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Sesso a tre: perché te lo chiede

Lui vuole fare sesso a tre
Lui vuole fare sesso a tre

Lui vuole fare sesso a tre. Prima era una fantasia, ma ora si è tradotta in richiesta. A volte anche insistente, comunque ripetuta.

Ogni tanto è lei a chiederlo, ma prima analizziamo la richiesta maschile, più frequente.

Lui, di solito, vuole fare sesso con te e un’altra donna, più raramente con la partecipazione di un altro uomo, che però è una fantasia più femminile: la competizione fra sessi e la paura che il proprio partner faccia paragoni estetici e di prestazione entra anche fra le lenzuola.

Intendiamoci: è la più frequente delle fantasie erotiche fra coppie di breve (se molto spigliate), medio e lungo corso, non importa se ufficiali o amanti (anche se gli amanti sono in media più fantasiosi e birichini).

E fin qui niente da osservare, ce la si racconta, ce la si immagina, produce eccitazione e godimento all’interno della coppia e, una volta raggiunto l’orgasmo, finisce lì. La prossima puntata, sempre di fiction, è rimandata al giro successivo che rimane però, nella realtà, rigorosamente a due.

Ma cosa succede se lui, superato l’obnubilamento dell’eccitazione, a bocce ferme, ve lo propone davvero? Vuole farlo davvero, nella realtà? Vuole addirittura organizzare…

C’è da rifletterci.

Quasi tutti i maschi, e anche voi femminucce, durante la scopata e prima del sommo piacere, grazie all’eccitazione, chi più chi meno, siete disposti a irrefrenabili voli pindarici erotici e numeri del kamasutra, roba a volte da far impallidire il video porno più spinto.

Ma, raggiunta l’estasi, soprattutto nell’uomo che non gode di quella benedizione al femminile che si chiama multiorgasmo, di solito scende una pace fisica e cerebrale che il meglio che vuole fare è dormire.

Insomma, prima dell’orgasmo lui è come in un supermercato a mezzogiorno, con una fame pazzesca e la voglia di comprare tutto. Dopo l’orgasmo è come il postprandiale, si è mangiato tutto quello che ha comprato e agogna il divano per russare in 5 secondi netti di televisione.

E invece? Invece, a pancia piena, a eiaculazione avvenuta, lui insiste: perché una volta non lo facciamo davvero? Quella tua amica carina che mi sembra un po’ vogliosa… Oppure: quello che ti fa la corte da anni, non ci starebbe?

Che cosa significa, che cosa nasconde psicologicamente e come vero bisogno per lui, e per la coppia, e per te sua partner, questa richiesta?

TE LO CHIEDE PERCHE’ VUOLE SPERIMENTARE
Se siete insieme solo da tre-sei mesi siete nel cosiddetto periodo della sperimentazione a letto. State facendo di tutto e provando tutto l’alfabeto del sesso per conoscervi meglio e vedere come e cosa funziona. Se il sesso è molto appagante, per assurdo una richiesta del genere può essere normale e non nascondere una insoddisfazione, da parte del partner, della serie “non gli basto io”. Se siete una coppia che non ha tabu particolari sessuali, “usare” un terzo, maschio o femmina, per il proprio godimento, ci sta. Si fa una prova, se funziona si ripeterà, altrimenti si va avanti in due. Però occhio alle insistenze eccessive: tutto è lecito a letto, ma deve piacere ed essere condiviso da tutti e due, con regole di ingaggio del terzo elemento molto chiare, anche nei limiti. Conosco coppie dove lei, per paura di perdere lui, ha acconsentito ad andare con un altro uomo o un’altra donna “per forza”. Lì godeva solo lui, lei si sentiva umiliata o costretta, si sono giustamente lasciati. Il sesso a tre deve rimanere un sesso a due: il terzo è solo un sex toy che la coppia usa a suo piacimento.

TE LO CHIEDE PER SPEZZARE LA ROUTINE
Nelle coppie di medio e lungo corso a un certo punto il sesso si fa ripetitivo, si adotta una certa sequenza di preliminari e posizioni che vanno benissimo, perché sono il mix del meglio a letto degli ultimi anni, ma anche la playlist più bella, a furia di risentirla, richiede nuove canzoni di aggiornamento. Così una delle fantasie più gettonate può diventare proposta concreta. Avete la necessaria confidenza per metterla in pratica certo. Ma piace a tutti e due? E tu andresti con una donna? E se preferisci un uomo lui come la vede? Il gioco funziona solo se c’è concordia, ma attenzione. La routine nel sesso è una brutta bestia: questa sì che può nascondere l’insidia del voler cambiare e non mi basti più. Se lui, anche dietro il vostro no, insiste troppo, allarme rosso. Potrebbe avere bisogno di evadere. Insomma, l’insistenza davanti al terzo vostro NO può nascondere un problema a letto di coppia che va affrontato con una chiara e profonda discussione, se vi amate ancora, magari trovando alternative che ravvivino il rapporto sessuale che non siano la scopata in tre ma comunque di comune soddisfazione. Occhio allora perché, come scrivo sempre, il sesso è l’80% del cemento che costituisce il pilastro portante della coppia.

TE LO CHIEDE PERCHE’ SIETE IN CRISI
Vale anche per lei. E vale quanto detto sopra per la routine. Ragionate su certi dettagli. Lui prima era tranquillo e non faceva richieste di questo tipo? Era geloso, e quindi non si poteva neanche parlare di altri? Ultimamente, lo fate di rado, molto meno di prima? Dovete “aiutarvi” con dei video porno come preliminari, cosa che prima usavate come variazione sul tema e ora serve per avviare la macchina altrimenti rischia di non partire? Ahia. Forse lui è stufo di voi. O voi di lui. Ha bisogno di nuovi stimoli. Prima di tradire per la prima volta un uomo cerca in diversi casi di coinvolgere la partner in una sorta di tradimento “controllato”, un gioco a tre dove lui possa scoparsi un’altra, ma con il vostro permesso, partecipazione e zero sensi di colpa. Poi però, se la coppia è finita o comatosa, il farlo a tre per lui diventerà una sorta di droga: non riuscirà più a farlo (o quasi) se non c’è di mezzo qualcuno o qualcuna, alla fine magari questa qualcuna inizierà a frequentarla di nascosto per conto suo… O c’è già, e lui o lei chiedono cose “esagerate” perché l’eccitamento prodotto dalla storia parallela enfatizza anche quello di casa, che così diventa più trasgressivo. O serve a essere poi raccontato all’amante.

TE LO CHIEDE PERCHE’ CONTI POCO
La gelosia è un buon termometro dell’amore. Ma ci sono coppie molto ben strutturate e libere che la usano come elemento di gioco nella performance a tre. Una sorta di gioco “sadomaso”, uso un termine forte e improprio ma che rende l’idea, dove il piacere si unisce alla sofferenza: soffro a vederti con un altro o con un’altra ma godo fisicamente a vederlo fare. Queste coppie hanno ben saldo in mano il boccino del rapporto a due e sanno usare queste cose per mantenerle all’interno della coppia, condividerle, non abusarne praticandole come diversivo una tantum, o chiuderle addirittura per sempre. Della serie smetto quando voglio, ma non come lo dice il fumatore da 60 sigarette al giorno. Di solito sono coppie più o meno aperte (esplicitamente o no) e che hanno provato (o proveranno prima o poi) lo scambismo. Ma fuori da queste eccezioni (che non sono rare) la gelosia impedisce alla maggioranza delle coppie di passare dalla teoria ai fatti, soprattutto se la coppia è fatta di persone che non vivono il sesso in modo scanzonato e senza tabu, ma in maniera abbastanza codificata. Quindi, che siate una coppia di breve o media data, il fatto che lui all’improvviso faccia una richiesta del genere e insista, nonostante la vostra riluttanza, a metterla in pratica, non è da sottovalutare come sintomo di disagio di coppia in genere. Un distinguo importante: se lui ti chiede di andare con un’altra donna l’allarme potrebbe essere falso, perché gli uomini non sono gelosi delle altre donne, le vedono come uno strumento non pericoloso di trasgressione. Ma se ti chiede di andare con un altro uomo, se ti concede a un altro, eh beh, fuori dal discorso fatto sulle coppie che sanno davvero gestire queste cose come “gioco”, il fatto può significare, soprattutto se è una novità tipo fulmine a ciel sereno, che tu per lui non conti più. Non c’è più gelosia, senso del possesso, di protezione. Tu diventi un mezzo, non il fine. La coppia non c’entra più: lui vuole farti fare una cosa per il suo piacere, ma anche perché ti stima di meno, può “concederti”, il che può anche significare che non sei così importante da non poterti lasciare. E spesso, dopo questi esperimenti, lui ti lascia (o lei ti lascia). Ha solo avuto la prova che conti poco e che, anche dando di più, il massimo a letto, persino in tre, non gli basta.

TE LO CHIEDE PERCHE’ E’ DIVENTATA UNA DROGA
Il sesso a tre, pur essendo la fantasia più diffusa fra gli italiani, e quindi in teoria piace alla maggioranza, nella pratica è poi portata a termine “solo” da un terzo di chi la sogna (comunque tantissimi, e in crescita: basta guardare il successo e il diffondersi di locali per scambisti e siti internet e chat dedicate; ma basta anche ascoltare qualche chiacchiera in palestra o fra amiche).
Rimane però più facile tradire che costruire e sostenere, all’interno della coppia, un gioco di questo tipo. Ma mettiamo che lo abbiate già fatto una volta, e che sia piaciuto a tutti e due. Bene, avete trovato, oltre ai sex toys, a farlo in auto, a vestirvi da contessa e autista e a vedere video porno un nuovo gioco, molto avanzato e appagante. Che succede ora? Ciò che piace lo si vuole ripetere. Ma qui non stiamo parlando di tornare al ristorante che ci ha stupito favorevolmente, qui si tratta di andare a letto in tre, a volte in quattro! Nelle coppie equilibrate, questo gioco, per quanto appagante, viene catalogato fra le varie ed eventuali da fare ogni tanto, spesso non con le stesse persone, proprio per evitare che si creino legami con i partecipanti esterni (un lei o una lui) che potrebbero mettere in crisi il menage a due o produrre gelosie. Diciamo che si userà l’esperienza reale per migliorare quella fantasiosa di routine e magari si ripeterà il gioco a tre forse, una, due volte all’anno. Un po’ come concedersi una fuga dalla realtà, se diventa un po’ ripetitiva. O per il piacere di trasgredire, ma sempre in due, sempre in accordo, sempre per la coppia e, fondamentale, perché la cosa diverte e non crea problemi o gelosie patologiche a nessuno. Ma se invece per lui (di solito) la cosa diventa un bisogno? Se insiste per farla tutti i mesi? Se insiste anche sulle stesse persone, perché lui, lei, quella coppia sono così belle e affidabili? Attenzione. Il rischio di questi giochi, se diventano estremi, è la dipendenza. Non mi eccito più con la normalità, deve esserci sempre uno stimolo forte, sempre più forte. Se la richiesta diventa incontrollabile, addirittura ci litigate per la sua insistenza, o avete un problema di coppia interno sotto la brace (leggi punti precedenti) o è meglio, anzi meglio comunque, rivolgersi a un terapeuta di coppia. Le dipendenze non vanno mai d’accordo con l’amore, e neanche col sesso di qualità.

TE LO CHIEDE PERCHE’ NON VUOLE PERDERTI
Il sesso a tre, o comunque proposte ardite al partner, vengono fatte da lui o da lei (e accettate da lui o da lei anche controvoglia) perché uno dei due elementi della coppia si è accorto che sta perdendo il partner e il motivo è il sesso o, se preferite, la routine, che comunque si riverbera sempre anche sulla qualità del sesso di coppia. Allora uno dei due, perché sente allentarsi il legame, propone una cosa ardita a tre. Di solito questa proposta viene da lei, perché vede che lui non la nota più, non la scopa più, magari sospetta un tradimento o ha già perdonato un tradimento ma le cose a letto non sono migliorate. E sa che se offre il massimo della trasgressione il risultato è garantito. In ogni caso è un bel rischio. Perché questa frustata emotiva può rilanciare la sessualità di coppia o affondarla del tutto. Per esempio la rilancia se era proprio il sesso a non andare ma per il resto la coppia era solida. Può rilanciare se lei che propone ha veramente voglia di farlo, lo farà bene, lo farà per la coppia e senza pentimenti o forzature: non c’è niente di peggio che vedere una donna che assaggia un’ostrica e dice “che buona” nascondendo un leggero conato di vomito. Può rilanciare se, come detto prima, non diventa un droga, cioè l’unico modo per fare del sesso appagante.

In conclusione, non demonizziamo chi vuole tradurre in realtà la fantasia erotica più diffusa fra gli italiani, ma non sottovalutiamo neanche i messaggi reconditi che questo comportamento può nascondere.

Io non sono un bigotto che pensa che queste cose siano “porcherie”, come dicono tanti che spesso fanno i santi sulla bacheca dei social e poi nell’armadio hanno una succursale di un sexy shop (che va benissimo, non va bene essere ipocriti e pure giudici degli altri).

Non accetto neanche le critiche di quelli che perché hanno un solo ormone in circolazione pretendono che quelli che ne hanno mille facciano sesso solo guardando il soffitto (lei) e il cuscino (lui), o che pensano che il sesso orale faccia schifo o sia la parte di un esame che viene sempre dopo lo scritto. E dicono che chi non fa così come loro è un pervertito.

Quindi nessuna critica alla parte del sesso fatto in tre, solo riflettiamoci sempre bene prima: farà male o farà bene? E’ un gioco o è una necessità? Lo riusciamo a gestire o ci scappa di mano? Dopo, ci amiamo come prima, siamo contenti o si è creato un disagio che sembra non passare?

Meditate gente, meditate.

Sincerely yours

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce

il tradimento è il sintomo di un amore finito
il tradimento è il sintomo di un amore finito

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce

Tradimento, corna, infedeltà, adulterio… sono termini antichi ma sempre di grande attualità.

Prima della fine degli anni ’60, soprattutto se eri donna, potevi pure finire in galera per una scappatella. Eppure succedeva lo stesso, nonostante i rischi. Come succede oggi, preludio a molti divorzi, ma anche a tante separazioni in casa o amantati infiniti.

Mi impressionano sempre le cifre in proposito, che amici avvocati matrimonialisti mi dicono essere ottimistiche, perché i numeri sono più alti: in Italia almeno il 60% delle donne ha tradito almeno una volta superando i maschietti, che sono “solo” a un “misero” 50%. Cifre, dicevamo, calcolate per difetto, non per eccesso.

Quindi siamo un paese dove più della metà della popolazione ha fatto o fa le corna, ma siamo anche un paese di bigotti e facili censori della vita altrui (mentre dal nostro armadio ormai troppo affollato fa capolino la mano di uno scheletro), dove tutto ciò ha gli epiteti negativi che abbiamo visto. Tradire si fa ma non si dice, non è bello e non conviene, almeno fino a carte legali pronte e avviate.

Ipocrita? Dipende da chi subisce e fa. Chi le corna le subisce (e chi non le ha subite, anche da una “semplice” fidanzatina. Non valgono? Sarà, ma quanto fanno soffrire, e qualcuno ci rimane pure “segnato”) urla in faccia al traditore il suo disprezzo ma, sempre le statistiche lo dicono, lo perdona sempre di più. Soli non sappiamo restare. O non conviene.

Chi le fa, le corna intendo, risponde spesso a un bisogno che, nel tempo, si è fatto più pressante: sesso coniugale morente, voglia di evadere, di risentirsi uomini o donne, noia…

E’ solo questione di tempo e di resistenza personale: chi è infelice, chi “ha bisogno”, prima o poi lo farà. Magari prima con una chat che si fa sempre più spinta, magari in un viaggio di lavoro con un collega simpatico e che ci sa fare, magari col tizio della palestra… è solo questione di tempo.

E’ solo questione di tempo perché in realtà il tradimento non esiste o, se c’è, non è che un sintomo dell’amore che finisce.

Ve lo ricordate l’amore, quello vero? Era quello che faceva davvero palpitare il cuore quando la vedevi, era quello che ti provocava paura di perderla quando l’avevi fatta arrabbiare, era quello che ti faceva sembrare un orgasmo normale il migliore della tua vita, era quello che a letto non ne avevi mai abbastanza e il telefonino esisteva solo per rispondere o chattare con lui.

Purtroppo tempus fugit e, come ho avuto modo di scrivere spesso in questo blog, anche l’amore ha un timer. Più o meno lungo a seconda dell’assortimento della coppia e del destino, che ti fa incontrare o meno altre donne o uomini della tua vita, esistono anche i colpi di fulmine, tsunami emotivi che fanno saltare qualsiasi count down dell’amore, anche se era promettente e agli inizi.

Così, un giorno, dopo mesi o anni, quegli scricchiolii che sentivi nel legno del telaio della finestra che proteggeva il tuo amore dai pericoli esterni delle tentazioni, dagli altri uomini o dalle altre donne, quei tarli nascosti fatti di routine e incomprensioni, di lei che diventa madre e non più compagna, e lui fabbricatore di soldi e non più partner, faranno spalancare i vetri sul mondo esterno, a volte crollare tutta la finestra in uno schianto secco.

Entrerà aria fresca laddove pensavi che l’aria fosse sempre la stessa, vero, ma protettiva e buona. Entrerà un vento che potrebbe portarti via.

E tradirai prima o poi. O meglio, non tradirai, ma andando con un’altra o un altro a letto metterai la parola fine a quello che una volta chiamavi amore.

Perché l’amore sarà anche a termine, ma quando c’è vuole l’esclusiva, non ti fa vedere gli altri, non c’è spazio per gli altri. E’ a tenuta stagna. Quando non lo è più è semplicemente finito. Il tradimento ne è solo la conseguenza.

Il tradimento è il termometro della febbre letale che decreta la morte dell’amore, non si dà colpa al termometro della malattia che provoca una febbre mortale.

Possiamo continuare a chiamare la FINE DELL’AMORE tradimento, per cercare di colpevolizzare il termometro e colpevolizzarci per trascinare avanti un amore morente, per fare accanimento terapeutico su coppie che non hanno più risorse per andare avanti e dove l’amante, più o meno importante che sia, non c’entra nulla, è conseguenza, non causa.

Capisco le mogli affrante che urlano: se non avesse incontrato quella lì! Sarebbe tutto a posto? No, l’amore era finito.

Non voglio giustificare nessuno, errori di percorso nelle coppie di lungo corso si fanno, e si possono anche recuperare, conosco coppie rinate dal tradimento (poche, rinate veramente). Ma sono comunque scappatelle, e possono essere una massimo due, altrimenti è un trend che dice solo una cosa: in casa qualcosa è morto, e di solito è il sesso.

E se non c’è sesso frequente e di qualità, vuol dire che il sangue della passione non arriva al cuore, e il matrimonio prima o poi subirà un infarto letale. E non ci sono farmaci che tengono, perché anche usare i figli come farmaci anti-infarto non può durare per sempre.

Dunque smettiamola di dire “quella è stata tradita, poveretta, che porco lui, che troia l’altra”, perché la verità è che quell’amore è finito, che lui non è un porco (salvo eccezioni, ma qui a noi interessa la realtà più diffusa) ma un uomo che cerca nuova linfa vitale, il sesso di qualità, e che l’altra non è una troia, perché o è lei stessa reduce da un amore finito o è solo una nuova occasione di ricominciare il gioco dell’amore.

Il gioco più bello del mondo, che ormai spesso riparte da un tradimento, che noi qui chiamiamo ancora corna come nei film in bianco e nero, e invece dovrebbe chiamarsi semplicemente THE END.

Sincerely yours

Ma se è tornato è perché mi ama ancora?

Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori...
Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori…

Lui era il tuo amante, il tuo compagno, il tuo fidanzato. Era perché, dopo mesi o anni di amore dichiarato, di sesso sfrenato e di sogni di vita insieme è finita.

E’ finita perché lui vi ha tirate sceme con le promesse ma non le ha realizzate. Non ha lasciato la moglie. Non è venuto a convivere con voi. Non vi ha sposate. Non ha smesso di tradirvi. Non ha lasciato l’altra, a volte LE altre.

Così voi, dopo aver staccato tutti gli assegni del vostro conto corrente dei sentimenti firmandoglieli in bianco, li avete visti investire in vacanze con la moglie, in fiori per l’altra, in weekend “da solo” con gli amici.

Finché, alla fine del calvario dell’attesa, vi siete arrese e avete deciso voi di finirla. Lo avete lasciato perché al vostro ultimatum lui ha risposto: ti amo ma non posso. Sei il più grande amore della mia vita ma non posso. E via con le scuse. Ma non posso.

Qualche campione di sensibilità ed egoismo avrà avuto anche il coraggio di dirvi che, dopo uno, due, tre, dieci anni di promesse non mantenute non avete saputo aspettarlo e quindi è tutta colpa vostra se lui non lascia l’altra. Rido per non piangere per voi.

Bene, questa la cronaca fino ad oggi. E adesso che succede?

Sono settimane, mesi che non lo sentite. Il silenzio terapeutico (leggi qui) calato fra voi e lui dopo la vostra decisione che così non si andava più avanti sta dando i suoi frutti emotivi.

Chi prima o chi dopo, ognuna di voi sta sostituendo il panico, la rabbia, il dolore profondo, la perdita, la sensazione che senza di lui il mondo sia vuoto e senza senso, con un senso di rinnovato benessere, di indipendenza, del fatto che non vederlo fa soffrire ma finalmente ha spezzato la continuità del dolore profondo, e che c’è un mondo la fuori ancora “vivo” e, soprattutto, che state tornando di nuovo voi stesse, le grandi donne che eravate prima di conoscerlo.

Qualcuna ha magari iniziato a rivivere una sana socialità, le più evolute e meno ferite o veloci a superare la convalescenza frequentano addirittura uomini nuovi (leggi la teoria del chiodo qui) andandoci o meno a letto, questione solo di quanto la ferita si è rimarginata.

Finalmente la vita normale sta riprendendo nonostante i flash back e i fisiologici e inevitabili momenti di malinconia e qualche lacrima sul passato quando… lui si rifà vivo.

Un messaggino. Un incontro più o meno casuale per strada. Una telefonata. Quelli senza ritegno osano persino un invito “per sapere come stai”, all’insegna dei bei vecchi tempi. Per “amicizia”, almeno quello dice…

A questo punto molte di voi si sentiranno come teletrasportate da una macchina del tempo infernale nell’abisso. Tutto ciò che avete costruito in settimane, mesi di riparazione del vostro dna emotivo distrutto da come vi ha trattato per mesi, anni, di come si è fatto lasciare per sfinimento ai limiti della crudeltà, sembra crollare di fronte a una mail, un messaggio, alla sua voce, alla sua presenza.

E’ gentile, usa i ricordi del passato più belli per blandirvi, si dimostra affranto per come è finita, vi ama ancora, siete state la donna più importante della sua vita, sì è vero è rimasto con la moglie perché è malata, perché non ha soldi, perché i figli sono fragili (anche se magari hanno 20 anni) ma lui sogna e ha sempre sognato voi. E, naturalmente, con l’altra non scopa. Mai. Forse non ci ha mai scopato (eppure hanno sei figli).

Se era libero non ha altre, non ne aveva mentre eravate insieme e i vostri sospetti erano infondati e lo hanno allontanato giusto il tempo di fare le vacanze con un fantasma con la terza di seno e il culo alla brasiliana.

Insomma, l’uomo perfetto si ripalesa con tutto il suo cuore. In quel momento, molte di voi si fanno subito la domanda sbagliata, sulla quale lui ha puntato le sue fiches.

Vi chiedete se lui è tornato perché vi ama ancora, ed è il primo passo per diventare di nuovo dipendenti da lui e, soprattutto, aprirgli le porte del vostro letto, del vostro cervello, della vostra capacità di ascoltare anche tutte le sue menate con la moglie o con l’altra (siete state delle sante a sorbirvi i dettagli di che cosa lui gli avrebbe regalato a Natale e di tutte le menate di scuola dei suoi figli).

Lui è tornato perché vi ama dunque? Domanda sbagliata. Quella vera è: lui è tornato, ma che cosa è cambiato?

Ha lasciato la moglie? E’ finalmente libero? Ha in mano la separazione scritta? Oppure vi sta rassicurando, a voce, per la milionesima volta, che adesso davvero lo farà? E’ tornato per rimanere o è solo di passaggio?

Perché, al netto del fatto che lui vi sta dicendo, esattamente come vi ha detto mille volte finché VOI non lo avete lasciato per distruzione fisica e mentale e fine fisiologica delle lacrime da versare, dicevo al netto che lui vi dice IO TI AMO E NON POSSO VIVERE SENZA DI TE… che cosa è cambiato concretamente? Vivrà ora adesso con te? O aspettiamo i “tempi tecnici”? Ma per favore, ragionate!

L’altra c’è? Scopate e poi lui torna a casa “per sistemare le cose”? No ragazze, per favore, non scherziamo con la vostra salute sentimentale e anche mentale.

Questo, se le cose non sono cambiate realmente e stiamo di nuovo a promesse per il futuro, può anche darvi nuove scadenze (la prossima estate sarò libero: chissà perché non il prossimo mese, settimana; lasciami il tempo di preparare il divorzio… ma come, lo dovevi preparare due anni fa!) ma non fatevi abbindolare.

Perché lui è lì per un solo motivo: ha bisogno di voi. Del vostro corpo. Della vostra testa. Della vostra disponibilità che rasenta la geisha.

Lui non vi ama, ama solo se stesso e i suoi bisogni. Vi ha amato forse, siete forse davvero stata la MIGLIORE di tutte (ed è per questo che torna anche), ma non vi sposerà, non lascerà l’altra, a meno che alle parole ci siano i fatti ora, qui, subito.

Vuoi entrare nel mio letto perché mi ami e te ne accorgi solo davvero adesso o di nuovo proprio perché questo “periodo di riflessione” (leggi qui) ha funzionato? Va bene, ma non esci da quella porta, non torni più a casa da lei. E vedrete che lui, di fronte a questo, non entrerà in casa vostra.

Perché è tornato allora? Perché vuole scoparvi. Perché vuole la sua psicologa e tutto quello che non gli dà l’altra, ma senza rinunciare a nulla. Vuole voi come completamento, l’altra per tutti i soliti motivi. Vuole due donne. Magari fra un po’ anche tre, una scappatella dalle due “ufficiali” ci sta, abbassiamo l”età anagrafica delle scopate ogni tanto.

Siete di fronte a un “mostro” di egoismo? La risposta è sì se non si ritira subito da questo tentativo non serio e a “scopo di scopata”, rendendosi conto che non può e non deve farlo se non ha deciso davvero di stare con voi e basta. Attente ai narcisisti (leggi qui)!

Non importa che sia confuso davvero anche lui, non si fa soffrire la gente perché lui ha “bisogno di rivederti” a costo di riaprire una ferita che si stava rimarginando lacerandola. Non importa che sia “solo per provare a rimanere amici”: chi ha amato e poi si è lasciato drammaticamente non può diventare amico (leggi qui).

Sono tutte scuse e il prezzo di questo ritorno non lo paga lui lo pagate voi. E lui, che è in cattiva fede anche se si dà mille scuse per rivedervi tutte validissime e ricolme di buone intenzioni, non si fa scrupolo di rifarvi male.

Ma non si rende conto che se vi abbandonerà di nuovo voi, oltre che distrutte nuovamente, vi odierete per esserci ricascate e la vostra autostima richiederà il triplo del tempo di prima per risollevarsi? No, per lui saranno problemi vostri. Lui sarà di nuovo lontano.

Lui, come alcune di voi mi scrivono, sta davvero male e ha problemi patologici affettivi che vengono dal suo rapporto con la madre o il bisnonno cretese? Voi ci avete provato, non siete una terapeuta… che si faccia curare seriamente e guarisca dai suoi problemi affettivi con chi di dovere. Se poi ci sarete quel giorno, karma. Ma guarito, non da guarire! Avete già dato, non ha funzionato, chiaro?

E poi ragazze, non confondete più l’amore con la sua voglia di figa, come qualcuno saggiamente ha detto.

Che fare? Non fate l’errore di ascoltarlo troppo, di rispondere al messaggio, di vederlo. Se proprio non ce la fate a mettergli un muro davanti, torturatevi il minimo indispensabile per capire se è cambiato tutto (qualcosa non basta) o siamo alle parole per l’ennesima volta.

Qualcuno torna davvero con serie intenzioni ma devono essere senza appello, senza ulteriori ritardi e senza esitazioni, senza se e senza ma. Potete dire finalmente e, soprattutto realizzare immediatamente cose semplici ma impossibili fino a ieri come: stasera dormi qui. Domani ci vediamo. Sabato partiamo. Ti chiamo io quando voglio. Ti presento alle mie amiche, alle persone che contano per me.

Non andateci a cena o a pranzo “per parlarne per l’ennesima ultima ultimissima giuro volta”. Men che meno a letto.

Altrimenti tutto quello che avrete sofferto e fatto per liberarvi dal suo giogo emotivo non sarò servito a nulla e ricadrete nel baratro.

Non ce la fate? La tentazione è troppo forte? Prendete tempo prima di rivederlo e andata dall’amica o dal terapeuta, esperto, quel che volete per farvi consigliare e aiutare, ma soprattutto per ragionare a voce alta su questo “ritorno di fiamma”, la sua concretezza e le conseguenze fisiche e reali di riprovarci con lui.

Siete riuscite, come spero, a respingere l’attacco e dopo un po’ lui, senza ritegno e pietà, ci riprova? Bloccate il numero. Bloccate le chat. Bloccate tutto. Altro che amore, questo è egoismo da diffida con zona di rispetto lontano da voi tipo polizia scientifica.

Non cadete più nella trappola del tutto chiacchiere, libidine ed egoismo. Vivete di nuovo. Troverete, così, anche il vero amore (leggi qui). Perché, come diceva il grande Indro, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili.

Sincerely yours

Tutta e solo colpa dell’amante

Adesso chiami la tua amante davanti a me
Adesso chiami la tua amante davanti a me

È tutta colpa dell’amante: adesso la chiami e la lasci di fronte a me

Nella saga degli amanti, spesso tragedia dell’amore incompiuto, arriva un momento in cui il coniuge tradito di uno dei due scopre l’esistenza dell’amante.

Che cosa succede in questi casi? A leggere le vostre storie di amanti, i commenti su questo blog sul tema (tantissimi e interessantissimi, prendetevi del tempo per leggerli, ne vale la pena) e raccogliendo le vostre “confessioni” su messenger o alla mail anpellizzari@icloud.com spesso succede ciò che segue.

LA MOGLIE SE LA PRENDE SOLO CON L’AMANTE
Se una volta il tradimento veniva punito più frequentemente con un immediato calcio nel culo e telefonata all’avvocato più feroce del circondario oggi, complice la crisi economica, il panorama di solitudine sentimentale che caratterizza molte delle storie dei single over 40 (il mercato degli uomini papabili è desolante, lo descrivo spesso in queste pagine) e tutta una serie di vincoli matrimoniali che vanno dai figli piccoli al mutuo oggi, dicevo, la moglie tradita “perdona” e tiene in casa il marito traditore.

O meglio, più che perdonarlo lo tramuta spesso, seduta stante, in povera vittima delle trappole sessuali di qualche zoccola senza scrupoli, quella che qualcuno sui social ha descritto come “la vacca che arriva nel tuo giardino ben curato da anni e te lo divora in una scopata”. Ho già scritto qui che il tramonto del sesso di coppia, non la vacca, decreta spesso la fine di una coppia longeva.

Questo tipo di moglie tramuta il marito in una sorta di figlio aggiuntivo, sublimando la marachella (anche se lui ha l’amante da tempo, a volte anni) con un astio che si concentra tutto su “Quella Troia rovina famiglie”.

Come se il termometro fosse colpevole della febbre, come se non esistesse mai un concorso di colpa anche del coniuge tradito in queste vicende (leggi qui), come se lui fosse reso incapace di intendere e volere da una scopata fatta come si deve.

Insomma, come nelle dittature descritte dalla storia, certi coniugi additano come unico responsabile dell’attacco vile alla madre patria il nemico esterno, subdolo, feroce, rovinafamiglie.

È più facile fare così ma non salva il matrimonio è, soprattutto, non lo preserverà da future corna.

Perché un regime carcerario da 41 bis in casa, col telefono sotto controllo, i social chiusi per fine attività e le uscite da single del marito azzerate non potranno durare per sempre e, quando il tempo avrà fatto assopire il cane da guardia, il lupo pur avendo perso il pelo a suon di litigi e minacce ricomincerà col vizio.

Non solo perché il lupo è e rimane un predatore, ma perché evidentemente quello che non ha funzionato nel matrimonio, fosse sesso inesistente o routine da colpo di sonno ogni sera davanti alla tv, continua a non funzionare.

Le 2-3 coppie su dieci che vedo e delle quali sono a conoscenza che, di fronte allo shock del tradimento sono risorte davvero e hanno ricominciato rilanciandosi, non hanno infatti reagito additando il terzo incomodo come unico e solo responsabile del disastro. Anzi, spesso non se ne sono curate per nulla, se non per le ovvie domande di rito e utili a capire (la ami, da quanto siete insieme, che cos’ha lei più di me…). Queste coppie si sono concentrate sull’analisi interna del che cosa abbiamo sbagliato con l’intento di capire per ricostruire.

Queste coppie rinate hanno scoperto, grazie proprio a un tradimento, che l’affetto aveva sepolto l’amore nella routine.

Quindi non è il possesso e il controllo che salverà il tuo matrimonio. Mai.

E l’amante non c’entra nulla. È solo la buca su una strada sconnessa e non mantenuta ad hoc da immemore tempo.

A meno che non abbia fatto lei, l’amante, la grandissima cazzata di informare la moglie per ripicca, vendetta o nel tentativo folle di far prendere a lui una decisione troppo spesso rimandata, un atto di suicidio sentimentale e morale che non giustifica forse altrettanta violenza, ma il biasimo generale in questo caso sì (leggi qui). Ed è inutile, ma molto utile per disprezzarsi ed essere disprezzate. Un buon modo per passare dalla parte del torto quando non è un torto amare un uomo impegnato. Semplicemente succede. Anche a chi è stato precedentemente tradito.

LA MOGLIE LO COSTRINGE A CHIAMARE L’AMANTE
Fra le umiliazioni più dolorose e allucinanti che mi raccontate c’è quella di lei che dopo averlo catechizzato per bene e averlo costretto a giurare che lascerà senza indugio l’amante, non paga di aver assistito alla scena a volte raccapricciante per autolesionismo maschile del mea culpa, pretende che lui chiami l’amante in diretta per lasciarla.

Così lui chiama, recita la sua parte da cane bastonato e da uomo senza attributi (gli stessi che sfoggiava al motel) e l’amante sente pure sotto le contumelie e gli insulti della moglie inferocita.

Una scena penosa e soprattutto inutile per salvare un matrimonio spesso irrecuperabile. Ma tu moglie davvero vuoi tenerti un uomo così, al guinzaglio, col braccialetto elettronico alla caviglia che suona se si allontana da casa e ridotto a figlio minore ripetente? Questo sarà il vostro nuovo futuro, amore, matrimonio?

IL CONIUGE CHIAMA L’AMANTE DIRETTAMENTE
Un’amica ha paragonato questo gesto a quello di un bambino che sta perdendo al gioco e per questo ribalta per terra il tabellone o le carte, oppure se ne va o picchia l’avversario.

Apparentemente giustificato dalla disperazione, questo gesto, questa volta non solo femminile perché posto in essere anche da qualche marito, oltre ad avere tutti i difetti descritti nelle reazioni precedenti, ha in più una caratteristica di autogol pazzesco, e mi ricorda un po’ quel marito tradito che per fare dispetto alla moglie traditrice si era tagliato le palle.

Perché autogol? Perché per assurdo è meglio dibattere e coinvolgere il partner in una discussione che sfocia nel “adesso lo/la lasci” che entrare a gamba tesa costringendo l’altro o l’altra a lasciare il campo fra improperi e minacce spesso fuori da ogni logica ma anche legalità.

C’è gente che si è trasformata in stalker e ha avuto anche guai legali per aver tentato di “convincere” direttamente l’amante, attraverso la violenza verbale e spesso minacciando anche quella fisica, pensando che contro una persona spregevole come una o un “rovinafamiglie” tutto sia lecito.

Sfoghi a parte, il fatto che dall’altra parte la risposta possa essere pacata, soffocata da sensi di colpa vari e l’amante batte in ritirata, tu che hai preso in telefono in mano hai avuto una vittoria di Pirro. Forse hai scacciato la vacca che ti mangiava il prato ma il tuo esercito si è distrutto per questo. Ora ci sono solo morti sul campo di battaglia.

Non solo. Tua moglie o tuo marito forse ti lasceranno per questo, se non subito dopo, perché toccheranno con mano quanto il tuo gesto non sia disperazione ma prepotenza, non sia amore ma possesso.

Risultato? Forse quell’amante batterà in ritirata ma il tuo coniuge ti disprezzerà, perché ancora una volta gli avrai fatto toccare con mano che in fondo, lei o lui, non contano nulla anche in questo drammatico frangente. I loro sentimenti non contano nulla, se ne resteranno col cuore spezzato e identificheranno in te il fallimento della relazione (extraconiugale), che forse sarebbe fallita comunque ma sicuramente non torneranno tra le tue braccia. Non si vince al gioco dell’amore barando.

IL CONIUGE TI PERDONA. E BASTA
Lo so che sembra che io sia sempre dalla parte degli amanti, ma lo sono solo per un motivo che ripeterò alla nausea: il termometro non è la causa della febbre, ne dà la misura e basta.

Quindi inutile prendersela con chi va con gli sposati: il 50% della popolazione adulta ha avuto almeno una volta una storia con una persona impegnata quindi cosa ci stiamo raccontando? Forse dovremmo piuttosto rivedere dinamiche dogmatiche come quella dell’eterna fedeltà e dell’indissolubilità del contratto matrimoniale. E chi oggi si erge a censore della morale altrui il più delle volte di nascosto ne fa di cotte e di crude o potrebbe ritrovarsi domani nascosto nudo in un armadio, quindi un bel tacer…

Tornando al coniuge che perdona davvero, ecco una figura che io ammiro tantissimo. Perché così come me la prendo con il tradito cieco di livore che dà lui o lei il colpo di grazia al suo matrimonio come descritto nelle storie precedenti, così riconosco il grande dolore di chi ama ancora il coniuge che invece ha preferito, anche se temporaneamente, altri.

Un dolore profondo, il crollo delle certezze che ho provato anche io, come tutti i traditi. Eppure ci sono persone che amano così profondamente per le quali il tradimento non è sufficiente per non perdonare e per non riprovarci.

Queste persone non contattano l’amante, non minacciano, non pretendono nemmeno che il coniuge chiuda con la storia in atto, chiedono solo: ma tu mi ami ancora? E di fronte a veri o pietosi non lo so aggiungono: possiamo riprovarci?

E lo pensano veramente: dolore, soldi, figli non contano nella volontà di stare assieme, conta ancora l’amore.

Non sono mossi dall’egoismo nel rivolere che il partner torni da loro ma, mantenendo la dignità e lasciando lo spazio al coniuge per capire cosa vuole realmente, sono anche capaci di farlo ritornare grazie all’atteggiamento mantenuto. Queste due persone saranno probabilmente in grado di far ripartire la loro unione e l’amore perché non saranno stati intaccati dai gesti sopra descritti ma si alimenteranno della stima e del rispetto dimostrati.

Queste persone sono davvero le uniche ad avere reali chances di rigenerare la coppia e, in più, non dovranno mai maledirsi per aver costretto il coniuge a una convivenza forzata che poi spesso porta comunque ad altre corna e divorzio.

A loro i miei più sinceri auguri di successo o di autogiarigione, magari attraverso un nuovo amore anche per loro.

LA MORALE
Minacce, violenza fisica o verbale, proiettare all’esterno della coppia le responsabilità del fallimento interno o della fine di un amore possono soddisfare la sete di vendetta immediata o fare da paraocchi per un po’, possono mettere ko un amante non serio nelle intenzioni e far guadagnare tempo a una famiglia zoppicante, ma è una bomba a orologeria destinata a deflagrare presto.

Una bomba che non solo distruggerà quel che resta di quello che era il vostro amore di una volta, ma brucerà anche stima e affetto, due valori che mantengono buonissimi rapporti fra molti separati e divorziati, e Dio solo sa quanto ciò sia importante se ci sono di mezzo i figli.

Sincerely yours

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Amanti: quando lui sparisce perché viene scoperto

Lui sparisce di colpo? È la moglie
Lui sparisce di colpo? È la moglie

Lui è il tuo amante da un po’ e ti ricopre di attenzioni. Messaggi, telefonate, vi vedete appena può, il sesso va da dio.

Avete anche iniziato a fare progetti insieme per il futuro, visto che avete superato quella fase prettamente passionale e di divertimento che caratterizza il periodo ludico dell’amantato e che, in genere, corrisponde ai primi sei mesi della vostra storia.

Tutto fila liscio, e veramente ti stai facendo concrete illusioni di costruire con lui, se non subito nel giro di un anno o giù di lì, tempi tecnici delle separazioni e varie da rispettare, una nuova vita insieme.

Poi, di colpo, il mondo ti crolla addosso. Lui passa da 100 a zero. Silenzio assoluto. Non risponde alle telefonate. Non dà spiegazioni. Niente messaggi. Zero. Per giorni.

Sei anche preoccupata, cos’è successo, cerchi di informarti… finalmente un messaggio. Lapidario. Mia moglie ci ha scoperto ed è successo un casino: ti prego, non contattarmi più.

Ma come! Mi lasci così? Ma la moglie non era quella che non scopavi da anni, che volevi lasciare, che gli avevi già detto che eravate in crisi, che eravate separati in casa?

Tutte balle? Tutti sogni, nell’ipotesi lui non ti avesse raccontato storie inesistenti ma solo belle intenzioni?

Ma tu ti sei innamorata di un pallista, di un millantatore o di un matto? L’uomo che ti ha fatto sognare non era il dottor Jekyll ma mister Hyde?

Di uomini che raccontano balle sul loro stato matrimoniale (la più diffusa è quella che non fanno mai sesso con la moglie, ma c’è anche quella dei separati in casa che non lo sono per niente, certi raccontano persino di dormire su un divano letto che non c’è) ce n’è oggettivamente un sacco: se leggete i commenti delle lettrici su questo blog a corredo di certi articoli scoprirete addirittura quello che chiede all’amante di scrivere alla moglie che “no non è vero niente non siamo mai andati a letto insieme”.

Certe balle non sono cattive, a onore del vero, si dicono all’amante per non rovinare il momento o i momenti magici, tipo appunto quella che con la moglie non si fa mai sesso. Una bugia bianca che evita tante discussioni e, forse, non fa male a nessuno? Può darsi, la trasparenza non è molto maschile. Però c’è una bella differenza fra il non dire ho scopato ieri con mia moglie e dire che in casa c’è un disastro mentre invece le cose funzionano, più o meno. O dire lascerò mia moglie che sai benissimo, e lo sai mentre lo dici all’amante, che non lo farai mai.

Ma, a parte i bugiardi incalliti e senza ritegno e quelli delle piccole bugie “perdonabili” una cosa unisce tutti questi uomini nel momento in cui la moglie scopre la relazione extraconiugale: la paura!

E la paura è più forte di voi tanto desiderate amanti.

Che paura? Ma quella di perdere la moglie.

Perché l’altro comune denominatore degli uomini scoperti dalle mogli che fanno una ritirata repentina e disordinata nel panico totale è che loro, consciamente o meno, in modo premeditato o imprevisto, la moglie non la vogliono perdere. Con tutti i suoi difetti, limiti, problemi loro la moglie non la lasciano. E forse non la lasceranno mai.

Il bugiardo lo sapeva già che non l’avrebbe mollata mai, quindi quando viene scoperto va in panico perché la paura è di perdere il suo stato sociale, i soldi, i figli. In fondo lui si è messo con te per farsi un’avventura, per divertirsi con la tua massima partecipazione, anche a costo di riempirti di balle.

Ma non tutti gli uomini sono così bugiardi. Certi ci credono veramente alla seconda famiglia, a costruirsi un futuro con te. Quando ti dicono ti amo ti amano, sognano, ci credono ma…

Ma per l’uomo fra il dire e il fare in amore c’è un oceano, non il mare.

L’ho scritto tante volte: in tema d’amore e, soprattutto, quando si tratta di lasciare moglie amante convivente o fidanzata l’uomo medio, nella maggioranza dei casi, non decide, non lascia (leggi qui un altro articolo sul tema). Si fa lasciare. È praticamente statistico, fatte le solite eccezioni ma, in quanto eccezioni, di minoranza.

Ricordata questa piccola tendenza all’indecisione maschile, cosa succede al vostro amante versione “sincero” quando la moglie lo scopre? Stessa reazione dell’amante “pallista” : paura, panico.

Anche quest’uomo, che era davvero legato a voi, di fronte alla furia o ai pianti della moglie vede spesso crollare le sue certezze, quelle che tenevano e facevano sognare un futuro con voi.

Un conto è pensare di mollare la moglie, prendendosi anche del tempo e tutte le cautele del caso, un conto è farlo davvero, o addirittura trovarsi nella posizione di non essere l’attore del cambiamento, ma di colpo la vittima, con lei che ti dice ti rovino, ora vai fuori di casa, non vedrai più i figli.

Oppure, dopo lo sgomento, gli dice ma io ti amo ancora, possiamo ricostruire, è un incidente di percorso, possiamo farcela, per noi, per i figli. I sensi di colpa possono esplodere come un’atomica, in questi casi.

Oppure da traditore si trasforma in vittima, con la moglie che lo tratta come un ulteriore figlio, e se la prende con quella zoccola (leggi qui non è la zoccola ma il sesso il vero rovinafamiglie) che lo ha traviato, poverino, e lui ci è caduto. Ci sono donne, lo raccontate voi, che arrivano a chiamare l’amante per accusarla, a volte perseguitarla, perché non vogliono vedere le colpe del marito e magari anche le loro colpe, perché spesso il naufragio di un matrimonio è frutto di concorso di colpa (leggi qui l’articolo dedicato). Sbagliatissimo, inutile e, soprattutto, significa chiudere gli occhi sul problema interno.

Prendersela con l’amante è come prendersela con il termometro per la febbre.

Insomma, mentre tu ti chiedi perché l’uomo che ti giurava amore fra le lenzuola solo il giorno prima è sparito nel nulla lui sta lottando con una moglie disperata, arrabbiata o vendicativa a seconda delle molteplici versioni e reazioni, e spesso lotta non per fare finalmente outing dichiarandoti, ma per negare e minimizzare la tua presenza. In una parola, per restare con la moglie.

A meno che non sia uno di quegli uomini con la U maiuscola che hanno sempre detto la verità, che non solo hanno “provato” amore per te ma sono innamorati di te, e che il loro primo pensiero non è perdere lei, ma perdere te. E allora approfitteranno (certo avrebbero preferito dirlo loro a tempo debito e in modo meno drammatico) per dire la fatidica frase: sì sono innamorato di un’altra, cerchiamo di gestire la cosa in modo civile.

Ma in questo caso saresti la prima a essere avvertita dell’accaduto e non ci sarebbero lunghi e strani inspiegabili black out.

Che fare in questi casi? Rincorrerlo per recuperarlo o per avere spiegazioni?

Io credo che qualsiasi tipo di uomo descritto, dal ballista a quello che ci credeva e adesso non ci crede più e ha scoperto che è la moglie a essere la più importante, non tu, ti debba una spiegazione decente e di persona, altro che messaggino liquidatorio, fosse anche per dire alla moglie “l’ho vista e le ho spiegato, ho chiuso”.

È una questione di correttezza e di dignità, e vale anche per quello che ha sempre raccontato palle: deve avere il coraggio di incontrarvi e di chiedervi scusa, di spiegare il suo comportamento.

Non ne ha le palle? Non insistete più di tanto. Un uomo che si rifiuta di incontrarvi un’ultima volta per spiegare e per affrontare la vostra giusta delusione non merita un minuto in più del vostro tempo. Vuol dire che non ha neanche la decenza di fare il suo ultimo dovere, congedarsi di persona magari chiedendovi scusa.

Vi siete sbagliate, anche se lui era in buona fede (a maggior ragione dovrebbe venire a spiegarsi, mi aspetto di più dal pallista che scappi, non dal’innamorato pentito).

Fa male, è doloroso, ma non dovete processarvi come se foste delle stupide allocche oppure odiarlo perché vi ha illuso, non ne vale la pena. Soprattutto, non prendetevela con voi stesse.

La moglie vi contatta? Voi non dovete nessuna spiegazione. È lui che deve spiegare alla moglie, non voi. Nessun altro. Che poi gli racconti un sacco di balle e riversi tutte le colpe su di voi sarà un problema per chi gli crederà ciecamente, sarà peggio per quella famiglia che non avrà colto questa occasione per rompere o rinascere, per ripartire da zero insieme o separati.

Chi si comporta così o spiega o va cancellato, possibilmente anche dalla memoria. Impossibile? No, difficile ma non impossibile. Il silenzio e il distacco (leggi qui di cosa si tratta) materiale totale è terapeutico, e non passeranno anni. Imparerai a sostituire il senso di sgomento per il crollo del vostro castello con l’indifferenza.

E presto incontrerai un uomo magari non della tua vita, ma con il quale ricomincerai anche a fare l’amore in modo bello. Basta che non ti chiudi in clausura, leggi chiodo scaccia chiodo e capirai.

Cancellalo. Rinascerai.

Ps: e se a breve si fa vivo perché gli manchi o la moglie lo ha sbattuto fuori di casa?

Una domanda da fargli: perché vieni qui adesso che ne senti il bisogno e non ti sei degnato neanche di vedermi una sola ultima volta per spiegarmi? Perché dovrei credere a uno che mi ha raccontato balle per anni? Perché dovrei investire in un uomo che mi ha promesso la luna, che sembrava davvero innamorato e che invece è scoppiato come una bolla di sapone di fronte alla moglie?

No. Se ha bisogno di scopare si cerchi una prezzolata se vuole. Se ha bisogno di una casa si rivolga a una agenzia immobiliare. E per i soldi ci sono le banche o le finanziarie.

Il re è morto, viva un nuovo, spero prossimo, vero re.

Sincerely yours

Serata Pellizzari a Milano: mogli e amanti

Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti
Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti

Care lettrici, mi avete chiesto non più di leggere i miei post su questo blog e basta ma anche di confrontarvi con me è dibattere live gli argomenti a voi più cari e cruciali.

Così, come ormai sapete, il mio blog è diventato itinerante passando dal virtuale al reale. Ci siamo visti in Toscana (leggi qui il resoconto) e poi a Milano, nell’accogliente Bistrò di corso Magenta.

Rispetto alla Toscana, la serata è stata più intima sia come numero di partecipanti che per il tema scelto, che era quello degli amanti, prendendo spunto dall’articolo (uno dei più letti del mio blog) lui non lascia lei ma non lascia neanche te.

Volutamente più intimo, quasi una tavolata fra amiche, anche se la cosa più interessante è stata avere, fianco a fianco, le due facce della medaglia, e cioè le amanti e le mogli, in alcuni casi persino chi ha avuto tutti e due i ruoli.

L’atmosfera è stata così intima che tutte non hanno avuto remore nel raccontare le loro storie o parti di esse.

Le amiche lettrici Citavano i miei articoli, volevano Conferme su quanto fatto nel loro caso e sapere come trovare nuove vie di uscita da situazioni bloccate e infelici.

Cercavano anche conforto sul perché fosse giusto tenerseli questi uomini amanti o partner infedeli che sembrano non decidere mai per l’una o per l’altra metà della loro vita.

Ho visto anche il Bisogno di conferme sui comportamenti tenuti, da tenere e su come comportarsi nei confronti dei partner.

Come andare avanti? La domanda finale, per tutte, è stata questa. E le risposte sono arrivate, soprattutto dal confronto fra di noi.

Come a Le Buche in Toscana, abbiamo sforato di un’ora i tempi prefissati per la discussione. Ho moderato tanti incontri ma, credetemi, ero il primo a non voler finire di parlare, unico uomo privilegiato della serata fra nuove e vecchie amiche del mio blog.

Ci siamo ripromessi di rivederci al prossimo evento a Milano, che stiamo organizzando anche per recuperare coloro che non sono riuscite a venire in questo inizio di ottobre 2017.

A proposito di prossimi eventi, date e luoghi di mio passaggio.

Vi posso già confermare che avrò sicuramente tappe a Modena, Roma, Torino, Firenze e Bari. Vi farò sapere luoghi e date ma…

Mi state chiedendo di venire un po’ ovunque, soprattutto se non siete fra le città già previste.

Allora, Potete anche proporvi di organizzare un evento creando già dei gruppi di amiche pronte a partecipare (non siete in poche a raccontarmi che già fate cene e aperitivi periodici fra amiche per parlare dell’ultimo articolo del blog di Pellizzari e… vi confesso che vi ho un po’ copiato con l’idea delle serate Pellizzari), suggerire una location a voi gradita dove volete

Scrivetemi a:
Anpellizzari@icloud.com

Una mail che potete usare appunto per invitarmi, proporvi per organizzare localmente la cosa o solo per farmi domande private su argomenti che vi interessano.

Ah, sono benvenuti anche i lettori maschietti, in Toscana c’erano e hanno contribuito brillantemente al dibattito.

Grazie e… Sincerely yours

Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours 

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

Per la moglie un abbraccio, per te la manina... foto di cyano66 iStock
Per la moglie un abbraccio, per te la manina… foto di cyano66 iStock

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

È uno dei dilemmi numero uno di tante persone che vivono lo status di amante da un po’ di tempo, in media da oltre un anno diciamo.

Sono quelle amanti che hanno ormai superato la parte temporale ludica dell’amantato, quel primo periodo nel quale lui (sposato) e lei (libera o sposata, non importa, poi vi spiego perché) stanno insieme perché si sono conosciuti, piaciuti e scopati.

Hanno deciso di diventare amanti per rispondere a un bisogno diffuso con il tradimento che, secondo le statistiche, risiede principalmente nella caduta in verticale della qualità del sesso e del livello di attenzioni nella coppia ufficiale. Condisci il tutto con la noia della routine coniugale e l’insalata è pronta.

Dicevo, superata la fase ludica dei primi mesi di amantato, e cioè quello che io chiamo il “semestre delle giostre a letto”, i due amanti di solito si accorgono che oltre alle giostre, al sesso divertente ed emozionante, c’è di più. Saltano fuori sentimenti, legami che vanno oltre l’attrazione fisica e si inizia, piano piano, a pensare al futuro. Insieme.

Mi separo, non mi separo. I figli, la casa, ora glielo dico, gliel’ho detto ma lei dice riproviamoci, e poi la casa, la crisi, i costi. I sogni di una vita insieme contro la realtà di tutti i giorni.

Dopo il “semestre delle giostre a letto” gli amanti entrano dunque in una nuova fase, quella dell’anno (stima media) del “matrimonio parallelo”. I due continuano ad avere tutti i benefit o quasi degli amanti (principalmente sessuali e passionali) ma diventano una sorta di marito e moglie paralleli alle storie ufficiali. Insomma, è la fase in cui si vuole costruire qualcosa di nuovo insieme ma, per costruire, bisogna distruggere ciò che esisteva precedentemente.

E’ una fase mista di piacere e dolore, di programmi fatti e disfatti, di lasciarsi e riprendersi che, purtroppo, nella maggior parte delle volte sfocia in uno status quo che può durare anche anni.

Perché può durare anni? Perché lui, qualche volta lei ma a me interessa l’analisi del maschio, re incontrastato anche in questo campo dello status quo, a questo punto dell’amantato spesso risponde:

IO NON POSSO LASCIARE LEI E NON VOGLIO LASCIARE TE PERCHÉ VI AMO TUTTE E DUE, IN MODO DIVERSO MA VI AMO TUTTE E DUE

Di fronte a questa affermazione, maturata apparentemente nel tempo e fra gioie e dolori, voi ammutolite non avete scelta: continuare a fare l’amante, prendendovi le briciole di ciò che l’altra lascia (se siete fortunate anche pasti interi) o lasciare, cosa tutt’altro che facile, VISTO CHE VOI AMATE UNA SOLA PERSONA.

Allora, per deglutire l’amara e corposa pillola del AMO DUE DONNE MA COMUNQUE LEI, LA TITOLARE, NON LA LASCIO, vi chiedete:

SI POSSONO AMARE DUE DONNE CONTEMPORANEAMENTE?

LA MIA RISPOSTA È NO

Lui vi sta raccontando una balla, nel migliore dei casi una balla di cui lui si è convinto quasi fosse verità.

Analizziamo gli argomenti di chi vorrebbe sostenere che è possibile amare due donne contemporaneamente.

Si possono amare due donne contemporaneamente perché si amano in modo diverso.
Un po’ come la mamma o la sorella? Non fatemi ridere. Qui parliamo essenzialmente di sesso. La moglie non lo capisce, la moglie non scopa, la moglie fa solo la mamma, la moglie è diventata un’amica, una sorella alla quale lui è TROPPO affezionato per lasciarla e per farle del male: ok, tutte ragioni sufficienti per trovarsi un’amante, d’accordo, non sono un bigotto, ma l’amore è un’altra cosa. Possiamo infarcire le nostre motivazioni maschili di filosofia delle relazioni decotte ma il primum movens delle corna rimane, soprattutto per il maschio, il sesso. Lui scopa ancora la moglie? No? Guarda che non pochi uomini che dicono che non scopano da anni con la compagna hanno rapporti sporadici ma regolari. Anche perché lei avrà poca voglia, ma se la crisi matrimoniale non è dichiarata ufficialmente, lui non può avere sempre Mal di testa proprio quel giorno al mese in cui lei ha voglia… come spiegarglielo? No cara non posso perché domani ho un giro di giostra al motel con l’altra? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò.

No care amanti, l’amore è quella cosa lì: tutto e subito. L’amore è semplice, egoista, geloso, esclusivo. Chi è davvero innamorato non ha compromessi, altrimenti parliamo di altro.

Lui ama lei in modo diverso, come una sorella o un’amica e non potrebbe mai farle del male lasciandola?
Come no, possibile, però ha deciso. Di non lasciarla. E di fare, quindi, del male a te. Ti vuole ancora? Certo, altrimenti non ti racconterebbe la favoletta dell’amore DIVERSO per due donne, ma se tu lo mettessi, come immagino abbia fatto più volte nella vostra storia ormai, con le spalle al muro, della serie scegli me o lei, la sai già la risposta. Non può lasciare lei. E allora ama più te o lei? In realtà lui non ama nessuno, ama se stesso. Non lascia lei per tutti i motivi soliti del mondo (timore, sensi di colpa, soldi) e non vuole lasciare te perché scopi bene, lo fai sognare, sei una vacanza dalla routine, ti vuole anche bene non dubito, ma non abbastanza. NON ABBASTANZA. Brutto? Forse, ma spesso è così.

Lui ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuno
Falso. Se lo metti con le spalle al muro lui non lascerà lei, lascerà te, o meglio farà in modo che sembri che tu l’hai lasciato, perché non hai capito la grande filosofia del cuore spezzato e diviso in due, perché lo hai costretto a scegliere, perché sei egoista. Ma secondo te, i secondi matrimoni, quelli fra ex amanti che si amano al punto da mandare all’aria delle famiglie e si risposano, sono basati su scelte ponderate, su amori condivisi o sull’Amore con la A maiuscola? Se mai sarai costretta a lasciarlo ricorda: è lui che ha fatto in modo che accadesse, non sei tu che non capisci.

Insomma, possiamo raccontarci mille volte la storia dei due amori paralleli possibili, ma è solo una scusa per giustificare il nostro egoismo.

Se sei mai stata veramente innamorata sai come funziona davvero l’amore vero. Ti fa scegliere senza esitazioni. Di fare sesso. Di sposarti. Di fare figli. L’amore non ti fa vedere nulla tranne che lui, e forse ti sta succedendo anche adesso mentre lui ti dice che ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuna delle due. Però è disposto a farsi lasciare da te, in estrema ratio. Già, una scelta alla fine c’è. O rimani alle sue condizioni, con la tua fetta di amore parcellizzato o lo lasci ma, dice lui, sarà colpa tua, scelta tua.

Un po’ come se un rapinatore dicesse che ti ha sparato perché chiedendoti o la borsa o la vita hai scelto di non dargli la borsa. Non è colpa sua.

E tu, adesso, sei innamorata solo di lui, non di tuo marito. Tu sei pronta a lasciare tuo marito. le donne scelgono più degli uomini, hanno più coraggio degli uomini, sono meno legate alle cose terrene se sono davvero innamorate. Poi vabbè ci sono quelle che fanno i matrimoni azienda SPA, ma io qui parlo di amore vero.

Guarda, l’unica motivazione vera che io rispetto al punto da giustificare anche la separazione in casa è quella dei figli minorenni. Di fronte a figli minorenni, piccoli, adolescenti, la scelta degli amanti, lui o lei cHe siano, di resistere fino a quando non abbiano raggiunto un’età nella quale possano capire e metabolizzare al meglio (non senza dolore, questo sarà sempre impossibile) una separazione, che io credo sia in modo accettabile i 18 anni, sempre che non ci siano litigi tali da rendere ai figli per primi la vita coniugale impossibile, io dico che in questo caso ha senso dire Io non me ne posso andare. Ricordiamoci: non hanno scelto loro di venire al mondo, lo abbiamo scelto noi per loro. E, salvo situazioni di litigio aberranti, i figli vogliono egoisticamente i genitori insieme. Vacanze, notti e feste comandate. Sono naturalmente e giustamente egoisti. A loro non frega un cazzo se scopiamo o no, a loro frega di mangiare in tavola con i genitori. A loro frega “insieme”.

Figli a parte, quindi, la storia del io vi amo tutte e due in modo diverso e quindi non posso lasciare nessuna delle due è una cagata pazzesca, come direbbe il mitico e ormai perduto, almeno qui sulla terra, Villaggio.

Preferirei cento volte un uomo con i coglioni che vi dicesse: guarda, è vero che la nostra è una storia travolgente, è vero che ho fatto piani per il futuro con te, è vero che quando stiamo insieme è il paradiso ma… non me la sento, non sono pronto a lasciare lei, nemmeno a dirglielo, nemmeno a ridirglielo se mi perdona nonostante la notizia della tua presenza. Perché lei è ancora importante: per affetto, per i soldi, perché non posso reggere psicologicamente ed economicamente (il divorzio è ormai roba da ricchi) una separazione, perché…

Attenzione: dietro a questo amore diviso in due spesso si cela anche la paura dell’uomo per lo sconosciuto. Lasciare la strada maestra per una via sconosciuta non è da tutti, l’uomo è vigliacco e abitudinario. Come sconosciuta! dirai tu: sono tre anni che stiamo insieme, quando siamo insieme fuochi artificiali, mi hai detto che mi ami (attenta, lui ama ANCHE te, abbiamo scoperto dopo…) e adesso hai paura del passo? Certo, ha paura del passo. Del passo dal quale non si torna indietro. Ecco perché i secondi matrimoni rimangono comunque una minoranza e fanno pure fatica a decollare.

In conclusione, di fronte alla scelta CONTINUO A STARE CON UN UOMO CHE AMA DUE DONNE O LO LASCIO aspetterei cento volte di più uno sincero, che dice che nonostante siano passati anni con te ha bisogno ancora di tempo e adesso non ce la fa, forse non ce la farà mai, di un uomo che cerca di intortarti con la favoletta del poliamore condiviso e possibile.

Un uomo sincero forse un giorno lascerà lei per te, uno che parla di amore diverso e a percentuali credo di no.

La scelta rimane tua. Fare l’amante, una volta preso atto dei vantaggi ma anche dei limiti di un amore condizionato, chiamiamolo così, è possibile. Ha anche dei vantaggi, lo sai, se non sei già perdutamente innamorata.

Però, cara amica, se scegli di rimanere ragionate insieme su questo: l’esclusiva. Lui l’esclusiva non te la da, perché c’è l’altra (che dica di non andarci mai a letto hai già visto prima come la penso). Perché dovresti dargliela tu? Sì lo so, tu sei davvero innamorata e quindi gli altri uomini ti fanno quasi schifo ma… siccome avete parlato tanto di massimi sistemi e di amore diverso e condiviso, tu non puoi inventarti l’amicizia diversa e condivisa con altri maschi? Lui non vuole perché è geloso? Comodo, anche tu sei gelosa della moglie. Ma lui non ci scopa? Neanche tu (a meno che non ti venga voglia) non scopi i nuovi amici…

La sua reazione al SI ANDIAMO AVANTI COSÌ MA SENZA ESCLUSIVE è fondamentale. Capirai quanto tiene a te veramente, e quanto regge la filosofia degli amori diversi. Un bel test, soprattutto per lui. tra l’altro, ti farebbe bene frequentare in questa fase altri uomini, anche solo per socialità.

Molti uomini sono dunque capaci di tenere i piedi in due scarpe, a patto che l’amante si comporti da seconda moglie, cioè non abbia una sua vita privata libera. Troppo comodo.

E se lui rispondesse Non c’è problema esci pure con altri? Beh, o la sua fetta di amore per te è molto limitata o non siete amanti, siete una coppia aperta. E una coppia aperta si che è un amore “diverso”, ma deciso veramente da entrambi, non subito da uno.

Sincerely yours

Sei pronta per un’avventura?

provarci o tornare indietro? foto mihitiander iStock
provarci o tornare indietro? foto mihitiander iStock

Vi amavate molto. Per questo avete messo su, anni fa, casa, famiglia, a volte persino un lavoro insieme. Eravate felici. Poi lui è cambiato. Meno attenzioni. Sempre meno. Serate noiose.

Uscite meno frequenti, possibilmente con gli amici, perché tu e lui non riuscite più a “riempire” come una volta una serata da soli. Lunghi silenzi, se non si parla di problemi. Lui guarda tanto il telefonino. Meno risate, già. Oppure esci tu, perché lui non ne ha voglia: vai tu, ti dice sempre più spesso. Non riuscite più a stare bene da soli. Troppi silenzi.

Lui? Si fa abbastanza gli affari suoi. Amici, sport, calcio, tanta TV. E si addormenta sul divano. Oppure parlate di problemi.

Infine il sesso. Da quello meraviglioso degli inizi a quello salvalitigio del primo periodo della decadenza di coppia, e infine quello standard e ripetitivo, fatto di rado, perché lui non è più preoccupato del tuo orgasmo, ormai a lui basta venire lui. Stessa posizione o magari, meglio, tu che fai a lui, punto. E tu? Ah scusa, ci sei anche tu. La prossima volta magari eh?

No, non si può dire che tu sia infelice. Non sei felice, semplicemente. Non più. Vivi. Con lui.

Lo ami ancora, almeno così ti sembra, sicuramente siete ancora legati. E tu aspetti paziente che le cose migliorino. Magari in vacanza. Ma lui è stanco in vacanza, lasciami stare devo riprendermi dal lavoro. Devo riposare. È stanco, assente, l’ombra dell’uomo che amavi. A pensarci bene in vacanza le cose peggiorano, almeno un po’.

Ma tu resisti. Speri.

Tu sei ancora bella, giovane (inutile che fai i calcoli, togliti pure 5-10 anni dall’anagrafe come minimo, molti uomini ti vedono così, è solo che non ci sei più abituata), desiderabile.

Ed è proprio in vacanza, sul lavoro, in palestra o a una festa che ti accorgi per la prima volta di lui. Per la prima volta ti accorgi di un altro uomo che ti desidera.

Non che non succedesse prima di essere corteggiata, solo che non c’era proprio spazio per altri, anche se la coppia già zoppicava. Ma per te c’era solo lui, tuo marito, il tuo compagno, il tuo fidanzato.

E adesso? Per la prima volta ti sei accorta di un uomo. Ti interessa, ti piace che ti corteggi, ti fa ridere, stai bene.

Accetti di uscire con lui. Per la prima volta racconti una bugia al tuo uomo per uscire con un altro e magari ti fai coprire, non si sa mai, dalla tua migliore amica.

Lui ti corteggia, è al meglio ma tu ti stai rovinando la serata. I sensi di colpa ti soffocano. Non vedi l’ora che finisca la cena, ti senti in colpa come se fossi già andata a letto con lui. Ti riporta alla tua auto o vicino casa e cerca di baciarti. No, scusa, non me la sento. Addio.

Il tuo primo “tradimento” è finito così. Con un niente di fatto, tanta paura e sensi di colpa. Tornata a casa hai provato la paura di essere in qualche modo scoperta ma tranquilla, lui è addormentato come al solito sul divano e quando ti raggiunge a letto a malapena ti chiede com’è andata.

Sei sollevata. Ti senti bene. Hai imparato la lezione. La coppia è scampata al pericolo peggiore e potete ricominciare da qui. Con nuovo entusiasmo.

Già, un nuovo entusiasmo. Tu ci provi ma lui non c’è. Per lui la vita continua come prima, non si è accorto di nulla. Per lui tv, calcetto, uscite poche con i suoi amici, problemi da discutere e dormire tanto (lui, tu hai da fare, la casa, i bimbi… mica lavori e basta!). E poi una scopatina ogni tanto.

Passa ancora tempo. Non sei infelice ma… sei sempre meno felice. Dov’è finito l’uomo che amavi? Lui è sempre più sbiadito, e pensare che tu hai persino resistito e non lo hai tradito. A volte vorresti quasi rinfacciarglielo.

Poi succede di nuovo. Incontri un nuovo “estraneo”. Simpatico, brillante, affascinante: è evidente che gli piaci. È evidente cosa vuole. Ti provoca emozione. Che fare? Ripetere l’errore?

Ripartiamo da qui. Sei pronta adesso, oggi, per un’avventura?

Lo saprai solo se ci esci. Sì lo so, ti sembra un deja vu, sì lo so l’altra volta è stato un disastro… ma sta qui il punto. Sei pronta adesso per un’avventura?

Immaginiamo che il tempo passato e gli zero progressi della tua coppia (spesso peggioramenti) ti portino ad accettare di uscire a cena con il nuovo pretendente, magari dopo qualche incontro preparatorio soft superato senza sentirsi un’assassina di matrimoni, tipo un caffè, un pranzo, un’aperitivo… insomma ci esci.

È la prova del nove. Provi ancora sensi di colpa? Tanti? Come allora? Torna a casa. Pochi? Quasi nessuno? Sopportabili e comunque meno importanti della serata che stai vivendo? Goditi la serata, non devi decidere di dargliela adesso. Stai a vedere, o meglio, senti quello che provi. Sentiti. Ascoltati.

Ti senti di nuovo donna? Bella? Desiderabile? Corteggiata? Giovane? Al centro di tutte le attenzioni di un uomo? Bello vero? Cose perdute che riemergono in un torrente di emozioni, risate, anche desiderio sopito che riemerge. Una volta era il tuo uomo a trattarti così. A farti sentire così. Spesso. Sembra non esserne più capace.

Finita la serata niente sensi di colpa (o gestibili e comunque non tali da farti scappare) e ti senti bene come non ti sentivi da tanto? Beh, è un sintomo di maturazione.

Teoricamente sei pronta per un’avventura. Ma fra il dire e il fare c’è ancora di mezzo il mare.

Però non sei scappata. Ti sei divertita. E ti spiacerebbe liquidare il tuo spasimante come avevi fatto con l’altro, scappando di nuovo a gambe levate.

A questo punto hai diverse opzioni.

Lo saluti e prendi tempo
Gli uomini sanno che il primo giro raramente si quaglia. Proverà magari a baciarti, tu fai quello che ti senti. Se lo baci avrai molte informazioni preziose in più. Io credo che il bacio sia la miglior selezione per capire come andrà a letto E non solo. Nel tuo caso non serve tanto a questo: servirà a capire che emozioni ti dà e se ti provoca sensi di colpa, il metro di misura che ti dirà se sei pronta per un’avventura. Non sei pronta per baciarlo? Nessun problema. Telefonate, messaggini e chat vi aspettano nei prossimi giorni per prendere le misure e pianificare o meno un altro appuntamento, forse quello decisivo. Oppure chiuderla qui, nuovamente.

Lo frequenti per un po’ ma non ti decidi
Non provi più sensi di colpa, ti fa piacere avere una persona con cui parlare e confidarti (tuo marito non lo fa con te da tanto), non ti pesa raccontare quelle piccole bugie per uscire con l’altro ma… andarci a letto… la vedi come una strada senza ritorno. E se poi ti scopre? E se poi ti innamori? Forse non vale la pena giocarsi tutto per un’avventura. Hai ragione. Ma analizziamo quello che pensi. Rischiare tutto: tutto è il tuo compagno di adesso? Se questo tutto è ancora “tutto”, sarai poco felice, non più felice come una volta ma ti basta. E allora fermati. Però non prima di aver analizzato l’altra parola chiave: avventura. Un’avventura non è un nuovo amore, un nuovo matrimonio, una strada senza ritorno, è un’avventura. E qui ti rimando al prossimo capitolo. Ah, solo una cosa: il tuo nuovo spasimante non aspetterà per sempre e non può diventare tuo amico. Gli uomini che ti vogliono scopare non diventano mai tuoi amici. Magari dopo, magari anche buoni amici, ottimi amici. Ma dopo. Non contare quindi su una sua attesa superiore a due tre mesi di frequentazione, chat telefonate e messaggi compresi.

Decidi di concederti l’avventura.
Vuol dire che in te hanno prevalso elementi più importanti del senso di colpa e della paura di essere scoperta o di essere una “traditrice”. Vuol dire che ti rendi conto che quello che stai facendo è un ulteriore test. O semplicemente un gioco che ti fa stare bene. È come se, dopo tanto tempo che non lo fai, ti concedessi una vacanza spensierata e senza regole, se non quella che, finita la vacanza, si torna a casa. E il sesso? Fondamentale, come sempre. Il tuo lui dell’avventura devi immaginartelo a letto con te prima di andarci, e la cosa deve come minimo sembrarti fattibile, se non piacerti, incuriosirti o addirittura eccitarti. Se non è così fermati e torna sui tuoi passi. Se invece ti piace l’idea, hai di fronte a te un’esperienza che potrebbe piacerti molto. O deluderti. Non importa. È solo un’avventura. Un test per te stessa.

L’epilogo: cosa succede dopo…
Molte donne che si sentono come te e hanno l’occasione di un’avventura spesso decidono di non fare il passo perché hanno paura del dopo.

Per esempio hanno paura di innamorarsi. Ma cara, se ti innamori di un altro non è vero che eri poco felice, la realtà è che il tuo matrimonio era finito e aspettava solo la goccia per traboccare. E poi senti, i colpi di fulmine sono rari come i vasi che cadono in testa da un balcone e pure centrandoti, avrai tempo di “frenare” (o accelerare) dal giorno 1 della tua avventura.

Per esempio hanno paura di soffrire. Divise fra due mondi, con l’avventura che si trasforma in amantato con tutti i difetti del caso, dalla lontananza ai nuovi sensi di colpa, dalle feste comandate divisi alle vacanze negate. Ma non stiamo correndo troppo? Siamo all’inizio dell’avventura, la maggior parte delle avventure finiscono in breve e servono a quello che devono servire: una boccata d’ossigeno, una vacanza ristoratrice, alla peggio un test. Non è stato così? Addio e non si ripete. Ma non si può decidere a tavolino prima. Oppure si può, se ti senti così.

Per esempio alcune donne hanno paura che il rapporto di coppia si guasti del tutto, dopo l’avventura.
Della serie dopo aver assaggiato l’avventura, anche se il nuovo amico non diventa il classico amante fisso, il tuo rapporto con tuo marito non sarà più lo stesso. Anzi vi dividerete. Possibile. Però sappi che il 60% delle donne ha tradito almeno una volta. Quanti di questi tradimenti si sono trasformati in divorzi? Non mi pare molti, non vedo così tanti divorzi o nuovi matrimoni. Anche perché credo che questi tradimenti, per lo più, rimangano quello che sono, un’avventura. O l’inizio di una serie di avventure.

Non poche donne hanno imparato a usare le avventure, quando capitano, per sostenere, non affossare il proprio matrimonio. Potrà sembrare discutibile, ad alcune di voi addirittura riprovevole, ma è così, io non giudico le scelte in sesso e in amore. Lui non è in grado di dare più come una volta attenzioni e sesso ma rimane la persona più importante per tutta una serie di ragioni? Ogni tanto ci si concede un fuori pista, e poi si riparte meglio come dopo una cura ricostituente. Molte la pensano così, vivono così.

Succede anche che un’avventura rilanci il matrimonio. Perché tu scopri che, dopo, la realtà è diversa dalla fantasia e che in fondo il tuo lui, anche se cambiato in peggio, resta il migliore. Oppure l’avventura rilancia il matrimonio perché viene confessata: non poche donne (a differenza degli uomini, che devono essere scoperti con le mani nel sacco, il più delle volte), dopo un’avventura, hanno il coraggio di dire al proprio partner il fatidico “ti devo parlare”. E sapete cosa sta succedendo con mia grande sorpresa? Lui non se ne va subito, sempre, automaticamente, ogni volta. Loro non si separano. Superato lo shock iniziale lui potrebbe capire due cose: la prima è che non è solo un tradimento ma che tu gli stai dando un’ultima chance, racconti perché vuoi restare, non vuoi andartene. La seconda è che ha rischiato e rischia di perderti per sempre.

Proprio recentemente un’amica mi raccontava della sua confessione fra le lacrime al marito allibito. Sapete com’è andata? Lui ha detto: possiamo farcela, è un incidente di percorso. Ha buttato via le pantofole e sta cercando di tornare il partner che l’aveva fatta innamorare. Come finirà? Non lo so, ma l’avventura qui è servita per riprovarci seriamente. E conosco coppie che si sono rilanciate alla grande.

Altre coppie, è vero, sono state seppellite dall’avventura. Ma forse non gli serviva neanche questo scossone. Era solo questione di tempo. Ma… tempus fugit!

Allora, sei pronta per un’avventura?

Come dico sempre l’amore è semplice e risponde a dei bisogni elementari ma profondi. Se stai leggendo hai dei bisogni.

Quando dici sono ancora innamorata di lui tu sai dentro di te quanto sia vero, se è vero, o se ti stai raccontando una vecchia favola. Tu lo sai, non scappare con la mente da questo pensiero, dalla verità.

Dentro di te hai la risposta. Solo dentro di te.

Io sono solo un cantastorie

Sincerely yours

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?

Ti amicchio
Ti amicchio

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?
Ti amo è un’affermazione che dà, in un istante, tutto il peso della coppia, uno status report della relazione in atto, sia essa matrimonio, fidanzamento, convivenza, amantato o una start up sentimentale. Lo è anche se detta frettolosamente come un banale ciao, o se viene detta mentendo.

Ti amo è quindi rivelatore dello stato della coppia, e segue delle norme di comportamento che dovrebbero riservarlo a momenti di verità, mentre nelle realtà subisce un abuso che lo rende spesso più annacquato del ti voglio bene, una dichiarazione di affetto idonea per amici e fratelli, non per chi ha reiterati rapporti sessuali.

Ecco alcuni ti amo per me e per voi, che me li raccontate con le relative storie, degni di nota e di riflessione.

Il ti amo durante il sesso
È il più falso e il più abusato, soprattutto dagli uomini. È facile amare una donna che ti sta facendo godere e dirglielo sotto orgasmo. Lo trovo però molto scorretto, chiunque sia a dirlo, se non corrisponde al vero. Sarebbe da stigmatizzare durante il periodo refrattario. Fossi in voi gli chiederei, mentre fumate dopo o qualunque cosa facciate: “hai detto che mi ami, lo pensi davvero?”. E poi giudicate dalla risposta. Se lui afferma “sono cose che si dicono in certi momenti” sappiate che avete probabilmente a che fare con un personaggio disposto a mentire anche sull’amore. Ammiro invece quei lei o lui che evitano di esprimere il massimo dei sentimenti nel momento di massima gratificazione e debolezza umana, il sesso. Non sarà gratificante per voi magari dire ti amo (se lo amate veramente) e non sentire risposta analoga, ma almeno avrete a che fare, se non con un partner che vi ama, con uno sincero che non spreca questa parola. Un consiglio: ti amo va bandito dalle lenzuola, che sia vero o no. Va detto forse dopo, quando l’orgasmo è sfumato e siete rientrati nella realtà, anzi lui è nel periodo refrattario maschile, un momento di verità impagabile, visto che il maschio in genere rivela proprio in questo frangente la sua vera natura (ha ottenuto quello che vuole: vi coccola o dorme? Vi sta vicino o lontano? Vuole andarsene a casa sua o vi chiama un taxi?… leggi anche Era più simpatico prima di venire.).

Il ti amo troppo precoce
Vi siete conosciuti qualche mese fa. Tutto sembra andare bene, vi vedete abbastanza spesso, sesso e dialogo funzionano. Ma, oggettivamente, ripulita la mente dai sogni sul principe azzurro, è davvero troppo presto per parlare di innamoramento. Passione fisica, coinvolgimento, divertimento, belle speranze ma… siete all’inizio. Credete al colpo di fulmine? Io anche, ma come credo ai miracoli: sono frequenti quanto una vincita milionaria a qualche gioco. Quindi se lui vi dice ti amo in questa fase primigenia della vostra storia allarme rosso! O è un bugiardo, o è un esagerato entusiasta. In tutti e due i casi il sintomo non è buono. Il bugiardo vi sta vendendo oggi l’amore, domani chissà. L’entusiasta vive fuori dalla realtà e quindi, spesso, non sa neanche che cosa vuol dire amore, forse non lo ha mai provato. È come se dicesse pizza: gli piace, ma è pur sempre una pizza, non il pranzo del matrimonio.

Il ti amo all’amante
Se ve lo dice siete arrivati a una svolta, spesso drammatica. Gli amanti seguono delle regole precise, come i robot della Fondazione di Asimov. La prima legge della robotica recita: Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
La prima legge degli amanti recita: lui e lei non possono recare danno alla famiglia di riferimento né permettere che il segreto della loro relazione, rivelato, possa recare danno. L’amore vero reca sempre danno agli amanti, tranne che in un caso. Perché è falso o impossibile, cioè viene detto solo per gratificare ma non produce quello che deve produrre, cioè una nuova coppia vera, non a cottimo. Oppure è vero, e allora produce un bivio. Il più frequente, con lui che vi ama ma non abbastanza da rinunciare alla moglie, ai figli, ai soldi. Così inizia uno stillicidio di sentimenti finché Voi non lo lascerete per mancate decisioni. L’altro bivio è più raro ma lo auguro a tutti gli amanti ai quali non basta essere amante. La nascita di una nuova coppia innamorata. Divorzio, in una parola. Nuova vita, in una parola. Ti amo veri a go go. Ma sempre al prezzo di molte sofferenze per tutti.

Il ti amo alla moglie tradita
Spesso è un ti amo di pietà. Voi siete l’amante e chiedete: tu ci scopi ancora con lei? Otto su dieci risponderanno no. Mentendo. Chiedetegli: lei ti chiede se la ami? E tu cosa rispondi? Non importa cosa vi risponderà. Nella realtà un uomo che tradisce la moglie ed è ancora a casa perché non ha preso la fatidica decisione (e spesso non la prenderà mai) risponderà “certo che ti amo”. Non ha scelta. A meno che non sostituisca il “ti amo” con un ” ti devo parlare”. Un ti amo obbligato, spesso senza via di uscita. Come amante dovete offendervi di questo? Solo se non siete più “amanti pure”, ormai aspirate ad altro che non è più la parte ludico sessuale dell’amantato e avete già trasgredito le leggi della robotica amorosa. Se siete ormai qualcosa di più di una “semplice” amante il fatto che lui dica ti amo a sua moglie, e magari lo dica anche a voi, impone una scelta. O lei o voi.

Ti amo è troppo prezioso per abusarne. Ditelo poche volte nella vita. E mai con il cervello.

Sincerely yours

@anpellizzari

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