Vi aspetto a Parma e Modena il 16 febbraio

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Doppio appuntamento domenica 16 febbraio a Parma  e a Modena
per incontrare gli autori del nuovo e divertente  libro sulle dinamiche di coppie e amanti
Mariti da dividere, mogli che si moltiplicano, amanti che si sommano, fidanzati che si sottraggono? 
“La matematica del cuore” spiega le regole per far bene i conti
Un manuale per risolvere le espressioni di lei, i teoremi di lui, le equazioni delle gelosie, il lordo del due di picche, le potenze degli amanti. Una soluzione per tutto, scritto da Alessandro Nicolò Pellizzari ed Eliselle, che dopo il successo del blog, hanno deciso di incorniciarlo in un libro e di presentato  domenica 16 febbraio a Parma e a Modena
Milano, 14 febbraio 2020 – Finito San Valentino, c’è sempre qualcuno che fa i bilanci. E magari anche i conti. Ma il cuore non è così preciso, anche se qualche regola ora c’è ed è ben raccontata nella “Matematica del cuore”, il libro che gli autori Alessandro Nicolò PELLIZZARI  ed ELISELLE presenteranno domenica 16 febbraio a Parma (alle ore 11:00c/o Libreria Feltrinelli, via Farini 17) e a Modena (alle ore17:00 c/o Archer, via Cesare Battisti, 54).
Uno + uno non fa sempre 2, soprattutto in amore. Perché non c’è nulla di più difficile che interpretarne i numeri e le domande quando si tratta di sentimenti e relazioni.
Che cosa cercano uomini e donne e che cosa succede tra loro quando si vedono, magari si piacciono e si frequentano? Come affrontano le relazioni quando c’è di mezzo un altro, o un’altra? La verità è che nonostante l’unicità delle persone, le dinamiche di chi ama, le situazioni tendono a ripetersi. E’ da questo assunto che Alessandro Nicolò Pellizzari ha iniziato a elaborare quella che lui definisce l’ “epidemiologia della coppia”, partendo dai lettori del suo blog alessandropellizzari.com, che supera ormai il milione.
“Negli anni ho raccolto così tante storie che mi hanno raccontato e scritto, di commenti quotidiani, di messaggi personali al punto di avere elaborato una vera e propria epidemiologia di coppia, dove l’uomo è la costante vista la ripetitività dei suoi comportamenti – spiega Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista e autore del libro – e la donna è la meravigliosa variabile. Ecco perché possiamo dare quasi tutte le risposte ai “di lui” comportamenti, ecco perché è possibile prevedere l’andamento nel tempo e l’epilogo di molte storie. In questo manuale non analizzo solo l’attuale “mercato degli uomini papabili” e le interazioni con il mondo femminile, ma regalo anche regole di ingaggio, di “sgancio” e soluzioni”
Gli attori di queste pagine sono mariti e amanti, cacciatori seriali di donne e finti separati in casa, uomini boomerang e narcisi che vengono analizzati, identificati e smascherati. In queste pagine si scopre infatti come neutralizzare i maschi bugiardi, ma anche i dieci motivi per essere fedeli (e per non esserlo). Il libro fornisce l’identikit di uomini come il mammone e il vampiro di sentimenti, di donne come la profumaia e la schizzinosa, ma risponde anche a domande che tutti prima o poi si fanno: perché non mi risponde, perché non ha mai tempo per me, perché è sparito e perché torna.
“Ho voluto aggiungere un parere diretto, fuori dai denti e senza troppi giri di parole – conclude ELISELLE, autrice del libro – che potesse far capire alle lettrici una volta per tutte i motivi per cui i maschi non rispondevano ai messaggi e sparivano senza un fiato. Io, che ero uscita con qualche romanzo dove si parlava di sentimenti non vedevo l’ora di lanciarmi  in questa nuova avventura”
Un vero e proprio manuale “La matematica del cuore”, facile da imparare e che riuscirà a regalare sorrisi ma anche a far riflettere sulle complesse regole del cuore.
Gli autori de “La matematica del cuore” 
Alessandro Nicolò Pellizzari (Milano 1961 ma veneziano di famiglia e nel cuore) è padre di tre figli. Doveva fare l’avvocato ma è diventato giornalista più di trent’anni fa. Prima al Corriere della Sera come collaboratore del Corriere Salute, poi c/o Mondadori e ora c/o Stile Italia Edizioni a Starbene, occupandosi sempre di medicina e sanità e dove oggi è vicecaporedattore. Ha scritto diversi libri di salute e benessere con Sperling, Electa e Mondadori (l’ultimo è Liberi dalle diete). Autore televisivo e docente di comunicazione, ha fatto anche parte di diversi Comitati etici ospedalieri e di Società scientifiche. Il suo blog sulla coppia, che ha toccato il milione di visite, è www.alessandropellizzari.com
Eliselle è nata a Sassuolo, è laureata in Storia Medievale, scrive e organizza eventi letterari. Ha al suo attivo dieci romanzi di generi differenti, numerosissimi racconti, diversi saggi e collabora con magazine, testate e portali online occupandosi di stili di vita, interviste, letteratura e guide alternative. Nel 2010 è uscita con la guida Centouno modi per diventare bella, milionaria e stronza (Newton Compton), nel 2015 ha pubblicato con Carlo Vanni un ebook gratuito intitolato 24 motivi + 1 per cui l’amore dura tre anni (Damster Edizioni) come regalo di Natale ai lettori. Il suo sito personale è www.eliselle.com

 

Calendario Tour Matematica del cuore

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Qui trovate il calendario aggiornato delle date e dei luoghi dove Alessandro Pellizzari ed Eliselle presenteranno il loro libro.

 

Sono previste altre tappe che per ora non hanno una data certa che vi comunicheremo qui aggiornando il post ma vi anticipiamo che saranno le seguenti: Torino, Roma, Venezia, Arezzo, Firenze per ora.

 

segnalateci nei commenti dove volete che passi il tour

Matematica del cuore Tour Parma Modena 16 febbraio

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Amiche lettrici, amici lettori

il 16 febbraio alle ore 11 io ed Eliselle vi aspettiamo a Parma alla Feltrinelli in strada Farini 17 per presentarvi il nostro libro La Matematica del Cuore. Potrete farci le vostre domande e firmeremo le vostre copie.

Invece, al pomeriggio alle ore 17, saremo a Modena da Archer, in via Cesare Battisti 54. Anche lì vi aspettiamo numerosi!

 

Segnate sul calendario. Dopo Milano sono solo le prime tappe di un tour che prevedono a seguire anche Ferrara, Roma, Arezzo, Torino, Venezia e altre che si stanno aggiungendo. Stay tuned!

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DOVE VOLETE CHE VENIAMO A PRESENTARE IL LIBRO?

fateci sapere dove volete che facciamo un passaggio. In base al sondaggio decideremo. Chi è in grado di aiutarci nell’organizzazione (librerie, locali) ci scriva a anpellizzari@gmail.com

 

grazie

Troppi errori al Pronto Soccorso

ps

 

Per il mio giornale Starbene ho intervistato Daniele Coen, medico di Pronto Soccorso e medicina d’urgenza per 35 anni (15 come responsabile) in un grande ospedale milanese.

 

Un’intervista illuminante da tanti punti di vista, quello dei pazienti ma anche quello degli operatori chiamati a fare un mestiere massacrante, difficile e magnifico.

Coen, che ha scritto per Mondadori Margini di errore, perché i medici sbagliano, mi ha raccontato quanti errori si fanno, i più frequenti, perché si sbaglia, quando si sbaglia e… molto altro che potrete leggere sul settimanale da martedì 28 gennaio in edicola.

Buona lettura!

 

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Bacio in diretta: colpa delle donne

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Dopo il bacio proibito in diretta allo stadio
Lui nega, chiede scusa e rilancia: sono le donne che ci provano. 
E per 7 mogli su 10 bastano le scuse, ma solo temporaneamente
Il caso dell’Ecuador sta facendo rabbrividire i tifosi (ma non solo quelli) di tutto il mondo, ora sicuramente più attenti a gesti amorevoli con l’amica di turno sugli spalti. E la moglie? La soluzione delle scuse sembra funzionare, ma le coppie che sopravvivono a un tradimento sono solo il 20% come raccontano gli autori del libro “La matematica del cuore” 
Milano, 27 gennaio 2020 –  E alla fine tornano tutti a testa bassa dalla moglie? Se quello che viene riportato dai media è vero, il tifoso in questione avrebbe, all’inizio negato il bacio in diretta, per poi invece chiedere scusa alla moglie, aggiungendo che sono le donne cacciatrici in sostanza a provocare, a indurre in tentazione.
“Insomma, noi maschi siamo dei poveri Ulisse in balia delle sirene di turno, e se qualcuno non ci lega cascarci è inevitabile. Siamo alle solite: l’uomo, quando viene beccato in flagranza di scappatella si trasforma in un nano secondo da seduttore a vittima. E il tifoso sudamericano non è altro che il prototipo di una categoria di uomini che ho descritto su alessandropellizzari.com e nel mio libro. Uomini che si comportano in modo ciclico e uguale, secondo un format che li accomuna: la ritirata più o meno strategica. Almeno la metà degli uomini scoperti dalla moglie con l’amante – interviene Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista e autore del libro “La matematica del cuore” – si tramuta in un secondo da focosi amanti in zerbini e, quel che è peggio, addebitano spesso ogni responsabilità del fattaccio all’altra, che da “donna più importante della mia vita” si trasforma in seduttrice rovinafamiglie. Così, dando la colpa alle amanti come categoria spaccamatrimoni, il coraggioso di turno cerca di evitare di essere messo alla porta con addebito. E, nel 70% dei casi, gli va bene. O perché la moglie è ancora innamorata e tenta un recupero nonostante il tradimento evidente e spesso datato o perché decide di fare lo struzzo, o perché non vuole ammettere che il matrimonio è finito o perché non le conviene. Allora, il capro espiatorio servito sul piatto d’argento dal marito pentito diventa una soluzione. Temporanea però: solo il 20% dei matrimoni sopravvive a un tradimento trasformandosi in rinascita vera della coppia, i restanti rimangono a rischio nuovi tradimenti, il tempo di uscire dal regime di detenzione e controllo coniugale stretto”
Una nuova conferma di quanto i media e i social siano diventati croce e delizia, capaci di distruggere la vita di chiunque. Quindi che si fa?
“Niente, ci si adatta. Giocando anche sporco. In fondo, hanno pure ragione: non possono mai stare tranquilli un attimo. Non hanno nemmeno la possibilità di prendersi 5 minuti di pausa da moglie o fidanzata, e starsene per i fatti loro insieme all’altra, che ecco arrivare un operatore tv che gira un filmato o scattano una foto, facendoli finire in direttissima sul web, rischiando il pubblico ludibrio e un matrimonio a rotoli con tanto di colpa e assegno di mantenimento. Poverini – continua ELISELLE, coautore de “la matematica del cuore” – Si sa che non è colpa loro: come diceva bene quel povero tifoso che sugli spalti baciava una donna al suo fianco (ma no, non la baciava, non è vero, non è come sembra, la foto è tendenziosa, è solo un errore di prospettiva, è un gioco d’ombre) che non era la moglie, è tutto un grande equivoco. Una trappola. Un complotto. Fino a quando le donne saranno disposte a bersi queste balle con tanto di prove, esisteranno sempre tanti uomini che la faranno franca e non impareranno mai. Cosa? Ovvio, a prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Che, fino a prova contraria, hanno sempre delle conseguenze”
Gli autori de “La matematica del cuore” 
Alessandro Nicolò Pellizzari (Milano 1961 ma veneziano di famiglia e nel cuore) è padre di tre figli. Doveva fare l’avvocato ma è diventato giornalista più di trent’anni fa. Prima al Corriere della Sera come collaboratore del Corriere Salute, poi c/o Mondadori e ora c/o Stile Italia Edizioni a Starbene, occupandosi sempre di medicina e sanità e dove oggi è vicecaporedattore. Ha scritto diversi libri di salute e benessere con Sperling, Electa e Mondadori (l’ultimo è Liberi dalle diete). Autore televisivo e docente di comunicazione, ha fatto anche parte di diversi Comitati etici ospedalieri e di Società scientifiche. Il suo blog sulla coppia, che ha toccato il milione di visite, è www.alessandropellizzari.com
Eliselle è nata a Sassuolo, è laureata in Storia Medievale, scrive e organizza eventi letterari. Ha al suo attivo dieci romanzi di generi differenti, numerosissimi racconti, diversi saggi e collabora con magazine, testate e portali online occupandosi di stili di vita, interviste, letteratura e guide alternative. Nel 2010 è uscita con la guida Centouno modi per diventare bella, milionaria e stronza (Newton Compton), nel 2015 ha pubblicato con Carlo Vanni un ebook gratuito intitolato 24 motivi + 1 per cui l’amore dura tre anni (Damster Edizioni) come regalo di Natale ai lettori. Il suo sito personale è www.eliselle.com
Il libro
Titolo “La matematica del cuore”
Disponibile in tutte le librerie e negli store online
Editore Cairo
Pagine n° 366
Costo € 16,00

Tornare con l’ex: funziona la minestra riscaldata?

 

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Brad e Jennifer di nuovo insieme?

 

Quando funziona la ”minestra riscaldata” e quando no

Una “portata” che spesso torna, come sembra essere dalle ultime foto di questi giorni tra

Brad Pitt e Jennifer Aniston. Un capriccio, la paura di restare soli o qualcosa di più? Per

comprendere le regole dell’amore serve capire – dagli autori de “La matematica del cuore”

– se rientriamo nei casi fortunati o meno che contemplano la rinascita di una coppia

Andiamo tutti un po’ in crisi quando si riaccende la fiamma dell’ex: e subito ci tormentiamo per intuire se la coppia funzionerà meglio di prima. Certo perché se mi rimetto con l’ex deve davvero essere successo qualcosa di così grandioso da pensare a una nuova coppia. Non ci sono regole scritte nell’amore, ma sicuramente c’è la “Matematica del cuore” (Cairo editore) utile anche in caso di ritorno di fiamma e che può rivelarsi un vero manuale di sopravvivenza di coppia.

 

L’EPIDEMIOLOGIA DI COPPIA

“L’accezione negativa della “minestra riscaldata” induce a pensare che non sia una strada vincente per la coppia, molto vicina ai risultati raccolti da quella che io definisco l’epidemiologia di coppia o più semplicemte, la statistica che applico studiando i migliaia di casi del mio blog (alessandropellizzari.com ) – interviene Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista, blogger e autore del libro “La matematica del cuore”.

 

QUANDO I RICORDI NON BASTANO

“Se ci si mette insieme all’ex sognando e ricordando le parti più belle della storia forse non ci si sbaglia, ma esistono anche i motivi per i quali la storia non è decollata in passato. E di solito sono i più forti, quelli che hanno fatto saltare il banco della coppia – continua Pellizzari”

 

SAGGEZZA O DISPERAZIONE?

“Si guarda al passato e alle volte si pensa che in fondo, sotto sotto, l’ex sia un punto di riferimento perché almeno, con lui, una relazione si era creata, e magari è durata anche molto rispetto agli standard attuali. Poi è anche vero che, se non riguarda proprio tutti gli ex, c’è sempre un ex che è “un po’ più” degli altri, che ha lasciato il segno, che magari è stato un grande amore anche se ci ha fatto soffrire. Ed è a quello che si guarda alle volte con nostalgia o rammarico, per fare confronti o per tornare, come fosse un’ancora di salvezza – spiega ELISELLE, coautore del libro “La matematica del cuore” –

Anche il fattore “paura” che gioca un ruolo importante: ci sono persone che proprio non riescono a lasciar andare davvero nessuno, e allora guardano costantemente al passato, mantengono o riallacciano rapporti nei momenti di debolezza perché si sentono soli, o perché il doversi rimettere in gioco col nuovo li terrorizza”.

 

LA COMFORT ZONE

“Insomma, lasciare la porta socchiusa diventa una zona di comfort che fa stare più tranquilli, forse, ma che al contempo impedisce di vivere veramente il presente e di incontrare il futuro. Bisogna fare un grande lavoro su se stessi per capire “come mai si torna dall’ex”: bisogna prima assicurarsi, insomma, che sia una forma di crescita e saggezza, nel caso non si fosse riusciti a vivere appieno per immaturità quella relazione nel passato, e non di disperazione, per motivi che dall’amore esulano totalmente – continua Eliselle

 

IL FATTORE TEMPO

“L’ex trentenne oggi quarantenne avrà spesso alle spalle matrimoni falliti e cattive esperienze con le donne che lo hanno indurito e trasformato in quello che io chiamo reduce ammaccato, un uomo lamentoso, affetto da ciclo doloroso emotivo che, dopo le prime (anche buone) cucchiaiate di minestra riscaldata si rivelerà in tutti i suoi difetti di uomo non proprio paladino del femminismo – continua Pellizzari – Superati i 50 invece, l’ex single, ormai abituato è innamorato della sua singletudine, avrà invece avuto a che fare soprattutto con storie usa e getta (tante) e qualcuna più lunga che però non ha retto e ha lasciato strascichi psicologici in lui. Non a caso buona parte degli ex ultracinquantenni liberi sono seriali, irriducibili collezionisti di donne, comprese le ex, riesumate soprattutto intempi di magra.

 

QUANDO L’EX ERA MOLTO GIOVANE

L’unica situazione che ha qualche chance che due ex funzionino di nuovo è quella, a parere del mio campione di blog, dove gli ex erano molto giovani quando si sono lasciati e la storia non è durata più di un anno – dice Pellizzari – Succede quindi che anni dopo, gli stessi hanno ancora carte da giocare e cose da scoprire insieme. Insomma, non sanno già tutto dei rispettivi. Meno paragoni si fanno e meglio è per i rinnovati ex.

 

NON PENSARE E NON PARLARE MALE

“Una regola vale per tutti gli ex e potrebbe essere alla base del rinnovato interesse di Brad per Jennifer: lei, in tutti questi anni, non ha mai parlato male di lui o della loro storia. Lastima e il rispetto rimangono, dopo il sesso di qualità, uno degli asset delle coppie che funzionano, riciclate o no – conclude Pellizzari”

La classifica dei cialtroni in amore

 

PixabayMi avete chiesto la classifica dei cialtroni in amore. Eccola, redatta anche con il vostro prezioso aiuto e suggerimenti. Il comune denominatore è la cialtronaggine, quindi qui non troverete il seriale, che può essere cialtronissimo ma è eminentemente un professionista della catena di montaggio e il narcisista, che è un essere così letale e patologico da concretizzare più la maledizione di incontrarlo che il subire una serie di cialtronate.

Ecco quindi la classifica, un po’ in ordine di gravità della cialtronata e dell’uomo fregatura, un po’ a caso, visto che quello che voi chiamate l’uomo che riesce a riunire tutte le caratteristiche peggiori l’ho chiamato il campione e l’ho messo per ultimo. Ah, naturalmente segnalatemi altri profili: li aggiungerò nella classifica.

Ma ecco la classifica dei cialtroni in amore, fra verità e ironia

 

Lo zerbino

La cialtronaggine dell’uomo zerbino salta fuori in due occasioni principali: quando viene scoperto dalla moglie o se è all’inizio della relazione con voi ed è un neofita del tradimento, cioè alle prime armi.

Quello scoperto dalla moglie ha le seguenti caratteristiche. In un nano secondo si trasforma da amante innamorato a rinnegatore di tutto quello che vi aveva detto un secondo prima. E si azzerbina (i miei figli lo chiamano il sottone, colui che si sottomette), diventando totale schiavo della moglie inviperita. Quindi, di fronte al “adesso ti rovino se non lasci quella zoccola” non solo lascia l’amante, ma la ripudia. Anzi, spesso ne fa un osso da lanciare al cane inferocito con la bava alla bocca. Intendiamoci subito: io non ce l’ho con le mogli tradite che scoprono che il marito faceva il furbo da tempo e giustamente si incazzano. Però per me nel triangolo più diffuso in amore ci sono quasi sempre due vittime e un preciso colpevole: lui. Se poi la moglie preferisce prendersela con l’amante per non vedere o addebitare a fattori esterni il fallimento del matrimonio, posso solo osservare che la sindrome dello struzzo porta ad altre corna, è solo questione di tempo. E di certo far finta che lui sia un povero innocente sedotto da quella lì non serve a sviscerare le magagne vere del matrimonio, come il sesso routine o assente, tanto per citare la più diffusa. Ma torniamo a lui: cosa fa lo zerbino? Non contento di arrendersi alla moglie con le mani alzate, consegna il telefono e tutte le password. Racconta dettagli inutili quanto privatissimi del rapporto con l’amante, spesso mentendo per far vedere che la colpa è dell’altra (un classico: io volevo lasciarla ma lei… Oppure: io volevo lasciarla ma avevo paura che si facesse viva con te raccontandoti chissà quali bugie). Lo sputtanamento dell’amante continua con il nome, il cognome, la via e spesso, purtroppo, un’immediata telefonata della moglie all’ignara altra di fronte a lui che sopporta che il suo grandissimo amore fino a ieri venga insultata in diretta. E quando viene chiamato in causa, dice cose tipo “io amo mia moglie, se non ci fossi stata tu non mi sarei mai sognato di tradirla, lasciami stare non farti più viva”. Lo zerbino poi si presterà a giuramenti di fedeltà (ma lasciate che passino i mesi e si rifarà vivo: l’uccello non mente), diventerà un entusiasta ritrovato della famiglia e si presterà a dichiarazioni urbi et orbi di amore per il coniuge corredate da album fotografici che farebbero venire il diabete anche a un asceta degli zuccheri. Insomma, all’uomo zerbino non basta abdicare alla sua libertà e mentire per salvarsi, svende l’amante a pochissimo prezzo, la donna della sua vita fino a cinque minuti prima. Tutto ciò per mantenere il suo status, non perché ha scoperto davvero di amare la moglie (3 casi su 10). Lui ama solo se stesso e i suoi comfort, compresa l’amante, solo che scoperto deve scegliere.

L’altro tipo di zerbino è il neofita del tradimento, quello che fa il maschio alfa fino al momento dell’amplesso ma poi, raggiunto l’orgasmo, durante il periodo refrattario si fa venire mille sensi di colpa. Dovevate stare insieme quattro ore ma, finita la prima cavalcata, l’oddio mia moglie se mi scopre lo fa rivestire e portarvi a casa o andarsene subito, altrimenti mi scopre. Da quel momento sarà una durissima battaglia fra il suo uccello e il suo cervello: da una parte avrà assaporato le vostre grazie e il sesso vero, dall’altra, essendo un pusillanime, un secondo dopo se la farà addosso, rovinando anche i momenti più decenti. Da qui una serie di bidoni e rimandi perché, azzerbinatosi, eviterà con cura uscite, ristoranti e, ovviamente, di notti fuori e weekend via non se ne parla, troppa fifa. Insomma, lo zerbino neofita del tradimento promette bene all’inizio ma diventa un guastafeste terribile a breve termine. Difficile divertirsi e scopare bene con uno che presto lo farà battendo simultaneamente i denti per la fifa o vi farà fare solo certe posizioni per controllare la porta.

 

Il virtuale

Il cialtrone virtuale è quello che vuole solo fare romanticismo (poco ma molto condito a parole) e sesso (molto ma tutto fai da te) senza mai vedersi, al massimo si concede via telefono o propone videochat porno. Insomma, è uno che promette ogni due per tre il primo vero incontro reale ma intanto gioca all’innamorato via messaggi e, soprattutto, vi fa fare sesso via chat e l’unico modo di apprezzare eventualmente i suoi attributi è vederli in uno schermo. Il bello che questi si vendono da subito come innamorati, esagerano con complimenti e voli pindarici sul vostro futuro insieme, promettono viaggi, convivenze e figli, ma quando si tratta finalmente di quagliare e vedersi, e magari finalmente superare la fase liceale dell’onanismo a distanza, i chilometri sono troppi, non ce la fa, tira bidoni dell’ultimo momento, muore la cugina di sesto grado. Non lo vedrete mai, se non per un caffè. Ma sesso fuori dal virtuale mai. Chi si nasconde dietro il cialtrone virtuale? Spesso un neofita del tradimento, o comunque un uomo che si racconta che tradire virtualmente non è tradire e che, una volta scoperto, potrebbe facilmente battere in ritirata e farsi perdonare, diventando zerbino. Anche gli psicolabili, che vedremo poi, e che non cercano sesso ma una specialista gratis. E poi quelli che, pur facendo i gradassi e i maschi alfa, in realtà temono le donne e la loro sessualità, soprattutto se attiva e meravigliosamente impegnativa (chi è che diceva se non si suda a letto è un’amichevole?), e quindi evitano la singolar tenzone fra le lenzuola. Poi vabbè ci sono i maniaci col feticismo del virtuale… che noia. Donne diffidate se lui non fa di tutto per vedervi il prima possibile e si dilunga in dichiarazioni esagerate d’amore e preme per fare sesso subito ma virtuale, che di solito si fa dopo quello reale. E per favore non venitemi a dire che siete innamorate di un uomo che vi riempie di messaggi ma che non avete mai visto o quasi: non è amore, è fantascienza. Infine: non perdete mesi regalandogli (che è pure rischioso) video e foto delle vostre beltà; ma neanche settimane! In una situazione normale se arrivate a fare sexting prima di vedervi lui dovrebbe avere solo voglia di mettervi le “mani addosso” al più presto possibile!

 

L’uomo col ciclo

Può un uomo brillante, simpatico, piacione e che si capisce che con le donne ci sa fare (anche a letto) trasformarsi in un lamentoso, depresso, malaticcio essere noioso e piagnucoloso? Certo! L’uomo col ciclo (doloroso) è la dimostrazione lampante del perché molte donne belle e intelligenti si ritrovino invischiate in storie con uomini che sono una fregatura. Dovete sapere infatti che l’uomo ciclo, come molte altre figure maschili da evitare elencate qui, deve sempre presentarsi bene all’inizio di una storia, indossando la maschera dell’uomo perfetto (o comunque totalmente diverso da quello che in realtà è) e recitando una parte di maschio brillante interessante affascinante che non è la sua: questione di sopravvivenza sessuale, altrimenti non batterebbe un chiodo. Se ci riuscirà quel tanto da prendervi fisicamente e mentalmente poi potrà permettersi di parlarvi tutto il giorno di analgesici, del suo cattivo rapporto con la madre, della sciatica, del lavoro dove viene vessato e di cose interessanti come la sua fistola coccigea. In breve tempo lui sostituirà le sessioni intensive di sesso con sveltine o la tv, le uscite con esalaranti serate sotto il plaid e le cene romantiche con la pizza al trancio. L’uomo ciclo vi straccerà le palle che non avete finché non lo lascerete per stanchezza. Allora lui, in lacrime (gli uomini che piangono sono spesso una sottospecie di cialtroni), vi chiederà di rimanere amici, così potrete comunque farvi quelle belle chiacchierate di una volta sulle malattie di stagione. Non abbiate pietà.

Il bugiardo cronico

Quasi tutti gli uomini sono bugiardi, soprattutto gli sposati e i single incalliti di ritorno e Over 40: questione di sopravvivenza (rivelare il vero se stesso a una donna spesso la farebbe scappare, vedi l’uomo ciclo) e di propensione. Ma il bugiardo cronico, il vero cialtrone che si erge per menzogne sopra la media è talmente abituato a mentire che mente anche quando non ne ha bisogno, anche stupidamente. Conosco casi in cui lui ha mentito all’amante dicendole di avere solo due figli invece di tre. Perché fare una cosa così stupida e facilmente scopribile? Se glielo chiedi risponde: avere due figli è meno grave e più accettabile di tre… aggiungo io: il bugiardo cronico ha talmente disprezzo delle donne che pensa che le bugie se le meritino, e ci gode anche un po’ a raccontarle, se ne vanta spesso con gli amici. Soprattutto se sono talmente grosse che solo una povera innamorata ci crederebbe. Un adonna che ha fiducia per lui non è una brava persona, è una povera scema che ci è caduta. Pigliare per i fondelli le donne è per lui un godimento paragonabile a quello che prova il narcisista quando fa precipitare a terra la preda dopo averle fatto toccare il cielo. Un’altra balla diffusissima quanto precaria è raccontare alla moglie che lo ha beccato che la durata della love story con l’altra è un terzo in termini di tempo rispetto alla durata reale. Se in questo caso è comprensibile l’obiettivo (il coniuge, ma anche una fidanzata ufficiale tradita in teoria digerisce meglio tre mesi rispetto a un anno) rimane la cialtronata: se uno vuole o deve riconquistare la fiducia del partner e si gioca la cosa con una balla colossale e facilmente riscontrabile poi non verrà più creduto su nulla, neanche quelle poche volte che dice la verità.  L’errore più frequente che però fate in questo campo, care lettrici, è che dopo che avete scoperto certe palle colossali, di fronte alla stupidità gratuita e aberrazione di certe bugie, siete lì lì per giustificare la cosa come una sua patologia, un suo problema, qualcosa di così incomprensibilmente bugiardo da dover essere curato. E se glielo spiegate lui vi rifilerà subito un’altra bugia classica: ho deciso di andare dallo psicologo, per me, per noi. Credo però che i casi veri di pertinenza medica siano pochi e spesso altri, legati per esempio a grosse dipendenze come la ludopatia, non l’amore. Che il bugiardo cronico arrivi a credere egli stesso alle sue cialtronate non è malattia, è abitudine. Non creiamogli degli alibi.

 

L’entusiasta

Qui la cialtronaggine sta nel vendere grandi sentimenti che invece nascondono molto spesso solo grande libidine. L’entusiasta pensa che, per entrare sempre di più nelle grazie di una donna e farla innamorare (allo scopo di farle fare tutto quello che lui vuole, e non solo a letto) occorre esagerare, nel tentativo di mostrarsi unico come uomo e sopra la media. L’entusiasta ha capito che ogni donna cova il sogno di trovare, prima o poi, l’uomo perfetto: romantico ma passionale, dolce ma uomo, forte ma delicato, sicuro di se ma anche emotivo (non a caso lui è uno degli uomini che usa di più il pianto perché ha capito che fa breccia, fa tanto sensibilone, ma lui sa piangere a comando, come il bugiardo cronico). L’entusiasta lo sa e quindi assume la parte. Allora si dichiarerà innamorato in una fase precoce, quella in cui le coppie normali stanno ancora prendendo le misure. Dichiarerà di voler fare progetti di matrimonio convivenza e figli in pochi mesi, non in anni di felice connubio. Sarete per lui la donna più bella più sexy e più intelligente che lui abbia mai incontrato nel giro di poche settimane. Colpo di fulmine? Lui ha solo colpi di fulmine, ma durano poco. Il destino di innamorarsi di questo tipo di cialtrone espone infatti a cocenti delusioni, è solo questione di tempo. Presto i facili entusiasmi si tramuteranno in indifferenza, aridità, menefreghismo, abbandono. Perché il suo entusiasmo sarà indirizzato alla prossima. Entusiasm… Will be your epitaph

Il pornoattore

Che l’italiano medio ce l’abbia più grosso, più lungo, più bello e più duraturo e diamantino degli altri credo non lo affermi con grande sicumera solo la costituzione. Ma il pornoattore ha una caratteristica cialtronesca: quando ammicca, facendovi capire più o meno esplicitamente che con lui non sarà una scopata ma un viaggio esoterico attraverso il kamasutra, di solito la resa su pista è esattamente il contrario. Lui dice che in media in un’ora ne fa tre? In un giorno ne farà una. Lui dice che non viene mai prima di lei? Se va bene è un eiaculatore precoce. Lui dice che è fantasioso? Aspettatevi tre posizioni canoniche. Insomma, vale la legge imperitura del chi parla troppo nulla stringe. Lo riconoscerete già ai primi giri di letto, quando dopo una performance sbiadita e molto lontana da quella promessa a voce vi sentirete dire cose tipo “sei troppo bella ecco perché ho fatto troppo in fretta, non mi era mai successo di fallire, non sapevo che esistesse questo, come si chiama? Ah sì, clitoride”. Se proprio vi piace dategli pure una seconda chance, ma preparatevi a dover insegnare l’abc del sesso, dal manuale all’orale. In fondo però questo è uno dei cialtroni più innocui: se va male al massimo vi siete fatte uno o due giri di noia e, anzi, il sesso è un ottimo strumento di selezione delle risorse umane. A meno che non vi innamoriate: allora è un guaio tenersi uno che non vi soddisfa a letto, perché una coppia senza sesso di qualità non è una coppia. E non dura. Quindi preparati non ad assistere al film La spada nella Doccia, ma allo Spadino nel fodero.

 

Il tirchio

La cialtronata sta nel vendervi la propria grettitudine come una qualità. L’avarizia, per lui, è sempre oculatezza e parsimonia. Però tale parsimonia riguarda sempre gli altri, mai lui. Per lui altroché se spende! È a te che fa il regalo riciclato o da poco (occhio alla dicitura campione gratuito sulla confezione!), è a te che non porta più al ristorante perché si sta più intimi a casa (tua), è a te che chiede di raggiungerlo così hai la tua macchina e sei più autonoma e lui risparmia fatica e benzina. In realtà il tirchio ti ha valutata e, dopo gli entusiasmi iniziali dettati dalla tua vagina sei diventata di seconda mano e catalogata negli investimenti minori. Il tirchio è tirchio anche nei sentimenti, sempre. Fra l’altro il tirchio non esita a chiedere e farsi regalare cose preziose da voi, sfruttando i vostri impulsi amorevoli. Un parassita senza remore. Accetta il telefono ultimo modello da voi e ricambia con è il pensiero che conta.

 

Il senno di poi

Non dovevamo farlo. Abbiamo esagerato. Io non posso rinunciare ai miei figli. Ho problemi economici che non mi consentono la separazione. Mia moglie ne morirebbe. Il cialtrone dal senno di poi dice anche delle cose vere e plausibili, solo che vanno retrodatate perché esistevano all’inizio della vostra storia. I figli c’erano già e ora hanno solo un anno o giù di lì in più: non erano un impedimento le prime dieci, 50, 100, mille volte a letto. La moglie c’era, sarebbe morta anche prima di divertirsi di nascosto. I soldi, poi, sono sempre un problema nei divorzi: si moltiplica tutto per due, non c’è bisogno di avere l’addebito. Insomma, la cialtronata grave sta nel presentarvi come impedimenti cose che avrebbero dovuto fermarlo al primo caffè con voi, non alla fine di una fornitura da farmacia di preservativi. Tropppo comodo no?

Il mammone

La fregatura del mammone sta nel fatto che all’inizio si presenta come uomo attento e sensibile, spesso con uno spiccato senso femminile, cosa che piace a molte di voi anche perché è rassicurante, soprattutto dopo i bidoni di qualche seriale o furbetto sciupafemmine. Il problema è che il mammone vuole una mamma, non una donna. E quindi presto abdicherà al suo ruolo di focoso amante e uomo tutto d’un pezzo in cambio delle coccole, che certo fanno piacere, ma non se lui le riceve e basta. Il mammone presto ascolterà poco cosa avrete da dirgli liquidandovi con frettolosi “certo certo capisco” per chiedere attenzioni per lui immediate. E un uomo col ciuccio, credetemi, è duro da sopportare. In fondo a pensarci bene il mammone è come l’uomo col ciclo, ma nella versione infante. Attente poi al mammone inteso come quello che ha ancora il cordone ombelicale con la sua vera mamma: se siete state amanti il mammone vi farà rivivere le gioie del vostro lui con la moglie che veniva sempre per prima (di voi, non a letto, anche se ci andava pur giurando di no), e se non avete l’esperienza avrete modo di saggiare la parola suocera come nella migliore tradizione del cinepanettone.

 

Lo psicolabile

Un altro che si vende bene all’inizio perché sembra un uomo di cultura, sensibile e che approfondisce tutto. Magari non risulterà il massimo a letto ma si sa, chi usa il cervello è spesso troppo preso dai suoi pensieri per pensare troppo a certe cose, quindi non stupitevi se durante una fellatio continuerà a parlare o mentre lo fate invece di sussurrarvi dirty words vi parlerà del lavoro. E di problemi. Già perché presto scoprirete che la vis da intellettuale era una cialtronata e che invece avete a che fare con un tipo pieno di complessi, paure, manie (vi pianterà a metà amplesso per alzarsi a controllare le fughe di gas in cucina) e che inizierà a usarvi come discarica emotiva, ascoltandovi sempre meno, scopandovi sempre meno, per parlare parlare parlare di problemi problemi problemi. Solo suoi però. Se ci pensate bene assomiglia molto all’uomo col ciclo, solo che è più “cerebraloide” e soffre di problemi sempre gravissimi, letali, ma non muore mai. Allora, prima di morire voi di inedia psicofisica scappate per tempo in modo da evitare che inizi a chiamarvi dottoressa.

 

L’indeciso

Allora ci vediamo? Vediamo. Facciamo un weekend insieme finalmente? Volentieri, se sono libero. E poi scusami ma stasera ho il mal di pancia, rimandiamo. E poi: non so se amo te, mia moglie o tutte e due. Forse vi amo in modo diverso, lei come un’amica e te come la mia donna, ma per ora resto in famiglia. Sai, il mio bambino che vive a Londra è appena diventato amministratore delegato, non posso lasciarlo da solo proprio in questo momento. Ma tu mi ami? Credo di sì, è probabile. Che tempo fa? Perplesso. E pensare che quando gliel’hai data sembrava uno così deciso e sicuro di tutto…

 

Il bidonista

È perseguitato dalla sfortuna. Quando deve uscire con voi gliene succedono di tutti i colori. Esonda persino il Seveso anche se non piove (succede qui a Milano). Ecco le balle più frequenti che mi raccontate che lui dice. Ho bucato/fatto un incidente tranquilla sto bene ma non riesco a raggiungerti (sì, proprio come il liceo). Ho l’influenza; ma come non l’hai fatta il mese scorso? Questa è parainfluenza. Qualunque parente fino al quarto grado sta male proprio adesso. Devo lavorare. La riunione si protrae non aspettarmi (certe balle sono identiche a quelle che elargisce alla moglie). Il figlio sta male. Lei sospetta di noi, meglio essere prudenti (e la porta fuori, non te, la moglie). Ha una caratteristica precisa poi: per quanto il bidone sia incredibile, se glielo fate notare che è la terza volta che muore la nonna (le nonne possono essere solo due) lui si arrabbia tantissimo, fa l’offeso, mette il muso. Approfittatene per lasciarlo nella sua raccolta differenziata di balle (è un parente stretto del bugiardo cronico).

 

Il campione

È l’ultimo, ma dovrebbe essere al primo posto sul podio dei cialtroni, visto che somma più (o tutte, per le più sfortunate che lo hanno incontrato) caratteristiche di quelle viste fino ad ora. Che dire, esiste purtroppo. E questo basta. Ma, come tutti questi cialtroni, dovrebbe essere quello che più deve insegnarvi a non sottovalutare certi segnali  anomali e iniziali, e a credere al vostro sesto senso femminile che lancia gli allarmi, anche se lui vi piace tanto e sembra quello giusto. Se è quello giusto siate esigenti e non affrettate i tempi: solo chi è alla vostra altezza vi merita. E ricordatevi: tutti questi uomini all’inizio si presentano con una maschera e sono molto bravi a interpretare il ruolo più appetibile per voi. Altrimenti non batterebbero un chiodo. Ripeto: occhio alle incongruenze e ai piccoli segnali discordanti. E non aspettate a essere cotte a puntino per mollarli: le anomalie di comportamento si possono trascurare qualche volta, non mesi. Una rondine non fa primavera ma uno stormo di sicuro.

 

 

E ora via ai commenti e,soprattutto, ad altri profili descritti da voi.

 

Sincerely yours

 

foto Pixabay

Sondaggio Mio marito mi ha tradito con un uomo

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Sondaggio Mio marito mi ha tradito con un uomo

 

Care lettrici, approfitto di voi per lanciare un sondaggio su un tema che sta emergendo in modo forte dalle mie fonti: il tradimento maschile consumato non in modo tradizionale ma con una persona dello stesso sesso.

 

A parte i vostri commenti, che sono sempre i benvenuti, vorrei rispondeste alle seguenti domande:

 

  1. In base alla vostra esperienza e a quella del vostro entourage, su cento mariti che tradiscono quanti lo fanno con uomini? Dieci? Venti? Di più? Datemi la vostra stima.
  2. Il suo tradimento con un uomo è più grave di un tradimento classico perché è una scelta di vita radicale tale da far capire alla moglie che non c’è via di ritorno e lei stava con un uomo del quale in realtà non sapeva nulla. Sei d’accordo?
  3. Il suo tradimento con un uomo è grave ne più ne meno di quello con una donna. Sei d’accordo?
  4. Il suo tradimento con un uomo è meno grave di quello con una donna perché la moglie non ha una vera competitor alla pari, è poco più grave di un tradimento virtuale. Sei d’accordo?

 

Le vostre risposte saranno utili alla mia epidemiologia di coppia per costruire un post o un articolo sull’argomento. Grazie per la collaborazione!

Divorce Day: 1 coppia su 4 dopo le feste decide di separarsi

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Quando le vacanze di Natale possono rivelarsi fatali per la coppia
 
Sono stati gli avvocati inglesi i primi a battezzare così il giorno in cui ci si rivolge al legale per cambiare vita. Un fenomeno anche italiano dopo i periodi “forzati” in famiglia e spesso lontani da un amante. Si poteva evitare, era già nell’aria? E come va a finire in genere? Risponde il sessuologo e gli autori del nuovo libro su coppia e amanti “La matematica del cuore”
Dopo le vacanze di Natale, pare che i luoghi più affollati siano due: le palestre e i tribunali. Il primo si ripete ogni anno al seguito di una serie di buoni propositi. Il secondo invece è il risultato di una decisione che vale per il 25% delle coppie in crisi, dopo che le tensioni sono arrivate al culmine proprio nel periodo festivo.
Basti pensare che solo a Milano tra il 7 e il 30 gennaio si registra un incremento del 35%(1) delle richieste di separazione, andando a incidere sul trend degli ultimi 30 anni che registra un numero quadruplicato di divorzi in Italia (2), passando da quasi 400mila a oltre 1,5 milioni.
“Passare più tempo insieme, rispetto al solito, fa emergere tutte le incompatibilità. Anche perché molti si sentono sotto pressione: pensano di dover trascorrere un Natale perfetto, proprio come quelli dei film delle feste – spiega Marco ROSSI, sessuologo e psichiatra (marcorossi.it) – E così, anche quando si rendono conto che il rapporto è irrimediabilmente compromesso, si sentono obbligati a rimanere con il partner fino alla fine delle vacanze. Senza dubbio la vacanza pone alla coppia compiti emotivi nuovi. Intanto obbliga a essere fianco a fianco, interrompendo una routine consolidata e rassicurante. Quando non c’è l’abitudine di condividere, e con questo si intende non solo abitare sotto lo stesso tetto ma stare e fare cose insieme, il vivere fianco a fianco per diversi giorni può non venire così facile e spontaneo. Può essere un momento in cui energie e interessi vengono ritirati dalle attività di routine per concentrarsi sulla relazione e, allora, questo momento risulta caricato esageratamente di aspettative impossibili. O, semplicemente, può far affiorare difficoltà di coppia che la vita abituale, carica di impegni e distrazioni, nasconde. Questo periodo dell’anno – continua ROSSI – evoca una risposta così emotiva che a volte le persone vogliono dissimulare le negatività della loro vita e concentrarsi sulle cose felici. Ma solo fino a quando le vacanze finiscono”
Numerose le occasioni di litigi che accompagnano il periodo delle feste, dalla corsa ai regali, alle recite dei figli, allo stress dei preparativi, alle cene obbligate. I motivi di frizione nella coppia sono molti, senza dimenticare quello più classico di tutti, l’infedeltà.
“Il fondo lo toccano soprattutto coloro che prima delle feste hanno iniziato una storia clandestina – continua Alessandro Nicolò PELLIZZARI, giornalista, blogger e autore de “La matematica del cuore” – Avere l’amante avrà trasformato i momenti col coniuge in una sorta di tortura. Soprattutto per le donne, da sempre più convinte e coinvolte quando scelgono un altro uomo. Gli uomini invece avranno tirato fuori la cattiveria alimentata dal rancore per il coniuge, visto ormai come principale impedimento per coronare il nuovo sogno d’amore. Tutto ciò si traduce in litigi quotidiani che proseguono anche dopo la Befana. È questo il periodo in cui il mio blog (alessandropellizzari.com) registra un’impennata di testimonianze di amanti in crisi. Queste vacanze infatti, se sanciscono il “Divorce Day” per le coppie in bilico, per gli amanti hanno un effetto altrettanto devastante- continua PELLIZZARI – Ancora più a rischio gli amanti “oltre”, quelli che hanno ormai superato i sei mesi di relazione o addirittura l’anno, categoria con il morale a terra a seguito del primo distacco forzato delle festività. Gli amanti che hanno superato i 12 mesi di storia hanno invece vissuto il secondo Natale divisi, speranzosi dell’attesa notizia di voler costruire una vita insieme”.
Nel libro “La matematica del cuore” la prima parte è dedicata alle relazioni in generale, toccando l’argomento vacanze come momento particolarmente difficile per le coppie in equilibrio precario. Nella seconda parte, quella dedicata agli amanti, non a caso l’ultimo capitolo è intitolato “Diario di sopravvivenza per le feste”.
“Le coppie in crisi fanno in genere due errori capitali, cercando di sistemare i loro guai sentimentali ma ottenendo il risultato contrario: cercare un figlio e programmare una vacanza insieme. Avere un figlio, per quanto bello sia, è un evento che per la sua portata di fatica e di richiesta di tempo e attenzioni mette a dura prova anche le coppie più affiatate, figuriamoci quelle claudicanti – conclude ELISELLE, autrice del libro – La vacanza invece si dimostra letale perché la coppia in crisi spesso sopravvive grazie alla scarsa condivisione del tempo, vuoi per il lavoro vuoi per le incombenze familiari. Le distanze tengono sopiti i problemi che continuano a covare sotto la cenere, ma non appena si ricomincia a stare più insieme, bastano un paio di settimane scarse per innescare i meccanismi classici provocati dalla frustrazione e dal disamore, con l’unica conclusione possibile: fuoco, lapilli e distruzione”.
Tutte queste “operazioni di calcolo” del cuore, tra mariti che si dividono, amanti che si moltiplicano e mogli che si sommano, vengono ben raccontate nel nuovo libro “La matematica del cuore”. E aiutano a spiegare la sofferenza di tantissime coppie in un momento tanto atteso come le vacanze di Natale ma che riesce a far traballare il matrimonio.
Gli autori de “La matematica del cuore” 
Alessandro Nicolò Pellizzari (Milano 1961 ma veneziano di famiglia e nel cuore) è padre di tre figli. Doveva fare l’avvocato ma è diventato giornalista più di trent’anni fa. Prima al Corriere della Sera come collaboratore del Corriere Salute poi in Mondadori, a Starbene, occupandosi sempre di medicina e sanità e dove oggi è vicecaporedattore. Ha scritto diversi libri di salute e benessere con Sperling, Electa e Mondadori (l’ultimo è Liberi dalle diete). Autore televisivo e docente di comunicazione, ha fatto anche parte di diversi Comitati etici ospedalieri e di Società scientifiche. Il suo blog sulla coppia, che ha toccato il milione di visite, è www.alessandropellizzari.com
Eliselle è nata a Sassuolo, è laureata in Storia Medievale, scrive e organizza eventi letterari. Ha al suo attivo dieci romanzi di generi differenti, numerosissimi racconti, diversi saggi e collabora con magazine, testate e portali online occupandosi di stili di vita, interviste, letteratura e guide alternative. Nel 2010 è uscita con la guida Centouno modi per diventare bella, milionaria e stronza (Newton Compton), nel 2015 ha pubblicato con Carlo Vanni un ebook gratuito intitolato 24 motivi + 1 per cui l’amore dura tre anni (Damster Edizioni) come regalo di Natale ai lettori. Il suo sito personale è www.eliselle.com
Il libro
Titolo “La matematica del cuore”
Disponibile in tutte le librerie e negli store online
Editore Cairo
Pagine n° 366
Costo € 16,00
Note
(1) FamilyLegal
(2) Dati Istat. 1991-2018

Amante stampella del matrimonio

Foto Pixabay
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L’amante, nella realtà dei fatti, non è una rovinafamiglie o uccide il matrimonio ma, sempre più spesso, lo tiene in piedi e gli permette di camminare, come una stampella.

Ne avevo già scritto in passato parlando dell’amante mediatore familiare ma questi anni di blog, di epidemiologia di coppia, che hanno poi prodotto la recente uscita del mio libro con Eliselle La matematica del cuore, mi hanno confermato statisticamente che questo fenomeno è enorme e preponderante nella popolazione italiana (ricordo che abbiamo superato il 60% di tradimento almeno una volta nella vita), soprattutto dal punto di vista maschile.

Da un punto di vista ideale e filosofico invece posso anche concordare con chi rifiuta il concetto di amante e dice: se non amo più il partner non tradisco, mi separo. Correttissimo e perfetto. In teoria.

Ma bisogna fare anche i conti con la realtà. Ci sono molte donne coraggiose che si separano indipendemente dall’esistenza di un amante o no e ho sempre scritto che l’arrivo di un amante, nella grande maggioranza dei casi, è un sintomo postumo e spesso tardivo di un matrimonio in fallimento, raramente la causa. Queste donne possono giudicare in materia, chi non ha mai tradito no. Non si giudica col tradimento degli altri, bisogna esserci stati dentro, bisogna provarlo sulla propria pelle. Chi non ha mai tradito buon per lui, ma non giudichi.

Detto questo passiamo dall’accademia alla realtà.

Perché otto storie di amanti su dieci prolungano la vita al matrimonio invece di terminarlo anche velocemente? Perché un matrimonio asfittico, routinario e privo di sesso di qualità sopravvive a un’alternativa gioiosa, coinvolgente, passionale? Ancora una volta, salvo una risicata percentuale di casi, è l’uomo a trasformare l’amante da alternativa di vita a stampella per il matrimonio claudicante.

Vediamo i casi più diffusi, partendo da quello meno frequente ma più interessante.

GLI AMANTI PRAGMATICI

Lui e lei si amano non c’è dubbio. Se potessero, domani sarebbero insieme. Però il loro matrimonio ha tanti difetti ma non è un terreno di battaglia. La presenza del coniuge non è intollerabile anzi, spesso c’è l’affetto che ha sostituito l’amore. Certo è finita la coppia, i due sono consci dei limiti dei partner e certi che non c’è rimedio (ci hanno provato per anni a “cambiarli”), ma non Sono in guerra. Il più delle volte si tratta ormai di matrimoni azienda fondati su interessi comuni. Come i figli: anche una coppia decotta può essere formata da ottimi genitori. La realtà invece cosa narra… I due amanti si amano Ma sia lui che lei hanno figli piccoli. Hanno un mutuo. Hanno difficoltà economiche. Ecco allora che fanno un patto condiviso al 100%. Si sta insieme da amanti, il più possibile e al meglio, in attesa di giorni migliori. Superata la crisi economica e cresciuti i figli si convolerà a convivenza ufficiale o a nozze. Questa tipologia ha una caratteristica: la non sofferenza e un sentimento sincero anche se oculato. Il progetto è pienamente condiviso anche da lei, che non subisce nessuna situazione del suo lui perché ne ha una identica. E la pensa allo stesso modo. In questi casi, di amanti pragmatici e strutturati, la stampella funziona al meglio e l’indice di successo a tre/cinque anni, della serie i due diventano coppia ufficiale sistemate le pendenze, supera il 70%. Peccato che queste coppie così da patti chiari amicizia lunga siano solo un 10%.

PRAGMATICO LUI SOFFERENTE LEI

Quasi tutti gli uomini sposati non felicemente se il matrimonio, pur trascinandosi, è confortevole (si mangia, lei non rompe, bada ai figli, contribuisce al budget più qualche sveltina e sostanzialmente pace coniugale anche se piatta) non lo metteranno in discussione. Cercheranno fuori quello che gli manca, cioè il sesso perlopiù. Lo stesso può fare una donna. Il problema delle donne è che, essendo più vere sincere corrette e umane, prima o poi si innamorano dell’amante. Se succede, o si crea la situazione di equilibrio dei veri amanti pragmatici vista sopra oppure lei parte condividendo con lui la filosofia della stampella (il matrimonio non si tocca e noi però stando insieme compensiamo tutte le mancanze) ma, è solo questione di tempo, lei prima o poi rompe gli argini e a un certo punto dichiara di non tollerare più di fare l’amante. Di colpo, una delle due stampelle  che tengono in piedi ben tre coppie (i rispettivi coniugi e gli amanti) si rompe e sono guai. Perché lui di solito è innamorato a parole e non a fatti.  Comunque non abbastanza per mollare la sua comfort zone per l’amante, eccitante e fresca finché vuoi, ma non sicura. Come dice la filastrocca: “non mi fido del futuro, il presente è più sicuro!”. L’uomo medio è così, e in fondo è coerente con la sua scelta iniziale: perché fare un casino in famiglia quando posso sopperire con l’amante che copre i buchi del matrimonio? È il segreto del successo e della diffusione del tradimento, oltre al tramonto del concetto di fedeltà imperitura e automatica come da contratto. Peccato che lui all’amante abbia spesso  venduto il rapporto clandestino come un passaggio destinato a confluire in un nuovo matrimonio. È qui che sta la cialtronata scorretta: per far funzionare la stampella le racconti che un giorno verrà promossa a esoscheletro da terminator dell’amore, sapendo già che non accadrà mai. Pochi uomini tengono il punto iniziale, della serie così è se vi pare, io non mollerò mai mia moglie e i figli. Mentono per far fare all’amante l’amante. E non poche donne, purtroppo, dicono ok va bene anche a me con la recondita speranza che lui mollerà tutto per amore. Errore fatale!, come dice il mitico Renato Minutolo, quello dei video Guida coniugale per vincere le tue litigate.

L’AMANTE UOMO PIÙ DIFFUSO

Come dicevo l’uomo medio (80% dei casi) se sta decentemente in casa, non lascia la moglie perché manca sesso o comunicazione: prima o poi se li procura fuori. Una volta c’erano i casini, istituzione tollerata anche perché consentiva fuoripista agli sposati senza far vacillare i santi matrimoni. Una stampella di Stato. Non siamo molto cambiati. Certo, non paghiamo più per il sesso (anche se la prostituzione rimane un fenomeno di rilievo), vogliamo conquistare una donna, farne il nostro confessore oltre che la nostra geisha, ma il più delle volte si torna a casa. Lo sanno le tante amanti che si sentono presentare matrimoni fallimentari che stanno comunque in piedi o separazioni in casa all’insaputa della moglie interessata, le stesse che poi, dopo incredibili dichiarazioni di amore eterno devono abdicare ai loro sogni di roseo futuro di fronte a “ci sono i figli”, “lei mi rovina”, “non ho soldi solo debiti”, “lei si suicida”, “come faccio a lasciarla sola”, “cosa dirà la gente, i parenti, il paesiello” e… la lista è lunga ma sono tutte cose che c’erano dalla prima scopata da amanti. Questi uomini non sono tutti seriali. Il seriale si sa, fa della stampella cambiabile (appena rompi o fai discorsi seri ti molla o si dilegua e si procura una nuova stampella più giovane, in Kevlar) il suo modus vivendi. Ma anche il neofita, quello che tradisce per la prima volta, non molla quasi mai il matrimonio per la stampella. Sogna, quasi si innamora (quasi), a volte ci crede pure ma di fronte al dunque sceglierà sempre la comfort zone. Sono quelli che, tipicamente, scoperti dalla moglie diventano zerbini al punto di ripudiare l’amante e a volte di accusarla di averli sedotti (non ridete perché c’è anche qualche moglie che ci crede e non poche che ci vogliono credere). Alla peggio diventa un seriale, o vi tormenta con un unico scopo, nonostante le promesse e le strategie per prendere tempo: farvi fare ancora l’amante. In fondo anche l’amante è una comfort zone da tenersi stretta finché si può, mica tutti gli uomini amano corteggiare e conquistare, anzi sai che stress! Se ne trovi una che va bene te la tieni stretta finché Non avanza pretese.

Insomma, il connubio focolare domestico con annesso letto bollente clandestino è un successo che non solo non conosce crisi, ma è oggi in costante espansione.

In fondo è il teorema dello status quo e, parafrasando il Gattopardo, cambio tutto con l’amante per non cambiare nulla.

Sincerely yours

Ecco La matematica del cuore, il mio nuovo libro

Ci siamo finalmente! Ve lo avevo annunciato, molte lettrici lo aspettavano e ora posso dirvi, rivelarvi tutto: il mio nuovo libro si intitola La matematica del cuore e Dal 21 novembre 2019 potete acquistarlo direttamente su Amazon

@anpellizzari