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Perché lui ti chiede di tuo marito

Della serie Pensieri e parole maschili flash ecco la domanda che mi fate

Perché il mio amante ogni tanto (o spesso) mi chiede di mio marito? Sarà gelosia o cosa?

Risposte in ordine di probabilità:

1. Perché vuol sapere a che punto siete in casa. Se non ha nessuna intenzione di lasciare sua moglie (pur dichiarandotelo come programma futuro in un futuro indefinito) se tu sei con le valigie quasi pronte lui è nei guai perché tu pretenderai che lui faccia a breve lo stesso. Sta sondando il terreno minato.

2. Perché è geloso. Tanto quanto è innamorato. Se lo è poco si chiama senso del possesso e vuol marcare il suo territorio, che sei tu. Il marito, anche quando è una garanzia (perché tu non lo lascerai) rimane pur sempre un rivale. Più o meno fastidioso. E le donne non sono bugiarde come gli uomini: se hanno rapporti col coniuge lo dicono.

Sincerely yours

Un #uomo così buono e… senza palle #esserelamason

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Ancora una volta è con grande piacere che ospito sul mio blog l’arguta e tagliente amica collega bella donna Johann Rossi Mason seguiamola anche su twitter #esserelamason. Il mio commento alla fine.

Di tutte le tipologie di uomo quella che mi urta di più è forse l’uomo buono, quello, per capirsi, di gomma, che se lo sbatti al muro rimbalza. Tollera e sopporta e guarda caso finisce inevitabilmente con una arpia dalla quale si fa brutalizzare psicologicamente.

Di certo non fisicamente perché dopo circa un anno dal matrimonio e comunque dopo la nascita del primo figlio lei farà in modo di non dargliela più di una volta all’anno, solo il giorno dell’anniversario e solo se lei non ha il ciclo.

Detto questo il poveretto in brevissimo tempo è condannato al più triste autoerotismo perché i rifiuti di lei sono così netti e umilianti da far perdere la voglia anche a un maniaco. Le vessazioni iniziano presto e hanno un solo leit motiv: lui è inadeguato e lei non fa altro che rimarcarlo.

Nonostante lui sia un dirigente e guadagni 5mila euro e lei una che lavora a progetto, lui non porta a casa abbastanza soldi. Lei spende per entrambi, al di sopra comunque delle possibilità della famiglia e quello che non guadagna abbastanza è LUI, che viene accusato di non essere abbastanza ambizioso, abbastanza aggressivo e abbastanza ‘con le palle’. Peccato che gli attributi abbia contribuito lei a micronizzarli.

Le cene con la coppia sono un vero supplizio perché ad un certo punto, difficile dire a che punto ma inevitabilmente, lei nella conversazione trova il modo di fare qualche battuta sarcastica sul marito e demolirlo davanti a tutti. Lui non replica, si limita a sorridere con uno sguardo che dice ‘sapete come è fatta’ mentre i commensali vorrebbero sprofondare o almeno guadagnare la porta.

Lei non gli risparmia alcuna critica e il suo stile è aggredire e urlare, cosa che metterebbe ko qualsiasi uomo. Lui infatti si rianima e riprende la dimensione 3d solo quando va al lavoro, dove riesce ad essere se stesso o almeno una persona normale, mentre pensa al modo migliore di evadere qualche milione di euro per far contenta l’esigente moglie. La differenza di status è visibile, lui indossa scarpe da 30 euro, lei la borsa di Prada. Non si può avere tutto dalla vita e qualcuno deve pur rinunciare a qualcosa.

Ovviamente chi rinuncia è lui, le sue amiche sono tutte delle donnacce (ca va sans dire) . E rinuncia progressivamente alle sue amicizie a favore di quelle di lei che la reputano tanto simpatica. Insomma il poveretto diventa sempre più una pedina e dignità e autostima finiscono sotto i piedi.

Quasi mai lui ha il coraggio di prendersi una amante, separarsi o farla fuori. Nella sua mente e con gli altri trova sempre un modo di giustificare le sue intemperanze ‘poverina non trova il lavoro dei suoi sogni’ ‘poverina ha avuto i bambini così presto’ e una lunga serie di poverina. Il poverino invece è lui che ad ogni timido tentativo di recuperare terreno viene rimandato indietro che nemmeno una palla da rugby.

Alla fine ci si abitua a tutto, dicono, ti accorgi che lui si è arreso quando ha messo su 15 chili, lo sguardo spento, lo incontri al super il sabato insieme a tre figli e il cane e no, non ha un’aria felice. Ma chi può essere contento accanto a un infelice? Forse solo donne che non a caso ad una certa età non erano ancora ammogliate e hanno fatto solo un vantaggioso investimento, scegliendo un ‘senza palle’ che dopo vent’anni di vessazioni le chiama ancora ‘amore’. Contenti voi.

Bella descrizione Johann, anch’io ho incontrato uomini così. Ma non sono buoni, sono senza palle. Ed è colpa loro se godono a essere trattati come pezze da piedi. Da uomo, quindi, nessuna solidarietà.