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Separati in casa: “vigliacchi” o “eroi”?

I separati in casa per me sono degli eroi, nella maggior parte dei casi.
Dileggiati dalla maggioranza dei facili giudici delle scelte altrui perché ritenuti vigliacchi, pavidi e opportunisti, nella realtà spesso scelgono la condizione di rimanere sotto lo stesso tetto coniugale per nobili o “pesanti e pressanti” motivazioni. Roba, se non da eroi, da persone responsabili. 
Quali sono le motivazioni più diffuse che fanno decidere a una coppia di fare i separati in casa nonostante amore e sesso (io non li disgiungo mai, perché sono tutt’uno) siano finiti?
Ecco quelle che secondo me giustificano tale scelta 

I figli piccoli

Premessa: l’atmosfera in casa deve essere civile. Niente litigi o peggio scenate davanti ai figli, confronti che non devono mai uscire dalla camera da letto. Altrimenti, se c’è la guerra dei Roses, piccoli o non piccoli è meglio anche per loro che i genitori vivano in case diverse, sono d’accordo. Se invece i genitori non si amano più, non scopano più ma c’è ancora affetto, rispetto e un progetto comune soprattutto sulla prole il sacrificio di parte della propria libertà è dovuto. Nessun figlio capace di intendere e volere, infatti, preferirà mai, in condizioni pacifiche (lo ripeto, ci siamo capiti bene?) che mamma e papà stiano lontani da lui o che lo vedano a turno. Nessun figlio. Poi, poverini, si adattano anche loro, ma si adattano, la felicità è altra cosa. I due genitori invece possono salvaguardarne la crescita serena, almeno per un po’, con lo sforzo di stare insieme anche se formalmente e, se sono intelligenti e civili, di comune accordo si creeranno spazi di libertà individuali per andare avanti. Una farsa? Allora meglio sacrificare i figli certo, immolarli al dolore della separazione in nome della verità. Io questo sì che lo chiamo egoismo, i figli non hanno chiesto di nascere. I figli se ne accorgono che non vi volete bene? Palle, se siete persone equilibrate e non c’è conflitto non succede. Capisco invece se il figlio ha meno di un anno: qui la separazione vera ci sta, è troppo piccolo per soffrirne i passaggi. Perlomeno i passaggi… negli altri casi, col tempo, crescendo, il figlio potrà capire e voi completare la separazione. Ma… prima i figli. Ps: alcuni giudicatori negativi dei separati in casa non hanno figli. Consiglio di averne, prima di profferire verbo. Io non giudico le tecniche di paracadutismo. 

I soldi

I giudici dei separati in casa spesso li additano come approfittatori a scopo di lucro. Non si lascia un marito o una moglie che garantiscono la sopravvivenza economica. A meno che non si abbia un bravo avvocato da assicurare la sopravvivenza anche dopo la separazione (ma nessun avvocato giura su nulla, mai) o si sia ricchi. O non si abbiano pendenze, ossia mutui, case in comune, comunione di beni strategici per la sopravvivenza. Nell’era della crisi sciogliere quel sodalizio fatto di due stipendi in comune e comunione dei debiti significa,spesso, affrontare la miseria. Significa metter su casa da soli, pagare salate parcelle legali (costa anche separarsi consensualmente), vendere beni o rinunciarvi e vivere di un solo stipendio nel deserto economico e pluritassato di adesso, con opportunità di migliorie lavorative zero. Quindi o siete ricchi o non avrete nessuna voglia di fare la coda all’opera San Francesco dove vi sono i poveri ma anche i nuovi poveri, i divorziati rovinati dal divorzio. Una buona ragione per rimanere separati in casa. Certo, ci sono anche gli approfittatori, quelli che hanno appeso il cappello come si suol dire, ma qui parliamo di una coppia che non si ama più ma si guarda in faccia e ha il coraggio di dirsi: noi non abbiamo i soldi per separarci e/o divorziare. Glieli prestiamo noi? Tu?

L’affetto

Ci sono coppie che smettono di amarsi ma si vogliono ancora bene. Sono spesso coppie di lungo corso, che oggi hanno una certa età e che si sono messe insieme a scuola o a vent’anni, perché si sono innamorate giovani. Purtroppo l’innamoramento ha un timer. Quando scade può rimanere l’affetto, ma la passione se ne va. Ci sono coppie che sono in grado di vivere insieme senza passione, senza fare sesso per mesi. Queste coppie non si lasceranno, e anche se incontrano persone interessanti non le vedranno. L’affetto basta. Sono coppie rare. E poi, di fatto, una coppia che non fa sesso per me non è una coppia. Sono amici conviventi che stanno, nonostante tutto, bene insieme. Oppure questo tipo di coppia ha bisogno di fare ancora sesso e di provare l’emozione della passione, ma non al punto di mandare all’aria la convivenza, che va bene in tutto, sesso a parte. Ora qualcuno dirà: il sesso non è importante, col tempo viene sostituito da altro. Non ci credo. O vale per pochi belli addormentati. O per uno dei due della coppia e basta (ma l’altro, se non è un santo, cercherà avventure). Queste coppie spesso non si separano e sopravvivono “grazie” al tradimento di uno o tutti e due, cioè fuori pista periodici che appagano quello che manca, o sono coppie aperte non dichiarate, dove esiste un tacito accordo che se capita capita, ma noi non ce lo diciamo e rimaniamo insieme. Ipocriti? Perché? Si vogliono bene ma non si amano più. E la loro voglia di sesso come emozione ed espressione naturale dell’uomo e della donna è rimasta immutata, solo che deve essere soddisfatta altrove. Altrove, però, se dà sesso ed emozioni, non è sempre in grado di far saltare in aria quell’80% della coppia che funziona. Non è automatico innamorarsi di un amante, il più delle volte è solo utile in quanto boccata d’aria, viaggio all’estero, chiamatela come volete, ma non sufficiente a far saltare il resto di buono che c’è in un matrimonio. Quindi, fino a nuovo innamoramento, è giusto che i due condividano casa e tutto il resto, che funziona.

Il non essere pronti 

Una coppia in crisi, soprattutto se proviene da un grande amore precedente e non nasce da errori o salta nel giro di poco tempo, anche quando l’amore è finito fa fatica a separarsi. Anche se non ci sono figli. Prima della separazione reale attraversa molte fasi, spesso lunghe e sempre, sempre dolorose. La coppia deve attraversare la fase dello stupore: perché non è più come prima? Perché non siamo più felici come prima? La routine delle piccole cose è una ruggine che lavora piano, ma distrugge anche il ferro più resistente. Poi c’è la fase della non accettazione della realtà: è impossibile che non ci amiamo più, noi eravamo il “Mulino Bianco”, guarda le nostre foto che belle, impossibile non amarsi più. Poi c’è la fase della consapevolezza: i lunghi silenzi, la mancanza di attenzioni provocano infelicità, poi rancore, poi litigi. Litigi e Paci, litigi e Paci. Finché il tempo dei litigi annulla quello delle Paci, e il sesso non viene più usato come linguaggio universale e in grado di pacificare e sublimare anche le liti più accese, di sostituire le parole che non si riescono più a dire. Ecco, allora la coppia è davvero finita e si separa, ma la vera separazione in casa era già partita dalla prima volta che vi siete sentiti infelici. Anche questo è un processo lungo, non basta lo schiocco delle dita. Può durare anni, sotto lo stesso tetto. Io rispetto queste sofferenze, queste sofferte indecisioni.

Come vedi, caro giudicatore dei separati in casa, possono esserci motivazioni forti e persino nobili per restare sotto lo stesso tetto anche se non ci si ama più. Non sei convinto/a? Tu sei riuscito/a a tagliare di netto subito e nonostante tutto? Di sicuro te lo puoi permettere economicamente, con sacrifici certo, ma i tuoi conti all’epoca li hai fatti e allora devono essere tornati, perché anche i separati devono mangiare e pagare le bollette. Detto questo non sei più bravo, più serio, più corretto o un eroe. Sei solo l’eccezione che conferma la regola. Che non è quella dell’ipocrisia. Perché In una coppia in crisi nessuno ha diritto di ergersi a giudice e sentenziare sulle  disgrazie degli altri. E la separazione, di fatto o di diritto, è comunque un percorso di dolore e, come tale, merita rispetto. Sempre. Separati in casa o fuori
Sincerely yours


13 commenti

  1. Tra un vigliacco ed un eroe ci sono magari miriadi di sfumature meno facili da additare. C’è la legittima paura della solitudine, la poca voglia di trovare una soluzione alternativa, l’essere preda dei sensi di colpa o del timore del giudizio delle famiglie. Personalmente trovo che nessuno dovrebbe essere giudicato per le proprie scelte, ma semplicemente assumersene la responsabilità e i disagi nella consapevolezza di quello che sta facendo, e senza poi fare dell’altro la causa della propria frustrazione. E tra le conseguenze del “restare” c’è quella di non coinvolgere una terza persona con l’illusione della transitorietà.

  2. I separati in casa sono un’ eccezione perché sono coloro che hanno avuto il coraggio di mettere le cose in chiaro. La,maggior parte invece vivacchia facendo storie o storielle extra portando in giro altre due o più persone oltre che se stessi.
    Un periodo di confusione e di transitorietá ci può stare, ma quando il brodo si allunga senza fare scelte, in quel caso non si é più eroi ma vigliacchi!!!

    • Si apre una dolorosa discussione che può sfociare in separazione vera ma… se non ci sono soldi per separarsi, e ce ne vogliono tanti, come fai?

  3. Rispetto le decisioni altrui ma non condivido il pensiero di restare insieme per i figi. Ho due figlie ed ho scelto di separarmi facendo un salto nel buio come lanciarsi nel vuoto senza paracadute. Non sono una pazza inconscente, ho meditato allungo , con tanti buoni motivi. Credo che ciò che insegnano ai nostri figli attraverso le nostre azioni unite alla coerenza di pensiero e l’eredità più importante che possiamo lasciare loro. Nessun figlio vuole genitori infelici ..Non è la non separazione che rende felici i nostri figli ma quando ci siamo nelle loro vite. Mi piacerebbe un sondaggio fra adulti ex figli di separati e non, se sono oggi più felici più realizzati psicologicamente solidi E chi tra loro e più capace di donare se stesso di amare . Siamo responsabili degli adulti che diventeranno i nostri figli ovattarli non serve a nulla. Se le mie due ragazze 9 e 16 saranno coraggiose forti libere pensanti rispetteranno e si faranno rispettare . Saranno capaci di amare allora non avrò fatto bene. Scegliete voi se fermare lo sguardo a pochi metri da voi o guardare un po più la.

    • Non ho dubbi sul fatto che i figli sotto i 16-18 anni ( la maturità e l’indipendenza sono soggettive) vogliano stare con i genitori se non ci sono conflitti che superano i normali conflitti di una famiglia ordinaria. Loro sono naturalmente egoisti: vogliono la famiglia, mamma E (non O) papà, la vita insieme. E ne hanno pieno diritto visto che non hanno scelto loro di venire al mondo. E a loro niente frega se fra coniugi il sesso è finito latitante o stanno insieme per loro. Lo percepiscono dite? Dipende solo da noi e credo che anche se lo percepiscono chiudono un occhio per avere il loro affetto. Detto questo ammiro molto soprattutto le donne che di fronte a situazioni negative anche per i figli prendono la decisione di separarsi, spesso difficile non solo emotivamente, e Dio sa quanto contino i soldi in certi frangenti. Ma non nascondiamoci dietro il dito del “è meglio per loro” quando è soprattutto meglio per noi. Vedo tanto figli di separati e quelli davvero più felici di figli di non separati sono quelli che davvero non avevano altra scelta per conflittualità. Per i figli la nostra separazione non è mai una passeggiata. Li rende migliori affettivamente? Nessuno lo sa. Qualcuno potrebbe sostenere anche la tesi contraria

  4. Ciao Alessandro,
    diciamo una cosa ovvia a dire che I figli preferiscono I genitori insime.
    Certo, questo nessuno può negarlo.
    Ma nessuno può anche negare che sta nell’intelligenza e nell’amore di due genitori che decidono di separarsi, cercare di fare loro il meno male possibile.
    Ed è possibile.
    lo so, perchè l’ho fatto.
    Certo, potevo vivere sotto lo stesso tetto per mio figlio, ma quella non si chiama vita.
    Forse sarò di parte ma a volte è meglio avere dei genitori felici che sempre vicino ma senza quello sprint e quella felicità che ciascuno dovrebbe rincorrere.
    Nonostante quello che dico, io non sono felice, ho mollato perchè lui aveva un’altra, ma nonostante questo, lasciando da parte i rancor ( da subito) e anzi, creando una famiglia un po’ allargata con la nuova compagna, ti assicuro che non è così traumatico.
    Certo bisogna andarsi incontro.
    Non lo sognavo di certo, ma a prescindere da chi ha o non ha un amante, la vita è una e con responsabilità si può, anzi si deve cercare di essere felici.

    Ciao

    Emma

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