Home » Posts tagged 'separazione'

Tag Archives: separazione

Amanti: quando lui sparisce perché viene scoperto

Lui sparisce di colpo? È la moglie
Lui sparisce di colpo? È la moglie

Lui è il tuo amante da un po’ e ti ricopre di attenzioni. Messaggi, telefonate, vi vedete appena può, il sesso va da dio.

Avete anche iniziato a fare progetti insieme per il futuro, visto che avete superato quella fase prettamente passionale e di divertimento che caratterizza il periodo ludico dell’amantato e che, in genere, corrisponde ai primi sei mesi della vostra storia.

Tutto fila liscio, e veramente ti stai facendo concrete illusioni di costruire con lui, se non subito nel giro di un anno o giù di lì, tempi tecnici delle separazioni e varie da rispettare, una nuova vita insieme.

Poi, di colpo, il mondo ti crolla addosso. Lui passa da 100 a zero. Silenzio assoluto. Non risponde alle telefonate. Non dà spiegazioni. Niente messaggi. Zero. Per giorni.

Sei anche preoccupata, cos’è successo, cerchi di informarti… finalmente un messaggio. Lapidario. Mia moglie ci ha scoperto ed è successo un casino: ti prego, non contattarmi più.

Ma come! Mi lasci così? Ma la moglie non era quella che non scopavi da anni, che volevi lasciare, che gli avevi già detto che eravate in crisi, che eravate separati in casa?

Tutte balle? Tutti sogni, nell’ipotesi lui non ti avesse raccontato storie inesistenti ma solo belle intenzioni?

Ma tu ti sei innamorata di un pallista, di un millantatore o di un matto? L’uomo che ti ha fatto sognare non era il dottor Jekyll ma mister Hyde?

Di uomini che raccontano balle sul loro stato matrimoniale (la più diffusa è quella che non fanno mai sesso con la moglie, ma c’è anche quella dei separati in casa che non lo sono per niente, certi raccontano persino di dormire su un divano letto che non c’è) ce n’è oggettivamente un sacco: se leggete i commenti delle lettrici su questo blog a corredo di certi articoli scoprirete addirittura quello che chiede all’amante di scrivere alla moglie che “no non è vero niente non siamo mai andati a letto insieme”.

Certe balle non sono cattive, a onore del vero, si dicono all’amante per non rovinare il momento o i momenti magici, tipo appunto quella che con la moglie non si fa mai sesso. Una bugia bianca che evita tante discussioni e, forse, non fa male a nessuno? Può darsi, la trasparenza non è molto maschile. Però c’è una bella differenza fra il non dire ho scopato ieri con mia moglie e dire che in casa c’è un disastro mentre invece le cose funzionano, più o meno. O dire lascerò mia moglie che sai benissimo, e lo sai mentre lo dici all’amante, che non lo farai mai.

Ma, a parte i bugiardi incalliti e senza ritegno e quelli delle piccole bugie “perdonabili” una cosa unisce tutti questi uomini nel momento in cui la moglie scopre la relazione extraconiugale: la paura!

E la paura è più forte di voi tanto desiderate amanti.

Che paura? Ma quella di perdere la moglie.

Perché l’altro comune denominatore degli uomini scoperti dalle mogli che fanno una ritirata repentina e disordinata nel panico totale è che loro, consciamente o meno, in modo premeditato o imprevisto, la moglie non la vogliono perdere. Con tutti i suoi difetti, limiti, problemi loro la moglie non la lasciano. E forse non la lasceranno mai.

Il bugiardo lo sapeva già che non l’avrebbe mollata mai, quindi quando viene scoperto va in panico perché la paura è di perdere il suo stato sociale, i soldi, i figli. In fondo lui si è messo con te per farsi un’avventura, per divertirsi con la tua massima partecipazione, anche a costo di riempirti di balle.

Ma non tutti gli uomini sono così bugiardi. Certi ci credono veramente alla seconda famiglia, a costruirsi un futuro con te. Quando ti dicono ti amo ti amano, sognano, ci credono ma…

Ma per l’uomo fra il dire e il fare in amore c’è un oceano, non il mare.

L’ho scritto tante volte: in tema d’amore e, soprattutto, quando si tratta di lasciare moglie amante convivente o fidanzata l’uomo medio, nella maggioranza dei casi, non decide, non lascia (leggi qui un altro articolo sul tema). Si fa lasciare. È praticamente statistico, fatte le solite eccezioni ma, in quanto eccezioni, di minoranza.

Ricordata questa piccola tendenza all’indecisione maschile, cosa succede al vostro amante versione “sincero” quando la moglie lo scopre? Stessa reazione dell’amante “pallista” : paura, panico.

Anche quest’uomo, che era davvero legato a voi, di fronte alla furia o ai pianti della moglie vede spesso crollare le sue certezze, quelle che tenevano e facevano sognare un futuro con voi.

Un conto è pensare di mollare la moglie, prendendosi anche del tempo e tutte le cautele del caso, un conto è farlo davvero, o addirittura trovarsi nella posizione di non essere l’attore del cambiamento, ma di colpo la vittima, con lei che ti dice ti rovino, ora vai fuori di casa, non vedrai più i figli.

Oppure, dopo lo sgomento, gli dice ma io ti amo ancora, possiamo ricostruire, è un incidente di percorso, possiamo farcela, per noi, per i figli. I sensi di colpa possono esplodere come un’atomica, in questi casi.

Oppure da traditore si trasforma in vittima, con la moglie che lo tratta come un ulteriore figlio, e se la prende con quella zoccola (leggi qui non è la zoccola ma il sesso il vero rovinafamiglie) che lo ha traviato, poverino, e lui ci è caduto. Ci sono donne, lo raccontate voi, che arrivano a chiamare l’amante per accusarla, a volte perseguitarla, perché non vogliono vedere le colpe del marito e magari anche le loro colpe, perché spesso il naufragio di un matrimonio è frutto di concorso di colpa (leggi qui l’articolo dedicato). Sbagliatissimo, inutile e, soprattutto, significa chiudere gli occhi sul problema interno.

Prendersela con l’amante è come prendersela con il termometro per la febbre.

Insomma, mentre tu ti chiedi perché l’uomo che ti giurava amore fra le lenzuola solo il giorno prima è sparito nel nulla lui sta lottando con una moglie disperata, arrabbiata o vendicativa a seconda delle molteplici versioni e reazioni, e spesso lotta non per fare finalmente outing dichiarandoti, ma per negare e minimizzare la tua presenza. In una parola, per restare con la moglie.

A meno che non sia uno di quegli uomini con la U maiuscola che hanno sempre detto la verità, che non solo hanno “provato” amore per te ma sono innamorati di te, e che il loro primo pensiero non è perdere lei, ma perdere te. E allora approfitteranno (certo avrebbero preferito dirlo loro a tempo debito e in modo meno drammatico) per dire la fatidica frase: sì sono innamorato di un’altra, cerchiamo di gestire la cosa in modo civile.

Ma in questo caso saresti la prima a essere avvertita dell’accaduto e non ci sarebbero lunghi e strani inspiegabili black out.

Che fare in questi casi? Rincorrerlo per recuperarlo o per avere spiegazioni?

Io credo che qualsiasi tipo di uomo descritto, dal ballista a quello che ci credeva e adesso non ci crede più e ha scoperto che è la moglie a essere la più importante, non tu, ti debba una spiegazione decente e di persona, altro che messaggino liquidatorio, fosse anche per dire alla moglie “l’ho vista e le ho spiegato, ho chiuso”.

È una questione di correttezza e di dignità, e vale anche per quello che ha sempre raccontato palle: deve avere il coraggio di incontrarvi e di chiedervi scusa, di spiegare il suo comportamento.

Non ne ha le palle? Non insistete più di tanto. Un uomo che si rifiuta di incontrarvi un’ultima volta per spiegare e per affrontare la vostra giusta delusione non merita un minuto in più del vostro tempo. Vuol dire che non ha neanche la decenza di fare il suo ultimo dovere, congedarsi di persona magari chiedendovi scusa.

Vi siete sbagliate, anche se lui era in buona fede (a maggior ragione dovrebbe venire a spiegarsi, mi aspetto di più dal pallista che scappi, non dal’innamorato pentito).

Fa male, è doloroso, ma non dovete processarvi come se foste delle stupide allocche oppure odiarlo perché vi ha illuso, non ne vale la pena. Soprattutto, non prendetevela con voi stesse.

La moglie vi contatta? Voi non dovete nessuna spiegazione. È lui che deve spiegare alla moglie, non voi. Nessun altro. Che poi gli racconti un sacco di balle e riversi tutte le colpe su di voi sarà un problema per chi gli crederà ciecamente, sarà peggio per quella famiglia che non avrà colto questa occasione per rompere o rinascere, per ripartire da zero insieme o separati.

Chi si comporta così o spiega o va cancellato, possibilmente anche dalla memoria. Impossibile? No, difficile ma non impossibile. Il silenzio e il distacco (leggi qui di cosa si tratta) materiale totale è terapeutico, e non passeranno anni. Imparerai a sostituire il senso di sgomento per il crollo del vostro castello con l’indifferenza.

E presto incontrerai un uomo magari non della tua vita, ma con il quale ricomincerai anche a fare l’amore in modo bello. Basta che non ti chiudi in clausura, leggi chiodo scaccia chiodo e capirai.

Cancellalo. Rinascerai.

Ps: e se a breve si fa vivo perché gli manchi o la moglie lo ha sbattuto fuori di casa?

Una domanda da fargli: perché vieni qui adesso che ne senti il bisogno e non ti sei degnato neanche di vedermi una sola ultima volta per spiegarmi? Perché dovrei credere a uno che mi ha raccontato balle per anni? Perché dovrei investire in un uomo che mi ha promesso la luna, che sembrava davvero innamorato e che invece è scoppiato come una bolla di sapone di fronte alla moglie?

No. Se ha bisogno di scopare si cerchi una prezzolata se vuole. Se ha bisogno di una casa si rivolga a una agenzia immobiliare. E per i soldi ci sono le banche o le finanziarie.

Il re è morto, viva un nuovo, spero prossimo, vero re.

Sincerely yours

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

Per la moglie un abbraccio, per te la manina... foto di cyano66 iStock
Per la moglie un abbraccio, per te la manina… foto di cyano66 iStock

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

È uno dei dilemmi numero uno di tante persone che vivono lo status di amante da un po’ di tempo, in media da oltre un anno diciamo.

Sono quelle amanti che hanno ormai superato la parte temporale ludica dell’amantato, quel primo periodo nel quale lui (sposato) e lei (libera o sposata, non importa, poi vi spiego perché) stanno insieme perché si sono conosciuti, piaciuti e scopati.

Hanno deciso di diventare amanti per rispondere a un bisogno diffuso con il tradimento che, secondo le statistiche, risiede principalmente nella caduta in verticale della qualità del sesso e del livello di attenzioni nella coppia ufficiale. Condisci il tutto con la noia della routine coniugale e l’insalata è pronta.

Dicevo, superata la fase ludica dei primi mesi di amantato, e cioè quello che io chiamo il “semestre delle giostre a letto”, i due amanti di solito si accorgono che oltre alle giostre, al sesso divertente ed emozionante, c’è di più. Saltano fuori sentimenti, legami che vanno oltre l’attrazione fisica e si inizia, piano piano, a pensare al futuro. Insieme.

Mi separo, non mi separo. I figli, la casa, ora glielo dico, gliel’ho detto ma lei dice riproviamoci, e poi la casa, la crisi, i costi. I sogni di una vita insieme contro la realtà di tutti i giorni.

Dopo il “semestre delle giostre a letto” gli amanti entrano dunque in una nuova fase, quella dell’anno (stima media) del “matrimonio parallelo”. I due continuano ad avere tutti i benefit o quasi degli amanti (principalmente sessuali e passionali) ma diventano una sorta di marito e moglie paralleli alle storie ufficiali. Insomma, è la fase in cui si vuole costruire qualcosa di nuovo insieme ma, per costruire, bisogna distruggere ciò che esisteva precedentemente.

E’ una fase mista di piacere e dolore, di programmi fatti e disfatti, di lasciarsi e riprendersi che, purtroppo, nella maggior parte delle volte sfocia in uno status quo che può durare anche anni.

Perché può durare anni? Perché lui, qualche volta lei ma a me interessa l’analisi del maschio, re incontrastato anche in questo campo dello status quo, a questo punto dell’amantato spesso risponde:

IO NON POSSO LASCIARE LEI E NON VOGLIO LASCIARE TE PERCHÉ VI AMO TUTTE E DUE, IN MODO DIVERSO MA VI AMO TUTTE E DUE

Di fronte a questa affermazione, maturata apparentemente nel tempo e fra gioie e dolori, voi ammutolite non avete scelta: continuare a fare l’amante, prendendovi le briciole di ciò che l’altra lascia (se siete fortunate anche pasti interi) o lasciare, cosa tutt’altro che facile, VISTO CHE VOI AMATE UNA SOLA PERSONA.

Allora, per deglutire l’amara e corposa pillola del AMO DUE DONNE MA COMUNQUE LEI, LA TITOLARE, NON LA LASCIO, vi chiedete:

SI POSSONO AMARE DUE DONNE CONTEMPORANEAMENTE?

LA MIA RISPOSTA È NO

Lui vi sta raccontando una balla, nel migliore dei casi una balla di cui lui si è convinto quasi fosse verità.

Analizziamo gli argomenti di chi vorrebbe sostenere che è possibile amare due donne contemporaneamente.

Si possono amare due donne contemporaneamente perché si amano in modo diverso.
Un po’ come la mamma o la sorella? Non fatemi ridere. Qui parliamo essenzialmente di sesso. La moglie non lo capisce, la moglie non scopa, la moglie fa solo la mamma, la moglie è diventata un’amica, una sorella alla quale lui è TROPPO affezionato per lasciarla e per farle del male: ok, tutte ragioni sufficienti per trovarsi un’amante, d’accordo, non sono un bigotto, ma l’amore è un’altra cosa. Possiamo infarcire le nostre motivazioni maschili di filosofia delle relazioni decotte ma il primum movens delle corna rimane, soprattutto per il maschio, il sesso. Lui scopa ancora la moglie? No? Guarda che non pochi uomini che dicono che non scopano da anni con la compagna hanno rapporti sporadici ma regolari. Anche perché lei avrà poca voglia, ma se la crisi matrimoniale non è dichiarata ufficialmente, lui non può avere sempre Mal di testa proprio quel giorno al mese in cui lei ha voglia… come spiegarglielo? No cara non posso perché domani ho un giro di giostra al motel con l’altra? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò.

No care amanti, l’amore è quella cosa lì: tutto e subito. L’amore è semplice, egoista, geloso, esclusivo. Chi è davvero innamorato non ha compromessi, altrimenti parliamo di altro.

Lui ama lei in modo diverso, come una sorella o un’amica e non potrebbe mai farle del male lasciandola?
Come no, possibile, però ha deciso. Di non lasciarla. E di fare, quindi, del male a te. Ti vuole ancora? Certo, altrimenti non ti racconterebbe la favoletta dell’amore DIVERSO per due donne, ma se tu lo mettessi, come immagino abbia fatto più volte nella vostra storia ormai, con le spalle al muro, della serie scegli me o lei, la sai già la risposta. Non può lasciare lei. E allora ama più te o lei? In realtà lui non ama nessuno, ama se stesso. Non lascia lei per tutti i motivi soliti del mondo (timore, sensi di colpa, soldi) e non vuole lasciare te perché scopi bene, lo fai sognare, sei una vacanza dalla routine, ti vuole anche bene non dubito, ma non abbastanza. NON ABBASTANZA. Brutto? Forse, ma spesso è così.

Lui ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuno
Falso. Se lo metti con le spalle al muro lui non lascerà lei, lascerà te, o meglio farà in modo che sembri che tu l’hai lasciato, perché non hai capito la grande filosofia del cuore spezzato e diviso in due, perché lo hai costretto a scegliere, perché sei egoista. Ma secondo te, i secondi matrimoni, quelli fra ex amanti che si amano al punto da mandare all’aria delle famiglie e si risposano, sono basati su scelte ponderate, su amori condivisi o sull’Amore con la A maiuscola? Se mai sarai costretta a lasciarlo ricorda: è lui che ha fatto in modo che accadesse, non sei tu che non capisci.

Insomma, possiamo raccontarci mille volte la storia dei due amori paralleli possibili, ma è solo una scusa per giustificare il nostro egoismo.

Se sei mai stata veramente innamorata sai come funziona davvero l’amore vero. Ti fa scegliere senza esitazioni. Di fare sesso. Di sposarti. Di fare figli. L’amore non ti fa vedere nulla tranne che lui, e forse ti sta succedendo anche adesso mentre lui ti dice che ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuna delle due. Però è disposto a farsi lasciare da te, in estrema ratio. Già, una scelta alla fine c’è. O rimani alle sue condizioni, con la tua fetta di amore parcellizzato o lo lasci ma, dice lui, sarà colpa tua, scelta tua.

Un po’ come se un rapinatore dicesse che ti ha sparato perché chiedendoti o la borsa o la vita hai scelto di non dargli la borsa. Non è colpa sua.

E tu, adesso, sei innamorata solo di lui, non di tuo marito. Tu sei pronta a lasciare tuo marito. le donne scelgono più degli uomini, hanno più coraggio degli uomini, sono meno legate alle cose terrene se sono davvero innamorate. Poi vabbè ci sono quelle che fanno i matrimoni azienda SPA, ma io qui parlo di amore vero.

Guarda, l’unica motivazione vera che io rispetto al punto da giustificare anche la separazione in casa è quella dei figli minorenni. Di fronte a figli minorenni, piccoli, adolescenti, la scelta degli amanti, lui o lei cHe siano, di resistere fino a quando non abbiano raggiunto un’età nella quale possano capire e metabolizzare al meglio (non senza dolore, questo sarà sempre impossibile) una separazione, che io credo sia in modo accettabile i 18 anni, sempre che non ci siano litigi tali da rendere ai figli per primi la vita coniugale impossibile, io dico che in questo caso ha senso dire Io non me ne posso andare. Ricordiamoci: non hanno scelto loro di venire al mondo, lo abbiamo scelto noi per loro. E, salvo situazioni di litigio aberranti, i figli vogliono egoisticamente i genitori insieme. Vacanze, notti e feste comandate. Sono naturalmente e giustamente egoisti. A loro non frega un cazzo se scopiamo o no, a loro frega di mangiare in tavola con i genitori. A loro frega “insieme”.

Figli a parte, quindi, la storia del io vi amo tutte e due in modo diverso e quindi non posso lasciare nessuna delle due è una cagata pazzesca, come direbbe il mitico e ormai perduto, almeno qui sulla terra, Villaggio.

Preferirei cento volte un uomo con i coglioni che vi dicesse: guarda, è vero che la nostra è una storia travolgente, è vero che ho fatto piani per il futuro con te, è vero che quando stiamo insieme è il paradiso ma… non me la sento, non sono pronto a lasciare lei, nemmeno a dirglielo, nemmeno a ridirglielo se mi perdona nonostante la notizia della tua presenza. Perché lei è ancora importante: per affetto, per i soldi, perché non posso reggere psicologicamente ed economicamente (il divorzio è ormai roba da ricchi) una separazione, perché…

Attenzione: dietro a questo amore diviso in due spesso si cela anche la paura dell’uomo per lo sconosciuto. Lasciare la strada maestra per una via sconosciuta non è da tutti, l’uomo è vigliacco e abitudinario. Come sconosciuta! dirai tu: sono tre anni che stiamo insieme, quando siamo insieme fuochi artificiali, mi hai detto che mi ami (attenta, lui ama ANCHE te, abbiamo scoperto dopo…) e adesso hai paura del passo? Certo, ha paura del passo. Del passo dal quale non si torna indietro. Ecco perché i secondi matrimoni rimangono comunque una minoranza e fanno pure fatica a decollare.

In conclusione, di fronte alla scelta CONTINUO A STARE CON UN UOMO CHE AMA DUE DONNE O LO LASCIO aspetterei cento volte di più uno sincero, che dice che nonostante siano passati anni con te ha bisogno ancora di tempo e adesso non ce la fa, forse non ce la farà mai, di un uomo che cerca di intortarti con la favoletta del poliamore condiviso e possibile.

Un uomo sincero forse un giorno lascerà lei per te, uno che parla di amore diverso e a percentuali credo di no.

La scelta rimane tua. Fare l’amante, una volta preso atto dei vantaggi ma anche dei limiti di un amore condizionato, chiamiamolo così, è possibile. Ha anche dei vantaggi, lo sai, se non sei già perdutamente innamorata.

Però, cara amica, se scegli di rimanere ragionate insieme su questo: l’esclusiva. Lui l’esclusiva non te la da, perché c’è l’altra (che dica di non andarci mai a letto hai già visto prima come la penso). Perché dovresti dargliela tu? Sì lo so, tu sei davvero innamorata e quindi gli altri uomini ti fanno quasi schifo ma… siccome avete parlato tanto di massimi sistemi e di amore diverso e condiviso, tu non puoi inventarti l’amicizia diversa e condivisa con altri maschi? Lui non vuole perché è geloso? Comodo, anche tu sei gelosa della moglie. Ma lui non ci scopa? Neanche tu (a meno che non ti venga voglia) non scopi i nuovi amici…

La sua reazione al SI ANDIAMO AVANTI COSÌ MA SENZA ESCLUSIVE è fondamentale. Capirai quanto tiene a te veramente, e quanto regge la filosofia degli amori diversi. Un bel test, soprattutto per lui. tra l’altro, ti farebbe bene frequentare in questa fase altri uomini, anche solo per socialità.

Molti uomini sono dunque capaci di tenere i piedi in due scarpe, a patto che l’amante si comporti da seconda moglie, cioè non abbia una sua vita privata libera. Troppo comodo.

E se lui rispondesse Non c’è problema esci pure con altri? Beh, o la sua fetta di amore per te è molto limitata o non siete amanti, siete una coppia aperta. E una coppia aperta si che è un amore “diverso”, ma deciso veramente da entrambi, non subito da uno.

Sincerely yours

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?

Ti amicchio
Ti amicchio

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?
Ti amo è un’affermazione che dà, in un istante, tutto il peso della coppia, uno status report della relazione in atto, sia essa matrimonio, fidanzamento, convivenza, amantato o una start up sentimentale. Lo è anche se detta frettolosamente come un banale ciao, o se viene detta mentendo.

Ti amo è quindi rivelatore dello stato della coppia, e segue delle norme di comportamento che dovrebbero riservarlo a momenti di verità, mentre nelle realtà subisce un abuso che lo rende spesso più annacquato del ti voglio bene, una dichiarazione di affetto idonea per amici e fratelli, non per chi ha reiterati rapporti sessuali.

Ecco alcuni ti amo per me e per voi, che me li raccontate con le relative storie, degni di nota e di riflessione.

Il ti amo durante il sesso
È il più falso e il più abusato, soprattutto dagli uomini. È facile amare una donna che ti sta facendo godere e dirglielo sotto orgasmo. Lo trovo però molto scorretto, chiunque sia a dirlo, se non corrisponde al vero. Sarebbe da stigmatizzare durante il periodo refrattario. Fossi in voi gli chiederei, mentre fumate dopo o qualunque cosa facciate: “hai detto che mi ami, lo pensi davvero?”. E poi giudicate dalla risposta. Se lui afferma “sono cose che si dicono in certi momenti” sappiate che avete probabilmente a che fare con un personaggio disposto a mentire anche sull’amore. Ammiro invece quei lei o lui che evitano di esprimere il massimo dei sentimenti nel momento di massima gratificazione e debolezza umana, il sesso. Non sarà gratificante per voi magari dire ti amo (se lo amate veramente) e non sentire risposta analoga, ma almeno avrete a che fare, se non con un partner che vi ama, con uno sincero che non spreca questa parola. Un consiglio: ti amo va bandito dalle lenzuola, che sia vero o no. Va detto forse dopo, quando l’orgasmo è sfumato e siete rientrati nella realtà, anzi lui è nel periodo refrattario maschile, un momento di verità impagabile, visto che il maschio in genere rivela proprio in questo frangente la sua vera natura (ha ottenuto quello che vuole: vi coccola o dorme? Vi sta vicino o lontano? Vuole andarsene a casa sua o vi chiama un taxi?… leggi anche Era più simpatico prima di venire.).

Il ti amo troppo precoce
Vi siete conosciuti qualche mese fa. Tutto sembra andare bene, vi vedete abbastanza spesso, sesso e dialogo funzionano. Ma, oggettivamente, ripulita la mente dai sogni sul principe azzurro, è davvero troppo presto per parlare di innamoramento. Passione fisica, coinvolgimento, divertimento, belle speranze ma… siete all’inizio. Credete al colpo di fulmine? Io anche, ma come credo ai miracoli: sono frequenti quanto una vincita milionaria a qualche gioco. Quindi se lui vi dice ti amo in questa fase primigenia della vostra storia allarme rosso! O è un bugiardo, o è un esagerato entusiasta. In tutti e due i casi il sintomo non è buono. Il bugiardo vi sta vendendo oggi l’amore, domani chissà. L’entusiasta vive fuori dalla realtà e quindi, spesso, non sa neanche che cosa vuol dire amore, forse non lo ha mai provato. È come se dicesse pizza: gli piace, ma è pur sempre una pizza, non il pranzo del matrimonio.

Il ti amo all’amante
Se ve lo dice siete arrivati a una svolta, spesso drammatica. Gli amanti seguono delle regole precise, come i robot della Fondazione di Asimov. La prima legge della robotica recita: Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
La prima legge degli amanti recita: lui e lei non possono recare danno alla famiglia di riferimento né permettere che il segreto della loro relazione, rivelato, possa recare danno. L’amore vero reca sempre danno agli amanti, tranne che in un caso. Perché è falso o impossibile, cioè viene detto solo per gratificare ma non produce quello che deve produrre, cioè una nuova coppia vera, non a cottimo. Oppure è vero, e allora produce un bivio. Il più frequente, con lui che vi ama ma non abbastanza da rinunciare alla moglie, ai figli, ai soldi. Così inizia uno stillicidio di sentimenti finché Voi non lo lascerete per mancate decisioni. L’altro bivio è più raro ma lo auguro a tutti gli amanti ai quali non basta essere amante. La nascita di una nuova coppia innamorata. Divorzio, in una parola. Nuova vita, in una parola. Ti amo veri a go go. Ma sempre al prezzo di molte sofferenze per tutti.

Il ti amo alla moglie tradita
Spesso è un ti amo di pietà. Voi siete l’amante e chiedete: tu ci scopi ancora con lei? Otto su dieci risponderanno no. Mentendo. Chiedetegli: lei ti chiede se la ami? E tu cosa rispondi? Non importa cosa vi risponderà. Nella realtà un uomo che tradisce la moglie ed è ancora a casa perché non ha preso la fatidica decisione (e spesso non la prenderà mai) risponderà “certo che ti amo”. Non ha scelta. A meno che non sostituisca il “ti amo” con un ” ti devo parlare”. Un ti amo obbligato, spesso senza via di uscita. Come amante dovete offendervi di questo? Solo se non siete più “amanti pure”, ormai aspirate ad altro che non è più la parte ludico sessuale dell’amantato e avete già trasgredito le leggi della robotica amorosa. Se siete ormai qualcosa di più di una “semplice” amante il fatto che lui dica ti amo a sua moglie, e magari lo dica anche a voi, impone una scelta. O lei o voi.

Ti amo è troppo prezioso per abusarne. Ditelo poche volte nella vita. E mai con il cervello.

Sincerely yours

Separati in casa: il video

IMG_1052

Separati in casa: ecco il video riassunto della mia partecipazione come opinionista a Torto o Ragione su Rai Uno.

Qui trovate tutte le puntate compresa quella dei Separati in casa: Rai Replay Torto o ragione

Ho scritto anche un articolo sui Separati in casa: leggi qui

Separati in casa: “vigliacchi” o “eroi”?

I separati in casa per me sono degli eroi, nella maggior parte dei casi.
Dileggiati dalla maggioranza dei facili giudici delle scelte altrui perché ritenuti vigliacchi, pavidi e opportunisti, nella realtà spesso scelgono la condizione di rimanere sotto lo stesso tetto coniugale per nobili o “pesanti e pressanti” motivazioni. Roba, se non da eroi, da persone responsabili. 
Quali sono le motivazioni più diffuse che fanno decidere a una coppia di fare i separati in casa nonostante amore e sesso (io non li disgiungo mai, perché sono tutt’uno) siano finiti?
Ecco quelle che secondo me giustificano tale scelta 

I figli piccoli

Premessa: l’atmosfera in casa deve essere civile. Niente litigi o peggio scenate davanti ai figli, confronti che non devono mai uscire dalla camera da letto. Altrimenti, se c’è la guerra dei Roses, piccoli o non piccoli è meglio anche per loro che i genitori vivano in case diverse, sono d’accordo. Se invece i genitori non si amano più, non scopano più ma c’è ancora affetto, rispetto e un progetto comune soprattutto sulla prole il sacrificio di parte della propria libertà è dovuto. Nessun figlio capace di intendere e volere, infatti, preferirà mai, in condizioni pacifiche (lo ripeto, ci siamo capiti bene?) che mamma e papà stiano lontani da lui o che lo vedano a turno. Nessun figlio. Poi, poverini, si adattano anche loro, ma si adattano, la felicità è altra cosa. I due genitori invece possono salvaguardarne la crescita serena, almeno per un po’, con lo sforzo di stare insieme anche se formalmente e, se sono intelligenti e civili, di comune accordo si creeranno spazi di libertà individuali per andare avanti. Una farsa? Allora meglio sacrificare i figli certo, immolarli al dolore della separazione in nome della verità. Io questo sì che lo chiamo egoismo, i figli non hanno chiesto di nascere. I figli se ne accorgono che non vi volete bene? Palle, se siete persone equilibrate e non c’è conflitto non succede. Capisco invece se il figlio ha meno di un anno: qui la separazione vera ci sta, è troppo piccolo per soffrirne i passaggi. Perlomeno i passaggi… negli altri casi, col tempo, crescendo, il figlio potrà capire e voi completare la separazione. Ma… prima i figli. Ps: alcuni giudicatori negativi dei separati in casa non hanno figli. Consiglio di averne, prima di profferire verbo. Io non giudico le tecniche di paracadutismo. 

I soldi

I giudici dei separati in casa spesso li additano come approfittatori a scopo di lucro. Non si lascia un marito o una moglie che garantiscono la sopravvivenza economica. A meno che non si abbia un bravo avvocato da assicurare la sopravvivenza anche dopo la separazione (ma nessun avvocato giura su nulla, mai) o si sia ricchi. O non si abbiano pendenze, ossia mutui, case in comune, comunione di beni strategici per la sopravvivenza. Nell’era della crisi sciogliere quel sodalizio fatto di due stipendi in comune e comunione dei debiti significa,spesso, affrontare la miseria. Significa metter su casa da soli, pagare salate parcelle legali (costa anche separarsi consensualmente), vendere beni o rinunciarvi e vivere di un solo stipendio nel deserto economico e pluritassato di adesso, con opportunità di migliorie lavorative zero. Quindi o siete ricchi o non avrete nessuna voglia di fare la coda all’opera San Francesco dove vi sono i poveri ma anche i nuovi poveri, i divorziati rovinati dal divorzio. Una buona ragione per rimanere separati in casa. Certo, ci sono anche gli approfittatori, quelli che hanno appeso il cappello come si suol dire, ma qui parliamo di una coppia che non si ama più ma si guarda in faccia e ha il coraggio di dirsi: noi non abbiamo i soldi per separarci e/o divorziare. Glieli prestiamo noi? Tu?

L’affetto

Ci sono coppie che smettono di amarsi ma si vogliono ancora bene. Sono spesso coppie di lungo corso, che oggi hanno una certa età e che si sono messe insieme a scuola o a vent’anni, perché si sono innamorate giovani. Purtroppo l’innamoramento ha un timer. Quando scade può rimanere l’affetto, ma la passione se ne va. Ci sono coppie che sono in grado di vivere insieme senza passione, senza fare sesso per mesi. Queste coppie non si lasceranno, e anche se incontrano persone interessanti non le vedranno. L’affetto basta. Sono coppie rare. E poi, di fatto, una coppia che non fa sesso per me non è una coppia. Sono amici conviventi che stanno, nonostante tutto, bene insieme. Oppure questo tipo di coppia ha bisogno di fare ancora sesso e di provare l’emozione della passione, ma non al punto di mandare all’aria la convivenza, che va bene in tutto, sesso a parte. Ora qualcuno dirà: il sesso non è importante, col tempo viene sostituito da altro. Non ci credo. O vale per pochi belli addormentati. O per uno dei due della coppia e basta (ma l’altro, se non è un santo, cercherà avventure). Queste coppie spesso non si separano e sopravvivono “grazie” al tradimento di uno o tutti e due, cioè fuori pista periodici che appagano quello che manca, o sono coppie aperte non dichiarate, dove esiste un tacito accordo che se capita capita, ma noi non ce lo diciamo e rimaniamo insieme. Ipocriti? Perché? Si vogliono bene ma non si amano più. E la loro voglia di sesso come emozione ed espressione naturale dell’uomo e della donna è rimasta immutata, solo che deve essere soddisfatta altrove. Altrove, però, se dà sesso ed emozioni, non è sempre in grado di far saltare in aria quell’80% della coppia che funziona. Non è automatico innamorarsi di un amante, il più delle volte è solo utile in quanto boccata d’aria, viaggio all’estero, chiamatela come volete, ma non sufficiente a far saltare il resto di buono che c’è in un matrimonio. Quindi, fino a nuovo innamoramento, è giusto che i due condividano casa e tutto il resto, che funziona.

Il non essere pronti 

Una coppia in crisi, soprattutto se proviene da un grande amore precedente e non nasce da errori o salta nel giro di poco tempo, anche quando l’amore è finito fa fatica a separarsi. Anche se non ci sono figli. Prima della separazione reale attraversa molte fasi, spesso lunghe e sempre, sempre dolorose. La coppia deve attraversare la fase dello stupore: perché non è più come prima? Perché non siamo più felici come prima? La routine delle piccole cose è una ruggine che lavora piano, ma distrugge anche il ferro più resistente. Poi c’è la fase della non accettazione della realtà: è impossibile che non ci amiamo più, noi eravamo il “Mulino Bianco”, guarda le nostre foto che belle, impossibile non amarsi più. Poi c’è la fase della consapevolezza: i lunghi silenzi, la mancanza di attenzioni provocano infelicità, poi rancore, poi litigi. Litigi e Paci, litigi e Paci. Finché il tempo dei litigi annulla quello delle Paci, e il sesso non viene più usato come linguaggio universale e in grado di pacificare e sublimare anche le liti più accese, di sostituire le parole che non si riescono più a dire. Ecco, allora la coppia è davvero finita e si separa, ma la vera separazione in casa era già partita dalla prima volta che vi siete sentiti infelici. Anche questo è un processo lungo, non basta lo schiocco delle dita. Può durare anni, sotto lo stesso tetto. Io rispetto queste sofferenze, queste sofferte indecisioni.

Come vedi, caro giudicatore dei separati in casa, possono esserci motivazioni forti e persino nobili per restare sotto lo stesso tetto anche se non ci si ama più. Non sei convinto/a? Tu sei riuscito/a a tagliare di netto subito e nonostante tutto? Di sicuro te lo puoi permettere economicamente, con sacrifici certo, ma i tuoi conti all’epoca li hai fatti e allora devono essere tornati, perché anche i separati devono mangiare e pagare le bollette. Detto questo non sei più bravo, più serio, più corretto o un eroe. Sei solo l’eccezione che conferma la regola. Che non è quella dell’ipocrisia. Perché In una coppia in crisi nessuno ha diritto di ergersi a giudice e sentenziare sulle  disgrazie degli altri. E la separazione, di fatto o di diritto, è comunque un percorso di dolore e, come tale, merita rispetto. Sempre. Separati in casa o fuori
Sincerely yours

La solitudine dei single 


La solitudine dei single
Ho paura della solitudine e ammiro molto la forza di chi riesce a stare bene solo (bene, come scelta, non come condizione forzata o abitudine). 
Sin da bambino, l’unico posto dove riuscivo a stare da solo era Venezia e, in particolare, casa mia a Venezia (nella foto). 
Per un periodo, qualche anno fa, sono andato quasi mensilmente a Bruxelles per lavoro, dove stavo 2-3 giorni. Ora, è vero che la trovo una delle città più tristi del mondo, ma a New York o Barcellona sarebbe stato lo stesso. 
Io non riesco a uscire e camminare da solo, a mangiare da solo in un ristorante. Lo faccio se non ho scelta, se sono triste, arrabbiato (e allora cammino) o depresso ( e allora mi chiudo in una stanza, anche per giorni). 
Così all’hilton della capitale politica di un’Europa allora non ancora in disfacimento, quando non lavoravo o avevo cene di gala o di business mi chiudevo in camera e ordinavo la cena lì.
Solitudine. Anche Quando una coppia finisce il suo percorso, è inevitabile che prima o poi ci si lasci anche fisicamente. Uno dei due perde il suo rifugio, la sua casa. 

Ovunque vada sarà solo. Ci penso spesso ultimamente: ma come fanno queste persone a sopravvivere? Certo ci si abitua, certo poi passa, magari trovi subito una compagna o un compagno, ma come fanno i primi mesi, magari i primi anni?
Uscire tutte le sere apposta, andare a mostre o al cinema da soli, trovare amici liberi che ti coinvolgano in qualche serata… Più che vivere mi sembra un mestiere, e capisco anche per questo i tanti separati in casa. E i tanti attaccati a Facebook e alle chat.
Però adesso sono a Venezia, il luogo della mia infanzia, il mio posto magico dove assumo superpoteri.
Venezia non impedisce che io sia triste o solo come in questo momento, non impedisce malinconie e debolezze, anzi le enfatizza, come enfatizza tutto: ma Venezia mi fa capire anche che qui potrei essere solo sempre. 
Qui non mi importa mangiare da solo, dormire da solo, camminare da solo perché qui io non sarei mai single: sarebbe Venezia la mia compagna.
Così Venezia mi fa capire che ogni nuovo single che abbia paura della solitudine ha una soluzione a portata di mano: cercare e fare subito la cosa che lo fa star meglio. Un posto, un viaggio, un hobby, una nuova casa ma dove e come la vuoi tu, un pellegrinaggio, studiare pianoforte, lanciarsi col paracadute. 
Fino a innamorarsi di nuovo.
Cazzate? Quisquiglie? È solo questione di metro emozionale. A me Venezia, solo a metterci piede, mi riempie cuore testa e polmoni.
Basta esserci: ora sono steso sul letto di camera mia e non la vedo, ma la sento. Lo sciabordio della laguna, l’odore della laguna, i passanti che parlano in dialetto o in inglese. Potrei essere cieco a Venezia e riuscire a vederla. 

Io sono fortunato: ho Venezia che, dovessi rimanere solo, mi accoglierà a braccia aperte. Sempre.
Pax tibi Marce, evangelista Meus 

Coppia: il silenzio è dolo

image

Dolo, per il vocabolario italiano, significa inganno, frode. Nel vocabolario dell’amore significa soprattutto dolore.

Perché il silenzio nella coppia, l’omissione e il non dire, non è solo quella forma di bugia che prelude o segue un tradimento, ma è anche la forma espressiva più eclatante di una crisi in atto, ne è il sintomo iniziale quando cala alcune volte prendendo il posto all’usuale dialogo, fino a diventare il necrologio della coppia nelle fasi finali.

Non parlare, evitare di dire quello che si pensa o non va, nella coppia è come instillare una prima goccia di arsenico nella coppa dalla quale si beveva insieme e ci si dissetava di passione, sentimento, gioia, complicità, comprensione. È uno a farlo, si può essere in due, e allora la dose diventa più pericolosa e letale.

Confrontarsi, persino litigare è un esercizio spirituale di benessere della coppia, se naturalmente il litigio non diventa cronico, violento, senza una pace d’un progresso finale.

Le coppie che non litigano hanno qualcosa che non va esattamente come le coppie che non parlano se non della logistica di famiglia. Non si arriva a questo punto subito, la dose di arsenico del silenzio spesso parte da lontano, prima è sporadica, poi diventa quotidiana.

Di solito si inizia con uno screzio, anche banale, che invece di sfociare in un confronto immediato o a breve termine passa sotto silenzio, perché uno dei due decide che non ha voglia di discutere o liquida il fatto come “sarà nervoso/a”, lasciamo perdere.

Per chi ha figli, se ci pensate bene, è come lasciargliela passare liscia perché non hai voglia di discutere. Ma sì, te l’ho detto tante volte di non giocare a tavola col telefonino, adesso mi sono scocciato di riprenderti o ritirartelo e me ne frego. Hai capitolato.

E più si reagisce con il silenzio, più l’arsenico penetra nel cuore. Col tempo, i casi sono due: o si diventa immuni al veleno dell’altro, ma non è un bene perché così si diventa insensibili ai sentimenti dell’altro, o ci si avvelena, e l’amore muore.

Nel primo caso assistiamo a famiglie di fatto, dove lui e lei vivono insieme per convenienza, ma non c’è più sesso o amore. C’è uno scopo materiale.

Nel secondo caso si spalanca la porta al cosiddetto tradimento, che in questi casi altro non è che un tentativo dapprima di ritrovare e riprovare ciò che si è perduto, per poi trasformarsi nella ricerca di un vero nuovo partner che ci depuri dal veleno del silenzio così a lungo subito, e non solo.

È così che spesso si creano nuove coppie. A loro auguro di parlare tanto, anche a costo di parlare troppo.

Sincerely yours

Il matrimonio e la crisi del settimo anno 

img_7218

I matrimoni hanno la crisi del settimo anno? E per questo falliscono nella maggioranza dei casi? La risposta è sì.
Che siano 7, 10 o 14 anni non lo so. Mi pare, per quanto riguarda il numero, una pura convenzione. Ma che falliscano, dal punto di vista della coppia, cioè dal punto di vista del fulcro del matrimonio, questo è indubbio. È solo questione di tempo. Salvo rare eccezioni alle quali credo perché credo nei miracoli 
Il matrimonio, per buona pace della Chiesa, non è indissolubile. Non ha una durata illimitata, perché la coppia non ha una durata illimitata. 
Esiste una scadenza biologica della coppia e dell’intesa nella coppia. 
Questa intesa e questa solidarietà, questa unione può essere artificialmente prolungata da una serie di cose: figli, soldi, interessi, affetto (che non è passione o sesso), stima, progetti in comune. Tutte cose bellissime ma che non hanno niente a che fare con la matrice vera sentimentale ideale sessuale carnale passionale della coppia. 
Così come può essere distrutta da elementi esterni: tradimenti, economia, troppi figli, mogli che diventano madri colf, mariti che gli si stacca l’uccello, pensieri, disastri, lavoro, eccetera 
In ogni caso il vero humus della coppia è la passione, la perdita dei sensi, il sentimento più profondo, il sesso più sfrenato. Questo, fisiologicamente e naturalmente ha una durata a tempo determinato. Non c’è niente da fare. 
C’è chi dice che al sesso e alla passione devono subentrare negli anni altri sentimenti anche più elevati come la comprensione, l’affetto, la solidarietà, il progetto comune, la stima: sono tutte balle.
Il vero coibente della coppia intesa come uomo e donna è stare insieme perché fondati sull’attrazione più forte di qualsiasi cosa, anche dei figli. 
Se manca l’attrazione fisica, È una bomba ad orologeria che è destinata a deflagrare distruggendo quello che è stato costruito negli anni precedenti. O quasi, dipende da caso a caso. 
Si diventa fratelli, si diventa soci, si diventa complici in un progetto comune che coinvolge i figli, si diventa matrimonio S.p.A., si diventa colleghi, si diventa genitori, non si è più amanti non si è più innamorati. 
Magari si scopa ogni tanto, forse abbastanza, ma è un accessorio, non è più il motore della coppia, la passione non è più il motore della coppia.
 A questo punto il matrimonio è finito, inteso come relazione fra uomo e donna; c’è dell’altro che lo tiene unito: ripeto. soldi figli progetti vita in comune paura di rimanere da soli tante altre cose che non centrano nulla con l’amore. 
magari con l’affetto e la stima, con l’abitudine con la convenienza ma l’amore non centra nulla.quello che vi ha fatto innamorare intendo 
L’affetto non protegge dalle corna il sesso sì
I miei genitori sono stati sessant’anni insieme apparentemente felici: erano altri tempi e soprattutto io non so se mio padre abbia avuto altre donne. sicuramente mia madre non ha avuto altri uomini, ma erano davvero altri tempi e sono stati insieme per affrontare la vecchiaia insieme. un mutuo soccorso ed erano una bella coppia. Per loro,però, il sesso era soprattutto procreare
Alcune coppie osserveranno a questa mia amara constatazione che la coppia evolve in qualcosa di diverso dalla passione dei primi anni e forse in qualcosa di migliore: eccezioni a parte non è vero.
Si chiama abitudine si chiama decidere di stare insieme e soprattutto si tratta di quelle coppie che non trovano nel sesso il motore della coppia stessa. Lei o lui o tutti e due. Ormoni. Testosterone. Bassi. Scomparsi, minimi. Fortunati? Non so. Io preferisco gli tsunami emotivi 
C’è chi sta insieme perché ha una bella casa e ha comprato la barca: non scopano mai né in casa né in barca 
Sono coppie che non hanno sufficienti stimoli sessuali o sufficientemente frequenti, che non hanno la passione e l’ardore dei primi tempi che si protraggono negli anni, che non hanno un vero interesse sessuale preminente ma solo come accessorio nei confronti dell’altro. Fratelli, amici, chiamateli come volete, ma non sono amanti. Io voglio che mia moglie sia la mia amante, e io il suo amante 
 Ci sono delle coppie che scelgono il partner addirittura in base a una avvenenza come dire limitata proprio per non avere problemi di corna. 
Una sorta di categoria con l’ormone calmierato dove il sesso diventa veramente l’ultima voce della filiera ed è molto più importante costruire una casa assieme arredarla e gestire bene il patrimonio di famiglia o tutto ruota attorno ai figli e si fa sesso ogni tanto quando proprio la prostata scoppia e lei ha veramente bisogno di farlo perché le duole l’ovaio 
Oppure uno dei due, quello più sessualmente attivo, tradisce periodicamente per poi tornare all’ovile. Comodo, appagante, indolore se non ti fai sensi di colpa o non ti beccano rovinandoti anche economicamente. 
Allora preferisco il matrimonio a scadenza per l’altro tipo di matrimonio, chiamiamolo un livello diverso di fratellanza che assolutamente non biasimo ma che non chiamerei matrimonio: ci sono di mezzo i figli ci sono di mezzo dei progetti, c’è il non possiamo essere sempre e solo egoisti pensando alla nostra felicità. Si può stare insieme per il progetto figli, è l’unico che non dipende dalle nostre scelte egoistiche. Correttezza in cambio di felicità? Si può, eccome Se si può. Anche per anni, poi però loro se ne vanno, e rimane la coppia, o quel che ne resta 
Ma il fatto che ci sia un esercito di persone che tradiscono, anche se la parola tradimento non la giustifico e non l’accetto perché accusatorio e mal benpensante, le persone che tradiscono lo fanno anche perché fisicamente hanno bisogno di qualcosa di diverso.
significherà qualcosa significherà forse che un matrimonio scade ogni sette anni ma se lo si vuole prolungare c’è forse bisogno di un aiutino esterno. 
L’unica alternativa condivisa al classico aiutino esterno e inveterato credo sia la coppia aperta, più o meno dichiarata: una coppia dove tutto rimane del buono del matrimonio ormai scaduto tranne il sesso, ma rimane aperta la porta per i due coniugi di fare conoscenze sessuali e fisiche, cioè di provare emozioni che la coppia ha messo da parte per tutta una serie di motivi materiali economici e contingenti in modo da sublimare il bisogno fisico che non è più comune con il partner, cercandolo all’esterno senza che nella coppia ci siano variazioni di rilievo visto che vige la pace dei sensi. Ci vuole stomaco per farlo, però. Pochi ci riescono senza chiudere tutti e due gli occhi. Esiste poi il rischio di innamorarsi di altri. Ma è un rischio o un nuovo inizio fisiologico? 
Per alcuni di voi questa è infatti una scusa per farsi tutti quelli che possiamo farci, maschi e femmine all’esterno della coppia rimanendo nel matrimonio: dipende dei punti di vista. E da quello che devi e vuoi preservare lasciando vivi gli istinti naturali 
Certo una bella separazione e un divorzio sono molto più franchi e corretti da molti punti di vista, ma bisogna anche permetterseli.
Bisogna che i figli siano grandi abbastanza o che capiscano e che non soffrano, cosa che non succede quasi mai: mi fanno ridere quelli che dicono che i figli “preferiscono una bella separazione alla conflittualità” certo se volano i coltelli… E se non volano e loro stanno bene così? I figli non sanno se i genitori vanno a letto insieme. 
Per separarsi oggi occorre che ci 

siano abbastanza soldi per gestire due case diverse un mantenimento e tutto quanto. in tempi di Renzi direi che è quasi impossibile a meno che non siate miliardari. 
Quindi molte coppie scelgono di fare i separati in casa finché i figli non raggiungono l’età della ragione e il budget non consente un regime di convivenza diverso. 
Ma il matrimonio, quello dei sette anni di felicità, è finito
Guardiamoci negli occhi, questa è la realtà: al settimo anno (o scegliete voi che anno di distruzione del matrimonio preferite) questi sono i problemi da affrontare. 
A meno che non siate fra i fortunati che hanno l’ormone che dorme e che quindi non hanno nessun interesse se non quelli della routine della famiglia. Affetto al posto dell’amore. Vecchiaia insieme al posto della solitudine in caccia. 
Ma non esiste matrimonio indissolubile, e la crisi del settimo anno è un fatto, rendiamocene conto. 
Compratevi una calcolatrice e iniziate a fare i conti, se il letto non traballa più 
Oppure abbracciatevi, da bravi amici 
Nb

Ovvio, ci sono delle fortunate eccezioni da contare nelle dieci dita della mano ma… A patto che gli occhi non siano velati da un bello strato di prosciutto e che voi vediate quello che per l’altro non c’è 
Auguri coniugi perfetti !

Vi invidiano in milioni nei matrimoni S.p.A 

Ieri l’amante era rovinafamiglie, oggi è un “mediatore familiare”

da Facebook
da Facebook

Ti fa scopare come non scopavi da millenni. Ascolta tutte le tue menate, lamenti, problemi, consigliandoti. E’ sempre fresca, in tiro, bella, sexy. E’ paziente, ti fa ridere, non rompe i coglioni (non sempre almeno). Ieri era tua moglie, nel pieno della passione, oggi è la tua amante.

Ieri era la “rovinafamiglie”, quella che arrivava come un lampo in un matrimonio presunto felice per disgregarlo, fino a trasformarlo nell’ombra di se stesso. Oppure diventare esso stesso, da amantato a matrimonio due la vendetta.

No, signori e signore. Oggi, certi amanti, i più illuminati, solidi di carattere, autosufficienti, diventano anche una sorta di “mediatori familiari”,diventando un pilastro dei matrimoni vacillanti, non la ruspa che gli dà il colpo di grazia. Sembra assurdo ma è così.

L’amante rovinafamiglie di vecchio stampo si sarebbe incuneata/o come una spranga nei raggi della bicicletta malferma. L’amante “mediatore” no, la bicicletta te la ripara. Gratis. O quasi.

In cambio di farti scopare da deus, divertirti, farti tornare a casa in fondo sfogato e più sereno pretende poco. Che la scopi bene e con una certa frequenza. Che ci sia trasparenza. Che non ti innamori (scappa altrimenti). Che non ci siano altre amanti (ma a volte accetta anche questo, se tu accetti i suoi amanti). Che ci sia scambio di divertimento e serenità, senza impegno se non quello dell’amicizia with benefits.

Lei, come mediaiutante, ti assicura nel contratto diverse cose. Intanto non sei incazzato/a (tutto ciò che scrivo vale per gli uomini e per le donne) perché hai voglia di trombare da un mese e il partner dorme, è stanco o scopa come un sacco di patate (e una volta scopava bene: ho già scritto qui ne “Il sesso, non la vacca, è la tomba dell’amore” il valore della trombata sana e frequente nel matrimonio).

Qualcuno ti ha ascoltato con attenzione quando racconti i tuoi problemi e non con un orecchio distratto mentre cucina o mentre guarda l’iPad. Tra l’altro, se l’amante è donna, avrai il coraggio di confessargli cose che non confesseresti mai neanche al tuo miglior amico. L’amante mediatore fa anche un po’ da mamma in questo senso.

Ti curi di più. Ti lavi di più. Ti vesti meglio. E scopi di più anche il tuo partner, perché sei più adrenalinico e hai più voglia (l’esercizio sviluppa l’organo diceva mio padre Alberto Nicolò Pellizzari).

Attenzione: l’amante “mediatore familiare” funziona solo se…
1. tu non ti innamori e lei lui non si innamorano, altrimenti diventa un’altra cosa
2. il tuo matrimonio zoppica, è vetusto ma nonostante tutto regge e tu ami ancora il tuo partner. L’amante aggiunge solo quello che manca, di solito il sesso, e ripara una malattia che stava diventando cronica, l’incomprensione e il silenzio.
3. dura poco o tanto dal punto di vista sessuale, ma comunque rimane soprattutto amicizia, vera profonda amicizia. Leggete cosa ne penso su Il valore della #Amicizia fra uomo e donna.

Intendiamoci, questo non è un invito a farsi l’amante per puntellare una coppia in crisi. Ci sono edifici che crolleranno comunque.

E poi l’amante mediatore non si trova al supermercato. E’ raro. Perché è tanto solida da reggere la tua situazione e mantenere la sua indipendenza. Non la trovi, ti sceglie lei.

E, come dicono molte mie amiche che hanno avuto questo ruolo, andrebbe pagata. E non sempre lo è: gli uomini rimangono mediamente peggio delle donne, tendono a non pagare tutti i conti…

Sincerely Yours e Buon Natale

ps: sono credente, credo nel Matrimonio (non è il matrimonio che non funziona, sono le persone) ma non sono cieco. Vi auguro di non avere mai bisogno dell’amante mediatore, a meno che non siate infelici quel che basta

Scegliere i figli o l’amante?

Il mio amore, Rebecca, oggi 6 anni
Il mio amore, Rebecca, oggi 6 anni

Lei o lui vivono in una famiglia felice. Tanto felice che hanno fatto uno, due, tre figli. Poi, lui o lei, un giorno hanno incontrato l’altro o l’altra. Complice l’intesa, il sesso un po’ addormentato a casa, la lungodegenza familiare, sono finiti a letto. Dopo un periodo ludico si sono innamorati. Ed è iniziata la tragedia: scelgo lei, lui o i miei figli?

Questo è il quesito che molti uomini e donne lettori del mio blog mi pongono, speranzosi che qualcuno gli dica: si lo puoi fare, i tuoi figli ce la faranno lo stesso, tu puoi amare il tuo amato o la tua amata liberamente, finalmente alla luce del sole. Molla tutto, ai tuoi figli ci penserai meglio dopo, addirittura. Purtroppo non è così.

I figli, almeno fin dopo l’adolescenza, non possono essere lasciati, non possono fare a meno dei genitori come coppia, sotto lo stesso tetto, in tutte le feste comandate, in tutte le loro attività. È inutile che ci nascondiamo dietro a un dito dicendo che per loro è meglio se ci separiamo.

Vedo i figli dei separati: i Più piccoli sono più sono sofferenti, in maniera esplicita o implicita. Per quanto i loro genitori facciano di tutto per fargli vedere che anche se mamme papà non si vogliono più bene e non vivono più insieme è tutto normale, loro ci soffrono.

I figli dei separati e dei divorziati, mi spiace dirlo, sono spesso diversi. Non è normale per bambini e ragazzini vedere il loro punto di riferimento, la famiglia, disgregarsi, E non ci sono palliativi tipo feste insieme vacanze insieme che tengano.

In un solo caso credo sia meglio per i figli che la coppia si separi ufficialmente e concretamente: se i litigi e le incomprensioni fra moglie e marito arrivano a un punto di non ritorno e tolleranza per i figli il che vuol dire litigi, smentirsi l’uno contro l’altro, assumere ruoli buono lui cattivo davanti a loro. Allora si, in questo caso è meglio che la coppia si separi, anche per i figli. L’inferno in casa giustifica la separazione, sempre.

Ma prima di arrivare a questo punto chiediamoci quanto pesano il nostro egoismo e i nostri desideri nella scelta che vogliamo fare e quanto pesano i loro bisogni reali. Solo essendo estremamente sinceri, da veri genitori, potremo dire: sì, loro staranno molto meglio se noi viviamo in case separate. Facciamoci un esame di coscienza vero, pensando a loro, non a noi.

Quando rispondo così a chi mi chiede cosa fare, che cosa devi fare con i figli e sottolinea che lei è la donna della sua vita e lui l’uomo della sua vita e che non potranno stare amanti ancora a lungo, leggo la vera disperazione in quelle righe. Ma mettendomi nei loro panni e pensando alla mia famiglia e ai miei figli non posso che dare la più terribile delle risposte: fino a che non hanno superato più o meno l’adolescenza devi stare con loro, con la loro madre e il loro padre, a costo di indossare una maschera ancora per anni.

Quindi, in presenza di figli, se ci innamoriamo di qualcun altro, l’unica soluzione meno dolorosa è la separazione in casa. Non è una cosa impossibile: due adulti che amano i propri figli possono mettersi d’accordo E continuare a vivere la loro vita in famiglia, ricavandosi spazi personali di comune accordo, Che è meglio che avere l’amante di nascosto.

Il problema nella coppia è di uno solo? Il risultato non cambia. Già non parlate più, non scopate più, andate d’accordo solo sulla gestione economica e genitoriale della famiglia. Continuate così, non c’è scelta. Se non potete dire per vari motivi ho un’altra abbiate almeno la correttezza di dire: siamo in crisi, io non ti amo più, però stiamo insieme per i figli.

Molti diranno: ma i miei figli stanno benissimo da quando siamo separati, è stato un bene per loro. Può darsi che siate L’eccezione che conferma la regola, ma fatevi un esame di coscienza: davvero i vostri figli non hanno sofferto e sono felici di avere mamma e papà divisi?

Davvero sono così contenti che voi e mamma andiate a letto con un altro che magari avete anche presentato? Tutto ciò è molto evoluto e moderno ma chiedetevi una cosa: quanto è normale tutto ciò per i vostri figli rispetto a una famiglia unita, anche se lo fosse solo formalmente? Ci si abitua a tutto, vero: ma a che prezzo?

I figli non chiedono di venire al mondo, È una nostra scelta. Quello sì, non il matrimonio O qualsiasi contratto o convenzione inventata dall’uomo, è vincolante. L’amore per loro è vincolante. Quindi se dovete lasciarli fatelo solo se è davvero un atto d’amore nei loro confronti, il meglio, l’inevitabile.

Io sono l’ultima persona a poter giudicare e colpevolizzare chi si innamora di un’altra quando impegnato su un altro fronte. Questo può succedere, succede alla metà delle coppie che conosco, succederà sempre, e ho il sospetto che chi dice che la fedeltà non è nella natura umana e soprattutto nelle coppie di lungo corso abbia ragione.

Ma i figli sono il bene assoluto. Amiamo pure l’altro o l’altra, ma non a discapito dei nostri cuccioli.

Il prezzo da pagare è aspettare. Un prezzo pesantissimo, ma dovuto. A loro. Almeno finché non sono in grado di capire e di soffrire meno, il meno possibile.

Sincerely yours