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Litigare fa bene o male alla coppia?

Litigare riempie o svuota il vaso che contiene l’anima della coppia
Litigare riempie o svuota il vaso che contiene l’anima della coppia

Conosco coppie che litigano per ogni inezia. Ma anche coppie che sembrano vivere in Paradiso: mai uno screzio, mai una parola fuori posto e, se capita, uno dei due diventa un cuscinetto e col suo silenzio, o cambiando discorso, va oltre.

Chi di queste due coppie sopravviverà ai più acerrimi nemici della coppia stessa, e cioè il tempo che passa, la routine e il sesso che scende inesorabilmente in quantità e qualità?

Nessuna delle due, ma se dovessi scommettere voto per i litiganti.

Perché se litigare troppo e in un modo che denota poco affetto e a volte disprezzo lo considero uno dei pochi motivi per cui è giusto separarsi anche in presenza di figli piccoli, liberandoli così da scene quotidiane tipo la Guerra dei Roses, anche il silenzio pressoché totale di due fidanzati compagni o coniugi che non danno sfogo nemmeno alle normali ostilità che caratterizzano la vita di una coppia, non sono da meno come arma letale per la longevità del loro amore.

Litigare è fisiologico, ed un modo che la coppia ha di crescere. Sbagliando, discutendo per poi chiarirsi è un modo di crescere insieme, di consolidare la coppia.

Io immagino l’anima della coppia come un grande vaso dove vengono messe, in comune, le cose buone e le cose meno buone.

Ogni giorno la coppia ci mette una carezza, un’ora di sesso appagante, un litigio, un cattivo pensiero, un silenzio di sopportazione, un chiarimento costruttivo: le cose buone svuotano l’orcio di terracotta, quelle cattive, ma anche i silenzi, lo riempiono.

E quando la misura è colma l’orcio, per quanto pesante e robusto, è di terracotta, ed esplode.

Esplode in litigi fatti di quelle parole dalle quali non si torna indietro, crea schegge volanti che procurano ferite che si infettano e non si rimargineranno, oppure, nella migliore delle ipotesi, lasceranno vistose cicatrici che ogni volta che le guardi (e non puoi fare a meno di notarle) ti ricorderanno il dolore subito in quella occasione.

Sì perché ci sono cose che non si possono dire, dalle quali non si torna indietro. Le parole possono ferire più di un tradimento: ho visto coppie riprendersi da una scappatella, altre non riprendersi da offese verbali così profonde da rimanere indelebili.

E l’amato o l’amata sono coloro che ti conoscono più nel profondo, e quindi sono capaci di capirti meglio di chiunque altro, ma anche di usare i tuoi punti deboli più profondi per ucciderti.

Posso paragonare queste offese profonde e laceranti solo la violenza fisica: un uomo o una donna che mettono le mani addosso al proprio partner compiono un atto spesso senza ritorno. La violenza fisica può sembrare meno grave di certe violenze verbali, ma non è vero che ferisce più la parola che la spada, la spada uccide.

E l’omicidio dell’amore è possibile, e da quello non si torna indietro.

Il silenzio, tornando al fatto di non litigare mai o quasi mai, è letale quanto l’offesa più pesante. E’ più subdolo, perché lavora nel tempo e in modo strisciante. Al momento sembra anzi un buon modo per non fare di un piccolo fuocherello l’incendio di tutta la foresta, ma non è così.

Ogni fuocherello soffocato sul nascere col silenzio mette un pezzo di rancore e di sofferenza non detti nell’orcio dell’anima della coppia, facendo salire il livello delle cose cattive.

Litigare fa bene. Litigare chiarisce. Litigare fa crescere.

Nessuno ama litigare. Soprattutto noi uomini, campioni nelle gare di evitamento di rotture di balle, opponiamo il silenzio o svicoliamo di fronte a problemi di coppia. Se invece avessimo la vostra forza di discutere, spesso venduta con ironia come la tendenza tutta femminile a parlare troppo e a rompere anche sui dettagli, chiariremmo molte cose subito e bene e l’orcio, il nostro orcio di uomini, non si riempirebbe di quella sensazione del “che rottura di balle”, una sensazione che alla lunga fa di lei una compagna diversa da quella che avevamo amato.

Litigare, piangere, scontrarsi (senza superare le linee di non ritorno che tutti conosciamo) per poi chiarirsi, approfondire fino a ripulire l’anima dall’ultimo dubbio, lì, subito, insieme, significa rafforzare quel vaso che contiene l’anima della coppia, non solo svuotarlo. E’ come se, ogni volta che dopo aver litigato ci capiamo e capiamo perché il litigio è successo, la coppia crescesse.

Ecco perché le coppie che funzionano, quelle in crescita anche se nate da pochi mesi, dopo un litigio provano quella bellissima sensazione di amarsi di più, e spesso fanno l’amore.

E poi quanto sono importanti il tono, le parole, gli sguardi usati nelle discussioni…quando un litigio è davvero per costruire perché ci si ama, quando è solo per ferire perché ci si disprezza, piuttosto che l’indifferenza quando non si ama più… l’indifferenza che cos’è se non il silenzio e l’assenza di litigio, o se preferite di confronto animato, ma interessato ad andare fino in fondo?

Il silenzio uccide sicuramente, la parola può ferire, ma anche ricostruire la casa più forte e solida di prima.

Il silenzio è senza ritorno, alla lunga diventa tombale. Anche nell’amicizia.

Care amiche, amici, innamorati o coppie nuove, vecchie, solide e meno solide, in crisi oppure no: litigate, parlate, affrontate i problemi. Prima che l’orcio esploda.

Sincerely yours


8 commenti

  1. Salve. Volevo congratularmi con alessandro per il blog. Ho una domanda. ad ogni litigio (poki) lei minaccia di lasciarmi. Oggi mi ha lasciato dopo un litigio, definitivamente, dice di amarmi ma non riesce a superare idea che deve dividermi in futuro con le mie figlie. (ho due figlie e separazione in corso proprio per lei). Poi aggiunge che la madre non approva e che ha un peso perche vuole il suo bene. Io nel litigio ho sperato sempre di avere una crescita di coppia. Ci sono rimasto male. Eppure dice che mi ama. Pensate sia possibile amare e lasciare?

    • Grazie e benvenuto. Penso che o non ti ama o stia usando il lasciarti e tornare per fare pressione e “comandare” lei come per le tue figlie, un sacrificio impossibile da chiederti (i figli per me sono intoccabili). Sei sicuro di volere questa donna che mette tanti paletti contro?

  2. Grazie. Sul comandare credo non ne avesse bisogno, ho fatto l’impossibile finora per starle vicino e lo ha sempre apprezzato, le figlie non hanno mai costituito un problema pratico, ho sempre gestito le due cose bene. Resta il non mi ama purtroppo. La storia della madre che le consiglia di lasciarmi ha un peso, lei è di origini albanesi, famiglie matriarcali, e convive con la madre da sempre (ora ha 37 anni), basti pensare che nn entro a casa sua proprio perche ce la madre. E tutto il loro problema resta nel dover tenere un uomo con figli che dovrà dividersi per gestire due famiglie e nn essere totalmente li. Gli ho detto in mille modi che nessuno (anche i single) puo garantirgli nulla,io sono una persona straorganizzata e molto attivo, lavoro 6 ore al giorno e ho molto tempo libero, non penso di avere delle mancanze rispetto un single. Ora che penso sia finita sento un senso di angoscia. Non mi sento in grado di gestire questo. Ho letto il forum del chiodo scaccia chiodo ma nonostante per me non sia difficile conoscere un altra donna non mi stimola. Dentro di me sentivo che prima o poi mi avrebbe lasciato ed è per questo che tornare a corteggiarla di nuovo sarebbe solo un rimandare la fine. Mi puoi consigliare un modo per dimenticarla senza starci cosi male? Grazie

  3. Io farei molta fatica a stare con un uomo che metta i miei figli come ostacolo (soprattutto se gestisco bene, poi ci sono anche quelle situazioni in cui la nuova coppia arranca perché il genitore non riesce a tenere in equilibrio le cose). Le tue figlie sono un pezzo imprescindibile di te. Pure a me un litigio non costruttivo sembra una prova di forza. Non vedo un’idea di futuro da costruire non comprendendo loro.

  4. Il nostro dei giorni scorsi non lo definirei un litigio, piuttosto un confrontarsi per tirar fuori qualche verità. Ci diciamo sempre cose belle ma, in fondo, non abbiamo mai affrontato l’argomento “futuro” e forse anche il solo immaginarlo ha dato alla nostra discussione un tono tragico, credo, Fatto sta che è come se ci fossimo allontanati, da allora ci sentiamo poco o niente. E allora penso che se un semplice chiarimento può allontanarci forse non eravamo così solidi come pensavamo. Non so.

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