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Uomini da evitare: il finto poeta

Ti ho scritto una poesia non mia
Ti ho scritto una poesia non mia

Per trovare una donna sui social e farci sesso al più presto c’è chi gioca la carta della poesia.

Avevo già parlato, nei miei vari profili di uomini da evitare, del finto romantico (leggi qui), tutto nuvolette e cieli azzurri.

Adesso una mia amica lettrice, la chiamerò Ofelia (un omaggio al Sommo poeta) mi racconta della sua esperienza con il suo finto poeta, e subito colgo diverse similitudini con il finto romantico ma anche con altri uomini che ho visto agire in simil modo sui social.

Il poeta a scopo conoscenza per sex usa la poesia per colpire la femmina desiderata.

Il problema è che il suo repertorio è frutto di clonazione, non di ingegno personale.

Le poesie che vi propina, in bacheca pubblica o in privata chat sono di altri autori, più o meno famosi.

I versetti li scova sui social, oppure su siti dedicati alla poesia o alle citazioni. Ne fa una cernita, sceglie quelli più adatti alla situazione (dallo sdolcinato a rischio diabete a quello più ammiccante per la fase avanzata del suo corteggiamento) e ve li propina, uno diverso per ogni donna che tampina, tanto ormai ha un suo archivio pronto.

Piccolo particolare… firma le poesie come se fossero sue. Il finto poeta un po’ più furbo non firma, ma quando la preda gli chiede pubblicamente “che bella è tua?” Lui attua una manovra elusiva del tipo “era adatta a te” oppure “è perfetta per te” o anche “ho pensato a te”. Insomma, non risponde ma ammicca. Il diritto d’autore non è però salvo, perché la poesia è di chi l’ha scritta veramente, e va citato.

Ma stiamo parlando di un finto poeta che campa sui lavori altrui, con la non attenuante della volontà scopatoria.

Ogni tanto qualcuna di voi lo sgama: ma questo non è Ozymandias di Shelley? E lui sparisce, toglie l’amicizia, vi blocca perché le altre estasiate non si destino dal torpore poetico per il fulmine della vostra rivelazione.

Voi mi direte: vabbè, a parte il fregare i versi agli altri che male fa? È uno che si destreggia con la poesia per farsi largo nella folta schiera dei pescatori a strascico e vari uomini che tentano il cuccaggio sui social… lodevole tentativo di distinguersi e poi… ma se è carino perché non uscirci per un caffè o aperitivo di prova?

Un caffè non si nega a nessuno? Forse. In effetti, se avete solo voglia di conoscere nuova gente che importa se faccia il pilota invece del poeta, mica dovete farci dei figli entro sei mesi…

Però…

Sapete che il destino è beffardo e che il mercato degli uomini papabili per una storia decente è irto di spine che possono far sanguinare il cuore (che poetico!) quindi attente.

Usciteci pure per il fatidico caffè ma ricordatevi che:

1. Il finto poeta ha mandato in parallelo altre sette poesie ad altre sette prede. In questo è come il pescatore a strascico classico (leggi qui).

2. Il finto poeta si vende per quello che non è. Lui non crea, copia. E incolla. Lo farà solo con le poesie o anche nei rapporti di coppia? Il buongiorno si vede dal mattino.

3. Il finto poeta mente sapendo di mentire. Sa che la poesia è di Shelley ma la firma come sua, o non la firma ma cerca di farvi credere che sia sua. Insomma, vi ha detto una bugia già prima di conoscervi nella vita reale. Quali altre fandonie vi riserva dopo il caffè?

4. Lo scopo è sempre uno: scoparvi. Non che sia proibito, siamo tutti adulti e consenzienti, una poesia non è ancora considerata molestia sessuale per fortuna, anche se chi ve la propina si spaccia per l’autore. Ma non era meglio propinarvi la poesia e dirvi… è di Shelley l’ho cercata per te? Ah già, quello lo sanno fare tutti. È diverso apparire agli occhi della donna come un poeta originale in carne e ossa. Fasullo però. Peccato veniale o mortale? Giudicate voi

5. Il finto poeta di solito rincara la dose aggiungendo complimenti e dichiarazioni amorose che se non ridicole dovrebbero suonarvi premature nella fase pre e post caffè. Certe smancerie non dovrebbero dirsi neanche alla prima cena. E non provate a metterlo in difficoltà chiedendogli una poesia dopo il dolce, perché con la scusa “ti leggo l’ultima che ho scritto ispirandomi a te” aprirà il file “playlist per galline” sul suo smartphone. Non mi è mai piaciuto il romanticismo un tanto al chilo.

6. Come molti affabulatori il finto poeta è uomo di tante parole e pochi fatti. Così, come i tanti supereroi del sesso che vi promettono o fanno intravvedere a parole mirabolanti imprese fra le lenzuola, anche il finto poeta potrebbe rivelarsi un mediocre amante, e il millantato credito sulla poesia ritrovarsi nella durata della prestazione o nella consistenza dell’erezione. Chi parla troppo… nulla fornisce?

7 E guai a pensare che il finto poeta sia un uomo sensibile, ci spiega Daniela, mia amica e brillante contributor, non foss’altro per la scelta delle poesie!! Lui, appena ne trova una….sta’ già a fregarsi le mani per la bella figura che ci farà e si sentirà ad un passo dalla meta, sbavando all’idea dell’imbarazzo della scelta tra le tante che sentiranno vibrare le corde del suo finto romanticismo.

8 Il finto poeta è il fratellastro del “canzoniere”, quello che vi corteggia a suon di canzoni, avendo per ogni situazione ed occasione le parole della canzone perfetta, quella che va dritta al cuore (il vostro) risparmiandogli fatica e pensiero per raggiungere lo scopo (il suo)….sempre il solito. Alla fine, tra la poesia, la canzone e il “ma dove sei stata fino ad ora….finirò con l’innamorarmi di te” non c’è molta differenza: è solo questione di tattica…..il fine? Sempre lo stesso…..il tipo? L’ennesimo impostore che sgomita per arrivare primo tra i tanti inseguitori, per poi rivelarsi insulso e insignificante a scopo raggiunto e a repertorio esaurito!

Insomma, diffidate amiche del finto poeta perché, così come la firma della poesia, potrebbero essere finte le intenzioni, l’interesse a minima duratura relazione e, peggio ancora, l’interesse per il vostro cervello.

Poi per carità, se il sesso sarà soddisfacente può valere il viaggio, ma si tratta di un tagliando, non di un’auto che farà con voi i 200mila chilometri. E chissà se i chilometri sul display sono effettivi o li ha “tirati giù” per vendervi l’auto “come nuova”.

“Ancora non capisci con che cosa hai a che fare, vero? Un perfetto organismo. La sua perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità.
Ammiro la sua purezza. Un superstite… Non offuscato da coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità”.
Ash, Alien

Sincerely yours

Coppie e amanti: quando il silenzio uccide, quando salva

Il silenzio scoppia la coppia
Il silenzio scoppia la coppia


Il silenzio uccide le coppie di lunga data, non è un buon segno in quelle nuove ma salva l’amante abbandonata.

Come ho già avuto modo di scrivere, ma l’argomento merita di tornarci visto il numero di commenti che ha suscitato l’articolo sugli amanti che si lasciano (o meglio lei lascia lui per sfinimento) e che fare dopo (leggi qui per saperne di più), il silenzio per la coppia, regolare o no, ufficiale o no, può essere un veleno o una medicina.

Vediamo perché e come mai il ruolo del silenzio fra lui e lei cambia a secondo del tipo di coppia ma anche della sua longevità. Ovvio che mi rivolgo innanzitutto alle amiche lettrici, le mie preferite in assoluto. I maschi sono i benvenuti ma sanno che di solito analizzo le loro malefatte, chi è senza peccato scagli il primo silenzio.

IL SILENZIO NELLA COPPIA RECENTE
Vi siete messi insieme da qualche mese e tutto sembra andare bene, anche perché di solito, secondo la mia “epidemiologia di coppia” (leggi qui se vuoi saperne di più), i primi sei mesi (si contano dal primo bacio, il bacio è fondamentale leggi qui perché) sono quelli ludici per tutti, amanti compresi. Ci si diverte, si scopa molto e si inizia a vedere se oltre al sei bello/a, simpatico/a, scopi bene c’è o ci potrebbe essere qualcosa di più in grado di far superare la boa del primo semestre. Come a scuola: promossi, bocciati o con debiti rivedibili.
Ecco, il silenzio, in questa fase, è la votazione che promuove, boccia o rimanda a settembre e poi vediamo se torni preparato.
In che senso silenzio? Omissioni o mancanza di confronto.
Il dialogo, in ogni coppia, è un po’ come il suo segno astrologico.
Se il segno di base (come il mio dei pesci) è rappresentato dalla qualità del sesso che si fa insieme (il sesso, lo dice l’epidemiologia di coppia, ha un’importanza sulla salute della stessa e sua longevità pari al 70%, che tradotto vuol dire che se non si scopa bene e spesso addio a presto o corna prima o poi) l’ascendente (per me leone), importante perché stabilizza ed enfatizza il segno-sesso di base, è il DIALOGO. Il contrario del dialogo è, appunto, il silenzio, l’altro ascendente del segno di coppia.
Dunque, l’oroscopo di una coppia appena formatasi sarà tanto favorevole quanto il suo ascendente è il dialogo.
Facciamo degli esempi concreti, perché ci sono due tipi di silenzio in questa fase da parte dell’uomo: il silenzio omissivo e quello egoistico.
Il silenzio omissivo di solito è quello dei primi due-tre mesi e si esprime con il fatto che lui, su certi argomenti, non si esprime. Non parla, svicola, se è prepotente li vieta addirittura. Comportamenti che rasentano a volte lo stashing (ne ho scritto qui se vuoi saperne di più) e che si concretizzano fondamentalmente con omissioni o non risposte su argomenti che vanno dalle sue storie precedenti, allo stato di famiglia, a che cosa fa quando non vi vede, a che cosa farà domani, a dov’è in quel momento e così via. Insomma, lui di voi ha tutte le informazioni in tempo reale e voi no.
Capite bene che se questi buchi neri toccano cose importanti come “dove vai questa sera senza di me” o “ma tu mi ami o no” la coppia ha un oroscopo che è nefasto quanto Saturno lo è stato per i Pesci negli ultimi anni (ah, fra un po’ dovrebbe togliersi dai cabbasisi, come dice Montalbano, cari Pesci). E non importa che vi dica che il silenzio omissivo è la bandiera della libertà individuale della coppia sana, perché o lo è per tutti e due (e allora forse diventerete una coppia aperta, della serie scopata liberi tutti) ma se vale solo per lui o non siete già importanti oppure sta broccolando un’altra o altre.
Il silenzio egoista è più grave perché non recuperabile. Infatti, se il silenzio omissivo può cambiare con la crescita dell’interesse dell’uomo per la donna (più diventate importanti, meno silenzio ci sarà però… attente: ciò deve avvenire presto e dare segnali di miglioramento precisi, non fate le crocerossine con la bandiera in mano del “io lo cambierò, cone me lui sarà diverso”) il silenzio egoistico è parte del Dna dell’uomo che vi è capitato. Che è uno che le donne come dire sono importanti come una bella auto, che il sesso e basta e poi avanti un’altra, che le donne sono tutte uguali e quindi sacrificabili sentimentalmente… insomma uno che di innamorarsi o ha già dato e pensa di aver sbagliato o non ha mai dato e, vista anche l’età (dopo i 40 si peggiora notevolmente), mai darà. Potete anche non credere all’oroscopo ma le vostre amiche che lo leggono in modo retroattivo (provate a leggere quello di ieri: era giusto?) potranno dirvi che silenzio omissivo o egoista non sono di… buon auspico.

IL SILENZIO NELLA COPPIA DI LUNGO CORSO
Il silenzio nella coppia di lungo corso è alla lunga e in genere un metodo infallibile per guadagnarsi le corna. La coppia di questo tipo usa il silenzio, di solito, per non discutere o litigare. All’inizio su piccole cose, piccoli sgarbi, disattenzioni o peccati veniali (una battuta infelice di lui o di lei davanti a estranei), poi per evitare scontri su grandi temi, importanti per la coppia.
I figli per esempio: le coppie che non sono unite di fronte a decisioni che riguardano i figli danneggiano la loro educazione ma anche la coppia stessa. Il papà che smentisce la mamma di fronte a loro, un genitore che revoca una punizione diventando il buono contro il cattivo, far assistere anche i più piccoli a una diatriba sulla maestra… avendo io tre figli potrei farvi milioni di esempi di occasioni per sbagliare ma di fatto, se i coniugi non fanno Testuggine Romana (formazione da guerra che rese gli antichi antenati di questa terra un esercito quasi invincibile) il risultato di fallimento sui figli e il fatto che uno dei due genitori uscirà come il cattivo o il perdente o il cretino di fronte ai figli sconvolgerà, è solo questione di tempo la coppia.
Il silenzio sul sesso è altrettanto deleterio. Ho già detto quanto conta il sesso e non ammorbatemi con il “c’è altro in una coppia”: sì certo ma se lei non ti fa scopare bene e spesso e tu non fai altrettanto prima o poi, a meno che gli ormoni non “spariscano”, si scoperà fuori. O l’uno, o l’altro, o tutti e due. Se fai un sesso routinario, ripetitivo, breve, ogni morte di governo (durano più del Papa ormai) e non ne parlate, o non ne parlate più perché non cambia nulla, le parole non dette si trasformeranno in rancore.
La parole non dette, il silenzio nella coppia di lungo corso, anche quello travestito da silenzio per quieto vivere ucciderà la coppia.
Ogni silenzio, dal più banale al più grave, riempirà il vaso della pazienza fino a farlo esondare anche con una sola ultima goccia, e allora si produrrà, spesso, un altro tipo di silenzio.
Il silenzio del tradimento. Le coppie che si abitueranno al silenzio per evitare chiarimenti o litigi, che non avranno più o poco dialogo, troveranno più facile celare nel silenzio il primo amante. Insomma, il silenzio in questi casi è un veleno che agisce lentamente e che non ha antidoto.

IL SILENZIO DEGLI AMANTI
C’è il silenzio di lui e quello di lei.
Lui di solito è quello che dice di amare la propria amante e poi però non lascia la moglie per mille ragioni (anche valide, come quella dei figli piccoli): sono coppie queste, dove uno dei due tradisce (o tutti e due) che vengono da silenzi come quelli descritti sopra. Con te, cara amante, il silenzio omissivo è quello che consiste nel dirti che lui non ha rapporti con la moglie (la stragrande maggioranza li ha, per quieto vivere anche ma li ha) e tutta una serie di omissioni che vanno dalle cene di anniversario (se non è così allocco da postarle sui social, ma magari lo fa lei) ai regali e al fatto che la moglie della crisi in corso non sa nulla, un po’ perché non la vuole vedere un po’ perché lui, al contrario di quello che ti ha detto (o non ti ha detto), in famiglia è quasi normale.
Questo tipo di silenzio è apparentemente da bugia bianca, quindi veniale, ma diventa dirompente quando tu ti accorgi (e prima o poi te ne accorgi, perché passa il tempo e lui non la molla) che il non detto nasconde un iceberg di “segreti di famiglia”.
L’altro silenzio è il tuo, ed è l’unica medicina capace di guarire da una storia fra amanti lunga arrivata al capolinea. Ormai siete insieme da più di un anno e lui, dopo aver giurato il suo amore, dopo aver detto questo è l’ultimo Natale in casa, questa è l’ultima estate in casa, questo è l’ultimo quadrimestre poi giuro signora maestra a settembre studio rimedio alle materie che mi ha dato e mi separo… non lascia la moglie.
Come ho già scritto in Crisi degli amanti e ora del silenzio la tua medicina è amarissima, indigesta, difficile come smettere di fumare per una fumatrice di quelle che si mettono la sigaretta in bocca sulle scale per guadagnare tempo e “ossigeno” prima di uscire dall’ufficio ma dopo tre sei mesi di silenzio assoluto, magari aiutati da amici e dalla strategia del chiodo scaccia chiodo (leggi qui) inizierai a sentirti più autonoma, libera, a disintossicarti, il mondo non sarà solo più solo e solo lui, ricomincerai a vivere e, rpima o poi, a cercare e probabilmente trovare un nuovo amore, forse non quello della vita ma cara, non lo era neanche lui credimi.
Ah, lo ripeterò fino alla nausea: il silenzio deve essere totale, ininterrotto e assoluto. Niente social. Niente telefonate. Niente messaggi. Niente incontri (se lavorate insieme leggi il link segnalato sopra). Solo così disintossica. Anche perché lui, il codice del silenzio, lo violerà. Gli uomini sono egoisti, anche quando sanno che fanno male e che il silenzio serve a te come terapia, perché lui ha scelto. Eccome se ha scelto. A meno che il silenzio non lo faccia rinsavire e correre da te veramente. Allora era vero amore e ritiro tutto. Ma deve correre e rimanere, il tuo silenzio deve farlo “impazzire” per farlo rinsavire.

E adesso… silenzio.

Sincerely yours

foto:Voyagerix iStock

Lui ti “nasconde”? Fa stashing e… non ti amerà mai

mai con i suoi amici o famiglia
mai con i suoi amici o famiglia

Lui ti nasconde? Non ti fa mai uscire in pubblico con lui, non conosci i suoi amici, men che meno i familiari, sai poco della sua vita?

No non siete amanti, che qualche ragione di segretezza c’è l’avrebbero: vi siete messi insieme da poco.

Gli anglosassoni lo chiamano stashing che vuol dire, appunto, nascondere, mettere da parte.

È bene per te riconoscere questo atteggiamento nel tuo nuovo partner perché se davvero sta facendo stashing con te, la possibilità che lui voglia costruire una storia vera, duratura, addirittura che ti ami (prima o poi) è pari a quella che avrebbe un pesce ferito di sopravvivere nella vasca dei piranha.

Quindi con lo “stasher” non hai futuro: o accetti le sue regole per stare con lui finché non si stuferà o gli dai tu il benservito subito, presto, prima che danneggi il tuo dna emotivo in modo faticosamente riparabile.

Stasher… come potremmo chiamarlo in Italiano? Stronzo egoista? Nooo ce ne sono troppi, si confonderebbe. Ci sono! Lo chiameremo l’uomo dell’organo! E sai perché (così ti anticipo cosa pensa lui di te veramente)? Perché quando parla di te con gli amici che gli chiedono “ma questa che ti scopi ultimamente ce la fai vedere” lui risponde: è solo un “organo”, uno strumento. Lo so, brutto ma realistico. Se vuoi usiamo passatempo, tappabuchi, ma sai che in certe cose preferisco essere cinico e diretto come… uno stasher.

Che cosa vuole realmente e solamente da te l’uomo dell’organo. Facile: l’organo. Che non è lo strumento musicale preferito da Bach. Vuole scoparti e basta.

All’inizio è gentile, sembra un corteggiatore normale (altrimenti col cavolo che ci stai), ma presto cambierà.

Tu non gli piaci veramente, o meglio hai qualcosa che gli piace (viso, culo, tette) ma non sarà mai abbastanza per farti indossare il tailleur da fidanzata ufficiale o compagna, quella che per intenderci si sfoggia con piacere in pubblico vantandosi anche della preda di livello con gli amici che sbavano per la tua bellezza.

Magari gli piace una tua forma di sensualità, qualcosa che gli trasmette un messaggio visivo (molti maschi non pensano IL sesso nel suo insieme, pensano a singole scene porno con macro inquadratura), come la bocca. Nel caso te ne accorgerai perché a letto ti chiederà di fare/usare soprattutto quella parte.

In ogni caso, tornando a bomba, oh scusa all’organo, a lui interessa scoparti e basta.

La tua intelligenza? Non importa. Dici cose sensate e interessanti? Va bene, copriranno il tempo breve che ti concederà prima o dopo averti scopato.. Il tuo cervello è un riempitivo, un accessorio sacrificabile dell’organo.

Ti chiederai: ma perché mai mi tiene con sé (tranquilla, al massimo qualche mese, fino a che non si stufa o trova una che lo coinvolge veramente)? Perché, una volta addestrata a fare quello che vuole lui, sei una scopata comoda e pronta, on demand.

Bene, abbiamo capito cosa vuole l’uomo dell’organo, ma come riconoscerlo?

Dicevamo che stashing significa nascondere, tenere da parte. In qualche modo lo stasher si comporta come un amante che ti deve nascondere per non farsi beccare dalla moglie, ma ci sono differenze fondamentali. L’amante può amare, lui no.

Intanto uscite in pubblico pochissimo. Perché lui si “vergogna” di te (non sei abbastanza mostrabile per lui, non importa se sei carina davvero, per lui non lo sei abbastanza o non gliene frega punto) quindi cinema di periferia (al buio non si vede), ristoranti fuori mano e a tarda ora quando i più se ne sono andati (meglio pizzerie, si spende meno) e ti chiede di raggiungerlo in un punto con i mezzi, così nessuno ti vede in auto con lui. Forse si vergogna davvero di te (il suo narcisismo ambisce a vette molto più alte secondo i suoi gusti ma si sa, non sono sempre disponibili), si vergogna ma non tanto da non venire a letto con te.

Lui preferisce venire a casa tua, magari mangiare qualcosa (se ha tempo) e scoparti. Niente coccole, gli danno fastidio (le chiama smancerie), sesso duro e puro, ti bacia pochissimo e non ha tenerezze, poche, centellinate perché gliele chiedi. Si preoccupa solo che tu usi precauzioni, ma spesso ci pensa lui perché non si fida di nessuno.

Dormire da te? No ti disturberebbe e non riuscirebbe a riposare, lui è abituato a dormire da solo.

Weekend insieme? Ritagli di weekend vorrai dire! Lui deve uscire con i suoi amici (che non ti presenta, le coppie moderne devono avere i loro spazi, sai che noia fare tutto insieme… peccato che voi manco lo shopping insieme) ti raggiunge prima o dopo. Passa a mezzanotte… a scoparti. Oppure ti scopa alle otto, mangia qualcosa e poi esce.

Ti racconta il minimo indispensabile della sua vita. Sai poco della sua famiglia, del lavoro. Ti parla di cose generiche, magari di sport, del meteo, di un hobby. Ma niente mai di troppo personale. Meno sai meglio è, tanto lui sa che non durerà, quindi perché condividere? A te chiede poco (se chiede chiederai anche tu non va bene) e ti interrompe spesso perché si annoia quando parli. Inutile perdere tempo ad ascoltare quando vuoi solo scopare.

Scrive poco, risponde in ritardo ai messaggi (leggi l’articolo perché non mi risponde qui), si limita a monosillabi e faccine. Dopo ore, mezze giornate. Doveva lavorare, non disturbarlo.

Non siete amici sui social (al massimo ti ha contattato su messenger e non vuole che tu veda quello che fa, scrive e il suo entourage), non conosci i suoi amici (non ti piacerebbero dice) non vuole che frequentiate le tue amicizie: voglio stare da solo con te abbiamo già poco tempo, preferisco stare solo con te, è più bello dice. Ma non è vero, ti vende un’esclusività e un’attenzione che non è reale.

Ti sta addestrando a fare quello che vuole lui: non uscire, non condividere, aspettarlo, non sapere, non chiedere e scopare.

Perché accetti questa misera vita di coppia? Perché lui è bello e ti piace un sacco. Perché quel “voglio stare da solo con te” te lo fai suonare come un privilegio, non come quello che è, una scusa. Perché in fondo i bei tenebrosi silenziosi misteriosi che ti trattano un po’ male ti sono sempre un po’ piaciuti. Perché pensi che sia timido o un ferito da qualche donna che lo ha trattato male e il tuo spirito da crocerossina ti suggerisce “io ti salverò e cambierò”. Perché pensi che andando avanti migliorerà. E quindi fai quello che vuole, vivendo di speranze e di briciole di quello che ti sembra almeno affetto.

A qualche lettrice che ci legge potrai sembrare una schiava, una poveretta che non si accorge di essere usata.

Più a rischio stashing le donne che escono da una relazione lunga e importante, che pensano di viverne una leggera e di passaggio, per poi trovarsi coinvolte emotivamente e distrutte nell’autostima… Di solito all’inizio non si fa caso all’atteggiamento “isolante” di lui e si accetta perché si parte un po’ insieme con le stesse idee di puro divertimento… poi però la donna si lascia coinvolgere e non capisce perché per lui è sempre uguale se non peggio.

E poi, care amiche che vi stupite su come si possa cadere nella rete dell’uomo dell’organo, anche se cinicamente ho descritto come agisce e cosa pensa davvero questo tipo di maschio può davvero sembrare non egoista ma gentile a tratti, riservato ma non stronzo.

E poi è bello, ti scopa spesso (l’unico vantaggio, anche se come dicevo tende a usare solo quella parte di te che gli piace davvero, quindi poca varietà) e tu pensi di poter investire nel futuro. Ci sono stasher gentili che invece che aridi sembrano timidi e musoni. Confonderai i suoi egoismi per manie che magari puoi cambiare, migliorare nel tempo.

Quindi vai avanti, in fondo non sei ancora innamorata, però sei presa abbastanza da lui e speri che la situazione migliori.

Fermati qui. Perché i casi sono due.

O ti lascerà lui (lo stasher uomo organo è uno dei pochi che lascia, spesso solo con un misero messaggio e senza rivederti per spiegare, al massimo breve telefonata di congedo) perché si sarà stufato o, più probabilmente, perché ha trovato una che gli piace davvero o solo più di te…

Oppure…

Se già lo stai riconoscendo dalle mie parole affrontalo. Se ci tieni ribalta la situazione. Chiedigli quello che non ti dà. Se rimanda ponigli termini temporali per vedere i suoi amici, per uscire, per avere una storia NORMALE.

Si arrabbia, se la prende con te, dice che non lo capisci, lo vuoi soffocare, non hai capito il concetto di libertà nella coppia? Tutte balle. Mandalo a cagare!

Se mi sbaglio ti darà quello che chiedi e non è un suonatore d’organi, forse voleva farlo ma tu un po’ hai fatto breccia. Forse… Ma mi raccomando… fatti non parole!

Se sparisce avevo ragione e tu hai fatto bene a metterlo con le spalle al muro e mandarlo a cagare o, semplicemente, vedere che ci mette davvero un attimo ad andarsene, alle prime richieste legittime di normalità di coppia. E lo avrai fatto prima di sentirti dipendente nei suoi confronti, prima di innamorarti davvero.

Non si rifarà più vivo. Forse qualche tentativo per saggiare il terreno con messaggi interlocutori ma non farti fregare: forse c’è penuria di figa in giro e lui cerca un porto sicuro e conosciuto pret a porter. Non rispondere. Non cadere nella trappola per poi sentirti riusata e rivedere la stessa superficialità, una volta ottenuto quello che vuole.

Soffrirai un po’ ma non troppo. Ti mancherà ma non troppo. In due mesi sarà un non troppo brutto ricordo. Ma solo perché hai agito tu e per tempo. Prima di essere abbandonata in un autogrill. È diverso: sei tu che sei scesa dalla sua auto e hai preso un pullman in direzione opposta.

Come diceva il mitico Bracardi: stashing FANGALA!

Sincerely yours

Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

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Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

Care lettrici e lettori, come promesso iniziamo “le serate Pellizzari”.

Cosa Sono e cosa succederà? Di fronte a un gustoso aperitivo corredato dal giusto contorno mangereccio chiacchiereremo a ruota libera degli argomenti del mio blog.

Domande, risposte, scambi di idee e di storie: ci sarò io ma il bello sarà confrontarci a tutto tondo su questi argomenti.

La prima serata si terrà a Milano, zona Magenta, mercoledì 4 ottobre, inizio alle 19 e fino alle 21 circa e tratteremo gli argomenti di un post di particolare successo tra di voi: “Lui non lascia lei ma non lascia neanche te”.

I posti alla serata sono riservati e a esaurimento.
Per informazioni e prenotazione scrivere a :
Seratapellizzari@gmail.com

Vi aspetto!

http://www.alessandropellizzari.com/lui-non-lascia-lei-ma-non-lascia-neanche-te-perche/

Crisi matrimoniale e concorso di colpa

Una lettrice mi scrive: quando parli di matrimoni in crisi, di tradimenti e di coppie si sente una tua propensione a giustificare gli amanti e a dimenticarti o sottovalutare il dolore o il peso che porta una moglie, e invece dovresti parlarne. 

La lettrice ha ragione: in genere propendo per gli amanti per una ragione principale.

 Nella mia esperienza, nelle vostre storie, in quello che vedo nella realtà noto che le coppie non entrano quasi mai in crisi solo per colpa di lui o di lei che, impazziti sotto una tempesta ormonale Iniziano a scoparsi il mondo o per una punta di egoismo si tramutano da partner in “mi faccio i cazzi miei”. 

Le coppie entrano in crisi per concorso di colpa nel 90% dei casi. Come in un tamponamento, dove se è vero che quello dietro ti è venuto addosso perché non ha rispettato la distanza di sicurezza spesso quello davanti, apparentemente l’innocente danneggiato, ha frenato di colpo e senza preavviso.

Così, cara moglie che ti chiedi perché tuo marito non ti scopa più o ti ha tradito chiediti che quota di concorso di colpa tua ha provocato tutto ciò. Perché è troppo semplice liquidare il “ Bastardo” come fedifrago senza scusa, tradire non si fa e basta. Se fosse così non tradirebbe metà della popolazione e in questo povero paese si onorerebbero tutti i “contratti”. 

C’è dunque qualcosa di più complesso e profondo nelle nuove dimamiche di coppia 

Così, caro marito che ti chiedi perché tua moglie non ha più voglia o ti ha tradito chiediti se quella che forse hai già liquidato come una troia non si sia banalmente stufata delle tue tante quotidiane e routinarie colpe, magari aspettando anni, prima di concedersi a un altro. 

Qualche esempio di concorso di colpa per chiarirci le idee?

Prendiamo il sesso, la madre di tutte le crisi.

Lei: è stesa al tuo fianco nel letto. Sa che sei stanco e hai passato il giorno prima a litigare con il mondo e a dissipare grane. Decide che però vuole le coccole da te, innanzitutto quelle, poi si vedrà. Se è intelligente e comprensiva, sa che non sei ben predisposto (qualche saggio ha detto una volta che il cazzo non vuole pensieri) e che quindi dovrebbe farsi parte attiva per ottenere quello che vuole. Quando eravate innamorati, lei avrebbe semplicemente allungato la mano nel posto giusto per raggiungere lo scopo o, nel periodo di grande passione, avrebbe addirittura non usato le mani. Oggi che fa? Conscia del tuo cattivo umore ti si avvicina quel tanto per farti capire cosa vuole lei, ma si guarda bene dall’agire un centimetro di più. Risultato: lui capisce che lei vuole egoisticamente le coccole, che non gliene frega niente del fatto che tu sia di umor nero, quindi tu ti incazzi ancora di più, se avevi un’erezione fisiologica da risveglio mattutino prostatico (si chiama alzabandiera) ti sparisce in un secondo per la rabbia e hai voglia di mandarla a fanculo per la sua grande capacità di azione e di comprensione. Ma taci. Lei tace e si gira dall’altra parte perché, chiaramente, ha ragione lei, e così collezionate altro rancore e silenzio. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Prendiamo lui, sempre situazione sesso
I figli dormono o, miracolo, non ci sono. A letto lei si avvicina e inizia ad accarezzarti. Tu non ne hai molta voglia perché lo avete fatto già quattro giorni prima, anzi è stata lei a farti la cosa preferita dall’uomo (se non avete capito cosa, chiedete a un’emiliana ma anche romagnola, non facciamo campanilismi) e quindi “tu” saresti a posto. Ma lei insiste. Tu non hai mai voglia di farle le coccole, soprattutto in dormiveglia. E da anni i preliminari sono per te un capitolo dimenticato. Quindi ti limiti a toccarla lì una ventina di secondi, le salti sopra e in un battibaleno hai finito. Lei ha due opzioni: o fingere l’orgasmo con te, come sta facendo da un po’, o non fingerlo tanto tu non le chiedi più se ti è piaciuto, anche perché non vuoi sentirti dire “mi sarebbe piaciuto averne il tempo”. Ora moltiplica questa situazione per mille occasioni analoghe.

Ecco, questi due esempi maschili e femminili di concorso di colpa nella crisi di una coppia, in un settore come quello del sesso coniugale che io considero il pilastro primo della felicità e longevità di coppia e il primo motivo di tradimenti, anche se un po’ coloriti delle mie battute e del mio linguaggio slang per andare diritti al punto, secondo me dovrebbero far riflettere chi si piange addosso quando pensa a “quel bastardo” o “quella zoccola” me lo ha portato/a via.

Aggiungici il temibile Silenzio di coppia, quell’assenza di confronto, discussioni e litigate che all’inizio servono alla coppia per chiarirsi, ripartire e non ripetere più certi errori e che adesso che siete decotti serve solo ad aggiungere rancore, incomprensibilità di certi atteggiamenti e a creare un baratro in mezzo al letto coniugale.

Capite come questi due elementi, sesso di merda e silenzio assordante, se non giustificano il tradimento ne siano perlomeno propedeutici 

Quindi care amiche e amici, forse siete stati perfetti mariti e mogli e quello che è accaduto poi è esclusiva colpa dell’altra parte (ci sono anche i fulmini a ciel sereno, come innamorarsi di altri o, banalmente, ogni coppia ha una sua fine temporale, seguita o agevolata dal tradimento o meno) ma siete l’eccezione che conferma la regola del concorso di colpa.

E chi riconosce il suo concorso di colpa per tempo, invece di fare la vittima e attendere inerte, e chi ne parla invece di opporre un silenzio assordante, ha la Chiave per riparare il rapporto.

Sempre che lo faccia prima che un’altra o un’altro facciano scoprire a te o a lui che fuori esiste ancora un mondo fatto di attenzioni sublimi e di sesso di qualità.

Dopo un tamponamento firmare un’amichevole è meglio che andare in causa per danni. 

Sincerely yours 

Primo appuntamento: la prova del gioco

devi provarlo per vedere se non ha difetti
devi provarlo per vedere se non ha difetti

Avete letto su questo blog Primo appuntamento: dopo quanto tempo fare sesso? Leggetevelo su questo link ma vi riassumo velocemente di che cosa si trattava, perché devo fare un aggiornamento sul tema che spero vi piacerà.

Il tema in sostanza era: ci esci e lo fai la prima sera, dopo un po’ o dopo un BEL PO’?
Tre testimonianze.
Rita, che ho chiamato la decisionista, che dice che in sostanza se c’è feeling e ti immagini bene a letto con lui inutile perderci tempo e fare la finta santarellina o la bigotta, decidete voi.
Monica, la chiamo l’imprenditrice perché ha la teoria del 4. Un’impresa, dice, ha 4 fasi e decolla solo alla quarta “sera”, quindi mai concedersi prima.
Elena fa fare agli uomini una sorta di maratona: devono frequentarla per almeno due tre mesi rimanendo a bocca asciutta prima di ottenere quella che i nostri nonni chiamavano “la prova d’amore”, che mi fa ancora tanto ridere come concetto (ma davvero siamo molto lontani da quei tempi? Ogni tanto ho dei dubbi…).

Rita ne usciva in minoranza, anche nei commenti delle lettrici e amiche sui social. Una minoranza alla quale voglio fare la tara, perché non tutte voi in pubblica bacheca avete sempre il coraggio di dire… “ma a me se uno piace me lo porto a letto al più presto”.

Siamo in Italia d’altronde, paese teoricamente libertino ma in pratica spesso molto bigotto, in prima fila gli uomini che la vorrebbero subito ma poi ti giudicano male (sia se gliela dai sia se non gliela dai).

Ma ecco la sorpresa: fra le mie lettrici ne compare una che, letto l’articolo suddetto, lancia una tesi assolutamente affascinante e intelligente, che a me è piaciuta e che vi giro per farvi riflettere.

E’ la versione della prova del gioco, o meglio del giocattolo.

Sapete che ogni tanto ospito qui colleghe, amiche ma anche lettrici che abbiano da dire (o da scrivere, se lo sanno e vogliono fare) qualcosa di interessante e che vada al di là di un apprezzatissimo ma breve commento, quindi ecco la…

LA VERSIONE DI DANIELA, ovvero “provare per credere”

Leggendo quanto scritto dalle tre amiche precedenti, mi viene in mente
un esempio che sfida preconcetti e strategie da attuare su quando
concedersi rispetto a un primo appuntamento con una nuova conoscenza.

Supponiamo che sia martedì, abbiamo acquistato un giocattolo, la sera
dobbiamo andare a dormire presto, il giorno dopo abbiamo la
solita levataccia per andare a lavorare, che facciamo? Cediamo alla
voglia di aprirlo comunque e giocarci un pò? Aspettiamo il sabato che
abbiamo la giornata a disposizione per giocarci con calma? Oppure ci
pregustiamo l’attesa, sabato lo scartiamo ma non ci giochiamo, magari
solo un pò e ci ripromettiamo di accenderlo per divertirci a giocare
quando avremo letto il manuale e scoperto tutti i suoi trucchi e segreti
e ne conosciamo perfettamente il meccanismo?

In tutto questo, però, non abbiamo considerato un fattore: il giocattolo
che abbiamo comprato HA UN DIFETTO!!!!

A questo punto mi chiedo: quando sarebbe stato meglio scoprirlo?

Se agissi come Rita, la “decisionista”: Martedì sera….chi se ne frega
se domani mattina avrò gli occhi gonfi e sonno tutto il giorno, ho deciso di cedere alla curiosità e alla voglia di giocarci fino a notte fonda……OPS il
giocattolo è rotto!! Pazienza…per fortuna me ne sono accorta subito,
ora di sabato l’avrò già sostituito! Anzi da ora in avanti proverò
subito i giocattoli nuovi perchè così ci gioco appena possibile, quanto
mi pare e senza sorprese sgradite!

Se agissi come Monica, l'”imprenditrice”: Mi pregusto l’attesa…mercoledì, giovedì, venerdì e finalmente è sabato!! Quanta gioia, quanta emozione, quante aspettative
di bei giochi……NOOOOOO il giocattolo è rotto…. accidenti, se solo lo
avessi aperto martedì non avrei sprecato il sabato e non avrei tutta
questa delusione per l’attesa inutile.

Se agissi come Elena, la “maratoneta”: Meglio non aprire subito i giocattoli, si sciupano. Meglio aspettare, giocarci poco la volta, non accenderlo pregustando l’attesa,far crescere il desiderio di giocarci un bel giorno quando tutto sarà
perfetto, nessuno intorno, libera da impegni e tanta voglia cresciuta
col passare del tempo e l’avvicinarsi del fatidico momento magico….

MA CHE SUCCEDE? PERCHE’ NON PARTE? DOVEVA ACCENDERSI SPOSTANDO LA
LEVETTA…MALEDIZIONE….CAVOLI…..E’ ROTTO!!!!!!!! Quanta rabbia,
delusione, frustrazione, tutti quei giochi su cui avevo fantasticato e
che non potrò fare…mi viene quasi da piangere…. se lo avessi aperto
quel fatidico martedì non ci avrei investito tanto e ora non starei così
male e no mi sentirei persino sciocca….

Personalmente, pensando a tutte queste evenienze mi sento di dirci: facciamo quello che vogliamo e sentiamo, senza giudicarci ma facendoci un regalo…

ESPRIMIAMOCI LIBERAMENTE, SPONTANEAMENTE

se sarà l’uomo a giudicarci vorrà dire che lo avevamo sopravvalutato e
quindi non era quello giusto. Se una cosa ci va e ci piace, se l’uomo
con cui siamo uscite ci ha regalato una serata appagante e stuzzicante
al punto che oltre che mentalmente ci sentiamo coinvolte anche
fisicamente….divertiamoci fino in fondo!! Magari scopriamo che è
l’uomo dei nostri sogni o che il giocattolo, almeno questa volta, funziona!

Daniela Luisa Luciani

Grazie Daniela, molto convincente e divertente la tua visione dei fatti, che porta acqua al mulino della versione di Rita, quella “pronti e via”, ma con un pizzico di praticità in più.
E io cosa ne penso? Penso che bisogna ritrovare spontaneità anche nel sesso, e non solo nelle relazioni umane. Non possiamo sempre calcolare, pensare, soppesare, misurare tutto e tutti prima. Poi voi siete donne, fidatevi del vostro istinto e, perché no, delle vostre voglie e dei vostri ormoni (è una balla quella dell’uomo sempre arrapato e la donna tutta e solo cervello). Non dico di non fare selezione, ci mancherebbe, con i soggetti maschili in giro per le chat… ma quella si fa prima dell’incontro fatidico, quello potenzialmente decisivo.

O no? Ditemi cosa ne pensate, commentate!

Sincerely yours

Grazie amiche lettrici! 

C’è un futuro per le coppie di lunga data?

Che orizzonti ha la tua coppia?
Che orizzonti ha la tua coppia?

Ci sono coppie che stanno insieme da molto tempo. Lui e lei si sono conosciuti ai tempi del liceo (o giù di lì), magari si sono sposati neanche trentenni e hanno avuto subito un bambino.

Che bello: una volta l’amore non aveva “tempi di opportunità” e ci si sposava e basta.

Poi c’è stata la seconda era, quella in cui il matrimonio medio vedeva lei 35enne e lui verso i 40, complici carriera e lavoro o un matrimonio fallito alle spalle (quello dei vent’anni, guarda un po’). In ogni caso anche queste coppie medio giovani come longevità hanno magari già alle spalle, oggi, 10-15 anni di matrimonio o convivenza. Un bel pezzo di vita insieme.

Ma durerà? Quanto? E come?

Domanda non inutile, visto che molte di voi inizieranno a chiederselo, soprattutto se iniziano a cogliere segni di stanchezza.

Quali sono? Quelli che, secondo le più recenti statistiche, spingono a tradire 6 donne su 10 e 5 uomini su 10.

Sono la noia, la routine e il sesso di scarsa qualità e frequenza.

Noia e routine trasformano lui in un pantofolaio distratto, che fornisce magari la sicurezza della ripetitività ma non molte emozioni e attenzioni, lei in una donna dedicata totalmente ai figli e-o alla casa o al lavoro, che ha dimenticato il tacco 12 in lavastoviglie o in ufficio. Ma sono solo esempi, tu sai di cosa sto parlando, se lo stai vivendo sulla tua pelle.

E il sesso? Il vantaggio delle coppie di lungo corso è che ormai, a letto, di solito fanno un compendio di quello che è preferito da tutti e due, una specie di compromesso fra il preliminare che piace a lei, quello che piace a lui seguito dalla scopata nella posizione più gettonata dai due, diciamo con durata dai 15 ai 30 minuti compreso tutto (no, la doccia è esclusa ti prego) e frequenza di una volta alla settimana, figli permettendo e quando il giorno dopo si può dormire.

Un sesso non dico non piacevole, magari coronato dal quasi sempre orgasmo di lei (l’arte dell’orgasmo simulato ha i suoi vantaggi matrimoniali). Magari ci scappa ogni tanto un fuori programma, di solito orale, di solito per lui (tu, eventualmente, provvedi da sola e fantastichi un po’, in base ai tuoi picchi ormonali).

Insomma, si può vivere a lungo insieme così? In fondo il sesso è basico, non è più quello di una volta certo, ma può bastare. E la routine dà calma piatta ma sicurezza. In fondo la famiglia ha ancora grandi progetti, i figli, le case, il reddito, il futuro insieme. Fuori vedi tante tempeste dal tuo porto sicuro. Ci vediamo fra dieci anni…

Purtroppo, o per fortuna, non funziona sempre e solo così. Perché la natura umana non è così.

Gli studi ci dicono che l’innamoramento vero, quello esclusivo e passionale, l’amore con la A maiuscola (il motivo per cui l’hai sposato) dura dai 18 ai 36 mesi, dopodiché si trasforma in qualcosa di diverso, meno forte ed esclusivo. Chiamalo affetto, chiamalo come vuoi, è comunque diverso. Forse sufficiente per andare avanti molti altri anni, ma è diverso.

Sono ormai convinto che la fedeltà sia strettamente connessa all’innamoramento, e sia imparziale. Uomo e donna, per una volta identici sotto il profilo amoroso, quando sono innamorati non pensano e non vedono altri. Il sesso e la passione sono concentrati su una sola persona, ti può passare vicino il più bell’uomo del mondo che forse, al massimo, gli darai un’occhiatina.

Ma se l’innamoramento cessa al massimo dopo tre anni, anche la fedeltà non ha più questo paracadute dopo tre anni.

Ed è da questo momento che inizia il timer del possibile tradimento, anno dopo anno.

Aggiungici il “panico” da età che avanza e il timer del tradimento può avere un brusco acceleramento, come quando nei film il protagonista taglia il filo sbagliato della bomba e i secondi partono a razzo di colpo.

Nel maschio, infatti, di solito intorno ai 50 anni, scatta una molla che si chiama “voglia di vivere”, e che si traduce in un bisogno di provare a se stesso che sì, invecchio, ma sono sempre un Uomo con la U maiuscola. Come provarmelo? Con il successo nel lavoro magari, ma non basta: devo sentirmi ancora attraente e capace sessualmente. E non tutti si rivolgono alla moglie per avere riprova di questo.

Nella donna, in genere, la molla “oddio il tempo passa” scatta varcati i 40, età nella quale siete splendide. E lo sarete anche a 50, toglietevi pure 10 anni se avete saputo curare la vostra bellezza, fanculo la menopausa! Per non parlare di certe sessantenni impossibili da inserire in anagrafe precisa! Il problema è che, nonostante la bellezza che riflette il vostro specchio e gli sguardi degli altri maschi (vostro marito è distratto e avaro di complimenti?) le donne sono abilissime ad autocriticarsi e trovarsi mille difetti, da qui la crisi di identità.

E quando una donna va in crisi di “oddio il tempo passa” di colpo può accorgersi che la “comoda” routine, la “cullante” noia e il sesso “tutto previsto” non sono più una sicurezza sulla quale adagiarsi, ma un fardello insopportabile.

Allora, se il porto dal quale vedi le tempeste degli altri ti rassicurava, ora ti piacerebbe vivere una tempesta. Non dico un uragano, ma una tempesta che ti tolga il fiato fino a tornare di nuovo in porto sì.

In questi casi, se l’uomo è un praticone al quale il più delle volte basta una scopata galattica con una giovane bellezza imperiale (magari anche più di una) anche non parlante, voi donne siete più complesse: volete emozioni e qualità a 360 gradi.

Il che vuol dire che se un uomo bello e simpatico, fascinoso e intelligente inizia a corteggiarvi, a riempirvi di attenzioni, a farvi sentire belle e giovani beh, se poi vi scopa anche bene strappandovi sensazioni che credevate rimaste ai 20 anni… beh, la vostra solidissima coppia deve rivedere forse i suoi orizzonti.

E qui torniamo alla domanda iniziale: siamo tutti destinati, per i motivi suddetti, al divorzio o a una vita sicura ma non appagante?

Dipende da quanto la nostra coppia è evoluta e forte.

O prende atto che la fedeltà è a rischio, finito l’innamoramento, e che la routine non è garanzia di durata (almeno quella felice) e il sesso deve rimanere sopra una certa soglia di qualità altrimenti diventa una soap opera di cui conosci già la trama, e si resetta e si rilancia per rinascere attraverso un nuovo equilibrio, o rischia nel futuro.

E qui, a vedere quello che mi raccontate e che succede nella maggioranza dei casi le strade sono le seguenti.

La pace dei sensi
Decidete di non affrontare l’argomento fra di voi perché siete fra i “fortunati” (dipende dai punti di vista) che non mettono il sesso e le emozioni in cima alla lista delle loro necessità. Magari siete aiutati dagli ormoni, in fase calante e non ascendente, magari da giovani vi siete tolti tutti (ma tanti) gli sfizi, magari è proprio la mancanze di esperienza che vi mantiene “tranquilli”, di fatto ci sono mille motivi per continuare così e in fondo, sì potrebbe essere meglio, sì ogni tanto sogni a occhi aperti, ma quello che importa è la famiglia istituzione. Amen

Benvenuti fra i cinque… sei
Dicevo che le stime (ottimiste, i numeri secondo me sono più alti) parlano di metà della popolazione che ha tradito almeno una volta. La scappatella, almeno è così che si chiama prima di diventare amantato ripetuto e poi fisso o alternativa al vecchio matrimonio, è una delle soluzioni più gettonate nelle coppie di lungo corso, o meglio in quelle che hanno meno dialogo. Oppure dove il dialogo non ha funzionato. Esempio? Tu gli hai spiegato che ti piacerebbe rifare un weekend con lui da sola e senza figli, gli hai spiegato che se ti compri un vestito nuovo e sexy dovresti suscitare le sue attenzioni automatiche e sincere (altro che “ah sì bello, scusa stavo rispondendo a un messaggio”), gli hai spiegato che così, se lui fa troppo in fretta, TU non raggiungi l’orgasmo. Sì glielo hai spiegato, lui ha detto sì, magari è stato più attento per un po’ ma poi tutto come prima. E tu adesso ti sei trovata un “fidanzato” che compensa tutto quello che lui non ti dà più. Il finale della storia è apertissimo.

Parlate e provvedete
Ci sono coppie molto evolute, che magari non si amano più come nei primi 36 mesi ma hanno un forte coibente che li tiene insieme (affetto, rispetto, figli, progetti, un po’ di buon sesso) che, quando lei o lui notano i primi effetti collaterali della routine, ne parlano insieme a fondo ma non si limitano all’analisi, cercano di prendere provvedimenti. Per esempio riprendendosi del tempo insieme da soli e sottraendolo finalmente ai figli, al lavoro e ai pensieri. A certi basta dedicarsi un viaggio ogni tanto, inventarsi un hobby o attività che unisca (mi viene in mente una coppia che ha scoperto il golf e se lo gode come nuova passione condivisa), altri si devono industriare di più, soprattutto se il calo di emozioni è legato al sesso. E qui è più difficile. non so se basta un reggicalze o un video porno per rilanciare il sesso di coppia, ho molti dubbi. Conosco coppie che hanno provato lo scambio per vedere che effetto faceva: magari si sono limitate ad andare in un locale a curiosare, portandosi poi a casa quello che li eccitava a livello visivo-onirico e facendolo proprio senza andare con altri. Certe coppie che sono andate oltre, rischiando in certi casi di assaggiare un piatto così forte da rendere insipido quello casalingo. Altri si limitano a raccontarsi le fantasie più sfrenate, e ciò riaccende il desiderio. Alcuni uomini molto pragmatici e poco vergognini si sono rivolti al medico per un aiuto chimico, scoprendo che funziona, può dare il giusto là, tempi adatti anche per lei e non è una terapia cronica, chi con il consenso-suggerimento della compagna, chi in segreto.

La coppia aperta
Alcune coppie, è sono l’evoluzione della precedente, una volta chiaritisi su cosa non va, soprattutto se è il sesso che non va, decidono di aprire la coppia. Fanno un patto: cosa ci manca? L’emozione del corteggiamento, della seduzione e del sesso novità? Bene, non c’è bisogno di tradire, non c’è bisogno di separarsi, non esistono persone che possono sostituirci, esistono però occasioni che possono farci divertire e darci emozioni, nuova benzina per la vettura coppia, da condividere però, da mantenere nell’alveo della coppia. E così decidono che si può fare e, badate bene, si può, non si deve. Perché il segreto sta lì, mi raccontano: non è che liberi tutti si corre in braccio al primo venuto. Se capita, ed è quello giusto, si decide con il beneplacito del partner. Sarà poi la coppia a decidere se raccontarsi tutto, condividere o no. Molte coppie usano gli amanti occasionali come propellente della loro coppia. E, fuori dalle esagerazioni (se lui esce tutte le settimane con una diversa non è coppia aperta, è lui che si fa i cazzi suoi o viceversa, non vedo “utilità” per la coppia) e dalle scuse (la coppia aperta è una licenza di “uccidere”, non una licenza di “strage di cuori”) se si trova un equilibrio succede anche che basti sapere che si può fare, senza farlo. In ogni caso, la maggioranza delle coppie che praticano questa soluzione si dichiarano soddisfatte, rilanciate con nuovo entusiasmo e con un nuovo equilibrio. Alcune però, ho notato, hanno fatto la scelta con un difetto di base: lui o lei hanno accettato la coppia aperta per non perdere il partner, e questa non è una buona assicurazione di longevità. La longevità di coppia vive sulla serenità, non sulla sofferenza controllata da vari “antidolorifici” sintomatici.

I pragmatici del ristorante stellato
Certo, mancano emozioni e sesso, e questo è un problema. Però vi “amate” ancora molto (amare senza virgolette non è molto, è tutto), la famiglia è serena, i progetti tanti, i figli devono ancora spiccare il volo. Che fare? Avete parlato. Certo, avete messo in atto weekend da soli e altri trucchetti per ravvivare il tutto, ma hanno effetti, per quanto buoni, a termine. La coppia aperta? No, non siete i tipi. Però qualcosa di buono ha, se gestita in modo intelligente e da coppia azienda. Mi viene in mente il ristorante stellato. In casa la tua cucina è buona: varia, saporita, di qualità ma è sempre la stessa. E’ come frequentare il caro vecchio sicuro e senza sorprese ristorante sotto casa. E’ comodo, non lo cambieresti per nulla al mondo, il prezzo è abbordabile e speciale per te ma… ti ricordi i primi tempi quando frequentavate spesso il ristorante stellato? Certo eravate innamorati, ma ogni piatto era sorprendente, nuovo, emozionante. E quel dolce che fa anche il ristorante sotto casa, lì allo stellato è da… orgasmo multiplo! E allora, con un’intesa che solo certe coppie longeve e solide hanno, senza che nessuno racconti niente all’altro ma tollerandone la possibile possibilità, capendone la funzione limitata, ogni tanto uno dei due si concede uno stellato. Per poi tornare sazio e stupito alla normalità, una normalità, mi assicura chi mi racconta la sua esperienza, sicuramente migliorate e proiettata nel futuro. Obietto: e se ti innamori del ristorante stellato? Lei mi risponde: improbabile, troppo caro, mica ci vai ogni giorno anzi… se ci andassi ogni giorno diventa una trattoria, mica ha i plus del ristorante sotto casa. E poi, se dovesse proprio succedere, vuol dire che il ristorante sotto casa, per quanto comodo e buono, forse ha cambiato cuoco. In peggio. Ma non ti senti ipocrita, chiedo io, non è un tradimento come gli altri? No, dipende solo dalla tua testa a da quanto ti fai dominare dalla paura del giudizio degli altri e da una tradizione che vede nel sesso qualcosa di essenzialmente sporco, mentre per me il sesso è bello proprio perché è “sporco”. E io: ma non è un compromesso? E lei: no, è un patto, spesso silente fra evoluti e intelligenti, pragmatici amanti. Un tacito consenso per il futuro.

A voi il giudizio finale, il dibattito e… la scelta su quale soluzione adottare per superare la barriera del tempo o, semplicemente e per non pochi, la boa degli “anta”.

Per molti, per fortuna, c’è ancora un futuro insieme.

Sincerely yours

credito foto: pixabay.com

Perché adesso lui si comporta in modo strano?

inutile spremersi il cervello sui perché - A75 iStock
inutile pensarlo troppo – A75 iStock

In questo momento, come molte altre, ti stai spremendo il cervello per capire come mai lui si comporta in modo… strano? I conti, infatti, non ti tornano.

Dopo una corte serrata, prima via chat (nella maggior parte dei casi si inizia così) e poi nei vari incontri (non so a quanti incontri sei prima di esserti decisa a… “darla”: due? Tre? Sette?), tutto sembrava andare come qualsiasi persona, e non solo una donna, si aspetta che vada.

Complimenti, carinerie, attenzioni, persino regali. E poi messaggi a profusione: buongiorno, buon mezzogiorno, buon pomeriggio, buona sera, buona notte, sogni d’oro e faccine a profusione. Nell’era del sempre connessi la presenza anche con una faccina, un cuore o un messaggino è eloquente quanto un silenzio che duri più di 24 ore.

Poi siete andati a letto. A te è sembrato tutto bene, lui era contento, magari si è pure sbilanciato in complimenti mirati sul tuo fisico e sulle tue… prestazioni. Magari lo avete fatto anche più di una volta. Il sesso, si sa, checché molti uomini dicano che non è la cosa più importante (la maggioranza non lo pensa sul serio, lo dice per ottenerlo più in fretta, la volpe brama sempre l’uva a dispetto di quello che dice), è la cosa più importante per noi. E quindi, ottenuto il premio più agognato, come mai questo calo di attenzione nei tuoi confronti, come mai un comportamento inaspettato?

Intendiamoci un attimo su cosa significa in genere comportamento normale e comportamento strano.

Dicesi comportamento normale quello di colui che, dopo che ti ha agganciata, corteggiata, baciata e avuta, e dopo che ha espresso il suo compiacimento su tutto ciò, dovrebbe cercare di frequentarti di più, vederti di più, magari cercare anche di dormire con te (e non solo per scopare di più) e magari iniziare a fare il primo weekend insieme. Come dico sempre, l’amore è semplice, anche nelle fasi iniziali, quando raramente si è già innamorati (non credo nei colpi di fulmine) ma solo più o meno “presi”: l’amore è come una torta buona, se l’assaggi non ne avanzi, ma ne vorrai sempre di più e sempre più spesso.

Dicesi comportamento strano quello di colui che, con le premesse positive dette sopra, fa esattamente il contrario di quello che chiunque, e sottolineo chiunque (quindi tu non sei un’aliena, sei normale a pensarla così) si aspetterebbe dopo aver fatto il primo gol in porta.

Esempi? Rimanda il prossimo appuntamento con scuse da scuola media (lavoro, problemi, mancanza di tempo, gomma bucata, nonna malata, nonna morta, nonna resuscitata), non vuole trombarti appena possibile, gli incontri si diradano e “tornano indietro” (eravate arrivati al letto e siete tornati al caffè di prima mattina) e i messaggi, da quotidiani e plurimi, diventano a fatica delle risposte (in ritardo di mezze giornate) ai vostri, i cuoricini diventano pollici simil ok.

Se il tuo lui rientra nel secondo identikit non resta che cercare di spiegarti il perché secondo l’”epidemiologia di coppia”, e cioè, secondo il mio modesto parere ma soprattutto sulla base della somma di quello che vedo e che mi raccontate, il perché dicevo il ripetersi in generale di certi comportamenti maschili di fronte a uno stesso input femminile o situazionale, fatte le debite eccezioni, diventa maggioritario e, appunto, ripetuto e riconoscibile. I vostri racconti aiutano a costruire questo tipo di “epidemiologia”, aiuta anche l’esperienza ma aiutano anche gli uomini che, contrariamente a voi, hanno in genere un modus operandi abbastanza semplice e ripetitivo, pur essendo bravissimi a “venderlo” come qualcosa di diverso.

In realtà le spiegazioni del perché sono diverse ma il risultato è unico: lui si comporta così perché non gli piaci abbastanza. E non gli piaci abbastanza se… in ordine di frequenza…

…non gli piaci abbastanza se lui ha fatto l’entusiasta per finta
Non pochi uomini decidono se tu gli piaci o no in base al sesso, e se il letto conferma o meno quello che si aspettavano da te. Ricorda: tu hai bisogno, per fare sesso con lui, di molti elementi: attrazione, fascino, seduttività, bellezza (ma su questo sei anche pronta a venire a patti, se il resto c’è), simpatia, carisma e, infine, ti ci devi immaginare a fare sesso con lui. Lui, per averti, in media deve avere almeno tre di questi elementi. Per noi maschietti è più semplice, e dipende da quanta voglia abbiamo e di quanto è raffinato (lui è uno che che ogni lasciata è persa o un selettivo?) il nostro “palato”. Ci sono uomini capaci di andare a letto con una donna solo perché ha un bel seno, un bel sedere o gli fa semplicemente “sangue”: in questi casi la prova letto è ripetibile fino a che l’occhio non ha avuto la sua parte, ma comunque la coppia, se vogliamo chiamarla così, avrà vita molto breve. Se lui è un selezionatore tu gli piaci in toto, ma è più esigente a letto: se c’è stato qualcosa che non va, potrebbe darti una seconda chance, ma anche no. Ecco spiegato perché lui è sparito o sta sparendo. Come mai tanti complimenti anche sul sesso se è così la verità? Noi uomini non rischiamo quasi mai scenate o situazioni imbarazzanti con voi, quindi meglio una bugia “bianca” (a proposito, per noi sono quasi tutte bianche, ah ah ah) che reggere la vostra faccia a un “non mi trovo bene a letto con te” o “non mi piaci abbastanza” o “di faccia (tra noi uomini non lo chiamiamo viso) non mi piaci ma hai delle tette da urlo”.

… se lui è un pescatore a strascico
I social (lo hai conosciuto lì?) sono pieni di pescatori a strascico. Ne ho già parlato in questo blog (trovi qui l’articolo) ma in sintesi si tratta di uomini che usano il web per cuccare. Niente di male in questo, trovo che Facebook e simili siano fatti anche per questo (se si seguono le minime regole di educazione e rispetto reciproco), ma il pescatore a strascico non è selettivo, non usa una canna da pesca mirando al branzino da due chili e di profondità… Usa la rete per prendere più pesci possibili, grandi e piccoli, belli e meno belli. Quindi, uno dei motivi del suo comportamento anomalo è che ha un’altra presa in rete, o altre. E tu, nella sua hit parade, non sei al top di gamma oppure, semplicemente, sei scesa di turno.

…se lui è occupato e non te l’ha detto
La grande galassia degli uomini occupati (conviventi, fidanzati, maritati) è appunto grande, e non tutti hanno la correttezza di mettere in chiaro da subito il loro status, anche perché farebbero parte dei superselettivi, visto che poche donne accettano l’idea di condividere con un’altra il letto, più o meno usato che sia dall’altra parte, o semplicemente di fare le amanti e godersi la parte ludica (esiste, almeno all’inizio) dell’amantato. Così, per non perdere ghiotte occasioni e alzare l’asticella delle possibili nuove partner, i non selettivi (la maggioranza secondo la mia epidemiologia di coppia) glissano sul loro status, mentono, dicono mezze verità. Sono in crisi, sono separati, i più “coraggiosi” si spacciano persino per single. Più della verità potè la voglia dunque. Beh, questa pantomima non può reggere a lungo. Chi ha un impegno vero non può contare su grande libertà di movimento, a differenza dei veri separati (anche in casa, ce ne sono di veri, e sono anche tanti in questi tempi di crisi) che comunque si distinguono proprio dal fatto che hanno tempo per te, magari non come un single, ma serate weekend e persino vacanze insieme sono possibili. Se lui è impegnato e non te l’ha detto, e se tu non gli piaci abbastanza (in caso contrario il coniglio della sua disponibilità salterebbe fuori dal cappello ripetutamente), si dileguerà a rate. Stessa cosa se non è avvezzo alle scappatelle (magari tu sei la prima volta) e si fa prendere dai sensi di colpa: anche qui però non gli piaci abbastanza, o sei stata meno eclatante di quello che si aspettava a letto (non di rado più per colpa sua che tua, soprattutto i maschi alle “prime armi” si fanno dei film che non esistono sul sesso), altrimenti “resisterebbe” come assiduità e tempo.

…se lui è un narciso
Qui non è che non gli piaci abbastanza o sei andata “così così” a letto. Lui ti vede semplicemente come uno specchio che dà forza e riflette la sua immagine. Il narciso è innamorato solo di se stesso, gli piace abbastanza solo se stesso, scopa bene solo con se stesso. Tu sei uno dei tanti passaggi. Certo, per sopravvivere ha bisogno di conferme, e quindi delle donne, ma devono essere storie brevi, tante e fugaci. Quindi ha imparato quel tanto di savoir faire che serve per ottenere i vostri favori (altrimenti sarebbe solo e senza “specchi” nuovi), è un bugiardo complimentoso ma è un fautore dell’usa e getta. Quindi voi non avete nulla che non gli va bene, anzi, vi ha scelto solo perché siete all’altezza di camminare brevemente al suo fianco, ma siete solo un passaggio.

…se lui è un arido sentimentale
Esistono uomini che, come molte donne, escono con le ossa rotte da disfatte sentimentali precedenti. Matrimoni falliti, delusioni cocenti, come voi hanno sofferto: solo che le donne, se ferite gravemente, si tengono alla larga almeno per un po’ dall’altro sesso (certe vi rinunciano, rischiando di rinunciare anche alla loro divina, preziosa femminilità) mentre noi, ancora una volta, “più del dolor potè il digiuno” e quindi abbiamo bisogno di venire a letto con voi. Esistono anche uomini che nascono e crescono così, aridi sentimentalmente, magari perché i loro genitori non sono stati felici e li hanno fatti soffrire come figli. Sono persone che non si innamorano di nessuno, che frenano l’auto dei sentimenti molto prima di rischiare di posteggiarla anche nel migliore dei parcheggi. Molti si dicono e credono innamorati, ma spesso lo sono di tutte, almeno all’inizio: peccato che le loro storie durino poco. Questi uomini si comportano in modo strano perché non hanno stima delle donne o non credono nell’amore. Sanno presentarsi bene perché, come nel caso del narciso, devono passare almeno i vostri primi test per arrivare al vostro letto. Ma poi troverete il deserto. Comunque. Sono fatti così, guai a pensare di poterli cambiare.

… se lui è il “peggiore”
Cioè somma due o più profili precedenti. Ho conosciuto e mi avete raccontato di narcisi aridi sentimentali, di pescatori a strascico con donna fissa, di entusiasti che non si innamorano di nessuno. Al peggio non c’è mai fine diceva qualcuno, ma almeno in questi casi avete più elementi per giudicare e per prendere i provvedimenti che leggerete a conclusione del mio pensiero.

Finally, ecco dunque perché, secondo la mia (o forse sarebbe meglio dire la vostra, visto che io sono solo un cantastorie raccontate da voi) epidemiologia della coppia, lui ha iniziato bene e adesso si comporta in modo strano. Magari mi sbaglio, ma è solo questione di tempo, lo saprai presto.

Che fare? Molla prima tu. Prima lo fai, meno soffri, meno sarai presa. Ai primi segni di comportamento anomalo, non seguiti da spiegazioni logiche e comprensibili o, peggio, seguiti sempre dalle stesse spiegazioni (ricorda un sintomo importante: l’uomo che prende tempo fa molte parole e pochi fatti) o simili, fai tu la mossa dell’addio, o almeno del silenzio (quello vero: zero messaggi zero comunicazioni, altrimenti avrà sempre il “controllo” su di te). Non farti scrupoli di correttezza nel darci un taglio, perché evidentemente lui non se li sta facendo. E non cadere nella trappola di credere a un “sei tu che non ti sei fatta più viva”. Eh no bello, le regole sono che è l’uomo che deve farsi parte diligente ed educata facendosi vivo, a meno che non dichiari correttamente che la cosa non funziona e perché, situazione assai rara. Non esiste democrazia nel corteggiamento, ma ruoli precisi, almeno io la penso così.

Più tempo aspetti quindi, più lo giustifichi, più lunga e pesante si farà l’agonia. Perché tu ti sentirai più legata, cercherai di giustificarlo di più se ti piace molto (o se covi la speranza che sì, questa volta è la storia giusta) e intanto il tempo passerà, segnando come una nuova ruga profonda il tuo ottimismo sentimentale.

E, credimi, la cosa peggiore che può capitare a una donna è non credere più all’amore per colpa di qualche sopravvalutato uomo. Non sopravvalutare. Non dare tempo e possibilità a chi non le merita o non se le sa guadagnare o, spesso, non le vuole più.

Se non gli piaci abbastanza archivialo come una cena in più, una serata o una scopata divertente in più. E basta. Non come un tuo errore, niente processi, niente capitano tutti a me. Sii uomo in questi casi, guarda avanti senza voltarti indietro: preserverai la tua meravigliosa femminilità.

Sincerely yours

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

Per la moglie un abbraccio, per te la manina... foto di cyano66 iStock
Per la moglie un abbraccio, per te la manina… foto di cyano66 iStock

Un uomo può amare due donne contemporaneamente?

È uno dei dilemmi numero uno di tante persone che vivono lo status di amante da un po’ di tempo, in media da oltre un anno diciamo.

Sono quelle amanti che hanno ormai superato la parte temporale ludica dell’amantato, quel primo periodo nel quale lui (sposato) e lei (libera o sposata, non importa, poi vi spiego perché) stanno insieme perché si sono conosciuti, piaciuti e scopati.

Hanno deciso di diventare amanti per rispondere a un bisogno diffuso con il tradimento che, secondo le statistiche, risiede principalmente nella caduta in verticale della qualità del sesso e del livello di attenzioni nella coppia ufficiale. Condisci il tutto con la noia della routine coniugale e l’insalata è pronta.

Dicevo, superata la fase ludica dei primi mesi di amantato, e cioè quello che io chiamo il “semestre delle giostre a letto”, i due amanti di solito si accorgono che oltre alle giostre, al sesso divertente ed emozionante, c’è di più. Saltano fuori sentimenti, legami che vanno oltre l’attrazione fisica e si inizia, piano piano, a pensare al futuro. Insieme.

Mi separo, non mi separo. I figli, la casa, ora glielo dico, gliel’ho detto ma lei dice riproviamoci, e poi la casa, la crisi, i costi. I sogni di una vita insieme contro la realtà di tutti i giorni.

Dopo il “semestre delle giostre a letto” gli amanti entrano dunque in una nuova fase, quella dell’anno (stima media) del “matrimonio parallelo”. I due continuano ad avere tutti i benefit o quasi degli amanti (principalmente sessuali e passionali) ma diventano una sorta di marito e moglie paralleli alle storie ufficiali. Insomma, è la fase in cui si vuole costruire qualcosa di nuovo insieme ma, per costruire, bisogna distruggere ciò che esisteva precedentemente.

E’ una fase mista di piacere e dolore, di programmi fatti e disfatti, di lasciarsi e riprendersi che, purtroppo, nella maggior parte delle volte sfocia in uno status quo che può durare anche anni.

Perché può durare anni? Perché lui, qualche volta lei ma a me interessa l’analisi del maschio, re incontrastato anche in questo campo dello status quo, a questo punto dell’amantato spesso risponde:

IO NON POSSO LASCIARE LEI E NON VOGLIO LASCIARE TE PERCHÉ VI AMO TUTTE E DUE, IN MODO DIVERSO MA VI AMO TUTTE E DUE

Di fronte a questa affermazione, maturata apparentemente nel tempo e fra gioie e dolori, voi ammutolite non avete scelta: continuare a fare l’amante, prendendovi le briciole di ciò che l’altra lascia (se siete fortunate anche pasti interi) o lasciare, cosa tutt’altro che facile, VISTO CHE VOI AMATE UNA SOLA PERSONA.

Allora, per deglutire l’amara e corposa pillola del AMO DUE DONNE MA COMUNQUE LEI, LA TITOLARE, NON LA LASCIO, vi chiedete:

SI POSSONO AMARE DUE DONNE CONTEMPORANEAMENTE?

LA MIA RISPOSTA È NO

Lui vi sta raccontando una balla, nel migliore dei casi una balla di cui lui si è convinto quasi fosse verità.

Analizziamo gli argomenti di chi vorrebbe sostenere che è possibile amare due donne contemporaneamente.

Si possono amare due donne contemporaneamente perché si amano in modo diverso.
Un po’ come la mamma o la sorella? Non fatemi ridere. Qui parliamo essenzialmente di sesso. La moglie non lo capisce, la moglie non scopa, la moglie fa solo la mamma, la moglie è diventata un’amica, una sorella alla quale lui è TROPPO affezionato per lasciarla e per farle del male: ok, tutte ragioni sufficienti per trovarsi un’amante, d’accordo, non sono un bigotto, ma l’amore è un’altra cosa. Possiamo infarcire le nostre motivazioni maschili di filosofia delle relazioni decotte ma il primum movens delle corna rimane, soprattutto per il maschio, il sesso. Lui scopa ancora la moglie? No? Guarda che non pochi uomini che dicono che non scopano da anni con la compagna hanno rapporti sporadici ma regolari. Anche perché lei avrà poca voglia, ma se la crisi matrimoniale non è dichiarata ufficialmente, lui non può avere sempre Mal di testa proprio quel giorno al mese in cui lei ha voglia… come spiegarglielo? No cara non posso perché domani ho un giro di giostra al motel con l’altra? Ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò.

No care amanti, l’amore è quella cosa lì: tutto e subito. L’amore è semplice, egoista, geloso, esclusivo. Chi è davvero innamorato non ha compromessi, altrimenti parliamo di altro.

Lui ama lei in modo diverso, come una sorella o un’amica e non potrebbe mai farle del male lasciandola?
Come no, possibile, però ha deciso. Di non lasciarla. E di fare, quindi, del male a te. Ti vuole ancora? Certo, altrimenti non ti racconterebbe la favoletta dell’amore DIVERSO per due donne, ma se tu lo mettessi, come immagino abbia fatto più volte nella vostra storia ormai, con le spalle al muro, della serie scegli me o lei, la sai già la risposta. Non può lasciare lei. E allora ama più te o lei? In realtà lui non ama nessuno, ama se stesso. Non lascia lei per tutti i motivi soliti del mondo (timore, sensi di colpa, soldi) e non vuole lasciare te perché scopi bene, lo fai sognare, sei una vacanza dalla routine, ti vuole anche bene non dubito, ma non abbastanza. NON ABBASTANZA. Brutto? Forse, ma spesso è così.

Lui ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuno
Falso. Se lo metti con le spalle al muro lui non lascerà lei, lascerà te, o meglio farà in modo che sembri che tu l’hai lasciato, perché non hai capito la grande filosofia del cuore spezzato e diviso in due, perché lo hai costretto a scegliere, perché sei egoista. Ma secondo te, i secondi matrimoni, quelli fra ex amanti che si amano al punto da mandare all’aria delle famiglie e si risposano, sono basati su scelte ponderate, su amori condivisi o sull’Amore con la A maiuscola? Se mai sarai costretta a lasciarlo ricorda: è lui che ha fatto in modo che accadesse, non sei tu che non capisci.

Insomma, possiamo raccontarci mille volte la storia dei due amori paralleli possibili, ma è solo una scusa per giustificare il nostro egoismo.

Se sei mai stata veramente innamorata sai come funziona davvero l’amore vero. Ti fa scegliere senza esitazioni. Di fare sesso. Di sposarti. Di fare figli. L’amore non ti fa vedere nulla tranne che lui, e forse ti sta succedendo anche adesso mentre lui ti dice che ama due donne in modo diverso e quindi non può lasciare nessuna delle due. Però è disposto a farsi lasciare da te, in estrema ratio. Già, una scelta alla fine c’è. O rimani alle sue condizioni, con la tua fetta di amore parcellizzato o lo lasci ma, dice lui, sarà colpa tua, scelta tua.

Un po’ come se un rapinatore dicesse che ti ha sparato perché chiedendoti o la borsa o la vita hai scelto di non dargli la borsa. Non è colpa sua.

E tu, adesso, sei innamorata solo di lui, non di tuo marito. Tu sei pronta a lasciare tuo marito. le donne scelgono più degli uomini, hanno più coraggio degli uomini, sono meno legate alle cose terrene se sono davvero innamorate. Poi vabbè ci sono quelle che fanno i matrimoni azienda SPA, ma io qui parlo di amore vero.

Guarda, l’unica motivazione vera che io rispetto al punto da giustificare anche la separazione in casa è quella dei figli minorenni. Di fronte a figli minorenni, piccoli, adolescenti, la scelta degli amanti, lui o lei cHe siano, di resistere fino a quando non abbiano raggiunto un’età nella quale possano capire e metabolizzare al meglio (non senza dolore, questo sarà sempre impossibile) una separazione, che io credo sia in modo accettabile i 18 anni, sempre che non ci siano litigi tali da rendere ai figli per primi la vita coniugale impossibile, io dico che in questo caso ha senso dire Io non me ne posso andare. Ricordiamoci: non hanno scelto loro di venire al mondo, lo abbiamo scelto noi per loro. E, salvo situazioni di litigio aberranti, i figli vogliono egoisticamente i genitori insieme. Vacanze, notti e feste comandate. Sono naturalmente e giustamente egoisti. A loro non frega un cazzo se scopiamo o no, a loro frega di mangiare in tavola con i genitori. A loro frega “insieme”.

Figli a parte, quindi, la storia del io vi amo tutte e due in modo diverso e quindi non posso lasciare nessuna delle due è una cagata pazzesca, come direbbe il mitico e ormai perduto, almeno qui sulla terra, Villaggio.

Preferirei cento volte un uomo con i coglioni che vi dicesse: guarda, è vero che la nostra è una storia travolgente, è vero che ho fatto piani per il futuro con te, è vero che quando stiamo insieme è il paradiso ma… non me la sento, non sono pronto a lasciare lei, nemmeno a dirglielo, nemmeno a ridirglielo se mi perdona nonostante la notizia della tua presenza. Perché lei è ancora importante: per affetto, per i soldi, perché non posso reggere psicologicamente ed economicamente (il divorzio è ormai roba da ricchi) una separazione, perché…

Attenzione: dietro a questo amore diviso in due spesso si cela anche la paura dell’uomo per lo sconosciuto. Lasciare la strada maestra per una via sconosciuta non è da tutti, l’uomo è vigliacco e abitudinario. Come sconosciuta! dirai tu: sono tre anni che stiamo insieme, quando siamo insieme fuochi artificiali, mi hai detto che mi ami (attenta, lui ama ANCHE te, abbiamo scoperto dopo…) e adesso hai paura del passo? Certo, ha paura del passo. Del passo dal quale non si torna indietro. Ecco perché i secondi matrimoni rimangono comunque una minoranza e fanno pure fatica a decollare.

In conclusione, di fronte alla scelta CONTINUO A STARE CON UN UOMO CHE AMA DUE DONNE O LO LASCIO aspetterei cento volte di più uno sincero, che dice che nonostante siano passati anni con te ha bisogno ancora di tempo e adesso non ce la fa, forse non ce la farà mai, di un uomo che cerca di intortarti con la favoletta del poliamore condiviso e possibile.

Un uomo sincero forse un giorno lascerà lei per te, uno che parla di amore diverso e a percentuali credo di no.

La scelta rimane tua. Fare l’amante, una volta preso atto dei vantaggi ma anche dei limiti di un amore condizionato, chiamiamolo così, è possibile. Ha anche dei vantaggi, lo sai, se non sei già perdutamente innamorata.

Però, cara amica, se scegli di rimanere ragionate insieme su questo: l’esclusiva. Lui l’esclusiva non te la da, perché c’è l’altra (che dica di non andarci mai a letto hai già visto prima come la penso). Perché dovresti dargliela tu? Sì lo so, tu sei davvero innamorata e quindi gli altri uomini ti fanno quasi schifo ma… siccome avete parlato tanto di massimi sistemi e di amore diverso e condiviso, tu non puoi inventarti l’amicizia diversa e condivisa con altri maschi? Lui non vuole perché è geloso? Comodo, anche tu sei gelosa della moglie. Ma lui non ci scopa? Neanche tu (a meno che non ti venga voglia) non scopi i nuovi amici…

La sua reazione al SI ANDIAMO AVANTI COSÌ MA SENZA ESCLUSIVE è fondamentale. Capirai quanto tiene a te veramente, e quanto regge la filosofia degli amori diversi. Un bel test, soprattutto per lui. tra l’altro, ti farebbe bene frequentare in questa fase altri uomini, anche solo per socialità.

Molti uomini sono dunque capaci di tenere i piedi in due scarpe, a patto che l’amante si comporti da seconda moglie, cioè non abbia una sua vita privata libera. Troppo comodo.

E se lui rispondesse Non c’è problema esci pure con altri? Beh, o la sua fetta di amore per te è molto limitata o non siete amanti, siete una coppia aperta. E una coppia aperta si che è un amore “diverso”, ma deciso veramente da entrambi, non subito da uno.

Sincerely yours