Entusiasta o innamorato?

Un bravo attore si innamora sempre della protagonista. Poi il film finisce
Un bravo attore si innamora sempre della protagonista. Poi il film finisce

 

Molte di voi, alla fine di una storia, si chiedono: ma come ho fatto a innamorarmi di un uomo simile?

Che fosse sposato, separato, divorziato o single, alla fine della storia vi siete trovate con il grande interrogativo: come ho fatto a innamorarmi di lui.

Il quesito nasce spontaneo se dopo mesi, o anni nella peggiore delle ipotesi, quello che sembrava l’uomo più simpatico, empatico, intelligente della terra, l’uomo quasi perfetto (tranne qualche difettuccio che lì per lì avete messo da parte), così vicino alla perfezione da farvi innamorare, si rivela una fregatura.

Una fregatura perché si è rivelato  un bugiardo: non è vero che si stava separando, che era separato in casa, che avrebbe lasciato la moglie, che non aveva un’altra, che non stava rivedendo la sua ex…

Una fregatura perché l’uomo tutto verve, piacevolezza, sogno di vita insieme si è trasformato in un confuso, in un contenitore di sensi di colpa, in un freddo e distante estraneo. Da grande entusiasmo, spesso sottolineato dalle parole Ti amo, alla fine della storia avete avuto a che fare con un freddo calcolatore, un cinico illusionista, uno che non ha spesso neanche il coraggio di lasciarvi e per farsi lasciare vi ha trattato male, ma così male che era meglio un suo vaffa tutto e subito.

Già ma come ci siete cadute. Non siete stupide, vi siete innamorate. Ma prima di innamorarvi, che cosa ha fatto scattare la molla che vi ha portato al totale coinvolgimento?

Sì va beh, lui era bello e intrigante. O se non bello fascinoso e carismatico. Non basta. Lui era innamorato? No, lui diceva, fingeva, credeva (raramente) di essere innamorato, ma era solo entusiasta.

Lui era entusiasta, non era innamorato.

Cosa significa essere entusiasti? Il vocabolario dice che trattasi di persona disposta a perseguire motivi pratici con trasporto e dedizione, talvolta aliena da ogni necessaria considerazione realistica.

Conoscevo uno (che oggi non c’è più) che ogni donna che iniziava a corteggiare e che gli piaceva mi chiamava e mi diceva: Alessandro, sono innamorato! Ogni volta. Non una scampava al suo “innamoramento”. Dopo tanti anni di conoscenza, quando mi arrivava la fatidica telefonata di glorificazione di quella di turno ormai scoppiavamo a ridere, perché nemmeno lui riusciva più a crederci. Poi ridevamo ancora di più perché cercava di convincermi che questa era davvero la volta buona. Ma non ci credeva più nemmeno lui. Solo che mentre noi ce la ridevamo sui suoi molteplici amori di cartone dall’altra parte c’era una persona, una donna, che credeva di avere a che fare con l’uomo più innamorato del mondo.

Felice oggi, disperata domani, per la delusione e la beffa. Perché non c’è niente di peggio che toccare il paradiso dell’amore con un dito per poi cadere come un meteorite sulla terra a velocità della luce, facendosi male, molto male.

Perché gli entusiasti che si spacciano per innamorati agiscono e parlano come innamorati veri, ma alla prima prova del fuoco l’entusiasmo sparisce e siccome dietro non c’e Vero amore non rimane nulla se non la vostra delusione.

Ma torniamo all’inizio: come hai fatto, come ci sei cascata? Come hai fatto a non accorgerti della differenza fra un attore entusiasta dell’amore e un vero uomo innamorato?

Proviamo a spiegarlo, analizzando il modo di fare e di pensare di questi imbonitori di sentimenti.

Partiamo dall’entusiasmo. L’entusiasta è un vero professionista dell’entusiasmo, è cosi bravo a dimostrarvi il suo entusiasmo nel corteggiarvi, trattarvi bene, che quasi ci crede anche lui. Ma è solo un lampo: fa parte del divertimento della prima fase, quella dei primi incontri. Se è single, se è occupato la prima fase può durare a lungo, come vedremo.

Già perché l’entusiasta è un attore melodrammatico quando serve la lacrima e il sentimento col cuore in mano, è un mattatore quando deve condurvi, col suo carisma (in parte vero, in parte costruito), nel suo letto, è un grande comico quando deve farvi ridere e, lo sapete, far ridere una donna è il viatico ai suo favori.

Insomma, l’entusiasta segue con grande entusiasmo un copione che ha costruito negli anni, e che ormai è perfetto, funziona con tutte le tipologie di donne.

Non a caso, spesso, l’entusiasta è un cacciatore seriale di donne: ne gestisce con successo e cambia diverse ogni anno, non raramente anche in parallelo. Sta con te, corteggia l’altra. Sta con te, si scopa la moglie (che non tocca da anni, ti racconta con la faccia delusa e un po’ schifata) e si scopa pure un’altra. Oppure è lì che sfruguglia già fra le tue amiche di facebook, in cerca di una nuova avventura.

Ma come fa un uomo a comportarsi così, a sembrare il principe azzurro dei tuoi sogni per mesi, a volte anche di più, a sembrare innamorato davvero? Come ha fatto a convincerti?

Ripeto, non sei stupida. L’entusiasta si diverte a conquistare le donne così, è il suo modo di relazionarsi (diciamo così) all’altro sesso. Unisci entusiasmo, divertimento e una proprensione all’attore mancato e ne risulta un uomo che, oltre alle sue caratteristiche vere e naturali (magari è colto, simpatico, di successo nel lavoro), si comporta in modo irresistibile.

Questa è la fase uno, quella in cui l’entusiasta si presenta e ti corteggia con entusiasmo.

La fase due consiste nel farti innamorare. Lui ti vuole vedere coinvolta ed entusiasta pure tu, soprattuto a letto, perché altrimenti il suo entusiasmo si ammoscia. Ok, deve fare lui le capriole all’inizio, lo sa, è normale, ma ogni attore ha bisogno degli applausi per recitare bene e divertirsi (sopratutto a letto).

E poi lui in questa fase si diverte veramente a stare con te anche fuori dal letto, a raccontarti tutto (a te sembra tutto, lui ha molti segreti che purtroppo spesso scoprirai alla fine: non è raro, per esempio, che un separato sia sposatissimo…). Ma non è innamorato, sei solo una bella donna da esplorare, da convincere, da conquistare.

Quindi inizia a osare con entusiasmo: sei la prima donna importante per me, sei la più bella, sei incredibile, sei tutto, mi riempi la vita, non mi sono sentito mai così fino al fatidico ti amo, seguito da andiamo a fare tutti i weekend insieme, tutte le vacanze insieme, andiamo a vivere con tutto insieme.

Difficile non innamorarsi di un uomo che si dimostra così entusiasta nell’amarti, fa progetti, a letto è un tornado, ed è pure simpatico. Peccato che tu sia al cinema e che il film che guardi non durerà a lungo.

Perché l’entusiasta è anche un esagerato  in quello che fa, e se tu non dimostri dubbi o pesti il freno di fronte a certe promesse o sue visioni di coppia lui rompere gli argini. Ma gli entusiasti, oltre a raccontare un sacco di balle spesso credendoci (un bravo attore non fa l’Amleto, diventa Amleto), sono stelle comete, soprattutto se sono single. Bruciano benzina come una formula uno. E stare su una formula uno sarà entusiasmante anche per te, ma quello che vuoi tu spesso è una solida familiare che, per quanto lussuosa, ne macini tanti di km insieme, non si limiti a fare tot giri di pista a folle, per quanto inebriante velocità.Se è sposato, separando, separato in casa l’entusiasta durerà di più, ma quello dipende dal fattore disponibilità: il single può fare uno spettacolo per te anche tutti i giorni, lo sposato ogni tanto e raramente nei weekend e nelle feste comandate. In questo secondo caso non è che durate di più come coppia, è che il tempo si dilata giocoforza con la frequenza degli appuntamenti. Ecco perché l’entusiasta single dura in media 3-6 mesi e quello impegnato può tranquillamente superare l’anno.

Dicevo, la benzina brucia e l’entusiasmo cala, fino a sparire. È l’ultima fase. Quando mi dite “mi giurava amore fino a ieri” vi devo rispondere che l’entusiasmo è come la luce di una candela: basta un soffio di vento e si spegne di colpo.

Il single si accorge di un’altra, lo sposato si accorge che voi vi state attaccando troppo come amante e volete diventare quella ufficiale, la moglie lo scopre o è lì lì per scoprirlo o, banalmente, il gioco lo ha stufato, è stanco, la tournée teatrale è stata bella ma lunga, spossante, e lui ha voglia di prendersi un’altra vacanza e di rappresentare il suo copione, sempre lo stesso, in un altro teatro. Più nuovo, magari più giovane. O si limita a tornare con la moglie, per un po’, fino alla prossima amante.

Eppure piangeva. Così mi scrivete. Possibile che questo sia un mostro in grado di arrivare a piangere copiose lacrime davanti a me mentre mi dice Ti amo Ma o Ti amo troppo Ma o Ti amo ma non voglio farti del male? I mostri dei sentimenti a volte esistono davvero (certi narcisisti sono davvero “letali”), ma non esageriamo: qui parliamo di attori entusiasti del loro lavoro, che cosa vuoi che sia piangere inondandoti la camicetta e, girato l’angolo, andare a giocare a tennis. È la vita, ti risponde l’ex entusiasta pronto per nuovi entusiasmi.

Attori convinti e convincenti, grandi egoisti ma soprattutto entusiasti di come gestiscono i rapporti con voi.

Certo, non è che ad alcuni dispiaccia o non si facciano sensi di colpa quando vi lasciano o si fanno lasciare. Ma, pensano, è il prezzo del biglietto: il film ha sempre lo stesso finale nel loro copione, e il finale fa piangere. E poi, pensano loro, fatto un Papa se ne fa un altro (salvo riprovarci con voi per gelosia, senso del possesso o per banale penuria di sostitute al momento).

Sono delle star del corteggiamento: le star vivono di luce propria, voi siete solo il partner del momento, di prime donne a Hollywood c’è solo l’imbarazzo della scelta. Lui è innamorato solo di se stesso e dei suoi successi, anche teatrali.

Si innamorano mai, chiedete? In passato si sono innamorati anche loro, ma è finita male. Un matrimonio felice e poi fallito per vari motivi, delusioni d’amore che hanno prodotto una sorta di voglia di rivincita con le donne da reduci ammaccati, una storia familiare complessa. Lascio agli psicologi l’analisi dei perché reconditi di un comportamento che trasforma un uomo in entusiasta finto innamorato. Ripeto, ora sono innamorati di se stessi. Non ce ne deve fregare niente dei suoi perché ora che ha fatto il danno.

Quando mi chiedete come mai si sono comportati così, poverini magari non stanno bene dovrebbero andare in analisi posso essere d’accordo sull’analisi, ma non sul resto. Vi hanno trattato così? Hanno detto ti amo a vanvera? Hanno voluto strafare e farvi innamorare facendo uno spettacolo che di vero aveva solo la metà o spesso meno? Vi hanno raccontato un sacco di balle, illuso, omesso fatti decisivi per la vostra storia? Vi hanno fatto soffrire, spariscano.

Quindi diffidate degli entusiasti.

  1. Diffidate dei facili esaltati del ti amo e del colpo di fulmine
  2. Diffidate di chi dopo neanche un mese che vi frequentate vi parla di fare 16 figli e di sposarvi due volte
  3. Diffidate degli esagerati nelle esternazioni e complimenti per voi
  4. Diffidate di chi ha fretta di fare tutto, non solo di venire a letto con voi (quello sarebbe normale…)
  5. Diffidate degli entusiasmi esplosivi e numerosi che non vi tornano, non limitatevi ad accettarli con un sorriso perché sono bei sogni per tutti, fatevi delle domande
  6. Diffidate delle incongruenze e contraddizioni che fanno gli entusiasti non innamorati, perché a volte il loro copione non è così perfetto e l’entusiasmo gli prende la mano, soprattutto se hanno tanti segreti (con la moglie non va così male, hanno in ballo un’altra)
  7. Diffidate dell’entusiasmo che non corrisponde al tempo dedicatovi: tanto entusiasmo, tanto tempo. E attenzione: le relazioni non vivono di sole chat e telefonate…
  8. Infine, diffidate degli entusiasmi a parole: quanti programmi ha fatto con voi che si sono davvero realizzati? Avete mai dormito insieme? Di 5 weekend promessi quanti ne avete fatti? E le vacanze?

Insomma, l’entusiasta non è innamorato ma è un fanatico dell’amore come lo vede e lo pensa lui. In buona fede?

La buona fede, la buona fede… Ma tutti i fanatici sono in buona fede, diceva Joan Fuster, scrittore.

E Churchill aggiungeva: Il fanatico è colui che può non cambiare idea e non vuole cambiare argomento.

Sincerely yours

Chi volesse scrivermi o contattarmi privatamente può farlo mandando una email a anpellizzari@icloud.com 

Ti ama? Dipende da come ti chiama

 

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Il suo grado di sentimento per te si misura anche da come ti chiama. Ma non vale solo per te, vale anche per lei, l’altra, la moglie.

Me lo avete fatto notare voi lettrici e chi, soprattutto, commenta spesso e volentieri, quella che io ormai chiamo la community di #acasadiAle, il vezzeggiativo che usate per descrivere questo blog e che esprime tutta la confidenza e l’empatia che siamo riusciti a creare in questo luogo di confronto.

In effetti, se ci fate caso, in qualsiasi coppia, amanti o meno, il nome che usiamo per chiamarci fornisce in qualche modo lo stato emotivo di quel momento ma, aggiungo io, spesso anche dell’andamento del rapporto di coppia.

Eclatante l’esempio dell’uomo che parla della moglie alla propria amante.

COME CHIAMA LA MOGLIE

Lui la chiama Lei. L’obiettivo è rappresentare la moglie come un’entità esistente (per forza) ma agli occhi dell’amante quasi impalpabile, un fantasma. Lei poi ha detto, ha fatto… rendere la propria moglie impersonale significa renderla meno fastidiosa per l’amante, la quale vuole spesso sapere della rivale, ma non troppo e, soprattutto, non si aspetta descrizioni da coppia felice. E infatti l’uomo che usa Lei per la moglie è di solito nella fase in cui l’amante risulta ancora vincente, ha tutte le sue attenzioni. La moglie, nelle conversazioni, non deve dare fastidio. Non a caso, sempre in questa fase, lui non dice “siamo andati al mare” ma “sono andato al mare”, quasi fosse single, mentre tu sai che si sono tutti trasferiti, cane e gatto compresi, nella seconda casa, come quasi tutti i weekend in cui tu lo aspetti.

Lui inizia a chiamarla “mia moglie”. Ahia, iniziano i tempi duri per l’amante. È riapparso, rientrando dalla finestra, lo status di moglie, il termine legale che indica chi è la vera titolare, chi rimane sul podio al numero uno. Il messaggio recondito per l’amante e che quella che ieri era solo “lei” ora è LA moglie, una e indissolubile. Non importa se fino al giorno prima ne ha dette di cotte e di crude su di lei (occhio agli uomini che sputano nel piatto dove hanno mangiato, domani toccherà a voi; sono come quelli che parlano male di tutti con te. Appena te ne vai parleranno male di te con altri). Mia moglie: cara amante, ti ricordo che sono sposato, ho un vincolo. Fino a ieri, fra risate e scopate sembrava non esserci, adesso viene sottolineato. È l’inizio del declino del rapporto fra amanti, lui sta già facendo la sua scelta. O meglio, l’ha sempre fatta, ma tu stai perdendo terreno. Forse perché siete insieme da tempo ormai, forse solo perché si sta stufando, forse perché dopo che lui ha dichiarato tutto il suo amore per voi sognando una vita insieme neanche tanto lontana voi, credendoci, gliene parlate, fate programmi… Eh no, parole sì, fatti no! C’è mia moglie.

Sai, ieri Carla… Dopo il mia moglie lui inizia a usare il nome di battesimo di lei. È questo spesso il preludio a un ritorno all’ovile. È iniziata la procedura di distacco. Mentre i Mia moglie e Carla o come si chiama si susseguono nelle conversazioni fra di voi, lui ha iniziato a vedervi di meno, chiamarvi di meno, far saltare appuntamenti all’ultimo momento con scuse da liceali (ho bucato, è morta la nonna della moglie di mio cugino di quinto grado non posso mancare, piove), telefonarvi di meno, messaggiarvi di meno. Fra un bidone e l’altro, il lavoro, i problemi e le malattie dei figli (soprattutto quello di 30 anni che gioca a rugby e pesa 110 kg, è così fragile) avrà sempre meno tempo per voi. Vuole che arriviate a lasciarlo per disperazione, stanchezza, inedia. Se lo metterete con le spalle al muro vi lascerà lui: ti amo Ma non posso abbandonare Carla.

 

Con l’amante la regola del come ti chiama è al contrario

Lui ti chiama trottolino, cipollina, farfallina, nuvoletta, ina…

I vezzeggiativi sono la fase intermedia del periodo ludico avanzato (quei primi mesi in cui si scopa tanto, si ride tanto, ci si diverte tanto senza pensieri, a meno che lui non sia al primo tradimento e quindi alle prese con pallosissimi sensi di colpa). Patatina topolino preludono alla parola amore: il suo sentimento sta cambiando. Da scoparti e basta a scoparti e migliore amica confidente psicologa gratis pensiero prioritario. Ciò non vuol dire che lui ti ami davvero, non potrà essere vero neanche se e quando ti dirà ti amo perché purtroppo, come ormai sapete se siete abituali di questa community #acasadiAle, molti ti amo in realtà poi si riveleranno ti amo Ma.

Lui ti chiama Amore

Dovrebbe essere il coronamento del percorso degli amanti. Dopo tanto sesso il sesso prosegue ma i sentimenti vengono dichiarati. Di solito è la fase fra il sesto mese e l’anno, quella in cui si fanno progetti di vita in comune. In nove casi su dieci lei è sincera e lui entusiasta. Dicesi entusiasta l’uomo che, se non è un seriale o bugiardo patentato, dentro di se sa che non ti ama davvero però… quasi. Tale è il suo entusiasmo (e soprattutto la sua libidine) per te che anche lui favoleggia e si crogiola in un mondo fantastico del futuro anche se la moglie c’è sempre (in questo periodo la chiama lei, come detto). È la fase in cui lui vi frega, perché sembra davvero innamorato. Tante parole, ma tutte al futuro: faremo, andremo, compreremo, costruiremo, persino procreeremo (la promessa più squallida se non vera). Sarebbe questo il momento per voi di dirgli fatti, non parole. Purtroppo molte di voi vogliono godersi il sogno così com’è. Lo trovo umano, giusto, non siete stupide, siete innamorate e lui vi sussurra cose meravigliose prima, durante e dopo il coito. Auguri…

Lui ti chiama col nome abbreviato

La parola amore viene sostituita progressivamente da Roby, Susy, Titti… Una sorta di figlio minore del vezzeggiativo dell’inizio. Il rapporto è sceso di categoria: non sei più amore (te lo dice solo se tu gli dici: non mi chiami più amore? Certo! Dunque Patty ti dicevo che domani non posso perché “ciò judo”), non sei neanche la mia patatina, se diventata un’abbreviazione. Perché il rapporto si sta “abbreviando”. I primi suoi bidoni, magari già due vacanze comandate lontani per la famiglia, i primi veri litigi. Lo show down è cominciato.

Alessandra

È la fine. Esattamente al contrario del significato dell’uso del nome di battesimo per la moglie, tale uso per l’amante decreta l’avvicinarsi a breve della fine del rapporto. Manca solo che ti chiami per cognome, come alle medie, e il gioco è fatto. È l’ultima fase, quella in cui o lui ti lascia (pochi coraggiosi) o fa in modo di farsi lasciare, e tu devi decidere per il Codice del silenzio. Chiamandoti per nome, vuole allontanarsi da te. I giochi sono alla fine.

Quando ritornano da te

Quasi tutti gli uomini che si fanno lasciare (meno quelli che vi lasciano, o meglio, tornano anche loro in maggioranza ma ci mettono molto più tempo perché devono ricucire con la moglie) ritornano. Con la scusa del come stai?, sai che voglio il tuo bene, restiamo amici e altre balle. Vogliono scopare, hanno visto che a casa non c’è trippa per gatti, non lasceranno comunque la moglie (salvo una minoranza dotata di carta bollata) ma stanno mettendo in atto una manovra di avvicinamento per farvi fare di nuovo l’amante almeno per un po’ (alla peggio ci scappa una scopatona d’addio). Useranno la filiera al contrario. Prima Anna. Reagite senza decapitarli? Anny. Vi scappa un sorriso? Patatina. Ricambiate con una moina?  Ma amore lo sai che ti amo sempre! Il trappolone è già scattato.

Amiche del blog e di #acasadiAle che mi avete ispirato questo post grazie! Commentate qui e aggiungete la vostra esperienza. Ne parleremo anche all’incontro che sto preparando a Milano per giugno o giù di lì. Avrete presto notizie!

 

Sincerely yours

 

 

Mia moglie ci ha scoperto (ma non è vero)

strade chiuse o pericolose
Certi uomini sono strade senza uscita
Al telefono
Lui
Mia moglie ci ha scoperto: ha letto un tuo messaggio che mi hai mandato in orario proibito (quante volte ti ho detto di non scrivermi dopo una certa ora!) e ha fatto una scenata. Ci ho messo tutta la notte a calmarla ora ti chiamo dal telefono del lavoro ma controllerà anche questo quindi non scrivermi e non chiamarmi fino a che non mi faccio vivo io!
Lei
Ma io non ho scritto nessun messaggio ieri sera come ha fatto? E cosa vuol dire non sentirci? Per quanto tempo? Non possiamo vederci domani in pausa pranzo e mi spieghi e decidiamo insieme cosa fare?
Lui
Sarà stato un messaggio vecchio che ne so, so solo che adesso ha mangiato la foglia non posso domani meglio staccare per un po’, fai quello che ti dico per favore, mi farò vivo io.
Lei
Sì ho capito ma fra quanto? Sono preoccupata tienimi al corrente almeno con dei messaggi. Ma mi ami?
Lui
Ti amo ma meglio sospendere per un po’ finché non mi faccio vivo. Non scrivere non telefonare ti devo anche togliere da facebook per sicurezza. Ti amo tantissimo sei la mia vita fidati di me lasciami solo il tempo di uscire dall’uragano sei la donna della mia vita.
Lei
Ma come anche da facebook, cosa c’entra, mica sa chi sono hai 5000 donne come amiche!
Lui
Ti devo salutare stai tranquilla mi farò vivo io tu non fare nulla. Mi credi? Ti amo tanto. Non posso vivere senza di te.
Lei
Ti amo anch’io ti aspetto ma fatti vivo presto ti prego.
Lui al suo migliore amico
Ciao caro ho appena chiuso con lei. La scusa della moglie che ti scopre era perfetta, l’ha mandata in confusione e non ha fatto le solite domande da rompi intelligente.
Migliore amico
Te l’avevo detto che funzionava. Per sganciarle quando diventano cozze aderenti e ossessive, quando iniziano a pretendere sempre di più e non riesci più a scopartele in libertà e senza troppi oneri o le stanchi o devi usare l’asso pigliatutto!
Lui
Eh lo so. Ho provato a stancarla. Ci vedevamo due volte alla settimana e le ho fatte diventare una ogni dieci giorni. La portavo fuori a cena e ho iniziato ad andare direttamente al motel con la scusa di avere più tempo. Ho diradato i messaggi, le frasi d’amore le ho sostituite con le faccine (costano un secondo), le telefonate sono scese da 3 a una al giorno. Risultato? Ha iniziato a rompere, avere dubbi, chiedere se la amo continuamente, farmi troppe domande quando vedeva che ronzavo troppo attorno a qualcuna su facebook…
Amico
Certo che tu con i tuoi ormoni bollenti e il testosterone a mille potevi lasciarla prima, è più di un anno che la tieni in ballo! Le amanti si tengono al massimo tre-sei mesi perché poi si innamorano!
Lui
Eh lo so ma io non sono mica come te. Tu te le fai in serie sei un professionista. A me piace anche il corteggiamento, l’emozione che ti dà la conquista, e poi sì fare i numeri a letto, a chi non piace?
Amico
È per questo che hai successo con le donne. Le fai sognare, sei bravo all’inizio a fare il poeta e l’innamorato. Il problema è che poi si incollano e devi tirare fuori la storia della moglie. Io invece le seleziono già solo di un certo tipo. Certo dico che il mio matrimonio è in crisi e che non scopo mia moglie da anni e dormiamo in camere diverse ma in genere scelgo quelle che vogliono divertirsi e basta. O che resistono poco al mio piano di prendi e molla prendi e molla, scrivi e taci.
Lui
Eh però non hai un mercato vasto come il mio. Il separato in casa romantico che sta cercando la nuova donna della sua vita per costruirsi un nuovo futuro va per la maggiore caro mio!
Amico
Certo, ma illudendo donne che poi si innamorano ti metti nei guai, e allora chiami l’amico per tirarti fuori dai guai! Va bene il sesso, ma non si può ragionare sempre con l’uccello! Poi ti ritrovi con più problemi che orgasmi.
Lui
Hai ragione devo darmi una calmata, per un po’ devo stare calmo, un po’ di famiglia mi farà anche bene. Mi raccomando se ti chiama lei mi affido a te. Più passa il tempo più sarà facile poi, eventualmente, affrontarla per spiegarle che la amo ma non posso lasciare la famiglia. Il tempo lavorerà per me, più ne passa meglio è.
Amico
Stai tranquillo so cosa dire.
Lei all’amico di lui
Ciao sono io scusa se ti disturbo ma lui è irreperibile da 7 giorni: zero messaggi, telefonate, possibile che non trovi un minuto di privacy per contattarmi?
Amico
Eh lo so che sembra impossibile ma la moglie è un’arpia. Appena ha annusato che ci fosse qualcuna nei paraggi ha iniziato a fare il detective, gli ha persino detto che lo avrebbe seguito. Il telefono ormai è sempre sotto controllo devi avere pazienza si rifarà vivo.
Lei
Ma sta bene? È successo un casino? Sa chi sono?
Amico
No non sa chi sei sospetta e basta che lui la tradisca. No tutto sotto controllo, tutto a posto tranquilla ha solo i fari puntati addosso, devi solo aspettare avere pazienza quando potrà si rifarà vivo, intanto posso darti notizie io, chiamami quando vuoi.
Lei
Grazie ti ringrazio davvero lo farò. Mi hai tranquillizzato un po’.
Amico
Quando vuoi stati tranquilla e mi raccomando non chiamarlo non scrivergli.
Lei all’amico
Scusa se ti disturbo ma sono sconvolta, ho visto tramite un profilo di un’amica che ha pubblicato delle foto con la moglie in vacanza, ma se erano in crisi! Ho provato a scrivergli sulla chat ma mi ha bloccato! Ma allora mi ha mentito!
Amico
Ma nooo, lo ha fatto per calmare la moglie altrimenti erano guai. Sì hanno fatto un weekend ma niente di che non vanno a letto insieme da anni. È lei che è gelosa e vuol fare vedere alla sue amiche sui social che è lei che presidia la proprietà. Eh ha dovuto bloccarti perché gli hai scritto, te lo ha avevo detto di non farlo.
Lei
Ma sono 15 giorni che non lo sento, se non ci fossi tu non avrei nessuna notizia. Sto male da matti, mi manca, lo amo. Cosa dovevo fare?
Amico
Anche lui ti ama ma devi aspettare. Intanto distraiti, esci.
Lei
Ok grazie, ti richiamo se ho bisogno.
Amico a lui
Ma sei scemo a pubblicare la foto con tua moglie in viaggio? Quella ti controlla tramite altri profili! Vuoi che ti chiami e faccia una scenata?
Lui
E che ne sapevo che lei mi spia! Adesso tolgo la foto e blocco un po’ di profili sospetti, chiedo a troppe donne l’amicizia è anche colpa mia.
Amico
Bravo, profilo basso mi raccomando. Stai all’occhio perché è innamorata davvero, profilo basso mi raccomando.
Amica di lei
Come stai meglio?
Lei
Insomma, inizio a non sperarci più. Ormai è quasi un mese che non lo vedo e non lo sento secondo me tutto questo amore… E poi la moglie sarà anche sospettosa ma in 24 ore in 20 giorni non riesci a telefonarmi neanche un minuto! C’è qualcosa che non mi torna. Più di qualcosa, questa pausa di silenzio mi fa vedere certe cose… Che prima forse non volevo vedere. Aspetto e vedo, intanto mi concentro sul lavoro.
Amica
Ci credo che non ti torna. Ti ho chiamato non solo per sapere come stai ma perché ha contattato su facebook una mia amica e le ha chiesto l’amicizia. Non sa che siamo amiche e lei me lo ha detto perché sa che lo conosco cosa devo fare?
Lei
Ah quindi uno che è sotto controllo della moglie e blindato manco fosse al 41 bis intrattiene nuove amicizie su facebook? Dì alla tua amica di accettare e dirti cosa le dice. È affidabile?
Amica
Assolutamente. Non a caso mi ha chiesto subito che tipo era e cosa ne pensavo…
Amica di lei dopo tre giorni
Ciao la mia amica ha accettato l’amicizia come le ho chiesto. Le ha fatto una corte serrata in chat.
Lei
E che vuole fare il mio grande amore?
Amica
Le ha detto che è separato in casa ma non dorme con la moglie da anni e che era tanto che non trovava una donna interessante e così empatica come lei. Le ha chiesto di prendere un aperitivo prossimamente.
Lei
Spiega alla tua amica, senza entrare in dettagli su di me, che lui ha già una storia e che noi due vorremmo presentarci al suo posto all’appuntamento. Lo farebbe?
Amica
Siamo molto amiche ed è una delle poche donne solidali che conosco. Odia i bugiardi, ci aiuterà e non farà domande personali se glielo chiedo, si fida di me.
Lui all’amico
Ho fatto un casino ieri.
Amico
Che hai combinato
Lui
Ho chiesto di uscire a una che non sapevo fosse un’amica della sua migliore amica. All’aperitivo si è presentata lei con la sua complice.
Amico
Sei un vero pistola, davvero ragioni solo dall’ombelico in giù. Ti avevo detto di stare attento, cosa è successo?
Lui
L’amica se ne è andata dicendomi che le facevo schifo e lei si è seduta. Con grande calma, glaciale, senza urlare mi ha detto di tutto e di più. Poi si è alzata e se ne è andata senza voltarsi.
Amico
Beh a parte gli insulti dai non ti ha fatto una scenata e te ne sei liberato per sempre.
Lui
No niente insulti. Una disamina cruda intelligente e chiara di tutte le balle che le ho raccontato in questo anno di amantato. Mi ha fatto sentire a tratti un verme, e non ha tutti i torti. Ci sono stati dei momenti che mi sentivo quasi persino forse un po’ innamorato, era quando le dicevo che l’amavo e volevo vivere con lei e avere un figlio con lei. Parlare di figli, mi ha detto, è stata forse la peggior cosa che ho millantato. Ti giuro: in certi momenti l’ho voluto e pensato davvero, ma erano lampi, forse troppo entusiasmo, troppa voglia. Ho sicuramente peccato d’entusiasmo qualche volta.
Amico
Qualche volta? Sei un romantico… finché non hai il periodo refrattario! Beh, lei è sempre stata una gran donna, oltre a essere bella, peccato tu sia sposato. Dai, è finita. Guardiamo avanti, lo farà anche lei, ci metterà un secondo a trovarsene un altro, appena le passa.
Lui
Non so. La sua superiorità intellettuale e morale mi ha colpito ancora una volta. Mi aspettavo una scenata, speravo quasi facesse una scenata e passasse dalla parte del torto, come quelle persone che hanno ragione ma poi ti mettono le mani addosso e finiscono in galera anche se avevano ragione da vendere. Ma è stata fredda, lucida, composta. Una Dea, bellissima e chiara. Un gigante in confronto a me, a te, a molti di noi. Mi ha fatto venire voglia di riprovarci fra un po’.
Amico
Sei un deficiente. Proprio perché è una donna di questo livello che devi stargli alla larga, anzi io non ci provo neanche più con una con un cervello così. E tu che fai? Ti viene voglia di riprovarci? Ma quella ti ha cancellato.
Lui
Sarebbe una bella sfida. L’ho ingannata, le ho mentito, ma non ha fatto la figura della stupida, non ha fatto scenate da bar. Una così meriterebbe solo rispetto. Magari in un’altra vita… Io comunque ora devo vivere la mia.
Amica di lei
Come stai, pensi ancora a quel bastardo?
Lei
Sto meglio, toccare con mano chi è davvero lui mi ha aperto gli occhi e ha in buona parte distrutto quella figura di uomo che avevo idealizzato. Però mi sono sentita stupida, per amore ho creduto a ogni sua parola. Non è un bastardo, non è un uomo, punto.
Amica
Non sei stupida, sei innamorata. Ti ho ammirata sai? Io gli avrei rovesciato il tavolo addosso e invece tu gliele hai cantate, con calma, dall’inizio alla fine. Lo hai liquidato. Per sempre?
Lei
Provo ancora sentimento per lui, sono ancora innamorata ma dei nostri momenti belli, che però ora so erano guastati alla radice dalla menzogna. Il sesso evidentemente per lui era l’unica vera motivazione, per me non solo, forse all’inizio, ma poi non l’ho mai disgiunto dal sentimento. Ho sognato con lui una nuova famiglia, non lo avrei fatto se lui non me lo avesse proposto e riproposto mille volte. La balla della scoperta della moglie è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sai che ti dico, sono quasi contenta che abbia fatto questa mossa. Sai cosa mi ha risposto sul suo nuovo tentativo di flirt? In fondo volevo solo prendere un aperitivo con una. Ma tu lo vorresti a fianco per la vita uno così? Te lo dico io: anche tu non gli avresti rovesciato il tavolo addosso una volta capito chi è, sarebbe stato dargli troppa importanza. Sento che presto non sarò neanche più innamorata. Ci si innamora di una maschera finché non vedi chi c’è dietro.
Sincerely yours

Diario di un uomo lasciato dall’amante

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Cosa fa lui, cosa pensa negli attimi, giorni, settimane, mesi dopo che è entrato in vigore il Codice del silenzio, cioè il black out totale fra di voi (niente incontri, telefonate, messaggi…) o perché lui vi ha portato a prendere voi la decisione di lasciarlo (massacrandovi con i suoi Ti amo Ma: succede otto volte su dieci) o perché, guarda caso in vista delle vacanze Pasquali (ma poi saranno anche quelle estive, Natalizie…), vi ha detto ti amo Ma non posso lasciarla e quindi siccome non voglio farti del male (rido per non piangere) meglio fermarsi qui?

Cosa succede nella sua testa? Come si comporta? Cosa prova? Soffre? Gli mancate? Me lo avete chiesto in tante, anche perché siete in tante a essere nelle varie fasi del Codice del silenzio, quelle iniziali (i fatidici primi tre mesi) o medio-avanzate. Contando appunto che molti hanno lasciato, o si sono fatti lasciare proprio in vista del ponte di Pasqua, guarda caso… Capiremo il perché anche di questo.

Day by day, ecco il diario dell’uomo in Codice del silenzio, lasciato da voi o che vi ha lasciato.

Tre ore dopo che avete chiuso

Lui con voi era disperato ma fermo su un punto: sei la donna della mia vita Ma, ti amo Ma e quindi al vostro (perdonate il riferimento Sacro), dicevo al vostro Dì solo una parola e io non ti lascio non ha risposto. Quindi Codice del silenzio operativo, per voi e per lui. Molti hanno anche pianto: non che siamo così bravi a fare gli attori, anche noi uomini proviamo dei sentimenti, e ci dispiace lasciare (perché di questo si tratta, anche se ci siamo fatti lasciare da voi obbligandovi a farlo) l’amante con la quale abbiamo condiviso tanto per mesi, persino anni ma, finito il momento teatrale, il vero sentimento è uno solo: un grande sollievo! Ve lo dico perché lo vedo in centinania di casi, in amici in questa situazione, e perché anch’io, confesso, ci sono passato in simili modalità. L’universo uomo, a tre ore dalla liquidazione dell’amante, prova una sensazione bellissima: mi sono liberato di un problema enorme, inestricabile, che mi condizionava ormai la vita. È come aver estinto il mutuo, essere stati assunti in una ricca multinazionale, aver vinto una causa in tribunale. È finita, sono finiti i problemi: e tiri un respirone di libertà. Un minimo di pensiero alla poveretta che ti ama e che hai costretto, tirandola scema, ad arrivare al Codice del silenzio con i tira e molla c’è, qualcuno si sente anche un verme e prova dei sensi di colpa, ma che bello sedersi a tavola con la famiglia, la stessa sera, e non dover nascondere il telefono, andare in bagno o giù col cane perché lei ti vuole parlare ed è incazzata perché tu le hai dato buca per la terza volta. Questa non è l’ultima cena, è la prima vera cena serena dopo tanto tempo. Il telefono è lì, muto: al massimo ti arriva la mail del gestore telefonico con i giga in offerta, niente cuoricini, punti interrogativi, faccine arrabbiate, domande, richieste… Dopo tre ore siamo già uomini liberi! E guardi persino tua moglie, mentre ti serve gli spaghetti come lo facesse a un re, con occhi diversi.

La mattina dopo

Sì ci pensiamo un po’ a voi. Ci vengono in mente soprattutto scene da video porno, perché sappiamo che è quello che ci mancherà. I più romantici hanno lampi di serate passate insieme, ma sono lampi subito spenti da un sonno ristoratore. Non dobbiamo più controllare il telefono. Un po’ di ansia c’è: non è che si rifarà viva? La paura, attenzione, non è che NON vi facciate vive, ma che lo facciate! Ma voi gli attributi ce li avete, mica come noi, e quindi il telefono tacerà. Accanto a lui, dorme la moglie. Non è cambiato nulla in realtà. Dorme come sempre, in un matrimonio che si trascina da anni nel torpore della routine, se va bene. Voglio provare a farci sesso, dice lui, saranno dieci giorni che non lo facciamo (non ha mai smesso di farlo con lei, vi ha sempre mentito su questo come 9 uomini su 10). In fondo ora ho lei, l’altra non c’è più, la bomba a letto non c’è più. Ma magari posso riscoprire mia moglie, approfittando di questo entusiasmo da libertà, magari le posso insegnare qualcosa di nuovo che facevo con la mia amante. Sì, pensiamo anche a questo. Allungo la mano, insisto nonostante il brontolio, e lo facciamo. Solita posizione, soliti tempi, soliti preliminari, vabbè, tutto uguale, ci sarà tempo per introdurre nuovi elementi, intanto ho raggiunto il mio orgasmo settimanale. La colazione, dopo un’ultima occhiata al telefono silente quanto rassicurante, continuerà serena e allegra. Persino la moglie, nella sua noncurante routine, si accorgerà di un marito più allegro, più presente con i figli, più propositivo. E quando chiederà ma che cos’hai che sei così in forma? Lui risponderà: non siamo in vacanza? E poi via questi pensieri di lavoro! E le schioccherà un bacio sulla guancia (non si può di più, se prima i baci erano a zero…).

Dal giorno uno al giorno dieci

Mentre voi soffrite i giorni più duri del Silenzio lui si gode la sua ritrovata serenità. Certo, vi pensa, se ha vostre foto (soprattutto di un certo tipo) se le va a vedere, i più “sensibili” devono scacciare il pensiero che voi soffriate ma come si vive bene senza di voi, che ormai eravate un problema, IL problema. Ma non potevate fare l’amante lussuriosa e divertente, la psicologa pret a porter e sfogatoio accontentandovi di grandi scopate, risate e vari benefit costosi o meno? Ah già, l’abbiamo tirata talmente in lunga che lei si è innamorata. Ah già, in momenti di sesso clamoroso o punte di romanticismo ho giurato il mio amore, parlato di nuovi figli, di case in montagna o al mare, di vacanze in Polinesia… Ho esagerato certo, ma cosa dovevo fare? Per tenerla, ammansirla, farle digerire bidoni, appuntamenti mancati, gelosia, telefonate col contagocce, mai una notte insieme, mai un weekend insieme dovevo sopperire con le parole ai fatti. Soprattutto negli ultimi tempi, quando più che un’amante era diventata una investigatrice lagnosa. Certo non colpa sua, quante balle ho dovuto raccontare! Ti ricordi quella volta che mia moglie si è accorta di quel messaggio con i cuoricini? Ho dovuto poi postare sui social una foto della famiglia abbracciata e felice (dopo che l’avevo descritta come una galera) e quante me ne ha dette la mia amante! Ci sono voluti giorni e promesse di crociere infinite per ammansirla. Quante bugie all’amante e a mia moglie. Per lo meno adesso devo smettere di dire bugie a mia moglie. Che guardo e mi dico: ma in fondo è la moglie migliore del mondo.

Dal giorno dieci al giorno venti

Va bene, direi bene. Ogni tanto penso a lei, il telefono muto è sempre rassicurante ma un po’ mi mancano i nostri messaggi più belli, quelle chiacchierate, le chat spinte, spintissime, l’intesa fra noi. Mi mancano forse più di un po’. La vita in casa scorre serena e monotona, una monotonia rassicurante e riposante. Per mia moglie sembra non sia cambiato nulla dal prima e il dopo. Io sono più presente ma non cambia nulla. Il nostro matrimonio si fonda sulla routine. Faccio più sesso con lei ma anche i miei tentativi di inserire giochi nuovi, anche banali nella nostra routine sessuale, quelli che facevo con l’altra (mica quelli più spinti, non oso chiedere tanto) vengono sopportati in modo malcelato o rifiutati (ma cosa ti salta in mente!). Il nostro rapporto sessuale è un due tre: si inzia così, si continua cosà, finisce colì. 5 minuti. Nessuna modifica, salvo l’eiaculazione, assicurata (il suo orgasmo non so, non ho mai capito quando finge e quando no, non mi interessa da anni ormai). Certo la frequenza è aumentata. Io ho voglia, anche perché ero abituato a farlo con l’altra una o due volte alla settimana, quindi anche mia moglie gode degli stessi ritmi, se non ha mal di testa (e lo ha spesso). Il mio matrimonio è in salvo? Forse, ma solo perché ho smesso di “pagare il mutuo”. Io continuo a essere una specie di ombra che porta il denaro a casa, a fare l’autista ai figli, a lavorare tanto e a guardare molta più tv di prima e molto meno cellulare di prima. E lei cosa farà? Avrà già iniziato a uscire con le amiche? Da una parte mi toglierebbe certi sensi di colpa che tornano verso l’alba, quando ho un piccolo risveglio, dall’altra mi dà fastidio pensarla corteggiata da altri uomini. Perché lei era bella, è bella.

Dal giorno venti al giorno 30/40

Caxxo che noia mi moglie. Pesante, ripetitiva, un sacco di patate a letto. Ho voglia, e ripenso ai giri di orologio al motel con l’altra. Ci stavamo magari anche solo due ore, ma che fantasia, numeri, godimento! Eravamo senza ritegno, scatenati e senza inibizioni. I primi mesi certo, ma anche dopo non ci si annoiava mai. Abbiamo fatto di tutto, e mi manca. Mi manca soprattutto il sesso. Certo lei era anche intellgente, brillante, portarla in giro, quelle poche volte che ho potuto, faceva morire di invidia passanti e amici. Il sesso strepitoso mi manca. Devo ammetterlo, lasciare lei non ha reso mia moglie la migliore moglie del mondo e non ha trasformato il mio matrimonio da grigio a felice. Chissà se lei ha già un nuovo amante, mi rode l’idea. Però anch’io devo darmi una calmata, in fondo io questa amante l’ho resa io la regina delle donne, l’ho idealizzata perché era una bomba a letto e mi piaceva tanto, ma se ci penso bene, se mi convinco bene, non era poi tutta questa roba! E se mi trovassi un’altra amante? No, perché io a letto con mia moglie così non posso andare avanti per molto, è una pena questo sesso bisogno fisiologico, meglio della mastrubazione certo ma non troppo. Forse devo iniziare a fare il simpatico su facebook con qualcuna che ho adocchiato, ma che fatica, mica tutte danno retta a uno sposato, per quanto tu gli dica che sei separato in casa. Lei invece era cosa fatta, era pronta e senza pregiudizi. Ora avrà cambiato idea. Chissà se è già in caccia. No, lei non riesce a stare senza di me.

Fra il primo e il terzo mese

Ho ricominciato a litigare con mia moglie. Il mio matrimonio era un fallimento e lo è ancora. Mi sento solo. Non scopo più perché è la solita solfa. Ho provato a contattare qualche bellona sui social ma non è così facile per uno sposato uscire con le single, devi trovare una sposata a caccia di avventure e non sono così palesi. Le altre sono sospettose: troppi uomini pacco e cattive esperienze rendono il mercato del cucco più difficile di una volta. E la mia ex amante? Non credo mi abbia dimenticato. Forse adesso è il momento di riavvicinarmi, forse l’onda di pianto odio e rabbia ha lasciato spazio solo alla nostalgia e potrei approfittarne. Devo giocarmela bene, vorrà fatti e non parole, come mi ha detto tante volte. E io fatti non ne ho: non lascerò mai mia moglie, la mia famiglia, i miei agi per un’amante. Voglio solo un’amica che faccia sesso meraviglioso, più sesso che amica. Domani contatto quella nostra amica in comune per capire come sta, cosa fa, se ha qualcuno (dubito).

Dal secondo terzo mese in poi

L’amica mi ha detto che lei non esce se non raramente. Che è ferita a morte da quello che ho fatto ma piange spesso, parla solo di me e non ha nessuno (bell’amica! Utile comunque). Mi ha anche detto che sua mamma non sta bene, niente di grave per fortuna ma è un punto che potrei sfruttare. Potrei scriverle che ho saputo della mamma e sono preoccupato per lei e se ha bisogno di me sono a disposizione. E vedere come reagisce. Ho visto che pur togliendomi dagli amici di Facebook (altrimenti l’avrei fatto io dopo il primo mese, bloccandola in modo che non veda certe foto di famiglia) non ha bloccato le messaggerie e il telefono. Stasera le scrivo. Tasto il terreno. Poi aumenterò i messaggi, passando dall’amichevole al più che amichevole. Poi riprenderò le telefonate, Poi le chiederò un caffè, poi un pranzo, una cena. Se riesco a recuperare terreno è fatta; tornerà a essere la mia amante. Le dirò che non posso vivere senza di lei, che ho sbagliato e voglio ricominciare, deve solo darmi tempo, che ho fatto tre mesi di inferno, che soffro tanto ma sono deciso e ti amo! Non sarà difficile, in fondo un po’ queste cose le penso, anche se so dentro di me che è la mia voglia e il mio egoismo e la mia solitudine il vero motore di tutto questo, io non mando a gambe all’aria la mia vita per il sesso, non l’ho fatto ieri non lo farò oggi. Magari mi scappa anche una convincente lacrima, in fondo io sono un emotivo e sentimentale e lei sa tirare fuori il meglio di me, anche se non è forte abbastanza per uccidere il peggio che c’è in me, l’egoista calcolatore che c’è in me, soprattutto dopo l’orgasmo. Quante volte ho provato la voglia di fuggire dopo quelle due ore nel motel… Ma adesso è più forte la voglia di motel. Se la convinco a venire a letto è fatta. E dopo? Si vedrà, adesso è la voglia di lei che vince.

Questo è quello che pensano molti, molti uomini quando entra in vigore il Codice del silenzio. Brutto? Squallido? Certo, ma succede. Spesso. Dobbiamo essere realisti, anche a costo di essere pessimisti una volta in più, anche se le eccezioni per fortuna esistono. Ecco perché insisto su un punto: il Codice del silenzio deve essere assoluto, e non dovete cedere mai. Dovete cedere solo se lui torna, come dico sempre, da Ufficiale e gentiluomo, con la separazione in mano, fuori di casa, le prove provate, fatti nuovi non solo parole rivestite e ricolorate. Fate le domande giuste che devono avere risposte chiuse e certe, non aperte, verificabili e non trattabili o rimandabili nel tempo. Basta con le cambiali.

Non dovete cedere se non di fronte a fatti nuovi e veramente rivoluzionari, decisivi.

Perché il Codice del silenzio funziona come la dieta. All’inizio è dura, durissima, hai gli attacchi di fame, ti sogni il cibo preferito di notte. Poi, col passare dei giorni, la bilancia mostra i progressi, ti senti meglio, disintossicata. Dopo i primi tre chili persi ti sembra non impossibile dimagrire. Poi ti senti più bella, più leggera, man mano che il tempo passa la strada ti sembra in discesa. Certo, passano mesi, i primi sono i più duri, ma il miglioramento lo senti, fisico e mentale.

Se invece rispondi al messaggio e lasci i canali aperti è come se ti alzassi di notte e, dopo un giorno di digiuno, aprissi il frigo per mangiarti un’intera tavoletta di cioccolato. Benessere sul momento ma poi senso di disfatta, pancia gonfia, senso di colpa, sconfitta, ti senti una debole e il giorno dopo la strada è di nuovo in salita.

Se poi accetti di tornare al ristorante con lui, per mangiarti tutto di colpo antipasto primo secondo contorno frutta dolce caffè e ammazzacaffè, per scoprire poi che quello è solo un ristorante, non il ristorante di tutti i giorni della tua vita, ricominciare la dieta sarà due volte più difficile della prima.

Perché il metabolismo delle emozioni farà molta più fatica a bruciare grassi e calorie, ma soprattutto lo zucchero, che è lui. Ogni dieta interrotta e fallita rende la prossima più dura e meno efficace. Ricordatelo, quando sarai davanti a un suo nuovo messaggio, quando sarai davanti al frigo, alle due di notte, con le lacrime agli occhi.

Noi ci siamo per te qui #acasadiAle. Scrivimi. Scrivici

Sincerely yours

Ti amo Ma

Ma

Ti amo. È la cosa più bella che un uomo ti possa dire. È un impegno per il futuro. Ti amo è amore incondizionato, perché l’amore non pone condizioni. L’amore condizionato è barare, come vi spiegherò a seguire.

Che lui sia libero o che sia il tuo amante se ti dice Ti amo prende un impegno solenne con te, perché lo dice col cuore, e Ti amo non si spreca mai.

Può dirsi fortunato chi lo dice una volta nella vita, baciato dagli dei chi più di una volta, perché vuol dire che si è innamorato veramente, profondamente, almeno una volta. E non capita a tutti. A molti non capita mai, purtroppo. Parlo di vero amore, non delle sue declinazioni minori.

Una grande fortuna Amare veramente, anche se l’amore, lo sappiamo, può finire. Gli scienziati dicono che l’amore, o meglio la fase di innamoramento, quella che appunto produce un sentimento così forte da annullare la presenza di qualsiasi altro pretendente, quella che garantisce una naturale fedeltà (non una fedeltà decisa come obbligo contrattuale o impegno personale) e arriva a farti dire Ti amo col cuore, dura dai 18 ai 36 mesi. Poi si trasforma in qualcos’altro: affetto, progetto, famiglia, stima, condivisione, fate voi. In certi casi rimane Amore per sempre, resistente a tutto, litigi, figli, lutti, disastri esterni, routine.

Ma l’amore incondizionato, quello cieco, voluttuoso, felice, entusiasta, passionale, solo quello ti fa dire, credendoci profondamente, sentendolo in ogni tessuto del tuo corpo Ti amo.

Ti amo. Punto. Non ti amo Ma…

Nessuno, quindi, dovrebbe usare la parola Ti amo a sproposito.

Molti uomini invece lo fanno: sono gli uomini baro in amore, quelli che utilizzano il Ti amo per far colpo sul vostro cuore appena vedono un barlume di innamoramento. Spesso non lo pensano per niente, magari provano anche un sentimento, ma non è vero amore: sono solo bravi attori. I più “corretti” di questi ti dicono Ti amo solo perché te lo aspetti, per farti contenta, per rispondere a una tua domanda diretta e non avere rompimenti, ma non sono innamorati davvero. Magari vivranno con te tutta la vita, tradendoti qualche volta oppure no, ma non amano.

L’uomo baro in amore non imbroglia giocando alle carte della vita, bara con i vostri sentimenti. Dice Ti amo per ottenere qualcosa, di solito il sesso o, nei casi peggiori, solo per illudervi e godere narcisisticamente (leggi qui) di quello spettacolo che sono i vostri occhi che brillano quando vi diciamo Ti amo e voi sì che amate davvero (le donne sono molto più oneste e sincere nei sentimenti).

Molti amanti, quelli che vi avevano promesso di lasciare la moglie per voi quando vi hanno detto Ti amo vi ridicono Ti amo per farvi tornare a letto con loro quando è evidente che non lasceranno mai la moglie.

Ma anche gli uomini liberi che vi hanno detto Ti amo nella fase di entusiasmo della relazione, quei primi sei mesi di fuochi artificiali fra lenzuola, cene, weekend e vacanze insieme, vi ridiranno Ti amo dopo che, assistendo a un più o meno repentino raffreddamento dei loro ardori, scoprirete che hanno un’altra, o stanno corteggiando un’altra. E allora coloro che sono stati colti con le mani nella marmellata (soprattutto se non hanno ancora conquistato la preda o, conquistatala, non ha retto il paragone con voi) useranno di nuovo il Ti amo per riconquistarvi, non per amore, ma per comodità e per sesso. Fino a vostra sostituzione definitiva avvenuta.

Questi sono i bari del ti amo. Poi ci sono i bari del Ti amo Ma.

Certi uomini, molti uomini si sono inventati il Ti amo Ma. Pochi lo usano da subito, la maggior parte lo usa quando il Ti amo e basta non regge più il gioco, o perché è passato troppo tempo dalla promessa iniziale (per esempio lascerò mia moglie per vivere con te) o perché li mettete con le spalle al muro con Mi hai detto che mi ami quindi…

Il Ti amo Ma, nella testa dell’uomo baro nei sentimenti, equivale a dare un colpo al cerchio del suo interesse e uno alla botte della vostra sensibilità. Ti amo serve a tranquillizzarvi, lisciarvi, ammansirvi, recuperarvi (ogni volta) e tener desto il fuoco del Vostro amore (il suo è finto e comunque condizionato, quindi non è amore, come vedremo). Il Ma serve a loro per porre un freno alle vostre richieste e pretese (non importa se sono nate da suoi comportamenti e proposte, lui “ha cambiato idea”) e, nello stesso tempo, a crearsi un alibi. Io ti amo Ma… non posso fare una serie di cose. C’è un limite, un condizionamento.

L’amore condizionato che, appunto, in quanto sottoposto a condizione, non è amore.

Ci sarà l’uomo che vi dice Ti amo Ma non lascerò mai i miei figli. Lodevole e comprensibile condizionamento, all’apparenza, perché i figli, anche in un matrimonio in crisi al punto da portare al tradimento, sono un concreto impedimento. Succede a tantissimi di tradire anche se si hanno figli, io non giudico e non biasimo nessuno per questo, è la realtà di ogni giorno per buona parte di quel 60% della popolazione che ha tradito almeno una volta. Non giudico fatta eccezione per quelli che fanno figli quando sanno già che il matrimonio è in crisi o, peggio, li fanno per aggiustare il matrimonio.

Il problema è che Ti amo Ma non lascerò mai i miei figli pochi uomini lo dicono all’inizio di una storia, prima di entrare nel vostro letto. Purtroppo molti lo dicono quando ormai la storia con voi è molto avanti, e ha superato un anno, due, tre. Lo dicono quando voi li costringete (o ricostringete) a fare la road map del vostro futuro di coppia (leggi qui), cercando con una mano di tenervi nel loro letto (Ti amo) e con l’altra vi mostrano la foto dei ragazzi (Ma…). Figli che c’erano sin dall’inizio, che magari sono pure cresciuti e diventati grandi, ma come condizionamento spuntano solo adesso in modo chiaro e, soprattutto, impedente.

Hanno barato. Quel Ma è una fregatura, non è amore.

E anche se ve lo avevano detto all’inizio della storia che non avrebbero Mai lasciato la famiglia e i figli, non è che poi possono dirvi Ti amo per mesi, anni, senza fare nessuno o quasi riferimento all’impedimento dei figli, facendovi sognare, consolidando il Vostro amore, per poi giocarsi la parolina Ma o Te l’avevo detto, perché voi, dopo tanti Ti amo, desiderate la sua separazione e siete pronte alla vostra. Se i figli sono il tuo impedimento non devi Mai dire ti amo. Non devi barare. Una donna capisce la differenza fra Ti amo e Sei la donna più importante della mia vita (Ma…).

L’elenco degli uomini del Ti amo Ma è lunghissimo nelle vostre storie su questo blog, che ormai chiamate #acasadiAle.

Ti amo Ma non posso lasciarla da sola, è malata, non ha soldi, li ha tutti lei, non me la sento, cosa diranno i parenti, cosa diranno in paese, cosa diranno in Italia, lavoriamo insieme, cosa diranno i colleghi…

Tutte cose vere, ma che saltano fuori a frittata fatta, perché il Ti amo di prima era senza Ma e voi vi siete innamorate proprio e anche perché avete visto un amore Incondizionato come deve essere, altrimenti forse non gliela avreste data. E invece, dopo sei mesi, un anno, due anni… Sorpresa!

Non è che la prima volta che siete andati a letto, e tutte le altre volte che hanno seguito, ti ha detto Mi metto il preservativo Ma… Se lo è messo e lo avete fatto. Senza se e senza Ma. Su quello non ci sono mai dubbi per gli uomini, strano vero?

Qualsiasi Ma, dunque, è la negazione dell’amore. Qualsiasi condizionamento all’amore non è amore vero. Non raccontatevi che ci sono varie sfumature d’amore, per cui lui può amarvi anche se non lascia la moglie, vi ha tradito con un’altra ma si è pentito o è “fatto così”.

Quanti Ma vi vengono venduti per riottenere i vostri favori.

Un classico è quando voi attuate il Codice del silenzio (leggi qui) dopo che lui vi ha detto Ti amo Ma… Il 90% di chi dice Ti amo Ma non posso lasciare mia moglie, figli eccetera torna prima o poi da voi per cercare di riottenere senza dare (se non la propria presenza a orari condizionati dalla presenza dell’altra donna, ovvio) tutto quello che voi gli date: sesso a 5 stelle lusso, comprensione, pazienza (ma quanto rompiamo con le nostre lagne), consigli, massaggi, coccole, condivisione, insomma tutto quello che non hanno più in casa.

Tornano perché gli manca la geisha psicologa gratis, altro che Ti amo. Sono tornato perché ti amo troppo, non posso vivere senza di te, soffro (lui soffre) troppo, mi manchi troppo… E quindi? Lasci tua moglie? Lo sai che ti amo Ma… non posso. Lo farò, dammi tempo (e siete insieme da tre anni), devo pensarci, non mettermi con le spalle al muro, mi stai pressando troppo… Ma Ma Ma Ma Troppo Troppo Troppo Troppo.

Se ci fate caso, guardando indietro agli albori della vostra storia, noterete che l’uomo che bara in amore, affermando nei tempi supplementari del rapporto Ti amo Ma era uno che faceva, prima di dire il fatidico Ti amo (e basta) affermazioni tipo:

Sei la donna della mia vita

Sei diversa da tutte le altre

È la prima volta che incontro una persona Splendida (e sinonimi dall’interessante a speciale) come te

Sei diversa dalle altre, tutte le altre

E avanti con le definzioni altisonanti, esagerate, anticipate rispetto alla vera, normale, fisiologica maturazione di un amore vero (attente, i colpi di fulmine Veri sono rari come i vasi dei fiori che cadono in testa)

Potrei andare avanti cone le affermazioni di amore esagerato quanto incondizionato, se volete aggiungete voi nei commenti #acasadiAle.

Ma tutte queste affermazioni, fateci caso, hanno anticipato nel tempo il fatidico Ti amo (e basta). Erano campanelli d’allarme. Erano tutti segnali d’esagerazione, un sintomo che ho descritto nell’identikit dell’uomo esagerato (leggi qui) che dicono sostanzialmente una cosa: un uomo che spende troppo facilmente parole importanti a sproposito, è a rischio un giorno non solo di dirti Ti amo a sproposito, ma soprattutto, poi, di dirti Ti amo Ma.

Questi uomini dall’amore condizionato mi fanno venire in mente quei Superdotati che spesso mi descrivete in privato, nei commenti, o raccontandomi le vostre storie.

Sono quelli che ai primi incontri millantano capacità amatorie da pornostar e poi hanno problemi d’erezione al primo appuntamento. Per carità succede, è capitato a tutti, capiterà ancora, voi nel 90% dei casi siete più che comprensive, MA innanzitutto evita di descriverti come un superman del sesso (campanello d’allarme!) e, soprattutto, non puoi dirle Non ce la faccio perché sei Troppo bella, Non ce la faccio perché ti desidero Troppo (campanello d’allarme!).

L’erezione è un complimento sincero, se sei troppo bella e ti desidero troppo ti farò fare il giro dell’orologio, altro che problemi!. Qui il Troppo equivale al Ma degli altri uomini descritti. Occhio: gli uomini che giocano sul Troppo e sul Ti amo a gratis e Troppo facile spesso sono quelli che poi ti diranno Ti amo Ma.

Insomma, basta un Ma per azzerare un Ti amo, per azzerare l’amore.

Sincerely yours

Ai nuovi lettori benvenuti #acasadiAle. Commentate! Scrivetemi!

Perché scelgo uomini sbagliati

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Hai scelto un uomo sbagliato. Anzi due, perché  non è la prima volta. Anzi tre, perché ci sei ricaduta ancora, nonostante la tanta sofferenza passata e l’esperienza, e la diffidenza, almeno in teoria accumulate.
Perché scegli ancora (ormai ti sembra sempre) uomini sbagliati?

L’errore è tuo, negli uomini che sono ormai in maggioranza un disastro da evitare o è un concorso di colpa?

Ti avranno infatti detto che, tutto sommato, è colpa tua se scegli sempre uomini sbagliati. Scarsa autostima, immaturità latente, ricerca di un padre, incapacità di imparare dagli errori del passato. La gente giudica facilmente gli altri, e chi più ne ha più ne mette. Ti ci metti anche tu, a volte, a giudicarti ferocemente, come solo le donne sanno fare.

C’è chi poi ti avrà detto che lasci troppo spazio al tuo spirito da crocerossina (leggi qui), che in fondo come molte ti piacciono gli stronzi e non i bravi ragazzi manco fossi adolescente, persino che in amore sei autolesionista o immatura.

Non saranno mancate, infine, le vedove dell’amore, quelle che del meglio sole che male accompagnate ne hanno fatto una fede perché, per loro, i maschi sono tutti uguali e tutti irrecuperabili. Meglio appendere la femminilità al chiodo quindi e darsi, forse, al sesso fai da te o al nulla. Oddio, col mercato attuale degli uomini papabili mi verrebbe più di una volta di dare ragione alle vedove dell’amore, ma poi guardo le non poche coppie felici esistenti e anche quelle che magari si lasciano dopo un po’, ma non perché era tutta una fregatura, si lasciano dopo essersi dati reciprocamente e senza tanti drammi, e perché innamorarsi non è poi così facile.

Non ascoltare nessuna di queste voci. Già Pellizzari, ma allora cosa faccio, dove sbaglio, da dove ricomincio?

Iniziamo con l’analizzare gli uomini che scegli e le loro caratteristiche, forse capiremo di più.

SCELGO UOMINI SPOSATI-OCCUPATI
Facile dire che gli uomini sposati od occupati si evitano come la peste. La realtà è ben più complessa. Intanto molti di loro si presentano come finti separati, come separati in casa (figli e questioni economiche sono indubbie realtà dei tempi, ma anche le balle più frequenti), separandi o in gravissima crisi con la moglie, che ormai non scopano da 77 anni. E poi, tolti i finti single che mentono perché hanno capito che la corte sarebbe troppo dura con la fede al dito, ci sono i brillantoni simpatici, quelli che ci sanno fare e superaffascinanti, che la fede la sfoggiano proprio perché, se ci stai, lo sapevi che ero sposato. A buon intenditor… Sposato? Io non andrò mai con uno sposato! Non so chi ha coniato per primo il detto Mai dire mai (ci hanno fatto pure uno 007), ma so che le donne che hanno profferito questo verbo e poi sono diventate le amanti coscienti e consenzienti di un uomo occupato il primo errore che hanno fatto è stato proprio dire Mai dire mai, criticando magari le altre. E come ci sono cadute, nonostante il forte pregiudizio iniziale? La mia epidemiologia di coppia, analizzando i vostri racconti, ha individuato dei denominatori comuni, che si ripetono in una serie di donne. Intanto molte di voi lavorano o lavoravano con il Mai dire mai. Purtroppo la contiguità e frequenza del lavoro dà adito, al nostro cacciatore con fede al dito o nascosta in tasca, di lavorare con pazienza, ma con più probabilità di successo degli altri, anche con voi. Quindi il fattore campo è dalla sua. Un altro vantaggio è che questi uomini, sapendo di essere in svantaggio con voi per le vostre remore, sfoderano tutto il loro fascino, e ci sono davvero dei talenti in simpatia, corteggiamento e savoir faire, peccato che il tutto sia finalizzato al procurarsi un’amante. Quindi mettici la convivenza forzata lavorativa, le occasioni di condividere momenti ludici e professionali (dove lui ti farà sentire una regina, la più brava di tutte), la simpatia e il suo carisma, ed ecco che la prima barriera di difesa cadrà. C’è anche chi la butta sull’amicizia, cambiando tattica, ma di questo te ne parlo in una categoria a parte. L’ultimo cavallo di Frisia a difesa del tuo letto cadrà in auto, a casa tua, ovunque vi scambierete il primo bacio, o addirittura di più, perché prima di farlo lui avrà retto a tutti i tuoi test e tu avrai sostituito il Mai con uno sposato con un In fondo il suo matrimonio è finito e ci aggiungerai anche “In fondo è solo una scopata”. E ti ritroverai, il tempo di infilare il preservativo, nel mondo delle amanti. Aggiungo altre due categorie di voi: quelle che del fatto che uno sia sposato non gliene frega niente, anzi così non rompe, e quelle che sono state tradite dal marito e sotto sotto vogliono provare l’ebrezza-rivincita di essere anche loro amanti. Alle prime dico che il giro dello sposato vale se non superate il periodo ludico tutto sesso e rock and roll dei primi sei mesi, poi siete a rischio innamoramento. E allora i sabati e domeniche da sole vi peseranno come macigni, nonostante la vostra indipendenza. Meglio finire il gioco prima. Alle altre, quelle che provano a fare le amanti, dico solo che provare a stare dall’altra parte per una sorta di rivincita su quello che avete patito come mogli mi ricorda quello che scoperta appunto la moglie a letto con un altro, per farle dispetto si era evirato. Nessuno è felice in un amantato: non lo è la moglie, non lo è l’amante. Dunque, mai dire mai. Perché siete tante a dirlo e a non rispettarlo.

Come evitarlo: diffida innanzitutto  se vedi che la corte spietata iniziale si trasforma subito in grande amicizia appena chiarisci che tu con gli sposati non ci vai mai: si chiama cambio di tattica. Occhio anche al fattore tempo. Dice di essere separato in casa, in crisi e comunque libero di fatto? Allora potrà passare un weekend con te in una città d’arte (specificagli camere separate e non si tromba) già il prossimo sabato, oppure può ricevere telefonate anche dopo le 22 senza parlare dalla tazza del bagno. Se è libero non avrà black out lunghi serali o nel weekend perché anche se sta con i ragazzi perché è il suo turno può rispondere comunque. Occhio a quelli che mettono già paletti: ah io quando lavoro non rispondo, quando sto con i figli non rispondo… No tu rispondi se ci tieni a me. E se non rispondi sei sposato. Questo vale se lui si dichiara libero: dubita sempre, mettilo alla prova, aspetta, prendi tempo, ascolta il tuo sesto senso, non sotterrare cose anche piccole che non ti tornano. Se invece è sposato ma dice di non essere morto evitalo davvero come la peste: la vita da amante si corona in nuovo matrimonio in 1-2 casi su 10. Ricordati cosa dicevi quando eri lucida: mai con uno sposato.

 

SCELGO UOMINI SERIALI

Il seriale è un uomo che innanzitutto non ha nessun rispetto delle donne, le vede come oggetto dei suoi desideri fisici (a volte psicologici, ma sempre conditi dal sesso) che hanno sempre un timer, quindi deve cambiarle spesso, oppure deve sovrapporle, perché spesso ne ha più di una contemporaneamente. È un traditore che tradisce anche quando non c’è bisogno di tradire, è un amatore da catena di montaggio, è uno che si innamora di tutte perché non si innamora di nessuna. Forse si è innamorato una volta, ma avendo come tutti provato almeno una delusione d’amore invece di metabolizzare la cosa come fatto di normale crescita emotiva ha rafforzato la sua idea negativa delle donne, che vanno usate, non amate. Lui ama se stesso. Narcisista? Ferito dalla ex moglie? E chi se ne frega! Se devi farti curare fatti curare da uno bravo, ma non rompere le vite delle mie lettrici. Che purtroppo invece ci cadono perché il seriale è un altro bravissimo attore, che dà il meglio di se in fase di corteggiamento, e che sembra l’opposto di un seriale.

Come sgamarlo per evitarlo? I seriali hanno tanti, troppi segreti. Dovendo pasturare mari grandi per avere prede sempre pronte di solto hanno profili social che rimangono aperti alla new entry, cioè voi, il tempo di catturare la vostra attenzione, e poi vengono blindati. Hanno stati di chat non trasparenti, hanno uscite serali non trasparenti, vendono il rispetto della vostra privacy e libertà come un valore che rispettano ma che in realtà serve a loro per non avere ingerenze. Sono uomini generici su quello che fanno, e il loro finto interesse per quello che fate voi e farvi parlare sempre maschera il loro bisogno di segretezza e di dare poche spiegazioni. Di solito studiano il vostro profilo social per vedere non solo chi siete, ma quali amiche avete. Gli interessa perché è nel vostro parco amiche che potranno trovare la prossima sfortunata, ma anche perché è meglio controllare a chi chiedere l’amicizia. Gli sarà sicuramente capitato di fare una figuraccia corteggiando l’amica della fidanzata di turno per errore. Oscurate le vostre amiche. Se vi dice che a lui non interessano i social e li usa solo per lavoro (ecco perché ha 5000 amici, quasi tutte donne?) lo fa perché non vi vuole in bacheca, il suo bacino di pesca. Insomma, il suo charme si tramuterà col tempo in insofferenza, versioni di dove è stato con chi è stato divergenti o contraddittorie, poca pazienza. Sfruttate la sua poca pazienza e la sua voglia di concludere a letto: più allungate il brodo senza dargliela più verrà fuori il suo vero io e aumenterà (controllate) la sua attività extravoi soprattutto sui social. Il “a tua disposizione” sarà sempre meno a disposizione. Datevi tempo, non abbiate fretta, testatelo bene questo uomo all’apparenza perfetto. Bastano meno di due mesi di uscite regolari per capirlo.

 

SCELGO UOMINI ESSE TI ERRE

Lui è figo, sicuro di se, di successo, maschio. forte... E a chi non piacerebbe uno così? Peccato che ottenuti i tuoi favori, come si diceva alla corte di Versailles, lui diventi uno stronzo. Non  chiama, ti prende quando vuole, è un tenero amante ma fuori dal letto nessuna pietà. E dopo averti presentata agli amici ora ti tratta come una pezza da piedi proprio davanti agli amici. Ieri ti portava a casa alle 2 di notte e adesso ti chiama un taxi che pagherai tu perché è stanco e per favore fai la doccia a casa tua che domani non c’è la colf e quindi si sporca inutilmente. Potrebbe essere un seriale ma non è obbligatorio, anche perché il seriale mente, lui non ne ha bisogno. Lui è perfetto fino al completamento di tutte le posizioni del kamasutra, poi ridiventa lui.

Come riconoscerlo per evitarlo: è uno che ha avuto tante storie d’amore di solito, solo una o due serie, il resto è stato troppo stronzo per reggerle. È uno che lascia le donne con la sicurezza con cui ti corteggia, quindi potrebbe fare l’errore di vantarsi sia del numero di donne che del fatto che lui ha sempre il coraggio di lasciarle. Attenta... È molto concentrato sul sesso e sula tua estetica, perché essendo un edonista gli piace sfoggiarti (anche al seriale, ma quello deve tenerti nascosta alle ex e alle parallele) ed è interessato soprattutto al tuo corpo e alle tue prestazioni, quindi si distrae facilmente quando usate il cervello e gli parli delle tue cose, lavoro o cultura generale. Ha molti interessi che esulano dal tuo campo, dagli amici allo sport: oggi li mette da parte perché deve portarti a letto, presto sarai tu a dover aspettare i suoi comodi.

 

SCELGO UOMINI “AMICI”

Molte di voi hanno almeno un grande amico, se non IL migliore amico. L’ho detto in passato lo ridico qui: salvo rare eccezioni l’amicizia fra uomo e donna non esiste. O meglio esiste ma è spesso squilibrata e falsata da volontà nascoste: lui fa l’amico ma ha il fucile puntato in attesa del primo segnale per saltarti addosso e tu tolleri la cosa perché per ora ti va bene così. Peccato che non poche di voi, anche dopo una lunga militanza amichevole, si chiedano prima o poi: ma se andiamo così d’accordo potrebbe essere lui il fidanzato ideale? Oppure, consce della sofferenza del pretendente mascherato da amico, in un momento di intimità, arrivino al fatidico “proviamo”, anche per non rovinare l’amicizia. Il test amico-fidanzato fallisce nove volte su dieci. Sarà la confidenza cresciuta in modo asessuato (anche se lui cova sogni proibiti), sarà che spesso gli amici si rivelano amatori inibiti (l’ansia da prestazione aumenta con un background amichevole, evidentemente), sarà che le attese sono troppe (lui è fantastico come amico, in fondo il più è fatto), spesso le dinamiche dell’amicizia che diventa storia sessuale non funzionano. Conosco anche casi di dichiarazioni amorose importanti (non riesco più a esserti amico perché ti amo: scegli) di amici che raggiunta finalmente l’agognata meta (il tuo letto) si sono poi volatilizzati a gambe levate. Gli amici che diventano amanti, dunque, funzionano raramente e rompono tante amicizie, e dopo non sarà più lo stesso.

Come evitarlo: intanto credere all’amicizia fra uomo e donna solo se non c’è attrazione fisica da entrambe le parti, o siete già ex. Sono due delle poche eccezioni che mi vengono in mente di amicizie fra uomo e donna che possano funzionare. E l’eccezione non è il tuo caso, se cogli periodicamente il lato seduttivo ma preponderante del suo modo di fare. Occhio a quello che fa approcci e aggiunge troppo spesso “scherzavo”: al terzo scherzavo periodico non scherza. Mai pensare “proviamo”: è una strada senza ritorno. O è amico o è un pretendente. Se ti accorgi che ti vorrebbe vedere nuda affronta in modo sereno la vostra amicizia: deve decidere anche lui. E se fino a oggi ha dovuto gestire il suo Hide nei tuoi confronti è meglio che vi prendiate una pausa di riflessione, non puoi continuare a dargli la pozione per rimanere Jeckyll. Se poi è sposato e proponeo “solo amicizia” interrompi subito le trasmissioni.

 

SCELGO UOMINI SFIGATI

Anche lo sfigato più sfigato, il triste mammone e reduce ammaccato (leggi qui) trova la forza di sembrare un figo ai primi appuntamenti, altrimenti beccherebbe solo crocerossine votate alla morte sentimentale. Quindi sarà interessante e seducente all’inizio,  cercando di nascondere i suoi difetti, che sono in sintesi quelli di essere un uomo debole e pieno di complessi. Fra gli sfigati troverai infatti il mammone che cerca una nuova mamma in ogni donna, quello in cerca di una psicologa gratis per piangere sulla tua spalla (ma tu mica puoi piangere sulla sua, a parte i primi tempi), il lamentoso che tutti ce l’hanno con lui, quello che non funziona o è imbranato a letto ed è pure colpa tua. Tutti apparentemente all’opposto nei primi tempi, diventeranno cozze lamentose appena ottenuto il vostro interesse e letto.

Come riconoscerlo per evitarlo: lui sa di essere lamentoso e noioso, quindi non essendo nella sua indole lo sprint e la performance teatrale, farà il bello tenebroso taciturno, l’intellettuale che pensa e riflette sempre, farà trapelare con discrezione l’amatore eccezionale che ha in se, se il suo problema è sessuale. Oppure farà l’esagerato, sia nel corteggiamento che nel porsi con te, per mascherare con un potente do di petto quella che è la sua vocina quotidiana. Fra le righe, potrai notare, in questa brochure dell’hotel cinque stelle, delle discordanze da non sottovalutare. Il mammone vorrà tante, troppe coccole e avrà punte di pigrizia. Il lamentoso zoppicante avrà uno strano interesse per l’ipocondria e le malattie, anche le vostre. Oppure vi farà capire quanti problemi deve risolvere nella sua vita, e quanto non si apprezzi mai abbastanza il lavoro dei geni. Infine, chi parla troppo di sesso vantando esageratamente le proprie prodezze (convinto che la cosa vi ecciti) è poi quello che le prime volte se fa cilecca dice che ti desidera troppo o sei troppo bella, dimenticando che l’erezione è sempre un complimento sincero. Attenzione: succede a tutti di fare cilecca, per lui però è sempre colpa degli altri. C’è anche chi arriverà a dirti: è successo perché non ci sai fare… Scappa! Troppo è la parola chiave dell’uomo sfigato.

 

Care amiche, spero abbiate capito. Il mondo maschile è costellato di bravissimi attori e talenti nel vendersi bene, di pacchi con magnifici fiocchi che una volta aperti se va bene sono vuoti. Smettete di considerarvi dei magneti per questo tipo di metalli pesanti e imparate a essere più selettive, senza pensare al ritiro dalle scene. Rilassatevi, osservate, ascoltate e fate tesoro degli errori del passato. Che sono una fonte preziosa di esperienza, non una condanna all’infelicità.

 

Sincerely yours

 

foto Pixabay

 

 

 

 

 

Uomini che decidono per convenienza passione o gelosia

 

L’Uomo convenienza
L’Uomo convenienza

Molti uomini, nelle loro scelte, sono dominati dalla convenienza, dalla passione e dalla gelosia. E l’amore? Non è mai figlio della convenienza, quasi mai della passione (se non temporaneamente) e, più spesso, lo è della gelosia che, non a caso, considero spesso il termometro dell’amore stesso, se non eccessiva e anormale. 

Scrive una commentatrice: la cosa più amara per me è stato scoprire – grazie a questo blog – quanto il mio ex Lui aderisse banalmente a ogni cliché quando ho creduto per anni che fosse unico, che fossimo unici.

Parto dal commento di una delle mie assidue lettrici per rispondere a una delle domande che mi fate più spesso, e che si lega al titolo di questo post: cosa ci passa per la testa quando dobbiamo prendere una decisione in amore? Perché non lasciamo la moglie per voi dopo anni di matrimonio fallimentare? Perché ci dichiariamo innamorati dell’amante ma la lasciamo o ci facciamo lasciare? Perché, provocata noi la fine di una storia, e sapendo che vi facciamo soffrire, ci facciamo sentire e ci riproviamo? E infine, perché chi di noi vi sceglie davvero dopo mille peripezie lo fa? Che cosa ci domina nelle scelte? 

La lettrice ha scoperto una triste verità. Molte di voi si arrovellano sulle nostre dinamiche comportamentali partendo da un errore di base che viene poi alimentato dai nostri atteggiamenti falsi e dalle nostre bugie, dalle maschere che indossiamo. 

La triste verità è che gli uomini in amore, soprattutto se è travagliato come quello degli amanti, si comportano in maggioranza, grande maggioranza, in modo uguale o molto simile, ripetendosi nel tempo anche con donne diverse. Su questo si basa la mia epidemiologia di coppia e la mia visione del pensiero al maschile. 

Aggiungo che oltre a essere ripetitivi fino alla banalità, ma molto bravi a simulare identità diverse per gabbare la femmina di turno, come dicevo all’inizio molti uomini decidono in base a tre colonne portanti del loro pensiero e comportamento: la convenienza, la passione e la gelosia. La convenienza è sempre presente in tutte le tipologie, con una eccezione che vedremo.

Ecco tre uomini tipo e il loro pensiero, che spero vi farà capire perché fanno certe scelte.

L’uomo convenienza

Quando sono confuso a un certo punto mi fermo e mi faccio sempre la stessa domanda: ma a me cosa conviene? Questa domanda mi ha salvato la vita in tante storie d’amore, passate e presenti. Sono sposato da 10 anni ma il mio matrimonio è finito 5 anni fa, con l’arrivo del mio primo e unico figlio. Mia moglie ha smesso di fare la partner e si è concentrata sul ruolo di madre. Quando al sesto mese di rapporti sessuali vicini allo zero ho conosciuto una donna che non si faceva problemi con il mio status di coniugato l’ho tradita per la prima volta. Superati i primi sensi di colpa, inevitabili per un neofita del tradimento, me la sono goduta alla grande. Facevo il buon padre, mia moglie era contenta perché non rompevo più e facevo un po’ meno bene il marito, ma ufficialmente ero irreprensibile. La storia con la mia prima amante è andata avanti tre mesi di sesso meraviglioso e anche, perché no, amicizia. Poi lei si è innamorata. Ero in crisi. Rinunciare a scopate galattiche o rischiare di trovarmi invischiato in una storia passionale ma a rischio casini inenarrabili? Nel marasma della mia mente è affiorata la domanda salvifica: ma a me cosa conviene? A me non conviene separarmi, mi sono detto. Mi conviene tenermi un’amante, perché soddisfa la parte sessuale che mia moglie non vede più, ma la cosa deve avere un prezzo accettabile. E la mia storia con l’altra rischiava di avere un prezzo troppo alto. Dovevo lasciarla, visto che era chiaro che lei non avrebbe voluto andare avanti come trombamica. Ma come lasciarla? Cosa mi conviene? Per non prendermi le responsabilità di troncare dovevo farmi lasciare. Così ho iniziato ad accampare scuse di superlavoro e a diradare incontri, farli saltare all’ultimo momento, eliminarne la parte sentimentale tipo cene o dormire insieme per farli diventare puramente sessuali, sono arrivato persino a farlo in auto con lei e riaccompagnarla subito a casa, altro che albergo di lusso e cena a lume di candela. Nel giro di tre mesi di questo declino amoroso lei si è stufata e mia ha dato un aut aut. O mi dai più tempo e almeno le attenzioni di una volta o ci fermiamo qui. Era quello che speravo di sentirmi dire. Ho risposto che avrei voluto dare di più ma in quel momento, causa lavoro problemi e la cometa di Halley non potevo. Mi ha lasciato iniziando un black out di presenza e comunicazioni. Era fatta e aveva scelto lei, diciamo aiutata dal mio comportamento evasivo e minimalista in campo presenza e tempo dedicato. Mi ha scritto due volte e ho risposto mi manchi ma ho tanto da fare tanti problemi. Ed è finita. Oggi ho un’altra amante: sono tre mesi che stiamo insieme. Per ora mi conviene. L’ho scelta sposata questa volta, la prima era single e le single sono più problematiche, pretendono di più. Per ora tante risate e tanto sesso, e lei non fa storie o accampa pretese. Ma è presto per tirare le somme e capire quanto mi converrà andare avanti. Il copione dell’essere lasciato è lì bello pronto.

L’uomo passione e convenienza

Sono due anni che sto con Anna, la mia amante. Il problema è che, in vari momenti di passione, le ho promesso di lasciare mia moglie e di fare un figlio con lei. Gliel’ho promesso un mese dopo che ci siamo conosciuti e, mentre glielo dicevo, ci credevo anche. Certo dentro di me sentivo la voce che diceva che cazzo dici lo sai che non lascerai mai la tua famiglia ma quelle maratone sessuali fantastiche mi obnubilavano la mente, volevo farla felice almeno a parole, ottenere di più da lei, più tempo, più sesso. Anna all’inizio era molto coinvolta ma non innamorata, visto che aveva anche un divorzio alle spalle e sa come vanno certe cose. Ma ripetendole il mio amore e le mie promesse per sei mesi, vedendoci sempre di più e stando sempre meglio insieme alla fine ha ceduto, si è innamorata e mi ha detto: ok, mi va bene, molla tutto io ci credo nella nostra coppia. La mia passione si è gelata. La vocina che cazzo stai facendo è riaffiorata e si è unita a una nuova voce, ma ti conviene? Quando poi lei mi ha chiesto di andare a vedere la casa di una sua amica che ci avrebbe affittato appena mi fossi separato come promesso tante volte ho dovuto inventarmi una malattia del figlio piccolo per non andarci. Mi conviene tagliare con lei, mi sono detto. Così ho iniziato ad accampare scuse e a ritardare il nostro incontro settimanale da lei con varie balle. Dopo 10 giorni però non ce la facevo più: la voglia di fare sesso con lei, la passione per il suo corpo e la sua propensione a fare di tutto e di più a letto è stata più forte. Ci siamo visti per quattro ore di intensa passione. Ma mentre stavo vicino a lei, steso nel suo letto dopo ore di passione e kamasutra, mentre gli effetti dell’ultimo orgasmo scemavano e lei mi parlava di amore e futuro insieme, l’angoscia saliva nella mia mente. Non mi conviene rivoluzionare la mia vita per il sesso con lei, e per quanto io abbia una passione con lei non mi conviene proprio. Perderei soldi, tranquillità, dovrei occuparmi a turno dei figli, mentre ora pensa a tutti mia moglie. Una donna ormai addormentata a letto, ma ottima madre e poi la casa al mare, il posto che adoro, è sua. No, mi conviene chiudere adesso, che mi sono tolto la voglia di sesso e ho la calma del periodo refrattario. Mi conviene farmi un’altra amante, dove convogliare la mia passione. Così la mattina dopo le ho scritto su whatsapp che non ce la facevo a lasciare la famiglia. Non vi dico la reazione di disperazione. Voleva vedermi, perche certe cose non si dicono con dei messaggi. Mi conveniva vederla? Sì, perché avevo paura che facesse colpi di testa. Così sono andato a cena con lei. Mi sono difeso dalle accuse di false promesse ammettendo che sono un debole, che ho sottovalutato la situazione economica e quella dei figli, ma mentre parlavamo un solo pensiero mi cresceva in testa: farmela per l’ultima volta. Era lì, arrabbiata e ancora più bella del solito. Non mi conveniva scoparla di nuovo ma la passione mi urlava nella testa “dai, un’ultima volta”. Ed è successo: per quanto arrabbiata e delusa, lei è tornata a letto con me perché è innamorata. L’ho lasciata il giorno dopo con un altro messaggio. Questa volta mi ha risposto lei non farti più vedere e mi ha bloccato dappertutto. Sono passati tre mesi da quel giorno, e io le scrivo tutti i giorni da due settimane usando la mail, l’unico canale aperto che ha lasciato. Cosa voglio? Averla di nuovo come amante. Credo di poterla convincere ad aspettare con la mia separazione, che so bene non arriverà mai. Ma se la convinco a fare l’amante ancora per qualche mese ho sesso di qualità assicurato per un po’. Mi conviene fare così. Non è giusto rompere il suo silenzio? Lo so, ma è più forte di me, sono passionale. La farò soffrire? Sì e me ne dispiace, ma ho troppa voglia di lei. E ieri ha risposto alla mia ultima mail. Mi ha scritto: lasciami stare se mi contatti mi fai male non hai rispetto e pietà? Ho risposto: mi manchi tanto ho bisogno di te soffro anch’io mi sono pentito vediamoci. So che lei è ancora innamorata e mi dirà di sì. Farò sesso con lei. Devo convincerla a fare l’amante ancora per un po’. Quel mi sono pentito credo sarà decisivo, anche se non potrà reggere alla prova dei fatti. Intanto mi conviene prendere tempo con lei. Tempo e sesso.

L’uomo gelosia 

La nostra storia di amanti è durata tre anni. Tutti e due sposati con figli abbiamo attraversato tutte le fasi dell’amantato. Il periodo ludico, fatto di fughe al motel e grande sesso. Poi le prime dichiarazioni d’amore, i progetti, il futuro insieme. Lei poi si è separata per me certo ma soprattutto, diceva, per coerenza: il suo matrimonio era già finito quando ci siamo conosciuti. Di fronte alla sua determinazione io ho avuto paura e mi sono tirato indietro. Non posso, le ho detto. Ok, è finita allora, mi ha detto lei, piangendo ma lucida e dignitosa. Una grande donna. Ma avevo realizzato che fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E che lei era più coraggiosa di me. Dopo un mese di black out vengo a sapere da amici comuni che lei ha iniziato a uscire con le amiche, a girare per locali. La gelosia mi prende alla gola. Bella com’è e ora libera non ci metterà molto a essere circondata da mosconi corteggianti e, prima o poi, si concederà a uno. Solo l’idea mi fa impazzire. Cerco di contattarla ma non mi risponde. Vado sotto il suo ufficio e la fermo mentre posteggia. Ti amo le dico. Troppo tardi mi dice lei. Io insisto. Le chiedo un ultimo incontro. Non risponde e va via. La tempesto di messaggi, mail, telefonate chiedendole un ultimo incontro, almeno quello. Dopo dieci giorni di preghiere in ginocchio accetta di venire a cena. Le dichiaro tutto il mio amore e mi risponde: io non so se sono ancora innamorata di te, certo non provo indifferenza, tu sei stato molto importante. Ma mi hai deluso profondamente, e ho molto sofferto. Sono una donna forte e decisa però, altrimenti non mi sarei separata. Ho sofferto ma sto reagendo, tanto che posso reggere questa cena con te. Cosa devo fare le ho chiesto? Il tuo matrimonio come il mio è finito da tempo. Separati, ma non farlo per me, fallo per te. Ma io ti rivoglio le ho urlato in ginocchio! Mi ha guardato, accarezzato e ha detto: quando ti separerai non so se mi troverai. Si è fatta dare un ultimo bacio ed è sparita. Quell’ultimo bacio era la mi ultima e unica speranza. Domani vedo l’avvocato e poi andrò da lei. Ora so che la amo. L’ho scoperto attraverso un sentimento forte come l’amore, la gelosia. Cosa mi conveniva fare non mi importa più.

Tre uomini tre profili diversi.

L’uomo convenienza, spesso seriale (o lo diventa col tempo), tradisce la sua indole da tante cose, anche se si dichiara innamorato di voi. Non fa quasi mai quello che non gli conviene. Notti fuori, rischi troppo elevati di farsi sorprendere con voi, attenzione alle spese quando siete insieme, prima più generose nella fase di conquista poi in calando col tempo. Lui ama quello che gli conviene, non voi. E non cambierà mai.

L’uomo dominato dalla passione è più difficile da individuare ed evitare al nascere della storia, perché è più bravo dell’uomo convenienza a dirvi bugie e a fare l’innamorato quando sa di non esserlo. Quando ha voglia di voi è così travolto dalla passione che vi chiederà di sposarlo e avere sei figli ma, un minuto dopo, ormai soddisfatto, prima o poi rivelerà la sua vera natura. E si trasformerà in uomo convenienza. L’uomo passionale è come quello che entra al supermercato prima di pranzo: comprerebbe tutto. Provate a portarlo allo stesso super a pancia piena: guarderà il frigo dei gelati con una smorfia. Non sempre la passione maschile si trasforma in amore, la vostra sì.

L’uomo geloso è dominato da un sentimento spesso sincero e meno risolvibile facilmente o manipolabile come quello della passione fisica. Chi è geloso ama, almeno un po’. Certo, ci sono anche quelli che sono gelosi perché hanno un senso del possesso molto forte. Sono quelli che una volta che vi siete lasciati vi fanno scenate perché uscite di nuovo in compagnia, ma can che abbaia non morde. Magari corrono anche da voi per evitare che finiate a letto con un chiodo ma poi torna tutto come prima. E lui non porta fatti nuovi, è gelosia a parole. Se invece la gelosia è solo la punta dell’iceberg dell’amore e gli serve per capire finalmente che vi ama, ecco allora l’ufficiale e il gentiluomo. Sono pochi ma buoni

Sincerely yours 

Mio marito è tornato

Matrimonio: ricominciare è possibile?
Matrimonio: ricominciare è possibile?

 

Caro Alessandro, è passato un anno e mezzo da quando ti scrissi che trattavi sul tuo blog solo di amanti deluse, sedotte e abbandonate da uomini che, nella maggioranza dei casi, tornano dalle mogli per i figli o per lo status o per convenienza economica

Secondo le tue stime solo una minoranza torna a casa perché realmente innamorato della propria moglie. Ecco, io spero, e dico spero, di far parte di quella minoranza.

Uscito di casa due anni fa perché scoperto dopo più di due anni di relazione con un’altra donna si è vissuto finalmente quella storia alla luce del sole, niente più bugie libertà assoluta di frequentazione…

Non ha mai voluto andare fino in fondo, nessuna convivenza con lei, nessun salto di qualità per quel rapporto che non aveva più impedimenti.

Io moglie disperata (mai in sua presenza) ho capito i miei sbagli, ne ho fatto tesoro e ho iniziato un percorso dalla psicoterapeuta che seguo tutt’ora e che mi ha aiutata moltissimo a gestire la rabbia e a fortificare me stessa in previsione di una vita da reinventare.

Dopo 8 mesi di amantato ufficiale è tornato da me… Inutile dire che l’ho perdonato e che adesso, a distanza di quasi due anni, il nostro matrimonio funziona. Condividiamo molte più cose e dai nostri errori abbiamo imparato.

Una parte di me sarà sempre guardinga, la fiducia è difficile da regalare quando sei stata tanto ferita, ma ci proviamo.

Ho visto un film una volta in cui la madre della protagonista diceva alla figlia disperata perché tradita: lascialo andare… non c’è niente di meglio di una dose massiccia di amante per far tornare un uomo dalla propria moglie.

Ogni giorno per me è diverso: giorni belli e giorni di paura che lui possa ferirmi di nuovo. Non credo alla favoletta che è tutto rose e fiori… non sarà mai più così ma proprio perché si è consapevoli dei motivi che ci hanno allontanati si lavora insieme affinché non riaccada.

Se guardo al passato vedo i gravi problemi di famiglia, ma esterni alla coppia, che mi hanno necessariamente assorbito qualunque energia, io poi sono una madre troppo (ora l’ho capito) ossessivamente attenta alla crescita dei ragazzi.

Lui mi parlava del suo lavoro e io non lo ascoltavo più. Lui mi chiedeva di accompagnarlo nei viaggi e io dicevo sempre no. Ma lo amavo allora come adesso. Solo lo davo per scontato. Non era solo il sesso credi che poteva rappresentare un varco verso un’altra. Un uomo vuole sentirsi accolto, capito ascoltato

Vorrei che tante delle donne-amanti che ti seguono non si raccontassero solo la favoletta che il loro uomo torna a casa perché costretto da cause di forza maggiore ma perché a volte, credo molto più del 10% dei casi, si accorgono che spogliato del brivido del proibito, del sesso dei primi mesi una donna non sempre è la compagna di vita che sogni e che, nel mio caso, era già tua.

Non tutte le mogli sono donne avide che sarebbero pronte a tenersi un marito traditore solo per status o soldi.

Sono una donna indipendente economicamente e i figli sono grandi. Ci sono donne come me che potrebbero vivere benissimo del proprio stipendio ma che nonostante tutto amano e credono ancora nel proprio amore.

E spero di poter continuare a condividere un messaggio di concreta rinascita.

Ho anche un messaggio per le mogli in crisi che vogliono recuperare il rapporto anche di fronte a un tradimento.

In concreto ecco cosa ho fatto io:

 

1. Mai piangere davanti a quell’uomo che sta vivendo tutte le sfumature di grigio fuori casa con un’altra donna.

 

2. Mai ridere come se non aspettassi altro che liberarti anche tu di lui perché lo prenderebbe come alibi per scaricarsi la coscienza.

 

3. Mai senza trucco e tacchi a qualsiasi ora si presenti per fare salutini vari ai figli… questo ha funzionato tantissimo!!

 

4. Bene che sappia che non sei murata viva, che esci con amici che lui non conosce, ma senza esagerare.

 

La mia non è stata solo tattica, ero troppo a terra per avere quel tipo di energia strategica ma mentre io cercavo di rinascere lui mi ha riscoperta. Il resto ancora è da vivere.

Se tutta la sofferenza è servita a ritrovare una centratura allora ripiangerei tutte le lacrime che ho pianto.

 

Una lettrice

 

 Grazie cara lettrice. È vero, parlo spesso di amanti e le difendo soprattutto dai maneggi dei tanti uomini che si dichiarano innamorati sapendo che non lasceranno mai la famiglia, imponendo un calvario fatto di momenti entusiasmanti e attese da tossicodipendenza, come ha efficacemente detto nei commenti un’altra cara lettrice. Ma il tuo punto di vista è quello della moglie tradita, che ha perdonato e che ha vinto (dopo due anni puoi esserne quasi certa) o sta per vincere la sua riconquista del marito.

Un punto di vista interessante che dovrebbe far riflettere quelle mogli che per il tradimento del marito se la prendono con le amanti, magari perseguitandole, come se la febbre fosse colpa del termometro che la misura.

Un punto di vista interessante anche per le tante amanti che si chiedono perché lui è tornato dalla moglie o perché, ormai libero, non convive con loro.

Discutiamo sulle tue parole.

 

I mariti che tornano dalle mogli perché innamorati sono una minoranza.

Purtroppo è vero. Non sarà il 10, sarà anche il 20 per cento ma non di più. E sai perché? Perché tutte le amanti lasciate o più spesso costrette a lasciare se li vedono ritornare. Per sesso, certamente, a mani vuote, certamente, ma un uomo che ricerca un’amante (o altre) non si è di nuovo innamorato della moglie. È tornato per i soldi, per i figli, per paura, per coercizione, per debolezza. Ps: non vanno meglio gli amantati che diventano nuovi matrimoni, siamo sulle stesse cifre o meno. Rarità o, se preferisci, minoranze.

 

 

Lui una volta libero non è andato a convivere con lei

Questo è stato un tuo enorme vantaggio e dovrebbe far riflettere tutte quelle amanti che, finalmente ottenuta la separazione legale e fisica, vedono che invece di godersi la libertà ha un piede sul freno, non apre le porte della sua nuova casa, addirittura ci va sì e no con la scusa dei figli… Tanti uomini cedono alla voglia di libertà convinti al 60%, si vede proprio da, come dici tu, dal mancato salto di qualità importante con l’amante.

 

 

Ho capito i miei sbagli, gestito la rabbia.

È stato il tuo passo fondamentale, grazie anche alla terapeuta giusta. Gestire la rabbia, un sentimento normale di fronte al tradimento di chiunque, è importantissimo, perché finché c’è rabbia o rancore una donna non può capire se è ancora innamorata o se è davvero finita con lui.

 

 

Sarò sempre guardinga, la fiducia è difficile.

Altra reazione normale e purtroppo, ci vogliono in media almeno sei mesi dal perdono del tradimento per non avere più tanti flash di lui e l’amante a letto insieme quando fate l’amore voi, o non guardare con sospetto il suo indugiare sul telefono, o non soffrire ogni volta che torna tardi o è in trasferta. Molto dipende dal suo comportamento: un uomo veramente innamorato, veramente tornato da te si comporta in modo rasserenante. Se dopo due anni di rinascita hai ancora leggeri problemi di fiducia credo che sia normale. Il tradimento è una cicatrice che sente quando cambia il tempo.

 

 

Lascialo andare… Una dose massiccia di amante è la medicina giusta

Tenerlo per forza no di sicuro. Quindi sì, lasciarlo andare, ma che sia conscio che tu, seppur ancora innamorata, potresti trovare un altro. Che ne sia ben conscio. Mi ritengo libera anch’io… Senza esagerare, ovvio che non diventi la “vedova allegra”. 

 

 

Io non lo ascoltavo più, badavo ai figli, non viaggiavo più con lui…

La routine e la noia sono i nemici numeri uno dei matrimoni più longevi. Adagiarsi sugli allori è un veleno, sia che lo faccia lui sia che lo faccia lei. Togliere il sesso a un uomo lo manderà a cercarlo fuori, prima o poi. Trattarlo come l’ultimo dei figli lo fa sentire solo e incompreso. Togliere alla coppia degli spazi esclusivi come weekend da soli, cene o comunque spazi di privacy è letale nel medio lungo termine. Se poi, come sempre, si aggiungono casini esterni, la coppia non ha più la forza di tenere di fronte allo tsunami.

 

 

Non c’entra solo il sesso, un uomo vuole sentirsi accolto, capito, ascoltato

Il sesso è il motivo numero uno di tradimento. Ma quello che dici sulla comprensione è vero. Quante “amicizie” fra sposati e donne single (che mai sarebbero andate con un uomo occupato!) sono diventate “migliori amicizie” toccando i vertici della confidenza per poi sforare nel sesso? Molte. E quante amanti si ritrovano a fare le psicologhe a gratis di uomini che non lasciano la moglie ma hanno bisogno di una spalla sulla quale piangere? Tantissime. Certi tornano dalle amanti e magari non chiedono sesso (all’inizio…), ma una seduta di terapia gratis. Perché solo tu mi capisci…

 

 

Non tutte le mogli vogliono tenerselo per avidità, status o per forza

Vero, però credimi, ce ne sono tante che perdonano perché conviene. Perché non vogliono rimanere sole. Perché nel paesino si parlerebbe male. Come sapete, l’unica vera ragione per una separazione in casa (vera, non finta) che io ritenga valida sono i figli piccoli o nella fase dell’adolescenza, salvo la guerra dei Roses. Per il resto una moglie che vuole tenersi il marito lo dovrebbe perdonare perché lo ama ancora nonostante tutto e vuole lottare per tenersi il partner.

 

 

Sui tuoi pratici consigli alle mogli

Sono d’accordo: fare la vittima piagnucolosa, fatti salvi i pianti fisiologici dell’inizio e qualche lacrima inevitabile in corso d’opera, è controproducente. Dignità trasmette sicurezza e struttura, e la sicurezza deve far pensare a lui che voi, fra un po’, potreste non più perdonarlo. O innamorarvi di un altro. O semplicemente andare a letto con un altro. Sul trucco e i tacchi sottoscrivo: à la guerre comme à la guerre, non esageriamo con le strategie ma la moglie compete sempre con una donna di base più sexy e novità e spesso più giovane.

Chiudo con un pensiero. L’ho già scritto: non esiste la vacca che rovina il pascolo degli altri, e non ci si può lamentare se il vento entra dalla finestra lasciata aperta e butta giù piatti e bicchieri lì belli impolverati da anni. L’amore è semplice, anche nella rinascita di un matrimonio: bada ai fatti. Non sarà mai quello di prima, ma un matrimonio che risorge è una casa quasi del tutto nuova, non basta una ristrutturazione.

Sincerely yours

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La speranza è l’ultima a morire

La speranza è una luce in fondo al tunnel della sofferenza per amore
La speranza è una luce in fondo al tunnel della sofferenza per amore

 

La speranza è davvero l’ultima a morire per molte donne alle prese con uomini deludenti, bugiardi, falsi promettitori, millantatori di amori, funamboli della passione.

All’inizio tutto andava bene. Voi eravate la sua regina, lui il vostro re. E vi ha fatto sentire davvero una regina, una donna privilegiata, unica.

È il talento di molti uomini quello di mostrarvi il meglio di noi e dell’amore nelle prime fasi di un rapporto amoroso.

L’affabulatore di sentimenti parla come un poeta dello stil novo ma il motore che lo spinge è la voglia di sesso.

Certo, c’è anche una parte gigionesca e istrionico-sognatrice in noi, e ci piace profferire paroloni come ti amo, sei la donna della mia vita, e godiamo della vista dei vostri occhi liquidi ammaliati dalle nostre dichiarazioni d’amore, ci crediamo anche per un attimo, spinti dalle nostre pulsioni passionali…

Perché un uomo esagera a fare l’innamorato quando non lo è? Perché usare parole e sentimenti roboanti quando non si provano?

È la legge della compensazione.

Un uomo sposato che riesce a convincerti di andare a letto con lui deve compensare il fatto che lui una moglie ce l’ha già. Una donna ce l’ha già.

Certo è la più brutta del mondo, è la più stronza del mondo, è la più noiosa del mondo, è la più asessuata del mondo (infatti non ci scopa da 77 anni) certooooooooo
È come se non ci fosse… ma c’è.

…ed è sempre sua moglie. E stranamente è lì, sempre al suo posto. È arrivata per prima, un giorno ve lo dirà quando dovrà comunicarvi che è difficile lasciarla.

Come fare allora a farvi digerire la cosa, a compensare il gap? Come fare a ottenere il vostro letto e mantenerlo caldo e accogliente? Caterve di balle a parte sulla sua reale dimensione coniugale deve dimostrarvi tutto il suo amore per convincervi che sì lei c’è ma è irrilevante, è solo un passaggio, un elemento pronto a essere sostituito dal solo vero grande amore, voi. Un giorno, chissà, voi sarete al suo posto.

Certi sono anche disposti a dirvi che vogliono un figlio da voi per darvi la suprema prova d’amore, bestemmiando sulla vita di un innocente che, per fortuna, non verrà al mondo (al limite lui farà un figlio per sistemare le cose con la moglie, come se un figlio non fosse così dirompente da mettere in crisi anche il matrimonio più rodato, figuriamoci quelli già segnati dal tradimento…).

Ho parlato dell’uomo sposato, ma la stessa tecnica di farvi sentire una regina viene adottata anche da una serie di single che fanno della scopata seriale il loro credo. Sono quei single impenitenti che non hanno (o non hanno più) una moglie da giustificare, ma devono giustificarvi una vita da maschio sciupafemmine, quello che alla domanda “quante donne hai avuto” fa una pausa perché è incerto su come Non dirvi che ne ha avute mille (sarà figo ma è seriale).

Allora anche lui vi parla della ricerca della donna della sua vita dopo tante delusioni (matrimonio fallito ma anche molte donne incontrate non all’altezza dei suoi elevatissimi sentimenti) e, naturalmente, in breve vi farà credere che quella donna siete voi.

Tutto diventerà bellissimo ma, come lo sposato a un certo punto “deve” tornare dalla moglie il single di ferro vorrà trovarsi un’altra regina. Il timer è il sesso: fino a che il sesso sarà soddisfacente per questi uomini voi rimarrete sul trono. A meno che non rompiate troppo i maroni, allora neanche il sesso di qualità estrema che regalate a questi personaggi basterà. Guardate bene come si comportano dopo avere eiaculato.

Ma torniamo alla speranza. La speranza è l’ultima a morire perché questo blog è stracolmo di storie di donne che hanno anche fatto ammattire lo sposato o il single seriale prima di concedersi, ma che poi si sono concesse.

E quando voi vi concedete, essendo dieci volte più oneste di noi, vi concedete davvero. Se ci dite ti amo siete sincere, non ci dite ti amo perché così vi assicurate una notte di numeri a letto da far impallidire youporn. Una donna sposata che ama il suo amante avrà sempre più crescenti difficoltà a concedersi al marito, e spesso non ha più rapporti. Noi no, dov’è il problema nel fare sesso? Certo, ci sono anche gli uomini innamorati che non riescono più a fare sesso con la moglie perché sono davvero innamorati dell’amante, ma se riesci ad avere un’erezione vuol dire che magari non ami più tua moglie, ma nuda ti fa ancora sufficiente effetto. O sono in astinenza perché non vi vedono da un po’ e si sa, più del dolore poté il digiuno.

Dunque vi siete concesse, lui è riuscito a farvi sentire una regina e voi vi siete innamorate. Avete toccato il cielo con un dito… ed ecco di colpo lo shock della caduta improvvisa, come Lucifero cacciato dal Paradiso che cade sulla terra sprofondandovi fino a creare la voragine infernale.

Il vostro re è tornato dalla moglie. Il vostro re avete scoperto che corteggia una vostra amica (succede spesso con i seriali) o ha già un’altra, spesso in parallelo con voi (non vorrete mica che prenda freddo passando da un letto all’altro!).

Dolore e delusione profonda, sufficienti a fuggire lontano e a non voler neanche sentire più il suo nome.

Questa dovrebbe essere la norma, ma non lo è. La maggior parte di voi, nonostante lo schifo e la delusione il tipo se lo riprende.

Già perché lo sposato pentito di avervi lasciato torna sempre, perché ha fame del vostro letto e della sua psicologa preferita gratis. Solo che non è cambiato nulla, la moglie non la lascia, vuole solo riscoparvi, piangere un po’ sulla vostra comoda spalla e farvi rifare l’amante a tempo indeterminato raccontandovi un’altra manciata di palle promesse o proponendovi amicizia che nasconde trombamicizia. Tornano sempre, hanno fame di un letto sicuro e prestazioni garantite.

Torna anche il single seriale, sempre un po’ narcisista (o molto), perché magari la vostra amica o quella che ha conosciuto su facebook mentre vi prometteva di sposarvi e avere cinque gemelli a letto non è un granché (come fate sesso orale voi… per lui è fondamentale) oppure è porca a sufficienza (porca per un uomo è un complimento) ma rompe le palle il doppio di voi e già dopo qualche giorno. Quindi, mentre si guarda intorno in attesa della nuova preda, perché non bussare alla vostra porta e, nelle more della new entry, godere delle vostre prodezze che gli piacciono tanto?

Un ripassino non guasta mai. Anche perché la grande comodità sta nel fatto che a voi tutta la predica iniziale inneggiante all’amore perfetto e imperituro l’ha già fatta, mentre con una nuova deve risfoderare il repertorio completo e fare fatica.

Un motivo in più per tornare da voi in tempi di magra, anche perché a lui non gliene frega niente di farvi risoffrire, lui risponde ai suoi bisogni egoistici senza remore, chissene frega che tornando azzera il vostro silenzio e guarigione. Uno così dovrebbe farvi schifo, dovrebbe farvi schifo il suo egoismo, ma la speranza è l’ultima a morire e voi non potete credere che il vostro re dei primi tempi sia uno schifo.

Quindi il problema è che voi quella porta la riaprite. Perché vivete nel ricordo dei momenti magici che questi uomini vi hanno fatto vivere, con la speranza che abbiamo capito stando senza di voi, che si siano redenti. Non importa se avete capito che quella è la loro specialità di pallisti affabulatori, voi sperate che sia tutto vero il suo amore. Siete innamorate del sogno iniziale, per quanto si sia rivelato un incubo. E quelle poche amiche che vi raccontano del loro lui tornato davvero come ufficiale e gentiluomo non vi paiono aghi in un pagliaio, ma il vostro nuovo destino che vi colloca fra le poche fortunate.

E sperate che lui sia tornato perché ha visto, dopotutto, che voi siete davvero le migliori, impareggiabili. Vi sembra impossibile che un uomo possa “umiliarsi” e tornare a pietire il vostro perdono perché voi non lo fareste mai, quindi gli credete, sperando che sia tutto vero. Se è arrivato a chiedervi perdono in ginocchio sarà per forza Vero. Ma noi siamo pronti a venderci anche l’anima per i nostri comodi così come siamo capaci di dire ti amo quando non ce ne frega poco o nulla o abbiamo uno scopo.

Così rispalancate la porta, in nome del meraviglioso idillio iniziale e della speranza che, appunto, è l’ultima a morire.

Così vi esponete a una delusione ancora più profonda quando lui, abbeveratosi alla vostra oasi d’amore e di passione ancora una volta Vi annuncerà che la moglie poverina è sola e malata e lui deve esserci, che la figlia di 39 anni ha bisogno del papà o che, dice il single seriale, le cose sono cambiate, lo avete deluso perché non siete all’altezza del compito, lo soffocate, ha bisogno dei suoi spazi, non lo capite fino in fondo. Certi arrivano a dirvi che siete voi che siete cambiate e non siete più quelle di prima. Certi arrivano a dirvi che non si sarebbero mai aspettati da voi quell’uscita con un altro uomo: ma non vi aveva lasciato lui? Non importa, dovevate aspettare, e non importa neanche se col chiodo non ci avete fatto nulla.

Perché fate così? Siete stupide? No, siete innamorate. Avete scarsa autostima? No, siete delle sognatrici in un mondo che si presenta come una favola ma spesso è un horror per maschi. Siete delle struzze che non vogliono vedere in faccia la realtà? No, avete assaggiato l’amore che per voi era sincero e il vostro cervello fa fatica a razionalizzare la verità dietro a tante bugie. Vi sembra tutto paradossale.

Quindi, trasformate la speranza in esperienza e capacità di selezione per la prossima volta. Fateci morire prima di concederci non tanto il vostro letto ma la vostra anima (dico sempre che il sesso non è merce di scambio ma una cosa naturale che si fa quando si ha voglia in due, non si decide a tavolino, ed è anche un ottimo test per giudicare un uomo).

Non si regalano le perle ai porci. E, soprattutto, non si ridanno. La speranza può valere un secondo giro, di più no. E qui ci sono donne che sono al quinto di giro. No care, non innamoratevi della speranza, altrimenti rischiate di diventare schiave di uomini che non meritano neanche un vostro sguardo, o di ritirarvi in convento perché tanto sono tutti così. No. Non siamo tutti così. Scegliete i migliori di noi, il dolore è un passaporto per la felicità se lo sai usare, non uno stigma.

La speranza fatela morire se diventa malattia e fa soffrire.

Sincerely yours

 

Perché credi ai bugiardi

Perché credi ai bugiardi
Perché credi ai bugiardi

C’era una volta una donna bella e intelligente, con un matrimonio alle spalle come tante, una figlia adolescente come tante, un lavoro di soddisfazione, tante amiche, una vita piena.

Una vita piena ma vuota d’amore. Non tanto per il matrimonio fallito. Carlo è stato un ottimo marito e prima fidanzato, ma conoscersi alla maturità, andare a convivere durante l’università, rimanere incinta dopo il primo anno di lavoro può sembrare un percorso ideale ma per Silvia e Carlo si è rivelato un bruciare le tappe e appaltare la parte più bella della propria vita a un matrimonio che non ha avuto la forza, come molti matrimoni precoci, di superare indenne gli anni dopo il periodo di innamoramento.

Così Silvia e Carlo si sono ritrovati, a soli 5 anni dalla nascita di Martina, come fratello e sorella. Niente più sesso, niente più amore, solo bollette, compiti delle elementari e tanto lavoro.

Nel pieno della crisi strisciante e silenziosa Silvia ha conosciuto il suo primo bugiardo, Paolo. Si sono conosciuti in un viaggio di lavoro. Paolo, sposato con due figli, quarantenne (allora 5 anni più di Silvia), era molto affascinante.

Ha saputo corteggiare Silvia toccando quelle corde che erano rimaste immobili da almeno tre anni, nel grigiore del matrimonio fra fratelli con Carlo. Il sesso è stato inevitabile. Non un tradimento, non si tradisce un matrimonio di fatto già finito, ma Silvia, grazie a Paolo, ha toccato con mano non solo la passione e il rinnovo di un sentimento forte, il bello del corteggiamento e il vento fresco e profumato dell’amore, ma la promessa di una nuova coppia, di un futuro di felicità. Peccato che Paolo mentisse. Paolo era ed è un bugiardo, uno dei tanti uomini bugiardi.

Sì perché Paolo si è finto innamorato di Silvia. O meglio, i primi tempi era un entusiasta a parole, sognare a voce alta non costa nulla, poi si vedrà… Le ha promesso di lasciare la famiglia per costruirne una nuova con lei. E Silvia ha così ufficializzato la fine del matrimonio con Carlo, separandosi con grande determinazione e coraggio, non per Paolo, ma per se stessa. Senza Paolo ma forte della presenza di Paolo, il suo nuovo futuro.

Ma Paolo era il primo bugiardo sulla strada di Silvia. Perché ha millantato fin da subito un amore grande quando sapeva benissimo che era una passione con dei limiti, ha detto che avrebbe lasciato la moglie che sapeva dal primo istante non avrebbe mai lasciato, ha sognato ad alta voce con Silvia di viaggi, convivenza, persino di figli.

 

Ma quando la coraggiosa e onesta Silvia si è separata e ha chiesto poi spazio, più tempo condiviso come le era stato promesso tante, tante volte l’amore si è trasformato in confusione, la moglie ormai sorella si è trasformata in storia da recuperare, i nuovi progetti in missioni impossibili, la figlia che non era un problema in adolescente non abbandonabile. Paolo aveva mentito a Silvia, Paolo è stato il suo primo bugiardo.

Silvia ha fatto fatica a dimenticare il suo primo bugiardo, anche perché questo, dopo essersi eclissato di colpo, passando dall’amore assoluto alla fuga a gambe levate davanti alla separazione di Silvia, come fanno molti egoisti e bugiardi, si è rifatto vivo più volte.

 

Con la scusa di rimanere amici, il bugiardo voleva che Silvia facesse di nuovo l’amante. Non ce la faccio a stare senza di te, è più forte di me, soffro come un cane, raccontava il bugiardo a Silvia. E così Silvia ha interrotto almeno tre volte il codice del silenzio, tornando a letto col bugiardo. E ogni volta che il bugiardo ha ottenuto il sesso che voleva è tornato dalla moglie, incurante del male procurato a Silvia ogni volta che le ha fatto interrompere il silenzio per ricominciare d’accapo.

Silvia, per fortuna, dopo avergli creduto tre volte, lo ha finalmente eliminato dalla sua vita. Lui ci ha provato ancora ma Silvia ha opposto finalmente un silenzio assoluto, con il blocco di tutti i numeri e i social. Solo allora il bugiardo ha smesso di insidiarla. Ed è sparito. Orbita, controlla, ma ha capito che è meglio rivolgersi ad altre. È anche più comodo e semplice.

Ci è voluto un anno perché Silvia si riprendesse dalle scorribande del primo bugiardo. Ci è voluto un anno per ricominciare a pensare a una vita senza Paolo, a iniziare a uscire di nuovo e frequentare il mondo, ad accorgersi degli altri uomini, ad apprezzare i loro sguardi e il corteggiamento. È passato un anno ma Silvia è rinata.

Poi ha incontrato Alberto. Divorziato, un figlio grande, dieci anni più di Silvia. Un uomo sicuro di se, simpatico comprensivo e accudente, ha fatto sentire Silvia importante, al centro della sua vita. Il corteggiamento è durato due mesi, ma Alberto ha avuto pazienza, apparentemente capendo che Silvia veniva da esperienze negative e certe ferite erano ancora aperte. Il sesso è stato strepitoso, e poi weekend romantici, cene, mille attenzioni. Al terzo mese di storia Alberto le ha detto ti amo, sei la donna della mia vita, voglio vivere con te. Troppo presto? Silvia scacciava quella vocina che dentro le diceva “lui sta esagerando, come fa ad amarti dopo tre mesi?” perché vivere una nuova storia d’amore le piaceva troppo. E così con Alberto ha iniziato a vedere case da comprare insieme, a fare progetti a lunga scadenza.

Un giorno però, a casa di lui, Silvia ha iniziato a notare un comportamento strano. Il telefono di Alberto è diventato la sua ombra. Non che non lo avesse sempre a portata di mano ma addirittura iniziare a portarselo in bagno… e poi quelle lunghe chat davanti alla tv a tarda sera, gli accessi alla messaggeria a notte fonda.

Dopo giorni di comportamenti sospetti lui ha abbandonato il telefono per un minuto. Un minuto fatidico perché è anche quello di attesa a schermata libera d’accesso prima che il cellulare torni protetto dal codice. Per Silvia è stato più forte di tutto e, messa da parte la sua usuale correttezza e rispetto della privacy, ha guardato dentro alla scatola segreta. Non ci è voluto molto per scoprire l’arcano: la chat era piena di messaggi inequivocabili. Ma il bugiardo numero due non si era limitato a intrattenere una chat amorosa con una donna, ne aveva ben due in parallelo. Una più corteggiamento andante, con tanto di appuntamento romantico a breve. L’altra ormai spinta su dettagli post coito, prova di un consumato tradimento. Due donne più lei, Silvia, fanno tre in contemporanea. La fissa, l’altra e la new entry. Un piccolo harem.

Il telefono di Alberto, in pochi minuti, ha sprofondato Silvia nel dolore targato Paolo, Il primo bugiardo. Il suo nuovo amore, la promessa finalmente giusta per il futuro, era un bugiardo seriale, un collezionista di donne, quelli che se ne tengono una per scaldare il letto e le altre per diletto.

Silvia, seppur in lacrime e disperata dentro, ha trovato la forza di mettere giù il telefono, vestirsi e uscire dall’appartamento lasciando il suo paio di chiavi per non riprenderle mai più. Molte donne al suo posto avrebbero fatto una scenata, forse si sarebbero fatte convincere per non perdere il loro sogno d’amore, Silvia non aveva più benzina per ritentarci e dare a lui la possibilità di replica. Quello che è seguito le ha dato ragione.

Alberto ha tentato di ricontattarla inutilmente per un mese con patetici messaggi del tipo posso spiegarti, ma poi ha desistito. Un bugiardo conosce tutte le sue bugie e sa benissimo di essere colpevole. Prova a ricucire, ogni tanto gli va anche bene, ma se vede che una donna è schifata dal suo comportamento passa alla prossima. Anche perché, avendone due in ballo di new entry, è meglio non provocare troppo la ex e rischiare scenate pubbliche con effetti collaterali sul suo bacino di pesca. Meglio il silenzio. Meglio così, che se ne sia andata. Prima o poi avrebbe dovuto lasciarla o, meglio, farsi lasciare, la scelta preferita di molti uomini come Alberto.

Silvia oggi è single e mi ha scritto raccontandomi la sua storia. Sta risalendo la china, è una donna forte, ma ora evita gli uomini come la peste perché, come mi dice, i bugiardi capitano tutti a me e io non riesco a riconoscerli prima di farmi coinvolgere. Perché?

Perché, cara Silvia e amiche che vi siete riconosciute in tutto o in parte nella sua storia, non sei stupida, troppo romantica o dall’innamoramento facile.

Sei fragile certo, il tuo passato con gli uomini non aiuta perché ogni tradimento amoroso, e la bugia è un tradimento, danneggia il tuo dna emotivo, rendendo più difficile, per ogni occasione o storia che segue, giudicare chi è degno della tua anima e chi no, fino ad arrivare a preferire la solitudine, per paura di soffrire.

Così perdete quella capacità tutta femminile, quel vostro mirabile sesto senso, che vi fa ascoltare la vocina che quando lui dichiara amore assoluto troppo presto o fa progetti da piramide di Cheope vi dice: attenta, troppo amore, troppe promesse, troppo tutto. Il troppo nasconde spesso il niente.

Quindi nessuna colpa da parte tua, se non la voglia di amare e l’onestà. Perché le donne mediamente sono più oneste di molti uomini, e chi è onesto non riesce a mentire dalla mattina alla sera. E non fa della menzogna la sua routine di vita.

I bugiardi, che poi sono spesso dei seriali o degli amanti che promettono il matrimonio ma non lasceranno mai la moglie, fanno della menzogna un pilastro della loro vita.

I meno peggio mentono credendoci un po’, e certe bugie sono sogni a bocca aperta nei quali per l’attimo in cui li raccontano a voi ci credono anche loro, ma non creiamo un alibi a questi bugiardi di serie B. Mentre lui ti dice che vuole un figlio da te sa benissimo che ha i suoi e che non lascerà mai la madre dei suoi. Quindi non esistono bugiardi di serie B, sono tutti di serie A quelli che vi fanno male.

Insomma, che sia bugiardo credendoci almeno un po’ o che sia bugiardo professionale, cioè di quelli che si divertono (è così purtroppo) a mentire e a fare della propria vita tutto un intrigo (arrivando al punto di mentire anche su quello che hanno mangiato la sera prima), ritorniamo a bomba: cos’è che ti fa cadere nella loro trappola?

Questo tipo d’uomo, purtroppo sempre più diffuso, ha un talento: fare innamorare.

Sarebbe un talento splendido, se indirizzato a trovare l’animale gemella, ma purtroppo il bugiardo è spesso un seriale che affina la tecnica amatoria per avere sesso facile/vantaggi materiali (c’è chi ci mette anche il lavoro di mezzo, non credete!) non per avere amore.

Il suo “amore” è propedeutico a ottenere da te il massimo, per darti il massimo a parole e a fatti all’inizio anche tanto (si chiama fumo negli occhi) ma il tutto con una scadenza precisa, che collima con l’arrivo di un’altra o di altre, quando le bugie non possono più sostenere due o tre relazioni parallele.

Il suo talento lo rende, nei primi mesi di conquista e consolidamento nel tuo cuore l’uomo perfetto, ideale.

Un uomo protettivo, attento, simpatico, romantico, accudente, brillante, sicuro di se, che fa progetti anche importanti.

Finalmente sto bene, ti sei detta. E sei stata talmente bene che la tua mente ha iniziato a scacciare piccole incongruenze del suo comportamento che poi si dimostreranno rivelatrici. Anche il “è troppo perfetto, cos’è che non va” viene messo da parte.

Ma un bugiardo lo è sempre e, per quanto preparato e allenato sia, prima o poi cadrà in contraddizione. Era a Milano o a Bergamo? Non tralasciare quella “piccola” confusione. Era al telefono con sua madre o era il suo capo? A dire troppe palle ci si confonde, non passare sopra a quelli che ti sembrano piccoli lapsus di memoria. Rifagli le stesse domande a distanza di tempo.

Questi bugiardi spesso si inventano anche un passato e un presente di comodo, il che rende difficile smascherarli perché hanno una storia consolidata che è già stata testata tante volte. Per esempio i finti separati in casa difficilmente cadranno in contraddizione raccontandovi della loro routine quotidiana. Quello che sbagliano, mano a mano che vi frequentano, è sul giornaliero. Uscite con amici che nascondono uscite con altre, luoghi diversi da quelli presentati come destinazione, smemoratezza su racconti che, appena sciorinati sembrano abbastanza dettagliati, ma che col tempo alla prova del nove non reggono. Un esempio? Domani sera esco con Marco, così finalmente ci vediamo… Ma non vi eravate visti tre domeniche fa con altri? Ah sì scusa ma è lui che vuole vedermi dice che mi deve parlare degli affari suoi. Piccole incongruenze, ma se una rondine non fa primavera due, tre, quattro…

Detto questo posso aggiungere una serie di pulci all’orecchio che vi devono saltare su comportamenti caratteristici e ripetitivi del bugiardo professionale. Non prendeteli per oro che cola ma sono indicativi, soprattutto se lui ne colleziona tanti e si aggiungono alle incongruenze dette prima.

Occhio a questi comportamenti:

1. Vi fa parlare molto di voi e di lui dice poco o comunque svicola e cambia discorso dopo aver dato notizie basic ma ridotte all’osso. E’ vero che l’uomo che sa ascoltare ha un plus caratteriale, ma occhio se a sentirlo parlare delle sue cose tendenzialmente, dette tre parole in croce, fa l’anguilla.

2. Cerca l’anima gemella. Un uomo che è interessato a una bella donna non ha bisogno di fare dichiarazioni di intenti. Basta corteggiare. Diffidate di quelli che fanno il marketing al maschile (leggi qui) e devono per forza farvi capire che cercano una storia seria o la storia della vita. Quando conosci una donna cerchi sesso ed empatia per i primi mesi, poi si vedrà, mica devi riscrivere la costituzione. Un uomo “normale”, mentre ti corteggia, spera di portarti a letto e stare bene frequentandoti, niente di più.

3. Esagera. Ho già parlato dell’esagerato. L’uomo che esagera parlando di sentimenti presenti e passati, che tira in ballo cose esageratamente serie che con i primi appuntamenti non c’entrano nulla, usando un’enfasi fatta di parole tipo matrimonio amore futuro convivenza, è come minimo sospetto. I bugiardi esagerano.

4. Non è un colloquio di lavoro. Un uomo che non ha nulla da nascondere, che deve solo essere se stesso e non deve presentarsi come una merce da vendere, che non deve interpretare un personaggio è rilassato, spontaneo, diretto. Fateci caso.

5. Occhio al separato in casa. Una categoria di grande moda oggi, complice la crisi economica e la presenza di figli piccoli, o semplicemente il fatto che molti amori fra coniugi finiscono ma rimane stima e affetto fra le persone. Ed è questo che ti deve eventualmente raccontare. Se inizia a dirti cose molto private già ai primi appuntamenti tipo “non scopo con mia moglie da anni” (nove uomini su 10 che lo dichiarano scopano regolarmente con la rispettiva, occhio!) o parla male di lei (tu sei ancora una sconosciuta, uno che parla male della madre dei suoi figli, per quanto cattiva possa essere, è peggio di quelli che alla macchinetta del caffè parlano male dei colleghi e appena te ne vai tocca a te) desisti subito. Preferisco uno che ti dice che sta a casa per i figli e per problemi economici, almeno sai che sarà più difficile, soprattutto per la presenza di figli, il costruire qualcosa con te. Sui figli occhio all’età: se sono minorenni è più difficile lasciarli separandosi, peggio se sono maggiorenni e lui ne parla come bimbi in fasce, non saranno mai abbastanza adulti per farsi una vita propria.

6. Rocco chi sei. Diffido dei maschi che sentono il bisogno di dichiararvi le loro capacità amatorie di Siffrediana memoria, comprese le allusioni alle dimensioni. Non ridete, non pochi fanno così, fa parte del capitolo esagerazioni. Non sarà grave come altri atteggiamenti, ma i bugiardi mentono su tutto o quasi.

7. Non ha passato. Gli chiederete se ha avuto delle storie importanti, ha avuto molte donne o fidanzamenti, matrimoni. Un uomo che non deve nascondere nulla racconterà in modo parsimonioso ma trasparente se ha avuto storie importanti, senza dilungarsi ma neanche fare l’anguilla. Bastano 5 minuti per raccontare di un matrimonio fallito, non sono ammessi i “non ne voglio parlare” da anguilla.

 8. Ha fretta. Certi bugiardi cercano di bruciare le tappe perché vedono le donne come una catena di montaggio. Altri dimostrano di avere pazienza perché stanno già assemblando pezzi in altre fabbriche. Occhio alla fretta comunque, i più hanno fretta. Più avanti ci ritorno…

Insomma ragazze, i bugiardi professionali lasciano tracce importanti e indizi probatori sottili ma evidenti. E voi avete gli strumenti per identificarli: un sesto senso superiore, la vostra intelligenza e l’esperienza pregressa, soprattutto se non felice.

Vi lascio quindi con pochi ultimi consigli da utilizzare, se credete, entro il primo mese di conoscenza con il potenziale bugiardo e che si aggiungono a quanto considerato sopra:

1. Siate voi stesse. Se lui interpreta un ruolo vi sarà più facile smascherarlo se voi non mentite o fate dei test artificiali. Sarà molto più facile, presentandovi come siete (difetti compresi) vedere le sue reazioni. Occhio a uno che vi dice quanto ama il vino e al vostro “bevo poco” cambia versione o la minimizza.

2. Fatelo parlare. Fate domande, ascoltate, parlate meno voi (senza esagerare) ma lasciategli spazio. E ascoltate attentamente, anche se lui vi piace molto.

3. Sesso non troppo tardi. Lui punta al sesso, si sa. Occhio se minimizza lo scopo numero uno di tutti i maschi, mente sapendo di mentire o sta recitando la parte del “superiore a certe cose”. La specie si è mantenuta viva per il sesso e per il sesso ci innamoriamo e per il sesso spesso ci separiamo, quindi non raccontiamoci balle. Quando lo devi fare? Quando vuoi e te la senti ma sappi che prima lo farai prima lo vedrai nella sua luce vera. Ricordo in proposito una simpatica pagina social intitolata “Eri più simpatico prima di eiaculare“. In periodo refrattario stat veritas, come per il vino. Quindi se per te il sesso non è merce di scambio (e non dovrebbe esserlo) vai quando ti senti pronta, non rimandare artificialmente e poi giudica il post. Però leggi il punto 4.

4. Datti tempo. Non sei convinta? Hai la sensazione che ci siano delle contraddizioni? Hai colto cose di cui ho scritto qui ma anche altre che ti sembrano positive? prendi tempo prima di investire il tuo tempo con lui, sesso o no incluso. Certi bugiardi hanno in genere fretta di concludere, quindi non resisterà molto a corteggiarti se vede che fa pochi progressi e deve investire su di te “troppo”. Così incastri i bugiardi frettolosi. Per quelli più evoluti, i seriali professionali, è più difficile perché dimostrano pazienza e non fretta. Possono farlo perché mentre ti corteggiano suonano il pianoforte con almeno altre due donne come è successo a Silvia. Come fregarli? pretendete più tempo da dividere con voi. Ravvicinate gli incontri. Se inizia a non potere i sabati e le domeniche o le sere occhio, esce con un altra. Se è un sperato in casa o separato vero ha i turni, quindi interi weekend liberi senza figli, occhio ai comportamenti da sposati. Chiedetegli di vedersi a casa sua all’ultimo momento… i bugiardi odiano le sorprese e cercano di programmare tutto.

 5. Dimenticati il principe azzurro. Lo so anelate l’uomo perfetto dopo tante delusioni, e lui vi sembra quello giusto, ve lo meritate anche. Ma piede sul freno per un po’ e antenne alzate sempre. Non sottovalutate i segnali visti perché è troppo bello quello che sta succedendo.
Non uccidete il grillo parlante che c’è in voi, è saggio, e anche Pinocchio lo sa.

Spero che tutto ciò vi eviti un pieno di balle e di lacrime.

 

Sincerely yours

 

@anpellizzari

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