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Come interpretano le donne la nostra foto su Facebook?

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Rispondo in video per voi su Facebook 
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Signora in salotto, troia in camera da letto

salotto,letto: troia, ma dove? E quando?

Perché un uomo che va a letto con tante donne è considerato un figo sciupafemmine, e la parola “porco” lo definisce come capace di soddisfare ogni voglia femminile mentre una donna alla quale piace fare sesso e volentieri, ha più esperienze e gestisce il sesso come un uomo viene definita come troia, e spesso in modo dispregiativo? Il troio non esiste.

Semplice: la democrazia fra uomo e donna, la cosiddetta parità, non esiste neanche nelle questioni di sesso. Perché il lessico di cosa è giusto o sbagliato nei rapporti socio-sessuali lo decide il maschio medio allupato ma bigotto, molto confuso su quello che vuole, quello che desidera e quello che fa. Il che si traduce in uno sminuire a targhe alterne la figura femminile e, spesso, in un boomerang sessuale per il maschio stesso.

Per spiegarmi analizziamo dei classici nelle conversazioni maschili.

1. Quella è una gran troia!
L’epiteto, nella sua accezione positiva, definisce una femmina molto apprezzata per la sua disponibilità e dimestichezza con l’attrezzo maschile. Donna d’esperienza, ricercata, bramata, sognata ma… quando si tratta di parlare di coppia fissa, di matrimonio… beh, nel 2016 meglio puntare ancora su una meno esperta, che ha avuto meno uomini, magari poco divertente a letto ma nessuno potrà dire “ha sposato una troia” o “bravissima ragazza, un po’ troia però”. Una bella troia però rimane nel sogno, stranamente, di tutti: è bella e fa i numeri, cosa vuoi di più.

2. Che troia quella!
Negativo: di solito il maschio affibbia questo connotato se è stato lasciato o tradito. Cose che fa anche lui, prendendosi del bastardo forse, ma lui non è troia mai, magari sciupafemmine. Perché se è una donna che lascia o fa le corna, per molti è “perché non le bastava il mio”, è una donna facile, una troia insomma. Non importa se tu, bigottone, non te la scopavi mai e anche per le signore sia importante il sesso, la sua qualità e frequenza e, se non glielo dai, prima o poi se lo cercheranno. O uno nuovo troverà loro. E’ normale, non è da troie.

3. Che grandissima troia, stacci lontano
Una storia triste, che si ripete in molte delle testimonianze che mi arrivano dalle amiche lettrici. Lui e lei vanno a letto insieme. Ma a lui non tira abbastanza, non sempre, insomma un rapporto concluso a fatica, con il suo a fisarmonica. Oppure ce l’ha piccolo, ma si guarda bene da avvertire prima dell’imbarazzante sorpresa (se hai un problema avvertire prima in questi casi più che cortesia è obbligo). O, molto più spesso, è un eiaculatore precoce che finisce in un secondo e poi fa finta di niente, anche perché non in grado di offrire una seconda (e pensare che i nostri genitori dicevano “la prima non si conta”). Di solito il soggetto in questione attribuisce le colpe del rapporto insoddisfacente a lei: non è abbastanza capace, non ci sa fare, persino “sei troppo bella”. Insomma, non riesco a farlo perché tu sei una troia, non io incapace e meschino. Naturalmente stacci lontano è un avvertimento per l’amico che non deve scoprire, andando con la troia, che lei ci sa fare eccome, anzi, è addirittura una donna normale!

4. quella troia bastarda
Nell’immaginario maschile, dargliela sarebbe proporzionale all’investimento che lui fa in soldi e tempo su di voi. Un caffè vale conoscenza. Un aperitivo gli dovete dei dettagli sessuali. Una cena ci dovreste già stare. Seconda cena? Se non ci state siete una troia! Weekend e non ci state? La madre di tutte le troie! A parte l’ultimo caso, che confesso da maschio “se accetti di venire via un weekend e non me la dai più che troia sei una stronza”, negli altri dove è scritto che una donna te la deve dare perché paghi? Si pagano le troie, sarà questo il perché la chiami troia se non te l’ha data dopo? Sbagliato, dovresti chiamarla “ladra”, perché ti ha fregato dei soldi senza ottemperare a una prestazione non scritta sul menu del ristorante. Sei confuso? Fai bene. E poi, se te la dà la prima sera è una troia (un classico maschile: “pensa, me l’ha data già la prima sera, che troia”) e se non te la dà è una troia? Non dovrebbe essere una “seria”? Caro cretino, ma lo sai che con questo reiterato comportamento hai creato uno degli effetti collaterali più consolidati nel mondo femminile? Sai per colpa tua quante donne sane, normali, che hanno voglia di dartela la prima sera (dov’è il male?), di saltarti letteralmente addosso rimandano per non essere giudicate delle troie? Ecco un bel boomerang maschile di ritorno sui coglioni: i ristoratori ringraziano (ma tocca anche a voi prima o poi, eh eh eh).

5. quella è una troia a parole, a letto un disastro
L’uomo medio non in grado di gestire un corteggiamento dà il suo peggio nella fase di riscaldamento, cioè quando in un primo incontro si inizia a parlare di sesso, e lui dovrebbe sondare quanto “troia” è lei. Qui se ne sentono di tutti i colori. La più bella riguarda il sesso anale, agognata chimera di molti uomini (leggetevi il capolavoro del maestro Califano, l’inculata paradisiaca link qui) che poi più che non saperselo conquistare se lo giocano già a tavola. Con frasi infelici del tipo: ah io la colonscopia non la faccio (ma come sei finito sulla colonscopia! Giuro che è vero, me lo hanno raccontato) perché in culo io non mi metto neanche una supposta. E tu poi pretenderesti che lei… Le parli di dolore anale e poi le chiedi se le piace il sesso anale? Ma neanche se ce l’hai come una supposta! Un boomerang nel culo, in questo caso, perdonate il francesismo.

Una volta un caro amico mi ha detto: vedi, tu sei un uomo fortunato. Stai con la tua fidanzata da un anno e lei non è cambiata, a letto (ci dicevamo tutto io e lui) è ancora una grande troia! Invece, le altre, dopo un po’ non fanno più un cazzo! Era un complimento non a me, ma alla mia fidanzata dell’epoca. Che non era troia, le piaceva il sesso, era
n o r m a l e.

Anche i nostri avi, genitori e nonni, quando rimanevano da soli nei loro club maschili a giocare a carte, bere e fumare, rimembrando i sempre rimpianti Casini (anche mio padre, del 1929, aveva fatto in tempo a frequentarli), si vantavano poco delle prodezze personali a letto ma dicevano delle loro donne: una donna deve essere una signora in salotto e una troia in camera da letto.

Avevano ragione. E la società, allora, apparentemente più bigotta di quella di oggi, era più pragmatica e saggia. Realtà odierna che parla tanto liberamente di sesso ma che definisce troia una donna solo perché gestisce la sua sessualità normalmente, o “come un uomo”, quasi ci fossero differenze in questo campo. No, come un uomo non si può. Meno male forse, perché ci sono più donne che ci sanno fare a letto realmente che campioni a parole di sesso estremo fallaci col fallo.

Sincerely yours, meravigliose signore. Siate sempre voi stesse! In salotto e in camera da letto.

Scegliere i figli o l’amante?

Il mio amore, Rebecca, oggi 6 anni
Il mio amore, Rebecca, oggi 6 anni

Lei o lui vivono in una famiglia felice. Tanto felice che hanno fatto uno, due, tre figli. Poi, lui o lei, un giorno hanno incontrato l’altro o l’altra. Complice l’intesa, il sesso un po’ addormentato a casa, la lungodegenza familiare, sono finiti a letto. Dopo un periodo ludico si sono innamorati. Ed è iniziata la tragedia: scelgo lei, lui o i miei figli?

Questo è il quesito che molti uomini e donne lettori del mio blog mi pongono, speranzosi che qualcuno gli dica: si lo puoi fare, i tuoi figli ce la faranno lo stesso, tu puoi amare il tuo amato o la tua amata liberamente, finalmente alla luce del sole. Molla tutto, ai tuoi figli ci penserai meglio dopo, addirittura. Purtroppo non è così.

I figli, almeno fin dopo l’adolescenza, non possono essere lasciati, non possono fare a meno dei genitori come coppia, sotto lo stesso tetto, in tutte le feste comandate, in tutte le loro attività. È inutile che ci nascondiamo dietro a un dito dicendo che per loro è meglio se ci separiamo.

Vedo i figli dei separati: i Più piccoli sono più sono sofferenti, in maniera esplicita o implicita. Per quanto i loro genitori facciano di tutto per fargli vedere che anche se mamme papà non si vogliono più bene e non vivono più insieme è tutto normale, loro ci soffrono.

I figli dei separati e dei divorziati, mi spiace dirlo, sono spesso diversi. Non è normale per bambini e ragazzini vedere il loro punto di riferimento, la famiglia, disgregarsi, E non ci sono palliativi tipo feste insieme vacanze insieme che tengano.

In un solo caso credo sia meglio per i figli che la coppia si separi ufficialmente e concretamente: se i litigi e le incomprensioni fra moglie e marito arrivano a un punto di non ritorno e tolleranza per i figli il che vuol dire litigi, smentirsi l’uno contro l’altro, assumere ruoli buono lui cattivo davanti a loro. Allora si, in questo caso è meglio che la coppia si separi, anche per i figli. L’inferno in casa giustifica la separazione, sempre.

Ma prima di arrivare a questo punto chiediamoci quanto pesano il nostro egoismo e i nostri desideri nella scelta che vogliamo fare e quanto pesano i loro bisogni reali. Solo essendo estremamente sinceri, da veri genitori, potremo dire: sì, loro staranno molto meglio se noi viviamo in case separate. Facciamoci un esame di coscienza vero, pensando a loro, non a noi.

Quando rispondo così a chi mi chiede cosa fare, che cosa devi fare con i figli e sottolinea che lei è la donna della sua vita e lui l’uomo della sua vita e che non potranno stare amanti ancora a lungo, leggo la vera disperazione in quelle righe. Ma mettendomi nei loro panni e pensando alla mia famiglia e ai miei figli non posso che dare la più terribile delle risposte: fino a che non hanno superato più o meno l’adolescenza devi stare con loro, con la loro madre e il loro padre, a costo di indossare una maschera ancora per anni.

Quindi, in presenza di figli, se ci innamoriamo di qualcun altro, l’unica soluzione meno dolorosa è la separazione in casa. Non è una cosa impossibile: due adulti che amano i propri figli possono mettersi d’accordo E continuare a vivere la loro vita in famiglia, ricavandosi spazi personali di comune accordo, Che è meglio che avere l’amante di nascosto.

Il problema nella coppia è di uno solo? Il risultato non cambia. Già non parlate più, non scopate più, andate d’accordo solo sulla gestione economica e genitoriale della famiglia. Continuate così, non c’è scelta. Se non potete dire per vari motivi ho un’altra abbiate almeno la correttezza di dire: siamo in crisi, io non ti amo più, però stiamo insieme per i figli.

Molti diranno: ma i miei figli stanno benissimo da quando siamo separati, è stato un bene per loro. Può darsi che siate L’eccezione che conferma la regola, ma fatevi un esame di coscienza: davvero i vostri figli non hanno sofferto e sono felici di avere mamma e papà divisi?

Davvero sono così contenti che voi e mamma andiate a letto con un altro che magari avete anche presentato? Tutto ciò è molto evoluto e moderno ma chiedetevi una cosa: quanto è normale tutto ciò per i vostri figli rispetto a una famiglia unita, anche se lo fosse solo formalmente? Ci si abitua a tutto, vero: ma a che prezzo?

I figli non chiedono di venire al mondo, È una nostra scelta. Quello sì, non il matrimonio O qualsiasi contratto o convenzione inventata dall’uomo, è vincolante. L’amore per loro è vincolante. Quindi se dovete lasciarli fatelo solo se è davvero un atto d’amore nei loro confronti, il meglio, l’inevitabile.

Io sono l’ultima persona a poter giudicare e colpevolizzare chi si innamora di un’altra quando impegnato su un altro fronte. Questo può succedere, succede alla metà delle coppie che conosco, succederà sempre, e ho il sospetto che chi dice che la fedeltà non è nella natura umana e soprattutto nelle coppie di lungo corso abbia ragione.

Ma i figli sono il bene assoluto. Amiamo pure l’altro o l’altra, ma non a discapito dei nostri cuccioli.

Il prezzo da pagare è aspettare. Un prezzo pesantissimo, ma dovuto. A loro. Almeno finché non sono in grado di capire e di soffrire meno, il meno possibile.

Sincerely yours

Quello che le donne non sopportano a letto

Model Sara Schwarz, ph Gianfranco Giachetti
Model Sara Schwarz, ph Gianfranco Giachetti

Dopo il fortunatissimo post Quello che gli uomini non sopportano a letto (che trovate qui) è arrivata l’ora della vendetta: tocca a voi, care amiche, stilare i profili del peggio di noi fra le lenzuola.E lo avete fatto in tante, sulla mia pagina facebook (https://www.facebook.com/alessandronicolo.pellizzari) o scrivendomi in privato.

Per l’occasione Sara, bellissima, famosa modella (http://www.saraschwarz.net/) e Superdonna che mi onora della sua amicizia, mi ha concesso la foto che potete ammirare e che ho scelto per stigmatizzare la pochezza di certi uomini. Essi, di fronte alla vostra bellezza offerta su un piatto d’argento, riescono a rovinare il più sublime dei momenti, quello della scoperta profonda del vostro corpo e del vostro piacere, in tutte le sue sfaccettature.

Ma bando ai miei romanticismi erotici da pesce estimatore di Superdonne e passiamo ai profili degli uomini impossibili a letto.

Il trovatore
No, non canta, lui cerca. Cerca cerca cerca… Il clitoride. Più o meno sa dov’è, ma non ci azzecca quasi mai. Ravana di qua, ravana di là, gli hanno detto che l’ombelico non c’entra. Spesso combina danni, masturbandovi il condotto urinario finché non urlate, o l’uretra si trasforma in faretra. A volte si pone in quella terra di nessuno che è l’entourage del punto focale, passandoci sopra quel tanto da farvi sperare, per poi deludere esplorando zone attigue poco erogene. In certi casi è fortunato e ci azzecca ma, come dice una mia cara amica, se hai avuto il culo di trovarlo perché non ci rimani, invece di allargare il cerchio? Molti trovatori, visti gli insuccessi, desistono ficcandovi in modo poco sapiente un dito lì, con scarsissimi risultati in termini di gemiti. Vietategli di toccarvi. E attente: fa confusione anche fra dietro e davanti…

Lingua di legno e sexyfrullo
Baciare, secondo me, equivale a prescopare. Dal bacio si capisce moltissimo. Per esempio, che l’uomo lingua di legno, il limonatore a mo di tergicristallo rigido, sicuramente non farà di meglio sul fronte sesso orale. Anche sexyfrullo, quello che con la lingua riesce a farvi la pulizia dei denti a ultrasuoni alla massima velocità forse nasconde un rapporto da otto secondi. Chi non supera l’esame bacio non dovrebbe entrare nel vostro letto.

Il pedalino
Sarà la fretta, sarà il freddo, saranno le sue abitudini ma lui vi spoglia tutta, si spoglia tutto ma… Si tiene le calze. No, non è una figura mitologica, esiste davvero. Che ve ne accorgiate perché vi state avvicinando ai paesi bassi per fare quello che più piace a un uomo o mentre si consuma l’amplesso, rischiate una repentina secchezza vaginale. Attente però: facendoglieli togliere potreste avere sorprese più raccapriccianti. Avete mai visto le unghie a pettine? Se ha un buco nel calzino potrebbe avere una lama acuminata sull’alluce: occhio ai polpacci!

Lo spingitore
L’ho già detto: la fellatio (pompinus vulgaris) è la migliore amica dell’uomo, ma lui non dovrebbe farvelo capire svitandovi la testa e premendola come un tappo di sughero sulla bottiglia. State già andando giù e lui spinge con la mano la capoccia. State lavorando e niente, lui spinge. Mordetelo, capirà finalmente.

Il latrin lover
Fra le cose insopportabili che denunciate, care lettrici, c’è anche lui, il latRin lover. Se l’uccello si chiama uccello, non può sapere di pesce o altro. L’igiene intima non è il suo forte? Provate a spruzzargli del profumo sul prepuzio: mentre urla per il bruciore capirà.

Il narciso
La sua stanza è piena di specchi. Il motel è pieno di specchi. Lui ha lo specchio in tasca. No, non è per vedervi bene anche quando siete a quattro zampe sul letto, è per guardarsi lui. I suoi muscoli, la sua aereodinamicità durante l’amplesso, i suoi glutei mentre spinge (si volta come se dovesse fare retromarcia): sono loro i protagonisti, non voi. Provate a togliervi piano piano da sotto: non se ne accorgerà, andando avanti da solo. La mia donna ideale sono io.

Lo spazzino
Molte di voi si lamentano dell’incapacità di molti di noi di usare la lingua con la dovuta arte. Certi arrivano al punto di rinunciarvi, altri fanno gli schizzinosi (pretendendo però che voi non facciate altrettanto), ma i peggiori sono quelli che usano la lingua come una ramazza sul pavé. Usano la lingua come il trovatore usa le mani: a caso, random, qui e là. E vi fanno prendere freddo, dimenticandosi zone dove sono passati tipo pozzanghera. Fategli la mossa di Blade runner: sì, quella dove la replicante bambola acrobatica gli stringe la testa fra le gambe e gliela ritorce. Troppo cattivo? Vedete voi

Il deodorante
È di due tipi. La versione puzzone, che usa il deodorante al posto della doccia e la versione candeggina, che si profuma così tanto da non distinguerne la differenza con il reparto detersivi del super. Che dire… C’è un idrante sulle scale?

Il tantrasutrico
Se c’è una cosa bella, quando si fa l’amore con una nuova compagna, è poterla guardare negli occhi nel mentre. No, lui no. Lui ha due obiettivi: durare ore come un maestro di tantra, finché non vi viene la cistite, e provare tutte le pose del kamasutra per passare il tempo. Tutto il repertorio vi dovete subire. Bene, dirà qualcuna: se dura a lungo orgasmi plurimi garantiti! Eh no… Mentre ci siete quasi lui cambierà posizione. Un supplizio.

Buona la prima
Dopo aver magnificato a voce le sue capacità a letto, dopo qualche preliminare classico, appena siete leggermente lubrificate scatta come una formula uno. Zac, ve lo ritrovate dentro in un secondo. Otto secondi dopo è già venuto, più veloce del cambio gomme a Monza (un’amica è arrivata a cronometrarlo). Bene, direte voi, gli piaccio talmente tanto che era supereccitato. Si ricomincia? Eh no, buona la prima! Poi dorme magari.

Il muto e il troglodita
Come la muta, la versione maschile, il muto, non profferisce verbo neanche sotto tortura. Non parla. Non ansima. E quando viene… Tossisce. La sua controparte è il troglodita. Si eccita solo se vi affibbia gli epiteti più volgari e, quando viene, urla godi brutta troiaaaaaaaaaaaa. Come sapete bene, per me non esistono donne zoccole. Però per quel brutta un ceffone ci sta, o no?

Il penetratore
La masturbazione? È un formaggio spalmabile dolce. Il cunnilingus? Una galleria particolarmente lunga, anzi linga. Limonare? Raccolta stagionale di agrumi. I seni? La controparte geometrica dei coseni. I capezzoli? Verdura della famiglia dei broccoli. La vagina? Piccola 24 ore. Insomma, avete capito: per lui sesso significa penetrazione. E basta. A volte, per la fretta, non trova il “buco” e voi, prima che entri come un treno in quello sbagliato, lo dovete pure accompagnare per manina. Una volta divertitevi a mettere una paratia in kevlar: vediamo se riesce a violarla a colpi di ariete!

L’intervistatore
Stai godendo? Godi? Ti piace? Ti piace davvero? Vado più forte? Vado più lento? Cambio posizione? Sei venuta? Hai goduto? Ti è piaciuto? Sono durato abbastanza? Ce l’ho grosso? Come sono venuto? Sei venuto mosso caro. E taci. Please.

Questi, care ragazze, sono i profili di uomini da bannare dal vostro letto che mi avete segnalato di più. Ne manca qualcuno? Aggiungetelo nei commenti qui sotto.

E voi maschietti che vi siete riconosciuti, per favore, per una volta non fate come quelli che quando una non gliela dà dicono: son tutte troie! La verità è che ci sono molti incapaci. Anche di imparare. Se continuate così non ve la RiDarà di sicuro.

Conosco la metà di voi solo a metà e nutro per meno della metà di voi metà dell’affetto che meritate

Sincerely yours

Fra le trentenni va di moda il fidanzato Enciclopedia

Il fidanzato Enciclopedia non si usa ma "devi" averlo
Il fidanzato Enciclopedia non si usa ma “devi” averlo

Il fidanzato-Enciclopedia Rilegata: ce l’hai, ce l’hai per dire che ce l’hai, perché fa status, perché legittima, ma non lo usi mai o quasi, e resta lì sullo scaffale a prendere polvere. O almeno così pensi tu, ma questa è un’altra storia (pare che di notte i volumi delle enciclopedie si animino… e volino via dalla casa che dorme in giro per un mondo popolato di lettrici avide…). Si porta molto, il fidanzato-enciclopedia rliegata, fra le trentenni: è uno che di base non ti fa salire il sangue al cervello (né tu a lui, perché queste cose sono sempre reciproche), spesso è disattento o non sintonizzato su di te per nulla, ti capisce come tu capisci i palindromi antisillabici della Settimana Enigmistica, cioè ogni tanto, a fatica e male.

COME SAPETE OGNI TANTO OSPITO QUALCHE AMICA CHE CI RACCONTA SCRIVENDOLO DIRETTAMENTE LA SUA VISION DI COPPIA. QUESTA VOLTA TOCCA A ELSA G., CHE HA SCRITTO QUESTO RITRATTO DI CERTE TRENTENNI GUSTOSISSIMO CHE CONDIVIDO CON VOI. SUO È L’INCIPIT E CIÒ CHE SEGUE. A CONCLUDERE, COME TRADIZIONE, IL MIO COMMENTO. BUONA LETTURA

Però ormai ce l’hai: e vuoi mettere con quelle che non ce l’hanno? Feste comandate, visite ai parenti, conversazioni fra amiche: sei in salvo, perché averlo ti legittima. Sì, lo sappiamo, avere una Enciclopedia rilegata in casa non fa di te una persona colta: eppure molte di noi, forti del fatto che “comunque un uomo ce l’hanno”, sdottorano sulle vicissitudini amorose delle amiche meno sistemate, fanno progetti, vivono rilassate.

E a Capodanno sai cosa fare; tua madre è tranquilla (se è un po’ ottusa; ma ricordiamo che le mamme delle trentenni sono spesso splendide sessantenni che si sono, ai loro tempi, emancipate abbastanza, non vengono dal Medioevo, e quindi non sempre sono più felici nel vedervi sistemate ma impolverate); non devi, soprattutto, gettarti nella faticosissima mischia di casi umani che non chiamano, che chiamano solo dopo le undici, che chiamano prima delle undici ma a carico del destinatario, che hanno una ex pendente, una presente assente, una rubrica nutrita, un amore non per te ma “per i miei spazi”.

E infine, con l’età, il fidanzato Rilegato può ricevere un upgrade a fuco, per venire poi definitivamente accantonato, nel cuore della proprietaria, da un piccolo volumetto animatissimo che dà finalmente un senso a molti anni di dubbi e noia.

Tutto comprensibile; sbaglia chi legge in queste righe del sarcasmo verso le proprietarie di Enciclopedie rilegate, c’è un po’ di ironia è vero, ma una grande comprensione (e anche un po’ d’invidia: si sarà a questo punto capito che chi scrive queste righe non ha, in casa, un’enciclopedia, e spesso si gioverebbe della sua semplice presenza sugli scaffali).

Però è un fatto, rilevabile senza giudizio, che tra le trentenni indipendenti, a cui è stato insegnato a furia di telefilm e ramanzine che il loro essere indipendenti “spaventa gli uomini”, spopola questa figura di fidanzato impolverato, perché per una volta che uno ha voluto qualcosa di serio da noi volevamo mica cacciarlo; perché la passione, altra lezione imparata chissà dove che ripetiamo come un mantra, alla fin fine lascia il tempo che trova.

E come l’Enciclopedia cartacea (vera) è minacciata dall’Enciclopedia Digitale (meno autorevole, non sempre da esibire, però gratuita e fantasiosa), il fidanzato-Rilegato ha un solo antagonista: il Guastatore.

Il guastatore può essere un semplice belloccio un po’ sanguigno, senza troppo spessore, o un potenziale Grande Amore che oltre a scoparti bene finalmente ti capisce; è curioso di te; si interessa, domanda, ammicca, fa ridere. Ci sono insomma guastatori di qualità e guastatori mediocri; ma il loro compito lo sanno fare più o meno tutti, cioè quello di fare girare la testa alla proprietaria di Enciclopedie Rilegate. Che a differenza dei maschi portatori di moglie enciclopedica, i quali sono in genere ben contenti di potersi tenere lo scaffale pieno e fare puntatine su Enciclopedia Digitale ogni tanto, l’enciclopedia la buttano anche dalla finestra, se il guastatore convince; per poi finire sconsolate a concludere che “avevo ragione io, la passione non vale niente” nel caso le cose con quest’ultimo non portino alla stabilità sperata.

La sintesi tra i due mondi? E’ come la pietra filosofale; io credo che esista, e che molte di noi finiscano poi per trovare il libro che non ci si stanca di leggere, e a cui tutte le sere si dà volentieri una sfogliatina; c’è poi chi sa tenersi un’enciclopedia in casa, chi proprio vi è allergica, chi non ha mai avuto la ventura di incontrare un candidato al ruolo Enciclopedia Rilegata e pertanto può solo ipotizzare cosa ne farebbe; io dico solo che se hai una Rilegata in casa poi quelli fuori ti paiono tutti guastatori, perché quello scaffale, con quella roba impolverata sopra, non vede l’ora che arrivi qualcuno a farlo brillare.

BRAVA ELSA, UNO SPACCATO DELLA VITA DELLE TRENTENNI CHE MI MANCAVA, COME STUDIOSO DELLE EVOLUZIONI DI COPPIA. INSOMMA, LE DONNE PIÙ GIOVANI METTONO GIÀ IN ATTO QUELLe CHE SONO LE BASI DEL MATRIMONIO SOCIETÀ PER AZIONI DELLE PIÙ GRANDI, E L’AMANTE DELLA QUARANTENNE CHE SFOGGIA PERÒ IN SOCIETÀ MARITO DI CLASSE E FAMIGLIA DA SPOT TELEVISIVO 10 ANNI PRIMa SI CHIAMA GUASTATORE (MA CON IL RISCHIO DI TRASFORMARSI ANCHE LUI IN ENCICLOPEDIA RILEGATA, UNA VOLTA SPODESTATA LA VECCHIA EDIZIONE). TUTTO CIÒ SEMBRA TRISTE. L’AMORE NON ESISTE O NON RESISTE ALLA POLVERE? NON CREDO. MA, ANCORA UNA VOLTA, SONO SESSO E PASSIONE CHE CAMBIANO LE CARTE IN TAVOLA. A OGNI ETÀ SONO QUEL VENTO CHE, OGNI TANTO, DEVE SCOMPIGLIARVI I CAPELLI, PER QUANTO PERFETTA SIA LA VOSTRA ACCONCIATURA

SINCERELY YOURS

Le donne fanno molto sesso, ma non con il partner

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Sembra che una discreta fetta della popolazione femminile ufficialmente sposata o fidanzata faccia sesso zero o quasi con il suo lui ufficiale e tantissimo con amanti, amici, trombamici, sconosciuti incontrati per caso o sui social. Al punto che molti matrimoni bianchi o a scopata una tantum sarebbero così solo per il lui della coppia.

Insomma, chi si illudeva che fosse l’uomo il peccatore irrecuperabile (anche se certi peccati si consumano sempre in due) e le donne o vittime o fedeli tutte d’un pezzo sembra sbagliarsi di grosso, secondo due testimonianze che mi sono pervenute in privata sede, una da un’amica trentenne e una da un’amica quarantenne.

Troppo poche due per fare testo? Vero, però Le fonti sono credibili, citano centinaia di altri casi e mi hanno lasciato quel senso di disagio che si percepisce solo quando realizzi una certa verità.

La cosa che mi ha colpito poi? Come nonostante i dieci anni di differenza fra le due testimoni i principi ispiratori e il modo di comportarsi siano pressoché identici, con motivazioni diverse.

L’uomo ideale? Un bel libro
Per la trentenne, l’uomo ideale con cui costruire un rapporto duraturo è un bravo ragazzo, serio premuroso e ben presentabile, ma non è uno scopatore, anzi. Difficile, dice, trovare un buon partito che soddisfi, almeno a medio termine, certi appetiti sessuali che (sorpresa!) in certe donne, molte sottolinea, sono identici a quelli degli uomini. Allora l’uomo scelto per la lunga durata è come un libro importante: non puoi non averlo, lo mostri a tutti, è prestigioso tenerlo in casa, ma non lo Usi mai. E per il sesso? Ci si crea un network sicuro. Fra gli ex e gli amici ci sono, per esempio, degli ottimi trombamici già omologati. E poi ci sono sempre delle amiche single allupate con cui andare ufficialmente a mangiare la pizza ma in segreto condividere la caccia grossa. E il fidanzato? Gli si dà un contentino una tantum, ma raramente un rapporto completo. I numeri fanno parte del divertimento fuori casa.

Meglio essere l’amante che avere le corna
L’amica 40enne mi piglia molto in giro. Dice che idealizzo le donne e metto alla berlina certi scopatori seriali, ma che in realtà le donne sono mediamente peggio degli uomini. Più bugiarde, più zoccole, solo molto più furbe degli uomini. Così, morigerate e fedeli o serissime di facciata, ne fanno una più di Bertoldo a letto. Molte sono state nei privé scambisti e non lo confesseranno mai. Hanno avuto le esperienze più gettonate su you porn, dal sesso a tre a quello con amiche ma cadono dal pero se gli parli di anale o doppia penetrazione. Sgamate, silenziose, ci pigliano in giro sul sesso esattamente come quando decidono di regalarci un finto orgasmo, o perché non ci sappiamo fare (ma ci tengono per simpatia, compagnia o altro), o perché si stanno annoiando o perché ci vogliono lusingare. I veri orgasmi, in realtà, li cercano e li trovano più di quanto pensiamo. Insomma, la mia amica dice che per molte, visto il trend maschile, è meglio essere amanti che cornute. Solo che il boccino lo tengono loro, facendo finta di vivere in un mondo dominato da maschi. E molti mal di testa coniugali nascono dal rapporto con l’amico della sera prima, o della stessa sera…

Sarà vero? Stento a crederlo amici uomini. Ma il mio sesto senso femminile mi dice che molte di loro “Ci hanno fregato, e sono sante on demand”

Sincerely yours

L’amore reale inizia sempre domani: il procrastinatore

Ci vediamo appena possibile
Ci vediamo appena possibile

Vi ha fatto una corte pazzesca, sui social o la prima volta che vi siete visti. Vi ha fatto sentire una regina, a parole. Vi ha coccolato tutta la serata o in ore e ore di chat. Si è spinto a dirvi che siete importanti, uniche per lui. E poi non l’avete visto più.

In questo strano mondo esistono uomini che desiderano le donne ma come oggetto virtuale, come idea sessuale o sentimentale lontana dal reale, come compagne di chat e di confessioni verginali, pur dichiarandosi dei tori da monta e usando il sesso parlato come arma di seduzione di massa. Ma raramente alla promessa, alla dichiarazione sublime seguono i fatti. Lui rimanda sempre. È il procrastinatore.

Ci vediamo settimana prossima: il procrastinatore virtuale
Il procrastinatore virtuale vi aggancia tramite un social. Studia il vostro profilo, le foto e le frasi. Cerca soprattutto fra le single,è attirato soprattutto dalle persone che gli sembrano indipendenti o decise, perché gode a “gabbare” le più difficili. Lavora sulla voglia delle donne di non restare sole o, semplicemente, di conoscere nuove persone interessanti. Poi, quando è pronto, vi chiede l’amicizia con un messaggio accattivante. Lui è interessante, quindi molte cadono nella sua rete.
Così inizia una lunga relazione via chat, fatta di parole dolci, di grande comprensione nei vostri confronti. Insomma, sembra l’uomo giusto da conoscere. Solo che questo… Non quaglia.
Fiumi di parole, tenerezze da amanti epistolari, qualche fuga nel sesso virtuale ma… Lui non quaglia. Ci vediamo presto, sono oberato di lavoro, non penso che a quel momento. Ma scemo, mi piace che mi scrivi le poesie, ma quelle tre ore che ieri abbiamo passato in chat non potevamo vederci?
Eh no cara la mia donna normale con pensieri normali e pulsioni ormonali normali, lui non è normale!
Lui vuole chattare. E lo farà finché non lo manderete a quel paese. Magari vi darà il contentino di sentirvi per telefono, perché sa anche lui che non è normale vivere un amore di sola chat, ma quando vi avrà calmato ricomincerà a fare l’amico di penna. Magari vi chiederà anche qualche foto intima, ma non scoperete mai insieme. Come non vi vedrete. Lui è troppo occupato fuori dalla chat.
Sarà sposato? Avrà una e non te lo dice? Non importa. Quello che importa e che voi siete la sua fidanzata-amante di chat, ma in realtà non usa neanche una vostra foto per un “solitario”.
Che fare? Dategli tre settimane. Se non vi porta fuori e ci prova staccate la spina. È tempo perso per voi. Tutto ciò farà bene alla sua psiche, ma è ridicolo a lungo andare e non fa bene alla vostra, di psiche.

Il prossimo mese facciamo un viaggio insieme: il procrastinatore esagerato, scopo matrimonio
Anche lui vi ha conosciuto in chat, o magari in una serata fra amici. Vi intriga, non c’è dubbio. Colto, affabile, intelligente, non ci mette molto a ottenere il vostro telefono. E vi chiama, ma in genere preferisce i messaggini. Che si fanno sempre più hot. Passa il tempo e, quando percepisce che capite che sta rimandando il fatidico incontro, vi invita a cena.
Oooh finalmente! Dopo qualche ulteriore rimando per saggiare la vostra resistenza (impegno di lavoro all’ultimo momento, influenza, ruota bucata, eclissi lunare, nebbia in val padana…) quando capisce che è vicino a farvi saltare i nervi vi vede. Serata stupenda! Coccolata, vezzeggiata, lui dipinge il vostro futuro con figli, cani, ville, vacanze. Bello no? Però non vi ha ancora baciato… Ne lo farà, riportandovi a casa. Non sarebbe da gentiluomini… E poi vi ha detto che vi vuole offrire un weekend, descrivendovi minuziosamente l’albergo da 5 stelle, il ristorantino sul mare. Mi piacerebbe, avete azzardato, praticamente facendogli annusare un bonus scopata. Che cosa vuole di più un uomo? Niente, lui non vuole niente! Lui vuole “sposarvi” o niente, anche se lo è già, segretamente o meno (separato in casa come i restanti 25 milioni di maschi italiani?). Ma è tutto virtuale. Non ci sarà mai la vacanza, ma neanche del sesso vero, il più delle volte. Questi uomini, incredibile, non vogliono scopare. Ma non è un pregio, credetemi, è il prezzo della non normalità del procrastinatore. Dategli tre settimane dopo l’ultima promessa di Maldive, poi partite voi, da sole.

Domani la lascio: il procrastinatore sposato
Sei la sua amante da un po’. Quel tanto che basta, comunque, per aver fatto progetti insieme. Il suo matrimonio va male, dice, e quindi il progetto di una separazione per vivere insieme giura che è realtà. Domani però. Andiamo a vedere una casa? Domani. Riusciamo a dormire insieme almeno una notte, invece del solito motel? Domani. Avevi detto che parlavi a tua moglie… Domani. Intanto scopate, perché lui su questo non è virtuale, anzi. Usa molto chat e messaggi, perché in realtà sta con voi per il sesso ma anche perché gli fate da mamma, sorella, confidente, personal banker, coach, psicoterapeuta, hostess, geisha… Ma per il resto…. Domani. Un giorno vi stuferete e lo metterete con le spalle al muro, dicendogli ora! Tirerà fuori i figli (già c’erano però), la situazione economica (non si sapeva prima?), i suoi sensi di colpa (adesso?). Che fare? Mettetelo con le spalle al muro prima possibile, non domani. E se proprio dovete scegliere un uomo impegnato, scegliete non uno che vi promette la luna ma uno che vi ha detto che non lascerà mai la moglie e i figli da subito. Forse non li lascerà davvero mai, anche se si innamora di voi, ma almeno è sincero. Ieri, non domani.

Sincerely yours

Donna, single e con figlio: perché gli uomini scappano

i figli degli altri? Una potenziale condanna per alcuni
i figli degli altri? Una potenziale condanna per alcuni

Sei bella, intelligente, single ma hai un figlio o più figli da una precedente relazione? Ci sono uomini che non ti frequenteranno mai solo per questo. E non importa se i tuoi figli sono grandicelli e hanno la loro vita (a meno che non siano sposati pure loro): anche un maggiorenne ancora economicamente dipendente dalla mamma è uno status insormontabile per molti uomini.

Questa riflessione nasce da una domanda di un’amica, che ha iniziato a chiedersi se il deserto di pretendenti seri (quelli per scopare non saranno mai un problema vero?) che la circonda (e circonda molte donne come lei, assolutamente appetibili) non dipenda dal fatto che ha un figlio.

Mi dice, giustamente: perché uno dovrebbe evitarmi solo per questo? Mica mi deve sposare? Mio figlio è indipendente, studia e ha ormai la sua vita fuori da casa, anche se ci dorme ancora. E trova assurdo che un uomo non inizi neanche una relazione per questa presenza incomoda.

Sembra assurdo, in effetti, che un uomo possa decidere a priori di non frequentare una bella donna, sola e disponibile, solo perché ha un adolescente o un maggiorenne che gravita, per quanto poco, ancora nella sfera della mamma, ma non lo è.

La prova che spiega la mentalità maschile anche in questo frangente? Ancora una volta Facebook usato come social per cuccare e selezione del personale femminile.

Facebook viene usato da molti uomini per cuccare perché risponde al primo desiderata di ogni uomo: non perdere o investire troppo tempo con una donna per portarsela a letto.

Ecco perché la selezione avviene in fretta: si parte dalla foto, hai un bel viso non hai un bel viso. Poi si cerca il corpo, foto in costume, vestiti succinti: sei figa non sei figa. Poi si cercano atteggiamenti sexy, anche larvati: occhiolini, lingue fuori, scollature in bella mostra fino ai più audaci. Poi si passa in chat. Pochi si prendono la briga di leggere le informnazioni se non per sapere anni (poche li mettono) e ubicazione territoriale. Se ci sono foto di bambini, soprattutto piccoli ed è chiaro che non sono nipoti, si passa a un’altra.

Se invece l’uomo scopre durante la chat o le prime telefonate, anche se la cosa si fa interessante, che esiste un figlio, non lo vedrete più. Di solito la sequenza è questa, dopo un po’ che chattate: che lavoro fai (così si fa un’idea della vostra disponibilità di tempo ed economica, evitiamo quelle che hanno bisogno di soldi)? Sei separata-divorziata (per alcuni uomini questo ha una valenza erotica: chissà perché gli uomini in genere pensano che le ex siano più disponibili e generalmente più porche… strano ma è così)? Hai figli? E qui casca l’asino. Piccoli uguale fuga precipitosa: una palla al piede. Medi adolescenti oddio dovrò sorbirmi i suoi problemi, almeno raccontati. Adulti ma dipendenti economicamente? Ce ne scampi Iddio: fintamente autonomi chissà quando se ne andranno, cosa pretenderanno e come minimo entreranno in casa mentre tu la stai inseguendo nudo per il corridoio…

Altro problema: il tuo ex. Se ci sono figli quanto gravita nella tua vita? Paga gli alimenti o è insolvente? È un rompicoglioni? Vi siete lasciati bene o male? Insomma, un quarto incomodo oltre al figlio… Ma chi me lo fa fare? Per una scopata? Passiamo alla prossima.

Ma anche se l’ex non esiste No, meglio neanche iniziare una relazione così. E’ una perdita di tempo. E’ un rischio inutile di guai, problemi, rotture di palle. Sì, sei bella e anche simpatica, ma passiamo alla prossima. Se ha un figlio deve fare il notaio, che può servire, di meno non se ne parla.

La mia amica ribatte: ma anche quelli che hanno loro figli la pensano così? Purtroppo sì, anzi. Chi non ha figli non capisce che cosa significa famiglia, è come se parlassi di bridge a uno che gioca a rubamazzetto. Se invece ha i suoi, contano solo quelli, magari sono già un esempio negativo (vedi separazioni con assegno di mantenimento), comunque lui è a posto e ha già i suoi, non ne vuole altri, non ne cerca altri già fatti. Al limite, se mai si innamorerà, ne farà dei Suoi, ma tu non devi averne.

Lo so, per fortuna non tutti gli uomini sono così, ma dovete pensare che tanti vedono le occasioni di conoscere una donna (con i social o nei locali o come volete, ma imperano i social proprio per la comodità) come quando entrano in un concessionario d’auto: quello che vale è che il carro piaccia, sia ben accessoriato e non abbia problemi burocratici, meglio se pronta chiavi in mano con un modico anticipo (una cena, per esempio).

La mia amica ribatte: bene, allora dovremmo nascondere l’esistenza di un figlio finché la preda non è nelle nostre mani… Grave errore. Il fatto che lui non vi voglia perché semplicemente avete un figlio è un’ottima selezione che vi proteggerà dagli egoisti atavici, dagli scopatori indefessi e da tutti quegli uomini dai quali non potrete mai trarre uno straccio di coinvolgimento, se non sessuale, e di sentimento.

Care amiche, dovete mettervi in testa che questi soggetti vanno evitati, non migliorati e riformati. Il vostro trenino dell’amore deve avere due binari, a mio modesto parere. Quello ultraselettivo, destinato alla ricerca di un partner con la P maiuscola, con cui poter fare progetti: e qui la strada può essere lunga e i test che Lui deve superare, non voi, molteplici e in difficoltà crescente, altro che figli!

L’altra strada è quella del sesso. Mentre cercate il vero amore o anche semplicemente un uomo “normale” scopate quelli che vi attizzano, non importa quanto affidabili siano. Un errore che fanno molte donne è quello di mettersi in stand by in attesa del tipo per cui ne vale la pena. Sbagliato. Dividete bene la parte fisica da quella del grande progetto, che naturalmente la comprende. Scopare uno che vi piace senza tante palle vi fa bene, fa bene alla vostra autostima ed equilibrio ormonale, e vi serve per fare una migliore selezione sul fronte veri papabili. Gli uomini dicono che una donna alla quale manca il sesso si avizzisce: a parte la guasconata, un po’ di verità c’è. In attesa del principe azzurro, quello che se vede i vostri figli ci gioca e sorride, fatevi dei bei tagliandi. Vi faranno un gran bene e sapete benissimo come gestire il puro sesso. Non c’è bisogno di esagerare, non dovete trasformarvi in omologatrici di materassi. Però La donna educanda alla quale il sesso non piace come al maschio è un mito. O il prodotto di troppi fallimenti.

Sincerely yours

Tks to my friend, la bella donna che ha ispirato il mio post. Peccato sia sposato, dear…

Le mie amiche donne

Il mio amore, Rebecca, oggi 5 anni
Il mio amore, Rebecca, oggi 5 anni

Una nuova amica mi chiede perché mi occupo di coppia e di problemi del mondo femminile.

Voglio ricordarlo qui con voi anche per ringraziarvi, perché siete stati voi gli artefici di tutto questo, che non è un lavoro, ma è diventata una splendida avventura.

Tutto è nato con il mio blog più di un anno fa circa (il 19/3/2014) quando, grazie alla scelta di utilizzare il mio aggiornamento professionale per smettere di essere un giornalista solo analogico (ma mi stavo già destreggiando con Facebook e Twitter da autodidatta), ho creato, grazie all’aiuto e agli insegnamenti di Marco Camisani Calzolari e Massimiliano Monti alessandropellizzari.com

Doveva essere un blog dedicato a diversi argomenti: i miei figli, il mio lavoro, la mia vita a Venezia, e poi c’era un canale, Superdonne, dove volevo parlare del mondo femminile.

Beh, grazie a molte amiche e a un po’ di amici maschi (non tanti per la verità, neanche pochissimi, ma tutti buoni) ho dovuto, a furia di ricevere sempre più domande, richieste di spiegazioni e interpretazioni sulla vita di coppia, parlare sempre di più di questi argomenti. E l’interesse e i lettori sono cresciuti. E per un giornalista essere letto è tutto, anche se questo blog è un hobby, non è “lavoro”.

Certo, non sono uno psicologo, ma a quanto pare sono un buon osservatore e la gente, soprattutto le donne, mi ascoltano. Qualcuna mi ha definito l’amico delle donne, altre il loro confidente, altre un loro inviato nel mondo maschile. E, a volte, cerco di farlo anche in quello femminile.

Non sono mancati neanche gli uomini che mi hanno chiesto un parere sul complicato, a volte indistricabile, mondo femminile. Spero di essere stato all’altezza del consiglio da fratello maggiore, ma spero soprattutto di aver fatto amare a qualche uomo ancora di più la meraviglia della femminilità, trasformando il dubbio in voglia di conoscere di più l’incredibile vastità e varietà e, non voletemene uomini, superiorità della mente femminile.

La soddisfazione? A parte scrivere, che per me non è un mestiere ma è come l’acqua per un pesce (e io sono dei pesci) è vedere che a volte riesco ad aiutare, qualcuno di voi, a capire e a capirsi meglio.

Grazie. Per me questo è un momento importante di bilanci a 360 gradi. Un bilancio di salute, sul lavoro e anche in famiglia.

E il blog aiuta la mia anima, grazie alla vostra attenzione, a esprimersi al meglio.

Grazie davvero

@anpellizzari

La mia Rubrica su Panorama.it

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