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Traditori per bisogno e seriali

Il traditore seriale fa le corna in serie
Il traditore seriale fa le corna in serie

I cosiddetti “traditori” si dividono in due categorie ben precise, maschi o femmine che siano: traditori per bisogno e traditori seriali.

I TRADITORI PER BISOGNO
Tradiscono il proprio partner perché l’amore è finito o sta finendo. I maschi lo fanno prevalentemente per problemi sessuali nella coppia irrisolti da tempo: si scopa poco, male, sempre nello stesso modo.

Sono uomini, questi, che non sono mai stati traditori incalliti e nemmeno vedono l’ora di cornificare la compagna perché sono dei morti di figa.

Sono spesso uomini che non hanno avuto molte donne nella loro vita e che si sono innamorati presto, anche da giovanissimi.

Sono spesso uomini alle prese con un rapporto di coppia di lunga data, che per anni è stato felice e che poi, come molti amori e rapporti di lunga data si è inaridito, a partire dal sesso.

Lui ci ha anche provato a proporre varianti, ha fatto spesso il primo passo a letto, ha riproposto quei weekend da soli senza figli che si facevano agli inizi dove la coppia che funziona, per quanto oberata da compiti adolescenti mutui e problemi vari rinasce. Nulla. Certi non scopano da mesi. Tanti mesi per un uomo. O male, raramente e quando vuole e come vuole lei.

Lei è cambiata nel tempo: prima passionale e attenta, da troppo tempo ormai concentrata su altro (la famiglia, spesso) e ormonalmente quasi ferma (una volta prendeva pure l’iniziativa).

Lei Non è più moglie, è azionista al 50% della Spa famiglia. Non è più amante, è una scopata una tantum. Non è più compagna è madre, e tu spesso sei uno dei figli, e neanche il preferito. Ecco perché ho scritto che il tradimento è spesso un concorso di colpa (leggi qui).

Allora capita che questi uomini incontrino o inizino a cercare una donna con la quale fare principalmente sesso di qualità.

Certo, i più evoluti e sensibili sono spinti anche dal bisogno di risentirsi vivi, attrarre gli interessi di una donna come una volta faceva la moglie, parlare, riprovare l’adrenalina della passione ma, statene certe, per i maschi il primum movens del tradimento è il sesso.

Può esserlo anche per la donna che tradisce per bisogno, alle prese con un marito che non la guarda più, che la scopa ogni tanto, troppo in fretta per ottenere il suo orgasmo, che non le fa complimenti, che non la porta più fuori, che vive in pantofole e doccia fatta con lo spray anti traspirante.

Spesso sono famiglie queste che sfoggiano la perfezione nella società ma che nascondono il nulla in camera da letto. Di fatto, già da molto tempo dei separati in casa.

Per le donne però che tradiscono per bisogno più spesso a far decidere il passo di concedersi a un altro è un bisogno spirituale, affettivo, sentimentale. Risentirsi giovani belle e attraenti, importanti grazie alla corte di un uomo piacente e simpatico è come un fulmine che rimette in moto anche la passione, e molte di loro faranno a letto, con uno sconosciuto, quello che non hanno mai fatto, e provato quello che non hanno mai provato.

Ecco chi sono i traditori per bisogno, maschi e femmine.

I benpensanti diranno, come mi scrivono sempre: sono comunque dei traditori senza attenuanti. In questi casi, prima di tradire, ci si separa.

Semplice no? Ci si separa. Da un punto di vista teorico potrei essere d’accordo. Peccato che ci siano piccoli particolari come i figli ( prima di farli saltare di gioia perché mamma e papà si lasciano io ci penserei un attimo no?) e i soldi. Per separarsi bisogna essere spesso ricchi. Bisogna vendere tutto e andare in affitto. Pagare avvocati e assegni. Separarsi significa spesso diventare poveri. Tutti, compresi i figli. Ecco perché ci sono tanti separati in casa. Dovevano pensarci prima? Per certe persone è tutto facile in nome di una correttezza morale (spesso ipocrita e non corroborata dai fatti) con i figli la storia e il portafoglio degli altri.

Ma l’amore non ragiona per clausole contrattuali, il bisogno di felicità segue il karma, non la lista delle buone intenzioni.

Ma veniamo al traditore seriale

I TRADITORI SERIALI
Il loro bisogno non è dettato da una storia fallimentare, dalla mancanza di sesso (ne fanno moltissimo e spesso con più persone in parallelo) o dalla solitudine indotta da un amore finito.

Anzi, il traditore seriale, maschio o femmina che sia (eh sì care amiche, ci siete anche voi in questa categoria) di solito ha un marito o una moglie o fidanzato/a di riferimento ritenuti intoccabili, anche se all’amante spesso li vende come irrilevanti. Ma ci sono anche gli impenitenti single fra di loro.

Di solito vi dicono che con la moglie non scopano mai (in realtà hanno spesso rapporti regolari) e che sono separati in casa, cosa che non collima tanto con le foto sui social alle feste comandate (con la sua irrilevante metà coperta di fiori regali e in viaggio premio) e la sua disponibilità per voi.

Il traditore seriale, poi, vi promette una cosa che non mantiene mai: l’esclusiva. Vi dice: sto con mia moglie per i figli eccetera eccetera ma tu sei la mia donna, sei l’unica. Io non avrò altre donne all’infuori di te.

Ma siccome il seriale ha come caratteristica l’infedeltà cronica e il bisogno di cambiare perché dopo un po’ si annoia dello stesso corpo e della stessa persona (tanto una di riferimento, moglie o fidanzata ufficiale, c’è l’ha già), mente sta con voi lui fa nuove amicizie sui social, chatta con tre o quattro possibili sostitute, si dà da fare anche quando vi sembra che sia tutto dedicato a voi. Il suo centro commerciale è sempre aperto.

Il traditore seriale quindi deve essere giocoforza un bugiardo cronico, una persona, uomo o donna che sia, o che racconta una vita immaginaria o che racconta pochissimo della sua vita reale, per aggirare domande alle quali non saprebbe rispondere se non scoprendosi.

Il seriale è quindi elusivo, prepotente a tratti (assomiglia al narciso e spesso lo è pure) e le sue storie durano poco.

In realtà la storia con lui può durare anche mesi, ma ha una parabola caratteristica.

Un preludio, fatto di corte serrata virtuale e non che sfocia nei primi incontri. Qui se voi non piacete per qualche motivo (non siete brave a letto abbastanza o semplicemente vi classifica come rompiballe, che significa troppe domande di solito) vi fa fuori massimo in 2-3 incontri a letto e vi tratta facendo stashing, cioè vi nasconde (leggi qui).

Se gli andate bene a letto e non siete troppo invasive nella sua vita durerete anche fino a sei mesi, con i primi due mesi di sesso sfrenato, qualche weekend (se il suo impegno di riferimento lo consente, ma ci sono i seriali anche single) due mesi in cui la cosa si stabilizza, nel senso che iniziate a non vedervi più come prima (il lavoro sai…) e gli ultimi due dove si sgancia: gli impegni sono troppi, non ce la fa, insomma se vi vedevate due volte a settimana ora forse una volta ogni dieci giorni.

Il seriale è un entusiasta all’inizio: corte esagerata, proposte di vacanze insieme lunghissime, voli pindarici su un futuro fatto di casa insieme e chissà… Ma dura nei primi mesi, quando il sesso è ancora bollente. Poi questo entusiasmo si tramuterà gradualmente in indifferenza.

Il seriale non prova sensi di colpa. Per lui tradire è uno status, sa che non è etico e fa male agli altri, ma se ne fa una ragione. Chi vive di bugie mente anche a se stesso e, spesso, crede alle sue stesse bugie come se fossero la realtà.

Come lascia un seriale? Lo fa appena entra una nuova pretendente, ma di solito aspetta di essere sicuro di portarsela a letto prima di sganciarvi. Però già dai primi approcci, se capisce che quella “nuova” promette bene, inizia a trattarvi peggio, a litigare con voi, in modo da avere poi la giusta maturazione di “cattivo rapporto” per lasciarvi (il seriale con forte carattere) o farsi lasciare (il seriale con profilo prudente).

C’è poi il seriale che non lascia mai. È il mago dello stand by. Quando vi sostituisce con un’altra (o un altro se è una donna) non vi molla, non vi frequenta se non sporadicamente e vi tiene lì parcheggiate nel box, facendosi vivo con telefonate o messaggini (carichi di scuse e di tutti guai e imprevisti che gli impediscono di dedicarsi a voi come vorrebbe) per tenere “aperta” la sua esistenza. Al primo momento di “magra”, se non ci sono sostituite migliori, vi ripescherà per riportarvi a letto. Ma durerà il tempo di una eiaculazione (o due).

Ma perché il traditore seriale si comporta così?

Per natura. Voglio fare un esempio al femminile, per non parlare sempre e solo dei maschi. Un’amica, bella e intelligente, che è infedele dice lei espressamente per natura, mi racconta che lei vive il sesso come qualcosa di disgiunto dai sentimenti, come un bisogno forte ma fine a se stesso. Non è ninfomane, no se ne fa uno ogni tre giorni. Può rimanere fedele anche per anni se non trova un’altra persona giusta o che le fa esplodere l’ormone. Semplicemente se incontra una persona che la attrae prima mentalmente e poi fisicamente ci va a letto, perché è un normale completamento del suo piacere di conoscere. E lo fa anche se ha una persona di riferimento alla quale, dice, non nego nulla e alla quale voglio bene. Semplicemente la mia natura non è fatta per dedicarmi, sessualmente, a una sola persona per sempre. Perché è bella l’adrenalina dell’avventura e del sesso nuovo ma è bello avere anche una persona di riferimento. Le due anime, nel traditore naturale, convivono benissimo. Queste persone amano i compagni di riferimento? Dicono di sì, ma non danno l’esclusiva per sempre.

Per bulimia sessuale. Non so se esista il ninfomane maschio ma in questo blog ho già descritto profili simili come lo sportivo, una sorta di collezionista di mutande. In fondo noi uomini siamo semplici, e lo è anche il traditore seriale: siamo spinti dal sesso, dalla voglia di conquistare nuove donne più belle, più sexy, più brave a letto. Mio padre diceva che l’attività sviluppa l’organo. Ecco io credo che il traditore seriale più se ne fa più se ne farebbe. E’ il cosiddetto morto di figa? Dipende dalla qualità delle donne che sceglie. I morti di figa di solito “basta che respiri”.

Per aridità sentimentale. Il seriale, essendo in non pochi casi una persona sostanzialmente incapace di innamorarsi seriamente (lo dice all’inizio, forse lo è stato secoli fa una volta, ma non confondete il suo entusiasmo della fase corteggiamento con la verità) non farà che girare in questo moto perpetuo finché il suo fisico (e le donne disponibili) glielo permetteranno.

Un giorno il seriale appenderà l’ascia di guerra al muro. E diventerà fedele suo malgrado per limiti di fisico o di età. Avrà forse ancora l’eterna moglie o fidanzata ad aspettarlo, che sarà “premiata” per la pazienza secolare dalla sua nuova “fedeltà”.

Oppure, pur non amandola, il seriale sceglierà l’ultima delle sue prede elevandola al rango di compagna per il resto della vita. Ma sarà un calcolo, non amore vero.

Infine, il seriale potrà rimanere solo. Una contrappasso pesante, anche se molte delle sue donne passate potrebbero dire adeguato alle lacrime che ha fatto cadere a fiotti per la sua infedeltà cronica e accessori vari, dalle bugie Fino a certe punte di crudeltà emotiva, robe che spesso fanno collimare la figura del traditore seriale con quella del narciso.

Di uomini e donne seriali ce ne sono molti ma per fortuna, sono riconoscibili ed evitabili. Di traditori per bisogno altrettanti, ma qui entriamo in un discorso particolare e la domanda principale che dovete farvi è: siete disposte/i a fare gli amanti? Siamo tutti adulti e capaci di intendere e volere, e sappiamo tutti qual è il percorso tipico degli amanti.

Con questi soggetti, amiche e amici miei, basta non fare l’errore, purtroppo diffuso soprattutto fra le amiche lettrici, di passare sopra a certi “sintomi” sottovalutandoli o, peggio, pensando che voi siete la donna giusta (o uomo) che lo/la cambierà. Prima lo sganciate meno soffrirete, la regola è semplice ed è sempre la stessa. Quindi, al primo dubbio o bugia beccata in flagranza di reato via a gambe levate.

I traditori per bisogno o si risposano o diventano single.
I seriali non cambiano. Smettono perché anche per loro arriva il momento della pensione (ma per voi….vale la pena?)

Sincerely yours

Lui ti sta mentendo o dice la verità? 


 
Cara donna e lettrice… Lui ti dice la verità o ti sta mentendo? Su tutto o su qualcosa? Puoi fidarti oppure no? È un bugiardo o è onesto?

Dietro a questi quesiti e sospetti si tormentano migliaia di donne ogni giorno, alle prese con maschi sempre più silenziosi, introspettivi, sfuggenti, omissivi eeee sì, anche bugiardi.

Ma allora, come distinguere il riservato dal bugiardo, l’omissivo dal vero timido, lo sfuggente colpevole da quello distratto e innocente? Da questo a volte dipendono scelte più o meno decisive per i vostri sentimenti.

Si va dal semplice “gliela mollo oppure no” delle schermaglie iniziali, dove si deve costruire quella fiducia tale perché lui “se la meriti” (a meno che non si decida di rispondere anche al feeling sessuale, cosa diffusa e non criticabile, anzi per me fisiologica anche ai fini della vera conoscenza), ai grandi drammi degli amanti, dove c’è un lui che promette di lasciare la moglie per voi. 

Come discernere la verità dalla balla? Qualche elemento generale applicabile alla categoria Uomini c’è. 

Non credo innanzitutto al linguaggio del corpo, perché vige la regola della pressione. La regola della pressione dice che la minima e la massima vanno misurate più volte (in genere tre e poi si fa la media) perché solo il fatto che ve la stia provando il medico o state pensando di farlo voi emoziona, e quindi la alza. 

Figuratevi un uomo davanti a voi che lo guardate con occhi penetranti di bragia dantesca e fate una domanda cruciale tipo “mi ami davvero?” “Lascerai tua moglie” o “con chi eri ieri sera”. Se non è un bugiardo professionista, ormai abituato alle bugie tanto da non fare una piega alla domanda a bruciapelo, chiunque altro sfuggirà con lo sguardo, si toccherà la fronte o il naso, si stropiccerà le mani o farà uno di quei mille gesti catalogati nei manuali della lettura del linguaggio corporeo. Quindi io non ci credo, anzi, sospetterei di più di una risposta data senza segnali corporei, tipo cyborg. Lui, infatti, si può sentire a disagio per l’interrogatorio, non per la domanda in sé. Come lo studente preparato che non passa la prova per l’emozione di stare davanti al professore. 

Detto questo io penso che l’uomo sincero abbia due caratteristiche principali: il non contraddirsi e il saper dire anche cose spiacevoli. 

Chi mente, infatti, deve mentire sempre di più per far reggere la sua storia la quale, col passare del tempo, è sempre più balla e sempre meno verità. È inevitabile che prima o poi si contraddica. 

Sul luogo, sul suo passato, su quello che ha fatto ieri, su dove è stato quella volta e andrà domani, fateci caso, deve essere già successo almeno una volta, se avete una storia che non vi convince fra le mani.

Non sono le balle grandi a tradire “pinocchietto”, sono quelle piccole, quelle che si devono raccontare tutti i giorni e si dimenticano facilmente. Lì il mentitore cade in contraddizione. 

All’inizio di una relazione, quando dovete decidere se andare a letto con lui o no, se iniziarci una storia o no, ma anche se continuarla, quello che conta è la sua coerenza. 

Un uomo onesto sa porre anche dei limiti alle potenzialità di un nuovo rapporto, non fantastica o promette. La sua parola chiave è “se”: se saremo insieme potremo… sognare non è proibito, strafare sì. L’uomo onesto frena, il bugiardo spinge. Vacanze insieme, futuro insieme, figli insieme… al bugiardo non costa nulla, come a certi politici, spararle grosse, all’onesto sì. L’onesto mette più paletti anche a costo di perdervi, non illudendovi. Per l’onesto il domani è da conquistare insieme, per il bugiardo il domani è già oggi. Ma nessuno ha la sfera di cristallo. 

Il vostro uomo lasciatelo comunque parlare e fate domande. Lo so, sembra un interrogatorio, ma se fatto con garbo e in modo furbo non farete la figura della stracciapalle facendo scappare magari un buon “partito”.

 Il bugiardo esagera anche in cose che non hanno bisogno di essere esagerate con voi (il lavoro, gli hobby, le amicizie importanti, i viaggi, il denaro…) mentre diventa elusivo e poco ciarliero su cose molto personali tipo matrimonio, separazione, status sentimentale, tempo disponibile per voi e in generale…

Al contrario, un uomo che si apre con voi raccontandovi dettagli personali, problemi sentimentali passati, difficoltà anche economiche o lavorative, senza esagerare in perdita di dignità e lamentosità (altrimenti non sarà un bugiardo ma forse cerca la mamma e non una donna), senza perdere di autorevolezza e solidità maschile (l’uomo deve essere uomo) è sicuramente da giudicare positivamente, soprattutto se lo fa ai vostri primi incontri. 

Il bugiardo poi racconta solo successi, non parla di insuccessi, non esistono, a meno che non voglia un prestito da voi. L’onesto, se voi gli piacete come persona oltre che come donna, potrà anche raccontarvi un suo fallimento personale (matrimonio, figli, lavoro…) perché, anche se siete ai primi incontri già vi stima, già sta investendo in voi.

Attente in questi casi a non fare un errore purtroppo diffuso fra le donne: trasformare ogni occasione in un interrogatorio. Se è giusto farlo col presunto bugiardo perché ogni occasione vi fa crescere i dubbi su di lui, ed è utile perché farà scappare a gambe levate “pinocchietto” che non reggerà a lungo l’investigatrice che c’è in voi, l’onesto prenderà questo inutile e contorto protrarsi di domande e controdomande, trabocchetti e allusioni alla bugia come un’offesa, una mancanza di fiducia e la prova provata che ha incontrato una rompicoglioni patentata. Continuerà a ripetervi la sua posizione, ma non all’infinito. Risponderà alla stessa domanda nelle vostre 20 versioni, ma poi si sentirà preso in giro. E sarà lui a lasciare. 

Se il bugiardo, infatti, per ottenere quello che vuole ha iniziato con voi un percorso di menzogna, l’onesto ne ha iniziato uno di progressione bilaterale. Con quest’ultimo le domande devono scendere, non aumentare con gli incontri. E non potete pensare che ogni volta che lo vedete si riparte da zero. E non è possibile umanamente “fargliela vedere” ogni volta senza dargliela in tempi ragionevoli. Oppure dargliela a intermittenza, a seconda del vostro umore e, soprattutto, dei vostri sospetti a scadenza alternata. Avete a che fare con un uomo adulto, non un questuante morto di figa (più diffuso fra i bugiardi). 

Siete Fra quelle che considerano il sesso un “premio” da concedere solo a chi se lo merita? Se è vero che siete più protette dai bugiardi, che hanno poca pazienza (in fondo le bugie non sono che scorciatoie), è anche vero che rischiate di perdere per eccesso di diffidenza o di uso del tempo a vostra disposizione l’uomo onesto e davvero interessato a voi. 

Il sesso poi, non dimenticatelo, se per voi è un premio, per la Natura è il modo più naturale e profondo per conoscersi davvero. Colpi di fulmine a parte, sempre più rari proprio per la diffidenza imperante, è attraverso il primo bacio e poi il sesso che due persone capiscono se andranno avanti o no. Il sesso serve anche a voi come know how. A un certo punto decidetevi, non siamo nell’800!

Anche perché lui può esservi sembrato un campione di onestà a parole, ma se poi bacia o scopa male? Ci avevate pensato? Queste cose non si possono prevedere… e poi che fate, gli insegnate l’arte?

Molte donne si stupiscono di quegli uomini che spariscono dopo due o tre scopate. Certo, ci sono anche gli sportivi, quelli che devono accumulare trofei e quindi hanno un turn over di donne alto, ma ci sono anche quelli che, nonostante la prova orale superata (conta anche molto quella alla quale state pensando, birichine!), rimangono delusi da quella più concreta a letto. Non hanno il coraggio di dirvelo e spariscono? In certi casi una bugia bianca ci sta, solo i bambini dicono sempre la verità, anche se io, persino in questi casi, ho preferito essere franco. 

Ma non andiamo sul personale, sono solo un testimone dei costumi di coppia imperanti, e torniamo al bugiardo.

Il tempo è galantuomo, diceva mio nonno. E aveva ragione. Prendiamo gli sposati che vi dicono che lasceranno la moglie, sì prendiamo gli amanti. Quando vi dice la lascerò mente o è onesto?

La separazione è un percorso. Medio-lungo se vi sono figli e la coppia ha esaurito la sua spinta propulsiva in modo pacifico e “naturale” (gli sposi diventati amici, i matrimoni di lungo corso, la routine ammazzasesso a lungo andare), corto se il matrimonio è altamente conflittuale.

L’acceleratore di questo processo siete voi, conosco pochi uomini che si separano se non hanno una donna all’orizzonte, almeno una compagna potenziale. A meno che non ne possano davvero più della vita precedente, allora la separazione è una fuga, come certi matrimoni d’altri tempi che devi fare per cambiare famiglia e città. 

Se lui ha detto che voi siete la donna della sua vita e che lascerà sua moglie per voi (ripeto: se lo ha detto chiaro e forte) i casi sono due: o il suo percorso, in un ragionevole tempo avrà una progressione chiara (più tempo con voi, più decisione, inizio delle pratiche) o non l’avrà e sarà costellato di scuse e anche marce indietro. Il tempo sarà fermo, il percorso senza orizzonte visibile, mai.

Allora le promesse saranno state, se non balle, mere intenzioni. Conosco uomini veramente convinti di rifarsi una vita con l’amante in teoria, ma poi di fronte al grande passo non ce la fanno. Forse non sono dei bugiardi, ma non hanno i coglioni per vivere il vero amore, mi raccontate spesso voi, e forse avete ragione. O forse non vi amano abbastanza, meno comunque delle loro paure, dubbi, abitudini. In questo caso, appunto, non è l’interrogatorio ma il tempo a smascherare il “bugiardo” e premiare l’onesto. 

A voi, dunque, la scelta in base al suo profilo: lasciare o investire nel futuro. Il tempo è galantuomo, ma voi non fatene passare troppo per decidere, sia per il sì sia per il no. In ogni caso. Tempus fugit 

Sincerely yours 

Il corteggiatore esagerato

  
Esagerare. In amore vince chi esagera? Come nella cena del celeberrimo Il senso della vita dei Monty Python (foto) paga esagerare fino a scoppiare con complimenti, visioni di una futura vita di coppia, terminologia amatoria? Sembrerebbe di sì, almeno con alcune di voi.

Nel mare magnum dei singoli e meno singoli in fase di cucco perenne la competizione si fa sempre più difficile. Il carnet di frasi fatte e desuete sciorinato via chat, messaggi o altro alle possibili prede è ormai noto alle più, anzi anche alle meno scafate, e così il marketing maschile del cucco perde colpi.

Frasi del tipo “sei davvero interessante” suonano ormai come “non so che cazzo dirti di diverso dagli altri” anche perché “sei bellissima” ormai sa più di chat erotica o di commento alla foto scollacciata. E allora?

E allora, mentre gli altri lupi assetati di vagina si aggirano nel bosco alla ricerca di un modo nuovo per attrarre e ghermire la preda arriva lui, l’Esagerato. 

L’Esagerato, che per indole è già un pallista e si fa fotografare con il fatidico pesce di 5 metri pescato al mercato fa un semplice ragionamento: cosa vogliono le donne? Essere corteggiate, sentirsi al centro dell’attenzione, essere trattate come regine, in un’era fatta di complimenti tutti identici e frettolosi, che mal celano la fretta di penetrazione. 

Le donne di oggi hanno fame di attenzioni, carinerie, coccole. E allora lui si dice: io gli altri li supero a destra!

Uno ti dice che sei interessante? Io ti dico che non ho mai incontrato una donna come te. Uno ti dice che gli piaci molto? Io mi dichiaro già innamorato. Uno ti dice vorrei vederti di nuovo? Io ti dico mi manchi. Insomma, esagera!

Come se tu fossi l’unica donna sulla terra, l’unica amata, l’unica… 

All’inizio la corteggiata sorride, ribatte con battute, è guardinga ma… E dai e dai e dai l’Esagerato fa breccia sempre di più. 

È troppa la solitudine, le delusioni pregresse, gli ominicchi morti di figa conosciuti: lei vuole crederci al fatto che lui gli regalerà la luna.

L’Esagerato, poi, si immedesima così tanto nella parte che esagera anche con se stesso, ed è bravo nella performance perché ci crede lui per primo ai sogni che vende. 

Inguaribile romantico da guida tascabile, in realtà predatore di figa allupato all’esagerazione, arriva a scenari degni delle ultime scene di Titanic: parla di figli, matrimonio, vacanze interminabili, costruzioni di condomini solo per due, weekend che durano 20 notti…

… Fino a quando… Fino a quando tu non gliela darai. Il lupo si avventerà allora su di te consumandoti, esageratamente, fino a spolparti fisicamente. E poi?

L’amore, purtroppo, è breve. I sogni? Belli, ma effimeri. I progetti? Cozzano spesso con la realtà. Ma come, e tutte quelle promesse… Ma tu non mi amavi? Amare? Che parola grossa… Esagerata! 

L’uomo senza palle, ovvero l’agonia dell’amore e del lavoro

Mai cresciuto, mai sviluppato
Mai cresciuto, mai sviluppato

Fra i profili di uomini che una donna può incontrare l’uomo senza palle è fra i più nefasti e camaleontici, perché assume forme e colorazioni diverse a seconda delle circostanze. Euforico e timido, macho e verginella, imprenditore e apprendista. Ma, alla prova della verità, tirate giù le mutande, vi accorgerete che gli mancano gli attributi, come a certi bambolotti. E lui è un bambolotto.

Come si presenta
Di solito bene. È un millantatore, quindi non è oro tutto quello che luccica, ma di solito qualcosa in cui ha perizia c’è, altrimenti non potrebbe millantare tutto il resto, il castello di carte e di fumo che vi rappresenterà crollerebbe alla prima domanda. Di solito è un professionista, anche affermato, perché almeno una cosa la sa fare bene: è un bravo medico, un bravo ingegnere, un bravo avvocato. Ma sa fare una cosa: quella. Non chiedetegli di curare, costruire o patrocinare qualcosa di diverso da quello: non può, non vuole, non sa.

Il problema è che lui millanta con voi di poter fare tutto, vi fa fare migliaia di piani e progetti faraonici, fatti e rifatti diverse volte, ma poi c’è sempre un intoppo che ne ritarda la realizzazione, fino a tirarsi indietro all’ultimo momento.

È un megalomane raccontapalle, un pasticcione che crede di essere il migliore non nel suo campo, in tutti i campi, ma siccome esonda in modo scorretto nel vostro campo, poi si vergogna come un ladro delle bugie che vi ha detto, cerca scuse puerili tipo ho bucato una gomma e poi si dilegua, sparisce, di solito lasciando conti in sospeso.

Facciamo un esempio in concreto sul lavoro. In questo caso l’uomo senza palle è uno che vi ha chiesto di ristrutturargli la casa. Millanta un notevole patrimonio, quindi vi ha chiesto di costruirgli non la villa, ma la piramide di Cheope. Avete fatto mille riunioni, mille progetti, rifacimenti, avete avuto mille via e mille stop. Lui è presentissimo, micragnoso e invasivo quando chiede, irreperibile al momento delle firme o degli ok si proceda. Vi ha dato una somma, giusto il giusto per tenervi alla sua mercé e avvalorare il castello di fumo che vi ha costruito davanti. Ma sarà impossibile quagliare con lui. Anzi, da uomo senza palle, le parti si invertiranno, con voi che fate la voce grossa del committente e lui la voce tremula e infantile del bambino che ha fatto la marachella, e giura che non lo farà più. Solo che magari ha 50 anni e sei figli. Tutto si concluderà in un nulla di fatto: voi avrete speso molto più tempo ed energie di quello che vi è stato pagato, e la piramide di Cheope rimarrà ferma alla siepe dell’entrata del giardino. Andrete per avvocati o addiverrete a una faticosa transazione, controfirmata dall’uomo senza palle più per vergogna che per convenienza legale.

In amore l’uomo senza palle parla subito di matrimonio, se siete la fidanzata, o di lasciare la moglie, se siete l’amante. Nel primo caso vi sposerà prima o poi, con un matrimonio faraonico (dopo averne disdettati tre, vedi sopra), perché a lui piace millantare le palle che non ha, ma poi tutte le promesse di vita in comune svaniranno. Vi ridurrà a fare la casalinga facendovi lasciare il promettente lavoro. Vi riempirà di figli (non meno di tre) perché lui eiacula quanto parla. E vi cornificherà, perché la carne e debole e lui non ha le palle di dire di no a un’amante alla quale ha fatto credere di tutto, per prendere tutto e restituire zero o poco più. L’uomo senza palle vi dichiara un amore senza pari, ma lui non ama nessuno.

Lui non ama neanche se stesso, perché se si amasse avrebbe dell’amor proprio. E invece, per il suo perenne millantato credito, è costretto a digerire figuracce, smentite, rimproveri che neanche un bambino delle elementari sopporterebbe.

E prima di morire, l’uomo senza palle firmerà un contratto per la costruzione di una cappella mortuaria in stile gotico a sei volte, già conscio che sarà cremato e le sue ceneri disperse in un mare di palle. Tanto pagherà il conto la vedova