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Traditori per bisogno e seriali

Il traditore seriale fa le corna in serie
Il traditore seriale fa le corna in serie

I cosiddetti “traditori” si dividono in due categorie ben precise, maschi o femmine che siano: traditori per bisogno e traditori seriali.

I TRADITORI PER BISOGNO
Tradiscono il proprio partner perché l’amore è finito o sta finendo. I maschi lo fanno prevalentemente per problemi sessuali nella coppia irrisolti da tempo: si scopa poco, male, sempre nello stesso modo.

Sono uomini, questi, che non sono mai stati traditori incalliti e nemmeno vedono l’ora di cornificare la compagna perché sono dei morti di figa.

Sono spesso uomini che non hanno avuto molte donne nella loro vita e che si sono innamorati presto, anche da giovanissimi.

Sono spesso uomini alle prese con un rapporto di coppia di lunga data, che per anni è stato felice e che poi, come molti amori e rapporti di lunga data si è inaridito, a partire dal sesso.

Lui ci ha anche provato a proporre varianti, ha fatto spesso il primo passo a letto, ha riproposto quei weekend da soli senza figli che si facevano agli inizi dove la coppia che funziona, per quanto oberata da compiti adolescenti mutui e problemi vari rinasce. Nulla. Certi non scopano da mesi. Tanti mesi per un uomo. O male, raramente e quando vuole e come vuole lei.

Lei è cambiata nel tempo: prima passionale e attenta, da troppo tempo ormai concentrata su altro (la famiglia, spesso) e ormonalmente quasi ferma (una volta prendeva pure l’iniziativa).

Lei Non è più moglie, è azionista al 50% della Spa famiglia. Non è più amante, è una scopata una tantum. Non è più compagna è madre, e tu spesso sei uno dei figli, e neanche il preferito. Ecco perché ho scritto che il tradimento è spesso un concorso di colpa (leggi qui).

Allora capita che questi uomini incontrino o inizino a cercare una donna con la quale fare principalmente sesso di qualità.

Certo, i più evoluti e sensibili sono spinti anche dal bisogno di risentirsi vivi, attrarre gli interessi di una donna come una volta faceva la moglie, parlare, riprovare l’adrenalina della passione ma, statene certe, per i maschi il primum movens del tradimento è il sesso.

Può esserlo anche per la donna che tradisce per bisogno, alle prese con un marito che non la guarda più, che la scopa ogni tanto, troppo in fretta per ottenere il suo orgasmo, che non le fa complimenti, che non la porta più fuori, che vive in pantofole e doccia fatta con lo spray anti traspirante.

Spesso sono famiglie queste che sfoggiano la perfezione nella società ma che nascondono il nulla in camera da letto. Di fatto, già da molto tempo dei separati in casa.

Per le donne però che tradiscono per bisogno più spesso a far decidere il passo di concedersi a un altro è un bisogno spirituale, affettivo, sentimentale. Risentirsi giovani belle e attraenti, importanti grazie alla corte di un uomo piacente e simpatico è come un fulmine che rimette in moto anche la passione, e molte di loro faranno a letto, con uno sconosciuto, quello che non hanno mai fatto, e provato quello che non hanno mai provato.

Ecco chi sono i traditori per bisogno, maschi e femmine.

I benpensanti diranno, come mi scrivono sempre: sono comunque dei traditori senza attenuanti. In questi casi, prima di tradire, ci si separa.

Semplice no? Ci si separa. Da un punto di vista teorico potrei essere d’accordo. Peccato che ci siano piccoli particolari come i figli ( prima di farli saltare di gioia perché mamma e papà si lasciano io ci penserei un attimo no?) e i soldi. Per separarsi bisogna essere spesso ricchi. Bisogna vendere tutto e andare in affitto. Pagare avvocati e assegni. Separarsi significa spesso diventare poveri. Tutti, compresi i figli. Ecco perché ci sono tanti separati in casa. Dovevano pensarci prima? Per certe persone è tutto facile in nome di una correttezza morale (spesso ipocrita e non corroborata dai fatti) con i figli la storia e il portafoglio degli altri.

Ma l’amore non ragiona per clausole contrattuali, il bisogno di felicità segue il karma, non la lista delle buone intenzioni.

Ma veniamo al traditore seriale

I TRADITORI SERIALI
Il loro bisogno non è dettato da una storia fallimentare, dalla mancanza di sesso (ne fanno moltissimo e spesso con più persone in parallelo) o dalla solitudine indotta da un amore finito.

Anzi, il traditore seriale, maschio o femmina che sia (eh sì care amiche, ci siete anche voi in questa categoria) di solito ha un marito o una moglie o fidanzato/a di riferimento ritenuti intoccabili, anche se all’amante spesso li vende come irrilevanti. Ma ci sono anche gli impenitenti single fra di loro.

Di solito vi dicono che con la moglie non scopano mai (in realtà hanno spesso rapporti regolari) e che sono separati in casa, cosa che non collima tanto con le foto sui social alle feste comandate (con la sua irrilevante metà coperta di fiori regali e in viaggio premio) e la sua disponibilità per voi.

Il traditore seriale, poi, vi promette una cosa che non mantiene mai: l’esclusiva. Vi dice: sto con mia moglie per i figli eccetera eccetera ma tu sei la mia donna, sei l’unica. Io non avrò altre donne all’infuori di te.

Ma siccome il seriale ha come caratteristica l’infedeltà cronica e il bisogno di cambiare perché dopo un po’ si annoia dello stesso corpo e della stessa persona (tanto una di riferimento, moglie o fidanzata ufficiale, c’è l’ha già), mente sta con voi lui fa nuove amicizie sui social, chatta con tre o quattro possibili sostitute, si dà da fare anche quando vi sembra che sia tutto dedicato a voi. Il suo centro commerciale è sempre aperto.

Il traditore seriale quindi deve essere giocoforza un bugiardo cronico, una persona, uomo o donna che sia, o che racconta una vita immaginaria o che racconta pochissimo della sua vita reale, per aggirare domande alle quali non saprebbe rispondere se non scoprendosi.

Il seriale è quindi elusivo, prepotente a tratti (assomiglia al narciso e spesso lo è pure) e le sue storie durano poco.

In realtà la storia con lui può durare anche mesi, ma ha una parabola caratteristica.

Un preludio, fatto di corte serrata virtuale e non che sfocia nei primi incontri. Qui se voi non piacete per qualche motivo (non siete brave a letto abbastanza o semplicemente vi classifica come rompiballe, che significa troppe domande di solito) vi fa fuori massimo in 2-3 incontri a letto e vi tratta facendo stashing, cioè vi nasconde (leggi qui).

Se gli andate bene a letto e non siete troppo invasive nella sua vita durerete anche fino a sei mesi, con i primi due mesi di sesso sfrenato, qualche weekend (se il suo impegno di riferimento lo consente, ma ci sono i seriali anche single) due mesi in cui la cosa si stabilizza, nel senso che iniziate a non vedervi più come prima (il lavoro sai…) e gli ultimi due dove si sgancia: gli impegni sono troppi, non ce la fa, insomma se vi vedevate due volte a settimana ora forse una volta ogni dieci giorni.

Il seriale è un entusiasta all’inizio: corte esagerata, proposte di vacanze insieme lunghissime, voli pindarici su un futuro fatto di casa insieme e chissà… Ma dura nei primi mesi, quando il sesso è ancora bollente. Poi questo entusiasmo si tramuterà gradualmente in indifferenza.

Il seriale non prova sensi di colpa. Per lui tradire è uno status, sa che non è etico e fa male agli altri, ma se ne fa una ragione. Chi vive di bugie mente anche a se stesso e, spesso, crede alle sue stesse bugie come se fossero la realtà.

Come lascia un seriale? Lo fa appena entra una nuova pretendente, ma di solito aspetta di essere sicuro di portarsela a letto prima di sganciarvi. Però già dai primi approcci, se capisce che quella “nuova” promette bene, inizia a trattarvi peggio, a litigare con voi, in modo da avere poi la giusta maturazione di “cattivo rapporto” per lasciarvi (il seriale con forte carattere) o farsi lasciare (il seriale con profilo prudente).

C’è poi il seriale che non lascia mai. È il mago dello stand by. Quando vi sostituisce con un’altra (o un altro se è una donna) non vi molla, non vi frequenta se non sporadicamente e vi tiene lì parcheggiate nel box, facendosi vivo con telefonate o messaggini (carichi di scuse e di tutti guai e imprevisti che gli impediscono di dedicarsi a voi come vorrebbe) per tenere “aperta” la sua esistenza. Al primo momento di “magra”, se non ci sono sostituite migliori, vi ripescherà per riportarvi a letto. Ma durerà il tempo di una eiaculazione (o due).

Ma perché il traditore seriale si comporta così?

Per natura. Voglio fare un esempio al femminile, per non parlare sempre e solo dei maschi. Un’amica, bella e intelligente, che è infedele dice lei espressamente per natura, mi racconta che lei vive il sesso come qualcosa di disgiunto dai sentimenti, come un bisogno forte ma fine a se stesso. Non è ninfomane, no se ne fa uno ogni tre giorni. Può rimanere fedele anche per anni se non trova un’altra persona giusta o che le fa esplodere l’ormone. Semplicemente se incontra una persona che la attrae prima mentalmente e poi fisicamente ci va a letto, perché è un normale completamento del suo piacere di conoscere. E lo fa anche se ha una persona di riferimento alla quale, dice, non nego nulla e alla quale voglio bene. Semplicemente la mia natura non è fatta per dedicarmi, sessualmente, a una sola persona per sempre. Perché è bella l’adrenalina dell’avventura e del sesso nuovo ma è bello avere anche una persona di riferimento. Le due anime, nel traditore naturale, convivono benissimo. Queste persone amano i compagni di riferimento? Dicono di sì, ma non danno l’esclusiva per sempre.

Per bulimia sessuale. Non so se esista il ninfomane maschio ma in questo blog ho già descritto profili simili come lo sportivo, una sorta di collezionista di mutande. In fondo noi uomini siamo semplici, e lo è anche il traditore seriale: siamo spinti dal sesso, dalla voglia di conquistare nuove donne più belle, più sexy, più brave a letto. Mio padre diceva che l’attività sviluppa l’organo. Ecco io credo che il traditore seriale più se ne fa più se ne farebbe. E’ il cosiddetto morto di figa? Dipende dalla qualità delle donne che sceglie. I morti di figa di solito “basta che respiri”.

Per aridità sentimentale. Il seriale, essendo in non pochi casi una persona sostanzialmente incapace di innamorarsi seriamente (lo dice all’inizio, forse lo è stato secoli fa una volta, ma non confondete il suo entusiasmo della fase corteggiamento con la verità) non farà che girare in questo moto perpetuo finché il suo fisico (e le donne disponibili) glielo permetteranno.

Un giorno il seriale appenderà l’ascia di guerra al muro. E diventerà fedele suo malgrado per limiti di fisico o di età. Avrà forse ancora l’eterna moglie o fidanzata ad aspettarlo, che sarà “premiata” per la pazienza secolare dalla sua nuova “fedeltà”.

Oppure, pur non amandola, il seriale sceglierà l’ultima delle sue prede elevandola al rango di compagna per il resto della vita. Ma sarà un calcolo, non amore vero.

Infine, il seriale potrà rimanere solo. Una contrappasso pesante, anche se molte delle sue donne passate potrebbero dire adeguato alle lacrime che ha fatto cadere a fiotti per la sua infedeltà cronica e accessori vari, dalle bugie Fino a certe punte di crudeltà emotiva, robe che spesso fanno collimare la figura del traditore seriale con quella del narciso.

Di uomini e donne seriali ce ne sono molti ma per fortuna, sono riconoscibili ed evitabili. Di traditori per bisogno altrettanti, ma qui entriamo in un discorso particolare e la domanda principale che dovete farvi è: siete disposte/i a fare gli amanti? Siamo tutti adulti e capaci di intendere e volere, e sappiamo tutti qual è il percorso tipico degli amanti.

Con questi soggetti, amiche e amici miei, basta non fare l’errore, purtroppo diffuso soprattutto fra le amiche lettrici, di passare sopra a certi “sintomi” sottovalutandoli o, peggio, pensando che voi siete la donna giusta (o uomo) che lo/la cambierà. Prima lo sganciate meno soffrirete, la regola è semplice ed è sempre la stessa. Quindi, al primo dubbio o bugia beccata in flagranza di reato via a gambe levate.

I traditori per bisogno o si risposano o diventano single.
I seriali non cambiano. Smettono perché anche per loro arriva il momento della pensione (ma per voi….vale la pena?)

Sincerely yours

Sesso a tre: perché te lo chiede

Lui vuole fare sesso a tre
Lui vuole fare sesso a tre

Lui vuole fare sesso a tre. Prima era una fantasia, ma ora si è tradotta in richiesta. A volte anche insistente, comunque ripetuta.

Ogni tanto è lei a chiederlo, ma prima analizziamo la richiesta maschile, più frequente.

Lui, di solito, vuole fare sesso con te e un’altra donna, più raramente con la partecipazione di un altro uomo, che però è una fantasia più femminile: la competizione fra sessi e la paura che il proprio partner faccia paragoni estetici e di prestazione entra anche fra le lenzuola.

Intendiamoci: è la più frequente delle fantasie erotiche fra coppie di breve (se molto spigliate), medio e lungo corso, non importa se ufficiali o amanti (anche se gli amanti sono in media più fantasiosi e birichini).

E fin qui niente da osservare, ce la si racconta, ce la si immagina, produce eccitazione e godimento all’interno della coppia e, una volta raggiunto l’orgasmo, finisce lì. La prossima puntata, sempre di fiction, è rimandata al giro successivo che rimane però, nella realtà, rigorosamente a due.

Ma cosa succede se lui, superato l’obnubilamento dell’eccitazione, a bocce ferme, ve lo propone davvero? Vuole farlo davvero, nella realtà? Vuole addirittura organizzare…

C’è da rifletterci.

Quasi tutti i maschi, e anche voi femminucce, durante la scopata e prima del sommo piacere, grazie all’eccitazione, chi più chi meno, siete disposti a irrefrenabili voli pindarici erotici e numeri del kamasutra, roba a volte da far impallidire il video porno più spinto.

Ma, raggiunta l’estasi, soprattutto nell’uomo che non gode di quella benedizione al femminile che si chiama multiorgasmo, di solito scende una pace fisica e cerebrale che il meglio che vuole fare è dormire.

Insomma, prima dell’orgasmo lui è come in un supermercato a mezzogiorno, con una fame pazzesca e la voglia di comprare tutto. Dopo l’orgasmo è come il postprandiale, si è mangiato tutto quello che ha comprato e agogna il divano per russare in 5 secondi netti di televisione.

E invece? Invece, a pancia piena, a eiaculazione avvenuta, lui insiste: perché una volta non lo facciamo davvero? Quella tua amica carina che mi sembra un po’ vogliosa… Oppure: quello che ti fa la corte da anni, non ci starebbe?

Che cosa significa, che cosa nasconde psicologicamente e come vero bisogno per lui, e per la coppia, e per te sua partner, questa richiesta?

TE LO CHIEDE PERCHE’ VUOLE SPERIMENTARE
Se siete insieme solo da tre-sei mesi siete nel cosiddetto periodo della sperimentazione a letto. State facendo di tutto e provando tutto l’alfabeto del sesso per conoscervi meglio e vedere come e cosa funziona. Se il sesso è molto appagante, per assurdo una richiesta del genere può essere normale e non nascondere una insoddisfazione, da parte del partner, della serie “non gli basto io”. Se siete una coppia che non ha tabu particolari sessuali, “usare” un terzo, maschio o femmina, per il proprio godimento, ci sta. Si fa una prova, se funziona si ripeterà, altrimenti si va avanti in due. Però occhio alle insistenze eccessive: tutto è lecito a letto, ma deve piacere ed essere condiviso da tutti e due, con regole di ingaggio del terzo elemento molto chiare, anche nei limiti. Conosco coppie dove lei, per paura di perdere lui, ha acconsentito ad andare con un altro uomo o un’altra donna “per forza”. Lì godeva solo lui, lei si sentiva umiliata o costretta, si sono giustamente lasciati. Il sesso a tre deve rimanere un sesso a due: il terzo è solo un sex toy che la coppia usa a suo piacimento.

TE LO CHIEDE PER SPEZZARE LA ROUTINE
Nelle coppie di medio e lungo corso a un certo punto il sesso si fa ripetitivo, si adotta una certa sequenza di preliminari e posizioni che vanno benissimo, perché sono il mix del meglio a letto degli ultimi anni, ma anche la playlist più bella, a furia di risentirla, richiede nuove canzoni di aggiornamento. Così una delle fantasie più gettonate può diventare proposta concreta. Avete la necessaria confidenza per metterla in pratica certo. Ma piace a tutti e due? E tu andresti con una donna? E se preferisci un uomo lui come la vede? Il gioco funziona solo se c’è concordia, ma attenzione. La routine nel sesso è una brutta bestia: questa sì che può nascondere l’insidia del voler cambiare e non mi basti più. Se lui, anche dietro il vostro no, insiste troppo, allarme rosso. Potrebbe avere bisogno di evadere. Insomma, l’insistenza davanti al terzo vostro NO può nascondere un problema a letto di coppia che va affrontato con una chiara e profonda discussione, se vi amate ancora, magari trovando alternative che ravvivino il rapporto sessuale che non siano la scopata in tre ma comunque di comune soddisfazione. Occhio allora perché, come scrivo sempre, il sesso è l’80% del cemento che costituisce il pilastro portante della coppia.

TE LO CHIEDE PERCHE’ SIETE IN CRISI
Vale anche per lei. E vale quanto detto sopra per la routine. Ragionate su certi dettagli. Lui prima era tranquillo e non faceva richieste di questo tipo? Era geloso, e quindi non si poteva neanche parlare di altri? Ultimamente, lo fate di rado, molto meno di prima? Dovete “aiutarvi” con dei video porno come preliminari, cosa che prima usavate come variazione sul tema e ora serve per avviare la macchina altrimenti rischia di non partire? Ahia. Forse lui è stufo di voi. O voi di lui. Ha bisogno di nuovi stimoli. Prima di tradire per la prima volta un uomo cerca in diversi casi di coinvolgere la partner in una sorta di tradimento “controllato”, un gioco a tre dove lui possa scoparsi un’altra, ma con il vostro permesso, partecipazione e zero sensi di colpa. Poi però, se la coppia è finita o comatosa, il farlo a tre per lui diventerà una sorta di droga: non riuscirà più a farlo (o quasi) se non c’è di mezzo qualcuno o qualcuna, alla fine magari questa qualcuna inizierà a frequentarla di nascosto per conto suo… O c’è già, e lui o lei chiedono cose “esagerate” perché l’eccitamento prodotto dalla storia parallela enfatizza anche quello di casa, che così diventa più trasgressivo. O serve a essere poi raccontato all’amante.

TE LO CHIEDE PERCHE’ CONTI POCO
La gelosia è un buon termometro dell’amore. Ma ci sono coppie molto ben strutturate e libere che la usano come elemento di gioco nella performance a tre. Una sorta di gioco “sadomaso”, uso un termine forte e improprio ma che rende l’idea, dove il piacere si unisce alla sofferenza: soffro a vederti con un altro o con un’altra ma godo fisicamente a vederlo fare. Queste coppie hanno ben saldo in mano il boccino del rapporto a due e sanno usare queste cose per mantenerle all’interno della coppia, condividerle, non abusarne praticandole come diversivo una tantum, o chiuderle addirittura per sempre. Della serie smetto quando voglio, ma non come lo dice il fumatore da 60 sigarette al giorno. Di solito sono coppie più o meno aperte (esplicitamente o no) e che hanno provato (o proveranno prima o poi) lo scambismo. Ma fuori da queste eccezioni (che non sono rare) la gelosia impedisce alla maggioranza delle coppie di passare dalla teoria ai fatti, soprattutto se la coppia è fatta di persone che non vivono il sesso in modo scanzonato e senza tabu, ma in maniera abbastanza codificata. Quindi, che siate una coppia di breve o media data, il fatto che lui all’improvviso faccia una richiesta del genere e insista, nonostante la vostra riluttanza, a metterla in pratica, non è da sottovalutare come sintomo di disagio di coppia in genere. Un distinguo importante: se lui ti chiede di andare con un’altra donna l’allarme potrebbe essere falso, perché gli uomini non sono gelosi delle altre donne, le vedono come uno strumento non pericoloso di trasgressione. Ma se ti chiede di andare con un altro uomo, se ti concede a un altro, eh beh, fuori dal discorso fatto sulle coppie che sanno davvero gestire queste cose come “gioco”, il fatto può significare, soprattutto se è una novità tipo fulmine a ciel sereno, che tu per lui non conti più. Non c’è più gelosia, senso del possesso, di protezione. Tu diventi un mezzo, non il fine. La coppia non c’entra più: lui vuole farti fare una cosa per il suo piacere, ma anche perché ti stima di meno, può “concederti”, il che può anche significare che non sei così importante da non poterti lasciare. E spesso, dopo questi esperimenti, lui ti lascia (o lei ti lascia). Ha solo avuto la prova che conti poco e che, anche dando di più, il massimo a letto, persino in tre, non gli basta.

TE LO CHIEDE PERCHE’ E’ DIVENTATA UNA DROGA
Il sesso a tre, pur essendo la fantasia più diffusa fra gli italiani, e quindi in teoria piace alla maggioranza, nella pratica è poi portata a termine “solo” da un terzo di chi la sogna (comunque tantissimi, e in crescita: basta guardare il successo e il diffondersi di locali per scambisti e siti internet e chat dedicate; ma basta anche ascoltare qualche chiacchiera in palestra o fra amiche).
Rimane però più facile tradire che costruire e sostenere, all’interno della coppia, un gioco di questo tipo. Ma mettiamo che lo abbiate già fatto una volta, e che sia piaciuto a tutti e due. Bene, avete trovato, oltre ai sex toys, a farlo in auto, a vestirvi da contessa e autista e a vedere video porno un nuovo gioco, molto avanzato e appagante. Che succede ora? Ciò che piace lo si vuole ripetere. Ma qui non stiamo parlando di tornare al ristorante che ci ha stupito favorevolmente, qui si tratta di andare a letto in tre, a volte in quattro! Nelle coppie equilibrate, questo gioco, per quanto appagante, viene catalogato fra le varie ed eventuali da fare ogni tanto, spesso non con le stesse persone, proprio per evitare che si creino legami con i partecipanti esterni (un lei o una lui) che potrebbero mettere in crisi il menage a due o produrre gelosie. Diciamo che si userà l’esperienza reale per migliorare quella fantasiosa di routine e magari si ripeterà il gioco a tre forse, una, due volte all’anno. Un po’ come concedersi una fuga dalla realtà, se diventa un po’ ripetitiva. O per il piacere di trasgredire, ma sempre in due, sempre in accordo, sempre per la coppia e, fondamentale, perché la cosa diverte e non crea problemi o gelosie patologiche a nessuno. Ma se invece per lui (di solito) la cosa diventa un bisogno? Se insiste per farla tutti i mesi? Se insiste anche sulle stesse persone, perché lui, lei, quella coppia sono così belle e affidabili? Attenzione. Il rischio di questi giochi, se diventano estremi, è la dipendenza. Non mi eccito più con la normalità, deve esserci sempre uno stimolo forte, sempre più forte. Se la richiesta diventa incontrollabile, addirittura ci litigate per la sua insistenza, o avete un problema di coppia interno sotto la brace (leggi punti precedenti) o è meglio, anzi meglio comunque, rivolgersi a un terapeuta di coppia. Le dipendenze non vanno mai d’accordo con l’amore, e neanche col sesso di qualità.

TE LO CHIEDE PERCHE’ NON VUOLE PERDERTI
Il sesso a tre, o comunque proposte ardite al partner, vengono fatte da lui o da lei (e accettate da lui o da lei anche controvoglia) perché uno dei due elementi della coppia si è accorto che sta perdendo il partner e il motivo è il sesso o, se preferite, la routine, che comunque si riverbera sempre anche sulla qualità del sesso di coppia. Allora uno dei due, perché sente allentarsi il legame, propone una cosa ardita a tre. Di solito questa proposta viene da lei, perché vede che lui non la nota più, non la scopa più, magari sospetta un tradimento o ha già perdonato un tradimento ma le cose a letto non sono migliorate. E sa che se offre il massimo della trasgressione il risultato è garantito. In ogni caso è un bel rischio. Perché questa frustata emotiva può rilanciare la sessualità di coppia o affondarla del tutto. Per esempio la rilancia se era proprio il sesso a non andare ma per il resto la coppia era solida. Può rilanciare se lei che propone ha veramente voglia di farlo, lo farà bene, lo farà per la coppia e senza pentimenti o forzature: non c’è niente di peggio che vedere una donna che assaggia un’ostrica e dice “che buona” nascondendo un leggero conato di vomito. Può rilanciare se, come detto prima, non diventa un droga, cioè l’unico modo per fare del sesso appagante.

In conclusione, non demonizziamo chi vuole tradurre in realtà la fantasia erotica più diffusa fra gli italiani, ma non sottovalutiamo neanche i messaggi reconditi che questo comportamento può nascondere.

Io non sono un bigotto che pensa che queste cose siano “porcherie”, come dicono tanti che spesso fanno i santi sulla bacheca dei social e poi nell’armadio hanno una succursale di un sexy shop (che va benissimo, non va bene essere ipocriti e pure giudici degli altri).

Non accetto neanche le critiche di quelli che perché hanno un solo ormone in circolazione pretendono che quelli che ne hanno mille facciano sesso solo guardando il soffitto (lei) e il cuscino (lui), o che pensano che il sesso orale faccia schifo o sia la parte di un esame che viene sempre dopo lo scritto. E dicono che chi non fa così come loro è un pervertito.

Quindi nessuna critica alla parte del sesso fatto in tre, solo riflettiamoci sempre bene prima: farà male o farà bene? E’ un gioco o è una necessità? Lo riusciamo a gestire o ci scappa di mano? Dopo, ci amiamo come prima, siamo contenti o si è creato un disagio che sembra non passare?

Meditate gente, meditate.

Sincerely yours

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce

il tradimento è il sintomo di un amore finito
il tradimento è il sintomo di un amore finito

Il tradimento non esiste, è l’amore che finisce

Tradimento, corna, infedeltà, adulterio… sono termini antichi ma sempre di grande attualità.

Prima della fine degli anni ’60, soprattutto se eri donna, potevi pure finire in galera per una scappatella. Eppure succedeva lo stesso, nonostante i rischi. Come succede oggi, preludio a molti divorzi, ma anche a tante separazioni in casa o amantati infiniti.

Mi impressionano sempre le cifre in proposito, che amici avvocati matrimonialisti mi dicono essere ottimistiche, perché i numeri sono più alti: in Italia almeno il 60% delle donne ha tradito almeno una volta superando i maschietti, che sono “solo” a un “misero” 50%. Cifre, dicevamo, calcolate per difetto, non per eccesso.

Quindi siamo un paese dove più della metà della popolazione ha fatto o fa le corna, ma siamo anche un paese di bigotti e facili censori della vita altrui (mentre dal nostro armadio ormai troppo affollato fa capolino la mano di uno scheletro), dove tutto ciò ha gli epiteti negativi che abbiamo visto. Tradire si fa ma non si dice, non è bello e non conviene, almeno fino a carte legali pronte e avviate.

Ipocrita? Dipende da chi subisce e fa. Chi le corna le subisce (e chi non le ha subite, anche da una “semplice” fidanzatina. Non valgono? Sarà, ma quanto fanno soffrire, e qualcuno ci rimane pure “segnato”) urla in faccia al traditore il suo disprezzo ma, sempre le statistiche lo dicono, lo perdona sempre di più. Soli non sappiamo restare. O non conviene.

Chi le fa, le corna intendo, risponde spesso a un bisogno che, nel tempo, si è fatto più pressante: sesso coniugale morente, voglia di evadere, di risentirsi uomini o donne, noia…

E’ solo questione di tempo e di resistenza personale: chi è infelice, chi “ha bisogno”, prima o poi lo farà. Magari prima con una chat che si fa sempre più spinta, magari in un viaggio di lavoro con un collega simpatico e che ci sa fare, magari col tizio della palestra… è solo questione di tempo.

E’ solo questione di tempo perché in realtà il tradimento non esiste o, se c’è, non è che un sintomo dell’amore che finisce.

Ve lo ricordate l’amore, quello vero? Era quello che faceva davvero palpitare il cuore quando la vedevi, era quello che ti provocava paura di perderla quando l’avevi fatta arrabbiare, era quello che ti faceva sembrare un orgasmo normale il migliore della tua vita, era quello che a letto non ne avevi mai abbastanza e il telefonino esisteva solo per rispondere o chattare con lui.

Purtroppo tempus fugit e, come ho avuto modo di scrivere spesso in questo blog, anche l’amore ha un timer. Più o meno lungo a seconda dell’assortimento della coppia e del destino, che ti fa incontrare o meno altre donne o uomini della tua vita, esistono anche i colpi di fulmine, tsunami emotivi che fanno saltare qualsiasi count down dell’amore, anche se era promettente e agli inizi.

Così, un giorno, dopo mesi o anni, quegli scricchiolii che sentivi nel legno del telaio della finestra che proteggeva il tuo amore dai pericoli esterni delle tentazioni, dagli altri uomini o dalle altre donne, quei tarli nascosti fatti di routine e incomprensioni, di lei che diventa madre e non più compagna, e lui fabbricatore di soldi e non più partner, faranno spalancare i vetri sul mondo esterno, a volte crollare tutta la finestra in uno schianto secco.

Entrerà aria fresca laddove pensavi che l’aria fosse sempre la stessa, vero, ma protettiva e buona. Entrerà un vento che potrebbe portarti via.

E tradirai prima o poi. O meglio, non tradirai, ma andando con un’altra o un altro a letto metterai la parola fine a quello che una volta chiamavi amore.

Perché l’amore sarà anche a termine, ma quando c’è vuole l’esclusiva, non ti fa vedere gli altri, non c’è spazio per gli altri. E’ a tenuta stagna. Quando non lo è più è semplicemente finito. Il tradimento ne è solo la conseguenza.

Il tradimento è il termometro della febbre letale che decreta la morte dell’amore, non si dà colpa al termometro della malattia che provoca una febbre mortale.

Possiamo continuare a chiamare la FINE DELL’AMORE tradimento, per cercare di colpevolizzare il termometro e colpevolizzarci per trascinare avanti un amore morente, per fare accanimento terapeutico su coppie che non hanno più risorse per andare avanti e dove l’amante, più o meno importante che sia, non c’entra nulla, è conseguenza, non causa.

Capisco le mogli affrante che urlano: se non avesse incontrato quella lì! Sarebbe tutto a posto? No, l’amore era finito.

Non voglio giustificare nessuno, errori di percorso nelle coppie di lungo corso si fanno, e si possono anche recuperare, conosco coppie rinate dal tradimento (poche, rinate veramente). Ma sono comunque scappatelle, e possono essere una massimo due, altrimenti è un trend che dice solo una cosa: in casa qualcosa è morto, e di solito è il sesso.

E se non c’è sesso frequente e di qualità, vuol dire che il sangue della passione non arriva al cuore, e il matrimonio prima o poi subirà un infarto letale. E non ci sono farmaci che tengono, perché anche usare i figli come farmaci anti-infarto non può durare per sempre.

Dunque smettiamola di dire “quella è stata tradita, poveretta, che porco lui, che troia l’altra”, perché la verità è che quell’amore è finito, che lui non è un porco (salvo eccezioni, ma qui a noi interessa la realtà più diffusa) ma un uomo che cerca nuova linfa vitale, il sesso di qualità, e che l’altra non è una troia, perché o è lei stessa reduce da un amore finito o è solo una nuova occasione di ricominciare il gioco dell’amore.

Il gioco più bello del mondo, che ormai spesso riparte da un tradimento, che noi qui chiamiamo ancora corna come nei film in bianco e nero, e invece dovrebbe chiamarsi semplicemente THE END.

Sincerely yours

The day after San Valentino

San Valentino, festa degli innamorati. Che sono gli unici che la festeggiano volentieri, a parte gli irriducibili che da immemore tempo la snobbano come “rito commerciale” (irriducibili se sono in due, perché se lei ci crede lui, se la ama, fa buon viso a cattivo gioco).

In questo momento esiste però un day after, una specie di San valentino postumo, un deep web dell’amore che, nascosto al web ufficiale coniugale, scorre sotterraneo per festeggiare, sempre in ritardo, le ricorrenze ufficiali dell’amore.

È il day after, il momento delle coppie clandestine (brrr che sentore di peccato!)

Ma è proprio in queste ricorrenze universalmente ed espressamente dedicate all’Amore che vengono a galla tutti i difetti della freccia di Mister Cupido, una freccia che è intrisa del farmaco dell’innamoramento, una molecola che ha una efficacia limitata nel tempo, un tempo che gli esperti hanno calcolato con una durata variabile fra i 18 e i 36 mesi in media.

Il periodo dell’innamoramento ha una caratteristica principale e unica, perché è il solo parametro in cui troviamo uomo e donna che si comportano allo stesso modo nelle relazioni di coppia: principalmente con la fedeltà.

Uomo e donna innamorati non vedono gli altri, per quanto belli e disponibili siano, e quindi sono naturalmente felicemente sinceramente fedeli.

E poi? Di San Valentino in San Valentino l’innamoramento e la passione si trasformano in molte coppie (non tutte per fortuna) in una scena diversa da quella degli inizi, dove lui e lei sono al ristorante che si sbaciucchiano e non vedono l’ora di tornare a casa a letto. Nel tempo, li vedrai al tavolo col telefonino, qualche scambio di parola sui figli, telefonino e conto. Una cena come un’altra.

Ora un pensiero agli amanti, con lui preoccupato perché la moglie sta postando i piatti della cena fuori e si immagina già l’amante che li vede da rabbonire in un San Valentino postumo, the day after appunto (tutte le feste comandate sono postume per gli amanti). E lei che piange dicendo; sarà anche vero che fra loro non c’è più nulla ma i fiori e la cenetta?

San Valentino può essere anche molto doloroso cari amanti.

Comunque, stasera o domani, cioè nel vostro day after, avrete anche modo di confrontarvi su quello che avete visto su Facebook o Instagram del suo Valentino ufficiale.

E lui dovrà spiegarvi perché, dopo avervi dipinto un regime coniugale fatto di silenzi e gelidi letti voi avete visto selfie sorridenti, fiori, regali, cene stellate.

Tutta scena per tutelare l’immagine della famiglia felice, dice lui. Forse è credibile, soprattutto se a postare giubilo è la moglie, che sa e non sa che tu ci sei ma sospetta. E allora che fa? Marca il territorio, provoca, si difende come può, e io la capisco.

Nell’Età dell’innocenza, meraviglioso film sul triangolo amoroso, una apparente ingenua moglie Winona Ryder fa finta di non sapere che suo marito Daniel Day Lewis sta pensando di lasciarla per Michel Pfiffer e che fa? Gli dice che aspetta un bimbo da lui: non è vero ma lo mette in ginocchio e lui rinuncia al suo vero amore, tragedia che lo accompagnerà fino alla fine.

Certo, postare le foto del San Valentino ufficiale non allontanerà forse l’amante, ma può rovinare quello del day after.

O meglio, se ci pensate bene care amanti questa è una bella occasione per chiarirsi e chiarirvi le idee: il vostro amantato a che punto è? Riuscite ancora a reggere queste situazioni? Da quanto lo fate? Lui mente? Ancora?

Per esempio, per chiudere la serata lui e lei, la coppia ufficiale, hanno consumato? Lui dice di no, ma non lo saprete veramente mai. E comunque, il primo ufficiale vero San Valentino si è compiuto.

Però se lei ha postato i piatti e poi sono stati al telefono tutta la sera darà fastidio, ma è probabile che una volta a casa abbiano dormito.

Con buona pace della gelosia degli amanti, la più tollerante ma anche la più faticosa.

Buon San Valentino a chi ci crede. Buon day after “a tutti gli altri”…

Sincerely yours

Ma se è tornato è perché mi ama ancora?

Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori...
Sono tornato perché ti amo ancora (forse) e ti ho portato pure i fiori…

Lui era il tuo amante, il tuo compagno, il tuo fidanzato. Era perché, dopo mesi o anni di amore dichiarato, di sesso sfrenato e di sogni di vita insieme è finita.

E’ finita perché lui vi ha tirate sceme con le promesse ma non le ha realizzate. Non ha lasciato la moglie. Non è venuto a convivere con voi. Non vi ha sposate. Non ha smesso di tradirvi. Non ha lasciato l’altra, a volte LE altre.

Così voi, dopo aver staccato tutti gli assegni del vostro conto corrente dei sentimenti firmandoglieli in bianco, li avete visti investire in vacanze con la moglie, in fiori per l’altra, in weekend “da solo” con gli amici.

Finché, alla fine del calvario dell’attesa, vi siete arrese e avete deciso voi di finirla. Lo avete lasciato perché al vostro ultimatum lui ha risposto: ti amo ma non posso. Sei il più grande amore della mia vita ma non posso. E via con le scuse. Ma non posso.

Qualche campione di sensibilità ed egoismo avrà avuto anche il coraggio di dirvi che, dopo uno, due, tre, dieci anni di promesse non mantenute non avete saputo aspettarlo e quindi è tutta colpa vostra se lui non lascia l’altra. Rido per non piangere per voi.

Bene, questa la cronaca fino ad oggi. E adesso che succede?

Sono settimane, mesi che non lo sentite. Il silenzio terapeutico (leggi qui) calato fra voi e lui dopo la vostra decisione che così non si andava più avanti sta dando i suoi frutti emotivi.

Chi prima o chi dopo, ognuna di voi sta sostituendo il panico, la rabbia, il dolore profondo, la perdita, la sensazione che senza di lui il mondo sia vuoto e senza senso, con un senso di rinnovato benessere, di indipendenza, del fatto che non vederlo fa soffrire ma finalmente ha spezzato la continuità del dolore profondo, e che c’è un mondo la fuori ancora “vivo” e, soprattutto, che state tornando di nuovo voi stesse, le grandi donne che eravate prima di conoscerlo.

Qualcuna ha magari iniziato a rivivere una sana socialità, le più evolute e meno ferite o veloci a superare la convalescenza frequentano addirittura uomini nuovi (leggi la teoria del chiodo qui) andandoci o meno a letto, questione solo di quanto la ferita si è rimarginata.

Finalmente la vita normale sta riprendendo nonostante i flash back e i fisiologici e inevitabili momenti di malinconia e qualche lacrima sul passato quando… lui si rifà vivo.

Un messaggino. Un incontro più o meno casuale per strada. Una telefonata. Quelli senza ritegno osano persino un invito “per sapere come stai”, all’insegna dei bei vecchi tempi. Per “amicizia”, almeno quello dice…

A questo punto molte di voi si sentiranno come teletrasportate da una macchina del tempo infernale nell’abisso. Tutto ciò che avete costruito in settimane, mesi di riparazione del vostro dna emotivo distrutto da come vi ha trattato per mesi, anni, di come si è fatto lasciare per sfinimento ai limiti della crudeltà, sembra crollare di fronte a una mail, un messaggio, alla sua voce, alla sua presenza.

E’ gentile, usa i ricordi del passato più belli per blandirvi, si dimostra affranto per come è finita, vi ama ancora, siete state la donna più importante della sua vita, sì è vero è rimasto con la moglie perché è malata, perché non ha soldi, perché i figli sono fragili (anche se magari hanno 20 anni) ma lui sogna e ha sempre sognato voi. E, naturalmente, con l’altra non scopa. Mai. Forse non ci ha mai scopato (eppure hanno sei figli).

Se era libero non ha altre, non ne aveva mentre eravate insieme e i vostri sospetti erano infondati e lo hanno allontanato giusto il tempo di fare le vacanze con un fantasma con la terza di seno e il culo alla brasiliana.

Insomma, l’uomo perfetto si ripalesa con tutto il suo cuore. In quel momento, molte di voi si fanno subito la domanda sbagliata, sulla quale lui ha puntato le sue fiches.

Vi chiedete se lui è tornato perché vi ama ancora, ed è il primo passo per diventare di nuovo dipendenti da lui e, soprattutto, aprirgli le porte del vostro letto, del vostro cervello, della vostra capacità di ascoltare anche tutte le sue menate con la moglie o con l’altra (siete state delle sante a sorbirvi i dettagli di che cosa lui gli avrebbe regalato a Natale e di tutte le menate di scuola dei suoi figli).

Lui è tornato perché vi ama dunque? Domanda sbagliata. Quella vera è: lui è tornato, ma che cosa è cambiato?

Ha lasciato la moglie? E’ finalmente libero? Ha in mano la separazione scritta? Oppure vi sta rassicurando, a voce, per la milionesima volta, che adesso davvero lo farà? E’ tornato per rimanere o è solo di passaggio?

Perché, al netto del fatto che lui vi sta dicendo, esattamente come vi ha detto mille volte finché VOI non lo avete lasciato per distruzione fisica e mentale e fine fisiologica delle lacrime da versare, dicevo al netto che lui vi dice IO TI AMO E NON POSSO VIVERE SENZA DI TE… che cosa è cambiato concretamente? Vivrà ora adesso con te? O aspettiamo i “tempi tecnici”? Ma per favore, ragionate!

L’altra c’è? Scopate e poi lui torna a casa “per sistemare le cose”? No ragazze, per favore, non scherziamo con la vostra salute sentimentale e anche mentale.

Questo, se le cose non sono cambiate realmente e stiamo di nuovo a promesse per il futuro, può anche darvi nuove scadenze (la prossima estate sarò libero: chissà perché non il prossimo mese, settimana; lasciami il tempo di preparare il divorzio… ma come, lo dovevi preparare due anni fa!) ma non fatevi abbindolare.

Perché lui è lì per un solo motivo: ha bisogno di voi. Del vostro corpo. Della vostra testa. Della vostra disponibilità che rasenta la geisha.

Lui non vi ama, ama solo se stesso e i suoi bisogni. Vi ha amato forse, siete forse davvero stata la MIGLIORE di tutte (ed è per questo che torna anche), ma non vi sposerà, non lascerà l’altra, a meno che alle parole ci siano i fatti ora, qui, subito.

Vuoi entrare nel mio letto perché mi ami e te ne accorgi solo davvero adesso o di nuovo proprio perché questo “periodo di riflessione” (leggi qui) ha funzionato? Va bene, ma non esci da quella porta, non torni più a casa da lei. E vedrete che lui, di fronte a questo, non entrerà in casa vostra.

Perché è tornato allora? Perché vuole scoparvi. Perché vuole la sua psicologa e tutto quello che non gli dà l’altra, ma senza rinunciare a nulla. Vuole voi come completamento, l’altra per tutti i soliti motivi. Vuole due donne. Magari fra un po’ anche tre, una scappatella dalle due “ufficiali” ci sta, abbassiamo l”età anagrafica delle scopate ogni tanto.

Siete di fronte a un “mostro” di egoismo? La risposta è sì se non si ritira subito da questo tentativo non serio e a “scopo di scopata”, rendendosi conto che non può e non deve farlo se non ha deciso davvero di stare con voi e basta. Attente ai narcisisti (leggi qui)!

Non importa che sia confuso davvero anche lui, non si fa soffrire la gente perché lui ha “bisogno di rivederti” a costo di riaprire una ferita che si stava rimarginando lacerandola. Non importa che sia “solo per provare a rimanere amici”: chi ha amato e poi si è lasciato drammaticamente non può diventare amico (leggi qui).

Sono tutte scuse e il prezzo di questo ritorno non lo paga lui lo pagate voi. E lui, che è in cattiva fede anche se si dà mille scuse per rivedervi tutte validissime e ricolme di buone intenzioni, non si fa scrupolo di rifarvi male.

Ma non si rende conto che se vi abbandonerà di nuovo voi, oltre che distrutte nuovamente, vi odierete per esserci ricascate e la vostra autostima richiederà il triplo del tempo di prima per risollevarsi? No, per lui saranno problemi vostri. Lui sarà di nuovo lontano.

Lui, come alcune di voi mi scrivono, sta davvero male e ha problemi patologici affettivi che vengono dal suo rapporto con la madre o il bisnonno cretese? Voi ci avete provato, non siete una terapeuta… che si faccia curare seriamente e guarisca dai suoi problemi affettivi con chi di dovere. Se poi ci sarete quel giorno, karma. Ma guarito, non da guarire! Avete già dato, non ha funzionato, chiaro?

E poi ragazze, non confondete più l’amore con la sua voglia di figa, come qualcuno saggiamente ha detto.

Che fare? Non fate l’errore di ascoltarlo troppo, di rispondere al messaggio, di vederlo. Se proprio non ce la fate a mettergli un muro davanti, torturatevi il minimo indispensabile per capire se è cambiato tutto (qualcosa non basta) o siamo alle parole per l’ennesima volta.

Qualcuno torna davvero con serie intenzioni ma devono essere senza appello, senza ulteriori ritardi e senza esitazioni, senza se e senza ma. Potete dire finalmente e, soprattutto realizzare immediatamente cose semplici ma impossibili fino a ieri come: stasera dormi qui. Domani ci vediamo. Sabato partiamo. Ti chiamo io quando voglio. Ti presento alle mie amiche, alle persone che contano per me.

Non andateci a cena o a pranzo “per parlarne per l’ennesima ultima ultimissima giuro volta”. Men che meno a letto.

Altrimenti tutto quello che avrete sofferto e fatto per liberarvi dal suo giogo emotivo non sarò servito a nulla e ricadrete nel baratro.

Non ce la fate? La tentazione è troppo forte? Prendete tempo prima di rivederlo e andata dall’amica o dal terapeuta, esperto, quel che volete per farvi consigliare e aiutare, ma soprattutto per ragionare a voce alta su questo “ritorno di fiamma”, la sua concretezza e le conseguenze fisiche e reali di riprovarci con lui.

Siete riuscite, come spero, a respingere l’attacco e dopo un po’ lui, senza ritegno e pietà, ci riprova? Bloccate il numero. Bloccate le chat. Bloccate tutto. Altro che amore, questo è egoismo da diffida con zona di rispetto lontano da voi tipo polizia scientifica.

Non cadete più nella trappola del tutto chiacchiere, libidine ed egoismo. Vivete di nuovo. Troverete, così, anche il vero amore (leggi qui). Perché, come diceva il grande Indro, i cimiteri sono pieni di persone indispensabili.

Sincerely yours

Amanti: manuale di sopravvivenza per le feste

Buone feste una sega
Buone feste una sega

Gli amanti odiano il Natale perché i rispettivi devono stare in famiglia e fino all’8 gennaio mediamente non ci si rivede, magari non ci si sente e non si brinda neanche a Capodanno.

Ha da passà a nuttata, diceva il grande Edoardo in Filumena Marturano (o era Napoli milionaria, come mi fa notare una gentile lettrice?) ed è così anche per gli amanti, di qualunque fascia siano (e le vedremo fra poco). Ma esiste un manuale di sopravvivenza per le feste, una serie cioè di regole e accortezze che possano far passare a nuttata ai miei amici amanti e lettori minimizzando l’attesa è il dolore, lo struggimento che porta inevitabilmente con sé la separazione forzata per tanti, troppi giorni e, soprattutto, il fatto che comunque lui passerà questi giorni con l’altra e lei con l’altro?

Ci proviamo e, come al solito, mi dedico alle mie preferite, le amanti donne. Qualcosa però potrà risultare utile anche per voi maschietti.

Manuale di sopravvivenza per amanti innamorati
Sono gli amanti della prima fase, diciamo entro il primo anno di amantanto, quelli che ancora hanno un futuro possibile davanti insieme e godono al massimo dei benefici dell’essere amanti, cioè sesso complicità adrenalina novità e rinnovo di sentimenti sopiti. Molti di loro si dichiarano già innamorati, molti lo sono davvero (soprattutto le donne, l’uomo magari ne è convinto ma vedremo la verità solo al momento delle scelte, leggi qui) e sono alle prese, forse per la prima volta se si sono conosciuti dopo l’estate, a un distacco così lungo e pesante dall’amato. Come sopravvivere al periodo in questione senza soffrire troppo?
1. Avendo un obiettivo di incontro già fissato è chiaro. Aver pianificato con l’amante una data, possibilmente un weekend dopo le feste comandate nel quale recuperare, magari appunto dormendo insieme in un posto di vacanza, il Natale e il capodanno proibiti agli amanti, è come dire a un lavoratore che si è sudato lo stipendio per tutto l’anno che alla data X avrà il tanto aspettato aumento. Dà speranza, dà una metà da raggiungere e alimenta i sogni positivi, non quelli negativi. Avere una data insieme concreta è il Graal degli amanti per sopravvivere.
2. Messaggini. Grazie a Dio i tanti vituperati social funzionano bene anche sotto le feste e quindi sono un’ancora di salvezza per le comunicazioni. A patto che vengano vissuti non come una droga (Oddio non mi risponde da due ore) ma con la consapevolezza che l’altro potrebbe essere vestito da babbo natale nel momento in cui gli avete scritto sono nuda qui che ti penso sopra di me. Se usati al momento giusto e con cadenza umana (tre-quattro al giorno, facciamo cinque dai!) danno ossigeno e fanno guadagnare tempo.
3. Il telefono, la sua voce. Non c’è niente di più appagante che sentirlo, fosse anche per un minuto. Una sua telefonata e un ti amo possono far guadagnare ore di serenità e sopravvivenza a qualsiasi amante. Non è comodo come un messaggio o come un cuoricino ma ha un peso specifico cardiaco enormemente più grande. Certo, non impostate la vostra sopravvivenza sul numero e frequenza di telefonate giornaliere perché è come chiedere a una persona sperduta nel deserto del Sahara di far durare mezzo litro d’acqua da natale a dopo capodanno.
4. Foto. Le foto personali ed esplicite fanno tanto bene soprattutto a lui ma vanno centellinate e mandate in orari e canali sicuri, perché le foto hanno il difetto di apparire sullo schermo all’improvviso.
5. Torture. Se vuoi sopravvivere alle feste natalizie, per quanto tu sia sicura del suo amore, ti consiglio di non andare a curiosare sul profilo della moglie. Ci troverai sicuramente foto di famiglia che, per quanto ovvie in questo periodo, ti faranno comunque male. Può anche capitare che la moglie tagghi lui e quindi puoi ritrovarti le stesse foto anche sul suo profilo, tienine conto. L’importante, per sopravvivere, è che tu non ti trasformi in questo periodo in una sorta di investigatrice fra lui i suoi amici e la famiglia correlata per vedere cosa succede. Cosa vuoi che succeda? Festeggiano in famiglia il Natale, ovvio. Vederlo ti farà solo male, evita e aspetta che passi a nuttata. Anzi non guardare neanche il suo di profilo.

Manuale di sopravvivenza per amanti in prova
Gli amanti in prova sono quelli che hanno già superato la fase ludica dell’amantato e quindi sono di solito quelli che hanno superato l’anno di frequentazione e probabilmente non sono alla prima esperienza di divisione obbligatoria a Natale. Sono anche quelli che si sono lasciati più di una volta di fronte alle oggettive difficoltà di mandare all’aria il precedente matrimonio per i soliti motivi che sono i figli e i sensi di colpa, condivisi se tutti e due hanno una famiglia o solo di lui, anche perché le donne mediamente sono più decisioniste e coraggiose. Per loro la sopravvivenza è più dura degli amanti alle prime armi e innamorati perché la speranza in un futuro insieme ha già subito duri attacchi, marce indietro e rinnovi tipo bollo dell’auto. Di solito lui, prima di partire con la famiglia, ha detto la fatidica frase: “dopo queste vacanze prendo una decisione definitiva”. O, in qualche modo, più o meno chiaro, vi ha fatto capire che questa sarà l’ultima vacanza senza di voi.
Su questi elementi si basa il vostro manuale di sopravvivenza.
1. Valutate il peso della sua promessa. Più è stringente più vi darà forza. È diverso uno che dice “questa è l’ultima volta senza di te” da “dopo questa volta ne parliamo seriamente” (prima non era una cosa seria?) o fa delle proiezioni sulle vacanze estive, ben lontane e che puzzano di “prendo tempo”. Fra l’altro, ha già programmato il vostro incontro dopo le feste comandate? Se sì e avete dei dati precisi come gli amanti innamorati, fategli capire scrivendogli che sarà lì che parlerete della decisione finale, che per voi (e dovrebbe essere così anche per lui) sarà il modo di coniugare il suo ritorno trionfale e le vacanze da soli, per quanto brevi, con un impegno serio per il futuro. Sopravviverete meglio con questo impegno aggiuntivo da parte sua, che rafforza quello generale. Ovviamente, più glisserà sulla cosa, o se addirittura reagirà con stizza (tipo “ti ho già detto che prenderò una decisione cosa vuoi di più!”) più la vostra sopravvivenza sarà minata da un pensiero infausto ma forse suffragato da indizi pesanti, e cioè: anche questo giro mi sa che mi frega o rimanda. Però… nel film il Ponte delle spie un grande Tom Hanks chiede alla spia russa Abel (un ancora più grande Mark Ryalance, Oscar per questo film) se non ha paura della pena di morte prevista nel suo caso e lui risponde laconico: SERVIREBBE? È quello che dico a te: servirebbe tormentarsi troppo sul dopo feste? No. E allora rimanda le grandi domande al dopo.
2. Stesso discorso visto prima per social e messaggi. Inutile immaginarsi una frequenza normale (sarà sotto la normalità) e struggersi per il tempo che passa. A voi consiglio solo una cosa: se siete single non vivete in casa attaccate ai momenti in cui potrebbe chiamare o scrivere, il cellulare si chiama mobile perché potete portarvelo appresso. Uscite, agganciate amici e “trascinatevi” alle feste. Più siete distratte più passerà il tempo. No a film romantici e strappalacrime o storie d’amore: nel vostro caso no. Fanno sognare, ma fanno venire il magone.
3. Se anche voi siete sposate non fatevi prendere dal nervoso. La mancanza del vostro vero amore e la precarietà della vostra storia, con tutti i dubbi che si porta il passato è la spada di damocle del suo “dopo le vacanze prendo una decisione” potrebbe rendervi particolarmente nervose. E cosa fa un’amante quando è particolarmente nervosa? Attacca briga col coniuge, che vede come unico vero impedimento alla sua felicità. Così però passerete le feste a litigare inutilmente e per più o meno futili motivi (per i grandi capitoli del fallimento del vostro matrimonio immagino abbiate già fatto dibattiti ormai diventati sterili) che non vi porteranno ad altro risultato se non a sopravvivere malissimo, nel peggiore dei modi, alle feste (di peggiore c’è solo l’outing, cioè riferire al coniuge della presenza dell’amante in un momento di delirio e senza il consenso dell’altro amante mettendo nei guai non una famiglia ma due). Quindi calma e gesso a Natale siamo tutti buoni anche se con le corna o meno.

Manuale di sopravvivenza per amanti in crisi
Dicesi amanti in crisi quelli che hanno ormai all’attivo diversi anni di amantato è ormai sanno tutto sul calvario delle feste, oppure quelli in cui lui o lei hanno già detto che il “rispettivo” non lo lasciano, oppure quelli che si sono già lasciati di solito per presa di coscienza di solito della donna che ha capito che l’altro promette promette ma poi ha scelto la moglie. Qui apparentemente il manuale di sopravvivenza non serve ma in realtà sì per alcuni motivi fondamentali. Il primo: le feste in famiglia sono le peggiori nelle famiglie in crisi perché i coniugi, che già navigavano in cattive acque, ora stanno insieme 24 ore su 24 ed è più facile scannarsi. Inoltre, lui, anche se ha detto che non la lascia, anche se lo hai dovuto lasciare perché non si decideva e ha fatto 47 retromarce nonostante le promesse, sentirà fortemente la vostra mancanza. Solo una cosa è più forte della mancanza: il suo egoismo e senso del possesso, quindi pur non avendo cambiato idea sul vostro destino, proverà a contattarvi. Il secondo: se state applicando come ho già suggerito in questi casi la regola del silenzio (leggi qui) il manuale di sopravvivenza vi servirà a lenire la nostalgia dei bei tempi (spesso brutti per colpa del lui) passati.
1. Messaggi e faccine: sarà il primo tentativo che lui farà per vedere se rispondete. Non rispondete, anche se volete.
2. Chat: non si accetta neanche per gli auguri di fine anno e. Buon anno. Buon anno un cazzo, sei con la moglie e sono tre anni che non la lasci.
3. Telefonate: pericolosissime ovvio. La sua voce suadente è come un bicchiere di grappa per un alcolizzato. Basta un goccio e rivedrete i pipistrelli che escono dall’armadio. Se vi volete bene no no no!
4. Chi non tromba a Capodanno non tromba tutto l’anno. La metà degli uomini che dicono che non fanno più sesso con la moglie continuano a farlo, anche se sporadicamente, nonostante le assicurazioni che vi danno. Sporadicamente significa che ci sono delle occasioni come il compleanno di lei, il loro anniversario, San Valentino, natale e Capodanno in cui lui tromba per quieto vivere certo, ma non sarà il solito mal di schiena a salvarlo. Devi esserne conscia non per piangere sul routinario amplesso coniugale, ma per trombare tu se puoi. Che vuol dire che dovresti come minimo, a capodanno, essere a una festa con musica e almeno un’amica del cuore, possibilmente lontano il più possibile dai luoghi che ti ricordano i vostri incontri. In questo contesto, ci saranno spero diversi possibili chiodi (leggi chiodo scaccia chiodo). I chiodi sono uomini adulti single piacenti che ti corteggiano. Non devono farti schifo perché tu sei ancora innamorata di pinocchietto tuo, capisco che tu non ti senta pronta a fare una gang bang con loro ma non esageriamo! Se uno è carino, gentile, educato e non ti fa schifo, non è detto che devi andarci a letto ma almeno distraiti facendoti corteggiare. E se per caso l’ormone miracolosamente ti si risveglia approfittane senza sensi di colpa: il tuo amante, d’altronde, li riserva tutti per la moglie.
5. Controllo dei social: qui il suggerimento è contrario a quello degli altri due tipi di amanti. Dacci un’occhiata al suo profilo e a quelli annessi. Non troppo, quanto basta. Scoprirai davvero se, come ti dice, sta soffrendo le pene d’inferno o in realtà vive in un nuovo mulino candido. Certo, sui social spesso si finge, ma un uomo che è separato in casa non ha 10 foto raggiante con la moglie, ne ha due con sorrisino di prammatica. Non ha foto di giubilo, ha foto normali. Lo so, farà male, ma in questo caso la medicina è amara ma farà guarire. È solo questione di tempo e neanche troppo, credimi.
E la tua sopravvivenza si basa sulla consapevolezza che lui, il tuo amante, per quanto abbia detto e fatto o ha mentito più o meno consapevolmente da quando ti ha promesso di vivere una nuova vita con te (e noi maschi abbiamo dentro di noi la risposta vera) o non ha avuto i coglioni per farlo. Uno più biasimabile uno meno forse, ma non te ne deve fregare un cazzo a questo punto: avanti un altro, scelto meglio questa volta però. Per esempio, libero di stato?

Buon Natale care amanti, donne fra le mie preferite perché capaci di provare sentimenti da adolescenti anche dopo i fatidici 40.

Agli amanti felici innamorati auguro di coronare il loro sogno nel giro di un anno e di godersi questi momenti bellissimi, impareggiabili. E ricordate: sognare è possibile e non pochi nuovi matrimoni nascono da coppie come voi.

Agli amanti in prova auguro di non fare più prove. O lui passa questa o chiudete ora. Più aspettate più chiudere sarà doloroso.

Agli amanti in crisi auguro a lui, che sa nel profondo di aver scelto la moglie, di avere la dignità e il coraggio di non disturbare e turbare più l’ex amante smettendo di nascondere libidine e possessività dietro al solito ti amo ma non posso.
E a te, cara amica che hai creduto in un sogno, ti auguro di capire che non era il sogno a essere sbagliato, ma lui. Si sbaglia, però, per imparare. Le delusioni, per quanto lunghe e profonde, per fortuna non ti impediranno di innamorarti di nuovo, ma della persona giusta. A meno che tu non preferisca la clausura. Ma sappi che Babbo Natale ama la tua preziosa femminilità viva, non appesa un chiodo.

Auguri a tutti coloro che amano, hanno amato e ameranno

Sincerely yours

Coppie e amanti: quando il silenzio uccide, quando salva

Il silenzio scoppia la coppia
Il silenzio scoppia la coppia


Il silenzio uccide le coppie di lunga data, non è un buon segno in quelle nuove ma salva l’amante abbandonata.

Come ho già avuto modo di scrivere, ma l’argomento merita di tornarci visto il numero di commenti che ha suscitato l’articolo sugli amanti che si lasciano (o meglio lei lascia lui per sfinimento) e che fare dopo (leggi qui per saperne di più), il silenzio per la coppia, regolare o no, ufficiale o no, può essere un veleno o una medicina.

Vediamo perché e come mai il ruolo del silenzio fra lui e lei cambia a secondo del tipo di coppia ma anche della sua longevità. Ovvio che mi rivolgo innanzitutto alle amiche lettrici, le mie preferite in assoluto. I maschi sono i benvenuti ma sanno che di solito analizzo le loro malefatte, chi è senza peccato scagli il primo silenzio.

IL SILENZIO NELLA COPPIA RECENTE
Vi siete messi insieme da qualche mese e tutto sembra andare bene, anche perché di solito, secondo la mia “epidemiologia di coppia” (leggi qui se vuoi saperne di più), i primi sei mesi (si contano dal primo bacio, il bacio è fondamentale leggi qui perché) sono quelli ludici per tutti, amanti compresi. Ci si diverte, si scopa molto e si inizia a vedere se oltre al sei bello/a, simpatico/a, scopi bene c’è o ci potrebbe essere qualcosa di più in grado di far superare la boa del primo semestre. Come a scuola: promossi, bocciati o con debiti rivedibili.
Ecco, il silenzio, in questa fase, è la votazione che promuove, boccia o rimanda a settembre e poi vediamo se torni preparato.
In che senso silenzio? Omissioni o mancanza di confronto.
Il dialogo, in ogni coppia, è un po’ come il suo segno astrologico.
Se il segno di base (come il mio dei pesci) è rappresentato dalla qualità del sesso che si fa insieme (il sesso, lo dice l’epidemiologia di coppia, ha un’importanza sulla salute della stessa e sua longevità pari al 70%, che tradotto vuol dire che se non si scopa bene e spesso addio a presto o corna prima o poi) l’ascendente (per me leone), importante perché stabilizza ed enfatizza il segno-sesso di base, è il DIALOGO. Il contrario del dialogo è, appunto, il silenzio, l’altro ascendente del segno di coppia.
Dunque, l’oroscopo di una coppia appena formatasi sarà tanto favorevole quanto il suo ascendente è il dialogo.
Facciamo degli esempi concreti, perché ci sono due tipi di silenzio in questa fase da parte dell’uomo: il silenzio omissivo e quello egoistico.
Il silenzio omissivo di solito è quello dei primi due-tre mesi e si esprime con il fatto che lui, su certi argomenti, non si esprime. Non parla, svicola, se è prepotente li vieta addirittura. Comportamenti che rasentano a volte lo stashing (ne ho scritto qui se vuoi saperne di più) e che si concretizzano fondamentalmente con omissioni o non risposte su argomenti che vanno dalle sue storie precedenti, allo stato di famiglia, a che cosa fa quando non vi vede, a che cosa farà domani, a dov’è in quel momento e così via. Insomma, lui di voi ha tutte le informazioni in tempo reale e voi no.
Capite bene che se questi buchi neri toccano cose importanti come “dove vai questa sera senza di me” o “ma tu mi ami o no” la coppia ha un oroscopo che è nefasto quanto Saturno lo è stato per i Pesci negli ultimi anni (ah, fra un po’ dovrebbe togliersi dai cabbasisi, come dice Montalbano, cari Pesci). E non importa che vi dica che il silenzio omissivo è la bandiera della libertà individuale della coppia sana, perché o lo è per tutti e due (e allora forse diventerete una coppia aperta, della serie scopata liberi tutti) ma se vale solo per lui o non siete già importanti oppure sta broccolando un’altra o altre.
Il silenzio egoista è più grave perché non recuperabile. Infatti, se il silenzio omissivo può cambiare con la crescita dell’interesse dell’uomo per la donna (più diventate importanti, meno silenzio ci sarà però… attente: ciò deve avvenire presto e dare segnali di miglioramento precisi, non fate le crocerossine con la bandiera in mano del “io lo cambierò, cone me lui sarà diverso”) il silenzio egoistico è parte del Dna dell’uomo che vi è capitato. Che è uno che le donne come dire sono importanti come una bella auto, che il sesso e basta e poi avanti un’altra, che le donne sono tutte uguali e quindi sacrificabili sentimentalmente… insomma uno che di innamorarsi o ha già dato e pensa di aver sbagliato o non ha mai dato e, vista anche l’età (dopo i 40 si peggiora notevolmente), mai darà. Potete anche non credere all’oroscopo ma le vostre amiche che lo leggono in modo retroattivo (provate a leggere quello di ieri: era giusto?) potranno dirvi che silenzio omissivo o egoista non sono di… buon auspico.

IL SILENZIO NELLA COPPIA DI LUNGO CORSO
Il silenzio nella coppia di lungo corso è alla lunga e in genere un metodo infallibile per guadagnarsi le corna. La coppia di questo tipo usa il silenzio, di solito, per non discutere o litigare. All’inizio su piccole cose, piccoli sgarbi, disattenzioni o peccati veniali (una battuta infelice di lui o di lei davanti a estranei), poi per evitare scontri su grandi temi, importanti per la coppia.
I figli per esempio: le coppie che non sono unite di fronte a decisioni che riguardano i figli danneggiano la loro educazione ma anche la coppia stessa. Il papà che smentisce la mamma di fronte a loro, un genitore che revoca una punizione diventando il buono contro il cattivo, far assistere anche i più piccoli a una diatriba sulla maestra… avendo io tre figli potrei farvi milioni di esempi di occasioni per sbagliare ma di fatto, se i coniugi non fanno Testuggine Romana (formazione da guerra che rese gli antichi antenati di questa terra un esercito quasi invincibile) il risultato di fallimento sui figli e il fatto che uno dei due genitori uscirà come il cattivo o il perdente o il cretino di fronte ai figli sconvolgerà, è solo questione di tempo la coppia.
Il silenzio sul sesso è altrettanto deleterio. Ho già detto quanto conta il sesso e non ammorbatemi con il “c’è altro in una coppia”: sì certo ma se lei non ti fa scopare bene e spesso e tu non fai altrettanto prima o poi, a meno che gli ormoni non “spariscano”, si scoperà fuori. O l’uno, o l’altro, o tutti e due. Se fai un sesso routinario, ripetitivo, breve, ogni morte di governo (durano più del Papa ormai) e non ne parlate, o non ne parlate più perché non cambia nulla, le parole non dette si trasformeranno in rancore.
La parole non dette, il silenzio nella coppia di lungo corso, anche quello travestito da silenzio per quieto vivere ucciderà la coppia.
Ogni silenzio, dal più banale al più grave, riempirà il vaso della pazienza fino a farlo esondare anche con una sola ultima goccia, e allora si produrrà, spesso, un altro tipo di silenzio.
Il silenzio del tradimento. Le coppie che si abitueranno al silenzio per evitare chiarimenti o litigi, che non avranno più o poco dialogo, troveranno più facile celare nel silenzio il primo amante. Insomma, il silenzio in questi casi è un veleno che agisce lentamente e che non ha antidoto.

IL SILENZIO DEGLI AMANTI
C’è il silenzio di lui e quello di lei.
Lui di solito è quello che dice di amare la propria amante e poi però non lascia la moglie per mille ragioni (anche valide, come quella dei figli piccoli): sono coppie queste, dove uno dei due tradisce (o tutti e due) che vengono da silenzi come quelli descritti sopra. Con te, cara amante, il silenzio omissivo è quello che consiste nel dirti che lui non ha rapporti con la moglie (la stragrande maggioranza li ha, per quieto vivere anche ma li ha) e tutta una serie di omissioni che vanno dalle cene di anniversario (se non è così allocco da postarle sui social, ma magari lo fa lei) ai regali e al fatto che la moglie della crisi in corso non sa nulla, un po’ perché non la vuole vedere un po’ perché lui, al contrario di quello che ti ha detto (o non ti ha detto), in famiglia è quasi normale.
Questo tipo di silenzio è apparentemente da bugia bianca, quindi veniale, ma diventa dirompente quando tu ti accorgi (e prima o poi te ne accorgi, perché passa il tempo e lui non la molla) che il non detto nasconde un iceberg di “segreti di famiglia”.
L’altro silenzio è il tuo, ed è l’unica medicina capace di guarire da una storia fra amanti lunga arrivata al capolinea. Ormai siete insieme da più di un anno e lui, dopo aver giurato il suo amore, dopo aver detto questo è l’ultimo Natale in casa, questa è l’ultima estate in casa, questo è l’ultimo quadrimestre poi giuro signora maestra a settembre studio rimedio alle materie che mi ha dato e mi separo… non lascia la moglie.
Come ho già scritto in Crisi degli amanti e ora del silenzio la tua medicina è amarissima, indigesta, difficile come smettere di fumare per una fumatrice di quelle che si mettono la sigaretta in bocca sulle scale per guadagnare tempo e “ossigeno” prima di uscire dall’ufficio ma dopo tre sei mesi di silenzio assoluto, magari aiutati da amici e dalla strategia del chiodo scaccia chiodo (leggi qui) inizierai a sentirti più autonoma, libera, a disintossicarti, il mondo non sarà solo più solo e solo lui, ricomincerai a vivere e, rpima o poi, a cercare e probabilmente trovare un nuovo amore, forse non quello della vita ma cara, non lo era neanche lui credimi.
Ah, lo ripeterò fino alla nausea: il silenzio deve essere totale, ininterrotto e assoluto. Niente social. Niente telefonate. Niente messaggi. Niente incontri (se lavorate insieme leggi il link segnalato sopra). Solo così disintossica. Anche perché lui, il codice del silenzio, lo violerà. Gli uomini sono egoisti, anche quando sanno che fanno male e che il silenzio serve a te come terapia, perché lui ha scelto. Eccome se ha scelto. A meno che il silenzio non lo faccia rinsavire e correre da te veramente. Allora era vero amore e ritiro tutto. Ma deve correre e rimanere, il tuo silenzio deve farlo “impazzire” per farlo rinsavire.

E adesso… silenzio.

Sincerely yours

foto:Voyagerix iStock

Amanti: quando lui sparisce perché viene scoperto

Lui sparisce di colpo? È la moglie
Lui sparisce di colpo? È la moglie

Lui è il tuo amante da un po’ e ti ricopre di attenzioni. Messaggi, telefonate, vi vedete appena può, il sesso va da dio.

Avete anche iniziato a fare progetti insieme per il futuro, visto che avete superato quella fase prettamente passionale e di divertimento che caratterizza il periodo ludico dell’amantato e che, in genere, corrisponde ai primi sei mesi della vostra storia.

Tutto fila liscio, e veramente ti stai facendo concrete illusioni di costruire con lui, se non subito nel giro di un anno o giù di lì, tempi tecnici delle separazioni e varie da rispettare, una nuova vita insieme.

Poi, di colpo, il mondo ti crolla addosso. Lui passa da 100 a zero. Silenzio assoluto. Non risponde alle telefonate. Non dà spiegazioni. Niente messaggi. Zero. Per giorni.

Sei anche preoccupata, cos’è successo, cerchi di informarti… finalmente un messaggio. Lapidario. Mia moglie ci ha scoperto ed è successo un casino: ti prego, non contattarmi più.

Ma come! Mi lasci così? Ma la moglie non era quella che non scopavi da anni, che volevi lasciare, che gli avevi già detto che eravate in crisi, che eravate separati in casa?

Tutte balle? Tutti sogni, nell’ipotesi lui non ti avesse raccontato storie inesistenti ma solo belle intenzioni?

Ma tu ti sei innamorata di un pallista, di un millantatore o di un matto? L’uomo che ti ha fatto sognare non era il dottor Jekyll ma mister Hyde?

Di uomini che raccontano balle sul loro stato matrimoniale (la più diffusa è quella che non fanno mai sesso con la moglie, ma c’è anche quella dei separati in casa che non lo sono per niente, certi raccontano persino di dormire su un divano letto che non c’è) ce n’è oggettivamente un sacco: se leggete i commenti delle lettrici su questo blog a corredo di certi articoli scoprirete addirittura quello che chiede all’amante di scrivere alla moglie che “no non è vero niente non siamo mai andati a letto insieme”.

Certe balle non sono cattive, a onore del vero, si dicono all’amante per non rovinare il momento o i momenti magici, tipo appunto quella che con la moglie non si fa mai sesso. Una bugia bianca che evita tante discussioni e, forse, non fa male a nessuno? Può darsi, la trasparenza non è molto maschile. Però c’è una bella differenza fra il non dire ho scopato ieri con mia moglie e dire che in casa c’è un disastro mentre invece le cose funzionano, più o meno. O dire lascerò mia moglie che sai benissimo, e lo sai mentre lo dici all’amante, che non lo farai mai.

Ma, a parte i bugiardi incalliti e senza ritegno e quelli delle piccole bugie “perdonabili” una cosa unisce tutti questi uomini nel momento in cui la moglie scopre la relazione extraconiugale: la paura!

E la paura è più forte di voi tanto desiderate amanti.

Che paura? Ma quella di perdere la moglie.

Perché l’altro comune denominatore degli uomini scoperti dalle mogli che fanno una ritirata repentina e disordinata nel panico totale è che loro, consciamente o meno, in modo premeditato o imprevisto, la moglie non la vogliono perdere. Con tutti i suoi difetti, limiti, problemi loro la moglie non la lasciano. E forse non la lasceranno mai.

Il bugiardo lo sapeva già che non l’avrebbe mollata mai, quindi quando viene scoperto va in panico perché la paura è di perdere il suo stato sociale, i soldi, i figli. In fondo lui si è messo con te per farsi un’avventura, per divertirsi con la tua massima partecipazione, anche a costo di riempirti di balle.

Ma non tutti gli uomini sono così bugiardi. Certi ci credono veramente alla seconda famiglia, a costruirsi un futuro con te. Quando ti dicono ti amo ti amano, sognano, ci credono ma…

Ma per l’uomo fra il dire e il fare in amore c’è un oceano, non il mare.

L’ho scritto tante volte: in tema d’amore e, soprattutto, quando si tratta di lasciare moglie amante convivente o fidanzata l’uomo medio, nella maggioranza dei casi, non decide, non lascia (leggi qui un altro articolo sul tema). Si fa lasciare. È praticamente statistico, fatte le solite eccezioni ma, in quanto eccezioni, di minoranza.

Ricordata questa piccola tendenza all’indecisione maschile, cosa succede al vostro amante versione “sincero” quando la moglie lo scopre? Stessa reazione dell’amante “pallista” : paura, panico.

Anche quest’uomo, che era davvero legato a voi, di fronte alla furia o ai pianti della moglie vede spesso crollare le sue certezze, quelle che tenevano e facevano sognare un futuro con voi.

Un conto è pensare di mollare la moglie, prendendosi anche del tempo e tutte le cautele del caso, un conto è farlo davvero, o addirittura trovarsi nella posizione di non essere l’attore del cambiamento, ma di colpo la vittima, con lei che ti dice ti rovino, ora vai fuori di casa, non vedrai più i figli.

Oppure, dopo lo sgomento, gli dice ma io ti amo ancora, possiamo ricostruire, è un incidente di percorso, possiamo farcela, per noi, per i figli. I sensi di colpa possono esplodere come un’atomica, in questi casi.

Oppure da traditore si trasforma in vittima, con la moglie che lo tratta come un ulteriore figlio, e se la prende con quella zoccola (leggi qui non è la zoccola ma il sesso il vero rovinafamiglie) che lo ha traviato, poverino, e lui ci è caduto. Ci sono donne, lo raccontate voi, che arrivano a chiamare l’amante per accusarla, a volte perseguitarla, perché non vogliono vedere le colpe del marito e magari anche le loro colpe, perché spesso il naufragio di un matrimonio è frutto di concorso di colpa (leggi qui l’articolo dedicato). Sbagliatissimo, inutile e, soprattutto, significa chiudere gli occhi sul problema interno.

Prendersela con l’amante è come prendersela con il termometro per la febbre.

Insomma, mentre tu ti chiedi perché l’uomo che ti giurava amore fra le lenzuola solo il giorno prima è sparito nel nulla lui sta lottando con una moglie disperata, arrabbiata o vendicativa a seconda delle molteplici versioni e reazioni, e spesso lotta non per fare finalmente outing dichiarandoti, ma per negare e minimizzare la tua presenza. In una parola, per restare con la moglie.

A meno che non sia uno di quegli uomini con la U maiuscola che hanno sempre detto la verità, che non solo hanno “provato” amore per te ma sono innamorati di te, e che il loro primo pensiero non è perdere lei, ma perdere te. E allora approfitteranno (certo avrebbero preferito dirlo loro a tempo debito e in modo meno drammatico) per dire la fatidica frase: sì sono innamorato di un’altra, cerchiamo di gestire la cosa in modo civile.

Ma in questo caso saresti la prima a essere avvertita dell’accaduto e non ci sarebbero lunghi e strani inspiegabili black out.

Che fare in questi casi? Rincorrerlo per recuperarlo o per avere spiegazioni?

Io credo che qualsiasi tipo di uomo descritto, dal ballista a quello che ci credeva e adesso non ci crede più e ha scoperto che è la moglie a essere la più importante, non tu, ti debba una spiegazione decente e di persona, altro che messaggino liquidatorio, fosse anche per dire alla moglie “l’ho vista e le ho spiegato, ho chiuso”.

È una questione di correttezza e di dignità, e vale anche per quello che ha sempre raccontato palle: deve avere il coraggio di incontrarvi e di chiedervi scusa, di spiegare il suo comportamento.

Non ne ha le palle? Non insistete più di tanto. Un uomo che si rifiuta di incontrarvi un’ultima volta per spiegare e per affrontare la vostra giusta delusione non merita un minuto in più del vostro tempo. Vuol dire che non ha neanche la decenza di fare il suo ultimo dovere, congedarsi di persona magari chiedendovi scusa.

Vi siete sbagliate, anche se lui era in buona fede (a maggior ragione dovrebbe venire a spiegarsi, mi aspetto di più dal pallista che scappi, non dal’innamorato pentito).

Fa male, è doloroso, ma non dovete processarvi come se foste delle stupide allocche oppure odiarlo perché vi ha illuso, non ne vale la pena. Soprattutto, non prendetevela con voi stesse.

La moglie vi contatta? Voi non dovete nessuna spiegazione. È lui che deve spiegare alla moglie, non voi. Nessun altro. Che poi gli racconti un sacco di balle e riversi tutte le colpe su di voi sarà un problema per chi gli crederà ciecamente, sarà peggio per quella famiglia che non avrà colto questa occasione per rompere o rinascere, per ripartire da zero insieme o separati.

Chi si comporta così o spiega o va cancellato, possibilmente anche dalla memoria. Impossibile? No, difficile ma non impossibile. Il silenzio e il distacco (leggi qui di cosa si tratta) materiale totale è terapeutico, e non passeranno anni. Imparerai a sostituire il senso di sgomento per il crollo del vostro castello con l’indifferenza.

E presto incontrerai un uomo magari non della tua vita, ma con il quale ricomincerai anche a fare l’amore in modo bello. Basta che non ti chiudi in clausura, leggi chiodo scaccia chiodo e capirai.

Cancellalo. Rinascerai.

Ps: e se a breve si fa vivo perché gli manchi o la moglie lo ha sbattuto fuori di casa?

Una domanda da fargli: perché vieni qui adesso che ne senti il bisogno e non ti sei degnato neanche di vedermi una sola ultima volta per spiegarmi? Perché dovrei credere a uno che mi ha raccontato balle per anni? Perché dovrei investire in un uomo che mi ha promesso la luna, che sembrava davvero innamorato e che invece è scoppiato come una bolla di sapone di fronte alla moglie?

No. Se ha bisogno di scopare si cerchi una prezzolata se vuole. Se ha bisogno di una casa si rivolga a una agenzia immobiliare. E per i soldi ci sono le banche o le finanziarie.

Il re è morto, viva un nuovo, spero prossimo, vero re.

Sincerely yours

Serata Pellizzari a Milano: mogli e amanti

Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti
Serata Pellizzari a Milano: dibattito sulle amanti

Care lettrici, mi avete chiesto non più di leggere i miei post su questo blog e basta ma anche di confrontarvi con me è dibattere live gli argomenti a voi più cari e cruciali.

Così, come ormai sapete, il mio blog è diventato itinerante passando dal virtuale al reale. Ci siamo visti in Toscana (leggi qui il resoconto) e poi a Milano, nell’accogliente Bistrò di corso Magenta.

Rispetto alla Toscana, la serata è stata più intima sia come numero di partecipanti che per il tema scelto, che era quello degli amanti, prendendo spunto dall’articolo (uno dei più letti del mio blog) lui non lascia lei ma non lascia neanche te.

Volutamente più intimo, quasi una tavolata fra amiche, anche se la cosa più interessante è stata avere, fianco a fianco, le due facce della medaglia, e cioè le amanti e le mogli, in alcuni casi persino chi ha avuto tutti e due i ruoli.

L’atmosfera è stata così intima che tutte non hanno avuto remore nel raccontare le loro storie o parti di esse.

Le amiche lettrici Citavano i miei articoli, volevano Conferme su quanto fatto nel loro caso e sapere come trovare nuove vie di uscita da situazioni bloccate e infelici.

Cercavano anche conforto sul perché fosse giusto tenerseli questi uomini amanti o partner infedeli che sembrano non decidere mai per l’una o per l’altra metà della loro vita.

Ho visto anche il Bisogno di conferme sui comportamenti tenuti, da tenere e su come comportarsi nei confronti dei partner.

Come andare avanti? La domanda finale, per tutte, è stata questa. E le risposte sono arrivate, soprattutto dal confronto fra di noi.

Come a Le Buche in Toscana, abbiamo sforato di un’ora i tempi prefissati per la discussione. Ho moderato tanti incontri ma, credetemi, ero il primo a non voler finire di parlare, unico uomo privilegiato della serata fra nuove e vecchie amiche del mio blog.

Ci siamo ripromessi di rivederci al prossimo evento a Milano, che stiamo organizzando anche per recuperare coloro che non sono riuscite a venire in questo inizio di ottobre 2017.

A proposito di prossimi eventi, date e luoghi di mio passaggio.

Vi posso già confermare che avrò sicuramente tappe a Modena, Roma, Torino, Firenze e Bari. Vi farò sapere luoghi e date ma…

Mi state chiedendo di venire un po’ ovunque, soprattutto se non siete fra le città già previste.

Allora, Potete anche proporvi di organizzare un evento creando già dei gruppi di amiche pronte a partecipare (non siete in poche a raccontarmi che già fate cene e aperitivi periodici fra amiche per parlare dell’ultimo articolo del blog di Pellizzari e… vi confesso che vi ho un po’ copiato con l’idea delle serate Pellizzari), suggerire una location a voi gradita dove volete

Scrivetemi a:
Anpellizzari@icloud.com

Una mail che potete usare appunto per invitarmi, proporvi per organizzare localmente la cosa o solo per farmi domande private su argomenti che vi interessano.

Ah, sono benvenuti anche i lettori maschietti, in Toscana c’erano e hanno contribuito brillantemente al dibattito.

Grazie e… Sincerely yours

Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

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Aperitivo con il mio blog a Milano il 4 ottobre

Care lettrici e lettori, come promesso iniziamo “le serate Pellizzari”.

Cosa Sono e cosa succederà? Di fronte a un gustoso aperitivo corredato dal giusto contorno mangereccio chiacchiereremo a ruota libera degli argomenti del mio blog.

Domande, risposte, scambi di idee e di storie: ci sarò io ma il bello sarà confrontarci a tutto tondo su questi argomenti.

La prima serata si terrà a Milano, zona Magenta, mercoledì 4 ottobre, inizio alle 19 e fino alle 21 circa e tratteremo gli argomenti di un post di particolare successo tra di voi: “Lui non lascia lei ma non lascia neanche te”.

I posti alla serata sono riservati e a esaurimento.
Per informazioni e prenotazione scrivere a :
Seratapellizzari@gmail.com

Vi aspetto!

http://www.alessandropellizzari.com/lui-non-lascia-lei-ma-non-lascia-neanche-te-perche/