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Ma se è tornato è perché mi ama ancora?

Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori...
Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori…

Lui era il tuo amante, il tuo compagno, il tuo fidanzato. Era perché, dopo mesi o anni di amore dichiarato, di sesso sfrenato e di sogni di vita insieme è finita.

E’ finita perché lui vi ha tirate sceme con le promesse ma non le ha realizzate. Non ha lasciato la moglie. Non è venuto a convivere con voi. Non vi ha sposate. Non ha smesso di tradirvi. Non ha lasciato l’altra, a volte LE altre.

Così voi, dopo aver staccato tutti gli assegni del vostro conto corrente dei sentimenti firmandoglieli in bianco, li avete visti investire in vacanze con la moglie, in fiori per l’altra, in weekend “da solo” con gli amici.

Finché, alla fine del calvario dell’attesa, vi siete arrese e avete deciso voi di finirla. Lo avete lasciato perché al vostro ultimatum lui ha risposto: ti amo ma non posso. Sei il più grande amore della mia vita ma non posso. E via con le scuse. Ma non posso.

Qualche campione di sensibilità ed egoismo avrà avuto anche il coraggio di dirvi che, dopo uno, due, tre, dieci anni di promesse non mantenute non avete saputo aspettarlo e quindi è tutta colpa vostra se lui non lascia l’altra. Rido per non piangere per voi.

Bene, questa la cronaca fino ad oggi. E adesso che succede?

Sono settimane, mesi che non lo sentite. Il silenzio terapeutico (leggi qui) calato fra voi e lui dopo la vostra decisione che così non si andava più avanti sta dando i suoi frutti emotivi.

Chi prima o chi dopo, ognuna di voi sta sostituendo il panico, la rabbia, il dolore profondo, la perdita, la sensazione che senza di lui il mondo sia vuoto e senza senso, con un senso di rinnovato benessere, di indipendenza, del fatto che non vederlo fa soffrire ma finalmente ha spezzato la continuità del dolore profondo, e che c’è un mondo la fuori ancora “vivo” e, soprattutto, che state tornando di nuovo voi stesse, le grandi donne che eravate prima di conoscerlo.

Qualcuna ha magari iniziato a rivivere una sana socialità, le più evolute e meno ferite o veloci a superare la convalescenza frequentano addirittura uomini nuovi (leggi la teoria del chiodo qui) andandoci o meno a letto, questione solo di quanto la ferita si è rimarginata.

Finalmente la vita normale sta riprendendo nonostante i flash back e i fisiologici e inevitabili momenti di malinconia e qualche lacrima sul passato quando… lui si rifà vivo.

Un messaggino. Un incontro più o meno casuale per strada. Una telefonata. Quelli senza ritegno osano persino un invito “per sapere come stai”, all’insegna dei bei vecchi tempi. Per “amicizia”, almeno quello dice…

A questo punto molte di voi si sentiranno come teletrasportate da una macchina del tempo infernale nell’abisso. Tutto ciò che avete costruito in settimane, mesi di riparazione del vostro dna emotivo distrutto da come vi ha trattato per mesi, anni, di come si è fatto lasciare per sfinimento ai limiti della crudeltà, sembra crollare di fronte a una mail, un messaggio, alla sua voce, alla sua presenza.

E’ gentile, usa i ricordi del passato più belli per blandirvi, si dimostra affranto per come è finita, vi ama ancora, siete state la donna più importante della sua vita, sì è vero è rimasto con la moglie perché è malata, perché non ha soldi, perché i figli sono fragili (anche se magari hanno 20 anni) ma lui sogna e ha sempre sognato voi. E, naturalmente, con l’altra non scopa. Mai. Forse non ci ha mai scopato (eppure hanno sei figli).

Se era libero non ha altre, non ne aveva mentre eravate insieme e i vostri sospetti erano infondati e lo hanno allontanato giusto il tempo di fare le vacanze con un fantasma con la terza di seno e il culo alla brasiliana.

Insomma, l’uomo perfetto si ripalesa con tutto il suo cuore. In quel momento, molte di voi si fanno subito la domanda sbagliata, sulla quale lui ha puntato le sue fiches.

Vi chiedete se lui è tornato perché vi ama ancora, ed è il primo passo per diventare di nuovo dipendenti da lui e, soprattutto, aprirgli le porte del vostro letto, del vostro cervello, della vostra capacità di ascoltare anche tutte le sue menate con la moglie o con l’altra (siete state delle sante a sorbirvi i dettagli di che cosa lui gli avrebbe regalato a Natale e di tutte le menate di scuola dei suoi figli).

Lui è tornato perché vi ama dunque? Domanda sbagliata. Quella vera è: lui è tornato, ma che cosa è cambiato?

Ha lasciato la moglie? E’ finalmente libero? Ha in mano la separazione scritta? Oppure vi sta rassicurando, a voce, per la milionesima volta, che adesso davvero lo farà? E’ tornato per rimanere o è solo di passaggio?

Perché, al netto del fatto che lui vi sta dicendo, esattamente come vi ha detto mille volte finché VOI non lo avete lasciato per distruzione fisica e mentale e fine fisiologica delle lacrime da versare, dicevo al netto che lui vi dice IO TI AMO E NON POSSO VIVERE SENZA DI TE… che cosa è cambiato concretamente? Vivrà ora adesso con te? O aspettiamo i “tempi tecnici”? Ma per favore, ragionate!

L’altra c’è? Scopate e poi lui torna a casa “per sistemare le cose”? No ragazze, per favore, non scherziamo con la vostra salute sentimentale e anche mentale.

Questo, se le cose non sono cambiate realmente e stiamo di nuovo a promesse per il futuro, può anche darvi nuove scadenze (la prossima estate sarò libero: chissà perché non il prossimo mese, settimana; lasciami il tempo di preparare il divorzio… ma come, lo dovevi preparare due anni fa!) ma non fatevi abbindolare.

Perché lui è lì per un solo motivo: ha bisogno di voi. Del vostro corpo. Della vostra testa. Della vostra disponibilità che rasenta la geisha.

Lui non vi ama, ama solo se stesso e i suoi bisogni. Vi ha amato forse, siete forse davvero stata la MIGLIORE di tutte (ed è per questo che torna anche), ma non vi sposerà, non lascerà l’altra, a meno che alle parole ci siano i fatti ora, qui, subito.

Vuoi entrare nel mio letto perché mi ami e te ne accorgi solo davvero adesso o di nuovo proprio perché questo “periodo di riflessione” (leggi qui) ha funzionato? Va bene, ma non esci da quella porta, non torni più a casa da lei. E vedrete che lui, di fronte a questo, non entrerà in casa vostra.

Perché è tornato allora? Perché vuole scoparvi. Perché vuole la sua psicologa e tutto quello che non gli dà l’altra, ma senza rinunciare a nulla. Vuole voi come completamento, l’altra per tutti i soliti motivi. Vuole due donne. Magari fra un po’ anche tre, una scappatella dalle due “ufficiali” ci sta, abbassiamo l”età anagrafica delle scopate ogni tanto.

Siete di fronte a un “mostro” di egoismo? La risposta è sì se non si ritira subito da questo tentativo non serio e a “scopo di scopata”, rendendosi conto che non può e non deve farlo se non ha deciso davvero di stare con voi e basta. Attente ai narcisisti (leggi qui)!

Non importa che sia confuso davvero anche lui, non si fa soffrire la gente perché lui ha “bisogno di rivederti” a costo di riaprire una ferita che si stava rimarginando lacerandola. Non importa che sia “solo per provare a rimanere amici”: chi ha amato e poi si è lasciato drammaticamente non può diventare amico (leggi qui).

Sono tutte scuse e il prezzo di questo ritorno non lo paga lui lo pagate voi. E lui, che è in cattiva fede anche se si dà mille scuse per rivedervi tutte validissime e ricolme di buone intenzioni, non si fa scrupolo di rifarvi male.

Ma non si rende conto che se vi abbandonerà di nuovo voi, oltre che distrutte nuovamente, vi odierete per esserci ricascate e la vostra autostima richiederà il triplo del tempo di prima per risollevarsi? No, per lui saranno problemi vostri. Lui sarà di nuovo lontano.

Lui, come alcune di voi mi scrivono, sta davvero male e ha problemi patologici affettivi che vengono dal suo rapporto con la madre o il bisnonno cretese? Voi ci avete provato, non siete una terapeuta… che si faccia curare seriamente e guarisca dai suoi problemi affettivi con chi di dovere. Se poi ci sarete quel giorno, karma. Ma guarito, non da guarire! Avete già dato, non ha funzionato, chiaro?

E poi ragazze, non confondete più l’amore con la sua voglia di figa, come qualcuno saggiamente ha detto.

Che fare? Non fate l’errore di ascoltarlo troppo, di rispondere al messaggio, di vederlo. Se proprio non ce la fate a mettergli un muro davanti, torturatevi il minimo indispensabile per capire se è cambiato tutto (qualcosa non basta) o siamo alle parole per l’ennesima volta.

Qualcuno torna davvero con serie intenzioni ma devono essere senza appello, senza ulteriori ritardi e senza esitazioni, senza se e senza ma. Potete dire finalmente e, soprattutto realizzare immediatamente cose semplici ma impossibili fino a ieri come: stasera dormi qui. Domani ci vediamo. Sabato partiamo. Ti chiamo io quando voglio. Ti presento alle mie amiche, alle persone che contano per me.

Non andateci a cena o a pranzo “per parlarne per l’ennesima ultima ultimissima giuro volta”. Men che meno a letto.

Altrimenti tutto quello che avrete sofferto e fatto per liberarvi dal suo giogo emotivo non sarò servito a nulla e ricadrete nel baratro.

Non ce la fate? La tentazione è troppo forte? Prendete tempo prima di rivederlo e andata dall’amica o dal terapeuta, esperto, quel che volete per farvi consigliare e aiutare, ma soprattutto per ragionare a voce alta su questo “ritorno di fiamma”, la sua concretezza e le conseguenze fisiche e reali di riprovarci con lui.

Siete riuscite, come spero, a respingere l’attacco e dopo un po’ lui, senza ritegno e pietà, ci riprova? Bloccate il numero. Bloccate le chat. Bloccate tutto. Altro che amore, questo è egoismo da diffida con zona di rispetto lontano da voi tipo polizia scientifica.

Non cadete più nella trappola del tutto chiacchiere, libidine ed egoismo. Vivete di nuovo. Troverete, così, anche il vero amore (leggi qui). Perché, come diceva il grande Indro, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili.

Sincerely yours

Ma la pausa di riflessione serve?

Rifletto corteggiando altre
Ti spiace se mentre siamo in pausa di riflessione mi faccio il mondo?

Mi serve una pausa di riflessione. Ci serve una pausa di riflessione. È il momento clou di moltissime coppie. Di tutti i tipi, dai fidanzati (a volte anche senza aver compiuto un anno di anniversario) agli amanti, passando per i matrimoni decotti (almeno dagli indizi).

La pausa di riflessione è stata inventata nel 1457 da tal Nicolò dei Pellicciai, nobile decaduto veneziano (per le troppe spese) il quale, interpretando la summa di tutti i difetti maschili nei rapporti con le donne, ebbe a scrivere un libello sull’argomento, il “De prendere tempo in copulatio libertatis erga omnes” (latino volgarizzato che significa, in sintesi: prendo tempo con una per scoparmi il mondo, poi magari torno), che oltre a teorizzare le regole della pausa di riflessione per, lo scrive lui stesso, “adiuvare lo maschio a mantenere lo piede in due calzari senza incorrere in nefaste contumelie e legulei”, ebbe così fortuna da consentirgli di sperperare tutti i nuovi denari incamerati con il libretto in ulteriori riflessioni alte e brune.

Scherzi a parte, letto il libello del mio avo, ho capito che certe spiegazioni sono rimaste valide anche dopo secoli e, come al solito, qui mi voglio concentrare sulle motivazioni maschili di cotanta richiesta. Eccole, divise per scusa palese e traduzione recondita.

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHÉ SONO CONFUSO
È la pausa di riflessione più diffusa fra i single, separati o divorziati che stanno con una donna da meno di un anno o giù di lì.
La confusione è la scusa: uno è confuso quando non capisce più non si sa che cosa, ma alla vostra domanda “ma tu mi ami ancora” risponde confusamente:”sì certo, Oddio penso di sì, ne sono quasi sicuro, sono molto confuso”.
Proviamo a non vederci per un po’ così mi schiarisco le idee. I messaggini e qualche telefonata sono concessi perché, dice lui, questa pausa di riflessione non è un addio ma un arrivederci.
Nel libello del Nicolò il veneziano viene spiegata la recondita motivazione di un comportamento in tal guisa. Il nobile Serenissimo spiega di aver chiesto all’epoca alla fidanzata di turno la pausa di riflessione perché aveva intrapreso intensa corrispondenza con tale Donna Marianna di Torcello, e ormai le epistole erano arrivate all’erotico spinto, tanto che i due avevano già un appuntamento in una locanda dalle parti di San Michele.
Riportata ai giorni nostri, la motivazione recondita rimane la stessa: il tuo lui sta chattando da circa un mese con una bellona conosciuta su facebook, per esempio pescata fra le tue amiche (gli uomini sono pigri e odiano perdere troppo tempo prima di scopare, a meno che non siano per l’onanismo virtuale, leggi qui per approfondire il tema). Ormai si sono anche visti e piaciuti e lui, la prossima volta, è sicuro che la cena finirà in un orgasmo, il suo basta e avanza.
Però non vuole sentirsi colpevole, non vuole perderti (non si sa mai, l’altra promette bene ma potrebbe essere un sacco di patate mentre tu sei una certezza, come sai fare tu i tortellini…) e, dato che lei è una tua “amica di Facebook” (di serie b, mica è scemo a farsi beccare da una tua amica vera) vuole evitare sputtanamento eventuale urbi et orbi in bacheca. Quindi, citando il mio avo ” non esiste al mondo di miliore cosa in codesti frangenti che tener calma la femina al focolare mentre si va a goder de l’Amur de altra femina calda e nova”.
Così lui ti chiede una pausa non tanto lunga, diciamo che non ci vediamo per un mesetto, che è sufficiente per trombarsi bene l’altra. A codesta potrà inoltre dire di essere libero, dopo che in chat ha detto che era in crisi con te (siete amiche su facebook ma come tante, e quindi all’oscuro della trama del novello casanova) e fare con lei innumerevoli giri dell’orologio a letto.
Come vi accorgerete se la pausa di riflessione diventa tombale? Dai messaggini e telefonate. All’inizio sono sempre rassicuranti, perché lui si sente in colpa, vuole accertarsi che voi non abbiate sgamato la comune amica e vuole che rimaniate ad aspettarlo facendo il risotto che gli piace tanto, perché l’altra sì scopa bene, ma non sa fare il risotto.
Se i messaggi e le telefonate si fanno sempre più rare e voi, tentando un contatto, ottenete risposte da telegramma in ritardo di 24 ore preferisce la carbonara al risotto (leggi perché non mi scrive qui) e farete anche molta fatica per sentirvi dire di nuovo “sono sempre più confuso”.
Già perché l’uomo non lascia mai, si fa sempre lasciare. Cito Nicolò dei Pellicciai:” lo più periglioso atto che gentilomo possa esercitare su donna de facto in abandono est palesarle il de facto stesso cum vere motivazioni”: ciò può esporre a strali tali e tanti da indurre la Serenissima a comminare esilio (oggi bloccato su facebook)”.
Quindi non solo non ti lascerà (leggi qui), ma ti tirerà scema finché non lo farai tu.
Consigli? All’annuncio controlla bene i suoi movimenti social (aumentati? Stranoooooo) e dopo le prime telefonate prova a dirgli: ho conosciuto Ugo, posso scoparmelo? E vedi come reagisce. Se salta di gioia capisci. Se ti fa una scenata ma dice “lo sapevo che non eri la mia donna del destino” e coglie l’occasione capisci. Se ti dice perché no, liberi tutti, servirà per capire meglio capisci. Se mette giù il telefono e corre da te ti ama: in questo caso digli che Ugo non esiste. Al contrario, fatti subito Ugo. In ogni caso la pausa di riflessione sarà servita soprattutto a te.

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHE’ SIAMO IN CRISI
Questa è la pausa di riflessione tipica dei matrimoni in crisi.
Qui i casi sono due.
O lui ha già un’altra da tempo che lo sta pressando per separarsi anche se non se la sente, e tenta di mantenere il piede in due scarpe con una mossa disperata che è quella di uscire “temporaneamente” da casa (di solito finisce dai suoi genitori, che già significa temporaneo del temporaneo), in modo da non mettere te di fronte a una separazione “vera” e calmare l’amante che finalmente vede segni di vita e un progresso magari dopo anni di attesa e promesse.
O lui ha un’amante fresca che lo ha travolto fisicamente e mentalmente e vuole godersi un periodo di intensiva con lei ma con il paracadute, e cioè con te che lo aspetti.
Consigli? Come ho già avuto modo di scrivere, inutile cercare e, una volta scoperta l’amante, prendersela con lei. La febbre non è colpa del termometro e un’amante si insinua sempre in una situazione già in crisi, non la provoca salvo i rari casi di colpo di fulmine, che possono avvenire soprattutto in giovane età (dopo i 40 si chiamano miracoli). Quindi il tradimento nasce, nella maggioranza dei casi, per un concorso di colpa fra coniugi (leggi qui).
La domanda tua è: io lo amo ancora? Pensare che possa avermi tradito o tradirmi non mi impedirebbe di riprovarci con lui? Se la riposta è sì non puoi impedirgli di uscire ma puoi lavorare perché lui senta la tua reale mancanza. Lui non sa ancora se l’amante è davvero la nuova compagna, altrimenti non avrebbe chiesto una pausa di riflessione, avrebbe chiesto la separazione. Certo, come narra Nicolò l’antico l’uomo è “nunc vile e semper attendista”, ma di solito pausa di riflessione significa anche tenersi aperta la via del rientro. Anche se la tua è spalancata, ricorda che in amore vince chi fugge (leggi qui) e se lui pensa che sei lì a fare il suo risotto in attesa del ritorno del figliol prodigo si farà gli affari suoi. Se invece si accorgerà, finalmente in assenza della tua presenza, che la terra frana sotto i piedi e potrebbe perderti per sempre… Ah, adegua messaggi e telefonate a questa strategia. Ti pieghi ma non ti spezzi (era il motto del mio avo).

VOGLIO UNA PAUSA DI RIFLESSIONE PERCHE’ TI AMO ANCORA
No, questa volta non è una presa per i fondelli del mio antenato. Lui probabilmente vi ama ancora ma problemi, litigate e routine più errori di coppia, soprattutto se prolungati nel tempo, vi hanno messo in crisi. Può esserci stata un’altra donna, o magari un altro uomo per voi, anche temporanei, ma sono i sintomi dello stesso male. Qui motivazione e scusa recondita collimano. Se siete veramente in crisi e lui è uno con le palle, che a situazioni di stallo reagisce sempre con l’azione, la sua richiesta di pausa è realistica e non nasconde amanti. Se poi avrà altre donne fa parte della risposta alla sua domanda: amo ancora mia moglie? Per saperlo ormai, fatte tutte le altre prove, non gli resta che quella del distacco. Tu devi chiederti: io voglio lui qui con me per motivi che nulla hanno a che fare con l’amore di coppia, tipo paura, solitudine, soldi o figli? Se la risposta è sì il periodo di prova si concluderà con una separazione definitiva. Se vi amate ancora la distanza, il silenzio risveglierà il MI MANCHI, un potentissimo motore di recupero. Le coppie che da una crisi rinascono sono una minoranza lo so, ma ci sono. Ovviamente non parlo delle coppie che stanno assieme per convenienza, per i figli e sono separati in casa o matrimoni azienda. Parlo delle coppie che rinascono dalle ceneri.

ps
ho giocato con un mio presunto avo ispirato dall’opera che vedete nella foto e che mi regalò mio zio Plinio Calore, ultimo di una dinastia di mercanti d’arte in famiglia. In realtà il mio avo vero si chiamava Vittore (1459-1543) nobile veneziano scrittore e autore di un trattato di intonazione addirittura religiosa. A lui chiedo venia per le licenze storiche e araldiche, per il latino maccheronico e l’irrispettosità dei temi (anche se i Veneziani tutti potrebbero dare lezioni in campo amoroso).

Viva San Marco, viva Venezia!

Sincerely yours

Tutta e solo colpa dell’amante

Adesso chiami la tua amante davanti a me
Adesso chiami la tua amante davanti a me

È tutta colpa dell’amante: adesso la chiami e la lasci di fronte a me

Nella saga degli amanti, spesso tragedia dell’amore incompiuto, arriva un momento in cui il coniuge tradito di uno dei due scopre l’esistenza dell’amante.

Che cosa succede in questi casi? A leggere le vostre storie di amanti, i commenti su questo blog sul tema (tantissimi e interessantissimi, prendetevi del tempo per leggerli, ne vale la pena) e raccogliendo le vostre “confessioni” su messenger o alla mail anpellizzari@icloud.com spesso succede ciò che segue.

LA MOGLIE SE LA PRENDE SOLO CON L’AMANTE
Se una volta il tradimento veniva punito più frequentemente con un immediato calcio nel culo e telefonata all’avvocato più feroce del circondario oggi, complice la crisi economica, il panorama di solitudine sentimentale che caratterizza molte delle storie dei single over 40 (il mercato degli uomini papabili è desolante, lo descrivo spesso in queste pagine) e tutta una serie di vincoli matrimoniali che vanno dai figli piccoli al mutuo oggi, dicevo, la moglie tradita “perdona” e tiene in casa il marito traditore.

O meglio, più che perdonarlo lo tramuta spesso, seduta stante, in povera vittima delle trappole sessuali di qualche zoccola senza scrupoli, quella che qualcuno sui social ha descritto come “la vacca che arriva nel tuo giardino ben curato da anni e te lo divora in una scopata”. Ho già scritto qui che il tramonto del sesso di coppia, non la vacca, decreta spesso la fine di una coppia longeva.

Questo tipo di moglie tramuta il marito in una sorta di figlio aggiuntivo, sublimando la marachella (anche se lui ha l’amante da tempo, a volte anni) con un astio che si concentra tutto su “Quella Troia rovina famiglie”.

Come se il termometro fosse colpevole della febbre, come se non esistesse mai un concorso di colpa anche del coniuge tradito in queste vicende (leggi qui), come se lui fosse reso incapace di intendere e volere da una scopata fatta come si deve.

Insomma, come nelle dittature descritte dalla storia, certi coniugi additano come unico responsabile dell’attacco vile alla madre patria il nemico esterno, subdolo, feroce, rovinafamiglie.

È più facile fare così ma non salva il matrimonio è, soprattutto, non lo preserverà da future corna.

Perché un regime carcerario da 41 bis in casa, col telefono sotto controllo, i social chiusi per fine attività e le uscite da single del marito azzerate non potranno durare per sempre e, quando il tempo avrà fatto assopire il cane da guardia, il lupo pur avendo perso il pelo a suon di litigi e minacce ricomincerà col vizio.

Non solo perché il lupo è e rimane un predatore, ma perché evidentemente quello che non ha funzionato nel matrimonio, fosse sesso inesistente o routine da colpo di sonno ogni sera davanti alla tv, continua a non funzionare.

Le 2-3 coppie su dieci che vedo e delle quali sono a conoscenza che, di fronte allo shock del tradimento sono risorte davvero e hanno ricominciato rilanciandosi, non hanno infatti reagito additando il terzo incomodo come unico e solo responsabile del disastro. Anzi, spesso non se ne sono curate per nulla, se non per le ovvie domande di rito e utili a capire (la ami, da quanto siete insieme, che cos’ha lei più di me…). Queste coppie si sono concentrate sull’analisi interna del che cosa abbiamo sbagliato con l’intento di capire per ricostruire.

Queste coppie rinate hanno scoperto, grazie proprio a un tradimento, che l’affetto aveva sepolto l’amore nella routine.

Quindi non è il possesso e il controllo che salverà il tuo matrimonio. Mai.

E l’amante non c’entra nulla. È solo la buca su una strada sconnessa e non mantenuta ad hoc da immemore tempo.

A meno che non abbia fatto lei, l’amante, la grandissima cazzata di informare la moglie per ripicca, vendetta o nel tentativo folle di far prendere a lui una decisione troppo spesso rimandata, un atto di suicidio sentimentale e morale che non giustifica forse altrettanta violenza, ma il biasimo generale in questo caso sì (leggi qui). Ed è inutile, ma molto utile per disprezzarsi ed essere disprezzate. Un buon modo per passare dalla parte del torto quando non è un torto amare un uomo impegnato. Semplicemente succede. Anche a chi è stato precedentemente tradito.

LA MOGLIE LO COSTRINGE A CHIAMARE L’AMANTE
Fra le umiliazioni più dolorose e allucinanti che mi raccontate c’è quella di lei che dopo averlo catechizzato per bene e averlo costretto a giurare che lascerà senza indugio l’amante, non paga di aver assistito alla scena a volte raccapricciante per autolesionismo maschile del mea culpa, pretende che lui chiami l’amante in diretta per lasciarla.

Così lui chiama, recita la sua parte da cane bastonato e da uomo senza attributi (gli stessi che sfoggiava al motel) e l’amante sente pure sotto le contumelie e gli insulti della moglie inferocita.

Una scena penosa e soprattutto inutile per salvare un matrimonio spesso irrecuperabile. Ma tu moglie davvero vuoi tenerti un uomo così, al guinzaglio, col braccialetto elettronico alla caviglia che suona se si allontana da casa e ridotto a figlio minore ripetente? Questo sarà il vostro nuovo futuro, amore, matrimonio?

IL CONIUGE CHIAMA L’AMANTE DIRETTAMENTE
Un’amica ha paragonato questo gesto a quello di un bambino che sta perdendo al gioco e per questo ribalta per terra il tabellone o le carte, oppure se ne va o picchia l’avversario.

Apparentemente giustificato dalla disperazione, questo gesto, questa volta non solo femminile perché posto in essere anche da qualche marito, oltre ad avere tutti i difetti descritti nelle reazioni precedenti, ha in più una caratteristica di autogol pazzesco, e mi ricorda un po’ quel marito tradito che per fare dispetto alla moglie traditrice si era tagliato le palle.

Perché autogol? Perché per assurdo è meglio dibattere e coinvolgere il partner in una discussione che sfocia nel “adesso lo/la lasci” che entrare a gamba tesa costringendo l’altro o l’altra a lasciare il campo fra improperi e minacce spesso fuori da ogni logica ma anche legalità.

C’è gente che si è trasformata in stalker e ha avuto anche guai legali per aver tentato di “convincere” direttamente l’amante, attraverso la violenza verbale e spesso minacciando anche quella fisica, pensando che contro una persona spregevole come una o un “rovinafamiglie” tutto sia lecito.

Sfoghi a parte, il fatto che dall’altra parte la risposta possa essere pacata, soffocata da sensi di colpa vari e l’amante batte in ritirata, tu che hai preso in telefono in mano hai avuto una vittoria di Pirro. Forse hai scacciato la vacca che ti mangiava il prato ma il tuo esercito si è distrutto per questo. Ora ci sono solo morti sul campo di battaglia.

Non solo. Tua moglie o tuo marito forse ti lasceranno per questo, se non subito dopo, perché toccheranno con mano quanto il tuo gesto non sia disperazione ma prepotenza, non sia amore ma possesso.

Risultato? Forse quell’amante batterà in ritirata ma il tuo coniuge ti disprezzerà, perché ancora una volta gli avrai fatto toccare con mano che in fondo, lei o lui, non contano nulla anche in questo drammatico frangente. I loro sentimenti non contano nulla, se ne resteranno col cuore spezzato e identificheranno in te il fallimento della relazione (extraconiugale), che forse sarebbe fallita comunque ma sicuramente non torneranno tra le tue braccia. Non si vince al gioco dell’amore barando.

IL CONIUGE TI PERDONA. E BASTA
Lo so che sembra che io sia sempre dalla parte degli amanti, ma lo sono solo per un motivo che ripeterò alla nausea: il termometro non è la causa della febbre, ne dà la misura e basta.

Quindi inutile prendersela con chi va con gli sposati: il 50% della popolazione adulta ha avuto almeno una volta una storia con una persona impegnata quindi cosa ci stiamo raccontando? Forse dovremmo piuttosto rivedere dinamiche dogmatiche come quella dell’eterna fedeltà e dell’indissolubilità del contratto matrimoniale. E chi oggi si erge a censore della morale altrui il più delle volte di nascosto ne fa di cotte e di crude o potrebbe ritrovarsi domani nascosto nudo in un armadio, quindi un bel tacer…

Tornando al coniuge che perdona davvero, ecco una figura che io ammiro tantissimo. Perché così come me la prendo con il tradito cieco di livore che dà lui o lei il colpo di grazia al suo matrimonio come descritto nelle storie precedenti, così riconosco il grande dolore di chi ama ancora il coniuge che invece ha preferito, anche se temporaneamente, altri.

Un dolore profondo, il crollo delle certezze che ho provato anche io, come tutti i traditi. Eppure ci sono persone che amano così profondamente per le quali il tradimento non è sufficiente per non perdonare e per non riprovarci.

Queste persone non contattano l’amante, non minacciano, non pretendono nemmeno che il coniuge chiuda con la storia in atto, chiedono solo: ma tu mi ami ancora? E di fronte a veri o pietosi non lo so aggiungono: possiamo riprovarci?

E lo pensano veramente: dolore, soldi, figli non contano nella volontà di stare assieme, conta ancora l’amore.

Non sono mossi dall’egoismo nel rivolere che il partner torni da loro ma, mantenendo la dignità e lasciando lo spazio al coniuge per capire cosa vuole realmente, sono anche capaci di farlo ritornare grazie all’atteggiamento mantenuto. Queste due persone saranno probabilmente in grado di far ripartire la loro unione e l’amore perché non saranno stati intaccati dai gesti sopra descritti ma si alimenteranno della stima e del rispetto dimostrati.

Queste persone sono davvero le uniche ad avere reali chances di rigenerare la coppia e, in più, non dovranno mai maledirsi per aver costretto il coniuge a una convivenza forzata che poi spesso porta comunque ad altre corna e divorzio.

A loro i miei più sinceri auguri di successo o di autogiarigione, magari attraverso un nuovo amore anche per loro.

LA MORALE
Minacce, violenza fisica o verbale, proiettare all’esterno della coppia le responsabilità del fallimento interno o della fine di un amore possono soddisfare la sete di vendetta immediata o fare da paraocchi per un po’, possono mettere ko un amante non serio nelle intenzioni e far guadagnare tempo a una famiglia zoppicante, ma è una bomba a orologeria destinata a deflagrare presto.

Una bomba che non solo distruggerà quel che resta di quello che era il vostro amore di una volta, ma brucerà anche stima e affetto, due valori che mantengono buonissimi rapporti fra molti separati e divorziati, e Dio solo sa quanto ciò sia importante se ci sono di mezzo i figli.

Sincerely yours

Foto Voyagerix iPhoto

Serata Pellizzari a Milano: mogli e amanti

Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti
Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti

Care lettrici, mi avete chiesto non più di leggere i miei post su questo blog e basta ma anche di confrontarvi con me è dibattere live gli argomenti a voi più cari e cruciali.

Così, come ormai sapete, il mio blog è diventato itinerante passando dal virtuale al reale. Ci siamo visti in Toscana (leggi qui il resoconto) e poi a Milano, nell’accogliente Bistrò di corso Magenta.

Rispetto alla Toscana, la serata è stata più intima sia come numero di partecipanti che per il tema scelto, che era quello degli amanti, prendendo spunto dall’articolo (uno dei più letti del mio blog) lui non lascia lei ma non lascia neanche te.

Volutamente più intimo, quasi una tavolata fra amiche, anche se la cosa più interessante è stata avere, fianco a fianco, le due facce della medaglia, e cioè le amanti e le mogli, in alcuni casi persino chi ha avuto tutti e due i ruoli.

L’atmosfera è stata così intima che tutte non hanno avuto remore nel raccontare le loro storie o parti di esse.

Le amiche lettrici Citavano i miei articoli, volevano Conferme su quanto fatto nel loro caso e sapere come trovare nuove vie di uscita da situazioni bloccate e infelici.

Cercavano anche conforto sul perché fosse giusto tenerseli questi uomini amanti o partner infedeli che sembrano non decidere mai per l’una o per l’altra metà della loro vita.

Ho visto anche il Bisogno di conferme sui comportamenti tenuti, da tenere e su come comportarsi nei confronti dei partner.

Come andare avanti? La domanda finale, per tutte, è stata questa. E le risposte sono arrivate, soprattutto dal confronto fra di noi.

Come a Le Buche in Toscana, abbiamo sforato di un’ora i tempi prefissati per la discussione. Ho moderato tanti incontri ma, credetemi, ero il primo a non voler finire di parlare, unico uomo privilegiato della serata fra nuove e vecchie amiche del mio blog.

Ci siamo ripromessi di rivederci al prossimo evento a Milano, che stiamo organizzando anche per recuperare coloro che non sono riuscite a venire in questo inizio di ottobre 2017.

A proposito di prossimi eventi, date e luoghi di mio passaggio.

Vi posso già confermare che avrò sicuramente tappe a Modena, Roma, Torino, Firenze e Bari. Vi farò sapere luoghi e date ma…

Mi state chiedendo di venire un po’ ovunque, soprattutto se non siete fra le città già previste.

Allora, Potete anche proporvi di organizzare un evento creando già dei gruppi di amiche pronte a partecipare (non siete in poche a raccontarmi che già fate cene e aperitivi periodici fra amiche per parlare dell’ultimo articolo del blog di Pellizzari e… vi confesso che vi ho un po’ copiato con l’idea delle serate Pellizzari), suggerire una location a voi gradita dove volete

Scrivetemi a:
Anpellizzari@icloud.com

Una mail che potete usare appunto per invitarmi, proporvi per organizzare localmente la cosa o solo per farmi domande private su argomenti che vi interessano.

Ah, sono benvenuti anche i lettori maschietti, in Toscana c’erano e hanno contribuito brillantemente al dibattito.

Grazie e… Sincerely yours

Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours 

C’è un futuro per le coppie di lunga data?

Che orizzonti ha la tua coppia?
Che orizzonti ha la tua coppia?

Ci sono coppie che stanno insieme da molto tempo. Lui e lei si sono conosciuti ai tempi del liceo (o giù di lì), magari si sono sposati neanche trentenni e hanno avuto subito un bambino.

Che bello: una volta l’amore non aveva “tempi di opportunità” e ci si sposava e basta.

Poi c’è stata la seconda era, quella in cui il matrimonio medio vedeva lei 35enne e lui verso i 40, complici carriera e lavoro o un matrimonio fallito alle spalle (quello dei vent’anni, guarda un po’). In ogni caso anche queste coppie medio giovani come longevità hanno magari già alle spalle, oggi, 10-15 anni di matrimonio o convivenza. Un bel pezzo di vita insieme.

Ma durerà? Quanto? E come?

Domanda non inutile, visto che molte di voi inizieranno a chiederselo, soprattutto se iniziano a cogliere segni di stanchezza.

Quali sono? Quelli che, secondo le più recenti statistiche, spingono a tradire 6 donne su 10 e 5 uomini su 10.

Sono la noia, la routine e il sesso di scarsa qualità e frequenza.

Noia e routine trasformano lui in un pantofolaio distratto, che fornisce magari la sicurezza della ripetitività ma non molte emozioni e attenzioni, lei in una donna dedicata totalmente ai figli e-o alla casa o al lavoro, che ha dimenticato il tacco 12 in lavastoviglie o in ufficio. Ma sono solo esempi, tu sai di cosa sto parlando, se lo stai vivendo sulla tua pelle.

E il sesso? Il vantaggio delle coppie di lungo corso è che ormai, a letto, di solito fanno un compendio di quello che è preferito da tutti e due, una specie di compromesso fra il preliminare che piace a lei, quello che piace a lui seguito dalla scopata nella posizione più gettonata dai due, diciamo con durata dai 15 ai 30 minuti compreso tutto (no, la doccia è esclusa ti prego) e frequenza di una volta alla settimana, figli permettendo e quando il giorno dopo si può dormire.

Un sesso non dico non piacevole, magari coronato dal quasi sempre orgasmo di lei (l’arte dell’orgasmo simulato ha i suoi vantaggi matrimoniali). Magari ci scappa ogni tanto un fuori programma, di solito orale, di solito per lui (tu, eventualmente, provvedi da sola e fantastichi un po’, in base ai tuoi picchi ormonali).

Insomma, si può vivere a lungo insieme così? In fondo il sesso è basico, non è più quello di una volta certo, ma può bastare. E la routine dà calma piatta ma sicurezza. In fondo la famiglia ha ancora grandi progetti, i figli, le case, il reddito, il futuro insieme. Fuori vedi tante tempeste dal tuo porto sicuro. Ci vediamo fra dieci anni…

Purtroppo, o per fortuna, non funziona sempre e solo così. Perché la natura umana non è così.

Gli studi ci dicono che l’innamoramento vero, quello esclusivo e passionale, l’amore con la A maiuscola (il motivo per cui l’hai sposato) dura dai 18 ai 36 mesi, dopodiché si trasforma in qualcosa di diverso, meno forte ed esclusivo. Chiamalo affetto, chiamalo come vuoi, è comunque diverso. Forse sufficiente per andare avanti molti altri anni, ma è diverso.

Sono ormai convinto che la fedeltà sia strettamente connessa all’innamoramento, e sia imparziale. Uomo e donna, per una volta identici sotto il profilo amoroso, quando sono innamorati non pensano e non vedono altri. Il sesso e la passione sono concentrati su una sola persona, ti può passare vicino il più bell’uomo del mondo che forse, al massimo, gli darai un’occhiatina.

Ma se l’innamoramento cessa al massimo dopo tre anni, anche la fedeltà non ha più questo paracadute dopo tre anni.

Ed è da questo momento che inizia il timer del possibile tradimento, anno dopo anno.

Aggiungici il “panico” da età che avanza e il timer del tradimento può avere un brusco acceleramento, come quando nei film il protagonista taglia il filo sbagliato della bomba e i secondi partono a razzo di colpo.

Nel maschio, infatti, di solito intorno ai 50 anni, scatta una molla che si chiama “voglia di vivere”, e che si traduce in un bisogno di provare a se stesso che sì, invecchio, ma sono sempre un Uomo con la U maiuscola. Come provarmelo? Con il successo nel lavoro magari, ma non basta: devo sentirmi ancora attraente e capace sessualmente. E non tutti si rivolgono alla moglie per avere riprova di questo.

Nella donna, in genere, la molla “oddio il tempo passa” scatta varcati i 40, età nella quale siete splendide. E lo sarete anche a 50, toglietevi pure 10 anni se avete saputo curare la vostra bellezza, fanculo la menopausa! Per non parlare di certe sessantenni impossibili da inserire in anagrafe precisa! Il problema è che, nonostante la bellezza che riflette il vostro specchio e gli sguardi degli altri maschi (vostro marito è distratto e avaro di complimenti?) le donne sono abilissime ad autocriticarsi e trovarsi mille difetti, da qui la crisi di identità.

E quando una donna va in crisi di “oddio il tempo passa” di colpo può accorgersi che la “comoda” routine, la “cullante” noia e il sesso “tutto previsto” non sono più una sicurezza sulla quale adagiarsi, ma un fardello insopportabile.

Allora, se il porto dal quale vedi le tempeste degli altri ti rassicurava, ora ti piacerebbe vivere una tempesta. Non dico un uragano, ma una tempesta che ti tolga il fiato fino a tornare di nuovo in porto sì.

In questi casi, se l’uomo è un praticone al quale il più delle volte basta una scopata galattica con una giovane bellezza imperiale (magari anche più di una) anche non parlante, voi donne siete più complesse: volete emozioni e qualità a 360 gradi.

Il che vuol dire che se un uomo bello e simpatico, fascinoso e intelligente inizia a corteggiarvi, a riempirvi di attenzioni, a farvi sentire belle e giovani beh, se poi vi scopa anche bene strappandovi sensazioni che credevate rimaste ai 20 anni… beh, la vostra solidissima coppia deve rivedere forse i suoi orizzonti.

E qui torniamo alla domanda iniziale: siamo tutti destinati, per i motivi suddetti, al divorzio o a una vita sicura ma non appagante?

Dipende da quanto la nostra coppia è evoluta e forte.

O prende atto che la fedeltà è a rischio, finito l’innamoramento, e che la routine non è garanzia di durata (almeno quella felice) e il sesso deve rimanere sopra una certa soglia di qualità altrimenti diventa una soap opera di cui conosci già la trama, e si resetta e si rilancia per rinascere attraverso un nuovo equilibrio, o rischia nel futuro.

E qui, a vedere quello che mi raccontate e che succede nella maggioranza dei casi le strade sono le seguenti.

La pace dei sensi
Decidete di non affrontare l’argomento fra di voi perché siete fra i “fortunati” (dipende dai punti di vista) che non mettono il sesso e le emozioni in cima alla lista delle loro necessità. Magari siete aiutati dagli ormoni, in fase calante e non ascendente, magari da giovani vi siete tolti tutti (ma tanti) gli sfizi, magari è proprio la mancanze di esperienza che vi mantiene “tranquilli”, di fatto ci sono mille motivi per continuare così e in fondo, sì potrebbe essere meglio, sì ogni tanto sogni a occhi aperti, ma quello che importa è la famiglia istituzione. Amen

Benvenuti fra i cinque… sei
Dicevo che le stime (ottimiste, i numeri secondo me sono più alti) parlano di metà della popolazione che ha tradito almeno una volta. La scappatella, almeno è così che si chiama prima di diventare amantato ripetuto e poi fisso o alternativa al vecchio matrimonio, è una delle soluzioni più gettonate nelle coppie di lungo corso, o meglio in quelle che hanno meno dialogo. Oppure dove il dialogo non ha funzionato. Esempio? Tu gli hai spiegato che ti piacerebbe rifare un weekend con lui da sola e senza figli, gli hai spiegato che se ti compri un vestito nuovo e sexy dovresti suscitare le sue attenzioni automatiche e sincere (altro che “ah sì bello, scusa stavo rispondendo a un messaggio”), gli hai spiegato che così, se lui fa troppo in fretta, TU non raggiungi l’orgasmo. Sì glielo hai spiegato, lui ha detto sì, magari è stato più attento per un po’ ma poi tutto come prima. E tu adesso ti sei trovata un “fidanzato” che compensa tutto quello che lui non ti dà più. Il finale della storia è apertissimo.

Parlate e provvedete
Ci sono coppie molto evolute, che magari non si amano più come nei primi 36 mesi ma hanno un forte coibente che li tiene insieme (affetto, rispetto, figli, progetti, un po’ di buon sesso) che, quando lei o lui notano i primi effetti collaterali della routine, ne parlano insieme a fondo ma non si limitano all’analisi, cercano di prendere provvedimenti. Per esempio riprendendosi del tempo insieme da soli e sottraendolo finalmente ai figli, al lavoro e ai pensieri. A certi basta dedicarsi un viaggio ogni tanto, inventarsi un hobby o attività che unisca (mi viene in mente una coppia che ha scoperto il golf e se lo gode come nuova passione condivisa), altri si devono industriare di più, soprattutto se il calo di emozioni è legato al sesso. E qui è più difficile. non so se basta un reggicalze o un video porno per rilanciare il sesso di coppia, ho molti dubbi. Conosco coppie che hanno provato lo scambio per vedere che effetto faceva: magari si sono limitate ad andare in un locale a curiosare, portandosi poi a casa quello che li eccitava a livello visivo-onirico e facendolo proprio senza andare con altri. Certe coppie che sono andate oltre, rischiando in certi casi di assaggiare un piatto così forte da rendere insipido quello casalingo. Altri si limitano a raccontarsi le fantasie più sfrenate, e ciò riaccende il desiderio. Alcuni uomini molto pragmatici e poco vergognini si sono rivolti al medico per un aiuto chimico, scoprendo che funziona, può dare il giusto là, tempi adatti anche per lei e non è una terapia cronica, chi con il consenso-suggerimento della compagna, chi in segreto.

La coppia aperta
Alcune coppie, è sono l’evoluzione della precedente, una volta chiaritisi su cosa non va, soprattutto se è il sesso che non va, decidono di aprire la coppia. Fanno un patto: cosa ci manca? L’emozione del corteggiamento, della seduzione e del sesso novità? Bene, non c’è bisogno di tradire, non c’è bisogno di separarsi, non esistono persone che possono sostituirci, esistono però occasioni che possono farci divertire e darci emozioni, nuova benzina per la vettura coppia, da condividere però, da mantenere nell’alveo della coppia. E così decidono che si può fare e, badate bene, si può, non si deve. Perché il segreto sta lì, mi raccontano: non è che liberi tutti si corre in braccio al primo venuto. Se capita, ed è quello giusto, si decide con il beneplacito del partner. Sarà poi la coppia a decidere se raccontarsi tutto, condividere o no. Molte coppie usano gli amanti occasionali come propellente della loro coppia. E, fuori dalle esagerazioni (se lui esce tutte le settimane con una diversa non è coppia aperta, è lui che si fa i cazzi suoi o viceversa, non vedo “utilità” per la coppia) e dalle scuse (la coppia aperta è una licenza di “uccidere”, non una licenza di “strage di cuori”) se si trova un equilibrio succede anche che basti sapere che si può fare, senza farlo. In ogni caso, la maggioranza delle coppie che praticano questa soluzione si dichiarano soddisfatte, rilanciate con nuovo entusiasmo e con un nuovo equilibrio. Alcune però, ho notato, hanno fatto la scelta con un difetto di base: lui o lei hanno accettato la coppia aperta per non perdere il partner, e questa non è una buona assicurazione di longevità. La longevità di coppia vive sulla serenità, non sulla sofferenza controllata da vari “antidolorifici” sintomatici.

I pragmatici del ristorante stellato
Certo, mancano emozioni e sesso, e questo è un problema. Però vi “amate” ancora molto (amare senza virgolette non è molto, è tutto), la famiglia è serena, i progetti tanti, i figli devono ancora spiccare il volo. Che fare? Avete parlato. Certo, avete messo in atto weekend da soli e altri trucchetti per ravvivare il tutto, ma hanno effetti, per quanto buoni, a termine. La coppia aperta? No, non siete i tipi. Però qualcosa di buono ha, se gestita in modo intelligente e da coppia azienda. Mi viene in mente il ristorante stellato. In casa la tua cucina è buona: varia, saporita, di qualità ma è sempre la stessa. E’ come frequentare il caro vecchio sicuro e senza sorprese ristorante sotto casa. E’ comodo, non lo cambieresti per nulla al mondo, il prezzo è abbordabile e speciale per te ma… ti ricordi i primi tempi quando frequentavate spesso il ristorante stellato? Certo eravate innamorati, ma ogni piatto era sorprendente, nuovo, emozionante. E quel dolce che fa anche il ristorante sotto casa, lì allo stellato è da… orgasmo multiplo! E allora, con un’intesa che solo certe coppie longeve e solide hanno, senza che nessuno racconti niente all’altro ma tollerandone la possibile possibilità, capendone la funzione limitata, ogni tanto uno dei due si concede uno stellato. Per poi tornare sazio e stupito alla normalità, una normalità, mi assicura chi mi racconta la sua esperienza, sicuramente migliorate e proiettata nel futuro. Obietto: e se ti innamori del ristorante stellato? Lei mi risponde: improbabile, troppo caro, mica ci vai ogni giorno anzi… se ci andassi ogni giorno diventa una trattoria, mica ha i plus del ristorante sotto casa. E poi, se dovesse proprio succedere, vuol dire che il ristorante sotto casa, per quanto comodo e buono, forse ha cambiato cuoco. In peggio. Ma non ti senti ipocrita, chiedo io, non è un tradimento come gli altri? No, dipende solo dalla tua testa a da quanto ti fai dominare dalla paura del giudizio degli altri e da una tradizione che vede nel sesso qualcosa di essenzialmente sporco, mentre per me il sesso è bello proprio perché è “sporco”. E io: ma non è un compromesso? E lei: no, è un patto, spesso silente fra evoluti e intelligenti, pragmatici amanti. Un tacito consenso per il futuro.

A voi il giudizio finale, il dibattito e… la scelta su quale soluzione adottare per superare la barriera del tempo o, semplicemente e per non pochi, la boa degli “anta”.

Per molti, per fortuna, c’è ancora un futuro insieme.

Sincerely yours

credito foto: pixabay.com

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

Per la moglie un abbraccio, per te la manina... foto di cyano66 iStock
Per la moglie un abbraccio, per te la manina… foto di cyano66 iStock

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

È uno dei dilemmi numero uno di tante persone che vivono lo status di amante da un po’ di tempo, in media da oltre un anno diciamo.

Sono quelle amanti che hanno ormai superato la parte temporale ludica dell’amantato, quel primo periodo nel quale lui (sposato) e lei (libera o sposata, non importa, poi vi spiego perché) stanno insieme perché si sono conosciuti, piaciuti e scopati.

Hanno deciso di diventare amanti per rispondere a un bisogno diffuso con il tradimento che, secondo le statistiche, risiede principalmente nella caduta in verticale della qualità del sesso e del livello di attenzioni nella coppia ufficiale. Condisci il tutto con la noia della routine coniugale e l’insalata è pronta.

Dicevo, superata la fase ludica dei primi mesi di amantato, e cioè quello che io chiamo il “semestre delle giostre a letto”, i due amanti di solito si accorgono che oltre alle giostre, al sesso divertente ed emozionante, c’è di più. Saltano fuori sentimenti, legami che vanno oltre l’attrazione fisica e si inizia, piano piano, a pensare al futuro. Insieme.

Mi separo, non mi separo. I figli, la casa, ora glielo dico, gliel’ho detto ma lei dice riproviamoci, e poi la casa, la crisi, i costi. I sogni di una vita insieme contro la realtà di tutti i giorni.

Dopo il “semestre delle giostre a letto” gli amanti entrano dunque in una nuova fase, quella dell’anno (stima media) del “matrimonio parallelo”. I due continuano ad avere tutti i benefit o quasi degli amanti (principalmente sessuali e passionali) ma diventano una sorta di marito e moglie paralleli alle storie ufficiali. Insomma, è la fase in cui si vuole costruire qualcosa di nuovo insieme ma, per costruire, bisogna distruggere ciò che esisteva precedentemente.

E’ una fase mista di piacere e dolore, di programmi fatti e disfatti, di lasciarsi e riprendersi che, purtroppo, nella maggior parte delle volte sfocia in uno status quo che può durare anche anni.

Perché può durare anni? Perché lui, qualche volta lei ma a me interessa l’analisi del maschio, re incontrastato anche in questo campo dello status quo, a questo punto dell’amantato spesso risponde:

IO NON POSSO LASCIARE LEI E NON VOGLIO LASCIARE TE PERCHÉ VI AMO TUTTE E DUE, IN MODO DIVERSO MA VI AMO TUTTE E DUE

Di fronte a questa affermazione, maturata apparentemente nel tempo e fra gioie e dolori, voi ammutolite non avete scelta: continuare a fare l’amante, prendendovi le briciole di ciò che l’altra lascia (se siete fortunate anche pasti interi) o lasciare, cosa tutt’altro che facile, VISTO CHE VOI AMATE UNA SOLA PERSONA.

Allora, per deglutire l’amara e corposa pillola del AMO DUE DONNE MA COMUNQUE LEI, LA TITOLARE, NON LA LASCIO, vi chiedete:

SI POSSONO AMARE DUE DONNE CONTEMPORANEAMENTE?

LA MIA RISPOSTA È NO

Lui vi sta raccontando una balla, nel migliore dei casi una balla di cui lui si è convinto quasi fosse verità.

Analizziamo gli argomenti di chi vorrebbe sostenere che è possibile amare due donne contemporaneamente.

Si possono amare due donne contemporaneamente perché si amano in modo diverso.
Un po’ come la mamma o la sorella? Non fatemi ridere. Qui parliamo essenzialmente di sesso. La moglie non lo capisce, la moglie non scopa, la moglie fa solo la mamma, la moglie è diventata un’amica, una sorella alla quale lui è TROPPO affezionato per lasciarla e per farle del male: ok, tutte ragioni sufficienti per trovarsi un’amante, d’accordo, non sono un bigotto, ma l’amore è un’altra cosa. Possiamo infarcire le nostre motivazioni maschili di filosofia delle relazioni decotte ma il primum movens delle corna rimane, soprattutto per il maschio, il sesso. Lui scopa ancora la moglie? No? Guarda che non pochi uomini che dicono che non scopano da anni con la compagna hanno rapporti sporadici ma regolari. Anche perché lei avrà poca voglia, ma se la crisi matrimoniale non è dichiarata ufficialmente, lui non può avere sempre Mal di testa proprio quel giorno al mese in cui lei ha voglia… come spiegarglielo? No cara non posso perché domani ho un giro di giostra al motel con l’altra? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò.

No care amanti, l’amore è quella cosa lì: tutto e subito. L’amore è semplice, egoista, geloso, esclusivo. Chi è davvero innamorato non ha compromessi, altrimenti parliamo di altro.

Lui ama lei in modo diverso, come una sorella o un’amica e non potrebbe mai farle del male lasciandola?
Come no, possibile, però ha deciso. Di non lasciarla. E di fare, quindi, del male a te. Ti vuole ancora? Certo, altrimenti non ti racconterebbe la favoletta dell’amore DIVERSO per due donne, ma se tu lo mettessi, come immagino abbia fatto più volte nella vostra storia ormai, con le spalle al muro, della serie scegli me o lei, la sai già la risposta. Non può lasciare lei. E allora ama più te o lei? In realtà lui non ama nessuno, ama se stesso. Non lascia lei per tutti i motivi soliti del mondo (timore, sensi di colpa, soldi) e non vuole lasciare te perché scopi bene, lo fai sognare, sei una vacanza dalla routine, ti vuole anche bene non dubito, ma non abbastanza. NON ABBASTANZA. Brutto? Forse, ma spesso è così.

Lui ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuno
Falso. Se lo metti con le spalle al muro lui non lascerà lei, lascerà te, o meglio farà in modo che sembri che tu l’hai lasciato, perché non hai capito la grande filosofia del cuore spezzato e diviso in due, perché lo hai costretto a scegliere, perché sei egoista. Ma secondo te, i secondi matrimoni, quelli fra ex amanti che si amano al punto da mandare all’aria delle famiglie e si risposano, sono basati su scelte ponderate, su amori condivisi o sull’Amore con la A maiuscola? Se mai sarai costretta a lasciarlo ricorda: è lui che ha fatto in modo che accadesse, non sei tu che non capisci.

Insomma, possiamo raccontarci mille volte la storia dei due amori paralleli possibili, ma è solo una scusa per giustificare il nostro egoismo.

Se sei mai stata veramente innamorata sai come funziona davvero l’amore vero. Ti fa scegliere senza esitazioni. Di fare sesso. Di sposarti. Di fare figli. L’amore non ti fa vedere nulla tranne che lui, e forse ti sta succedendo anche adesso mentre lui ti dice che ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuna delle due. Però è disposto a farsi lasciare da te, in estrema ratio. Già, una scelta alla fine c’è. O rimani alle sue condizioni, con la tua fetta di amore parcellizzato o lo lasci ma, dice lui, sarà colpa tua, scelta tua.

Un po’ come se un rapinatore dicesse che ti ha sparato perché chiedendoti o la borsa o la vita hai scelto di non dargli la borsa. Non è colpa sua.

E tu, adesso, sei innamorata solo di lui, non di tuo marito. Tu sei pronta a lasciare tuo marito. le donne scelgono più degli uomini, hanno più coraggio degli uomini, sono meno legate alle cose terrene se sono davvero innamorate. Poi vabbè ci sono quelle che fanno i matrimoni azienda SPA, ma io qui parlo di amore vero.

Guarda, l’unica motivazione vera che io rispetto al punto da giustificare anche la separazione in casa è quella dei figli minorenni. Di fronte a figli minorenni, piccoli, adolescenti, la scelta degli amanti, lui o lei cHe siano, di resistere fino a quando non abbiano raggiunto un’età nella quale possano capire e metabolizzare al meglio (non senza dolore, questo sarà sempre impossibile) una separazione, che io credo sia in modo accettabile i 18 anni, sempre che non ci siano litigi tali da rendere ai figli per primi la vita coniugale impossibile, io dico che in questo caso ha senso dire Io non me ne posso andare. Ricordiamoci: non hanno scelto loro di venire al mondo, lo abbiamo scelto noi per loro. E, salvo situazioni di litigio aberranti, i figli vogliono egoisticamente i genitori insieme. Vacanze, notti e feste comandate. Sono naturalmente e giustamente egoisti. A loro non frega un cazzo se scopiamo o no, a loro frega di mangiare in tavola con i genitori. A loro frega “insieme”.

Figli a parte, quindi, la storia del io vi amo tutte e due in modo diverso e quindi non posso lasciare nessuna delle due è una cagata pazzesca, come direbbe il mitico e ormai perduto, almeno qui sulla terra, Villaggio.

Preferirei cento volte un uomo con i coglioni che vi dicesse: guarda, è vero che la nostra è una storia travolgente, è vero che ho fatto piani per il futuro con te, è vero che quando stiamo insieme è il paradiso ma… non me la sento, non sono pronto a lasciare lei, nemmeno a dirglielo, nemmeno a ridirglielo se mi perdona nonostante la notizia della tua presenza. Perché lei è ancora importante: per affetto, per i soldi, perché non posso reggere psicologicamente ed economicamente (il divorzio è ormai roba da ricchi) una separazione, perché…

Attenzione: dietro a questo amore diviso in due spesso si cela anche la paura dell’uomo per lo sconosciuto. Lasciare la strada maestra per una via sconosciuta non è da tutti, l’uomo è vigliacco e abitudinario. Come sconosciuta! dirai tu: sono tre anni che stiamo insieme, quando siamo insieme fuochi artificiali, mi hai detto che mi ami (attenta, lui ama ANCHE te, abbiamo scoperto dopo…) e adesso hai paura del passo? Certo, ha paura del passo. Del passo dal quale non si torna indietro. Ecco perché i secondi matrimoni rimangono comunque una minoranza e fanno pure fatica a decollare.

In conclusione, di fronte alla scelta CONTINUO A STARE CON UN UOMO CHE AMA DUE DONNE O LO LASCIO aspetterei cento volte di più uno sincero, che dice che nonostante siano passati anni con te ha bisogno ancora di tempo e adesso non ce la fa, forse non ce la farà mai, di un uomo che cerca di intortarti con la favoletta del poliamore condiviso e possibile.

Un uomo sincero forse un giorno lascerà lei per te, uno che parla di amore diverso e a percentuali credo di no.

La scelta rimane tua. Fare l’amante, una volta preso atto dei vantaggi ma anche dei limiti di un amore condizionato, chiamiamolo così, è possibile. Ha anche dei vantaggi, lo sai, se non sei già perdutamente innamorata.

Però, cara amica, se scegli di rimanere ragionate insieme su questo: l’esclusiva. Lui l’esclusiva non te la da, perché c’è l’altra (che dica di non andarci mai a letto hai già visto prima come la penso). Perché dovresti dargliela tu? Sì lo so, tu sei davvero innamorata e quindi gli altri uomini ti fanno quasi schifo ma… siccome avete parlato tanto di massimi sistemi e di amore diverso e condiviso, tu non puoi inventarti l’amicizia diversa e condivisa con altri maschi? Lui non vuole perché è geloso? Comodo, anche tu sei gelosa della moglie. Ma lui non ci scopa? Neanche tu (a meno che non ti venga voglia) non scopi i nuovi amici…

La sua reazione al SI ANDIAMO AVANTI COSÌ MA SENZA ESCLUSIVE è fondamentale. Capirai quanto tiene a te veramente, e quanto regge la filosofia degli amori diversi. Un bel test, soprattutto per lui. tra l’altro, ti farebbe bene frequentare in questa fase altri uomini, anche solo per socialità.

Molti uomini sono dunque capaci di tenere i piedi in due scarpe, a patto che l’amante si comporti da seconda moglie, cioè non abbia una sua vita privata libera. Troppo comodo.

E se lui rispondesse Non c’è problema esci pure con altri? Beh, o la sua fetta di amore per te è molto limitata o non siete amanti, siete una coppia aperta. E una coppia aperta si che è un amore “diverso”, ma deciso veramente da entrambi, non subito da uno.

Sincerely yours

Sei pronta per un’avventura?

provarci o tornare indietro? foto mihitiander iStock
provarci o tornare indietro? foto mihitiander iStock

Vi amavate molto. Per questo avete messo su, anni fa, casa, famiglia, a volte persino un lavoro insieme. Eravate felici. Poi lui è cambiato. Meno attenzioni. Sempre meno. Serate noiose.

Uscite meno frequenti, possibilmente con gli amici, perché tu e lui non riuscite più a “riempire” come una volta una serata da soli. Lunghi silenzi, se non si parla di problemi. Lui guarda tanto il telefonino. Meno risate, già. Oppure esci tu, perché lui non ne ha voglia: vai tu, ti dice sempre più spesso. Non riuscite più a stare bene da soli. Troppi silenzi.

Lui? Si fa abbastanza gli affari suoi. Amici, sport, calcio, tanta TV. E si addormenta sul divano. Oppure parlate di problemi.

Infine il sesso. Da quello meraviglioso degli inizi a quello salvalitigio del primo periodo della decadenza di coppia, e infine quello standard e ripetitivo, fatto di rado, perché lui non è più preoccupato del tuo orgasmo, ormai a lui basta venire lui. Stessa posizione o magari, meglio, tu che fai a lui, punto. E tu? Ah scusa, ci sei anche tu. La prossima volta magari eh?

No, non si può dire che tu sia infelice. Non sei felice, semplicemente. Non più. Vivi. Con lui.

Lo ami ancora, almeno così ti sembra, sicuramente siete ancora legati. E tu aspetti paziente che le cose migliorino. Magari in vacanza. Ma lui è stanco in vacanza, lasciami stare devo riprendermi dal lavoro. Devo riposare. È stanco, assente, l’ombra dell’uomo che amavi. A pensarci bene in vacanza le cose peggiorano, almeno un po’.

Ma tu resisti. Speri.

Tu sei ancora bella, giovane (inutile che fai i calcoli, togliti pure 5-10 anni dall’anagrafe come minimo, molti uomini ti vedono così, è solo che non ci sei più abituata), desiderabile.

Ed è proprio in vacanza, sul lavoro, in palestra o a una festa che ti accorgi per la prima volta di lui. Per la prima volta ti accorgi di un altro uomo che ti desidera.

Non che non succedesse prima di essere corteggiata, solo che non c’era proprio spazio per altri, anche se la coppia già zoppicava. Ma per te c’era solo lui, tuo marito, il tuo compagno, il tuo fidanzato.

E adesso? Per la prima volta ti sei accorta di un uomo. Ti interessa, ti piace che ti corteggi, ti fa ridere, stai bene.

Accetti di uscire con lui. Per la prima volta racconti una bugia al tuo uomo per uscire con un altro e magari ti fai coprire, non si sa mai, dalla tua migliore amica.

Lui ti corteggia, è al meglio ma tu ti stai rovinando la serata. I sensi di colpa ti soffocano. Non vedi l’ora che finisca la cena, ti senti in colpa come se fossi già andata a letto con lui. Ti riporta alla tua auto o vicino casa e cerca di baciarti. No, scusa, non me la sento. Addio.

Il tuo primo “tradimento” è finito così. Con un niente di fatto, tanta paura e sensi di colpa. Tornata a casa hai provato la paura di essere in qualche modo scoperta ma tranquilla, lui è addormentato come al solito sul divano e quando ti raggiunge a letto a malapena ti chiede com’è andata.

Sei sollevata. Ti senti bene. Hai imparato la lezione. La coppia è scampata al pericolo peggiore e potete ricominciare da qui. Con nuovo entusiasmo.

Già, un nuovo entusiasmo. Tu ci provi ma lui non c’è. Per lui la vita continua come prima, non si è accorto di nulla. Per lui tv, calcetto, uscite poche con i suoi amici, problemi da discutere e dormire tanto (lui, tu hai da fare, la casa, i bimbi… mica lavori e basta!). E poi una scopatina ogni tanto.

Passa ancora tempo. Non sei infelice ma… sei sempre meno felice. Dov’è finito l’uomo che amavi? Lui è sempre più sbiadito, e pensare che tu hai persino resistito e non lo hai tradito. A volte vorresti quasi rinfacciarglielo.

Poi succede di nuovo. Incontri un nuovo “estraneo”. Simpatico, brillante, affascinante: è evidente che gli piaci. È evidente cosa vuole. Ti provoca emozione. Che fare? Ripetere l’errore?

Ripartiamo da qui. Sei pronta adesso, oggi, per un’avventura?

Lo saprai solo se ci esci. Sì lo so, ti sembra un deja vu, sì lo so l’altra volta è stato un disastro… ma sta qui il punto. Sei pronta adesso per un’avventura?

Immaginiamo che il tempo passato e gli zero progressi della tua coppia (spesso peggioramenti) ti portino ad accettare di uscire a cena con il nuovo pretendente, magari dopo qualche incontro preparatorio soft superato senza sentirsi un’assassina di matrimoni, tipo un caffè, un pranzo, un’aperitivo… insomma ci esci.

È la prova del nove. Provi ancora sensi di colpa? Tanti? Come allora? Torna a casa. Pochi? Quasi nessuno? Sopportabili e comunque meno importanti della serata che stai vivendo? Goditi la serata, non devi decidere di dargliela adesso. Stai a vedere, o meglio, senti quello che provi. Sentiti. Ascoltati.

Ti senti di nuovo donna? Bella? Desiderabile? Corteggiata? Giovane? Al centro di tutte le attenzioni di un uomo? Bello vero? Cose perdute che riemergono in un torrente di emozioni, risate, anche desiderio sopito che riemerge. Una volta era il tuo uomo a trattarti così. A farti sentire così. Spesso. Sembra non esserne più capace.

Finita la serata niente sensi di colpa (o gestibili e comunque non tali da farti scappare) e ti senti bene come non ti sentivi da tanto? Beh, è un sintomo di maturazione.

Teoricamente sei pronta per un’avventura. Ma fra il dire e il fare c’è ancora di mezzo il mare.

Però non sei scappata. Ti sei divertita. E ti spiacerebbe liquidare il tuo spasimante come avevi fatto con l’altro, scappando di nuovo a gambe levate.

A questo punto hai diverse opzioni.

Lo saluti e prendi tempo
Gli uomini sanno che il primo giro raramente si quaglia. Proverà magari a baciarti, tu fai quello che ti senti. Se lo baci avrai molte informazioni preziose in più. Io credo che il bacio sia la miglior selezione per capire come andrà a letto E non solo. Nel tuo caso non serve tanto a questo: servirà a capire che emozioni ti dà e se ti provoca sensi di colpa, il metro di misura che ti dirà se sei pronta per un’avventura. Non sei pronta per baciarlo? Nessun problema. Telefonate, messaggini e chat vi aspettano nei prossimi giorni per prendere le misure e pianificare o meno un altro appuntamento, forse quello decisivo. Oppure chiuderla qui, nuovamente.

Lo frequenti per un po’ ma non ti decidi
Non provi più sensi di colpa, ti fa piacere avere una persona con cui parlare e confidarti (tuo marito non lo fa con te da tanto), non ti pesa raccontare quelle piccole bugie per uscire con l’altro ma… andarci a letto… la vedi come una strada senza ritorno. E se poi ti scopre? E se poi ti innamori? Forse non vale la pena giocarsi tutto per un’avventura. Hai ragione. Ma analizziamo quello che pensi. Rischiare tutto: tutto è il tuo compagno di adesso? Se questo tutto è ancora “tutto”, sarai poco felice, non più felice come una volta ma ti basta. E allora fermati. Però non prima di aver analizzato l’altra parola chiave: avventura. Un’avventura non è un nuovo amore, un nuovo matrimonio, una strada senza ritorno, è un’avventura. E qui ti rimando al prossimo capitolo. Ah, solo una cosa: il tuo nuovo spasimante non aspetterà per sempre e non può diventare tuo amico. Gli uomini che ti vogliono scopare non diventano mai tuoi amici. Magari dopo, magari anche buoni amici, ottimi amici. Ma dopo. Non contare quindi su una sua attesa superiore a due tre mesi di frequentazione, chat telefonate e messaggi compresi.

Decidi di concederti l’avventura.
Vuol dire che in te hanno prevalso elementi più importanti del senso di colpa e della paura di essere scoperta o di essere una “traditrice”. Vuol dire che ti rendi conto che quello che stai facendo è un ulteriore test. O semplicemente un gioco che ti fa stare bene. È come se, dopo tanto tempo che non lo fai, ti concedessi una vacanza spensierata e senza regole, se non quella che, finita la vacanza, si torna a casa. E il sesso? Fondamentale, come sempre. Il tuo lui dell’avventura devi immaginartelo a letto con te prima di andarci, e la cosa deve come minimo sembrarti fattibile, se non piacerti, incuriosirti o addirittura eccitarti. Se non è così fermati e torna sui tuoi passi. Se invece ti piace l’idea, hai di fronte a te un’esperienza che potrebbe piacerti molto. O deluderti. Non importa. È solo un’avventura. Un test per te stessa.

L’epilogo: cosa succede dopo…
Molte donne che si sentono come te e hanno l’occasione di un’avventura spesso decidono di non fare il passo perché hanno paura del dopo.

Per esempio hanno paura di innamorarsi. Ma cara, se ti innamori di un altro non è vero che eri poco felice, la realtà è che il tuo matrimonio era finito e aspettava solo la goccia per traboccare. E poi senti, i colpi di fulmine sono rari come i vasi che cadono in testa da un balcone e pure centrandoti, avrai tempo di “frenare” (o accelerare) dal giorno 1 della tua avventura.

Per esempio hanno paura di soffrire. Divise fra due mondi, con l’avventura che si trasforma in amantato con tutti i difetti del caso, dalla lontananza ai nuovi sensi di colpa, dalle feste comandate divisi alle vacanze negate. Ma non stiamo correndo troppo? Siamo all’inizio dell’avventura, la maggior parte delle avventure finiscono in breve e servono a quello che devono servire: una boccata d’ossigeno, una vacanza ristoratrice, alla peggio un test. Non è stato così? Addio e non si ripete. Ma non si può decidere a tavolino prima. Oppure si può, se ti senti così.

Per esempio alcune donne hanno paura che il rapporto di coppia si guasti del tutto, dopo l’avventura.
Della serie dopo aver assaggiato l’avventura, anche se il nuovo amico non diventa il classico amante fisso, il tuo rapporto con tuo marito non sarà più lo stesso. Anzi vi dividerete. Possibile. Però sappi che il 60% delle donne ha tradito almeno una volta. Quanti di questi tradimenti si sono trasformati in divorzi? Non mi pare molti, non vedo così tanti divorzi o nuovi matrimoni. Anche perché credo che questi tradimenti, per lo più, rimangano quello che sono, un’avventura. O l’inizio di una serie di avventure.

Non poche donne hanno imparato a usare le avventure, quando capitano, per sostenere, non affossare il proprio matrimonio. Potrà sembrare discutibile, ad alcune di voi addirittura riprovevole, ma è così, io non giudico le scelte in sesso e in amore. Lui non è in grado di dare più come una volta attenzioni e sesso ma rimane la persona più importante per tutta una serie di ragioni? Ogni tanto ci si concede un fuori pista, e poi si riparte meglio come dopo una cura ricostituente. Molte la pensano così, vivono così.

Succede anche che un’avventura rilanci il matrimonio. Perché tu scopri che, dopo, la realtà è diversa dalla fantasia e che in fondo il tuo lui, anche se cambiato in peggio, resta il migliore. Oppure l’avventura rilancia il matrimonio perché viene confessata: non poche donne (a differenza degli uomini, che devono essere scoperti con le mani nel sacco, il più delle volte), dopo un’avventura, hanno il coraggio di dire al proprio partner il fatidico “ti devo parlare”. E sapete cosa sta succedendo con mia grande sorpresa? Lui non se ne va subito, sempre, automaticamente, ogni volta. Loro non si separano. Superato lo shock iniziale lui potrebbe capire due cose: la prima è che non è solo un tradimento ma che tu gli stai dando un’ultima chance, racconti perché vuoi restare, non vuoi andartene. La seconda è che ha rischiato e rischia di perderti per sempre.

Proprio recentemente un’amica mi raccontava della sua confessione fra le lacrime al marito allibito. Sapete com’è andata? Lui ha detto: possiamo farcela, è un incidente di percorso. Ha buttato via le pantofole e sta cercando di tornare il partner che l’aveva fatta innamorare. Come finirà? Non lo so, ma l’avventura qui è servita per riprovarci seriamente. E conosco coppie che si sono rilanciate alla grande.

Altre coppie, è vero, sono state seppellite dall’avventura. Ma forse non gli serviva neanche questo scossone. Era solo questione di tempo. Ma… tempus fugit!

Allora, sei pronta per un’avventura?

Come dico sempre l’amore è semplice e risponde a dei bisogni elementari ma profondi. Se stai leggendo hai dei bisogni.

Quando dici sono ancora innamorata di lui tu sai dentro di te quanto sia vero, se è vero, o se ti stai raccontando una vecchia favola. Tu lo sai, non scappare con la mente da questo pensiero, dalla verità.

Dentro di te hai la risposta. Solo dentro di te.

Io sono solo un cantastorie

Sincerely yours

Quando il matrimonio si trasforma in amicizia 


Esistono matrimoni bianchi e trasformatisi in separati in casa con grande anzianità di convivenza.
Un classico? Quelli che si sono sposati giovanissimi, magari ancora studenti e hanno avuto subito un figlio.
Si amavano, ma il tempo ha fatto pesare sul piatto della bilancia la rinuncia precoce alla libertà della giovinezza. 
Allora giudicati più maturi dei coetanei, oggi vedono il loro amore trasformato in affetto, amicizia, fratellanza.
Niente più sesso (se non raramente, roba da una volta al mese, forse) spesso molto affetto, solidarietà, ancora un grande progetto in corso, come quello dei figli.
Una buona parte di loro decidono di non separarsi ma di continuare insieme.
Approfittatori? Vigliacchi? Ignavi? Astuti amministratori dei beni comuni? 
Può darsi, in qualche caso.
Ma i più, pensando a una separazione, si sono fatti una domanda principale…
Ma cosa c’è fuori? Un uomo o una donna per i quali vale la pena buttare in aria tutto? Raramente 

E che cosa c’è a casa? Nonostante tutto c’è amicizia e ancora molte cose in comune. 

Allora, per ovviare al problema sesso (non tutti riescono ad appendere i genitali al chiodo) molti optano per la separazione in casa con un patto non scritto che dice: noi stiamo insieme e condividiamo tutto tranne il letto. Quello che succede con gli altri succeda, non vogliamo saperlo e non faremo domande. 
Qualche commentatore dirà: che brutto esempio da dare ai figli. Ma ai figli, soprattutto se under 13 non gliene frega niente della vita sessuale dei genitori, che fra l’altro non percepiscono. E gli adolescenti, alle prese con una grande e rivoluzionaria Crisi di identità, non sono certo in cerca di problemi genitoriali da risolvere fra due case, problemi economici e varie ed eventuali. Se in casa è sereno, raramente nuvoloso e mai tempesta in maggioranza i figli, egoisticamente, vogliono i genitori insieme. Quindi quale brutto esempio? Vero è che se il matrimonio è fallito non per consunzione naturale ma per un tradimento o incompatibilità insopportabile è banale dire che è meglio anche per i figli separarsi, non costringetemi sempre a precisare questa ovvietà. Negli altri casi no. Non è “meglio” per loro, è meglio forse e più spesso per noi.

Qualche commentatore dirà: comodo i separati in casa, ognuno fa quel cazzo che vuole che famiglia è? Rileggi bene. Le coppie di cui parlo, e sono tante (non tutti i separati in casa sono finti al fine di scoparsi anche chi non va con gli sposati, non tutti sono finti perché hanno appeso il cappello), hanno tutto della coppia tranne che il sesso. Dici poco, vero, ma se fuori non c’è nessuno che valga la pena di un divorzio, per costruire una nuova coppia? 

E Fuori spesso non c’è nessuno, lo sanno bene le single belle e intelligenti che sono sole da anni e che, tranne qualche scopata selezionata e fisiologico-ludica, non riescono a trovare un partner che regga più di sei mesi neanche con il lanternino.

Vero, ci sono donne con le palle (pochissimi uomini) che non accettano il matrimonio bianco o la separazione in casa. Ne conosco e le ammiro. Hanno affrontato i propri figli e la responsabilità di parlargli di separazione, hanno avuto le palle di affrontare spesso la loro disperazione per poi, con le loro forze (e magari l’aiuto di qualche papà intelligente), ricostruire la propria serenità e quella dei figli. Donne che lavorano sodo, perché spesso non hanno un assegno sufficiente dall’ex. Donne che non hanno scelto per egoismo, ma perché hanno creduto profondamente nella loro scelta di verità. Una scelta coraggiosa, ma non tutti ne hanno la forza e, aggiungo, le motivazioni. 

Torniamo ai nostri separati in casa. I più evoluti non affrontano lo status di separati in casa omettendo o sorvolando sul problema sessualità, come se non esistesse o fosse poco importante. Si trasformano in coppie aperte soft. Cosa vuol dire? Che al silenzio assenso della coppia separata in casa quando lui o lei “escono con amici” si sostituisce un patto il cui assunto è: “noi ci vogliamo bene ma il sesso non c’è più e quindi è lecito trovarlo fuori quando e se capita. Ne parleremo o non ne parleremo se succederà? Lo decidiamo subito o li decideremo al momento. Siamo consci del rischio di poter incontrare qualcuno che ci porti a una separazione vera”. 

Impossibile direte voi. Io vi dico che queste coppie esistono e funzionano da anni. Senza musi, scenate di gelosia o una vita in comune fatta di silenzi, menzogna e squallida routine.

Come fanno? Innanzitutto si rispettano e si vogliono ancora molto bene, anche se non si amano più. Hanno sostituito la scappatella degli amanti mordi e fuggi con la possibilità preventivata di avere delle storie in giro. Attenzione: se li immaginate sempre in giro a scopare e fuori una sera si è una no avete ragione, non sono separati in casa con opzione coppia aperta, sono coppie aperte e basta. No, questi escono ogni tanto, fanno le vacanze in famiglia pur mantenendo un 30% circa di area privata non condivisa dove spesso avviene un incontro. Aree private fatte di amici, hobbies e sport che anche chi si ama ancora può avere. Sono persone che non hanno altri partner “fissi”, hanno storie di sesso, spesso molto brevi, incidentali e sporadiche. 

Lo so, ho detto che preferisco i classici amanti alle coppie aperte: più adrenalina, passione, tensione. Ma non mi sento di dire che le coppie aperte sono fatte di ipocriti, in primis quelle dei separati in casa. Anzi.

Ah, attenzione amanti che vi state facendo delle idee su qualche uomo o donna con questo profilo: se si innamorano, loro sì che sono pronti a ricostruirsi una nuova vita perché, nonostante vivano una vita “comoda”, a loro manca tanto la passione, e non hanno tutte quelle sovrastrutture mentali del classico amante che di da i sensi di colpa. Nella separazione in casa il patto era: può succedere. E i coniugi sono ormai amici, solo amici da tempo quindi, per assurdo, tutta questa comodità non resisterà a una buona motivazione per divorziare. Sempre che siano separati in casa VERI, e lui o lei non vi abbiano raccontato una storia.

Detto questo, ecco dunque come vivono e sopravvivono molto amici che sono ancora sposati e non fanno più sesso. 
A loro auguro comunque di trovare, in qualche fuori pista concordato, “permesso” o no, una nuova motivazione per creare una nuova famiglia.
Senza però ricadere nell’illusione che il matrimonio sia uno e indissolubile. Un bel sogno che però, spesso, non corrisponde a realtà. 

Sincerely yours 

Ps: non ho trovato la firma dell’autore della simpatica vignetta che pubblico. Se qualcuno lo sa sarò ben felice di accreditarla.

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?

Ti amicchio
Ti amicchio

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?
Ti amo è un’affermazione che dà, in un istante, tutto il peso della coppia, uno status report della relazione in atto, sia essa matrimonio, fidanzamento, convivenza, amantato o una start up sentimentale. Lo è anche se detta frettolosamente come un banale ciao, o se viene detta mentendo.

Ti amo è quindi rivelatore dello stato della coppia, e segue delle norme di comportamento che dovrebbero riservarlo a momenti di verità, mentre nelle realtà subisce un abuso che lo rende spesso più annacquato del ti voglio bene, una dichiarazione di affetto idonea per amici e fratelli, non per chi ha reiterati rapporti sessuali.

Ecco alcuni ti amo per me e per voi, che me li raccontate con le relative storie, degni di nota e di riflessione.

Il ti amo durante il sesso
È il più falso e il più abusato, soprattutto dagli uomini. È facile amare una donna che ti sta facendo godere e dirglielo sotto orgasmo. Lo trovo però molto scorretto, chiunque sia a dirlo, se non corrisponde al vero. Sarebbe da stigmatizzare durante il periodo refrattario. Fossi in voi gli chiederei, mentre fumate dopo o qualunque cosa facciate: “hai detto che mi ami, lo pensi davvero?”. E poi giudicate dalla risposta. Se lui afferma “sono cose che si dicono in certi momenti” sappiate che avete probabilmente a che fare con un personaggio disposto a mentire anche sull’amore. Ammiro invece quei lei o lui che evitano di esprimere il massimo dei sentimenti nel momento di massima gratificazione e debolezza umana, il sesso. Non sarà gratificante per voi magari dire ti amo (se lo amate veramente) e non sentire risposta analoga, ma almeno avrete a che fare, se non con un partner che vi ama, con uno sincero che non spreca questa parola. Un consiglio: ti amo va bandito dalle lenzuola, che sia vero o no. Va detto forse dopo, quando l’orgasmo è sfumato e siete rientrati nella realtà, anzi lui è nel periodo refrattario maschile, un momento di verità impagabile, visto che il maschio in genere rivela proprio in questo frangente la sua vera natura (ha ottenuto quello che vuole: vi coccola o dorme? Vi sta vicino o lontano? Vuole andarsene a casa sua o vi chiama un taxi?… leggi anche Era più simpatico prima di venire.).

Il ti amo troppo precoce
Vi siete conosciuti qualche mese fa. Tutto sembra andare bene, vi vedete abbastanza spesso, sesso e dialogo funzionano. Ma, oggettivamente, ripulita la mente dai sogni sul principe azzurro, è davvero troppo presto per parlare di innamoramento. Passione fisica, coinvolgimento, divertimento, belle speranze ma… siete all’inizio. Credete al colpo di fulmine? Io anche, ma come credo ai miracoli: sono frequenti quanto una vincita milionaria a qualche gioco. Quindi se lui vi dice ti amo in questa fase primigenia della vostra storia allarme rosso! O è un bugiardo, o è un esagerato entusiasta. In tutti e due i casi il sintomo non è buono. Il bugiardo vi sta vendendo oggi l’amore, domani chissà. L’entusiasta vive fuori dalla realtà e quindi, spesso, non sa neanche che cosa vuol dire amore, forse non lo ha mai provato. È come se dicesse pizza: gli piace, ma è pur sempre una pizza, non il pranzo del matrimonio.

Il ti amo all’amante
Se ve lo dice siete arrivati a una svolta, spesso drammatica. Gli amanti seguono delle regole precise, come i robot della Fondazione di Asimov. La prima legge della robotica recita: Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
La prima legge degli amanti recita: lui e lei non possono recare danno alla famiglia di riferimento né permettere che il segreto della loro relazione, rivelato, possa recare danno. L’amore vero reca sempre danno agli amanti, tranne che in un caso. Perché è falso o impossibile, cioè viene detto solo per gratificare ma non produce quello che deve produrre, cioè una nuova coppia vera, non a cottimo. Oppure è vero, e allora produce un bivio. Il più frequente, con lui che vi ama ma non abbastanza da rinunciare alla moglie, ai figli, ai soldi. Così inizia uno stillicidio di sentimenti finché Voi non lo lascerete per mancate decisioni. L’altro bivio è più raro ma lo auguro a tutti gli amanti ai quali non basta essere amante. La nascita di una nuova coppia innamorata. Divorzio, in una parola. Nuova vita, in una parola. Ti amo veri a go go. Ma sempre al prezzo di molte sofferenze per tutti.

Il ti amo alla moglie tradita
Spesso è un ti amo di pietà. Voi siete l’amante e chiedete: tu ci scopi ancora con lei? Otto su dieci risponderanno no. Mentendo. Chiedetegli: lei ti chiede se la ami? E tu cosa rispondi? Non importa cosa vi risponderà. Nella realtà un uomo che tradisce la moglie ed è ancora a casa perché non ha preso la fatidica decisione (e spesso non la prenderà mai) risponderà “certo che ti amo”. Non ha scelta. A meno che non sostituisca il “ti amo” con un ” ti devo parlare”. Un ti amo obbligato, spesso senza via di uscita. Come amante dovete offendervi di questo? Solo se non siete più “amanti pure”, ormai aspirate ad altro che non è più la parte ludico sessuale dell’amantato e avete già trasgredito le leggi della robotica amorosa. Se siete ormai qualcosa di più di una “semplice” amante il fatto che lui dica ti amo a sua moglie, e magari lo dica anche a voi, impone una scelta. O lei o voi.

Ti amo è troppo prezioso per abusarne. Ditelo poche volte nella vita. E mai con il cervello.

Sincerely yours