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Amanti: dopo le feste non escludo il ritorno

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Non escludo il ritorno. L’epitaffio del maestro Califano rende bene l’idea di che cosa vi aspetta, care amanti e amiche, dopo la Befana: il suo ritorno. Succede nell’80% dei casi.

Sparito (o quasi, qualche messaggio non si nega a nessuna e costa pochi secondi) dal 24 dicembre all’apertura delle calze dei figli, il nostro amante uomo aveva praticamente dichiarato forfait.

In vista delle feste in famiglia, i nostri uomini occupati si sono trasformati da separati in casa e mariti in crisi in buoni padri di famiglia e neocompagni rinvigoriti.

C’è chi vi ha dato (o, più spesso, ha fatto in modo di farvelo dare a voi) il benservito, dichiarando impossibile andare avanti (non posso darti di più e adesso devo stare in famiglia). Chi ha cercato un compromesso per tirarla alla lunga, della serie ne parliamo dopo il 6 gennaio e chi ha tentato di tenervi ancora in attesa con telefonate e messaggini rassicuranti quanto rari e veloci.

Se non è il primo tragico Natale che avete passato da amanti dovreste già essere cotte a puntino e aver realizzato, nonostante l’innamoramento, che lui torna sempre a casa come il cane Lessie.

Certo siete stati felici per un po’, ci mancherebbe: vivete di ricordi perché siete innamorate, mica stupide. Con lui vi siete sentite delle regine, questo è il problema, ma adesso la favola è finita.

Avete scoperto che il principe azzurro è sposato e che non siete voi che a mezzanotte dovete rientrare a casa, ma lui.

Però torna. Tornerà. Tornano quasi tutti, anche quelli che si sono fatti scoprire dalla moglie e che sono spariti nel panico totale e che ora hanno il telefono in ostaggio.

Tutti, passata l’abbuffata delle vacanze in famiglia, finita la full immersion di illusione del rinnovato matrimonio felice, si schianteranno con la realtà: il loro matrimonio non è stato guarito dal Natale. I problemi sono rimasti gli stessi, la moglie a letto è la stessa, e voi non siete la causa della fine ma solo il sintomo principale di qualcosa che ha disfunzionato prima del vostro arrivo.

Il termometro misura la febbre, non la produce.

Ed ecco che archiviata la befana e tornati alla routine, il nostro bravo marito inizia a essere divorato dai morsi della voglia.

Voglia di voi, perché se lui vi ha fatto sognare voi gli avete regalato il sesso migliore della sua vita e anche delle interminabili sedute di psicoterapia che lui se le scorda lontano da voi, miglior amico compreso.

Dunque, preparatevi a un rientro. Timido o deciso, perché per lui più del dolor poté il digiuno.

Che fare? Avete diverse opzioni, con pro e contro. Parto dal presupposto che tutte voi, per quanto deluse e distrutte dai suoi tira e molla, per quanto veterane (alcune di voi sono amanti da più di tre anni, che sono il limite dell’umana sopportazione), siate ancora innamorate. E quindi che fare?

APRIRGLI LA PORTA
Pro: dargli l’ultima chance ve lo farà rivedere, rifarete sesso alla grande e alimenterete l’illusione che sia tornato da voi, almeno fino all’estate. È come prendere un antidolorifico dopo un lungo periodo di dolore. Non cura ma fa star bene.
Contro: se avevate adottato il Codice del silenzio rispondendo alla sua latitanza con una vostra sparizione pressoché totale, riaprirgli la porta azzererà i progressi ottenuti (più indipendenza da lui, meno momenti di dolore, ripresa della vita sociale invece di vivere nella sua ombra) e, quando vi deluderà di nuovo (90% dei casi purtroppo), rimettersi a dieta sarà molto più difficile. Ma capisco che è meglio un uovo oggi, soprattutto se siete al vostro primo Natale da amanti. La speranza è l’ultima a morire e qualche volta bisogna toccare il fondo per risalire. Però qualche ufficiale e gentiluomo esiste: ma fa fatti, non parole. E lo riconosci in poco tempo.

TENETE LA PORTA SOCCHIUSA
Pro: di solito la tattica del wait and see viene applicata dalle amiche che di fatto l’avevano già applicata durante le vacanze natalizie, vivendo in un silenzio parziale fatto di messaggi per quanto rari esistenti, di incursioni sui suoi social alla ricerca di segnali d’amore (lui che posta frasi da poeta che la moglie non può o non vuole vedere e che più o meno giustamente accreditate a voi stesse, al netto delle tranvate sui denti quando vedete le foto da famiglia felice, che fanno malissimo). Aspettare e vedere come si comporta vi riporterà a letto con lui, pronto a spergiurare il suo amore eterno come un disco rotto, illudendovi che questa è la volta buona. Ossigeno puro dopo un Natale asfittico. Alcune di voi avranno il privilegio di vedere invece un uomo deciso a cambiare rotta, se non sono passati troppi Natali in attesa. Ma purtroppo sarete la minoranza, lo dicono le carte delle separazioni, non io.
Contro: la lenta agonia che vi siete imposte decidendo di lasciargli aperti i canali di comunicazione (ne basta anche uno solo) si trasformerà in malattia conclamata traghettandovi nei prossimi mesi in un lento calvario, fatto di promesse disattese, di tante parole e pochi fatti. Arriverà l’estate e lui ripartirà con la famiglia lasciandovi legate al guard rail in tangenziale. E forse per voi sarà finalmente abbastanza.

GLI CHIUDETE LA PORTA IN FACCIA
Pro: lo so, è come tagliarsi un braccio ma quel taglio spesso salva la vita sentimentale e preserva il vostro dna emotivo. È solo questione di tempo: se avete adottato il silenzio il fatto che si ripresenti vi manderà in crisi ma tenere il punto e la serranda abbassata vi darà una forza importante per continuare per voi, soprattutto se anche voi siete occupate (come vi avrà detto anche lui, tu non ti devi separarti per me, ma per te stessa). Una cosa è sicura: se vi ama davvero arriverà da voi e la porta chiusa potrà solo convincerlo a fare presto perché vi ha fatto soffrire e aspettare troppo, e quindi deve darsi una mossa passando dalle parole ai fatti.
Contro: vivrete l’enorme paura di non avergli dato un’ultima chance (anche se è la quinta volta che gliela date) e di averlo perduto per un vostro errore e per non aver avuto abbastanza pazienza. Tutte balle: un uomo che vi ama non vi rinfaccerà mai i “non mi hai saputo aspettare” o “mi hai messo con le spalle al muro” perché di solito voi chiudete la porta perché lui vi ha tirato sceme, perché ha abusato della vostra pazienza fino a farvi ammattire e perché ha tradito le sue molteplici promesse oltre ogni accettabilità umana. Ricordatevelo quando vi processerete all’insegna del “forse sono io che pretendo troppo”. Ma non vi biasimo se per questa paura riaprirete la porta.

Detto questo parliamoci chiaro: so che siete innamorate e che certi discorsi servono a riflettere ma non sono sempre decisivi.

Molte di voi si rendono benissimo conto di cosa sarebbe giusto fare e cosa no. Semplicemente non riescono a farlo. Quando voi mi scrivete “lo so sono stupida ci sono ricascata” io non mi arrabbio e rispondo: non sei stupida, sei innamorata, è diverso. E tu sei disposta a tutto, lui no.

Mi arrabbio molto invece con le donne poco solidali che vi danno delle stupide solo perché non sono mai state nei vostri panni e fanno le moraliste con i sentimenti degli altri, salvo poi scoprire sulla propria pelle che innamorarsi di un uomo sposato succede, non è questione di scarsa autostima o moralità (senza contare l’esercito di falsi separati in casa che si rivela dopo mesi, quando ormai siete cotte).

L’esercito di donne intelligenti e di successo innamorate di uomini che promettono e non mantengono non sono la prova della “stupidità e amoralità”, sono la prova che i sogni e i sentimenti sinceri albergano soprattutto nel cuore delle donne.

Quindi, quando ritornerà, devi essere pronta. Anche a cedere per l’ennesima volta. Non sei debole, sei innamorata e non ancora pronta per archiviarlo, anche se il tuo cervello te lo suggerisce. Verrà il tempo, non biasimarti.

Perché solo nelle donne il cuore domina la mente, ed è un miracolo, non un limite. Sono convinto che è per questo che siete state scelte per essere madri.

Sincerely yours

Ps: un favore. Se vi accorgete che l’amore per lui è diventato una dipendenza, cioè trascende ogni vostro controllo, non aspettate a farvi aiutare da uno psicologo, psicoterapeuta o psichiatra. Fa davvero la differenza. E se volete scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

Natale da amanti: ma anche lui soffre?

Un altro Batsle da amanti
Un altro Natale da amanti

 

Care amanti lettrici, mi avete chiesto: ma adesso che lui deve stare in famiglia per le feste comandate, anche lui soffre come voi l’impossibilità di vedersi?

 

Se è davvero innamorato certo che soffre, ma succede i primi mesi di amantato.

 

Dopo l’anno e tante promesse rimandate lui sta sostanzialmente bene in famiglia, si gode la serenità di quello che ha, fossero anche solo i figli o la parte che gli piace della routine.

Farà sesso con la moglie, perché ricordatevi che il clima natalizio aiuta anche a letto nonostante la frequenza da matrimonio asfittico. Ricordate anche che 9 uomini si 10 mentono quando dicono che non hanno rapporti con la moglie, e quelli che dicono che “lo devono fare” dimenticano che l’erezione è sempre un sentimento sincero.

Se non è più innamorato di voi o meglio dice di esserlo ma sa già dentro di sé che non lascerà mai la moglie in questo periodo cercherà di tenervi con messaggi e telefonate strappalacrime che gli costano poco e tengono caldo il vostro letto per il post feste, quando avrà voglia di fare del vero sesso  

non voletemene, non sono il grinch ma questa è spesso la cruda realtà del Natale da amanti

diffido soprattutto di quegli uomini che piangono tanto, che si strappano i capelli perché non possono stare con voi, che si struggono d’amore per voi a parole e che poi è il secondo, terzo, quarto Natale che vi fanno passare così.

voi lo passate così perché lui ha la sua famiglia. Anche voi forse ne avete una, ma una donna quando sceglie un uomo può rimanere una brava mamma, addirittura un’amica per il marito ma non sarà più moglie. Questa è la grande differenza fra uomini e donne impegnati con l’amante.

Care amiche, vi auguro che questo sia l’ultimo Natale d’attesa e di lacrime. Spero che il 2019 vi porti o lui finalmente libero o nuove certezze su di voi e cosa volete fare

Buon prossimo (non questo) Natale

Sincerely yours

contatti: anpellizzari@icloud.com

 

 

 

Scrivi e rileggi le sue false promesse

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Scrivi su un diario tutte le promesse che ti ha fatto fino a quando ti ha lasciato o si e’ fatto lasciare.

Quando si rifara’ vivo rileggile.

Ricorda: rileggi, diffida delle vecchie nuove frasi che lui sa che vorresti risentire, guarda ai nudi fatti.

Fatti non parole.

No a un altro Natale 🎄 fatto di delusioni e attese inutili

Sincerely yours

 

Contatti: anpellizzari@icloud.com

Amanti: manuale di sopravvivenza per le feste

Buone feste una sega
Buone feste una sega

Gli amanti odiano il Natale perché i rispettivi devono stare in famiglia e fino all’8 gennaio mediamente non ci si rivede, magari non ci si sente e non si brinda neanche a Capodanno.

Ha da passà a nuttata, diceva il grande Edoardo in Filumena Marturano (o era Napoli milionaria, come mi fa notare una gentile lettrice?) ed è così anche per gli amanti, di qualunque fascia siano (e le vedremo fra poco). Ma esiste un manuale di sopravvivenza per le feste, una serie cioè di regole e accortezze che possano far passare a nuttata ai miei amici amanti e lettori minimizzando l’attesa è il dolore, lo struggimento che porta inevitabilmente con sé la separazione forzata per tanti, troppi giorni e, soprattutto, il fatto che comunque lui passerà questi giorni con l’altra e lei con l’altro?

Ci proviamo e, come al solito, mi dedico alle mie preferite, le amanti donne. Qualcosa però potrà risultare utile anche per voi maschietti.

Manuale di sopravvivenza per amanti innamorati
Sono gli amanti della prima fase, diciamo entro il primo anno di amantanto, quelli che ancora hanno un futuro possibile davanti insieme e godono al massimo dei benefici dell’essere amanti, cioè sesso complicità adrenalina novità e rinnovo di sentimenti sopiti. Molti di loro si dichiarano già innamorati, molti lo sono davvero (soprattutto le donne, l’uomo magari ne è convinto ma vedremo la verità solo al momento delle scelte, leggi qui) e sono alle prese, forse per la prima volta se si sono conosciuti dopo l’estate, a un distacco così lungo e pesante dall’amato. Come sopravvivere al periodo in questione senza soffrire troppo?
1. Avendo un obiettivo di incontro già fissato è chiaro. Aver pianificato con l’amante una data, possibilmente un weekend dopo le feste comandate nel quale recuperare, magari appunto dormendo insieme in un posto di vacanza, il Natale e il capodanno proibiti agli amanti, è come dire a un lavoratore che si è sudato lo stipendio per tutto l’anno che alla data X avrà il tanto aspettato aumento. Dà speranza, dà una metà da raggiungere e alimenta i sogni positivi, non quelli negativi. Avere una data insieme concreta è il Graal degli amanti per sopravvivere.
2. Messaggini. Grazie a Dio i tanti vituperati social funzionano bene anche sotto le feste e quindi sono un’ancora di salvezza per le comunicazioni. A patto che vengano vissuti non come una droga (Oddio non mi risponde da due ore) ma con la consapevolezza che l’altro potrebbe essere vestito da babbo natale nel momento in cui gli avete scritto sono nuda qui che ti penso sopra di me. Se usati al momento giusto e con cadenza umana (tre-quattro al giorno, facciamo cinque dai!) danno ossigeno e fanno guadagnare tempo.
3. Il telefono, la sua voce. Non c’è niente di più appagante che sentirlo, fosse anche per un minuto. Una sua telefonata e un ti amo possono far guadagnare ore di serenità e sopravvivenza a qualsiasi amante. Non è comodo come un messaggio o come un cuoricino ma ha un peso specifico cardiaco enormemente più grande. Certo, non impostate la vostra sopravvivenza sul numero e frequenza di telefonate giornaliere perché è come chiedere a una persona sperduta nel deserto del Sahara di far durare mezzo litro d’acqua da natale a dopo capodanno.
4. Foto. Le foto personali ed esplicite fanno tanto bene soprattutto a lui ma vanno centellinate e mandate in orari e canali sicuri, perché le foto hanno il difetto di apparire sullo schermo all’improvviso.
5. Torture. Se vuoi sopravvivere alle feste natalizie, per quanto tu sia sicura del suo amore, ti consiglio di non andare a curiosare sul profilo della moglie. Ci troverai sicuramente foto di famiglia che, per quanto ovvie in questo periodo, ti faranno comunque male. Può anche capitare che la moglie tagghi lui e quindi puoi ritrovarti le stesse foto anche sul suo profilo, tienine conto. L’importante, per sopravvivere, è che tu non ti trasformi in questo periodo in una sorta di investigatrice fra lui i suoi amici e la famiglia correlata per vedere cosa succede. Cosa vuoi che succeda? Festeggiano in famiglia il Natale, ovvio. Vederlo ti farà solo male, evita e aspetta che passi a nuttata. Anzi non guardare neanche il suo di profilo.

Manuale di sopravvivenza per amanti in prova
Gli amanti in prova sono quelli che hanno già superato la fase ludica dell’amantato e quindi sono di solito quelli che hanno superato l’anno di frequentazione e probabilmente non sono alla prima esperienza di divisione obbligatoria a Natale. Sono anche quelli che si sono lasciati più di una volta di fronte alle oggettive difficoltà di mandare all’aria il precedente matrimonio per i soliti motivi che sono i figli e i sensi di colpa, condivisi se tutti e due hanno una famiglia o solo di lui, anche perché le donne mediamente sono più decisioniste e coraggiose. Per loro la sopravvivenza è più dura degli amanti alle prime armi e innamorati perché la speranza in un futuro insieme ha già subito duri attacchi, marce indietro e rinnovi tipo bollo dell’auto. Di solito lui, prima di partire con la famiglia, ha detto la fatidica frase: “dopo queste vacanze prendo una decisione definitiva”. O, in qualche modo, più o meno chiaro, vi ha fatto capire che questa sarà l’ultima vacanza senza di voi.
Su questi elementi si basa il vostro manuale di sopravvivenza.
1. Valutate il peso della sua promessa. Più è stringente più vi darà forza. È diverso uno che dice “questa è l’ultima volta senza di te” da “dopo questa volta ne parliamo seriamente” (prima non era una cosa seria?) o fa delle proiezioni sulle vacanze estive, ben lontane e che puzzano di “prendo tempo”. Fra l’altro, ha già programmato il vostro incontro dopo le feste comandate? Se sì e avete dei dati precisi come gli amanti innamorati, fategli capire scrivendogli che sarà lì che parlerete della decisione finale, che per voi (e dovrebbe essere così anche per lui) sarà il modo di coniugare il suo ritorno trionfale e le vacanze da soli, per quanto brevi, con un impegno serio per il futuro. Sopravviverete meglio con questo impegno aggiuntivo da parte sua, che rafforza quello generale. Ovviamente, più glisserà sulla cosa, o se addirittura reagirà con stizza (tipo “ti ho già detto che prenderò una decisione cosa vuoi di più!”) più la vostra sopravvivenza sarà minata da un pensiero infausto ma forse suffragato da indizi pesanti, e cioè: anche questo giro mi sa che mi frega o rimanda. Però… nel film il Ponte delle spie un grande Tom Hanks chiede alla spia russa Abel (un ancora più grande Mark Ryalance, Oscar per questo film) se non ha paura della pena di morte prevista nel suo caso e lui risponde laconico: SERVIREBBE? È quello che dico a te: servirebbe tormentarsi troppo sul dopo feste? No. E allora rimanda le grandi domande al dopo.
2. Stesso discorso visto prima per social e messaggi. Inutile immaginarsi una frequenza normale (sarà sotto la normalità) e struggersi per il tempo che passa. A voi consiglio solo una cosa: se siete single non vivete in casa attaccate ai momenti in cui potrebbe chiamare o scrivere, il cellulare si chiama mobile perché potete portarvelo appresso. Uscite, agganciate amici e “trascinatevi” alle feste. Più siete distratte più passerà il tempo. No a film romantici e strappalacrime o storie d’amore: nel vostro caso no. Fanno sognare, ma fanno venire il magone.
3. Se anche voi siete sposate non fatevi prendere dal nervoso. La mancanza del vostro vero amore e la precarietà della vostra storia, con tutti i dubbi che si porta il passato è la spada di damocle del suo “dopo le vacanze prendo una decisione” potrebbe rendervi particolarmente nervose. E cosa fa un’amante quando è particolarmente nervosa? Attacca briga col coniuge, che vede come unico vero impedimento alla sua felicità. Così però passerete le feste a litigare inutilmente e per più o meno futili motivi (per i grandi capitoli del fallimento del vostro matrimonio immagino abbiate già fatto dibattiti ormai diventati sterili) che non vi porteranno ad altro risultato se non a sopravvivere malissimo, nel peggiore dei modi, alle feste (di peggiore c’è solo l’outing, cioè riferire al coniuge della presenza dell’amante in un momento di delirio e senza il consenso dell’altro amante mettendo nei guai non una famiglia ma due). Quindi calma e gesso a Natale siamo tutti buoni anche se con le corna o meno.

Manuale di sopravvivenza per amanti in crisi
Dicesi amanti in crisi quelli che hanno ormai all’attivo diversi anni di amantato è ormai sanno tutto sul calvario delle feste, oppure quelli in cui lui o lei hanno già detto che il “rispettivo” non lo lasciano, oppure quelli che si sono già lasciati di solito per presa di coscienza di solito della donna che ha capito che l’altro promette promette ma poi ha scelto la moglie. Qui apparentemente il manuale di sopravvivenza non serve ma in realtà sì per alcuni motivi fondamentali. Il primo: le feste in famiglia sono le peggiori nelle famiglie in crisi perché i coniugi, che già navigavano in cattive acque, ora stanno insieme 24 ore su 24 ed è più facile scannarsi. Inoltre, lui, anche se ha detto che non la lascia, anche se lo hai dovuto lasciare perché non si decideva e ha fatto 47 retromarce nonostante le promesse, sentirà fortemente la vostra mancanza. Solo una cosa è più forte della mancanza: il suo egoismo e senso del possesso, quindi pur non avendo cambiato idea sul vostro destino, proverà a contattarvi. Il secondo: se state applicando come ho già suggerito in questi casi la regola del silenzio (leggi qui) il manuale di sopravvivenza vi servirà a lenire la nostalgia dei bei tempi (spesso brutti per colpa del lui) passati.
1. Messaggi e faccine: sarà il primo tentativo che lui farà per vedere se rispondete. Non rispondete, anche se volete.
2. Chat: non si accetta neanche per gli auguri di fine anno e. Buon anno. Buon anno un cazzo, sei con la moglie e sono tre anni che non la lasci.
3. Telefonate: pericolosissime ovvio. La sua voce suadente è come un bicchiere di grappa per un alcolizzato. Basta un goccio e rivedrete i pipistrelli che escono dall’armadio. Se vi volete bene no no no!
4. Chi non tromba a Capodanno non tromba tutto l’anno. La metà degli uomini che dicono che non fanno più sesso con la moglie continuano a farlo, anche se sporadicamente, nonostante le assicurazioni che vi danno. Sporadicamente significa che ci sono delle occasioni come il compleanno di lei, il loro anniversario, San Valentino, natale e Capodanno in cui lui tromba per quieto vivere certo, ma non sarà il solito mal di schiena a salvarlo. Devi esserne conscia non per piangere sul routinario amplesso coniugale, ma per trombare tu se puoi. Che vuol dire che dovresti come minimo, a capodanno, essere a una festa con musica e almeno un’amica del cuore, possibilmente lontano il più possibile dai luoghi che ti ricordano i vostri incontri. In questo contesto, ci saranno spero diversi possibili chiodi (leggi chiodo scaccia chiodo). I chiodi sono uomini adulti single piacenti che ti corteggiano. Non devono farti schifo perché tu sei ancora innamorata di pinocchietto tuo, capisco che tu non ti senta pronta a fare una gang bang con loro ma non esageriamo! Se uno è carino, gentile, educato e non ti fa schifo, non è detto che devi andarci a letto ma almeno distraiti facendoti corteggiare. E se per caso l’ormone miracolosamente ti si risveglia approfittane senza sensi di colpa: il tuo amante, d’altronde, li riserva tutti per la moglie.
5. Controllo dei social: qui il suggerimento è contrario a quello degli altri due tipi di amanti. Dacci un’occhiata al suo profilo e a quelli annessi. Non troppo, quanto basta. Scoprirai davvero se, come ti dice, sta soffrendo le pene d’inferno o in realtà vive in un nuovo mulino candido. Certo, sui social spesso si finge, ma un uomo che è separato in casa non ha 10 foto raggiante con la moglie, ne ha due con sorrisino di prammatica. Non ha foto di giubilo, ha foto normali. Lo so, farà male, ma in questo caso la medicina è amara ma farà guarire. È solo questione di tempo e neanche troppo, credimi.
E la tua sopravvivenza si basa sulla consapevolezza che lui, il tuo amante, per quanto abbia detto e fatto o ha mentito più o meno consapevolmente da quando ti ha promesso di vivere una nuova vita con te (e noi maschi abbiamo dentro di noi la risposta vera) o non ha avuto i coglioni per farlo. Uno più biasimabile uno meno forse, ma non te ne deve fregare un cazzo a questo punto: avanti un altro, scelto meglio questa volta però. Per esempio, libero di stato?

Buon Natale care amanti, donne fra le mie preferite perché capaci di provare sentimenti da adolescenti anche dopo i fatidici 40.

Agli amanti felici innamorati auguro di coronare il loro sogno nel giro di un anno e di godersi questi momenti bellissimi, impareggiabili. E ricordate: sognare è possibile e non pochi nuovi matrimoni nascono da coppie come voi.

Agli amanti in prova auguro di non fare più prove. O lui passa questa o chiudete ora. Più aspettate più chiudere sarà doloroso.

Agli amanti in crisi auguro a lui, che sa nel profondo di aver scelto la moglie, di avere la dignità e il coraggio di non disturbare e turbare più l’ex amante smettendo di nascondere libidine e possessività dietro al solito ti amo ma non posso.
E a te, cara amica che hai creduto in un sogno, ti auguro di capire che non era il sogno a essere sbagliato, ma lui. Si sbaglia, però, per imparare. Le delusioni, per quanto lunghe e profonde, per fortuna non ti impediranno di innamorarti di nuovo, ma della persona giusta. A meno che tu non preferisca la clausura. Ma sappi che Babbo Natale ama la tua preziosa femminilità viva, non appesa un chiodo.

Auguri a tutti coloro che amano, hanno amato e ameranno

Sincerely yours

Racconto di Natale (secondo mio figlio)

Il Villaggio di Natale Flover
Il Villaggio di Natale Flover

Papà ti ho devo parlare. Oddio, NIcolò ha 13 anni, e se interpella suo padre in separata sede penso subito che si tratti di sesso.

Andiamo in camera mia e lo ascolto: papà domani noi andiamo come ogni anno al Villaggio di Natale Flover (www.ilvillaggiodinatale.it). Ormai è una tradizione di famiglia visitare e fare compere a Bussolengo, in questi 8000 metri quadri di chicche per appassionati di Natale quali noi siamo (casa nostra è soprannominata il Vittoriale di Natale: si va dai panni appesi di Babbo ad asciugare al calendario dell’avvento con carillon) che ha la nostra preferenza (li abbiamo girati tutti).

Dice Nicolò: domani andiamo da Flover e io sono felice, ma ti devo dire una cosa su Babbo Natale… So ormai da tempo che sei tu e la mamma. Io un po’ sgomento cerco di difendere la posizione biascicando qualcosa ma lui mi ferma: papà, è inutile, lo so.

Mi arrendo e lui, angelico, mi dice: grazie per tutti i regali che mi hai fatto. Ha capito che quando gli dicevo “chiedi pure, tanto mica pago io, ci pensa Babbo Natale” gli provavo l’esistenza delle bugie bianche, quelle buone.

Parte tutta una serie di domande classiche: dove li nascondete? In terrazzo, in cantina, persino nel bagagliaio dell’auto. E poi parto con i racconti delle notti in piedi a fare pacchi con la mamma, del “hai notato che Babbo Natale mangia le stesse cose che piacciono a papà quando gli preparate il pasto?”, o di quando l’avevo scoperto io, ed ero andato a caccia dei regali in casa, scoprendo la pista per le macchinine e montandola tutta per poi smontarla e nasconderla di nuovo nel giro di due ore…

Anch’io, confessa Nicolò, ho cercato l’incrociatore di Guerre Stellari, ma non l’ho trovato.

Lo guardo negli occhi e gli dico: Nicolò, come fratello maggiore hai una grande responsabilità ora. Tuo fratello, ma soprattutto tua sorella, ha sei anni. Non roviniamogli la Magia del Natale.

No papà, io non rovinerò mai l’atmosfera del Natale. Bravo Nicolò, sei pronto per tornare al Villaggio di Natale.

Così anche NIcolò, come il sottoscritto, continuerà a sentire la campanella delle renne di Babbo, anche se sa la verità, come in Polar Express. Il Natale è nei nostri cuori, e sempre lo sarà.

Buon Natale a chi ci vuole bene.