicurarvi che vi ama, ma non è già stato neanche in grado di dire a lei basta foto (un conto sono quelle della comunione del figlio un conto quelle a cavallo del cammello abbracciati) ma è disposto a certe falsità e pantomime pubbliche. Gran brutto segno per voi. E “lo faccio solo per lei, abbi pazienza” non mi convince per niente, minimizzare la cosa non è rassicurante per nessuno, puzza di furbo e di cialtrone, soprattutto se è overposting, e non una tantum. Cosa farà uno che non sa dire no alla commedia sui social quando gli chiederete di mollare la moglie? Farà una foto ricordo?

L’amore non si prova sui social, si prova a casa e in camera da letto.

Sincerely yours

 

foto Pixabay

Amore sul posto di lavoro

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Fare l’amore sul posto di lavoro è rischioso?

La risposta sembrerebbe essere sì a giudicare dalla notizia di settimana scorsa che riguarda un alto dirigente di Macdonald che, avendo una relazione con una dipendente, si è dimesso in quanto, riferiscono le agenzie di stampa, avrebbe violato il codice etico dell’azienda. Che lei fosse consenziente non ha fatto differenza.

Ma a prescindere dalle regole aziendali e dai rapporti fra capo e collaboratori, particolarmente delicati (e qui non voglio entrare nel capitolo molestie o simili, rimango sulle relazioni normali) in realtà l’amore sul posto di lavoro è sempre stato “pericoloso” quanto diffuso.

Tantissimi amori nascono sul posto dove passiamo più ore e dove abbiamo la possibilità di conoscere persone diverse, ma anche di apprezzarle in modo sottile e graduale.

Un conto è infatti “conoscere” una persona in un locale, a una festa o su facebook, un conto è frequentare “obbligatoriamente” un collega.

Questo “obbligo” ha l’innegabile vantaggio che prima che uno dei due faccia il passo, il tempo condiviso insieme rappresenterà una specie di preliminare più o meno lungo dove ti puoi accorgere di pregi e difetti dell’altro, puoi fare test, vivere un crescendo di confidenza, stima ed empatia. Dalle riunioni ai caffè. Tutti elementi propedeutici all’amore o che, almeno, favoriscono una storia.

Dunque il posto di lavoro è un ottimo sito di incontri, ma è anche “pericoloso”.

Non solo perché il capo che invita a cena rischia poi di avere dei problemi, o chi accetta l’invito di esporsi ad avances non gradite (non sono del partito “ma allora non ci dovevi uscire”: rivendico il diritto di chiunque di accettare un invito senza essere o sentirsi obbligato a fare qualcosa di diverso che mangiare e chiacchierare)…

Il problema sta quando la storia finisce, soprattutto se finisce male.

Allora, tutti i vantaggi del più popolare sito di incontri diventeranno effetti collaterali.

Il tempo passato insieme per lavoro, i rapporti gerarchici, il doversi vedere comunque, se la storia si è chiusa male per almeno uno dei due, diventa un problema. Soprattutto se la professionalità non subentra gestendo al meglio i momenti delicati e i tentativi, sempre possibili, di recuperare il rapporto.

Allora, il famoso caffè che vi ha permesso di essere da soli per la prima volta e di far crescere il rapporto diventerà un’occasione temuta e da evitare. Le riunioni non saranno più un gioco sottile ed erotico di scambio di sguardi ma una pena da scontare rimanendo nella stessa stanza per ore con la persona che ti ha lasciato, e che magari ora detesti.

Dunque il buonsenso consiglierebbe di non andare a caccia all’interno del perimetro aziendale, mai. Le storie finiscono, e un conto è gestire il dopo ognuno a casa sua, un conto è farlo scrivania contro scrivania o nella stanza accanto. Non parliamo degli open space.

Questa la voce della razionalità.

La voce dell’amore invece mi dice esattamente il contrario.

 

La voce dell’amore mi dice che hanno ragione. Il mondo è già pieno zeppo di regole, ci manca solo che se ne aggiungano altre che regolino con chi e dove dobbiamo costruire una storia e siamo davvero alla frutta.

L’amore è semplice e spontaneo, e sa anche rischiare. Se Cupido, ogni volta che ci fa incontrare, si mettesse a fare i conti su come potrebbe andare a finire non nascerebbe nessuna storia. L’amore sa rischiare.

 

Dunque, tenuto conto di tutti i pro e contro dell’amore sul lavoro, se incontriamo quella che sembra la persona giusta e siamo ricambiati al diavolo i timori, se il rischio è solo quello di avere una storia che poi finisce proprio lì.

Chi fotte sul lavoro si fotte, diceva un mio amico con una certa “eleganza”: poi ha trovato la compagna sul lavoro. Mai dire mai.

Ci sono solo due casi nei quali l’amore sul lavoro è una iattura da evitare a ogni costo: se espone al licenziamento (mangiare è un bene primario) o se lui è sposato.

Lo dico per le single, ma anche per quelle donne sposate con il matrimonio in crisi e che decidono di farsi una scappatella, e che vedono nel fatto che il collega sia sposato una garanzia di non ingerenza nel menage ufficiale, e magari una grande comodità in termini di tempo e di copertura delle balle da rifilare al coniuge (è tutto più facile no?).

Il problema non è la comodità o il “è successo”, in questi casi, il problema è sempre quando la storia finisce.

E le storie fra amanti finiscono otto volte su dieci, e di queste otto almeno la metà finisce malissimo, con lei lasciata ancora innamorata e lui che le aveva promesso una nuova vita insieme e un figlio e che il giorno dopo parla solo della cara moglie.

Credetemi, voi che avete un lui in ufficio che vi fa gli occhi dolci con la fede al dito: scappare a gambe levate e neanche iniziare, ma manco il caffè!

È successo, dicono molte di voi, ora in lacrime: ma se ci pensate bene, colpi di fulmine a parte (rarissimi) prima che succeda davvero c’è un crescendo di tempi e accadimenti che va fermato sul nascere, non al parcheggio del motel.

Voi non avete idea del prezzo che dovrete pagare se lui vi lascia o si fa lasciare, soprattutto se non è una persona corretta o che fa prevalere, almeno sul lavoro, la professionalità su quello che c’è stato.

Basta leggere i tanti commenti su questo blog e sulle storie iniziate e finite nell’ambiente di lavoro.

C’è di tutto. Uomini che vogliono continuare a farvi fare le amanti e rompono con scuse assurde ogni due per tre, uomini che reagiscono alla fine della storia criticando o denigrando il vostro lavoro davanti a tutti quando fino al giorno prima eravate Dio, mogli incazzate che piazzano scenate al posteggio davanti all’uscita dell’azienda o che vi aspettano sotto il portone, gente che si deve licenziare e trovare un altro lavoro (facile di questi tempi) o si fa spostare di sede o rinuncia alla carriera per fuggire dall’ex (che può essere anche donna, ma è meno frequente), scene indigeribili di lui che dopo aver chiuso con voi fa il marpione con la collega della sedia di fianco… Un calvario. Che dovete evitare.

Persino i coniugi che lavorano insieme da anni fatto fatica a non litigare, figuriamoci voi che siete ex, quale tensione dovrete passare. Se poi avete fatto la follia nella follia, e cioè avete accettato le lusinghe di un uomo che ha la moglie nella stessa azienda, la pena del dopo sarà “capitale”, soprattutto se lei vi scopre.

Infine, quasi tutte le storie di amanti finiscono con l’adozione da parte della donna del Codice del silenzio, il no contact forzato dopo che è diventato evidente che lui non lascerà la moglie e lei non intende fare l’amante a vita.

Già archiviarlo, non chiamarlo, non rispondere a messaggi (dal come stai a soffro senza di te) e telefonate è difficile se non lavorate insieme, figuriamoci se lui è il vostro dirimpettaio, ma anche se lavora al piano di sotto non è tanto meglio. Diventa impossibile o quasi, e ha un costo emotivo triplo, non doppio, soprattutto se lui non vi ignora (che fa comunque malissimo) e continua a fare il carino con la scusa di rimanere “in buoni rapporti”, mentre in realtà vuole solo che scopiate ancora con lui.

Insomma, gli amanti sul posto di lavoro sono quelli che soffrono di più, che pagano il prezzo più alto nel caso, molto frequente, di fallimento. In queste situazioni non posso cedere il passo all’amore.

Concludo augurando al signore che si è dovuto licenziare un nuovo lavoro e tanta felicità con la sua nuova compagna.

A voi single che vi incontrate in mensa o in riunione altrettanta felicità e un posto di lavoro solido a sufficienza per farvi costruire una famiglia.

E a te che stai fantasticando sul tipo affascinante, simpatico, gentile ma sposatissimo (certo, sicuramente in crisi, lo sono quasi tutti gli uomini sposati…), di volgere lo sguardo verso lidi non lontani, lontanissimi dalla sede della tua azienda.

Sincerely yours

foto da Pixabay

Per contatti: anpellizzari@icloud.com

La Matematica del cuore: presentazione a Milano

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Il 27 novembre alle ore 18,30, nella storica e bellissima Libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, presenterò in prima visione il mio libro La matematica del cuore.

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Con me ci sarà Eliselle, scrittrice e coautrice della Matematica del cuore, voce femminile di questo dialogo-manuale sulle relazioni amorose, e Manuela Porta, giornalista scrittrice che ci presenterà a voi.

Sarà l’occasione per conoscerci dal vivo, firmare le vostre copie, dedicarvi dei miei pensieri e rispondere alle vostre domande.

Per saperne di più vai su Eventi Mondadori 

Vi aspetto numerose e numerosi!

Sincerely yours

Ps

Trovate tutte le informazioni su questo evento e i prossimi su Facebook: basta cercare la pagina della Matematica del cuore e … già che ci siete mettete il vostro like, grazie!

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La matematica del cuore, il mio nuovo libro

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Ecco La matematica del cuore, il mio nuovo libro

Ci siamo finalmente! Ve lo avevo annunciato, molte lettrici lo aspettavano e ora posso dirvi, rivelarvi tutto: il mio nuovo libro si intitola La matematica del cuore e uscirà in tutte le librerie il 21 novembre 2019.

Non solo: vi aspetto per la presentazione e il firmacopie il 27 novembre alle 18,30 nella magnifica libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele a Milano.

 

La matematica del cuore, sottotitolo Riflessioni sulla vita di coppia, rappresenta per me il punto di arrivo di un viaggio che è partito cinque anni fa, con la nascita del mio blog alessandropellizzari.com.

Nato come esercizio tecnologico professionale (all’epoca inauguravo i social del mio giornale, Starbene) e divertissement di scrittura, da allora il blog è passato da poche migliaia di lettori ai 2 milioni odierni con quasi il doppio delle visite.

“Colpa” vostra, care lettrici. Io sul blog volevo scrivere di Venezia, la città della mia famiglia e dove sono cresciuto, di giornalismo e di sanità, di politica e massimi sistemi. E invece è diventato un blog sulla coppia.

Perché da quando, nel 2014, ho aperto il canale Superdonne, che doveva rispondere alla domanda “perché le mie amiche belle e intelligenti non riescono non dico a trovare l’uomo della loro vita, ma almeno un partner normale che duri più di qualche mese” apriti cielo, ho “dovuto” scrivere sempre di più, ormai quasi esclusivamente, di relazioni, di amanti, di amore.

Merito vostro, dicevo, e delle centinaia di migliaia di storie che mi raccontate, di commenti quotidiani, di messaggi personali.

Ed è dai vostri racconti che nasce La matematica del cuore. E dalle vostre domande. Una delle quali spiega perché La matematica del cuore è scritta insieme a Eliselle, al secolo Elisa Guidelli.

Eliselle è una scrittrice (di tanti libri), un cervello fine (è laureata in storia medievale: suo è il best seller Matilde di Canossa), una ragazza sagace e attenta alle dinamiche di coppia. Non a caso il suo blog, la faccia generica, è speculare per temi e toni al mio.

E non a caso il post in assoluto più letto del mio blog, Lui non mi scrive non mi telefona non mi risponde è stato scritto a quattro mani con lei.

Un successo di coppia scrivente che non potevamo non replicare quando abbiamo ideato insieme La matematica del cuore.

L’altra persona che vi voglio presentare è Manuela Porta. Manuela non è “solo” l’autrice della prefazione della Matematica del cuore, ma ne è anche il Mentor. Senza di lei il libro non sarebbe cresciuto e arrivato fin da voi. Ispiratrice, collega giornalista ma anche amica e confidente: quanti confronti io e lei sulle tematiche dell’amore! Avrete modo di conoscerla e apprezzarla alla presentazione del 27 novembre: sarà infatti lei (e chi meglio di lei) a condurre la serata.

Ma che cosa troverete in queste 366 pagine della Matematica del cuore?

Grandi classici del blog, come la pietra miliare della liaison con Elisa, ma anche il super letto Codice del silenzio e altri ancora. Tantissimi inediti, novità, regole e botta e risposta uomo-donna. “Vecchio” e nuovo vi accompagneranno attraverso le due sezioni del libro, una dedicata alla coppia in generale e una agli amanti, uno dei miei temi preferiti.

La Matematica del cuore è un botta e risposta fra me ed Eliselle su questi temi, ma non ci siamo limitati a dare le nostre prospettive, io commentatore dei diffusi malcostumi sentimentali maschili e lei vigile e concreta interprete dell’altra metà del cielo… Questo è anche un manuale che dà risposte, consigli, regole ispiratrici.

Perché quella che io definisco epidemiologia di coppia permette di costruire una vera e propria Matematica del cuore, dove l’uomo è la costante (visto la ripetitività dei suoi comportamenti) e la donna è la meravigliosa variabile.

Ecco perché possiamo dare quasi tutte le risposte ai “di lui” comportamenti, ecco perché è possibile prevedere l’andamento nel tempo e l’epilogo di molte storie.

Rileggendo il libro prima di dare il Si stampi, pur conoscendo a memoria i miei scritti e le risposte di Eliselle, mi sono divertito e ho riprovato certe emozioni, quelle che provo ogni volta che interagisco con voi, care lettrici e cari lettori.

Spero che La matematica del cuore vi emozioni e, soprattutto, vi aiuti, dandovi le risposte che cercate o, almeno, una nuova via in amore, una nuova road map verso la felicità e, spesso, la rinascita emotiva.

Ci leggiamo in libreria dal 21 novembre e ci vediamo alla presentazione del libro a Milano, il 27 novembre.

Sincerely yours

Uomini non all’altezza di amarvi

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Uomini non all’altezza di amarvi

Sei stato pesato. Sei stato misurato. E sei stato trovato mancante.

Questa frase viene ripetuta due volte Nel bellissimo film Il destino di un cavaliere interpretato dal compianto Heath Ledger e calza a pennello per il tema che voglio affrontare.

Il tema è: ci sono uomini che magari provano, anche per anni, un sentimento autentico per voi, ma che non sono alla vostra altezza e quindi vi lasciano, si fanno lasciare e scelgono la moglie, la famiglia, i figli, i soldi o tutto questo insieme.

Autentico sentimento dunque, ma non sufficiente.

Attenzione: parlo volutamente di “sentimento” e non di amore, anche se amore e ti amo sono i termini che spesso vi sarete sentite dire nel corso della storia con lui, come sei la donna della mia vita e non potrei vivere senza di te.

L’amore con la A maiuscola non sceglie la convenienza, sceglie l’Amore, cioè voi. E questa non è la scelta di chi non sta più bene nel suo matrimonio ma decide di rimanerci nonostante l'”amore” per voi.

Detto questo, riconosco che al netto dei tanti uomini (la maggioranza) che dichiarano amore eterno all’amante perché sono seriali, cialtroni, bugiardi o entusiasti salvo buon fine (di solito la scoperta del tradimento, che li vede tornare strisciando e immediatamente dalla moglie) ci sono anche quelli che provano e hanno provato un sentimento, anche forte per voi.

Magari vi hanno raccontato qualche bugia che considerano bianca (per il vostro bene e autoassolvendosi, mica ti posso dire che scopo mia moglie ogni sabato e festa comandata). Magari hanno esagerato in qualche promessa e fatto voli pindarici, nascondendo sotto il tappeto della loro coscienza quel senso di disagio provato mentre vi decantavano amore e dettato dal saper già come potrebbe andare veramente a finire (via via i brutti pensieri, ci penseremo a tempo debito, intanto facciamo l’amore!). Ma il sentimento, per quanto minore  rispetto al vero Amore (ma travestito da vero Amore) era autentico.

Autentico, ma non sufficiente però per scegliervi.

Io mi immagino questi uomini come dei maratoneti con buone potenzialità di vincere e arrivare sul podio (voi).

Quando vi incontrano, voi stesse ne riconoscete le qualità e le potenzialità: per questo vi innamorate e loro si “innamorano” di voi, il loro nuovo coach, destinato a sostituire l’allenatore precedente (la moglie), non più in grado di farli vincere e fargli provare le emozioni della gara e dell’amore a livello agonistico.

Scocca così la liaison fra coach e atleta. Per molti mesi, a volte più di un anno l’allenamento procede bene, dà gioia condivisa, si vincono piccole e grandi gare, e sembra tutto procedere per il meglio verso il traguardo finale, l’oro alle Olimpiadi, la separazione e la nascita di una coppia felice.

E invece… lui, spesso a pochi metri dal traguardo, mentre voi lo aspettate dietro la linea dell’arrivo sorridenti e speranzose, si ferma e se ne va.

Spesso torna indietro dal vecchio allenatore, che ha scoperto che lui “se la fa” con un coach nuovo, più giovane, più bello, più stimolante. E così torna alla vita precedente, pur sapendo che gli consentirà di fare solo gare minori e di vincere medaglie al massimo di bronzo.

Perché fanno così? Perché, nonostante le potenzialità, non sono stati alla vostra altezza.

È il motivo per cui vedo tante donne belle, intelligenti e di successo, madri e lavoratrici favolose, innamorarsi di uomini che sembrano essere vincenti in amore, ma non lo sono.

È come assumere un candidato che ha un cv di tutto rispetto, e quando ha il contratto a tempo indeterminato poi scopri che in realtà non sapeva l’inglese così bene, non sapeva fare questo e quello. Un bidone. Oppure, pur centrando le vostre aspettative, appena la sua “azienda” precedente si fa viva, si licenzia da voi e torna indietro.

Io vedo donne sul podio dell’amore che cercano di farci salire gli amanti per farli assurgere al grande ruolo di nuovo compagno di vita e che non solo li vedono scappare all’ultimo momento, ma spesso vengono fatte cadere rovinosamente a terra proprio dal loro “cavaliere”.

Questi uomini sono stati pesati, sono stati misurati e, alla fine, sono stati trovati mancanti.

Questo forse dovrebbe un po’ consolarvi: non siete state delle stupide e delle allocche in balia di un seriale o di un cialtrone questa volta, lui poteva farcela, ma non aveva la stoffa del campione. E chi arriva secondo è il primo degli ultimi.

Forse vi potrà consolare anche il fatto che questi uomini hanno tutti matrimoni decotti che non lasciano per motivi di convenienza, oltre che per il fatto che non hanno la stoffa per vivere con voi, per scegliervi definitivamente.

Ma quando tornano a casa non è che tutto riparte ed è risolto. Il matrimonio rimane in piedi come azienda ma rimane fallimentare come rapporto di coppia. Salvo miracoli e vere ricostruzioni.

Il vecchio allenatore dunque vince, ma è spesso una vittoria di Pirro, perché sarà spesso Inevitabile che lui cerchi quello che gli manca tornando da voi ex amante o cercandolo in una nuova. È solo questione di tempo

Ma se e quando tornerà ricordatevi: lo avete già pesato, lo avete già misurato e lo avete trovato mancante. Non si dà una seconda chance a un brocco.

E se non torna meglio per voi: non sposare chi non è all’altezza di fare la maratona della nuova vita con voi è una fortuna, credetemi.

 

Certo, si soffre per quello che poteva essere, ma cercatevi un nuovo, vero campione. Alla vostra altezza. E senza mai smettere di pesare e di misurare.

 

Sincerely yours

 

 

Foto Pixabay

Non diventare la sua discarica emotiva

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Non diventare la sua discarica emotiva

Molti uomini cercano una donna per le solite ragioni ovvio, ma anche perché hanno bisogno di una psicologa gratis e disponibile a tutte le ore (anche in chat notturna), di un “contenitore” dove scaricare tutto il loro peso di stress e ansie. Hanno bisogno di una discarica emotiva.

È normale, direte voi, che una coppia condivida anche idee, problemi, ansie, speranze, sogni, incubi. Certo, ma gli uomini che vi usano come discariche emotive hanno una caratteristica: prendono e Non contraccambiano o, se lo fanno, è in maniera minima. Non c’è paragone fra quello che date voi in termini di ascolto e consiglio per qualità e quantità rispetto a quello che vi ritorna lui.

Vi riversano anche per ore e per giorni e per mesi e per anni (se glielo concedete) tutta la loro pattumiera psicologica, ma quando avete bisogno voi sono sfuggenti, hanno poca pazienza, sono minimalisti (ma sì vedrai che andrà tutto bene: parlano come quei dottori che genericamente ti dicono vada in vacanza si stressi di meno mangi bene dimagrisca faccia sport sia felice diventi ricca), parlano per un’ora loro e ascoltano voi distraendosi dopo 10 minuti, guardando il telefono o chiudendo il vostro discorso con una pacca sulla spalla.

No, non sono a corto di argomenti o poco psicologi, sono semplicemente poco disponibili. I vostri problemi spesso li annoiano, se poi sono i vostri problemi di coppia, quelli con lui, gli fracassano gli zebedei.

Spesso questi uomini vi mettono a parte anche di cose che dovrebbero evitare di condividere con voi.

I dettagli della vita con la moglie, anche nei minimi particolari. Certi arrivano a chiedervi anche consigli per il regalo alla moglie. Ho casi in cui lui ha condiviso con l’amante l’intenzione di sposarsi o di fare un figlio con la moglie, un dimostrazione mostruosa di egoismo all’ennesima potenza. Ho casi in cui lui vi parla dell’attrazione che prova per un’altra, chiedendovi di passarci sopra…

Non è condivisione e confidenza, è considerarvi nulla, è usarvi, è non pensare neanche per un secondo che certi discorsi su come hanno festeggiato il loro anniversario potrebbero ferirvi. Siete una discarica.

Lui non ci pensa alle vostre ferite, e se ci pensa per un secondo la chiude pensando: “digerirà anche questo, digerisce tutto”.

Voi per lui digerite tutto. Anche l’indigeribile. Come può amarvi un uomo che la pensa e si comporta così? Eppure voi vi fate bastare le briciole che vi dà, guardandole come se fossero i pranzi da regine dei primi mesi di amantato. Vivete di ricordi o di quello che potrebbe essere se fosse un miracolo.

C’è poi quello che vi sparla della moglie, parlando della madre dei suoi figli, quella che ha scelto di sposare e che gli è andata bene per decenni come di una cretina, di una donnetta, di un palo della luce a letto, di un’arida mantenuta e asessuata.

L’ho già scritto: questi sono fra i peggiori. Il matrimonio può essere in crisi da anni ma non sputi nel piatto dove hai mangiato e continui a mangiare. Non c’è bisogno di sputtanare le persone per compiacere l’amante o descrivere i motivi di una crisi, ammesso che siano veri, denigrando l’altra.

Chi sputa nel piatto dove mangia prima o poi lo farà anche nel vostro. Centinaia di questi uomini, una volta scoperti dalla moglie, vi descriveranno come insignificanti (dopo che vi hanno detto ti amo e magari voglio un figlio da te) o come delle ammaliatrici che li hanno soggiogati con sesso e filtri d’amore. La discarica allora diventerà fisica oltre che emotiva.

Molte di voi mi raccontano che lui, una volta che avete iniziato il Codice del silenzio perché eravate distrutte dai suoi comportamenti beceri, lo interrompe non per fare sesso, ma per ricominciare a riversare su di voi lavoro famiglia debiti Salute e tutte le menate della sua vita.

Siete la psicologa gratis, avete pure il suo archivio di rotture di palle con tutti i suoi file, da quelli del rapporto con sua madre alla fidanzata che lo ha lasciato facendolo soffrire tanto (proprio come lui sta facendo con voi adesso, ma questo è un dettaglio trascurabile per il nostro campione di altruismo e amore). Ecco perché torna.

Lui interrompe il vostro codice del silenzio, sapendo benissimo che vi procurerà una dolorosa interruzione del vostro faticosissimo percorso di distacco e rinascita con un bel “soffro troppo senza di te” oppure “ho bisogno di te”, con la recondita voglia di riscoparvi (questo desiderio c’è sempre, soprattutto dopo mesi che ha “riscoperto” che scopare con la moglie è terribilmente ripetitivo e noioso) ma, in ogni caso, con la voglia di mettervi al corrente di tutte le puntate precedenti della sua telenovela col capo che lo vessa o le fatture non pagate, perché come voi non lo capisce e non lo consiglia nessuno. Se proprio non volete ridargliela potete essere ancora il suo migliorissimo amico no?

Ecco spiegato perché interrompe il vostro silenzio: non è amore disinteressato o vera mancanza di voi come donna, è in cerca della sua discarica. E che non voglia scopare (ora, poi ci prova se vi rivedete, tranquille) non è una prova di disinteressato amore.

Usarvi come discarica emotiva è grave quanto usarvi per scopare.

Vuole farvi ulteriori promesse di futuri radiosi o richieste di più tempo in cambio di sesso ma anche di sedute di psicoterapia a sbafo.

Basta, basta scambiare le sue confidenze, le sue aperture per dimostrazioni di amore. Lui solo con me si è aperto totalmente, lui solo a me ha detto tutto… e tu cosa hai avuto e hai in cambio?

Quando la discarica è piena, l’uomo va a riciclare i suoi bisogni da un’altra parte. Fa pure la raccolta differenziata moglie e amante.

Quello che vi dice e quanto vi ascolta ha lo stesso peso specifico delle sue promesse mantenute e realizzate nei fatti. O quello delle bugie e dei bidoni che vi ha tirato.

Ricordatevene soprattutto quando vi ricontatta disperato e piangendo vi dice ho bisogno di te, ho bisogno di parlarti.

Sotto casa ha posteggiato il furgone della nettezza urbana. Carico. Solo per voi amatissime.

Sincerely yours

Per contatti anpellizzari@icloud.com

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Spiare il suo cellulare

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L’ultimo gossip corre sul web: a quanto pare Elisa Isoardi avrebbe confessato pubblicamente di controllare il cellulare di Matteo Salvini per gelosia.

Dunque anche i personaggi pubblici sono esseri umani e, come tantissimi, Elisa non ha resistito alla tentazione di controllare il telefono del fidanzato.

Tantissimi lo fanno, lo hanno fatto: basta leggere i commenti su questo blog, o il minisondaggio che ho fatto sulla pagina facebook dedicata alessandropellizzari.com.

Quasi tutti gli amanti che mi raccontano le loro storie sono stati beccati perché hanno lasciato incustodito il telefono, è apparso un messaggio inequivocabile al momento sbagliato o addirittura, i più “tecnologici” e con forte propensione a fare il detective, si sono impossessati della scatola “nera” inserendo localizzatori e sistemi di lettura dei messaggi da remoto.

Non è compito di questo blog approfondire gli aspetti legali di un fenomeno che, per quanto di massa e diffuso, può in certi casi configurare anche un illecito.

Detto questo torniamo al rapporto di coppia con verifica sul cellulare: molti lo hanno fatto, ma quanti lo farebbero?

Una buona quota di voi lettrici dice che non lo farebbe mai e che se ci sono dei sospetti va affrontata la persona chiedendogli spiegazioni e guardandola direttamente negli occhi, una risposta nobile, corretta, che condivido ma… alla prova dei fatti molte di voi non hanno resistito a guardare nel telefonino perché avevano visto una frequenza anomala dell’uso del cellulare, orari strani di chat e cancellazioni furtive e immediate se per caso apparivate dietro di lui in modo inaspettato.

Mi si potrebbe contestare che affrontare un uomo che desta sospetti e che ha qualcosa da nascondere sul telefono (e chi non ha segreti…) significa solo sentirsi dire un sacco di balle (mio padre, vecchia scuola maschilista, diceva: negare, negare sempre, negare anche di fronte l’evidenza) e metterlo in guardia con la conseguenza della sparizione di tutte le prove e la moltiplicazione non dei pani e dei pesci ma delle nuove password (che poi è una risposta eloquente già di per se stessa no?).

Non posso darvi torto: gli uomini che colgono la palla al balzo per dire la verità e ufficializzare una crisi di coppia sono pochi. La maggior parte nega a meno che le prove non siano schiaccianti: allora la maggior parte si genuflette di fronte alla moglie e defenestra in pochi minuti amantati che durano da anni, dove i ti amo si sprecavano come il coraggio di affrontare il coniuge sull’argomento.

Il problema è che la gelosia è uno dei motori dell’amore, e vive in equilibrio con la fiducia. Come ho già scritto, la gelosia è un termometro dell’amore. Parlo di gelosia normale, non patologica e fine a se stessa. Si può essere gelosi del proprio uomo senza fare scenate inutili o spiare: la fiducia è quella che spegne la gelosia quando lui esce con gli amici e fra voi va tutto bene.

Il problema è se non va tutto bene, se si fa meno sesso, se lui è più distante, se i momenti in comune stanno diventando routine. Allora certi comportamenti possono fare venire dei dubbi e allora è difficile resistere alla tentazione di aprire la scatola dei segreti, lo capisco.

Una tentazione fortissima, una sorta di prova del nove sulla sua fedeltà.

Il problema è che questa dimostrazione di mancanza di fiducia, soprattutto se fatta “a freddo”, cogliendo l’occasione quando non ci sono fondati sospetti che qualcosa non vada fra di voi, denuncia un’anomalia nella coppia che può portare molto lontani.

Molte di voi, nel sondaggio che ho fatto, affermano di aver spiato il cellulare del partner solo una volta, perché avevano dei dubbi. La maggior parte, purtroppo, ha avuto una conferma di questi dubbi, e la coppia si è rotta.

Ma altri, e non pochi, non hanno trovato nulla. O, peggio, hanno trovato messaggi a interpretazione aperta. Cosa vuol dire? Quante di voi ricevono messaggi da uomini che vi corteggiano più o meno apertamente? Tante. E non trovo che sia un delitto rispondere in modo cortese, ma anche compiaciuto: una corte garbata fa piacere a tutte, ma rispondere senza mandare a quel paese non significa accettare la corte o iniziare un tradimento, non esageriamo. E, meno di voi, anche noi uomini veniamo corteggiati. E se la cosa può fare piacere a voi figuriamoci come può sentirsi un uomo oggetto dei complimenti di una bella donna! Ma non è detto, soprattutto se siamo felici e innamorati, che questo significhi automaticamente provarci.

Dunque il rischio di trovare delle chat che non sono la pistola fumante ma lasciano a libera interpretazione è pericoloso e potenzialmente fuorviante. Ma anche non trovare nulla può esserlo.

La gelosia, se diventa cieca o schiaccia sotto il suo tallone la fiducia, ci fa vedere in una chat quello che altri non vedrebbero. Così frasi innocue o da corteggiamento light e fine a se stesso diventano prove di tradimento o voglia di tradire. E “non ho trovato nulla” diventa “impossibile non aver trovato nulla, lui ha cancellato tutto quindi qualcosa da nascondere c’era”.

In questi casi spiare il telefonino non è più da L’occasione fa la donna investigatore ma può diventare una vera e propria dipendenza. Si inizia una volta e non si finisce più.

Con conseguenze anche gravi nella vita di coppia, soprattutto se il tradimento non c’era. Mettetevi nei panni dell’altro, totalmente innocente o reo al massimo di aver risposto gentilmente a un complimento di una bella donna: scoprire che viene violata la sua privacy, che esiste un dubbio e una mancanza di fiducia può offendere profondamente e mettere il partner che ha violato il telefono non solo dalla parte del torto, ma in una luce negativa mai successa prima. Dubbi, fiducia, domande verranno allora a chi è stato sospettato. E queste vicende non si risolvono sempre con un “vabbè capisco sei stata gelosa”, possono portare anche a rotture o all’inizio di una crisi di coppia.

Spiare il telefono significa anche vivere male, soprattutto se l’investigazione non porta a nulla. Solo una minoranza si mette il cuore in pace e non ci riprova, e ancora meno usano questo momento di debolezza per affrontare il partner e dirgli: ho fatto una stupidaggine, ti ho guardato il telefono e ti chiedo perdono. Ma L’ho fatto perché ho visto questo, ho colto questo, trasformiamo il mio errore in un confronto che spazzi via tutte le nubi.

Commenta sul sondaggio un lettore:
Se senti il bisogno di spiare il telefonino vuol dire che c’è già qualcosa che non va. Non potrei mai stare con una persona che non mi ispira assoluta fiducia. La persona che sta al mio fianco deve farmi sentire sereno.

Commenta una lettrice:
Mai fatto…..nemmeno quando (scoperto poi dopo che era un dubbio giustificato) ho avuto dubbi. Ho preferito puntare sul cercare di capire perché le cose non andavano più bene tra noi. Se le cose non vanno nella coppia la “colpa” è di entrambi.

Anch’io la penso così ma sono indulgente con chi cade in tentazione: il dubbio è un tarlo che lavora anche nelle menti più equilibrate.

Dunque Parlarne subito è fondamentale. Soprattutto se si è caduti nella tentazione dello spionaggio.

Non è con il controllo che una coppia si spiega e supera i problemi, è con la trasparenza. E poi voi donne avete quel sesto senso che in un confronto con lui è meglio della lampada sugli occhi di un interrogatorio da vecchio film. Fidatevi di voi e di quello che sentite, non di quello che leggete.

E poi Essere sempre dalla parte della dignità e della ragione è un vantaggio inestimabile. Spiare vi fa passare dalla parte del torto, e l’unico modo per rimediare è confessarlo subito. Se lo scoprisse prima lui sarebbe grave. Se lui, dopo che ha scoperto la violazione del suo telefono lo blindasse, avrebbe solo ragione: siete state voi a violarlo. Convincetelo che non è necessario. Se ci credete, ovvio.

Sincerely yours

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Ecco La matematica del cuore, il mio nuovo libro

Ci siamo finalmente! Ve lo avevo annunciato, molte lettrici lo aspettavano e ora posso dirvi, rivelarvi tutto: il mio nuovo libro si intitola La matematica del cuore e uscirà in tutte le librerie il 21 novembre 2019.

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