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L’uomo senza palle, ovvero l’agonia dell’amore e del lavoro

Mai cresciuto, mai sviluppato
Mai cresciuto, mai sviluppato

Fra i profili di uomini che una donna può incontrare l’uomo senza palle è fra i più nefasti e camaleontici, perché assume forme e colorazioni diverse a seconda delle circostanze. Euforico e timido, macho e verginella, imprenditore e apprendista. Ma, alla prova della verità, tirate giù le mutande, vi accorgerete che gli mancano gli attributi, come a certi bambolotti. E lui è un bambolotto.

Come si presenta
Di solito bene. È un millantatore, quindi non è oro tutto quello che luccica, ma di solito qualcosa in cui ha perizia c’è, altrimenti non potrebbe millantare tutto il resto, il castello di carte e di fumo che vi rappresenterà crollerebbe alla prima domanda. Di solito è un professionista, anche affermato, perché almeno una cosa la sa fare bene: è un bravo medico, un bravo ingegnere, un bravo avvocato. Ma sa fare una cosa: quella. Non chiedetegli di curare, costruire o patrocinare qualcosa di diverso da quello: non può, non vuole, non sa.

Il problema è che lui millanta con voi di poter fare tutto, vi fa fare migliaia di piani e progetti faraonici, fatti e rifatti diverse volte, ma poi c’è sempre un intoppo che ne ritarda la realizzazione, fino a tirarsi indietro all’ultimo momento.

È un megalomane raccontapalle, un pasticcione che crede di essere il migliore non nel suo campo, in tutti i campi, ma siccome esonda in modo scorretto nel vostro campo, poi si vergogna come un ladro delle bugie che vi ha detto, cerca scuse puerili tipo ho bucato una gomma e poi si dilegua, sparisce, di solito lasciando conti in sospeso.

Facciamo un esempio in concreto sul lavoro. In questo caso l’uomo senza palle è uno che vi ha chiesto di ristrutturargli la casa. Millanta un notevole patrimonio, quindi vi ha chiesto di costruirgli non la villa, ma la piramide di Cheope. Avete fatto mille riunioni, mille progetti, rifacimenti, avete avuto mille via e mille stop. Lui è presentissimo, micragnoso e invasivo quando chiede, irreperibile al momento delle firme o degli ok si proceda. Vi ha dato una somma, giusto il giusto per tenervi alla sua mercé e avvalorare il castello di fumo che vi ha costruito davanti. Ma sarà impossibile quagliare con lui. Anzi, da uomo senza palle, le parti si invertiranno, con voi che fate la voce grossa del committente e lui la voce tremula e infantile del bambino che ha fatto la marachella, e giura che non lo farà più. Solo che magari ha 50 anni e sei figli. Tutto si concluderà in un nulla di fatto: voi avrete speso molto più tempo ed energie di quello che vi è stato pagato, e la piramide di Cheope rimarrà ferma alla siepe dell’entrata del giardino. Andrete per avvocati o addiverrete a una faticosa transazione, controfirmata dall’uomo senza palle più per vergogna che per convenienza legale.

In amore l’uomo senza palle parla subito di matrimonio, se siete la fidanzata, o di lasciare la moglie, se siete l’amante. Nel primo caso vi sposerà prima o poi, con un matrimonio faraonico (dopo averne disdettati tre, vedi sopra), perché a lui piace millantare le palle che non ha, ma poi tutte le promesse di vita in comune svaniranno. Vi ridurrà a fare la casalinga facendovi lasciare il promettente lavoro. Vi riempirà di figli (non meno di tre) perché lui eiacula quanto parla. E vi cornificherà, perché la carne e debole e lui non ha le palle di dire di no a un’amante alla quale ha fatto credere di tutto, per prendere tutto e restituire zero o poco più. L’uomo senza palle vi dichiara un amore senza pari, ma lui non ama nessuno.

Lui non ama neanche se stesso, perché se si amasse avrebbe dell’amor proprio. E invece, per il suo perenne millantato credito, è costretto a digerire figuracce, smentite, rimproveri che neanche un bambino delle elementari sopporterebbe.

E prima di morire, l’uomo senza palle firmerà un contratto per la costruzione di una cappella mortuaria in stile gotico a sei volte, già conscio che sarà cremato e le sue ceneri disperse in un mare di palle. Tanto pagherà il conto la vedova

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