Come sta lui quando torna da lei

da wikipedia

Come si sente lui, cosa pensa e prova quando vi lascia (o si è fatto lasciare) e torna da lei?

Ve lo chiedete in tante. Soprattutto quelle che si sentono dire, dopo anni di amantato, la fantascientifica frase: “devo un’altra chance al mio matrimonio”. Ma come, dopo un milione di scopate e anni di clandestinità scopri che il tuo matrimonio non è fallito come dicevi?

Come si sente lui dipende dal perché vi ha lasciato o si è fatto lasciare.

Vi ha lasciato lui: l’effetto sollievo
Come si sente? Ci ha messo parecchio ma era da un po’ che voleva mollarvi. Troppo tempo, troppe pressioni da parte vostra, troppe promesse sue disattese. L’amantato da ludico si è trasformato in un peso, ma non è colpa vostra, state bene attente, è colpa sua. Voi non vi siete fatte i sogni con lui, è lui che vi ha illuso che fossero possibili gli scenari che andavano bene quando faceva il giro dell’orologio a letto e che ora non sono più “praticabili”. Quindi è riuscito a trovare il coraggio di dirvi basta. E i sensi di colpa per aver barato su certe cose, per avervi illusa nella sua testa pesano molto meno del sollievo che sente un minuto dopo che è riuscito a comunicarvi la sua decisione. Molti la comunicano in modo laconico, con motivazioni tipo telegramma come “non sono pronto”, “ho delle responsabilità” o “trascende ogni mio controllo”, come ripete ossessivamente alla sua amata il visconte di Valmont nel momento in cui la lascia spezzandole il cuore. E l’uso di poche parole, a volte solo di un messaggio, è studiato, non è che lui è imbarazzato, ha troppi sensi di colpa o non ha abbastanza parole. Il telegramma non lascia adito a conversazioni, approfondimenti, confronti. È il suo ultimo sforzo prima di raggiungere l’agognata libertà. Perché molti uomini che si liberano delle amanti la vedono così, una riconquistata libertà. Dai vostri rompimenti di scatole, dal dovervi dire sempre più bugie, dall’avere ormai quella che non è più un’amante divertente ma una seconda moglie sempre addosso. Quindi lui non si sentirà bene il giorno dopo, si sentirà rinato, anche se con voi, se mai riuscirete ad avere ulteriori contatti, farà l’uomo distrutto. Una pantomima. E tutto l’amore che provava per voi, sparito in un secondo? Il problema è che per voi è stato vero amore, in crescendo sentimentale ma fino a diventare amore, e quando avete detto ti amo pensavate lo amo davvero. Per lui sarà anche stato un crescendo di sentimenti ma si è fermato al grado prima, al forse la amo, ma a lei dico ti amo. Perché l’uomo può dire ti amo anche se non lo pensa e non lo sente, la donna no. E il sesso magnifico che facevate? Dimenticato? No, messo da parte. Ora che è sazio di mesi, anni di scopate con voi gli sembra di poterne fare a meno e che, in fondo, non era tutto sto granché. Sarà dopo, quando tornerà a bussare al vostro convento, o a quello di un’altra, che si sarà ricordato di quanto sensazionale fosse il sesso extraconiugale. E la moglie? Possibile che in un lampo la crisi matrimoniale si sia risolta? Per niente. Quando lui si è convinto che doveva chiudere si è anche autoconvinto che la moglie aveva ancora dei numeri da giocarsi. Così, se ieri ne sottolineava i difetti, ora ne decanta i pregi: perché quel che passa al nuovo/vecchio convento mangiano frati. Anzi, tenderà a esagerare con lei come ha fatto i primi mesi con voi. Quindi più sesso, più cene a lume di candela. Dunque avete a che fare con un uomo che ha ritirato tutti i suoi fondi dal vostro conto è li ha reinvestiti in quello vecchio. Convinto di aver fatto la cosa giusta è concentrato sui frutti immediati di questa mossa: nuova serenità, no rompimenti di coglioni. E così la routine tanto odiata solo poco tempo prima diventa la sua cuccia rassicurante. Quanto durerà questo effetto sollievo? Qualche mese. Poi subentrerà l’effetto noia, perché non è che con la sua decisione il matrimonio è risorto. Non basta la volontà per provare amore. Cosi, quando soprattutto i morsi della carne diventeranno meno sopportabili, si rifarà vivo con voi. O con un’altra.

Si è fatto lasciare: l’effetto finto amico
I meno coraggiosi fra gli amanti maschi non lasciano, ma fanno in modo di essere lasciati. Ovvero mettono in atto tutta una serie di comportamenti che, in un medio lasso di tempo, vi fa prendere voi la decisione perché non ce la fate più. Gli strumenti usati da lui sono vari: bidoni ripetuti, taglio della frequenza, litigate artificiose, lavoro e figli che di colpo diventano soverchianti. Non danno risposte precise: non dicono è finita. Dicono sono confuso, non ce la faccio, per me è troppo, sono debole, sono depresso. Insomma lui non deve risultare il carnefice ma una vittima della situazione al tuo pari. Come sta il day after? Benissimo. Ma non è sollevato come chi lascia, che essendo più deciso ha svoltato. Lui, avendo pochi attributi, è sempre in una terra di mezzo. Quindi è contento di essersi liberato finalmente di voi ma qualche senso di colpa lo avverte, anche perché di solito per farsi mollare ne fa di grosse e ne dice di peggio. Ecco allora che cerca di rimanere il vostro amore virtuale. Non può coronare il sogno tante volte condiviso con voi ma Sarò tuo per sempre, Rimani il grande amore della mia vita, Sei l’unica per me, Se solo ti avessi conosciuto prima e altre megastronzate roboanti quanto vuote di contenuto. Gli uomini sanno quanto adorate il romanticismo, e se ne approfittano. A parole, i fatti stanno che lui ha scelto la moglie. Se ci cascate pensando Mi ama tanto ma poveretto non può è debole non ce la fa colpa della mamma e dei traumi infantili lui si sentirà meno in colpa. Vi offrirà anche finta amicizia, che gli servirà per sgravarsi la coscienza ma anche per mantenere la sua psicologa e discarica emotiva gratis (alla quale si racconta dei dettagli della macchina nuova ma anche dei risultati dello spermiogramma perché sai lei vuole un figlio e io non glielo posso negare) e in un futuro, perché no, farsi una scorpacciata della sua minestra riscaldata, voi. Non riesce nel suo intento? Ogni tanto si farà vivo con un Come stai per insinuare nella vostra testa ancora innamorata che la vostra salute psicofisica gli sta a cuore, ma in realtà se l’era segnato in agenda di chiedervelo come promemoria con memo ripetuto mensile. Anche lui non rispetterà il vostro Codice del silenzio proprio perché non ha rispetto di voi e del vostro dolore. Segue la sua strategia e i suoi bisogni. Sto troppo male per non contattarti vi dirà. Che è come dire: non me ne fotte nulla di riaprire le tue ferite, io avevo un languorino. Non è amore, è puro egoismo.

Vi ha lasciato perché scoperto: l’effetto paura
Quasi tutti gli uomini scoperti dalla moglie vanno in panico e cercano di ricucire con la rispettiva appena ne intravvedono lo spiraglio fra pianti e insulti di lei. Sono tutti uomini che giuravano di amarvi ma che sono pronti a scaricarvi in due secondi. Tutto l’amore per voi non vale il divorzio con addebiti, i soldi, i figli, il tenore di vita. Lui lo sapeva fin dall’inizio che era così ma gli piaceva troppo avere tutto, moglie ignara status quo e amante faville a letto più psicologa. Se vi avessero amato veramente coglierebbero l’occasione per dire alla moglie che è finita, non a voi. Adesso invece è disposto, pur di non trovarsi fuori dalla porta con le valigie, di accettare umiliazioni come quelle della moglie che gli sequestra il telefono e lo seziona come una cavia. Quest’uomo non soffre per voi, ha solo paura di perdere quello che ha di concreto.

Insomma, mi spiace ripetervelo ma spesso questi grandi innamorati della donna della loro vita ci mettono pochissimo a rinnegare anche anni di dichiarato amore e soprattutto non soffrono a lasciarvi o a barattarvi con la loro sicurezza. Nessuna disperazione per loro il giorno dopo, spesso fanno pure festa. In ogni caso si sono tolti un peso.

Perché ci siete cascate? Non siete stupide. Questi uomini cercavano una compensazione al loro matrimonio e sono bravissimi a vendersi bene. Inoltre, finché va tutto bene, voi non avanzate pretese e scopate come delle matte tutto è bello, tutto è amore. Sono amanti presenti nella buona sorte, spariscono nella cattiva.

Conclusione?

La grande delusione di aver scoperto che il vostro eroe è un eroe di pezza deve diventare la vostra grande occasione di non perdere più tempo (neanche mentale) con un uomo che non vi merita, che non è all’altezza del compito, anche se sembrava avere tutti i numeri per arrivare al traguardo, anche se si mostrava davvero innamorato.

Purtroppo amici parenti e amanti si vedono solo nell’ora del bisogno quanto valgono. E voi eravate già sole da un po’, anche se lui vi adulava.

Prendetene finalmente coscienza e dimenticatelo. E, quando e se si rifarà vivo, non sprecateci un secondo di più.

Sincerely yours

Il puzzle moglie più amante

Foto Pixabay
Foto Pixabay

Quando si ha un’amante non si forma un triangolo ma un puzzle

un uomo può amare moglie e amante, cioè indistintamente tutte le parti del puzzle?

può farlo anche se tradisce la moglie e dedica all’amante solo una parte della sua vita?

rispondo alla domanda di molte commentatrici.

 

No.

 

moglie e amante insieme per la maggioranza degli uomini rappresentano un puzzle che serve a completare una figura unica e completa per le personali esigenze sentimentali e fisiche.

 

Ma nessuna delle due figure da sola completa il quadro.

Con una differenza.

La moglie è il centro del disegno e l’amante la cornice.

 

Quindi, quando lui dovrà scegliere, sacrificherà la cornice e terrà il disegno.

 

Le cornici possono cambiare, il disegno è unico

ogni tanto qualcuno parte dalla cornice e costruisce un nuovo disegno. Unico

sincerely yours

 

anpellizzari@icloud.com

 

 

Confronto finale

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Confronto finale

Fra voi è appena finita e molte lettrici mi chiedono (e quindi torno su un argomento sul quale ho già scritto): cosa ne pensi di un ultimo incontro? Di un confronto finale? È finita certo, ma io non voglio che finisca senza un vero ultimo confronto faccia a faccia.

Di solito questo bisogno lo avverte chi di voi ha subito una fine brusca, per esempio perché è stata costretta ad adottare il Codice del silenzio perché lui in pratica vuole farvi fare l’amante a vita, perché è stato beccato dalla moglie e si è volatilizzato, perché dopo aver spergiurato di amarvi vi ha detto non posso con un messaggino…

Me lo deve un confronto finale mi dite, e avete ragione. Se fosse una persona corretta, se i mesi, spesso anni di molte cose belle (nonostante le brutte, come le false promesse) valgono qualcosa lui non dovrebbe avere nessuna remora a reggere un ultimo incontro.

Mi deve delle spiegazioni o, anche se ci siamo detti tutto, mi deve la parola Fine, deve mettere, devo poter mettere la parola fine a questa storia. Non si può chiudere con un laconico messaggio, una litigata o, peggio, col silenzio.

Il problema è che molti uomini non sono affatto corretti e fanno prevalere la loro vigliaccheria ed egoismo anche sull’ultima cosa che dovrebbero fare per voi. E così, dopo i ti amerò per sempre, sarai sempre nel mio cuore, ah se solo ti avessi incontrato prima negano l’ultimo faccia a faccia.

I più stronzi, i più aridi, quelli del messaggino liquidatorio sono anche capaci di replicare alla richiesta di ultimo incontro con nefandezze tipo: che cosa non ti è chiaro, ne abbiamo già parlato fin troppo, sarebbe inutile. Certi non rispondono neanche.

Ma chiedere un confronto finale è utile, fa bene a chi lo chiede? Vediamone i pro e contro.

PRO

  1. L’amore, anche quello tormentato degli amanti, ha bisogno di una parola fine. Serve a chiudere davvero, a porre fine alla speranza in quelle storie che speranza non hanno, come quegli amantati che si trascinano oltre i due o tre anni, il massimo fisiologico consentito a questo tipo di storie. Amantati che per anni vivono non più di gioie ma di ricordi, di tira e molla e di promesse disattese. La parola fine e i perché della parola fine vanno detti, faccia a faccia, un’ultima volta.
  2. Il peso del vero addio deve essere sentito da tutti e due. Lui deve toccare con mano quello che perde chiudendo. E anche tu. Solo così finisce lo stillicidio del tira e molla.
  3. Se lui crede di potersela cavare con un messaggio o la sparizione non è un uomo. Scenda in campo per un ultima volta: ve lo deve.
  4. Vi siete detti tutto e sarebbe un’inutile ripetizione. Falso. Soprattutto dopo una prima parziale fase di silenzio, diciamo una settimana/15 giorni, il confronto va fatto, vanno ribaditi in faccia responsabilità ed errori. Quasi fosse un funerale vichingo del vostro amore, in modo che sia chiaro che da lì tornare indietro sarebbe un miracolo. Non a caso si chiama confronto finale.
  5. Il confronto finale serve per adottare seriamente, e quindi farlo funzionare, il codice del silenzio. La sensazione deve essere quella che è davvero finita, e che si sono dette davvero le ultime parole. Serve anche a lui per sapere che se torna deve farlo coscio di dover superare un confine quasi invalicabile, con una solida scala di fatti e non di parole.
  6. Il confronto deve mettere anche la parola fine alle sue parole. Tante, troppe per troppo tempo. Sarà l’occasione per dire le fatidiche ultime. Potranno essere sostituite solo dai fatti.
  7. Il confronto finale dà disperazione, con la consapevolezza dichiarata che è finita davvero, ma darà nel tempo anche sollievo e la capacità di non girarsi più indietro, perché dietro non c’è più nulla, se non i bei ricordi che lui sarà riuscito a non cancellare anche partecipando a questo ultimo confronto.
  8. Il confronto finale servirà a resistere meglio quando e se lui si rifarà vivo con una scusa per interrompere il vostro silenzio. Almeno non potrà dirvi “non possiamo chiudere così senza spiegazioni” anche se la chiusura l’ha  provocata lui. Non ci saranno pendenze aperte se non quelle che millanterà lui. E che non dovete ascoltare.

CONTRO

  1. Per avere un ultimo confronto bisogna avere gli attributi: e non parlo solo di lui, parlo di voi. Rivederlo, reggere il sentimento che provate ancora per lui per chiudere sarà doloroso, molto doloroso, al punto che molte non chiudono affatto, e accettano di continuare a fare l’amante “ancora per un po’”. Non vi biasimo per questo, è comprensibile e succede a tante, ma ciò procrastinerà solo la sofferenza. Il confronto finale si affronta quando si è veramente preparate a reggerlo.
  2. Perché sottoporsi ancora una volta all’umiliazione di sentire le solite mille scuse o addirittura vedere lui che cerca di scaricare su di voi le colpe del fallimento? Non ne vale la pena.
  3. Il confronto può rivelarsi una trappola: può convincervi a un’ultima scopata insieme (fa malissimo al codice del silenzio) o addirittura a “rimanere in contatto” o peggio “amici”, condannandovi ad altri mesi di agonia. Meglio non rischiare.
  4. Potrete trovarvi di fronte a un muro di gomma, un amante cambiato, che parla della moglie come di un rinnovato amore mentre fino a una settimana prima la voleva lasciare. Potreste ritrovarvi davanti all’ombra di chi avete amato, un essere cinico e silenzioso (o che dice cose terribili) che vi farà del male. Ancora. Perché subire tutto ciò?
  5. vederlo avrà un costo emotivo superiore a quello di non vederlo. E di non parlargli.
  6. Chiedetevi se non vi avviate al confronto con la recondita speranza che lui torni sui suoi passi. È normale intendiamoci, ma se sotto sotto è l’unica vera motivazione dell’incontro preparatevi a una delusione cocente.
  7. Quello che succederà al confronto per colpa sua potrebbe rovinarvi in due ore tutto quello che c’è stato di bello fra di voi nel passato. Salvate almeno i ricordi.

Ok abbiamo fatto l’elenco dei pro e contro ma cosa fare veramente? Confronto si o no?

Penso che il confronto finale ci voglia per tutti. E Per tutte le ragioni elencate nei pro, ma anche per quelle contro.

I contro devono servire a rendervi conto che l’uomo che avete amato e che diceva di amarvi non c’è più o non c’è Mai stato, se dal ripercorrere con lui tutte le tappe della vostra storia ne escono troppe truffe e menzogne.

Il confronto è un percorso finale, una catarsi, che sul momento magari vi darà solo dolore, ma che saprà lavorare dentro di voi e far funzionare il codice del silenzio che seguirà, quello vero, totale anche grazie a quest’ultimo confronto.

E se fosse negativo e tombale sarà servito per capire che era finita davvero, e ognuno dei due era destinato a una vita diversa, opposta ma libera da pesanti e inutili (ormai) legami psicologici.

Dunque il confronto finale Va fatto, anche se lo chiede lui. E se lo chiede lui purtroppo in nove casi su 10 è per convincervi a continuare più o meno così, a dargli tempo (ancora!), non è per mostrarvi l’atto di separazione. Andateci, consce che i suoi tentativi di farvi fare l’amante a vita devono rappresentare il suo confronto finale quanto fallimentare.

E se lui rifiuta il confronto? Usate la vostra rabbia e delusione per la sua vigliaccheria per tumularlo immediatamente (se non si farà più vivo, ma è una minoranza) o per aspettare il suo cadavere in riva al fiume della vita. Passeranno al massimo pochi mesi perché chieda lui un incontro (nel frattempo il suo matrimonio non sarà migliorato): sarà il momento di negarglielo voi. Perché il vostro lo avete avuto nel momento del suo rifiuto a incontrarvi, la madre di tutte le vigliaccate.

Sincerely yours

Ps

Anche se come foto ho scelto mezzogiorno di fuoco il vostro confronto finale non deve essere un duello o un party degli insulti e delle accuse. Nessuna sparatoria: il confronto deve essere “letale” nella sua oggettività ma corretto, persino educato. Dite quello che pensate e credete. Per l’ultima volta e che sia davvero l’ultima. 

Quanto sei disposta a sopportare per lui?

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Quanto sei disposta a sopportare per tenertelo?

Esiste una top ten (e più) di nefandezze che un uomo può dire e fare e che l’amante non dovrebbe sopportare.

Di fatto, per amore, molte di voi le sopportano. E non una, che basta e avanza, ma più di una.

Ve le digerite perché pensate: in fondo sono un’amante, sapevo che c’erano dei limiti. Sapevo che avrebbe potuto darmi fino a un certo punto. E poi date più peso ai momenti belli, quelli che vi fanno sopravvivere come un fiore in un deserto (foto Pixabay).

Non è un ragionamento sbagliato, è giusto nelle condizioni di amante porsi dei limiti e guardare il mezzo bicchiere pieno. Ma bisogna anche chiedersi quali limiti Non si possono valicare.

Ci sono parole e atteggiamenti che non possono essere accettati, che non possono essere nascosti sotto il tappeto delle cose belle recenti o passate (il sesso strepitoso, le sue affettuosità, i suoi entusiasmi, il fatto che solo lui vi abbia fatto provare certi sentimenti) perché sono la prova lampante che non solo lui non vi ama, ma non vi rispetta neanche e, di fatto, annullano tutto quello che c’è stato di bello, col tempo anche a livello di ricordi. Il bello, troppo spesso, si rivela contingente. Gli amici si vedono nel momento del bisogno, non solo quando si fa festa. 

Una volta un seriale mi disse: le donne bisogna educarle. No, non era una battuta, era convinto di quello che diceva. Era convinto che le donne vanno sottoposte a test periodici di sopportazione, con l’intento di capire quali margini di manovra e di potere ha un uomo sulla sua “amata”. Dalla possibilità di ottenere la massima tolleranza per la sua vita coniugale fino al punto di tollerare che lui abbia altre amanti, o sparisca per settimane, mesi, senza farsi quasi sentire. Sembra incredibile ma è così.

Ma lasciamo stare i casi limite dei seriali, che sono numerosi ma sono comunque il peggio del peggio: gli amanti maschi “standard”, tranne quelli davvero, sinceramente, senza riserve innamorati e che un domani (domani, non secoli) vi sceglieranno definitivamente creando una nuova famiglia con voi, mettono tutti alla prova nel tempo la vostra tolleranza.

L’egoismo maschile e il culto della convenienza fanno sì che anche l’amante più Apparentemente carino e accudente si comporti come un bambino, prima o poi. Il bambino fa il capriccio per testare la tenuta del genitore: se io piango o faccio il muso il genitore passerà sopra la marachella? Mi comprerà il giocattolo anche se non me lo merito? Lo fa anche l’amante più coinvolto, figuriamoci quello che ha retropensieri di sfruttamento.

E poi c’è la buona fede, la sincerità, la serietà anche nel fare l’amante.

Quando vivevo nella mia grande casa a Venezia, mia nonna gestiva quella che una volta si chiamava servitù, un gruppo di persone che accudivano la famiglia e quel labirinto che rappresentava il piano nobile del palazzo dove vivevamo. Un giorno nonna mi porta da una sua amica: altro palazzo, stesso numero di personale. Per quanto avessi dieci anni, avevo notato il disordine e la trasandatezza della casa, e non mi spiegavo il perché visto che vedevo tutte queste persone apparentemente indaffarate esattamente come a casa mia. Puliscono male, mi spiegò mia nonna. E puliscono male perché si sono accorte che “possono” pulire male. Vedi Alessandro, le persone sono divise in professionisti e tira a campare, tra uomini in buona fede e approfittatori. Se tu sei la padrona di casa e lasci fare, passi sopra alla mancanza di pulizia, chi se ne deve occupare se ne accorgerà e se ne approfitterà. A meno che sia in buona fede: allora tu glielo fai notare, la persona imparerà e la casa tornerà pulita. A meno che sia un professionista: un professionista fa il suo lavoro bene anche se chi lo paga è distratto. Gli altri se ne approfitteranno.

ma torniamo a quello che non si può dire e fare in una coppia di amanti. Ho raccolto, dai vostri commenti e testimonianze, frasi e situazioni limite che avrebbero dovuto farvi interrompere il rapporto immediatamente. O, se arrivate alla fine della storia, non farvi girare più indietro, neanche al suo ennesimo tentativo di interrompere il vostro codice del silenzio.

molte di voi hanno sopportato in nome del sentimento e della parte bella della storia (per quanto piccola), o per paura di perdere lui o nascondendo nella bad bank del cervello il vero significato di certe frasi. Lo ha detto perché è immaturo, perché non ha capito che mi fa male, perché è debole, perché è confuso, perché è succube della moglie o dei figli. Tutta polvere sotto il tappeto.

vediamole queste frasi: la vera traduzione segue sotto

abbi cura di te, ti amerò sempre!

che tradotto vuol dire: fuori dalle balle finalmente. Voi non avete idea di quanti uomini, soprattutto quelli che non hanno neanche il coraggio di lasciare ma vi fanno ammattire fino a farvi lasciare, tirino un sospiro di sollievo quando gettate la spugna. Finalmente libero, pensano. Niente più rotture di coglioni. Sono i più pavidi, perché hanno bisogno che siate voi ad andarvene. Così loro rimangono corretti, non vi hanno lasciate sole, non solo si preoccupano per voi ma vi ameranno per sempre. Abbi cura di te: tradotto ognuno per se è Dio per tutti. Ti amerò per sempre: con il biglietto in mano per il viaggio con moglie e figli già comprato da tempo (costa meno).

Dopo anni di amantato: tu non hai avuto pazienza

non solo avete dovuto lottare per anni con la speranza che lui decidesse di scegliervi ma, quando consumate dalla fatica emotiva dei suoi tira e molla avete detto basta, lui ha anche il coraggio di dirvi che dovevate aspettare. Magari bastava poco? Avete mollato a un metro dal traguardo? Che spregevole bugia: Pure la responsabilità del fallimento di una storia che lui non ha mai fatto decollare… che fortuna aver avuto il coraggio di mollarlo! Non sognatevi neanche per un secondo di pensare “forse dovevo resistere di più”.

Scendi dall’auto o allontanati perché devo parlare con mia moglie

si sa, gli amanti devono gestire anche le telefonate coniugali Cge arrivano sempre come la pioggia quando lavi la macchina, ma un conto è la normale complicità condivisa del silenzio quando chiama lei o lui un conto è che un dittatore imponga l’umiliazione di sparire dal luogo che condividete perché lui deve parlare liberamente con la titolare. Che tradotto significa lei è più importante di te al punto che non posso rimandare la telefonata, non te la voglio far ascoltare (come mai? La deve chiamare amore? Ma non erano in crisi?) e posso umiliarti dicendo esci, ordinandoti esci. A comando, come un robot. Se questo è amore…

Interrompe il coito per rispondere alla moglie

che dire? Non ci credete? Succede eccome. State puntando le vostre speranze su di lui? Ecco, avete la prova che neanche il sesso con voi è più importante della moglie. E se non lo è adesso domani? Quando gli chiederete di decidere? Coito interrotto rapporto sentimentale interrotto. Ah dimenticavo: e l’umiliazione di subire un affronto del genere la mettiamo sotto il tappeto dei sentimenti?

mia moglie è incinta ma fra noi non cambia nulla 

Cosa vuoi che sia un figlio. Non lo fanno mai ma è capitato. O, peggio, lei lo voleva tanto e io cosa dovevo fare? Quest’uomo non considera voi, non considera sua moglie e soprattutto non considera la responsabilità che ha nell’aver messo al mondo un figlio in regime di conclamata crisi coniugale. Un probabile innocente infelice come i suoi genitori. Come fate e farete a fidarvi di uno così?

Ho dovuto farci l’amore per stemperare la tensione

Si sa, i mariti non scopano mai con le mogli. Però poi quando scopri che lo fanno e lo devono ammettere inizia la commedia dell’assurdo. Erezioni impossibili compaiono come per miracolo, orgasmi che diventano immuni dal piacere, coiti nei quali lui inevitabilmente pensa a voi come se tutti gli uomini fossero in grado di estraniarsi dal momento contingente per fantasticare su di voi (pochissimi: è come se guardando un video porno dicessero che pensano a voi). Se poi lui giustifica il sesso coniugale per tenersela buona cosa dirà e farà domani per tenersela buona? E voi davvero credete che in una situazione del genere lui abbia parlato chiaramente alla moglie di crisi coniugale? Come no: non ti amo più ma scopiamo pure.

Lei mi ha sedotto io volevo tornare da te

Uomini scoperti dalla moglie sono capaci anche di questo. Se il coniuge è di quelli che non vuole vedere la realtà è non vuole assumersi nessuna corresponsabilità nel fallimento del matrimonio sarà gioco facile dell’uomo vigliacco scaricare le responsabilità del tradimento su di voi. Un uomo che fa questo non è andato in tilt, non è confuso o debole, non vi ha mai amato e alla prima vera difficoltà vi abbandona accusandovi. Cosa deve fare di più per schifarvi e cancellarlo anche dalla memoria?

soffro troppo rivediamoci 

Siete in codice del silenzio e lui si fa vivo con questa frase. Un barlume di speranza si accende nella vostra mente: senza di me ha capito che non ce la fa e questa sarà la volta buona. Traduzione del soffro troppo: IO soffro troppo, quindi interrompo il silenzio che tu hai dovuto adottare per colpa mia e lo faccio perché? Perché sono andato dall’avvocato e L’udienza di separazione è fissata? Ho una casa mia dove ospitarti da subito? No, perché SOFFRO TROPPO IO. dai una bella scopata e passa tutto. Basta che continui a fare l’amante. E le tue sofferenze? Interrompere il silenzio  per poi doverlo riprendere è come fratturarsi la stessa gamba durante la convalescenza. E ve la rompe lui, perché lui soffre. Che campione di amore e altruismo.

Scrivere solo mi dispiace dopo 40 righe di lei

lui ti ha lasciato. Non importa perché. Tante promesse in passato, poche spiegazioni alla fine. I figli, lei mi può rovinare, i sensi di colpa, le solite giustificazioni. Rimugini e non ti basta. E gli scrivi. Ti costa ma devi farlo. E tocchi tutti i punti. Belli e brutti. Tutte le contraddizioni, le falsità, le bugie, i bidoni, le promesse disattese. Lui ti risponde con un laconico mi dispiace. Traduzione: non me ne frega un cazzo. Non ci spreco neanche una risposta.

Rifiuta l’incontro finale

Assomiglia alla situazione del laconico mi dispiace solo che è più grave. Alla fine di una storia un incontro finale ve lo deve. Deve avere il coraggio di confrontarsi non per giustificarsi o recuperare, ma per rispetto, fosse anche solo per ascoltare e farvi sfogare. Non concedervelo è una mancanza di rispetto che cancella tutto quello che di bello c’è stato.

facciamolo oggi che mia moglie ha il ciclo

Siccome lui ha rapporti più che regolari con la moglie, oltre ai ritagli di tempo che devi subire ora ti fa subire anche quelli sessuali. Perché nei giorni ciclo free lei potrebbe accorgersi della differenza di prestazione se viene anche con te. Complimenti: tu per lui vali come il due di coppe a briscola quando comanda spade, cioè zero. Ma come fai ad accettare una cosa simile?

L’ho fatto perché è la madre dei miei figli

Sempre sul filone del io non scopo mai con mia moglie se non proprio obbligato ecco la scusa più demenziale che mi avete riferito. No comment. Meriterebbe un domani scopo mio cugino perché siamo parenti ed è pure carino.

io ti lascio libera ma se tu ti fai avanti mica ti fermo

Il finto altruista, quello che ti lascia perché pur amandoti troppo o più di tutti non può, spesso dichiara, anzi ti augura di trovare l’uomo della tua vita, ti “permette” di scoparti altri ma, attenzione, se vuoi rifarti un giro con lui o riprendere l’amantato mica so tira indietro. Insomma, per il tuo bene tutto. Un gelosone che ti ama ma siccome è altruista ti scoperebbe in condominio.

Forse il mio era solo entusiasmo

E me lo dici adesso? Ma vaffa!

 

queste sono solo alcune delle frasi testimonianze che ho raccolto. Aggiungete le nefandezze che mancano, che avete sentito o dovuto subire. Io ve le commenterò e tradurrò col vero retropensiero maschile.

 

sincerely yours

 

contatti: anpellizzari@icloud.com

 

Lui stacca il cellulare

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Lui stacca il cellulare. La sera. Nel weekend. In vacanza. Perché non devi chiamare. Interferire. Disturbare. Neanche provarci.

 

Staccare il cellulare e’ uno degli sfregi assoluti che un uomo puo’ fare a una donna.

 

Non solo non voglio comunicare con te, non solo ti impedisco di comunicare con me ma non mi fido neanche di te perche’ potresti chiamarmi quando ho detto (leggi ordinato) che non devi.

Non mi fido neanche di te.

Non voglio neanche pensare al fastidio di un tuo possibile messaggio.

non vali neanche il rischio di un messaggio, vali rischio zero

Il massimo dello schifo? Stacco il cellulare e non te lo dico neanche. Tanto poi ti dirò che non c’era campo, era scarico, nn prendeva, dormivo, dovevo lavorare, ero in riunione. Ma tu lo sai che sono tutte schifose scuse.

e poi che vuoi donna? Lunedì ti chiamo lo sai, è ci mettiamo d’accordo per un “pranzo” infrasettimanale o, se ti va bene, una riunione di sera forse anche di due ore

il tempo di scopare come piace a me

 

poi però staccherò il telefono

Se questo e’ amore 

Per scrivermi o parlarmi: anpellizzari@icloud.com

 

foto Pixabay

Se lui non accetta la road map degli amanti

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Ogni road map che si rispetti si basa sulla sua vera volontà di iniziare un vero percorso a tappe che lo porti alla separazione e a coronare il suo sogno con l’amante (se è vero!) in un tempo ragionevole che io vedo dura in media 12 mesi.

 

Quindi chi vi ama seriamente deve innanzitutto accettare questo percorso condiviso e smetterla di fare la “sua road map” falsa, fatta di non tempi e non tappe e impegni generici filosofico generalisti.

 

E lo accetta mettendo in atto il primo step di ogni road map che si rispetti: parlare con il coniuge e ufficializzare la crisi.

 

Non dico dire domani Ti lascio ma almeno ufficializzare la crisi di coppia e farla finita con l’apparente calma piatta e il coniuge ignaro totalmente della crisi in atto.

 

I 12 mesi sono il tempo medio statistico che ci mette un uomo che nonostante abbia tradito e continui a dire che ama l’amante e non la moglie ci mette per fare il primo passo (dichiarare lo stato di crisi) e arrivare all’ultimo (uscita di casa e separazione agli atti). Al lordo dell’ultimo Natale (per i figli) e delle ultime vacanze possibilmente in regime già diviso un tot con i figli un tot con voi. Pretendere tempi minori è possibile ma dipende da quanto siete insieme (se avete toccato e superato l’anno di amantato e non di più è possibile, se avete superato i due o tre questo è lo standard). Parliamo di un uomo che fino ad adesso parla di crisi in casa ma voi non sapete in realtà quanto sia ufficiale E di solito, al netto dai litigi musi e sesso ridotto al minimo non lo è. Toccherete con mano quanto è disposto a fare in fretta da come reagirà alla proposta di road map con tappe concordate e precise. Chi non ha buone intenzioni tende subito a svicolare e a prendere tempo o a ridurre il tutto a un Dammi tempo molto generico e senza date precise. Altro che anno!

 

Questo è il minimo sindacale. Se non accetta questo non vuole investire su di voi.

 

Molti cercano di prendere tempo e argomentano che “come si fa a dare una data potrebbe succedere di tutto”.

 

Potrebbe arrivare la fine del mondo. Un modo cialtrone per negare l’esistenza degli orologi. Non deciderà mai ci sarà sempre qualcosa da aspettare o che può accadere.

 

In questi casi la road map deve essere unilaterale. Mettetela voi: ti do tempo fino alla fine dell’anno, per esempio. Lui reagisce male o è aggressivo o peggio vi incolpa di non amarlo abbastanza e di non capirlo? È la prova delle sue vere intenzioni. Ultimatum!

se siete pronte o arcistufe ovviamente

Il cialtrone

Ho spiegato a mia figlia Rebecca, 10 anni, cho è il cialtrone. Ecco la sua interpretazione artistica
Ho spiegato a mia figlia Rebecca, 10 anni, chi è il cialtrone. Ecco la sua interpretazione artistica

 

Il cialtrone, per Treccani, è una persona priva di serietà e correttezza nei rapporti personali. Per questo, in amore, il cialtrone è spesso un seriale, un uomo che tradisce per scelta e superficialità di sentimenti.

Ma ci sono cialtroni in amore che non sono seriali ma solo… cialtroni.

Il cialtrone lo scopri quando vi lasciate, o meglio, si fa lasciare perché messo con le spalle al muro, o vi lascia ma vi vende la propria decisione come una scelta di nobiltà d’animo, lo fa per il vostro bene, non per i suoi interessi.

Dunque, scoprirete quanto lui è davvero cialtrone nel momento della resa dei conti: dopo un medio-lungo amantato, stufe di aspettare che lui si decida o metta in atto una delle tante promesse di vita in comune, vedendolo al palo o addirittura fare dei passi indietro gli imporrete la decisione finale.

Ecco, allora, cosa dirà il cialtrone rivelandosi per quello che è… ma attenzione: cercherà di apparire come un uomo dalla nobiltà d’animo, che rinuncia a voi con grande dolore e per proteggervi. Il cialtrone rinuncia a voi per il vostro interesse, questo è quello che vi venderà.

 

MERITI DI PIU’

Il cialtrone, dopo che per mesi o anni ha fatto di tutto, soprattutto a parole per convincervi che valeva davvero la pena continuare a fare l’amante, aspettare, avere pazienza e accontentarsi di prendere le briciole del suo tempo, ora che presentate il conto se ne viene fuori che non è che lui non vuole o non vi ama, ma che non vi può dare di più, e che voi meritate moooolto di più. Le vacanze insieme? Sarebbe stato bello ma è realisticamente impossibile, e tu meriti di più. Ma me le avevi promesse! Ma io le desideravo come te, ma non posso, e tu meriti di più. Ragazze, donne, se voi davvero meritavate di più ve lo doveva dire subito, non dopo aver mangiato tutto il menu del vostro ristorante. Facile mangiare a sbafo continuando a dire “poi saldo il conto” e alla fine non pagare perché i soldi non li ho. Non li aveva fin dall’inizio, cialtrone.

 

NON VOGLIO FARTI SOFFRIRE

Che tesoro questo cialtrone. Ti ha illusa, ti ha fatto digerire rospi come le vacanze con la moglie (magari pure in blackout di comunicazioni perché “sai quando ce lei non posso”), ti ha fatto piangere tutte le lacrime che potevi piangere, ti ha fatto interrompere due o tre codici del silenzio ripescandoti per il rotto della cuffia sempre a suon di promesse mai mantenute e adesso? Non voglio farti soffrire, quindi meglio fermarsi qui o, peggio, il vigliacco ti dice: “se lo ritieni necessario ci fermiamo qui”. Il massimo del cialtrone aggiungerà: “possiamo rimanere amici”. A lui non gliene frega nulla che soffriate, magari ha un goccio di senso di colpa, ma gli passa in fretta e sopravviverà benissimo. Anzi, una volta liquidate, verrà colto da un senso di liberazione che ho visto troppe volte sulla faccia di tanti uomini.

 

VOGLIO MA NON POSSO

Che cosa distingue il cialtrone da un altro uomo che vi lascia dicendo la stessa frase? Che il cialtrone non solo ve lo dice alla fine della storia, alla presentazione del conto, ma fino a un minuto prima vi aveva promesso casa, figli, vita in comune e la qualunque. Il Voglio ma non posso uomo normale invece lo dice subito, cioè anche nella fase post-ludica, quando da amanti “ci divertiamo e basta” siete diventati “sento qualcosa per te e non voglio rinunciare a te”. Il cialtrone passa dal Voglio e lo farò al Voglio ma non posso. Solo che gli impedimenti che c’erano quando voleva e diceva che lo avrebbe fatto sono gli stessi. Ha barato fin dall’inizio. Solo che ve la vende come una cosa successa all’ultimo minuto.

 

SE SOLO TI AVESSI CONOSCIUTO PRIMA

Il cialtrone deve rabbonirvi. Vi sentite deluse, arrabbiate, siete giustamente aggressive per le ingiustizie subite, perché l’evidenza dei fatti è forte, le sue incongruenze, le balle scoperte, i tira e molla sono troppi per mettere la testa sotto la sabbia ancora una volta, anche se per amore. E allora lui cerca di dare la colpa al destino beffardo, vi ripete che siete la donna della sua vita ma che siete capitate nel momento sbagliato o troppo tardi, e che il destino ha tirato un brutto gancio a tutti e due. Mente e cerca di apparirvi vittima alla pari di voi. Il destino non c’entra. La moglie c’era già prima. E per quanto ne abbia parlato male, per quanto abbia dipinto la sua vita come triste, lui oggi scegli sua moglie. Dire se ti avessi conosciuto prima è come dire se fossi nato ricco. I cialtroni danno sempre colpa agli altri, se la prendono persino con il destino, ma sono gli unici responsabili di quello che è successo.

 

DOVRESTI VIVERE LA TUA VITA

Che nobiltà d’animo! Lui non può accontentarvi come vorrebbe, vi ama più di ogni donna al mondo (tranne la moglie i figli e la comunione dei beni) ma è disposto, cavaliere templare a Gerusalemme circondata dagli infedeli, a digerire che voi possiate rifarvi una vita, che tradotto vuol dire avere altre storie d’amore, anzi trovare la vera storia d’amore. Le più dipendenti e obnubilate dall’amore per lui mi scrivono: pensa quanto mi ama, è disposto a sacrificarsi e a tollerare che io possa andare con un altro. Che nobiltà d’animo. Il cialtrone invece vede il terzo comodo come un mezzo per liberarsi di voi in modo indolore, solo che ve lo vende cialtronescamente come suo altruismo. E si frega le mani se trova uno che vi distrae. Quando si accorge che il tempo delle eiaculazioni gratuite è finito, e il prezzo da pagare per continuare è troppo alto, passa volentieri la palla. Geloso? La gelosia è il termometro dell’amore e lui, anche se si presenta paonazzo per la febbre, ha fatto il trucco dello studente: il termometro lo ha messo sul calorifero. Trucco da cialtrone.

 

RECUPERA CON TUO MARITO

Forse senza la mia interferenza dovresti davvero vedere se il tuo matrimonio è irrecuperabile. I cialtroni vi dicono anche questo. Quando vogliono liquidarvi, quelli che magari hanno un edonismo forte e quindi non sono così contenti di sapervi a letto con un concorrente, arrivano a farsi piacere il marito che vi ripropongono come se loro fossero il vostro migliore amico, una persona non coinvolta sessualmente e sentimentalmente con voi, o comunque un eroe in grado di mettere davanti ai suoi stessi interessi e sentimenti quello che conviene per te. In realtà il cialtrone sta cercando un suo sostituto che ti ammansisca in questa fase di grande e inaccettabile fregatura, e vede nel marito il male minore. Che schifo.

 

POVERINO È UN DEBOLE

Quante di voi, di fronte a certi atteggiamenti, invece di riconoscere la firma del cialtrone mi dicono: ma sai non è cattivo, è stato davvero innamorato, è solo un debole. E così lui è riuscito nell’intento non di passare per quello che è, un cialtrone scorretto come un cialtrone, ma per una persona che non ce la fa, che ci ha messo quello che poteva ma poi non ce l’ha fatta. Un po’ come quando vi dice che di malavoglia ha dovuto procurarsi un’erezione sufficiente per un rapporto completo per accontentare la moglie insistente (anche se non lo fanno mai: ma allora perché la moglie insiste?), e che non ha goduto quando ha avuto un orgasmo con lei, magari simultaneo. Ragazze sveglia: il cialtrone premedita tutto. Mentre è a letto con voi e guardate le stelle favoleggiando dalla camera d’albergo, lui già pensa al ritorno a casa e a smacchiare le camicie. Non è un debole, è un cinico pianificatore. È il cagnolino che fa gli occhioni e scodinzola ma se gli tocchi la pappa morde. E la pappa non sei tu.

 

POVERINO È TANTO DEPRESSO E DISTURBATO

Chi se la prenderebbe mai con un malato di depressione, uno che per stare con voi si è trovato fra l’incudine e il martello e il cervello non risponde più? Voi? Mica siete un’arpia, mica ve la prendete con i malati e i vicini ad andare fuori di testa, con un uomo che piange come un bambino! Avete tirato talmente la corda che lui è prima confuso, poi ha comportamenti da disturbato, e ora è depresso, deve prendere i farmaci e andare dallo psichiatra! Se avete a che fare con un cialtrone vi basterà aspettare: mentre avete deciso di lasciarlo in pace e non disturbarlo perché si riprenda e si curi, prima o poi farà una mossa falsa, dimostrando che fa una vita normale. Come un falso invalido che cieco si fa un giro in bici il cialtrone prima o poi si farà beccare sorridente su qualche social con la moglie. A voi credere all’ennesimo “l’ho dovuto fare perché me lo ha chiesto lei”. Usare la salute è uno dei trucchi più gettonati dal cialtrone.

 

Insomma, il cialtrone vuole liberarsi di voi facendo anche la figura del corretto, del nobile d’animo che è disposto a rinunciare a quello che gli interessa di più per il vostro bene. Ma non vede l’ora di liberarsi di voi, ormai troppo ingombranti, il gioco dell’eiaculazione a go go ha fatto il suo tempo e lui ve la vende come la grande rinuncia. Lui ha rinunciato al suo grande amore, voi.

 

Perché tutta questa fatica? Non può liquidarvi e basta? Eh no… Lui vuole uscirne bene con voi e con gli altri. Non vuole fare la parte dello stronzo, non vuole che voi raccontiate alle vostre amiche che M è, non vuole farvi incazzare e dover subire le vostre scenate. Ha paura di voi.

Il capolavoro del cialtrone è lasciarvi convincendovi che avete fatto voi la cosa giusta, che in fondo è una vostra scelta e che lui non ha colpa, ha fatto di tutto per realizzare il sogno. E se un giorno lo accuserete di una delle sue mille colpe perché magari scoprirete che ha una nuova amante avrà anche il coraggio di dirvi: ma sei stata tu a lasciarmi!

La punizione per il cialtrone? L’oblio. Totale. Si rifarà vivo. Trattatelo come un fastidioso e inutile venditore del nulla. Utile come uno scarafaggio sul balcone

Sincerely yours

Dedico questo scritto a Luce, una Superdonna che ha incontrato un cialtrone che l’ha fatta soffrire certo, che l’ha illusa certo, ma che lei ha liquidato per sempre e in pochi mesi trovando oggi il vero amore. Fate Luce sui cialtroni!

 

Chi volesse scrivermi o avere un contatto telefonico: anpellizzari@icloud.com

 

 

 

 

 

 

 

 

Lui dice stop al sesso

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Lui dice stop al sesso

Nell’era dei cosiddetti morti di F sembra impossibile che un uomo dica stop al sesso o non passi dal dire al fare.

Niente succede per caso nella mente maschile, e molto di quello che fa un uomo o sceglie di non fare risponde al bisogno contingente, al suo egoismo e a criteri di convenienza.

Quindi perché l’uomo medio, dominato notoriamente e mediamente dalle sue pulsioni sessuali, rifiuta o evita o pone uno stop al sesso?

Dipende dalle circostanze.

Vediamole insieme

SESSO VIRTUALE SÌ REALE NO

Lui vi ha agganciata sui social ed è riuscito a penetrare le vostre difese ed entrare così in confidenza con voi da iniziare vere proprie chat erotiche, più o meno spinte, in certi casi con scambi di foto, fino a telefonate e videochat sexy. Insomma, manca solo l’incontro reale e il rapporto sessuale, per il resto c’è tutto. Un incontro che non avverrà mai, perché lui non lo vuole pur dichiarando di desiderarlo più di tutto. Il motivo nascosto?

  1. Vive di sesso virtuale. Non sono rari gli uomini che preferiscono il sesso virtuale a quello reale, me lo raccontate in tante. Sostituire un rapporto normale a uno fai da te, due ore di appagante sessione a letto con tre minuti di masturbatoria non lo trovo normale se diventa la regola e l’esclusiva, ma lascio l’analisi sulle eventuali disfunzioni sessuali (palesi o nascoste) e comportamentali ai veri esperti. Qui mi interessa quello che interessa a voi: la regola è “facciamo quello che piace a tutti e due in modo consenziente, non imposto e truffaldino”. Quindi se a voi sta bene giocare al porno virtuale contenti tutti (occhio a scambiare foto e video vostri con quelli che, confidenza o no, rimangono perfetti sconosciuti). Se invece, come succede nella maggior parte dei casi, voi intendete il sesso in chat come un antipasto sessuale, un modo spinto di entrare in confidenza con qualcuno che così, a distanza, vi piace come modo di fare, in attesa del piatto forte, dell’incontro vero e proprio con amplesso annesso, preparatevi alla delusione. Soprattutto se lui esagera nel descrivervi come la donna migliore che ha conosciuto, la più bella e sexy, vi chiama fidanzata, favoleggia una vita in comune, si dichiara follemente innamorato, colpito da un fulmine a ciel sereno. Ma siamo matti? Manco vi conosce. Manco vi ha vista (in foto e in video? Ragionate…). Manco vi ha toccata e siete già la donna della sua vita? Non trovate tutto ciò assurdo e innaturale? Certo, voi pensate presto ci vedremo e toccherò con mano (ridete pure)  chi è veramente, e quindi gongolate salvo buon fine per le sue parole dolci, ma poi non vi lamentate se questo segue il suo repertorio classico. Quale? Quello di promettere e fissare appuntamenti veri che poi bidona, rimanda, fa saltare con mille scuse. Proponete allora voi di raggiungerlo, anche se è lontano: guai! Non si può! Vengo io! Ma non viene mai, se non in cam o chat assistito. A un certo punto sparirà, vi bloccherà su social chat e telefono: siete diventate troppo pressanti e reali, lui è già passato al prossimo amore (virtuale) della sua vita. De gustibus… ma almeno voi non soffritene come se fosse stato un amore vero!
  2. La lontananza. Tesoro io farei sesso vero con te dalla mattina alla sera ma siamo troppo lontani! Continuiamo così, poi si vedrà. La scusa del troppo lontani mi ricorda quella del marito che parte per le vacanze con la moglie e impone all’amante il no contact assoluto “perché c’è lei”, come se fosse impossibile trovare nemmeno un minuto per una telefonata, manco un messaggio. Sei troppo lontana nell’era dei voli nazionali e pure low cost e dei treni ad alta velocità è una presa per i fondelli. Possibile che un uomo che si spertica in lodi nei tuoi confronti o si sbilancia parlando addirittura di amore non riesca a organizzare una notte con te? Non fatevi prendere per i fondelli.
  3. È sposato e pensa che tradire via chat non sia tradimento vero. Di solito si tratta di un uomo che ha un matrimonio che da tempo zoppica soprattutto per questioni sessuali (sesso coniugale poco e male), che desidererebbe farsi l’amante ma la fifa di essere scoperto o di incorrere in guai è troppa. E allora che fa? Cerca donne nei social disposte a fare sesso virtuale. Chi si accontenta gode. Ma non aspettatevi da questo tipo di uomo non il grande passo, neanche quello minimalista della scopata vera.
  4. Non gli piacete. Ci sono uomini, questi davvero morti di F, che se la fanno bastare. Guardano la vostra foto sui social e si dicono: non mi piace ma le tettone in bella mostra mi arrapano. Non mi piace ma secondo me questa ha voglia e ci provo. E ci provano. Vi riempiono di complimenti, vi dicono che siete bellissime ma nella vita reale non vi porterebbero neanche a cena. L’insistenza unilaterale a fare sesso virtuale senza neanche lo straccio di vediamoci per un caffè dovrebbe insospettirvi e portarvi a non contribuire all’aumento dei suoi calli.

IL NOVELLINO

Cinque uomini di dieci (stima ottimistica) hanno tradito almeno una volta. Fra questi cinque ci sono molti seriali ma anche molti sposati neofiti del tradimento. Uomini che sognano da mesi, a volte anni, di godersi un fuoripista che spezzi la loro triste routine. Ma quando ne hanno occasione, nella vita reale o virtuale, non hanno il coraggio di fare il grande passo. Anche questi, come i virtualoni del sesso, si sprecano in complimenti e grandi corteggiamenti, ma poi al dunque si tirano indietro. Appuntamenti mancati, ritardati, bidonati. Fino a sparire. Peggio sono quelli che magari dopo un medio lungo tira e molla (che pazienza avete voi, troppa nella speranza che sia quello giusto) ce la fanno e vengono a letto con voi. Perché peggio? Perché invece di godersi e farvi godere delle belle scopate lui alternerà momenti di défaillance da ansia da prestazione a periodi post bellici di profondi sensi di colpa tirandovi sceme e rovinando una delle cose più belle e naturali del mondo, il sesso. Ma se te la fai sotto perché ti senti un peccatore investi le tue risorse a recuperare in famiglia, invece di fare il playboy con le lacrime di coccodrillo. Questi uomini, oltre a essere pesanti, possono lasciare brutte cicatrici sulla vostra autostima, non sottovalutateli. Anche perché ci sono ignobili che danno  la colpa a voi se l’argano dell’organo si inceppa. E non è piacevole sentirselo dire.

HA UN’ALTRA

Il no sex d’improvviso è anche sintomo di corna in atto. Non in vista, già in atto. Perché l’uomo medio, nel suo mondo delle convenienze, se vi sta sostituendo con un’altra, aspetta all’ultimo momento per liquidarvi ma il campo per l’ultima partita lo sfrutta fino all’ultimo, perché ormai “era pagato”. Quindi non stupitevi se solo ieri aveva dormito con voi e oggi vi dà il benservito. Vuol dire che un’altra è già entrata nel suo letto. Quindi, se è “coraggioso” la liquidazione arriverà dall’oggi al domani, se non lo è il benservito arriverà gradualmente con uno show down di prestazioni sessuali. Le notti d’amore si tramuteranno in sveltine, i lunghi preliminari di dedizione in veloci amplessi a senso unico fino al colmo dei colmi, il rifiuto a ricevere del sesso orale da voi generosissime offerto nonostante tutto, roba che non rifiuterebbe neanche un soldato ferito in prima linea e sotto un bombardamento. Fine sesso fine voi, avanti l’altra.

L’AMANTE PENTITO

Spesso perché viene scoperto dalla moglie ma anche perché ha esaurito le scuse per farvi fare l’amante per sempre (magari dopo anni di promesse e progetti), l’uomo amante chiude il rubinetto del sesso non tanto perché non ne abbia più voglia (in questo caso l’altra non è una nuova, ma la moglie riesumata) ma perché, entrato nel mood della ricostruzione matrimoniale, crede di emendarsi dei peccati precedenti (milioni di scopate e numeri da circo) con una nuova castità che pratica nei vostri confronti, mentre riprende timidamente ma con rinnovata volontà la sessualità coniugale. Questo fioretto di ritrovata fedeltà serve a lui per raccontarsela: così come raccontava a voi che non si scopava la moglie da lustri così vi racconterà che è confuso, non se la sente, la sua mente è occupata da mille dubbi sulla sua vita, i figli, le rate dell’auto. In realtà è ancora in grado di avere erezioni, ma sono tornate coniugali. In fondo è come quando vi confessava “sì ho dovuto fare sesso con lei, ma non ne avevo voglia (che avrà usato il gesso?) e quando sono venuto non ho provato nulla”. La grande bugia che si racconta? È che nel mettervi da parte a letto (molti vi propongono di rimanere amici, scusate se rido) lui crede di poter andare dalla moglie (nel caso saltasse fuori la vostra storia) e dire: non la tocco da mesi, lei ha insistito ma io ho resistito. Lui un santo, voi la zoccola. Orrori maschili.

In conclusione, quando il motivo numero uno di tradimenti e inizi di storie infuocate viene meno, non decolla o sparisce, con esso viene meno non nasce o sparisce quella che lui vi ha descritto come la più grande storia d’amore del secolo. Un sintomo inequivocabile da non sottovalutare mai.

Sincerely yours

Per chi volesse scrivermi o contattarmi telefonicamente anpellizzari@icloud.com

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Uomo che piange non ama

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Uomo che piange non ama

Una volta il pianto era esclusivo appannaggio femminile, tanto che non pochi uomini erano e sono soliti arrabbiarsi perché “quando sei in difficoltà piangi sempre, mi disarmi con le lacrime e tenti di risolverla così”.

Come se il pianto femminile fosse una scorrettezza nel dialogo di coppia mentre, come scopriremo, spesso lo è se usato al maschile.

Peccato che il pianto sia un moto profondo dell’animo femminile, non una debolezza o, come pensano alcuni di noi incapaci di elaborare emozioni sincere e profonde, una mossa strategica.

Oggi il pianto al maschile è sempre più frequente. Piange l’uomo che “non riesce” a decidere fra la moglie e l’amante. Piange l’uomo che ti ha costretta al codice del silenzio forzato perché ha tradito tutte le sue promesse ma vuole tornare con te. Piange il marito scoperto con un’altra dalla moglie per restare a casa, e tu così scopri di colpo che quella che lui descriveva come un’ombra della sua vita conta eccome, conta tanto che lui sceglie lei. Piange l’uomo che parte per le vacanze con lei, perché ti amo troppo ma… piange lo stesso uomo al rientro delle vacanze, dopo non essersi fatto vivo per due settimane neanche con un messaggio, piange per rientrare nel tuo letto.

Lui piange quindi mi ama: quale prova d’amore più sincera e spontanea. Se piange lui mi ama, nonostante tutto, molte di voi mi dicono. Se piange, nonostante quello che fa nella realtà, “in fondo” mi ama.

Lacrime di coccodrillo.

Recita Wikipedia: Il detto trae origine dal mito secondo cui i coccodrilliverserebbero lacrime di pentimento dopo aver ucciso le loro prede o dopo averle divorate. Esistono diverse varianti di questo mito; spesso la credenza è riferita in modo specifico al caso di coccodrilli che divorano prede umane, ma in alcuni casi viene anche riportato che a piangere sarebbe la femmina di coccodrillo che ha appena divorato i propri piccoli.

Ho visto con i miei occhi uomini piangere al telefono con l’amante per rabbonirla e poi dopo due secondi ridere e scherzare con gli amici.

Ho sentito con le mie orecchie di pianti seguiti da chat e richieste di amicizia ad altre donne, un minuto dopo che il coccodrillo aveva digerito il confronto con la partner ignara, che pure, dopo averlo cazziato per qualche peccato reale e fondato, di fronte al pianto si è prodigata a consolarlo.

Ho letto di storie dove lui piange per farsi perdonare dopo avervi tirato uno schiaffo. Ignobile pianto di un violento contro le donne.

Tutti questi imperdonabili piangono per strategia e per ottenere qualcosa. Lacrime false.

Ma ci sono lacrime vere? Sono convinto che certi uomini piangano perché si sentono male, sentono dolore per amore, è successo anche a me.

Fatta la tara ai caratteri piagnoni, quelli che della lacrima fanno un mezzo di comunicazione ordinario (l’amica e collega scrittrice Eliselle parla di uomini col ciclo) come riconoscere lacrime vere da quelle del coccodrillo?

Fatti care amiche, ancora una volta dai fatti.

Quanto vale il pianto di un uomo che vi ha tradito e continua a tradire? Di quello che ha disatteso per l’ennesima volta le sue promesse? Di quello che vi ha mentito spudoratamente su cose molto importanti e continua a mentire?

Nulla. Il pianto non è amore in questi casi, è un’ultima carta che si gioca l’uomo scorretto dentro l’anima per farvi fare quello che vuole lui, ancora una volta.

Diffidate del pianto maschile, se non è seguito da fatti che giustifichino una cosa importante come la lacrima.

Solo l’uomo coccodrillo piange per uno scopo. Gli esseri normali piangono per dolore o per felicità.

Diffidate del pianto facile e mirato: non è amore. L’uomo che ama davvero piange per commozione e felicità perché non deve lasciare o procurare dolore a se o all’amata. L’uomo che ama non piange, si commuove sull’altare con voi e perché gli donate vostro figlio, suo figlio 

Sincerely yours

Foto Pixabay

 

 

Uomini e amore: dal tutto al niente

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Osservo in spiaggia a Rimini una giovane coppia, e mi colpisce quanto lui si dimostri disponibile anche nelle piccole cose, trattandola come una regina. Come si dimostri paziente

Li osservo giocare a racchette sul bagnasciuga. Lei assolutamente non in grado di ribattere una palla,

Lui premuroso fino all’esaurimento nervoso pur di farla giocare e divertire. Lei immobile su due piedi, lui sempre più vicino per tentare l’impossibile, e cioè farle toccare palla. Alla fine solo due spanne li dividono uno dall’altro. Il gioco è impossibile ma loro sembrano contenti. Sono vicini

Lui ha pazienza

Poi li incontro di nuovo ai giochi dei bambini. Lei sull’altalena, lui che la spinge sorridente, poi si infilano nella carrozza di cenerentola, lui novello principe azzurro e lei senza scarpine. Se ne vanno a manina.

Mi fanno tenerezza, ci siamo passati tutti nella fase idilliaca dell’amore, infantile, a tratti ridicola ma bellissima. Io ci credo ancora

Ma poi il morbo del blog e dell’analisi dei comportamenti maschili mi assale come al solito e mi chiedo: ma com’è che noi uomini passiamo dal tutto al nulla con voi? Com’è che a un certo punto, e a volte è solo questione di settimane, mesi, siamo disposti a essere accudenti e pazienti per poi farvi precipitare nell’abisso del non conti nulla con una aridità che mai avreste sospettato?

Guardando i due fidanzatini ho pensato: sono giovani, lui non è ancora corrotto nei sentimenti da quello che è il Dio del maschio a due teste, l’egoismo e la convenienza.

Tento anche di scacciare il morbo del giornalista, quello del pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca e che, dietro a ogni comportamento umano ci sia sempre un tornaconto o un motivo recondito. E che mi fa pensare, in un lampo, che forse lui si comporta così perché lei non gliel’ha ancora data, o sono al capitolo uno del kamasutra e lui ha una voglia matta di mettere in pratica più capitoli possibili. Sono giovani, magari lui prova ancora gioia nel giocare a racchette con un palo punto e basta.

Scaccio il pensiero dell’opportunismo maschile già attivo a vent’anni ma mi chiedo: perché noi maschi ci trasformiamo, con l’età e l’esperienza con le donne, in peggiori e non in migliori, almeno nella maggioranza dei casi, a vedere l’epidemiologia di coppia?

In una storia, col passare del tempo, perdiamo innanzitutto la virtù della pazienza. Siamo diversi noi e voi: spesso ci piacciono cose diverse, voi sapete fare (molte) cose diverse da noi. Ma se vi amiamo abbiamo pazienza, come quel ragazzo: è irritante giocare con un palo, ma lui ci mette tutta la sua pazienza. È il suo amore per lei che parla o la solita attesa e investimento per la solita cosa?

La pazienza è un metro dell’amore, come la gelosia e il tempo dedicato. Se vi amiamo siamo pazienti, passiamo sopra anche a quei piccoli grandi fastidi quotidiani,  alle differenze che potenzialmente ci dividono sulle piccole cose (vogliamo parlare dell’esco subito cioè fra trenta minuti? Del sono pronta e passano venti minuti? Del telefono perennemente occupato?)  “fastidi” che un uomo non si accollerebbe mai.

Non si accollerebbe mai se non per amore o per interesse?

Il famoso carro dei buoi si è visto superare troppe volte da vostri annessi cutanei intimi per essere ottimista.

Superata la pubertà dei sentimenti, dove siamo più simili e oltre al testosterone c’è spazio anche per le farfalle nello stomaco e il batticuore, in una storia agli esordi, al netto dei colpi di fulmine e degli amori istantanei rarissimi, l’uomo si “innamora” in primis del quanto siete figa e ha in testa una cosa sola: portarvi a letto.

Quanto sia disposto a pazientare per ottenere il risultato dipende dalla vostra bellezza, dal vostro fascino, da quanto lo prende e da quante donne ha in ballo, papabili e non per le mani.

Non dipende dall’amore e Ogni limite ha una pazienza, diceva Totò: passi il gioco delle racchette col palo, passi rincorrersi per i giardinetti  e pici pici bau bau cinguettando per la strada come due uccellini, a un certo punto il maschio medio adulto deve vedere cadere la mela.

Ripensando ai due giovani, soverchiato dal lato oscuro della forza maschilista, già mi vedo quello delle racchette che alla fine della giornata, davanti al portone della sua bella, invece di sentirsi dire sali riceve un bacetto. Ma come, ti ho fatto giocare, ti ho spinto sull’altalena, ti bacio da ore che non ho più saliva, zoppico per l’erezione continua , siamo andati a cena e questo è il risultato? Altro che pazienza…

Insomma, più andiamo avanti negli anni e collezionando donne, più la virtù della pazienza, che è anche attenzione e ascolto, è amare, scende di margine.

Un po’ come il bacio: all’inizio ci si bacia tantissimo e poi si finisce con usare il bacio come sfuggente preliminare dell’amplesso o, peggio, come saluto standard tipo parenti.

Una volta una donna mi ha detto: solo i liceali si baciano. Forse. Ma che peccato non avere la voglia di baciarvi di più e sempre.

Se la voglia di fare certe cose, anche di avere pazienza scappa, scappa anche l’amore. O non avrà il tempo di decollare.

Ps: e voi quanta pazienza avete con noi? Spesso disumana. Siete sempre voi le migliori, noi siamo disturbati da quisquiglie come il vostro telefono occupato o che non prende. Dovremmo prostrarci ai vostri piedi.

Sincerely yours