Home » Posts tagged 'Califano'

Tag Archives: Califano

Amanti: dopo le feste non escludo il ritorno

non escludo

Non escludo il ritorno. L’epitaffio del maestro Califano rende bene l’idea di che cosa vi aspetta, care amanti e amiche, dopo la Befana: il suo ritorno. Succede nell’80% dei casi.

Sparito (o quasi, qualche messaggio non si nega a nessuna e costa pochi secondi) dal 24 dicembre all’apertura delle calze dei figli, il nostro amante uomo aveva praticamente dichiarato forfait.

In vista delle feste in famiglia, i nostri uomini occupati si sono trasformati da separati in casa e mariti in crisi in buoni padri di famiglia e neocompagni rinvigoriti.

C’è chi vi ha dato (o, più spesso, ha fatto in modo di farvelo dare a voi) il benservito, dichiarando impossibile andare avanti (non posso darti di più e adesso devo stare in famiglia). Chi ha cercato un compromesso per tirarla alla lunga, della serie ne parliamo dopo il 6 gennaio e chi ha tentato di tenervi ancora in attesa con telefonate e messaggini rassicuranti quanto rari e veloci.

Se non è il primo tragico Natale che avete passato da amanti dovreste già essere cotte a puntino e aver realizzato, nonostante l’innamoramento, che lui torna sempre a casa come il cane Lessie.

Certo siete stati felici per un po’, ci mancherebbe: vivete di ricordi perché siete innamorate, mica stupide. Con lui vi siete sentite delle regine, questo è il problema, ma adesso la favola è finita.

Avete scoperto che il principe azzurro è sposato e che non siete voi che a mezzanotte dovete rientrare a casa, ma lui.

Però torna. Tornerà. Tornano quasi tutti, anche quelli che si sono fatti scoprire dalla moglie e che sono spariti nel panico totale e che ora hanno il telefono in ostaggio.

Tutti, passata l’abbuffata delle vacanze in famiglia, finita la full immersion di illusione del rinnovato matrimonio felice, si schianteranno con la realtà: il loro matrimonio non è stato guarito dal Natale. I problemi sono rimasti gli stessi, la moglie a letto è la stessa, e voi non siete la causa della fine ma solo il sintomo principale di qualcosa che ha disfunzionato prima del vostro arrivo.

Il termometro misura la febbre, non la produce.

Ed ecco che archiviata la befana e tornati alla routine, il nostro bravo marito inizia a essere divorato dai morsi della voglia.

Voglia di voi, perché se lui vi ha fatto sognare voi gli avete regalato il sesso migliore della sua vita e anche delle interminabili sedute di psicoterapia che lui se le scorda lontano da voi, miglior amico compreso.

Dunque, preparatevi a un rientro. Timido o deciso, perché per lui più del dolor poté il digiuno.

Che fare? Avete diverse opzioni, con pro e contro. Parto dal presupposto che tutte voi, per quanto deluse e distrutte dai suoi tira e molla, per quanto veterane (alcune di voi sono amanti da più di tre anni, che sono il limite dell’umana sopportazione), siate ancora innamorate. E quindi che fare?

APRIRGLI LA PORTA
Pro: dargli l’ultima chance ve lo farà rivedere, rifarete sesso alla grande e alimenterete l’illusione che sia tornato da voi, almeno fino all’estate. È come prendere un antidolorifico dopo un lungo periodo di dolore. Non cura ma fa star bene.
Contro: se avevate adottato il Codice del silenzio rispondendo alla sua latitanza con una vostra sparizione pressoché totale, riaprirgli la porta azzererà i progressi ottenuti (più indipendenza da lui, meno momenti di dolore, ripresa della vita sociale invece di vivere nella sua ombra) e, quando vi deluderà di nuovo (90% dei casi purtroppo), rimettersi a dieta sarà molto più difficile. Ma capisco che è meglio un uovo oggi, soprattutto se siete al vostro primo Natale da amanti. La speranza è l’ultima a morire e qualche volta bisogna toccare il fondo per risalire. Però qualche ufficiale e gentiluomo esiste: ma fa fatti, non parole. E lo riconosci in poco tempo.

TENETE LA PORTA SOCCHIUSA
Pro: di solito la tattica del wait and see viene applicata dalle amiche che di fatto l’avevano già applicata durante le vacanze natalizie, vivendo in un silenzio parziale fatto di messaggi per quanto rari esistenti, di incursioni sui suoi social alla ricerca di segnali d’amore (lui che posta frasi da poeta che la moglie non può o non vuole vedere e che più o meno giustamente accreditate a voi stesse, al netto delle tranvate sui denti quando vedete le foto da famiglia felice, che fanno malissimo). Aspettare e vedere come si comporta vi riporterà a letto con lui, pronto a spergiurare il suo amore eterno come un disco rotto, illudendovi che questa è la volta buona. Ossigeno puro dopo un Natale asfittico. Alcune di voi avranno il privilegio di vedere invece un uomo deciso a cambiare rotta, se non sono passati troppi Natali in attesa. Ma purtroppo sarete la minoranza, lo dicono le carte delle separazioni, non io.
Contro: la lenta agonia che vi siete imposte decidendo di lasciargli aperti i canali di comunicazione (ne basta anche uno solo) si trasformerà in malattia conclamata traghettandovi nei prossimi mesi in un lento calvario, fatto di promesse disattese, di tante parole e pochi fatti. Arriverà l’estate e lui ripartirà con la famiglia lasciandovi legate al guard rail in tangenziale. E forse per voi sarà finalmente abbastanza.

GLI CHIUDETE LA PORTA IN FACCIA
Pro: lo so, è come tagliarsi un braccio ma quel taglio spesso salva la vita sentimentale e preserva il vostro dna emotivo. È solo questione di tempo: se avete adottato il silenzio il fatto che si ripresenti vi manderà in crisi ma tenere il punto e la serranda abbassata vi darà una forza importante per continuare per voi, soprattutto se anche voi siete occupate (come vi avrà detto anche lui, tu non ti devi separarti per me, ma per te stessa). Una cosa è sicura: se vi ama davvero arriverà da voi e la porta chiusa potrà solo convincerlo a fare presto perché vi ha fatto soffrire e aspettare troppo, e quindi deve darsi una mossa passando dalle parole ai fatti.
Contro: vivrete l’enorme paura di non avergli dato un’ultima chance (anche se è la quinta volta che gliela date) e di averlo perduto per un vostro errore e per non aver avuto abbastanza pazienza. Tutte balle: un uomo che vi ama non vi rinfaccerà mai i “non mi hai saputo aspettare” o “mi hai messo con le spalle al muro” perché di solito voi chiudete la porta perché lui vi ha tirato sceme, perché ha abusato della vostra pazienza fino a farvi ammattire e perché ha tradito le sue molteplici promesse oltre ogni accettabilità umana. Ricordatevelo quando vi processerete all’insegna del “forse sono io che pretendo troppo”. Ma non vi biasimo se per questa paura riaprirete la porta.

Detto questo parliamoci chiaro: so che siete innamorate e che certi discorsi servono a riflettere ma non sono sempre decisivi.

Molte di voi si rendono benissimo conto di cosa sarebbe giusto fare e cosa no. Semplicemente non riescono a farlo. Quando voi mi scrivete “lo so sono stupida ci sono ricascata” io non mi arrabbio e rispondo: non sei stupida, sei innamorata, è diverso. E tu sei disposta a tutto, lui no.

Mi arrabbio molto invece con le donne poco solidali che vi danno delle stupide solo perché non sono mai state nei vostri panni e fanno le moraliste con i sentimenti degli altri, salvo poi scoprire sulla propria pelle che innamorarsi di un uomo sposato succede, non è questione di scarsa autostima o moralità (senza contare l’esercito di falsi separati in casa che si rivela dopo mesi, quando ormai siete cotte).

L’esercito di donne intelligenti e di successo innamorate di uomini che promettono e non mantengono non sono la prova della “stupidità e amoralità”, sono la prova che i sogni e i sentimenti sinceri albergano soprattutto nel cuore delle donne.

Quindi, quando ritornerà, devi essere pronta. Anche a cedere per l’ennesima volta. Non sei debole, sei innamorata e non ancora pronta per archiviarlo, anche se il tuo cervello te lo suggerisce. Verrà il tempo, non biasimarti.

Perché solo nelle donne il cuore domina la mente, ed è un miracolo, non un limite. Sono convinto che è per questo che siete state scelte per essere madri.

Sincerely yours

Ps: un favore. Se vi accorgete che l’amore per lui è diventato una dipendenza, cioè trascende ogni vostro controllo, non aspettate a farvi aiutare da uno psicologo, psicoterapeuta o psichiatra. Fa davvero la differenza. E se volete scrivetemi a anpellizzari@icloud.com

Quello che gli uomini non sopportano a letto

Indovinate chi è lei, l'urlatrice messa in condizioni di non nuocere...
Indovinate chi è lei, l’urlatrice messa in condizioni di non nuocere…

Ci sono delle cose che le donne fanno a letto ma che la maggior parte degli uomini non sopporta. Una minoranza le fa subito, cioè già ai primi incontri, imponendo una selezione crudele e immediata della risorsa femminile.

Altre resistono un po’ ma poi, presa confidenza anche a letto, cadono nell’errore, rendendo il rapporto meno soddisfacente per lui che, alla lunga, andrà per altri lidi.

Infine le long survivor, di solito mogli, che da fidanzate son quasi perfette ma che poi la routine trasforma in travet del sesso come e quando pare a loro.

Ma vediamo quali sono le cose che ci danno più fastidio. I giudizi sono stati raccolti da un consesso-giuria di probi viri fra single impenitenti, divorziati e ammogliati, che hanno raggiunto un consenso a maggioranza sui seguenti punti e profili.

L’urlatrice
Che godiate ci fa un piacere immenso, lo sapete. Non c’è niente di più bello che vedere che stiamo facendo bene, ma non esageriamo. Nel film Porky’s – Questi pazzi pazzi porcelloni! del 1982, troviamo una giovane Kim Cattrall, diventata poi famosa come la Samantona di Sex and the city, che fa la parte di Lassie, chiamata così per i latrati che lancia durante il rapporto (non a caso nella foto viene imbavagliata). Quindi godete godete godete, ma con naturalezza, senza enfatizzare. Nella maggioranza dei casi Tarzan inibisce o, peggio (come racconta qualche mio amico) ci fa scoppiare a ridere e si sa, il riso abbonda sulla bocca degli stolti, ma ammoscia pure. E poi, con la mania-timore che abbiamo noi uomini di incorrere in orgasmi finti, urlare troppo è sospetto. Continuate pure a regalarci appaganti orgasmi simulati, ma fatelo con… discrezione. E’ facile: dimezzare il volume della radio.

La muta
E’ il contrario dell’urlatrice. Non sospira, non parla, nessun gridolino, mai un “sì ancora”. Chiude gli occhi e se la gode, forse, ma in un silenzio assordante. E quando viene? Non è dato sapere. Qualche maschio particolarmente preoccupato si informa, e rimane basito quando lei, con sguardo stupito, risponde: sono venuta tre volte! Ragazza, su un po’ di soddisfazione! Non dico che devi urlare “sono la tua troia” (molto apprezzato dalla maggioranza della giuria che ha votato per questo post), ma non puoi neanche avere il silenziatore. Redimiti con un repertorio tratto da you porn.

Il sacco di patate
Dicesi sacco di patate (copyright di un mio grande amico) donna che scopa preferibilmente supina, braccia lungo i fianchi, gambe molli stese appena divaricate, testa semovibile tipo cagnolino da lunotto posteriore (quelli che si usavano una volta sulle auto e facevano a ogni curva con la testa Sì Sì No No), sguardo fisso un po’ inquietante. Lo so, sembra un esercizio di fitness triste, ma è così che la vediamo. Il suo corpo, giustappunto come un sacco di patate, segue le spinte pelviche di lui con moto ondoso andante e rientrante, fino al gran finale, che dipende dalla natura della donna in oggetto. Se è urlatrice romperà la monotonia del rapporto patata con un latrato repentino e raccapricciante, se è una muta il suo “vengo” sembrerà uno sfrigolio di patate fritte. Redimiti provando lo smorzacandela: sarai costretta a gestire tu il rapporto, imparando un movimento diverso da quello delle maree.

La manovale
Sembra impossibile, ma ci sono donne che sembrano non aver mai preso un pisello in mano. Nonostante un certo numero di partner, la donna manovale crede di avere fra le dita un arnese da bricolage, immune da qualsiasi stretta eccessiva e, soprattutto, con pelle estensibile verso la base fino alla circoncisione senza bisturi. Il risultato di questo sono indicibili dolori pelvici che impediscono il raggiungimento dell’orgasmo e procurano balaniti (infiammazioni del glande, per le non addette ai lavori) da lanciafiamme. Colpa anche di certi maschi, che per fare i diplomatici sopportano masturbazioni medievali o resistono fino a poi spostare la sua gentile mano di ferro in un guanto di velluto da qualche altra parte.

La dolorante
Ahia ahi ahi ahiaaaaa. Ma come, te l’ho appena appoggiato e già urli di dolore. Ma come, sono due ore di preliminari e non sei abbastanza lubrificata? Ci sono donne che il dolore ce l’hanno nella testa, e che sentono male anche se gli mostri le mutande. Non parlo di chi ha seri problemi anatomici e ormonali, ma di quelle che se non fai esattamente quello che a loro piace (sequenza dei preliminari, lunghezza dei preliminari, posizione una preferita) sentono “male”. Sono loro che hanno inventato la cefalea da rapporto e la cistite da luna di miele. Figuriamoci se, dopo grandi e lunghissimi discorsi per convincerla finalmente ad avere un rapporto anale, provate solo a sfiorare la schiena… Il grande maestro Califano, che nel suo libro Calisutra dedica un capitolo a questa arte, fa una doverosa invettiva contro gli uomini che “quello” non se lo sanno conquistare. Ma un conto è avere a che fare con un inesperto, un conto è avere una zona di rispetto psicologica di tre metri e una soglia del dolore da ustione di primo grado. La soluzione? Fai la tara fra quello che non ti piace e quello che temi. Inutile dire ok facciamolo quando sai già che non ti va. Meglio la sincerità che un continuo e ammosciante ahia ahia.

La schizzinosa
Nessun uomo sulla faccia della terra può rinunciare al must del sesso, la fellatio. Una donna che sa come si fa un rapporto orale può anche permettersi di scopare male (non esageriamo, ma è quasi così). E noi capiamo subito se ti piace o ti fa schifo e lo stai facendo con la bocca storta. Meglio non farlo allora, ma perderai cento punti, sappilo. Peggio ancora se lo fai male, oltre che di malavoglia. Peggissimo se non sopporti il gran finale, e arrivi a staccarti nel rush travolgente obbligando lui a sopportare un trauma fisico e termico (repentino passaggio dal caldo al freddo) indimenticabile. No, piuttosto desisti. Non fa per te punto. Meglio saperlo prima, anche se, oggettivamente, la giuria decreta che chi non ama il must preferito dall’uomo è come se partecipasse a una sfilata di intimo vestita da Elisabetta I Tudor, collare compreso. Difficile vincere. E durare.

La routinaria
Dopo i primi tempi di sperimentazione apparentemente felice, la routinaria impone a letto la sua sequenza preferita, a suon di non così, fai così, tocca così, questo no, questo sì. Non sei a letto, sei tornato alle elementari del sesso e non sai perché. Col tempo, la tua donna si è tramutata da felice zoccola a letto e signora in salotto in docente alla Masters e Johnson fra le lenzuola. I preliminari? A, B e C. La posizione? Quella. Le tue fantasie? Non diciamo stupidaggini! I tuoi bisogni? Prima i suoi, poi vedremo. Cara routinaria, ritrova la tua verve di una volta sperimentando variazioni sui temi che ti piacciono, e abbi la buona creanza di dedicare, almeno una tantum, una serata a quello che piace a lui. Forse così la coppia si salverà.

La coccolona
Massaggio prima, e tante coccole e attenzioni dopo. Concluso l’amplesso, anche se ci sono 40 gradi nella stanza, lei vuole starti addosso, parlare in continuazione, e vuole che le accarezzi i capelli, la schiena, la tibia. Non sa, o fa finta di non sapere, che l’uomo medio subisce naturalmente quello che si chiama periodo refrattario, e refrattario, dice il vocabolario, significa “Insensibile, resistente a determinati sentimenti o comportamenti”, non significa “stammi addosso”. L’uomo medio, dopo, vuole dormire e avere il suo spazio. Sì va bene, due minuti di bacini e bacetti, ma poi basta. Sbaglio o ha “lavorato” per un’ora? Se non capisci che è stanco e ha già dato, diventerai presto una rompipalle.

Bene care signore, io e il mio staff abbiamo disegnato, fra ironia e verità, i profili di donna insopportabili a letto. Ora tocca a voi “vendicarvi”. Il mio prossimo post sarà “l’uomo insopportabile a letto”.

Sincerely yours