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I sensi di colpa dopo un tradimento salvano o distruggono la coppia?

Daniel Day Lewis e Michel Pfeiffer nell'Età dell'Innocenza
Daniel Day Lewis e Michel Pfeiffer nell’Età dell’Innocenza

Secondo le ultime stime, più della metà degli italiani (un po’ di più gli uomini, ma non tantissimo) hanno tradito almeno una volta il proprio partner. Non è dato sapere quanti di loro diventino seriali e quanti, pentiti, smettano, anche se i più dicono che una volta varcata la soglia non si torna più indietro. Ma bisogna fare i conti con il senso di colpa…

Sono stato infedele più volte nel mio passato. Sono stato un infedele sportivo (della serie ho una donna di riferimento e poi mi diverto) e un infedele travolto dalla passione e in guerra con la propria razionalità. Ho dovuto, insomma, come molti, fare i conti con i miei sensi di colpa.

Può capitare di tradire (termine più che mai obsoleto e improprio, vista la diffusione e la complessità delle dinamiche, nato proprio per suscitare di per sé senso di colpa) perché hai voglia di emozioni, perché ti ha colpito una persona, perché ti travolge la passione e l’ormone… I conti si fanno dopo aver raggiunto l’orgasmo.

Perché, adulti o no, è quando abbiamo appagato gli istinti della passione che arrivano i sensi di colpa. In certi casi assomigliano a quelli che hanno certi ragazzini dopo la masturbazione che, è notorio, ha prodotto intere popolazioni di non vedenti.

I sensi di colpa ti riportano dal partner. Guastano la meraviglia del sesso più appagante anche l’istante dopo averlo consumato. Tengono legati allo status quo, soffocando ogni impeto di libertà.

Ma è un bene o un male, mi chiedo e vi chiedo?

Un bene, diranno alcuni. È bene che gli istinti dell’uomo vengano imbrigliati, e che anche la passione per una donna o per un uomo, per quanto forte sia, venga ridimensionata dal senso di colpa, che non è altro che un ritornare alla realtà.

L’ho provato anch’io, e ti fa davvero bene, dopo aver tradito, tornare all’ovile giurando “non lo farò mai più”. Ho provato e ora so che, anche questo, può durare il tempo di un weekend.

stai bene per qualche giorno, magari per settimane. Poi però, la molla che ti ha spinto a letto con un altro, si ricomprime, e spinge sul tuo cuore, sulla tua voglia di passione sfrenata, bella, appagante, fortissima.

E allora ti accorgi che il senso di colpa o è così forte da rompere la molla, o non sarà mai sufficiente per sedarti.

Ci sono persone che cercano fuori dalla coppia per sport, ma tantissime che cercano quello che non hanno più: amore, sesso vero, sentimenti dimenticati, emozioni.

Molte di loro si sono arrese alle pulsioni, e creano nuove coppie: gli ultimi dati dicono che il divorzio breve sta riscuotendo un successo da boom soprattutto dopo i 40 anni, alla faccia delle vite sentimentali “finite”.

Altri hanno deciso per preservare la famiglia ad ogni costo: alcuni fortunati si sono ripresi da un incidente di percorso (una scappatella può capitare a chiunque), altri, pur rimanendo a casa, non si riprenderanno mai.

Nell’Età dell’innocenza, Daniel Day Lewis si innamora di Michelle Pfiffer mentre sta per sposare Winona Ryder. Alla fine la sposa, pur amando profondamente l’altra. Fa una scelta dettata dal “cosa è giusto fare” e non dai sentimenti. Una scelta che gli regalerà una vita tranquilla, prevedibile, ma non serena. La passione coverà sotto la cenere fino alla morte, il senso di colpa verrà sostituito dal rammarico per non aver avuto il coraggio di amare fino in fondo, almeno di provarci.

Il senso di colpa produce rimpianti che possono durare una vita.

Il senso di colpa, dunque, non salva, distrugge. È spesso una condanna all’ergastolo dell’infelicità.

Il senso di colpa non è in grado di sanare una coppia claudicante, dove il sesso è sempre uguale a se stesso, i silenzi sono lunghi e gli egoismi incancreniti.

Perché desideri un altro o un’altra? Perché si è aperta una porta? Il senso di colpa potrà cambiare le chiavi delle porta, ma dietro, anche chiusa, ci sarà sempre lei o lui, l’altro o l’altra.

Daniel Day Lewis insegna: il tempo lenisce tutte le ferite tranne quelle dell’amore, che segnano come lo sgarbo di un genitore a un figlio, condizionandone la vita.

Il cuore, la passione, il sesso, invece, non mentono mai. E se mentono ne è valsa la pena.

Ps: i veri traditori non hanno sensi di colpa. Hanno paura. Di perdere il loro status, i soldi, di avere grane. Il senso di colpa è un sentimento, non c’entra.


175 commenti

  1. Il senso di colpa non c’è quando si tradisce perché nella coppia ufficiale manca ormai qualcosa (attenzioni,dolcezza,romanticismo,follia)…anzi a volte si può arrivare anche al risentimento verso un partner che non ha colto il malessere e la delusione ed ha “permesso” che il tradimento, comunque moralmente considerato come qualcosa di riprovevole, fosse messo in atto….

    • È un mix: risentimento può essere anche cercare una scusa. Mi hai costretto a tradire. In altri casi invece il senso di colpa e dovuto al fatto che comunque magari stai tradendo una persona per cui hai un forte affetto e una lunga storia di amore ormai passato ma che c’è stato è stato importante ho paura di fare male

  2. sai, io sono single, il ragazzo che ho incrociato sulla mia strada è più giovane di me e ha una fidanzata della sua età da oltre 5 anni. Ogni decina di giorni circa mi fa il discorsetto che così non va bene ecc. e scompare per qualche giorno quando sa che deve vedere lei (penso si senta in colpa con lei e la famiglia di lei che frequenta regolarmente) ma dopo un po’ riappare e tutto ricomincia con me fino al prossimo senso di colpa, suo…

  3. ..in passato ho tradito e sono stata dilaniata dai sensi di colpa..e ora che dopo tanti anni e con un altro partner, mi è riaccaduto, il senso di colpa era la cosa che temevo di più in assoluto..e invece non si è mai presentato..x ora…dopo 6 mesi di una storia parallela che peró è assolutamente Amore.Quindi mi chiedo: puó essere questo il motivo?Il sentirmi giustificata dal forte sentimento?Io ora mi sento di appartenere a lui e non a mio marito…

  4. Forse sai che ne è valsa e ne vale la pena…l’amore è più forte del senso di colpa…Come fermare l’acqua con le mani…

  5. Il senso di colpa un concetto culturalmente legato alla matrice cristiana occidentale. Siamo stati educati fin dalla tenera età alla vergogna per tutto ciò che contravviene a regole precostituite e che privilegia il lato istintivo e genuino dell’essere umano. La vita “adeguata” prevede il seguire un binario socialmente condiviso e tutto ciò che proviene dal più profondo noi, che ci rende diversi l’uno dall’altro è visto come un pericolo da estirpare o almeno soffocare. Si prendono continuamente decisioni contro sé stessi a favore degli altri; apparentemente a favore degli altri. in realtà trattasi di puro egoismo, della volontà di non turbare questo ordine costituito di modo da non esserne ostracizzati.
    Così si arriva a ferire tutti quanti, in realtà, e la cosa assolutamente buffa è che si è convinti di essere vittime/eroi, delle brave persone. L’amante roso dai sensi di colpa è il più grande egoista al mondo. Perché ha già commesso il fatto. Perché lo ha commesso ma lo ripudia. Perché fa soffrire due donne/uomini e quando torna all’ovile crede ancora di essere la vittima quando in realtà è carnefice di sé e di tutti gli altri.

    • D’accordo sulla prima parte. Sulla seconda ricordo che per fare gli amanti si è in due adulti consenzienti e consci dei limiti della cosa. Sì questa società tende in parte a stigmatizzare il tradimento ma sempre di meno, visto che li ha fatto almeno metà della popolazione secondo stime prudenti. Separazione e divorzio a breve termine sono per i più una conquista

  6. Non si può essere consci dei limiti “di una cosa”. Se stiamo parlando di amante inteso come scopatore seriale, questo si. Ma non credo che lo scopatore seriale provi un briciolo di senso di colpa, comunque.
    Nella restante parte dei casi, invece, il limite non lo si conosce. L’evoluzione del rapporto sentimentale procede naturalmente. Le decisioni al riguardo sono solo fuffa messa li da chi crede di poter avere un vero controllo sulla propria vita.

    • Di solito lo scopatore seriale non ha amanti di lungo corso preferisce e 3-6 mesi ludici e poi mette in stand by fino a essere mollato mentre ha già un’altra

  7. Quanto al divorzio ed alla separazione, essendo avvocato, posso dire che statisticamente esso viene scelto solo da coppie non di lunghissimo corso. E provoca dolore e paura e reazioni inconsulte in ogni caso. Socialmente accettato? Magari nelle realtà più grandi e in contesti culturali e di benessere economico più elevati.

  8. @oldplum molto vero quello che dici in merito alla contrapposizione tra l’ego e il se, tra quello che ci rende accettati e accettabili dal contesto e i veri se stessi. Tipicamente occidentale la tendenza, consapevole o meno, a far prevalere l’ego, raccontandosi mille nobili motivazioni che ne nascondono altre che nobili non lo sono affatto…tornare all’ovile raccontandosi che si preferisce soffocare e rinunciare a se stessi per i figli (così come prima si dice all’amante non riesco a lasciarti perché non riesco a ferirti) spesso nasconde invece la paura di essere giudicato dal contesto, dai parenti, amici, dai figli stessi, paura che risulta più forte anche del proprio diritto di esistere (quel se’ nascosto che magari viene fuori con l’amante, salvo poi fare marcia indietro al momento di scegliere). Anche io, come te, credo che scegliere apparentemente per gli altri sia l più grande forma di egoismo che esista, lo si fa per non smontare quel personaggio che è socialmente accettato e che ci si è costruiti nel tempo. L’esperienza dell’amore ti porta inevitabilmente a toccare il vero te stesso, ma non è poi detto che si abbia la forza e il coraggio di entrarci dentro e scoprire che c’è altro rispetto al modo in cui hai vissuto fino a quel momento..quindi vai in botta e torni nella comfort zone perché quella roba lì non la sai gestire…è un discorso complesso ma queste dinamiche intervengono eccome in questo tipo di relazioni

  9. quello che mi lascia basita è il fatto che chi ritorna all’ovile decidendo di “salvare la famiglia” (salvare!) e di riprovarci, lo fa mentendo a tutti. per questo parlo di egoismo. ama la moglie tradita? no! perché l’amasse e volesse davvero ricostruire le racconterebbe la verità e le darebbe la possibilità di sceglierlo di nuovo o di mandarlo a quel paese.
    ama l’amante? no! perché ancora una volta sceglie di metterla via in nome di mille fantastiche scuse altruistiche ma che in realtà riguardano solo lui e la sua immensa paura di essere “umano”.

  10. oldplum verissimo…mentono prima e mentono anche dopo perché a loro manca completamente il contatto con se stessi e con quello che realmente desiderano per se’..infatti prima di tutto mentono a se stessi

  11. In generale però non si può dare dei giudizi così severi e taglienti. Mi ama non mi ama. Le dinamiche di coppia hanno mille sfumature come ci sono anche limiti oggettivi e soggettivi con cui ciascuno si confronta in maniera diversa…Sarebbe troppo facile. Io non voglio il dito puntato ma non lo devo puntare!

  12. l’indecisione porta a decisioni distruttive. per sé e per gli altri. io sono confidente nel fatto che quando un fulmine illumina il buio e tu riesci a vedere il contorno delle montagne nel cielo scuro, anche per un solo secondo, ecco, allora non potrai mai dimenticarlo quando tornerà il buio.

  13. Io invece trovo giusta la scelta di non dire nulla se il coniuge non sa. Non per comodo o vigliaccheria ma sia per non infliggere una ferita inutile sia per avere una maggiore probabilità di recuperare. Poi mi sbaglierò

  14. @Sono io, è vero anche quello che dici tu, solo che talvolta secondo me estremizzare e semplificare volutamente aiuta a recuperare un po’ di lucidità e cruda chiarezza che in alcuni momenti non guasta per ricentrarsi. Ho fatto teatro per tanti anni e quando mettevo su un personaggio il mio regista mi diceva sempre di esagerare all’inizio finché non l’avessi definito negli eccessi e nei contorni, a togliere poi sei sempre in tempo fino a trovarne Pian piano la vera natura incluse le sfumature…ecco qui è un po’ la stessa cosa, trovando gli eccessi e gli estremi poi piano piano si vedono anche le sfumature ma il viceversa è quasi impossibile da mettere in pratica. Inoltre dipende dalla fase in cui si è, come dice Alessandro non esiste la buona educazione mentre ci si sta salvando, e probabilmente non esistono le vie di mezzo mentre stai cercando di tirarti fuori dalla merda..qui parlo per me, se voglio uscirne devo essere totalmente egoista e meno comprensiva possibile con lui-anzi zero-evitando di dargli attenuanti o giustificazioni, alla fine io sono nella merda e mi importa una sega (scusate il francese) se lui sta soffrendo come un cane o se la moglie lo tiene al guinzaglio, nessuno lo costringe e soprattutto nessuno tira me fuori dalla merda quindi devo pensarci da sola…quindi ad esempio io non posso perdermi in sfumature altrimenti ci resto sotto, se poi un giorno ne sarò completamente fuori allora potrò anche permettermi altri tipi di considerazioni che ora però non mi servono
    Questo solo per dirti che a volte gli estremi servono a salvarsi la pelle, ma dipende molto dalla fase in cui ti trovi

    • Estremi che non contemplino però entrare a gamba tesa nella sua famiglia sapete cosa penso del pulsante di autodistruzione dell’amante

  15. Alessandro certo e la penso come te, anche se la tentazione può venire ed e’ umano è assolutamente meglio non farlo….comunque nel mio caso tutti ormai sanno tutto, non so quanto poi lei abbia sparso la voce tra amici e parenti e magari lo ha fatto capire anche ai figli

  16. Dirlo alla moglie? l’unica persona legittimata a farlo è il coniuge. nessun altro. non ci si può arrogare il diritto di intervenire nelle dinamiche altrui, nella vita degli altri.
    quanto all’amore. la parola (senza morte – a-mors) già da sola fa intravedere come sia impossibile non arrendersi ad esso. amare è arrendersi. se sei capace di sedarlo, comprimerlo, per milioni di altre ragioni, non sai amare. non ci sono sfumature ed attenuanti.
    silvia, ti sento molto vicina per tutto quel che racconti. che è quello che poi sto vivendo io.

  17. quanto al fatto che siano sempre le donne a decidere, questo non è del tutto vero.
    proprio un mese fa, una mia cara amica con una relazione di 7 mesi con un uomo sposato, è stata scoperta in flagrante dalla moglie. si è riportata a casa il coniuge “perdonandolo”. dopo 24 ore il coniuge (sposato da oltre 30 anni e con due figli) è letteralmente scappato di casa e ora vive con lei.

  18. verissimo anche questo oldplum…amare è arrendersi per definizione, ma anche qui, è un’esperienza che richiede di essere molto in contatto con se stessi per viverla fino in fondo, altrimenti può anche farti sbarellare.. Se poi uno pensa di “gestire” l’amore secondo me è fuori strada…
    Se ti va raccontaci cosa stai vivendo, se leggi le varie discussioni vedrai che qui c’è davvero di tutto e questo spazio di confronto tra noi e con Alessandro è una risorsa veramente preziosissima per tutte

  19. raccontare quello che c’è stato (e che c’è) mi pare un esercizio utile a svilire la cosa. non credo si possa raccontare senza cadere nel cliché. dirò solo che dopo un anno di grande amore, amore che ancora c’è da entrambe le parti, lui a fronte di una scenata particolarmente forte della moglie dopo qualche minuto di ritardo, ha preso la sua folle paura di essere scoperto e se ne è fatto scudo, decidendo che questo amore non poteva più essere vissuto. il vero problema è che non vuole però rinunciare a me. tenermi lì e continuare a dialogare, perché l’idea che ci allontaniamo del tutto non riesce a reggerla. io, al contrario, non riesco a reggere l’idea di sentirlo ancora. non piango, non prego. io sono sicura di me e di quello che c’è. ho dentro di me una specie di certezza. sin dall’inizio c’è stata una tale affinità, un sentirsi anche a distanza incredibile. io lo sento. c’è ancora. sono sicura. certa. detto questo e proprio per questo ho interrotto ogni comunicazione. gli ho chiesto di rispettare questo mio bisogno perché davvero non riesco a sentirlo ora. mi innervosisce e mi fa star male. voglio che viva davvero la sua scelta. non credo sia giusto e conveniente che io faccia da stampella al suo matrimonio farsa e non voglio aiutarlo per nulla in questa cosa. io rispetto la sua scelta. lo amo, non posso fare altrimenti. lui rispetta meno la mia. questo si. ma io taccio. fatico a farlo. ma poi ripenso a come mi sento quando cedo e se all’inizio mi sconvolge con il suo amore per me, poi sto da cani. e non voglio assolutamente stare più in questo modo. preferisco pensare di perderlo per sempre mantenendo un buon ricordo piuttosto che cercare di riallacciare, pregare, sclerare o cose che alla fine non solo allontanano di più ma rovinano anche il ricordo del bello che c’è stato. ed è stato bellissimo. non lo scordo. e nemmeno lui lo scorderà mai, di questo sono certa. mi racconto la cosa del contadino e del terreno che continua a coltivare in un certo modo e che da sempre lo stesso frutto. un frutto che non matura mai. ed allora penso che forse è il modo sbagliato e che questa sua decisione (o indecisione?) in realtà potrebbe essere una opportunità di ottenere buoni frutti, finalmente. non si può dire se una cosa sia assolutamente buona o cattiva quando accade. si può dirlo solo quando ne vedi gli effetti. forse serviva. sicuramente. perché comunque andrà sarà positivo per la mia vita (non so per la sua). se la lontananza ci farà capire di non poter fare a meno l’uno dell’altra o se invece no. nel primo caso sarò felice di poter vivere finalmente una storia con lui al 100% (e so che siamo talmente compatibili che sarà meraviglioso); nel secondo avrò risparmiato tempo e sofferenza. ringrazio il cielo per quel ritardo. ringrazio il cielo per questa opportunità e per la sua scelta. e per la mia forza. per credere in noi. per non crederci.e per non sentirmi finita. io mi stimo e so che stare con me è bello. non ho bisogno di un uomo per vivere bene. “è bello stare con me, stai con me”. detto questo se non hai l’intelligenza o la forza di starci, mi spiace. andrò avanti. ho il mondo dentro da dare.

  20. amare se stesse, per se stesse in primis, e solo amandoci forse una possibilità.ci può essere.
    Non avrei saputo spiegarlo meglio Oldum.

  21. Sembra una banalità, ma nelle cose più semplici spesso si nasconde la verità. se non ti vuoi bene tu, è difficile che altri possano volertene. se implori l’amore è difficile che tu possa essere amata (provando a mettersi nella situazione opposta, dell’implorato, si capisce come sia difficile amare chi non si ama da sé). se non sei felice tu non puoi rendere felice nessuno.
    non è facile lasciar andare, sia chiaro, ma è molto più faticoso trattenere.

  22. @oldplum…come si fa ad essere sicuri del suo amore se poi di fatto ha scelto di metterlo via per riprendere con la moglie? Ha scelto di non viverlo per paura.
    In ogni caso ammiro la tua determinazione a stare su te stessa.

  23. sono sicura perché ho visto i suoi occhi. ha scelto? io credo sia stata una decisione determinata dal momento contingente e non da riflessione profonda. tutte le decisioni prese in questo modo sono altrettanto contingenti. il problema è che lasciano segni indelebili su chi ne è vittima. e le cose non possono più tornare come prima. il tempo cambierà, ritornerà la monotonia e le scenate assurde di gelosia, ed il soffocamento costante, e la sensazione di essere completamente soli. con la differenza che non ci sarà più chi ti prende la mano e ti solleva.

  24. quello che mi consola è il pensiero che ogni volta “finisce” un amore si pensa che non potrà mai più accadere qualcosa di simile. il fatto è che poi la vita ti smentisce sempre.

  25. @oldplum, comprendo bene moltissime delle cose che scrivi. Tra l’altro sono profondamente convinta che lasciar andare sia la più grande forma di amore (e, come dici tu, è difficilissimo) e, almeno personalmente, sto vivendo questo periodo anche come un’occasione per concentrarmi su me stessa (come ho scritto in altri interventi, sto facendo un lavoro su di me davvero intensivo). Anche se ora il dolore è tanto, anch’io come te penso che non posso sapere adesso se quello che è successo sia un bene o un male, che solo il tempo dirà la verità e solo il tempo confermerà o meno se quello che sentivo era vero o no. Come te, io quell’amore lo sentivo, non me lo sono sognata, e ho sentito che era ancora lì anche quando l’ho visto e risentito l’ultima volta. Ma ora devo solo fare i conti con quello che c’è adesso, che lui non è con me, che è rimasto a casa per n-mila motivi etc,, quindi siccome non posso fare un salto nel futuro per risparmiarmi tutto questo e superare la cosa in uno schiocco di dita, sto su di me quanto più possibile e lascio che lui viva la sua scelta fino in fondo. Come hai scritto, se è amore davvero non puoi chiuderlo in un cassetto, soffocarlo o “gestirlo”, quindi se così è verrà fuori ma sarà solo il tempo a dirlo. In tutto questo però non si può perdere l’occasione di non stare su di noi, e comunque quando lavori su di te cambiano molte cose, quindi non bisogna mai sottovalutare il fatto che potrebbero non trovare la stessa persona se dovessero tornare
    Personalmente non trovo nessun altro modo di vivere questo periodo (di merda,chiaramente) se non facendo qualcosa per me che resterà con ne tutta la vita indipendentemente da lui e da chiunque altro

  26. @oldplum la penso esattamente come te, se leggi qua e là nel blog abbiamo affrontato il tema più volte…anche io sono convinta (anzi lo so) che il mio abbia scelto non facendo una riflessione ma sulla necessità del momento (infatti subito dopo è andato in terapia individuale quindi il percorso ha iniziato a farlo)
    Poi appunto non si sa mai, domani potremmo incontrare un uomo di cui innamoriamo perdutamente e lui va a finire nel cassetto dei ricordi, mai dire mai, ma intanto mi dedico a me stessa, che di sicuro è l’unica persona con cui starò per sempre;)

    • Vi ricordo che le canoniche vacanze non sono finite. Da lunedì probabili tentativi di contatto e “sorprese”

  27. Ahah Alessandro sei un mito!! Nel caso del mio non mi aspetto un contatto così presto (perché lui “deve” portare in fondo la sua scelta, secondo me deve arrendersi all’evidenza prima di rifarsi vivo ma posso sbagliarmi) ma potrebbe per esempio farlo per vie traverse tornando qualche volta in trasferta nella mia città per tastare il terreno (e magari capire se ho un chiodino o un chiodo)
    Considerata la sua inesperienza in queste faccende non so davvero cosa aspettarmi, poi dipende anche da come sono andate le vacanze (e non credo siano andate bene)

  28. Quando vivi un amore così travolgente e intenso credi che non potrà più ricapitare. Ma arriverà il momento che finirà nel cassetto dei ricordi, belli e/o brutti. E ne arriverà un altro prima o poi, quando sarai pronta, che sarà altrettanto travolgente e intenso ma diverso. Perché tu sei diversa. Perché questi amori ti cambiano, in meglio. E quello che arriverà saprai riconoscerlo se è “lui”.

  29. Alessandro mi fai morire! Apriamo la sezione “ Le previsioni dei ritorni post vacanze”!:)
    @Ema guarda io ora non mi pongo assolutamente il problema, mi interessa tornare a star bene io e basta e vivo giorno per giorno quel che c’è . Credimi, io so cosa ho provato quando ho incontrato lui e cosa ho sentito (e ho un numero abbastanza significativo di esperienze alle spalle quindi parlo a ragion veduta) e onestamente ho dei seri dubbi sul fatto che possa ricapitare, ma in ogni caso per me ora non è quello il punto, posso stare anche da sola ma l’importante è che io stia bene indipendentemente da tutto e tutti

  30. A me sta succedendo una cosa strana. Dagli struggimenti di qualche mese fa sono entrata ora in una fase di pseudo indifferenza. Non è successo niente di clamoroso per arrivare a questo, se non una riduzione dei messaggi dovuta alle vacanze natalizie. Il punto è che se prima mi disperavo e vivevo questo “snellimento” con disagio ora invece mi scivola addosso. Probabilmente sono arrivata inconsapevolmente alla conclusione che nulla potrà cambiare, anche perchè non mi sento pronta neanche io ad un eventuale cambio di rotta, e quindi mi sono distaccata. Forse era solo un grande fuoco di paglia? Non so

  31. Hai perfettamente ragione, Alessandro, mi sto stufando. Aspetta il messaggio, verifica l’umore del giorno, organizza l’incontro clandestino, inventa bugie per essere presente all’incontro clandestino, etc. A fronte di che? Una cena romantica e una notte di sesso una tantum? Troppo poco. A giorni dovremmo vederci e, ti dirò, quasi quasi disdico. Se mantengo quest’umore

  32. Credo che sia finito un ciclo, e a dirlo ora mi lascia un senso di vuoto ma neanche più di tanto. E’ passato un anno e mezzo, o dentro o fuori. Non mi sono mai piaciute le emozioni a metà, forse per questo ho aperto gli occhi. Se dovessi incontrarlo gliene parlerò.

  33. In effetti, anche se a distanza, non ci siamo mai allontanati in tutti questi mesi. Chissà se anche lui sta vivendo questa sensazione di distacco.

  34. @Anna, se ti è scattato il rele’ ti direi di tenere il circuito aperto e stacca la corrente…segui l’onda e distaccati adesso, se ti sei stufata ora è il momento di tagliare e metterti in sicurezza per evitare la razzata del cortocircuito dopo che potrebbe fulminarti (scusate il paragone ma mi è venuto così;))
    @oldplum, ovviamente mai, perché una cosa è staccare fuori e non sentirsi, una cosa è sganciarsi dentro (e quell’energia li resta). Comunque il silenzio ha dei tempi fisiologici e fa bene in ogni caso
    @Angelica, secondo me quest’anno il panettone è andato a tutti di traverso!:):):)

  35. Io ora il sesso glielo darò ma sul possesso non garantisco più. Tanto non credo che se gli dirò di finirla qua si scomporrà più di tanto. Sempre così algido. Magari sarà una liberazione per lui, magari gli dispiacerà e proverà a trattenermi, magari ci diremo tranquillamente addio.

  36. @Anna…se davvero credi ti sia scattato qualcosa dentro non aspettare che ti arrivi la richiesta di appuntamento per poi trovarti nella condizione di dover disdire. Io chiuderei i contatti così senza dirgli niente, senza dare spiegazioni. Perché dici che gli darai sesso e proverai a parlarci? Rientri a mio parere nel circolo vizioso. Come ha detto Silvia se ti sei stufata stacca adesso e approfitta di questa sensazione.
    Cmq…avete ragione.. il panettone quest’anno è andato di traverso a molti…

  37. Anche a me succede…ma è più altalenante. ..Alcuni giorni sto bene così e riesco serenamente a vivere la mia vita… Altri giorni lo vorrei sempre con me… Mi mancano le mezze misure…eppure in una relazione “tradizionale” sono costante e tendenzialmente indipendente. …ma

  38. In realtà quest’appuntamento era già fissato da un mese, andrò e farò l’amore con lui ma poi ci parlerò, credo che c’è lo dobbiamo per il bene che ci vogliamo. Ma così sarà un addio senza tragedie ma solo con la consapevolezza che non sempre i sogni si possono realizzare.

  39. Concordo con Alessandro. Andrai in crisi. Io non gestirsi così la cosa se fossi intenzionata a mollare. Forse non lo vuoi ammettere a te stessa ma in fondo non vuoi lasciarlo andare. Sei solo infastidita del distacco e quando rifarete l’amore le distanze si accorgeranno all’istante e ti sentirai così ben disposta da non essere più in grado di dirgli serenamente addio.

    • Mentre lui, come tutti gli uomini dopo il periodo refrattario, ormai appagato avrà voglia di scappare e sarà assalito dai sensi di colpa. E non nei tuoi confronti. Succede, perlopiù. Ma magari mi sbaglio, essendo uomo che giudica gli uomini sono spesso cinico

  40. Può darsi che andrà così ma mi sento diversa stavolta, a me non serve fare l’amore con lui per cambiare idea, mi basta molto meno purtroppo, mi basta farmi una risata in sua compagnia per essere felice. Il fatto è che ora ho acquisito la certezza che ci vorremo sempre bene ma che non possiamo andare avanti così. O meglio, si potrebbe a vita fare quello che facciamo ora ma per chi sarebbe giusto. Non so come spiegarlo ma mi sono rassegnata all’idea serenamente, senza drammi o sensi di colpa.

  41. Basta il minimo contatto e si riprende da dove si è lasciato. Quando il mio amante mi ha cercato dopo un mese di crisi..è stato sufficiente guardarci. Poi lui mi ha preso la mano e ha iniziato a baciarla come se fosse la cosa più preziosa che avesse mai avuto e tutta la rabbia che avevo per lui per essere sparito si è smaterializzata. Ed è stato solo un bacio su una mano. Figuriamoci farci l’amore. Pensaci bene Anna. Riuscirai ad essere così distaccata come credi?

  42. capitano a tutte i momenti in cui a non sentirlo ti senti meglio. credo siano momenti di pura lucidità. poi arriva il messaggino e si passa dalla fase della serenità a quella della gioia. dopodiché finita l’euforia, magari perché è rientrata la moglie e non può più massaggiare inizia l’hangover. è come esser lucidi e tranquilli e farsi di qualche droga che dà euforia. ok, ti pare sul momento di essere passata ad uno stato migliore. poi però, finito l’effetto ti senti di merda (ops) e vai in botta.
    ricomincia il giro. riesci a disintossicarti e poi messaggino, bum, euforia, fine, botta. rip. ad libitum.

    • Fino a quando passa. Perché prima o poi passa. E se ne non passa da sole dopo qualche mese chiedete aiuto a un esperto

  43. Io dopo che ci ho scopato ci sto così bene che è l’unico momento in cui sto mi sento la sua compagna a tutti gli effetti forse perché so che con la moglie c’è un rapporto di fratellanza… Anche per me è sbagliato accorciare le distanze meglio lasciarsi con la fame

  44. Per carità…ognuno deve seguire il proprio percorso. Mettere alla prova se stessi, i propri sentimenti, le proprie convinzioni. Mi sembra giusto ed è fondamentale per conoscere e capire noi stessi. Io per esempio mi conosco bene e sapevo che avrei capitolato nell’incontrarlo.
    Anna…facci sapere come va. Noi siamo qui;)

  45. Ma io vi ascolto, eccome. Ho bisogno dei vostri consigli e non ignoro nessuna delle vostre parole, credimi Alessandro, ma non posso chiudere senza rivederlo, devo potergli parlare, finora non abbiamo mai affrontato l’argomento ma vissuto di emozioni. Ho bisogno del guardarlo negli occhi e chiarirmi ogni dubbio. E mi farò del male lo so oppure tornerò più forte e sicura. Datemi fiducia

  46. Comunque ognuna ha un proprio personale punto in cui scatta il rele’..io sono stata li li in un paio di momenti durante la storia ma non ero pronta e il rele’ si è richiuso…ma evidentemente così doveva essere e da qua ci dovevo passare (e anche lui ma in questo momento non mi interessa), quindi prima o poi capirò il perché di questo passaggio..Poi quale sarà il percorso da qui in avanti non lo so, certo è che sto imparando un sacco di cose su di me che sono convinta mi torneranno utili in ogni caso
    Credo però che quando si sente che è davvero il momento di chiudere bisogna farlo tagliando con l’ascia ( e, lo dico anche per esperienze pregresse, tagliare e voltare pagina è l’unico modo per far smuovere anche loro se questa è una delle opzioni desiderate)

  47. Salve a tutti.
    Porto la mia situazione perché vi ho letto e mi sembrate persone che comprendono e danno ottimi spunti.
    Sono sposato, 2 figli, da quasi 3 anni avevo una relazione clandestina con una donna separata, avendo chiarito fin dall’inizio che non avrei mai lasciato la famiglia per lei.
    Dico avevo perché l’avevo persa…pensavo che più passasse il tempo, più la cosa sarebbe diventata “normale”. Invece no, il dolore è andato aumentando a dismisura nei mesi successivi.
    Poi ho capito: non avevo perso solo l’amante, ma la donna che amavo.
    Sono andato da lei e glielo ho detto. Lei mi ha detto che era sempre stata innamorata di me.
    Non posso pensare a un futuro senza lei, per questo vorrei separarmi.
    Purtroppo ho problemi economici gravi e non riuscirei a sopravvivere agli oneri derivanti.
    Da un po’ mia moglie mi lanciava frecciatine perché si era accorta che non ero più “lo stesso” e mi ha detto che se avessi un’altra devo dirglielo.
    Ho negato…per il suo carattere lei chiederebbe subito la separazione.
    Per lei non provo più l’amore di una volta, dopo quasi 20 anni è dura ed anche i problemi economici minano la relazione coniugale in modo pesante.
    Ho pensato anche ai miei figli…
    Mi ha assalito, credo, un senso di colpa schiacciante e la forza che avevo per separarmi sta svanendo.
    Non voglio perdere la “ex amante”…non voglio far soffrire moglie e figli…non posso permettermi passi falsi.
    Un bel casino…non vedo uscite…

  48. @Roby dovresti parlare con un avvocato. Se tua moglie lavora, l’obbligo di mantenimento è per i figli, se non lavora e può dimostrare che non è più ‘idonea’ a trovarlo, scatta anche per lei. La casa coniugale comunque rimarrebbe a lei e in caso di mutuo credo tu debba continuare a versare la quota. Ma le casistiche sono infinite, serve proprio un parere legale. Se la persona che frequenti ha una casa, puoi andare a vivere con lei e almeno il problema dell’alloggio può essere tamponato. Ma ripeto è un campo molto specifico e le eccezioni così tante che dovresti confrontarti con una persona competente.

  49. Ciao MissV e grazie per la tua risposta. Già sentito l’avvocato…dovrei dare il mantenimento anche a lei finchè i figli non avranno un’età idonea per badare a se stessi. In sostanza il 60/70% del mio stipendio andrebbe alla mia attuale famiglia e io non riuscirei a far fronte alle spese che la separazione si porta dietro.
    Ieri i miei figli davanti ad un loro amichetto che piangeva perché suo padre se ne è andato di casa da pochi giorni, mi hanno detto: “papà tu e mamma non vi lascerete mai, vero?”
    Mi sono sentito come sotto uno schiacciasassi…
    Poi la stessa sera, mia moglie è venuta a letto, mi ha abbracciato e mi ha detto: “Ti amo”.
    Altro schiacciasassi…
    Ora la cosa peggiore è che in questo momento ho messo in dubbio qualunque cosa: sono davvero innamorato della mia “ex amante”? o amo di più la mia famiglia, moglie e figli?…forse amo, in forme differenti, entrambi e non ho la forza per fare un passo né in una direzione né nell’altra. Al di là di tutti i problemi economici che ho descritto , devo chiarire prima questo e davvero in questo momento mi sento perso…
    Se qualcuno ha avuto esperienze simili e riesce a darmi un punto di vista sarei grato…anche se qualcuno mi dà impressioni esterne senza precedenti esperienze va bene lo stesso, almeno ho un riscontro. Grazie davvero…

  50. @Roby il mio consiglio, legato anche a in momento che ho vissuto io, è quello di rivolgerti a uno psicologo, non amico e nemmeno conoscente esterno alla coppia. Puoi andare con tua moglie in modo che tutte e due riusciate a parlare dei vostri disagi o puoi cominciare da solo. Il secondo consiglio è che tu, in questa fase di confusione, non veda l’altra persona… spesso quando arriva un ‘intruso’ nelle dinamiche di relazione noi tendiamo a vedere solo il brutto del nostro precedente rapporto e solo il bello di quello nuovo, che comunque è falsato dal non dovere avere a che fare con i problemi del quotidiano. Io personalmente aspetterei a buttare tutto alle ortiche per una cosa di cui nemmeno tu sei certo. Sono sicura che uno psicologo ti aiuterà a rimettere a fuoco il tutto.

  51. ciao Roby, l’avvocato ti ha sicuramente dato le indicazioni corrette, il mantenimento è obbligatorio sicuramente verso i figli e la cifra calcolata è sicuramente in base a quanto “costa” farli vivere dignitosamente, sulla base di come vivono ora, costo che deve essere suddiviso a metà tra i coniugi, e che comunque sostieni già oggi vivendo in casa. quindi da questo punto di vista non dovrebbe cambiarti molto il bilancio personale. Se poi c’è un mutuo è ovviamente da dividere per due, come dovrebbe essere già ora. Per quanto riguarda tua moglie non esiste nessun obbligo di mantenimento tanto più se lavora, se non lavora è sicuramente più complicato. Quello che voglio dire è che il mantenimento dovuto è sicuramente pari a quanto in teoria sborsi già oggi per i tuoi figli e la vostra casa. Quindi non è che devi dare il mantenimento a lei ma a loro. Se poi invece ci si accorda che i bimbi vivano metà tempo con te e metà con lei, il mantenimento ordinario, spese straordinarie a parte tipo scuola/sport/mediche, non dovrebbe essere dovuto da che mi risulta.
    detto questo il problema grosso economico è risolvibile se hai una soluzione abitativa gratuita in alternativa se non dovessi essere in grado di pagare un affitto (genitori o nuova compagna). Sarà dura tanto quanto lo è ora economicamente parlando (senza tenere conto delle spese legali in aggiunta).
    ma al di là di questo che sicuramente è un grosso scoglio da affrontare, se posso permettermi un’opinione, alla luce della presenza di figli piccoli e di un rapporto con tua moglie che mi pare di capire non sia un rapporto così incrinato, io un tentativo di provare a recuperare con lei, mettendosi a nudo anche con l’aiuto di un consulente matrimoniale (provare a sentire se il Comune o l’ASL dove vivi offrono un aiuto in tal senso). Perlomeno tentare. E vedere se insieme riuscite a ritrovarvi o perlomeno a trovare una modalità di convivenza civile per i vostri figli finché i tempi non saranno “più maturi” per altro tipo di scelte.

  52. Roby non è facile trovare la strada da percorrere quando si è così confusi. Questo smarrimento lo vivo anche io essendo sposata con figli e innamorata del mio amante. Dici che ami tutti….moglie e figli e anche la tua amante. Sull’amore per i figli non c’è nulla da dire ma impossibile amare due donne contemporaneamente. Al di là di tutte le problematiche della separazione è questo che devi capire. Poi passi allo step successivo. Tua moglie ha capito che hai avuto un’altra relazione? Cosa hai provato quando ti ha detto ti amo? Credi sia possibile ritrovarvi e ripartire insieme? Ci vuoi provare? Prova a rispondere a queste domande. Attento però a non confondere l’affetto con l’amore. Devi chiarire a te stesso cosa vuoi. Poi valuti tutto il resto.

  53. Roby ma l’amante l’hai persa perché ti ha dato l’ultimatum? Perché vi siete lasciati?
    In ogni caso e parlando in generale, quando ci sono dei figli, è assolutamente sconsigliabile andare subito a convivere con un nuovo compagno e portare in figli nella casa dove si andrebbe a convivere..
    Per lavoro mi occupo di minori, e posso dire che la separazione è già un momento difficile per loro, introdurre subito un nuovo elemento è assolutamente destabilizzante.
    Le presentazioni vanno fatte dopo un annetto, inizialmente in campo neutro (tipo una vacanza breve).

  54. Ciao Roby, permettimi una battuta ironica, se vuoi ti do’ il numero del mio ex amante che si è trovato nella tua stessa situazione, nella stessa crisi (figli o amante?) e incapacità totale di decidere, solo che a un certo punto ha pensato bene di “risolvere” il dilemma fuggendo da se stesso e inventandosi la separazione, sostenendo nella pratica questa situazione con me per circa un anno e mezzo (stavamo già insieme da altrettanto tempo). Ovviamente vivendo in due città diverse ha potuto farlo per un tempo abbastanza lungo ma poi la cosa è venuta fuori e risparmio i dettagli su cosa è successo dopo (se vuoi leggere la mia storia la trovi qua e là nel blog), ma ti dico solo che se al momento opportuno si fosse preso almeno la responsabilità di riconoscere che stava vivendo un conflitto e che non ne sarebbe mai uscito vivo senza un aiuto professionale sarebbe almeno riuscito a gestire la situazione ed evitare il disastro che ne è derivato. Prima ancora di una consulenza matrimoniale o terapia di coppia ti consiglio spassionatamente di farti qualche chiacchierata con un esperto che ti aiuti a fare chiarezza dentro te stesso e a ritrovare il tuo centro. Questo farà del bene prima di tutto a te e, di conseguenza, alle persone che ti stanne intorno, qualunque sia la decisione che prenderai. Nessuna decisione o lasciar decidere gli eventi è la cronaca di un disastro annunciato, visto che ne hai consapevolezza ti suggerisco di cuore di farti aiutare e confrontarti con persone esperte

  55. Vi ringrazio tutte per la vostra attenzione.
    I dolori del cuore sono sempre i più diffusi purtroppo, vedo…
    La situazione è anche logisticamente difficile: per andare a vivere da lei dovrei percorrere ogni giorno più di 200 km per andare a lavorare, aggiungendo costi a quelli che già non riesco a sostenere, in più lei vive con i suoi genitori anziani (e suo marito viveva con loro…ma io da “nuovo uomo” davvero non me la sento…).
    Quindi eventuale monolocale in affitto vicino ai figli…
    MissV: ci ho pensato a chiedere un periodo di silenzio a lei…il fatto è che lei sicuramente mi direbbe che il silenzio allora sarà per sempre (“hai detto che mi ami e ora ci ripensi? allora vattene!”)…e poi stando in famiglia in qualche modo mi allineo alla situazione di “normalità” e domani magari mi rimangerò il fegato pensando a perché non l’ho voluta più vedere…
    Franca: vero, impossibile amare 2 donne insieme…e ho anche pensato: sarà passione con una e affetto con l’altra? in conclusione, amore per nessuna delle 2?
    Mia moglie non sa nulla, ovviamente, ma ha una pulce nell’orecchio, sono cambiato… Quando mi ha detto “ti amo” è stato un coltello nel cuore…mi ha turbato, la cosa che mi sembrava irremovibile (innamorato della mia amante) m sta vacillando, anche se la passione è intatta…
    LEI: l’amante l’avevo persa perché le avevo detto che non avevamo futuro, che doveva farsi una vita senza di me. Ha iniziato ad uscire con qualcuno ed io mi sono detto: finalmente troverà qualcuno che può essere solo suo. Poi sono passati i giorni, alcuni mesi e soffrivo come un cane, sempre peggio, piangevo ogni giorno, ma resistevo a non dirle nulla. A un certo giorno non ce l’ho fatta più e glie lo ho detto.
    Anche io sono d’accordo sui figli: no a mischiare da subito le famiglie.
    Silvia: ho capito bene? il tuo amante si è inventato che era separato? pazzesco…in parte mi consoli, almeno a questi livelli con ci arrivo…
    Tutte mi indicate una terapia psicologica o similare.
    Nel mio passato, con altra donna con cui vivevo una crisi, ci avevo provato. Risultato diverse centinaia di euro buttate, ma non perché il medico era incompetente. Sono io che rifiuto mentalmente un aiuto di questo genere, voglio dilaniare me stesso ma alla decisione devo arrivarci da solo. E l’altra volta, con tutto il dolore derivante, presi una decisione che poi si è rivelata giusta.
    Davvero un bel casino… grazie ancora per i vostri commenti, mi fanno davvero piacere e mi fanno sentire meno solo

  56. Se, a quanto pare, la passione per la tua amante sta svanendo, vai avanti su questa strada e prova a ricostruire una situazione di serenità con tua moglie. si vede che quello per l’amante non era vero amore.

  57. “vero, impossibile amare 2 donne insieme…e ho anche pensato: sarà passione con una e affetto con l’altra? in conclusione, amore per nessuna delle 2?”

    Io credo che la differenza sostanziale sia che l’amante ti apre la prospettiva di una vita nuova, di qualcosa che inizia…
    Ti faccio un esempio: al mare con mio marito ci vado da 20 anni, la scorsa estate ci sono andata una volta col mio amante ed è stato bellissimo. Visitare una città che ho già visto, con il mio amante mi sembra diversa.
    Il sognare una vita insieme a lui mi fa pensare di avere 30 anni e tutto il futuro davanti, non 50…E come avere l’opportunità di iniziare a vivere di nuovo, una rivoluzione! Tutto questo è adrenalinico e ti riempie di energia. E visto che con mio marito queste sensazioni sono durate per parecchi anni, considerando l’età che ho, mi andrebbe benissimo 🙂

    Non so se sono riuscita a spiegarmi…

  58. Si Roby hai capito bene, per scansare il dolore e non affrontare ne’ la mia perdita ne’ la separazione (dai figli, per via dei suoi trascorsi è attaccato a loro in un modo che per me non è sano, ha ancora il lutto di suo padre avvenuto quando aveva 5 anni mai elaborato come una spada di Damocle sulla testa, e il suo terrore di staccarsi da loro non era dovuto alle normali preoccupazioni che può avere un genitore in queste situazioni, era un terrore e attaccamento patologico che ho visto con i miei occhi e che credo gli creerà problemi in ogni caso) lui ha scelto la strada della menzogna, quindi se dovesse tornare ti puoi immaginare dove batterà i denti…personalmente più che una terapia psicologica ti consiglio un counselor, in genere l’approccio è molto più responsabilizzante e non sostituisce un pensiero con un altro pensiero, ma ti aiuta a ritrovare un contatto più profondo con te stesso proprio al fine di prendere una decisione “pulita” e che venga esclusivamente da te. In sostanza, è un lavoro che ti da gli strumenti ma poi sei tu che scegli se e come usarli, e sono un ottimo supporto in situazioni di difficoltà, ma non c’è nessuno che ti dica cosa devi fare, l’unico responsabile della tua vita e delle tue scelte sei tu. È più un investimento su te stesso che una terapia…io lo sto facendo in questo senso, una botta tipo quella che ho preso io polverizzerebbe chiunque ma non me:)

  59. Mi è sparito il commento..LEI, no per ora no, ma se devo essere sincera credo che se si facesse risentire mi esporrebbe a un reale pericolo. Sua moglie mi aveva minacciata di morte e, pur avendo messo lui ai domiciliari ricattandolo e minacciandolo di togliergli i figli, ha dato a me tutta la colpa, io secondo lei ho puntato deliberatamente uno sposato con l’unico obiettivo di distruggere una famiglia. Quindi sono io che le ho rovinato la vita, lui non l’avrebbe mai fatto (salvo trattarlo come un deficiente incapace di intendere e di volere) ma ora si merita di scontare la pena..dicevo, se lui si facesse risentire lei lo scoprirebbe perché lo marca a uomo e magari stringerebbe con lui la catena ancora di più tipo i prigionieri, ma se la prenderebbe comunque con me,e sono convinta che stavolta cercherebbe davvero di farmi del male. Avevo avuto delle interazioni con lei e non credo di sbagliarmi tanto, lei è una di quelle mogli che arrivano a perseguitare l’altra e a portarla in tribunale se decidono di separarsi…a lei interessa vincere e basta, vuole dimostrare che lei è capace di tenere la famiglia unita a qualunque costo, e se scoprisse che lui mi ricontatta mi farebbe fuori o tenterebbe di danneggiarmi gravemente..si faranno una guerra molto lunga, separazione o no, e io non voglio essere tirata in mezzo per nessun motivo. Sono certa che lui si farà vivo ma ad oggi ti dico che lascerò cadere l’aggancio…non voglio correre nessun rischio e mi interessa solo ricominciare a fare la mia vita serenamente e senza che la loro merda mi sfiori minimamente. Lui ha avuto modo e tempo per darmi risposte e spiegazioni e onestamente già ora non mi interessano più un granché…il mio sano egoismi sta prendendo il comando e devo dire che mi sta salvando

  60. @Roby ti ho detto cosa devi fare per uscire dalla situazione, che poi è il consiglio che hai ricevuto da più parti. Mi pare evidente che da solo non hai gli strumenti sufficienti, per cui ti devi affidare a uno specialista e seguire esattamente i suoi suggerimenti, quindi no a terapie fai da te ad minchiam. Devi parlare con l’altra persona e dirle la verità, per quanto brutale è meglio di una bugia. Il fatto che tu abbia tutti questi dubbi e sensi di colpa mi fa credere che i sentimenti che ti legano a tua moglie siano ancora molto forti, magari annebbiati, ma forti. Trovo avventato buttare via un matrimonio per qualcosa che nn è chiaro nemmeno a te. Trovo che la cosa più importante ora sia provare a recuperare il rapporto e non preoccuparsi se l’altra rimane o va via, fatti suoi, del resto lo sapeva che non eri libero e che questa situazione poteva concludersi ad un certo punto. Se invece vuoi un endorsment per continuare a tenere in piedi parallelamente due situazioni, purtroppo io non te lo posso dare.

  61. MissV, Io però penso che sia sempre opportuno partire da se stessi piuttosto che dalla/dalle relazioni in se altrimenti sì fanno scelte spostate sugli altri piuttosto che basate su una conoscenza e verità profonda di se…da lì poi uno decide qual è la strada da seguire a livello relazionale (moglie o amante), secondo me la cosa più pulita e anche corretta verso tutti è partire da se stessi. Lo specialista però, a mio parere, non deve servire a deresponsabilizzarsi chiedendo a un altro di decidere per lui, ma serve ad acquisire degli strumenti che resteranno patrimonio tuo, altrimenti sarai sempre dipendente dal terapista…infine secondo me i dubbi e i sensi di colpa non sono necessariamente legati a un sentimento ancora vivo, bensì forse più spesso legati al contesto che alla situazione in se (cosa diranno i miei figli? E i miei genitori anziani? E gli amici?), quindi per me non sono indicativi di un amore ancora acceso ma piuttosto legati a una condizione di vita acquisita e consolidata che è effettivamente difficile smontare ma che non è detto abbia profondamente a che fare con la verità dei sentimenti

  62. MissV, io però credo che la cosa più pulita e corretta verso tutti sia invece partire da se stessi piuttosto che da una delle due relazioni, altrimenti si fa una scelta spostata sugli altri e non davvero maturata su se stessi. Una volta ricentrati si passa alle relazioni…Inoltre secondo me il terapista deve servire non a deresponsabilizzarsi, chiedendo a lui di decidere per te, ma ad acquisire degli strumenti che resteranno tuoi, la vita è tua e nessuno può dirti come devi viverla, puoi invece migliorarti ed acquisire nuove competenze che ti aiuteranno a districarti meglio e a crescere. Infine, secondo me la presenza di sensi di colpa non è affatto indicativa di un amore ancora acceso, in quanto spesso i sensi di colpa sono legati al contesto e al giudizio altrui piuttosto che alla spontaneità e verità del se’, quindi compaiono perché si ha paura del giudizio, si ha paura di deludere gli altri, ma sono tutte cose che chiede l’ego non la parte più profonda di noi stessi, che però spesso non siamo abituati (anche perché non educati) ad ascoltare

  63. Condivido il pensiero di Silvia. Mi sembra di capire che l’amante di Roby si sia fatta da parte e abbia anche preso a frequentare altre persone. Appunto si sta facendo i cavoli suoi. È Roby che standole lontano avverte la mancanza e contemporaneamente il dramma di dover lasciare la famiglia. Per me ptovare sensi di colpa non significa necessariamente amare ancora l’altro. È ovvio che un legame forte c’è…cavolo…sono sposati, hanno messo su famiglia, figli, affrontato difficoltà. Hanno fatto un pezzo di vita insieme. Mi sembra normale che vengano tanti dubbi ma questo non dà certezza che l’amore ci sia ancora.

  64. @Silvia infatti lui dovrebbe andare in terapia con la moglie, per capire cosa li ha allontanati e per vedere se è possibile porvi rimedio. In alternativa dovrebbe andarci almeno da solo per fare chiarezza in se stesso. Io non credo che i suoi sensi di colpa siano dovuti a una situazione esterna, quando non ti importa più di una persona non hai dubbi e nemmeno tormenti interiori perché semplicemente non provi più nulla. I narcisisti o gli anaffettivi, che amano solo se stessi, non provano dolore nel fare soffrire chi li ama o sta loro vicino, perché di fatto non hanno nessun trasporto o empatia. Non a caso sono spesso traditori seriali ma senza rimorsi. Probabilmente questa persona è entrata nella sua vita in un momento di difficoltà o fragilità ed è molto facile scambiare l’affetto con l’amore quando attraversiamo periodi non sereni. Insieme a tutta una serie di altre cose che più volte sono emerse, tipo il fatto di sentirsi vivi, apprezzati, voluti, ascoltati. Ma lui è sicuro che la moglie non provi più questi sentimenti per lui o essendo lui in una posizione di chiusura non fa che rinforzare con i suoi pregiudizi il comportamento di lei? Lui stesso ha ammesso che nn è più sicuro di amare l’altra persona. Per me è più che sufficiente per staccarsi da questa persona è riprovare a riprendere le fila della sua vita. È importante che chiarisca e sia onesto, se l’altra persona è intelligente e prova sentimenti genuini, saprà capire e aspettare. Non credo che una donna voglia che la sua felicità venga costruita sull’infelicità di qualcun altro. E non c’è niente di più deleterio che una relazione con un uomo pieno di dubbi e rimorsi.

  65. @Silvia purtroppo i commenti spariscono. Il terapista non ti deresponsabilizza, ma ti aiuta a trovare la giusta prospettiva quando per una serie di motivi tu non se più in grado di affrontare razionalmente e lucidamente una situazione. Secondo me è importante che loro vadano insieme, per capire quali sono le mancanze dell’uno e dell’altro. O almeno che lui ci vada da solo, per meglio capire cosa vuole. Io non credo che il senso di colpa sia così legato a fattori esterni, il senso di colpa è indice di un sentimento che c’è, anche se non riesci a focalizzarlo completamente. Significa che il suo matrimonio non è ancora al capolinea, o lui non avrebbe tutti questi dubbi. Conosco persone che tradiscono ripetutamente, ma non hanno sensi di colpa perché per loro ammissione non provano più nulla,stanno coi partner per convenienza o paura di stare da soli. È ovvio che lui debba essere chiaro con l’altra persona, se è intelligente capirà e apprezzerà questi dubbi (è indice di un uomo non avventato) e saprà aspettare per un tempo ragionevole. Del resto quale donna inizierebbe una storia costruita sull’infelicità di qualcun altro?

  66. Grazie ancora a tutte, davvero.
    Franca: credo di non essere stato chiaro. Avevo perso lei, perché IO le avevo detto di farsi una vita vera, lontano da me, cercando un uomo suo. Lei è uscita con qualcuno, ma quando sono andato da lei dicendole che la amavo lei mi ha risposto: io ti amo da sempre…non si sta facendo i cavoli suoi, vorrebbe vivere la vita con me.
    E io ero convintissimo di voler vivere con lei.
    Poi non so cosa mi sia successo…
    Andare in terapia, ammesso che riesca a cavarci qualcosa (perché se fai una cosa di cui non sei convinto, non parti certo con lo spirito giusto…), sarebbe una cosa difficile da gestire, se ci vado con mia moglie: che faccio, dico tutto? allora dopo la prima seduta, mia moglie chiede la separazione…non dico nulla? ma allora a che mi serve?
    Con mia moglie il rapporto è logorato dal tempo passato, dal quotidiano. Ci vogliamo ancora bene, certo, ovvio che l’amore dei primi tempi è impensabile. Sono io che per provare ancora le emozioni forti ho cercato altrove…

  67. @Roby, non devi parlare di quello che è stato. Se andate in terapia dovete parlare di voi, dei dubbi, di cosa manca ad entrambi, delle reciproche mancanze e cercare di capire come venirvi reciprocamente incontro, chi se ne frega del terzo ‘incomodo’. Devi stare centrato su te e sul vostro rapporto, su cosa vorresti da tua moglie, ma devi anche ascoltare lei, perché sicuramente di mancanze tue ce ne sono e anche lei vorrebbe qualcosa. Le persone cambiano, i sentimenti cambiano come è naturale che sia, ma non è che ogni tot di anni mandiamo tutto a pallino perché non c’è più non si capisce mai bene cosa… poi tra un po’ ti si ripresenterà di nuovo il problema anche con qs persona e dovrai ricominciare di nuovo da capo. Se non ci sono motivi validi e sentimenti sicuri, e mi pare che qui non c’è ne siano, un tentativo è doveroso farlo. Se invece reputi di avere fatto tutto il possibile allora chiudi il matrimonio e accetta tutte le conseguenze del caso.

  68. Guarda Roby non so quanti anni abbiamo i tuoi figli, ma se sono minorenni, se il rapporto è logorato solo dal quotidiano ma c’è affetto e stima, se ci sono oggettivi problemi economici, ti dico chiudi con l’amante e lasciala libera di farsi una vita, rimani dove sei e insieme a tua moglie cerca di riscoprire le emozioni perse. Con tutti questi presupposti trovo difficile pensare che tu possa serenamente e felicemente costruire qualcosa di nuovo. E te lo dice una il cui compagno ha lasciato la famiglia per me, ma ha figli maggiorenni, io ho una casa, abbiamo due buoni stipendi. E nonostante questo non è facile per lui emotivamente parlando. Due cuori e una capanna a scapito tanto più dei figli non può funzionare se senti di essere un padre con la P., senza soldi poi. Il mio Lui lo ha sempre detto, se i figli fossero stati più piccoli non l’avrebbe mai fatto pur amandomi come non mai. E per quanto riguarda tua moglie non dare per scontato che possa reagire come pensi tu, potrebbe sorprenderti.
    L’alternativa è andare avanti da amanti senza farsi beccare finché i tempi saran più maturi … per niente facile

  69. Roby ti vedo fare discorsi simili nel principio a quelli che faceva il mio ex amante prima di iniziare a inventarsi tutto..occhio che se l’indecisione e il dubbio diventano patologici ti bloccano e rischi di arenarti e fare danni molto, molto seri…se stai vivendo un conflitto e ti rendi conto di non essere in grado di risolverlo devi avere l’umiltà e il senso di responsabilità di farti aiutare. È evidente che hai dei preconcetti rispetto alla terapia (come li aveva lui, ora però gli tocca andarci ogni settimana per chissà quanto tempo altrimenti non si riprenderà mai dal frontale che ha fatto) ma, credimi, ci sono dei momenti nella vita in cui bisogna accettare di non farcela da soli. Gli uomini hanno in media più difficoltà a farlo ma credo che in questo caso è più che opportuno vincere queste resistenze se non vuoi morire di indecisione
    Secondo me psicologo o counselor e devi andarci da solo

  70. Roby certo avevo capito. E non intendevo dire che la tua amante se n’è fregata.. anzi. Volevo sottolineare che di fronte ai tuoi dubbi ti ha lasciato spazio di andare per poi confessare di amarti quando tu sei ritornato da lei. Consapevole del suo ruolo in questa storia. Comunque anche io sono stata in terapia da sola ma ad un certo punto il mio psicoterapeuta ha espresso l’utilità di far venire anche mio marito. Si arriva ad un punto per cui la presenza dell’altro è importante in questo tipo di percorso. Proprio come te mi sono bloccata. Con i tuoi stessi dubbi. È trascorso più di un anno, ho interrotto la psicoterapia e sto ancora con il mio amante. Non ci provo a recuperare il mio matrimonio logorato come dici tu dal tempo e dalla quotidianità. In questo anno non è cambiato niente. Di una cosa però sono sicura: non amo più mio marito. E sto qui per i miei figli aspettando che i tempi siano più maturi per trovare la soluzione adatta a noi. Come nel tuo caso anche io so che lui chiederebbe immediatamente la separazione. I miei figli ne soffrirebbero moltissimo e questo mi ha bloccata. Siamo messi in una situazione simile. Perciò l’unico consiglio che ti posso dare è scegliere quale strada seguire. Senza poi guardarti indietro.

  71. Certo pure non è una passeggiata chiedere all’amante di aspettare tempi migliori, visto che tre anni sono già un periodo logorante…

  72. Infatti…i tempi devono essere maturi per lui affinché arrivi a capire cosa vuole. Se stare in famiglia e recuperare con la moglie oppure no. Perché è questo che tormenta Roby. Non lo sa. Non lo ha ancora capito. L’amante nel frattempo deve essere lasciata libera. Se vuole aspettarlo o meno è una sua scelta. E lui di questo deve essere consapevole.

  73. Grazie grazie…non sapete quanto mi fanno piacere i vostri commenti.
    Date ottimi spunti.
    La cosa stramba è che a me la decisione sembrava di averla presa: avevo pure sentito l’avvocato! Unica cosa che mi fermava era la parte economica. Ma non avevo dubbi su cosa avrei dovuto fare, anzi stavo pensando in quale modo dire a mia moglie che era finita!
    Poi forse ho pensato ai figli e quelle due cose che mi sono successe (“papà tu e mamma non vi separate mai vero?” di mio figlio e il “ti amo” di mia moglie) hanno aggravato il dubbio e mi hanno forse fatto pensare anche ad altri possibili casini (ma ce la fai con i soldi? – e se con l’amante dopo un po non funziona che fai? – e se dopo un po’ non ce la fai a gestire il tutto che fai, torni indietro?)
    In più mettiamoci pure il fatto che gli uomini sono dei vigliacchi di natura nelle cose di cuore e il gioco è fatto.
    Io forse un tantino meno di altri visto che prima di conoscere mia moglie avevo troncato di mia iniziativa con la mia ex convivente ed in quel caso senza avere una seconda donna…
    Per cui, Silvia, io una decisione la prenderò, spero fra non troppo tempo, e me ne assumerò le responsabilità come ho già fatto.
    Franca, ti sento vicina come situazione, però il portare avanti ancora la cosa rischia secondo me di stancare il rapporto con l’amante (sempre che lei sia d’accordo di andare ancora avanti così) che, come dice bene Angelica, ha già atteso 3 anni non confessando mai il suo amore…non posso tenerla legata a me ancora senza sicurezza, non è giusto.

  74. Roby, io ho chiuso dopo tre anni, amore di qua e calma piatta di là. Ho chiuso prima che si deteriorasse anche il sentimento. Ci siamo sentiti dopo vari mesi di silenzio, l’ho interrotto io per una occasione a cui tenevo e perché mi sentivo tranquilla. Risultato, ho capito che io sto bene, ho lasciato andare, lui è in un loop doloroso (non ho approfondito perché appunto non mi sento più dipendente da un qualsiasi risultato) e credo anzi che questa interruzione abbia fatto più danni a lui, soprattutto nel percepire la mia tranquillità, ne rancore ne coinvolgimento ma accettazione, e già guardo avanti.

  75. Comunque Roby, secondo me la vera differenza sta nel prendere la decisione e poi metterla in pratica sostenendola fino in fondo senza ondeggiare nei dubbi e ripensamenti.Come dici, appunto, ti sembrava di averla presa e avevi anche iniziato a fare delle cose, ma è nel portare avanti, sostenere e implementare quella decisione che si vede la profonda convinzione…guarda, il mio ex mi diceva (quando ancora non mentiva sulla separazione) che voleva scegliere “con il cuore leggero”, cioè convinto che quella scelta fosse quella giusta senza avere il minimo dubbio, sofferenza e ripensamento…povero illuso! nel tempo ha capito che questo tipo di decisioni non possono mai essere prese “con il cuore leggero” perché portano comunque dolore e sono sempre scelte sofferte, sia che uno decida di stare con la famiglia che invece scelga di separarsi, e sono costellate di dubbi e tormenti. Ma se uno non è ben centrato e piazzato e convinto nel profondo di quello che sta facendo, ondeggerà a mo’ di montagne russe facendo danni a destra e a manca, oppure resta paralizzato nell’indecisione incapace di uscirne.
    Certo se hai già chiuso tu una storia in passato hai delle buone chance di arrivare a un punto solido e sostenere la tua scelta, e ti auguro di cuore che questo accada il prima possibile, facendo prima di tutto chiarezza dentro te stesso prima ancora che nelle relazioni
    Siamo con te!

  76. È così Roby e l ho anche scritto…la tua amante va lasciata libera. Nel mio caso la relazione continua perchè siamo entrambi impegnati. Se uno dei due fosse stato libero la situazione avrebbe avuto risvolti indubbiamente diversi.

  77. Ciao a tutti,
    dopo avervi letto con attenzione, cercando di carpire le diverse storie e situazioni, scrivo anche io qui per poter condividere pensieri che diversamente non riesco a condividere con nessuno. Sono sposata da tre anni, dopo convivenza di 10. Niente figli. Tra noi un rapporto che alla lunga è diventato quasi simbiotico: stessa università, poi stesso lavoro e stessi amici. Abbiamo sempre condiviso tutto, vivendo relazione su: progettualità, condivisione, supporto e fiducia. Ció ha dato frutti positivi così come negativi. Perché inevitabilmente in favore di tale approccio, abbiamo trascurato troppo presto le altre cose dell’amore, come la spontaneità, il romanticismo e il divertimento, perdendo piano piano di intesa sessuale. (sono anni che non lo desidero come vorrei) A riguardo, mi accorgo solo ora che in passato ci sono stati momenti in cui ho sentito piccoli campanelli di allarme. Ma li ho sempre ignorati convinta che questa fosse la vita che volevo e che quelli fossero fantasmi delle mie insicurezze. Ma è da un po’ che ho iniziato a non star bene. Alcune cose probabilmente sono pian piano venute a galla e oggi, complice il momento complesso e delicato (problemi con il lavoro) sono entrata ufficialmente in crisi. Perché oltre a tutto, ho incontrato una persona e temo di aver perso la testa. E mai lo avrei immaginato possibile.
    Lui, scintilla appena ci siamo dati la mano per presentarci, esordisce con “perché non lasci il tuo uomo e scappi con me”? battuta a parte, dal primo momento che l’ho guardato ho sentito qualcosa ed ho percepito reciprocità. Ci incontriamo sporadicamente nello stesso posto, scambiando qualche parola. feeling perfetto. Poi qualche mese dopo, per caso, ci si scambia i contatti. E da li è stato un crescendo di emozioni. Quattro mesi di scambi telefonici e incontri fuggitivi. Lui, sembrava perso, della serie “sono completamente invaghito di te” – scriveva cose romantiche a tratti sensuali e a tratti struggenti (“perché non potevo essere sua”). Io, inizialmente diffidente. Sembrava troppo per un inizio. E il Il timore di una presa in giro c’è sempre stata. La prima volta che ci siamo visti era timoroso ed emozionato. io pure. Diceva “vorrei fare le cose per bene”. Poi è diventato sempre più impetuoso, mentre io un po’ frenata cercavo di capire cosa stava succedendo (sopratutto in me) sebbene attratta e con il cuore che batteva all’impazzata ogni volta. Ad un certo punto, mi dice che ciò che prova sta diventando “troppo”. Crede di meritarlo, ma non in questo modo. così fa un passo indietro, dicendomi che dallo stesso momento in cui vedeva me, vedeva anche un’altra persona. E che forse – nonostante io sia quella che vuole – sente che non può non cogliere quell’occasione, perché vuole stabilità.
    (Nel frattempo in me stava nascendo qualcosa) Perché se l’unico modo di avermi è “per metà” non gli basta, non lo vuole, potrebbe soffrire troppo e preferisce rinunciare a me. Perché “lei ha scelto di stare solo con me”. Nonostante questo, non tronca i contatti – anche se diventano più distaccati e meno frequenti. In un incontro casuale in cui gli dico che non faccio che pensate a lui, mi dice che per lui è uguale, pensa a me quando sta con lei e che si sente una merda, ma non può “fare diversamente”. Continuano messaggi sporadici, ma lui è ufficialmente con lei.
    io nel frattempo sto malissimo perché la situazione a casa è un casino, io mi rendo conto che anche questa cosa contribuisce al mio “cambiamento”. mi sento in colpa per i sentimenti che provo, anche se non li comprendo fino in fondo e non posso guardare mio marito nello stesso modo di prima. anzi, non riesco a stagli vicino.
    Vorrei essere da un’altra parte.
    Durante le feste mi scrive che gli manco fino a consumarlo, e mi chiede di vederci.
    Così appena lo rivedo, non resisto e lo bacio. Ma lui mi dice che la scelta l’ha fatta e che non torna indietro. (cosa voleva vedermi a fare allora?!) Passiamo l’intera giornata insieme, forse tra le più belle. Alla sera un po’ brilli, mi fa uno strano discorso sul restare o no da lui per la notte, facendomi capire che lui lo desidererebbe ma sa che sarebbe “sbagliato” e non vuole “mancarmi di rispetto”. A me sfugge un “credo di voler amarti” e lui tra il piacevolmente colpito e l’imbarazzato, mi fa quasi intendere che ho corso troppo a dirlo (che poi in confronto a tutte le cose che mi aveva scritto lui, non pensavo di dovermi sentire fuori luogo) e non mi chiede di restare. Così torno a casa sentendomi scema. forse l’ho spaventato..ma è una cosa che mi è uscita spontanea! Continuano gli scambi di testo in cui lui mi dice che gli manco. e io pure. però nessun incontro. Dopo due settimane, passo da sotto casa sua, gli chiedo di incrociarci per parlare. Volevo dirgli di cancellare tutto perché non potevo sopportare di avere cronologia degli scambi da riguardare all’occorrenza per attacchi di nostalgia. Volevo chiudere anche se non sapevo come e sapevo che non ne sarei stata in grado. Così invece mi chiede di restare, e andiamo finalmente oltre. È stato orribile. Perché nonostante avessi pensato che era quello che desideravamo entrambi, percepivo che qualcosa era diverso. lui era strano, forse “stanco” della situazione (quanto me) e il giorno dopo sembrava pensieroso, distante.
    Così, due giorni dopo, mentre la mia testa fantasticava su cosa avrei potuto fare per stare con lui, si è sentito in diritto di svilire tutto al telefono, dicendomi che questa cosa non poteva più accadere, perché ci siamo trascinati nell’oblio (?!?). Io gli dico che restando lo avevo sentito mio, e che io mi ero sentita sua. E lo avevo scelto. Lui mi dice che nonostante ciò che desiderava il giorno prima, non può rispondere come vorrei e che devo smettere di “voler conferme”. Poi ha iniziato discorsi un po’ assurdi e (forse tentando di essere provocatorio?), in cui mi descrive quanto è introversa la nuova ragazza, con frasi tipo “mi toccherà essere monogamo perché lei è molto gelosa” per poi passare a… “sai, è un periodo che sento di aver voglia di avere bambini…credo di essere pronto. Ma non trovo nessuna.” (ma cosa c’entra??)
    Oppure, “mercoledi devo tornare in quel posto la” (posto dove eravamo stati dopo le feste e in cui scherzavamo dicendo che il tavolo avrebbero dovuto tenerlo solo per noi) quel punto confusa dal delirio e con il cuore in pezzi non ho potuto far altro che ironizzare con qualche battuta. Chiude dicendo “È stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”. E li mi sono sentita morire. / Sono passati 10 giorni di silenzio. E mi manca. non me lo levo dalla testa. Continuo a rivedere ogni momento, a riflettere su come è andata e ciò che mi chiedo è se mi ha allontanato per “paura di una situazione complessa” o se per lui è stato solo un gioco che ha tenuto fino a quando ha voluto. Come fai a dire certe cose, dirmi che pensi a me, che ti manco fino a consumarti, che lei in realtà non è ciò che vuoi, e poi sceglierla comunque come se nulla fosse? Non lo sopporto.
    Perché per assurdo io con mio marito non ce l’ho fatta..non riesco a guardarlo sapendo di provare qualcosa per un altro.Cosi come non riesco ad aver voglia di passare del tempo con lui. Tra l’altro ancora prima di tutto, gli avevo chiesto dello spazio per via delle nostre liti, e cosi è da un mese che teniamo le “distanze” (per non parlare dei rapporti, che mancano da un po’)
    Quindi ora pieno caos. Da una parte ho un matrimonio in crisi e dall’altra dei sentimenti forti per una persona che, da che sembrava morire per me, a che poi ha preferito un’altra. Sono tra due fuochi, il cuore direbbe corri da lui, la ragione invece, se per lui non è valsa la pena, perché dovrebbe valere per me? Eppure gli scriverei che mi manca, e che sono arrabbiata per come mi ha parlato. Perché più passa il tempo e più temo di perderlo. non riesco a lasciare andare.
    E Mi sento – in generale – come se avessi lasciato la mia vita da un’altra parte.

    ps. siccome sono consapevole di non riuscire a trovare il dritto filo da sola, ho da poco iniziato percorso psicologico.
    lo avrei dovuto fare già tempo fa.

    • Scusa ma questi rapporti travolgenti e tribulati dove no n si fa sesso o quasi mi lasciano perplesso e mi sanno di grande virtualità

  78. se siete andati a letto insieme, suppongo di sì avendo dormito da lui, mi vien da dire … ha ottenuto ciò che voleva, ha messo una tacca.
    se non siete stati a letto insieme, gliel’hai fatta sudare troppo e c’ha mollato.
    ad ogni modo, 10 giorni di silenzio in un contesto di questo tipo per me significa solo che non è interessato a te come persona.
    LASCIA PERDERE e da qui parte per ritrovare te stessa e ciò che vuoi dalla vita.

  79. Quindi non era reale? è stato tutto solo un abbaglio? Sebbene io l’abbia pensato, non era quello che sentivo… C’era una sintonia pazzesca, un desiderio forte. Che forse abbiamo stroncato con la troppa paura che la cosa non fosse “giusta”. Lui ad un certo punto mi disse che lo avevo influenzato con le mie “insicurezze”, e forse è successo. Perché quando ho saputo dell’altra, mi sono frenata. Come potevo competere? io avevo limiti oggettivi di passare tempo con lui, lei no.

    • Non credo a sintonie pazzesche e forti desideri che non sfocino in amplessi pazzeschi e reiterati: forse erano solo sogni e desideri

  80. Ema ti ringrazio del commento. Avevo paura fin dall’inizio che fosse così. che per lui fosse una sfida. Glielo avevo anche detto. Ecco perché ci sono andata con i piedi di piombo. Volevo vedere dove andava a finire e alla fine ho ceduto. Così mi sono fatta un male cane.

  81. @ Tamburine, il tuo vero problema è il matrimonio.
    Io ringrazio la sorte di averlo potuto chiudere senza nessun altro a cui appigliarmi, perché solo così sono stata in grado di capire le vere cause che mi hanno allontanata da mio marito e di affrontarle.
    Anch’io anni prima mi ero infatuata di un altro: non ho dato alcun seguito, ma ho capito che era un campanello d’allarme.
    Così ho cominciato a lavorare sul rapporto con mio marito e, con pazienza, sono riuscita ad acquisire la certezza che dovevo lasciarlo. Anche per i figli.
    E l’altro non l’ho piu visto, ho avuto una storia subito dopo la separazione, in modo assolutamente indipendente.
    Scusa la durezza, ma questi mi sembrano innamoramenti disperati che assomigliano più a una fuga: inconsciamente cerchiamo un motivo per fare una scelta che preme dentro di noi ma che non abbiamo il coraggio di fare da sole, di assumercene tutta la responsabilità.
    Ed è più difficile ammettere che semplicemente non ami più chi vive con te, piuttosto che dire che amiamo di più, fino alla follia, un altro.
    Concentrati sulla tua situazione e cerca di capire questo. Non si può vivere con chi non ami più: sembra possibile, sembra la soluzione più indolore, ma col tempo ti consuma,come donna e come persona.
    Io ora sono sola e piena di casini materiali, ma sono rinata. Non tornerei mai indietro. Mai

  82. Sapete cosa c’è? vorrei tanto potergli scrivere un messaggio per mandarlo al diavolo con eleganza. Perché è finita male, perché lui ha avuto l’ultima parola, e ancora una volta si è sentito forte e in diritto di farmi fare la parte della “cattiva” da giudicare. E dopo tutto ciò che ho tentato di fare per evitarlo, non lo sopporto.

  83. hai ceduto perché avevi voglia di farlo, avevi voglia di sentirti viva, desiderata, e ti sei fatta un film col primo che ha attirato la tua attenzione. Parti da questo. non colpevolizzarti, non rimpiangere niente, tutto serve. A te deve servire per capire davvero cosa vuoi dalla vita.
    ps
    togliti dalla testa che lui avesse paura …per piacere. Paura de che? Di innamorarsi follemente e soffrire come un cane? Dai su! neanche tu ci credi. sto qui si è imparato per bene tutti gli Harmony in circolazione e sa a memoria Pretty Woman.
    pps
    togliti dalla testa che lo hai influenzato, e impara a riconoscere i manipolatori.

  84. G&C grazie mille per il tuo commento. concordo pienamente con te. Infatti sono profondamente arrabbiata con me stessa in primis, per aver permesso che questa cosa prendesse piede, e con lui per aver continuato a insinuarsi prepotentemente quando forse non aveva davvero nessun interesse reale.
    Non avevo “programmato” di fare chiodo scaccia chiodo. È una cosa che è successa in un momento poco adatto. E ho desiderato più di ogni altra cosa, poter essere libera e lucida per valutarla con obiettività. Ho tentato di farlo fino all’ultimo ma evidentemente era fuori da ogni mia possibilità. Il grande problema resta come affrontare questa crisi, senza sentirsi così stupidi di aver provato qualcosa per la persona sbagliata.

  85. Già Ema, proprio un manipolatore.
    Hanno un sesto senso per intercettare le donne che stanno passando un momento di vulnerabilità.
    Una donna serena e tranquilla, in un momento di forza, nel pieno del suo splendore manco la guardano anche se è libera perché lo sanno che non avrebbero nessuna chance.
    Un uomo così fra non molto lo manderai a stendere, anzi neanche lo vedrai.
    Occupati di te stessa, guardati dentro.
    Sono proprio questi matrimoni apparentemente perfetti e bilanciati quelli per cui ci vuole più coraggio ad ammettere che non ci fanno stare bene.
    Forse parlo più di me che di te… perdonami, ma spero che la mia esperienza ti possa aiutare… anche solo per approssimazione

  86. il modo migliore per uscirne con eleganza anche nel tuo caso, come sempre, è il SILENZIO.
    qualsiasi messaggio è solo una disperata richiesta di aiuto, di una donna disperata che ha voglia di un contatto, e non fai altro che ringalluzzirlo e tu umiliarti. poi fa te

  87. Ema, non sai quanto le tue parole mi facciano sentire meno sola. Grazie.
    Prima di quella sera, più volte gli ho detto che non credevo a ciò che mi diceva e lui di tutta risposta affermava di essere stufo dei miei dubbi su ciò che provava. E che il mio difetto era quello di chiedere continue conferme, come se avessi dovuto sapere in cuor mio cosa sentiva. Poi quella sera stessa mi disse che stava male, che sentiva il bisogno di un pò di stabilità. Mi è sembrato davvero turbato. Quasi in conflitto su ciò che potevano essere stati i suoi desideri e sui limiti che invece vedeva nella realtà. Scherzando, mi ha detto che ero una stronza, perché con tutte le volte che mi ha desiderato li con lui, ci sono finita quando “non era più libero” come prima. Probabilmente ha finto così bene che io ci sono cascata.
    Non sarei mai rimasta altrimenti. Che ingenua. Perché mentre volevo dimostrargli che potevamo non vedere limiti se davvero volevamo stare insieme, lui ha pensato bene di togliersi la voglia con cui poi ha girato pagina.
    Alcuni giorni dopo, sul suo profilo ha postato una canzone. So che sembra una stupidata, ma siccome lui usava condividerle con me per dirmi delle cose, sono andata a leggere il testo
    e non ho potuto pensare che non fosse indirizzata a me.

    Il nostro amore è un vino vintage complesso / Tutte le foglie marcite e buccia di limone
    Ti sputerei fuori ma ora sei mio / Abbiamo morso il frutto, sembrava una bugia
    Non saprò mai da che parte fosse giusto / Ora fianco a fianco affrontiamo la notte/
    E ti amo – E ti amo / Abbiamo camminato sul molo e ritorno / Ero spaventato come non mai / Mi hai tenuto la mano fino alla fine / E ti amo – E ti amo / Non dirmi che abbiamo tempo / Il sottile ladro della vita scivola via quando non ci facciamo caso / Abbiamo tirato le erbacce fino all’alba / Quasi troppo stanco per andare avanti / Un giorno ci soffermeremo al sole /
    E ti amo – E ti amo

    Perchè prima delle vacanze mi mandò un altra canzone che a grandi linee diceva :

    Stavo raccogliendo i nervi per chiedere la mano a Carmen / Lei Guardò fuori dalla finestra, oh mio Dio! / La stanza è andata via, ora ci stiamo tenendo per mano /
    Solo non come avevo pianificato / Il destino mi ha dato le ali ma in modo terribilmente ironico

    E’ un’ingenua follia romantica lo so. Ma ho pensato che lui abbia mollato proprio perché non mi sono mai sbilanciata dicendogli che lasciavo tutto per essere libera di viverci.
    Forse è per questo che non riesco a lasciare andare come se non fosse esistito nulla.

  88. @Tamburrine: Come ha detto anche Alessandro nemmeno io credo alle forti intese e alle mancanze che ti consumano se non si è fatto l’amore più volte in maniera coinvolgente. Nel tuo caso quando finalmente avete concretizzato hai addirittira avvertito che lui fosse diverso…distaccato.
    A me sembra che lui abbia voluto mantenere com te una certa distanza sin dall’inizio giocando però in modo che risultassero come tue le mancanze.
    Non vale la pena addolorarsi per questa persona..riflettere invece su cosa resta del tuo matrimonio…sicuramente questa è la cosa da fare adesso.

  89. G&C mi aiuta tantissimo sentire la tua forza. Grazie.
    E’ proprio così, sembra assurdo che un rapporto – apparentemente perfetto – possa avere al suo interno lacune tralasciate da tempo. Ne ho parlato tanto con mio marito. Sono stata molto diretta (forse anche troppo) Lui è concorde che ci siamo persi, che abbiamo tralasciato lati della coppia amorosa per coltivare la “coppia lavorativa”. Io mi sono spenta in favore di un benessere comune, tralasciando parti di me che ora urlano di tornare a galla.
    Ma chiaramente è distrutto perchè mi vede distante e percepisce i miei dubbi sulla volontà di “sistemare”. Forse ha anche avuto il dubbio che io avessi qualcosa da nascondere, ma credo non sappia nulla. (ho il terrore che questa cosa venga fuori nel modo meno adatto tra l’altro, frequentando lo stesso posto dell’altro in pausa pranzo – posto che ovviamente io sto evitando) Mi ha detto che mi ama e che per questo farebbe qualsiasi cosa per far tornare le cose in equilibrio, anche consapevole che questo dovrà essere diverso da prima.
    Io ovviamente, dopo questa cosa, ho il timore che se il mio cuore ha trovato spazio per altro, forse qualcosa si è rotto definitivamente. Chiaramente sto malissimo.

    • Se non ho capito male a parte tutto questo struggimento teorico con l’altro siete andato a letto una volta. È un incidente succede a tante coppie. Piuttosto vedete che sia l’occasione per rivedere errori e ripartire. L’altro no n conta nulla se non nella favola che ti sei creata nella tua mente. Fatti aiutare anche da un esperto

  90. Grazie anche a te, Franca.
    Si credo anche io che lui volesse colpevolizzarmi. Lo ha dimostrato anche alla fine.
    Comportamento alquanto infantile, dopo tutto quello che mi diceva.
    E di questo, inevitabilmente, sono molto amareggiata e dispiaciuta.
    Se solo fossi stata più forte, non l’avrebbe avuta vinta.

  91. Alessandro, ovviamente e sopratutto grazie anche a te, per il tempo e lo spazio davvero utile che metti a disposizione di noi tutti. Serve davvero molto potersi confrontare senza giudizi limitanti e in questo la rete non sempre è a nostra disposizione.

  92. Tamburine, io prenderei quanto è accaduto esclusivamente come un segnale per te, ma rivolgi le tue attenzioni solo e soltanto verso te stessa, lui con ogni probabilità è un virtuale oltre che a essere un manipolatore..anche io ne ho incontrato uno così in passato, tante parole, desideri, sogni e al momento di concludere…una delusione..fosse stato per lui avrebbe continuato con le seghe online (scusa la franchezza). Se ne incontri uno poi li riconosci a prima vista…lascialo perdere e concentrati piuttosto sui motivi della sbandata, è energia spesa molto meglio. Quoto anche Ema su tutte le considerazioni fatte, condivido in toto

  93. Ma fai sul serio? Davvero pensi quello che hai scritto? No davvero dai! Non ci credo. Cioè che uno che manco fondamentalmente consoci stia a comunicarti il suo tormento per te via FB con una canzone. Rettifico … pensi che un uomo possa usare questi mezzi perché tormentato? Forse un 15enne potrebbe farlo … forse. No dai siamo serie.
    Ribadisco …solo negli harmony succedono ste cose. Anzi sono più uomini i protagonisti degli harmony. Che quelli almeno non girano la frittata facendoti credere che sei tu la sbagliata solo perché non han le palle per dirti “ehi dai volevo solo avere conferma di quanto sono Figo, portarmi a letto una sposata che non comporta beghe e impegni, però finisce qua”.
    È finita perché ha ottenuto il suo scopo, gli è bastato una volta, ha bisogno di nuove sfide e conquiste. E non è escluso che ahimè torni alla carica nei momenti di magra. Rinsavisci prima di allora che non sei pronta per cose di questo tipo.
    Concentra le tue energie su te stessa, sul tuo matrimonio e cerca di capire che strada prendere. Per rispetto di te stessa e anche di tuo marito.

  94. Ciao Silvia, grazie. effettivamente non mi è mai successo di incontrarne uno.
    Avrei potuto ascoltare il mio istinto iniziale, perché di solito non mi ha mai deluso.
    Ma probabilmente ero troppo vulnerabile. Forse torna tutto li. A come ti senti deluso da te stesso e a come fai fatica ad ammettere inciampi e debolezze. Perché poi te ne vergogni.
    Ho permesso che questa cosa mi facesse male e ora ne pago le conseguenze.
    La parte più difficile sarà perdonare me stessa. Il resto verrà di conseguenza.

  95. Tamburine, una cosa mi preme di dirti: per favore, smettila di colpevolizzarti.
    Basta, vietato: STOP!
    La tua è stata fame d’amore: non sei stata stupida, avevi solo un grande bisogno d’amore che soffocavi, non so quanto consciamente, ripetendoti il mantra che la tua vita andava benissimo così, che esternamente era tutto perfetto e doveva per forza funzionare.
    Invece stavi male, sennò non sarebbe successo.
    Ti chiedi come mai è successo, perché soffri? Perché il tuo inconscio te lo doveva dire in qualche modo.
    Il dolore che provi serve a farti sapere che c’è una ferita da qualche parte da curare.

    Intuisco (forse) delle analogie con la mia storia: tutta la vita a sforzarsi di essere quella che gli altri si aspettano, per paura di non essere amata.
    Poi, quando ci arrivi, invece di godere del risultato…. cominci a stare male, e scopri dolorosamente che sì, sei adeguata, finalmente, ed è per questo che sei stata scelta… ma paradossalmente non ti amano.
    Non amano te ma il quadretto che con te è stato possibile costruire: tutto incastrato, tutto oliato perfettamente… e anche tu, che non puoi cambiare, non puoi evolvere, sei cristalizzata nel quadretto.
    E ti senti bloccata, prigioniera, non solo non amata.
    Per me è andata così…non so se proietto troppo me stessa…. ma quante ne vedo di vite perfettamente soffocanti!
    Se tuo marito ti ama, ti lascerà crescere per cercare di capire cosa ti manca, e forse troverete la strada per diventare una coppia nuova, perché questa ora non funziona.
    Sennò si va oltre.
    Tutto il bello che hai creduto di vedere in quell’uomo veniva da te, non da lui: nessuno te l’ha portato via, è ancora dentro di te. Anche di questo sono certa.

  96. Secondo me devi cercare di non colpevolizzarti…parli di perdonare te stessa come se avessi commesso chissà quale crimine. È chiaro che non hai capito con che genere di persona avevi a che fare ma, insomma, può capitare di prendere un abbaglio. L’importante, soprattutto quando è così evidente come nella tua storia, è vaporizzare queste persone dalla propria vita e andare avanti. Cerca di essere più indulgente. Inciampi e debolezze fanno parte della vita e in un matrimonio di lunga durata può capitare. Tra l’altro è stata una storia breve…forse avevi bisogno di evadere, di riprovare certe emozioni oramai assopite. Dai…forza…prenditi un pò di tempo…non essere drastica e vedrai che tra un pò le cose si ripresenteranno sotto una prospettiva diversa.

  97. @Ema ti rendi conto di come sto?? arrivo a pensare anche alle stronzate quando sono completamente consapevole che lo siano. Sto alla frutta. Forse cerco in tutti i modi un modo per non sentirmi così usata. Da uno che infondo non è stato nemmeno abbastanza maturo e coraggioso da dirmi ciò che pensava guardandomi negli occhi. Forse più che un narciso è un 1/2 narciso. Non credo tornerà mai alla carica, orgoglioso come è… Ne ha già un’altra da prosciugare 😉 (anche se sarebbe bellissimo potermi prendere qualche rivincita)
    Ad ogni modo sto leggendo articoli interessanti sull’uomo narciso, mi si è aperto un mondo a riguardo e si capiscono molte cose.

  98. @G&C il tuo stato d’animo sembra essere molto simile al mio.
    Sono entrata in un circolo vizioso e me ne sono accorta solo poco tempo fa. Ad un certo punto mi sono svegliata e ho sentito che ero stanca. Stanca di essere ‘moglie/nuora/figlia/sorella’. volevo tornare ad essere io. Con anche le mie esuberanze.
    Ho accolto un sacco di “istanze” da tutti, mettendole al primo posto rispetto a tante cose che invece avrebbero dovuto avere la priorità, per non deludere mai. per compiacere. per essere nel giusto. E’ esattamente come dici tu: il quadretto in cui ti senti messa li, cristallizzata.
    Forse è vero, è stato più forte il desiderio di amare ancora, di essere finalmente me stessa senza nessun filtro o categorizzazione a confondermi totalmente. Devo ammetterlo, ad un certo punto mi sono lasciata andare desiderando di essere libera e spensierata, come se lo “meritassi”. E di tutta risposta, ironia della sorte, il tutto mi si è ritorto contro.
    In questo preciso istante, gli metterei le mani in faccia. e ho detto tutto.

    @alessandro grazie per l’articolo. terribilmente calzante.

  99. @ Tamburine… anche sulla fame d’amore… pensaci… di solito viene da molto lontano.
    Queste mie storie, elaborate, mi hanno fatto capire una cosa fondamentale: i primi narcisisti e anaffettivi li ho avuti in casa. Mi hanno cresciuta, ma non mi hanno mai rassicurata. Da lì viene la mia fame d’amore, che mi ha fatto cadere in tutte le trappole, ahimè ben note e familiari, che i narcisisti (nelle loro più fantasiose varianti) hanno messo lungo la mia strada.
    Capisci perché la prima cosa da fare è assolverti?
    Io credo di essere a buon punto in questo: ora il mio sforzo è perdonare i narcisisti che mi hanno cresciuta, e imparare che non sono tutte per forza così le persone che possono volermi bene.
    Questa è la mia storia, ripeto: non so quanto calzi a te, ma a occhio non poco.

    Ma in ogni caso: assolviti. Parti da qui

  100. Grazie @franca. hai ragione, ho sempre preteso molto da me stessa. e forse è uno dei tanti problemi che andrò a risolvere con il percorso che sto facendo. Mi darò il tempo, sperando che non ci siano colpi di scena. Per ora ho deciso di non dire nulla a mio marito. Non credo sarebbe giusto infliggere questo genere di dolore per un abbaglio. Sarebbe solo controproducente ora. Però non nego che ho il timore che qualcosa venga fuori, se non altro dal narciso che potrebbe in qualche modo – forse esagero, ma ormai sono diffidente – far trapelare qualcosa, se non altro per darsi arie tra conoscenze comuni.

    Nel frattempo non nego che non ho idea di come iniziare ad agire per valutare/affrontare la crisi del matrimonio. Come si fa a pensare anche solo di fare qualcosa insieme quando tu in realtà vorresti solo poter stare da sola?

    • Abbaglio giusto. Innanzitutto ristabilizza la tua emotività. Evita i fantasmi tipo pensare al narciso che fa outing: se parla rischia anche lui è non ci fa bella figura quindi archivia questa ipotesi. Per quanto riguarda la famiglia non ci si mette a correre dopo essersi rotti un ginocchio. Fai la tua compagnia scienze riprenditi rilassati e distrai non pensare più alle cose brutte e quando sarai pronta inizierai a guardare tuo marito. Magari a fare cose insieme magari ritrovare punti di contatto non devi farlo ora o domani

  101. condivido quanto detto. Ora non devi concentrarti su questo soggetto ma partire da questa esperienza per guardare dentro di te e ritrovarti. Lui è stata la miccia scatenante di un malessere che covava dentro di te. Non perdere più tempo a rimuginare sul soggetto. Se può esserti di aiuto pensa che lui non da la stessa importanza che dai tu a quanto è successo. Non ha bisogno di vantarsi in giro, a lui basta aver succhiato un po’ di te, come di altre, per nutrire il suo ego e le sue insicurezze di mezza sega qual è. così come non ha interesse a farlo perché perderebbe di credibilità, crollerebbe la facciata di brava persona che sicuramente si è creato addosso. Quindi … serena … non parla di te, non gli conviene e non gli interessa. Anche perché se è un vero e bravo narciso prima o poi, nei momenti di magra, tenterà di rispolverarti … quindi OCCHIO!
    e comunque prendilo come un’esperienza, per fortuna breve, da mettere nel cassetto. Tutta questa tua rabbia in realtà non è verso di lui, lui è un poveretto dai, ma verso te stessa come dici. Assolviti, sei umana, non siamo perfetti per fortuna, e riparti da lì. Dedica le tue energie al percorso che hai intrapreso. Trovo giusto non parlare a tuo marito di questo incidente di percorso, non serve a niente in questo momento. Sicuramente è giusto parlare di come ti senti, come lo hai raccontato a noi, e come dice Alessandro un passo alla volta, un giorno alla volta. Con l’aiuto di un appoggio esterno come stai facendo.

  102. @Tamburine,
    Quando mi ero presa la sbandata, molto prima della separazione, mio marito aveva intuito, e alla fine glielo avevo detto. Speravo che si rendesse conto che se era successo c’era qualcosa che non andava e volevo chiedergli di affrontarlo.
    Da lì è stata solo guerra, e io sono diventata colpevole di tutto, a prescindere.
    A nulla è servito rassicurarlo, dirgli che io e l’altro non ci siamo mai neanche detti niente (era impegnato anche lui), che se glielo avevo detto era perché volevo restare con lui: il tarlo gli è rimasto e ha compromesso tutto il percorso successivo.
    Ora so che ci saremmo comunque separati, ma la comunicazione lì si è chiusa: invece è proprio quando affronti questi problemi, quando arrivi al sodo, che c’è bisogno di dialogare profondamente. A volte è proprio in queste occasioni, paradossalmente, che viene fuori tutto, il bello e il brutto.
    Ma lui ormai aveva perso totalmente fiducia (anche se avrebbe dovuto averne di più perché sono rimasta fedele e sono stata sincera), nella sua mente era tutta colpa mia (invece il legame era diventato insostenibile per i suoi irrisolti: lui sì, davvero e pesantemente, narcisista patologico) e la separazione è stata molto peggiore di quella che poteva essere, il suo astio si è riversato sui figli con conseguenze non trascurabili.
    Quindi è meglio non parlare a tuo marito di questa scivolata, che davvero e insignificante, sei solo.tu che le dai peso (non era amore, non è una colpa): concentrati su di te.
    Cerca di capire cosa serve a te, e poi agisci di conseguenza.
    Prenditi tutto il tempo necessario, chiedi di stare sola. Fatti una passeggiata fuori dal quadretto ogni tanto, e non curarti se si incrina, se si crepa: è necessario per trasformarlo. E non farti carico se agli altri non va se tu hai bisogno di crescere, uscire.
    Sei tu, è la tua vita, non la loro

  103. @Ema hai proprio ragione. mi sono affezionata all’idea di lui e non a quello che lui era veramente. Sai cosa fa rabbia? non tanto l’idealizzazione, che sono in grado di comprendere e rielaborare, quanto avergli permesso quell’atteggiamento ‘giudicante’ che ha voluto sbattermi addosso con le sue espressioni provocatorie. Dall’alto della sua “integrità morale” poi, noh?!! E’ Quello ‘svilimento’ che mi ha danneggiato e che mi provoca questi strascichi.
    Se fossi stata più lucida in quell’ultima telefonata, avrei potuto rispondergli a tono, recuperando (forse) un pò di quella dignità di cui invece ora mi sento usurpata.

    Il mio timore sullo “spifferamento” potrebbe essere fondato, visto che sono tornata in quel posto e alcuni suoi colleghi – che prima erano aperti, sorridenti e scherzosi con me – hanno cambiato atteggiamento, non guardandomi neanche in faccia.
    Uno di loro – tra l’altro – si era già permesso (due mesi fa) di farmi una battuta infelice in presenza di mio marito, a cui per fortuna ero stata in grado di ribattere con ironia e che in tal modo non aveva avuto ripercussioni particolari. Ma oggi, chiaramente, quella prontezza non può esserci, perché l’amarezza ha lasciato quel ‘senso di vergogna’ che sarà uno dei problemi più complessi con cui dovrò fare i conti. Sopratutto nel rapporto con gli altri.

  104. G&C grazie mille per il racconto della tua esperienza. Mi aiuta tanto.
    Concordo con ciò che dici, il dialogo prima di tutto. Anche se non nascondo che a volte si perdono le staffe pure li, perché tante volte arrivi ad essere stremata e non trovi più molte parole. Mi piacerebbe chiederti un paio di cose, sempre se non sono indiscreta:
    come hai gestito il momento di crisi? ovvero quali sono state le cose che hai fatto per cercare di comprendere verso dove stava andando la tua relazione? Quanto tempo ci è voluto per realizzare davvero che era meglio lasciare andare per scoprire una nuova serenità?
    So che sono cose soggettive e che ogni coppia ha il suo equilibrio e il suo modo di affrontare le cose, ma certe volte i racconti di altre esperienze possono aiutarti ad ampliare la visione sulla tua.

  105. Tamburine, la mia strada è stata lunga. Ci sono di mezzo i figli che tu non hai, questo (è bruttissimo dirlo) semplifica le cose per te.
    Però è anche vero che i figli, egoisticamente, ti mettono senza pietà davanti ai tuoi limiti, intensificano il tuo essere, e questo invece, d’altra parte, aiuta moltissimo. Almeno a me.
    Anche noi coppia bilanciata, tante passioni in comune e difficili da condividere con altri, intesa intellettuale forte ma affettività zero, sesso freddo e rado.
    Credevo fosse tutto lì, forse perché non avevo mai avuto vero amore.
    Mai un tradimento, era impensabile. Anche per la stretta simbiosi.
    Molti anni senza figli, malessere strisciante, poi il primo figlio pensando che fosse per quello che stavo male, che però ha fatto saltare il banco, dopo stavo peggio. Mi sentivo esposta a quell’amore troppo intenso e richiedente, troppo debole e inadeguata.
    Allora terapia solo io (ero io quella in post partum, lui sempre a piombo), nuovo tentativo di coppia, secondo figlio… e poi di nuovo il lento declino.
    Io stavo male, e dalla terapia esce che mi sono adagiata su di lui e sulle sue aspettative, e che devo fare quello che mi sento indipendentemente da lui.
    Questa non era una sentenza sulla coppia, ma su di me: questo è importante.
    Quindi seguo le mie passioni, mi lego e mi confronto con altre persone, cosa che mi sottrae al suo controllo e soprattutto mi da gratificazione, cosa che lo destabilizza.
    Per lui era fondamentale che io non mi fidassi di me stessa, e che gli altri non mi incoraggiassero, riconoscendo le mie capacità, a essere me stessa.
    Matura di nuovo la crisi (ci mette altri 6-7 anni), lunga terapia di coppia fallita che peggiora la situazione (non tutti sono bravi), alla fine gli dico: basta, dobbiamo separarci.
    Mi risponde: lo dici sempre, non lo fai mai.
    In un attimo quello che era sempre stato un pensiero pauroso è diventata una necessità impellente: in quella frase ho realizzato che quell’uomo non solo non mi amava, ma neanche mi rispettava. Le paure sono svanite e sono andata avanti con una lucidità che mi ha impressionata.
    Ci ho messo tre anni, per i figli e per le difficoltà economiche.

    Ma tu vuoi la sintesi: devi fare quello che ti preme dentro senza più chiederti se lui (o tutti gli annessi e connessi alla coppia) lo approvano.
    Se è ragionevole per te, se sai di non commettere alcun reato, se lo desideri, fallo.
    Se gli altri ti amano ti seguono e ti comprendono, magari non subito ma alla fine tornano.
    Se ti rifiutano perché cresci significa che eri solo funzionale a loro: non era amore.
    Non parlo solo del partner, ma nel mio caso anche della famiglia d’origine
    Un corso di ballo, attività politica, scrivere un romanzo, karaoke, palestra, maratona… guarda dentro di te e individua cos’è che manca a te e che tu stessa puoi darti. Le soddisfazioni più grandi sono quelle che ci procuriamo da soli.
    Diventerai diversa, se stai male è perché devi evolvere: devi farlo per te stessa.
    Ci vuole tanta lucidità e poi coraggio, ma la libertà di essere se stessi è necessaria.

    Si chiama autodeterminazione. Un diritto dei popoli, ma anche degli individui

  106. Dimenticavo: mio marito non mi amava, non mi rispettava, ma aveva tanto bisogno di me.
    Ero il suo rassicurante contesto, la sua proiezione fuori di sé che lo rassicurava.
    La sua frase “lo dici sempre ma non lo fai mai”, oltre che di disprezzo, era di sfida, credeva di spaventarmi.
    Quello che spesso ci confonde è che il confine tra bisogno e amore non sempre è visibile.
    Aveva bisogno di me e ha tentato di tenermi legata con le catene (la manipolazione e la disistima), ottenendo l’effetto contrario.
    Quella è stata la vera liberazione: non se lo aspettava, ho ribaltato le posizioni, ho compromesso tutto il suo quadro rassicurante in cui si era rifugiato.
    Se lo sta ricostruendo, e credo che alla fine sarà più felice anche lui.

    Tuo marito probabilmente è diverso, ma quello che conta, ribadisco, è l’autodeterminazione individuale oltre, anzi prima, della coppia.
    Può darsi che anche lui ne abbia bisogno

  107. Deve essere stato davvero duro il percorso di consapevolezza per effettuare il taglio.
    Sei stata davvero coraggiosa e questo non può che servirmi da grossa ispirazione. L’evoluzione è sempre un processo difficile: e anche se siamo programmati per affrontarla, resta una delle sfide più complesse della vita. La ricerca del confine di cui parli tra bisogno e amore, sarà uno dei punti importanti da cui partire.
    G&C grazie molte per la tua testimonianza.

  108. Coloro che tradiscono cercando nell’altro solo sesso ed affermandolo onestamente fin dall’inizio, non manifestando alcun senso di colpa, almeno all’ apparenza, a che punto sono della loro crisi coniugale?
    Cioè ipoteticamente ,qual è il retroscena?

    • Sono all’inizio ma tradendo andranno avanti perché il loro bisogno di quello che non hanno più nel matrimonio non si estinguerà

  109. Sono agli inizi e cioè c’è ancora molto da salvare e per questo rifiutano coinvolgimenti che non gli.interessano

  110. Mi trovo in una situazione anomala: per mesi ho avuto contatti telefonici con una donna – convivente, senza figli – conosciuta casualmente on line (non su siti di incontri, per intenderci). Manifestava sentimenti intensi e di “amore”, ma ha sempre rifiutato di incontrarmi pur sperando di poterlo fare. Dopo alcuni mesi di continui contatti, a fronte del rischio di essere scoperta dal compagno e a suo dire sofferente per i “sensi di colpa”, ha interrotto ogni rapporto e silenziato il suo profilo social per evitare ogni contatto con me. Ferie comprese, è sparita da una quarantina di giorni. Fatico a comprendere il senso di una condotta del genere, se non per opportunismo. A “parole” rappreswntavo tutto ció che la coppia, la routine, non le dava. Io stesso ho preferito non cercarla più, ma rimane una certa sofferenza (unita alla speranza di un suo ritorno).

    • È molto semplice. Diffida del troppo entusiasmo online perché di solito can che abbaia non morde. Cioè non passa alla realtà. Probabilmente una donna stufa del suo ménage che non ha mai tradito ma sta facendo i primi passi per passare dal virtuale al reale. Se si di colpa e paure hanno bloccato i suoi sogni e la voglia di emozioni. Tornerà

  111. Grazie per la risposta. In generale, penso anch’io che nessuna coppia resti la stessa dopo un “tradimento”, anche se virtuale (purchè vi si stato un coinvolgimento emotivo autentico). Si potrà tentare di ricucire, ma le cose non saranno più le stesse: nel mio caso – ometto particolari specifici – questa persona sembra aver rinunciato ad una possibile alternativa per conservare una quiete domestica fatta di routine, amicizie, assetti economici. Dubito peró che il compago riesca a darle ció che le mancava in termini di vicinanza, attenzione, sentimento (parole di lei). Resto comunque basito del fatto che, nel 2018, una donna potenzialmente autonoma non riesca a fare una scelta “libera”, mettendo in discussione se stessa e il proprio rapporto in maniera più lucida e netta. Tutta la mia vicenda pare, oggi, sospesa, non conclusa, se non interrotta. Con dolore per tutti.

  112. Sposata da 27 anni (48 e 53) mio marito mi ha tradito la prima volta mentre ero incita 20 fa ..scopro confessato dopo il brutto momento superato passano gli anni credo tra alti e bassi vada bene lui diventa sempts più sicuro di sé e quando capitava una qualsiasi discussione offedeva come non aveva fatto prima poi ritornava tutto nella norma e pensavo carattere e problemi era normale negli anni da l’ anno scorso con una banale litr non ci siamo più riconciliati ho tentato ma niente offendeva ho scoperto che mi atradiva mentre lui era fuori x lavoro non mi ha telefobate più x tutto il tempo fuori e comunque ha negato fino al suo rientro che ha trovato la lettera dell’ avvocato era un cane bastonate aveva deciso di confessare solol ultimo tradimento scoperto io avevo scoperto facebook falso e amiche nascoste negli anni perché lui x lavoro sempre fuori e quando era a casa non faceva mancare niente secondo telefono .ecc
    E comunque nega le altre storie nel ultimo tradimento lettere di amore regali viste e ora perché ho scoperto e ho mandato la lettera del avvocato dice che a capito di amarmi e possibile il pentimento dopo tutto questo io posso amarlo ancora ?come fa ad amare il giorno prima lei e il giorno dopo dice di amare me

    • Beh si chiama paura di perderti spero. Oppure paura di perdere i suoi privilegi materiali. In ogni caso, spesso è proprio un tradimento a far finire o rilanciare un matrimonio. Bisogna vedere però come lo rilancia. Se definitivamente o fino al prossimo tradimento… Esistono i tradimenti per bisogno e i seriali, forse lo avrai letto

  113. Sono passati 2 mesi da quando ha lasciato lei ha distrutto tutto schede telefoniche chiusi facebook ecc sta a casa senza uscire ma io non riesco a superare anche se penso che x me sarà difficile nel momento di una separazione non riesco a capire che cosa voglio ma lui dice che nel momento che trova una sistemazione va avanti con la separazione non abbiamo beni materiali solo lo stipendio con me e i figli bugie con altre sincero e diceva che non mi amava e in due giorni capisce di amarmi?

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@anpellizzari

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