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Ieri mi amava oggi è dalla moglie: ma come ha fatto a “riprendersi” così in fretta?

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Mi chiedete: ieri mi amava, faceva progetti sul nostro futuro insieme, mi sparava a zero sulla vita grama con sua moglie, mi riempiva di baci complimenti e dichiarazioni d’amore e adesso che mi ha detto “ti amo tantissimo ma purtroppo non posso lasciarla non è il momento” non solo è sparito, ma si è “ripreso” con la moglie come se noi non fossimo mai esistiti.

Ma come fanno questi amanti focosi nati da matrimoni dichiarati ormai morti a riprendersi così in fretta, ad alzarsi dalla tomba coniugale come un Lazzaro che invece di essere miracolato da Gesù viene portato di nuovo alla vita matrimoniale con un cenno della moglie, un sospetto da lei dichiarato, il rischio di essere scoperti o la scoperta dell’altra?

Care amiche, ho già raccontato qui l’effetto che fa a un uomo tutte parole e pochi fatti l’essere scoperto dalla moglie: sparisce e spesso non dà notizie di sé per giorni, settimane, a volte per mai più. E’ la vigliacchitudine di perdere il pacchetto moglie-figli-soldi ma anche quella che l’uomo dalla coda di paglia vede come il fulmine a ciel sereno che colpisce l’amante ormai scomoda, incenerendola e liberandolo da un giogo, per quanto lussurioso, ormai diventato pesante.

Ma torniamo al come fa a riprendersi così in fretta con quella che ieri era descritta come una donna nel migliore dei casi sorella e amica e nei peggiori una noiosa e petulante asessuata, una con cui non si fa sesso da quando lei aveva zero anni…

La ripresa dura 4 fasi e tre mesi in genere: eccole nei pensieri e nelle parole di tre maschi tipo

IL GIORNO DOPO L’ADDIO ALL’AMANTE: LA LIBERAZIONE
Caxxo sono riuscito a lasciarla o a farmi lasciare. A furia di farla soffrire, di appuntamenti mancati le ho propinato la storia dei sospetti di mia moglie e ho avuto l’alibi per staccare. Sotto Natale non avevo scelta, ti immagini le scenate per le feste e le foto (le foto su Facebook!) delle feste comandate? Mica può reggere la storia della famiglia sfasciata sotto l’albero con la borsa griffata per lei… Sono libero. Certo, la mia amante era bella, una bomba del sesso, l’ho anche ammorbata con i miei racconti sul lavoro e sulle fatture non pagate ma… Era diventata pesante. Voleva essere amata. Voleva essere chiamata. Voleva stare con me sempre più spesso. Ora mi sento libero dal giogo, sono così allegro e sereno! Niente più balle, sensi di colpa, guardo i bambini come non facevo da tempo. Ma sì, in fondo tante parole e tanti sogni, anche belli, ma erano scopate. tante, galattiche, ma scopate. Anzi, quasi mi viene voglia di fare l’amore con mia moglie tanto mi sento sollevato, non importa se è un mese che non lo facciamo (mentivo quando dicevo che non lo facevamo mai), non importa se è il solito uno due tre, mi ci devo riabituare. Basta con le amanti, danno ma tolgono molto di più in termini di serenità.

30 GIORNI DOPO L’ADDIO ALL’AMANTE
Cavoli mi manca. Mi manca lei. Non tanto ma inizio a provare qualche morso di fame. La trattoria di casa non mi fa mancare nulla, sono ancora abbastanza sereno, sì il minestrone è sempre quello, stesse verdure, mai un cambiamento, ma è caldo e comodo. Certo lei era un ristorante pluristellato, inizio a sognarmi i nostri giri dell’orologio nel letto, ore e ore a parlare, ridere e fare sesso senza remore o “questo no”. Però ho fatto bene a tagliare, la cosa aveva un prezzo esagerato. Qui invece calma piatta, il prezzo è la noia. Sentirò gli amici del tennis, un po’ di sport mi toglierà il suo corpo nudo e voluttuoso dalla testa.

60 GIORNI DOPO L’ADDIO ALL’AMANTE
Chissà che caxxo sta facendo quella. Su Facebook mi ha bloccato ma ho un amico infiltrato in comune che mi dice che esce. Si diverte. I primi due mesi era praticamente assente dalla bacheca, a parte qualche frase triste sull’amore o arrabbiata contro gli uomini che promettono e non mantengono. Ora ci sono foto anche provocanti, divertite. Ha qualcuno? Sicuramente viene corteggiata, bella com’è. Provo gelosia lo ammetto. Ma conto sul fatto che sia innamorata ancora di me, e che andare a letto con un altro le faccia schifo. Si prenda pure gli aperitivi e le cene, di uomini come me non ne trova. E se ne trova chissenefrega, io ho ritrovato la mia famiglia. Ritrovato… mia moglie ha gli stessi difetti di prima. Sembra non essersi accorta di nulla, neanche del mio primo mese di fervore rinnovato nei suoi confronti. Lei ha un orizzonte a breve raggio. Io avevo scorto lei, bellissima, in mezzo all’oceano. Per fortuna fra dieci giorni è il suo compleanno, così ho la scusa di mandarle un messaggio. Se ci sta ancora risponderà in modo non formale, se non ci sta o non risponde che si fotta!
Mi spiacerebbe però, non dico riallacciare, ma un altro giro di valzer perché no, in nome della vecchia amicizia e dei ricordi. Ah, se solo avesse accettato di fare l’amante e basta, senza pretendere altro che la mia compagnia. Quando potevo…

90 GIORNI DOPO L’ADDIO ALL’AMANTE
Devo sapere se è vero che esce con quello stronzo single. Voci attendibili mi dicono che forse ci ha passato anche un weekend, ma sono all’inizio della storia. Posso ancora incunearmi come un perno fra loro e farla tornare da me. Ho i morsi della fame sessuale che mi attanagliano. Provo addirittura della nostalgia, non lo avrei mai creduto. Ma la gelosia è quella che mi dà più fastidio, e la voglia del suo corpo, fortissima. Devo convincerla a rivederci una sera, devo riportare a letto almeno una volta. Se ci riesco, ho qualche mese assicurato di sesso spinto. Le prometterò di tutto e di più, sono disposto a qualsiasi balla. Tanto il Natale è passato e ora posso anche concedermi qualche serata libero in più. Da oggi inizio a messaggiarla tipo: mi manchi tanto, ho sbagliato tutto, voglio tornare indietro, ho fatto l’errore più grande della mia vita, amo solo te, sono andato dall’avvocato, dammi un’ultima opportunità. Sono carico, sento che riuscirò a espugnare la fortezza. La conosco, ci ho dormito tante volte. E’ passato troppo poco tempo perché lei sia totalmente disinnamorata. Le donne mica si riprendono in fretta come noi. Loro ragionano con il cuore, non con la pancia, chiamiamola così…

Come vedete, l’uomo di un certo tipo, il più egoista e legato al “cosa mi conviene”, si riprende in fretta dalla liquidazione dell’amante, ma anche dall’ennesima liquidazione della moglie.

Spesso le uniche due vittime di questo tragico e diffuso gioco a tre. Una inconsapevole o troppo debole per scoperchiare la pentola, l’altra che forse ha accettato all’inizio con troppa leggerezza di fare l’amante, magari digerendosi qualche balla in più sul matrimonio fallito che proprio fallito non è. E poi si è innamorata di una maschera dell’innamorato.

Gli uomini si riprendono in fretta.

Sincerely yours

I matrimoni non finiscono per colpa degli amanti

sempre colpa degli amanti
sempre colpa degli amanti

L’amante raramente causa la fine di un matrimonio, è solo la fisiologica conseguenza e risposta a un matrimonio claudicante e decotto, spesso da anni, a volte da decenni.

E quando un matrimonio va in crisi, salvo i rari casi di colpo di fulmine (frequenti come i vasi che cadono in testa all’unico passante sotto quel balcone una domenica deserta di ferragosto in città), la colpa non è sicuramente dell’amante.

La colpa è del marito, che dopo il periodo di innamoramento (dura massimo 36 mesi dicono gli scienziati) e fatti fare alla moglie uno due figli rivela spesso una natura arida, legata al soldo. Un uomo dedito totalmente al lavoro e ai propri interessi, con una capacità empatica e di comprensione pari a quella di un sasso, spesso succube della famiglia d’origine che lo comanda come un burattino, mammone che trasforma la moglie in badante cuoca cameriera, amante focoso che diventa eiaculatore precoce in pantofole e barba lunga che scopa solo quando non c’è il calcio in tv (c’è sempre).

La colpa è della moglie, che archivia il completino sexy e indossa la liseuse e il pigiama antistupro, da moglie si trasforma in mamma e tu diventi il terzo figlio, che dorme sugli allori della routine pensando che l’indissolubilità del matrimonio e la fedeltà siano clausole contrattuali, non giardini da seminare curare e innaffiare ogni giorno. Mogli che loro, per prime, abdicano al loro ruolo femminile e trasformano i pochi ma sani e necessari weekend di coppia a full immersion in interminabili feste e impegni dei figli, eventi dei quali non si può perdere neanche un minuto.

Anche il più innamorato dei coniugi prima o poi capisce che essere gentili, premurosi, spiegare cosa non va fino a litigare, provare sempre a recuperare per primo, fare sempre per primo approcci a letto che falliscono il più delle volte, tentare innumerevoli volte di spiegarsi, trascinare l’altro in terapie di coppia che il partner non capisce perché crede di avere sempre ragione… dopo mesi, anni di tentativi di conciliazione e letti gelati anche il più paziente dei coniugi si rompe e inizia ad archiviare la pratica.

Questi matrimoni sono tutti matrimoni di facciata. Sono case spesso sfoggiate su Facebook come castelli delle favole Ma dentro sono come la casa degli Usher di Poe, crollata, in rovina da anni. Dei ruderi dentro intonacati fuori per il pubblico.

E voi, care mogli disperate per “quella Zoccola rovinafamiglie” e voi, cari mariti incazzati a morte con “quel bastardo che ha rovinato tutto” volete venirmi a raccontare che è l’amante ad aver fatto saltare il vostro bellissimo sogno?

Ma mi faccia il piacere! Vi direbbe il grande Totò. Voi non avete il coraggio o la buona fede o l’umiltà o il senso di autocritica per capire che il fallimento del vostro matrimonio siete voi. Innanzitutto voi. Anche voi.

Magari non voi al 100% ma il fallimento di un matrimonio è sempre prodotto da un concorso di colpa. Ieri non ha rispettato il semaforo lei, oggi hai tamponato tu perché non rispetti certe distanze di sicurezza. E se il codice della strada che regola la serena viabilità di una coppia viene violato troppo spesso e per anni non si circola più.

E se un matrimonio non funziona più prima o poi le corna sono assicurate. Qualcuno si separa prima di compiere quello che in Italia chiamiamo tradimento. E che tradimento non è: non si tradisce un matrimonio finito da anni. Non si tradisce il niente.

Le corna assicurate… la scoperta dell’acqua calda. Che cosa deve fare un uomo la cui moglie lo fa scopare male forse una volta al mese? Prova a guardarsi in giro, mica può regredire all’ adolescenza e al fai da te sotto la doccia!

E lei? Prima o poi cederà alle lusinghe di qualche uomo sicuramente piacente, sicuramente simpatico, ma che sostanzialmente la farà risentire al centro dell’attenzione, la farà risentire donna. La farà risentire giovane e bella.

Non che le donne non sentano il bisogno di fare sesso, anzi. Molti mariti passivi scoprono (non senza essere stati “avvertiti” prima) che la donna che pensavano fosse la colf ufficiale di casa si è trasformata in una bomba del sesso con un altro che non dorme e si rade e si lava tutti i giorni.

Le donne però cedono a un corteggiatore inizialmente più perché le fa sentire donne, ne sottolinea la bellezza e la preservata capacità di sedurre, e poi si parla di sesso.

Qualcuno dirà: non c’è bisogno di andare a letto con un altro per chiudere il matrimonio, basta separarsi.

Basta separarsi. Giusto. In teoria. In pratica lo si fa nella maggioranza dei casi quando non ci sono alternative. Questione di soldi? Certo, mica viviamo nel periodo del bengodi, mica siamo tutti ricchi. Due case invece di una, uno stipendio invece di due, spese in più, avvocati, assegni di mantenimento… e chi li ha questi soldi? E i figli? Nessun figlio è contento di vedere i genitori che non dormono sotto lo stesso tetto, a meno che non volino i coltelli e fin che si può. Fin che si può i bambini vogliono credere a Babbo Natale, anche se il compagno di classe gli dice che non esiste. E gli uomini? Molti hanno paura di una vita da soli, e quindi non si cambia auto finché non ne hai vista una migliore che vuoi e puoi comprare. Cinico ma vero, fatevi l’esame di coscienza perché dentro di voi lo sapete, anche se fate gli struzzi.

Quindi cari mariti e mogli che puntate il dito contro le amanti rendetevi conto che vi state facendo un selfie che ha per sfondo la colpa della fine del matrimonio.

Infatti, scoperto l’amante, cosa fate? I più evoluti e intelligenti ne parlano si confrontano cercano di recuperare e, alla peggio, si concentrano su come continuare nel futuro a fare i bravi genitori e a dirlo ai figli in modo da fargli meno male possibile. Cercano un accordo consensuale anche in nome del bello che c’è stato, dell’affetto che spesso rimane per l’altro e del fatto che lui sarà sempre il loro papà e lei la mamma.

Ma ci sono anche tanti struzzi e “ho sempre ragione io” che non si fanno domande, non analizzano le proprie colpe. Si fa prima a dare la colpa a un esterno, l’influenza per loro è sempre colpa del termometro, non del virus che loro hanno fatto entrare dalla finestra e non curato quando lo potevano fare. E i virus devastano i matrimoni che hanno un sistema immunitario debole e che non si difende perché non ha più gli anticorpi dell’amore e della reciproca comprensione.

Gli struzzi coniugali sono anche quelli che avevano già visto le tracce del “tradimento” e che avevano abbassato lo sguardo per quieto vivere e convenienza. Attenzione: non confondiamoli con quelli che hanno affrontato la cosa è perdonato per ricostruire. Io parlo della moglie che sa che il marito ha o ha avuto un’altra o altre e che fa finta di niente.

E questi, siccome una lei o un lui rappresentano un concreto rischio per il matrimonio (della serie gli altri erano “solo” avventure) puntano il dito ed è tutta colpa della rovina famiglie? Troppo comodo, troppo tardi. La colpa è vostra, non dell’amante.

Non si va con gli uomini sposati! Tuona il solone della morale con il matrimonio degli altri. Ma quelli che descrivo e che poi trovano degli amanti non sono degli sposati, sono nel limbo degli sposati in attesa di passare o al paradiso della nuova felicità o all’inferno della solitudine dovuta a un matrimonio fallito (anche se credo che sia un inferno sempre abbandonabile, Cupido ha frecce infinite nella sua faretra). Le amanti non vanno con gli sposati, vanno con uomini e donne che sono separati in casa da anni, in attesa della persona giusta. A meno che non siano dei traditori seriali o bugiardi che mentono sul loro status, ma quelli non lasciano mai mogli e mariti.

I matrimoni non finiscono per colpa degli amanti e dare la colpa a qualcun altro della fine del tuo non servirà a salvarlo, ma solo a far scendere la tua dignità al livello delle scarpe.

Non c’è niente di più brutto e inutile che sputare nel mare per contenerne la forza: chi non ha voluto nuotare verso riva è destinato ad annegare.

Sincerely yours

Perché sei tornato da tua moglie?

Ti amo ma scelgo lei
Ti amo ma scelgo lei

Lui è tornato da sua moglie. Dopo sei mesi che stava con te. Dopo un anno. O perché è stato scoperto.

Ma come! Sei stata adulata, coccolata, avete sognato insieme, fatto progetti e poi? Che cosa non ha funzionato? Perché ha fatto marcia indietro? Perché ha fatto in modo che TU lo lasciassi? Perché è sparito?

Chiediamolo a tre uomini immaginari in tre interviste immaginarie che hanno lasciato l’amante dopo 6 mesi, un anno e… quando sono stati scoperti.

Mario ha lasciato Anna dopo 6 mesi

Mario come hai conosciuto Anna?
Su Facebook. Abbiamo chattato per un mese poi ha accettato di uscire a cena con me anche se ero sposato.
Lei è single.

Sei sposato? Come l’hai convinta?
Sono sposato ma sono un po’ in crisi con mia moglie. Siamo insieme da 5 anni e non abbiamo figli. Ammetto che con Anna ho calcato la mano dicendo che praticamente siamo separati in casa e non abbiamo rapporti, cosa che non è vera del tutto, ne abbiamo ogni tanto. Credo si sia convinta anche perché non ho figli e le ho detto che non mi sono separato perché non ho ancora trovato la donna giusta.

Tu hai già tradito?
Si diverse volte ma ad Anna ho detto di no, non volevo apparire un seriale e volevo giocarmela con lei di persona.

Perché tradisci tua moglie?
Perché il sesso è diventato scadente ripetitivo e una tantum. Sono affezionato a lei, abbiamo molti interessi economici in comune, va benissimo come compagna. Il sesso di qualità puoi trovartelo fuori, basta stare attenti a non farsi beccare.

Come sono stati i primi 6 mesi con Anna?
I primi tre molto belli. Facevano sesso ovunque, grandi risate e complicità. Poi lei ha cominciato ad attaccarsi troppo. Si vedeva che stavano prevalendo i sentimenti e che non era più solo una storia divertente.

Allora come ti sei comportato?
Mi sono raffreddato. Ho iniziato a vederla meno e a far saltare appuntamenti anche all’ultimo momento. Ho dovuto trattarla anche un po’ male. L’ho fatta piangere. Mi sono rimangiato certe promesse e l’ho accusata di pretendere troppo. Quando al sesto mese una sera mi ha detto che lei l’amante non poteva farla per sempre e mi ha chiesto di darle garanzie e di iniziare a parlarne con mia moglie le ho detto che non ero pronto. Quando mi ha chiesto se l’amavo ho risposto sono confuso. E quando lei mi ha chiesto se non ci saremo rivisti più le ho risposto che era meglio di no.

Ma tu l’amavi?
In certi momenti ho creduto di amarla ma era l’entusiasmo per le magnifiche scopate che ci facevamo, lei è bella ed è una bomba a letto ma dentro di me ho sempre saputo che non avrei mai lasciato la mia vita. Ci sono già passato e so che intorno al sesto mese le donne si innamorano dell’amante e vogliono il salto di qualità. Li devi troncare altrimenti poi è un casino.

Non ti vergogni di averla fatta soffrire?
Sì mi dispiace ma meglio soffrire ora che è poco che stiamo insieme: per lei è meglio. E poi anche a me mancherà la sua capacità di comprendermi e il sesso favoloso con lei, anche per me è un sacrificio. Ma io non lascerò mai mia moglie la mia casa il nostro tenore di vita.

Come ti senti e cosa farai adesso
Mi sento sereno, libero da un pericolo, il pericolo di incasinarmi con Anna che mi piaceva sempre di più. Ora starò con mia moglie per un po’, magari dandole più attenzioni (le mogli percepiscono che sei strano quando hai una storia da un po’ che ti prende) per tranquillizzarla. Poi troverò un’altra, ne ho già una con cui chatto che promette bene.

Sentirai mai più Anna?
Penso di sì. Lascerò che si calmino le acque e magari fra qualche mese proverò a bussare alla sua porta, soprattutto se non ho nessuna di interessante. Con la scusa di sapere come sta, non c’è niente di male, in fondo le ero affezionato. E magari finiamo di nuovo a letto, ma con meno rischi di innamoramento e casini.

Stefano si è fatto lasciare da Loredana dopo un anno

Stefano un anno è tanto tempo, perché non ha funzionato con Loredana?
Siamo sposati tutti e due e abbiamo figli ancora ragazzini. Ci siamo conosciuti perché tutti e due cercavamo qualcosa, avevamo un bisogno fisico ed emotivo, dato che mia moglie ha deciso da anni di dedicarsi ai figli e basta e io sono solo quello che porta i soldi a casa. Lei invece ha un marito con molti più anni che non la soddisfa sessualmente, uno in pantofole per intenderci. Quando abbiamo iniziato è stato bellissimo. A letto sembravamo due liceali, scappavamo con delle scuse a tutte le ore per vederci. Abbiamo anche dormito insieme più volte. Poi lei mi ha chiesto, dopo sei mesi, cosa volevamo fare, se andare avanti o no.

Ed è lì che si è interrotto il rapporto?
No, nessuno dei due voleva rinunciare all’altro. Però lei mi ha detto che si era innamorata e che non riusciva a fare solo l’amante. Le ho detto che ero innamorato anch’io e che doveva darmi tempo per lasciare mia moglie e sistemare le cose per i figli. Lei era più decisa, più pronta a lasciare tutto, io volevo prendere tempo senza perdere lei.

Cosa avete deciso?
Ci siamo dati altri sei mesi entro i quali avremmo dovuto fare tutti i passi per separarci. Avvertire i coniugi ufficializzando la crisi senza dire che c’era una persona, almeno non subito. Iniziare a cercare una casa fuori (per i primi tempi senza convivere) e parlare con i ragazzi.

Lo avete fatto?
Lei sì io no. Lei ha subito parlato chiaro col marito dicendogli che non lo amava più e bloccando i rapporti sessuali, anzi hanno iniziato a dormire in camere separate. Io non ho avuto il coraggio di parlare con mia moglie ma ho detto a Loredana di averlo fatto e che mia moglie aveva abbozzato. Lei è andata da un avvocato io ho fatto finta di informarmi.

Ma lei non si è accorta che tu eri fermo sul fronte separazione?
Lo ha intuito perché mentre suo marito aveva reagito cercando di dissuaderla e stava facendo di tutto per riconquistarla io dovevo inventarmi atteggiamenti di mia moglie che risultavano poco convincenti, anche perché io non le avevo parlato. Non dicevo menzogne ma ero reticente ed evasivo nei dettagli. E lei iniziava a essere sospettosa sulla mia volontà di andare avanti

E poi cosa è successo?
L’estate doveva essere la svolta. Per Agosto dovevamo aver ufficializzato a sufficienza la crisi in casa da poter fare almeno parte delle vacanze insieme. Lei era pronta già a partire con l’avvocato io non avevo fatto nulla e non sapevo come dirglielo. Aspettavo e intanto raccontavo frottole, dicevo che avevo visto l’avvocato, fantasticavo con lei su dove andare in vacanza.

Però a un certo punto hai dovuto confessare?
Peggio. Mia moglie deve aver subodorato che c’era qualcuno che mi ronzava intorno e si è risvegliata dal suo torpore di “madre e basta”. Ha preteso un weekend di famiglia e ha riempito i social di foto della famiglia felice e io non ho potuto impedirglielo. Loredana le ha viste, si è incazzata e mi ha letteralmente convocato a un colloquio chiarificatore.

E l’incontro com’è andato?
È stato drammatico. Lei mi ha fatto un terzo grado al quale io non ho retto. Mi ha accusato di non aver detto nulla a mia moglie della crisi (non ci sarebbero state le foto della famiglia felice) e probabilmente di non essere mai andato dall’avvocato. Ho cercato di resistere ma quando mi ha chiesto nome e indirizzo dello studio non ho saputo neanche inventarmelo. A un certo punto mi ha chiesto cosa avrei fatto ad agosto. Le ho risposto che non potevo non andare in vacanza con la famiglia e che avrebbe dovuto aspettare settembre per vedere se potevamo fare qualche giorno da soli. Lì lei è scoppiata: qualche giorno! Ha urlato.

E tu?
Ho preso una decisione. E sono passato al contrattacco. Le ho detto che non aveva pazienza e che mi stava pressando troppo e che così mi faceva scappare. Lei replicava che io avevo promesso e che era tutto concordato tanto che lei aveva già un piede fuori casa ma io facevo finta di niente e contrattaccavo dicendo che lei non sapeva rispettare i miei tempi e che che così dimostrava di non rispettarmi e non amarmi.

Parole pesanti le tue, hai rinnegato tutto, persino accusato…
Non avevo scelta io non me la sentivo di lasciare mia moglie. Pensavo di poterlo fare, ho cercato di prendere tempo ma poi lei mi ha messo con le spalle al muro. Anche se non avesse visto le foto di famiglia ormai era giugno e le vacanze insieme andavano decise.

E come è finita?
A un certo punto lei, piangendo, mi ha chiesto se l’amavo. Io ho risposto che ero confuso. Mi ha chiesto se amavo mia moglie: ho risposto non lo so. Mi ha chiesto: vuoi lasciarmi? Le ho risposto non lo so sono confuso aspettiamo ancora andiamo avanti così, lasciamo passare queste vacanze. Lei si è alzata dal tavolo del ristorante e mi ha detto: ti lascio io, io non voglio un uomo senza palle. Non la sento da un mese.

E tu come ti senti?
Più sereno, sollevato. Questa storia, le bugie, erano diventate insostenibili. Mia moglie ora è tranquilla e stiamo per partire per le vacanze.

E Loredana?
Se da una parte mi solleva aver evitato il casino con mia moglie dall’altra mi manca. Io sono stato abbastanza innamorato di lei ma non a sufficienza per far saltare la mia vita. Certo mi manca, soprattutto le nostre chiacchierate e il sesso. Era bello. Era bello sognare con lei. Ma erano sogni.

A settembre tornerai a casa e alla tua routine: il tuo matrimonio è davvero salvo?
No non lo è. Mia moglie, a parte il breve periodo delle foto e dell’allarme “oddio forse c’è una che gli ronza intorno” è tornata a fare la mamma a tempo pieno. Abbiamo un rapporto ogni tre settimane e lo facciamo come vuole lei, nessuna variazione o fantasia. Non è vero sesso, l’ho provato con Loredana il vero sesso.

Ricontatterai Loredana?
Tramite un amico comune mi sto informando di come sta e soprattutto cosa pensa di me. Controllo il suo profilo, guardo quando è online, mi dicono che fa poca vita sociale. Temo che in vacanza trovi qualcuno ma non dovrebbe, so che andrà da parenti, una roba tranquilla, mica Rimini. È arrabbiata con me lo so perché le ho mandato dei messaggi tipo “come stai” e “mi manchi”. Non mi ha risposto ma li ha letti e non mi ha bloccato. La sua porta è socchiusa: forse a settembre potremmo ricominciare.

Ricominciare cosa?
A fare gli amanti, io di più non posso darle. D’altronde mi ha lasciato lei, io non l’ho mai lasciata.

Alberto ha lasciato Laura perché è stato scoperto

Da quanto stavate insieme?
Due anni.

Sono tanti…
Sì, io e Laura abbiamo superato anche diverse crisi, ma poi lei ha capito che io mia moglie e i miei figli non li posso ancora lasciare, forse quando vanno all’università. Tiriamo avanti come amanti, anche lei è sposata.

E adesso cosa è successo?
Mia moglie mi ha scoperto. Non mi sono accorto che era rientrata e io ero al telefono con Laura. Ha sentito tutto. Scenata immediata. Mi ha detto subito che mi avrebbe perdonato se io troncavo immediatamente con Laura e io l’ho fatto.

Cosa hai fatto
Sono sparito. Le ho bloccato il numero le chat tutto. So che si è preoccupata, disperata ma non avevo scelta: mia moglie mi controllava.

Ma neanche un messaggio poverina? Bastava un minuto… mica sei in galera
Sì ma avevo paura. E poi mi sono detto: forse questa è la volta buona per liberarmi di una storia che andava avanti da troppo e che forse non aveva sbocco. Quando mia moglie mi ha scoperto sono andato in panico ho avuto paura di perdere tutto! No nessun messaggio. Per evitare che lei chiamasse tutti i conoscenti comuni le ho fatto sapere tramite un amico che ero stato scoperto e che doveva aspettare e non fare nulla, questo due giorni dopo.

E lei?
Aveva intuito ed era preoccupata per me mi ha detto l’amico. Poi quando ha visto che l’ho bloccata dappertutto e dopo 7 giorni non mi ero fatto più vivo si deve essere arrabbiata e credo mi abbia cancellato.

Arrabbiata? Indignata forse
Sì, nonostante l’amore che l’ha portata a fare l’amante per due anni è una donna con una grande dignità. Un conto è resistere quando comunque ci vedevamo (anche spesso), un conto è sparire così. Avrà pensato: ok i primi giorni di panico, ma dopo devi rifarti vivo, e io non l’ho fatto. Apposta.

Pensi che ci abbia messo una pietra sopra?
È passato solo un mese, sarà arrabbiata e delusa. Probabilmente mi odia. Ma io ci tengo a lei come amante, se non fossi stato scoperto con lei sarei andato avanti così anni! Proverò a rifarmi vivo fra un mese e a tastare il terreno. Potremmo ricominciare a vederci, meno di prima perché mia moglie non si fida più, ma un po’ di tempo insieme si può trovare

Però tu Laura non la ami, ti fa comodo come amante…
No io l’ho amata abbastanza, anche parecchio in certi momenti. Ma l’amante è l’amante, la moglie è la moglie. Ognuna ha il suo ruolo e deve esserne conscia. Sì, posso averle detto di amarla, di volere dei figli da lei, di sognare un futuro nostro ma sono parole che si dicono, si pensano anche, ma i fatti sono quelli che contano. Ed essere sposati è un fatto

Tre uomini, tre pentiti, tre storie immaginarie ma rappresentative di molte altre e spesso reali, almeno in diverse parti. In Italia il 60% di uomini e donne ha tradito almeno una volta. Solo il 10% degli amanti forma una nuova coppia.

Sincerely yours

Ma se è tornato è perché mi ama ancora?

Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori...
Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori…

Lui era il tuo amante, il tuo compagno, il tuo fidanzato. Era perché, dopo mesi o anni di amore dichiarato, di sesso sfrenato e di sogni di vita insieme è finita.

E’ finita perché lui vi ha tirate sceme con le promesse ma non le ha realizzate. Non ha lasciato la moglie. Non è venuto a convivere con voi. Non vi ha sposate. Non ha smesso di tradirvi. Non ha lasciato l’altra, a volte LE altre.

Così voi, dopo aver staccato tutti gli assegni del vostro conto corrente dei sentimenti firmandoglieli in bianco, li avete visti investire in vacanze con la moglie, in fiori per l’altra, in weekend “da solo” con gli amici.

Finché, alla fine del calvario dell’attesa, vi siete arrese e avete deciso voi di finirla. Lo avete lasciato perché al vostro ultimatum lui ha risposto: ti amo ma non posso. Sei il più grande amore della mia vita ma non posso. E via con le scuse. Ma non posso.

Qualche campione di sensibilità ed egoismo avrà avuto anche il coraggio di dirvi che, dopo uno, due, tre, dieci anni di promesse non mantenute non avete saputo aspettarlo e quindi è tutta colpa vostra se lui non lascia l’altra. Rido per non piangere per voi.

Bene, questa la cronaca fino ad oggi. E adesso che succede?

Sono settimane, mesi che non lo sentite. Il silenzio terapeutico (leggi qui) calato fra voi e lui dopo la vostra decisione che così non si andava più avanti sta dando i suoi frutti emotivi.

Chi prima o chi dopo, ognuna di voi sta sostituendo il panico, la rabbia, il dolore profondo, la perdita, la sensazione che senza di lui il mondo sia vuoto e senza senso, con un senso di rinnovato benessere, di indipendenza, del fatto che non vederlo fa soffrire ma finalmente ha spezzato la continuità del dolore profondo, e che c’è un mondo la fuori ancora “vivo” e, soprattutto, che state tornando di nuovo voi stesse, le grandi donne che eravate prima di conoscerlo.

Qualcuna ha magari iniziato a rivivere una sana socialità, le più evolute e meno ferite o veloci a superare la convalescenza frequentano addirittura uomini nuovi (leggi la teoria del chiodo qui) andandoci o meno a letto, questione solo di quanto la ferita si è rimarginata.

Finalmente la vita normale sta riprendendo nonostante i flash back e i fisiologici e inevitabili momenti di malinconia e qualche lacrima sul passato quando… lui si rifà vivo.

Un messaggino. Un incontro più o meno casuale per strada. Una telefonata. Quelli senza ritegno osano persino un invito “per sapere come stai”, all’insegna dei bei vecchi tempi. Per “amicizia”, almeno quello dice…

A questo punto molte di voi si sentiranno come teletrasportate da una macchina del tempo infernale nell’abisso. Tutto ciò che avete costruito in settimane, mesi di riparazione del vostro dna emotivo distrutto da come vi ha trattato per mesi, anni, di come si è fatto lasciare per sfinimento ai limiti della crudeltà, sembra crollare di fronte a una mail, un messaggio, alla sua voce, alla sua presenza.

E’ gentile, usa i ricordi del passato più belli per blandirvi, si dimostra affranto per come è finita, vi ama ancora, siete state la donna più importante della sua vita, sì è vero è rimasto con la moglie perché è malata, perché non ha soldi, perché i figli sono fragili (anche se magari hanno 20 anni) ma lui sogna e ha sempre sognato voi. E, naturalmente, con l’altra non scopa. Mai. Forse non ci ha mai scopato (eppure hanno sei figli).

Se era libero non ha altre, non ne aveva mentre eravate insieme e i vostri sospetti erano infondati e lo hanno allontanato giusto il tempo di fare le vacanze con un fantasma con la terza di seno e il culo alla brasiliana.

Insomma, l’uomo perfetto si ripalesa con tutto il suo cuore. In quel momento, molte di voi si fanno subito la domanda sbagliata, sulla quale lui ha puntato le sue fiches.

Vi chiedete se lui è tornato perché vi ama ancora, ed è il primo passo per diventare di nuovo dipendenti da lui e, soprattutto, aprirgli le porte del vostro letto, del vostro cervello, della vostra capacità di ascoltare anche tutte le sue menate con la moglie o con l’altra (siete state delle sante a sorbirvi i dettagli di che cosa lui gli avrebbe regalato a Natale e di tutte le menate di scuola dei suoi figli).

Lui è tornato perché vi ama dunque? Domanda sbagliata. Quella vera è: lui è tornato, ma che cosa è cambiato?

Ha lasciato la moglie? E’ finalmente libero? Ha in mano la separazione scritta? Oppure vi sta rassicurando, a voce, per la milionesima volta, che adesso davvero lo farà? E’ tornato per rimanere o è solo di passaggio?

Perché, al netto del fatto che lui vi sta dicendo, esattamente come vi ha detto mille volte finché VOI non lo avete lasciato per distruzione fisica e mentale e fine fisiologica delle lacrime da versare, dicevo al netto che lui vi dice IO TI AMO E NON POSSO VIVERE SENZA DI TE… che cosa è cambiato concretamente? Vivrà ora adesso con te? O aspettiamo i “tempi tecnici”? Ma per favore, ragionate!

L’altra c’è? Scopate e poi lui torna a casa “per sistemare le cose”? No ragazze, per favore, non scherziamo con la vostra salute sentimentale e anche mentale.

Questo, se le cose non sono cambiate realmente e stiamo di nuovo a promesse per il futuro, può anche darvi nuove scadenze (la prossima estate sarò libero: chissà perché non il prossimo mese, settimana; lasciami il tempo di preparare il divorzio… ma come, lo dovevi preparare due anni fa!) ma non fatevi abbindolare.

Perché lui è lì per un solo motivo: ha bisogno di voi. Del vostro corpo. Della vostra testa. Della vostra disponibilità che rasenta la geisha.

Lui non vi ama, ama solo se stesso e i suoi bisogni. Vi ha amato forse, siete forse davvero stata la MIGLIORE di tutte (ed è per questo che torna anche), ma non vi sposerà, non lascerà l’altra, a meno che alle parole ci siano i fatti ora, qui, subito.

Vuoi entrare nel mio letto perché mi ami e te ne accorgi solo davvero adesso o di nuovo proprio perché questo “periodo di riflessione” (leggi qui) ha funzionato? Va bene, ma non esci da quella porta, non torni più a casa da lei. E vedrete che lui, di fronte a questo, non entrerà in casa vostra.

Perché è tornato allora? Perché vuole scoparvi. Perché vuole la sua psicologa e tutto quello che non gli dà l’altra, ma senza rinunciare a nulla. Vuole voi come completamento, l’altra per tutti i soliti motivi. Vuole due donne. Magari fra un po’ anche tre, una scappatella dalle due “ufficiali” ci sta, abbassiamo l”età anagrafica delle scopate ogni tanto.

Siete di fronte a un “mostro” di egoismo? La risposta è sì se non si ritira subito da questo tentativo non serio e a “scopo di scopata”, rendendosi conto che non può e non deve farlo se non ha deciso davvero di stare con voi e basta. Attente ai narcisisti (leggi qui)!

Non importa che sia confuso davvero anche lui, non si fa soffrire la gente perché lui ha “bisogno di rivederti” a costo di riaprire una ferita che si stava rimarginando lacerandola. Non importa che sia “solo per provare a rimanere amici”: chi ha amato e poi si è lasciato drammaticamente non può diventare amico (leggi qui).

Sono tutte scuse e il prezzo di questo ritorno non lo paga lui lo pagate voi. E lui, che è in cattiva fede anche se si dà mille scuse per rivedervi tutte validissime e ricolme di buone intenzioni, non si fa scrupolo di rifarvi male.

Ma non si rende conto che se vi abbandonerà di nuovo voi, oltre che distrutte nuovamente, vi odierete per esserci ricascate e la vostra autostima richiederà il triplo del tempo di prima per risollevarsi? No, per lui saranno problemi vostri. Lui sarà di nuovo lontano.

Lui, come alcune di voi mi scrivono, sta davvero male e ha problemi patologici affettivi che vengono dal suo rapporto con la madre o il bisnonno cretese? Voi ci avete provato, non siete una terapeuta… che si faccia curare seriamente e guarisca dai suoi problemi affettivi con chi di dovere. Se poi ci sarete quel giorno, karma. Ma guarito, non da guarire! Avete già dato, non ha funzionato, chiaro?

E poi ragazze, non confondete più l’amore con la sua voglia di figa, come qualcuno saggiamente ha detto.

Che fare? Non fate l’errore di ascoltarlo troppo, di rispondere al messaggio, di vederlo. Se proprio non ce la fate a mettergli un muro davanti, torturatevi il minimo indispensabile per capire se è cambiato tutto (qualcosa non basta) o siamo alle parole per l’ennesima volta.

Qualcuno torna davvero con serie intenzioni ma devono essere senza appello, senza ulteriori ritardi e senza esitazioni, senza se e senza ma. Potete dire finalmente e, soprattutto realizzare immediatamente cose semplici ma impossibili fino a ieri come: stasera dormi qui. Domani ci vediamo. Sabato partiamo. Ti chiamo io quando voglio. Ti presento alle mie amiche, alle persone che contano per me.

Non andateci a cena o a pranzo “per parlarne per l’ennesima ultima ultimissima giuro volta”. Men che meno a letto.

Altrimenti tutto quello che avrete sofferto e fatto per liberarvi dal suo giogo emotivo non sarò servito a nulla e ricadrete nel baratro.

Non ce la fate? La tentazione è troppo forte? Prendete tempo prima di rivederlo e andata dall’amica o dal terapeuta, esperto, quel che volete per farvi consigliare e aiutare, ma soprattutto per ragionare a voce alta su questo “ritorno di fiamma”, la sua concretezza e le conseguenze fisiche e reali di riprovarci con lui.

Siete riuscite, come spero, a respingere l’attacco e dopo un po’ lui, senza ritegno e pietà, ci riprova? Bloccate il numero. Bloccate le chat. Bloccate tutto. Altro che amore, questo è egoismo da diffida con zona di rispetto lontano da voi tipo polizia scientifica.

Non cadete più nella trappola del tutto chiacchiere, libidine ed egoismo. Vivete di nuovo. Troverete, così, anche il vero amore (leggi qui). Perché, come diceva il grande Indro, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili.

Sincerely yours

Ma la pausa di riflessione serve?

Rifletto corteggiando altre
Ti spiace se mentre siamo in pausa di riflessione mi faccio il mondo?

Mi serve una pausa di riflessione. Ci serve una pausa di riflessione. È il momento clou di moltissime coppie. Di tutti i tipi, dai fidanzati (a volte anche senza aver compiuto un anno di anniversario) agli amanti, passando per i matrimoni decotti (almeno dagli indizi).

La pausa di riflessione è stata inventata nel 1457 da tal Nicolò dei Pellicciai, nobile decaduto veneziano (per le troppe spese) il quale, interpretando la summa di tutti i difetti maschili nei rapporti con le donne, ebbe a scrivere un libello sull’argomento, il “De prendere tempo in copulatio libertatis erga omnes” (latino volgarizzato che significa, in sintesi: prendo tempo con una per scoparmi il mondo, poi magari torno), che oltre a teorizzare le regole della pausa di riflessione per, lo scrive lui stesso, “adiuvare lo maschio a mantenere lo piede in due calzari senza incorrere in nefaste contumelie e legulei”, ebbe così fortuna da consentirgli di sperperare tutti i nuovi denari incamerati con il libretto in ulteriori riflessioni alte e brune.

Scherzi a parte, letto il libello del mio avo, ho capito che certe spiegazioni sono rimaste valide anche dopo secoli e, come al solito, qui mi voglio concentrare sulle motivazioni maschili di cotanta richiesta. Eccole, divise per scusa palese e traduzione recondita.

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHÉ SONO CONFUSO
È la pausa di riflessione più diffusa fra i single, separati o divorziati che stanno con una donna da meno di un anno o giù di lì.
La confusione è la scusa: uno è confuso quando non capisce più non si sa che cosa, ma alla vostra domanda “ma tu mi ami ancora” risponde confusamente:”sì certo, Oddio penso di sì, ne sono quasi sicuro, sono molto confuso”.
Proviamo a non vederci per un po’ così mi schiarisco le idee. I messaggini e qualche telefonata sono concessi perché, dice lui, questa pausa di riflessione non è un addio ma un arrivederci.
Nel libello del Nicolò il veneziano viene spiegata la recondita motivazione di un comportamento in tal guisa. Il nobile Serenissimo spiega di aver chiesto all’epoca alla fidanzata di turno la pausa di riflessione perché aveva intrapreso intensa corrispondenza con tale Donna Marianna di Torcello, e ormai le epistole erano arrivate all’erotico spinto, tanto che i due avevano già un appuntamento in una locanda dalle parti di San Michele.
Riportata ai giorni nostri, la motivazione recondita rimane la stessa: il tuo lui sta chattando da circa un mese con una bellona conosciuta su facebook, per esempio pescata fra le tue amiche (gli uomini sono pigri e odiano perdere troppo tempo prima di scopare, a meno che non siano per l’onanismo virtuale, leggi qui per approfondire il tema). Ormai si sono anche visti e piaciuti e lui, la prossima volta, è sicuro che la cena finirà in un orgasmo, il suo basta e avanza.
Però non vuole sentirsi colpevole, non vuole perderti (non si sa mai, l’altra promette bene ma potrebbe essere un sacco di patate mentre tu sei una certezza, come sai fare tu i tortellini…) e, dato che lei è una tua “amica di Facebook” (di serie b, mica è scemo a farsi beccare da una tua amica vera) vuole evitare sputtanamento eventuale urbi et orbi in bacheca. Quindi, citando il mio avo ” non esiste al mondo di miliore cosa in codesti frangenti che tener calma la femina al focolare mentre si va a goder de l’Amur de altra femina calda e nova”.
Così lui ti chiede una pausa non tanto lunga, diciamo che non ci vediamo per un mesetto, che è sufficiente per trombarsi bene l’altra. A codesta potrà inoltre dire di essere libero, dopo che in chat ha detto che era in crisi con te (siete amiche su facebook ma come tante, e quindi all’oscuro della trama del novello casanova) e fare con lei innumerevoli giri dell’orologio a letto.
Come vi accorgerete se la pausa di riflessione diventa tombale? Dai messaggini e telefonate. All’inizio sono sempre rassicuranti, perché lui si sente in colpa, vuole accertarsi che voi non abbiate sgamato la comune amica e vuole che rimaniate ad aspettarlo facendo il risotto che gli piace tanto, perché l’altra sì scopa bene, ma non sa fare il risotto.
Se i messaggi e le telefonate si fanno sempre più rare e voi, tentando un contatto, ottenete risposte da telegramma in ritardo di 24 ore preferisce la carbonara al risotto (leggi perché non mi scrive qui) e farete anche molta fatica per sentirvi dire di nuovo “sono sempre più confuso”.
Già perché l’uomo non lascia mai, si fa sempre lasciare. Cito Nicolò dei Pellicciai:” lo più periglioso atto che gentilomo possa esercitare su donna de facto in abandono est palesarle il de facto stesso cum vere motivazioni”: ciò può esporre a strali tali e tanti da indurre la Serenissima a comminare esilio (oggi bloccato su facebook)”.
Quindi non solo non ti lascerà (leggi qui), ma ti tirerà scema finché non lo farai tu.
Consigli? All’annuncio controlla bene i suoi movimenti social (aumentati? Stranoooooo) e dopo le prime telefonate prova a dirgli: ho conosciuto Ugo, posso scoparmelo? E vedi come reagisce. Se salta di gioia capisci. Se ti fa una scenata ma dice “lo sapevo che non eri la mia donna del destino” e coglie l’occasione capisci. Se ti dice perché no, liberi tutti, servirà per capire meglio capisci. Se mette giù il telefono e corre da te ti ama: in questo caso digli che Ugo non esiste. Al contrario, fatti subito Ugo. In ogni caso la pausa di riflessione sarà servita soprattutto a te.

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHE’ SIAMO IN CRISI
Questa è la pausa di riflessione tipica dei matrimoni in crisi.
Qui i casi sono due.
O lui ha già un’altra da tempo che lo sta pressando per separarsi anche se non se la sente, e tenta di mantenere il piede in due scarpe con una mossa disperata che è quella di uscire “temporaneamente” da casa (di solito finisce dai suoi genitori, che già significa temporaneo del temporaneo), in modo da non mettere te di fronte a una separazione “vera” e calmare l’amante che finalmente vede segni di vita e un progresso magari dopo anni di attesa e promesse.
O lui ha un’amante fresca che lo ha travolto fisicamente e mentalmente e vuole godersi un periodo di intensiva con lei ma con il paracadute, e cioè con te che lo aspetti.
Consigli? Come ho già avuto modo di scrivere, inutile cercare e, una volta scoperta l’amante, prendersela con lei. La febbre non è colpa del termometro e un’amante si insinua sempre in una situazione già in crisi, non la provoca salvo i rari casi di colpo di fulmine, che possono avvenire soprattutto in giovane età (dopo i 40 si chiamano miracoli). Quindi il tradimento nasce, nella maggioranza dei casi, per un concorso di colpa fra coniugi (leggi qui).
La domanda tua è: io lo amo ancora? Pensare che possa avermi tradito o tradirmi non mi impedirebbe di riprovarci con lui? Se la riposta è sì non puoi impedirgli di uscire ma puoi lavorare perché lui senta la tua reale mancanza. Lui non sa ancora se l’amante è davvero la nuova compagna, altrimenti non avrebbe chiesto una pausa di riflessione, avrebbe chiesto la separazione. Certo, come narra Nicolò l’antico l’uomo è “nunc vile e semper attendista”, ma di solito pausa di riflessione significa anche tenersi aperta la via del rientro. Anche se la tua è spalancata, ricorda che in amore vince chi fugge (leggi qui) e se lui pensa che sei lì a fare il suo risotto in attesa del ritorno del figliol prodigo si farà gli affari suoi. Se invece si accorgerà, finalmente in assenza della tua presenza, che la terra frana sotto i piedi e potrebbe perderti per sempre… Ah, adegua messaggi e telefonate a questa strategia. Ti pieghi ma non ti spezzi (era il motto del mio avo).

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHE’ TI AMO ANCORA
No, questa volta non è una presa per i fondelli del mio antenato. Lui probabilmente vi ama ancora ma problemi, litigate e routine più errori di coppia, soprattutto se prolungati nel tempo, vi hanno messo in crisi. Può esserci stata un’altra donna, o magari un altro uomo per voi, anche temporanei, ma sono i sintomi dello stesso male. Qui motivazione e scusa recondita collimano. Se siete veramente in crisi e lui è uno con le palle, che a situazioni di stallo reagisce sempre con l’azione, la sua richiesta di pausa è realistica e non nasconde amanti. Se poi avrà altre donne fa parte della risposta alla sua domanda: amo ancora mia moglie? Per saperlo ormai, fatte tutte le altre prove, non gli resta che quella del distacco. Tu devi chiederti: io voglio lui qui con me per motivi che nulla hanno a che fare con l’amore di coppia, tipo paura, solitudine, soldi o figli? Se la risposta è sì il periodo di prova si concluderà con una separazione definitiva. Se vi amate ancora la distanza, il silenzio risveglierà il MI MANCHI, un potentissimo motore di recupero. Le coppie che da una crisi rinascono sono una minoranza lo so, ma ci sono. Ovviamente non parlo delle coppie che stanno assieme per convenienza, per i figli e sono separati in casa o matrimoni azienda. Parlo delle coppie che rinascono dalle ceneri.

ps
ho giocato con un mio presunto avo ispirato dall’opera che vedete nella foto e che mi regalò mio zio Plinio Calore, ultimo di una dinastia di mercanti d’arte in famiglia. In realtà il mio avo vero si chiamava Vittore (1459-1543) nobile veneziano scrittore e autore di un trattato di intonazione addirittura religiosa. A lui chiedo venia per le licenze storiche e araldiche, per il latino maccheronico e l’irrispettosità dei temi (anche se i Veneziani tutti potrebbero dare lezioni in campo amoroso).

Viva San Marco, viva Venezia!

Sincerely yours

Tutta e solo colpa dell’amante

Adesso chiami la tua amante davanti a me
Adesso chiami la tua amante davanti a me

È tutta colpa dell’amante: adesso la chiami e la lasci di fronte a me

Nella saga degli amanti, spesso tragedia dell’amore incompiuto, arriva un momento in cui il coniuge tradito di uno dei due scopre l’esistenza dell’amante.

Che cosa succede in questi casi? A leggere le vostre storie di amanti, i commenti su questo blog sul tema (tantissimi e interessantissimi, prendetevi del tempo per leggerli, ne vale la pena) e raccogliendo le vostre “confessioni” su messenger o alla mail anpellizzari@icloud.com spesso succede ciò che segue.

LA MOGLIE SE LA PRENDE SOLO CON L’AMANTE
Se una volta il tradimento veniva punito più frequentemente con un immediato calcio nel culo e telefonata all’avvocato più feroce del circondario oggi, complice la crisi economica, il panorama di solitudine sentimentale che caratterizza molte delle storie dei single over 40 (il mercato degli uomini papabili è desolante, lo descrivo spesso in queste pagine) e tutta una serie di vincoli matrimoniali che vanno dai figli piccoli al mutuo oggi, dicevo, la moglie tradita “perdona” e tiene in casa il marito traditore.

O meglio, più che perdonarlo lo tramuta spesso, seduta stante, in povera vittima delle trappole sessuali di qualche zoccola senza scrupoli, quella che qualcuno sui social ha descritto come “la vacca che arriva nel tuo giardino ben curato da anni e te lo divora in una scopata”. Ho già scritto qui che il tramonto del sesso di coppia, non la vacca, decreta spesso la fine di una coppia longeva.

Questo tipo di moglie tramuta il marito in una sorta di figlio aggiuntivo, sublimando la marachella (anche se lui ha l’amante da tempo, a volte anni) con un astio che si concentra tutto su “Quella Troia rovina famiglie”.

Come se il termometro fosse colpevole della febbre, come se non esistesse mai un concorso di colpa anche del coniuge tradito in queste vicende (leggi qui), come se lui fosse reso incapace di intendere e volere da una scopata fatta come si deve.

Insomma, come nelle dittature descritte dalla storia, certi coniugi additano come unico responsabile dell’attacco vile alla madre patria il nemico esterno, subdolo, feroce, rovinafamiglie.

È più facile fare così ma non salva il matrimonio è, soprattutto, non lo preserverà da future corna.

Perché un regime carcerario da 41 bis in casa, col telefono sotto controllo, i social chiusi per fine attività e le uscite da single del marito azzerate non potranno durare per sempre e, quando il tempo avrà fatto assopire il cane da guardia, il lupo pur avendo perso il pelo a suon di litigi e minacce ricomincerà col vizio.

Non solo perché il lupo è e rimane un predatore, ma perché evidentemente quello che non ha funzionato nel matrimonio, fosse sesso inesistente o routine da colpo di sonno ogni sera davanti alla tv, continua a non funzionare.

Le 2-3 coppie su dieci che vedo e delle quali sono a conoscenza che, di fronte allo shock del tradimento sono risorte davvero e hanno ricominciato rilanciandosi, non hanno infatti reagito additando il terzo incomodo come unico e solo responsabile del disastro. Anzi, spesso non se ne sono curate per nulla, se non per le ovvie domande di rito e utili a capire (la ami, da quanto siete insieme, che cos’ha lei più di me…). Queste coppie si sono concentrate sull’analisi interna del che cosa abbiamo sbagliato con l’intento di capire per ricostruire.

Queste coppie rinate hanno scoperto, grazie proprio a un tradimento, che l’affetto aveva sepolto l’amore nella routine.

Quindi non è il possesso e il controllo che salverà il tuo matrimonio. Mai.

E l’amante non c’entra nulla. È solo la buca su una strada sconnessa e non mantenuta ad hoc da immemore tempo.

A meno che non abbia fatto lei, l’amante, la grandissima cazzata di informare la moglie per ripicca, vendetta o nel tentativo folle di far prendere a lui una decisione troppo spesso rimandata, un atto di suicidio sentimentale e morale che non giustifica forse altrettanta violenza, ma il biasimo generale in questo caso sì (leggi qui). Ed è inutile, ma molto utile per disprezzarsi ed essere disprezzate. Un buon modo per passare dalla parte del torto quando non è un torto amare un uomo impegnato. Semplicemente succede. Anche a chi è stato precedentemente tradito.

LA MOGLIE LO COSTRINGE A CHIAMARE L’AMANTE
Fra le umiliazioni più dolorose e allucinanti che mi raccontate c’è quella di lei che dopo averlo catechizzato per bene e averlo costretto a giurare che lascerà senza indugio l’amante, non paga di aver assistito alla scena a volte raccapricciante per autolesionismo maschile del mea culpa, pretende che lui chiami l’amante in diretta per lasciarla.

Così lui chiama, recita la sua parte da cane bastonato e da uomo senza attributi (gli stessi che sfoggiava al motel) e l’amante sente pure sotto le contumelie e gli insulti della moglie inferocita.

Una scena penosa e soprattutto inutile per salvare un matrimonio spesso irrecuperabile. Ma tu moglie davvero vuoi tenerti un uomo così, al guinzaglio, col braccialetto elettronico alla caviglia che suona se si allontana da casa e ridotto a figlio minore ripetente? Questo sarà il vostro nuovo futuro, amore, matrimonio?

IL CONIUGE CHIAMA L’AMANTE DIRETTAMENTE
Un’amica ha paragonato questo gesto a quello di un bambino che sta perdendo al gioco e per questo ribalta per terra il tabellone o le carte, oppure se ne va o picchia l’avversario.

Apparentemente giustificato dalla disperazione, questo gesto, questa volta non solo femminile perché posto in essere anche da qualche marito, oltre ad avere tutti i difetti descritti nelle reazioni precedenti, ha in più una caratteristica di autogol pazzesco, e mi ricorda un po’ quel marito tradito che per fare dispetto alla moglie traditrice si era tagliato le palle.

Perché autogol? Perché per assurdo è meglio dibattere e coinvolgere il partner in una discussione che sfocia nel “adesso lo/la lasci” che entrare a gamba tesa costringendo l’altro o l’altra a lasciare il campo fra improperi e minacce spesso fuori da ogni logica ma anche legalità.

C’è gente che si è trasformata in stalker e ha avuto anche guai legali per aver tentato di “convincere” direttamente l’amante, attraverso la violenza verbale e spesso minacciando anche quella fisica, pensando che contro una persona spregevole come una o un “rovinafamiglie” tutto sia lecito.

Sfoghi a parte, il fatto che dall’altra parte la risposta possa essere pacata, soffocata da sensi di colpa vari e l’amante batte in ritirata, tu che hai preso in telefono in mano hai avuto una vittoria di Pirro. Forse hai scacciato la vacca che ti mangiava il prato ma il tuo esercito si è distrutto per questo. Ora ci sono solo morti sul campo di battaglia.

Non solo. Tua moglie o tuo marito forse ti lasceranno per questo, se non subito dopo, perché toccheranno con mano quanto il tuo gesto non sia disperazione ma prepotenza, non sia amore ma possesso.

Risultato? Forse quell’amante batterà in ritirata ma il tuo coniuge ti disprezzerà, perché ancora una volta gli avrai fatto toccare con mano che in fondo, lei o lui, non contano nulla anche in questo drammatico frangente. I loro sentimenti non contano nulla, se ne resteranno col cuore spezzato e identificheranno in te il fallimento della relazione (extraconiugale), che forse sarebbe fallita comunque ma sicuramente non torneranno tra le tue braccia. Non si vince al gioco dell’amore barando.

IL CONIUGE TI PERDONA. E BASTA
Lo so che sembra che io sia sempre dalla parte degli amanti, ma lo sono solo per un motivo che ripeterò alla nausea: il termometro non è la causa della febbre, ne dà la misura e basta.

Quindi inutile prendersela con chi va con gli sposati: il 50% della popolazione adulta ha avuto almeno una volta una storia con una persona impegnata quindi cosa ci stiamo raccontando? Forse dovremmo piuttosto rivedere dinamiche dogmatiche come quella dell’eterna fedeltà e dell’indissolubilità del contratto matrimoniale. E chi oggi si erge a censore della morale altrui il più delle volte di nascosto ne fa di cotte e di crude o potrebbe ritrovarsi domani nascosto nudo in un armadio, quindi un bel tacer…

Tornando al coniuge che perdona davvero, ecco una figura che io ammiro tantissimo. Perché così come me la prendo con il tradito cieco di livore che dà lui o lei il colpo di grazia al suo matrimonio come descritto nelle storie precedenti, così riconosco il grande dolore di chi ama ancora il coniuge che invece ha preferito, anche se temporaneamente, altri.

Un dolore profondo, il crollo delle certezze che ho provato anche io, come tutti i traditi. Eppure ci sono persone che amano così profondamente per le quali il tradimento non è sufficiente per non perdonare e per non riprovarci.

Queste persone non contattano l’amante, non minacciano, non pretendono nemmeno che il coniuge chiuda con la storia in atto, chiedono solo: ma tu mi ami ancora? E di fronte a veri o pietosi non lo so aggiungono: possiamo riprovarci?

E lo pensano veramente: dolore, soldi, figli non contano nella volontà di stare assieme, conta ancora l’amore.

Non sono mossi dall’egoismo nel rivolere che il partner torni da loro ma, mantenendo la dignità e lasciando lo spazio al coniuge per capire cosa vuole realmente, sono anche capaci di farlo ritornare grazie all’atteggiamento mantenuto. Queste due persone saranno probabilmente in grado di far ripartire la loro unione e l’amore perché non saranno stati intaccati dai gesti sopra descritti ma si alimenteranno della stima e del rispetto dimostrati.

Queste persone sono davvero le uniche ad avere reali chances di rigenerare la coppia e, in più, non dovranno mai maledirsi per aver costretto il coniuge a una convivenza forzata che poi spesso porta comunque ad altre corna e divorzio.

A loro i miei più sinceri auguri di successo o di autogiarigione, magari attraverso un nuovo amore anche per loro.

LA MORALE
Minacce, violenza fisica o verbale, proiettare all’esterno della coppia le responsabilità del fallimento interno o della fine di un amore possono soddisfare la sete di vendetta immediata o fare da paraocchi per un po’, possono mettere ko un amante non serio nelle intenzioni e far guadagnare tempo a una famiglia zoppicante, ma è una bomba a orologeria destinata a deflagrare presto.

Una bomba che non solo distruggerà quel che resta di quello che era il vostro amore di una volta, ma brucerà anche stima e affetto, due valori che mantengono buonissimi rapporti fra molti separati e divorziati, e Dio solo sa quanto ciò sia importante se ci sono di mezzo i figli.

Sincerely yours

Foto Voyagerix iPhoto

Serata Pellizzari a Milano: mogli e amanti

Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti
Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti

Care lettrici, mi avete chiesto non più di leggere i miei post su questo blog e basta ma anche di confrontarvi con me è dibattere live gli argomenti a voi più cari e cruciali.

Così, come ormai sapete, il mio blog è diventato itinerante passando dal virtuale al reale. Ci siamo visti in Toscana (leggi qui il resoconto) e poi a Milano, nell’accogliente Bistrò di corso Magenta.

Rispetto alla Toscana, la serata è stata più intima sia come numero di partecipanti che per il tema scelto, che era quello degli amanti, prendendo spunto dall’articolo (uno dei più letti del mio blog) lui non lascia lei ma non lascia neanche te.

Volutamente più intimo, quasi una tavolata fra amiche, anche se la cosa più interessante è stata avere, fianco a fianco, le due facce della medaglia, e cioè le amanti e le mogli, in alcuni casi persino chi ha avuto tutti e due i ruoli.

L’atmosfera è stata così intima che tutte non hanno avuto remore nel raccontare le loro storie o parti di esse.

Le amiche lettrici Citavano i miei articoli, volevano Conferme su quanto fatto nel loro caso e sapere come trovare nuove vie di uscita da situazioni bloccate e infelici.

Cercavano anche conforto sul perché fosse giusto tenerseli questi uomini amanti o partner infedeli che sembrano non decidere mai per l’una o per l’altra metà della loro vita.

Ho visto anche il Bisogno di conferme sui comportamenti tenuti, da tenere e su come comportarsi nei confronti dei partner.

Come andare avanti? La domanda finale, per tutte, è stata questa. E le risposte sono arrivate, soprattutto dal confronto fra di noi.

Come a Le Buche in Toscana, abbiamo sforato di un’ora i tempi prefissati per la discussione. Ho moderato tanti incontri ma, credetemi, ero il primo a non voler finire di parlare, unico uomo privilegiato della serata fra nuove e vecchie amiche del mio blog.

Ci siamo ripromessi di rivederci al prossimo evento a Milano, che stiamo organizzando anche per recuperare coloro che non sono riuscite a venire in questo inizio di ottobre 2017.

A proposito di prossimi eventi, date e luoghi di mio passaggio.

Vi posso già confermare che avrò sicuramente tappe a Modena, Roma, Torino, Firenze e Bari. Vi farò sapere luoghi e date ma…

Mi state chiedendo di venire un po’ ovunque, soprattutto se non siete fra le città già previste.

Allora, Potete anche proporvi di organizzare un evento creando già dei gruppi di amiche pronte a partecipare (non siete in poche a raccontarmi che già fate cene e aperitivi periodici fra amiche per parlare dell’ultimo articolo del blog di Pellizzari e… vi confesso che vi ho un po’ copiato con l’idea delle serate Pellizzari), suggerire una location a voi gradita dove volete

Scrivetemi a:
Anpellizzari@icloud.com

Una mail che potete usare appunto per invitarmi, proporvi per organizzare localmente la cosa o solo per farmi domande private su argomenti che vi interessano.

Ah, sono benvenuti anche i lettori maschietti, in Toscana c’erano e hanno contribuito brillantemente al dibattito.

Grazie e… Sincerely yours

Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours 

C’è un futuro per le coppie di lunga data?

Che orizzonti ha la tua coppia?
Che orizzonti ha la tua coppia?

Ci sono coppie che stanno insieme da molto tempo. Lui e lei si sono conosciuti ai tempi del liceo (o giù di lì), magari si sono sposati neanche trentenni e hanno avuto subito un bambino.

Che bello: una volta l’amore non aveva “tempi di opportunità” e ci si sposava e basta.

Poi c’è stata la seconda era, quella in cui il matrimonio medio vedeva lei 35enne e lui verso i 40, complici carriera e lavoro o un matrimonio fallito alle spalle (quello dei vent’anni, guarda un po’). In ogni caso anche queste coppie medio giovani come longevità hanno magari già alle spalle, oggi, 10-15 anni di matrimonio o convivenza. Un bel pezzo di vita insieme.

Ma durerà? Quanto? E come?

Domanda non inutile, visto che molte di voi inizieranno a chiederselo, soprattutto se iniziano a cogliere segni di stanchezza.

Quali sono? Quelli che, secondo le più recenti statistiche, spingono a tradire 6 donne su 10 e 5 uomini su 10.

Sono la noia, la routine e il sesso di scarsa qualità e frequenza.

Noia e routine trasformano lui in un pantofolaio distratto, che fornisce magari la sicurezza della ripetitività ma non molte emozioni e attenzioni, lei in una donna dedicata totalmente ai figli e-o alla casa o al lavoro, che ha dimenticato il tacco 12 in lavastoviglie o in ufficio. Ma sono solo esempi, tu sai di cosa sto parlando, se lo stai vivendo sulla tua pelle.

E il sesso? Il vantaggio delle coppie di lungo corso è che ormai, a letto, di solito fanno un compendio di quello che è preferito da tutti e due, una specie di compromesso fra il preliminare che piace a lei, quello che piace a lui seguito dalla scopata nella posizione più gettonata dai due, diciamo con durata dai 15 ai 30 minuti compreso tutto (no, la doccia è esclusa ti prego) e frequenza di una volta alla settimana, figli permettendo e quando il giorno dopo si può dormire.

Un sesso non dico non piacevole, magari coronato dal quasi sempre orgasmo di lei (l’arte dell’orgasmo simulato ha i suoi vantaggi matrimoniali). Magari ci scappa ogni tanto un fuori programma, di solito orale, di solito per lui (tu, eventualmente, provvedi da sola e fantastichi un po’, in base ai tuoi picchi ormonali).

Insomma, si può vivere a lungo insieme così? In fondo il sesso è basico, non è più quello di una volta certo, ma può bastare. E la routine dà calma piatta ma sicurezza. In fondo la famiglia ha ancora grandi progetti, i figli, le case, il reddito, il futuro insieme. Fuori vedi tante tempeste dal tuo porto sicuro. Ci vediamo fra dieci anni…

Purtroppo, o per fortuna, non funziona sempre e solo così. Perché la natura umana non è così.

Gli studi ci dicono che l’innamoramento vero, quello esclusivo e passionale, l’amore con la A maiuscola (il motivo per cui l’hai sposato) dura dai 18 ai 36 mesi, dopodiché si trasforma in qualcosa di diverso, meno forte ed esclusivo. Chiamalo affetto, chiamalo come vuoi, è comunque diverso. Forse sufficiente per andare avanti molti altri anni, ma è diverso.

Sono ormai convinto che la fedeltà sia strettamente connessa all’innamoramento, e sia imparziale. Uomo e donna, per una volta identici sotto il profilo amoroso, quando sono innamorati non pensano e non vedono altri. Il sesso e la passione sono concentrati su una sola persona, ti può passare vicino il più bell’uomo del mondo che forse, al massimo, gli darai un’occhiatina.

Ma se l’innamoramento cessa al massimo dopo tre anni, anche la fedeltà non ha più questo paracadute dopo tre anni.

Ed è da questo momento che inizia il timer del possibile tradimento, anno dopo anno.

Aggiungici il “panico” da età che avanza e il timer del tradimento può avere un brusco acceleramento, come quando nei film il protagonista taglia il filo sbagliato della bomba e i secondi partono a razzo di colpo.

Nel maschio, infatti, di solito intorno ai 50 anni, scatta una molla che si chiama “voglia di vivere”, e che si traduce in un bisogno di provare a se stesso che sì, invecchio, ma sono sempre un Uomo con la U maiuscola. Come provarmelo? Con il successo nel lavoro magari, ma non basta: devo sentirmi ancora attraente e capace sessualmente. E non tutti si rivolgono alla moglie per avere riprova di questo.

Nella donna, in genere, la molla “oddio il tempo passa” scatta varcati i 40, età nella quale siete splendide. E lo sarete anche a 50, toglietevi pure 10 anni se avete saputo curare la vostra bellezza, fanculo la menopausa! Per non parlare di certe sessantenni impossibili da inserire in anagrafe precisa! Il problema è che, nonostante la bellezza che riflette il vostro specchio e gli sguardi degli altri maschi (vostro marito è distratto e avaro di complimenti?) le donne sono abilissime ad autocriticarsi e trovarsi mille difetti, da qui la crisi di identità.

E quando una donna va in crisi di “oddio il tempo passa” di colpo può accorgersi che la “comoda” routine, la “cullante” noia e il sesso “tutto previsto” non sono più una sicurezza sulla quale adagiarsi, ma un fardello insopportabile.

Allora, se il porto dal quale vedi le tempeste degli altri ti rassicurava, ora ti piacerebbe vivere una tempesta. Non dico un uragano, ma una tempesta che ti tolga il fiato fino a tornare di nuovo in porto sì.

In questi casi, se l’uomo è un praticone al quale il più delle volte basta una scopata galattica con una giovane bellezza imperiale (magari anche più di una) anche non parlante, voi donne siete più complesse: volete emozioni e qualità a 360 gradi.

Il che vuol dire che se un uomo bello e simpatico, fascinoso e intelligente inizia a corteggiarvi, a riempirvi di attenzioni, a farvi sentire belle e giovani beh, se poi vi scopa anche bene strappandovi sensazioni che credevate rimaste ai 20 anni… beh, la vostra solidissima coppia deve rivedere forse i suoi orizzonti.

E qui torniamo alla domanda iniziale: siamo tutti destinati, per i motivi suddetti, al divorzio o a una vita sicura ma non appagante?

Dipende da quanto la nostra coppia è evoluta e forte.

O prende atto che la fedeltà è a rischio, finito l’innamoramento, e che la routine non è garanzia di durata (almeno quella felice) e il sesso deve rimanere sopra una certa soglia di qualità altrimenti diventa una soap opera di cui conosci già la trama, e si resetta e si rilancia per rinascere attraverso un nuovo equilibrio, o rischia nel futuro.

E qui, a vedere quello che mi raccontate e che succede nella maggioranza dei casi le strade sono le seguenti.

La pace dei sensi
Decidete di non affrontare l’argomento fra di voi perché siete fra i “fortunati” (dipende dai punti di vista) che non mettono il sesso e le emozioni in cima alla lista delle loro necessità. Magari siete aiutati dagli ormoni, in fase calante e non ascendente, magari da giovani vi siete tolti tutti (ma tanti) gli sfizi, magari è proprio la mancanze di esperienza che vi mantiene “tranquilli”, di fatto ci sono mille motivi per continuare così e in fondo, sì potrebbe essere meglio, sì ogni tanto sogni a occhi aperti, ma quello che importa è la famiglia istituzione. Amen

Benvenuti fra i cinque… sei
Dicevo che le stime (ottimiste, i numeri secondo me sono più alti) parlano di metà della popolazione che ha tradito almeno una volta. La scappatella, almeno è così che si chiama prima di diventare amantato ripetuto e poi fisso o alternativa al vecchio matrimonio, è una delle soluzioni più gettonate nelle coppie di lungo corso, o meglio in quelle che hanno meno dialogo. Oppure dove il dialogo non ha funzionato. Esempio? Tu gli hai spiegato che ti piacerebbe rifare un weekend con lui da sola e senza figli, gli hai spiegato che se ti compri un vestito nuovo e sexy dovresti suscitare le sue attenzioni automatiche e sincere (altro che “ah sì bello, scusa stavo rispondendo a un messaggio”), gli hai spiegato che così, se lui fa troppo in fretta, TU non raggiungi l’orgasmo. Sì glielo hai spiegato, lui ha detto sì, magari è stato più attento per un po’ ma poi tutto come prima. E tu adesso ti sei trovata un “fidanzato” che compensa tutto quello che lui non ti dà più. Il finale della storia è apertissimo.

Parlate e provvedete
Ci sono coppie molto evolute, che magari non si amano più come nei primi 36 mesi ma hanno un forte coibente che li tiene insieme (affetto, rispetto, figli, progetti, un po’ di buon sesso) che, quando lei o lui notano i primi effetti collaterali della routine, ne parlano insieme a fondo ma non si limitano all’analisi, cercano di prendere provvedimenti. Per esempio riprendendosi del tempo insieme da soli e sottraendolo finalmente ai figli, al lavoro e ai pensieri. A certi basta dedicarsi un viaggio ogni tanto, inventarsi un hobby o attività che unisca (mi viene in mente una coppia che ha scoperto il golf e se lo gode come nuova passione condivisa), altri si devono industriare di più, soprattutto se il calo di emozioni è legato al sesso. E qui è più difficile. non so se basta un reggicalze o un video porno per rilanciare il sesso di coppia, ho molti dubbi. Conosco coppie che hanno provato lo scambio per vedere che effetto faceva: magari si sono limitate ad andare in un locale a curiosare, portandosi poi a casa quello che li eccitava a livello visivo-onirico e facendolo proprio senza andare con altri. Certe coppie che sono andate oltre, rischiando in certi casi di assaggiare un piatto così forte da rendere insipido quello casalingo. Altri si limitano a raccontarsi le fantasie più sfrenate, e ciò riaccende il desiderio. Alcuni uomini molto pragmatici e poco vergognini si sono rivolti al medico per un aiuto chimico, scoprendo che funziona, può dare il giusto là, tempi adatti anche per lei e non è una terapia cronica, chi con il consenso-suggerimento della compagna, chi in segreto.

La coppia aperta
Alcune coppie, è sono l’evoluzione della precedente, una volta chiaritisi su cosa non va, soprattutto se è il sesso che non va, decidono di aprire la coppia. Fanno un patto: cosa ci manca? L’emozione del corteggiamento, della seduzione e del sesso novità? Bene, non c’è bisogno di tradire, non c’è bisogno di separarsi, non esistono persone che possono sostituirci, esistono però occasioni che possono farci divertire e darci emozioni, nuova benzina per la vettura coppia, da condividere però, da mantenere nell’alveo della coppia. E così decidono che si può fare e, badate bene, si può, non si deve. Perché il segreto sta lì, mi raccontano: non è che liberi tutti si corre in braccio al primo venuto. Se capita, ed è quello giusto, si decide con il beneplacito del partner. Sarà poi la coppia a decidere se raccontarsi tutto, condividere o no. Molte coppie usano gli amanti occasionali come propellente della loro coppia. E, fuori dalle esagerazioni (se lui esce tutte le settimane con una diversa non è coppia aperta, è lui che si fa i cazzi suoi o viceversa, non vedo “utilità” per la coppia) e dalle scuse (la coppia aperta è una licenza di “uccidere”, non una licenza di “strage di cuori”) se si trova un equilibrio succede anche che basti sapere che si può fare, senza farlo. In ogni caso, la maggioranza delle coppie che praticano questa soluzione si dichiarano soddisfatte, rilanciate con nuovo entusiasmo e con un nuovo equilibrio. Alcune però, ho notato, hanno fatto la scelta con un difetto di base: lui o lei hanno accettato la coppia aperta per non perdere il partner, e questa non è una buona assicurazione di longevità. La longevità di coppia vive sulla serenità, non sulla sofferenza controllata da vari “antidolorifici” sintomatici.

I pragmatici del ristorante stellato
Certo, mancano emozioni e sesso, e questo è un problema. Però vi “amate” ancora molto (amare senza virgolette non è molto, è tutto), la famiglia è serena, i progetti tanti, i figli devono ancora spiccare il volo. Che fare? Avete parlato. Certo, avete messo in atto weekend da soli e altri trucchetti per ravvivare il tutto, ma hanno effetti, per quanto buoni, a termine. La coppia aperta? No, non siete i tipi. Però qualcosa di buono ha, se gestita in modo intelligente e da coppia azienda. Mi viene in mente il ristorante stellato. In casa la tua cucina è buona: varia, saporita, di qualità ma è sempre la stessa. E’ come frequentare il caro vecchio sicuro e senza sorprese ristorante sotto casa. E’ comodo, non lo cambieresti per nulla al mondo, il prezzo è abbordabile e speciale per te ma… ti ricordi i primi tempi quando frequentavate spesso il ristorante stellato? Certo eravate innamorati, ma ogni piatto era sorprendente, nuovo, emozionante. E quel dolce che fa anche il ristorante sotto casa, lì allo stellato è da… orgasmo multiplo! E allora, con un’intesa che solo certe coppie longeve e solide hanno, senza che nessuno racconti niente all’altro ma tollerandone la possibile possibilità, capendone la funzione limitata, ogni tanto uno dei due si concede uno stellato. Per poi tornare sazio e stupito alla normalità, una normalità, mi assicura chi mi racconta la sua esperienza, sicuramente migliorate e proiettata nel futuro. Obietto: e se ti innamori del ristorante stellato? Lei mi risponde: improbabile, troppo caro, mica ci vai ogni giorno anzi… se ci andassi ogni giorno diventa una trattoria, mica ha i plus del ristorante sotto casa. E poi, se dovesse proprio succedere, vuol dire che il ristorante sotto casa, per quanto comodo e buono, forse ha cambiato cuoco. In peggio. Ma non ti senti ipocrita, chiedo io, non è un tradimento come gli altri? No, dipende solo dalla tua testa a da quanto ti fai dominare dalla paura del giudizio degli altri e da una tradizione che vede nel sesso qualcosa di essenzialmente sporco, mentre per me il sesso è bello proprio perché è “sporco”. E io: ma non è un compromesso? E lei: no, è un patto, spesso silente fra evoluti e intelligenti, pragmatici amanti. Un tacito consenso per il futuro.

A voi il giudizio finale, il dibattito e… la scelta su quale soluzione adottare per superare la barriera del tempo o, semplicemente e per non pochi, la boa degli “anta”.

Per molti, per fortuna, c’è ancora un futuro insieme.

Sincerely yours

credito foto: pixabay.com

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

Per la moglie un abbraccio, per te la manina... foto di cyano66 iStock
Per la moglie un abbraccio, per te la manina… foto di cyano66 iStock

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

È uno dei dilemmi numero uno di tante persone che vivono lo status di amante da un po’ di tempo, in media da oltre un anno diciamo.

Sono quelle amanti che hanno ormai superato la parte temporale ludica dell’amantato, quel primo periodo nel quale lui (sposato) e lei (libera o sposata, non importa, poi vi spiego perché) stanno insieme perché si sono conosciuti, piaciuti e scopati.

Hanno deciso di diventare amanti per rispondere a un bisogno diffuso con il tradimento che, secondo le statistiche, risiede principalmente nella caduta in verticale della qualità del sesso e del livello di attenzioni nella coppia ufficiale. Condisci il tutto con la noia della routine coniugale e l’insalata è pronta.

Dicevo, superata la fase ludica dei primi mesi di amantato, e cioè quello che io chiamo il “semestre delle giostre a letto”, i due amanti di solito si accorgono che oltre alle giostre, al sesso divertente ed emozionante, c’è di più. Saltano fuori sentimenti, legami che vanno oltre l’attrazione fisica e si inizia, piano piano, a pensare al futuro. Insieme.

Mi separo, non mi separo. I figli, la casa, ora glielo dico, gliel’ho detto ma lei dice riproviamoci, e poi la casa, la crisi, i costi. I sogni di una vita insieme contro la realtà di tutti i giorni.

Dopo il “semestre delle giostre a letto” gli amanti entrano dunque in una nuova fase, quella dell’anno (stima media) del “matrimonio parallelo”. I due continuano ad avere tutti i benefit o quasi degli amanti (principalmente sessuali e passionali) ma diventano una sorta di marito e moglie paralleli alle storie ufficiali. Insomma, è la fase in cui si vuole costruire qualcosa di nuovo insieme ma, per costruire, bisogna distruggere ciò che esisteva precedentemente.

E’ una fase mista di piacere e dolore, di programmi fatti e disfatti, di lasciarsi e riprendersi che, purtroppo, nella maggior parte delle volte sfocia in uno status quo che può durare anche anni.

Perché può durare anni? Perché lui, qualche volta lei ma a me interessa l’analisi del maschio, re incontrastato anche in questo campo dello status quo, a questo punto dell’amantato spesso risponde:

IO NON POSSO LASCIARE LEI E NON VOGLIO LASCIARE TE PERCHÉ VI AMO TUTTE E DUE, IN MODO DIVERSO MA VI AMO TUTTE E DUE

Di fronte a questa affermazione, maturata apparentemente nel tempo e fra gioie e dolori, voi ammutolite non avete scelta: continuare a fare l’amante, prendendovi le briciole di ciò che l’altra lascia (se siete fortunate anche pasti interi) o lasciare, cosa tutt’altro che facile, VISTO CHE VOI AMATE UNA SOLA PERSONA.

Allora, per deglutire l’amara e corposa pillola del AMO DUE DONNE MA COMUNQUE LEI, LA TITOLARE, NON LA LASCIO, vi chiedete:

SI POSSONO AMARE DUE DONNE CONTEMPORANEAMENTE?

LA MIA RISPOSTA È NO

Lui vi sta raccontando una balla, nel migliore dei casi una balla di cui lui si è convinto quasi fosse verità.

Analizziamo gli argomenti di chi vorrebbe sostenere che è possibile amare due donne contemporaneamente.

Si possono amare due donne contemporaneamente perché si amano in modo diverso.
Un po’ come la mamma o la sorella? Non fatemi ridere. Qui parliamo essenzialmente di sesso. La moglie non lo capisce, la moglie non scopa, la moglie fa solo la mamma, la moglie è diventata un’amica, una sorella alla quale lui è TROPPO affezionato per lasciarla e per farle del male: ok, tutte ragioni sufficienti per trovarsi un’amante, d’accordo, non sono un bigotto, ma l’amore è un’altra cosa. Possiamo infarcire le nostre motivazioni maschili di filosofia delle relazioni decotte ma il primum movens delle corna rimane, soprattutto per il maschio, il sesso. Lui scopa ancora la moglie? No? Guarda che non pochi uomini che dicono che non scopano da anni con la compagna hanno rapporti sporadici ma regolari. Anche perché lei avrà poca voglia, ma se la crisi matrimoniale non è dichiarata ufficialmente, lui non può avere sempre Mal di testa proprio quel giorno al mese in cui lei ha voglia… come spiegarglielo? No cara non posso perché domani ho un giro di giostra al motel con l’altra? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò.

No care amanti, l’amore è quella cosa lì: tutto e subito. L’amore è semplice, egoista, geloso, esclusivo. Chi è davvero innamorato non ha compromessi, altrimenti parliamo di altro.

Lui ama lei in modo diverso, come una sorella o un’amica e non potrebbe mai farle del male lasciandola?
Come no, possibile, però ha deciso. Di non lasciarla. E di fare, quindi, del male a te. Ti vuole ancora? Certo, altrimenti non ti racconterebbe la favoletta dell’amore DIVERSO per due donne, ma se tu lo mettessi, come immagino abbia fatto più volte nella vostra storia ormai, con le spalle al muro, della serie scegli me o lei, la sai già la risposta. Non può lasciare lei. E allora ama più te o lei? In realtà lui non ama nessuno, ama se stesso. Non lascia lei per tutti i motivi soliti del mondo (timore, sensi di colpa, soldi) e non vuole lasciare te perché scopi bene, lo fai sognare, sei una vacanza dalla routine, ti vuole anche bene non dubito, ma non abbastanza. NON ABBASTANZA. Brutto? Forse, ma spesso è così.

Lui ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuno
Falso. Se lo metti con le spalle al muro lui non lascerà lei, lascerà te, o meglio farà in modo che sembri che tu l’hai lasciato, perché non hai capito la grande filosofia del cuore spezzato e diviso in due, perché lo hai costretto a scegliere, perché sei egoista. Ma secondo te, i secondi matrimoni, quelli fra ex amanti che si amano al punto da mandare all’aria delle famiglie e si risposano, sono basati su scelte ponderate, su amori condivisi o sull’Amore con la A maiuscola? Se mai sarai costretta a lasciarlo ricorda: è lui che ha fatto in modo che accadesse, non sei tu che non capisci.

Insomma, possiamo raccontarci mille volte la storia dei due amori paralleli possibili, ma è solo una scusa per giustificare il nostro egoismo.

Se sei mai stata veramente innamorata sai come funziona davvero l’amore vero. Ti fa scegliere senza esitazioni. Di fare sesso. Di sposarti. Di fare figli. L’amore non ti fa vedere nulla tranne che lui, e forse ti sta succedendo anche adesso mentre lui ti dice che ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuna delle due. Però è disposto a farsi lasciare da te, in estrema ratio. Già, una scelta alla fine c’è. O rimani alle sue condizioni, con la tua fetta di amore parcellizzato o lo lasci ma, dice lui, sarà colpa tua, scelta tua.

Un po’ come se un rapinatore dicesse che ti ha sparato perché chiedendoti o la borsa o la vita hai scelto di non dargli la borsa. Non è colpa sua.

E tu, adesso, sei innamorata solo di lui, non di tuo marito. Tu sei pronta a lasciare tuo marito. le donne scelgono più degli uomini, hanno più coraggio degli uomini, sono meno legate alle cose terrene se sono davvero innamorate. Poi vabbè ci sono quelle che fanno i matrimoni azienda SPA, ma io qui parlo di amore vero.

Guarda, l’unica motivazione vera che io rispetto al punto da giustificare anche la separazione in casa è quella dei figli minorenni. Di fronte a figli minorenni, piccoli, adolescenti, la scelta degli amanti, lui o lei cHe siano, di resistere fino a quando non abbiano raggiunto un’età nella quale possano capire e metabolizzare al meglio (non senza dolore, questo sarà sempre impossibile) una separazione, che io credo sia in modo accettabile i 18 anni, sempre che non ci siano litigi tali da rendere ai figli per primi la vita coniugale impossibile, io dico che in questo caso ha senso dire Io non me ne posso andare. Ricordiamoci: non hanno scelto loro di venire al mondo, lo abbiamo scelto noi per loro. E, salvo situazioni di litigio aberranti, i figli vogliono egoisticamente i genitori insieme. Vacanze, notti e feste comandate. Sono naturalmente e giustamente egoisti. A loro non frega un cazzo se scopiamo o no, a loro frega di mangiare in tavola con i genitori. A loro frega “insieme”.

Figli a parte, quindi, la storia del io vi amo tutte e due in modo diverso e quindi non posso lasciare nessuna delle due è una cagata pazzesca, come direbbe il mitico e ormai perduto, almeno qui sulla terra, Villaggio.

Preferirei cento volte un uomo con i coglioni che vi dicesse: guarda, è vero che la nostra è una storia travolgente, è vero che ho fatto piani per il futuro con te, è vero che quando stiamo insieme è il paradiso ma… non me la sento, non sono pronto a lasciare lei, nemmeno a dirglielo, nemmeno a ridirglielo se mi perdona nonostante la notizia della tua presenza. Perché lei è ancora importante: per affetto, per i soldi, perché non posso reggere psicologicamente ed economicamente (il divorzio è ormai roba da ricchi) una separazione, perché…

Attenzione: dietro a questo amore diviso in due spesso si cela anche la paura dell’uomo per lo sconosciuto. Lasciare la strada maestra per una via sconosciuta non è da tutti, l’uomo è vigliacco e abitudinario. Come sconosciuta! dirai tu: sono tre anni che stiamo insieme, quando siamo insieme fuochi artificiali, mi hai detto che mi ami (attenta, lui ama ANCHE te, abbiamo scoperto dopo…) e adesso hai paura del passo? Certo, ha paura del passo. Del passo dal quale non si torna indietro. Ecco perché i secondi matrimoni rimangono comunque una minoranza e fanno pure fatica a decollare.

In conclusione, di fronte alla scelta CONTINUO A STARE CON UN UOMO CHE AMA DUE DONNE O LO LASCIO aspetterei cento volte di più uno sincero, che dice che nonostante siano passati anni con te ha bisogno ancora di tempo e adesso non ce la fa, forse non ce la farà mai, di un uomo che cerca di intortarti con la favoletta del poliamore condiviso e possibile.

Un uomo sincero forse un giorno lascerà lei per te, uno che parla di amore diverso e a percentuali credo di no.

La scelta rimane tua. Fare l’amante, una volta preso atto dei vantaggi ma anche dei limiti di un amore condizionato, chiamiamolo così, è possibile. Ha anche dei vantaggi, lo sai, se non sei già perdutamente innamorata.

Però, cara amica, se scegli di rimanere ragionate insieme su questo: l’esclusiva. Lui l’esclusiva non te la da, perché c’è l’altra (che dica di non andarci mai a letto hai già visto prima come la penso). Perché dovresti dargliela tu? Sì lo so, tu sei davvero innamorata e quindi gli altri uomini ti fanno quasi schifo ma… siccome avete parlato tanto di massimi sistemi e di amore diverso e condiviso, tu non puoi inventarti l’amicizia diversa e condivisa con altri maschi? Lui non vuole perché è geloso? Comodo, anche tu sei gelosa della moglie. Ma lui non ci scopa? Neanche tu (a meno che non ti venga voglia) non scopi i nuovi amici…

La sua reazione al SI ANDIAMO AVANTI COSÌ MA SENZA ESCLUSIVE è fondamentale. Capirai quanto tiene a te veramente, e quanto regge la filosofia degli amori diversi. Un bel test, soprattutto per lui. tra l’altro, ti farebbe bene frequentare in questa fase altri uomini, anche solo per socialità.

Molti uomini sono dunque capaci di tenere i piedi in due scarpe, a patto che l’amante si comporti da seconda moglie, cioè non abbia una sua vita privata libera. Troppo comodo.

E se lui rispondesse Non c’è problema esci pure con altri? Beh, o la sua fetta di amore per te è molto limitata o non siete amanti, siete una coppia aperta. E una coppia aperta si che è un amore “diverso”, ma deciso veramente da entrambi, non subito da uno.

Sincerely yours