Uomo che piange non ama

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Uomo che piange non ama

Una volta il pianto era esclusivo appannaggio femminile, tanto che non pochi uomini erano e sono soliti arrabbiarsi perché “quando sei in difficoltà piangi sempre, mi disarmi con le lacrime e tenti di risolverla così”.

Come se il pianto femminile fosse una scorrettezza nel dialogo di coppia mentre, come scopriremo, spesso lo è se usato al maschile.

Peccato che il pianto sia un moto profondo dell’animo femminile, non una debolezza o, come pensano alcuni di noi incapaci di elaborare emozioni sincere e profonde, una mossa strategica.

Oggi il pianto al maschile è sempre più frequente. Piange l’uomo che “non riesce” a decidere fra la moglie e l’amante. Piange l’uomo che ti ha costretta al codice del silenzio forzato perché ha tradito tutte le sue promesse ma vuole tornare con te. Piange il marito scoperto con un’altra dalla moglie per restare a casa, e tu così scopri di colpo che quella che lui descriveva come un’ombra della sua vita conta eccome, conta tanto che lui sceglie lei. Piange l’uomo che parte per le vacanze con lei, perché ti amo troppo ma… piange lo stesso uomo al rientro delle vacanze, dopo non essersi fatto vivo per due settimane neanche con un messaggio, piange per rientrare nel tuo letto.

Lui piange quindi mi ama: quale prova d’amore più sincera e spontanea. Se piange lui mi ama, nonostante tutto, molte di voi mi dicono. Se piange, nonostante quello che fa nella realtà, “in fondo” mi ama.

Lacrime di coccodrillo.

Recita Wikipedia: Il detto trae origine dal mito secondo cui i coccodrilliverserebbero lacrime di pentimento dopo aver ucciso le loro prede o dopo averle divorate. Esistono diverse varianti di questo mito; spesso la credenza è riferita in modo specifico al caso di coccodrilli che divorano prede umane, ma in alcuni casi viene anche riportato che a piangere sarebbe la femmina di coccodrillo che ha appena divorato i propri piccoli.

Ho visto con i miei occhi uomini piangere al telefono con l’amante per rabbonirla e poi dopo due secondi ridere e scherzare con gli amici.

Ho sentito con le mie orecchie di pianti seguiti da chat e richieste di amicizia ad altre donne, un minuto dopo che il coccodrillo aveva digerito il confronto con la partner ignara, che pure, dopo averlo cazziato per qualche peccato reale e fondato, di fronte al pianto si è prodigata a consolarlo.

Ho letto di storie dove lui piange per farsi perdonare dopo avervi tirato uno schiaffo. Ignobile pianto di un violento contro le donne.

Tutti questi imperdonabili piangono per strategia e per ottenere qualcosa. Lacrime false.

Ma ci sono lacrime vere? Sono convinto che certi uomini piangano perché si sentono male, sentono dolore per amore, è successo anche a me.

Fatta la tara ai caratteri piagnoni, quelli che della lacrima fanno un mezzo di comunicazione ordinario (l’amica e collega scrittrice Eliselle parla di uomini col ciclo) come riconoscere lacrime vere da quelle del coccodrillo?

Fatti care amiche, ancora una volta dai fatti.

Quanto vale il pianto di un uomo che vi ha tradito e continua a tradire? Di quello che ha disatteso per l’ennesima volta le sue promesse? Di quello che vi ha mentito spudoratamente su cose molto importanti e continua a mentire?

Nulla. Il pianto non è amore in questi casi, è un’ultima carta che si gioca l’uomo scorretto dentro l’anima per farvi fare quello che vuole lui, ancora una volta.

Diffidate del pianto maschile, se non è seguito da fatti che giustifichino una cosa importante come la lacrima.

Solo l’uomo coccodrillo piange per uno scopo. Gli esseri normali piangono per dolore o per felicità.

Diffidate del pianto facile e mirato: non è amore. L’uomo che ama davvero piange per commozione e felicità perché non deve lasciare o procurare dolore a se o all’amata. L’uomo che ama non piange, si commuove sull’altare con voi e perché gli donate vostro figlio, suo figlio 

Sincerely yours

Foto Pixabay

 

 

Uomini e amore: dal tutto al niente

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Osservo in spiaggia a Rimini una giovane coppia, e mi colpisce quanto lui si dimostri disponibile anche nelle piccole cose, trattandola come una regina. Come si dimostri paziente

Li osservo giocare a racchette sul bagnasciuga. Lei assolutamente non in grado di ribattere una palla,

Lui premuroso fino all’esaurimento nervoso pur di farla giocare e divertire. Lei immobile su due piedi, lui sempre più vicino per tentare l’impossibile, e cioè farle toccare palla. Alla fine solo due spanne li dividono uno dall’altro. Il gioco è impossibile ma loro sembrano contenti. Sono vicini

Lui ha pazienza

Poi li incontro di nuovo ai giochi dei bambini. Lei sull’altalena, lui che la spinge sorridente, poi si infilano nella carrozza di cenerentola, lui novello principe azzurro e lei senza scarpine. Se ne vanno a manina.

Mi fanno tenerezza, ci siamo passati tutti nella fase idilliaca dell’amore, infantile, a tratti ridicola ma bellissima. Io ci credo ancora

Ma poi il morbo del blog e dell’analisi dei comportamenti maschili mi assale come al solito e mi chiedo: ma com’è che noi uomini passiamo dal tutto al nulla con voi? Com’è che a un certo punto, e a volte è solo questione di settimane, mesi, siamo disposti a essere accudenti e pazienti per poi farvi precipitare nell’abisso del non conti nulla con una aridità che mai avreste sospettato?

Guardando i due fidanzatini ho pensato: sono giovani, lui non è ancora corrotto nei sentimenti da quello che è il Dio del maschio a due teste, l’egoismo e la convenienza.

Tento anche di scacciare il morbo del giornalista, quello del pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca e che, dietro a ogni comportamento umano ci sia sempre un tornaconto o un motivo recondito. E che mi fa pensare, in un lampo, che forse lui si comporta così perché lei non gliel’ha ancora data, o sono al capitolo uno del kamasutra e lui ha una voglia matta di mettere in pratica più capitoli possibili. Sono giovani, magari lui prova ancora gioia nel giocare a racchette con un palo punto e basta.

Scaccio il pensiero dell’opportunismo maschile già attivo a vent’anni ma mi chiedo: perché noi maschi ci trasformiamo, con l’età e l’esperienza con le donne, in peggiori e non in migliori, almeno nella maggioranza dei casi, a vedere l’epidemiologia di coppia?

In una storia, col passare del tempo, perdiamo innanzitutto la virtù della pazienza. Siamo diversi noi e voi: spesso ci piacciono cose diverse, voi sapete fare (molte) cose diverse da noi. Ma se vi amiamo abbiamo pazienza, come quel ragazzo: è irritante giocare con un palo, ma lui ci mette tutta la sua pazienza. È il suo amore per lei che parla o la solita attesa e investimento per la solita cosa?

La pazienza è un metro dell’amore, come la gelosia e il tempo dedicato. Se vi amiamo siamo pazienti, passiamo sopra anche a quei piccoli grandi fastidi quotidiani,  alle differenze che potenzialmente ci dividono sulle piccole cose (vogliamo parlare dell’esco subito cioè fra trenta minuti? Del sono pronta e passano venti minuti? Del telefono perennemente occupato?)  “fastidi” che un uomo non si accollerebbe mai.

Non si accollerebbe mai se non per amore o per interesse?

Il famoso carro dei buoi si è visto superare troppe volte da vostri annessi cutanei intimi per essere ottimista.

Superata la pubertà dei sentimenti, dove siamo più simili e oltre al testosterone c’è spazio anche per le farfalle nello stomaco e il batticuore, in una storia agli esordi, al netto dei colpi di fulmine e degli amori istantanei rarissimi, l’uomo si “innamora” in primis del quanto siete figa e ha in testa una cosa sola: portarvi a letto.

Quanto sia disposto a pazientare per ottenere il risultato dipende dalla vostra bellezza, dal vostro fascino, da quanto lo prende e da quante donne ha in ballo, papabili e non per le mani.

Non dipende dall’amore e Ogni limite ha una pazienza, diceva Totò: passi il gioco delle racchette col palo, passi rincorrersi per i giardinetti  e pici pici bau bau cinguettando per la strada come due uccellini, a un certo punto il maschio medio adulto deve vedere cadere la mela.

Ripensando ai due giovani, soverchiato dal lato oscuro della forza maschilista, già mi vedo quello delle racchette che alla fine della giornata, davanti al portone della sua bella, invece di sentirsi dire sali riceve un bacetto. Ma come, ti ho fatto giocare, ti ho spinto sull’altalena, ti bacio da ore che non ho più saliva, zoppico per l’erezione continua , siamo andati a cena e questo è il risultato? Altro che pazienza…

Insomma, più andiamo avanti negli anni e collezionando donne, più la virtù della pazienza, che è anche attenzione e ascolto, è amare, scende di margine.

Un po’ come il bacio: all’inizio ci si bacia tantissimo e poi si finisce con usare il bacio come sfuggente preliminare dell’amplesso o, peggio, come saluto standard tipo parenti.

Una volta una donna mi ha detto: solo i liceali si baciano. Forse. Ma che peccato non avere la voglia di baciarvi di più e sempre.

Se la voglia di fare certe cose, anche di avere pazienza scappa, scappa anche l’amore. O non avrà il tempo di decollare.

Ps: e voi quanta pazienza avete con noi? Spesso disumana. Siete sempre voi le migliori, noi siamo disturbati da quisquiglie come il vostro telefono occupato o che non prende. Dovremmo prostrarci ai vostri piedi.

Sincerely yours

Non ti scrivo e telefono sono in vacanza con lei

Foto Pixabay
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Lui non telefona. Nemmeno scrive. Neppure un messaggino. E lo fa per settimane, non per giorni.

E non risponde ai tuoi messaggi perché “eravamo d’accordo così”, perché “sai che quando sono con lei non posso”. È in vacanza con lei. 

Tutte scuse. In 24 ore nessuno è incapace di scrivere neanche una virgola. In una settimana nessuno non è in grado di fare un saluto telefonico di un minuto. Neanche se fosse in carcere.

Sparisce solo chi vuole sparire. Come non trovare un minuto per scrivere o telefonare? È più difficile non trovarlo.

Care amanti, ma anche fidanzate di serie b mollate in pieno agosto perché lui deve andare con gli amici a “pescare” o giocare a carte in qualche posto esotico dove la popolazione femminile è “inesistente” , questa presa di posizione dittatoriale (non ti scrivo non ti rispondo punto, quel non posso è menzogna)  deve farvi riflettere sullo stato dei vostri rapporti.

Il no contact quando è ancora in corso una relazione è inaccettabile, e lo è ancora di più se poi il fidanzato o l’amante si ripresentano a vacanze finite sbavando per la voglia di venire a letto con voi, o perché sono andati in bianco nonostante le velleità da morto di F o perché, sposato, ne ha avuto come al solito a uffa dei 2 minuti alla missionaria con la moglie.

Il no contact imposto da lui è semplicemente scandaloso.

È scandaloso che quando sta con lei tu non devi interferire col sacro rito di ferragosto, ma poi devi tornare in attività come se niente fosse.

Questa non è come vuol far credere lui la normalità delle vacanze in regime di rapporto extraconiugale o all’insegna dei rispettivi spazi di libertà da fidanzamento illuminato, è dittatura dei sentimenti, è umiliazione imposta.

Perché è semplicemente umiliante che lui non vi dedichi neanche il minimo del suo tempo, a maggior ragione perché siete lontani e dovete ingoiarvi già le vacanze separate.

E non importa che anche tu sia sposata e debba agire pure tu sotto copertura, tu lo trovi il tempo per scrivere o chiamare, eccome se ce l’hai e vuoi. Lui no.

Trovo più corretto quello che vi dice “prendiamoci una pausa di riflessione” di quello che decide per tutte e due e impone il non sentirsi tenendovi però al guinzaglio di un rapporto che non è dichiarato finito ma è come se fosse messo in stan by festivo. Almeno quello che dichiara il momento di riflessione si prende il rischio che voi lo mandiate a cgare e che, giustamente, durante le vacanze, se volete farvi il mondo ve lo facciate. Per l’altro siete ancora ufficialmente o clandestinamente fidanzati, però non farti viva che c’è lei.

Ancora più significativo il no contact impostovi dal cosiddetto separato in casa, quello che vi ha adescato assicurandovi che fra lui e la moglie non c’è più nulla tranne la gestione dei figli e l’ordinaria amministrazione. Il vero separato in casa, nel suo patto di convivenza non belligerante, pur avendo la clausola di almeno una parte di vacanze per stare insieme con i figli (se non ci sono chiedetevi come mai un separato fa le vacanze con la moglie), prevede anche che ognuno si faccia i czzi propri, con discrezione ed educazione certo, ma che se li faccia. Questo prevede che quando voglio io mi allontano e ti chiamo. E invece no. Chiedetevi allora se questa separazione in casa è stata comunicata anche alla mogliettina, perché allora c’è molto che non torna.

Insomma, il no contact, al netto delle normali precauzioni per non farsi scoprire, significa che lui non vi ama e voi, nelle sue priorità, siete in fondo alla scala, sicuramente dopo moglie amico e sua comfort zone. Se foste una carta sareste il due di picche quando a briscola comanda cuori.

Se accettate questo siete pericolosamente nella zona dipendenza, non siete semplicemente innamorate che si bevono le sue mille scuse.

Non chiamarmi non posso scriverti non posso telefonare è dittatura sentimentale, un ordine e decisione unilaterale di un uomo che dice di amarvi solo per suo bisogno e interesse.

Al no contact non solo si risponde con il no contact  ma anche con la chiusura del rapporto, e la presa di coscienza che dovete ribellarvi definitivamente a questa sua decisione che rende palese lo zero rispetto per voi, il suo “sentimento” subordinato ai benefit che gli date, fisici psicologici e morali.

Durante le sue vacanze senza di lui la prima cosa da fare è bloccarlo sui social. È una presa di posizione ferma ed eloquente che serve anche a impedirgli di fare orbiting , cioè di controllare se siete sempre di sua proprietà o vi state divertendo un po’ troppo. Via l’amicizia, eccessivo forse bloccarlo ma via subito l’amicizia. È il primo passo per voi, vi farà stare meglio riappropriarvi della dignità.

Avete paura di perderlo? Non puoi perdere quello che è già perduto o non è tuo. E non esiste strategia al mondo che possa convincere un uomo ad amarti se ti tratta così. Non si ama ubbidendo agli ordini. Men che meno si ama DANDO ORDINI. 

Devi iniziare a investire sul tuo futuro senza di lui, questo è il vero significato della sua richiesta di no contact estivo. A meno che tu non voglia vivere in una dittatura.

Togliergli l’amicizia e poi?

Serve guardare il suo profilo o quello dell’altra? Solo una volta, giusto il tempo per vedere la scena della famigliola felice che immortala il gelato mangiato in due e per rafforzare l’unica vera convinzione: lui ti sta prendendo per i fondelli e, se una crisi c’è, è la vostra, la loro coppia  regge ancora e reggerà nonostante te. Non importa se perché non te l’ha raccontata giusta, se per i figli o per i soldi. Loro reggono al punto che tu non puoi contattarlo. Fatti. Questi sono i fatti. 

Bloccare le messaggerie e il numero? Eccessivo, a meno che lui non inizi a tempestarvi di domande sul perché non lasciate che lui possa vigilare su di voi, mentre voi non potete chiamarlo o scrivergli, tanto non vi risponde. Allora bloccate.

E se è lui a bloccare voi? Beh, se siete disposte a sopportare una cosa del genere senza archiviarlo immediatamente  vi consiglio un bravo psicologo esperto di dipendenze affettive. Se mi rispondete “però quando torna poi mi sblocca” prendete appuntamento con lo psicologo domani. Non sto facendo ironia, ma a tutto c’è un limite, anche alle umiliazioni. E se voi sopportate anche questo vuol dire che non avete più il controllo su di voi, non su di lui.

Una volta tornato dalle vacanze in famiglia spesso si rifarà vivo come se niente fosse, anche se ha visto che non vi siete fatte vive. Che fare? Se non ha capito il messaggio subliminale del vostro no contact rafforzato dal togliergli l’amicizia sui vostri social avete due strade: liquidarlo con un messaggio, trattandolo come vi ha trattato lui col no contact dittatoriale o convocandolo a un aperitivo (non di più) per dirgli in faccia che avete chiuso voi e perché.

Sconsiglio l’incontro se vi sentite deboli: c’è il rischio che vi faccia su con le solite balle e ci scopiate, che è l’unica cosa che vuole davvero dopo l’astinenza estiva (non che non abbia scopato con la moglie, ci ha scopato eccome, ma sa benissimo la differenza di qualità nel farlo con voi e ha voglia). Limitatevi a un messaggio e fregatevene del suo “non si fa così”… da che pulpito! Il dittatore fa sempre lezioni di democrazia… agli altri. 

In ogni caso l’umiliazione estiva del no contact perché c’è lei deve essere un nuovo inizio per voi senza di lui. Lui Vi sta dando una grande occasione: il no contact è la prova che tutti i suoi sentimenti sono stati millantato credito e che lui non è alla vostra altezza. Approfittatene, altrimenti a Natale sarete d’accapo.

sincerely yours

per contatti anpellizzari@icloud.com

Amore è democrazia

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In amore siamo diversi e uguali

 

Siamo diversi all’inizio di una storia: donne più sentimentali e oneste, uomini più morti di f e doppiogiochisti e attenti alla convenienza

 

Poi, quando siamo veramente innamorati onesti e sentimentali, Allora  diventiamo uguali a voi

 

Essere diversi, rimanere diversi anche quando si dice ti amo Diventa un difetto se uno dei due dice di amare ma ama meno. Meno non è amore

 

Allora l’amore, che si fonda sull’equilibrio della democrazia, si sbilancia a favore del più forte.

Fino alla dittatura e alla supremazia del più forte sull’altro. Ma allora non è più amore

Sono stata una stupida

 

Foto Pixabay
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Sono stata una stupida. Gli ho creduto, mi sono bevuta le bugie più evidenti, ho creduto alle promesse più belle quanto improbabili, ho sopportato mille marce indietro, bidoni dell’ultimo momento, persino umiliazioni. Sono stata una stupida e me ne vergogno.

Siete in tante a dirmi così quando arrivate al codice del silenzio, cioè alla decisione di staccare ogni contatto con lui, dopo che per mesi, non di rado anche per anni, la promessa di lasciare la moglie e di costruire un futuro con voi è stata fatta e disattesa mille volte. Anzi, lui non ha neanche avuto il coraggio di lasciarvi, si è fatto lasciare a furia di farvi soffrire. O è sparito senza tante spiegazioni, magari lasciando uno scarno messaggio tipo ti amo tanto ma non posso, non voglio farti soffrire.

Che stupide siete state? Non siete state stupide per niente. Essere innamorate non significa diventare stupide.

La maggior parte di voi sedicenti stupide sono donne che, ogni giorno, prendono decisioni importanti e strategiche. Per l’azienda, per la professione, per i figli, per la famiglia, per se stesse.

Non a caso molte di voi osservano, nella fase di liberazione dal giogo della dipendenza dall’uomo che  si rivela un bidone: non capisco come mai io, abituata a essere decisa e lucida sul lavoro e in tutti gli altri versanti della vita, mi sia ritrovata a pendere dalle labbra di un bugiardo o comunque di un uomo che, dopo mille ti amo e progetti, non è stato neanche all’altezza di un fidanzamento fra adolescenti.

Certo è che non vi manca neanche la capacità di decidere nei sentimenti: una buona parte di voi ha saputo scegliere la separazione e ha lasciato il marito conscia dei problemi economici e logistici della scelta ma con un coraggio che noi uomini ce lo sognamo, sobbarcandovi spesso quasi in toto i figli. Non sarà un caso che voi sapete affrontare un miracolo-prova come il parto e noi ne siamo stati esclusi. Il padre eterno sapeva che non sarebbero più nati bambini, ad aspettare la decisione e una prova di coraggio del genere dagli uomini.

E allora che cosa non funziona o non ha funzionato con lui, perché voi così forti coraggiose e strutturate vi siete fatte menare per il naso da un uomo che poi si è rivelato molto diverso da quello di cui vi siete innamorate?

Ripeto: non siete stupide. L’amore rende cieche? In parte sì, ma proprio perché non siete stupide non basta essere innamorate.

Per cadere nella trappola di un uomo che poi vi deluderà occorre che lui bari fin dall’inizio. Occorrono bugie. Tante. Omissioni. Tante.

In una storia d’amore, anche se ha tutti i limiti di una storia fra amanti, ci sono degli snodi dove si decide se andare avanti o fermarsi.

All’inizio, per esempio, molte di voi hanno deciso di accettare la corte di uno sposato perché lo stesso sposato ha presentato la sua situazione coniugale in modo disastroso, da separati in casa, con la moglie arpia o sorella (nel migliore dei casi) che non scopa da decenni. Mentendo sapendo di mentire.

Certo, non è come essere liberi, ma un uomo che vi piace, simpatico, affascinante che vi dice sì sono sposato ma è solo una formalità, se convince spesso anche quelle di voi che non prenderebbero mai in considerazione uno impegnato (e invece poi ci cadono) figuriamoci le sposate deluse dal matrimonio che non escludono storie anche con i non single.

Però alla base di questo step c’è già la scorrettezza maschile di presentare una situazione in modo da rendervi appetibile la relazione, senza contare che non sono pochi quelli che mentono spudoratamente al punto di presentarsi come liberi che liberi non sono.

Quindi spesso andate avanti perché credete di avere a che fare con un uomo sostanzialmente libero, e quindi in grado, in un futuro e almeno in teoria, di costruire qualcosa con voi. Falso e impossibile fin da subito: lui lo sa, voi no. Gli uomini da patti chiari fin da subito, della serie se vuoi stiamo insieme ma io non lascerò mai la mia famiglia sono sempre più rari e i furbi e bugiardi rappresentano la maggioranza.

Dunque avete deciso di andare avanti sulla base di informazioni false e tendenziose.

Intanto però vi frequentate e la storia cresce, fra le sue assicurazioni e sfoghi su quanto la moglie sia insopportabile, e voi passate dalla fase di piacere e interesse alla fase di innamoramento.

Innamoramento che lui di solito consolida soprattutto a parole, nonostante le limitazioni oggettive che pone una storia clandestina.

Progetti per il futuro, persino figli e matrimonio arrivano a essere promessi: peccato che lui sappia benissimo che sono al massimo sogni condivisi, perché lui non lascerà mai la moglie. La prova? Otto uomini su dieci, se scoperti, abbandonano l’amante invece di cogliere l’occasione per mettere il punto al matrimonio fallito. E la decisione è sempre così repentina che è evidente che era sempre stato così. Uno non abbandona la nave degli amanti in un secondo se non aveva già la scialuppa di salvataggio pronta e il salvagente indossato. E non conta se siete insieme da anni. Lui torna subito da lei perché non ha mai avuto l’intenzione di lasciarla.

Promesse e sogni condivisi rafforzano nel tempo il vostro innamoramento: così iniziate a vederci meno bene. Si chiama miopia da innamoramento.

Perché siete felici e speranzose, è lui che ve ne dà il propellente. Certo difetti ce ne sono: qualche bidone, poche uscite, niente notti insieme…

Ma siete disposte a sopportare i limiti e i difetti della relazione, in fondo lo sapevate che lui era sposato. E poi il sesso con lui non ha paragoni, anche le poche ore insieme sono fantastiche, figuriamoci poi quelle di voi che hanno la fortuna di avere un amante che per professione città e libertà personale può essere assiduo al punto da fare anche delle vacanze insieme!

Tutto bene dunque, anche i limiti della storia. Non è stupidità è amore. E gli eventuali dubbi ve li dissiperà lui, con mille assicurazioni e promesse per il futuro.

Ma i nodi sono destinati a venire al pettine, come le bugie, che hanno le gambe corte. È solo questione di tempo.

E così, superato in media l’anno di amantato, per quanto siate rese miopi dall’amore, i conti inizieranno a non tornarvi.

Ne ha parlato alla moglie? No. Le prossime vacanze le farete insieme? No. Ha visto l’avvocato? Domani. Quella casa per noi? Costa troppo. Dormiamo insieme? Magari la prossima. Questo sarà l’ultimo Natale divisi? Vediamo, sai ci sono i figli. E magari voi avete invece già ufficializzato la crisi in casa e parlate di consensuale.

Gli inevitabili confronti e spiegazioni che chiederete e si moltiplicheranno man mano che la vostra storia zoppica saranno ancora infarciti da balle e promesse, ma lui sa che ha ormai il coltello dalla parte del manico: siete inevitabilmente innamorate e, nonostante le delusioni crescenti, non avete ancora la forza di lasciare, men che meno di essere lasciate.

È una sorta di dipendenza, non stupidità. A volte non basta la forza di volontà e il toccare con mano la realtà: a volte occorre la psicoterapia per liberarsi del giogo. Parlo soprattutto di quelle che arrivano a sopportare umiliazioni evidenti, come quella dell’uomo che arriva a raccontare tutto della moglie, compresi dettagli dell’intimità. O quello che vi dice ti amo ma la sposo o è incinta. A tutto c’è un limite, ma non è essere sceme, è dipendenza in questi casi.

Perché lo fanno? Egoismo, ma anche impostazione mentale.

Certi uomini credono che le donne siano davvero stupide, credulone o deboli solo perché arrivano ad accettare certe situazioni.

Non pensano che una donna che ama porti estrema pazienza in nome proprio dell’amore perché molti uomini non amano, fanno solo quello che gli conviene o, perlomeno, non amano voi o non amano più.

L’epilogo è sempre lo stesso e comunque inevitabile. L’attesa perenne e senza fatti un giorno finirà. Di solito perché voi non ne potete più. E inizierà il fatidico Codice del silenzio.

In questa fase sarete ancora innamorate ma, proprio perché non siete stupide, di fronte alla realtà della sua pochezza o disonestà, egoismo o pavidità, se non avete il giogo della dipendenza che può sciogliere solo un terapeuta, troverete il coraggio di interrompere il circolo vizioso di telefonate messaggi e altri trucchi per farvi fare solo una cosa: quello che vuole lui.

Quindi basta giudicarvi e, soprattutto, giudicare gli errori passati. Perché la differenza fra noi e voi, anche nel mondo degli amanti, è che voi siete mediamente e indubitabilmente più oneste e decise di noi nei sentimenti. Ed essere onesti in amore è la prima cosa. Altrimenti non è amore.

Allora siate voi ad amare voi stesse, a cominciare da un po’ di indulgenza. Gli avete creduto, avete sperato in questa storia, non ha funzionato? Si impara e si va oltre, proprio perché non siete delle stupide ma delle donne che ci mettono il cuore, sempre.

Sincerely yours

PS

L’atteggiamento tipico maschile a riguardo
lo vedo anche dai pochi commenti critici di qualche uomo sul blog: le accuse contro quello che scrivo sono sempre generiche, per esempio di femminismo e ammiccamento alle lettrici, mai specifiche e circostanziate. Ma non solo perché i critici non hanno argomenti a loro favore che non siano la battuta da bar (molti leggono poi solo le prime 5 righe dei post o i titoli), ma perché vi considerano così allocche da potervi bere delle balle sui maschi, esattamente come quelle che raccontano tanti di loro. Chi non rispetta l’intelligenza delle donne perché ne è riuscito a fregarne qualcuna non riesce a capacitarsi che voi possiate pensare e ribellarvi, aprire gli occhi e decidere. Sono io che vi “convinco”. Deve essere sempre un maschio quello che pilota la vostra intelligenza.

 

Il bidone dell’ultimo momento

I suoi bidoni sulle vostre vacanze insieme arrivano sempre all'ultimo
I suoi bidoni sulle vostre vacanze insieme arrivano sempre all’ultimo (foto Pixabay)

Tempo d’estate, tempo di vacanze, tempo di bidoni dell’ultimo momento. I suoi, quelli dell’uomo sposato che deve conciliare le ferie dedicate al 99% alla famiglia con una risicata fetta per voi amanti, ma anche quelle del fidanzato poco convinto che già si fa un bel pezzo di vacanze per conto suo (per carità, perché vado con gli amici, non temere, vado a Cuba a pescare) e che deve trovare il modo di elemosinarvi uno spazio per voi, fidanzata ormai prossima (fare fatica a stare con te è un sintomo grave) alla liquidazione.

In cosa consiste il bidone dell’ultimo momento?

Innanzitutto ha bisogno di un antefatto. Il bidonista, soprattutto in questo periodo, ha la necessità di compensare il tempo sottratto all’amante o alla fidanzata ormai di serie B con promesse di vacanze, se non numericamente all’altezza di quelle con la famiglia o gli amici, qualitativamente calmanti per voi

Quindi, se va al mare tre settimane con la moglie, però noi ci facciamo quel weekend da favola da soli a fine ferie. Ed ecco che saltano fuori le offerte Fly and drive, l’hotel 5 stelle romantico, le due notti di fuoco vista mare.

Insomma, promette un vostro spazio, esiguo forse, ma di grande qualità. Non a caso il suo motto è qualità, non quantità, che è poi il motto di quelli che non hanno voglia di stare con la propria donna.

Uno spazio temporale che diventa d’oro, fosse anche un’aperitivo, una serata, una notte finalmente insieme. Forse poco, ma sacro, intoccabile per voi.

Dovrebbe. Ma c’è spesso un ma. Perché il bidone dell’ultimo momento non è mai casuale, e ha sempre le stesse motivazioni inappellabili.

Se salta il famoso weekend, le poche vacanze con voi, la nottata, la serata, persino la cena o l’aperitivo rimandati magari già diverse volte è perché lui o lo ha promesso sapendo già che lo avrebbe fatto saltare o perché si è fatto sopraffare dai sensi di colpa o dalla paura di essere beccato o… dalla noia. Lui non ha voglia, banalmente, non ha più voglia di stare con voi. Ma sui perché ci torniamo.
Il bidone dell’ultimo momento assomiglia alle scuse che i liceali ti propinano per non studiare, non andare a scuola, saltare l’interrogazione. Hanno quasi tutte una caratteristica comune: sono inappellabili, devono cioè non lasciare modo di replicare o di trovare un’alternativa per vedervi e sono graduate in base alla dimensione del bidone: enormi per saltare una vacanza programmata (tipo mi sono venute le coliche renali, sono in ospedale mentre invece ti parlo dalla cabina spiaggia così non si sente il mare) e leggere per l’aperitivo (mi hanno tamponato sono qui con i vigili non posso muovermi). La somiglianza con le mie bugie del liceo c’è: la gomma a terra, la febbre, la nonna cagionevole. L’uomo studia da bugiardo già dall’adolescenza ma è già ripetitivo nelle scuse e negli atteggiamenti all’inizio della sua carriera di seriale.

Il bidone dell’ultimo momento si chiama così perché deve essere fatto all’ultimo, quando non si può più rimediare e voi non potete dare soluzioni alternative.

Gli argomenti sfruttati per tirare il bidone sono divisi in macroaree.

IL BIDONE SALUTE
Ai problemi di salute, si sa, non si comanda. Se lui fa saltare la vostra vacanza per il colpo della strega, il mal i pancia da parto o una carie da dentista d’urgenza voi come fate a obiettare? E non potete neanche controllare. Dovete solo abbozzare, di fronte alla di lui sofferenza, altrimenti sarete tacciate anche di insensibilità. Se lui poi ha già usato il bidone salute troppo spesso in passato e la sua tesi non può reggere alla osservazione “fatti curare non è possibile che ogni volta che dobbiamo vederci si risveglia l’ernia del disco” punterà sulla salute dei suoi parenti e affini. I figli innanzitutto, la mamma che rischia di morire ogni due per tre e, in mancanza di meglio, l’accondiscendente migliore amico. Anche qui lamentarsi sarebbe sconveniente, controllare la veridicità dei fatti difficile. Occorre rassegnarsi, con quella sensazione di vocina che ti sussurra “sarà, ma è la terza volta che non ci vediamo perché si ammala qualcuno”.

IL BIDONE LAVORO
Il lavoro è la seconda scusa più diffusa per far saltare il vostro appuntamento. Meno forte e inappellabile dei motivi di salute, è però abbastanza giustificativa da far saltare non dico una vacanza ma un weekend o una notte di passione almeno. Se poi lui è un imprenditore o libero professionista il lavoro vi farà saltare anche la vacanza programmata, tanto lui si è fatto rimborsare il rimborsabile in tempo utile per farlo, mica doveva aspettare il giorno del bidone per revocare la vacanza. Anzi, il più laido dei bidonisti vi dirà che ha perso tutti i soldi, dall’aereo all’hotel all inclusive: provate a chiedergli le pezze giustificative, vedrete come si infuria. Non ho mai visto infuriarsi nessuno di più di una persona che ha torto marcio: più ha la coda di paglia più il suo attacco contro le vostre perplessità sarà duro, fateci caso (salvo se un piagnone: i piagnoni mettono musi e fanno lacrimucce, loro sono sempre vittime delle ingiustizie, e adesso vi ci mettete anche voi uaaaaa…). Poi ci sono quelli che manco prenotano, tanto non ci andiamo e lo sanno dall’ora zero. Il bidone lavoro arriva spesso con il minimo di anticipo. Meno vi lascia tempo per pensare ad alternative meno rischia di dover venire via con voi.

IL BIDONE PERICOLO
Ha visto qualcosa sul mio telefono. Fa domande che non faceva. È sospettosa. Fino alla balla delle balle: ci ha scoperto ora devo contenere l’esplosione della bomba, abbi pazienza. Anche la più ignara delle mogli diventa Sherlock Holmes se lui vuole tirarvi il bidone vacanze. Se ha visto solo un messaggio la scusa è buona per evitare una cena o una serata, se vi deve bidonare su roba grossa tipo notte insieme weekend o più deve rincarare la dose. Più rincara la dose più vuole distaccarsi. Anche perché, se rende ufficiali i sospetti (anche se non reali) della moglie poi dovrà tenere viva la balla, e di solito decide di usare la moglie perché si vuole sganciare a breve. Preparatevi perché non salterà solo il weekend: nel giro di pochi mesi, dipende da quanto resisterete voi, gli appuntamenti mancati si moltiplicheranno fino a diventare zero.

IL BIDONE LITIGATA
Ottimo per far saltare appuntamenti a breve termine, come cene o serate. Che cosa fa il bidonaro? Al telefono o in chat manovra perché l’atmosfera fra voi si arroventi. Si parte anche da pretesti banali ma l’obiettivo è litigare. Perché farà in modo di portare la litigata al punto che la frase già pronta “a questo punto non me la sento di vederci” possa essere scodellata sul piatto della coppia a ragion veduta. E magari riesce pure a farvi sentire in colpa, spostando l’attenzione dal “ma non era più importante di tutto il vederci?”  Alle facezie che si sarà inventato per attaccar briga. Inutile anche un vostro arrendevole “dai vediamoci così facciamo pace”: o non vi risponderà facendo il muso del finto offeso oppure vi arriverà un “ormai ho disdetto e non sono dell’umore”. Se poi vi dice “c’è qualcosa che non va fra di noi dobbiamo rifletterci con calma e un po’ da soli” prendetela come un preavviso di licenziamento.

IL BIDONE FIGLI
Ho già detto delle febbri e delle malattie. Ma i figli si prestano a innumerevoli scuse che fanno saltare i programmi, sono il vero e proprio jolly del bidonista. È vero che la legge di Murphy dice che se lavi la macchina di lì a poco pioverà, e che i figli sono spesso una prova della sua veridicità, ma come è possibile che ogni volta, ultimamente, c’è una scusa per non vedersi e se non c’è una scusa salta fuori il jolly del figlio che ha fatto una scenata da adolescente? Una rondine non fa primavera, due…

Care amiche, scegliete il vostro bidone più frequente o, se state con un “campione” di frottole, i bidoni, anche tutti purtroppo, non me ne stupirei.

C’è un fatto: i bidoni dell’ultimo momento, se si susseguono temporalmente e hanno una frequenza che non è quella degli incidenti una tantum o vengono mixati e usati tutti fra di loro (una volta ha il Montezuma, poi si rompe l’auto, poi la moglie ha guardato un messaggio con la coda dell’occhio…) sono il sintomo grave di una dismissione della coppia. Lui vi sta dando il largo in modo graduale. In modo graduale perché sarete voi a dovervi arrendere di fronte all’evidenza e profferire il “io non vado più avanti”. L’uomo raramente si piglia la responsabilità di lasciare, ma è bravissimo a farvi passare tre mesi di waterboarding finché sarete voi a non poterne più. Potrà sempre dire il fatidico e indulgenza plenaria “sei tu che mi hai lasciato”.

L’ho scritto 100 volte: l’amore è semplice, anche quello complicato naturalmente dalla logistica degli amanti. L’amore vuole assiduità, il vedersi il più possibile. Chiedetevi come mai i primi mesi di amantato le scuse non c’erano o non erano così frequenti, e lui si sparava anche 100 km per stare con voi, o si scapicollava per quell’ora al motel in pausa pranzo, o si faceva bastare un aperitivo senza neanche potervi toccare, perché era bello stare con voi e basta. Come mai oggi non è più così. Non si chiama lavoro, salute, figli: si chiama noia.

Lo avete stufato. O è stufo di reggere il gioco pericoloso degli amanti, perché non gli conviene e il testosterone per voi non è più quello di una volta. Perché ha adocchiato un’altra che sembra corrispondere, e quindi il ti amo non vale più anche perché era falso.

Fatevene una ragione. E sparite voi se appena ne avete la forza. Togliendovi un’ultima soddisfazione personale se volete: quando si rifarà vivo perché l’altra non ci è stata o la moglie è più noiosa di voi e avrà fame, ditegli che non vi siete fate vive perché ormai siete annoiate. Non perché avete capito che il bidone è falso: lo sa che non siete stupide, ha sfruttato il vostro innamoramento. Siete stufe. Come lui. Più di lui. E andate oltre. Tanto la liquidazione sua è dietro al prossimo angolo, fatta la scopata che voleva: è solo questione di tempo. Ma che soddisfazione togliergli il boccino di mano e usare la sua stessa arma desolante. Se invece ne avete la forza perché vi è scattato il famoso relè è di lui non vi importa più niente o avete capito di che pasta e fatto e mai più vorreste un uomo così al vostro fianco fate calare un silenzio tombale, la migliore delle medicine. E dei contrappassi.

Ps: ringrazio la lettrice che, poverina, ha a che fare con i bidoni di un narcisista. Bidoni particolari, perché il narcisista non li tira per non vedervi, ma per godere del potere totale che ha su di voi. Ti faccio toccare il cielo con un dito promettendo la vacanza da sogno e poi ti faccio crollare tutto in un secondo. Dio ve ne scampi.

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Sincerely yours

Perché interrompe il tuo silenzio

Interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: ricominciare sarà molto più dura e avrai ripreso i chili con gli interessi -foto Pixabay
Interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: ricominciare sarà molto più duro e avrai ripreso tutti i chili con gli interessi -foto Pixabay

Il Codice del silenzio (leggi qui) è quella forma assoluta di no contact che suggerisco di adottare a tutte quelle lettrici che, amanti o meno, sono da troppo tempo, a volte anni, alle prese con un uomo che a parole promette l’amore e gli scenari futuri di felicità più fantastici, ma che nella realtà fa soffrire perché sono tutte promesse mancate, bugie, ritrattazioni, finta confusione.

Di fronte a uomini che non decidono neanche di prendersi la responsabilità di lasciarvi l’unica è prendere la decisione voi, appunto adottando il Codice del silenzio, una via dalla quale si può tornare indietro solo se lui torna a Canossa con fatti (separazione, uscita di casa…) e non più parole.

Ho già descritto qui l’altissimo costo del Codice del silenzio. Lo paragono a una sorta di disintossicazione da dipendenza affettiva, con momenti di sofferenza altissimi, interruzioni dolorose (ricominciare il silenzio costa sempre il prezzo iniziale moltiplicato per due) e una lenta progressione fino alla guarigione, che avviene quando lui non è più tutto il vostro mondo, quando anche se è presente sul lavoro diventa trasparente, nonostante i ricordi struggenti ma solo fugaci ricordi. Che diventano flashback, non benzina per vivere.

Dunque il tempo e la stabilità del silenzio sono cruciali in questo percorso di disintossicazione amorosa. Non a caso il no contact che funziona deve essere assoluto. Niente sbirciatine sui suoi social, amiche che vi informano sulla sua vita, quella chat rimasta aperta nella speranza che lui la usi prima o poi, la serata dell’ufficio tutti insieme.

Ma non siete voi a far fallire i primi tentativi di silenzio: è lui.

Il nostro amico, quello che ha scelto la moglie, quello che ha deciso che vi ama troppissimo moltissimo più del mondo ma che se ne resta a casa sua sa benissimo che non vi deve contattare se non per annunciarvi la separazione o l’inizio finalmente dell’iter per costruire davvero, questa volta, una vita con voi.

Sa benissimo che ogni volta che vi contatta vi fa male, interrompe il vostro silenzio e la vostra guarigione. Sa bene che è come se vi ributtasse in fondo al pozzo. Un prezzo alto da pagare per voi, e allora perché lo fa se non è per annunciarvi la grande notizia?

Vediamo le varie tattiche di interruzione del vostro silenzio e che cosa celano.

COME STAI

La più banale e comune delle interruzioni. Lui fa finta di essere preoccupato per voi, magari un po’ lo è ma sono sensi di colpa (basta che pensiate a come siete arrivate al silenzio… vi ha fatto sputare sangue per farsi lasciare? Era confuso? Immobile dopo tanto amore a parole?). Vi ama? No, tasta il terreno. Come stai è il grimaldello per aprire la vostra porta chiusa e reinstaurare un minimo di dialogo. Perché? Perché il suo matrimonio non è migliorato e voi rimanete la sua più grande scopata, amica e psicologa. E si sta chiedendo se potete tornare a fare le stesse cose di una volta, magari con qualche promessa in più ma zero fatti. Se ne parla dopo la riscopata? Evitate di rispondere al come stai: pensare che non sia educato è la vostra scusa per rispondere e alimentare la speranza che lui sia cambiato. Ma vi accorgerete che interrompere il silenzio è come interrompere una dieta: si riprendono tutti i chili con gli interessi.

SOFFRO TROPPO SENZA DI TE

Non cadete nel tranello del “ma allora se soffre mi ama!”. Lui non vi ama abbastanza se resta con la moglie, e non chiamiamolo amore per favore. Il suo grido di dolore è perché ha dovuto rinunciare al gelato per rimanere a casa. Voi siete il gelato e lui è in crisi ipoglicemica. Ma vuole che il gelato sia gratis come prima. Basta gelati gratis: o diventa socio della vostra gelateria o mangi quello del frigo di casa.

RESTIAMO AMICI

Ne ho già scritto qui ma repetita iuvant: impossibile rimanere amici dopo una storia chiusa in modo drammatico fra amanti. Rimanere amici significa per lui avere l’occasione, magari in un apparentemente innocuo incontro di infilarsi nel vostro letto. Nel momento in cui ve lo chiede già pregusta l’attimo in cui gliela ridarete in nome dei tanti bei ricordi, sperando che lui cambi idea. Seppellitelo con una non risposta.

HO VISTO L’AVVOCATO

Da quanti chilometri di distanza? Se a Milano ti prendi un caffè davanti al tribunale ne vedi anche 100. Hai visto l’avvocato e…? Vedere un avvocato e avere le carte della separazione in mano o la copia autentica (occhio… autentica!) dell’accordo preseparazione è diverso da andare informalmente da un legale a chiedere “se mi separo cosa rischio, cosa mi succede?”. Un passo che fanno tutti gli uomini, ma spesso lo fanno non perché vi amano ma per rispondere alla loro eterna domanda cruciale da maschi: cosa mi conviene? Fatti non parole anche dall’avvocato.

HO VISTO UNA CASA

Stessa scusa dell’avvocato. Non basta farsi un giro su internet a guardare i monolocali da separati o entrare in un’agenzia immobiliare per farsi un’idea, ammesso che lui lo faccia davvero. Trovare una casa, ho trovato una casa, non Ho visto una casa. E trovato significa che ha firmato il contratto non che ha visto una roba che potrebbe, che gli piace, che forse. Occhio perché sono scuse classiche per rientrare nelle vostre grazie. Prove non desideri. Se hai una casa torna per invitarmi che forse ci vengo.

HO BISOGNO DI CHIARIRE

Ma come, non avevate chiarito al momento del suo stato di confusione o non decisionale? Non avevate chiarito quando lui ha deciso, di fatto, per la moglie, i figli, la situazione economica? Eh no caro mio, non è che puoi chiarire (che cosa?) dopo che io mi sono fatta pianti per tre mesi e adesso che sto iniziando a uscire, vedere gente e a respirare mi convochi per tastare quanto sono forte a resisterti. E no!

LA SCUSA ECONOMICA

Alcune di voi mi raccontano di avere rapporti di lavoro o commerciali con gli ex amanti. Altre persino di avere dei crediti, perché lui si è fatto prestare dei soldi da voi (rabbrividisco solo al pensiero). Vi deve dei soldi? Ci sono i bonifici, non dovete vedervi. Sono tutte scuse.

SONO MALATO

A parte i casi di malattie serie, non pochi uomini usano la scusa delle malattie per impietosirvi e riottenere una scopata. Gli esami non sono a posto, ho avuto problemi al cuore e il cardiologo mi ha detto di stare attento, ho preso le pastiglie per la depressione. L’appello è alla crocerossina che c’è in voi ma non è il colesterolo alto che gli farà lasciare la moglie o un po’ di tachicardia, e la depressione è una malattia serissima, non ansia e rammarico perché sa che il suo matrimonio non funziona e voi potevate essere la nuova vita che però non ha scelto. I finti malati o i quasi malati fanno i furbi, e di solito guariscono appena ottenuta la rimpatriata. Ah, sono tutte malattie che non impediscono di scopare per due ore di fila o inibiscono l’erezione. Vale anche per “è malata” dalla figlia ai cugini. C’è chi si gioca anche è malata la moglie, ma di solito con l’amamte funziona poco.

LA RIUNIONE DI LAVORO

Se si lavora insieme il codice del silenzio costa doppia fatica, lo sappiamo, anche perché lui non si farà mediamente scrupoli di usare la sua posizione e la contiguità forzata dell’ambiente per tentare una riconciliazione alle sue condizioni. Vi ho già detto che dovete diventare un iceberg professionale ed evitare come la peste non solo le occasioni di stare sola con lui in modo apparentemente innocuo (un caffè? In fondo siamo amici… Perché non andare in mensa insieme una volta?) ma anche quelle collettive, a meno che non siano strettamente necessarie. Quella riunione dove c’è anche lui la potete evitare oppure no? Non nascondetevi dietro la pseudoprofessionalità o “in fondo è solo una riunione”: è la speranza che avvenga il miracolo che vi sussurra all’orecchio, ma l’unico miracolo è la scena finale di Ufficiale e gentiluomo.

L’INCONTRO CON AMICI COMUNI

L’uomo che vuole interrompere il vostro silenzio per sedurvi di nuovo usa anche gli amici comuni, ignari o meno della vostra situazione, per rivedervi. Il teorema maschile è: in fondo siamo stati molto bene, siamo persone adulte e civili, se è finita tra noi ciò non significa che dobbiamo toglierci il saluto o rinunciare a vedere gli amici insieme. Trappolone. Gli amici, quelli che restano e valgono per voi, ve li frequentate voi senza di lui.

CONSIDERAZIONI FINALI

Tutte queste scuse di tutti questi uomini sono strategie che hanno un solo scopo: rivedervi, ritrombarvi e magari ottenere ancora del tempo con voi. Rispondono a Sue esigenze, non alle vostre. A suoi egoistici bisogni fisici e psicologici: lui rivuole la stampella che sorregge il SUO matrimonio e la sua vita. Le vostre esigenze sono prove di cambiamento: non ci sono. Se ci sono devono essere rivoluzionarie, vere e schiaccianti, indiscutibili e indubitabili. Ma uno che ha deciso per voi e molla la moglie non usa sotterfugi, vi chiama e vi dice: sono tuo per sempre. E poi si comporta da uomo libero. Quando è successo a me io non ho tergiversato: l’ho invitata a un lungo weekend e in quei giorni le ho dato tutto quello che un’amante non ha mai, dallo stare palesemente insieme in pubblico a tutto il mio tempo e attenzioni. Ero pronto all’immediata convivenza, era lei che ha aspettato perché giustamente, dopo tante sofferenze, voleva essere sicura.

Vi chiedete: se mi dice che soffre, che non può vivere senza di me, che mi ama vuol dire che forse mi ama veramente, che forse dovrei dargli un’ultima chance… In nove casi su dieci rompere il silenzio significa rivederlo (e questo ha un costo molto alto, soprattutto se è a fondo perduto) e sentirsi ripetere le solite buone intenzioni per il futuro, condite dal tentativo estremo di convincervi di che cosa? Che dovete fare l’amante ancora per un po’, mentre lui, spesso per l’ennesima volta, con calma, inizierà a fare i primi passi per la separazione, passi dei quali molto spesso voi avrete una versione falsa o parziale, perché la maggioranza degli uomini, come mente sul fatto di non avere rapporti con la moglie, mente anche sul fatidico “dobbiamo parlare” con la stessa.

Ricorda: coem dice una lettrice certi uomini amano solo col pene.

Lo so, la speranza è l’ultima a morire, ma se lo rivedrete o riallaccerete i rapporti telefonici e messaggi come una volta in capo a poco tempo vi ritroverete con il solito pugno di mosche, e ad aver annullato tutti i sacrifici del silenzio precedente e a dover ricominciare il no contact con la delusione di essere state ingannate per l’ennesima volta, l’autostima sottoterra e una fatica doppia nel riprendere la strada che vi allontana da lui.

Il silenzio non si interrompe: o lo finisci perché lui ha davvero scelto te (e non solo a sogni e parole) o non si interrompe. Il silenzio finisce e basta: per lieto fine sempre, perché se lui non torna comunque sarai libera. Chi ce la fa in tre mesi (e già frequenta un altro uomo: succede davvero!), chi in sei, chi in un anno. Poi si è libere di vivere in un mondo non fatto da lui e le sue schiavitù, ma tuo.

Una parolina all’uomo che interrompe il silenzio

Ma non ti vergogni? Dentro di te sai benissimo perché lo stai facendo: hai bisogno di lei ma non la sceglierai mai, perché tua moglie è più importante, fosse anche solo per i soldi. Vuoi scopare in giro? Non con lei, che ti ha veramente amato. Vuoi la psicologa? Ce ne sono di bravissime, pagala. Se sei uomo e hai un briciolo di dignità e onore, visto che l’hai lasciata o, peggio, ti sei fatto lasciare, non farti più vivo. Sai quale sarà il prezzo per lei quando la lascerai di nuovo, quando non potrai sceglierla di nuovo. Non sei confuso, sei furbo ed egoista da far ribrezzo. Non sei sofferente, hai fame. Non fare lo sciacallo che aspetta che la leonessa ferita sia stanca per gustare, ancora una volta, il sapore della sua carne. Sparisci per sempre. O torna con i fatti, quelli definitivi. È l’ultima, unica cosa decente che puoi fare. Da vero uomo se lo sei.

 

Sincerely yours

anpellizzari@icloud.com

Il successo dello sposato

da wikipedia

 

Come mai in così tante scegliete di avere una storia con un uomo sposato o comunque già impegnato? Almeno la metà di voi lo fa o lo ha fatto, e sono stime per difetto. Se poi i dati ci dicono che 6 italiane su 10 hanno tradito almeno una volta, almeno 4 di queste 6 lo ha fatto con o anche con un uomo sposato.

Ma il successo degli sposati non coinvolge solo le donne già impegnate, coinvolge anche single, separate e divorziate, cioè donne che sono già passate attraverso i dolori del matrimonio.

Perché?

Intanto l’uomo sposato compete sul mercato con i single, i separati e i divorziati. Dai vostri tanti racconti, in questo campo emerge un panorama devastante. Il single è spesso deludente.

Se è giovane vuole divertirsi, non vuole impegni, non pensa a figli e famiglia (l’obiettivo di tante di voi, soprattutto le under 40) e se vi va bene vi regala quasi il 50% del suo tempo e delle sue attenzioni. Poco sentimentale, molto basic. È quello che risponde a una vostra articolata frase d’amore 24 ore dopo con una misera faccina.

Se è un quarantenne che ha avuto qualche storia importante che non è durata e/o non ha figli si comporta peggio del single giovane perché oltre a voler divertirsi e non avere legami “soffocanti” ha ormai una sua impostazione e abitudini da single solitario inveterate.

Se è un divorziato separato avrà spesso tutti gli acciacchi di chi ha un matrimonio fallito alle spalle. Quindi diffidenza verso le donne (che crede tutte uguali), voglia di divertirsi dirompente (covata per anni), spesso brillante all’inizio ma dopo il letto musone, scontroso, taciturno, i figli, l’assegno da pagare un pacco insomma.

Dunque, il mercato degli uomini papabili è inflazionato da maschi poco propensi per i legami e le storie serie, magari ottimi per farci una botta e via ma ingestibili, fin da subito o quasi, sul fronte sentimenti. Si salva un 15-20% che rappresenta l’eccezione e che va a ruba, destinato a creare un legame forte appena trova quella giusta.

Ecco perché lo sposato ha grande successo: la concorrenza non regge il paragone.

Lo sposato che va di moda è mediamente un uomo di una certa età (40-50 ma hanno successo anche i versus 60), di successo, sicuro di se, che si tiene bene, simpatico, affascinante, con possibilità economiche (almeno palesate all’inizio, poi bisogna vedere se è un tirchio dopo che vi ha ripassato). Insomma, l’uomo apparentemente perfetto se non fosse per quel dettaglio della moglie e figli.

Purtroppo spesso lo incontrate sul o per lavoro, cosa che complicherà enormemente la situazione se la liason, da puro divertimento, si trasforma in qualcosa di più sentimentale.

Insomma, lo sposato ha un grande fascino, e ci cadete quasi tutte prima o poi, stufe di incontrare maschi che non fanno gli uomini, non fanno i compagni e fuori dal materasso hanno la verve di una mucca che guarda un treno.

Tutte? Sì ho detto tutte. Almeno tre categorie di donne su 4. Eccole.

LA SPOSATA
È la categoria di donne che forse sfrutta il meglio dello sposato, semplicemente perché, essendo sposata a sua volta, se decide di accogliere nel suo letto uno impegnato è perché il suo matrimonio non va al 100% e vuole nuove attenzioni e spesso anche sesso di qualità. Vuole, in una parola, divertirsi e svagarsi anche lei, per poi rientrare all’ovile che, per quanto difettoso rimane il suo punto di riferimento, figli in testa. E allora chi meglio di uno con l’anello al dito? Non sarà mai appiccicoso, pericoloso, ha gli stessi problemi e stessi ritmi. Insomma, meglio di così se vuoi tradire al sicuro? Peccato che la cosa funzioni se la sposata è talmente strutturata da impedire che la storia duri più di 3-6 mesi o ha un controllo tale sulla sua emotività da fermarsi prima di innamorarsi. Donne così ce ne sono poche. Anche perché più mangi una torta che ti piace più vorresti continuare a mangiarla. Ed è così anche per lui. Quindi che succede? Che al terzo/sesto mese di frequentazione ludica lei inizia a provare sentimenti. Lui magari anche, o li simula (ma spesso è solo entusiasmo e lussuria) perché sa già che non lascerà mai la famiglia (non era il patto iniziale?). E poi molti uomini, a mano a mano che si avvicina il giro di boa della fase sentimentale di una relazione clandestina tendono a raccontare all’amante che in fondo a casa non ci stanno così bene, che con la moglie non scopano (attenti a quelli che parlano male della moglie, si rivelano spesso, poi, i peggiori anche con voi), tutte balle che servono a rabbonirvi, a coinvolgervi di più (soprattutto a letto o a fare quello che vuole lui) e a procrastinare il consumo della torta. Dicevo: al giro di boa di solito ci si guarda negli occhi e la donna (lui non si espone quasi mai) si chiede e gli chiede se non sia il caso di fermarsi o tentare di trasformare il rapporto in mera amicizia. Di solito lui risponde in modo che la donna dica lei andiamo avanti ancora per un po’, perché sotto gli occhi lucidi del quasi innamorato (se non lo ha già dichiarato o lo dichiara contestualmente) a lui interessa scoparvi incessantemente ancora per un bel po’. Inutile dire che i tentativi di amicizia fra amanti naufragano nel 95% dei casi alla prima cena da amici con relativo amplesso in bagno, in auto o dove si può. Quindi andate avanti. Siete già un po’ innamorate, o almeno legate quel tanto da non riuscire a dire stop. Il risultato? Approderete alla fine dell’anno in un crescendo rossiniano di progetti e sentimenti, ma quando voi sarete pronte a far saltare il vostro matrimonio lui farà marcia indietro. E da qui, anche l’amazzone più controllata che ha “usato” lo sposato a scopo ludico inizierà il calvario di tutte le amanti che hanno un uomo che rimane con la titolare. Disastro.

LA DEMOCRATICA
Ci sono donne che si fanno zero problemi ad andare con gli sposati. Sono donne spesso considerate troppo “leggere”. A me piace il medioevo come storia ma non applicato alle relazioni di coppia, quindi io definisco queste donne, giovani e meno giovani, libere e non offuscate da illusioni di moralità, come dice Ash in Alien. Se un uomo sposato decide di tradire è un problema suo, non di una single di libere vedute. Il sesso è un fatto naturale che avviene fra persone consenzienti adulte, punto. Quindi ci sono donne che non hanno pregiudizi sugli sposati, sono come i soliti single che prendi e lasci, anzi sono meglio. La fede al dito di lui è una garanzia di libertà autonomia e non appiccicosità per una donna libera che vuole restare libera. Almeno all’inizio. Perché anche per la democratica vale la regola della torta: se ti piace più la mangi e più la mangeresti. Così il tempo passa e lui assume un ruolo sempre più importante nella vostra vita e, superati i fatidici sei mesi anche la democratica si troverà invischiata in una storia che non domina più. La democratica è diventata un’amante classica, con tutti i difetti del ruolo. E così i suoi weekend in famiglia e i tuoi con le amiche diventeranno attese di una sua telefonate, la lontananza si trasformerà da libertà in sofferenza. Addio democrazia.

QUELLA CHE IO MAI CON UNO SPOSATO
C’è sempre qualcuno che pensa di essere più bravo, più forte e più intelligente degli altri. Quante donne commentano e scrivono: io non capisco le donne che vanno con gli sposati, forse hanno bassa autostima… Un bel gruppetto. Ma sapete quante di queste poi nella vita si ritrovano per destino beffardo in un amantato che le invischia da anni? Tantissime, basta leggere i commenti in questo blog. Perfino le mogli tradite, quelle che a volte se la prendono con le amanti invece che col marito (non le capirò mai: detestare il termometro perché misura la febbre…), mi scrivono: non lo avrei mai immaginato ma ora mi ritrovo a fare l’amante anch’io! Perché? Perché certi sposati sono fenomenali, furbi e pazienti corteggiatori. Di fronte a una che io mai con gli sposati lavorano in modo sottile ma incessante, progressivo ed efficace. Caffè, pranzi, telefonate e amicizia di qualità all’inizio: una finta amicizia divertente e lusinghiera condita da un corteggiamento discreto ma sempre presente. Così dal io mai con uno sposato si arriva al peccato che sei sposato. E il tempo passa, lavora, fra risate e complicità, si passa poi alle cene finché una serata particolarmente bella e ispirante ed ecco che anche la io mai con gli sposati si dirà: come sto bene con lui ma che c’e di male a farci un giro…. Ed eccola invischiata in anni di amantato in un batter d’occhio! Destino beffardo e… mai dire mai.

E invece chi riesce a resistere allo sposato? L’EX AMANTE
L’unica donna in grado di resistere allo sposato è l’ex amante che ha avuto una storia lunga e travagliata con uno della categoria. Una donna che ha passato tutti i gironi dell’inferno delle amanti, dalle promesse più belle miseramente disattese al sorbirsi prove di schiavismo, prove emotive laceranti che solo l’egoismo di certi uomini può imporre a persone che dicono di amare e prove così disumane che solo chi all’innamoramento ha aggiunto una forma più o meno forte di dipendenza (andate dallo psicoterapeuta per tempo!) può accettare di subire. Attese infinite, delusioni a pioggia, promesse infrante, persino accuse. Al peggio non c’e mai fine e l’ex amante lo sa perché a un certo punto, aiutata o meno, ha rotto le catene della dipendenza e, per quanto innamorata, ha detto basta, passando attraverso faticosi codici del silenzio, rifacendoli perché l’altro ci riprovava (egoismo senza fine) fino ad arrivare all’agognata consapevolezza del questo sì possiamo dire mai, Mai più con uno sposato. Queste sono le donne davvero immuni dagli sposati. Certo, ci sono le recidive, le crocerossine e quelle che a costo di sputare sangue portano avanti la loro lacerata bandiera del Io ti cambierò, ma spero che tra le ex amanti siano solo delle eccezioni.

Dunque, care amiche, lo sposato sarà affascinante e di moda, forse apparentemente meglio di tanti uomini liberi ma io vi avverto: alla larga come se fosse peste, anche se siete le più strutturate donne del pianeta. Perché, come dicono alcuni medici illuminati, per non ammalarsi non è che bisogna fumare poco oppure ogni tanto, occorre non fumare e basta.

Ditemi cosa ne pensate commentando sul blog o scrivendomi a anpellizzari@icloud.com.

Sincerely yours

 

ps LO SPOSATO SUL LAVORO

Care, l’ho accennato all’inizio. Il peggio dello sposato lo trovate sul luogo di lavoro, perché per quanto “comodo” e a tiro all’inizio, quando sarà finita non solo sarà più difficile staccarsi e dimenticare (anche perché non pochi gentiluomini se ne approfittano della contiguità quotidiana per riprovarci o altro) ma lo avrete sempre fra le palle. Prima o poi per fortuna diventerete indifferenti e lui trasparente, ma sai che fatica! Alcune di voi sono arrivate persino a pensare di cambiare lavoro… quindi NO sposati ma NO NO NO! sposati sul lavoro!

Sono confuso

Confusion king crimson
Confusion king crimson

Sono confuso. L’uomo medio messo alle strette da una donna stufa di promesse non mantenute o di indecisioni, amante o fidanzata che sia, di fronte all’ultimatum del Adesso decidi si sentirà quasi inevitabilmente dire Sono confuso.

Sono confuso è la nostra carta jolly per non dare risposte. Sono confuso non significa sì e non significa no, significa Dammi tempo perché sono confuso.

Stavo per uscire di casa ma adesso sono confuso. Sono uscito di casa ma tu per ora non vieni ad abitare con me perché sono confuso. Non lascio l’altra perché sono confuso.

In realtà, nel 90% dei casi lui non è affatto confuso. Dentro di se sa che non esce di casa perché ci vuole rimanere. Non ti vuole con lui perché o vuole tornare a breve dall’altra o vuole sfruttare la nuova vita da single per scoparsi il mondo. O sa che la moglie non la lascerà mai.

sono confuso è solo prendere tempo, o per farti rimanere e pazientare o per stancarti finalmente in modo che lo lasci tu

i confusi dopo anni di amantato sono Una contraddizione in termini: come spiegare a una donna con la quale stai da anni e chiamavi amore che adesso sei confuso? Perché ti ha beccato la moglie? Non sei confuso, ti ha beccato e fai marcia indietro.

A proposito: mentre a voi dice sono confuso all’altra ha già detto che non vi vedrà più e che è stata una sbandata perché era confuso

Care amiche, Sono confuso è l’inizio della fine. E richiede una sola risposta: io non sono confusa, addio.

 

Sono confuso non è un grido di dolore, è un’offesa per voi

non perdete tempo con i confusi dell’ultima ora

l’amore è cieco ma ci vede benissimo e, soprattutto, non è mai confuso

 

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Il lumacone estivo

 

Foto Pixabay
Foto Pixabay

 

C’è una specie di lumaca che per fare la sua apparizione non aspetta l’arrivo della pioggia ma la partenza estiva della moglie o della fidanzata.

Appena salutata lei e la famiglia, lo vedo girare le spalle al treno e fregarsi le mani, sorriso a 400 denti e sguardo da cacciatore velato dagli occhialoni neri da Cucador.

Eh sì, il lumacone estivo adora il sole e la spiaggia, non l’erba e la pioggia.

Racconta un’amica lettrice, che ringrazio perché mi ha dato lo spunto per questo mio post, che da anni, stessa spiaggia stesso mare, puntuale si ripresenta il lumacone estivo che, sbavando per ogni bikini in vista, offre subito l’aperitivone. Il suo allude a un passato di una fugace liaison estiva (sapesse di non avere passato l’esame dimensioni prestazioni… potreste distruggerci con una frase ma siete sempre delle signore, noi non altrettanto signori), gli altri alludono a notti infuocate a portata di mano.

 

Il lumacone estivo standard veste costumino succinto per ostentare virilità enormi (salvo buon fine), occhialone di marca (forse), orologione specchio per le allodole (della serie io può, a meno che non sia un Rolex da spiaggia, come chiama il mio amico quelli tarocchi) e sorriso hollywoodiano.

Oltre a millantare capacità amatorie presentando curriculum dettagliato delle sue avventure passate, il lumacone estivo è sempre libero. Non ha moglie, è separato in casa, ha moglie ma sono da anni come fratello e sorella, è il rappresentante del matrimonio bianco. Se poi non è sposato ma “solo” convivente o fidanzato, la presenza della partner lontana in quel momento viene negata. Una lei non esiste.

Se non avete niente di meglio da fare, divertitevi ad accettare l’aperitivo con lui (mi raccomando ordinate champagne, trovo educativo farlo spendere, soprattutto se è tirchio e gli accessori che indossa sono tutti Made in Atlantide) e, dopo aver ascoltato quanto già vi ama, le sue teorie sul colpo di fulmine ed essere stata promossa in un secondo la più bella dell’adriatico Fategli notare come si veda la mancanza di abbronzatura sull’anulare sinistro o uno strano solco, come se avesse portato la fede Fino alla sera prima.

c’e anche Il lumacone da città, quello che resta a lavorare mentre la famiglia parte. Uscito dall’ufficio si trasforma indossando bermuda e camicia bianca petto in vista, Clark Kent diventa Superman e inforca la moto ferma in garage in attesa dell’occasione. La sua spiaggia sono i locali estivi della città, la sua preda qualunque donna che respiri. Tutta mia la città è il suo motto. Dopo il cocktail vi inviterà a casa sua per vedere la collezione di scuse per scoparvi, tanto le foto di famiglia sono tutte nascoste in una stanza, rimosse a tempo debito per trasformare il tetto coniugale in pied à terre da separato in casa. Ovviamente anche lui vive un matrimonio di facciata. Invito da declinare solo per il cattivo gusto di usare la casa di famiglia come motel.

il lumacone da spiaggia o da città può essere divertente se avete il senso del ridicolo, utile se siete in grado di usarlo come toy boy (ammesso e non concesso che sia all’altezza della situazione, chi parla troppo di solito combina poco), allora potete trasformarlo in lumacone usa e getta.

quello che vi prego di non fare e di credergli o, peggio, pensare di poter costruire qualcosa con lui. Il suo è un mondo artificiale che finisce nel momento in cui chiama la moglie, allontanandosi verso la battigia per rispondere al telefono. Scusa un attimo, devo rientrare un minuto nella realtà è poi torno a sbavare.

E la povera moglie? Il lumacone, se lo guardate  bene, ha spesso le corna. Perché lui parla e si toglie la fede al dito ma lei non parla, non se la toglie, e spesso fa. Anche in montagna. Anche se piove.

 

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