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Uomini che non amano: il reduce ammaccato

L'uomo in crisi reduce ammaccato secondo Rebecca Pellizzari, 8 anni, mia figlia
L’uomo in crisi reduce ammaccato secondo Rebecca Pellizzari, 8 anni, mia figlia

Il reduce ammaccato rappresenta, nella grande famiglia degli uomini che non amano, cioè ormai incapaci di costruire relazioni normali per durata e coinvolgimento con una donna, una delle presenze più frequenti e insidiose.

Già perché se incontrare un narciso può uccidere emotivamente (leggi qui), incontrare un reduce ammaccato lascia dentro una stanchezza emotiva che può protrarsi per lungo tempo e interferire, poi, nei tuoi futuri rapporti con gli uomini, anche quelli “sani emotivamente”.

Questo tipo di uomo in crisi mi fa venire in mente la mononucleosi, la famosa malattia del bacio che non uccide (quasi mai salvo complicazioni rare) ma ti lascia senza forze per mesi, sonnolenta e incapace di sollevare persino la borsa della spesa.

Ecco, il reduce ammaccato fa un effetto mononucleosi, se hai la sventura di cedere alle sue iniziali lusinghe, fare coppia con lui per più di 3-4 settimane (fase del contagio) e non ti accorgi per tempo (diciamo nei primissimi mesi di frequentazione, fase acuta della malattia) di qual è la sua vera natura, e cioè quella di un virus che prosciuga forze mentali e fisiche alla propria partner.

E non è facile accorgersi subito che si ha a che fare con un reduce ammaccato, perché anche lui “deve mangiare-contagiare” e quindi, per procurarsi relazioni nuove, almeno ai primi appuntamenti, durante le prime settimane di frequentazione, indossa una maschera che lo rende generalmente simpatico, seducente, interessante, sexy. In una parola, quello che dovrebbe essere un uomo “normalmente interessante”.

Però, se ci pensate col senno di poi, il finto maschio alfa aveva già dei sintomi rivelatori della sua vera identità di ammaccato. A partire dall’identikit di partenza.

Già perché il reduce ammaccato è di solito un uomo vicino ai 40 e “rimane così” fino ai 60 anni e oltre, separato o divorziato (anche più volte), oppure è un single impenitente con qualche convivenza (che lui dice lunga), senza figli o con figli “addebitati” più che meno alla ex, scolarità medio-alta, cultura buona che sciorina soprattutto all’inizio per rendersi interessante, non eccessivamente sportivo (se per sport non si intende seguire le partite alla TV), con molte amicizie maschili reali e molte femminili sui social. Sessualmente, all’inizio, molto attivo

Mi rendo conto che questo identikit può combaciare con moltissimi uomini che non è detto che si rivelino poi dei reduci ammaccati, ma in una manciata di poche settimane, se concederete al soggetto in questione le vostre attenzioni, vi si rivelerà in tutto il suo splendore (si fa per dire).

Ma chi è, realmente, questo reduce ammaccato, una volta svestita la maschera da cucco iniziale?

Dicesi reduce ammaccato l’uomo che per esperienze pregresse, sua indole, un innato senso di sottovalutazione del genere femminile (confermatosi nel fluire delle sue vicende amorose) e inguaribile voglia di singletudine mista a promiscuità nella ricerca di nuove femmine da consumare (e non solo fisicamente), si rivela nel tempo come un soggetto esattamente contrario a quanto promesso e presentato fino al momento dei primi rapporti completi. Un soggetto eminentemente lamentoso, pedante, noioso e spesso tirchio.

Era brillante? Diventa mano a mano noioso e lamentoso, ammorbandoti sempre di più con i suoi problemi presenti, passati e futuri che ne condizionano la felicità e, di riflesso, le vostre uscite, persino il sesso (credo che sia stato un reduce ammaccato a coniare il popolare detto “il cxx non vuole pensieri”).

Era splendido? Ora vi ammorba con il mutuo, con il commercialista che non sa fare i conti, con gli alimenti dei figli o le pretese della ex (e gli scappa ogni tanto un “siete tutte uguali”), nei viaggi passa il tempo a controllare gli scontrini della carta di credito e ti propone di fare cassa comune come al liceo. Insomma, da principe a taccagno.

Era prestante? Beh, il sesso si fa inesorabilmente meno frequente e attivo dopo le sperimentazioni interessanti dei primi giri di orologio. Qualità e quantità cambiano. Perché lui non ha voglia e ne ha sempre meno, perché ci sono tanti problemi da risolvere e i pensieri, si sa, non aiutano. Così le sveltine guadagnano terreno su quelle ore esplorative dei primi tempi a letto, e le richieste di essere “coccolato” senza ricambiare più frequenti. E le vostre proposte indecenti per muovere un po’ lo stagno? Più che indecenti diventano inopportune: non sarà mai il momento giusto.

Era sociale? Tu casa es su casa. Perché andare al cinema, a teatro, al ristorante o vedere gli amici come una volta quando si può risparmiare rimanendo a casa tua dove, fra l’altro, tu cucini così bene? Sai che risparmio (soprattutto per lui, tu devi fare la spesa)! E poi, fra le quattro mura domestiche, lui ti può usare come personal Psicologa, sciorinando tutti i suoi guai e lamentele. Ah, vi vedete anche meno perché lui ha tutti quei problemi da risolvere… poi però te ne parla, tanto.

Era curato? Ora vi si presenta spesso in versione nutria. Barba sfatta, doccia a secco (leggi abuso di deodorante), inesplorabile dell’ombelico in giù. Si è lasciato andare, ha smesso gli abiti di seduttore per rimettere su la giacchetta consunta e che sa ancora di canfora del suo passato, la sua copertina di Linus che è l’abito dell’uomo lamentoso e trascinato. Ferito dalla vita e dalle donne. E dagli amici. E dalla mamma. Pure dai cugini.

Insomma, ecco che ti si rivela in tutto il suo grigiore il reduce ammaccato, come una vecchia auto piena di gibolli e ruggine, sopravvissuta a mille mogli e guai, ma sempre pronta a rievocarli e riversarli sulla compagna di turno.

Che di solito ha una forte indole da crocerossina (leggi qui), soprattutto se cerca di resistere a fianco del noioso e lamentoso partner. Io ti salverò e ti cambierò in un nuovo uomo, pensa illudendosi lei.

E invece lui, che non è migliorabile, cambierà fisicamente lei. Si perché il reduce sarà ammaccato, ma non lo è così tanto da sopire il suo lato narcisista (leggi qui) che richiede nuove prede da un lato per rinnovare il suo bisogno di piacere e autostima (ce l’ha, ce l’ha, solo che è monocentrica ed egoista) e dall’altro per scaricare su una nuova partner tutto il suo bagaglio di sconfitte e disillusioni, per poi dire: anche questa non è all’altezza della situazione, nessuna è all’altezza della mia situazione.

Trovo analogie fra il reduce e il mammone (leggi qui), solo che il secondo non cerca solo una discarica emotiva nella partner. Essendo cozza, cerca un solido appiglio per accasarsi. Il reduce no: lui ha fatto la guerra, si trova bene solo con altri reduci. Quindi, una volta che la crocerossina ha lenito le sue ferite, cambia ospedale perché, in fondo, quella fasciatura mica l’aveva fatta così bene.

Questo è quanto penso io, ma vediamo cosa ci dice una vera esperta, l’amica Giovanna Crespi. Chi è Giovanna? In due parole è una psichiatra e psicoterapeuta, coordinatrice locale della sezione Onda Osservatorio nazionale donna per lo studio e prevenzione dei disagi psichici nella donna. Ma su di lei trovate più notizie qui, sul suo sito.

Ecco come legge il reduce ammaccato la dottoressa Crespi

Il reduce ammaccato è colui che è in debito con la vita dalla quale pretende una ricompensa infinita e lo fa in modo subdolo, in termini tecnici con comportamento passivo-aggressivo.

Invece di trovare soluzioni ai problemi quotidiani il passivo-aggressivo esprime una rabbia rivendicativa verso il mondo e lo fa passivamente attraverso atteggiamenti di impotenza, arrendevolezza. Ma attenzione, non avendo il coraggio di affrontare le situazioni, tende, il reduce, a manipolarle a suo piacimento e convenienza.

È un buco nero che risucchia energie , perché lui non ha più nulla da dare, perché ha già dato tutto, è come un sacco vuoto, da riempire e con molte pretese.

Per alcune donne questa diventa una sfida pericolosa!

Questa situazione di bisogno attrae infatti molte persone, che si identificano con la sofferenza dell’altro cercando in ogni modo di alleviarla. Ed è proprio questa sfida che rende tutto complicato e vischioso.

Nel tentativo di lenire la sofferenza del reduce bisognoso si cerca in realtà di dar sollievo alla propria sete d’amore e di mancanza di attenzioni, come le bambine che quando sentono la mancanza di ciò di cui hanno bisogno cullano e coccolano la propria bambola. Così, prendendosi cura del reduce, si cerca di alleviare le proprie sofferenze con la convinzione che, riuscendo a eliminare le sue ammaccature, si avrà sollievo anche per le proprie.

Ma, purtroppo, il reduce le ammaccature se le porta come medaglie, trofei da esibire e, pertanto, difficilmente se ne vorrà privare. Così, più che ottenere sollievo si incorre in una profonda frustrazione con peggioramento della propria immagine e identità.

Alla base di tutto ciò vi è nelle donne, che incappano in un reduce ammaccato, un bisogno d’affermazione di sé attraverso il riflesso dell’altro, per cui il consiglio è fare di meno, preservarsi, pensare di più alla proprie ammaccature e non a quelle dell’altro, e vivere la relazione come un valore aggiunto, non cercando nella stessa una cura ai propri problemi personali o uno specchio ove ricercare la propria identità.

Fare di meno significa dedicare meno tempo a pensare alle sue pseudo preoccupazioni, ai suoi problemi, e porre più attenzione a voi stesse e alla vostra vita.

Imparare a lasciar perdere… a non entrare nei giochi di interazione quali il cercare di “aiutare” cercare di “spiegare”… Occorre rinunciare al bisogno di vincere o lottare con il reduce ammaccato mantenendo la propria centralità e dignità, avere piena consapevolezza di se stesse di cosa è giusto per voi per star bene.

Questo il parere di Giovanna Crespi che, come avrete capito, vive le vostre storie di crocerossine dell’ammaccato (come vi chiamo io) quando ormai, spesso, ci siete dentro fino al collo, ed è difficile recuperare senza l’aiuto di un esperto.

Il mio consiglio, da semplice osservatore e amante della semplicità felice dell’amore vero, è questo: fidatevi del vostro intuito, non sottovalutate i primi sintomi della sua “malattia” e usateli per… scappare a gambe levate! Prima, non dopo, quando è tutto più difficile.

Sincerely yours

Un sentito grazie a Rebecca Pellizzari, mia figlia, per aver pazientemente ascoltato la mia descrizione del reduce ammaccato per realizzare la sua prima opera sul mio blog. Ti amo mia Rebecca.


76 commenti

  1. Alessandro in questa galleria di personaggi quelli sani sono come le goccioline di sodio nell’acqua Lete:) la cosa interessante è comunque che, al netto della tipologia incontrata, il punto è sempre quello ben evidenziato dalla dottoressa: recuperare la centralità di se stesse non cercando conferma del proprio valore in base alla capacità di salvare l’altro ma recuperando un più forte senso della propria identità e la consapevolezza di ciò che ci fa star bene davvero. Una lezione importantissima da imparare a prescindere da tutti e da tutto

  2. Alessandro a me piace moltissimo perché aggiunge delle informazioni tecniche sulle modalità relazionali che trovo estremamente utile per poter riconoscere delle dinamiche in cui si può restare incastrate

  3. Alessandro quando dici che consumano le femmine non solo fisicamente cosa intendi?che ti prosciugano anche il conto?cmq concordo molto,sono molto bravi a fare tutto ciò e senza che tu te ne renda conto e infatti vanno alla ricerca di donne con scarsa autostima di se stesse e quando te ne accorgi di come sono ti lasciano una devastazione immensa e mille guai,fai bene a mettere questi articoli associati all’intervento di una psicologa perché almeno chi ha la fortuna di incappare in questi articoli e nn è ancora troppo tardi si “sveglia” un pò prima del disastro.

  4. La versione nutria mi ha strappato una risata irrefrenabile.
    Seduta al tavolino di un bar, sto ancora ridendo.
    Forse pecco di eccesso di autostima ma credo che con me avrebbe vita breve anzi forse neppure attecchirebbe.
    Sei troppo forte

  5. Ci sono stata un anno con un uomo di questa categoria che mi ha scaricata dalla mattina alla sera senza mezza parola quando ha compreso che mi stavo stancando delle sue lamentele e pretendevo di vedere finalmente l’uomo alfa promessomi all’inizio della relazione!

  6. Ho sppena chiuso (io ovviamente) una storia con un 36enne, single con una convivenza e una storia lunga alle spalle, senza figli, scolarità medio-alta, cultura,palestra come sport, amicizie maschili. Iniziata bene, ma via via c’era sempre qualcosa che nin andava. Prima la ex che lo tampinava (con pausa x capire se tornare con lei o no), poi il non sapere cosa vuole, forse vuole andare all’estero, poi dice che vuole jn figlio a lungo termine… tirchio non nel senso monetario perché mi ha sempre offerto tutto, però non ho mai ricevuto un pensierino, che so un braccialetto da 5 euro… nulla.il sesso era bellissimo, tranne nei momenti in cui appunto “non c’era con la testa”. Negli ultimi tempi aveva i suoi problemi da risolvere e ci vedevamo meno. E poi era un procrastinatore nato. Dopo tutti i tira-e-molla, il mio istinto di sopravvivenza è saltato fuori e ho chiuso io. Sto cercando di non pensarci, anche se gli strascichi ci sono. Mi ripeto che ho fatto bene, e soprattutto appena in tempo ad un passo dall’innamorarmi.

  7. @Alessandro complimenti per questo nuovo articolo, interessante, come tutti gli altri presenti in questo blog. Utile anche l’intervento dell’esperta. In questi giorni sto leggendo molto sui narcisisti patologici. Mi sono infatti convinta di essere stata vittima perlappunto di uno di questi. Il profilo descritto in questo articolo mi pare delineare quello che in letteratura viene definito un narcisista “covert”. È così? Mi piacerebbe saperne di più sull’argomento, soprattutto in relazione alle conseguenze che possono determinarsi.
    Nel frattempo, anche come aggiornamento per le amiche di questo blog, vi dico che il mio “covert” si è fatto sentire di nuovo dopo un mese e mezzo di silenzio. Gli ho chiesto il motivo della sua sparizione e lui mi ha detto che ne vuole parlare a voce in un ultimo incontro che dovrebbe avvenire oggi. Ho accettato perché trovavo giusto chiudere il cerchio, ma ora mi sento confusa. Cosa gli dico? Accetto consigli…..

  8. Nulla. Ascolta e basta.
    Alla fine, ma proprio alla fine, visto che si tratta di un ultimo incontro, se proprio vuoi dire qualcosa mi limiterei a “hai ragione. Hai proprio ragione. Non sono la donna giusta per te, noi non siamo compatibili. Ti auguro tanta felicità”

  9. Ah scusa, mi è mancato un pezzo .. “ti auguro tanta felicità, ma non con me, perché io sono felice con una persona diversa”.
    E te ne vai

  10. Concordo. Fallo parlare. Ha pure precisato che è un ultimo incontro. Al massimo precisa che è ultimo incontro pure per te…perchè uno che sparisce così proprio non fa per te.

  11. “nun se vive de solo Amore ce vole anche ‘na Carbonara” e fatti portare in un ristorante da urlo.. mi sembra il minimo sindacale! Cerco di sdrammatizzare, magari aiuta..
    Ti abbraccio e sii forte tesorino

  12. Vivere la relazione come una valore aggiunto e pensare un po’ più a se’, come dice la dottoressa Crespi. Parole sante.
    Che tradotto significa, se ho ben inteso, coccola pure il bambolotto, se la tua parte emotiva si gratifica così, ma dai il contentino anche alla tua parte logica e fatti portare dal cicciobello nel miglior ristorante disponibile!

  13. @Daisy sei troppo forte!!! Mi hai fatto ridere!! Ha rimandato anche questo incontro (dice che ha avuto un contrattempo) chissà se ci rivedremo veramente….nel frattempo mi esercito allo specchio e ripongo poche speranze…grazie a tutte amiche!

  14. Ma può essere che la storia di un ultimo incontro per spiegare il motivo della sua sparizione sia solo una scusa per tastare il terreno,per vedere se ha ancora un forte potere su di te?scommetto che nn ha spiegato nemmeno il contrattempo qual’era.ultimo incontro OK,in un posto affollato però. Certi uomini però…. Spariscono,si fanno sentire per un ultimo appuntamento e poi rimandano….non ho parole….

  15. Si però se lo concedono perche lo hanno chiesto loro per di più non è che poi rimandano,così è una presa in giro

  16. Cioè, fermo restando che siamo noi che lo permettiamo ma siamo vulnerabili magari in quel momento,una passa un mese e mezzo in pianti (e lui se nn è completamente tarato questo se lo può immaginare)perché sparisce,dopo un mese e mezzo si fa risentire e quindi in quel momento ci và il cuore in gola,e anche questo se lo immagina lui penso,per dire oggi voglio spiegare e una è li che non aspetta altro e poi lui dice oggi ho un contrattempo senza dargli un altro appuntamento, scusa io da esterna posso pensare che sia una presa in giro?poi fa bene ad andarci se ci andrà, per togliersi le mille domande che gli sono restate,ma non per nient’altro secondo me

  17. Io sono fermamente convinta che per molte donne l’ultimo incontro è un modo per spegnere o alimentare l’ultima fiammella di speranza che ancora sopravvive. Un uomo che poi sparisce per diverse settimane senza spiegazioni e poi rimanda ripetutamente anche l’ultimo incontro non saprei poprio come classificarlo. Intanto è chiaro che è sparito per mettere fine alla relazione. Ma quando si era insieme si trovava almeno il tempo per scopare? E ora 5 minuti per dirmi cosa cavolo ti passa per la testa no?
    Inqualificabile

  18. L’errore è comunque il nostro…che stiamo sempre ad aspettare l’ultima spiegazione quando non ce ne sarebbe affatto bisogno.
    Magari…da reduce ammaccato….si presenta all’appuntamento e cerca pure comprensione dopo averti fatto frullare il cervello durante la sua
    assenza…

  19. …poi se non ti presenti l’appuntamento, ti fanno sentire come una menefreghista….sai come…mah

    @Aurora spero che tu sia a divertirti!!!

  20. Io già “ad un ultimo incontro” faticherei ad andare. è che non ho mai creduto all’aggettivo “ultimo”. quando si tratta di persone, ovvio. a parte il caso della morte. o della scatola di biscotti con un solo biscotto rimasto. lì il concetto calza.

  21. @Alessandro lo sai che non trovo il modo di commentare l’articolo sui narcisisti??? E non vedo neanche nessun altro commento? E’ un problema mio? Mi sarebbe infatti piaciuto aggiungere un mio commento perché sto leggendo molto sul tema del disturbo narcisistico di personalità (penso infatti di essere incappata proprio in uno di questi esempi….)

  22. Ragazze grazie a tutte per la solidarietà! Il mio narcisista patologico ha infatti rimandato anche l’ultimo appuntamento….dopo la sparizione ed il silenzio durato quasi due mesi. Il motivo era plausibile ma comunque, anche se non fosse stato il motivo reale, mi conferma il quadro…..Boh! A questo punto non so cosa fare e non faccio niente…tanto giorno più giorno meno ormai non mi cambia niente. Se vorrà fissare un altro appuntamento a quel punto vedrò cosa fare: se non avrò altri impegni ed avrò voglia di affrontarlo accetterò il suo invito (che comunque, conoscendolo, non sarà certo una cena a spese sue…) altrimenti rimanderò anche io….
    Di vederlo un ultima volta sinceramente ne sento la necessità…per chiudere quel cerchio che nella mia testa è ancora aperto. Però so anche di essere stata in relazione con un narcisista patologico, un essere senza coscienza e senza sentimenti, quindi non mi aspetto niente di buono. Ascolterò quello che mi dirà e dirò anche io qualcosa….ne ho diverse di cose da dire!!

  23. Secondo me invece se si è restate con tante domande serve un ultimo appuntamento se non per lui ma almeno per noi stesse,però da non essere rimandato all’infinito se no è come lasciare in sospeso una persona.se nn si và ad un ultimo incontro si corre il rischio di restare intrappolate in mille dubbi per molto tempo,l’importante è riuscire a restare ferme sugli obbiettivi prefissati perché dopo quando ci si trova lì è innamorate può diventare rischioso

  24. Andare ad “un ultimo appuntamento” con uno sparito per così tanto tempo senza spiegazioni è solo autolesionismo. Tanto più quando si ha a che fare con un narcisista. Ci si ricasca … è matematico. Se non fosse così non si sentirebbe il bisogno di andarci. Chiudere il cerchio è una scusa che ci raccontiamo per sentirci autorizzate ad andare, sapendo che stiamo facendo un grosso errore. Ma che dire, ci si è passate tutte di li.

  25. Lasciare sospesi è una forma di manipolazione, forse la più subdola.
    Questo qui, Aurora, mi sembra pure un esperto…

  26. Infatti…anche io trovo questo ennesimo rimandare l’incontro una subdola forma di manipolazione. Ravviso nei suoi comportamenti (e non solo questi dell’ultimo periodo…) il profilo del narcisista detto “covert”. Ho letto abbastanza sull’argomento e molto di quello che ho letto ce lo ritrovo. Come ravviso in me una grave forma di dipendenza affettiva dalla quale sto cercando di uscire con l’aiuto di una psicoterapeuta. Nonostante questa consapevolezza non riesco a non desiderare di incontrarlo…..non so se qualcuno di voi mi può capire

  27. Sono d’accordo con Ema. Capisco il vuoto che lascia una sparizione improvvisa ma quanto è eloquente sottrarsi alle spiegazioni! Abbiamo ancora bisogno di risposte? Anche io ci sono passata…che dire…ci vogliamo sempre fare del male.

  28. Eh… Aurora, temo che siamo in tante a capire.
    Stai facendo la cosa migliore: tempo e analisi/terapia, adesso non ti sembra possibile ma le cose cambieranno moltissimo.
    Abbi fiducia, succede davvero.
    Ora soffri per lui, poi forse soffrirai per le cose inconsce che questa storia ti ha tirato fuori, poi pe r la lotta che ingaggerai per combatterle… e poi finalmente ti farai nuova.
    Meglio che dal chirurgo plastico.
    Quello che si sta soffrendo adesso e solo la via verso la rinascita: se la eviti e non la affronti, la storia si ripeterà.
    Questo ho visto su di me

  29. @Verdeazzurra @Franca grazie dell’aiuto. Aspetto questo momento di rinascita ormai da tanto tempo. Per il momento mi sento ancora bloccata. Penso che questo mio stato dipenda anche dal fatto che sono rimasta intrappolata per anni in una relazione tossica che mi ha devastata internamente. Non sono stata incatenata, mi ci sono trattenuta volontariamente. Come volontariamente si stanno trattenendo molte di voi. Quello che posso dire è che queste relazioni tossiche creano dipendenza ed al tempo stesso avvelenano. Più durano e più lo fanno. Si sa che dovremmo tirarcene fuori al più presto e scappare a gambe levate, ma non ce la facciamo. Spesso prevale la speranza di una loro evoluzione, la volontà di cambiare il finale, anche se, a livello razionale, si sa che siamo invischiate in qualcosa che non evolverà mai. Siamo come le falene, sappiamo che ad avvicinarci troppo alla lampadina ci bruciamo, ma non possiamo fare a meno di farlo. E’ dipendenza affettiva e la disintossicazione non è facile.

  30. Aurora, quando dici aspetto la rinascita, aspetto che mi dia un nuovo appuntamento…sembra che questi cambiamenti debbano avvenire al di fuori di te.
    Il finale si può cambiare, anche se con enorme sofferenza. Ma devi scriverlo tu,
    Sei tu che devi alzarti domattina con la volontà ferrea di voltare pagina, indossando il tuo sorriso più bello e andando incontro ad una vita nuova di zecca, chiudendoti quella porta alle spalle.
    Prendi la tua migliore amica e andatevene a fare un viaggio, è la stagione giusta!

  31. Si Aurora anche io ti capisco, ci sono passata, narcisista patologico conclamato, le tue stesse difficoltà, i tuoi medesimo desideri, ricascata nella trappola più volte. No non è facile è vero ma la soluzione c’e Ed è una sola… evitarli, non incontrarli, e piano piano il dolore passa e piano piano ti ritroverai. Cerca e trova la forza di evitare qualsiasi contatto. Nessuna risposta a tel, messaggi, bloccalo, cancellalo. Piangi, disperati ma evitalo. È l’unico modo per disintossicarsi

  32. Ma @Aurora,dall’ultima volta che si è fatto sentire per un incontro rimandato per di più, nn si è più fatto sentire?

  33. Torno ora dall’appuntamento….quello dell’ultimo incontro per intendersi….Sono, come potete immaginare, abbastanza devastata. E’ andata così (se qualcuno può aiutarmi a capire…): appena ci siamo visti mi ha salutato con molta cordialità ed ha cominciato a parlare del più e del meno. Gli ho fatto notare che avevo solo un’ora di tempo ed avrei preferito concentrare l’attenzione sull’argomento. Lui non diceva niente ed ho cominciato io…gli ho detto che mi aveva fatto soffrire per la sua sparizione ecc. ecc. (tanto immaginerete cosa gli ho detto….). Lui mi ha risposto che gli dispiace, che ha sbagliato e si è comportato male, ma ha sentito la necessità di allontanarsi e lo ha fatto senza incontrarmi perché sarebbe stato troppo difficile. Poi inspiegabilmente ha cominciato ad accarezzarmi ed ad abbracciarmi sempre più forte, poi a baciarmi. Io gli ho chiesto il perché ma lui non ha detto niente, poi ha ribadito che non vuole più avere una relazione con me perché non riesce a reggere la situazione ed allora sono andata via. Perché mi ha accarezzato ed abbracciato in quel modo??? Non riesco a capirci niente….so che sono ancora più confusa di prima

  34. E anche, forse, perché sia tu eventualmente a tornare a tentarlo, o che almeno resti confusa e alimenti quel minimo di speranza, che non si sa mai…
    Anche il mio aveva fatto così con me, la prima volta che lo avevo beccato che era tornato dall’ex: dicendomi che gli dispiaceva farmi soffrire ma lui stava bene così dov’era mi aveva baciata sul collo.
    Così io sono rimasta confusa e, appena gli si è liberato un po’ di spazio qualche mese dopo, è tornato e mi ha trovata ad aspettarlo.
    Ma non è colpa sua, sono io che l’ho sempre aspettato nonostante quello che era successo: lui me lo aveva detto… eh!

  35. l’unica cosa che ti deve essere chiara è scappare da un uomo così.
    ti ha solo voluto confondere per tenerti al caldo in caso di bisogno
    comportamenti già visti, vissuti e reiterati se glielo permetti
    scappa

    • Secondo me vuole che sia tu a cercarlo, così lui non si sentirà in colpa nei tuoi confronti, dopo tutto ti ha detto che non vuole una relazione ma passare qualche ora.

      e poi, dicendogli che hai sofferto molto per la sua lontananza ( così hai dato più potere a lui di gestirti) e lui come si comporta, dandoti i bacini ma dovevi dargli una manone!!anzi due!!

  36. Che comportamento da stroxxo. Mi lasci al buio due mesi , mi dici che è finita e mi baci?
    Gran paraculo. Voleva solo non essere odiato.

  37. Ma che personcina amabile! Mi chiedo come ho fatto a stare con lui però tutti questi anni….che fosse un po’ narcisista me ne ero accorta anche da altri segnali, ma l’ho sempre perdonato perché attribuivo questo suo brutto carattere alla sua vita difficile e complicata. Invece ora mi rendo conto che mi ha sempre manipolata. Anche oggi…con questo atteggiamento da gran paraculo. Ed io che gli ho messo ancora una volta il cuore in mano….Quando sono andata via mi sentivo talmente male che non riuscivo neanche a respirare, come se mi mancasse l’aria ….i baci, le carezze, il suo odore….Ora sono qui a leccarmi le ferite ed a darmi della stupida trecento volte. Secondo voi ora che farà? Sparirà veramente come ha detto? O tornerà di nuovo? Oddio non ce la faccio….

  38. Se sei confusa più di prima @aurora adesso è perché lo vuoi tu perché sia le sue parole che il suo atteggiamento sono molto chiari.già il fatto che quando sei arrivata nn ha cominciato lui l’argomento ma faceva finta di niente la dice lunga,se non riesce a reggere la situazione che stia a casa sua,o vuoi fare l’amante a vita?tra un pò di giorni manderà un messaggio con scritto è stato bello rivederti…non ne sono sicura al 100% ma può essere.e così si continua a tenere in sospeso una persona e come dice @giulia se cedi tu lui potrà sempre dire,lo sapevi a cosa andavi incontro,il che è anche vero.però se tu non vuoi essere amante per sempre e restare in sospeso per sempre con lui,basta,ma non per fargli un dispetto a lui ma per fare ciò che ti sei messa come obbiettivo nella tua vita.basta dirgli se mi cerchi ancora fallo quando nn sei più con tua moglie e se sarò ancora disponibile si vedrà. ora,dopo questo incontro tutte le altre parole,messaggino,bacini sono inutili,non portano a niente

  39. Ma io @Aurora per te spero che sparisca davvero come ha detto, ma l’importante non è che farà lui,ma tu!!!! Vuoi fare il zerbino sempre?adesso,un pò di orgoglio per se stesse

  40. Io credo lui in questo momento sia convinto della sua scelta e abbia fatto quelle manfrine solo per non fare la figura del cattivone, per non sentirsi in colpa, per salvarsi la faccia facendoti credere che te sei troppo per lui e non ti regge ma “ah, solo se potesse!” . Non l’ha fatto per te, ma solo per sé stesso. Anche questo ultimo incontro, secondo me, era finalizzato più a lavarsi la coscienza che a dar spiegazioni a te. perché dare baci dicendo che è finita dopo mesi di buio è una presa in giro bella e buona. una mancanza di rispetto e di affetto, quantomeno per chi ti è stato vicino. se sei davvero convinto e vuoi un po’ di bene all’altra non la baci per dare l’impressione che è lui a fare un sacrificio e non lei a subire una sua scelta . non dico che lo faccia per cattiveria. per debolezza però si. Io non so se ti riconnetterà. prima o poi avrà scazzi e spazio in casa e dunque magari gli risalira’ la cosa e verificherà se ci sei ancora, se sei ancora disponibile, nel caso. ma non con intenzioni nuove rispetto al passato. Aurora, so che è difficile, ma cerca di stare su te. Di riempirti le giornate, di non avere nemmeno il tempo di respirare. vedrai che con il tempo il suo ricordo affievolirà. e se e quando tornerà avrai un tale disgusto della situazione che nemmeno risponderai, senza sforzi particolari.

  41. Reduce Ammaccato…. Termine azzeccatissimo !!!! Oh quante cose avrei da dire”20 anni di matrimonio e 5 di fidanzamento” ed accorgermi per caso sul computer chi fosse mio marito. Credetemi il mondo vi crolla addosso, ho cercato di capirlo aiutarlo di mettermi in discussione ma lui mi teneva buona e continuava con le sue trombeamiche. Quante cose ho scoperto e quanto dolore , 2 anni a piangere gg e notte . uscirne è davvero difficile come diceva la dottoressa ” ritrovare il proprio centro”. La ferita narcisistica è sempre li latente ma se ritroviamo noi stesse, riusciamo a gestirla. La stima , l’amore e la comprensione dei miei figli mi danno la forza di continuare e riprendermi ogni giorno di più. Un forte abbraccio a tutte quelle persone che hanno creduto e amato con onestà.

  42. Amare con onestà. Amare purtroppo non è una cosa da tutti, né è controllabile. Non devi darti colpe. L’amore è tale se è incondizionato . L’onestà non c’entra. Ci vuole una gran forza e una grande autenticità nel sentimento nel lasciare andare chi ami . È una cosa che l’essere amanti insegna. Amare nonostante tutto. Se l’hai amato lo ami ancora. Altrimenti se la cosa è degenerata in odio perché non è rimasto … Non so. Io non credo possa esserci odio se c è stato amore. Magari tristezza e delusione. Odio no.

  43. Non odio e nn lho mai odiato è stato puro amore e non mi vergogno a dire che provo ancora amore. Però provo anche pena per come si è ridotto e rabbia , meritavamo un altra possibilità per noi e per i figli di cui non gode piu stima e questo mi dispiace. Sono stata io a dire basta credevo che si ravvedesse invece ha preferito la vita da libertino senza responsabilità donne che gli dicevano nulla è per sempre…ma non lo vedo felice….nonostante la sua agenda piena di donzelle.

  44. @Si l’amore è sincero. Sempre. Ma non mi piace l’espressione amare con onestà. Perché appunto mi pare non ci sia bisogno di aggiungere nulla alla parola amore. Perché se dici “Amare con onestà ” ammetti che esista un “Amare in modo disonesto”. Dire amare con onestà insomma mi pare una tautologia.

  45. Amore una parola ormai usata con leggerezza … Amore onesto è avere rispetto di quell’amore quando nonostante le occasioni metti al primo posto il tuo amore . Sinceramente ne vedo poco in giro soprattutto dai 40 in su….

  46. @Lorena un po’ tutto è usato con leggerezza, dai 40 in su e dai 40 in giù. Ricordo che intorno ai 30 anni conobbi un “ragazzo” di 39 anni. Bello, intelligente, simpatico, sensibile, un buon lavoro, praticamente un terno al lotto. Lui era separato, o almeno così diceva, con la moglie le cose non andavano bene e lei dopo 10 anni se ne era andata, dicendogli che non lo amava più perché lui non era propositivo. Cominciammo ad uscire, si stava benissimo, anche per sua stessa ammissione, e io cominciai anche a crederci in quella storia, del resto mi stette molto vicino durante un periodo in cui attraversavo un momento un po’ complicato ed ero molto spaventata. Mi aprii moltissimo, confidandogli molte cose e scrivendogli anche mail decisamente coinvolgenti, per dimostrargli quanto ci tenessi e lo considerassi diverso da molti “ometti” che avevo incrociato. Un giorno andai a trovarlo sul lavoro e parlammo delle difficoltà che avevo, ricordo che scoppiai a piangere come una stupida. Lui mi abbracciò e mi rassicurò, dopo non lo sentii più… o meglio per un po’ mi tenne in una sorta di limbo, ci sentivamo e vedevamo una o due volte al mese, naturalmente c’erano sempre scuse pronte… io tollerai, perché di fatto ci tenevo, anche se soffrivo come un cane. Non mi capacitavo di tale repentino mutamento, mi arrampicai sugli specchi per diversi mesi. Poi venne una ricorrenza, credo fosse Pasqua, lui circa due settimane prima mi aveva chiesto di uscire ma poi era sparito. Nel mezzo qualche messaggio, insomma gli mandai gli auguri, chiedendogli quali fossero i suoi programmi e preoccupandomi per il suo stato dato che aveva avuto tensioni con la ex-moglie… non ha mai risposto a quel messaggio. Ho scoperto poi che si era profuso in auguri a destra e a manca, ma non a me. Mi sono sentita stupida e per molto tempo mi sono chiesta come si possa cancellare così facilmente una persona con cui hai condiviso così tanto. Non ho mai avuto una risposta, ancora oggi, ogni tanto, mi torna in mente questo episodio e continuo a sentirmi una perfetta idiota.

  47. Non era un terno al lotto, era un pacco. Buon per te che è andata così. Non ti vuole? Liberatene mentalmente e vedrai quante nuove opportunità, magari non subito, magari tra qualche settimana/mese, ma troverai senz’altro qualcosa di meglio

  48. @Daisy @Lorena, è una storia di vecchissima data, io 32enne all’epoca. Eppure mi capita ancora di pensarci, o meglio a volte ci sono episodi o fatti che me la richiamano alla mente. Forse perché ero molto coinvolta, forse perché a 32 anni hai un modo di vivere l’amore diverso rispetto ai 20 anni, forse perché la sparizione è la più crudele delle azioni che si possano mettere in atto perché lascia l’altro in sospeso. Lo scorso anno è capitato a una mia amica, stessa dinamica e ormai siamo nel girone dei 40enni. Io credo che siano più gli uomini che le donne a vivere i rapporti con egoismo e superficialità e non credo che le donne siano tutte così stupide da equivocare segnali e comportamenti e mettere “sotto pressione” un uomo. Se una donna si lascia andare, mi pare ovvio che dall’altra parte c’è qualcuno che ha pigiato sull’acceleratore… e sentendo anche diverse amiche sono un po’ stanca di tutte le scuse che i maschi mettono in campo per continuare a giustificare giravolte e infantilismi. Di natura io sono piuttosto diffidente con l’altro sesso, parto dal presupposto che un uomo tendenzialmente non solo non sa che vuole, ma mente di default. Ogni esperienza è utile, ciò non toglie che oggi, a distanza di anni, quando ci ripenso mi sento stupida e mi sale un certo amaro in bocca.

  49. Certo che da queste descrizioni sugli uomini non si salva mai nessuno! Se da una parte mi fa sorridere e mi lascia il tempo per una rapida introspezione, dall’altra devo ammettere che si, di uomini c’è ne sono tanti e molti(ssimi) con paturnie di varia natura.
    L’unico dubbio é che realmente si sta cercando un ideale che non esiste: l’uomo perfetto se esistesse cercherebbe la donna perfetta, che non esiste. Questa tendenza negli articoli a tracciare un amore ideale non corrisponde alla realtá, altrimenti, ci sarebbe un solo tipo di Amore… E guarda caso quello che leggo ha si basi solide di esperienza, ma corrisponde all’immaginario collettivo femminile. Forse non é un caso che ultimamente non ci sono più uomini a commentare. Questa é la mia umile e sincera opinione. Grazie Alessandro, comunque, hai fatto luce su vari aspetti che sempre mi interessano.

    • Sai io qui parlo di problemi non di cose che vanno bene. A chi va bene in amore non sorge la necessità di leggere questo blog, se non a scopo preventivo o per piacere di lettura. Forse non esiste l’uomo perfetto ma almeno dateci un uomo normale!

  50. Forse hai ragione Annak…può darsi che questo sia l’ideale di amore dell’immaginario femminile e dunque…uomini perchè non ce lo spiegate il vostro ideale di amore, come dovrebbere essere per voi? Io sarei ben felice di ascoltare, confrontarmi, capire e incontrarci perchè no a metà strada.

  51. Un uomo normale? Seguendo un ragionamento socratico, definite un uomo normale… Troppe variabili per poter tracciare un identikit a mio avviso. Comprendo le problematiche legate alla definizione di un “prototipo” accettabile. L’unica soluzione ragionevole è continuare a parlarne, confrontarsi, senza cadere nelle generalizzazioni. Gli uomini non si aprono, hanno paura delle emozioni, combattendo con complessi (di Edipo, della bacchetta magica, ecc.) e sgusciando via dal controllo da parte delle amiche, amanti, donne in generale. Ma sapete una cosa? Quando si trova l’amore verso se stessi, si decide di confrontarsi senza aspettative con l’altra. E qui parlo di me, ho fatto spazio per un altra persona quando mi sono sentito pronto per condividere e soprattutto senza aspettative… Difficile? Si! Un lavoro personale, intenso e necessario. É possibile incontrare una persona con un anima nobile. Ma la domanda vera é: Sono io una persona che si ama e con uno spirito aperto e felice? Ricordate che le persone che attraiamo a noi sono i nostri specchi, e ci insegnano quello che non vogliamo vedere o cambiare….

    • Le generalizzazioni in molti casi valgono perché sono frutto di statistica, che è matematica. Leggi il principe azzurro

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@anpellizzari

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