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Se solo potessimo cadere 

  

Il grande poeta Mishima si è suicidato ritualmente secondo le regole del Bushido quando ha capito che il suo ideale di salvare l’onore della Patria era disatteso dalla patria stessa.
Io sono credente e quindi ufficialmente  non accetto l’idea di suicidio, anche se accetto l’idea di pena di morte per efferati delitti in flagranza di reato o rei confessi.

Trovo poi che chi abbia dei figli e una famiglia anche di fronte alla disperazione più nera debba far prevalere il sacrificio per la sua famiglia… E vivere.

Ma…

Nel mio profondo chiamo Mishima coraggioso e dunque non lo biasimo. 

Ammiro la sua purezza: un superstite, non offuscato da rimorsi, coscienza o illusioni di moralità 

Addio Mishima, addio coraggio.

Dobbiamo morire per restituire al Giappone il suo vero volto! È bene avere così cara la vita da lasciare morire lo spirito? Che esercito è mai questo che non ha valori più nobili della vita? Ora testimonieremo l’esistenza di un valore superiore all’attaccamento alla vita. Questo valore non è la libertà! Non è la democrazia! È il Giappone! È il Giappone, il Paese della storia e delle tradizioni che amiamo. »

(Yukio Mishima, Discorso prima del suicidio rituale[7])

Se solo potessimo cadere come i fiori di ciliegio in primavera così puri, così luminosi” 

(Okabe, pilota Shinpu)

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