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Lui ti “nasconde”? Fa stashing e… non ti amerà mai

mai con i suoi amici o famiglia
mai con i suoi amici o famiglia

Lui ti nasconde? Non ti fa mai uscire in pubblico con lui, non conosci i suoi amici, men che meno i familiari, sai poco della sua vita?

No non siete amanti, che qualche ragione di segretezza c’è l’avrebbero: vi siete messi insieme da poco.

Gli anglosassoni lo chiamano stashing che vuol dire, appunto, nascondere, mettere da parte.

È bene per te riconoscere questo atteggiamento nel tuo nuovo partner perché se davvero sta facendo stashing con te, la possibilità che lui voglia costruire una storia vera, duratura, addirittura che ti ami (prima o poi) è pari a quella che avrebbe un pesce ferito di sopravvivere nella vasca dei piranha.

Quindi con lo “stasher” non hai futuro: o accetti le sue regole per stare con lui finché non si stuferà o gli dai tu il benservito subito, presto, prima che danneggi il tuo dna emotivo in modo faticosamente riparabile.

Stasher… come potremmo chiamarlo in Italiano? Stronzo egoista? Nooo ce ne sono troppi, si confonderebbe. Ci sono! Lo chiameremo l’uomo dell’organo! E sai perché (così ti anticipo cosa pensa lui di te veramente)? Perché quando parla di te con gli amici che gli chiedono “ma questa che ti scopi ultimamente ce la fai vedere” lui risponde: è solo un “organo”, uno strumento. Lo so, brutto ma realistico. Se vuoi usiamo passatempo, tappabuchi, ma sai che in certe cose preferisco essere cinico e diretto come… uno stasher.

Che cosa vuole realmente e solamente da te l’uomo dell’organo. Facile: l’organo. Che non è lo strumento musicale preferito da Bach. Vuole scoparti e basta.

All’inizio è gentile, sembra un corteggiatore normale (altrimenti col cavolo che ci stai), ma presto cambierà.

Tu non gli piaci veramente, o meglio hai qualcosa che gli piace (viso, culo, tette) ma non sarà mai abbastanza per farti indossare il tailleur da fidanzata ufficiale o compagna, quella che per intenderci si sfoggia con piacere in pubblico vantandosi anche della preda di livello con gli amici che sbavano per la tua bellezza.

Magari gli piace una tua forma di sensualità, qualcosa che gli trasmette un messaggio visivo (molti maschi non pensano IL sesso nel suo insieme, pensano a singole scene porno con macro inquadratura), come la bocca. Nel caso te ne accorgerai perché a letto ti chiederà di fare/usare soprattutto quella parte.

In ogni caso, tornando a bomba, oh scusa all’organo, a lui interessa scoparti e basta.

La tua intelligenza? Non importa. Dici cose sensate e interessanti? Va bene, copriranno il tempo breve che ti concederà prima o dopo averti scopato.. Il tuo cervello è un riempitivo, un accessorio sacrificabile dell’organo.

Ti chiederai: ma perché mai mi tiene con sé (tranquilla, al massimo qualche mese, fino a che non si stufa o trova una che lo coinvolge veramente)? Perché, una volta addestrata a fare quello che vuole lui, sei una scopata comoda e pronta, on demand.

Bene, abbiamo capito cosa vuole l’uomo dell’organo, ma come riconoscerlo?

Dicevamo che stashing significa nascondere, tenere da parte. In qualche modo lo stasher si comporta come un amante che ti deve nascondere per non farsi beccare dalla moglie, ma ci sono differenze fondamentali. L’amante può amare, lui no.

Intanto uscite in pubblico pochissimo. Perché lui si “vergogna” di te (non sei abbastanza mostrabile per lui, non importa se sei carina davvero, per lui non lo sei abbastanza o non gliene frega punto) quindi cinema di periferia (al buio non si vede), ristoranti fuori mano e a tarda ora quando i più se ne sono andati (meglio pizzerie, si spende meno) e ti chiede di raggiungerlo in un punto con i mezzi, così nessuno ti vede in auto con lui. Forse si vergogna davvero di te (il suo narcisismo ambisce a vette molto più alte secondo i suoi gusti ma si sa, non sono sempre disponibili), si vergogna ma non tanto da non venire a letto con te.

Lui preferisce venire a casa tua, magari mangiare qualcosa (se ha tempo) e scoparti. Niente coccole, gli danno fastidio (le chiama smancerie), sesso duro e puro, ti bacia pochissimo e non ha tenerezze, poche, centellinate perché gliele chiedi. Si preoccupa solo che tu usi precauzioni, ma spesso ci pensa lui perché non si fida di nessuno.

Dormire da te? No ti disturberebbe e non riuscirebbe a riposare, lui è abituato a dormire da solo.

Weekend insieme? Ritagli di weekend vorrai dire! Lui deve uscire con i suoi amici (che non ti presenta, le coppie moderne devono avere i loro spazi, sai che noia fare tutto insieme… peccato che voi manco lo shopping insieme) ti raggiunge prima o dopo. Passa a mezzanotte… a scoparti. Oppure ti scopa alle otto, mangia qualcosa e poi esce.

Ti racconta il minimo indispensabile della sua vita. Sai poco della sua famiglia, del lavoro. Ti parla di cose generiche, magari di sport, del meteo, di un hobby. Ma niente mai di troppo personale. Meno sai meglio è, tanto lui sa che non durerà, quindi perché condividere? A te chiede poco (se chiede chiederai anche tu non va bene) e ti interrompe spesso perché si annoia quando parli. Inutile perdere tempo ad ascoltare quando vuoi solo scopare.

Scrive poco, risponde in ritardo ai messaggi (leggi l’articolo perché non mi risponde qui), si limita a monosillabi e faccine. Dopo ore, mezze giornate. Doveva lavorare, non disturbarlo.

Non siete amici sui social (al massimo ti ha contattato su messenger e non vuole che tu veda quello che fa, scrive e il suo entourage), non conosci i suoi amici (non ti piacerebbero dice) non vuole che frequentiate le tue amicizie: voglio stare da solo con te abbiamo già poco tempo, preferisco stare solo con te, è più bello dice. Ma non è vero, ti vende un’esclusività e un’attenzione che non è reale.

Ti sta addestrando a fare quello che vuole lui: non uscire, non condividere, aspettarlo, non sapere, non chiedere e scopare.

Perché accetti questa misera vita di coppia? Perché lui è bello e ti piace un sacco. Perché quel “voglio stare da solo con te” te lo fai suonare come un privilegio, non come quello che è, una scusa. Perché in fondo i bei tenebrosi silenziosi misteriosi che ti trattano un po’ male ti sono sempre un po’ piaciuti. Perché pensi che sia timido o un ferito da qualche donna che lo ha trattato male e il tuo spirito da crocerossina ti suggerisce “io ti salverò e cambierò”. Perché pensi che andando avanti migliorerà. E quindi fai quello che vuole, vivendo di speranze e di briciole di quello che ti sembra almeno affetto.

A qualche lettrice che ci legge potrai sembrare una schiava, una poveretta che non si accorge di essere usata.

Più a rischio stashing le donne che escono da una relazione lunga e importante, che pensano di viverne una leggera e di passaggio, per poi trovarsi coinvolte emotivamente e distrutte nell’autostima… Di solito all’inizio non si fa caso all’atteggiamento “isolante” di lui e si accetta perché si parte un po’ insieme con le stesse idee di puro divertimento… poi però la donna si lascia coinvolgere e non capisce perché per lui è sempre uguale se non peggio.

E poi, care amiche che vi stupite su come si possa cadere nella rete dell’uomo dell’organo, anche se cinicamente ho descritto come agisce e cosa pensa davvero questo tipo di maschio può davvero sembrare non egoista ma gentile a tratti, riservato ma non stronzo.

E poi è bello, ti scopa spesso (l’unico vantaggio, anche se come dicevo tende a usare solo quella parte di te che gli piace davvero, quindi poca varietà) e tu pensi di poter investire nel futuro. Ci sono stasher gentili che invece che aridi sembrano timidi e musoni. Confonderai i suoi egoismi per manie che magari puoi cambiare, migliorare nel tempo.

Quindi vai avanti, in fondo non sei ancora innamorata, però sei presa abbastanza da lui e speri che la situazione migliori.

Fermati qui. Perché i casi sono due.

O ti lascerà lui (lo stasher uomo organo è uno dei pochi che lascia, spesso solo con un misero messaggio e senza rivederti per spiegare, al massimo breve telefonata di congedo) perché si sarà stufato o, più probabilmente, perché ha trovato una che gli piace davvero o solo più di te…

Oppure…

Se già lo stai riconoscendo dalle mie parole affrontalo. Se ci tieni ribalta la situazione. Chiedigli quello che non ti dà. Se rimanda ponigli termini temporali per vedere i suoi amici, per uscire, per avere una storia NORMALE.

Si arrabbia, se la prende con te, dice che non lo capisci, lo vuoi soffocare, non hai capito il concetto di libertà nella coppia? Tutte balle. Mandalo a cagare!

Se mi sbaglio ti darà quello che chiedi e non è un suonatore d’organi, forse voleva farlo ma tu un po’ hai fatto breccia. Forse… Ma mi raccomando… fatti non parole!

Se sparisce avevo ragione e tu hai fatto bene a metterlo con le spalle al muro e mandarlo a cagare o, semplicemente, vedere che ci mette davvero un attimo ad andarsene, alle prime richieste legittime di normalità di coppia. E lo avrai fatto prima di sentirti dipendente nei suoi confronti, prima di innamorarti davvero.

Non si rifarà più vivo. Forse qualche tentativo per saggiare il terreno con messaggi interlocutori ma non farti fregare: forse c’è penuria di figa in giro e lui cerca un porto sicuro e conosciuto pret a porter. Non rispondere. Non cadere nella trappola per poi sentirti riusata e rivedere la stessa superficialità, una volta ottenuto quello che vuole.

Soffrirai un po’ ma non troppo. Ti mancherà ma non troppo. In due mesi sarà un non troppo brutto ricordo. Ma solo perché hai agito tu e per tempo. Prima di essere abbandonata in un autogrill. È diverso: sei tu che sei scesa dalla sua auto e hai preso un pullman in direzione opposta.

Come diceva il mitico Bracardi: stashing FANGALA!

Sincerely yours

Partono gli eventi e le serate Pellizzari: cosa è successo in Toscana

Incontro con i lettori nella meravigliosa Toscana
Incontro con i lettori nella meravigliosa Toscana

Amiche e amici, il mio blog non è più solo mio, adesso è “fisicamente” vostro.

Nato da un aggiornamento professionale come esercizio spirituale 2.0 nel 2014 siamo passati da 37mila lettori alle centinaia di migliaia di oggi.

E pensare che quattro anni fa il mio intento, oltre a quello di prendere dimestichezza con la tecnologia, era soprattutto parlare della mia Venezia è cazzeggiare qua e là come si può fare su un diario online.

Poi ho aperto il canale SuperDonne, perché uno dei temi che mi intrigava di più era il Sapere perché le mie amiche belle, intelligenti e single non riuscivano a trovare uno “straccio” d’uomo in grado di intessere con loro non dico la storia della vita, non dico l’Amore ma almeno una relazione decente in grado di superare qualche mese”.

È così ho iniziato, lo sapete, a parlare di quello che io chiamo il Mercato degli uomini papabili, a fare profili dei tipi di uomini che incontrate, a parlare di amanti.

Siete arrivate (e arrivati, gli uomini qui sono circa il 20%) in tante, facendo la gioia di qualsiasi scrittore e giornalista, che è quella di toccare con mano che ciò che scrivi interessa e viene letto da tanti.

Così ho deciso, con la forza del vostro entusiasmo e delle vostre richieste, di portare questo blog e i suoi temi fuori dal web e iniziare a incontrarvi, per parlarne anche direttamente.

Grazie a una lettrice (poi divenuta anche contributor del blog, leggi qui l’articolo sulla prima sera e la prova del gioco), e amica, Daniela Luciani, che ha avuto la voglia e l’entusiasmo di ospitarmi nella sua splendida Le buche Wine Resort and Spa, il mio blog è uscito da queste pagine per venirvi a trovare di persona.

Partendo dalla Toscana, terra a me cara (mi sono sposato nella bellissima Cortona) dove in quel di Sarteano (provincia di Siena) ho incontrato gli ospiti di Daniela e suo marito Riccardo.

Il tema di discussione era tosto: può una coppia resistere alle intemperie del tempo che passa rimanendo unita di fronte a routine, problemi, figli incombenti e litigi vari? E anche “robette” tipo “la fedeltà esiste davvero o resiste solo nel periodo di innamoramento”, quei 18-36 mesi che gli esperti indicano come “al sicuro” da ogni tentazione esterna per il livello di passione e la qualità del sesso?

Per una volta, devo dirvi, ho trovato l’intervento degli uomini, di solito defilati e silenziosi (soprattutto in presenza delle mogli), sagaci e puntuti. Per esempio, un bel tema legato alla qualità del sesso di coppia è stato quello della eiaculazione precoce maschile, un problema molto diffuso, sottaciuto da maschi e compagne per imbarazzo o superficialità (soprattutto maschile, della serie tanto io sono venuto), spesso tollerato (quante donne fingono l’orgasmo!) e spesso ignorato al punto da portare la coppia a un sesso totalmente insoddisfacente per lei (e qui mi piace ricordare la famosa battuta della vignetta di Altan con lei che dice a lui “complimenti, più veloce del cambio gomme al box Ferrari”).

Un lettore, a un certo punto ha avuto l’ardire di esclamare: “beh certo, se voi ci fate fare l’amore una volta al mese, per forza non si dura!”. Coraggioso, sincero e utile: io, lo sapete, sono più spesso un censore dei comportamenti maschili, ma anche le donne a volte fanno la loro parte nel creare una situazione traballante sul fronte sesso di coppia, un bastione che, se cede, fa crollare il castello e apre il ponte levatoio alle avventure con altri o altre.

Abbiamo parlato tanto anche di coppia aperta e separati in casa, cioè dei nuovi tentativi di stare insieme pur riservando la categoria sesso ad altri esterni alla coppia, in modo più sporadico (i separati in casa) o frequente e ufficiale (coppia aperta) e tutti, pur non prendendo posizione se non per dire “conosco tantissimi separati in casa e matrimoni bianchi” hanno convenuto sul fatto che la coppia si deve dar da fare soprattutto sul sesso per mantenersi unita, riprendendosi anche degli spazi che lavoro, figli, stanchezza e routine hanno eroso nel tempo a cene da soli, weekend fuga romantica e altri strumenti salvacoppia.

L’incontro è durato un’ora in più del previsto, e questo mi fa molto piacere perché significa che se i lettori non ti mollano vuol dire che l’interesse è alto e l’oratore non noioso.

Domande, risposte, le vostre storie a ruota libera, è stato davvero bello e pieno di spunti per nuovi articoli che vedrete. Sono saltati fuori persino “trucchi”, quasi tutti sexy, per ravvivare il rapporto. Siete curiosi? Beh, certe signore hanno capito che non sempre sesso significa avere un rapporto sessuale completo ma “dedicarsi” solo al marito e viceversa. Banale? Sarà, ma solo una minoranza lo fa, almeno periodicamente (e non parlo di quelle amiche che lo fanno per dare un contentino al marito riservando ad altri la “cena completa”…).

Dunque, sono soddisfatto, e voglio condividere con voi il successo di questo esperimento. Ecco perché questo sarà solo il primo degli eventi con il mio blog “itinerante”, ai quali seguiranno delle serate Pellizzari (vi darò conto anche di quella poi avvenuta a Milano, siamo passati dallo Spicy tea di Daniela all’aperitivo) fra aperitivi e persino cene.

Lo voglio fare io e lo chiedete voi in tante anche sui miei social: ho avuto inviti praticamente ovunque: Roma, Firenze, Torino, Bologna, Modena, Lecce…

Le Buche wine Resort sono solo un fantastico inizio, un vero spicy tea ma… se il buongiorno si vede dal mattino, ci vedremo spesso care lettrici e lettori (sì, siete sempre invitati anche voi uomini).

Sincerely yours

Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours 

Primo appuntamento: la prova del gioco

devi provarlo per vedere se non ha difetti
devi provarlo per vedere se non ha difetti

Avete letto su questo blog Primo appuntamento: dopo quanto tempo fare sesso? Leggetevelo su questo link ma vi riassumo velocemente di che cosa si trattava, perché devo fare un aggiornamento sul tema che spero vi piacerà.

Il tema in sostanza era: ci esci e lo fai la prima sera, dopo un po’ o dopo un BEL PO’?
Tre testimonianze.
Rita, che ho chiamato la decisionista, che dice che in sostanza se c’è feeling e ti immagini bene a letto con lui inutile perderci tempo e fare la finta santarellina o la bigotta, decidete voi.
Monica, la chiamo l’imprenditrice perché ha la teoria del 4. Un’impresa, dice, ha 4 fasi e decolla solo alla quarta “sera”, quindi mai concedersi prima.
Elena fa fare agli uomini una sorta di maratona: devono frequentarla per almeno due tre mesi rimanendo a bocca asciutta prima di ottenere quella che i nostri nonni chiamavano “la prova d’amore”, che mi fa ancora tanto ridere come concetto (ma davvero siamo molto lontani da quei tempi? Ogni tanto ho dei dubbi…).

Rita ne usciva in minoranza, anche nei commenti delle lettrici e amiche sui social. Una minoranza alla quale voglio fare la tara, perché non tutte voi in pubblica bacheca avete sempre il coraggio di dire… “ma a me se uno piace me lo porto a letto al più presto”.

Siamo in Italia d’altronde, paese teoricamente libertino ma in pratica spesso molto bigotto, in prima fila gli uomini che la vorrebbero subito ma poi ti giudicano male (sia se gliela dai sia se non gliela dai).

Ma ecco la sorpresa: fra le mie lettrici ne compare una che, letto l’articolo suddetto, lancia una tesi assolutamente affascinante e intelligente, che a me è piaciuta e che vi giro per farvi riflettere.

E’ la versione della prova del gioco, o meglio del giocattolo.

Sapete che ogni tanto ospito qui colleghe, amiche ma anche lettrici che abbiano da dire (o da scrivere, se lo sanno e vogliono fare) qualcosa di interessante e che vada al di là di un apprezzatissimo ma breve commento, quindi ecco la…

LA VERSIONE DI DANIELA, ovvero “provare per credere”

Leggendo quanto scritto dalle tre amiche precedenti, mi viene in mente
un esempio che sfida preconcetti e strategie da attuare su quando
concedersi rispetto a un primo appuntamento con una nuova conoscenza.

Supponiamo che sia martedì, abbiamo acquistato un giocattolo, la sera
dobbiamo andare a dormire presto, il giorno dopo abbiamo la
solita levataccia per andare a lavorare, che facciamo? Cediamo alla
voglia di aprirlo comunque e giocarci un pò? Aspettiamo il sabato che
abbiamo la giornata a disposizione per giocarci con calma? Oppure ci
pregustiamo l’attesa, sabato lo scartiamo ma non ci giochiamo, magari
solo un pò e ci ripromettiamo di accenderlo per divertirci a giocare
quando avremo letto il manuale e scoperto tutti i suoi trucchi e segreti
e ne conosciamo perfettamente il meccanismo?

In tutto questo, però, non abbiamo considerato un fattore: il giocattolo
che abbiamo comprato HA UN DIFETTO!!!!

A questo punto mi chiedo: quando sarebbe stato meglio scoprirlo?

Se agissi come Rita, la “decisionista”: Martedì sera….chi se ne frega
se domani mattina avrò gli occhi gonfi e sonno tutto il giorno, ho deciso di cedere alla curiosità e alla voglia di giocarci fino a notte fonda……OPS il
giocattolo è rotto!! Pazienza…per fortuna me ne sono accorta subito,
ora di sabato l’avrò già sostituito! Anzi da ora in avanti proverò
subito i giocattoli nuovi perchè così ci gioco appena possibile, quanto
mi pare e senza sorprese sgradite!

Se agissi come Monica, l'”imprenditrice”: Mi pregusto l’attesa…mercoledì, giovedì, venerdì e finalmente è sabato!! Quanta gioia, quanta emozione, quante aspettative
di bei giochi……NOOOOOO il giocattolo è rotto…. accidenti, se solo lo
avessi aperto martedì non avrei sprecato il sabato e non avrei tutta
questa delusione per l’attesa inutile.

Se agissi come Elena, la “maratoneta”: Meglio non aprire subito i giocattoli, si sciupano. Meglio aspettare, giocarci poco la volta, non accenderlo pregustando l’attesa,far crescere il desiderio di giocarci un bel giorno quando tutto sarà
perfetto, nessuno intorno, libera da impegni e tanta voglia cresciuta
col passare del tempo e l’avvicinarsi del fatidico momento magico….

MA CHE SUCCEDE? PERCHE’ NON PARTE? DOVEVA ACCENDERSI SPOSTANDO LA
LEVETTA…MALEDIZIONE….CAVOLI…..E’ ROTTO!!!!!!!! Quanta rabbia,
delusione, frustrazione, tutti quei giochi su cui avevo fantasticato e
che non potrò fare…mi viene quasi da piangere…. se lo avessi aperto
quel fatidico martedì non ci avrei investito tanto e ora non starei così
male e no mi sentirei persino sciocca….

Personalmente, pensando a tutte queste evenienze mi sento di dirci: facciamo quello che vogliamo e sentiamo, senza giudicarci ma facendoci un regalo…

ESPRIMIAMOCI LIBERAMENTE, SPONTANEAMENTE

se sarà l’uomo a giudicarci vorrà dire che lo avevamo sopravvalutato e
quindi non era quello giusto. Se una cosa ci va e ci piace, se l’uomo
con cui siamo uscite ci ha regalato una serata appagante e stuzzicante
al punto che oltre che mentalmente ci sentiamo coinvolte anche
fisicamente….divertiamoci fino in fondo!! Magari scopriamo che è
l’uomo dei nostri sogni o che il giocattolo, almeno questa volta, funziona!

Daniela Luisa Luciani

Grazie Daniela, molto convincente e divertente la tua visione dei fatti, che porta acqua al mulino della versione di Rita, quella “pronti e via”, ma con un pizzico di praticità in più.
E io cosa ne penso? Penso che bisogna ritrovare spontaneità anche nel sesso, e non solo nelle relazioni umane. Non possiamo sempre calcolare, pensare, soppesare, misurare tutto e tutti prima. Poi voi siete donne, fidatevi del vostro istinto e, perché no, delle vostre voglie e dei vostri ormoni (è una balla quella dell’uomo sempre arrapato e la donna tutta e solo cervello). Non dico di non fare selezione, ci mancherebbe, con i soggetti maschili in giro per le chat… ma quella si fa prima dell’incontro fatidico, quello potenzialmente decisivo.

O no? Ditemi cosa ne pensate, commentate!

Sincerely yours

“Morti di F” virtuali: perché ci caschi?

Questa chat è diventata virale sui social
Questa chat è diventata virale sui social

Perché donne intelligenti cadono nella rete dei morti di F virtuali e, prima di uscirne, ci mettono troppo, davvero troppo tempo e, non di rado, pagando un prezzo in autostima e delusione amorosa?

Prima di rispondere a questa cruciale domanda che attanaglia centinaia di amiche alle prese con un morto di F virtuale nei meandri delle chat e messaggerie definiamo il soggetto.

Dicesi morto di F virtuale l’uomo che, attraverso i social, cerca di diventare amico di più donne possibili, belle o meno belle non importa, basta che più che respirino chattino. Lo scopo è fare sesso SOLO virtuale il più a lungo possibile senza incontrarsi mai, senza trasformare la relazione da virtuale a reale.

Ma come fa il morto di F ad accalappiarvi? Ecco i suoi segreti

1. Spara nel mucchio
Non avendo una grande vita reale passa molto tempo sui social dove chiede l’amicizia a una quantità impressionante di donne al giorno. Quello più sfigato schiaccia il bottone delle richieste di amicizia come se fosse una slot machine, facendosi beccare almeno da quelle che “ci sono già passate” perché chiede contemporaneamente l’amicizia a voi e ad altre vostre tre amiche (così lo beccate subito, perché voi vi parlate e dite: chi è questo qua?). Quello più sgamato dà un minimo di occhiata al vostro profilo per evitare interferenze e figuracce però, se non abboccate, guarda le vostre amiche e prova con una di loro. Ricordatevi: il suo obiettivo è un’amicizia di lungo corso a fini di “fai da te” 😂😂😂.

2. Si presenta bene
A differenza dei morti di F di basso retaggio, per intenderci quelli con un repertorio tipo “ciao bella mandami foto nuda sono superdotato vuoi vedere sei una Troia perché te la tiri e non rispondi” che non ho idea di chi gli risponda e perché, il morto di F professionale ha imparato ad approcciarsi a voi in modo educato, cortese, se è bravo anche originale. Originale per voi, perché in realtà il suo repertorio è uguale per tutte, le frasi sono buone, efficaci ma sono quelle. Ha un menu uguale per tutte. Però nel 50% dei casi è sufficiente per ottenere la vostra amicizia e iniziare a chattare.

3. Fa l’amico ma vi corteggia
Il morto di F virtuale fa sempre l’amicone. Per lui il tempo non conta, anche perché il suo obiettivo non è incontrarvi ma fare sesso virtuale con voi e quindi può investire settimane a sapere chi siete, a fare il vostro confessore, a interessarsi per finta dei vostri problemi, tanto sta facendo parallelamente con altre tre la stessa cosa e magari con qualcuno già si scambia chat sexy. Gradualmente introdurrà il corteggiamento, spostando l’attenzione dalle categorie film libri animali cucina a tua bellezza, tuo corpo, tuoi vestiti, tua intimità, tue storie precedenti fino al cosa ti piace a letto. Se state al gioco lui ha fatto un passo decisivo avanti.

4. La fase del ci provo.
Una volta che ha conquistato la vostra confidenza sul versante rapporti con gli uomini e sesso lavorerà di fioretto. Da una parte vi farà parlare delle vostre esperienze sentimentali negative precedenti, stigmatizzando la stronzaggine e scorrettezza dei vostri ex (conquistando la vostra fiducia e ammirazione, della serie “questo è diverso”), dall’altra inizierà a chiedervi di sentirvi al telefono. Al telefono sarà ancora più carino e convincente, e vi metterete d’accordo per vedervi, di solito aperitivo se siete ancora dubbiose, cena se lui ha superato le vostre difese principali.

5. Inizia il sesso virtuale
Una delle cose che vi tranquillizza del morto di F virtuale è che non ha la fretta degli altri, per esempio del pescatore a strascico o comunque di tutti i pretendenti non solo virtuali che si vabbè chattare e corteggiare via telefono ma poi ci si vede e magari si quaglia… no il vostro morto di F virtuale ha tempo (tanto suona su più tastiere virtualmente, se lo facesse realmente sarebbe molto più faticoso, complicato e avrebbe meno tempo per voi) e lo usa anche per farvi vedere che non ha fretta di arrivare al vostro letto. Però il suo linguaggio inizia a farsi più ardito e, se voi lo seguite, inizierete a parlare di cosa vi piace a letto, quali sono le esperienze più strane che avete fatto, il tutto per il suo godimento fai da te. Poi vi chiederà foto nude (almeno di parti), di fare sesso al telefono, i più avanzati in videochat.

6. L’incontro che non arriva mai
Ormai chattate e vi telefonate da qualche mese, fate sesso virtuale da un po’, a voi piace anche farlo ma… questo aperitivo cena incontro, per un motivo o per l’altro non arriva mai. Vabbè ci sono un po’ di chilometri che vi dividono e anche per questo avete acconsentito a esporvi e fare sesso virtuale, ma Dio santo esistono treni aerei ci si può trovare a metà strada ci sono i weekend lui vi ha assicurato che è libero di stato (altrimenti col cavolo che arrivavate a questo punto) e non può esserci ogni volta la mamma che sta male, il gatto sull’albero, la gomma a terra e lo sciopero dei controllori di volo. Vi accorgerete che il tempo passa, voi non vi vedete e lui continua a voler fare sempre e solo sesso virtuale.

Finché un giorno vi stuferete e gli metterete un out out: o ci vediamo entro il mese o basta.
E lui? Prometterà come al solito con mille assicurazioni millantando anche prenotazioni con tanto di foto dell’albergo romantico e intanto vi chiederà di fare un po’ di sesso virtuale nella dolce attesa. Al vostro no scocciato sparirà. O sparirete voi, stufe delle richieste e dei depliant virtuali. È finita. Voi avete accontentato il morto di F virtuale regalandogli orgasmi via etere e vi sentirete tristi, raggirate, anche un po’ boccalone.

Il problema delle delusioni amorose è che funzionano come le allergie alimentari: ogni volta che assaggi un cibo al quale sei allergico, la reazione successiva sarà sempre più grave. Così queste delusioni costruiscono, piano piano, una corazza tale da impedirvi di riconoscere il buono dal cattivo, e di vivere nuove relazioni, anche quelle potenzialmente promettenti, non in piena libertà, non in piena serenità, inficiando la vostra efficiente capacità di giudizio sugli uomini in generale.

Ma perché, vi chiedete, certi uomini fanno così?
Non credo che siano tutti dei “malati di mente”, come li chiamano molte di voi. In realtà dietro a un morto di F che vuole fare solo sesso virtuale c’è:
Un uomo che, nonostante si sia presentato come libero, è supersposato o fidanzato. Ed è uno che, per paura di perdere il suo status, per sensi di colpa o perché è la prima volta che vuole tradire la moglie, preferisce fare con le donne che ci cascano sesso virtuale. Non è pericoloso, difficile da scoprire, è comodo, è meglio del fai da te solitario o di un film porno e, in fondo, si racconta lui come una bella favola, non è tradimento.
Poi c’è quello che gli piace proprio il sesso virtuale, è il suo feticcio, così come per altri lo è il reggicalze, il tacco 12, l’amore a tre. È il motivo per cui contatta anche donne che di fatto non gli piacciono, a lui piace l’idea di farci sesso virtuale, non importa se il viso di lei non è di suo gradimento, gli basta un “pezzo” di voi. Ecco anche perché non vi vedrà mai dal vivo.
Poi c’è quello che vorrebbe passare ai fatti, ma ha dei problemi che, in precedenti incontri non virtuali, lo hanno segnato. E allora adesso ha una sorta di timore ma il bisogno di fare sesso rimane, solo che invece di andare da un andrologo e/o un sessuologo e spesso risolvere bene e presto molti dei problemi classici di chi evita il rapporto sessuale si è avvitato sul virtuale, e questa è l’unica figura di questa casistica che giustifico e comprendo, ma non al punto di giustificare le troppe balle che vi propina, anche perché se lui ha un problema ciò non deve permettergli di giocare con i vostri sentimenti, fiducia e intimità.

E voi perché ci cadete? Ragionarci su vi aiuterà a non ricaderci.
Certo lui ci sa fare, certo lui stuzzica il vostro bisogno di sentirvi corteggiate e adulate, di sentirvi cercate. Lui sembra anche diverso dagli altri, che vogliono tutto e subito, è solo quella cosa lì, lui non ha fretta, ha tempo.
Già il tempo. Il tempo è importante. Vi rassicura un uomo che si prende tempo per incontrarvi, vi lascia tempo per testarlo. Ma attente, è proprio qui la differenza fra il normale e il virtuale. L’uomo che vuole davvero conoscervi (sì anche e soprattutto per quella cosa lì, ma è nella natura umana, anche vostra) vi darà e si darà tempo, ma non esageratamente. Massimo in due mesi, più o meno a seconda di quanto siete lontani (gli aerei però non hanno più costi proibitivi) vi dovete incontrare, può corteggiarvi via chat, telefonarvi quanto volete ma poi DOVETE incontrarvi e, se vi piacete, a breve termine scopare.

Scopare è normale dopo un po’ (non troppo) se vi piacete e state bene insieme. Anzi, è necessario anche e proprio per capire se tutto, davvero tutto funziona fra di voi e se c’è un possibile le futuro.

Il sesso virtuale? Non ho nulla contro nessun tipo di sesso ma capiamoci bene: il sesso al telefono, in chat o in videochat serve forse come aperitivo, come spezzafame fra un appuntamento sessuale reale e L’altro, ma non può sostituire il caro vecchio inimitabile godibilissimo amplesso e tutti i suoi collaterali, dai preliminari alla ripresa del secondo, terzo round.

È così semplice l’amore, è così semplice il sesso, non rendiamolo complicato. Diffidate di chi ha troppa fretta di portarvi a letto (ma io lo capisco di più) ma anche di chi non ha fretta, non ha fretta per nulla ma si “accontenta” di certi “anticipi”.

Sincerely yours

C’è un futuro per le coppie di lunga data?

Che orizzonti ha la tua coppia?
Che orizzonti ha la tua coppia?

Ci sono coppie che stanno insieme da molto tempo. Lui e lei si sono conosciuti ai tempi del liceo (o giù di lì), magari si sono sposati neanche trentenni e hanno avuto subito un bambino.

Che bello: una volta l’amore non aveva “tempi di opportunità” e ci si sposava e basta.

Poi c’è stata la seconda era, quella in cui il matrimonio medio vedeva lei 35enne e lui verso i 40, complici carriera e lavoro o un matrimonio fallito alle spalle (quello dei vent’anni, guarda un po’). In ogni caso anche queste coppie medio giovani come longevità hanno magari già alle spalle, oggi, 10-15 anni di matrimonio o convivenza. Un bel pezzo di vita insieme.

Ma durerà? Quanto? E come?

Domanda non inutile, visto che molte di voi inizieranno a chiederselo, soprattutto se iniziano a cogliere segni di stanchezza.

Quali sono? Quelli che, secondo le più recenti statistiche, spingono a tradire 6 donne su 10 e 5 uomini su 10.

Sono la noia, la routine e il sesso di scarsa qualità e frequenza.

Noia e routine trasformano lui in un pantofolaio distratto, che fornisce magari la sicurezza della ripetitività ma non molte emozioni e attenzioni, lei in una donna dedicata totalmente ai figli e-o alla casa o al lavoro, che ha dimenticato il tacco 12 in lavastoviglie o in ufficio. Ma sono solo esempi, tu sai di cosa sto parlando, se lo stai vivendo sulla tua pelle.

E il sesso? Il vantaggio delle coppie di lungo corso è che ormai, a letto, di solito fanno un compendio di quello che è preferito da tutti e due, una specie di compromesso fra il preliminare che piace a lei, quello che piace a lui seguito dalla scopata nella posizione più gettonata dai due, diciamo con durata dai 15 ai 30 minuti compreso tutto (no, la doccia è esclusa ti prego) e frequenza di una volta alla settimana, figli permettendo e quando il giorno dopo si può dormire.

Un sesso non dico non piacevole, magari coronato dal quasi sempre orgasmo di lei (l’arte dell’orgasmo simulato ha i suoi vantaggi matrimoniali). Magari ci scappa ogni tanto un fuori programma, di solito orale, di solito per lui (tu, eventualmente, provvedi da sola e fantastichi un po’, in base ai tuoi picchi ormonali).

Insomma, si può vivere a lungo insieme così? In fondo il sesso è basico, non è più quello di una volta certo, ma può bastare. E la routine dà calma piatta ma sicurezza. In fondo la famiglia ha ancora grandi progetti, i figli, le case, il reddito, il futuro insieme. Fuori vedi tante tempeste dal tuo porto sicuro. Ci vediamo fra dieci anni…

Purtroppo, o per fortuna, non funziona sempre e solo così. Perché la natura umana non è così.

Gli studi ci dicono che l’innamoramento vero, quello esclusivo e passionale, l’amore con la A maiuscola (il motivo per cui l’hai sposato) dura dai 18 ai 36 mesi, dopodiché si trasforma in qualcosa di diverso, meno forte ed esclusivo. Chiamalo affetto, chiamalo come vuoi, è comunque diverso. Forse sufficiente per andare avanti molti altri anni, ma è diverso.

Sono ormai convinto che la fedeltà sia strettamente connessa all’innamoramento, e sia imparziale. Uomo e donna, per una volta identici sotto il profilo amoroso, quando sono innamorati non pensano e non vedono altri. Il sesso e la passione sono concentrati su una sola persona, ti può passare vicino il più bell’uomo del mondo che forse, al massimo, gli darai un’occhiatina.

Ma se l’innamoramento cessa al massimo dopo tre anni, anche la fedeltà non ha più questo paracadute dopo tre anni.

Ed è da questo momento che inizia il timer del possibile tradimento, anno dopo anno.

Aggiungici il “panico” da età che avanza e il timer del tradimento può avere un brusco acceleramento, come quando nei film il protagonista taglia il filo sbagliato della bomba e i secondi partono a razzo di colpo.

Nel maschio, infatti, di solito intorno ai 50 anni, scatta una molla che si chiama “voglia di vivere”, e che si traduce in un bisogno di provare a se stesso che sì, invecchio, ma sono sempre un Uomo con la U maiuscola. Come provarmelo? Con il successo nel lavoro magari, ma non basta: devo sentirmi ancora attraente e capace sessualmente. E non tutti si rivolgono alla moglie per avere riprova di questo.

Nella donna, in genere, la molla “oddio il tempo passa” scatta varcati i 40, età nella quale siete splendide. E lo sarete anche a 50, toglietevi pure 10 anni se avete saputo curare la vostra bellezza, fanculo la menopausa! Per non parlare di certe sessantenni impossibili da inserire in anagrafe precisa! Il problema è che, nonostante la bellezza che riflette il vostro specchio e gli sguardi degli altri maschi (vostro marito è distratto e avaro di complimenti?) le donne sono abilissime ad autocriticarsi e trovarsi mille difetti, da qui la crisi di identità.

E quando una donna va in crisi di “oddio il tempo passa” di colpo può accorgersi che la “comoda” routine, la “cullante” noia e il sesso “tutto previsto” non sono più una sicurezza sulla quale adagiarsi, ma un fardello insopportabile.

Allora, se il porto dal quale vedi le tempeste degli altri ti rassicurava, ora ti piacerebbe vivere una tempesta. Non dico un uragano, ma una tempesta che ti tolga il fiato fino a tornare di nuovo in porto sì.

In questi casi, se l’uomo è un praticone al quale il più delle volte basta una scopata galattica con una giovane bellezza imperiale (magari anche più di una) anche non parlante, voi donne siete più complesse: volete emozioni e qualità a 360 gradi.

Il che vuol dire che se un uomo bello e simpatico, fascinoso e intelligente inizia a corteggiarvi, a riempirvi di attenzioni, a farvi sentire belle e giovani beh, se poi vi scopa anche bene strappandovi sensazioni che credevate rimaste ai 20 anni… beh, la vostra solidissima coppia deve rivedere forse i suoi orizzonti.

E qui torniamo alla domanda iniziale: siamo tutti destinati, per i motivi suddetti, al divorzio o a una vita sicura ma non appagante?

Dipende da quanto la nostra coppia è evoluta e forte.

O prende atto che la fedeltà è a rischio, finito l’innamoramento, e che la routine non è garanzia di durata (almeno quella felice) e il sesso deve rimanere sopra una certa soglia di qualità altrimenti diventa una soap opera di cui conosci già la trama, e si resetta e si rilancia per rinascere attraverso un nuovo equilibrio, o rischia nel futuro.

E qui, a vedere quello che mi raccontate e che succede nella maggioranza dei casi le strade sono le seguenti.

La pace dei sensi
Decidete di non affrontare l’argomento fra di voi perché siete fra i “fortunati” (dipende dai punti di vista) che non mettono il sesso e le emozioni in cima alla lista delle loro necessità. Magari siete aiutati dagli ormoni, in fase calante e non ascendente, magari da giovani vi siete tolti tutti (ma tanti) gli sfizi, magari è proprio la mancanze di esperienza che vi mantiene “tranquilli”, di fatto ci sono mille motivi per continuare così e in fondo, sì potrebbe essere meglio, sì ogni tanto sogni a occhi aperti, ma quello che importa è la famiglia istituzione. Amen

Benvenuti fra i cinque… sei
Dicevo che le stime (ottimiste, i numeri secondo me sono più alti) parlano di metà della popolazione che ha tradito almeno una volta. La scappatella, almeno è così che si chiama prima di diventare amantato ripetuto e poi fisso o alternativa al vecchio matrimonio, è una delle soluzioni più gettonate nelle coppie di lungo corso, o meglio in quelle che hanno meno dialogo. Oppure dove il dialogo non ha funzionato. Esempio? Tu gli hai spiegato che ti piacerebbe rifare un weekend con lui da sola e senza figli, gli hai spiegato che se ti compri un vestito nuovo e sexy dovresti suscitare le sue attenzioni automatiche e sincere (altro che “ah sì bello, scusa stavo rispondendo a un messaggio”), gli hai spiegato che così, se lui fa troppo in fretta, TU non raggiungi l’orgasmo. Sì glielo hai spiegato, lui ha detto sì, magari è stato più attento per un po’ ma poi tutto come prima. E tu adesso ti sei trovata un “fidanzato” che compensa tutto quello che lui non ti dà più. Il finale della storia è apertissimo.

Parlate e provvedete
Ci sono coppie molto evolute, che magari non si amano più come nei primi 36 mesi ma hanno un forte coibente che li tiene insieme (affetto, rispetto, figli, progetti, un po’ di buon sesso) che, quando lei o lui notano i primi effetti collaterali della routine, ne parlano insieme a fondo ma non si limitano all’analisi, cercano di prendere provvedimenti. Per esempio riprendendosi del tempo insieme da soli e sottraendolo finalmente ai figli, al lavoro e ai pensieri. A certi basta dedicarsi un viaggio ogni tanto, inventarsi un hobby o attività che unisca (mi viene in mente una coppia che ha scoperto il golf e se lo gode come nuova passione condivisa), altri si devono industriare di più, soprattutto se il calo di emozioni è legato al sesso. E qui è più difficile. non so se basta un reggicalze o un video porno per rilanciare il sesso di coppia, ho molti dubbi. Conosco coppie che hanno provato lo scambio per vedere che effetto faceva: magari si sono limitate ad andare in un locale a curiosare, portandosi poi a casa quello che li eccitava a livello visivo-onirico e facendolo proprio senza andare con altri. Certe coppie che sono andate oltre, rischiando in certi casi di assaggiare un piatto così forte da rendere insipido quello casalingo. Altri si limitano a raccontarsi le fantasie più sfrenate, e ciò riaccende il desiderio. Alcuni uomini molto pragmatici e poco vergognini si sono rivolti al medico per un aiuto chimico, scoprendo che funziona, può dare il giusto là, tempi adatti anche per lei e non è una terapia cronica, chi con il consenso-suggerimento della compagna, chi in segreto.

La coppia aperta
Alcune coppie, è sono l’evoluzione della precedente, una volta chiaritisi su cosa non va, soprattutto se è il sesso che non va, decidono di aprire la coppia. Fanno un patto: cosa ci manca? L’emozione del corteggiamento, della seduzione e del sesso novità? Bene, non c’è bisogno di tradire, non c’è bisogno di separarsi, non esistono persone che possono sostituirci, esistono però occasioni che possono farci divertire e darci emozioni, nuova benzina per la vettura coppia, da condividere però, da mantenere nell’alveo della coppia. E così decidono che si può fare e, badate bene, si può, non si deve. Perché il segreto sta lì, mi raccontano: non è che liberi tutti si corre in braccio al primo venuto. Se capita, ed è quello giusto, si decide con il beneplacito del partner. Sarà poi la coppia a decidere se raccontarsi tutto, condividere o no. Molte coppie usano gli amanti occasionali come propellente della loro coppia. E, fuori dalle esagerazioni (se lui esce tutte le settimane con una diversa non è coppia aperta, è lui che si fa i cazzi suoi o viceversa, non vedo “utilità” per la coppia) e dalle scuse (la coppia aperta è una licenza di “uccidere”, non una licenza di “strage di cuori”) se si trova un equilibrio succede anche che basti sapere che si può fare, senza farlo. In ogni caso, la maggioranza delle coppie che praticano questa soluzione si dichiarano soddisfatte, rilanciate con nuovo entusiasmo e con un nuovo equilibrio. Alcune però, ho notato, hanno fatto la scelta con un difetto di base: lui o lei hanno accettato la coppia aperta per non perdere il partner, e questa non è una buona assicurazione di longevità. La longevità di coppia vive sulla serenità, non sulla sofferenza controllata da vari “antidolorifici” sintomatici.

I pragmatici del ristorante stellato
Certo, mancano emozioni e sesso, e questo è un problema. Però vi “amate” ancora molto (amare senza virgolette non è molto, è tutto), la famiglia è serena, i progetti tanti, i figli devono ancora spiccare il volo. Che fare? Avete parlato. Certo, avete messo in atto weekend da soli e altri trucchetti per ravvivare il tutto, ma hanno effetti, per quanto buoni, a termine. La coppia aperta? No, non siete i tipi. Però qualcosa di buono ha, se gestita in modo intelligente e da coppia azienda. Mi viene in mente il ristorante stellato. In casa la tua cucina è buona: varia, saporita, di qualità ma è sempre la stessa. E’ come frequentare il caro vecchio sicuro e senza sorprese ristorante sotto casa. E’ comodo, non lo cambieresti per nulla al mondo, il prezzo è abbordabile e speciale per te ma… ti ricordi i primi tempi quando frequentavate spesso il ristorante stellato? Certo eravate innamorati, ma ogni piatto era sorprendente, nuovo, emozionante. E quel dolce che fa anche il ristorante sotto casa, lì allo stellato è da… orgasmo multiplo! E allora, con un’intesa che solo certe coppie longeve e solide hanno, senza che nessuno racconti niente all’altro ma tollerandone la possibile possibilità, capendone la funzione limitata, ogni tanto uno dei due si concede uno stellato. Per poi tornare sazio e stupito alla normalità, una normalità, mi assicura chi mi racconta la sua esperienza, sicuramente migliorate e proiettata nel futuro. Obietto: e se ti innamori del ristorante stellato? Lei mi risponde: improbabile, troppo caro, mica ci vai ogni giorno anzi… se ci andassi ogni giorno diventa una trattoria, mica ha i plus del ristorante sotto casa. E poi, se dovesse proprio succedere, vuol dire che il ristorante sotto casa, per quanto comodo e buono, forse ha cambiato cuoco. In peggio. Ma non ti senti ipocrita, chiedo io, non è un tradimento come gli altri? No, dipende solo dalla tua testa a da quanto ti fai dominare dalla paura del giudizio degli altri e da una tradizione che vede nel sesso qualcosa di essenzialmente sporco, mentre per me il sesso è bello proprio perché è “sporco”. E io: ma non è un compromesso? E lei: no, è un patto, spesso silente fra evoluti e intelligenti, pragmatici amanti. Un tacito consenso per il futuro.

A voi il giudizio finale, il dibattito e… la scelta su quale soluzione adottare per superare la barriera del tempo o, semplicemente e per non pochi, la boa degli “anta”.

Per molti, per fortuna, c’è ancora un futuro insieme.

Sincerely yours

credito foto: pixabay.com

Perché adesso lui si comporta in modo strano?

inutile spremersi il cervello sui perché - A75 iStock
inutile pensarlo troppo – A75 iStock

In questo momento, come molte altre, ti stai spremendo il cervello per capire come mai lui si comporta in modo… strano? I conti, infatti, non ti tornano.

Dopo una corte serrata, prima via chat (nella maggior parte dei casi si inizia così) e poi nei vari incontri (non so a quanti incontri sei prima di esserti decisa a… “darla”: due? Tre? Sette?), tutto sembrava andare come qualsiasi persona, e non solo una donna, si aspetta che vada.

Complimenti, carinerie, attenzioni, persino regali. E poi messaggi a profusione: buongiorno, buon mezzogiorno, buon pomeriggio, buona sera, buona notte, sogni d’oro e faccine a profusione. Nell’era del sempre connessi la presenza anche con una faccina, un cuore o un messaggino è eloquente quanto un silenzio che duri più di 24 ore.

Poi siete andati a letto. A te è sembrato tutto bene, lui era contento, magari si è pure sbilanciato in complimenti mirati sul tuo fisico e sulle tue… prestazioni. Magari lo avete fatto anche più di una volta. Il sesso, si sa, checché molti uomini dicano che non è la cosa più importante (la maggioranza non lo pensa sul serio, lo dice per ottenerlo più in fretta, la volpe brama sempre l’uva a dispetto di quello che dice), è la cosa più importante per noi. E quindi, ottenuto il premio più agognato, come mai questo calo di attenzione nei tuoi confronti, come mai un comportamento inaspettato?

Intendiamoci un attimo su cosa significa in genere comportamento normale e comportamento strano.

Dicesi comportamento normale quello di colui che, dopo che ti ha agganciata, corteggiata, baciata e avuta, e dopo che ha espresso il suo compiacimento su tutto ciò, dovrebbe cercare di frequentarti di più, vederti di più, magari cercare anche di dormire con te (e non solo per scopare di più) e magari iniziare a fare il primo weekend insieme. Come dico sempre, l’amore è semplice, anche nelle fasi iniziali, quando raramente si è già innamorati (non credo nei colpi di fulmine) ma solo più o meno “presi”: l’amore è come una torta buona, se l’assaggi non ne avanzi, ma ne vorrai sempre di più e sempre più spesso.

Dicesi comportamento strano quello di colui che, con le premesse positive dette sopra, fa esattamente il contrario di quello che chiunque, e sottolineo chiunque (quindi tu non sei un’aliena, sei normale a pensarla così) si aspetterebbe dopo aver fatto il primo gol in porta.

Esempi? Rimanda il prossimo appuntamento con scuse da scuola media (lavoro, problemi, mancanza di tempo, gomma bucata, nonna malata, nonna morta, nonna resuscitata), non vuole trombarti appena possibile, gli incontri si diradano e “tornano indietro” (eravate arrivati al letto e siete tornati al caffè di prima mattina) e i messaggi, da quotidiani e plurimi, diventano a fatica delle risposte (in ritardo di mezze giornate) ai vostri, i cuoricini diventano pollici simil ok.

Se il tuo lui rientra nel secondo identikit non resta che cercare di spiegarti il perché secondo l’”epidemiologia di coppia”, e cioè, secondo il mio modesto parere ma soprattutto sulla base della somma di quello che vedo e che mi raccontate, il perché dicevo il ripetersi in generale di certi comportamenti maschili di fronte a uno stesso input femminile o situazionale, fatte le debite eccezioni, diventa maggioritario e, appunto, ripetuto e riconoscibile. I vostri racconti aiutano a costruire questo tipo di “epidemiologia”, aiuta anche l’esperienza ma aiutano anche gli uomini che, contrariamente a voi, hanno in genere un modus operandi abbastanza semplice e ripetitivo, pur essendo bravissimi a “venderlo” come qualcosa di diverso.

In realtà le spiegazioni del perché sono diverse ma il risultato è unico: lui si comporta così perché non gli piaci abbastanza. E non gli piaci abbastanza se… in ordine di frequenza…

…non gli piaci abbastanza se lui ha fatto l’entusiasta per finta
Non pochi uomini decidono se tu gli piaci o no in base al sesso, e se il letto conferma o meno quello che si aspettavano da te. Ricorda: tu hai bisogno, per fare sesso con lui, di molti elementi: attrazione, fascino, seduttività, bellezza (ma su questo sei anche pronta a venire a patti, se il resto c’è), simpatia, carisma e, infine, ti ci devi immaginare a fare sesso con lui. Lui, per averti, in media deve avere almeno tre di questi elementi. Per noi maschietti è più semplice, e dipende da quanta voglia abbiamo e di quanto è raffinato (lui è uno che che ogni lasciata è persa o un selettivo?) il nostro “palato”. Ci sono uomini capaci di andare a letto con una donna solo perché ha un bel seno, un bel sedere o gli fa semplicemente “sangue”: in questi casi la prova letto è ripetibile fino a che l’occhio non ha avuto la sua parte, ma comunque la coppia, se vogliamo chiamarla così, avrà vita molto breve. Se lui è un selezionatore tu gli piaci in toto, ma è più esigente a letto: se c’è stato qualcosa che non va, potrebbe darti una seconda chance, ma anche no. Ecco spiegato perché lui è sparito o sta sparendo. Come mai tanti complimenti anche sul sesso se è così la verità? Noi uomini non rischiamo quasi mai scenate o situazioni imbarazzanti con voi, quindi meglio una bugia “bianca” (a proposito, per noi sono quasi tutte bianche, ah ah ah) che reggere la vostra faccia a un “non mi trovo bene a letto con te” o “non mi piaci abbastanza” o “di faccia (tra noi uomini non lo chiamiamo viso) non mi piaci ma hai delle tette da urlo”.

… se lui è un pescatore a strascico
I social (lo hai conosciuto lì?) sono pieni di pescatori a strascico. Ne ho già parlato in questo blog (trovi qui l’articolo) ma in sintesi si tratta di uomini che usano il web per cuccare. Niente di male in questo, trovo che Facebook e simili siano fatti anche per questo (se si seguono le minime regole di educazione e rispetto reciproco), ma il pescatore a strascico non è selettivo, non usa una canna da pesca mirando al branzino da due chili e di profondità… Usa la rete per prendere più pesci possibili, grandi e piccoli, belli e meno belli. Quindi, uno dei motivi del suo comportamento anomalo è che ha un’altra presa in rete, o altre. E tu, nella sua hit parade, non sei al top di gamma oppure, semplicemente, sei scesa di turno.

…se lui è occupato e non te l’ha detto
La grande galassia degli uomini occupati (conviventi, fidanzati, maritati) è appunto grande, e non tutti hanno la correttezza di mettere in chiaro da subito il loro status, anche perché farebbero parte dei superselettivi, visto che poche donne accettano l’idea di condividere con un’altra il letto, più o meno usato che sia dall’altra parte, o semplicemente di fare le amanti e godersi la parte ludica (esiste, almeno all’inizio) dell’amantato. Così, per non perdere ghiotte occasioni e alzare l’asticella delle possibili nuove partner, i non selettivi (la maggioranza secondo la mia epidemiologia di coppia) glissano sul loro status, mentono, dicono mezze verità. Sono in crisi, sono separati, i più “coraggiosi” si spacciano persino per single. Più della verità potè la voglia dunque. Beh, questa pantomima non può reggere a lungo. Chi ha un impegno vero non può contare su grande libertà di movimento, a differenza dei veri separati (anche in casa, ce ne sono di veri, e sono anche tanti in questi tempi di crisi) che comunque si distinguono proprio dal fatto che hanno tempo per te, magari non come un single, ma serate weekend e persino vacanze insieme sono possibili. Se lui è impegnato e non te l’ha detto, e se tu non gli piaci abbastanza (in caso contrario il coniglio della sua disponibilità salterebbe fuori dal cappello ripetutamente), si dileguerà a rate. Stessa cosa se non è avvezzo alle scappatelle (magari tu sei la prima volta) e si fa prendere dai sensi di colpa: anche qui però non gli piaci abbastanza, o sei stata meno eclatante di quello che si aspettava a letto (non di rado più per colpa sua che tua, soprattutto i maschi alle “prime armi” si fanno dei film che non esistono sul sesso), altrimenti “resisterebbe” come assiduità e tempo.

…se lui è un narciso
Qui non è che non gli piaci abbastanza o sei andata “così così” a letto. Lui ti vede semplicemente come uno specchio che dà forza e riflette la sua immagine. Il narciso è innamorato solo di se stesso, gli piace abbastanza solo se stesso, scopa bene solo con se stesso. Tu sei uno dei tanti passaggi. Certo, per sopravvivere ha bisogno di conferme, e quindi delle donne, ma devono essere storie brevi, tante e fugaci. Quindi ha imparato quel tanto di savoir faire che serve per ottenere i vostri favori (altrimenti sarebbe solo e senza “specchi” nuovi), è un bugiardo complimentoso ma è un fautore dell’usa e getta. Quindi voi non avete nulla che non gli va bene, anzi, vi ha scelto solo perché siete all’altezza di camminare brevemente al suo fianco, ma siete solo un passaggio.

…se lui è un arido sentimentale
Esistono uomini che, come molte donne, escono con le ossa rotte da disfatte sentimentali precedenti. Matrimoni falliti, delusioni cocenti, come voi hanno sofferto: solo che le donne, se ferite gravemente, si tengono alla larga almeno per un po’ dall’altro sesso (certe vi rinunciano, rischiando di rinunciare anche alla loro divina, preziosa femminilità) mentre noi, ancora una volta, “più del dolor potè il digiuno” e quindi abbiamo bisogno di venire a letto con voi. Esistono anche uomini che nascono e crescono così, aridi sentimentalmente, magari perché i loro genitori non sono stati felici e li hanno fatti soffrire come figli. Sono persone che non si innamorano di nessuno, che frenano l’auto dei sentimenti molto prima di rischiare di posteggiarla anche nel migliore dei parcheggi. Molti si dicono e credono innamorati, ma spesso lo sono di tutte, almeno all’inizio: peccato che le loro storie durino poco. Questi uomini si comportano in modo strano perché non hanno stima delle donne o non credono nell’amore. Sanno presentarsi bene perché, come nel caso del narciso, devono passare almeno i vostri primi test per arrivare al vostro letto. Ma poi troverete il deserto. Comunque. Sono fatti così, guai a pensare di poterli cambiare.

… se lui è il “peggiore”
Cioè somma due o più profili precedenti. Ho conosciuto e mi avete raccontato di narcisi aridi sentimentali, di pescatori a strascico con donna fissa, di entusiasti che non si innamorano di nessuno. Al peggio non c’è mai fine diceva qualcuno, ma almeno in questi casi avete più elementi per giudicare e per prendere i provvedimenti che leggerete a conclusione del mio pensiero.

Finally, ecco dunque perché, secondo la mia (o forse sarebbe meglio dire la vostra, visto che io sono solo un cantastorie raccontate da voi) epidemiologia della coppia, lui ha iniziato bene e adesso si comporta in modo strano. Magari mi sbaglio, ma è solo questione di tempo, lo saprai presto.

Che fare? Molla prima tu. Prima lo fai, meno soffri, meno sarai presa. Ai primi segni di comportamento anomalo, non seguiti da spiegazioni logiche e comprensibili o, peggio, seguiti sempre dalle stesse spiegazioni (ricorda un sintomo importante: l’uomo che prende tempo fa molte parole e pochi fatti) o simili, fai tu la mossa dell’addio, o almeno del silenzio (quello vero: zero messaggi zero comunicazioni, altrimenti avrà sempre il “controllo” su di te). Non farti scrupoli di correttezza nel darci un taglio, perché evidentemente lui non se li sta facendo. E non cadere nella trappola di credere a un “sei tu che non ti sei fatta più viva”. Eh no bello, le regole sono che è l’uomo che deve farsi parte diligente ed educata facendosi vivo, a meno che non dichiari correttamente che la cosa non funziona e perché, situazione assai rara. Non esiste democrazia nel corteggiamento, ma ruoli precisi, almeno io la penso così.

Più tempo aspetti quindi, più lo giustifichi, più lunga e pesante si farà l’agonia. Perché tu ti sentirai più legata, cercherai di giustificarlo di più se ti piace molto (o se covi la speranza che sì, questa volta è la storia giusta) e intanto il tempo passerà, segnando come una nuova ruga profonda il tuo ottimismo sentimentale.

E, credimi, la cosa peggiore che può capitare a una donna è non credere più all’amore per colpa di qualche sopravvalutato uomo. Non sopravvalutare. Non dare tempo e possibilità a chi non le merita o non se le sa guadagnare o, spesso, non le vuole più.

Se non gli piaci abbastanza archivialo come una cena in più, una serata o una scopata divertente in più. E basta. Non come un tuo errore, niente processi, niente capitano tutti a me. Sii uomo in questi casi, guarda avanti senza voltarti indietro: preserverai la tua meravigliosa femminilità.

Sincerely yours

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

Per la moglie un abbraccio, per te la manina... foto di cyano66 iStock
Per la moglie un abbraccio, per te la manina… foto di cyano66 iStock

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

È uno dei dilemmi numero uno di tante persone che vivono lo status di amante da un po’ di tempo, in media da oltre un anno diciamo.

Sono quelle amanti che hanno ormai superato la parte temporale ludica dell’amantato, quel primo periodo nel quale lui (sposato) e lei (libera o sposata, non importa, poi vi spiego perché) stanno insieme perché si sono conosciuti, piaciuti e scopati.

Hanno deciso di diventare amanti per rispondere a un bisogno diffuso con il tradimento che, secondo le statistiche, risiede principalmente nella caduta in verticale della qualità del sesso e del livello di attenzioni nella coppia ufficiale. Condisci il tutto con la noia della routine coniugale e l’insalata è pronta.

Dicevo, superata la fase ludica dei primi mesi di amantato, e cioè quello che io chiamo il “semestre delle giostre a letto”, i due amanti di solito si accorgono che oltre alle giostre, al sesso divertente ed emozionante, c’è di più. Saltano fuori sentimenti, legami che vanno oltre l’attrazione fisica e si inizia, piano piano, a pensare al futuro. Insieme.

Mi separo, non mi separo. I figli, la casa, ora glielo dico, gliel’ho detto ma lei dice riproviamoci, e poi la casa, la crisi, i costi. I sogni di una vita insieme contro la realtà di tutti i giorni.

Dopo il “semestre delle giostre a letto” gli amanti entrano dunque in una nuova fase, quella dell’anno (stima media) del “matrimonio parallelo”. I due continuano ad avere tutti i benefit o quasi degli amanti (principalmente sessuali e passionali) ma diventano una sorta di marito e moglie paralleli alle storie ufficiali. Insomma, è la fase in cui si vuole costruire qualcosa di nuovo insieme ma, per costruire, bisogna distruggere ciò che esisteva precedentemente.

E’ una fase mista di piacere e dolore, di programmi fatti e disfatti, di lasciarsi e riprendersi che, purtroppo, nella maggior parte delle volte sfocia in uno status quo che può durare anche anni.

Perché può durare anni? Perché lui, qualche volta lei ma a me interessa l’analisi del maschio, re incontrastato anche in questo campo dello status quo, a questo punto dell’amantato spesso risponde:

IO NON POSSO LASCIARE LEI E NON VOGLIO LASCIARE TE PERCHÉ VI AMO TUTTE E DUE, IN MODO DIVERSO MA VI AMO TUTTE E DUE

Di fronte a questa affermazione, maturata apparentemente nel tempo e fra gioie e dolori, voi ammutolite non avete scelta: continuare a fare l’amante, prendendovi le briciole di ciò che l’altra lascia (se siete fortunate anche pasti interi) o lasciare, cosa tutt’altro che facile, VISTO CHE VOI AMATE UNA SOLA PERSONA.

Allora, per deglutire l’amara e corposa pillola del AMO DUE DONNE MA COMUNQUE LEI, LA TITOLARE, NON LA LASCIO, vi chiedete:

SI POSSONO AMARE DUE DONNE CONTEMPORANEAMENTE?

LA MIA RISPOSTA È NO

Lui vi sta raccontando una balla, nel migliore dei casi una balla di cui lui si è convinto quasi fosse verità.

Analizziamo gli argomenti di chi vorrebbe sostenere che è possibile amare due donne contemporaneamente.

Si possono amare due donne contemporaneamente perché si amano in modo diverso.
Un po’ come la mamma o la sorella? Non fatemi ridere. Qui parliamo essenzialmente di sesso. La moglie non lo capisce, la moglie non scopa, la moglie fa solo la mamma, la moglie è diventata un’amica, una sorella alla quale lui è TROPPO affezionato per lasciarla e per farle del male: ok, tutte ragioni sufficienti per trovarsi un’amante, d’accordo, non sono un bigotto, ma l’amore è un’altra cosa. Possiamo infarcire le nostre motivazioni maschili di filosofia delle relazioni decotte ma il primum movens delle corna rimane, soprattutto per il maschio, il sesso. Lui scopa ancora la moglie? No? Guarda che non pochi uomini che dicono che non scopano da anni con la compagna hanno rapporti sporadici ma regolari. Anche perché lei avrà poca voglia, ma se la crisi matrimoniale non è dichiarata ufficialmente, lui non può avere sempre Mal di testa proprio quel giorno al mese in cui lei ha voglia… come spiegarglielo? No cara non posso perché domani ho un giro di giostra al motel con l’altra? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò.

No care amanti, l’amore è quella cosa lì: tutto e subito. L’amore è semplice, egoista, geloso, esclusivo. Chi è davvero innamorato non ha compromessi, altrimenti parliamo di altro.

Lui ama lei in modo diverso, come una sorella o un’amica e non potrebbe mai farle del male lasciandola?
Come no, possibile, però ha deciso. Di non lasciarla. E di fare, quindi, del male a te. Ti vuole ancora? Certo, altrimenti non ti racconterebbe la favoletta dell’amore DIVERSO per due donne, ma se tu lo mettessi, come immagino abbia fatto più volte nella vostra storia ormai, con le spalle al muro, della serie scegli me o lei, la sai già la risposta. Non può lasciare lei. E allora ama più te o lei? In realtà lui non ama nessuno, ama se stesso. Non lascia lei per tutti i motivi soliti del mondo (timore, sensi di colpa, soldi) e non vuole lasciare te perché scopi bene, lo fai sognare, sei una vacanza dalla routine, ti vuole anche bene non dubito, ma non abbastanza. NON ABBASTANZA. Brutto? Forse, ma spesso è così.

Lui ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuno
Falso. Se lo metti con le spalle al muro lui non lascerà lei, lascerà te, o meglio farà in modo che sembri che tu l’hai lasciato, perché non hai capito la grande filosofia del cuore spezzato e diviso in due, perché lo hai costretto a scegliere, perché sei egoista. Ma secondo te, i secondi matrimoni, quelli fra ex amanti che si amano al punto da mandare all’aria delle famiglie e si risposano, sono basati su scelte ponderate, su amori condivisi o sull’Amore con la A maiuscola? Se mai sarai costretta a lasciarlo ricorda: è lui che ha fatto in modo che accadesse, non sei tu che non capisci.

Insomma, possiamo raccontarci mille volte la storia dei due amori paralleli possibili, ma è solo una scusa per giustificare il nostro egoismo.

Se sei mai stata veramente innamorata sai come funziona davvero l’amore vero. Ti fa scegliere senza esitazioni. Di fare sesso. Di sposarti. Di fare figli. L’amore non ti fa vedere nulla tranne che lui, e forse ti sta succedendo anche adesso mentre lui ti dice che ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuna delle due. Però è disposto a farsi lasciare da te, in estrema ratio. Già, una scelta alla fine c’è. O rimani alle sue condizioni, con la tua fetta di amore parcellizzato o lo lasci ma, dice lui, sarà colpa tua, scelta tua.

Un po’ come se un rapinatore dicesse che ti ha sparato perché chiedendoti o la borsa o la vita hai scelto di non dargli la borsa. Non è colpa sua.

E tu, adesso, sei innamorata solo di lui, non di tuo marito. Tu sei pronta a lasciare tuo marito. le donne scelgono più degli uomini, hanno più coraggio degli uomini, sono meno legate alle cose terrene se sono davvero innamorate. Poi vabbè ci sono quelle che fanno i matrimoni azienda SPA, ma io qui parlo di amore vero.

Guarda, l’unica motivazione vera che io rispetto al punto da giustificare anche la separazione in casa è quella dei figli minorenni. Di fronte a figli minorenni, piccoli, adolescenti, la scelta degli amanti, lui o lei cHe siano, di resistere fino a quando non abbiano raggiunto un’età nella quale possano capire e metabolizzare al meglio (non senza dolore, questo sarà sempre impossibile) una separazione, che io credo sia in modo accettabile i 18 anni, sempre che non ci siano litigi tali da rendere ai figli per primi la vita coniugale impossibile, io dico che in questo caso ha senso dire Io non me ne posso andare. Ricordiamoci: non hanno scelto loro di venire al mondo, lo abbiamo scelto noi per loro. E, salvo situazioni di litigio aberranti, i figli vogliono egoisticamente i genitori insieme. Vacanze, notti e feste comandate. Sono naturalmente e giustamente egoisti. A loro non frega un cazzo se scopiamo o no, a loro frega di mangiare in tavola con i genitori. A loro frega “insieme”.

Figli a parte, quindi, la storia del io vi amo tutte e due in modo diverso e quindi non posso lasciare nessuna delle due è una cagata pazzesca, come direbbe il mitico e ormai perduto, almeno qui sulla terra, Villaggio.

Preferirei cento volte un uomo con i coglioni che vi dicesse: guarda, è vero che la nostra è una storia travolgente, è vero che ho fatto piani per il futuro con te, è vero che quando stiamo insieme è il paradiso ma… non me la sento, non sono pronto a lasciare lei, nemmeno a dirglielo, nemmeno a ridirglielo se mi perdona nonostante la notizia della tua presenza. Perché lei è ancora importante: per affetto, per i soldi, perché non posso reggere psicologicamente ed economicamente (il divorzio è ormai roba da ricchi) una separazione, perché…

Attenzione: dietro a questo amore diviso in due spesso si cela anche la paura dell’uomo per lo sconosciuto. Lasciare la strada maestra per una via sconosciuta non è da tutti, l’uomo è vigliacco e abitudinario. Come sconosciuta! dirai tu: sono tre anni che stiamo insieme, quando siamo insieme fuochi artificiali, mi hai detto che mi ami (attenta, lui ama ANCHE te, abbiamo scoperto dopo…) e adesso hai paura del passo? Certo, ha paura del passo. Del passo dal quale non si torna indietro. Ecco perché i secondi matrimoni rimangono comunque una minoranza e fanno pure fatica a decollare.

In conclusione, di fronte alla scelta CONTINUO A STARE CON UN UOMO CHE AMA DUE DONNE O LO LASCIO aspetterei cento volte di più uno sincero, che dice che nonostante siano passati anni con te ha bisogno ancora di tempo e adesso non ce la fa, forse non ce la farà mai, di un uomo che cerca di intortarti con la favoletta del poliamore condiviso e possibile.

Un uomo sincero forse un giorno lascerà lei per te, uno che parla di amore diverso e a percentuali credo di no.

La scelta rimane tua. Fare l’amante, una volta preso atto dei vantaggi ma anche dei limiti di un amore condizionato, chiamiamolo così, è possibile. Ha anche dei vantaggi, lo sai, se non sei già perdutamente innamorata.

Però, cara amica, se scegli di rimanere ragionate insieme su questo: l’esclusiva. Lui l’esclusiva non te la da, perché c’è l’altra (che dica di non andarci mai a letto hai già visto prima come la penso). Perché dovresti dargliela tu? Sì lo so, tu sei davvero innamorata e quindi gli altri uomini ti fanno quasi schifo ma… siccome avete parlato tanto di massimi sistemi e di amore diverso e condiviso, tu non puoi inventarti l’amicizia diversa e condivisa con altri maschi? Lui non vuole perché è geloso? Comodo, anche tu sei gelosa della moglie. Ma lui non ci scopa? Neanche tu (a meno che non ti venga voglia) non scopi i nuovi amici…

La sua reazione al SI ANDIAMO AVANTI COSÌ MA SENZA ESCLUSIVE è fondamentale. Capirai quanto tiene a te veramente, e quanto regge la filosofia degli amori diversi. Un bel test, soprattutto per lui. tra l’altro, ti farebbe bene frequentare in questa fase altri uomini, anche solo per socialità.

Molti uomini sono dunque capaci di tenere i piedi in due scarpe, a patto che l’amante si comporti da seconda moglie, cioè non abbia una sua vita privata libera. Troppo comodo.

E se lui rispondesse Non c’è problema esci pure con altri? Beh, o la sua fetta di amore per te è molto limitata o non siete amanti, siete una coppia aperta. E una coppia aperta si che è un amore “diverso”, ma deciso veramente da entrambi, non subito da uno.

Sincerely yours

Dopo il sesso lui sparisce ma poi riappare: perché?

Se si sentiva incatenato perché torna?
Se si sentiva incatenato perché torna?

Dopo il sesso lui sparisce ma poi riappare: perché?
Di Alessandro Pellizzari ed Elisa Eliselle Guidelli

Ci esci, ti piace, decidi di farci sesso, per un po’ sembra filare tutto liscio, sembrate una coppia normale ai suoi primi passi ma anche promettente ma poi… lui sparisce.

Perché? E, soprattutto, perché dopo un po’ ricompare con mille scuse (si va dal lavoro alla gomma bucata) e, come nulla fosse successo, pretende di ricominciare la relazione, sesso naturalmente in testa, da dove l’aveva interrotta lui?

La vexata questio mi viene posta da una delle giovani menti illuminate che mi onorano della loro amicizia, anzi, dalla mia sparring partner di blog più agguerrita e di successo, la scrittrice Elisa Eliselle Guidelli, coautrice fra l’altro dell’articolo più letto di questo blog, Lui non ti scrive? Non gli piaci abbastanza, e Owner di Eliselle.com. A lei la parola dopo alcune mie considerazioni da uomo masculo ex alfa innamorato delle donne.

Torniamo a bomba: perché, innanzitutto, il de cuius a un tratto sparisce? Andava tutto bene vi sembrava. Eravate state attente pure a non essere soffocanti, troppo presenti, assillanti. Vi siete pure guardate bene dal non eccedere in quelle “smancerie” che fanno scappare a gambe levate molti uomini, spaventati dal “Oddio questa mi si vuole sposare!”. Non gli avete riversato tonnellate di problemi personali in monologhi da settecentomila battute senza punteggiatura… Si trombava bene, si rideva, lui era pure premuroso… perché sparisce?

Prima risposta che vi date: non gli sono piaciuta abbastanza. Io dico non è statisticamente vero. A meno che la sparizione non sia avvenuta dopo la prima trombata. Allora sì, forse a letto, nonostante le sue assicurazioni sull’orgasmo più bello della sua vita (nessun uomo dice mai verità spiacevoli, evitando così pallose discussioni, musi o scenate), qualcosa è andato storto, o al di sotto delle sue aspettative. Ma, se anche fosse così, non si spiega perché si è rifatto vivo pronto a ricominciare. Quindi no, non se ne va perché non gli piaci abbastanza, se poi torna.

Lo sposatino
In realtà se ne va perché vi ha mentito su un particolare: non è libero come vi ha detto. No, non penso alla bugia più grossa che è così facile da scoprire al punto da non essere più di moda, del tipo non sono sposato e in realtà lo è. In questi casi la bugia più frequente è “sono sposatino”. Cioè sì, vivo ancora con mia moglie ma non trombiamo, non dormiamo insieme, ognuno ha una vita in buona parte sua. Lo “sposatino”, o anche “conviventino” (mica ci vuole l’anello al dito per cercare di mettervi l’anello al naso), soprattutto se è alle prime esperienze di fuori pista, sparisce spesso per i sensi di colpa e le paure di essere beccato. L’inesperienza, nel campo delle corna, pesa sulla sua coscienza che non ha ancora formato quel callo di menefreghismo che in un futuro non lontano della sua carriera di sposatino, se andrà avanti, lo farà arrivare a credere lui stesso nelle bugie che dice. Ma non illudetevi: i sensi di colpa sono riservati alla sua compagna che, nonostante le corna, rimane la “titolare”, e sappiamo quanto in Italia anche il più fedifrago dei fedifraghi rimanga incollato fino alla fine alle due sottane della sua vita, la mamma e la prima moglie. A voi riserva la paura delle scenate, visto che comunque vi ha mentito, scenate che pochi uomini sopportano.
Perché ritorna lo sposatino? Perché, come Ugolino, più del dolor potè il digiuno. Sensi di colpa e paure spesso non sono sufficienti a tenere alla larga il bambino cresciuto da quella pasticceria che gli ha fatto assaggiare una torta tanto nuova e tanto buona.
Che fare? La prova vacanza: vuoi tornare con me? Si va via una/due settimane insieme. Subito. Presto. E prima non te la ridò. Credetemi: nessun sposatino conviventino regge un tempo così lungo se non è davvero libero o quasi. I veri separati in casa (leggi qui per saperne di più) la loro settimana a Cuba se la possono fare eccome, perché la partner se ne fa altrettanta in Jamaica! Lo sposatino invece vi tirerà fuori lavoro figli mamma ammalata influenza morbillo antrace ma più di un weekend non riesce a scucire. Quindi, se non è in grado di garantirvi a breve sette giorni sette tutti per voi niente torta. Anzi, niente più pasticceria.

L’uomo dell’algoritmo
L’ho già scritto: noi uomini in caccia siamo tutti un po’ pescatori a strascico. Che non vuol dire morti di figa: quelli sono pescatori a strascico che si accontentano di qualsiasi pesce pescato, scarpe comprese. L’uomo comune di range medio alto è pescatore a strascico per una questione di natura e di logistica, enfatizzata dall’era dei social, ma comunque fa selezione sull’estetica, qualcuno anche sul cervello. Per portarti a letto una però, pensa il pescatore, devi corteggiarne cinque, questo è l’algoritmo che molti di noi applicano nella caccia alla donna (non a caso il pescatore, prima di gettare la lenza, pastura, ovvero lancia una manciata di esche per attirare non uno, ma un branco di pesci).
Così, tu che ti chiedi come mai è arrivato e poi sparito, hai la risposta nella matematica: mentre era con te un’altra, in lavorazione corteggiamento, ha spalancato le porte della sua pasticceria. E se anche lui si trova bene nella tua, perché mai non dovrebbe assaggiare la concorrenza? Cara lettrice, noi uomini siamo limitati e investiamo nei rapporti solo dopo parecchio tempo di felice frequentazione. Se stiamo bene con una donna e ne appare all’orizzonte un’altra, mentre voi e il vostro sesto senso vi dice “io inizio a star bene con questo, l’altro lo accantoniamo perché voglio investire su questa storia” il nostro sesto senso ci dice solo una cosa: “fatti anche l’altra, poi si vedrà”. Pochi, davvero pochi uomini decidono di frequentare una pasticceria alla volta, se nel quartiere ne hanno viste altre quattro.
Perché ritorna? Perché ha scoperto che l’altra, le altre pasticcerie non sono al vostro livello. Sì, buona la sacher di là, ma come fa i cannoli lei! Ragazze, mi spiace fare questa fotografia materialistica e un po’ fellationistica del modo di pensare dell’uomo comune ma, come Andreotti, spesso a pensare male purtroppo ci azzecco.
Che fare? Qui è più difficile che con lo sposatino. L’uomo dell’algoritmo, una volta capito che voi siete la scelta migliore, sarà capace di ridurre tutti i suoi calcoli un una sola ed esaustiva equazione, oppure dopo un po’ riprenderà a far di conto e la pesca a strascico? E voi, dopo aver capito che avete inconsciamente fatto parte di una gara per appalti amorosi, siete disposte a continuare col piccolo matematico? Se la risposta è sì, perché comunque la gara l’avete vinta voi è lui vi piace molto, dovrete preoccuparvi solo della prima domanda, giudicando sulla base delle regole dell’amore, che sono semplici: se gli interessi vuole stare con te più tempo possibile, vuole scoparti sempre, vi divertite e siete sereni. Insomma, migliorerà e basta, niente più fughe e… fighe.

Lo zitello sentimentale
Ci sono uomini che, per cause diverse, non riescono a prendere una decisione definitiva su una donna, nonostante il rapporto abbia le carte in regola per funzionare. Corteggiano, sono anche brillanti all’inizio e scopano pure di gusto, ma poi scappano. Iniziano, perché hanno bisogno di sesso, di compagnia e in fondo sperano anche loro in un rapporto duraturo o migliore dei precedenti, ma poi la loro natura li scoraggia, gli fa vedere nero e scappano. Chi lo fa perché è stato mamma dipendente, chi perché è stato tradito (sì, non tradiamo e in modo crudele solo noi), chi perché ha vissuto un matrimonio e un divorzio devastanti… insomma, sono diventati delle zitelle sentimentali, il contraltare maschile di quelle donne fra voi che stufe di disfatte sentimentali hanno bollato il genere maschile (e neanche troppo a torto) con il classico “siete tutti dei bastardi uguali” e hanno deciso di appendere i genitali al chiodo. Noi uomini possiamo fare uguale, tranne che appendere i genitali al chiodo.
Ma allora, perché lui è tornato? Perché, nonostante il suo status di zitello sentimentale, voi avete provocato emozioni, forse nuove speranze. Attente però. Riprenderselo non deve essere una manovra tipo “io lo salverò” facendovi incorrere nella pericolosissima sindrome della crocerossina (leggi qui). Poté investire, ma all’insegna del do tu des. Lui guarisce, risponde agli stimoli? Non scappa più? Si va avanti. Altrimenti ciaone. Dimenticavo: attente all’età. Più il zitello sentimentale è “anziano” più è difficile che cambi e inizi a vedere in voi un bicchiere almeno mezzo pieno.

Questo il Pellizzari pensiero. Vediamo che dice la Pulzella di Canossa, Elisa, che chiamo così per il suo carattere scoppiettante e per il suo fortunato libro, il Romanzo di Matilda.

Mi sono divertita molto nella lettura di questo pezzo. Pellizzari è una sorta di guru per comprendere la psicologia maschile ed è bene ogni volta trovargli una sfida, un’occupazione nuova per non fargli perdere l’allenamento: e non è proprio un caso se gli ho chiesto di raccontarmi che cosa scatta nella testa di un uomo che dopo tanto, molto, davvero troppo tempo, dopo essere sparito silenziosamente negli anfratti di whatsapp, si rifà vivo e come se nulla fosse ricomincia a mandare messaggi dove si ripropone come la peperonata, offrendo di nuovo il proprio arzillo virgulto per prestazioni sessuali non richieste. Ripresentandosi come se si fosse fatto sentire il giorno prima, come se tutto fosse normale, come se non si fosse mai interrotto il filo delle parole e degli incontri con la donna che invece, dall’altra parte, legge il messaggio campeggiare sulla chat e aprirsi con una delle solite scuse trite e ritrite [c’è anche quella della perdita e del recupero miracoloso della rubrica, un grande classico] e pensa: “Ma questo, sul serio, chi cazzo si crede di essere? con chi crede di parlare? con la figlia più sfigata della serva?”.

Perché diciamocelo, siamo sincere: indipendentemente dai motivi per cui non lo abbiamo più sentito, la cosa che brucia più di tutte non è tanto il fatto che dopo una bella storia scoppiettante lui sia sparito e si sia defilato con un po’ troppe scuse o, peggio, senza dire niente [indipendentemente dalle motivazioni sottese a questo gesto]. Quello che brucia è che lui si ripresenti pensando che noi siamo rimaste lì ad aspettarlo, senza avere di meglio da fare. Si ripresenta dando per scontato di essere (stato) il migliore, forse credendo di essere l’ultimo uomo sulla terra, senza sapere che in realtà il paniere è pieno di maschi più presenti, più veloci, o anche solo più capaci di mantenere un equilibrio tra la storia leggera e senza pretese e il farsi sentire “senza impegno” per sapere come va e mantenersi caldo il letto [avevo parlato di un minimo sindacale nei messaggi, perché l’educazione e il saperci fare vale anche in queste occasioni, soprattutto in queste].

“Ciao, avevo perso tutti i numeri ma alla fine ti ho ritrovata! Qua si lavora sempre, si corre sempre, la vita moderna! Scopiamo?”: questo più o meno il senso del discorso, lo schema sempre quello. Una scusa a caso – poi parlare del più e del meno – last but not least proposta sessuale: senza chiedere nient’altro, dando per scontato che tu sia libera, senza informarsi di nulla ché magari nel frattempo tu ti sia fidanzata e sposata e abbia partorito un figlio o due, visto che c’è gente che sparisce pure per anni per poi bussare di nuovo alla tua porta e dire “hey ciao eh, sono qui, sono ancora interessato, dammela di nuovo”. Con un’arroganza e un ego spropositato come biglietto da visita, tanto che ti chiedi se davvero l’hai data a un cretino di tal fatta. La risposta è purtroppo sempre sì, era un cretino ma non te n’eri accorta perché all’inizio è sempre tutto nuovo e bello e intrigante e figo, ma è alla lunga e sempre alla fine [sì, perché gli uomini devono imparare questo: se non ti fai più sentire, se sparisci, se accampi scuse per non scopare più, la storia è FINITA, e stop] che si vede la vera natura e l’autentica qualità intrinseca di una persona.

Un consiglio dunque alle donne che si trovano in questa situazione: se un vostro ex [che sia amante, frequentante, trombamico, o in qualunque modo vogliate chiamarlo] si ripresenta abbiate un minimo di amor proprio e di orgoglio che no, non fa male, soprattutto in questi casi, e mandatelo a stendere. Potete usare la risposta che volete: dal “scusa, chi sei?” al “sto frequentando una persona e sono fedele, io” fino al definitivo “non ti sei fatto sentire per mesi, credi che nel frattempo io non mi sia riorganizzata con uno più capace di te?” in modo da togliervelo di torno in modo definitivo. Dopotutto è stato lui a sparire per primo, non vedo perché dobbiate avere compassione e fare pure le gentili o, peggio, ridargliela in amicizia.

Un consiglio anche agli uomini dotati di ego eccessivo che pensando di essere gli unici detentori del piacere e di avere un pene sacro e insostituibile, si abbassano a tali giochi di prestigio per tornare su campi già conosciuti: se siete spariti, abbiate il buon senso di rimanere tali. Non ripresentatevi, non fatevi più sentire ma per sempre, almeno evitare la figura degli imbecilli. Siete ominicchi o uomini? Se vi proclamate tali, allora l’unico modo per salvare la faccia è chiamare, fissare un appuntamento faccia a faccia, dire tutta la verità a costo di umiliarsi e infine chiedere scusa. Tutto il resto sono cazzate e insulti all’intelligenza. Soprattutto la vostra.

Ah, sia chiaro: so benissimo che non è questione di maschi/femmine e che anche le donne fanno gli stessi giochetti, l’illusionismo è uno dei più praticati e la sparizione/riapparizione è uno dei preferiti dai paraculo che si sa, sono trasversali tra i due sessi. Quindi, il discorso precedente vale anche al contrario. Compresi i consigli.

Credito foto: osmanpek iStock

Non c’è sesso senza amore?

Siete tutti uguali
Siete tutti uguali

Ah, io se non sono innamorata non faccio sesso. Ah io non faccio sesso finché non provo davvero qualcosa per lui. Ah io devo essere presa di testa altrimenti niente sesso. Ah, a me non importa di fare sesso con le donne che conosco, a me interessano solo e innanzitutto come persone.

Insomma, non c’è sesso senza amore, diceva la canzone.

E non pochi di noi, soprattutto donne, circolano sul mercato dei “disponibili”, siano essi single, separati o divorziati, proclamando al mondo la loro priorità nei rapporti di coppia, che sarebbe l’amore e non il sesso, o comunque la personalità innanzitutto, o la “mente”, e poi il sesso.

Che non siamo tutti dei malati di sesso e che cerchiamo negli altri anche cosucce tipo simpatia, intelligenza e cultura mi pare lapalissiano come dire che cerchi di andare in vacanza appena puoi.

Tuttavia, sfrondata della sua ovvia banalità, trovo questa posizione estrema, in certi casi falsa, in altri tale da impedire, di fatto, il formarsi di nuove coppie interessanti, solide, durature.

Mi spiego. Nella ricerca di una spiegazione alla domanda primigenia di questo blog, e cioè perché le mie amiche belle e intelligenti non riescono a mettere in piedi un minimo di relazione degna di questo nome, la risposta principale rimane “il mercato degli uomini papabili è desolante” ma un dubbio mi assale: non è che con questa storia della mente e dell’amore che devono prevalere sul sesso noi stiamo buttando nel cesso un sacco di buone storie potenziali che sì, magari iniziano più fondate su estetica e voglia di trombare, ma che poi potrebbero svilupparsi in qualcosa di più complesso e appagante?

Secondo me la risposta è sì. Non è che dobbiamo andare a letto e subito col primo venuto (oops), ma neanche mandare le partecipazioni a ogni incontro nuovo.

Insomma, mi sembra che soprattutto le donne abbiano perso, nella loro ricerca del partner ideale, la semplicità dell’amore. Che è fatto, all’inizio, di cose semplici e istintive, non frutto di tanti e troppi ragionamenti. Lui ti piace? È simpatico? Ti stimola sessualmente? Ti immagini a letto con lui o no? Qualche serata insieme basterà per avere queste risposte no?

E allora, se lui ha superato i test più semplici del mondo deve superarne uno solo ancora, ma il più importante: quello del letto.

Ah no, io non gliela mollo finché non sono sicura di avere a che fare con una persona seria, che è veramente interessata a me, che non è solo un pescatore a strascico di donne, un morto di Figa, un farfallone.

Vi rivelo un segreto: noi uomini siamo tutti, chi più chi meno, pescatori a strascico, morti di figa e farfalloni, e spesso lo sono ancora di più quelli che passano tutto il tempo a far vedere che loro nooo, loro non cercano donne belle ma solo e soprattutto intelligenti (leggi qui come funziona il marketing del sesso al maschile).

Allora che fate? Siccome siamo tutti uguali vi chiudete in clausura come certe vostre amiche che descrivo qui? Quanti morti di figa evitati, certo, ma anche quante belle storie potenziali sprecate.

Il sesso è normale e bello, è un linguaggio universale superiore a quello delle parole. Non usatelo come merce di scambio, usatelo perché è un modo piacevole e divertente per capire se davvero il discorso può proseguire. Il coinvolgimento mentale sparisce se a letto non funzionate. Quanti matrimoni bianchi o falliti dobbiamo ancora spendere per capire che il sesso non è un accessorio ma le fondamenta della coppia? Piacersi intellettualmente non basta, e il sesso non mente come la lingua.

Un altro piccolo particolare. Il sesso è così importante che è l’unica vera assicurazione di longevità della coppia. Sapete quante persone hanno tradito il proprio partner fisso almeno una volta nella vita? Almeno la metà. Saranno tutti maschi, direte voi… a parte il piccolo particolare che per tradire bisogna essere in tre, le donne ultimamente tradiscono di più. Sei su 10 almeno una volta, secondo le ultime stime. Io credo siano pure stime per difetto.

E sapete perché il più delle volte hanno tradito? Perché il sesso nella coppia era finito, era diventato noioso, ripetitivo, stanco, bimestrale. Quindi, se non siete fra le coppie che dicono di aver raggiunto la pace dei sensi e che il sesso può benissimo essere sostituito da un buon libro sappiate che ha un peso ben superiore a quello che gli danno coloro che dicono che non conta. Attenzione, sottolineo dicono perché poi se apri certi armadi spuntano più amanti che abiti, non nascondiamoci dietro un… anta. Conta eccome il sesso.

Il sesso è il termometro del benessere di coppia. Lo è dopo anni, come può essere non decisivo o poco importante all’inizio, quando ha come potenti alleati novità, passione, curiosità e scoperta?

E siccome conta tanto il consiglio è semplice: se vi trovate bene con un nuovo pretendente non usate il sesso come merce di scambio, ma come prova del nove. E non tirate troppo la corda prima di arrivarci, altrimenti succede come descrivo qui.

Vi dicevo che siamo un po’ tutti sciupafemmine, questo è il nostro difetto o, semplicemente, la natura dell’uomo. Sì, i più evoluti di noi vogliono anche una piacevole conversazione e una donna intelligente ma, come quelli meno evoluti della serie basta che respiri, tutti miriamo a una cosa sola: il gol in porta. Non si va alla partita per pareggiare o perdere.

Detto questo, sapete che dico sempre che apprezzo la vostra selettività, e vi sprono sempre a essere analitiche e più critiche con noi, ma senza esagerare. Non passiamo, per favore, dalla fase tipicamente femminile del cosa c’è di sbagliato in me all’opposto del gli uomini sono tutti trombatori seriali. Si gioca in due e il risultato finale dipende da tutti e due.

Anche perché, riconoscendo in voi donne una superiorità mentale rispetto all’uomo che è pari solo alla vostra fragilità sentimentale, noi possiamo migliorare solo grazie al vostro aiuto.

Se siamo tutti sciupafemmine nel DNA ma alcuni di noi ragionano e cercano qualcosa di più, certo magari dopo…, solo voi potete far pendere la nostra bilancia non solo dalla parte Figa ma anche dalla parte Sentimenti. Siete voi le maestre del rapporto equilibrato, noi siamo spesso scolari indisciplinati che tendono a bigiare la scuola. Credo sia anche per questo che nostro Signore abbia scelto voi come madri, e non i maschi.

Il mio ragionamento può sembrarvi a tratti un controsenso. Prescindere dal sesso, potrebbero dire alcuni “benpensanti”, quelli che ragionano col cervello e mai con gli ormoni, è logico se si vuole costruire un rapporto non superficiale e duraturo. Il sesso è un accessorio, ma sì, concedono, “abbastanza” importante, ma non è di certo tutto. Il sesso, col tempo passa, diventa meno importante. Mmmm posizione a rischio questa… Un viatico per potenziali corna da voglia di sesso latitante, e le statistiche non sono a favore della tesi sesso res nullius.

Ma, statistiche a parte, Rido. Dire che il sesso in una coppia è uno dei tanti elementi e neanche il più importante è Un po’ come quello che dice che l’attrazione fisica non conta, o siamo di fronte a una tesi precostituita e spesso fondata su tentativi fallimentari, o a una bugia tipicamente maschile, o siamo di fronte alla volpe e l’uva, o siamo di fronte a un assetto ormonale diverso dal mio e da quello di molti, che io rispetto se viene rispettato anche il mio equilibrio testosteronico e non mi prendo del maniaco sessuale o del morto di figa o, se fossi una donna, della Troia o ninfomane, solo perché a noi piace fare sesso e lo facciamo e lo faremmo anche solo per divertimento.

Dunque, senza trasformarvi in omologatrici di materassi (delle quali ho scritto qui) o, viceversa, in monache di clausura, nonostante gli insuccessi sul campo e il forte sospetto che tutti gli uomini vogliano Solo scoparvi, provate a scopare voi ogni tanto, se i famosi conti dei primi test tornano. Il sesto senso femminile è fatto anche di sana e inconsapevole libidine, per chiudere con un’altra canzone.

Sincerely yours