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Ma se è tornato è perché mi ama ancora?

Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori...
Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori…

Lui era il tuo amante, il tuo compagno, il tuo fidanzato. Era perché, dopo mesi o anni di amore dichiarato, di sesso sfrenato e di sogni di vita insieme è finita.

E’ finita perché lui vi ha tirate sceme con le promesse ma non le ha realizzate. Non ha lasciato la moglie. Non è venuto a convivere con voi. Non vi ha sposate. Non ha smesso di tradirvi. Non ha lasciato l’altra, a volte LE altre.

Così voi, dopo aver staccato tutti gli assegni del vostro conto corrente dei sentimenti firmandoglieli in bianco, li avete visti investire in vacanze con la moglie, in fiori per l’altra, in weekend “da solo” con gli amici.

Finché, alla fine del calvario dell’attesa, vi siete arrese e avete deciso voi di finirla. Lo avete lasciato perché al vostro ultimatum lui ha risposto: ti amo ma non posso. Sei il più grande amore della mia vita ma non posso. E via con le scuse. Ma non posso.

Qualche campione di sensibilità ed egoismo avrà avuto anche il coraggio di dirvi che, dopo uno, due, tre, dieci anni di promesse non mantenute non avete saputo aspettarlo e quindi è tutta colpa vostra se lui non lascia l’altra. Rido per non piangere per voi.

Bene, questa la cronaca fino ad oggi. E adesso che succede?

Sono settimane, mesi che non lo sentite. Il silenzio terapeutico (leggi qui) calato fra voi e lui dopo la vostra decisione che così non si andava più avanti sta dando i suoi frutti emotivi.

Chi prima o chi dopo, ognuna di voi sta sostituendo il panico, la rabbia, il dolore profondo, la perdita, la sensazione che senza di lui il mondo sia vuoto e senza senso, con un senso di rinnovato benessere, di indipendenza, del fatto che non vederlo fa soffrire ma finalmente ha spezzato la continuità del dolore profondo, e che c’è un mondo la fuori ancora “vivo” e, soprattutto, che state tornando di nuovo voi stesse, le grandi donne che eravate prima di conoscerlo.

Qualcuna ha magari iniziato a rivivere una sana socialità, le più evolute e meno ferite o veloci a superare la convalescenza frequentano addirittura uomini nuovi (leggi la teoria del chiodo qui) andandoci o meno a letto, questione solo di quanto la ferita si è rimarginata.

Finalmente la vita normale sta riprendendo nonostante i flash back e i fisiologici e inevitabili momenti di malinconia e qualche lacrima sul passato quando… lui si rifà vivo.

Un messaggino. Un incontro più o meno casuale per strada. Una telefonata. Quelli senza ritegno osano persino un invito “per sapere come stai”, all’insegna dei bei vecchi tempi. Per “amicizia”, almeno quello dice…

A questo punto molte di voi si sentiranno come teletrasportate da una macchina del tempo infernale nell’abisso. Tutto ciò che avete costruito in settimane, mesi di riparazione del vostro dna emotivo distrutto da come vi ha trattato per mesi, anni, di come si è fatto lasciare per sfinimento ai limiti della crudeltà, sembra crollare di fronte a una mail, un messaggio, alla sua voce, alla sua presenza.

E’ gentile, usa i ricordi del passato più belli per blandirvi, si dimostra affranto per come è finita, vi ama ancora, siete state la donna più importante della sua vita, sì è vero è rimasto con la moglie perché è malata, perché non ha soldi, perché i figli sono fragili (anche se magari hanno 20 anni) ma lui sogna e ha sempre sognato voi. E, naturalmente, con l’altra non scopa. Mai. Forse non ci ha mai scopato (eppure hanno sei figli).

Se era libero non ha altre, non ne aveva mentre eravate insieme e i vostri sospetti erano infondati e lo hanno allontanato giusto il tempo di fare le vacanze con un fantasma con la terza di seno e il culo alla brasiliana.

Insomma, l’uomo perfetto si ripalesa con tutto il suo cuore. In quel momento, molte di voi si fanno subito la domanda sbagliata, sulla quale lui ha puntato le sue fiches.

Vi chiedete se lui è tornato perché vi ama ancora, ed è il primo passo per diventare di nuovo dipendenti da lui e, soprattutto, aprirgli le porte del vostro letto, del vostro cervello, della vostra capacità di ascoltare anche tutte le sue menate con la moglie o con l’altra (siete state delle sante a sorbirvi i dettagli di che cosa lui gli avrebbe regalato a Natale e di tutte le menate di scuola dei suoi figli).

Lui è tornato perché vi ama dunque? Domanda sbagliata. Quella vera è: lui è tornato, ma che cosa è cambiato?

Ha lasciato la moglie? E’ finalmente libero? Ha in mano la separazione scritta? Oppure vi sta rassicurando, a voce, per la milionesima volta, che adesso davvero lo farà? E’ tornato per rimanere o è solo di passaggio?

Perché, al netto del fatto che lui vi sta dicendo, esattamente come vi ha detto mille volte finché VOI non lo avete lasciato per distruzione fisica e mentale e fine fisiologica delle lacrime da versare, dicevo al netto che lui vi dice IO TI AMO E NON POSSO VIVERE SENZA DI TE… che cosa è cambiato concretamente? Vivrà ora adesso con te? O aspettiamo i “tempi tecnici”? Ma per favore, ragionate!

L’altra c’è? Scopate e poi lui torna a casa “per sistemare le cose”? No ragazze, per favore, non scherziamo con la vostra salute sentimentale e anche mentale.

Questo, se le cose non sono cambiate realmente e stiamo di nuovo a promesse per il futuro, può anche darvi nuove scadenze (la prossima estate sarò libero: chissà perché non il prossimo mese, settimana; lasciami il tempo di preparare il divorzio… ma come, lo dovevi preparare due anni fa!) ma non fatevi abbindolare.

Perché lui è lì per un solo motivo: ha bisogno di voi. Del vostro corpo. Della vostra testa. Della vostra disponibilità che rasenta la geisha.

Lui non vi ama, ama solo se stesso e i suoi bisogni. Vi ha amato forse, siete forse davvero stata la MIGLIORE di tutte (ed è per questo che torna anche), ma non vi sposerà, non lascerà l’altra, a meno che alle parole ci siano i fatti ora, qui, subito.

Vuoi entrare nel mio letto perché mi ami e te ne accorgi solo davvero adesso o di nuovo proprio perché questo “periodo di riflessione” (leggi qui) ha funzionato? Va bene, ma non esci da quella porta, non torni più a casa da lei. E vedrete che lui, di fronte a questo, non entrerà in casa vostra.

Perché è tornato allora? Perché vuole scoparvi. Perché vuole la sua psicologa e tutto quello che non gli dà l’altra, ma senza rinunciare a nulla. Vuole voi come completamento, l’altra per tutti i soliti motivi. Vuole due donne. Magari fra un po’ anche tre, una scappatella dalle due “ufficiali” ci sta, abbassiamo l”età anagrafica delle scopate ogni tanto.

Siete di fronte a un “mostro” di egoismo? La risposta è sì se non si ritira subito da questo tentativo non serio e a “scopo di scopata”, rendendosi conto che non può e non deve farlo se non ha deciso davvero di stare con voi e basta. Attente ai narcisisti (leggi qui)!

Non importa che sia confuso davvero anche lui, non si fa soffrire la gente perché lui ha “bisogno di rivederti” a costo di riaprire una ferita che si stava rimarginando lacerandola. Non importa che sia “solo per provare a rimanere amici”: chi ha amato e poi si è lasciato drammaticamente non può diventare amico (leggi qui).

Sono tutte scuse e il prezzo di questo ritorno non lo paga lui lo pagate voi. E lui, che è in cattiva fede anche se si dà mille scuse per rivedervi tutte validissime e ricolme di buone intenzioni, non si fa scrupolo di rifarvi male.

Ma non si rende conto che se vi abbandonerà di nuovo voi, oltre che distrutte nuovamente, vi odierete per esserci ricascate e la vostra autostima richiederà il triplo del tempo di prima per risollevarsi? No, per lui saranno problemi vostri. Lui sarà di nuovo lontano.

Lui, come alcune di voi mi scrivono, sta davvero male e ha problemi patologici affettivi che vengono dal suo rapporto con la madre o il bisnonno cretese? Voi ci avete provato, non siete una terapeuta… che si faccia curare seriamente e guarisca dai suoi problemi affettivi con chi di dovere. Se poi ci sarete quel giorno, karma. Ma guarito, non da guarire! Avete già dato, non ha funzionato, chiaro?

E poi ragazze, non confondete più l’amore con la sua voglia di figa, come qualcuno saggiamente ha detto.

Che fare? Non fate l’errore di ascoltarlo troppo, di rispondere al messaggio, di vederlo. Se proprio non ce la fate a mettergli un muro davanti, torturatevi il minimo indispensabile per capire se è cambiato tutto (qualcosa non basta) o siamo alle parole per l’ennesima volta.

Qualcuno torna davvero con serie intenzioni ma devono essere senza appello, senza ulteriori ritardi e senza esitazioni, senza se e senza ma. Potete dire finalmente e, soprattutto realizzare immediatamente cose semplici ma impossibili fino a ieri come: stasera dormi qui. Domani ci vediamo. Sabato partiamo. Ti chiamo io quando voglio. Ti presento alle mie amiche, alle persone che contano per me.

Non andateci a cena o a pranzo “per parlarne per l’ennesima ultima ultimissima giuro volta”. Men che meno a letto.

Altrimenti tutto quello che avrete sofferto e fatto per liberarvi dal suo giogo emotivo non sarò servito a nulla e ricadrete nel baratro.

Non ce la fate? La tentazione è troppo forte? Prendete tempo prima di rivederlo e andata dall’amica o dal terapeuta, esperto, quel che volete per farvi consigliare e aiutare, ma soprattutto per ragionare a voce alta su questo “ritorno di fiamma”, la sua concretezza e le conseguenze fisiche e reali di riprovarci con lui.

Siete riuscite, come spero, a respingere l’attacco e dopo un po’ lui, senza ritegno e pietà, ci riprova? Bloccate il numero. Bloccate le chat. Bloccate tutto. Altro che amore, questo è egoismo da diffida con zona di rispetto lontano da voi tipo polizia scientifica.

Non cadete più nella trappola del tutto chiacchiere, libidine ed egoismo. Vivete di nuovo. Troverete, così, anche il vero amore (leggi qui). Perché, come diceva il grande Indro, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili.

Sincerely yours

Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

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Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

Care lettrici e lettori, come promesso iniziamo “le serate Pellizzari”.

Cosa Sono e cosa succederà? Di fronte a un gustoso aperitivo corredato dal giusto contorno mangereccio chiacchiereremo a ruota libera degli argomenti del mio blog.

Domande, risposte, scambi di idee e di storie: ci sarò io ma il bello sarà confrontarci a tutto tondo su questi argomenti.

La prima serata si terrà a Milano, zona Magenta, mercoledì 4 ottobre, inizio alle 19 e fino alle 21 circa e tratteremo gli argomenti di un post di particolare successo tra di voi: “Lui non lascia lei ma non lascia neanche te”.

I posti alla serata sono riservati e a esaurimento.
Per informazioni e prenotazione scrivere a :
Seratapellizzari@gmail.com

Vi aspetto!

http://www.alessandropellizzari.com/lui-non-lascia-lei-ma-non-lascia-neanche-te-perche/

“Morti di F” virtuali: perché ci caschi?

Questa chat è diventata virale sui social
Questa chat è diventata virale sui social

Perché donne intelligenti cadono nella rete dei morti di F virtuali e, prima di uscirne, ci mettono troppo, davvero troppo tempo e, non di rado, pagando un prezzo in autostima e delusione amorosa?

Prima di rispondere a questa cruciale domanda che attanaglia centinaia di amiche alle prese con un morto di F virtuale nei meandri delle chat e messaggerie definiamo il soggetto.

Dicesi morto di F virtuale l’uomo che, attraverso i social, cerca di diventare amico di più donne possibili, belle o meno belle non importa, basta che più che respirino chattino. Lo scopo è fare sesso SOLO virtuale il più a lungo possibile senza incontrarsi mai, senza trasformare la relazione da virtuale a reale.

Ma come fa il morto di F ad accalappiarvi? Ecco i suoi segreti

1. Spara nel mucchio
Non avendo una grande vita reale passa molto tempo sui social dove chiede l’amicizia a una quantità impressionante di donne al giorno. Quello più sfigato schiaccia il bottone delle richieste di amicizia come se fosse una slot machine, facendosi beccare almeno da quelle che “ci sono già passate” perché chiede contemporaneamente l’amicizia a voi e ad altre vostre tre amiche (così lo beccate subito, perché voi vi parlate e dite: chi è questo qua?). Quello più sgamato dà un minimo di occhiata al vostro profilo per evitare interferenze e figuracce però, se non abboccate, guarda le vostre amiche e prova con una di loro. Ricordatevi: il suo obiettivo è un’amicizia di lungo corso a fini di “fai da te” 😂😂😂.

2. Si presenta bene
A differenza dei morti di F di basso retaggio, per intenderci quelli con un repertorio tipo “ciao bella mandami foto nuda sono superdotato vuoi vedere sei una Troia perché te la tiri e non rispondi” che non ho idea di chi gli risponda e perché, il morto di F professionale ha imparato ad approcciarsi a voi in modo educato, cortese, se è bravo anche originale. Originale per voi, perché in realtà il suo repertorio è uguale per tutte, le frasi sono buone, efficaci ma sono quelle. Ha un menu uguale per tutte. Però nel 50% dei casi è sufficiente per ottenere la vostra amicizia e iniziare a chattare.

3. Fa l’amico ma vi corteggia
Il morto di F virtuale fa sempre l’amicone. Per lui il tempo non conta, anche perché il suo obiettivo non è incontrarvi ma fare sesso virtuale con voi e quindi può investire settimane a sapere chi siete, a fare il vostro confessore, a interessarsi per finta dei vostri problemi, tanto sta facendo parallelamente con altre tre la stessa cosa e magari con qualcuno già si scambia chat sexy. Gradualmente introdurrà il corteggiamento, spostando l’attenzione dalle categorie film libri animali cucina a tua bellezza, tuo corpo, tuoi vestiti, tua intimità, tue storie precedenti fino al cosa ti piace a letto. Se state al gioco lui ha fatto un passo decisivo avanti.

4. La fase del ci provo.
Una volta che ha conquistato la vostra confidenza sul versante rapporti con gli uomini e sesso lavorerà di fioretto. Da una parte vi farà parlare delle vostre esperienze sentimentali negative precedenti, stigmatizzando la stronzaggine e scorrettezza dei vostri ex (conquistando la vostra fiducia e ammirazione, della serie “questo è diverso”), dall’altra inizierà a chiedervi di sentirvi al telefono. Al telefono sarà ancora più carino e convincente, e vi metterete d’accordo per vedervi, di solito aperitivo se siete ancora dubbiose, cena se lui ha superato le vostre difese principali.

5. Inizia il sesso virtuale
Una delle cose che vi tranquillizza del morto di F virtuale è che non ha la fretta degli altri, per esempio del pescatore a strascico o comunque di tutti i pretendenti non solo virtuali che si vabbè chattare e corteggiare via telefono ma poi ci si vede e magari si quaglia… no il vostro morto di F virtuale ha tempo (tanto suona su più tastiere virtualmente, se lo facesse realmente sarebbe molto più faticoso, complicato e avrebbe meno tempo per voi) e lo usa anche per farvi vedere che non ha fretta di arrivare al vostro letto. Però il suo linguaggio inizia a farsi più ardito e, se voi lo seguite, inizierete a parlare di cosa vi piace a letto, quali sono le esperienze più strane che avete fatto, il tutto per il suo godimento fai da te. Poi vi chiederà foto nude (almeno di parti), di fare sesso al telefono, i più avanzati in videochat.

6. L’incontro che non arriva mai
Ormai chattate e vi telefonate da qualche mese, fate sesso virtuale da un po’, a voi piace anche farlo ma… questo aperitivo cena incontro, per un motivo o per l’altro non arriva mai. Vabbè ci sono un po’ di chilometri che vi dividono e anche per questo avete acconsentito a esporvi e fare sesso virtuale, ma Dio santo esistono treni aerei ci si può trovare a metà strada ci sono i weekend lui vi ha assicurato che è libero di stato (altrimenti col cavolo che arrivavate a questo punto) e non può esserci ogni volta la mamma che sta male, il gatto sull’albero, la gomma a terra e lo sciopero dei controllori di volo. Vi accorgerete che il tempo passa, voi non vi vedete e lui continua a voler fare sempre e solo sesso virtuale.

Finché un giorno vi stuferete e gli metterete un out out: o ci vediamo entro il mese o basta.
E lui? Prometterà come al solito con mille assicurazioni millantando anche prenotazioni con tanto di foto dell’albergo romantico e intanto vi chiederà di fare un po’ di sesso virtuale nella dolce attesa. Al vostro no scocciato sparirà. O sparirete voi, stufe delle richieste e dei depliant virtuali. È finita. Voi avete accontentato il morto di F virtuale regalandogli orgasmi via etere e vi sentirete tristi, raggirate, anche un po’ boccalone.

Il problema delle delusioni amorose è che funzionano come le allergie alimentari: ogni volta che assaggi un cibo al quale sei allergico, la reazione successiva sarà sempre più grave. Così queste delusioni costruiscono, piano piano, una corazza tale da impedirvi di riconoscere il buono dal cattivo, e di vivere nuove relazioni, anche quelle potenzialmente promettenti, non in piena libertà, non in piena serenità, inficiando la vostra efficiente capacità di giudizio sugli uomini in generale.

Ma perché, vi chiedete, certi uomini fanno così?
Non credo che siano tutti dei “malati di mente”, come li chiamano molte di voi. In realtà dietro a un morto di F che vuole fare solo sesso virtuale c’è:
Un uomo che, nonostante si sia presentato come libero, è supersposato o fidanzato. Ed è uno che, per paura di perdere il suo status, per sensi di colpa o perché è la prima volta che vuole tradire la moglie, preferisce fare con le donne che ci cascano sesso virtuale. Non è pericoloso, difficile da scoprire, è comodo, è meglio del fai da te solitario o di un film porno e, in fondo, si racconta lui come una bella favola, non è tradimento.
Poi c’è quello che gli piace proprio il sesso virtuale, è il suo feticcio, così come per altri lo è il reggicalze, il tacco 12, l’amore a tre. È il motivo per cui contatta anche donne che di fatto non gli piacciono, a lui piace l’idea di farci sesso virtuale, non importa se il viso di lei non è di suo gradimento, gli basta un “pezzo” di voi. Ecco anche perché non vi vedrà mai dal vivo.
Poi c’è quello che vorrebbe passare ai fatti, ma ha dei problemi che, in precedenti incontri non virtuali, lo hanno segnato. E allora adesso ha una sorta di timore ma il bisogno di fare sesso rimane, solo che invece di andare da un andrologo e/o un sessuologo e spesso risolvere bene e presto molti dei problemi classici di chi evita il rapporto sessuale si è avvitato sul virtuale, e questa è l’unica figura di questa casistica che giustifico e comprendo, ma non al punto di giustificare le troppe balle che vi propina, anche perché se lui ha un problema ciò non deve permettergli di giocare con i vostri sentimenti, fiducia e intimità.

E voi perché ci cadete? Ragionarci su vi aiuterà a non ricaderci.
Certo lui ci sa fare, certo lui stuzzica il vostro bisogno di sentirvi corteggiate e adulate, di sentirvi cercate. Lui sembra anche diverso dagli altri, che vogliono tutto e subito, è solo quella cosa lì, lui non ha fretta, ha tempo.
Già il tempo. Il tempo è importante. Vi rassicura un uomo che si prende tempo per incontrarvi, vi lascia tempo per testarlo. Ma attente, è proprio qui la differenza fra il normale e il virtuale. L’uomo che vuole davvero conoscervi (sì anche e soprattutto per quella cosa lì, ma è nella natura umana, anche vostra) vi darà e si darà tempo, ma non esageratamente. Massimo in due mesi, più o meno a seconda di quanto siete lontani (gli aerei però non hanno più costi proibitivi) vi dovete incontrare, può corteggiarvi via chat, telefonarvi quanto volete ma poi DOVETE incontrarvi e, se vi piacete, a breve termine scopare.

Scopare è normale dopo un po’ (non troppo) se vi piacete e state bene insieme. Anzi, è necessario anche e proprio per capire se tutto, davvero tutto funziona fra di voi e se c’è un possibile le futuro.

Il sesso virtuale? Non ho nulla contro nessun tipo di sesso ma capiamoci bene: il sesso al telefono, in chat o in videochat serve forse come aperitivo, come spezzafame fra un appuntamento sessuale reale e L’altro, ma non può sostituire il caro vecchio inimitabile godibilissimo amplesso e tutti i suoi collaterali, dai preliminari alla ripresa del secondo, terzo round.

È così semplice l’amore, è così semplice il sesso, non rendiamolo complicato. Diffidate di chi ha troppa fretta di portarvi a letto (ma io lo capisco di più) ma anche di chi non ha fretta, non ha fretta per nulla ma si “accontenta” di certi “anticipi”.

Sincerely yours

C’è un futuro per le coppie di lunga data?

Che orizzonti ha la tua coppia?
Che orizzonti ha la tua coppia?

Ci sono coppie che stanno insieme da molto tempo. Lui e lei si sono conosciuti ai tempi del liceo (o giù di lì), magari si sono sposati neanche trentenni e hanno avuto subito un bambino.

Che bello: una volta l’amore non aveva “tempi di opportunità” e ci si sposava e basta.

Poi c’è stata la seconda era, quella in cui il matrimonio medio vedeva lei 35enne e lui verso i 40, complici carriera e lavoro o un matrimonio fallito alle spalle (quello dei vent’anni, guarda un po’). In ogni caso anche queste coppie medio giovani come longevità hanno magari già alle spalle, oggi, 10-15 anni di matrimonio o convivenza. Un bel pezzo di vita insieme.

Ma durerà? Quanto? E come?

Domanda non inutile, visto che molte di voi inizieranno a chiederselo, soprattutto se iniziano a cogliere segni di stanchezza.

Quali sono? Quelli che, secondo le più recenti statistiche, spingono a tradire 6 donne su 10 e 5 uomini su 10.

Sono la noia, la routine e il sesso di scarsa qualità e frequenza.

Noia e routine trasformano lui in un pantofolaio distratto, che fornisce magari la sicurezza della ripetitività ma non molte emozioni e attenzioni, lei in una donna dedicata totalmente ai figli e-o alla casa o al lavoro, che ha dimenticato il tacco 12 in lavastoviglie o in ufficio. Ma sono solo esempi, tu sai di cosa sto parlando, se lo stai vivendo sulla tua pelle.

E il sesso? Il vantaggio delle coppie di lungo corso è che ormai, a letto, di solito fanno un compendio di quello che è preferito da tutti e due, una specie di compromesso fra il preliminare che piace a lei, quello che piace a lui seguito dalla scopata nella posizione più gettonata dai due, diciamo con durata dai 15 ai 30 minuti compreso tutto (no, la doccia è esclusa ti prego) e frequenza di una volta alla settimana, figli permettendo e quando il giorno dopo si può dormire.

Un sesso non dico non piacevole, magari coronato dal quasi sempre orgasmo di lei (l’arte dell’orgasmo simulato ha i suoi vantaggi matrimoniali). Magari ci scappa ogni tanto un fuori programma, di solito orale, di solito per lui (tu, eventualmente, provvedi da sola e fantastichi un po’, in base ai tuoi picchi ormonali).

Insomma, si può vivere a lungo insieme così? In fondo il sesso è basico, non è più quello di una volta certo, ma può bastare. E la routine dà calma piatta ma sicurezza. In fondo la famiglia ha ancora grandi progetti, i figli, le case, il reddito, il futuro insieme. Fuori vedi tante tempeste dal tuo porto sicuro. Ci vediamo fra dieci anni…

Purtroppo, o per fortuna, non funziona sempre e solo così. Perché la natura umana non è così.

Gli studi ci dicono che l’innamoramento vero, quello esclusivo e passionale, l’amore con la A maiuscola (il motivo per cui l’hai sposato) dura dai 18 ai 36 mesi, dopodiché si trasforma in qualcosa di diverso, meno forte ed esclusivo. Chiamalo affetto, chiamalo come vuoi, è comunque diverso. Forse sufficiente per andare avanti molti altri anni, ma è diverso.

Sono ormai convinto che la fedeltà sia strettamente connessa all’innamoramento, e sia imparziale. Uomo e donna, per una volta identici sotto il profilo amoroso, quando sono innamorati non pensano e non vedono altri. Il sesso e la passione sono concentrati su una sola persona, ti può passare vicino il più bell’uomo del mondo che forse, al massimo, gli darai un’occhiatina.

Ma se l’innamoramento cessa al massimo dopo tre anni, anche la fedeltà non ha più questo paracadute dopo tre anni.

Ed è da questo momento che inizia il timer del possibile tradimento, anno dopo anno.

Aggiungici il “panico” da età che avanza e il timer del tradimento può avere un brusco acceleramento, come quando nei film il protagonista taglia il filo sbagliato della bomba e i secondi partono a razzo di colpo.

Nel maschio, infatti, di solito intorno ai 50 anni, scatta una molla che si chiama “voglia di vivere”, e che si traduce in un bisogno di provare a se stesso che sì, invecchio, ma sono sempre un Uomo con la U maiuscola. Come provarmelo? Con il successo nel lavoro magari, ma non basta: devo sentirmi ancora attraente e capace sessualmente. E non tutti si rivolgono alla moglie per avere riprova di questo.

Nella donna, in genere, la molla “oddio il tempo passa” scatta varcati i 40, età nella quale siete splendide. E lo sarete anche a 50, toglietevi pure 10 anni se avete saputo curare la vostra bellezza, fanculo la menopausa! Per non parlare di certe sessantenni impossibili da inserire in anagrafe precisa! Il problema è che, nonostante la bellezza che riflette il vostro specchio e gli sguardi degli altri maschi (vostro marito è distratto e avaro di complimenti?) le donne sono abilissime ad autocriticarsi e trovarsi mille difetti, da qui la crisi di identità.

E quando una donna va in crisi di “oddio il tempo passa” di colpo può accorgersi che la “comoda” routine, la “cullante” noia e il sesso “tutto previsto” non sono più una sicurezza sulla quale adagiarsi, ma un fardello insopportabile.

Allora, se il porto dal quale vedi le tempeste degli altri ti rassicurava, ora ti piacerebbe vivere una tempesta. Non dico un uragano, ma una tempesta che ti tolga il fiato fino a tornare di nuovo in porto sì.

In questi casi, se l’uomo è un praticone al quale il più delle volte basta una scopata galattica con una giovane bellezza imperiale (magari anche più di una) anche non parlante, voi donne siete più complesse: volete emozioni e qualità a 360 gradi.

Il che vuol dire che se un uomo bello e simpatico, fascinoso e intelligente inizia a corteggiarvi, a riempirvi di attenzioni, a farvi sentire belle e giovani beh, se poi vi scopa anche bene strappandovi sensazioni che credevate rimaste ai 20 anni… beh, la vostra solidissima coppia deve rivedere forse i suoi orizzonti.

E qui torniamo alla domanda iniziale: siamo tutti destinati, per i motivi suddetti, al divorzio o a una vita sicura ma non appagante?

Dipende da quanto la nostra coppia è evoluta e forte.

O prende atto che la fedeltà è a rischio, finito l’innamoramento, e che la routine non è garanzia di durata (almeno quella felice) e il sesso deve rimanere sopra una certa soglia di qualità altrimenti diventa una soap opera di cui conosci già la trama, e si resetta e si rilancia per rinascere attraverso un nuovo equilibrio, o rischia nel futuro.

E qui, a vedere quello che mi raccontate e che succede nella maggioranza dei casi le strade sono le seguenti.

La pace dei sensi
Decidete di non affrontare l’argomento fra di voi perché siete fra i “fortunati” (dipende dai punti di vista) che non mettono il sesso e le emozioni in cima alla lista delle loro necessità. Magari siete aiutati dagli ormoni, in fase calante e non ascendente, magari da giovani vi siete tolti tutti (ma tanti) gli sfizi, magari è proprio la mancanze di esperienza che vi mantiene “tranquilli”, di fatto ci sono mille motivi per continuare così e in fondo, sì potrebbe essere meglio, sì ogni tanto sogni a occhi aperti, ma quello che importa è la famiglia istituzione. Amen

Benvenuti fra i cinque… sei
Dicevo che le stime (ottimiste, i numeri secondo me sono più alti) parlano di metà della popolazione che ha tradito almeno una volta. La scappatella, almeno è così che si chiama prima di diventare amantato ripetuto e poi fisso o alternativa al vecchio matrimonio, è una delle soluzioni più gettonate nelle coppie di lungo corso, o meglio in quelle che hanno meno dialogo. Oppure dove il dialogo non ha funzionato. Esempio? Tu gli hai spiegato che ti piacerebbe rifare un weekend con lui da sola e senza figli, gli hai spiegato che se ti compri un vestito nuovo e sexy dovresti suscitare le sue attenzioni automatiche e sincere (altro che “ah sì bello, scusa stavo rispondendo a un messaggio”), gli hai spiegato che così, se lui fa troppo in fretta, TU non raggiungi l’orgasmo. Sì glielo hai spiegato, lui ha detto sì, magari è stato più attento per un po’ ma poi tutto come prima. E tu adesso ti sei trovata un “fidanzato” che compensa tutto quello che lui non ti dà più. Il finale della storia è apertissimo.

Parlate e provvedete
Ci sono coppie molto evolute, che magari non si amano più come nei primi 36 mesi ma hanno un forte coibente che li tiene insieme (affetto, rispetto, figli, progetti, un po’ di buon sesso) che, quando lei o lui notano i primi effetti collaterali della routine, ne parlano insieme a fondo ma non si limitano all’analisi, cercano di prendere provvedimenti. Per esempio riprendendosi del tempo insieme da soli e sottraendolo finalmente ai figli, al lavoro e ai pensieri. A certi basta dedicarsi un viaggio ogni tanto, inventarsi un hobby o attività che unisca (mi viene in mente una coppia che ha scoperto il golf e se lo gode come nuova passione condivisa), altri si devono industriare di più, soprattutto se il calo di emozioni è legato al sesso. E qui è più difficile. non so se basta un reggicalze o un video porno per rilanciare il sesso di coppia, ho molti dubbi. Conosco coppie che hanno provato lo scambio per vedere che effetto faceva: magari si sono limitate ad andare in un locale a curiosare, portandosi poi a casa quello che li eccitava a livello visivo-onirico e facendolo proprio senza andare con altri. Certe coppie che sono andate oltre, rischiando in certi casi di assaggiare un piatto così forte da rendere insipido quello casalingo. Altri si limitano a raccontarsi le fantasie più sfrenate, e ciò riaccende il desiderio. Alcuni uomini molto pragmatici e poco vergognini si sono rivolti al medico per un aiuto chimico, scoprendo che funziona, può dare il giusto là, tempi adatti anche per lei e non è una terapia cronica, chi con il consenso-suggerimento della compagna, chi in segreto.

La coppia aperta
Alcune coppie, è sono l’evoluzione della precedente, una volta chiaritisi su cosa non va, soprattutto se è il sesso che non va, decidono di aprire la coppia. Fanno un patto: cosa ci manca? L’emozione del corteggiamento, della seduzione e del sesso novità? Bene, non c’è bisogno di tradire, non c’è bisogno di separarsi, non esistono persone che possono sostituirci, esistono però occasioni che possono farci divertire e darci emozioni, nuova benzina per la vettura coppia, da condividere però, da mantenere nell’alveo della coppia. E così decidono che si può fare e, badate bene, si può, non si deve. Perché il segreto sta lì, mi raccontano: non è che liberi tutti si corre in braccio al primo venuto. Se capita, ed è quello giusto, si decide con il beneplacito del partner. Sarà poi la coppia a decidere se raccontarsi tutto, condividere o no. Molte coppie usano gli amanti occasionali come propellente della loro coppia. E, fuori dalle esagerazioni (se lui esce tutte le settimane con una diversa non è coppia aperta, è lui che si fa i cazzi suoi o viceversa, non vedo “utilità” per la coppia) e dalle scuse (la coppia aperta è una licenza di “uccidere”, non una licenza di “strage di cuori”) se si trova un equilibrio succede anche che basti sapere che si può fare, senza farlo. In ogni caso, la maggioranza delle coppie che praticano questa soluzione si dichiarano soddisfatte, rilanciate con nuovo entusiasmo e con un nuovo equilibrio. Alcune però, ho notato, hanno fatto la scelta con un difetto di base: lui o lei hanno accettato la coppia aperta per non perdere il partner, e questa non è una buona assicurazione di longevità. La longevità di coppia vive sulla serenità, non sulla sofferenza controllata da vari “antidolorifici” sintomatici.

I pragmatici del ristorante stellato
Certo, mancano emozioni e sesso, e questo è un problema. Però vi “amate” ancora molto (amare senza virgolette non è molto, è tutto), la famiglia è serena, i progetti tanti, i figli devono ancora spiccare il volo. Che fare? Avete parlato. Certo, avete messo in atto weekend da soli e altri trucchetti per ravvivare il tutto, ma hanno effetti, per quanto buoni, a termine. La coppia aperta? No, non siete i tipi. Però qualcosa di buono ha, se gestita in modo intelligente e da coppia azienda. Mi viene in mente il ristorante stellato. In casa la tua cucina è buona: varia, saporita, di qualità ma è sempre la stessa. E’ come frequentare il caro vecchio sicuro e senza sorprese ristorante sotto casa. E’ comodo, non lo cambieresti per nulla al mondo, il prezzo è abbordabile e speciale per te ma… ti ricordi i primi tempi quando frequentavate spesso il ristorante stellato? Certo eravate innamorati, ma ogni piatto era sorprendente, nuovo, emozionante. E quel dolce che fa anche il ristorante sotto casa, lì allo stellato è da… orgasmo multiplo! E allora, con un’intesa che solo certe coppie longeve e solide hanno, senza che nessuno racconti niente all’altro ma tollerandone la possibile possibilità, capendone la funzione limitata, ogni tanto uno dei due si concede uno stellato. Per poi tornare sazio e stupito alla normalità, una normalità, mi assicura chi mi racconta la sua esperienza, sicuramente migliorate e proiettata nel futuro. Obietto: e se ti innamori del ristorante stellato? Lei mi risponde: improbabile, troppo caro, mica ci vai ogni giorno anzi… se ci andassi ogni giorno diventa una trattoria, mica ha i plus del ristorante sotto casa. E poi, se dovesse proprio succedere, vuol dire che il ristorante sotto casa, per quanto comodo e buono, forse ha cambiato cuoco. In peggio. Ma non ti senti ipocrita, chiedo io, non è un tradimento come gli altri? No, dipende solo dalla tua testa a da quanto ti fai dominare dalla paura del giudizio degli altri e da una tradizione che vede nel sesso qualcosa di essenzialmente sporco, mentre per me il sesso è bello proprio perché è “sporco”. E io: ma non è un compromesso? E lei: no, è un patto, spesso silente fra evoluti e intelligenti, pragmatici amanti. Un tacito consenso per il futuro.

A voi il giudizio finale, il dibattito e… la scelta su quale soluzione adottare per superare la barriera del tempo o, semplicemente e per non pochi, la boa degli “anta”.

Per molti, per fortuna, c’è ancora un futuro insieme.

Sincerely yours

credito foto: pixabay.com

Non c’è sesso senza amore?

Siete tutti uguali
Siete tutti uguali

Ah, io se non sono innamorata non faccio sesso. Ah io non faccio sesso finché non provo davvero qualcosa per lui. Ah io devo essere presa di testa altrimenti niente sesso. Ah, a me non importa di fare sesso con le donne che conosco, a me interessano solo e innanzitutto come persone.

Insomma, non c’è sesso senza amore, diceva la canzone.

E non pochi di noi, soprattutto donne, circolano sul mercato dei “disponibili”, siano essi single, separati o divorziati, proclamando al mondo la loro priorità nei rapporti di coppia, che sarebbe l’amore e non il sesso, o comunque la personalità innanzitutto, o la “mente”, e poi il sesso.

Che non siamo tutti dei malati di sesso e che cerchiamo negli altri anche cosucce tipo simpatia, intelligenza e cultura mi pare lapalissiano come dire che cerchi di andare in vacanza appena puoi.

Tuttavia, sfrondata della sua ovvia banalità, trovo questa posizione estrema, in certi casi falsa, in altri tale da impedire, di fatto, il formarsi di nuove coppie interessanti, solide, durature.

Mi spiego. Nella ricerca di una spiegazione alla domanda primigenia di questo blog, e cioè perché le mie amiche belle e intelligenti non riescono a mettere in piedi un minimo di relazione degna di questo nome, la risposta principale rimane “il mercato degli uomini papabili è desolante” ma un dubbio mi assale: non è che con questa storia della mente e dell’amore che devono prevalere sul sesso noi stiamo buttando nel cesso un sacco di buone storie potenziali che sì, magari iniziano più fondate su estetica e voglia di trombare, ma che poi potrebbero svilupparsi in qualcosa di più complesso e appagante?

Secondo me la risposta è sì. Non è che dobbiamo andare a letto e subito col primo venuto (oops), ma neanche mandare le partecipazioni a ogni incontro nuovo.

Insomma, mi sembra che soprattutto le donne abbiano perso, nella loro ricerca del partner ideale, la semplicità dell’amore. Che è fatto, all’inizio, di cose semplici e istintive, non frutto di tanti e troppi ragionamenti. Lui ti piace? È simpatico? Ti stimola sessualmente? Ti immagini a letto con lui o no? Qualche serata insieme basterà per avere queste risposte no?

E allora, se lui ha superato i test più semplici del mondo deve superarne uno solo ancora, ma il più importante: quello del letto.

Ah no, io non gliela mollo finché non sono sicura di avere a che fare con una persona seria, che è veramente interessata a me, che non è solo un pescatore a strascico di donne, un morto di Figa, un farfallone.

Vi rivelo un segreto: noi uomini siamo tutti, chi più chi meno, pescatori a strascico, morti di figa e farfalloni, e spesso lo sono ancora di più quelli che passano tutto il tempo a far vedere che loro nooo, loro non cercano donne belle ma solo e soprattutto intelligenti (leggi qui come funziona il marketing del sesso al maschile).

Allora che fate? Siccome siamo tutti uguali vi chiudete in clausura come certe vostre amiche che descrivo qui? Quanti morti di figa evitati, certo, ma anche quante belle storie potenziali sprecate.

Il sesso è normale e bello, è un linguaggio universale superiore a quello delle parole. Non usatelo come merce di scambio, usatelo perché è un modo piacevole e divertente per capire se davvero il discorso può proseguire. Il coinvolgimento mentale sparisce se a letto non funzionate. Quanti matrimoni bianchi o falliti dobbiamo ancora spendere per capire che il sesso non è un accessorio ma le fondamenta della coppia? Piacersi intellettualmente non basta, e il sesso non mente come la lingua.

Un altro piccolo particolare. Il sesso è così importante che è l’unica vera assicurazione di longevità della coppia. Sapete quante persone hanno tradito il proprio partner fisso almeno una volta nella vita? Almeno la metà. Saranno tutti maschi, direte voi… a parte il piccolo particolare che per tradire bisogna essere in tre, le donne ultimamente tradiscono di più. Sei su 10 almeno una volta, secondo le ultime stime. Io credo siano pure stime per difetto.

E sapete perché il più delle volte hanno tradito? Perché il sesso nella coppia era finito, era diventato noioso, ripetitivo, stanco, bimestrale. Quindi, se non siete fra le coppie che dicono di aver raggiunto la pace dei sensi e che il sesso può benissimo essere sostituito da un buon libro sappiate che ha un peso ben superiore a quello che gli danno coloro che dicono che non conta. Attenzione, sottolineo dicono perché poi se apri certi armadi spuntano più amanti che abiti, non nascondiamoci dietro un… anta. Conta eccome il sesso.

Il sesso è il termometro del benessere di coppia. Lo è dopo anni, come può essere non decisivo o poco importante all’inizio, quando ha come potenti alleati novità, passione, curiosità e scoperta?

E siccome conta tanto il consiglio è semplice: se vi trovate bene con un nuovo pretendente non usate il sesso come merce di scambio, ma come prova del nove. E non tirate troppo la corda prima di arrivarci, altrimenti succede come descrivo qui.

Vi dicevo che siamo un po’ tutti sciupafemmine, questo è il nostro difetto o, semplicemente, la natura dell’uomo. Sì, i più evoluti di noi vogliono anche una piacevole conversazione e una donna intelligente ma, come quelli meno evoluti della serie basta che respiri, tutti miriamo a una cosa sola: il gol in porta. Non si va alla partita per pareggiare o perdere.

Detto questo, sapete che dico sempre che apprezzo la vostra selettività, e vi sprono sempre a essere analitiche e più critiche con noi, ma senza esagerare. Non passiamo, per favore, dalla fase tipicamente femminile del cosa c’è di sbagliato in me all’opposto del gli uomini sono tutti trombatori seriali. Si gioca in due e il risultato finale dipende da tutti e due.

Anche perché, riconoscendo in voi donne una superiorità mentale rispetto all’uomo che è pari solo alla vostra fragilità sentimentale, noi possiamo migliorare solo grazie al vostro aiuto.

Se siamo tutti sciupafemmine nel DNA ma alcuni di noi ragionano e cercano qualcosa di più, certo magari dopo…, solo voi potete far pendere la nostra bilancia non solo dalla parte Figa ma anche dalla parte Sentimenti. Siete voi le maestre del rapporto equilibrato, noi siamo spesso scolari indisciplinati che tendono a bigiare la scuola. Credo sia anche per questo che nostro Signore abbia scelto voi come madri, e non i maschi.

Il mio ragionamento può sembrarvi a tratti un controsenso. Prescindere dal sesso, potrebbero dire alcuni “benpensanti”, quelli che ragionano col cervello e mai con gli ormoni, è logico se si vuole costruire un rapporto non superficiale e duraturo. Il sesso è un accessorio, ma sì, concedono, “abbastanza” importante, ma non è di certo tutto. Il sesso, col tempo passa, diventa meno importante. Mmmm posizione a rischio questa… Un viatico per potenziali corna da voglia di sesso latitante, e le statistiche non sono a favore della tesi sesso res nullius.

Ma, statistiche a parte, Rido. Dire che il sesso in una coppia è uno dei tanti elementi e neanche il più importante è Un po’ come quello che dice che l’attrazione fisica non conta, o siamo di fronte a una tesi precostituita e spesso fondata su tentativi fallimentari, o a una bugia tipicamente maschile, o siamo di fronte alla volpe e l’uva, o siamo di fronte a un assetto ormonale diverso dal mio e da quello di molti, che io rispetto se viene rispettato anche il mio equilibrio testosteronico e non mi prendo del maniaco sessuale o del morto di figa o, se fossi una donna, della Troia o ninfomane, solo perché a noi piace fare sesso e lo facciamo e lo faremmo anche solo per divertimento.

Dunque, senza trasformarvi in omologatrici di materassi (delle quali ho scritto qui) o, viceversa, in monache di clausura, nonostante gli insuccessi sul campo e il forte sospetto che tutti gli uomini vogliano Solo scoparvi, provate a scopare voi ogni tanto, se i famosi conti dei primi test tornano. Il sesto senso femminile è fatto anche di sana e inconsapevole libidine, per chiudere con un’altra canzone.

Sincerely yours

L’uomo che amava due donne

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L’uomo che amava due donne

L’uomo che amava due donne rispose all’amante: io non lascio mia moglie e non lascio te perché vi amo entrambe, quindi non posso rinunciare a nessuna delle due.

Un uomo può sinceramente amare due donne contemporaneamente? La domanda può sembrare assurda, ma diventa molto reale se una lettrice di questo blog me la pone perché lei (e non solo lei) si è sentita rispondere così quando ha chiesto al suo lui: ma tu mi ami o ami tua moglie?

Tutte e due, in modo diverso, ma è amore….
ha risposto e risponde questa tipologia di uomo dal piede in due scarpe, quello che ama “così tanto” che non può scegliere fra moglie e amante, fra fidanzata e amica, fra convivente e “l’altra”.

Uno stallo maschile che contraddistingue tante storie di amanti. Solo che c’è da fare una netta distinzione fra chi “ama” due donne e chi, sinceramente, è innamorato perdutamente dell’amante ma non riesce a fare il grande passo per i figli, i soldi, i rimorsi, la paura.

Io rispetto chi è “bloccato” nel suo percorso di felicità da seri motivi come i figli piccoli, e diffido sinceramente dai poligami dell’amore dalle facili rassicurazioni. Non critico la poligamia, ho capito ormai che la monogamia dura il tempo dell’innamoramento o poco più: critico la menzogna spudorata, capisco la bugia buona o pietosa, che però non usa mai il verbo amare.

È dunque possibile amare due donne contemporaneamente? No, e chi dice di sì o ha fatto l’autoipnosi o mente convinto di non mentire o, nel migliore dei casi, prende affetto e sentimenti vari per la moglie o l’amante confondendoli con l’amore vero.

Tu puoi amare la tua vera donna (amante o moglie che sia) e amare anche tua madre e tua sorella o tua figlia (di un amore diverso, vale la pena specificarlo di questi tempi) ma l’amore quello lì, che gronda sentimenti e passione e sesso è possibile solo per una persona.

Perché se c’è è totalizzante, non lascia spazio a nessun altro. Non è a percentuale.

Quindi, se lui amasse veramente la moglie, tu amante non esisteresti. E se amasse davvero te amante, non ti direbbe che ama in ugual modo la moglie.

Come dice la mia amica Barbara, hai a che fare con un innamorato sì, ma di se stesso. Un uomo che ama due donne e nessuna. Che si innamora di tutte e di nessuna. Perché la sua donna ideale è lui.

Vuoi sapere la verità statisticamente fondata? La maggior parte degli uomini che dicono di amare moglie e amante in realtà non amano nessuno.

La moglie è “amata” per consuetudine, affetto maturato negli anni, comodità, pavidità, interesse strumentale, sensi di colpa o come madre dei suoi figli.

L’amante è “amata” per la sua bellezza, sessualità, ormonalità e per il sogno che sa regalare.

Insomma, cara amica amante, lui non solo non lascerà la moglie ma vuole tenere anche te, a patto che tu ti limiti al ruolo che hai, senza accampare pretese. È come potresti? Sei amata alla pari della moglie, in fondo sei già sua moglie!

E tu, cara moglie, che hai scoperto che lui ha l’amante fissa da anni, e che lo hai perdonato con la promessa che la lascerà non illuderti: finché lei reggerà la parte lui non la mollerà, così come non mollerà te. Lei ha il vantaggio di fare un sesso che tu non sei più capace di esprimere (e magari non è colpa tua, capita nelle coppie di lunga data). Tu hai il vantaggio di essere la sua compagna di ogni giorno, di condividere e spesso gestire il suo quotidiano, i figli, i soldi. Lo sai, altrimenti non lo avresti perdonato, e non chiuderesti gli occhi.

Che fare? La moglie, come ho appena scritto, o è inconsapevole o ha già deciso.

E tu, amante? Potrei dirti che di fronte a una menzogna del genere (amo a pari merito due donne), fatte le solite eccezioni che confermano la regola, dovresti chiudere tu, perché lui non solo non chiuderà mai, ma non ti darà mai una virgola in più di quello che non ti dia già.

Ma sei troppo innamorata, altrimenti non avresti bisogno di chiedere a me “ma un uomo può amare veramente due donne?”. Lui è riuscito nel suo intento di giustificarsi in qualche modo del suo non scegliere e ad ammansirti nelle pretese, almeno per un po’. Lo capisco e non ti biasimo, l’amore, non a caso, è cieco.

Posso darti un solo consiglio: inizia a crearti una vita autonoma tua. Usa gli spazi che hai quando lui è con la moglie per uscire e conoscere nuove persone.

Sì lo so non ne hai voglia, forse neanche la forza. Sì lo so, gli altri non li vedi neanche e pensi sempre a lui. Sì lo so, lui non c’è ma chiama scrive ed è presente virtualmente (credimi, si legge presenza ma si chiama controllo, tu sei “sua” come la moglie, è geloso e possessivo anche quando non lo dimostra, teme gli altri, si rassicura controllando costantemente il tuo grado di innamoramento e concentrazione su di lui) ma…

Esci lo stesso, accetta gli inviti in compagnia o di altri uomini che ti “piacciono” ( usiamo una parola grossa per il tuo stato psicologico) lo stesso. Perché, come diceva mio padre, chi non gioca la schedina è sicuro di non vincere. È solo un chiodo può schiacciare e scacciare un altro chiodo.

Provaci, fatti questo regalo per il nuovo anno, mentre lui passa le feste comandate con la moglie.

Sincerely yours

Amanti. È tutto ok ma lui ha bisogno di confessarlo. Lo scaricabarile

Venezia, Santa Maria dei miracoli. Non è la scala verso il confessionale
Venezia, Santa Maria dei miracoli. Non è la scala verso il confessionale

Lui ha trovato l’amante perfetta. Bella. Riservata. Assetata di sesso. Impegnata come lui e con figli. Serenità, sesso, gioco. Nessun pensiero i primi mesi: gli amanti non sono innamorati, stanno solo bene insieme, e completano insieme le mancanze che la parte ufficiale della coppia non fornisce più. I due amanti hanno così ritrovato complicità e gioco dove ora c’è routine, e sesso passionale, quello “bello e sporco”, laddove ora domina la posizione del missionario una volta ogni 15 giorni (se va bene).

Tutto ok quindi: nessuno dei due si sognerebbe di mollare le rispettive famiglie e figli, ai quali tengono, compresi i coniugi, nonostante i difetti, evidemente “riparabili” all’esterno.

Peccato che lui nasconda un segreto: è un uomo “scaricabarile”.

Che significa? Significa che non ha coraggio e i coglioni per gestire neanche un amantato così mininvasivo e perfetto. Ci riesce qualche mese ma poi, i sensi di colpa, che però non gli impediscono di cercarsi altre donne, lo assalgono.

E allora, giorno dopo giorno, gli si guasta (e lo guasta anche all’amante) il piacere pieno e corroborante che una storia parallela perfetta può dare.

Ha in testa solo una cosa, che piano piano diventa un’ossessione. Parlarne alla moglie. Fare outing. No, non lo fa per amore della famiglia o per pentimento, lo fa per pulirsi la coscienza. In cuor suo spera addirittura in una pacca sulla spalla della moglie, in un perdono e più di un occhio chiuso per poter continuare, magari più avanti, a frequentare l’amante con una sorta di tacito permesso.

Un Vigliacchetto scaricabarile che è pronto a far disperare la moglie ma a tenersela giurando e spergiurando di non farlo mai più.

E l’amante? In questa fase per lui non conta più. Il più delle volte non l’avverte neanche che ha intenzione di parlarne alla moglie. Così, l’amica ignara, oltre allo shock dell’outing rischia di essere messa nei guai con la sua famiglia, figli e marito, dallo strisciare dello scaricabarile verso il confessionale della moglie, che può far scoppiare un casino inenarrabile ben oltre le sue mura domestiche.

Ma lui, vomitata la sua colpa, magari tinta di piccole bugie che fanno apparire lui un povero uomo sedotto da un’arpia assetata di sesso, si sentirà bene, finalmente sereno, e magari verrà anche perdonato. L’amante? Ho dovuto farlo, una questione morale, di giustizia: questi i suoi trenta denari. Ma vaffanculo! Quando facevate i numeri in auto o al motel mica ti facevi problemi, verginella dei miei stivali, caro scaricabarile. Magari facevi anche il Maschio: io, io, io…

Beh, i maschi veri sanno tenere i segreti, le colpe, i vizi e i peccati, li fanno, li vivono fino in fondo e se li godono senza far soffrire nessuno. Senza danneggiare nessuno. E non si cagano sotto a ogni stormir di foglia. Loro hanno prenotato una suite nel girone dei lussuriosi, e va bene così.

Sentite un mio certo disprezzo per lo scaricabarile? Sì lo confesso.

Di solito è uno che si comporta così anche nel lavoro. Se non è in posizione di comando tradisce i colleghi addebitando a loro i suoi errori. Se comanda ed è un capetto (spero non di più) è sempre colpa dello staff, mai sua, fa esporre gli altri, pronto a scappare o sgambettare se c’è pericolo. Il suo motto è: io non ero d’accordo, non l’ho fatto o deciso io. Io non c’ero. Io non ne ho la responsabilità.

Perché è un ominicchio egoista che fa soffrire inutilmente non una, ma due donne alla volta. E non ha neanche la forza di rinunciare ai suoi bisogni: una volta quietata la moglie e abbandonata l’amante, quella brava e seria, se ne troverà un’altra.

Fino al prossimo giro di lacrime da coccodrillo.

Amiche, evitatelo come la peste. O, ai primi segni di lacrime via, giù dalla finestra (in senso figurato, mi raccomando). Quando vedete che il trend sereno e godereccio cala inspiegabilmente e lui inizia a parlare in modo diverso di moglie e famiglia (prima magari non le citava neanche) fategli un piccolo interrogatorio per scoprire se se la sta facendo sotto e via a gambe levate!

Sincerely yours

La prima cena tu e lui… delle beffe

Beffa: Atto o fatto deludente rispetto alle attese o che addirittura si risolve in un danno, in una perdita
Beffa: Atto o fatto deludente rispetto alle attese o che addirittura si risolve in un danno, in una perdita

La prima cena fra un uomo e una donna dovrebbe essere uno dei passaggi normali e divertenti del corteggiamento, non troppo carica di aspettative ma neanche insignificante come un caffè preso in piedi al bancone del bar. Eppure, nel nostro Paese (quasi un’esclusiva europea) per lui e per lei la prima cena si appesantisce di tali e tanti significati che a volte la tramutano, appunto, in cena delle beffe.

Intanto partiamo da un punto fisso: se siete arrivati ad andare fuori a cena insieme vuol dire che a lui sicuramente piacete e che ci vuole provare (questo almeno nel 90% dei casi), mentre per voi o è la stessa cosa (fatto salvo il fatto di dargliela subito, che vedremo dopo) o ha degli elementi che vi fanno accettare l’invito (simpatia, intelligenza, curiosità o, semplicemente, avete voglia di uscire e perché non con lui?).

L’incontro però spesso si carica di stereotipi e imprevisti che lo possono trasformare in “tragedia”: per lui appena finita la cena, per voi se dopo la cena la cosa è andata avanti. Analizziamoli.

Lei: se mi piace non ci scopo subito non sono una zoccola e lui sparisce
Immaginiamo che la cena vada davvero bene, vi piacete, vi divertite, lui vi sfiora la mano, voi ricambiate, un bacio sul collo, risatine, vino a volontà. Ci scappa pure un bel bacio sotto casa. Lui lo sa che la leggenda italiana dice che non la si molla la prima sera altrimenti o si è una zoccola o lui, ottenuto quello che voleva, passerà a un’altra, ma ci proverà lo stesso soprattutto se vi baciate. In tasca ha i preservativi (altrimenti è un fesso, un perdente a priori o uno che gli piace rischiare qualche malattia: da mandare a casa subito). Ci prova. Voi decidete di usare il “come corri”: è chiaro che lui dovrà insistere, almeno con un altro appuntamento. Qui può starci la beffa da parte sua e non esserci un proseguio: preparatevi a incontrare l’imbranato, quello che non è ancora abbastanza uomo, o è timido o tonto che è quello che se non gli date abbondantissimi segnali di starci (quasi glielo dovete dire: guarda non te la do adesso ma la prossima volta sì) non capisce, si smonta, e non ci ritenta per paura del due di picche. Poi c’è il contabile, quello che si fissa un budget da spendere per ottenere la scopata e qui se erano previste due cene ok, altrimenti si dilegua e passa alla prossima. Lo sciupafemmine invece molla il colpo perché davvero lui non ha tempo da perdere, su Facebook ne ha sei o sette da invitare e se non la molli al primo colpo sei tempo perduto, peccato. Infine lo stressato: gli siete piaciute ma quest’uomo non vuole problemi e, durante la cena, si è accorto che siete una donna “problematica”: separata, problemi economici, figli rompipalle, poco tempo libero, salute cagionevole, troppi casini no no, alla larga! Quindi anche un uomo può dare un 2 di picche dopo la prima cena, ma in questi casi non avete perso nulla.
Nota filosofica: non mi stancherò mai di scrivere che definire “zoccola” una donna perché decide di fare del sesso libero come e quando vuole è da bacchettoni (non lo fate abbastanza), invidiosi (lei lo fa e voi no) o cornuti (ce l’avete con tutte le donne libere del mondo perché siete stati traditi): ma cosa c’entrano le donne? Sapete che il 50% delle persone tradisce almeno una volta? Allora siamo tutti troie, una sì e una no. Chiamasi zoccola quella che si fa pagare e lo fa di mestiere.
Sul non darla la prima volta: ridicolo e inutile. Se lo fate per non essere giudicate, imparate a fottervene delle amiche o raccontate meno. Se avete paura di perderlo non è che aspettare altri appuntamenti rappresenti polizza assicurativa, credetemi.Se avete voglia di dargliela subito dategliela! Godrete (ve lo auguro, visto il mercato degli uomini “abili”) innanzitutto voi.

Se lei è un rebus
Ora mi metto dalla parte dell’uomo. La cena è stata bella, divertente, lei vi piace un sacco, avete fatto battute e approcci soft ma non avete ottenuto che risatine, a volte si è ritratta, insomma non si capisce se ci sta o no. La riportate a casa, lei vi ringrazia per la serata bellissima e si affretta a scendere. Inutile chiederle di accompagnarla al portone: non ci sta. Sì, ebbene sì: una donna, pur sapendo benissimo quello che avete in mente, può far finta di non saperlo e decidere di uscire con voi per vedere come va a finire, per farsi quattro risate o semplicemente una mangiata in compagnia. No, non è una stronza, siete voi che siete ancora ancorati all’idea che accettare di venire fuori a cena significa darla in automatico: voi pagate il conto, lei paga la mangiata. Orrore. Non è che questa donna non fa per voi, siete voi che non fate per lei. Molti uomini, raccontando di questi che considerano a torto 2 di picche chiamano troie le ragazze che non ci sono state subito: un controsenso da deficienti invidiosi, della serie la volpe e l’uva, a meno che non parliamo della profumaia, la gatta morta 2.0, che potete leggere qui. Allora siete incappati in una trappola. Insomma, o tentate un’altra volta ma i segnali devono essere in crescendo, oppure rischiate di diventare un amico. Niente sesso, mai più. E a voi, caro maschio, nove volte su dieci l’amicizia non interessa.

Tutto bene ma lui sparisce
Ma che bella cena! Lui brillante, carino, assolutamente promettente! Vi ha corteggiato come si deve, senza esagerare ma bello sicuro. A voi piace… Qui i casi sono due. Decidete di aspettare un prossimo appuntamento per dargliela. Lui sparisce. Oddio cosa avete sbagliato? Nulla: durante la cena avete detto o fatto qualcosa che non gli piace (vedi lo stressato descritto più in alto), forse siete meno bella che sulla foto di Facebook, oppure si aspettava tutt’altro. No lui altri soldi e tempo con voi non li spende. Quindi sparisce: non risponde, non chiama eccetera (leggi qui).
Oppure decidete di dargliela la prima sera. E lui se la prende. Attenzione: da qui nasce il grande equivoco che “darla subito fa scappare gli uomini”; semmai è il contrario. Ipotizziamo che durante la cena per lui non sia andato tutto come doveva e decida già che non siete la donna ideale. Però siete carina, oppure non gli piace la faccia ma avete un corpo da urlo, o viceversa… Pochissimi uomini, di fronte alla vostra disponibilità faranno una prova: è sempe una ciulata diranno, proviamo (certi faranno anche il conto di aver ammortizzato la cena). Poi però spariscono: ma non è perché gliel’avete data subito, è perché non avete superato il test cena. Anzi, magari scopre che a letto siete una bomba e quindi ci saranno altre volte, ma questo è comunque un uomo destinato a sparire a breve. Ve ne accorgerete dalle attenzioni, che saranno poche, superficiali e molto finalizzate a trombare. Per esempio la secondo volta non vi inviterà in uno costoso ristorante ma a casa sua, con la scusa che cucina lui. Il piano è: due piatti di rosticceria e due ore di cavalcata, poi ti chiama il taxi per tornare a casa. Non biasimatelo, succede anche agli uomini di scoprire sul pezzo che è una cena delle beffe, solo che noi siamo più materialisti di voi: non rinunciamo al sesso.
Nota filosofica per le signore: anche questa è una cosa che ripeto spesso perché mi fa arrabbiare… In questi casi non si fanno scenate! Ma come, io ti ho dato la cosa più preziosa che avevo e tu sparisci? Hai preso la mia patata d’oro e ora ti dilegui? E via con insulti, telefonate, nei casi peggiori (da denuncia) sputtanamenti via facebook e fra gli amici. No care signore: voi avete dato, ma avete anche preso. Il mercato è libero e una scopata non è una promessa di matrimonio. Lui è stato stornzo, forse maleducato? Cancellatelo dalla vostra vita, ma da signore quali siete, non da stalker impazzite.

Insomma, ecco perché certe cene promettenti si trasformano in cene delle beffe, “per colpa” di lui o di lei. E’ il gioco dell’amore care lettrici e lettori: un po’ di rischio lo rende più bello. E meno scontato è un incontro, più sarà gradevole il finale, se è quello che desiderate.

Ascesa e caduta del trombamico

Schema trovato su Internet
Schema trovato su Internet

Tempi duri per il trombamico. Sembrava la trovata del secolo, in un periodo in cui il mercato degli uomini disponibili per single, separate, divorziate o impegnate con mariti/fidanzati quasi inutilizzabili assomiglia a quello dello stato debitorio delle banche europee, e invece, dopo una repentina ascesa, negli ultimi anni è in crisi anche lui.

Nell’impossibilità (o grande difficoltà) di trovare un uomo degno di questo nome (si va dai “una botta e via” ai piagnoni, dai finti non impegnati con prole agli impotenti, dai narcisi agli invalidi sentimentali), un uomo insomma capace di incrociare due parole, corteggiare, reggere la prova materasso con il quale poter instaurare non dico un rapporto vita natural durante ma almeno un giro di vacanze decenti, il trombamico (ex fidanzato in buoni rapporti o comunque amico già scopato con buoni voti ma non sufficienti per fidanzamento) sembrava LA SOLUZIONE periodica a certi bisogni di fisiologica “compagnia” in attesa del principe azzurro.

Una pizza, un film insieme, qualche bacetto se la serata è quella giusta, una serena scopata di sesso fatto bene (altrimenti lo si degrada ad amico) e arrivederci alla prossima. Con lui potevi persino parlare e sparlare di quel buffone che ti prometteva la luna e che dopo tre trombate è sparito liquidandoti con un messaggino! Un uomo perfetto, in attesa dell’amore, ben descritto nel simpatico grafico scovato via web di autore efficace ma a me sconosciuto.

No signore, al 70/80% di voi il trombamico non va più bene, piuttosto gli preferite l’amante classico. O l’astinenza. Già perché da un piccolo sondaggio fatto con il vostro aiuto e attraverso i miei canali social, salta fuori che la maggioranza di voi amiche non sente assolutamente bisogno di fare sesso per una spinta fisica o prettamente ludica (il sesso rimane il più bel gioco del mondo), ma lo fa solo se stimolata da un uomo che provoca desiderio, alcune azzardano la parola sentimento già ai primi appuntamenti. Ed è capace di vivere in astinenza (o con il fai da te: bellissima la descrizione e magnificata superiorità dei sex toys a certi uomini…) anche per mesi, persino anni.

Disastro per il nostro trombamico, che non è abbastanza fidanzabile per ottenere nuove attenzioni da parte vostra e non può neanche contare su una certa frequenza della vostra spinta ormonale per scopare in gloria.

Insomma, solo qualche anno fa il trombamico faceva parte integrante del fenomeno delle donne “maschio”, tutte in carriera, in tiro, sicure, multitasking che, oltre a “copiare” i dirigenti maschietti, si concedevano anche un sesso più ludico e maschile. Magari con ragazzi più giovani, tanto che si era parlato di donne cougar dopo le milf, cioè donne predatrici. Oggi le donne lavorano sempre tanto, spesso più di noi, ma non vedo più atteggiamenti da macho in tailleur. Anzi, vedo uno spiccato ritorno alla femminilità, e femminilità significa testa e sentimenti più che ormoni e sesso libero.

Colpa del mercato scalcinato degli uomini papabili per le single? O del lavoro che, maschio o femmina chi se ne frega, è sempre più invasivo degli spazi liberi di tutti? Probabilmente colpa di tutti e due.

Anche se rimane in non poche donne la prevalenza di un lato maschile. Sono donne molto femminili ma che hanno una quota ormonale maschile prevalente. Il sesso, per loro, è importante quasi quanto lo è per l’uomo. Così c’è chi dice che non farlo per più di due settimane (perfino solo tre giorni) diventa una mancanza. Fra queste donne il trombamico trionfava almeno nei periodi di magra, ma oggi deve fare i conti con un concorrente che è un classico ma che non tramonta mai: l’amante tradizionale.

Eh già, perché se anche le donne con un lato maschile preponderante sono più disposte a fare sesso per godere punto, la loro quota di femminilità richiede almeno in parte quel mix di romanticismo, corteggiamento, emozione e senso dell’avventura che con l’amico trombatore non hanno, perché sanno già tutto, e non basta che la qualità della trombata amicale sia ormai una garanzia di orgasmo. E poi il loro lato razionale maschile fa anche un altro ragionamento pragmatico: se prima o poi incontrerò l’uomo della mia vita non sarà certo il vecchio trombamico. E quindi via in battuta libera, al limite c’è la riserva se passa troppo tempo…

La donna in cui prevale di più il lato femminile si dimostra molto legata ai sentimenti e non parla di sesso in quanto atto, ma di desiderio. Insomma, se non ama, o almeno se non è “presa” dall’uomo che incontra non solo non ci va a letto, ma anche se ci provasse non si divertirebbe. Dichiara di non avere bisogni fisiologici pressanti di scopare come l’uomo, anzi, può stare mesi o anni senza farlo. Alcune precisano che anche l’auto erotismo aumenta in presenza di un uomo desiderato, non in assenza di materia prima.

Queste donne sembrano disinteressate al sesso se non c’è un forte stimolo mentale, quindi non esiste il sesso ludico, il sesso gioco. Le nuove monache laiche? La facile ironia maschile sui tempi del sesso di certe donne si spreca, ma sottovaluta un pericolo: queste donne “femmine” sono spesso sposate e accoppiate. E non fanno sesso perché il compagno non è più desiderabile. Bene, dirà il marito, essendo lei “voglia zero” non avrò mai le corna. Errore gravissimo. Perché se queste donne disdegnano il trombamico sono invece più esposte all’amante classico. Perché, di fronte a un partner pantofolaio e di scarse attenzioni, possono essere attratte da un uomo che le fa risentire femmine, le colma di attenzioni, le corteggia, le fornisce tutta quella serie di attenzioni che le avevano portate a innamorarsi del proprio marito. Allora, il candidato amante, se fa breccia, riesce a risvegliare anche il desiderio di queste donne che dichiarano che il sesso senza sentimenti non è necessario.

Insomma, la sicurezza che dava il trombamico a “chiavata su chiamata” è stata la sua fregatura. La sua mancanza di senso dell’avventura e di emozioni è un difetto che supera le sue performance a letto garantite.

Attenzione però. In tutto questo, soprattutto alla posizione sul sesso delle donne con lato femminile spiccato e refrattarie al sesso come gioco c’è molto bigottismo e anche qualche bugia.

Sul trombamico e il sesso prettamente fisico ho letto termini come schifo, piuttosto l’appendo al chiodo, posso vivere anche senza. E fortissime critiche alle donne che invece si dimostrano disponibili a un sesso più libero e disinibito. Siamo ancora ai tempi della zoccola, di quella lì è poco seria. Ridicolo e, spesso, falso. Mi viene in mente quel film con Alberto Sordi nel quale faceva il censore e poi in privato ne combinava di tutti i colori.

Non discuto sulla serietà di certe posizioni sul binomio “obbligatorio” sesso-sentimento, ma non esageriamo! Non a caso le testimonianze più libere e interessanti le ho avute in chat, ma perché le stesse che me le hanno date hanno timore di essere messe alla gogna e giudicate appunto, come zoccole.

Pazzesco: siamo nell’era dei matrimoni fra persone dello stesso sesso, del sesso online, dei social per cuccare, dei locali per scambisti che stanno diventando numerosi quanto le farmacie e una donna può venir giudicata perché vuole farsi una sana scopata senza tanti pensieri. Per l’uomo invece questo non vale, perché l’uomo è cacciatore. Ridicolo.

Donne, avete opinioni diverse? Bene, ma basta giudicare le altre come troie e con questa cosa della zoccola gratuita, magari solo per come si veste. Su questo siete più feroci e ingiuste degli uomini.

Concludo con un altro concorrente del trombamico: il finto trombamico. Alcune di voi barano con il trombamico. Ci vanno, millantando la voglia di sesso spensierato, e poi si lamentano perché lui non richiama, non scrive, non si fa più vivo. Il trombamico non è un fidanzato, è sesso e compagnia on demand, e neanche tanto spesso. Ci sono donne che fanno scenate pazzesche al presunto trombamico perché sostanzialmente non si comporta da fidanzato. Eh no, troppo comodo, qui si bara.

Le peggiori sono quelle che considerano la propria patata d’oro e che, millantando la iniziale disponibilità a un sesso scacciapensieri senza obblighi di nessun genere, poi pretendono attenzioni e devozione “perché io ti ho dato la cosa più preziosa che avevo”… A parte che i patti erano chiari ma tu, cara signora, qualcosa avrai avuto in cambio no? Qualcosa avrai preso. Anzi: una cosa l’hai presa di sicuro. E allora non facciamo pesare sul povero trombamico, già in disgrazia, anche questo ingiusto peso.

Sincerely yours