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Tutta e solo colpa dell’amante

Adesso chiami la tua amante davanti a me
Adesso chiami la tua amante davanti a me

È tutta colpa dell’amante: adesso la chiami e la lasci di fronte a me

Nella saga degli amanti, spesso tragedia dell’amore incompiuto, arriva un momento in cui il coniuge tradito di uno dei due scopre l’esistenza dell’amante.

Che cosa succede in questi casi? A leggere le vostre storie di amanti, i commenti su questo blog sul tema (tantissimi e interessantissimi, prendetevi del tempo per leggerli, ne vale la pena) e raccogliendo le vostre “confessioni” su messenger o alla mail anpellizzari@icloud.com spesso succede ciò che segue.

LA MOGLIE SE LA PRENDE SOLO CON L’AMANTE
Se una volta il tradimento veniva punito più frequentemente con un immediato calcio nel culo e telefonata all’avvocato più feroce del circondario oggi, complice la crisi economica, il panorama di solitudine sentimentale che caratterizza molte delle storie dei single over 40 (il mercato degli uomini papabili è desolante, lo descrivo spesso in queste pagine) e tutta una serie di vincoli matrimoniali che vanno dai figli piccoli al mutuo oggi, dicevo, la moglie tradita “perdona” e tiene in casa il marito traditore.

O meglio, più che perdonarlo lo tramuta spesso, seduta stante, in povera vittima delle trappole sessuali di qualche zoccola senza scrupoli, quella che qualcuno sui social ha descritto come “la vacca che arriva nel tuo giardino ben curato da anni e te lo divora in una scopata”. Ho già scritto qui che il tramonto del sesso di coppia, non la vacca, decreta spesso la fine di una coppia longeva.

Questo tipo di moglie tramuta il marito in una sorta di figlio aggiuntivo, sublimando la marachella (anche se lui ha l’amante da tempo, a volte anni) con un astio che si concentra tutto su “Quella Troia rovina famiglie”.

Come se il termometro fosse colpevole della febbre, come se non esistesse mai un concorso di colpa anche del coniuge tradito in queste vicende (leggi qui), come se lui fosse reso incapace di intendere e volere da una scopata fatta come si deve.

Insomma, come nelle dittature descritte dalla storia, certi coniugi additano come unico responsabile dell’attacco vile alla madre patria il nemico esterno, subdolo, feroce, rovinafamiglie.

È più facile fare così ma non salva il matrimonio è, soprattutto, non lo preserverà da future corna.

Perché un regime carcerario da 41 bis in casa, col telefono sotto controllo, i social chiusi per fine attività e le uscite da single del marito azzerate non potranno durare per sempre e, quando il tempo avrà fatto assopire il cane da guardia, il lupo pur avendo perso il pelo a suon di litigi e minacce ricomincerà col vizio.

Non solo perché il lupo è e rimane un predatore, ma perché evidentemente quello che non ha funzionato nel matrimonio, fosse sesso inesistente o routine da colpo di sonno ogni sera davanti alla tv, continua a non funzionare.

Le 2-3 coppie su dieci che vedo e delle quali sono a conoscenza che, di fronte allo shock del tradimento sono risorte davvero e hanno ricominciato rilanciandosi, non hanno infatti reagito additando il terzo incomodo come unico e solo responsabile del disastro. Anzi, spesso non se ne sono curate per nulla, se non per le ovvie domande di rito e utili a capire (la ami, da quanto siete insieme, che cos’ha lei più di me…). Queste coppie si sono concentrate sull’analisi interna del che cosa abbiamo sbagliato con l’intento di capire per ricostruire.

Queste coppie rinate hanno scoperto, grazie proprio a un tradimento, che l’affetto aveva sepolto l’amore nella routine.

Quindi non è il possesso e il controllo che salverà il tuo matrimonio. Mai.

E l’amante non c’entra nulla. È solo la buca su una strada sconnessa e non mantenuta ad hoc da immemore tempo.

A meno che non abbia fatto lei, l’amante, la grandissima cazzata di informare la moglie per ripicca, vendetta o nel tentativo folle di far prendere a lui una decisione troppo spesso rimandata, un atto di suicidio sentimentale e morale che non giustifica forse altrettanta violenza, ma il biasimo generale in questo caso sì (leggi qui). Ed è inutile, ma molto utile per disprezzarsi ed essere disprezzate. Un buon modo per passare dalla parte del torto quando non è un torto amare un uomo impegnato. Semplicemente succede. Anche a chi è stato precedentemente tradito.

LA MOGLIE LO COSTRINGE A CHIAMARE L’AMANTE
Fra le umiliazioni più dolorose e allucinanti che mi raccontate c’è quella di lei che dopo averlo catechizzato per bene e averlo costretto a giurare che lascerà senza indugio l’amante, non paga di aver assistito alla scena a volte raccapricciante per autolesionismo maschile del mea culpa, pretende che lui chiami l’amante in diretta per lasciarla.

Così lui chiama, recita la sua parte da cane bastonato e da uomo senza attributi (gli stessi che sfoggiava al motel) e l’amante sente pure sotto le contumelie e gli insulti della moglie inferocita.

Una scena penosa e soprattutto inutile per salvare un matrimonio spesso irrecuperabile. Ma tu moglie davvero vuoi tenerti un uomo così, al guinzaglio, col braccialetto elettronico alla caviglia che suona se si allontana da casa e ridotto a figlio minore ripetente? Questo sarà il vostro nuovo futuro, amore, matrimonio?

IL CONIUGE CHIAMA L’AMANTE DIRETTAMENTE
Un’amica ha paragonato questo gesto a quello di un bambino che sta perdendo al gioco e per questo ribalta per terra il tabellone o le carte, oppure se ne va o picchia l’avversario.

Apparentemente giustificato dalla disperazione, questo gesto, questa volta non solo femminile perché posto in essere anche da qualche marito, oltre ad avere tutti i difetti descritti nelle reazioni precedenti, ha in più una caratteristica di autogol pazzesco, e mi ricorda un po’ quel marito tradito che per fare dispetto alla moglie traditrice si era tagliato le palle.

Perché autogol? Perché per assurdo è meglio dibattere e coinvolgere il partner in una discussione che sfocia nel “adesso lo/la lasci” che entrare a gamba tesa costringendo l’altro o l’altra a lasciare il campo fra improperi e minacce spesso fuori da ogni logica ma anche legalità.

C’è gente che si è trasformata in stalker e ha avuto anche guai legali per aver tentato di “convincere” direttamente l’amante, attraverso la violenza verbale e spesso minacciando anche quella fisica, pensando che contro una persona spregevole come una o un “rovinafamiglie” tutto sia lecito.

Sfoghi a parte, il fatto che dall’altra parte la risposta possa essere pacata, soffocata da sensi di colpa vari e l’amante batte in ritirata, tu che hai preso in telefono in mano hai avuto una vittoria di Pirro. Forse hai scacciato la vacca che ti mangiava il prato ma il tuo esercito si è distrutto per questo. Ora ci sono solo morti sul campo di battaglia.

Non solo. Tua moglie o tuo marito forse ti lasceranno per questo, se non subito dopo, perché toccheranno con mano quanto il tuo gesto non sia disperazione ma prepotenza, non sia amore ma possesso.

Risultato? Forse quell’amante batterà in ritirata ma il tuo coniuge ti disprezzerà, perché ancora una volta gli avrai fatto toccare con mano che in fondo, lei o lui, non contano nulla anche in questo drammatico frangente. I loro sentimenti non contano nulla, se ne resteranno col cuore spezzato e identificheranno in te il fallimento della relazione (extraconiugale), che forse sarebbe fallita comunque ma sicuramente non torneranno tra le tue braccia. Non si vince al gioco dell’amore barando.

IL CONIUGE TI PERDONA. E BASTA
Lo so che sembra che io sia sempre dalla parte degli amanti, ma lo sono solo per un motivo che ripeterò alla nausea: il termometro non è la causa della febbre, ne dà la misura e basta.

Quindi inutile prendersela con chi va con gli sposati: il 50% della popolazione adulta ha avuto almeno una volta una storia con una persona impegnata quindi cosa ci stiamo raccontando? Forse dovremmo piuttosto rivedere dinamiche dogmatiche come quella dell’eterna fedeltà e dell’indissolubilità del contratto matrimoniale. E chi oggi si erge a censore della morale altrui il più delle volte di nascosto ne fa di cotte e di crude o potrebbe ritrovarsi domani nascosto nudo in un armadio, quindi un bel tacer…

Tornando al coniuge che perdona davvero, ecco una figura che io ammiro tantissimo. Perché così come me la prendo con il tradito cieco di livore che dà lui o lei il colpo di grazia al suo matrimonio come descritto nelle storie precedenti, così riconosco il grande dolore di chi ama ancora il coniuge che invece ha preferito, anche se temporaneamente, altri.

Un dolore profondo, il crollo delle certezze che ho provato anche io, come tutti i traditi. Eppure ci sono persone che amano così profondamente per le quali il tradimento non è sufficiente per non perdonare e per non riprovarci.

Queste persone non contattano l’amante, non minacciano, non pretendono nemmeno che il coniuge chiuda con la storia in atto, chiedono solo: ma tu mi ami ancora? E di fronte a veri o pietosi non lo so aggiungono: possiamo riprovarci?

E lo pensano veramente: dolore, soldi, figli non contano nella volontà di stare assieme, conta ancora l’amore.

Non sono mossi dall’egoismo nel rivolere che il partner torni da loro ma, mantenendo la dignità e lasciando lo spazio al coniuge per capire cosa vuole realmente, sono anche capaci di farlo ritornare grazie all’atteggiamento mantenuto. Queste due persone saranno probabilmente in grado di far ripartire la loro unione e l’amore perché non saranno stati intaccati dai gesti sopra descritti ma si alimenteranno della stima e del rispetto dimostrati.

Queste persone sono davvero le uniche ad avere reali chances di rigenerare la coppia e, in più, non dovranno mai maledirsi per aver costretto il coniuge a una convivenza forzata che poi spesso porta comunque ad altre corna e divorzio.

A loro i miei più sinceri auguri di successo o di autogiarigione, magari attraverso un nuovo amore anche per loro.

LA MORALE
Minacce, violenza fisica o verbale, proiettare all’esterno della coppia le responsabilità del fallimento interno o della fine di un amore possono soddisfare la sete di vendetta immediata o fare da paraocchi per un po’, possono mettere ko un amante non serio nelle intenzioni e far guadagnare tempo a una famiglia zoppicante, ma è una bomba a orologeria destinata a deflagrare presto.

Una bomba che non solo distruggerà quel che resta di quello che era il vostro amore di una volta, ma brucerà anche stima e affetto, due valori che mantengono buonissimi rapporti fra molti separati e divorziati, e Dio solo sa quanto ciò sia importante se ci sono di mezzo i figli.

Sincerely yours

Foto Voyagerix iPhoto

Che cos’ha lei che io non ho? L’altra donna

due si contendono un uomo, una sola vince: perché?
due si contendono un uomo, una sola vince: perché?

Spesso, nelle nostre storie amorose, esiste un’altra con cui competere. Moglie, amante, una fidanzata che lui continua a frequentare, persino altre donne di cui non sappiamo ma che lo “distraggono” dal concederci le stesse attenzioni di una volta, o darci l’esclusiva.

La domanda, per tutte, rimane la stessa: che cos’ha lei che io non ho? Perché non mi sceglie in modo definitivo? Perché non la lascia ancora?

Vediamo che cosa dice quella che io chiamo l’epidemiologia di coppia, la “mia personal scienza” che studia “statisticamente”, attraverso le vostre storie e confessioni (con un pizzico della mia esperienza) l’andamento delle relazioni di coppia.

La risposta cambia a seconda del vostro ruolo. Vediamoli singolarmente

SEI LA MOGLIE
L’altra, ovviamente, è l’amante. Da quando hai saputo o hai scoperto che c’è, a parte lo sgomento e la disperazione iniziali e tendenti al cronicizzarsi, soprattutto se hai deciso di lottare per tenerti il marito, il fatto di sapere che cos’ha lei più di te ti tormenta ma è anche la chiave per capire quante probabilità hai che tuo marito torni a Canossa.
Beh, lei ha innanzitutto una carta che tu non hai più: il sesso. Tuo marito ti ha tradita, secondo la mia epidemiologia di coppia, perché non scopavate più, oppure non scopavate abbastanza (e abbastanza non è una volta al mese, anche se lui è over 50) oppure scopavate così così. Scopare così così significa che il modulo sequenza (preliminare preferito, posizione preferita, durata preferita, orgasmo preferito) che all’inizio funzionava perché rappresentava il mix del sesso di coppia preferito (appunto) da tutti e due ora è diventato routine, noioso, quasi uno sfogo fisico più che vera attrazione e voglia di farlo. Se poi lo fate così solo o meno di una volta al mese non solo lui ma anche molte donne, prima o poi, spinte proprio da questa mancanza, troveranno un modo per fare del sesso migliore.
E l’amante scopa SEMPRE meglio di voi. Perché ha deciso di mettersi con vostro marito per le sue stesse esigenze (qualità del sesso e suo fascino), perché se è single evidentemente non gliene frega niente che lui sia occupato (e una donna che dà questa sicurezza è un enorme vantaggio per uno sposato, almeno finché lei non si innamora e inizia ad avanzare pretese), perché è un “corpo nuovo” tutto da scoprire, perché è più giovane (non sempre ma spesso sì, o solo più in forma e curata), perché lo riempie di quelle attenzioni che voi ora date a casa, lavoro e figli. L’amante sullo scopare è invincibile per almeno 3-6 mesi, la fase ludica dell’amantato, quella con molto sesso, emozioni e novità.
E non importa che lui scopi ancora anche con voi (cosa che i più negano quando l’amante glielo chiede): lo fa perché in un primo tempo l’eccitazione di avere un’amante ha un effetto ridondanza, porta cioè ad avere più rapporti su due fronti (mio padre diceva che l’esercizio sviluppa l’organo); poi perché un uomo “caldo” difficilmente rifiuta un approccio; infine perché non concedersi a voi, almeno una volta ogni morte di Papa (avete forse notato che siete voi ultimamente a farvi avanti senno lui sta tranquillo?) toglie inevitabili sospetti, e anche quando lo avete scoperto è un buon “calmante” (teorico, ma vi fa sperare in un “mi vuole ancora”).
Scopare meglio di voi non è poco: sono convinto che il sesso rappresenti l’80% dell’asse portante di una coppia, visto che è anche il motivo numero uno, insieme a noia e voglia di emozioni/sentimenti, a portare più del 50% di noi a tradire almeno una volta.
Altro che lei potrebbe avere più di voi? Di solito è una versione riveduta e rinfrescata di quello che eravate voi nei tempi d’oro della coppia: divertente, brillante, vogliosa, fresca, magari senza figli fra le balle e tanti pensieri mutuo compreso.

SEI L’AMANTE
Perché, nonostante il grandissimo sesso che state facendo, la passione, magari anche i sentimenti che state provando tutti e due (almeno dice che è così anche per lui) e il divertimento, le affinità elettive, la luna e le stelle lui non lascia la moglie? Lasciamo per un attimo da parte le solite ragioni che sappiamo pesano tantissimo sulla bilancia (figli, reddito, casa, beni, separarsi costa un botto e non solo in avvocati, sensi di colpa) e concentriamoci su quelle che, sotto sotto, non lo convincono a fare il grande passo, soprattutto se lo ha annunciato (salvo retromarcia) tante volte.
Che cos’ha più di voi la moglie? Di fatto e spesso lui la stima (sì, ho detto stima) più di voi. Quando lui pensa a un possibile futuro con voi, messi da parte gli accessori che rendono una mezza giornata con voi una vacanza (sesso e divertimento, possibilità di parlare ed essere capito, persino poter parlare male di moglie colleghi e amici con qualcuno nudo – in tutti i sensi- di fianco a te), lui lo paragona a quello che ha. E lui ha una donna che certo non scopa più bene come voi, ma alla quale è affezionato (salvo casi di guerra familiare, qui stiamo parlando di una moglie che può competere, non di un’arpia che lo tiene per il collo con figli e soldi: ripeto, andiamo sullo psicologico questa volta, non sul materiale). Magari la stima anche sul lavoro.
Rimarrà sempre la madre dei suoi figli, e questo è un legame viscerale, come quello dei figli con la madre. Tu non ce la fai a scalzarla perché, nonostante tutto, non reggi il paragone. E lui, quando vi pensa sotto lo stesso tetto in un futuro, pensa che tu potresti non essere all’altezza di colei che per tanti anni lo ha reso felice al punto di costruirci una famiglia. Già perché, anche se il loro matrimonio è “finito” da certi punti di vista, lei rimane la casa, tu sei la palestra, la piscina, il campo da tennis. Belli quanto vuoi, ma “annessi” alla casa di famiglia. E se lui non riesce a vederti come “casa”, non andrà a vivere in un campo da tennis.
Sul sesso, poi, ci sono due tipi di uomini: quelli che scopano davvero solo con voi e quelli che scopano ancora, non importa se ogni tanto, con la moglie. La maggior parte degli uomini, su questo punto, mente all’amante: bisogna avere del coraggio per porvi di fronte a questa ammissione che è fonte inesauribile di gelosia e dolore, quindi perché farlo? Una bugia “bianca” si dice, ma nasconde un pericolo. Perché mi risulta, da quello che mi raccontate e ho visto con i miei occhi, che sono quelli che davvero non hanno più rapporti sessuali con il coniuge da tempo non irrilevante a essere quelli che poi si decidono (pochi), purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) a crearsi una nuova famiglia.
Insomma, lasciare la strada sicura, per quanto ammaccata vecchia e da riparare, per una nuova della quale non si intravede l’orizzonte è difficilissimo per gli uomini, fatta anche la tara sul discorso soldi e figli, che comunque pesa come la carta legale. Dovete davvero valerne la pena, il letto da solo e due risate non basteranno, quello è l’effetto vacanza e novità.
Dimenticavo: gli uomini parlano meno delle donne ma quanto a promesse alle amanti, se non sono eccezione di correttezza (lui non ti ha mai detto la lascerò, per esempio), sono logorroici. Credo faccia parte dell’eccitazione sessuale per voi dire che siete la migliore, che non si era mai sentito così eccetera eccetera. Se è vero davvero la lascerà. Se, come spesso accade, è una dichiarazione di intenti dettata da entusiasmo coitale, voi non avrete abbastanza carte per vincere la partita.
Ma se è più di sei mesi che state insieme forse lo sapete già dentro di voi: lui fa tante parole, ma pochi fatti. Viene comunque, per un motivo o per l’altro, sempre prima lei e voi non guadagnate terreno: questo è il vero termometro del futuro.

SEI LA FIDANZATA UFFICIALE
Non poche fidanzate single, non importa l’età, devono spesso competere con una o più sconosciute. Sono cioè delle “concubine” a loro insaputa, cioè secondo Treccani Donna che convive in unione libera con un uomo. Per te la domanda diventa “che cosa hanno le ALTRE più di me”. Credo che questo sia un tipo di lotta con l’altra possibile nella vita del vostro uomo che forse non ha la drammaticità delle vostre “colleghe” amanti o mogli tradite ma che ha un grande limite che vi rema contro, se siete prese o addirittura innamorate di lui: l’altra c’è ma è un fantasma. E voi siete la seconda scelta, concubina o riserva, non importa come chiamarvi.
Nel senso che l’altra o le altre sono reali, ma lui ne nega l’esistenza (un po’ come con l’amante all’inizio), e questo non vi permette spesso addirittura di capire perché con voi le cose non vanno bene o come andavano all’inizio. Come si fa a rispondere alla domanda “che cos’ha lei più di me” se non sei neanche sicura o al corrente della sua esistenza?
Facciamo un esempio concreto. Lui dice di essere innamorato, affezionato (ahi affezionato… che è tuo fratello?) preso da voi ma… sta tantissimo su chat telefoni e social. Esce per i cavoli suoi ha molti amici e vi coinvolge in queste cose una volta ogni dieci. Il tempo insieme è limitato: lavoro certo, amici certo, libertà personale (è vero che preserva la coppia, ma non se la coppia di fatto non c’è per mancanza di tempo insieme). Se non siete vittime di un caso di stashing (Lui ti nasconde? Non ti fa mai uscire in pubblico con lui, non conosci i suoi amici, men che meno i familiari, sai poco della sua vita? leggi qui di cosa si tratta) lui potrebbe avere un’altra.
Può essere in fase di corteggiamento di un’altra, o di altre, perché molti maschi, grazie ai social, lavorano su più donne contemporaneamente, in attesa che la prima abbocchi. Oppure aver già rivisto la ex ripescata su Facebook che da acerba bellina si fatta una over superdonna irresistibile. Oppure è già andato a letto con una che gli piace più di voi. In ogni caso, se lui è in caccia, che cos’ha lei più di me ha una risposta: tutto perché tu non basti e, per questo, tutte sono migliori di te potenzialmente. Insomma, sei messa male perché il nemico è nascosto nella giungla, ti spara addosso e tu non capisci neanche da dove arrivano i colpi. Una cosa la capisci: lui è cambiato o sta cambiando. E tu non sei più sul piedistallo, perché c’è (o ci sarà presto) un nuovo sceriffo in città.
Perché non vi lascia? A parte che l’uomo non lascia mai (leggi qui perché) voi siete comode: se è in caccia intanto ha la scopata assicurata, così come in fase di corteggiamento. Se sta già scopando con un’altra magari voi andate, per adesso, ancora bene per alcuni aspetti, anche sessuali. Un consiglio a voi lo passo, ve lo meritate: se appena avete sentore di qualcosa del genere scappare da lui a gambe levate. Non prima di avergli fatto un terzo grado: leggetegli negli occhi le risposte. Nel bellissimo film il Destino di un cavaliere il protagonista dice al suo avversario: Sei stato pesato. Sei stato misurato. E quant’è vero Dio, sei stato trovato mancante.
Se tu sei una “concubina” a tua insaputa non processarti: condanna lui e liberatene. Perché tutte quelle “nuove” hanno qualcosa più di te già da ieri.

Sincerely yours

credito foto iStock princigalli

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?

Ti amicchio
Ti amicchio

Lui ti dice ti amo, ma ti ama?
Ti amo è un’affermazione che dà, in un istante, tutto il peso della coppia, uno status report della relazione in atto, sia essa matrimonio, fidanzamento, convivenza, amantato o una start up sentimentale. Lo è anche se detta frettolosamente come un banale ciao, o se viene detta mentendo.

Ti amo è quindi rivelatore dello stato della coppia, e segue delle norme di comportamento che dovrebbero riservarlo a momenti di verità, mentre nelle realtà subisce un abuso che lo rende spesso più annacquato del ti voglio bene, una dichiarazione di affetto idonea per amici e fratelli, non per chi ha reiterati rapporti sessuali.

Ecco alcuni ti amo per me e per voi, che me li raccontate con le relative storie, degni di nota e di riflessione.

Il ti amo durante il sesso
È il più falso e il più abusato, soprattutto dagli uomini. È facile amare una donna che ti sta facendo godere e dirglielo sotto orgasmo. Lo trovo però molto scorretto, chiunque sia a dirlo, se non corrisponde al vero. Sarebbe da stigmatizzare durante il periodo refrattario. Fossi in voi gli chiederei, mentre fumate dopo o qualunque cosa facciate: “hai detto che mi ami, lo pensi davvero?”. E poi giudicate dalla risposta. Se lui afferma “sono cose che si dicono in certi momenti” sappiate che avete probabilmente a che fare con un personaggio disposto a mentire anche sull’amore. Ammiro invece quei lei o lui che evitano di esprimere il massimo dei sentimenti nel momento di massima gratificazione e debolezza umana, il sesso. Non sarà gratificante per voi magari dire ti amo (se lo amate veramente) e non sentire risposta analoga, ma almeno avrete a che fare, se non con un partner che vi ama, con uno sincero che non spreca questa parola. Un consiglio: ti amo va bandito dalle lenzuola, che sia vero o no. Va detto forse dopo, quando l’orgasmo è sfumato e siete rientrati nella realtà, anzi lui è nel periodo refrattario maschile, un momento di verità impagabile, visto che il maschio in genere rivela proprio in questo frangente la sua vera natura (ha ottenuto quello che vuole: vi coccola o dorme? Vi sta vicino o lontano? Vuole andarsene a casa sua o vi chiama un taxi?… leggi anche Era più simpatico prima di venire.).

Il ti amo troppo precoce
Vi siete conosciuti qualche mese fa. Tutto sembra andare bene, vi vedete abbastanza spesso, sesso e dialogo funzionano. Ma, oggettivamente, ripulita la mente dai sogni sul principe azzurro, è davvero troppo presto per parlare di innamoramento. Passione fisica, coinvolgimento, divertimento, belle speranze ma… siete all’inizio. Credete al colpo di fulmine? Io anche, ma come credo ai miracoli: sono frequenti quanto una vincita milionaria a qualche gioco. Quindi se lui vi dice ti amo in questa fase primigenia della vostra storia allarme rosso! O è un bugiardo, o è un esagerato entusiasta. In tutti e due i casi il sintomo non è buono. Il bugiardo vi sta vendendo oggi l’amore, domani chissà. L’entusiasta vive fuori dalla realtà e quindi, spesso, non sa neanche che cosa vuol dire amore, forse non lo ha mai provato. È come se dicesse pizza: gli piace, ma è pur sempre una pizza, non il pranzo del matrimonio.

Il ti amo all’amante
Se ve lo dice siete arrivati a una svolta, spesso drammatica. Gli amanti seguono delle regole precise, come i robot della Fondazione di Asimov. La prima legge della robotica recita: Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
La prima legge degli amanti recita: lui e lei non possono recare danno alla famiglia di riferimento né permettere che il segreto della loro relazione, rivelato, possa recare danno. L’amore vero reca sempre danno agli amanti, tranne che in un caso. Perché è falso o impossibile, cioè viene detto solo per gratificare ma non produce quello che deve produrre, cioè una nuova coppia vera, non a cottimo. Oppure è vero, e allora produce un bivio. Il più frequente, con lui che vi ama ma non abbastanza da rinunciare alla moglie, ai figli, ai soldi. Così inizia uno stillicidio di sentimenti finché Voi non lo lascerete per mancate decisioni. L’altro bivio è più raro ma lo auguro a tutti gli amanti ai quali non basta essere amante. La nascita di una nuova coppia innamorata. Divorzio, in una parola. Nuova vita, in una parola. Ti amo veri a go go. Ma sempre al prezzo di molte sofferenze per tutti.

Il ti amo alla moglie tradita
Spesso è un ti amo di pietà. Voi siete l’amante e chiedete: tu ci scopi ancora con lei? Otto su dieci risponderanno no. Mentendo. Chiedetegli: lei ti chiede se la ami? E tu cosa rispondi? Non importa cosa vi risponderà. Nella realtà un uomo che tradisce la moglie ed è ancora a casa perché non ha preso la fatidica decisione (e spesso non la prenderà mai) risponderà “certo che ti amo”. Non ha scelta. A meno che non sostituisca il “ti amo” con un ” ti devo parlare”. Un ti amo obbligato, spesso senza via di uscita. Come amante dovete offendervi di questo? Solo se non siete più “amanti pure”, ormai aspirate ad altro che non è più la parte ludico sessuale dell’amantato e avete già trasgredito le leggi della robotica amorosa. Se siete ormai qualcosa di più di una “semplice” amante il fatto che lui dica ti amo a sua moglie, e magari lo dica anche a voi, impone una scelta. O lei o voi.

Ti amo è troppo prezioso per abusarne. Ditelo poche volte nella vita. E mai con il cervello.

Sincerely yours

Come si lascia un amante?

Come si lascia un amante?

Come lasciare lui, il tuo amante? Con dolcezza? Rabbia? Lacrime? Sorrisi di rassegnazione? Facendogli capire il dolore che si prova?

Me lo chiede un’amica lettrice di questo blog, lei sposata, lui sposato, amanti da dopo l’estate, il dopo vacanze, il periodo in cui le coppie tradizionali scoppiano (leggi qui quanto letali e perché possono essere le vacanze insieme).

Laura, la chiamerò così, vive una situazione ormai molto diffusa. Qualche mese fa si è ritrovata, così mi racconta, fra le braccia di un altro uomo. È successo, nonostante il matrimonio suo e del nuovo partner, a dispetto della logica, delle convenienze, dei sensi di colpa.

Gli amanti sono così, rispondono a un bisogno, sopito e che esplode in presenza della persona, dell’occasione giusta. Che sia fisico, mentale o tutti e due, il “tradimento”, come continuiamo a chiamare per me in modo repressivo, eccessivo, sbagliato e colpevolizzante quello che è ormai pratica comune, il tradimento risponde a qualcosa che manca.

Ma non voglio tornare ancora una volta sulle motivazioni che spingono ad aprire quella finestra che dal matrimonio fa scappare nel mondo esterno alla ricerca di passione, amore, emozioni.

Qui si parla della quasi inevitabile fase finale, perché quasi tutti gli amanti si lasciano. E Laura mi chiede, vi chiede: come lasciarlo?

Già perché c’è un’altra costante nelle storie degli amanti: lui non decide. Non sceglie fra moglie e amante. Oppure sceglie la moglie, ma non ha il coraggio di essere lui a lasciare. Un uomo non lo fa quasi mai.

Perché? Vigliaccheria? Probabile. Calcolo? Spesso. L’uomo medio pensa spesso che in ogni caso è meglio fare in modo di essere lasciati, quindi fa di tutto, a parole e a fatti, per essere lasciato. Ma non pronuncerà mai la frase ti lascio. Non vuole sentirsi in colpa, per quanto il suo immobilismo possa provocare dolore, possa essere crudele. Non vuole essere accusato o sentirsi più in colpa di quello che si sente.

Pochi uomini infatti hanno i coglioni di prendersi la responsabilità di dire è finita, io non posso e non voglio lasciare mia moglie per questo e questo motivo. Si limitano a dire io non posso, punto. A volte aggiungono il perché, per esempio se ci sono di mezzo i figli, sanno che una donna questo lo capisce più di ogni altra cosa, ogni donna è madre, anche se non ha figli o non li ha ancora avuti.

Quindi eccoci qui Laura, come tante, per i motivi che ho detto, dovrai essere tu a fare il grande passo, altrimenti lui aspetterà che tu lo faccia all’infinito, lasciando che l’attesa ti logori fino a non poterne più. E tu non devi aspettare questo momento, devi lasciarlo adesso.

Sì ma come, tu chiedi.

Molti anni fa sono stato lasciato anch’io. Lei mi ha detto, voglio un’ultima cena. Mi sono detto, una cena, l’ultima gliela devo, non ho avuto il coraggio di essere così vigliacco da negarmi un’ultima volta, imponendomi mentalmente di essere corretto ma fermo e, soprattutto, di non cadere nella fortissima tentazione di andare ancora una volta, l’ultima indimenticabile volta, a letto con lei.

Lei, bellissima, con gli occhi lucidi ma ferma, mi ha presentato uno specchio dove ho rivisto tutti i miei limiti con lei. Ho rivisto felicità, passione, gioco, serenità, ma ho anche visto la razionalità che mi faceva decidere di rinunciare a tutto quello.

Lei ha concluso dicendomi. Lo vedi questo tavolo? Una volta era tutto tuo, ora lo hai perso. Non del tutto, ha aggiunto, non posso negarti che questo angolo del mio cuore sia ancora tuo, ma è un angolo, non è più il tavolo. Ci siamo detti addio con un bacio che non posso scordare.

E tu cosa devi fare? O meglio, come lo devi lasciare? Dici che lui rifiuta persino un ultimo incontro, probabilmente perché ha paura di cedere, o si vergogna, banalmente, di guardarti in faccia. O non vuole soffrire.

Forse ha ragione lui, meglio tagliare come se usassi una scure. Fai come quei pochi maschi che lasciano davvero, con una telefonata, un messaggio, e poi silenzio.

Lo so, è brutto, maschile, poco coraggioso, superficiale, ma lui forse se lo merita, se non ti concede neanche l’ultima cena. Quindi fai scattare la ghigliottina tu. Senza rabbia, non ti posso dire senza rimpianti, ma è la cosa giusta da fare, e la devi fare tu perché lui non lo farà.

È poi silenzio. Sparisci. Non rispondere, non cercarlo, togli contatti social e messaggerie che lo riguardano. Tu resta invece, vivi la tua vita reale e virtuale senza di lui, perché la vita deve andare avanti, e ti ci devi abituare. Silenzio, ma silenzio davvero, altrimenti non sarà una chiusura vera, ma per te uno stillicidio dolorosissimo.

Fatti aiutare in questo periodo. Amiche, psicologo, quello che vuoi, ma non rimanere da sola con il cuore spezzato. Ti sentirai anche meglio, credimi, negli intermezzi della disperazione, ma non durerà a lungo il dolore, soprattutto se reagirai e starai in mezzo alla gente.

Dimenticavo. Io sono tornato indietro. Qualche mese dopo quell’ultima cena non ce l’ho più fatta e sono tornato a cercarla. L’ho riconquistata per il rotto della cuffia, perché lei era bellissima e molto corteggiata e si sa, chiodo schiaccia chiodo. Come è finita? Mi ha fatto i tre regali più importanti della mia vita, i miei figli.

Ecco ora tu dirai Laura, perché Alessandro mi racconti questo? Perché mi dai una speranza, ora che mi avevi quasi convinto a chiudere senza se e senza ma?

Laura, il mio lieto fine in realtà è passato anche lui attraverso l’abbandono. L’amore, soprattutto quello fra amanti, richiede questo nella maggior parte dei casi. E, in alcuni casi, purtroppo credo minoritari, serve proprio a svegliare l’uomo che non decide. A dargli quello shock che gli serve per capire se sulla bilancia pesa di più l’amore o la convenienza, che si chiami figli soldi o non posso abbandonarla.

Ma lui deve vedere, deve toccare con mano che tu non ci sei più, che sei ormai perduta. E questo dipende da te, lui non collaborerà.

Tornerà? Te lo auguro, ma solo se torna per non andarsene più. Non tornerà? Lasciarlo è comunque, a questo punto di tutte le storie di amanti quando si infilano nel vicolo cieco del non decidere, non andare avanti, lasciarlo dicevo è comunque la scelta da fare.

Quindi Laura armati di coraggio e fallo. Senza rabbia, senza dolcezza, fallo come se fosse un telegramma. Tanto i rimpianti ci saranno. Ma la malattia non durerà e, un giorno, sarai guarita, magari con a fianco il vero uomo della tua vita.

Dimenticavo. Non rassegnarti a una vita grigia, non chiuderti in convento. Molti matrimoni rinascono da questi dolori. O, se finiscono anche per questi dolori, se non erano già finiti prima, preludono a una vita migliore. Ma tu non rinunciare all’amore nel futuro, perché a dispetto di quello che ti è successo, esiste. Ma chi non gioca la schedina è solo sicuro di non vincere.

Sincerely yours

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Lui ti sta mentendo o dice la verità? 


 
Cara donna e lettrice… Lui ti dice la verità o ti sta mentendo? Su tutto o su qualcosa? Puoi fidarti oppure no? È un bugiardo o è onesto?

Dietro a questi quesiti e sospetti si tormentano migliaia di donne ogni giorno, alle prese con maschi sempre più silenziosi, introspettivi, sfuggenti, omissivi eeee sì, anche bugiardi.

Ma allora, come distinguere il riservato dal bugiardo, l’omissivo dal vero timido, lo sfuggente colpevole da quello distratto e innocente? Da questo a volte dipendono scelte più o meno decisive per i vostri sentimenti.

Si va dal semplice “gliela mollo oppure no” delle schermaglie iniziali, dove si deve costruire quella fiducia tale perché lui “se la meriti” (a meno che non si decida di rispondere anche al feeling sessuale, cosa diffusa e non criticabile, anzi per me fisiologica anche ai fini della vera conoscenza), ai grandi drammi degli amanti, dove c’è un lui che promette di lasciare la moglie per voi. 

Come discernere la verità dalla balla? Qualche elemento generale applicabile alla categoria Uomini c’è. 

Non credo innanzitutto al linguaggio del corpo, perché vige la regola della pressione. La regola della pressione dice che la minima e la massima vanno misurate più volte (in genere tre e poi si fa la media) perché solo il fatto che ve la stia provando il medico o state pensando di farlo voi emoziona, e quindi la alza. 

Figuratevi un uomo davanti a voi che lo guardate con occhi penetranti di bragia dantesca e fate una domanda cruciale tipo “mi ami davvero?” “Lascerai tua moglie” o “con chi eri ieri sera”. Se non è un bugiardo professionista, ormai abituato alle bugie tanto da non fare una piega alla domanda a bruciapelo, chiunque altro sfuggirà con lo sguardo, si toccherà la fronte o il naso, si stropiccerà le mani o farà uno di quei mille gesti catalogati nei manuali della lettura del linguaggio corporeo. Quindi io non ci credo, anzi, sospetterei di più di una risposta data senza segnali corporei, tipo cyborg. Lui, infatti, si può sentire a disagio per l’interrogatorio, non per la domanda in sé. Come lo studente preparato che non passa la prova per l’emozione di stare davanti al professore. 

Detto questo io penso che l’uomo sincero abbia due caratteristiche principali: il non contraddirsi e il saper dire anche cose spiacevoli. 

Chi mente, infatti, deve mentire sempre di più per far reggere la sua storia la quale, col passare del tempo, è sempre più balla e sempre meno verità. È inevitabile che prima o poi si contraddica. 

Sul luogo, sul suo passato, su quello che ha fatto ieri, su dove è stato quella volta e andrà domani, fateci caso, deve essere già successo almeno una volta, se avete una storia che non vi convince fra le mani.

Non sono le balle grandi a tradire “pinocchietto”, sono quelle piccole, quelle che si devono raccontare tutti i giorni e si dimenticano facilmente. Lì il mentitore cade in contraddizione. 

All’inizio di una relazione, quando dovete decidere se andare a letto con lui o no, se iniziarci una storia o no, ma anche se continuarla, quello che conta è la sua coerenza. 

Un uomo onesto sa porre anche dei limiti alle potenzialità di un nuovo rapporto, non fantastica o promette. La sua parola chiave è “se”: se saremo insieme potremo… sognare non è proibito, strafare sì. L’uomo onesto frena, il bugiardo spinge. Vacanze insieme, futuro insieme, figli insieme… al bugiardo non costa nulla, come a certi politici, spararle grosse, all’onesto sì. L’onesto mette più paletti anche a costo di perdervi, non illudendovi. Per l’onesto il domani è da conquistare insieme, per il bugiardo il domani è già oggi. Ma nessuno ha la sfera di cristallo. 

Il vostro uomo lasciatelo comunque parlare e fate domande. Lo so, sembra un interrogatorio, ma se fatto con garbo e in modo furbo non farete la figura della stracciapalle facendo scappare magari un buon “partito”.

 Il bugiardo esagera anche in cose che non hanno bisogno di essere esagerate con voi (il lavoro, gli hobby, le amicizie importanti, i viaggi, il denaro…) mentre diventa elusivo e poco ciarliero su cose molto personali tipo matrimonio, separazione, status sentimentale, tempo disponibile per voi e in generale…

Al contrario, un uomo che si apre con voi raccontandovi dettagli personali, problemi sentimentali passati, difficoltà anche economiche o lavorative, senza esagerare in perdita di dignità e lamentosità (altrimenti non sarà un bugiardo ma forse cerca la mamma e non una donna), senza perdere di autorevolezza e solidità maschile (l’uomo deve essere uomo) è sicuramente da giudicare positivamente, soprattutto se lo fa ai vostri primi incontri. 

Il bugiardo poi racconta solo successi, non parla di insuccessi, non esistono, a meno che non voglia un prestito da voi. L’onesto, se voi gli piacete come persona oltre che come donna, potrà anche raccontarvi un suo fallimento personale (matrimonio, figli, lavoro…) perché, anche se siete ai primi incontri già vi stima, già sta investendo in voi.

Attente in questi casi a non fare un errore purtroppo diffuso fra le donne: trasformare ogni occasione in un interrogatorio. Se è giusto farlo col presunto bugiardo perché ogni occasione vi fa crescere i dubbi su di lui, ed è utile perché farà scappare a gambe levate “pinocchietto” che non reggerà a lungo l’investigatrice che c’è in voi, l’onesto prenderà questo inutile e contorto protrarsi di domande e controdomande, trabocchetti e allusioni alla bugia come un’offesa, una mancanza di fiducia e la prova provata che ha incontrato una rompicoglioni patentata. Continuerà a ripetervi la sua posizione, ma non all’infinito. Risponderà alla stessa domanda nelle vostre 20 versioni, ma poi si sentirà preso in giro. E sarà lui a lasciare. 

Se il bugiardo, infatti, per ottenere quello che vuole ha iniziato con voi un percorso di menzogna, l’onesto ne ha iniziato uno di progressione bilaterale. Con quest’ultimo le domande devono scendere, non aumentare con gli incontri. E non potete pensare che ogni volta che lo vedete si riparte da zero. E non è possibile umanamente “fargliela vedere” ogni volta senza dargliela in tempi ragionevoli. Oppure dargliela a intermittenza, a seconda del vostro umore e, soprattutto, dei vostri sospetti a scadenza alternata. Avete a che fare con un uomo adulto, non un questuante morto di figa (più diffuso fra i bugiardi). 

Siete Fra quelle che considerano il sesso un “premio” da concedere solo a chi se lo merita? Se è vero che siete più protette dai bugiardi, che hanno poca pazienza (in fondo le bugie non sono che scorciatoie), è anche vero che rischiate di perdere per eccesso di diffidenza o di uso del tempo a vostra disposizione l’uomo onesto e davvero interessato a voi. 

Il sesso poi, non dimenticatelo, se per voi è un premio, per la Natura è il modo più naturale e profondo per conoscersi davvero. Colpi di fulmine a parte, sempre più rari proprio per la diffidenza imperante, è attraverso il primo bacio e poi il sesso che due persone capiscono se andranno avanti o no. Il sesso serve anche a voi come know how. A un certo punto decidetevi, non siamo nell’800!

Anche perché lui può esservi sembrato un campione di onestà a parole, ma se poi bacia o scopa male? Ci avevate pensato? Queste cose non si possono prevedere… e poi che fate, gli insegnate l’arte?

Molte donne si stupiscono di quegli uomini che spariscono dopo due o tre scopate. Certo, ci sono anche gli sportivi, quelli che devono accumulare trofei e quindi hanno un turn over di donne alto, ma ci sono anche quelli che, nonostante la prova orale superata (conta anche molto quella alla quale state pensando, birichine!), rimangono delusi da quella più concreta a letto. Non hanno il coraggio di dirvelo e spariscono? In certi casi una bugia bianca ci sta, solo i bambini dicono sempre la verità, anche se io, persino in questi casi, ho preferito essere franco. 

Ma non andiamo sul personale, sono solo un testimone dei costumi di coppia imperanti, e torniamo al bugiardo.

Il tempo è galantuomo, diceva mio nonno. E aveva ragione. Prendiamo gli sposati che vi dicono che lasceranno la moglie, sì prendiamo gli amanti. Quando vi dice la lascerò mente o è onesto?

La separazione è un percorso. Medio-lungo se vi sono figli e la coppia ha esaurito la sua spinta propulsiva in modo pacifico e “naturale” (gli sposi diventati amici, i matrimoni di lungo corso, la routine ammazzasesso a lungo andare), corto se il matrimonio è altamente conflittuale.

L’acceleratore di questo processo siete voi, conosco pochi uomini che si separano se non hanno una donna all’orizzonte, almeno una compagna potenziale. A meno che non ne possano davvero più della vita precedente, allora la separazione è una fuga, come certi matrimoni d’altri tempi che devi fare per cambiare famiglia e città. 

Se lui ha detto che voi siete la donna della sua vita e che lascerà sua moglie per voi (ripeto: se lo ha detto chiaro e forte) i casi sono due: o il suo percorso, in un ragionevole tempo avrà una progressione chiara (più tempo con voi, più decisione, inizio delle pratiche) o non l’avrà e sarà costellato di scuse e anche marce indietro. Il tempo sarà fermo, il percorso senza orizzonte visibile, mai.

Allora le promesse saranno state, se non balle, mere intenzioni. Conosco uomini veramente convinti di rifarsi una vita con l’amante in teoria, ma poi di fronte al grande passo non ce la fanno. Forse non sono dei bugiardi, ma non hanno i coglioni per vivere il vero amore, mi raccontate spesso voi, e forse avete ragione. O forse non vi amano abbastanza, meno comunque delle loro paure, dubbi, abitudini. In questo caso, appunto, non è l’interrogatorio ma il tempo a smascherare il “bugiardo” e premiare l’onesto. 

A voi, dunque, la scelta in base al suo profilo: lasciare o investire nel futuro. Il tempo è galantuomo, ma voi non fatene passare troppo per decidere, sia per il sì sia per il no. In ogni caso. Tempus fugit 

Sincerely yours 

L’uomo che amava due donne

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L’uomo che amava due donne

L’uomo che amava due donne rispose all’amante: io non lascio mia moglie e non lascio te perché vi amo entrambe, quindi non posso rinunciare a nessuna delle due.

Un uomo può sinceramente amare due donne contemporaneamente? La domanda può sembrare assurda, ma diventa molto reale se una lettrice di questo blog me la pone perché lei (e non solo lei) si è sentita rispondere così quando ha chiesto al suo lui: ma tu mi ami o ami tua moglie?

Tutte e due, in modo diverso, ma è amore….
ha risposto e risponde questa tipologia di uomo dal piede in due scarpe, quello che ama “così tanto” che non può scegliere fra moglie e amante, fra fidanzata e amica, fra convivente e “l’altra”.

Uno stallo maschile che contraddistingue tante storie di amanti. Solo che c’è da fare una netta distinzione fra chi “ama” due donne e chi, sinceramente, è innamorato perdutamente dell’amante ma non riesce a fare il grande passo per i figli, i soldi, i rimorsi, la paura.

Io rispetto chi è “bloccato” nel suo percorso di felicità da seri motivi come i figli piccoli, e diffido sinceramente dai poligami dell’amore dalle facili rassicurazioni. Non critico la poligamia, ho capito ormai che la monogamia dura il tempo dell’innamoramento o poco più: critico la menzogna spudorata, capisco la bugia buona o pietosa, che però non usa mai il verbo amare.

È dunque possibile amare due donne contemporaneamente? No, e chi dice di sì o ha fatto l’autoipnosi o mente convinto di non mentire o, nel migliore dei casi, prende affetto e sentimenti vari per la moglie o l’amante confondendoli con l’amore vero.

Tu puoi amare la tua vera donna (amante o moglie che sia) e amare anche tua madre e tua sorella o tua figlia (di un amore diverso, vale la pena specificarlo di questi tempi) ma l’amore quello lì, che gronda sentimenti e passione e sesso è possibile solo per una persona.

Perché se c’è è totalizzante, non lascia spazio a nessun altro. Non è a percentuale.

Quindi, se lui amasse veramente la moglie, tu amante non esisteresti. E se amasse davvero te amante, non ti direbbe che ama in ugual modo la moglie.

Come dice la mia amica Barbara, hai a che fare con un innamorato sì, ma di se stesso. Un uomo che ama due donne e nessuna. Che si innamora di tutte e di nessuna. Perché la sua donna ideale è lui.

Vuoi sapere la verità statisticamente fondata? La maggior parte degli uomini che dicono di amare moglie e amante in realtà non amano nessuno.

La moglie è “amata” per consuetudine, affetto maturato negli anni, comodità, pavidità, interesse strumentale, sensi di colpa o come madre dei suoi figli.

L’amante è “amata” per la sua bellezza, sessualità, ormonalità e per il sogno che sa regalare.

Insomma, cara amica amante, lui non solo non lascerà la moglie ma vuole tenere anche te, a patto che tu ti limiti al ruolo che hai, senza accampare pretese. È come potresti? Sei amata alla pari della moglie, in fondo sei già sua moglie!

E tu, cara moglie, che hai scoperto che lui ha l’amante fissa da anni, e che lo hai perdonato con la promessa che la lascerà non illuderti: finché lei reggerà la parte lui non la mollerà, così come non mollerà te. Lei ha il vantaggio di fare un sesso che tu non sei più capace di esprimere (e magari non è colpa tua, capita nelle coppie di lunga data). Tu hai il vantaggio di essere la sua compagna di ogni giorno, di condividere e spesso gestire il suo quotidiano, i figli, i soldi. Lo sai, altrimenti non lo avresti perdonato, e non chiuderesti gli occhi.

Che fare? La moglie, come ho appena scritto, o è inconsapevole o ha già deciso.

E tu, amante? Potrei dirti che di fronte a una menzogna del genere (amo a pari merito due donne), fatte le solite eccezioni che confermano la regola, dovresti chiudere tu, perché lui non solo non chiuderà mai, ma non ti darà mai una virgola in più di quello che non ti dia già.

Ma sei troppo innamorata, altrimenti non avresti bisogno di chiedere a me “ma un uomo può amare veramente due donne?”. Lui è riuscito nel suo intento di giustificarsi in qualche modo del suo non scegliere e ad ammansirti nelle pretese, almeno per un po’. Lo capisco e non ti biasimo, l’amore, non a caso, è cieco.

Posso darti un solo consiglio: inizia a crearti una vita autonoma tua. Usa gli spazi che hai quando lui è con la moglie per uscire e conoscere nuove persone.

Sì lo so non ne hai voglia, forse neanche la forza. Sì lo so, gli altri non li vedi neanche e pensi sempre a lui. Sì lo so, lui non c’è ma chiama scrive ed è presente virtualmente (credimi, si legge presenza ma si chiama controllo, tu sei “sua” come la moglie, è geloso e possessivo anche quando non lo dimostra, teme gli altri, si rassicura controllando costantemente il tuo grado di innamoramento e concentrazione su di lui) ma…

Esci lo stesso, accetta gli inviti in compagnia o di altri uomini che ti “piacciono” ( usiamo una parola grossa per il tuo stato psicologico) lo stesso. Perché, come diceva mio padre, chi non gioca la schedina è sicuro di non vincere. È solo un chiodo può schiacciare e scacciare un altro chiodo.

Provaci, fatti questo regalo per il nuovo anno, mentre lui passa le feste comandate con la moglie.

Sincerely yours

Amanti. È tutto ok ma lui ha bisogno di confessarlo. Lo scaricabarile

Venezia, Santa Maria dei miracoli. Non è la scala verso il confessionale
Venezia, Santa Maria dei miracoli. Non è la scala verso il confessionale

Lui ha trovato l’amante perfetta. Bella. Riservata. Assetata di sesso. Impegnata come lui e con figli. Serenità, sesso, gioco. Nessun pensiero i primi mesi: gli amanti non sono innamorati, stanno solo bene insieme, e completano insieme le mancanze che la parte ufficiale della coppia non fornisce più. I due amanti hanno così ritrovato complicità e gioco dove ora c’è routine, e sesso passionale, quello “bello e sporco”, laddove ora domina la posizione del missionario una volta ogni 15 giorni (se va bene).

Tutto ok quindi: nessuno dei due si sognerebbe di mollare le rispettive famiglie e figli, ai quali tengono, compresi i coniugi, nonostante i difetti, evidemente “riparabili” all’esterno.

Peccato che lui nasconda un segreto: è un uomo “scaricabarile”.

Che significa? Significa che non ha coraggio e i coglioni per gestire neanche un amantato così mininvasivo e perfetto. Ci riesce qualche mese ma poi, i sensi di colpa, che però non gli impediscono di cercarsi altre donne, lo assalgono.

E allora, giorno dopo giorno, gli si guasta (e lo guasta anche all’amante) il piacere pieno e corroborante che una storia parallela perfetta può dare.

Ha in testa solo una cosa, che piano piano diventa un’ossessione. Parlarne alla moglie. Fare outing. No, non lo fa per amore della famiglia o per pentimento, lo fa per pulirsi la coscienza. In cuor suo spera addirittura in una pacca sulla spalla della moglie, in un perdono e più di un occhio chiuso per poter continuare, magari più avanti, a frequentare l’amante con una sorta di tacito permesso.

Un Vigliacchetto scaricabarile che è pronto a far disperare la moglie ma a tenersela giurando e spergiurando di non farlo mai più.

E l’amante? In questa fase per lui non conta più. Il più delle volte non l’avverte neanche che ha intenzione di parlarne alla moglie. Così, l’amica ignara, oltre allo shock dell’outing rischia di essere messa nei guai con la sua famiglia, figli e marito, dallo strisciare dello scaricabarile verso il confessionale della moglie, che può far scoppiare un casino inenarrabile ben oltre le sue mura domestiche.

Ma lui, vomitata la sua colpa, magari tinta di piccole bugie che fanno apparire lui un povero uomo sedotto da un’arpia assetata di sesso, si sentirà bene, finalmente sereno, e magari verrà anche perdonato. L’amante? Ho dovuto farlo, una questione morale, di giustizia: questi i suoi trenta denari. Ma vaffanculo! Quando facevate i numeri in auto o al motel mica ti facevi problemi, verginella dei miei stivali, caro scaricabarile. Magari facevi anche il Maschio: io, io, io…

Beh, i maschi veri sanno tenere i segreti, le colpe, i vizi e i peccati, li fanno, li vivono fino in fondo e se li godono senza far soffrire nessuno. Senza danneggiare nessuno. E non si cagano sotto a ogni stormir di foglia. Loro hanno prenotato una suite nel girone dei lussuriosi, e va bene così.

Sentite un mio certo disprezzo per lo scaricabarile? Sì lo confesso.

Di solito è uno che si comporta così anche nel lavoro. Se non è in posizione di comando tradisce i colleghi addebitando a loro i suoi errori. Se comanda ed è un capetto (spero non di più) è sempre colpa dello staff, mai sua, fa esporre gli altri, pronto a scappare o sgambettare se c’è pericolo. Il suo motto è: io non ero d’accordo, non l’ho fatto o deciso io. Io non c’ero. Io non ne ho la responsabilità.

Perché è un ominicchio egoista che fa soffrire inutilmente non una, ma due donne alla volta. E non ha neanche la forza di rinunciare ai suoi bisogni: una volta quietata la moglie e abbandonata l’amante, quella brava e seria, se ne troverà un’altra.

Fino al prossimo giro di lacrime da coccodrillo.

Amiche, evitatelo come la peste. O, ai primi segni di lacrime via, giù dalla finestra (in senso figurato, mi raccomando). Quando vedete che il trend sereno e godereccio cala inspiegabilmente e lui inizia a parlare in modo diverso di moglie e famiglia (prima magari non le citava neanche) fategli un piccolo interrogatorio per scoprire se se la sta facendo sotto e via a gambe levate!

Sincerely yours

Tu sei la mia amante ma io non sono il tuo: l’uomo ombra

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Questa è la storia dell’uomo che diventa il tuo amante ma poi scappa e poi torna: l’uomo ombra.

Non sempre le coppie di amanti seguono l’evoluzione canonica che chi non ha provato il cosiddetto “tradimento” o scappatella si raffigura.

Nella maggior parte dei casi chi diventa amante di una persona già impegnata, maschio o femmina che sia, lo fa perché è libera di mente o vuole divertirsi senza impegnarsi: cosa voglio? Un uomo o una donna con cui stare bene, divertirsi senza i pesi e gli obblighi di un contratto che pretende dalla fedeltà assoluta all’infinità del rapporto.

Finito il gioco ognuno a casa sua. Un gioco fra adulti consenzienti, che ha dei vantaggi (libertà, passione, colma certi vuoti matrimoniali) e dei limiti (di tempo e di disponibilità di solito, tipo le vacanze insieme).

Queste le premesse classiche. Poi gli sbocchi possibili sono diversi; eccoli in ordine di diffusione:
1. Per uno o tutti e due gli amanti scatta l’innamoramento ma, di solito per colpa dell’uomo che non se la sente di lasciare moglie figli vita precedente, anche dopo anni, gli amanti si lasciano. È la fine più diffusa e classica.
2. Gli amanti trovano un equilibrio, rimangono amanti o diventano trombamici e vanno avanti così per anni.
3. Gli amanti si trasformano in amici, e di solito sono gli amici migliori
4. Gli amanti diventano una nuova coppia ufficiale.

Esiste poi una quinta situazione, molto più diffusa di quello che si pensi, che è quella, tipicamente maschile dell’amante non amante. È l’uomo ombra.

Si tratta di un personaggio già impegnato, sposato o convivente da anni, che però ha incontrato una donna che è diventata la sua amante.

Tutto va bene all’inizio: si divertono, si confidano, sono complici, giocano. Nessuno fa promesse d’amore, nessuno le pretende, a questa coppia basta vedersi ogni tanto e sentirsi abbastanza spesso. Trovano il modo di fare anche weekend e vacanze insieme qualche volta. Insomma, la classica prima fase degli amanti felici.

Poi però l’uomo, questo tipo di uomo, si accorge che la storia parallela sta diventando parte integrante della sua vita, si spaventa e tenta di fuggire. Si fa prendere dai sensi di colpa e inizia a prendere le distanze dal l’amica, come un fulmine a ciel sereno.

A casa non è successo nulla, c’è la solita routine, la moglie non si è accorta di nulla, è proprio lui che si sta spaventando dell’importanza che sta guadagnando l’altra.

È così inizia a rimandare appuntamenti con delle scuse, diventa più freddo, evita gli incontri che si diradano.

La donna amante, che non è stupida (conosco pochissime donne stupide) a un certo punto mangia la foglia e si preoccupa: ci ha beccato tua moglie? No. Hai problemi di lavoro o di salute di cui non mi hai parlato? No. E allora perché non ci vediamo come prima?

È qui iniziano discorsi confusi senza capo né coda che vertono soprattutto sul fatto che questa storia non si può chiamare amore, che lui non è mai stato innamorato, che questo rapporto ha dei limiti intrinseci, che a lui va bene stare con la moglie.

L’amante risponde: nessuno ti ha mai chiesto niente, non parli della tua famiglia se non lo vuoi fare tu, noi ci vediamo per stare insieme e divertirci, non possiamo goderci quello che abbiamo quando è possibile e vogliamo?

Ma sì, però, i problemi, mia moglie, i figli, e poi io non sono innamorato, si è vero ci sono stati dei momenti nei quali ho parlato di amore però io non ci credo nell’amore, io sono diverso…

E lei: mi stai dicendo che chiudiamo qui? E lui. Sì, no, non so, sono confuso, prendiamoci del tempo.

A questo punto per la donna la delusione è forte. Intanto perché comunque e per quanto questo rapporto sia libero e fondato sul vivi e lascia vivere un legame si è creato, e non poche persone covano la speranza nascosta nell’anima che possa evolversi. Il legame che c’è, prodottosi naturalmente fra due persone che stanno bene insieme, è probabilmente anche ciò che ha spaventato lui.

La donna però sa reagire, e di solito reagisce con rabbia: ma questo è un cretino. Ma questo cosa vuole? Questo non vuole viversi una cosa bella per motivi che non esistono. Che non esistevano fino a ieri. Nulla è cambiato: la moglie non l’ha sgamato… A meno che non abbia paura di innamorarsi. Sai che ti dico? Se vorrai ti farai vivo e allora se vorrò ci starò.

Se l’uomo in questione non fosse davvero non dico innamorato ma neanche legato all’amante, qui finirebbe la storia.

Lui non si farebbe vivo più, neanche per iscritto, e vi sostituirebbe con un’altra. Di solito ciò succede per motivi di sesso: la scopata con l’amante è diventata un deja vu, ci vuole carne fresca, perdonate la franchezza.

E se invece si fa vivo? E se invece iniziano ad arrivare i Ti penso o i Mi manchi? Voi,dopo un’iniziale riluttanza, risponderete, perché per voi un legame c’è, e la speranza è l’ultima a morire.

È così piano piano si tornerà ai messaggini e persino alle telefonate quotidiane, fino a rivedervi. Sesso ok, complicità ok e voi cogliete l’occasione per rispiegargli che non volete sposarlo o interferire con l’altra vita, volete solo avere e dare quello che come coppia di amici amanti potete darvi.

Ma dietro quest’uomo ormai c’è l’ombra della paura. Noi non siamo amanti. È vero facciamo sesso ma non lo facciamo poi così spesso. È come se lui dovesse giustificare il tutto a se stesso per superare i suoi sensi di colpa, è come se lui si immaginasse di dover spiegare alla moglie, per la prima volta, che c’è stato un incidente di percorso.

Voi siete quell’incidente di percorso, colpevole certo, ma che non si ripeterà mai più.

E così, uscito dal vostro letto faticosamente riconquistato, riprenderà a essere un uomo ombra. I messaggi si diraderanno, gli appuntamenti salteranno e avanti così fino al prossimo pentimento e voglia di rivedervi.

Non dovete dannarvi per questo: avete avuto la sfiga di aver scelto uno dei tanti uomini ombra che affollano il mercato dei non liberi ma in caccia.

Uomini ai quali quello che hanno non basta mai, né con la moglie né con voi. Sono immaturi cronici, molto egoisti, spesso egoisti fino alla crudeltà quando negano anche i minimi sentimenti provati per voi. Però vi vorrebbero tenere. A patto che siate delle schiave sentimentali, zitte e disposte a sopportare non tanto il matrimonio del soggetto, di cui ve ne frega fino a un certo punto, ma i suoi perenni nuovi sbalzi d’umore.

Insomma, l’uomo ombra, dopo un po’, si trasforma appunto nell’ombra dell’amante simpatico e prestante che avete conosciuto e di cui vi siete forse innamorate, sicuramente legate.

Il mio consiglio? Gli telefonate e gli dite: ok per me è finita qui. Non farti più vivo. Non fatevi tirare dentro in un dibattito inutile. Liquidatelo al telefono, siete troppo deboli per vederlo.

E poi Cancellatelo. Imponetevi, almeno per due mesi (uno è troppo poco) a diventare ombra voi. Via dagli amici di Facebook, mai rispondere ai messaggi neanche con un vaffa, blocco del numero, silenzio totale.

I casi sono tre: lui sparisce e avevo ragione io, voleva la geisha, è un egoista immaturo e crudele.
Lui torna alla grande e lascerà la moglie ma con argomenti e atteggiamenti inequivocabili e senza tentennamenti: starà a voi decidere (vi troverà, non lasciate canali aperti, non deve telefonare o scrivere, deve presentarsi in ginocchio, tipo ufficiale e gentiluomo chiaro?).

Infine, e non ve lo auguro, voi non resistete, accettate i suoi ritmi e gli rispondete, lo vedete, fate quello che vuole lui. Ma è dura raccogliere il cotone lungo il Mississippi.

Sincerely yours

Ascesa e caduta del trombamico

Schema trovato su Internet
Schema trovato su Internet

Tempi duri per il trombamico. Sembrava la trovata del secolo, in un periodo in cui il mercato degli uomini disponibili per single, separate, divorziate o impegnate con mariti/fidanzati quasi inutilizzabili assomiglia a quello dello stato debitorio delle banche europee, e invece, dopo una repentina ascesa, negli ultimi anni è in crisi anche lui.

Nell’impossibilità (o grande difficoltà) di trovare un uomo degno di questo nome (si va dai “una botta e via” ai piagnoni, dai finti non impegnati con prole agli impotenti, dai narcisi agli invalidi sentimentali), un uomo insomma capace di incrociare due parole, corteggiare, reggere la prova materasso con il quale poter instaurare non dico un rapporto vita natural durante ma almeno un giro di vacanze decenti, il trombamico (ex fidanzato in buoni rapporti o comunque amico già scopato con buoni voti ma non sufficienti per fidanzamento) sembrava LA SOLUZIONE periodica a certi bisogni di fisiologica “compagnia” in attesa del principe azzurro.

Una pizza, un film insieme, qualche bacetto se la serata è quella giusta, una serena scopata di sesso fatto bene (altrimenti lo si degrada ad amico) e arrivederci alla prossima. Con lui potevi persino parlare e sparlare di quel buffone che ti prometteva la luna e che dopo tre trombate è sparito liquidandoti con un messaggino! Un uomo perfetto, in attesa dell’amore, ben descritto nel simpatico grafico scovato via web di autore efficace ma a me sconosciuto.

No signore, al 70/80% di voi il trombamico non va più bene, piuttosto gli preferite l’amante classico. O l’astinenza. Già perché da un piccolo sondaggio fatto con il vostro aiuto e attraverso i miei canali social, salta fuori che la maggioranza di voi amiche non sente assolutamente bisogno di fare sesso per una spinta fisica o prettamente ludica (il sesso rimane il più bel gioco del mondo), ma lo fa solo se stimolata da un uomo che provoca desiderio, alcune azzardano la parola sentimento già ai primi appuntamenti. Ed è capace di vivere in astinenza (o con il fai da te: bellissima la descrizione e magnificata superiorità dei sex toys a certi uomini…) anche per mesi, persino anni.

Disastro per il nostro trombamico, che non è abbastanza fidanzabile per ottenere nuove attenzioni da parte vostra e non può neanche contare su una certa frequenza della vostra spinta ormonale per scopare in gloria.

Insomma, solo qualche anno fa il trombamico faceva parte integrante del fenomeno delle donne “maschio”, tutte in carriera, in tiro, sicure, multitasking che, oltre a “copiare” i dirigenti maschietti, si concedevano anche un sesso più ludico e maschile. Magari con ragazzi più giovani, tanto che si era parlato di donne cougar dopo le milf, cioè donne predatrici. Oggi le donne lavorano sempre tanto, spesso più di noi, ma non vedo più atteggiamenti da macho in tailleur. Anzi, vedo uno spiccato ritorno alla femminilità, e femminilità significa testa e sentimenti più che ormoni e sesso libero.

Colpa del mercato scalcinato degli uomini papabili per le single? O del lavoro che, maschio o femmina chi se ne frega, è sempre più invasivo degli spazi liberi di tutti? Probabilmente colpa di tutti e due.

Anche se rimane in non poche donne la prevalenza di un lato maschile. Sono donne molto femminili ma che hanno una quota ormonale maschile prevalente. Il sesso, per loro, è importante quasi quanto lo è per l’uomo. Così c’è chi dice che non farlo per più di due settimane (perfino solo tre giorni) diventa una mancanza. Fra queste donne il trombamico trionfava almeno nei periodi di magra, ma oggi deve fare i conti con un concorrente che è un classico ma che non tramonta mai: l’amante tradizionale.

Eh già, perché se anche le donne con un lato maschile preponderante sono più disposte a fare sesso per godere punto, la loro quota di femminilità richiede almeno in parte quel mix di romanticismo, corteggiamento, emozione e senso dell’avventura che con l’amico trombatore non hanno, perché sanno già tutto, e non basta che la qualità della trombata amicale sia ormai una garanzia di orgasmo. E poi il loro lato razionale maschile fa anche un altro ragionamento pragmatico: se prima o poi incontrerò l’uomo della mia vita non sarà certo il vecchio trombamico. E quindi via in battuta libera, al limite c’è la riserva se passa troppo tempo…

La donna in cui prevale di più il lato femminile si dimostra molto legata ai sentimenti e non parla di sesso in quanto atto, ma di desiderio. Insomma, se non ama, o almeno se non è “presa” dall’uomo che incontra non solo non ci va a letto, ma anche se ci provasse non si divertirebbe. Dichiara di non avere bisogni fisiologici pressanti di scopare come l’uomo, anzi, può stare mesi o anni senza farlo. Alcune precisano che anche l’auto erotismo aumenta in presenza di un uomo desiderato, non in assenza di materia prima.

Queste donne sembrano disinteressate al sesso se non c’è un forte stimolo mentale, quindi non esiste il sesso ludico, il sesso gioco. Le nuove monache laiche? La facile ironia maschile sui tempi del sesso di certe donne si spreca, ma sottovaluta un pericolo: queste donne “femmine” sono spesso sposate e accoppiate. E non fanno sesso perché il compagno non è più desiderabile. Bene, dirà il marito, essendo lei “voglia zero” non avrò mai le corna. Errore gravissimo. Perché se queste donne disdegnano il trombamico sono invece più esposte all’amante classico. Perché, di fronte a un partner pantofolaio e di scarse attenzioni, possono essere attratte da un uomo che le fa risentire femmine, le colma di attenzioni, le corteggia, le fornisce tutta quella serie di attenzioni che le avevano portate a innamorarsi del proprio marito. Allora, il candidato amante, se fa breccia, riesce a risvegliare anche il desiderio di queste donne che dichiarano che il sesso senza sentimenti non è necessario.

Insomma, la sicurezza che dava il trombamico a “chiavata su chiamata” è stata la sua fregatura. La sua mancanza di senso dell’avventura e di emozioni è un difetto che supera le sue performance a letto garantite.

Attenzione però. In tutto questo, soprattutto alla posizione sul sesso delle donne con lato femminile spiccato e refrattarie al sesso come gioco c’è molto bigottismo e anche qualche bugia.

Sul trombamico e il sesso prettamente fisico ho letto termini come schifo, piuttosto l’appendo al chiodo, posso vivere anche senza. E fortissime critiche alle donne che invece si dimostrano disponibili a un sesso più libero e disinibito. Siamo ancora ai tempi della zoccola, di quella lì è poco seria. Ridicolo e, spesso, falso. Mi viene in mente quel film con Alberto Sordi nel quale faceva il censore e poi in privato ne combinava di tutti i colori.

Non discuto sulla serietà di certe posizioni sul binomio “obbligatorio” sesso-sentimento, ma non esageriamo! Non a caso le testimonianze più libere e interessanti le ho avute in chat, ma perché le stesse che me le hanno date hanno timore di essere messe alla gogna e giudicate appunto, come zoccole.

Pazzesco: siamo nell’era dei matrimoni fra persone dello stesso sesso, del sesso online, dei social per cuccare, dei locali per scambisti che stanno diventando numerosi quanto le farmacie e una donna può venir giudicata perché vuole farsi una sana scopata senza tanti pensieri. Per l’uomo invece questo non vale, perché l’uomo è cacciatore. Ridicolo.

Donne, avete opinioni diverse? Bene, ma basta giudicare le altre come troie e con questa cosa della zoccola gratuita, magari solo per come si veste. Su questo siete più feroci e ingiuste degli uomini.

Concludo con un altro concorrente del trombamico: il finto trombamico. Alcune di voi barano con il trombamico. Ci vanno, millantando la voglia di sesso spensierato, e poi si lamentano perché lui non richiama, non scrive, non si fa più vivo. Il trombamico non è un fidanzato, è sesso e compagnia on demand, e neanche tanto spesso. Ci sono donne che fanno scenate pazzesche al presunto trombamico perché sostanzialmente non si comporta da fidanzato. Eh no, troppo comodo, qui si bara.

Le peggiori sono quelle che considerano la propria patata d’oro e che, millantando la iniziale disponibilità a un sesso scacciapensieri senza obblighi di nessun genere, poi pretendono attenzioni e devozione “perché io ti ho dato la cosa più preziosa che avevo”… A parte che i patti erano chiari ma tu, cara signora, qualcosa avrai avuto in cambio no? Qualcosa avrai preso. Anzi: una cosa l’hai presa di sicuro. E allora non facciamo pesare sul povero trombamico, già in disgrazia, anche questo ingiusto peso.

Sincerely yours

Quelli dell’amante fissa (l’amante seconda moglie/marito)

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di Alessandro Pellizzari & Elisa Guidelli

Il Pellizzari pensiero:
Il bello di avere un’amante? La novità, l’adrenalina della scappatella, il riprovare l’eccitazione dell’adolescenza, essere corteggiati e corteggiare nuovamente, esplorare un corpo nuovo, fare numeri a letto che te li scordavi, riscoprire una propria prorompente sessualità sopita, giocare da adulti, sfogo, spensieratezza, notti de fuego…

Questi, secondo me, sono solo alcuni, o almeno i principali motivi per i quali più del 50% degli uomini e circa il 40% delle donne (da varie statistiche) si cercano un’amante. Il problema? Almeno la metà di queste persone si fanno l’amante FISSA/O, cioè praticamente una famiglia parallela che ha una durata che va da un anno a casi estremi superiori ai 2-3 anni (10, 15 in certi casi).

Che ne penso? E’ un errore/orrore, è quasi “bigamia”, perdonate l’esagerazione provocazione. Perché i casi sono tre:

o io cerco un amante per i motivi suesposti e strettamente emozionali e ludici, e allora il fattore tempo deve essere per forza ristretto, diciamo massimo sei mesi un anno? Altrimenti c’è qualcosa che non va, diventa “rapporto parallelo”

o mi sono innamorato ma non riesco a disincagliarmi dalla storia istituzionale, per esempio perché ci sono i figli, e allora vi perdono

o sono uno che non cerca l’amante, cerca la seconda moglie o marito senza mettere in discussione la prima/o.

Ed è proprio di quelli che rientrano nella terza categoria dei quali voglio parlare e dico subito: che tristezza! Che assurdità! Non capisco, no non vi capisco proprio. Ma come? Non sei innamorato, non ti godi la parte ludica anche perché dopo un anno con l’amante non ci fai più il giro dell’orologio a letto perché diventa una moglie, che cazzo ti tieni a fare la ruota di scorta, hai paura di bucare?

Te lo dico io perché hai l’amante.

SE SEI UOMO
Perché sei pigro. Perché non “hai tempo”. Perché lei fa tutto quello che vuoi. Perché ti sopporta, ormai come o forse più di tua moglie. Perché hai superato ormai la “prova erezione”, quella più temuta dall’uomo, quella della prima volta dove devi dimostrarle che è duro e che dura e “pure” farla venire, magari più volte, altrimenti non sei figo. Adesso invece quando arrivi da lei ti metti in pantofole, magari non ti lavi neanche e lei ti fa un servizio mentre guardi la tv senza nulla pretendere… AAAAAH che comodità, il cazzo non vuole pensieri. Sì ma che tristezza! Non lo trovo neanche etico nei confronti dei VERI amanti di tutto il mondo, quelli che bruciano di passione. Non si vende l’adrenalina del sesso più sfrenato, ma anche quella delle emozioni del nuovo corteggiamento e scoperta di “lei” o “lui”, per un paio di comode pantofole e la solita posizione che puoi fare con tua moglie. Insomma, l’amante fissa per l’uomo è da Tafazzi, il personaggio di Giacomo che si percuoteva il pube con la bottiglia. Vi perdono solo se lasciate la moglie e vi sposate con l’amante, sappiatelo. Perché dovete farlo prima o poi: non si può essere innamorati per sempre e in stand by con un’altra.

SE SEI DONNA
Lo so, io non sono imparziale su questo blog. Non riesco a trattare male le donne con la penna come tratto gli uomini, anche perché gli uomini si meritano il “pubblico ludibrio” per i loro disdicevoli comportamenti più spesso delle signore. Comunque, perché anche tu ti sei fatta l’amante fisso? Le regole dette sopra valgono per le donne in parte. Fatte salve quelle ludiche ed emozionali molte di voi hanno l’amante fisso perché non hanno il nostro bisogno organico di cambiare partner spesso e volentieri. Magari il tutto è iniziato come una fuga dalla realtà e per voi è diventato, almeno in parte, innamoramento non corrisposto da lui per motivi logistici, etici, oppure banalmente non è legato a voi a pari merito.
Insomma, sei lì che aspetti. Oppure, e sono le donne che preferisco, hai un amante fisso perché è comodo e ti piace più degli altri, ma intanto ti diverti in giro e ti fai delle sane scopate “non a scopo matrimonio”. Così va bene: se a lui sta bene, ma deve saperlo che tu puoi divertirti, vuoi divertirti con chi vuoi (questo si avvicina molto al mio concetto di amicizia fra uomo e donna, che non esiste se non andando a letto almeno per un po’, ma poi nel rispetto delle proprie libertà). Negli altri modi no, a meno che tu non sia in stand by per sposarlo.

Concludo con una domanda per voi : che differenza c’è fra uno che ha due famiglie e uno con l’amante fisso/a e già sposato? Forse Solo alcune formalità cartacee e legali, dove però il pene ormai c’entra poco con il sano divertimento. Il motivo per il quale inizia il tutto, ma tu te lo sei evidentemente dimenticato. O forse non ci eri tagliato.

Ps
L’amante fisso perde anche il valore terapeutico che le scappatelle una tantum hanno sulle coppie di lungo corso, quelli che hanno quasi tutti i motivi per stare ancora insieme ma che hanno bisogno, ogni tanto, di qualche emozione esterna in più per mantenere il coibente matrimoniale. Perché il terzo comodo dopo un po’, o diventa un amico o deve levarsi di torno. Un bel gioco dura poco.

Il Guidelli pensiero
Le persone, uomini e donne, di base sono PIGRE. L’amante fisso te lo fai e te lo mantieni per una semplice questione di opportunismo: “perché fare la fatica di trovarsi un altro amante, quando c’è questo che sta qui, risponde se io chiamo, si fa vedere se ci sono, mi fa divertire quando voglio, non si lamenta, non sporca, non fa casino e fin’ora non ha mai dato problemi [leggi: non ha mai fatto pazzie o dato segni di squilibrio – cosa rara di questi tempi – minacciando di andarlo a dire a mia moglie/marito] e comunque mi fa stare bene senza darmi pensieri?”.

Trovare una persona che soddisfa questi requisiti, sappiatelo, è DIFFICILE. Per questo poi, un amante occasionale diventa fisso, poi torna ad essere occasionale e via così magari all’infinito. Tanto, C’E’. Perché complicarsi la vita e cambiare?

Sarà molto in stile “pensiero negativo” quello che ho appena detto, però [e qui mi rivolgo agli/alle amanti] pensateci bene: siamo tutti sostituibili a un certo punto, sì o no?

Se vi accorgete di essere scivolati nel circolo vizioso della poca emozione, se vi siete innamorati e vi rendere conto che non siete diventati altro che “una persona affidabile che fa il lavoro di una prostituta e di una psicologa insieme, ma GRATIS” voletevi un po’ bene e CAMBIATE. Mollatelo e vaffanculo. Se davvero siete insostituibili ve ne accorgerete dai suoi pianti, e se non piange be’, ve ne farete una ragione e andrete avanti. Ma molto meglio vivere di emozioni, che fare le crocerossine del cazzo [non è un eufemismo].

@anpellizzari

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