Amore è democrazia

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In amore siamo diversi e uguali

 

Siamo diversi all’inizio di una storia: donne più sentimentali e oneste, uomini più morti di f e doppiogiochisti e attenti alla convenienza

 

Poi, quando siamo veramente innamorati onesti e sentimentali, Allora  diventiamo uguali a voi

 

Essere diversi, rimanere diversi anche quando si dice ti amo Diventa un difetto se uno dei due dice di amare ma ama meno. Meno non è amore

 

Allora l’amore, che si fonda sull’equilibrio della democrazia, si sbilancia a favore del più forte.

Fino alla dittatura e alla supremazia del più forte sull’altro. Ma allora non è più amore

Sono stata una stupida

 

Foto Pixabay
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Sono stata una stupida. Gli ho creduto, mi sono bevuta le bugie più evidenti, ho creduto alle promesse più belle quanto improbabili, ho sopportato mille marce indietro, bidoni dell’ultimo momento, persino umiliazioni. Sono stata una stupida e me ne vergogno.

Siete in tante a dirmi così quando arrivate al codice del silenzio, cioè alla decisione di staccare ogni contatto con lui, dopo che per mesi, non di rado anche per anni, la promessa di lasciare la moglie e di costruire un futuro con voi è stata fatta e disattesa mille volte. Anzi, lui non ha neanche avuto il coraggio di lasciarvi, si è fatto lasciare a furia di farvi soffrire. O è sparito senza tante spiegazioni, magari lasciando uno scarno messaggio tipo ti amo tanto ma non posso, non voglio farti soffrire.

Che stupide siete state? Non siete state stupide per niente. Essere innamorate non significa diventare stupide.

La maggior parte di voi sedicenti stupide sono donne che, ogni giorno, prendono decisioni importanti e strategiche. Per l’azienda, per la professione, per i figli, per la famiglia, per se stesse.

Non a caso molte di voi osservano, nella fase di liberazione dal giogo della dipendenza dall’uomo che  si rivela un bidone: non capisco come mai io, abituata a essere decisa e lucida sul lavoro e in tutti gli altri versanti della vita, mi sia ritrovata a pendere dalle labbra di un bugiardo o comunque di un uomo che, dopo mille ti amo e progetti, non è stato neanche all’altezza di un fidanzamento fra adolescenti.

Certo è che non vi manca neanche la capacità di decidere nei sentimenti: una buona parte di voi ha saputo scegliere la separazione e ha lasciato il marito conscia dei problemi economici e logistici della scelta ma con un coraggio che noi uomini ce lo sognamo, sobbarcandovi spesso quasi in toto i figli. Non sarà un caso che voi sapete affrontare un miracolo-prova come il parto e noi ne siamo stati esclusi. Il padre eterno sapeva che non sarebbero più nati bambini, ad aspettare la decisione e una prova di coraggio del genere dagli uomini.

E allora che cosa non funziona o non ha funzionato con lui, perché voi così forti coraggiose e strutturate vi siete fatte menare per il naso da un uomo che poi si è rivelato molto diverso da quello di cui vi siete innamorate?

Ripeto: non siete stupide. L’amore rende cieche? In parte sì, ma proprio perché non siete stupide non basta essere innamorate.

Per cadere nella trappola di un uomo che poi vi deluderà occorre che lui bari fin dall’inizio. Occorrono bugie. Tante. Omissioni. Tante.

In una storia d’amore, anche se ha tutti i limiti di una storia fra amanti, ci sono degli snodi dove si decide se andare avanti o fermarsi.

All’inizio, per esempio, molte di voi hanno deciso di accettare la corte di uno sposato perché lo stesso sposato ha presentato la sua situazione coniugale in modo disastroso, da separati in casa, con la moglie arpia o sorella (nel migliore dei casi) che non scopa da decenni. Mentendo sapendo di mentire.

Certo, non è come essere liberi, ma un uomo che vi piace, simpatico, affascinante che vi dice sì sono sposato ma è solo una formalità, se convince spesso anche quelle di voi che non prenderebbero mai in considerazione uno impegnato (e invece poi ci cadono) figuriamoci le sposate deluse dal matrimonio che non escludono storie anche con i non single.

Però alla base di questo step c’è già la scorrettezza maschile di presentare una situazione in modo da rendervi appetibile la relazione, senza contare che non sono pochi quelli che mentono spudoratamente al punto di presentarsi come liberi che liberi non sono.

Quindi spesso andate avanti perché credete di avere a che fare con un uomo sostanzialmente libero, e quindi in grado, in un futuro e almeno in teoria, di costruire qualcosa con voi. Falso e impossibile fin da subito: lui lo sa, voi no. Gli uomini da patti chiari fin da subito, della serie se vuoi stiamo insieme ma io non lascerò mai la mia famiglia sono sempre più rari e i furbi e bugiardi rappresentano la maggioranza.

Dunque avete deciso di andare avanti sulla base di informazioni false e tendenziose.

Intanto però vi frequentate e la storia cresce, fra le sue assicurazioni e sfoghi su quanto la moglie sia insopportabile, e voi passate dalla fase di piacere e interesse alla fase di innamoramento.

Innamoramento che lui di solito consolida soprattutto a parole, nonostante le limitazioni oggettive che pone una storia clandestina.

Progetti per il futuro, persino figli e matrimonio arrivano a essere promessi: peccato che lui sappia benissimo che sono al massimo sogni condivisi, perché lui non lascerà mai la moglie. La prova? Otto uomini su dieci, se scoperti, abbandonano l’amante invece di cogliere l’occasione per mettere il punto al matrimonio fallito. E la decisione è sempre così repentina che è evidente che era sempre stato così. Uno non abbandona la nave degli amanti in un secondo se non aveva già la scialuppa di salvataggio pronta e il salvagente indossato. E non conta se siete insieme da anni. Lui torna subito da lei perché non ha mai avuto l’intenzione di lasciarla.

Promesse e sogni condivisi rafforzano nel tempo il vostro innamoramento: così iniziate a vederci meno bene. Si chiama miopia da innamoramento.

Perché siete felici e speranzose, è lui che ve ne dà il propellente. Certo difetti ce ne sono: qualche bidone, poche uscite, niente notti insieme…

Ma siete disposte a sopportare i limiti e i difetti della relazione, in fondo lo sapevate che lui era sposato. E poi il sesso con lui non ha paragoni, anche le poche ore insieme sono fantastiche, figuriamoci poi quelle di voi che hanno la fortuna di avere un amante che per professione città e libertà personale può essere assiduo al punto da fare anche delle vacanze insieme!

Tutto bene dunque, anche i limiti della storia. Non è stupidità è amore. E gli eventuali dubbi ve li dissiperà lui, con mille assicurazioni e promesse per il futuro.

Ma i nodi sono destinati a venire al pettine, come le bugie, che hanno le gambe corte. È solo questione di tempo.

E così, superato in media l’anno di amantato, per quanto siate rese miopi dall’amore, i conti inizieranno a non tornarvi.

Ne ha parlato alla moglie? No. Le prossime vacanze le farete insieme? No. Ha visto l’avvocato? Domani. Quella casa per noi? Costa troppo. Dormiamo insieme? Magari la prossima. Questo sarà l’ultimo Natale divisi? Vediamo, sai ci sono i figli. E magari voi avete invece già ufficializzato la crisi in casa e parlate di consensuale.

Gli inevitabili confronti e spiegazioni che chiederete e si moltiplicheranno man mano che la vostra storia zoppica saranno ancora infarciti da balle e promesse, ma lui sa che ha ormai il coltello dalla parte del manico: siete inevitabilmente innamorate e, nonostante le delusioni crescenti, non avete ancora la forza di lasciare, men che meno di essere lasciate.

È una sorta di dipendenza, non stupidità. A volte non basta la forza di volontà e il toccare con mano la realtà: a volte occorre la psicoterapia per liberarsi del giogo. Parlo soprattutto di quelle che arrivano a sopportare umiliazioni evidenti, come quella dell’uomo che arriva a raccontare tutto della moglie, compresi dettagli dell’intimità. O quello che vi dice ti amo ma la sposo o è incinta. A tutto c’è un limite, ma non è essere sceme, è dipendenza in questi casi.

Perché lo fanno? Egoismo, ma anche impostazione mentale.

Certi uomini credono che le donne siano davvero stupide, credulone o deboli solo perché arrivano ad accettare certe situazioni.

Non pensano che una donna che ama porti estrema pazienza in nome proprio dell’amore perché molti uomini non amano, fanno solo quello che gli conviene o, perlomeno, non amano voi o non amano più.

L’epilogo è sempre lo stesso e comunque inevitabile. L’attesa perenne e senza fatti un giorno finirà. Di solito perché voi non ne potete più. E inizierà il fatidico Codice del silenzio.

In questa fase sarete ancora innamorate ma, proprio perché non siete stupide, di fronte alla realtà della sua pochezza o disonestà, egoismo o pavidità, se non avete il giogo della dipendenza che può sciogliere solo un terapeuta, troverete il coraggio di interrompere il circolo vizioso di telefonate messaggi e altri trucchi per farvi fare solo una cosa: quello che vuole lui.

Quindi basta giudicarvi e, soprattutto, giudicare gli errori passati. Perché la differenza fra noi e voi, anche nel mondo degli amanti, è che voi siete mediamente e indubitabilmente più oneste e decise di noi nei sentimenti. Ed essere onesti in amore è la prima cosa. Altrimenti non è amore.

Allora siate voi ad amare voi stesse, a cominciare da un po’ di indulgenza. Gli avete creduto, avete sperato in questa storia, non ha funzionato? Si impara e si va oltre, proprio perché non siete delle stupide ma delle donne che ci mettono il cuore, sempre.

Sincerely yours

PS

L’atteggiamento tipico maschile a riguardo
lo vedo anche dai pochi commenti critici di qualche uomo sul blog: le accuse contro quello che scrivo sono sempre generiche, per esempio di femminismo e ammiccamento alle lettrici, mai specifiche e circostanziate. Ma non solo perché i critici non hanno argomenti a loro favore che non siano la battuta da bar (molti leggono poi solo le prime 5 righe dei post o i titoli), ma perché vi considerano così allocche da potervi bere delle balle sui maschi, esattamente come quelle che raccontano tanti di loro. Chi non rispetta l’intelligenza delle donne perché ne è riuscito a fregarne qualcuna non riesce a capacitarsi che voi possiate pensare e ribellarvi, aprire gli occhi e decidere. Sono io che vi “convinco”. Deve essere sempre un maschio quello che pilota la vostra intelligenza.

 

Il bidone dell’ultimo momento

I suoi bidoni sulle vostre vacanze insieme arrivano sempre all'ultimo
I suoi bidoni sulle vostre vacanze insieme arrivano sempre all’ultimo (foto Pixabay)

Tempo d’estate, tempo di vacanze, tempo di bidoni dell’ultimo momento. I suoi, quelli dell’uomo sposato che deve conciliare le ferie dedicate al 99% alla famiglia con una risicata fetta per voi amanti, ma anche quelle del fidanzato poco convinto che già si fa un bel pezzo di vacanze per conto suo (per carità, perché vado con gli amici, non temere, vado a Cuba a pescare) e che deve trovare il modo di elemosinarvi uno spazio per voi, fidanzata ormai prossima (fare fatica a stare con te è un sintomo grave) alla liquidazione.

In cosa consiste il bidone dell’ultimo momento?

Innanzitutto ha bisogno di un antefatto. Il bidonista, soprattutto in questo periodo, ha la necessità di compensare il tempo sottratto all’amante o alla fidanzata ormai di serie B con promesse di vacanze, se non numericamente all’altezza di quelle con la famiglia o gli amici, qualitativamente calmanti per voi

Quindi, se va al mare tre settimane con la moglie, però noi ci facciamo quel weekend da favola da soli a fine ferie. Ed ecco che saltano fuori le offerte Fly and drive, l’hotel 5 stelle romantico, le due notti di fuoco vista mare.

Insomma, promette un vostro spazio, esiguo forse, ma di grande qualità. Non a caso il suo motto è qualità, non quantità, che è poi il motto di quelli che non hanno voglia di stare con la propria donna.

Uno spazio temporale che diventa d’oro, fosse anche un’aperitivo, una serata, una notte finalmente insieme. Forse poco, ma sacro, intoccabile per voi.

Dovrebbe. Ma c’è spesso un ma. Perché il bidone dell’ultimo momento non è mai casuale, e ha sempre le stesse motivazioni inappellabili.

Se salta il famoso weekend, le poche vacanze con voi, la nottata, la serata, persino la cena o l’aperitivo rimandati magari già diverse volte è perché lui o lo ha promesso sapendo già che lo avrebbe fatto saltare o perché si è fatto sopraffare dai sensi di colpa o dalla paura di essere beccato o… dalla noia. Lui non ha voglia, banalmente, non ha più voglia di stare con voi. Ma sui perché ci torniamo.
Il bidone dell’ultimo momento assomiglia alle scuse che i liceali ti propinano per non studiare, non andare a scuola, saltare l’interrogazione. Hanno quasi tutte una caratteristica comune: sono inappellabili, devono cioè non lasciare modo di replicare o di trovare un’alternativa per vedervi e sono graduate in base alla dimensione del bidone: enormi per saltare una vacanza programmata (tipo mi sono venute le coliche renali, sono in ospedale mentre invece ti parlo dalla cabina spiaggia così non si sente il mare) e leggere per l’aperitivo (mi hanno tamponato sono qui con i vigili non posso muovermi). La somiglianza con le mie bugie del liceo c’è: la gomma a terra, la febbre, la nonna cagionevole. L’uomo studia da bugiardo già dall’adolescenza ma è già ripetitivo nelle scuse e negli atteggiamenti all’inizio della sua carriera di seriale.

Il bidone dell’ultimo momento si chiama così perché deve essere fatto all’ultimo, quando non si può più rimediare e voi non potete dare soluzioni alternative.

Gli argomenti sfruttati per tirare il bidone sono divisi in macroaree.

IL BIDONE SALUTE
Ai problemi di salute, si sa, non si comanda. Se lui fa saltare la vostra vacanza per il colpo della strega, il mal i pancia da parto o una carie da dentista d’urgenza voi come fate a obiettare? E non potete neanche controllare. Dovete solo abbozzare, di fronte alla di lui sofferenza, altrimenti sarete tacciate anche di insensibilità. Se lui poi ha già usato il bidone salute troppo spesso in passato e la sua tesi non può reggere alla osservazione “fatti curare non è possibile che ogni volta che dobbiamo vederci si risveglia l’ernia del disco” punterà sulla salute dei suoi parenti e affini. I figli innanzitutto, la mamma che rischia di morire ogni due per tre e, in mancanza di meglio, l’accondiscendente migliore amico. Anche qui lamentarsi sarebbe sconveniente, controllare la veridicità dei fatti difficile. Occorre rassegnarsi, con quella sensazione di vocina che ti sussurra “sarà, ma è la terza volta che non ci vediamo perché si ammala qualcuno”.

IL BIDONE LAVORO
Il lavoro è la seconda scusa più diffusa per far saltare il vostro appuntamento. Meno forte e inappellabile dei motivi di salute, è però abbastanza giustificativa da far saltare non dico una vacanza ma un weekend o una notte di passione almeno. Se poi lui è un imprenditore o libero professionista il lavoro vi farà saltare anche la vacanza programmata, tanto lui si è fatto rimborsare il rimborsabile in tempo utile per farlo, mica doveva aspettare il giorno del bidone per revocare la vacanza. Anzi, il più laido dei bidonisti vi dirà che ha perso tutti i soldi, dall’aereo all’hotel all inclusive: provate a chiedergli le pezze giustificative, vedrete come si infuria. Non ho mai visto infuriarsi nessuno di più di una persona che ha torto marcio: più ha la coda di paglia più il suo attacco contro le vostre perplessità sarà duro, fateci caso (salvo se un piagnone: i piagnoni mettono musi e fanno lacrimucce, loro sono sempre vittime delle ingiustizie, e adesso vi ci mettete anche voi uaaaaa…). Poi ci sono quelli che manco prenotano, tanto non ci andiamo e lo sanno dall’ora zero. Il bidone lavoro arriva spesso con il minimo di anticipo. Meno vi lascia tempo per pensare ad alternative meno rischia di dover venire via con voi.

IL BIDONE PERICOLO
Ha visto qualcosa sul mio telefono. Fa domande che non faceva. È sospettosa. Fino alla balla delle balle: ci ha scoperto ora devo contenere l’esplosione della bomba, abbi pazienza. Anche la più ignara delle mogli diventa Sherlock Holmes se lui vuole tirarvi il bidone vacanze. Se ha visto solo un messaggio la scusa è buona per evitare una cena o una serata, se vi deve bidonare su roba grossa tipo notte insieme weekend o più deve rincarare la dose. Più rincara la dose più vuole distaccarsi. Anche perché, se rende ufficiali i sospetti (anche se non reali) della moglie poi dovrà tenere viva la balla, e di solito decide di usare la moglie perché si vuole sganciare a breve. Preparatevi perché non salterà solo il weekend: nel giro di pochi mesi, dipende da quanto resisterete voi, gli appuntamenti mancati si moltiplicheranno fino a diventare zero.

IL BIDONE LITIGATA
Ottimo per far saltare appuntamenti a breve termine, come cene o serate. Che cosa fa il bidonaro? Al telefono o in chat manovra perché l’atmosfera fra voi si arroventi. Si parte anche da pretesti banali ma l’obiettivo è litigare. Perché farà in modo di portare la litigata al punto che la frase già pronta “a questo punto non me la sento di vederci” possa essere scodellata sul piatto della coppia a ragion veduta. E magari riesce pure a farvi sentire in colpa, spostando l’attenzione dal “ma non era più importante di tutto il vederci?”  Alle facezie che si sarà inventato per attaccar briga. Inutile anche un vostro arrendevole “dai vediamoci così facciamo pace”: o non vi risponderà facendo il muso del finto offeso oppure vi arriverà un “ormai ho disdetto e non sono dell’umore”. Se poi vi dice “c’è qualcosa che non va fra di noi dobbiamo rifletterci con calma e un po’ da soli” prendetela come un preavviso di licenziamento.

IL BIDONE FIGLI
Ho già detto delle febbri e delle malattie. Ma i figli si prestano a innumerevoli scuse che fanno saltare i programmi, sono il vero e proprio jolly del bidonista. È vero che la legge di Murphy dice che se lavi la macchina di lì a poco pioverà, e che i figli sono spesso una prova della sua veridicità, ma come è possibile che ogni volta, ultimamente, c’è una scusa per non vedersi e se non c’è una scusa salta fuori il jolly del figlio che ha fatto una scenata da adolescente? Una rondine non fa primavera, due…

Care amiche, scegliete il vostro bidone più frequente o, se state con un “campione” di frottole, i bidoni, anche tutti purtroppo, non me ne stupirei.

C’è un fatto: i bidoni dell’ultimo momento, se si susseguono temporalmente e hanno una frequenza che non è quella degli incidenti una tantum o vengono mixati e usati tutti fra di loro (una volta ha il Montezuma, poi si rompe l’auto, poi la moglie ha guardato un messaggio con la coda dell’occhio…) sono il sintomo grave di una dismissione della coppia. Lui vi sta dando il largo in modo graduale. In modo graduale perché sarete voi a dovervi arrendere di fronte all’evidenza e profferire il “io non vado più avanti”. L’uomo raramente si piglia la responsabilità di lasciare, ma è bravissimo a farvi passare tre mesi di waterboarding finché sarete voi a non poterne più. Potrà sempre dire il fatidico e indulgenza plenaria “sei tu che mi hai lasciato”.

L’ho scritto 100 volte: l’amore è semplice, anche quello complicato naturalmente dalla logistica degli amanti. L’amore vuole assiduità, il vedersi il più possibile. Chiedetevi come mai i primi mesi di amantato le scuse non c’erano o non erano così frequenti, e lui si sparava anche 100 km per stare con voi, o si scapicollava per quell’ora al motel in pausa pranzo, o si faceva bastare un aperitivo senza neanche potervi toccare, perché era bello stare con voi e basta. Come mai oggi non è più così. Non si chiama lavoro, salute, figli: si chiama noia.

Lo avete stufato. O è stufo di reggere il gioco pericoloso degli amanti, perché non gli conviene e il testosterone per voi non è più quello di una volta. Perché ha adocchiato un’altra che sembra corrispondere, e quindi il ti amo non vale più anche perché era falso.

Fatevene una ragione. E sparite voi se appena ne avete la forza. Togliendovi un’ultima soddisfazione personale se volete: quando si rifarà vivo perché l’altra non ci è stata o la moglie è più noiosa di voi e avrà fame, ditegli che non vi siete fate vive perché ormai siete annoiate. Non perché avete capito che il bidone è falso: lo sa che non siete stupide, ha sfruttato il vostro innamoramento. Siete stufe. Come lui. Più di lui. E andate oltre. Tanto la liquidazione sua è dietro al prossimo angolo, fatta la scopata che voleva: è solo questione di tempo. Ma che soddisfazione togliergli il boccino di mano e usare la sua stessa arma desolante. Se invece ne avete la forza perché vi è scattato il famoso relè è di lui non vi importa più niente o avete capito di che pasta e fatto e mai più vorreste un uomo così al vostro fianco fate calare un silenzio tombale, la migliore delle medicine. E dei contrappassi.

Ps: ringrazio la lettrice che, poverina, ha a che fare con i bidoni di un narcisista. Bidoni particolari, perché il narcisista non li tira per non vedervi, ma per godere del potere totale che ha su di voi. Ti faccio toccare il cielo con un dito promettendo la vacanza da sogno e poi ti faccio crollare tutto in un secondo. Dio ve ne scampi.

Commentate e scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

Sincerely yours

Perché interrompe il tuo silenzio

Interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: ricominciare sarà molto più dura e avrai ripreso i chili con gli interessi -foto Pixabay
Interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: ricominciare sarà molto più duro e avrai ripreso tutti i chili con gli interessi -foto Pixabay

Il Codice del silenzio (leggi qui) è quella forma assoluta di no contact che suggerisco di adottare a tutte quelle lettrici che, amanti o meno, sono da troppo tempo, a volte anni, alle prese con un uomo che a parole promette l’amore e gli scenari futuri di felicità più fantastici, ma che nella realtà fa soffrire perché sono tutte promesse mancate, bugie, ritrattazioni, finta confusione.

Di fronte a uomini che non decidono neanche di prendersi la responsabilità di lasciarvi l’unica è prendere la decisione voi, appunto adottando il Codice del silenzio, una via dalla quale si può tornare indietro solo se lui torna a Canossa con fatti (separazione, uscita di casa…) e non più parole.

Ho già descritto qui l’altissimo costo del Codice del silenzio. Lo paragono a una sorta di disintossicazione da dipendenza affettiva, con momenti di sofferenza altissimi, interruzioni dolorose (ricominciare il silenzio costa sempre il prezzo iniziale moltiplicato per due) e una lenta progressione fino alla guarigione, che avviene quando lui non è più tutto il vostro mondo, quando anche se è presente sul lavoro diventa trasparente, nonostante i ricordi struggenti ma solo fugaci ricordi. Che diventano flashback, non benzina per vivere.

Dunque il tempo e la stabilità del silenzio sono cruciali in questo percorso di disintossicazione amorosa. Non a caso il no contact che funziona deve essere assoluto. Niente sbirciatine sui suoi social, amiche che vi informano sulla sua vita, quella chat rimasta aperta nella speranza che lui la usi prima o poi, la serata dell’ufficio tutti insieme.

Ma non siete voi a far fallire i primi tentativi di silenzio: è lui.

Il nostro amico, quello che ha scelto la moglie, quello che ha deciso che vi ama troppissimo moltissimo più del mondo ma che se ne resta a casa sua sa benissimo che non vi deve contattare se non per annunciarvi la separazione o l’inizio finalmente dell’iter per costruire davvero, questa volta, una vita con voi.

Sa benissimo che ogni volta che vi contatta vi fa male, interrompe il vostro silenzio e la vostra guarigione. Sa bene che è come se vi ributtasse in fondo al pozzo. Un prezzo alto da pagare per voi, e allora perché lo fa se non è per annunciarvi la grande notizia?

Vediamo le varie tattiche di interruzione del vostro silenzio e che cosa celano.

COME STAI

La più banale e comune delle interruzioni. Lui fa finta di essere preoccupato per voi, magari un po’ lo è ma sono sensi di colpa (basta che pensiate a come siete arrivate al silenzio… vi ha fatto sputare sangue per farsi lasciare? Era confuso? Immobile dopo tanto amore a parole?). Vi ama? No, tasta il terreno. Come stai è il grimaldello per aprire la vostra porta chiusa e reinstaurare un minimo di dialogo. Perché? Perché il suo matrimonio non è migliorato e voi rimanete la sua più grande scopata, amica e psicologa. E si sta chiedendo se potete tornare a fare le stesse cose di una volta, magari con qualche promessa in più ma zero fatti. Se ne parla dopo la riscopata? Evitate di rispondere al come stai: pensare che non sia educato è la vostra scusa per rispondere e alimentare la speranza che lui sia cambiato. Ma vi accorgerete che interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: si riprendono tutti i chili con gli interessi.

SOFFRO TROPPO SENZA DI TE

Non cadete nel tranello del “ma allora se soffre mi ama!”. Lui non vi ama abbastanza se resta con la moglie, e non chiamiamolo amore per favore. Il suo grido di dolore è perché ha dovuto rinunciare al gelato per rimanere a casa. Voi siete il gelato e lui è in crisi ipoglicemica. Ma vuole che il gelato sia gratis come prima. Basta gelati gratis: o diventa socio della vostra gelateria o mangi quello del frigo di casa.

RESTIAMO AMICI

Ne ho già scritto qui ma repetita iuvant: impossibile rimanere amici dopo una storia chiusa in modo drammatico fra amanti. Rimanere amici significa per lui avere l’occasione, magari in un apparentemente innocuo incontro di infilarsi nel vostro letto. Nel momento in cui ve lo chiede già pregusta l’attimo in cui gliela ridarete in nome dei tanti bei ricordi, sperando che lui cambi idea. Seppellitelo con una non risposta.

HO VISTO L’AVVOCATO

Da quanti chilometri di distanza? Se a Milano ti prendi un caffè davanti al tribunale ne vedi anche 100. Hai visto l’avvocato e…? Vedere un avvocato e avere le carte della separazione in mano o la copia autentica (occhio… autentica!) dell’accordo preseparazione è diverso da andare informalmente da un legale a chiedere “se mi separo cosa rischio, cosa mi succede?”. Un passo che fanno tutti gli uomini, ma spesso lo fanno non perché vi amano ma per rispondere alla loro eterna domanda cruciale da maschi: cosa mi conviene? Fatti non parole anche dall’avvocato.

HO VISTO UNA CASA

Stessa scusa dell’avvocato. Non basta farsi un giro su internet a guardare i monolocali da separati o entrare in un’agenzia immobiliare per farsi un’idea, ammesso che lui lo faccia davvero. Trovare una casa, ho trovato una casa, non Ho visto una casa. E trovato significa che ha firmato il contratto non che ha visto una roba che potrebbe, che gli piace, che forse. Occhio perché sono scuse classiche per rientrare nelle vostre grazie. Prove non desideri. Se hai una casa torna per invitarmi che forse ci vengo.

HO BISOGNO DI CHIARIRE

Ma come, non avevate chiarito al momento del suo stato di confusione o non decisionale? Non avevate chiarito quando lui ha deciso, di fatto, per la moglie, i figli, la situazione economica? Eh no caro mio, non è che puoi chiarire (che cosa?) dopo che io mi sono fatta pianti per tre mesi e adesso che sto iniziando a uscire, vedere gente e a respirare mi convochi per tastare quanto sono forte a resisterti. E no!

LA SCUSA ECONOMICA

Alcune di voi mi raccontano di avere rapporti di lavoro o commerciali con gli ex amanti. Altre persino di avere dei crediti, perché lui si è fatto prestare dei soldi da voi (rabbrividisco solo al pensiero). Vi deve dei soldi? Ci sono i bonifici, non dovete vedervi. Sono tutte scuse.

SONO MALATO

A parte i casi di malattie serie, non pochi uomini usano la scusa delle malattie per impietosirvi e riottenere una scopata. Gli esami non sono a posto, ho avuto problemi al cuore e il cardiologo mi ha detto di stare attento, ho preso le pastiglie per la depressione. L’appello è alla crocerossina che c’è in voi ma non è il colesterolo alto che gli farà lasciare la moglie o un po’ di tachicardia, e la depressione è una malattia serissima, non ansia e rammarico perché sa che il suo matrimonio non funziona e voi potevate essere la nuova vita che però non ha scelto. I finti malati o i quasi malati fanno i furbi, e di solito guariscono appena ottenuta la rimpatriata. Ah, sono tutte malattie che non impediscono di scopare per due ore di fila o inibiscono l’erezione. Vale anche per “è malata” dalla figlia ai cugini. C’è chi si gioca anche è malata la moglie, ma di solito con l’amamte funziona poco.

LA RIUNIONE DI LAVORO

Se si lavora insieme il codice del silenzio costa doppia fatica, lo sappiamo, anche perché lui non si farà mediamente scrupoli di usare la sua posizione e la contiguità forzata dell’ambiente per tentare una riconciliazione alle sue condizioni. Vi ho già detto che dovete diventare un iceberg professionale ed evitare come la peste non solo le occasioni di stare sola con lui in modo apparentemente innocuo (un caffè? In fondo siamo amici… Perché non andare in mensa insieme una volta?) ma anche quelle collettive, a meno che non siano strettamente necessarie. Quella riunione dove c’è anche lui la potete evitare oppure no? Non nascondetevi dietro la pseudoprofessionalità o “in fondo è solo una riunione”: è la speranza che avvenga il miracolo che vi sussurra all’orecchio, ma l’unico miracolo è la scena finale di Ufficiale e gentiluomo.

L’INCONTRO CON AMICI COMUNI

L’uomo che vuole interrompere il vostro silenzio per sedurvi di nuovo usa anche gli amici comuni, ignari o meno della vostra situazione, per rivedervi. Il teorema maschile è: in fondo siamo stati molto bene, siamo persone adulte e civili, se è finita tra noi ciò non significa che dobbiamo toglierci il saluto o rinunciare a vedere gli amici insieme. Trappolone. Gli amici, quelli che restano e valgono per voi, ve li frequentate voi senza di lui.

CONSIDERAZIONI FINALI

Tutte queste scuse di tutti questi uomini sono strategie che hanno un solo scopo: rivedervi, ritrombarvi e magari ottenere ancora del tempo con voi. Rispondono a Sue esigenze, non alle vostre. A suoi egoistici bisogni fisici e psicologici: lui rivuole la stampella che sorregge il SUO matrimonio e la sua vita. Le vostre esigenze sono prove di cambiamento: non ci sono. Se ci sono devono essere rivoluzionarie, vere e schiaccianti, indiscutibili e indubitabili. Ma uno che ha deciso per voi e molla la moglie non usa sotterfugi, vi chiama e vi dice: sono tuo per sempre. E poi si comporta da uomo libero. Quando è successo a me io non ho tergiversato: l’ho invitata a un lungo weekend e in quei giorni le ho dato tutto quello che un’amante non ha mai, dallo stare palesemente insieme in pubblico a tutto il mio tempo e attenzioni. Ero pronto all’immediata convivenza, era lei che ha aspettato perché giustamente, dopo tante sofferenze, voleva essere sicura.

Vi chiedete: se mi dice che soffre, che non può vivere senza di me, che mi ama vuol dire che forse mi ama veramente, che forse dovrei dargli un’ultima chance… In nove casi su dieci rompere il silenzio significa rivederlo (e questo ha un costo molto alto, soprattutto se è a fondo perduto) e sentirsi ripetere le solite buone intenzioni per il futuro, condite dal tentativo estremo di convincervi di che cosa? Che dovete fare l’amante ancora per un po’, mentre lui, spesso per l’ennesima volta, con calma, inizierà a fare i primi passi per la separazione, passi dei quali molto spesso voi avrete una versione falsa o parziale, perché la maggioranza degli uomini, come mente sul fatto di non avere rapporti con la moglie, mente anche sul fatidico “dobbiamo parlare” con la stessa.

Ricorda: coem dice una lettrice certi uomini amano solo col pene.

Lo so, la speranza è l’ultima a morire, ma se lo rivedrete o riallaccerete i rapporti telefonici e messaggi come una volta in capo a poco tempo vi ritroverete con il solito pugno di mosche, e ad aver annullato tutti i sacrifici del silenzio precedente e a dover ricominciare il no contact con la delusione di essere state ingannate per l’ennesima volta, l’autostima sottoterra e una fatica doppia nel riprendere la strada che vi allontana da lui.

Il silenzio non si interrompe: o lo finisci perché lui ha davvero scelto te (e non solo a sogni e parole) o non si interrompe. Il silenzio finisce e basta: per lieto fine sempre, perché se lui non torna comunque sarai libera. Chi ce la fa in tre mesi (e già frequenta un altro uomo: succede davvero!), chi in sei, chi in un anno. Poi si è libere di vivere in un mondo non fatto da lui e le sue schiavitù, ma tuo.

Una parolina all’uomo che interrompe il silenzio

Ma non ti vergogni? Dentro di te sai benissimo perché lo stai facendo: hai bisogno di lei ma non la sceglierai mai, perché tua moglie è più importante, fosse anche solo per i soldi. Vuoi scopare in giro? Non con lei, che ti ha veramente amato. Vuoi la psicologa? Ce ne sono di bravissime, pagala. Se sei uomo e hai un briciolo di dignità e onore, visto che l’hai lasciata o, peggio, ti sei fatto lasciare, non farti più vivo. Sai quale sarà il prezzo per lei quando la lascerai di nuovo, quando non potrai sceglierla di nuovo. Non sei confuso, sei furbo ed egoista da far ribrezzo. Non sei sofferente, hai fame. Non fare lo sciacallo che aspetta che la leonessa ferita sia stanca per gustare, ancora una volta, il sapore della sua carne. Sparisci per sempre. O torna con i fatti, quelli definitivi. È l’ultima, unica cosa decente che puoi fare. Da vero uomo se lo sei.

 

Sincerely yours

anpellizzari@icloud.com

Il successo dello sposato

da wikipedia

 

Come mai in così tante scegliete di avere una storia con un uomo sposato o comunque già impegnato? Almeno la metà di voi lo fa o lo ha fatto, e sono stime per difetto. Se poi i dati ci dicono che 6 italiane su 10 hanno tradito almeno una volta, almeno 4 di queste 6 lo ha fatto con o anche con un uomo sposato.

Ma il successo degli sposati non coinvolge solo le donne già impegnate, coinvolge anche single, separate e divorziate, cioè donne che sono già passate attraverso i dolori del matrimonio.

Perché?

Intanto l’uomo sposato compete sul mercato con i single, i separati e i divorziati. Dai vostri tanti racconti, in questo campo emerge un panorama devastante. Il single è spesso deludente.

Se è giovane vuole divertirsi, non vuole impegni, non pensa a figli e famiglia (l’obiettivo di tante di voi, soprattutto le under 40) e se vi va bene vi regala quasi il 50% del suo tempo e delle sue attenzioni. Poco sentimentale, molto basic. È quello che risponde a una vostra articolata frase d’amore 24 ore dopo con una misera faccina.

Se è un quarantenne che ha avuto qualche storia importante che non è durata e/o non ha figli si comporta peggio del single giovane perché oltre a voler divertirsi e non avere legami “soffocanti” ha ormai una sua impostazione e abitudini da single solitario inveterate.

Se è un divorziato separato avrà spesso tutti gli acciacchi di chi ha un matrimonio fallito alle spalle. Quindi diffidenza verso le donne (che crede tutte uguali), voglia di divertirsi dirompente (covata per anni), spesso brillante all’inizio ma dopo il letto musone, scontroso, taciturno, i figli, l’assegno da pagare un pacco insomma.

Dunque, il mercato degli uomini papabili è inflazionato da maschi poco propensi per i legami e le storie serie, magari ottimi per farci una botta e via ma ingestibili, fin da subito o quasi, sul fronte sentimenti. Si salva un 15-20% che rappresenta l’eccezione e che va a ruba, destinato a creare un legame forte appena trova quella giusta.

Ecco perché lo sposato ha grande successo: la concorrenza non regge il paragone.

Lo sposato che va di moda è mediamente un uomo di una certa età (40-50 ma hanno successo anche i versus 60), di successo, sicuro di se, che si tiene bene, simpatico, affascinante, con possibilità economiche (almeno palesate all’inizio, poi bisogna vedere se è un tirchio dopo che vi ha ripassato). Insomma, l’uomo apparentemente perfetto se non fosse per quel dettaglio della moglie e figli.

Purtroppo spesso lo incontrate sul o per lavoro, cosa che complicherà enormemente la situazione se la liason, da puro divertimento, si trasforma in qualcosa di più sentimentale.

Insomma, lo sposato ha un grande fascino, e ci cadete quasi tutte prima o poi, stufe di incontrare maschi che non fanno gli uomini, non fanno i compagni e fuori dal materasso hanno la verve di una mucca che guarda un treno.

Tutte? Sì ho detto tutte. Almeno tre categorie di donne su 4. Eccole.

LA SPOSATA
È la categoria di donne che forse sfrutta il meglio dello sposato, semplicemente perché, essendo sposata a sua volta, se decide di accogliere nel suo letto uno impegnato è perché il suo matrimonio non va al 100% e vuole nuove attenzioni e spesso anche sesso di qualità. Vuole, in una parola, divertirsi e svagarsi anche lei, per poi rientrare all’ovile che, per quanto difettoso rimane il suo punto di riferimento, figli in testa. E allora chi meglio di uno con l’anello al dito? Non sarà mai appiccicoso, pericoloso, ha gli stessi problemi e stessi ritmi. Insomma, meglio di così se vuoi tradire al sicuro? Peccato che la cosa funzioni se la sposata è talmente strutturata da impedire che la storia duri più di 3-6 mesi o ha un controllo tale sulla sua emotività da fermarsi prima di innamorarsi. Donne così ce ne sono poche. Anche perché più mangi una torta che ti piace più vorresti continuare a mangiarla. Ed è così anche per lui. Quindi che succede? Che al terzo/sesto mese di frequentazione ludica lei inizia a provare sentimenti. Lui magari anche, o li simula (ma spesso è solo entusiasmo e lussuria) perché sa già che non lascerà mai la famiglia (non era il patto iniziale?). E poi molti uomini, a mano a mano che si avvicina il giro di boa della fase sentimentale di una relazione clandestina tendono a raccontare all’amante che in fondo a casa non ci stanno così bene, che con la moglie non scopano (attenti a quelli che parlano male della moglie, si rivelano spesso, poi, i peggiori anche con voi), tutte balle che servono a rabbonirvi, a coinvolgervi di più (soprattutto a letto o a fare quello che vuole lui) e a procrastinare il consumo della torta. Dicevo: al giro di boa di solito ci si guarda negli occhi e la donna (lui non si espone quasi mai) si chiede e gli chiede se non sia il caso di fermarsi o tentare di trasformare il rapporto in mera amicizia. Di solito lui risponde in modo che la donna dica lei andiamo avanti ancora per un po’, perché sotto gli occhi lucidi del quasi innamorato (se non lo ha già dichiarato o lo dichiara contestualmente) a lui interessa scoparvi incessantemente ancora per un bel po’. Inutile dire che i tentativi di amicizia fra amanti naufragano nel 95% dei casi alla prima cena da amici con relativo amplesso in bagno, in auto o dove si può. Quindi andate avanti. Siete già un po’ innamorate, o almeno legate quel tanto da non riuscire a dire stop. Il risultato? Approderete alla fine dell’anno in un crescendo rossiniano di progetti e sentimenti, ma quando voi sarete pronte a far saltare il vostro matrimonio lui farà marcia indietro. E da qui, anche l’amazzone più controllata che ha “usato” lo sposato a scopo ludico inizierà il calvario di tutte le amanti che hanno un uomo che rimane con la titolare. Disastro.

LA DEMOCRATICA
Ci sono donne che si fanno zero problemi ad andare con gli sposati. Sono donne spesso considerate troppo “leggere”. A me piace il medioevo come storia ma non applicato alle relazioni di coppia, quindi io definisco queste donne, giovani e meno giovani, libere e non offuscate da illusioni di moralità, come dice Ash in Alien. Se un uomo sposato decide di tradire è un problema suo, non di una single di libere vedute. Il sesso è un fatto naturale che avviene fra persone consenzienti adulte, punto. Quindi ci sono donne che non hanno pregiudizi sugli sposati, sono come i soliti single che prendi e lasci, anzi sono meglio. La fede al dito di lui è una garanzia di libertà autonomia e non appiccicosità per una donna libera che vuole restare libera. Almeno all’inizio. Perché anche per la democratica vale la regola della torta: se ti piace più la mangi e più la mangeresti. Così il tempo passa e lui assume un ruolo sempre più importante nella vostra vita e, superati i fatidici sei mesi anche la democratica si troverà invischiata in una storia che non domina più. La democratica è diventata un’amante classica, con tutti i difetti del ruolo. E così i suoi weekend in famiglia e i tuoi con le amiche diventeranno attese di una sua telefonate, la lontananza si trasformerà da libertà in sofferenza. Addio democrazia.

QUELLA CHE IO MAI CON UNO SPOSATO
C’è sempre qualcuno che pensa di essere più bravo, più forte e più intelligente degli altri. Quante donne commentano e scrivono: io non capisco le donne che vanno con gli sposati, forse hanno bassa autostima… Un bel gruppetto. Ma sapete quante di queste poi nella vita si ritrovano per destino beffardo in un amantato che le invischia da anni? Tantissime, basta leggere i commenti in questo blog. Perfino le mogli tradite, quelle che a volte se la prendono con le amanti invece che col marito (non le capirò mai: detestare il termometro perché misura la febbre…), mi scrivono: non lo avrei mai immaginato ma ora mi ritrovo a fare l’amante anch’io! Perché? Perché certi sposati sono fenomenali, furbi e pazienti corteggiatori. Di fronte a una che io mai con gli sposati lavorano in modo sottile ma incessante, progressivo ed efficace. Caffè, pranzi, telefonate e amicizia di qualità all’inizio: una finta amicizia divertente e lusinghiera condita da un corteggiamento discreto ma sempre presente. Così dal io mai con uno sposato si arriva al peccato che sei sposato. E il tempo passa, lavora, fra risate e complicità, si passa poi alle cene finché una serata particolarmente bella e ispirante ed ecco che anche la io mai con gli sposati si dirà: come sto bene con lui ma che c’e di male a farci un giro…. Ed eccola invischiata in anni di amantato in un batter d’occhio! Destino beffardo e… mai dire mai.

E invece chi riesce a resistere allo sposato? L’EX AMANTE
L’unica donna in grado di resistere allo sposato è l’ex amante che ha avuto una storia lunga e travagliata con uno della categoria. Una donna che ha passato tutti i gironi dell’inferno delle amanti, dalle promesse più belle miseramente disattese al sorbirsi prove di schiavismo, prove emotive laceranti che solo l’egoismo di certi uomini può imporre a persone che dicono di amare e prove così disumane che solo chi all’innamoramento ha aggiunto una forma più o meno forte di dipendenza (andate dallo psicoterapeuta per tempo!) può accettare di subire. Attese infinite, delusioni a pioggia, promesse infrante, persino accuse. Al peggio non c’e mai fine e l’ex amante lo sa perché a un certo punto, aiutata o meno, ha rotto le catene della dipendenza e, per quanto innamorata, ha detto basta, passando attraverso faticosi codici del silenzio, rifacendoli perché l’altro ci riprovava (egoismo senza fine) fino ad arrivare all’agognata consapevolezza del questo sì possiamo dire mai, Mai più con uno sposato. Queste sono le donne davvero immuni dagli sposati. Certo, ci sono le recidive, le crocerossine e quelle che a costo di sputare sangue portano avanti la loro lacerata bandiera del Io ti cambierò, ma spero che tra le ex amanti siano solo delle eccezioni.

Dunque, care amiche, lo sposato sarà affascinante e di moda, forse apparentemente meglio di tanti uomini liberi ma io vi avverto: alla larga come se fosse peste, anche se siete le più strutturate donne del pianeta. Perché, come dicono alcuni medici illuminati, per non ammalarsi non è che bisogna fumare poco oppure ogni tanto, occorre non fumare e basta.

Ditemi cosa ne pensate commentando sul blog o scrivendomi a anpellizzari@icloud.com.

Sincerely yours

 

ps LO SPOSATO SUL LAVORO

Care, l’ho accennato all’inizio. Il peggio dello sposato lo trovate sul luogo di lavoro, perché per quanto “comodo” e a tiro all’inizio, quando sarà finita non solo sarà più difficile staccarsi e dimenticare (anche perché non pochi gentiluomini se ne approfittano della contiguità quotidiana per riprovarci o altro) ma lo avrete sempre fra le palle. Prima o poi per fortuna diventerete indifferenti e lui trasparente, ma sai che fatica! Alcune di voi sono arrivate persino a pensare di cambiare lavoro… quindi NO sposati ma NO NO NO! sposati sul lavoro!

Sono confuso

Confusion king crimson
Confusion king crimson

Sono confuso. L’uomo medio messo alle strette da una donna stufa di promesse non mantenute o di indecisioni, amante o fidanzata che sia, di fronte all’ultimatum del Adesso decidi si sentirà quasi inevitabilmente dire Sono confuso.

Sono confuso è la nostra carta jolly per non dare risposte. Sono confuso non significa sì e non significa no, significa Dammi tempo perché sono confuso.

Stavo per uscire di casa ma adesso sono confuso. Sono uscito di casa ma tu per ora non vieni ad abitare con me perché sono confuso. Non lascio l’altra perché sono confuso.

In realtà, nel 90% dei casi lui non è affatto confuso. Dentro di se sa che non esce di casa perché ci vuole rimanere. Non ti vuole con lui perché o vuole tornare a breve dall’altra o vuole sfruttare la nuova vita da single per scoparsi il mondo. O sa che la moglie non la lascerà mai.

sono confuso è solo prendere tempo, o per farti rimanere e pazientare o per stancarti finalmente in modo che lo lasci tu

i confusi dopo anni di amantato sono Una contraddizione in termini: come spiegare a una donna con la quale stai da anni e chiamavi amore che adesso sei confuso? Perché ti ha beccato la moglie? Non sei confuso, ti ha beccato e fai marcia indietro.

A proposito: mentre a voi dice sono confuso all’altra ha già detto che non vi vedrà più e che è stata una sbandata perché era confuso

Care amiche, Sono confuso è l’inizio della fine. E richiede una sola risposta: io non sono confusa, addio.

 

Sono confuso non è un grido di dolore, è un’offesa per voi

non perdete tempo con i confusi dell’ultima ora

l’amore è cieco ma ci vede benissimo e, soprattutto, non è mai confuso

 

sincerely yours

 

scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

 

 

 

Il lumacone estivo

 

Foto Pixabay
Foto Pixabay

 

C’è una specie di lumaca che per fare la sua apparizione non aspetta l’arrivo della pioggia ma la partenza estiva della moglie o della fidanzata.

Appena salutata lei e la famiglia, lo vedo girare le spalle al treno e fregarsi le mani, sorriso a 400 denti e sguardo da cacciatore velato dagli occhialoni neri da Cucador.

Eh sì, il lumacone estivo adora il sole e la spiaggia, non l’erba e la pioggia.

Racconta un’amica lettrice, che ringrazio perché mi ha dato lo spunto per questo mio post, che da anni, stessa spiaggia stesso mare, puntuale si ripresenta il lumacone estivo che, sbavando per ogni bikini in vista, offre subito l’aperitivone. Il suo allude a un passato di una fugace liaison estiva (sapesse di non avere passato l’esame dimensioni prestazioni… potreste distruggerci con una frase ma siete sempre delle signore, noi non altrettanto signori), gli altri alludono a notti infuocate a portata di mano.

 

Il lumacone estivo standard veste costumino succinto per ostentare virilità enormi (salvo buon fine), occhialone di marca (forse), orologione specchio per le allodole (della serie io può, a meno che non sia un Rolex da spiaggia, come chiama il mio amico quelli tarocchi) e sorriso hollywoodiano.

Oltre a millantare capacità amatorie presentando curriculum dettagliato delle sue avventure passate, il lumacone estivo è sempre libero. Non ha moglie, è separato in casa, ha moglie ma sono da anni come fratello e sorella, è il rappresentante del matrimonio bianco. Se poi non è sposato ma “solo” convivente o fidanzato, la presenza della partner lontana in quel momento viene negata. Una lei non esiste.

Se non avete niente di meglio da fare, divertitevi ad accettare l’aperitivo con lui (mi raccomando ordinate champagne, trovo educativo farlo spendere, soprattutto se è tirchio e gli accessori che indossa sono tutti Made in Atlantide) e, dopo aver ascoltato quanto già vi ama, le sue teorie sul colpo di fulmine ed essere stata promossa in un secondo la più bella dell’adriatico Fategli notare come si veda la mancanza di abbronzatura sull’anulare sinistro o uno strano solco, come se avesse portato la fede Fino alla sera prima.

c’e anche Il lumacone da città, quello che resta a lavorare mentre la famiglia parte. Uscito dall’ufficio si trasforma indossando bermuda e camicia bianca petto in vista, Clark Kent diventa Superman e inforca la moto ferma in garage in attesa dell’occasione. La sua spiaggia sono i locali estivi della città, la sua preda qualunque donna che respiri. Tutta mia la città è il suo motto. Dopo il cocktail vi inviterà a casa sua per vedere la collezione di scuse per scoparvi, tanto le foto di famiglia sono tutte nascoste in una stanza, rimosse a tempo debito per trasformare il tetto coniugale in pied à terre da separato in casa. Ovviamente anche lui vive un matrimonio di facciata. Invito da declinare solo per il cattivo gusto di usare la casa di famiglia come motel.

il lumacone da spiaggia o da città può essere divertente se avete il senso del ridicolo, utile se siete in grado di usarlo come toy boy (ammesso e non concesso che sia all’altezza della situazione, chi parla troppo di solito combina poco), allora potete trasformarlo in lumacone usa e getta.

quello che vi prego di non fare e di credergli o, peggio, pensare di poter costruire qualcosa con lui. Il suo è un mondo artificiale che finisce nel momento in cui chiama la moglie, allontanandosi verso la battigia per rispondere al telefono. Scusa un attimo, devo rientrare un minuto nella realtà è poi torno a sbavare.

E la povera moglie? Il lumacone, se lo guardate  bene, ha spesso le corna. Perché lui parla e si toglie la fede al dito ma lei non parla, non se la toglie, e spesso fa. Anche in montagna. Anche se piove.

 

parliamone: anpellizzari@icloud.com

sincerely yours

 

 

Il tradimento, veleno e medicina della coppia

Il tradimento, veleno e panacea - foto Pixabay
Il tradimento, veleno e panacea – foto Pixabay

 

Il tradimento morde come un serpente quando lo scopri. Ti avvelena, distruggendo la coppia, disgregandola in un abisso di dubbio e mancanza di fiducia.

Oppure è una medicina salvifica, che fa riemergere dai torpori e dall’indifferenza che hanno portato la stessa coppia al tradimento. Il veleno allora immunizza lui e lei da futuri tradimenti, se riescono a sopravvivere al morso.

letale se la fiducia non decolla, letale se il dubbio serpeggia ogni volta che lei esce con le amiche, lui fa tardi al lavoro, lei viaggia, lui dorme fuori

 

Dal tradimento una coppia muore o risorge

 

Sul tradimento gli amanti prosperano o decadono, si consumano.

 

Anche gli amanti che hanno reso possibile il tradimento o ne escono distrutti o formano una nuova coppia.

 

Il tradimento è sublime nei suo effetti, perché porta alla soluzione estrema. Il tradimento distrugge per ricostruire. Sempre.

Poveri coloro che non riescono a trasformare il tradimento in rinascita, in un nuovo futuro. Vivono nel limbo. Pur avendo toccato il fondo non saliranno mai in superficie, anche se la vedono. Che grande occasione sprecata.

 

Poveri coloro che usano il tradimento per sopravvivere senza cambiare mai. Respirano, vero, ma non nuoteranno mai in mare aperto. Con lei

 

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce. O che risorge

 

sincerely yours

 

anpellizzari@icloud.com

 

 

 

il chiarimento finale

Il chiarimento finale ti serve davvero?

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Il chiarimento finale serve o fa peggio? 

Lui ti ha lasciata dopo aver giurato amore e poi è sparito o perché beccato dalla moglie o perché non si sa (di solito ha un’altra considerata meglio di te o semplicemente si è stufato ma non ha il coraggio di dirtelo): serve un chiarimento finale o no? 

Un chiarimento finale dove lo metti con le spalle al muro su cose tipo “il mutuo e i figli c’erano anche mentre mi scopavi e giuravi amore un anno fa” ci sta ma serve solo a te perché lui è spesso in malafede dall’inizio o comunque non è disposto a dire mai la verità, neanche alla fine.

 

Lui quando giura amore tre volte su 4 ha la rata del mutuo in tasca e la foto dei figli nel portafoglio, non la tua. Per carità i figli sono sacri ma dillo  subito! Invece no.

 

Il chiarimento finale Serve a te per sfogarti e per chiudere definitivamente .

 

Attenta però : se lo fai per avere una speranza e sentire una buona parola lui probabilmente  ti abbindolerà di nuovo con un mucchio di parole e zero fatti e tu soffrirai il doppio quindi pesa bene questa scelta. Oppure ti dirà che ti ama ma… ciao ciao. Sei pronta a questo?

Il chiarimento all’uomo non serve quasi mai perché se ne frega delle “ragioni e delle palle che ha detto” e ha già deciso e al massimo conta altre balle per rifarsi un giro. A te serve? No di sicuro se covi la recondita speranza che un ultimo incontro lo faccia rinsavire. Altra facciata contro il muro della moglie o del suo non amore.

Il silenzio totale invece vince sempre: o torna in ginocchio o ti da la prova finale che non era alla tua altezza. Il codice del silenzio vince sempre

 

sincerely yours

 

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Confessioni di un seriale

Pixabay
Pixabay

Incontro Stefano, 51 anni, bell’uomo, libero professionista di successo, sposato da venti anni con due figli. Stefano è un seriale. Non conosce il mio blog perché “non me ne frega niente di sapere come la pensano le donne, l’importante è che ci stiano”. E ride facendomi l’occhiolino: conta sulla solidarietà da bar al maschile. Ne approfitto per saperne di più.

Tu sei un seriale?

Cosa vuol dire seriale

Vuol dire che ti fai le donne in serie, come in una catena di montaggio

Me ne faccio tante, anche in parallelo, se vuoi chiamami seriale. Ma non sono un morto di F, quello mi da molto fastidio quando qualcuna si arrabbia e me lo dice perché la mollo per un’altra o mi scopre con un’altra, io non prendo tutto quello che arriva, io ho sempre donne che mi piacciono e non mi pare di adattarmi, di essere di bocca buona. Io non mi faccio le brutte

Quante avventure hai in un anno?

L’anno scorso otto. In questo momento sto con due contemporaneamente, ma sono di due città diverse.

Quasi una al mese…

In media le mie storie durano due mesi, ma ci sono volte come adesso che ho due donne in parallelo, a volte tre.

E sei sposato

Ho un matrimono “azienda”. Io e mia moglie non ci amiamo da quando è nato il secondo figlio ma abbiamo molti interessi economici in comune oltre a dover tirar su i due fratelli, che sono ancora molto giovani e non indipendenti. Ogni tanto scopo anche con mia moglie, ma roba tipo un sabato sì uno no. Dovere coniugale (ride).

Tua moglie non è gelosa, non hai paura che scopra i tuoi tradimenti?

Non le interessano. Se sa tace e passa oltre. Per lei è importante che io porti i soldi a casa e sia un buon padre. Poi sa che per lavoro viaggio, faccio tardi e a volte dormo fuori. Viviamo così da anni e va bene a tutti e due.

E tu non hai paura che lei ti tradisca?

No, non credo che lo faccia e se lo ha fatto sono robe da poco di cui non mi sono neanche accorto. E poi è tutta casa e figli. Sarebbe come essere geloso del mio commercialista (ride, ride spesso).

Torniamo alle altre: a loro cosa racconti della tua vita?

Il meno possibile. Racconto che sono separato, perché sono poche le donne ormai che ti danno retta se sanno che non sei libero. Certe non accettano neanche più che tu sia separato in casa anche se lo sei per davvero.

E come fai a gestire una balla del genere? Non ti chiedono di venire a casa tua? Non ti telefonano di sera?

Quelle che fanno così o potrebbero fare così le sgamo al primo caffè e non arrivo neanche alla cena. Io pesco donne che riesco ad affascinare da subito, che mi credono anche perché all’inizio sono molto credibile e dico un sacco di balle raccontate bene, sono un ottimo attore. Poi la mia vita in effetti è molto libera e si presta a gestire anche telefonate non previste, che però io dopo un primo periodo di avvicinamento scoraggio. Dico che il mio lavoro dura 24 ore, in casa non si può andare perché ho l’affidamento dei figli e c’è mia madre, se sei proprio una che mi piace (e duri più di due mesi, raro) vengo a casa tua, andiamo in albergo o al limite ti porto nella casa al mare che è mia.

Insomma, ci cadono tutte?

Non tutte. Tante sono diffidenti, diciamo che su 5 donne che conosco tre fanno troppe domande o diventano dubbiose, e io le sgancio al primo caffè o al massimo all’aperitivo che concentro in pochi giorni, per accelerare la pratica (ride). Altre si capisce che, anche se ci stanno, ti si attaccheranno alla giugulare fra messaggi, telefonate e richieste di presenza per cui o le evito da subito o, se riesco a portarmele a letto, ci faccio un paio di giri e poi sparisco.

Come scegli le tue “candidate”? 

Prediligo la Quarantenne, divorziata o separata, lavoratrice, con diverse storie fallimentari alle spalle, a partire dal matrimonio, con figli o no (ma io preferisco con figli, perché metabolizzano meglio quando racconto storie per non vederle o chiamarle appellandomi al mio ruolo di padre). Sono donne che non hanno un’ottima opinione degli uomini perché hanno avuto esperienze più o meno negative con quelli prima di me. Hanno provato di tutto: andare con gli uomini solo per sesso, ma non gli va bene alla lunga perché sono delle sentimentali e, prima o poi, vogliono una storia seria. Cercano uomini per una relazione più lunga e seria, cosa che vogliono tutte, ma vedono poi che sono pochi gli uomini liberi sopra i 40 che vogliono una cosa del genere. Noi reduci da matrimoni fallimentari vogliamo divertirci, nella maggior parte dei casi, non costruire nuovi matrimoni. E poi le donne sono tante: se ti piacciono le ciliegie ti accontenteresti di mangiarne una sola (ride)?

Insomma, sono donne che un po’ ti vogliono credere…

Sì, nonostante tutto sono delle sognatrici che sperano sempre di trovare quello giusto. E io, oltre a essere un bell’uomo e di successo, sono anche un ottimo attore, e riesco a convincerle che forse non è sempre e solo un sogno. Io mi diverto a sedurle, a raccontare storie: se ci fai caso racconto pochissimo di me realmente, mi sono costruito un personaggio a metà fra la realtà e la fantasia. Sono simpatico, le faccio ridere molto e sono bravo a letto. E colgo bene il loro lato romantico. Io dico a tutte che sono innamorato di loro dopo qualche settimana: non mi sono mai innamorato di nessuna, ma ti sfido ad accorgertene.

Allora le ritieni delle allocche che si fanno su con niente?

Certe credono a quasi tutto quello che racconto, in effetti. Altre sospettano, ma mettono da parte i dubbi perché magari faccio buona impressione e loro pensano “mica li posso mandare via tutti, questo mi piace”. Spesso sono donne insicure sul da farsi, nonostante le esperienze negative precedenti. Poi ci sono le crocerossine, no non quelle che vogliono soccorrerti, io non sono un piagnone lamentoso che parla del divorzio, degli alimenti e dei suoi problemi. Sono le crocerossine che dicono tu sei un uomo con problemi, forse sei anche un seriale, ma io ti cambierò, potresti essere perfetto una volta cambiato… Ripeto, di me dico pochissimo, faccio tante domande alle donne, è un’ottima tattica farle parlare, adorano parlare per ore: ascoltarle senza guardare il telefono è uno degli scotti che devi pagare per fartele, devi essere paziente all’inizio.

Come ti presenti

Io mi presento come un figo molto solido, un maschio alfa come si dice, ma gentile, divertente, seduttivo, gentiluomo, romantico, faccio il sognatore alla ricerca della donna della sua vita nonostante le cattive esperienze… Quelle che con il loro sesto senso percepiscono che sono uno sciupafemmine sono quelle crocerossine che, come dicevo, si dicono “sì, sì fai il figo ma io ti cambierò, ti plasmerò come dico io”… Non ci è riuscita neanche mia moglie (che rimane la madre dei miei figli, sia chiaro, non la lascerò mai) figuriamoci una che, per quanto figa, durerà massimo tre mesi se va bene (risata fragorosa). Altre, ancora, vogliono credere alla favola del principe azzurro che prima o poi arriverà, una volta che si sono rimesse dall’ultima storia andata male. Ripeto: sono una minoranza, due donne su cinque di quelle che ci stanno poi con me. Le altre le evito, tempo perso, troppo strutturate o “pericolose”. Troppe domande, troppo sospettose, tengono loro la situazione in mano, e invece devo tenerla io.

Dove le trovi tutte queste donne

Principalmente sui social, che so usare molto bene. Il mio profilo mostra quel tanto che serve per agganciarle: foto, foto sportive, ritratti, in costume (mi curo molto), non puoi vedere i miei amici, nessun riferimento alla famiglia. Foto di luoghi visitati, di bei posti: trasmetto la sensazione di essere un uomo dinamico, sportivo, benestante ma, oltre a quello, tu non vedi niente sul mio profilo. Non a caso riesco a farmi anche le amiche delle amiche: io guardo sempre molto bene i profili di quelle che mi interessano. Primo perché si capisce se sono quelle giuste o a rischio, tipo quelle che mettono frasi contro gli uomini, si capisce che sono amanti ferite e lasciate, o sono in clausura perché siamo tutti uguali. Con queste non ci perdo un secondo. Quelle che parlano d’amore, si capisce che sono sole o mettono foto in costume e un po’ sexy sono interessanti ma vanno vagliate. Sai quante ne incontro che hanno la foto superfiltrata e poi ti trovi al museo delle cere, o mettono una foto di 10 anni prima e te le ritrovi mummificate? Via, via. Guarda, è quasi una professione, ma mi diverto, mi distrae molto, i social hanno permesso nel cuccaggio quello che solo ieri era impossibile anche se non lavorassi e fossi libero davvero (mi fa l’occhiolino).

Come avviene il contatto?

Intanto sono un bell’uomo e quindi un 30% mi contatta senza che io faccia fatica. Sono le migliori, le più motivate. Fra queste ci sono le sposate in cerca di avventure, le migliori in assoluto. Non rompono, hanno tanta voglia di scopare e divertirsi, si va a letto in fretta ma attenzione… Anche queste si innamorano e tendono ad avere un amante fisso, cosa che non sono disposto a fare. Vanno trattate come le altre.

E quelle che contatti tu?

Sono single, separate o divorziate che hanno la fila fuori di richieste di amicizia o messaggi demenziali di approccio. Io chiedo sempre l’amicizia in modo che possano controllare il mio profilo, che di solito è convincente. Poi iniziano le chat che so gestire molto bene, si passa ai numeri di telefono (rigorosamente il mio secondo telefono, dedicato alle ragazze), al telefono do il meglio, incontro e via. Io vinco perché gli altri uomini sono incapaci di corteggiare perché o sono dei pescatori a strascico (ci provano con tutte belle o brutte e hanno un repertorio ripetitivo e si fanno sgamare) o perché sono degli imbranati alle prime armi col tradimento e sono pieni di sensi di colpa, cercano sesso ma anche la “mamma”. La donna vuole un uomo solido come me.

In quanto tempo riesci a portartele a letto?

Massimo in cinque incontri, spesso in due, tre. Il primo non si conta, il caffè. Poi aperitivo e subito dopo cena se promette bene: molte ci vado a letto già al secondo incontro. Al terzo la maggioranza, le donne pensano che darla subito sia disdicevole o un premio troppo anticipato. Le più difficile, alla quinta volta, ma devi essere davvero bella perché io resista. Ogni tanto corteggio più a lungo: mi è capitato e una che ha capitolato dopo due mesi di chat: io la contattavo ogni giorno e intanto mi facevo le altre. Poi ha accettatto di vedermi, l’ho convinta.

Sei generoso economicamente, fai regali  o sei un tirchio?

Tirchio non mi piace sono oculato, lo devo essere perché, nonostante guadagni bene, mica posso buttarli i soldi, soprattutto con chi non ne vale la pena. E poi devo fare tanti “colloqui” (ride). Quindi molti caffè e aperitivi in posti che conosco dove mi fanno lo sconto. Anche al ristorante le porto sempre negli stessi due tre posti dove non ho sorprese col conto e non mi fanno scherzi. I motel costano poco e appena posso vado a casa loro che anche il digestivo è offerto (ride a crepapelle). Regali non li faccio mai. Ogni tanto investo qualche weekend ma le porto a casa mia al mare e cucino io che fa figo e costa poco.

 

Insomma, tirchio nei sentimenti e nell’offrire…

I soldi li spendo per me mica per scopare. Io non pago le donne per scopare.

Come ti comporti durante la fase di corteggiamento?

Do il meglio e soprattutto molta disponibilità. Mando messaggi e rispondo spesso, la cerco spesso, faccio diverse telefonate e rispondo anche a quelle in entrata, anche di sera, pur limitandole da subito (basta spegnere il telefono: sono al lavoro, cene fuori, figli o sono stanco e dormo). Faccio sentire la donna coccolata e al centro dell’attenzione, un mix fra corteggiamento romantico e sexy, per stimolare la loro voglia (donne e uomini a letto sono uguali, sono le donne trascurate dai loro uomini che non hanno voglia… apparentemente, ci vuole quello giusto e divampano subito – sghignazza fastidiosamente).

E quando finalmente ci vai a letto?

Nessuna si è mai lamentata, è il mio vero regalo e lì sono davvero me stesso. Ho molta esperienza, sono dotato, fantasioso, sono bravo.

Tutti multiorgasmi allora, mai una che finge con te…

Non credo. E se anche fosse chi se ne frega. Io faccio di tutto per farti godere, mi piace dare piacere, ma l’importante che sia soddisfatto io. Tanto durerà comunque poco: anche il sesso più appagante dopo una decina di volte diventa ripetitivo, e vuoi mangiare altre ciliegie (tracanna il drink con voluttà).

Hai mai avuto incidenti di percorso?

Una volta una mi ha beccato che volevo uscire con l’amica e mi ha fatto una scenata in un locale. Io non l’ho lasciata neanche finire e me ne sono andato, bloccandola su tutti i fronti. Certo ho perso l’amica che era molto più carina di lei ma non era il caso di insistere. In un altro caso ho speso molte energie per protrarmi a letto una che alla fine non si è convinta della mia buona fede e non ci è stata, ma è successo anni fa quando ancora non ero un professionista (occhiolino).

Ma ti piace vivere così?

Sì. È elettrizzante cambiare donne così spesso. Fare sesso, tanto, spesso e con persone diverse. Non mi annoio come succedeva nel matrimonio. Mi appaga fisicamente e mentalmente. Sono come Casanova.

Casanova amava le donne, la femminilità, tu no, le usi

Ma io mi immedesimo molto nel ruolo dell’innamorato delle donne, di tutte le donne, e poi Casanova era un seriale come me, altro che amore. L’amore è per i figli, per tua madre. L’amore fra uomini e donne non esiste, e se c’è dura pochissimo. Siamo fatti per avere più partner, uomini ma anche donne. La fedeltà è un mito contronatura. Le uso? Siamo tutti adulti e consenzienti nessuno ti obbliga a venire con me.

Come le sganci una volta che ti sei… stufato?

Inizio a non chiamare, a diradare i messaggi, ad accampare scuse di lavoro e di obblighi verso i figli che fanno saltare sempre più appuntamenti. In due settimane di solito le lascio. Scrivo: guarda, è stato bello ma non funziona, complice il mio periodo “difficile” (invento problemi). Se vedo che si appiccicano o tendono a rifarrsi vive sparisco o blocco su tutti i fronti.

Sei tornato con qualcuna?

Sì, in tempi di magra: succede che ci siano periodo in cui la media delle possibili nuove fidanzate cali, e allora mi rifaccio vivo con quelle che erano state più malleabili o disponibili. Una minoranza ci sta di nuovo, perché io, nonostante tutto, sono fra i i migliori (e mi rifila una fastidiosissima pacca sulla spalla da amicone).

Non pensi alle ferite emotive che lasci alle donne che si innamorano di te?

Poche si innamorano nel lasso di tempo breve che concedo. Certo, molte sono coinvolte, ci sperano, gli piaccio molto, sono felici a letto quando stanno con me, con me si divertono. Quando le lascio non capiscono e si fanno mille domande, ci rimangono male. Ma mica è colpa mia se il mondo è fatto di relazioni superficiali: anche certe donne ti usano e gettano.

Ti è successo che una donna ti usasse?

No. Forse, non mi ricordo. Ero giovane.

Un consiglio alle donne per evitarti

Stai chiedendo all’oste se il vino è buono?

Tu cosa faresti se incontrassi uno come te

Ci starei! Scherzi a parte io vedo che quelle che non si fanno affascinare da me sono quelle che fanno tante domande, mi fanno parlare, fanno finta di caderci ma intanto di fanno le radiografie. Sono delle seriali in gonnella, pur non comportandosi come gli uomini. Sono le più pericolose non perché ti si attaccano (anzi, ti sganciano loro) ma perché se si accorgono delle tue reali intenzioni fanno le profumaie, ti fanno credere che ci stanno e poi ti danno il 2 di picche. Una una volta, ed era davvero bellissima, si è fatta corteggiare, è uscita a cena con me, ha bevuto e ordinato le cose più costose, mi ha fatto capire che il gioco era fatto e poi alla fine mi ha detto: “sono stanca, vado a casa, grazie di tutto”. Le ho detto: ma ti accompagno io! E lei: “no grazie prendo un taxi e poi ci potrebbe già essere il mio fidanzato”. Ma non eri single? “Certo, come te”. Sparita con un sorriso, nemmeno un bacio.

Insomma, una ti ha punito

Macché punito. Mi ha fregato la sua bellezza e mi ha fatto credere che le sue moine fossero aperture verso il letto. Invece era furba.

Grazie Stefano, spero che il tuo racconto aiuti le mie lettrici a evitare come la peste uomini come te

Non contarci giornalista, alle donne gli stronzi piacciono! Eccome se piacciono! Stronzi ma belli, simpatici, bravi amatori…  Risata fragorosa. Ciao giornalista, mi dice, offri tu vero? Si alza, sorridendo alle due ragazze sedute di fianco a noi che lo guardano orripilate. Credo abbiano sentito almeno parte delle sue “avventure”. Basta sentire anche poco…

Sincerely yours

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