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Lui/lei mi ha costretto a toglierti l’amicizia su Facebook. La #gelosia corre sulle bacheche

Io sto con i gelosi
Io sto con i gelosi

Scusami, ma il mio fidanzato ha letto degli scambi sul tema sesso che abbiamo avuto sulla tua bacheca, si è ingelosito e mi ha chiesto di toglierti dalle amicizie. Scusa, la mia lei ha letto un mio commento sul tuo blog sulle donne e ti chiedo di toglierlo. Sai che un amico mi ha bannato perché la fidanzata era gelosa?

Cose che succedono a me, e non solo a me, su Facebook. La gelosia corre sulle bacheche che, soprattutto se trasparenti come la mia (tutti i miei post del blog sono pubblici anche su FB), scatenano non raramente le gelosie di quei partner che, evidentemente, sentono di dover controllare il proprio lui o lei, fino al punto di porre un aut aut: o lo banni o sono guai.

Sapete cosa penso della gelosia (l’ho scritto qui): se non è persecutoria è una prova d’amore, e diffido fortemente di chi deliberatamente fa sfoggio e si bea del suo non essere geloso. La domanda è: essere gelosi per un post o un’amicizia su Facebook rientra nella gelosia normale o in quella “patologica”?

Già immagino il pensiero di alcuni, probabilmente dei più: siamo nel campo della gelosia soffocante, stupida e che non produce risultati se non corna assicurate. E giù risate. Per il geloso, ma anche per la vittima che, a questo punto, accetta imposizioni considerate ridicole.

Non sono d’accordo. Per quanto i miei post siano forti ma non dedicati, e che la corte/complimenti trasparente sui commenti che seguono forse può dare fastidio ma è innocua in quanto palese (quelle davvero pericolose si fanno in chat) chi chiede al proprio lui o alla propria lei di evitare amicizie con chi non è di gradimento per tema (forse io) o atteggiamento (forse non io) ha ragione.

Sì, ha ragione il geloso che chiede una moratoria su certe amicizie di Facebook. E sapete perché? Perché, come nel mondo reale, un uomo o una donna innamorati del proprio lui non tollererebbero occhiate, battutine o corte e ammiccamenti, per quanto educati, da nessuno.

Mi ricordo che dopo aver lasciato una fidanzata storica, alla nuova fidanzata avevo chiesto se potevo ogni tanto rivedere, anche per un innocuo pranzo, la mia ex, con la quale era rimasta amicizia. La risposta della nuova titolare era stata: bene, tu vedi pure la tua ex, io vedrò tutti i miei ex con cui non ho rotto in modo traumatico. La mia sana gelosia mi aveva fatto propendere per dare ragione alla nuova fidanzata.

Dalla parte di questi gelosoni sociali non c’è solo, infatti, un discorso di fastidio personale, più che sufficiente per ottenere un ban di qualche amico virtuale (stiamo parlando di virtuali, non reali, tenetelo ben presente) ma c’è una riflessione razionale e fondata sul concetto di rischio.

Perché lasciare una tanica di benzina vicino al fuoco? Perché rischiare, sorvolando su un’amicizia facebukkiana, che da solo gioco diventi domani una chat bollente e vada oltre? Si comincia sempre dalla bacheca, ma si puó anche finire a letto, raccontano gli avvocati divorzisti.

Dipende anche dal soggetto a rischio. Quando la mia fidanzata mi ha dato un aut aut sulle frequentazioni di ex, era conscia quanto io fossi tendenzialmente libertino, amante delle donne e inguaribilmente romantico. Già mi vedeva a rimembrare i trascorsi a un innocuo pranzo, per poi ripassarli in un motel. Confesso: trascende ogni mio controllo, e quindi il rischio c’era. Meglio evitarlo, visto che ero anche innamorato di lei (dall’ombelico in giù però all’epoca ero innamorato di molte).

La domanda è: perché rischiare? Perché l’amore è fondato sulla fiducia? Certo, ma tutte le scappatelle, e quel che ne può conseguire, nascono da una fiducia dalle maglie troppo allentate. Ripeto: perché rischiare? Per un’amicizia su Facebook?

Ci sono persone che hanno bisogno di avere il guinzaglio corto, anche quando sono innamorate. Io, per esempio, sono fatto così. Certo, non sono un automa, sono in grado di resistere alle tentazioni, ma perché lasciarmi frequentare liberamente una pasticceria? Non devo essere guardato a vista, ma neanche dimenticato.

Si dice che i gelosi sono quelli che poi, a lungo andare, provocano le corna che vogliono evitare. Fandonie. Le corna non vengono provocate da richieste fonte di gelosia come questa, le corna sono provocate da ben altri fattori, per esempio voglia di fare sesso con altri. Non giustifichiamo un nostro bisogno di evadere con la gelosia degli altri; producono molte più corna l’indifferenza e il non uso sufficiente e qualitativamente buono del talamo.

Quindi, a malincuore salutiamo i nostri ex amici di Facebook con partner gelosi, ma non biasimiamo questi ultimi, mettiamoci nei loro panni.

E se il loro sforzo sarà stato inutile, lo era già prima di farlo. Ma almeno, loro, potranno dirsi: non sono stato lì a farmela fare sotto il naso

Io sto con i gelosi

Sincerely yours

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