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Racconto di Natale (secondo mio figlio)

Il Villaggio di Natale Flover
Il Villaggio di Natale Flover

Papà ti ho devo parlare. Oddio, NIcolò ha 13 anni, e se interpella suo padre in separata sede penso subito che si tratti di sesso.

Andiamo in camera mia e lo ascolto: papà domani noi andiamo come ogni anno al Villaggio di Natale Flover (www.ilvillaggiodinatale.it). Ormai è una tradizione di famiglia visitare e fare compere a Bussolengo, in questi 8000 metri quadri di chicche per appassionati di Natale quali noi siamo (casa nostra è soprannominata il Vittoriale di Natale: si va dai panni appesi di Babbo ad asciugare al calendario dell’avvento con carillon) che ha la nostra preferenza (li abbiamo girati tutti).

Dice Nicolò: domani andiamo da Flover e io sono felice, ma ti devo dire una cosa su Babbo Natale… So ormai da tempo che sei tu e la mamma. Io un po’ sgomento cerco di difendere la posizione biascicando qualcosa ma lui mi ferma: papà, è inutile, lo so.

Mi arrendo e lui, angelico, mi dice: grazie per tutti i regali che mi hai fatto. Ha capito che quando gli dicevo “chiedi pure, tanto mica pago io, ci pensa Babbo Natale” gli provavo l’esistenza delle bugie bianche, quelle buone.

Parte tutta una serie di domande classiche: dove li nascondete? In terrazzo, in cantina, persino nel bagagliaio dell’auto. E poi parto con i racconti delle notti in piedi a fare pacchi con la mamma, del “hai notato che Babbo Natale mangia le stesse cose che piacciono a papà quando gli preparate il pasto?”, o di quando l’avevo scoperto io, ed ero andato a caccia dei regali in casa, scoprendo la pista per le macchinine e montandola tutta per poi smontarla e nasconderla di nuovo nel giro di due ore…

Anch’io, confessa Nicolò, ho cercato l’incrociatore di Guerre Stellari, ma non l’ho trovato.

Lo guardo negli occhi e gli dico: Nicolò, come fratello maggiore hai una grande responsabilità ora. Tuo fratello, ma soprattutto tua sorella, ha sei anni. Non roviniamogli la Magia del Natale.

No papà, io non rovinerò mai l’atmosfera del Natale. Bravo Nicolò, sei pronto per tornare al Villaggio di Natale.

Così anche NIcolò, come il sottoscritto, continuerà a sentire la campanella delle renne di Babbo, anche se sa la verità, come in Polar Express. Il Natale è nei nostri cuori, e sempre lo sarà.

Buon Natale a chi ci vuole bene.

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