il chiarimento finale

Il chiarimento finale ti serve davvero? Foto pixabay
Il chiarimento finale ti serve davvero? Foto pixabay

 

Il chiarimento finale serve o fa peggio? 

Lui ti ha lasciata dopo aver giurato amore e poi è sparito o perché beccato dalla moglie o perché non si sa (di solito ha un’altra considerata meglio di te o semplicemente si è stufato ma non ha il coraggio di dirtelo): serve un chiarimento finale o no? 

Un chiarimento finale dove lo metti con le spalle al muro su cose tipo “il mutuo e i figli c’erano anche mentre mi scopavi e giuravi amore un anno fa” ci sta ma serve solo a te perché lui è spesso in malafede dall’inizio o comunque non è disposto a dire mai la verità, neanche alla fine.

 

Lui quando giura amore tre volte su 4 ha la rata del mutuo in tasca e la foto dei figli nel portafoglio, non la tua. Per carità i figli sono sacri ma dillo  subito! Invece no.

 

Il chiarimento finale Serve a te per sfogarti e per chiudere definitivamente .

 

Attenta però : se lo fai per avere una speranza e sentire una buona parola lui probabilmente  ti abbindolerà di nuovo con un mucchio di parole e zero fatti e tu soffrirai il doppio quindi pesa bene questa scelta. Oppure ti dirà che ti ama ma… ciao ciao. Sei pronta a questo?

Il chiarimento all’uomo non serve quasi mai perché se ne frega delle “ragioni e delle palle che ha detto” e ha già deciso e al massimo conta altre balle per rifarsi un giro. A te serve? No di sicuro se covi la recondita speranza che un ultimo incontro lo faccia rinsavire. Altra facciata contro il muro della moglie o del suo non amore.

Il silenzio totale invece vince sempre: o torna in ginocchio o ti da la prova finale che non era alla tua altezza. Il codice del silenzio vince sempre

 

sincerely yours

 

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Confessioni di un seriale

Pixabay
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Incontro Stefano, 51 anni, bell’uomo, libero professionista di successo, sposato da venti anni con due figli. Stefano è un seriale. Non conosce il mio blog perché “non me ne frega niente di sapere come la pensano le donne, l’importante è che ci stiano”. E ride facendomi l’occhiolino: conta sulla solidarietà da bar al maschile. Ne approfitto per saperne di più.

Tu sei un seriale?

Cosa vuol dire seriale

Vuol dire che ti fai le donne in serie, come in una catena di montaggio

Me ne faccio tante, anche in parallelo, se vuoi chiamami seriale. Ma non sono un morto di F, quello mi da molto fastidio quando qualcuna si arrabbia e me lo dice perché la mollo per un’altra o mi scopre con un’altra, io non prendo tutto quello che arriva, io ho sempre donne che mi piacciono e non mi pare di adattarmi, di essere di bocca buona. Io non mi faccio le brutte

Quante avventure hai in un anno?

L’anno scorso otto. In questo momento sto con due contemporaneamente, ma sono di due città diverse.

Quasi una al mese…

In media le mie storie durano due mesi, ma ci sono volte come adesso che ho due donne in parallelo, a volte tre.

E sei sposato

Ho un matrimono “azienda”. Io e mia moglie non ci amiamo da quando è nato il secondo figlio ma abbiamo molti interessi economici in comune oltre a dover tirar su i due fratelli, che sono ancora molto giovani e non indipendenti. Ogni tanto scopo anche con mia moglie, ma roba tipo un sabato sì uno no. Dovere coniugale (ride).

Tua moglie non è gelosa, non hai paura che scopra i tuoi tradimenti?

Non le interessano. Se sa tace e passa oltre. Per lei è importante che io porti i soldi a casa e sia un buon padre. Poi sa che per lavoro viaggio, faccio tardi e a volte dormo fuori. Viviamo così da anni e va bene a tutti e due.

E tu non hai paura che lei ti tradisca?

No, non credo che lo faccia e se lo ha fatto sono robe da poco di cui non mi sono neanche accorto. E poi è tutta casa e figli. Sarebbe come essere geloso del mio commercialista (ride, ride spesso).

Torniamo alle altre: a loro cosa racconti della tua vita?

Il meno possibile. Racconto che sono separato, perché sono poche le donne ormai che ti danno retta se sanno che non sei libero. Certe non accettano neanche più che tu sia separato in casa anche se lo sei per davvero.

E come fai a gestire una balla del genere? Non ti chiedono di venire a casa tua? Non ti telefonano di sera?

Quelle che fanno così o potrebbero fare così le sgamo al primo caffè e non arrivo neanche alla cena. Io pesco donne che riesco ad affascinare da subito, che mi credono anche perché all’inizio sono molto credibile e dico un sacco di balle raccontate bene, sono un ottimo attore. Poi la mia vita in effetti è molto libera e si presta a gestire anche telefonate non previste, che però io dopo un primo periodo di avvicinamento scoraggio. Dico che il mio lavoro dura 24 ore, in casa non si può andare perché ho l’affidamento dei figli e c’è mia madre, se sei proprio una che mi piace (e duri più di due mesi, raro) vengo a casa tua, andiamo in albergo o al limite ti porto nella casa al mare che è mia.

Insomma, ci cadono tutte?

Non tutte. Tante sono diffidenti, diciamo che su 5 donne che conosco tre fanno troppe domande o diventano dubbiose, e io le sgancio al primo caffè o al massimo all’aperitivo che concentro in pochi giorni, per accelerare la pratica (ride). Altre si capisce che, anche se ci stanno, ti si attaccheranno alla giugulare fra messaggi, telefonate e richieste di presenza per cui o le evito da subito o, se riesco a portarmele a letto, ci faccio un paio di giri e poi sparisco.

Come scegli le tue “candidate”? 

Prediligo la Quarantenne, divorziata o separata, lavoratrice, con diverse storie fallimentari alle spalle, a partire dal matrimonio, con figli o no (ma io preferisco con figli, perché metabolizzano meglio quando racconto storie per non vederle o chiamarle appellandomi al mio ruolo di padre). Sono donne che non hanno un’ottima opinione degli uomini perché hanno avuto esperienze più o meno negative con quelli prima di me. Hanno provato di tutto: andare con gli uomini solo per sesso, ma non gli va bene alla lunga perché sono delle sentimentali e, prima o poi, vogliono una storia seria. Cercano uomini per una relazione più lunga e seria, cosa che vogliono tutte, ma vedono poi che sono pochi gli uomini liberi sopra i 40 che vogliono una cosa del genere. Noi reduci da matrimoni fallimentari vogliamo divertirci, nella maggior parte dei casi, non costruire nuovi matrimoni. E poi le donne sono tante: se ti piacciono le ciliegie ti accontenteresti di mangiarne una sola (ride)?

Insomma, sono donne che un po’ ti vogliono credere…

Sì, nonostante tutto sono delle sognatrici che sperano sempre di trovare quello giusto. E io, oltre a essere un bell’uomo e di successo, sono anche un ottimo attore, e riesco a convincerle che forse non è sempre e solo un sogno. Io mi diverto a sedurle, a raccontare storie: se ci fai caso racconto pochissimo di me realmente, mi sono costruito un personaggio a metà fra la realtà e la fantasia. Sono simpatico, le faccio ridere molto e sono bravo a letto. E colgo bene il loro lato romantico. Io dico a tutte che sono innamorato di loro dopo qualche settimana: non mi sono mai innamorato di nessuna, ma ti sfido ad accorgertene.

Allora le ritieni delle allocche che si fanno su con niente?

Certe credono a quasi tutto quello che racconto, in effetti. Altre sospettano, ma mettono da parte i dubbi perché magari faccio buona impressione e loro pensano “mica li posso mandare via tutti, questo mi piace”. Spesso sono donne insicure sul da farsi, nonostante le esperienze negative precedenti. Poi ci sono le crocerossine, no non quelle che vogliono soccorrerti, io non sono un piagnone lamentoso che parla del divorzio, degli alimenti e dei suoi problemi. Sono le crocerossine che dicono tu sei un uomo con problemi, forse sei anche un seriale, ma io ti cambierò, potresti essere perfetto una volta cambiato… Ripeto, di me dico pochissimo, faccio tante domande alle donne, è un’ottima tattica farle parlare, adorano parlare per ore: ascoltarle senza guardare il telefono è uno degli scotti che devi pagare per fartele, devi essere paziente all’inizio.

Come ti presenti

Io mi presento come un figo molto solido, un maschio alfa come si dice, ma gentile, divertente, seduttivo, gentiluomo, romantico, faccio il sognatore alla ricerca della donna della sua vita nonostante le cattive esperienze… Quelle che con il loro sesto senso percepiscono che sono uno sciupafemmine sono quelle crocerossine che, come dicevo, si dicono “sì, sì fai il figo ma io ti cambierò, ti plasmerò come dico io”… Non ci è riuscita neanche mia moglie (che rimane la madre dei miei figli, sia chiaro, non la lascerò mai) figuriamoci una che, per quanto figa, durerà massimo tre mesi se va bene (risata fragorosa). Altre, ancora, vogliono credere alla favola del principe azzurro che prima o poi arriverà, una volta che si sono rimesse dall’ultima storia andata male. Ripeto: sono una minoranza, due donne su cinque di quelle che ci stanno poi con me. Le altre le evito, tempo perso, troppo strutturate o “pericolose”. Troppe domande, troppo sospettose, tengono loro la situazione in mano, e invece devo tenerla io.

Dove le trovi tutte queste donne

Principalmente sui social, che so usare molto bene. Il mio profilo mostra quel tanto che serve per agganciarle: foto, foto sportive, ritratti, in costume (mi curo molto), non puoi vedere i miei amici, nessun riferimento alla famiglia. Foto di luoghi visitati, di bei posti: trasmetto la sensazione di essere un uomo dinamico, sportivo, benestante ma, oltre a quello, tu non vedi niente sul mio profilo. Non a caso riesco a farmi anche le amiche delle amiche: io guardo sempre molto bene i profili di quelle che mi interessano. Primo perché si capisce se sono quelle giuste o a rischio, tipo quelle che mettono frasi contro gli uomini, si capisce che sono amanti ferite e lasciate, o sono in clausura perché siamo tutti uguali. Con queste non ci perdo un secondo. Quelle che parlano d’amore, si capisce che sono sole o mettono foto in costume e un po’ sexy sono interessanti ma vanno vagliate. Sai quante ne incontro che hanno la foto superfiltrata e poi ti trovi al museo delle cere, o mettono una foto di 10 anni prima e te le ritrovi mummificate? Via, via. Guarda, è quasi una professione, ma mi diverto, mi distrae molto, i social hanno permesso nel cuccaggio quello che solo ieri era impossibile anche se non lavorassi e fossi libero davvero (mi fa l’occhiolino).

Come avviene il contatto?

Intanto sono un bell’uomo e quindi un 30% mi contatta senza che io faccia fatica. Sono le migliori, le più motivate. Fra queste ci sono le sposate in cerca di avventure, le migliori in assoluto. Non rompono, hanno tanta voglia di scopare e divertirsi, si va a letto in fretta ma attenzione… Anche queste si innamorano e tendono ad avere un amante fisso, cosa che non sono disposto a fare. Vanno trattate come le altre.

E quelle che contatti tu?

Sono single, separate o divorziate che hanno la fila fuori di richieste di amicizia o messaggi demenziali di approccio. Io chiedo sempre l’amicizia in modo che possano controllare il mio profilo, che di solito è convincente. Poi iniziano le chat che so gestire molto bene, si passa ai numeri di telefono (rigorosamente il mio secondo telefono, dedicato alle ragazze), al telefono do il meglio, incontro e via. Io vinco perché gli altri uomini sono incapaci di corteggiare perché o sono dei pescatori a strascico (ci provano con tutte belle o brutte e hanno un repertorio ripetitivo e si fanno sgamare) o perché sono degli imbranati alle prime armi col tradimento e sono pieni di sensi di colpa, cercano sesso ma anche la “mamma”. La donna vuole un uomo solido come me.

In quanto tempo riesci a portartele a letto?

Massimo in cinque incontri, spesso in due, tre. Il primo non si conta, il caffè. Poi aperitivo e subito dopo cena se promette bene: molte ci vado a letto già al secondo incontro. Al terzo la maggioranza, le donne pensano che darla subito sia disdicevole o un premio troppo anticipato. Le più difficile, alla quinta volta, ma devi essere davvero bella perché io resista. Ogni tanto corteggio più a lungo: mi è capitato e una che ha capitolato dopo due mesi di chat: io la contattavo ogni giorno e intanto mi facevo le altre. Poi ha accettatto di vedermi, l’ho convinta.

Sei generoso economicamente, fai regali  o sei un tirchio?

Tirchio non mi piace sono oculato, lo devo essere perché, nonostante guadagni bene, mica posso buttarli i soldi, soprattutto con chi non ne vale la pena. E poi devo fare tanti “colloqui” (ride). Quindi molti caffè e aperitivi in posti che conosco dove mi fanno lo sconto. Anche al ristorante le porto sempre negli stessi due tre posti dove non ho sorprese col conto e non mi fanno scherzi. I motel costano poco e appena posso vado a casa loro che anche il digestivo è offerto (ride a crepapelle). Regali non li faccio mai. Ogni tanto investo qualche weekend ma le porto a casa mia al mare e cucino io che fa figo e costa poco.

 

Insomma, tirchio nei sentimenti e nell’offrire…

I soldi li spendo per me mica per scopare. Io non pago le donne per scopare.

Come ti comporti durante la fase di corteggiamento?

Do il meglio e soprattutto molta disponibilità. Mando messaggi e rispondo spesso, la cerco spesso, faccio diverse telefonate e rispondo anche a quelle in entrata, anche di sera, pur limitandole da subito (basta spegnere il telefono: sono al lavoro, cene fuori, figli o sono stanco e dormo). Faccio sentire la donna coccolata e al centro dell’attenzione, un mix fra corteggiamento romantico e sexy, per stimolare la loro voglia (donne e uomini a letto sono uguali, sono le donne trascurate dai loro uomini che non hanno voglia… apparentemente, ci vuole quello giusto e divampano subito – sghignazza fastidiosamente).

E quando finalmente ci vai a letto?

Nessuna si è mai lamentata, è il mio vero regalo e lì sono davvero me stesso. Ho molta esperienza, sono dotato, fantasioso, sono bravo.

Tutti multiorgasmi allora, mai una che finge con te…

Non credo. E se anche fosse chi se ne frega. Io faccio di tutto per farti godere, mi piace dare piacere, ma l’importante che sia soddisfatto io. Tanto durerà comunque poco: anche il sesso più appagante dopo una decina di volte diventa ripetitivo, e vuoi mangiare altre ciliegie (tracanna il drink con voluttà).

Hai mai avuto incidenti di percorso?

Una volta una mi ha beccato che volevo uscire con l’amica e mi ha fatto una scenata in un locale. Io non l’ho lasciata neanche finire e me ne sono andato, bloccandola su tutti i fronti. Certo ho perso l’amica che era molto più carina di lei ma non era il caso di insistere. In un altro caso ho speso molte energie per protrarmi a letto una che alla fine non si è convinta della mia buona fede e non ci è stata, ma è successo anni fa quando ancora non ero un professionista (occhiolino).

Ma ti piace vivere così?

Sì. È elettrizzante cambiare donne così spesso. Fare sesso, tanto, spesso e con persone diverse. Non mi annoio come succedeva nel matrimonio. Mi appaga fisicamente e mentalmente. Sono come Casanova.

Casanova amava le donne, la femminilità, tu no, le usi

Ma io mi immedesimo molto nel ruolo dell’innamorato delle donne, di tutte le donne, e poi Casanova era un seriale come me, altro che amore. L’amore è per i figli, per tua madre. L’amore fra uomini e donne non esiste, e se c’è dura pochissimo. Siamo fatti per avere più partner, uomini ma anche donne. La fedeltà è un mito contronatura. Le uso? Siamo tutti adulti e consenzienti nessuno ti obbliga a venire con me.

Come le sganci una volta che ti sei… stufato?

Inizio a non chiamare, a diradare i messaggi, ad accampare scuse di lavoro e di obblighi verso i figli che fanno saltare sempre più appuntamenti. In due settimane di solito le lascio. Scrivo: guarda, è stato bello ma non funziona, complice il mio periodo “difficile” (invento problemi). Se vedo che si appiccicano o tendono a rifarrsi vive sparisco o blocco su tutti i fronti.

Sei tornato con qualcuna?

Sì, in tempi di magra: succede che ci siano periodo in cui la media delle possibili nuove fidanzate cali, e allora mi rifaccio vivo con quelle che erano state più malleabili o disponibili. Una minoranza ci sta di nuovo, perché io, nonostante tutto, sono fra i i migliori (e mi rifila una fastidiosissima pacca sulla spalla da amicone).

Non pensi alle ferite emotive che lasci alle donne che si innamorano di te?

Poche si innamorano nel lasso di tempo breve che concedo. Certo, molte sono coinvolte, ci sperano, gli piaccio molto, sono felici a letto quando stanno con me, con me si divertono. Quando le lascio non capiscono e si fanno mille domande, ci rimangono male. Ma mica è colpa mia se il mondo è fatto di relazioni superficiali: anche certe donne ti usano e gettano.

Ti è successo che una donna ti usasse?

No. Forse, non mi ricordo. Ero giovane.

Un consiglio alle donne per evitarti

Stai chiedendo all’oste se il vino è buono?

Tu cosa faresti se incontrassi uno come te

Ci starei! Scherzi a parte io vedo che quelle che non si fanno affascinare da me sono quelle che fanno tante domande, mi fanno parlare, fanno finta di caderci ma intanto di fanno le radiografie. Sono delle seriali in gonnella, pur non comportandosi come gli uomini. Sono le più pericolose non perché ti si attaccano (anzi, ti sganciano loro) ma perché se si accorgono delle tue reali intenzioni fanno le profumaie, ti fanno credere che ci stanno e poi ti danno il 2 di picche. Una una volta, ed era davvero bellissima, si è fatta corteggiare, è uscita a cena con me, ha bevuto e ordinato le cose più costose, mi ha fatto capire che il gioco era fatto e poi alla fine mi ha detto: “sono stanca, vado a casa, grazie di tutto”. Le ho detto: ma ti accompagno io! E lei: “no grazie prendo un taxi e poi ci potrebbe già essere il mio fidanzato”. Ma non eri single? “Certo, come te”. Sparita con un sorriso, nemmeno un bacio.

Insomma, una ti ha punito

Macché punito. Mi ha fregato la sua bellezza e mi ha fatto credere che le sue moine fossero aperture verso il letto. Invece era furba.

Grazie Stefano, spero che il tuo racconto aiuti le mie lettrici a evitare come la peste uomini come te

Non contarci giornalista, alle donne gli stronzi piacciono! Eccome se piacciono! Stronzi ma belli, simpatici, bravi amatori…  Risata fragorosa. Ciao giornalista, mi dice, offri tu vero? Si alza, sorridendo alle due ragazze sedute di fianco a noi che lo guardano orripilate. Credo abbiano sentito almeno parte delle sue “avventure”. Basta sentire anche poco…

Sincerely yours

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Amanti felici

Amanti felici
Amanti felici

Ci siamo conosciuti su Facebook, un anno fa. Io sposata con figli, lui sposato con figli, qualche anno di differenza. Le nostre vite allora erano apparentemente serene, ma quanto fossero realmente felici lo sapevamo già prima di incontrarci.

Sono una donna ammirata in genere, ma non lascio facilmente spazio agli uomini. Potrei dirvi che lo faccio perché sono appagata, ma non lo ero ormai da tempo, quando ho conosciuto lui.

Non sono neanche il tipo da collezionare amicizie social (soprattutto maschili: ignoro molte delle richieste che mi arrivano), non ne avrei il tempo oltre che la voglia, fra gli impegni dei miei figli e gli impegni di lavoro. Ma a lui l’amicizia l’ho chiesta io.

Sarà stato un segno (io credo al destino che allinea due stelle) ma è stata la prima volta che ho chiesto l’amicizia a un uomo, a un estraneo su un social. Certo, lui fa il mio stesso lavoro, diciamo che avevo la “scusa” per interagire con lui. La verità è che lo trovavo affascinante, come uomo ma soprattutto per quello che affermava.

Così ho fatto il primo passo. Non ho saputo resistere, non ho voluto resistere.

Lui ha risposto con entusiasmo, avevo capito subito che è un uomo sensibile alla bellezza femminile, anche troppo. Conscia di questo, e del fatto che stavo interagendo con un possibile collezionista di donne (anche se non mi dava dell’idea del seriale tante volte descritto in questo blog, piuttosto di un selettivo, per quanto amante delle donne) abbiamo iniziato lunghe conversazioni, prima scritte, poi telefoniche.

Abbiamo iniziato condividendo le stesse filosofie di lavoro per poi parlare di cose sempre più intime. Ma, pur vivendo nella stessa città, esitavo a incontrarlo e lui non spingeva per un primo incontro. Era un crescendo di ragionamenti, battute, risate, confidenze ormai anche profonde, ma sempre un po’ col freno tirato, per la paura di guastare qualcosa (allora non sapevo cosa), di anticipare i tempi.

La confidenza cresceva, i suoi complimenti anche. Io mi sentivo bene a parlare con lui. Troppo bene. Menti gemelle. Stesso spirito, stesse visioni, persino sul lavoro.

Dopo tre settimane di conversazioni lui ha rotto gli argini e mi ha invitato a cena: niente, caffè, niente aperitivo, quelli sono per le persone che devono tastare il terreno, per noi i messaggi e le telefonate scambiate fino ad allora ci facevano sembrare la nostra “amicizia” non virtuale, ma reale e viva da anni.

Quella sera ero emozionata. Mi chiedevo: come sarà la realtà? Ve la faccio breve: se esistono i colpi di fulmine, è capitato a me e a lui. Abbiamo resistito a malapena con gli antipasti, ma al primo eravamo già in terrazza a baciarci. E niente dolce, il dolce siamo stati noi. In pochi minuti eravamo fuori dal ristorante e in un hotel, a fare sesso: strepitoso, voluttuoso passionale ma anche dolce. Io credo fossimo già innamorati quella sera, lo so sembra impossibile, ma il colpo di fulmine per me ha funzionato così.

Sono tornata a casa tardi, camminando a un metro d’altezza dal posteggio a casa, sussurrando al telefono con lui. Sono entrata, ho baciato i miei figli e mi sono infilata nel letto dove mio marito dormiva profondamente, come fa sempre, presto, alla sera. Era come se lui non fosse disteso vicino a me, ma non lo era da tanto, pur essendoci tutte le sere.

Sensi di colpa? Zero. Felicità? Mille. Appagamento sessuale? Duemila. Intesa mentale? Di più. E una sola idea in testa: a quando la prossima volta?

Un mese dopo ci siamo detti ti amo (a voce: la realtà era già evidente nel terrazzo di quel ristorante) e abbiamo iniziato a fantasticare su un nostro futuro insieme. Due professionisti pragmatici che sognano come dei bambini entusiasti fra le lenzuola di un albergo. Era tutto bellissimo, ci amavamo davvero. Ma c’erano i nostri matrimoni, i nostri figli, e due visioni, le uniche, differenti su questo.

Io, conscia che il mio matrimonio era in discesa da diversi anni, pur non avendo mai avuto una storia extraconiugale prima (non perché la escludessi per principio, ma perché non avevo ancora trovato un lui come lui), ero pronta a iniziare una nuova vita e a parlarne con mio marito, con i miei due piccoli uomini che, per quanto giovani avrebbero, ero sicura, capito, e io avrei continuato a essere una buona madre come lo sono sempre stata (e anche mio marito, l’unica cosa che non gli ho mai contestato).

Lui, nonostante avesse avuto diverse storie durante i suoi dieci anni di matrimonio, e per quanto il rapporto con la moglie fosse freddo da anni, riteneva intoccabili le sue due bimbe, più piccole dei miei. Diceva che era la prima volta che una donna gli faceva prendere in considerazione la possibilità, anche se teorica, di costruire una nuova vita. Era tentato ma riluttante, combattuto per quanto innamorato.

Quanto tempo mi dai per decidere, mi ha detto. Ho risposto: guarda, io domani parlo con mio marito di divorzio, indipedentemente da te. Tu non c’entri, io non mi separo per te. Certo ora ci sei, ma magari fra un mese no, io non decido per te: è un passo che dovevo già fare da tempo e ora è maturato. Ma per me stessa, non perché ho conosciuto te, per quanto tu sia importante. Ma non si possono provare certe cose se il tuo matrimonio non è già finito. E, colpo di fulmine o no, il mio matrimonio era già al capolinea, un fulmine non entra da una finestra se non è spalancata e tu non sei un’antenna in grado di attirare la scarica elettrica.

Quanto tempo? Nessuno e poco. Io credo che se mi ami davvero potranno forse passare mesi, non anni. Io intanto sarò libera, per me innanzittuto, per te se lo vorrai, per altri se sarà il caso.

Io in un mese ero separata. Lui no. Mio marito ha fatto di tutto per rimandare, ma la storia era chiusa: io ero decisa e non ho lasciato spazi che non c’erano più da anni. Per fortuna e per intelligenza, ci siamo concentrati sul rendere la cosa meno pesante possibile ai figli e, devo dire, ci stiamo riuscendo.

E lui? Quando mi sono separata lui si è spaventato: gli uomini più decisi sul lavoro non lo sono altrettanto nei sentimenti e nel trasformarli dal dire al fare, ma io sì.

È andato in crisi. Io non posso adesso, non me la sento. Ti capisco, gli ho detto, e ti ricordo che questo è un mio percorso personale, non il tuo se non vuoi o non sei pronto. Però, e sono stata chiara, se mi ami non esistono Ma. Entro l’inzio del nuovo anno o siamo insieme o non lo siamo più. Per quanto ti ami, io non farò mai l’amante a lungo. E tu sei ancora sposato. I figli? Ti capisco. Ma i miei sono sereni, e lui è già fuori casa. Lo saranno anche le tue, tua moglie non è una brutta persona, è un bravo genitore. E genitori si rimane sempre. Anzi, certi uomini con la separazione migliorano anch come genitori.

Abbiamo continuato a frequentarci fino a Natale, vedendoci spesso, amandoci come non mai, passando anche notti e weekend insime, tutto perfetto ma… si avvicinava la fine del famoso anno di amantato e lui era ancora lì. Io non dicevo niente, solo una cosa, a novembre: pensi che dopo Natale potremo fare il nostro primo viaggio insieme?

La domanda e il Natale, l’ultimo potenziale in casa, lo hanno mandato in tilt. Ha prevalso il dubbio e la paura sull’amore, le figlie sembravano due giganti pronte a sbarrare ogni sua uscita (anche se in realtà erano serene, loro non erano una coppia da litigi in pubblico) e abbiamo avuto la nostra ultima cena. Nella mia nuova casa, i figli nell’altra con il padre per il weekend.

Mi ha detto non ce la faccio, ed è giusto che tu ti rifaccia una vita, io non posso… Tu sei più coraggiosa di me. Facciamo l’amore, ho detto io. Alla fine, sulla porta, un ultimo bacio e lui mi dice: andrai via da sola? Ti troverai un altro?

Andrò via con un’amica, i figli li terrà lui. Andrò lontano, a divertirmi. Un altro uomo? Io ti amo ancora, ma adesso so che che tu non mi ami abbastanza: sarà inevitabile, per come mi conosco, trovare un altro prima o poi. Forse non sarà un colpo di fulmine come il nostro, forse non sarà amore, ma io mi conosco: vivo, sono giovane e finalmente libera.

Lui piangeva, io no. Quando se ne è andato ho pianto tutta la notte. Ero innamorata persa e lui aveva rinunciato a noi, come fanno tanti uomini che fanno prevalere la mente sul cuore, noi in effetti siamo più coraggiose. Non ero delusa, ero disperata. Ma non ero pentita di nulla: avevo vissuto un amore vero fino in fondo, senza fargli pressioni o trucchi, avevo intrapreso la mia nuova strada personale, divorziando, non per lui, ma per me.

Questa consapevolezza mi aiutava molto, e leniva il mio dolore temperando anche la delusione di non aver visto l’uomo tutto d’un pezzo che lui era farlo fino in fondo. Amavo ancora e stimavo il mio amante, ma i campioni si vedono agli ultimi metri della corsa: se molli prima del traguardo tutto lo sforzo che hai fatto prima è stato inutile, e tu non puoi salire sul podio con me. E io sul podio già c’ero, perché io la mia nuova vita, e da sola, me l’ero già iniziata a costruire.

Natale è passato abbastanza sereno. Lui non si è fatto vivo: aveva preso la sua decisione, non è il tipo da piagnucolare per convincermi, con messaggini e telefonate, a continuare a fare l’amante, mi conosce, è una persona corretta (anche se non coraggiosa fino in fondo, evidentemete, ma ha le palle per non disturbarmi a vuoto). Mi sono goduta i mie maschietti, abbiamo festeggiato con il mio ex marito in concordia (anche lui ha capito che eravamo alla frutta ma non ieri, l’altro ieri: gli uomini credono di essere innamorati di certe mogli, ma sono innamorati della routine confortevole, anche se non felice).

Ho fatto i biglietti per il Paradiso con la mia amica. Parto in buona compagnia, innamorata, triste, ma ottimista. Quel che sarà sarà. Addio mio lui, abbiamo avuto una grande occasione che è difficile si ripeterà, i colpi di fulmine cadono una volta nella vita beccandoti in piemo come è successo a noi. Peccato, davvero peccato. Ma la vita continua.

Al check in ero preoccupata: Silvia è sempre in ritardo, ma non è che possiamo perderci un viaggio per il Paradiso così. O forse sì. Ero disposta a partire anche da sola, ero pronta ad affrontare la vita da sola. Sola… io ho i miei figli, e sempre ci saranno. Poi si vedrà.

Silvia era lui. Lo vedo avanzare verso di me col suo sorriso smagliante, la valigia e un biglietto alzato in alto, come se fosse una bandiera. Questa è la mia seprazione, mostrandomi il suo biglietto sullo stesso aereo per il Paradiso, e poi mi ha baciato come sempre. Non era vestito da ufficiale e gentiluomo, ma l’effeto era quello. Aveva avuto il coraggio di salire sul podio con me. E mentre volavamo insieme verso il vero Paradiso, il nostro, è iniziata la nostra storia d’amore anno primo. O secondo, quella crisi non conta più nulla ormai. Contano i fatti. E noi siamo insieme. Liberi di amarci come ci siamo amati da subito.

 

Questa non è una favola, è successo e, nonostante la maggioranza delle storie fra amanti non finisca bene, questa è a lieto fine. Questa e altre, per fortuna. E per fortuna anche gli uomini sanno seguire il cuore come voi donne, almeno qualche volta. Auguro a tutte voi che me lo avtete chiesto un finale così, ma anche un inizio così: il colpo di fulmine è raro (più raro dei lieto fine), ma meraviglioso. Basterebbe quello? No, non facciamoci mai bastare nulla. L’amore è semplice: sceglie la felicità. Tutta. Totale

Sincerely yours

per contatti: anpellizzari@icloud.com

Entusiasta o innamorato?

Un bravo attore si innamora sempre della protagonista. Poi il film finisce
Un bravo attore si innamora sempre della protagonista. Poi il film finisce

 

Molte di voi, alla fine di una storia, si chiedono: ma come ho fatto a innamorarmi di un uomo simile?

Che fosse sposato, separato, divorziato o single, alla fine della storia vi siete trovate con il grande interrogativo: come ho fatto a innamorarmi di lui.

Il quesito nasce spontaneo se dopo mesi, o anni nella peggiore delle ipotesi, quello che sembrava l’uomo più simpatico, empatico, intelligente della terra, l’uomo quasi perfetto (tranne qualche difettuccio che lì per lì avete messo da parte), così vicino alla perfezione da farvi innamorare, si rivela una fregatura.

Una fregatura perché si è rivelato  un bugiardo: non è vero che si stava separando, che era separato in casa, che avrebbe lasciato la moglie, che non aveva un’altra, che non stava rivedendo la sua ex…

Una fregatura perché l’uomo tutto verve, piacevolezza, sogno di vita insieme si è trasformato in un confuso, in un contenitore di sensi di colpa, in un freddo e distante estraneo. Da grande entusiasmo, spesso sottolineato dalle parole Ti amo, alla fine della storia avete avuto a che fare con un freddo calcolatore, un cinico illusionista, uno che non ha spesso neanche il coraggio di lasciarvi e per farsi lasciare vi ha trattato male, ma così male che era meglio un suo vaffa tutto e subito.

Già ma come ci siete cadute. Non siete stupide, vi siete innamorate. Ma prima di innamorarvi, che cosa ha fatto scattare la molla che vi ha portato al totale coinvolgimento?

Sì va beh, lui era bello e intrigante. O se non bello fascinoso e carismatico. Non basta. Lui era innamorato? No, lui diceva, fingeva, credeva (raramente) di essere innamorato, ma era solo entusiasta.

Lui era entusiasta, non era innamorato.

Cosa significa essere entusiasti? Il vocabolario dice che trattasi di persona disposta a perseguire motivi pratici con trasporto e dedizione, talvolta aliena da ogni necessaria considerazione realistica.

Conoscevo uno (che oggi non c’è più) che ogni donna che iniziava a corteggiare e che gli piaceva mi chiamava e mi diceva: Alessandro, sono innamorato! Ogni volta. Non una scampava al suo “innamoramento”. Dopo tanti anni di conoscenza, quando mi arrivava la fatidica telefonata di glorificazione di quella di turno ormai scoppiavamo a ridere, perché nemmeno lui riusciva più a crederci. Poi ridevamo ancora di più perché cercava di convincermi che questa era davvero la volta buona. Ma non ci credeva più nemmeno lui. Solo che mentre noi ce la ridevamo sui suoi molteplici amori di cartone dall’altra parte c’era una persona, una donna, che credeva di avere a che fare con l’uomo più innamorato del mondo.

Felice oggi, disperata domani, per la delusione e la beffa. Perché non c’è niente di peggio che toccare il paradiso dell’amore con un dito per poi cadere come un meteorite sulla terra a velocità della luce, facendosi male, molto male.

Perché gli entusiasti che si spacciano per innamorati agiscono e parlano come innamorati veri, ma alla prima prova del fuoco l’entusiasmo sparisce e siccome dietro non c’e Vero amore non rimane nulla se non la vostra delusione.

Ma torniamo all’inizio: come hai fatto, come ci sei cascata? Come hai fatto a non accorgerti della differenza fra un attore entusiasta dell’amore e un vero uomo innamorato?

Proviamo a spiegarlo, analizzando il modo di fare e di pensare di questi imbonitori di sentimenti.

Partiamo dall’entusiasmo. L’entusiasta è un vero professionista dell’entusiasmo, è cosi bravo a dimostrarvi il suo entusiasmo nel corteggiarvi, trattarvi bene, che quasi ci crede anche lui. Ma è solo un lampo: fa parte del divertimento della prima fase, quella dei primi incontri. Se è single, se è occupato la prima fase può durare a lungo, come vedremo.

Già perché l’entusiasta è un attore melodrammatico quando serve la lacrima e il sentimento col cuore in mano, è un mattatore quando deve condurvi, col suo carisma (in parte vero, in parte costruito), nel suo letto, è un grande comico quando deve farvi ridere e, lo sapete, far ridere una donna è il viatico ai suo favori.

Insomma, l’entusiasta segue con grande entusiasmo un copione che ha costruito negli anni, e che ormai è perfetto, funziona con tutte le tipologie di donne.

Non a caso, spesso, l’entusiasta è un cacciatore seriale di donne: ne gestisce con successo e cambia diverse ogni anno, non raramente anche in parallelo. Sta con te, corteggia l’altra. Sta con te, si scopa la moglie (che non tocca da anni, ti racconta con la faccia delusa e un po’ schifata) e si scopa pure un’altra. Oppure è lì che sfruguglia già fra le tue amiche di facebook, in cerca di una nuova avventura.

Ma come fa un uomo a comportarsi così, a sembrare il principe azzurro dei tuoi sogni per mesi, a volte anche di più, a sembrare innamorato davvero? Come ha fatto a convincerti?

Ripeto, non sei stupida. L’entusiasta si diverte a conquistare le donne così, è il suo modo di relazionarsi (diciamo così) all’altro sesso. Unisci entusiasmo, divertimento e una proprensione all’attore mancato e ne risulta un uomo che, oltre alle sue caratteristiche vere e naturali (magari è colto, simpatico, di successo nel lavoro), si comporta in modo irresistibile.

Questa è la fase uno, quella in cui l’entusiasta si presenta e ti corteggia con entusiasmo.

La fase due consiste nel farti innamorare. Lui ti vuole vedere coinvolta ed entusiasta pure tu, soprattuto a letto, perché altrimenti il suo entusiasmo si ammoscia. Ok, deve fare lui le capriole all’inizio, lo sa, è normale, ma ogni attore ha bisogno degli applausi per recitare bene e divertirsi (sopratutto a letto).

E poi lui in questa fase si diverte veramente a stare con te anche fuori dal letto, a raccontarti tutto (a te sembra tutto, lui ha molti segreti che purtroppo spesso scoprirai alla fine: non è raro, per esempio, che un separato sia sposatissimo…). Ma non è innamorato, sei solo una bella donna da esplorare, da convincere, da conquistare.

Quindi inizia a osare con entusiasmo: sei la prima donna importante per me, sei la più bella, sei incredibile, sei tutto, mi riempi la vita, non mi sono sentito mai così fino al fatidico ti amo, seguito da andiamo a fare tutti i weekend insieme, tutte le vacanze insieme, andiamo a vivere con tutto insieme.

Difficile non innamorarsi di un uomo che si dimostra così entusiasta nell’amarti, fa progetti, a letto è un tornado, ed è pure simpatico. Peccato che tu sia al cinema e che il film che guardi non durerà a lungo.

Perché l’entusiasta è anche un esagerato  in quello che fa, e se tu non dimostri dubbi o pesti il freno di fronte a certe promesse o sue visioni di coppia lui rompere gli argini. Ma gli entusiasti, oltre a raccontare un sacco di balle spesso credendoci (un bravo attore non fa l’Amleto, diventa Amleto), sono stelle comete, soprattutto se sono single. Bruciano benzina come una formula uno. E stare su una formula uno sarà entusiasmante anche per te, ma quello che vuoi tu spesso è una solida familiare che, per quanto lussuosa, ne macini tanti di km insieme, non si limiti a fare tot giri di pista a folle, per quanto inebriante velocità.Se è sposato, separando, separato in casa l’entusiasta durerà di più, ma quello dipende dal fattore disponibilità: il single può fare uno spettacolo per te anche tutti i giorni, lo sposato ogni tanto e raramente nei weekend e nelle feste comandate. In questo secondo caso non è che durate di più come coppia, è che il tempo si dilata giocoforza con la frequenza degli appuntamenti. Ecco perché l’entusiasta single dura in media 3-6 mesi e quello impegnato può tranquillamente superare l’anno.

Dicevo, la benzina brucia e l’entusiasmo cala, fino a sparire. È l’ultima fase. Quando mi dite “mi giurava amore fino a ieri” vi devo rispondere che l’entusiasmo è come la luce di una candela: basta un soffio di vento e si spegne di colpo.

Il single si accorge di un’altra, lo sposato si accorge che voi vi state attaccando troppo come amante e volete diventare quella ufficiale, la moglie lo scopre o è lì lì per scoprirlo o, banalmente, il gioco lo ha stufato, è stanco, la tournée teatrale è stata bella ma lunga, spossante, e lui ha voglia di prendersi un’altra vacanza e di rappresentare il suo copione, sempre lo stesso, in un altro teatro. Più nuovo, magari più giovane. O si limita a tornare con la moglie, per un po’, fino alla prossima amante.

Eppure piangeva. Così mi scrivete. Possibile che questo sia un mostro in grado di arrivare a piangere copiose lacrime davanti a me mentre mi dice Ti amo Ma o Ti amo troppo Ma o Ti amo ma non voglio farti del male? I mostri dei sentimenti a volte esistono davvero (certi narcisisti sono davvero “letali”), ma non esageriamo: qui parliamo di attori entusiasti del loro lavoro, che cosa vuoi che sia piangere inondandoti la camicetta e, girato l’angolo, andare a giocare a tennis. È la vita, ti risponde l’ex entusiasta pronto per nuovi entusiasmi.

Attori convinti e convincenti, grandi egoisti ma soprattutto entusiasti di come gestiscono i rapporti con voi.

Certo, non è che ad alcuni dispiaccia o non si facciano sensi di colpa quando vi lasciano o si fanno lasciare. Ma, pensano, è il prezzo del biglietto: il film ha sempre lo stesso finale nel loro copione, e il finale fa piangere. E poi, pensano loro, fatto un Papa se ne fa un altro (salvo riprovarci con voi per gelosia, senso del possesso o per banale penuria di sostitute al momento).

Sono delle star del corteggiamento: le star vivono di luce propria, voi siete solo il partner del momento, di prime donne a Hollywood c’è solo l’imbarazzo della scelta. Lui è innamorato solo di se stesso e dei suoi successi, anche teatrali.

Si innamorano mai, chiedete? In passato si sono innamorati anche loro, ma è finita male. Un matrimonio felice e poi fallito per vari motivi, delusioni d’amore che hanno prodotto una sorta di voglia di rivincita con le donne da reduci ammaccati, una storia familiare complessa. Lascio agli psicologi l’analisi dei perché reconditi di un comportamento che trasforma un uomo in entusiasta finto innamorato. Ripeto, ora sono innamorati di se stessi. Non ce ne deve fregare niente dei suoi perché ora che ha fatto il danno.

Quando mi chiedete come mai si sono comportati così, poverini magari non stanno bene dovrebbero andare in analisi posso essere d’accordo sull’analisi, ma non sul resto. Vi hanno trattato così? Hanno detto ti amo a vanvera? Hanno voluto strafare e farvi innamorare facendo uno spettacolo che di vero aveva solo la metà o spesso meno? Vi hanno raccontato un sacco di balle, illuso, omesso fatti decisivi per la vostra storia? Vi hanno fatto soffrire, spariscano.

Quindi diffidate degli entusiasti.

  1. Diffidate dei facili esaltati del ti amo e del colpo di fulmine
  2. Diffidate di chi dopo neanche un mese che vi frequentate vi parla di fare 16 figli e di sposarvi due volte
  3. Diffidate degli esagerati nelle esternazioni e complimenti per voi
  4. Diffidate di chi ha fretta di fare tutto, non solo di venire a letto con voi (quello sarebbe normale…)
  5. Diffidate degli entusiasmi esplosivi e numerosi che non vi tornano, non limitatevi ad accettarli con un sorriso perché sono bei sogni per tutti, fatevi delle domande
  6. Diffidate delle incongruenze e contraddizioni che fanno gli entusiasti non innamorati, perché a volte il loro copione non è così perfetto e l’entusiasmo gli prende la mano, soprattutto se hanno tanti segreti (con la moglie non va così male, hanno in ballo un’altra)
  7. Diffidate dell’entusiasmo che non corrisponde al tempo dedicatovi: tanto entusiasmo, tanto tempo. E attenzione: le relazioni non vivono di sole chat e telefonate…
  8. Infine, diffidate degli entusiasmi a parole: quanti programmi ha fatto con voi che si sono davvero realizzati? Avete mai dormito insieme? Di 5 weekend promessi quanti ne avete fatti? E le vacanze?

Insomma, l’entusiasta non è innamorato ma è un fanatico dell’amore come lo vede e lo pensa lui. In buona fede?

La buona fede, la buona fede… Ma tutti i fanatici sono in buona fede, diceva Joan Fuster, scrittore.

E Churchill aggiungeva: Il fanatico è colui che può non cambiare idea e non vuole cambiare argomento.

Sincerely yours

Chi volesse scrivermi o contattarmi privatamente può farlo mandando una email a anpellizzari@icloud.com 

Ti ama? Dipende da come ti chiama

 

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Il suo grado di sentimento per te si misura anche da come ti chiama. Ma non vale solo per te, vale anche per lei, l’altra, la moglie.

Me lo avete fatto notare voi lettrici e chi, soprattutto, commenta spesso e volentieri, quella che io ormai chiamo la community di #acasadiAle, il vezzeggiativo che usate per descrivere questo blog e che esprime tutta la confidenza e l’empatia che siamo riusciti a creare in questo luogo di confronto.

In effetti, se ci fate caso, in qualsiasi coppia, amanti o meno, il nome che usiamo per chiamarci fornisce in qualche modo lo stato emotivo di quel momento ma, aggiungo io, spesso anche dell’andamento del rapporto di coppia.

Eclatante l’esempio dell’uomo che parla della moglie alla propria amante.

COME CHIAMA LA MOGLIE

Lui la chiama Lei. L’obiettivo è rappresentare la moglie come un’entità esistente (per forza) ma agli occhi dell’amante quasi impalpabile, un fantasma. Lei poi ha detto, ha fatto… rendere la propria moglie impersonale significa renderla meno fastidiosa per l’amante, la quale vuole spesso sapere della rivale, ma non troppo e, soprattutto, non si aspetta descrizioni da coppia felice. E infatti l’uomo che usa Lei per la moglie è di solito nella fase in cui l’amante risulta ancora vincente, ha tutte le sue attenzioni. La moglie, nelle conversazioni, non deve dare fastidio. Non a caso, sempre in questa fase, lui non dice “siamo andati al mare” ma “sono andato al mare”, quasi fosse single, mentre tu sai che si sono tutti trasferiti, cane e gatto compresi, nella seconda casa, come quasi tutti i weekend in cui tu lo aspetti.

Lui inizia a chiamarla “mia moglie”. Ahia, iniziano i tempi duri per l’amante. È riapparso, rientrando dalla finestra, lo status di moglie, il termine legale che indica chi è la vera titolare, chi rimane sul podio al numero uno. Il messaggio recondito per l’amante e che quella che ieri era solo “lei” ora è LA moglie, una e indissolubile. Non importa se fino al giorno prima ne ha dette di cotte e di crude su di lei (occhio agli uomini che sputano nel piatto dove hanno mangiato, domani toccherà a voi; sono come quelli che parlano male di tutti con te. Appena te ne vai parleranno male di te con altri). Mia moglie: cara amante, ti ricordo che sono sposato, ho un vincolo. Fino a ieri, fra risate e scopate sembrava non esserci, adesso viene sottolineato. È l’inizio del declino del rapporto fra amanti, lui sta già facendo la sua scelta. O meglio, l’ha sempre fatta, ma tu stai perdendo terreno. Forse perché siete insieme da tempo ormai, forse solo perché si sta stufando, forse perché dopo che lui ha dichiarato tutto il suo amore per voi sognando una vita insieme neanche tanto lontana voi, credendoci, gliene parlate, fate programmi… Eh no, parole sì, fatti no! C’è mia moglie.

Sai, ieri Carla… Dopo il mia moglie lui inizia a usare il nome di battesimo di lei. È questo spesso il preludio a un ritorno all’ovile. È iniziata la procedura di distacco. Mentre i Mia moglie e Carla o come si chiama si susseguono nelle conversazioni fra di voi, lui ha iniziato a vedervi di meno, chiamarvi di meno, far saltare appuntamenti all’ultimo momento con scuse da liceali (ho bucato, è morta la nonna della moglie di mio cugino di quinto grado non posso mancare, piove), telefonarvi di meno, messaggiarvi di meno. Fra un bidone e l’altro, il lavoro, i problemi e le malattie dei figli (soprattutto quello di 30 anni che gioca a rugby e pesa 110 kg, è così fragile) avrà sempre meno tempo per voi. Vuole che arriviate a lasciarlo per disperazione, stanchezza, inedia. Se lo metterete con le spalle al muro vi lascerà lui: ti amo Ma non posso abbandonare Carla.

 

Con l’amante la regola del come ti chiama è al contrario

Lui ti chiama trottolino, cipollina, farfallina, nuvoletta, ina…

I vezzeggiativi sono la fase intermedia del periodo ludico avanzato (quei primi mesi in cui si scopa tanto, si ride tanto, ci si diverte tanto senza pensieri, a meno che lui non sia al primo tradimento e quindi alle prese con pallosissimi sensi di colpa). Patatina topolino preludono alla parola amore: il suo sentimento sta cambiando. Da scoparti e basta a scoparti e migliore amica confidente psicologa gratis pensiero prioritario. Ciò non vuol dire che lui ti ami davvero, non potrà essere vero neanche se e quando ti dirà ti amo perché purtroppo, come ormai sapete se siete abituali di questa community #acasadiAle, molti ti amo in realtà poi si riveleranno ti amo Ma.

Lui ti chiama Amore

Dovrebbe essere il coronamento del percorso degli amanti. Dopo tanto sesso il sesso prosegue ma i sentimenti vengono dichiarati. Di solito è la fase fra il sesto mese e l’anno, quella in cui si fanno progetti di vita in comune. In nove casi su dieci lei è sincera e lui entusiasta. Dicesi entusiasta l’uomo che, se non è un seriale o bugiardo patentato, dentro di se sa che non ti ama davvero però… quasi. Tale è il suo entusiasmo (e soprattutto la sua libidine) per te che anche lui favoleggia e si crogiola in un mondo fantastico del futuro anche se la moglie c’è sempre (in questo periodo la chiama lei, come detto). È la fase in cui lui vi frega, perché sembra davvero innamorato. Tante parole, ma tutte al futuro: faremo, andremo, compreremo, costruiremo, persino procreeremo (la promessa più squallida se non vera). Sarebbe questo il momento per voi di dirgli fatti, non parole. Purtroppo molte di voi vogliono godersi il sogno così com’è. Lo trovo umano, giusto, non siete stupide, siete innamorate e lui vi sussurra cose meravigliose prima, durante e dopo il coito. Auguri…

Lui ti chiama col nome abbreviato

La parola amore viene sostituita progressivamente da Roby, Susy, Titti… Una sorta di figlio minore del vezzeggiativo dell’inizio. Il rapporto è sceso di categoria: non sei più amore (te lo dice solo se tu gli dici: non mi chiami più amore? Certo! Dunque Patty ti dicevo che domani non posso perché “ciò judo”), non sei neanche la mia patatina, se diventata un’abbreviazione. Perché il rapporto si sta “abbreviando”. I primi suoi bidoni, magari già due vacanze comandate lontani per la famiglia, i primi veri litigi. Lo show down è cominciato.

Alessandra

È la fine. Esattamente al contrario del significato dell’uso del nome di battesimo per la moglie, tale uso per l’amante decreta l’avvicinarsi a breve della fine del rapporto. Manca solo che ti chiami per cognome, come alle medie, e il gioco è fatto. È l’ultima fase, quella in cui o lui ti lascia (pochi coraggiosi) o fa in modo di farsi lasciare, e tu devi decidere per il Codice del silenzio. Chiamandoti per nome, vuole allontanarsi da te. I giochi sono alla fine.

Quando ritornano da te

Quasi tutti gli uomini che si fanno lasciare (meno quelli che vi lasciano, o meglio, tornano anche loro in maggioranza ma ci mettono molto più tempo perché devono ricucire con la moglie) ritornano. Con la scusa del come stai?, sai che voglio il tuo bene, restiamo amici e altre balle. Vogliono scopare, hanno visto che a casa non c’è trippa per gatti, non lasceranno comunque la moglie (salvo una minoranza dotata di carta bollata) ma stanno mettendo in atto una manovra di avvicinamento per farvi fare di nuovo l’amante almeno per un po’ (alla peggio ci scappa una scopatona d’addio). Useranno la filiera al contrario. Prima Anna. Reagite senza decapitarli? Anny. Vi scappa un sorriso? Patatina. Ricambiate con una moina?  Ma amore lo sai che ti amo sempre! Il trappolone è già scattato.

Amiche del blog e di #acasadiAle che mi avete ispirato questo post grazie! Commentate qui e aggiungete la vostra esperienza. Ne parleremo anche all’incontro che sto preparando a Milano per giugno o giù di lì. Avrete presto notizie!

 

Sincerely yours

 

 

Mia moglie ci ha scoperto (ma non è vero)

strade chiuse o pericolose
Certi uomini sono strade senza uscita
Al telefono
Lui
Mia moglie ci ha scoperto: ha letto un tuo messaggio che mi hai mandato in orario proibito (quante volte ti ho detto di non scrivermi dopo una certa ora!) e ha fatto una scenata. Ci ho messo tutta la notte a calmarla ora ti chiamo dal telefono del lavoro ma controllerà anche questo quindi non scrivermi e non chiamarmi fino a che non mi faccio vivo io!
Lei
Ma io non ho scritto nessun messaggio ieri sera come ha fatto? E cosa vuol dire non sentirci? Per quanto tempo? Non possiamo vederci domani in pausa pranzo e mi spieghi e decidiamo insieme cosa fare?
Lui
Sarà stato un messaggio vecchio che ne so, so solo che adesso ha mangiato la foglia non posso domani meglio staccare per un po’, fai quello che ti dico per favore, mi farò vivo io.
Lei
Sì ho capito ma fra quanto? Sono preoccupata tienimi al corrente almeno con dei messaggi. Ma mi ami?
Lui
Ti amo ma meglio sospendere per un po’ finché non mi faccio vivo. Non scrivere non telefonare ti devo anche togliere da facebook per sicurezza. Ti amo tantissimo sei la mia vita fidati di me lasciami solo il tempo di uscire dall’uragano sei la donna della mia vita.
Lei
Ma come anche da facebook, cosa c’entra, mica sa chi sono hai 5000 donne come amiche!
Lui
Ti devo salutare stai tranquilla mi farò vivo io tu non fare nulla. Mi credi? Ti amo tanto. Non posso vivere senza di te.
Lei
Ti amo anch’io ti aspetto ma fatti vivo presto ti prego.
Lui al suo migliore amico
Ciao caro ho appena chiuso con lei. La scusa della moglie che ti scopre era perfetta, l’ha mandata in confusione e non ha fatto le solite domande da rompi intelligente.
Migliore amico
Te l’avevo detto che funzionava. Per sganciarle quando diventano cozze aderenti e ossessive, quando iniziano a pretendere sempre di più e non riesci più a scopartele in libertà e senza troppi oneri o le stanchi o devi usare l’asso pigliatutto!
Lui
Eh lo so. Ho provato a stancarla. Ci vedevamo due volte alla settimana e le ho fatte diventare una ogni dieci giorni. La portavo fuori a cena e ho iniziato ad andare direttamente al motel con la scusa di avere più tempo. Ho diradato i messaggi, le frasi d’amore le ho sostituite con le faccine (costano un secondo), le telefonate sono scese da 3 a una al giorno. Risultato? Ha iniziato a rompere, avere dubbi, chiedere se la amo continuamente, farmi troppe domande quando vedeva che ronzavo troppo attorno a qualcuna su facebook…
Amico
Certo che tu con i tuoi ormoni bollenti e il testosterone a mille potevi lasciarla prima, è più di un anno che la tieni in ballo! Le amanti si tengono al massimo tre-sei mesi perché poi si innamorano!
Lui
Eh lo so ma io non sono mica come te. Tu te le fai in serie sei un professionista. A me piace anche il corteggiamento, l’emozione che ti dà la conquista, e poi sì fare i numeri a letto, a chi non piace?
Amico
È per questo che hai successo con le donne. Le fai sognare, sei bravo all’inizio a fare il poeta e l’innamorato. Il problema è che poi si incollano e devi tirare fuori la storia della moglie. Io invece le seleziono già solo di un certo tipo. Certo dico che il mio matrimonio è in crisi e che non scopo mia moglie da anni e dormiamo in camere diverse ma in genere scelgo quelle che vogliono divertirsi e basta. O che resistono poco al mio piano di prendi e molla prendi e molla, scrivi e taci.
Lui
Eh però non hai un mercato vasto come il mio. Il separato in casa romantico che sta cercando la nuova donna della sua vita per costruirsi un nuovo futuro va per la maggiore caro mio!
Amico
Certo, ma illudendo donne che poi si innamorano ti metti nei guai, e allora chiami l’amico per tirarti fuori dai guai! Va bene il sesso, ma non si può ragionare sempre con l’uccello! Poi ti ritrovi con più problemi che orgasmi.
Lui
Hai ragione devo darmi una calmata, per un po’ devo stare calmo, un po’ di famiglia mi farà anche bene. Mi raccomando se ti chiama lei mi affido a te. Più passa il tempo più sarà facile poi, eventualmente, affrontarla per spiegarle che la amo ma non posso lasciare la famiglia. Il tempo lavorerà per me, più ne passa meglio è.
Amico
Stai tranquillo so cosa dire.
Lei all’amico di lui
Ciao sono io scusa se ti disturbo ma lui è irreperibile da 7 giorni: zero messaggi, telefonate, possibile che non trovi un minuto di privacy per contattarmi?
Amico
Eh lo so che sembra impossibile ma la moglie è un’arpia. Appena ha annusato che ci fosse qualcuna nei paraggi ha iniziato a fare il detective, gli ha persino detto che lo avrebbe seguito. Il telefono ormai è sempre sotto controllo devi avere pazienza si rifarà vivo.
Lei
Ma sta bene? È successo un casino? Sa chi sono?
Amico
No non sa chi sei sospetta e basta che lui la tradisca. No tutto sotto controllo, tutto a posto tranquilla ha solo i fari puntati addosso, devi solo aspettare avere pazienza quando potrà si rifarà vivo, intanto posso darti notizie io, chiamami quando vuoi.
Lei
Grazie ti ringrazio davvero lo farò. Mi hai tranquillizzato un po’.
Amico
Quando vuoi stati tranquilla e mi raccomando non chiamarlo non scrivergli.
Lei all’amico
Scusa se ti disturbo ma sono sconvolta, ho visto tramite un profilo di un’amica che ha pubblicato delle foto con la moglie in vacanza, ma se erano in crisi! Ho provato a scrivergli sulla chat ma mi ha bloccato! Ma allora mi ha mentito!
Amico
Ma nooo, lo ha fatto per calmare la moglie altrimenti erano guai. Sì hanno fatto un weekend ma niente di che non vanno a letto insieme da anni. È lei che è gelosa e vuol fare vedere alla sue amiche sui social che è lei che presidia la proprietà. Eh ha dovuto bloccarti perché gli hai scritto, te lo ha avevo detto di non farlo.
Lei
Ma sono 15 giorni che non lo sento, se non ci fossi tu non avrei nessuna notizia. Sto male da matti, mi manca, lo amo. Cosa dovevo fare?
Amico
Anche lui ti ama ma devi aspettare. Intanto distraiti, esci.
Lei
Ok grazie, ti richiamo se ho bisogno.
Amico a lui
Ma sei scemo a pubblicare la foto con tua moglie in viaggio? Quella ti controlla tramite altri profili! Vuoi che ti chiami e faccia una scenata?
Lui
E che ne sapevo che lei mi spia! Adesso tolgo la foto e blocco un po’ di profili sospetti, chiedo a troppe donne l’amicizia è anche colpa mia.
Amico
Bravo, profilo basso mi raccomando. Stai all’occhio perché è innamorata davvero, profilo basso mi raccomando.
Amica di lei
Come stai meglio?
Lei
Insomma, inizio a non sperarci più. Ormai è quasi un mese che non lo vedo e non lo sento secondo me tutto questo amore… E poi la moglie sarà anche sospettosa ma in 24 ore in 20 giorni non riesci a telefonarmi neanche un minuto! C’è qualcosa che non mi torna. Più di qualcosa, questa pausa di silenzio mi fa vedere certe cose… Che prima forse non volevo vedere. Aspetto e vedo, intanto mi concentro sul lavoro.
Amica
Ci credo che non ti torna. Ti ho chiamato non solo per sapere come stai ma perché ha contattato su facebook una mia amica e le ha chiesto l’amicizia. Non sa che siamo amiche e lei me lo ha detto perché sa che lo conosco cosa devo fare?
Lei
Ah quindi uno che è sotto controllo della moglie e blindato manco fosse al 41 bis intrattiene nuove amicizie su facebook? Dì alla tua amica di accettare e dirti cosa le dice. È affidabile?
Amica
Assolutamente. Non a caso mi ha chiesto subito che tipo era e cosa ne pensavo…
Amica di lei dopo tre giorni
Ciao la mia amica ha accettato l’amicizia come le ho chiesto. Le ha fatto una corte serrata in chat.
Lei
E che vuole fare il mio grande amore?
Amica
Le ha detto che è separato in casa ma non dorme con la moglie da anni e che era tanto che non trovava una donna interessante e così empatica come lei. Le ha chiesto di prendere un aperitivo prossimamente.
Lei
Spiega alla tua amica, senza entrare in dettagli su di me, che lui ha già una storia e che noi due vorremmo presentarci al suo posto all’appuntamento. Lo farebbe?
Amica
Siamo molto amiche ed è una delle poche donne solidali che conosco. Odia i bugiardi, ci aiuterà e non farà domande personali se glielo chiedo, si fida di me.
Lui all’amico
Ho fatto un casino ieri.
Amico
Che hai combinato
Lui
Ho chiesto di uscire a una che non sapevo fosse un’amica della sua migliore amica. All’aperitivo si è presentata lei con la sua complice.
Amico
Sei un vero pistola, davvero ragioni solo dall’ombelico in giù. Ti avevo detto di stare attento, cosa è successo?
Lui
L’amica se ne è andata dicendomi che le facevo schifo e lei si è seduta. Con grande calma, glaciale, senza urlare mi ha detto di tutto e di più. Poi si è alzata e se ne è andata senza voltarsi.
Amico
Beh a parte gli insulti dai non ti ha fatto una scenata e te ne sei liberato per sempre.
Lui
No niente insulti. Una disamina cruda intelligente e chiara di tutte le balle che le ho raccontato in questo anno di amantato. Mi ha fatto sentire a tratti un verme, e non ha tutti i torti. Ci sono stati dei momenti che mi sentivo quasi persino forse un po’ innamorato, era quando le dicevo che l’amavo e volevo vivere con lei e avere un figlio con lei. Parlare di figli, mi ha detto, è stata forse la peggior cosa che ho millantato. Ti giuro: in certi momenti l’ho voluto e pensato davvero, ma erano lampi, forse troppo entusiasmo, troppa voglia. Ho sicuramente peccato d’entusiasmo qualche volta.
Amico
Qualche volta? Sei un romantico… finché non hai il periodo refrattario! Beh, lei è sempre stata una gran donna, oltre a essere bella, peccato tu sia sposato. Dai, è finita. Guardiamo avanti, lo farà anche lei, ci metterà un secondo a trovarsene un altro, appena le passa.
Lui
Non so. La sua superiorità intellettuale e morale mi ha colpito ancora una volta. Mi aspettavo una scenata, speravo quasi facesse una scenata e passasse dalla parte del torto, come quelle persone che hanno ragione ma poi ti mettono le mani addosso e finiscono in galera anche se avevano ragione da vendere. Ma è stata fredda, lucida, composta. Una Dea, bellissima e chiara. Un gigante in confronto a me, a te, a molti di noi. Mi ha fatto venire voglia di riprovarci fra un po’.
Amico
Sei un deficiente. Proprio perché è una donna di questo livello che devi stargli alla larga, anzi io non ci provo neanche più con una con un cervello così. E tu che fai? Ti viene voglia di riprovarci? Ma quella ti ha cancellato.
Lui
Sarebbe una bella sfida. L’ho ingannata, le ho mentito, ma non ha fatto la figura della stupida, non ha fatto scenate da bar. Una così meriterebbe solo rispetto. Magari in un’altra vita… Io comunque ora devo vivere la mia.
Amica di lei
Come stai, pensi ancora a quel bastardo?
Lei
Sto meglio, toccare con mano chi è davvero lui mi ha aperto gli occhi e ha in buona parte distrutto quella figura di uomo che avevo idealizzato. Però mi sono sentita stupida, per amore ho creduto a ogni sua parola. Non è un bastardo, non è un uomo, punto.
Amica
Non sei stupida, sei innamorata. Ti ho ammirata sai? Io gli avrei rovesciato il tavolo addosso e invece tu gliele hai cantate, con calma, dall’inizio alla fine. Lo hai liquidato. Per sempre?
Lei
Provo ancora sentimento per lui, sono ancora innamorata ma dei nostri momenti belli, che però ora so erano guastati alla radice dalla menzogna. Il sesso evidentemente per lui era l’unica vera motivazione, per me non solo, forse all’inizio, ma poi non l’ho mai disgiunto dal sentimento. Ho sognato con lui una nuova famiglia, non lo avrei fatto se lui non me lo avesse proposto e riproposto mille volte. La balla della scoperta della moglie è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sai che ti dico, sono quasi contenta che abbia fatto questa mossa. Sai cosa mi ha risposto sul suo nuovo tentativo di flirt? In fondo volevo solo prendere un aperitivo con una. Ma tu lo vorresti a fianco per la vita uno così? Te lo dico io: anche tu non gli avresti rovesciato il tavolo addosso una volta capito chi è, sarebbe stato dargli troppa importanza. Sento che presto non sarò neanche più innamorata. Ci si innamora di una maschera finché non vedi chi c’è dietro.
Sincerely yours

Diario di un uomo lasciato dall’amante

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Cosa fa lui, cosa pensa negli attimi, giorni, settimane, mesi dopo che è entrato in vigore il Codice del silenzio, cioè il black out totale fra di voi (niente incontri, telefonate, messaggi…) o perché lui vi ha portato a prendere voi la decisione di lasciarlo (massacrandovi con i suoi Ti amo Ma: succede otto volte su dieci) o perché, guarda caso in vista delle vacanze Pasquali (ma poi saranno anche quelle estive, Natalizie…), vi ha detto ti amo Ma non posso lasciarla e quindi siccome non voglio farti del male (rido per non piangere) meglio fermarsi qui?

Cosa succede nella sua testa? Come si comporta? Cosa prova? Soffre? Gli mancate? Me lo avete chiesto in tante, anche perché siete in tante a essere nelle varie fasi del Codice del silenzio, quelle iniziali (i fatidici primi tre mesi) o medio-avanzate. Contando appunto che molti hanno lasciato, o si sono fatti lasciare proprio in vista del ponte di Pasqua, guarda caso… Capiremo il perché anche di questo.

Day by day, ecco il diario dell’uomo in Codice del silenzio, lasciato da voi o che vi ha lasciato.

Tre ore dopo che avete chiuso

Lui con voi era disperato ma fermo su un punto: sei la donna della mia vita Ma, ti amo Ma e quindi al vostro (perdonate il riferimento Sacro), dicevo al vostro Dì solo una parola e io non ti lascio non ha risposto. Quindi Codice del silenzio operativo, per voi e per lui. Molti hanno anche pianto: non che siamo così bravi a fare gli attori, anche noi uomini proviamo dei sentimenti, e ci dispiace lasciare (perché di questo si tratta, anche se ci siamo fatti lasciare da voi obbligandovi a farlo) l’amante con la quale abbiamo condiviso tanto per mesi, persino anni ma, finito il momento teatrale, il vero sentimento è uno solo: un grande sollievo! Ve lo dico perché lo vedo in centinania di casi, in amici in questa situazione, e perché anch’io, confesso, ci sono passato in simili modalità. L’universo uomo, a tre ore dalla liquidazione dell’amante, prova una sensazione bellissima: mi sono liberato di un problema enorme, inestricabile, che mi condizionava ormai la vita. È come aver estinto il mutuo, essere stati assunti in una ricca multinazionale, aver vinto una causa in tribunale. È finita, sono finiti i problemi: e tiri un respirone di libertà. Un minimo di pensiero alla poveretta che ti ama e che hai costretto, tirandola scema, ad arrivare al Codice del silenzio con i tira e molla c’è, qualcuno si sente anche un verme e prova dei sensi di colpa, ma che bello sedersi a tavola con la famiglia, la stessa sera, e non dover nascondere il telefono, andare in bagno o giù col cane perché lei ti vuole parlare ed è incazzata perché tu le hai dato buca per la terza volta. Questa non è l’ultima cena, è la prima vera cena serena dopo tanto tempo. Il telefono è lì, muto: al massimo ti arriva la mail del gestore telefonico con i giga in offerta, niente cuoricini, punti interrogativi, faccine arrabbiate, domande, richieste… Dopo tre ore siamo già uomini liberi! E guardi persino tua moglie, mentre ti serve gli spaghetti come lo facesse a un re, con occhi diversi.

La mattina dopo

Sì ci pensiamo un po’ a voi. Ci vengono in mente soprattutto scene da video porno, perché sappiamo che è quello che ci mancherà. I più romantici hanno lampi di serate passate insieme, ma sono lampi subito spenti da un sonno ristoratore. Non dobbiamo più controllare il telefono. Un po’ di ansia c’è: non è che si rifarà viva? La paura, attenzione, non è che NON vi facciate vive, ma che lo facciate! Ma voi gli attributi ce li avete, mica come noi, e quindi il telefono tacerà. Accanto a lui, dorme la moglie. Non è cambiato nulla in realtà. Dorme come sempre, in un matrimonio che si trascina da anni nel torpore della routine, se va bene. Voglio provare a farci sesso, dice lui, saranno dieci giorni che non lo facciamo (non ha mai smesso di farlo con lei, vi ha sempre mentito su questo come 9 uomini su 10). In fondo ora ho lei, l’altra non c’è più, la bomba a letto non c’è più. Ma magari posso riscoprire mia moglie, approfittando di questo entusiasmo da libertà, magari le posso insegnare qualcosa di nuovo che facevo con la mia amante. Sì, pensiamo anche a questo. Allungo la mano, insisto nonostante il brontolio, e lo facciamo. Solita posizione, soliti tempi, soliti preliminari, vabbè, tutto uguale, ci sarà tempo per introdurre nuovi elementi, intanto ho raggiunto il mio orgasmo settimanale. La colazione, dopo un’ultima occhiata al telefono silente quanto rassicurante, continuerà serena e allegra. Persino la moglie, nella sua noncurante routine, si accorgerà di un marito più allegro, più presente con i figli, più propositivo. E quando chiederà ma che cos’hai che sei così in forma? Lui risponderà: non siamo in vacanza? E poi via questi pensieri di lavoro! E le schioccherà un bacio sulla guancia (non si può di più, se prima i baci erano a zero…).

Dal giorno uno al giorno dieci

Mentre voi soffrite i giorni più duri del Silenzio lui si gode la sua ritrovata serenità. Certo, vi pensa, se ha vostre foto (soprattutto di un certo tipo) se le va a vedere, i più “sensibili” devono scacciare il pensiero che voi soffriate ma come si vive bene senza di voi, che ormai eravate un problema, IL problema. Ma non potevate fare l’amante lussuriosa e divertente, la psicologa pret a porter e sfogatoio accontentandovi di grandi scopate, risate e vari benefit costosi o meno? Ah già, l’abbiamo tirata talmente in lunga che lei si è innamorata. Ah già, in momenti di sesso clamoroso o punte di romanticismo ho giurato il mio amore, parlato di nuovi figli, di case in montagna o al mare, di vacanze in Polinesia… Ho esagerato certo, ma cosa dovevo fare? Per tenerla, ammansirla, farle digerire bidoni, appuntamenti mancati, gelosia, telefonate col contagocce, mai una notte insieme, mai un weekend insieme dovevo sopperire con le parole ai fatti. Soprattutto negli ultimi tempi, quando più che un’amante era diventata una investigatrice lagnosa. Certo non colpa sua, quante balle ho dovuto raccontare! Ti ricordi quella volta che mia moglie si è accorta di quel messaggio con i cuoricini? Ho dovuto poi postare sui social una foto della famiglia abbracciata e felice (dopo che l’avevo descritta come una galera) e quante me ne ha dette la mia amante! Ci sono voluti giorni e promesse di crociere infinite per ammansirla. Quante bugie all’amante e a mia moglie. Per lo meno adesso devo smettere di dire bugie a mia moglie. Che guardo e mi dico: ma in fondo è la moglie migliore del mondo.

Dal giorno dieci al giorno venti

Va bene, direi bene. Ogni tanto penso a lei, il telefono muto è sempre rassicurante ma un po’ mi mancano i nostri messaggi più belli, quelle chiacchierate, le chat spinte, spintissime, l’intesa fra noi. Mi mancano forse più di un po’. La vita in casa scorre serena e monotona, una monotonia rassicurante e riposante. Per mia moglie sembra non sia cambiato nulla dal prima e il dopo. Io sono più presente ma non cambia nulla. Il nostro matrimonio si fonda sulla routine. Faccio più sesso con lei ma anche i miei tentativi di inserire giochi nuovi, anche banali nella nostra routine sessuale, quelli che facevo con l’altra (mica quelli più spinti, non oso chiedere tanto) vengono sopportati in modo malcelato o rifiutati (ma cosa ti salta in mente!). Il nostro rapporto sessuale è un due tre: si inzia così, si continua cosà, finisce colì. 5 minuti. Nessuna modifica, salvo l’eiaculazione, assicurata (il suo orgasmo non so, non ho mai capito quando finge e quando no, non mi interessa da anni ormai). Certo la frequenza è aumentata. Io ho voglia, anche perché ero abituato a farlo con l’altra una o due volte alla settimana, quindi anche mia moglie gode degli stessi ritmi, se non ha mal di testa (e lo ha spesso). Il mio matrimonio è in salvo? Forse, ma solo perché ho smesso di “pagare il mutuo”. Io continuo a essere una specie di ombra che porta il denaro a casa, a fare l’autista ai figli, a lavorare tanto e a guardare molta più tv di prima e molto meno cellulare di prima. E lei cosa farà? Avrà già iniziato a uscire con le amiche? Da una parte mi toglierebbe certi sensi di colpa che tornano verso l’alba, quando ho un piccolo risveglio, dall’altra mi dà fastidio pensarla corteggiata da altri uomini. Perché lei era bella, è bella.

Dal giorno venti al giorno 30/40

Caxxo che noia mi moglie. Pesante, ripetitiva, un sacco di patate a letto. Ho voglia, e ripenso ai giri di orologio al motel con l’altra. Ci stavamo magari anche solo due ore, ma che fantasia, numeri, godimento! Eravamo senza ritegno, scatenati e senza inibizioni. I primi mesi certo, ma anche dopo non ci si annoiava mai. Abbiamo fatto di tutto, e mi manca. Mi manca soprattutto il sesso. Certo lei era anche intellgente, brillante, portarla in giro, quelle poche volte che ho potuto, faceva morire di invidia passanti e amici. Il sesso strepitoso mi manca. Devo ammetterlo, lasciare lei non ha reso mia moglie la migliore moglie del mondo e non ha trasformato il mio matrimonio da grigio a felice. Chissà se lei ha già un nuovo amante, mi rode l’idea. Però anch’io devo darmi una calmata, in fondo io questa amante l’ho resa io la regina delle donne, l’ho idealizzata perché era una bomba a letto e mi piaceva tanto, ma se ci penso bene, se mi convinco bene, non era poi tutta questa roba! E se mi trovassi un’altra amante? No, perché io a letto con mia moglie così non posso andare avanti per molto, è una pena questo sesso bisogno fisiologico, meglio della mastrubazione certo ma non troppo. Forse devo iniziare a fare il simpatico su facebook con qualcuna che ho adocchiato, ma che fatica, mica tutte danno retta a uno sposato, per quanto tu gli dica che sei separato in casa. Lei invece era cosa fatta, era pronta e senza pregiudizi. Ora avrà cambiato idea. Chissà se è già in caccia. No, lei non riesce a stare senza di me.

Fra il primo e il terzo mese

Ho ricominciato a litigare con mia moglie. Il mio matrimonio era un fallimento e lo è ancora. Mi sento solo. Non scopo più perché è la solita solfa. Ho provato a contattare qualche bellona sui social ma non è così facile per uno sposato uscire con le single, devi trovare una sposata a caccia di avventure e non sono così palesi. Le altre sono sospettose: troppi uomini pacco e cattive esperienze rendono il mercato del cucco più difficile di una volta. E la mia ex amante? Non credo mi abbia dimenticato. Forse adesso è il momento di riavvicinarmi, forse l’onda di pianto odio e rabbia ha lasciato spazio solo alla nostalgia e potrei approfittarne. Devo giocarmela bene, vorrà fatti e non parole, come mi ha detto tante volte. E io fatti non ne ho: non lascerò mai mia moglie, la mia famiglia, i miei agi per un’amante. Voglio solo un’amica che faccia sesso meraviglioso, più sesso che amica. Domani contatto quella nostra amica in comune per capire come sta, cosa fa, se ha qualcuno (dubito).

Dal secondo terzo mese in poi

L’amica mi ha detto che lei non esce se non raramente. Che è ferita a morte da quello che ho fatto ma piange spesso, parla solo di me e non ha nessuno (bell’amica! Utile comunque). Mi ha anche detto che sua mamma non sta bene, niente di grave per fortuna ma è un punto che potrei sfruttare. Potrei scriverle che ho saputo della mamma e sono preoccupato per lei e se ha bisogno di me sono a disposizione. E vedere come reagisce. Ho visto che pur togliendomi dagli amici di Facebook (altrimenti l’avrei fatto io dopo il primo mese, bloccandola in modo che non veda certe foto di famiglia) non ha bloccato le messaggerie e il telefono. Stasera le scrivo. Tasto il terreno. Poi aumenterò i messaggi, passando dall’amichevole al più che amichevole. Poi riprenderò le telefonate, Poi le chiederò un caffè, poi un pranzo, una cena. Se riesco a recuperare terreno è fatta; tornerà a essere la mia amante. Le dirò che non posso vivere senza di lei, che ho sbagliato e voglio ricominciare, deve solo darmi tempo, che ho fatto tre mesi di inferno, che soffro tanto ma sono deciso e ti amo! Non sarà difficile, in fondo un po’ queste cose le penso, anche se so dentro di me che è la mia voglia e il mio egoismo e la mia solitudine il vero motore di tutto questo, io non mando a gambe all’aria la mia vita per il sesso, non l’ho fatto ieri non lo farò oggi. Magari mi scappa anche una convincente lacrima, in fondo io sono un emotivo e sentimentale e lei sa tirare fuori il meglio di me, anche se non è forte abbastanza per uccidere il peggio che c’è in me, l’egoista calcolatore che c’è in me, soprattutto dopo l’orgasmo. Quante volte ho provato la voglia di fuggire dopo quelle due ore nel motel… Ma adesso è più forte la voglia di motel. Se la convinco a venire a letto è fatta. E dopo? Si vedrà, adesso è la voglia di lei che vince.

Questo è quello che pensano molti, molti uomini quando entra in vigore il Codice del silenzio. Brutto? Squallido? Certo, ma succede. Spesso. Dobbiamo essere realisti, anche a costo di essere pessimisti una volta in più, anche se le eccezioni per fortuna esistono. Ecco perché insisto su un punto: il Codice del silenzio deve essere assoluto, e non dovete cedere mai. Dovete cedere solo se lui torna, come dico sempre, da Ufficiale e gentiluomo, con la separazione in mano, fuori di casa, le prove provate, fatti nuovi non solo parole rivestite e ricolorate. Fate le domande giuste che devono avere risposte chiuse e certe, non aperte, verificabili e non trattabili o rimandabili nel tempo. Basta con le cambiali.

Non dovete cedere se non di fronte a fatti nuovi e veramente rivoluzionari, decisivi.

Perché il Codice del silenzio funziona come la dieta. All’inizio è dura, durissima, hai gli attacchi di fame, ti sogni il cibo preferito di notte. Poi, col passare dei giorni, la bilancia mostra i progressi, ti senti meglio, disintossicata. Dopo i primi tre chili persi ti sembra non impossibile dimagrire. Poi ti senti più bella, più leggera, man mano che il tempo passa la strada ti sembra in discesa. Certo, passano mesi, i primi sono i più duri, ma il miglioramento lo senti, fisico e mentale.

Se invece rispondi al messaggio e lasci i canali aperti è come se ti alzassi di notte e, dopo un giorno di digiuno, aprissi il frigo per mangiarti un’intera tavoletta di cioccolato. Benessere sul momento ma poi senso di disfatta, pancia gonfia, senso di colpa, sconfitta, ti senti una debole e il giorno dopo la strada è di nuovo in salita.

Se poi accetti di tornare al ristorante con lui, per mangiarti tutto di colpo antipasto primo secondo contorno frutta dolce caffè e ammazzacaffè, per scoprire poi che quello è solo un ristorante, non il ristorante di tutti i giorni della tua vita, ricominciare la dieta sarà due volte più difficile della prima.

Perché il metabolismo delle emozioni farà molta più fatica a bruciare grassi e calorie, ma soprattutto lo zucchero, che è lui. Ogni dieta interrotta e fallita rende la prossima più dura e meno efficace. Ricordatelo, quando sarai davanti a un suo nuovo messaggio, quando sarai davanti al frigo, alle due di notte, con le lacrime agli occhi.

Noi ci siamo per te qui #acasadiAle. Scrivimi. Scrivici

Sincerely yours

Ti amo Ma

Ma

Ti amo. È la cosa più bella che un uomo ti possa dire. È un impegno per il futuro. Ti amo è amore incondizionato, perché l’amore non pone condizioni. L’amore condizionato è barare, come vi spiegherò a seguire.

Che lui sia libero o che sia il tuo amante se ti dice Ti amo prende un impegno solenne con te, perché lo dice col cuore, e Ti amo non si spreca mai.

Può dirsi fortunato chi lo dice una volta nella vita, baciato dagli dei chi più di una volta, perché vuol dire che si è innamorato veramente, profondamente, almeno una volta. E non capita a tutti. A molti non capita mai, purtroppo. Parlo di vero amore, non delle sue declinazioni minori.

Una grande fortuna Amare veramente, anche se l’amore, lo sappiamo, può finire. Gli scienziati dicono che l’amore, o meglio la fase di innamoramento, quella che appunto produce un sentimento così forte da annullare la presenza di qualsiasi altro pretendente, quella che garantisce una naturale fedeltà (non una fedeltà decisa come obbligo contrattuale o impegno personale) e arriva a farti dire Ti amo col cuore, dura dai 18 ai 36 mesi. Poi si trasforma in qualcos’altro: affetto, progetto, famiglia, stima, condivisione, fate voi. In certi casi rimane Amore per sempre, resistente a tutto, litigi, figli, lutti, disastri esterni, routine.

Ma l’amore incondizionato, quello cieco, voluttuoso, felice, entusiasta, passionale, solo quello ti fa dire, credendoci profondamente, sentendolo in ogni tessuto del tuo corpo Ti amo.

Ti amo. Punto. Non ti amo Ma…

Nessuno, quindi, dovrebbe usare la parola Ti amo a sproposito.

Molti uomini invece lo fanno: sono gli uomini baro in amore, quelli che utilizzano il Ti amo per far colpo sul vostro cuore appena vedono un barlume di innamoramento. Spesso non lo pensano per niente, magari provano anche un sentimento, ma non è vero amore: sono solo bravi attori. I più “corretti” di questi ti dicono Ti amo solo perché te lo aspetti, per farti contenta, per rispondere a una tua domanda diretta e non avere rompimenti, ma non sono innamorati davvero. Magari vivranno con te tutta la vita, tradendoti qualche volta oppure no, ma non amano.

L’uomo baro in amore non imbroglia giocando alle carte della vita, bara con i vostri sentimenti. Dice Ti amo per ottenere qualcosa, di solito il sesso o, nei casi peggiori, solo per illudervi e godere narcisisticamente (leggi qui) di quello spettacolo che sono i vostri occhi che brillano quando vi diciamo Ti amo e voi sì che amate davvero (le donne sono molto più oneste e sincere nei sentimenti).

Molti amanti, quelli che vi avevano promesso di lasciare la moglie per voi quando vi hanno detto Ti amo vi ridicono Ti amo per farvi tornare a letto con loro quando è evidente che non lasceranno mai la moglie.

Ma anche gli uomini liberi che vi hanno detto Ti amo nella fase di entusiasmo della relazione, quei primi sei mesi di fuochi artificiali fra lenzuola, cene, weekend e vacanze insieme, vi ridiranno Ti amo dopo che, assistendo a un più o meno repentino raffreddamento dei loro ardori, scoprirete che hanno un’altra, o stanno corteggiando un’altra. E allora coloro che sono stati colti con le mani nella marmellata (soprattutto se non hanno ancora conquistato la preda o, conquistatala, non ha retto il paragone con voi) useranno di nuovo il Ti amo per riconquistarvi, non per amore, ma per comodità e per sesso. Fino a vostra sostituzione definitiva avvenuta.

Questi sono i bari del ti amo. Poi ci sono i bari del Ti amo Ma.

Certi uomini, molti uomini si sono inventati il Ti amo Ma. Pochi lo usano da subito, la maggior parte lo usa quando il Ti amo e basta non regge più il gioco, o perché è passato troppo tempo dalla promessa iniziale (per esempio lascerò mia moglie per vivere con te) o perché li mettete con le spalle al muro con Mi hai detto che mi ami quindi…

Il Ti amo Ma, nella testa dell’uomo baro nei sentimenti, equivale a dare un colpo al cerchio del suo interesse e uno alla botte della vostra sensibilità. Ti amo serve a tranquillizzarvi, lisciarvi, ammansirvi, recuperarvi (ogni volta) e tener desto il fuoco del Vostro amore (il suo è finto e comunque condizionato, quindi non è amore, come vedremo). Il Ma serve a loro per porre un freno alle vostre richieste e pretese (non importa se sono nate da suoi comportamenti e proposte, lui “ha cambiato idea”) e, nello stesso tempo, a crearsi un alibi. Io ti amo Ma… non posso fare una serie di cose. C’è un limite, un condizionamento.

L’amore condizionato che, appunto, in quanto sottoposto a condizione, non è amore.

Ci sarà l’uomo che vi dice Ti amo Ma non lascerò mai i miei figli. Lodevole e comprensibile condizionamento, all’apparenza, perché i figli, anche in un matrimonio in crisi al punto da portare al tradimento, sono un concreto impedimento. Succede a tantissimi di tradire anche se si hanno figli, io non giudico e non biasimo nessuno per questo, è la realtà di ogni giorno per buona parte di quel 60% della popolazione che ha tradito almeno una volta. Non giudico fatta eccezione per quelli che fanno figli quando sanno già che il matrimonio è in crisi o, peggio, li fanno per aggiustare il matrimonio.

Il problema è che Ti amo Ma non lascerò mai i miei figli pochi uomini lo dicono all’inizio di una storia, prima di entrare nel vostro letto. Purtroppo molti lo dicono quando ormai la storia con voi è molto avanti, e ha superato un anno, due, tre. Lo dicono quando voi li costringete (o ricostringete) a fare la road map del vostro futuro di coppia (leggi qui), cercando con una mano di tenervi nel loro letto (Ti amo) e con l’altra vi mostrano la foto dei ragazzi (Ma…). Figli che c’erano sin dall’inizio, che magari sono pure cresciuti e diventati grandi, ma come condizionamento spuntano solo adesso in modo chiaro e, soprattutto, impedente.

Hanno barato. Quel Ma è una fregatura, non è amore.

E anche se ve lo avevano detto all’inizio della storia che non avrebbero Mai lasciato la famiglia e i figli, non è che poi possono dirvi Ti amo per mesi, anni, senza fare nessuno o quasi riferimento all’impedimento dei figli, facendovi sognare, consolidando il Vostro amore, per poi giocarsi la parolina Ma o Te l’avevo detto, perché voi, dopo tanti Ti amo, desiderate la sua separazione e siete pronte alla vostra. Se i figli sono il tuo impedimento non devi Mai dire ti amo. Non devi barare. Una donna capisce la differenza fra Ti amo e Sei la donna più importante della mia vita (Ma…).

L’elenco degli uomini del Ti amo Ma è lunghissimo nelle vostre storie su questo blog, che ormai chiamate #acasadiAle.

Ti amo Ma non posso lasciarla da sola, è malata, non ha soldi, li ha tutti lei, non me la sento, cosa diranno i parenti, cosa diranno in paese, cosa diranno in Italia, lavoriamo insieme, cosa diranno i colleghi…

Tutte cose vere, ma che saltano fuori a frittata fatta, perché il Ti amo di prima era senza Ma e voi vi siete innamorate proprio e anche perché avete visto un amore Incondizionato come deve essere, altrimenti forse non gliela avreste data. E invece, dopo sei mesi, un anno, due anni… Sorpresa!

Non è che la prima volta che siete andati a letto, e tutte le altre volte che hanno seguito, ti ha detto Mi metto il preservativo Ma… Se lo è messo e lo avete fatto. Senza se e senza Ma. Su quello non ci sono mai dubbi per gli uomini, strano vero?

Qualsiasi Ma, dunque, è la negazione dell’amore. Qualsiasi condizionamento all’amore non è amore vero. Non raccontatevi che ci sono varie sfumature d’amore, per cui lui può amarvi anche se non lascia la moglie, vi ha tradito con un’altra ma si è pentito o è “fatto così”.

Quanti Ma vi vengono venduti per riottenere i vostri favori.

Un classico è quando voi attuate il Codice del silenzio (leggi qui) dopo che lui vi ha detto Ti amo Ma… Il 90% di chi dice Ti amo Ma non posso lasciare mia moglie, figli eccetera torna prima o poi da voi per cercare di riottenere senza dare (se non la propria presenza a orari condizionati dalla presenza dell’altra donna, ovvio) tutto quello che voi gli date: sesso a 5 stelle lusso, comprensione, pazienza (ma quanto rompiamo con le nostre lagne), consigli, massaggi, coccole, condivisione, insomma tutto quello che non hanno più in casa.

Tornano perché gli manca la geisha psicologa gratis, altro che Ti amo. Sono tornato perché ti amo troppo, non posso vivere senza di te, soffro (lui soffre) troppo, mi manchi troppo… E quindi? Lasci tua moglie? Lo sai che ti amo Ma… non posso. Lo farò, dammi tempo (e siete insieme da tre anni), devo pensarci, non mettermi con le spalle al muro, mi stai pressando troppo… Ma Ma Ma Ma Troppo Troppo Troppo Troppo.

Se ci fate caso, guardando indietro agli albori della vostra storia, noterete che l’uomo che bara in amore, affermando nei tempi supplementari del rapporto Ti amo Ma era uno che faceva, prima di dire il fatidico Ti amo (e basta) affermazioni tipo:

Sei la donna della mia vita

Sei diversa da tutte le altre

È la prima volta che incontro una persona Splendida (e sinonimi dall’interessante a speciale) come te

Sei diversa dalle altre, tutte le altre

E avanti con le definzioni altisonanti, esagerate, anticipate rispetto alla vera, normale, fisiologica maturazione di un amore vero (attente, i colpi di fulmine Veri sono rari come i vasi dei fiori che cadono in testa)

Potrei andare avanti cone le affermazioni di amore esagerato quanto incondizionato, se volete aggiungete voi nei commenti #acasadiAle.

Ma tutte queste affermazioni, fateci caso, hanno anticipato nel tempo il fatidico Ti amo (e basta). Erano campanelli d’allarme. Erano tutti segnali d’esagerazione, un sintomo che ho descritto nell’identikit dell’uomo esagerato (leggi qui) che dicono sostanzialmente una cosa: un uomo che spende troppo facilmente parole importanti a sproposito, è a rischio un giorno non solo di dirti Ti amo a sproposito, ma soprattutto, poi, di dirti Ti amo Ma.

Questi uomini dall’amore condizionato mi fanno venire in mente quei Superdotati che spesso mi descrivete in privato, nei commenti, o raccontandomi le vostre storie.

Sono quelli che ai primi incontri millantano capacità amatorie da pornostar e poi hanno problemi d’erezione al primo appuntamento. Per carità succede, è capitato a tutti, capiterà ancora, voi nel 90% dei casi siete più che comprensive, MA innanzitutto evita di descriverti come un superman del sesso (campanello d’allarme!) e, soprattutto, non puoi dirle Non ce la faccio perché sei Troppo bella, Non ce la faccio perché ti desidero Troppo (campanello d’allarme!).

L’erezione è un complimento sincero, se sei troppo bella e ti desidero troppo ti farò fare il giro dell’orologio, altro che problemi!. Qui il Troppo equivale al Ma degli altri uomini descritti. Occhio: gli uomini che giocano sul Troppo e sul Ti amo a gratis e Troppo facile spesso sono quelli che poi ti diranno Ti amo Ma.

Insomma, basta un Ma per azzerare un Ti amo, per azzerare l’amore.

Sincerely yours

Ai nuovi lettori benvenuti #acasadiAle. Commentate! Scrivetemi!

Perché scelgo uomini sbagliati

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Hai scelto un uomo sbagliato. Anzi due, perché  non è la prima volta. Anzi tre, perché ci sei ricaduta ancora, nonostante la tanta sofferenza passata e l’esperienza, e la diffidenza, almeno in teoria accumulate.
Perché scegli ancora (ormai ti sembra sempre) uomini sbagliati?

L’errore è tuo, negli uomini che sono ormai in maggioranza un disastro da evitare o è un concorso di colpa?

Ti avranno infatti detto che, tutto sommato, è colpa tua se scegli sempre uomini sbagliati. Scarsa autostima, immaturità latente, ricerca di un padre, incapacità di imparare dagli errori del passato. La gente giudica facilmente gli altri, e chi più ne ha più ne mette. Ti ci metti anche tu, a volte, a giudicarti ferocemente, come solo le donne sanno fare.

C’è chi poi ti avrà detto che lasci troppo spazio al tuo spirito da crocerossina (leggi qui), che in fondo come molte ti piacciono gli stronzi e non i bravi ragazzi manco fossi adolescente, persino che in amore sei autolesionista o immatura.

Non saranno mancate, infine, le vedove dell’amore, quelle che del meglio sole che male accompagnate ne hanno fatto una fede perché, per loro, i maschi sono tutti uguali e tutti irrecuperabili. Meglio appendere la femminilità al chiodo quindi e darsi, forse, al sesso fai da te o al nulla. Oddio, col mercato attuale degli uomini papabili mi verrebbe più di una volta di dare ragione alle vedove dell’amore, ma poi guardo le non poche coppie felici esistenti e anche quelle che magari si lasciano dopo un po’, ma non perché era tutta una fregatura, si lasciano dopo essersi dati reciprocamente e senza tanti drammi, e perché innamorarsi non è poi così facile.

Non ascoltare nessuna di queste voci. Già Pellizzari, ma allora cosa faccio, dove sbaglio, da dove ricomincio?

Iniziamo con l’analizzare gli uomini che scegli e le loro caratteristiche, forse capiremo di più.

SCELGO UOMINI SPOSATI-OCCUPATI
Facile dire che gli uomini sposati od occupati si evitano come la peste. La realtà è ben più complessa. Intanto molti di loro si presentano come finti separati, come separati in casa (figli e questioni economiche sono indubbie realtà dei tempi, ma anche le balle più frequenti), separandi o in gravissima crisi con la moglie, che ormai non scopano da 77 anni. E poi, tolti i finti single che mentono perché hanno capito che la corte sarebbe troppo dura con la fede al dito, ci sono i brillantoni simpatici, quelli che ci sanno fare e superaffascinanti, che la fede la sfoggiano proprio perché, se ci stai, lo sapevi che ero sposato. A buon intenditor… Sposato? Io non andrò mai con uno sposato! Non so chi ha coniato per primo il detto Mai dire mai (ci hanno fatto pure uno 007), ma so che le donne che hanno profferito questo verbo e poi sono diventate le amanti coscienti e consenzienti di un uomo occupato il primo errore che hanno fatto è stato proprio dire Mai dire mai, criticando magari le altre. E come ci sono cadute, nonostante il forte pregiudizio iniziale? La mia epidemiologia di coppia, analizzando i vostri racconti, ha individuato dei denominatori comuni, che si ripetono in una serie di donne. Intanto molte di voi lavorano o lavoravano con il Mai dire mai. Purtroppo la contiguità e frequenza del lavoro dà adito, al nostro cacciatore con fede al dito o nascosta in tasca, di lavorare con pazienza, ma con più probabilità di successo degli altri, anche con voi. Quindi il fattore campo è dalla sua. Un altro vantaggio è che questi uomini, sapendo di essere in svantaggio con voi per le vostre remore, sfoderano tutto il loro fascino, e ci sono davvero dei talenti in simpatia, corteggiamento e savoir faire, peccato che il tutto sia finalizzato al procurarsi un’amante. Quindi mettici la convivenza forzata lavorativa, le occasioni di condividere momenti ludici e professionali (dove lui ti farà sentire una regina, la più brava di tutte), la simpatia e il suo carisma, ed ecco che la prima barriera di difesa cadrà. C’è anche chi la butta sull’amicizia, cambiando tattica, ma di questo te ne parlo in una categoria a parte. L’ultimo cavallo di Frisia a difesa del tuo letto cadrà in auto, a casa tua, ovunque vi scambierete il primo bacio, o addirittura di più, perché prima di farlo lui avrà retto a tutti i tuoi test e tu avrai sostituito il Mai con uno sposato con un In fondo il suo matrimonio è finito e ci aggiungerai anche “In fondo è solo una scopata”. E ti ritroverai, il tempo di infilare il preservativo, nel mondo delle amanti. Aggiungo altre due categorie di voi: quelle che del fatto che uno sia sposato non gliene frega niente, anzi così non rompe, e quelle che sono state tradite dal marito e sotto sotto vogliono provare l’ebrezza-rivincita di essere anche loro amanti. Alle prime dico che il giro dello sposato vale se non superate il periodo ludico tutto sesso e rock and roll dei primi sei mesi, poi siete a rischio innamoramento. E allora i sabati e domeniche da sole vi peseranno come macigni, nonostante la vostra indipendenza. Meglio finire il gioco prima. Alle altre, quelle che provano a fare le amanti, dico solo che provare a stare dall’altra parte per una sorta di rivincita su quello che avete patito come mogli mi ricorda quello che scoperta appunto la moglie a letto con un altro, per farle dispetto si era evirato. Nessuno è felice in un amantato: non lo è la moglie, non lo è l’amante. Dunque, mai dire mai. Perché siete tante a dirlo e a non rispettarlo.

Come evitarlo: diffida innanzitutto  se vedi che la corte spietata iniziale si trasforma subito in grande amicizia appena chiarisci che tu con gli sposati non ci vai mai: si chiama cambio di tattica. Occhio anche al fattore tempo. Dice di essere separato in casa, in crisi e comunque libero di fatto? Allora potrà passare un weekend con te in una città d’arte (specificagli camere separate e non si tromba) già il prossimo sabato, oppure può ricevere telefonate anche dopo le 22 senza parlare dalla tazza del bagno. Se è libero non avrà black out lunghi serali o nel weekend perché anche se sta con i ragazzi perché è il suo turno può rispondere comunque. Occhio a quelli che mettono già paletti: ah io quando lavoro non rispondo, quando sto con i figli non rispondo… No tu rispondi se ci tieni a me. E se non rispondi sei sposato. Questo vale se lui si dichiara libero: dubita sempre, mettilo alla prova, aspetta, prendi tempo, ascolta il tuo sesto senso, non sotterrare cose anche piccole che non ti tornano. Se invece è sposato ma dice di non essere morto evitalo davvero come la peste: la vita da amante si corona in nuovo matrimonio in 1-2 casi su 10. Ricordati cosa dicevi quando eri lucida: mai con uno sposato.

 

SCELGO UOMINI SERIALI

Il seriale è un uomo che innanzitutto non ha nessun rispetto delle donne, le vede come oggetto dei suoi desideri fisici (a volte psicologici, ma sempre conditi dal sesso) che hanno sempre un timer, quindi deve cambiarle spesso, oppure deve sovrapporle, perché spesso ne ha più di una contemporaneamente. È un traditore che tradisce anche quando non c’è bisogno di tradire, è un amatore da catena di montaggio, è uno che si innamora di tutte perché non si innamora di nessuna. Forse si è innamorato una volta, ma avendo come tutti provato almeno una delusione d’amore invece di metabolizzare la cosa come fatto di normale crescita emotiva ha rafforzato la sua idea negativa delle donne, che vanno usate, non amate. Lui ama se stesso. Narcisista? Ferito dalla ex moglie? E chi se ne frega! Se devi farti curare fatti curare da uno bravo, ma non rompere le vite delle mie lettrici. Che purtroppo invece ci cadono perché il seriale è un altro bravissimo attore, che dà il meglio di se in fase di corteggiamento, e che sembra l’opposto di un seriale.

Come sgamarlo per evitarlo? I seriali hanno tanti, troppi segreti. Dovendo pasturare mari grandi per avere prede sempre pronte di solto hanno profili social che rimangono aperti alla new entry, cioè voi, il tempo di catturare la vostra attenzione, e poi vengono blindati. Hanno stati di chat non trasparenti, hanno uscite serali non trasparenti, vendono il rispetto della vostra privacy e libertà come un valore che rispettano ma che in realtà serve a loro per non avere ingerenze. Sono uomini generici su quello che fanno, e il loro finto interesse per quello che fate voi e farvi parlare sempre maschera il loro bisogno di segretezza e di dare poche spiegazioni. Di solito studiano il vostro profilo social per vedere non solo chi siete, ma quali amiche avete. Gli interessa perché è nel vostro parco amiche che potranno trovare la prossima sfortunata, ma anche perché è meglio controllare a chi chiedere l’amicizia. Gli sarà sicuramente capitato di fare una figuraccia corteggiando l’amica della fidanzata di turno per errore. Oscurate le vostre amiche. Se vi dice che a lui non interessano i social e li usa solo per lavoro (ecco perché ha 5000 amici, quasi tutte donne?) lo fa perché non vi vuole in bacheca, il suo bacino di pesca. Insomma, il suo charme si tramuterà col tempo in insofferenza, versioni di dove è stato con chi è stato divergenti o contraddittorie, poca pazienza. Sfruttate la sua poca pazienza e la sua voglia di concludere a letto: più allungate il brodo senza dargliela più verrà fuori il suo vero io e aumenterà (controllate) la sua attività extravoi soprattutto sui social. Il “a tua disposizione” sarà sempre meno a disposizione. Datevi tempo, non abbiate fretta, testatelo bene questo uomo all’apparenza perfetto. Bastano meno di due mesi di uscite regolari per capirlo.

 

SCELGO UOMINI ESSE TI ERRE

Lui è figo, sicuro di se, di successo, maschio. forte... E a chi non piacerebbe uno così? Peccato che ottenuti i tuoi favori, come si diceva alla corte di Versailles, lui diventi uno stronzo. Non  chiama, ti prende quando vuole, è un tenero amante ma fuori dal letto nessuna pietà. E dopo averti presentata agli amici ora ti tratta come una pezza da piedi proprio davanti agli amici. Ieri ti portava a casa alle 2 di notte e adesso ti chiama un taxi che pagherai tu perché è stanco e per favore fai la doccia a casa tua che domani non c’è la colf e quindi si sporca inutilmente. Potrebbe essere un seriale ma non è obbligatorio, anche perché il seriale mente, lui non ne ha bisogno. Lui è perfetto fino al completamento di tutte le posizioni del kamasutra, poi ridiventa lui.

Come riconoscerlo per evitarlo: è uno che ha avuto tante storie d’amore di solito, solo una o due serie, il resto è stato troppo stronzo per reggerle. È uno che lascia le donne con la sicurezza con cui ti corteggia, quindi potrebbe fare l’errore di vantarsi sia del numero di donne che del fatto che lui ha sempre il coraggio di lasciarle. Attenta... È molto concentrato sul sesso e sula tua estetica, perché essendo un edonista gli piace sfoggiarti (anche al seriale, ma quello deve tenerti nascosta alle ex e alle parallele) ed è interessato soprattutto al tuo corpo e alle tue prestazioni, quindi si distrae facilmente quando usate il cervello e gli parli delle tue cose, lavoro o cultura generale. Ha molti interessi che esulano dal tuo campo, dagli amici allo sport: oggi li mette da parte perché deve portarti a letto, presto sarai tu a dover aspettare i suoi comodi.

 

SCELGO UOMINI “AMICI”

Molte di voi hanno almeno un grande amico, se non IL migliore amico. L’ho detto in passato lo ridico qui: salvo rare eccezioni l’amicizia fra uomo e donna non esiste. O meglio esiste ma è spesso squilibrata e falsata da volontà nascoste: lui fa l’amico ma ha il fucile puntato in attesa del primo segnale per saltarti addosso e tu tolleri la cosa perché per ora ti va bene così. Peccato che non poche di voi, anche dopo una lunga militanza amichevole, si chiedano prima o poi: ma se andiamo così d’accordo potrebbe essere lui il fidanzato ideale? Oppure, consce della sofferenza del pretendente mascherato da amico, in un momento di intimità, arrivino al fatidico “proviamo”, anche per non rovinare l’amicizia. Il test amico-fidanzato fallisce nove volte su dieci. Sarà la confidenza cresciuta in modo asessuato (anche se lui cova sogni proibiti), sarà che spesso gli amici si rivelano amatori inibiti (l’ansia da prestazione aumenta con un background amichevole, evidentemente), sarà che le attese sono troppe (lui è fantastico come amico, in fondo il più è fatto), spesso le dinamiche dell’amicizia che diventa storia sessuale non funzionano. Conosco anche casi di dichiarazioni amorose importanti (non riesco più a esserti amico perché ti amo: scegli) di amici che raggiunta finalmente l’agognata meta (il tuo letto) si sono poi volatilizzati a gambe levate. Gli amici che diventano amanti, dunque, funzionano raramente e rompono tante amicizie, e dopo non sarà più lo stesso.

Come evitarlo: intanto credere all’amicizia fra uomo e donna solo se non c’è attrazione fisica da entrambe le parti, o siete già ex. Sono due delle poche eccezioni che mi vengono in mente di amicizie fra uomo e donna che possano funzionare. E l’eccezione non è il tuo caso, se cogli periodicamente il lato seduttivo ma preponderante del suo modo di fare. Occhio a quello che fa approcci e aggiunge troppo spesso “scherzavo”: al terzo scherzavo periodico non scherza. Mai pensare “proviamo”: è una strada senza ritorno. O è amico o è un pretendente. Se ti accorgi che ti vorrebbe vedere nuda affronta in modo sereno la vostra amicizia: deve decidere anche lui. E se fino a oggi ha dovuto gestire il suo Hide nei tuoi confronti è meglio che vi prendiate una pausa di riflessione, non puoi continuare a dargli la pozione per rimanere Jeckyll. Se poi è sposato e proponeo “solo amicizia” interrompi subito le trasmissioni.

 

SCELGO UOMINI SFIGATI

Anche lo sfigato più sfigato, il triste mammone e reduce ammaccato (leggi qui) trova la forza di sembrare un figo ai primi appuntamenti, altrimenti beccherebbe solo crocerossine votate alla morte sentimentale. Quindi sarà interessante e seducente all’inizio,  cercando di nascondere i suoi difetti, che sono in sintesi quelli di essere un uomo debole e pieno di complessi. Fra gli sfigati troverai infatti il mammone che cerca una nuova mamma in ogni donna, quello in cerca di una psicologa gratis per piangere sulla tua spalla (ma tu mica puoi piangere sulla sua, a parte i primi tempi), il lamentoso che tutti ce l’hanno con lui, quello che non funziona o è imbranato a letto ed è pure colpa tua. Tutti apparentemente all’opposto nei primi tempi, diventeranno cozze lamentose appena ottenuto il vostro interesse e letto.

Come riconoscerlo per evitarlo: lui sa di essere lamentoso e noioso, quindi non essendo nella sua indole lo sprint e la performance teatrale, farà il bello tenebroso taciturno, l’intellettuale che pensa e riflette sempre, farà trapelare con discrezione l’amatore eccezionale che ha in se, se il suo problema è sessuale. Oppure farà l’esagerato, sia nel corteggiamento che nel porsi con te, per mascherare con un potente do di petto quella che è la sua vocina quotidiana. Fra le righe, potrai notare, in questa brochure dell’hotel cinque stelle, delle discordanze da non sottovalutare. Il mammone vorrà tante, troppe coccole e avrà punte di pigrizia. Il lamentoso zoppicante avrà uno strano interesse per l’ipocondria e le malattie, anche le vostre. Oppure vi farà capire quanti problemi deve risolvere nella sua vita, e quanto non si apprezzi mai abbastanza il lavoro dei geni. Infine, chi parla troppo di sesso vantando esageratamente le proprie prodezze (convinto che la cosa vi ecciti) è poi quello che le prime volte se fa cilecca dice che ti desidera troppo o sei troppo bella, dimenticando che l’erezione è sempre un complimento sincero. Attenzione: succede a tutti di fare cilecca, per lui però è sempre colpa degli altri. C’è anche chi arriverà a dirti: è successo perché non ci sai fare… Scappa! Troppo è la parola chiave dell’uomo sfigato.

 

Care amiche, spero abbiate capito. Il mondo maschile è costellato di bravissimi attori e talenti nel vendersi bene, di pacchi con magnifici fiocchi che una volta aperti se va bene sono vuoti. Smettete di considerarvi dei magneti per questo tipo di metalli pesanti e imparate a essere più selettive, senza pensare al ritiro dalle scene. Rilassatevi, osservate, ascoltate e fate tesoro degli errori del passato. Che sono una fonte preziosa di esperienza, non una condanna all’infelicità.

 

Sincerely yours

 

foto Pixabay

 

 

 

 

 

Uomini che decidono per convenienza passione o gelosia

 

L’Uomo convenienza
L’Uomo convenienza

Molti uomini, nelle loro scelte, sono dominati dalla convenienza, dalla passione e dalla gelosia. E l’amore? Non è mai figlio della convenienza, quasi mai della passione (se non temporaneamente) e, più spesso, lo è della gelosia che, non a caso, considero spesso il termometro dell’amore stesso, se non eccessiva e anormale. 

Scrive una commentatrice: la cosa più amara per me è stato scoprire – grazie a questo blog – quanto il mio ex Lui aderisse banalmente a ogni cliché quando ho creduto per anni che fosse unico, che fossimo unici.

Parto dal commento di una delle mie assidue lettrici per rispondere a una delle domande che mi fate più spesso, e che si lega al titolo di questo post: cosa ci passa per la testa quando dobbiamo prendere una decisione in amore? Perché non lasciamo la moglie per voi dopo anni di matrimonio fallimentare? Perché ci dichiariamo innamorati dell’amante ma la lasciamo o ci facciamo lasciare? Perché, provocata noi la fine di una storia, e sapendo che vi facciamo soffrire, ci facciamo sentire e ci riproviamo? E infine, perché chi di noi vi sceglie davvero dopo mille peripezie lo fa? Che cosa ci domina nelle scelte? 

La lettrice ha scoperto una triste verità. Molte di voi si arrovellano sulle nostre dinamiche comportamentali partendo da un errore di base che viene poi alimentato dai nostri atteggiamenti falsi e dalle nostre bugie, dalle maschere che indossiamo. 

La triste verità è che gli uomini in amore, soprattutto se è travagliato come quello degli amanti, si comportano in maggioranza, grande maggioranza, in modo uguale o molto simile, ripetendosi nel tempo anche con donne diverse. Su questo si basa la mia epidemiologia di coppia e la mia visione del pensiero al maschile. 

Aggiungo che oltre a essere ripetitivi fino alla banalità, ma molto bravi a simulare identità diverse per gabbare la femmina di turno, come dicevo all’inizio molti uomini decidono in base a tre colonne portanti del loro pensiero e comportamento: la convenienza, la passione e la gelosia. La convenienza è sempre presente in tutte le tipologie, con una eccezione che vedremo.

Ecco tre uomini tipo e il loro pensiero, che spero vi farà capire perché fanno certe scelte.

L’uomo convenienza

Quando sono confuso a un certo punto mi fermo e mi faccio sempre la stessa domanda: ma a me cosa conviene? Questa domanda mi ha salvato la vita in tante storie d’amore, passate e presenti. Sono sposato da 10 anni ma il mio matrimonio è finito 5 anni fa, con l’arrivo del mio primo e unico figlio. Mia moglie ha smesso di fare la partner e si è concentrata sul ruolo di madre. Quando al sesto mese di rapporti sessuali vicini allo zero ho conosciuto una donna che non si faceva problemi con il mio status di coniugato l’ho tradita per la prima volta. Superati i primi sensi di colpa, inevitabili per un neofita del tradimento, me la sono goduta alla grande. Facevo il buon padre, mia moglie era contenta perché non rompevo più e facevo un po’ meno bene il marito, ma ufficialmente ero irreprensibile. La storia con la mia prima amante è andata avanti tre mesi di sesso meraviglioso e anche, perché no, amicizia. Poi lei si è innamorata. Ero in crisi. Rinunciare a scopate galattiche o rischiare di trovarmi invischiato in una storia passionale ma a rischio casini inenarrabili? Nel marasma della mia mente è affiorata la domanda salvifica: ma a me cosa conviene? A me non conviene separarmi, mi sono detto. Mi conviene tenermi un’amante, perché soddisfa la parte sessuale che mia moglie non vede più, ma la cosa deve avere un prezzo accettabile. E la mia storia con l’altra rischiava di avere un prezzo troppo alto. Dovevo lasciarla, visto che era chiaro che lei non avrebbe voluto andare avanti come trombamica. Ma come lasciarla? Cosa mi conviene? Per non prendermi le responsabilità di troncare dovevo farmi lasciare. Così ho iniziato ad accampare scuse di superlavoro e a diradare incontri, farli saltare all’ultimo momento, eliminarne la parte sentimentale tipo cene o dormire insieme per farli diventare puramente sessuali, sono arrivato persino a farlo in auto con lei e riaccompagnarla subito a casa, altro che albergo di lusso e cena a lume di candela. Nel giro di tre mesi di questo declino amoroso lei si è stufata e mia ha dato un aut aut. O mi dai più tempo e almeno le attenzioni di una volta o ci fermiamo qui. Era quello che speravo di sentirmi dire. Ho risposto che avrei voluto dare di più ma in quel momento, causa lavoro problemi e la cometa di Halley non potevo. Mi ha lasciato iniziando un black out di presenza e comunicazioni. Era fatta e aveva scelto lei, diciamo aiutata dal mio comportamento evasivo e minimalista in campo presenza e tempo dedicato. Mi ha scritto due volte e ho risposto mi manchi ma ho tanto da fare tanti problemi. Ed è finita. Oggi ho un’altra amante: sono tre mesi che stiamo insieme. Per ora mi conviene. L’ho scelta sposata questa volta, la prima era single e le single sono più problematiche, pretendono di più. Per ora tante risate e tanto sesso, e lei non fa storie o accampa pretese. Ma è presto per tirare le somme e capire quanto mi converrà andare avanti. Il copione dell’essere lasciato è lì bello pronto.

L’uomo passione e convenienza

Sono due anni che sto con Anna, la mia amante. Il problema è che, in vari momenti di passione, le ho promesso di lasciare mia moglie e di fare un figlio con lei. Gliel’ho promesso un mese dopo che ci siamo conosciuti e, mentre glielo dicevo, ci credevo anche. Certo dentro di me sentivo la voce che diceva che cazzo dici lo sai che non lascerai mai la tua famiglia ma quelle maratone sessuali fantastiche mi obnubilavano la mente, volevo farla felice almeno a parole, ottenere di più da lei, più tempo, più sesso. Anna all’inizio era molto coinvolta ma non innamorata, visto che aveva anche un divorzio alle spalle e sa come vanno certe cose. Ma ripetendole il mio amore e le mie promesse per sei mesi, vedendoci sempre di più e stando sempre meglio insieme alla fine ha ceduto, si è innamorata e mi ha detto: ok, mi va bene, molla tutto io ci credo nella nostra coppia. La mia passione si è gelata. La vocina che cazzo stai facendo è riaffiorata e si è unita a una nuova voce, ma ti conviene? Quando poi lei mi ha chiesto di andare a vedere la casa di una sua amica che ci avrebbe affittato appena mi fossi separato come promesso tante volte ho dovuto inventarmi una malattia del figlio piccolo per non andarci. Mi conviene tagliare con lei, mi sono detto. Così ho iniziato ad accampare scuse e a ritardare il nostro incontro settimanale da lei con varie balle. Dopo 10 giorni però non ce la facevo più: la voglia di fare sesso con lei, la passione per il suo corpo e la sua propensione a fare di tutto e di più a letto è stata più forte. Ci siamo visti per quattro ore di intensa passione. Ma mentre stavo vicino a lei, steso nel suo letto dopo ore di passione e kamasutra, mentre gli effetti dell’ultimo orgasmo scemavano e lei mi parlava di amore e futuro insieme, l’angoscia saliva nella mia mente. Non mi conviene rivoluzionare la mia vita per il sesso con lei, e per quanto io abbia una passione con lei non mi conviene proprio. Perderei soldi, tranquillità, dovrei occuparmi a turno dei figli, mentre ora pensa a tutti mia moglie. Una donna ormai addormentata a letto, ma ottima madre e poi la casa al mare, il posto che adoro, è sua. No, mi conviene chiudere adesso, che mi sono tolto la voglia di sesso e ho la calma del periodo refrattario. Mi conviene farmi un’altra amante, dove convogliare la mia passione. Così la mattina dopo le ho scritto su whatsapp che non ce la facevo a lasciare la famiglia. Non vi dico la reazione di disperazione. Voleva vedermi, perche certe cose non si dicono con dei messaggi. Mi conveniva vederla? Sì, perché avevo paura che facesse colpi di testa. Così sono andato a cena con lei. Mi sono difeso dalle accuse di false promesse ammettendo che sono un debole, che ho sottovalutato la situazione economica e quella dei figli, ma mentre parlavamo un solo pensiero mi cresceva in testa: farmela per l’ultima volta. Era lì, arrabbiata e ancora più bella del solito. Non mi conveniva scoparla di nuovo ma la passione mi urlava nella testa “dai, un’ultima volta”. Ed è successo: per quanto arrabbiata e delusa, lei è tornata a letto con me perché è innamorata. L’ho lasciata il giorno dopo con un altro messaggio. Questa volta mi ha risposto lei non farti più vedere e mi ha bloccato dappertutto. Sono passati tre mesi da quel giorno, e io le scrivo tutti i giorni da due settimane usando la mail, l’unico canale aperto che ha lasciato. Cosa voglio? Averla di nuovo come amante. Credo di poterla convincere ad aspettare con la mia separazione, che so bene non arriverà mai. Ma se la convinco a fare l’amante ancora per qualche mese ho sesso di qualità assicurato per un po’. Mi conviene fare così. Non è giusto rompere il suo silenzio? Lo so, ma è più forte di me, sono passionale. La farò soffrire? Sì e me ne dispiace, ma ho troppa voglia di lei. E ieri ha risposto alla mia ultima mail. Mi ha scritto: lasciami stare se mi contatti mi fai male non hai rispetto e pietà? Ho risposto: mi manchi tanto ho bisogno di te soffro anch’io mi sono pentito vediamoci. So che lei è ancora innamorata e mi dirà di sì. Farò sesso con lei. Devo convincerla a fare l’amante ancora per un po’. Quel mi sono pentito credo sarà decisivo, anche se non potrà reggere alla prova dei fatti. Intanto mi conviene prendere tempo con lei. Tempo e sesso.

L’uomo gelosia 

La nostra storia di amanti è durata tre anni. Tutti e due sposati con figli abbiamo attraversato tutte le fasi dell’amantato. Il periodo ludico, fatto di fughe al motel e grande sesso. Poi le prime dichiarazioni d’amore, i progetti, il futuro insieme. Lei poi si è separata per me certo ma soprattutto, diceva, per coerenza: il suo matrimonio era già finito quando ci siamo conosciuti. Di fronte alla sua determinazione io ho avuto paura e mi sono tirato indietro. Non posso, le ho detto. Ok, è finita allora, mi ha detto lei, piangendo ma lucida e dignitosa. Una grande donna. Ma avevo realizzato che fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E che lei era più coraggiosa di me. Dopo un mese di black out vengo a sapere da amici comuni che lei ha iniziato a uscire con le amiche, a girare per locali. La gelosia mi prende alla gola. Bella com’è e ora libera non ci metterà molto a essere circondata da mosconi corteggianti e, prima o poi, si concederà a uno. Solo l’idea mi fa impazzire. Cerco di contattarla ma non mi risponde. Vado sotto il suo ufficio e la fermo mentre posteggia. Ti amo le dico. Troppo tardi mi dice lei. Io insisto. Le chiedo un ultimo incontro. Non risponde e va via. La tempesto di messaggi, mail, telefonate chiedendole un ultimo incontro, almeno quello. Dopo dieci giorni di preghiere in ginocchio accetta di venire a cena. Le dichiaro tutto il mio amore e mi risponde: io non so se sono ancora innamorata di te, certo non provo indifferenza, tu sei stato molto importante. Ma mi hai deluso profondamente, e ho molto sofferto. Sono una donna forte e decisa però, altrimenti non mi sarei separata. Ho sofferto ma sto reagendo, tanto che posso reggere questa cena con te. Cosa devo fare le ho chiesto? Il tuo matrimonio come il mio è finito da tempo. Separati, ma non farlo per me, fallo per te. Ma io ti rivoglio le ho urlato in ginocchio! Mi ha guardato, accarezzato e ha detto: quando ti separerai non so se mi troverai. Si è fatta dare un ultimo bacio ed è sparita. Quell’ultimo bacio era la mi ultima e unica speranza. Domani vedo l’avvocato e poi andrò da lei. Ora so che la amo. L’ho scoperto attraverso un sentimento forte come l’amore, la gelosia. Cosa mi conveniva fare non mi importa più.

Tre uomini tre profili diversi.

L’uomo convenienza, spesso seriale (o lo diventa col tempo), tradisce la sua indole da tante cose, anche se si dichiara innamorato di voi. Non fa quasi mai quello che non gli conviene. Notti fuori, rischi troppo elevati di farsi sorprendere con voi, attenzione alle spese quando siete insieme, prima più generose nella fase di conquista poi in calando col tempo. Lui ama quello che gli conviene, non voi. E non cambierà mai.

L’uomo dominato dalla passione è più difficile da individuare ed evitare al nascere della storia, perché è più bravo dell’uomo convenienza a dirvi bugie e a fare l’innamorato quando sa di non esserlo. Quando ha voglia di voi è così travolto dalla passione che vi chiederà di sposarlo e avere sei figli ma, un minuto dopo, ormai soddisfatto, prima o poi rivelerà la sua vera natura. E si trasformerà in uomo convenienza. L’uomo passionale è come quello che entra al supermercato prima di pranzo: comprerebbe tutto. Provate a portarlo allo stesso super a pancia piena: guarderà il frigo dei gelati con una smorfia. Non sempre la passione maschile si trasforma in amore, la vostra sì.

L’uomo geloso è dominato da un sentimento spesso sincero e meno risolvibile facilmente o manipolabile come quello della passione fisica. Chi è geloso ama, almeno un po’. Certo, ci sono anche quelli che sono gelosi perché hanno un senso del possesso molto forte. Sono quelli che una volta che vi siete lasciati vi fanno scenate perché uscite di nuovo in compagnia, ma can che abbaia non morde. Magari corrono anche da voi per evitare che finiate a letto con un chiodo ma poi torna tutto come prima. E lui non porta fatti nuovi, è gelosia a parole. Se invece la gelosia è solo la punta dell’iceberg dell’amore e gli serve per capire finalmente che vi ama, ecco allora l’ufficiale e il gentiluomo. Sono pochi ma buoni

Sincerely yours 

@anpellizzari

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