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I sensi di colpa dopo un tradimento salvano o distruggono la coppia?

Daniel Day Lewis e Michel Pfeiffer nell'Età dell'Innocenza
Daniel Day Lewis e Michel Pfeiffer nell’Età dell’Innocenza

Secondo le ultime stime, più della metà degli italiani (un po’ di più gli uomini, ma non tantissimo) hanno tradito almeno una volta il proprio partner. Non è dato sapere quanti di loro diventino seriali e quanti, pentiti, smettano, anche se i più dicono che una volta varcata la soglia non si torna più indietro. Ma bisogna fare i conti con il senso di colpa…

Sono stato infedele più volte nel mio passato. Sono stato un infedele sportivo (della serie ho una donna di riferimento e poi mi diverto) e un infedele travolto dalla passione e in guerra con la propria razionalità. Ho dovuto, insomma, come molti, fare i conti con i miei sensi di colpa.

Può capitare di tradire (termine più che mai obsoleto e improprio, vista la diffusione e la complessità delle dinamiche, nato proprio per suscitare di per sé senso di colpa) perché hai voglia di emozioni, perché ti ha colpito una persona, perché ti travolge la passione e l’ormone… I conti si fanno dopo aver raggiunto l’orgasmo.

Perché, adulti o no, è quando abbiamo appagato gli istinti della passione che arrivano i sensi di colpa. In certi casi assomigliano a quelli che hanno certi ragazzini dopo la masturbazione che, è notorio, ha prodotto intere popolazioni di non vedenti.

I sensi di colpa ti riportano dal partner. Guastano la meraviglia del sesso più appagante anche l’istante dopo averlo consumato. Tengono legati allo status quo, soffocando ogni impeto di libertà.

Ma è un bene o un male, mi chiedo e vi chiedo?

Un bene, diranno alcuni. È bene che gli istinti dell’uomo vengano imbrigliati, e che anche la passione per una donna o per un uomo, per quanto forte sia, venga ridimensionata dal senso di colpa, che non è altro che un ritornare alla realtà.

L’ho provato anch’io, e ti fa davvero bene, dopo aver tradito, tornare all’ovile giurando “non lo farò mai più”. Ho provato e ora so che, anche questo, può durare il tempo di un weekend.

stai bene per qualche giorno, magari per settimane. Poi però, la molla che ti ha spinto a letto con un altro, si ricomprime, e spinge sul tuo cuore, sulla tua voglia di passione sfrenata, bella, appagante, fortissima.

E allora ti accorgi che il senso di colpa o è così forte da rompere la molla, o non sarà mai sufficiente per sedarti.

Ci sono persone che cercano fuori dalla coppia per sport, ma tantissime che cercano quello che non hanno più: amore, sesso vero, sentimenti dimenticati, emozioni.

Molte di loro si sono arrese alle pulsioni, e creano nuove coppie: gli ultimi dati dicono che il divorzio breve sta riscuotendo un successo da boom soprattutto dopo i 40 anni, alla faccia delle vite sentimentali “finite”.

Altri hanno deciso per preservare la famiglia ad ogni costo: alcuni fortunati si sono ripresi da un incidente di percorso (una scappatella può capitare a chiunque), altri, pur rimanendo a casa, non si riprenderanno mai.

Nell’Età dell’innocenza, Daniel Day Lewis si innamora di Michelle Pfiffer mentre sta per sposare Winona Ryder. Alla fine la sposa, pur amando profondamente l’altra. Fa una scelta dettata dal “cosa è giusto fare” e non dai sentimenti. Una scelta che gli regalerà una vita tranquilla, prevedibile, ma non serena. La passione coverà sotto la cenere fino alla morte, il senso di colpa verrà sostituito dal rammarico per non aver avuto il coraggio di amare fino in fondo, almeno di provarci.

Il senso di colpa produce rimpianti che possono durare una vita.

Il senso di colpa, dunque, non salva, distrugge. È spesso una condanna all’ergastolo dell’infelicità.

Il senso di colpa non è in grado di sanare una coppia claudicante, dove il sesso è sempre uguale a se stesso, i silenzi sono lunghi e gli egoismi incancreniti.

Perché desideri un altro o un’altra? Perché si è aperta una porta? Il senso di colpa potrà cambiare le chiavi delle porta, ma dietro, anche chiusa, ci sarà sempre lei o lui, l’altro o l’altra.

Daniel Day Lewis insegna: il tempo lenisce tutte le ferite tranne quelle dell’amore, che segnano come lo sgarbo di un genitore a un figlio, condizionandone la vita.

Il cuore, la passione, il sesso, invece, non mentono mai. E se mentono ne è valsa la pena.

Ps: i veri traditori non hanno sensi di colpa. Hanno paura. Di perdere il loro status, i soldi, di avere grane. Il senso di colpa è un sentimento, non c’entra.


89 commenti

  1. Il senso di colpa non c’è quando si tradisce perché nella coppia ufficiale manca ormai qualcosa (attenzioni,dolcezza,romanticismo,follia)…anzi a volte si può arrivare anche al risentimento verso un partner che non ha colto il malessere e la delusione ed ha “permesso” che il tradimento, comunque moralmente considerato come qualcosa di riprovevole, fosse messo in atto….

    • È un mix: risentimento può essere anche cercare una scusa. Mi hai costretto a tradire. In altri casi invece il senso di colpa e dovuto al fatto che comunque magari stai tradendo una persona per cui hai un forte affetto e una lunga storia di amore ormai passato ma che c’è stato è stato importante ho paura di fare male

  2. sai, io sono single, il ragazzo che ho incrociato sulla mia strada è più giovane di me e ha una fidanzata della sua età da oltre 5 anni. Ogni decina di giorni circa mi fa il discorsetto che così non va bene ecc. e scompare per qualche giorno quando sa che deve vedere lei (penso si senta in colpa con lei e la famiglia di lei che frequenta regolarmente) ma dopo un po’ riappare e tutto ricomincia con me fino al prossimo senso di colpa, suo…

  3. ..in passato ho tradito e sono stata dilaniata dai sensi di colpa..e ora che dopo tanti anni e con un altro partner, mi è riaccaduto, il senso di colpa era la cosa che temevo di più in assoluto..e invece non si è mai presentato..x ora…dopo 6 mesi di una storia parallela che peró è assolutamente Amore.Quindi mi chiedo: puó essere questo il motivo?Il sentirmi giustificata dal forte sentimento?Io ora mi sento di appartenere a lui e non a mio marito…

  4. Forse sai che ne è valsa e ne vale la pena…l’amore è più forte del senso di colpa…Come fermare l’acqua con le mani…

  5. Il senso di colpa un concetto culturalmente legato alla matrice cristiana occidentale. Siamo stati educati fin dalla tenera età alla vergogna per tutto ciò che contravviene a regole precostituite e che privilegia il lato istintivo e genuino dell’essere umano. La vita “adeguata” prevede il seguire un binario socialmente condiviso e tutto ciò che proviene dal più profondo noi, che ci rende diversi l’uno dall’altro è visto come un pericolo da estirpare o almeno soffocare. Si prendono continuamente decisioni contro sé stessi a favore degli altri; apparentemente a favore degli altri. in realtà trattasi di puro egoismo, della volontà di non turbare questo ordine costituito di modo da non esserne ostracizzati.
    Così si arriva a ferire tutti quanti, in realtà, e la cosa assolutamente buffa è che si è convinti di essere vittime/eroi, delle brave persone. L’amante roso dai sensi di colpa è il più grande egoista al mondo. Perché ha già commesso il fatto. Perché lo ha commesso ma lo ripudia. Perché fa soffrire due donne/uomini e quando torna all’ovile crede ancora di essere la vittima quando in realtà è carnefice di sé e di tutti gli altri.

    • D’accordo sulla prima parte. Sulla seconda ricordo che per fare gli amanti si è in due adulti consenzienti e consci dei limiti della cosa. Sì questa società tende in parte a stigmatizzare il tradimento ma sempre di meno, visto che li ha fatto almeno metà della popolazione secondo stime prudenti. Separazione e divorzio a breve termine sono per i più una conquista

  6. Non si può essere consci dei limiti “di una cosa”. Se stiamo parlando di amante inteso come scopatore seriale, questo si. Ma non credo che lo scopatore seriale provi un briciolo di senso di colpa, comunque.
    Nella restante parte dei casi, invece, il limite non lo si conosce. L’evoluzione del rapporto sentimentale procede naturalmente. Le decisioni al riguardo sono solo fuffa messa li da chi crede di poter avere un vero controllo sulla propria vita.

    • Di solito lo scopatore seriale non ha amanti di lungo corso preferisce e 3-6 mesi ludici e poi mette in stand by fino a essere mollato mentre ha già un’altra

  7. Quanto al divorzio ed alla separazione, essendo avvocato, posso dire che statisticamente esso viene scelto solo da coppie non di lunghissimo corso. E provoca dolore e paura e reazioni inconsulte in ogni caso. Socialmente accettato? Magari nelle realtà più grandi e in contesti culturali e di benessere economico più elevati.

  8. @oldplum molto vero quello che dici in merito alla contrapposizione tra l’ego e il se, tra quello che ci rende accettati e accettabili dal contesto e i veri se stessi. Tipicamente occidentale la tendenza, consapevole o meno, a far prevalere l’ego, raccontandosi mille nobili motivazioni che ne nascondono altre che nobili non lo sono affatto…tornare all’ovile raccontandosi che si preferisce soffocare e rinunciare a se stessi per i figli (così come prima si dice all’amante non riesco a lasciarti perché non riesco a ferirti) spesso nasconde invece la paura di essere giudicato dal contesto, dai parenti, amici, dai figli stessi, paura che risulta più forte anche del proprio diritto di esistere (quel se’ nascosto che magari viene fuori con l’amante, salvo poi fare marcia indietro al momento di scegliere). Anche io, come te, credo che scegliere apparentemente per gli altri sia l più grande forma di egoismo che esista, lo si fa per non smontare quel personaggio che è socialmente accettato e che ci si è costruiti nel tempo. L’esperienza dell’amore ti porta inevitabilmente a toccare il vero te stesso, ma non è poi detto che si abbia la forza e il coraggio di entrarci dentro e scoprire che c’è altro rispetto al modo in cui hai vissuto fino a quel momento..quindi vai in botta e torni nella comfort zone perché quella roba lì non la sai gestire…è un discorso complesso ma queste dinamiche intervengono eccome in questo tipo di relazioni

  9. quello che mi lascia basita è il fatto che chi ritorna all’ovile decidendo di “salvare la famiglia” (salvare!) e di riprovarci, lo fa mentendo a tutti. per questo parlo di egoismo. ama la moglie tradita? no! perché l’amasse e volesse davvero ricostruire le racconterebbe la verità e le darebbe la possibilità di sceglierlo di nuovo o di mandarlo a quel paese.
    ama l’amante? no! perché ancora una volta sceglie di metterla via in nome di mille fantastiche scuse altruistiche ma che in realtà riguardano solo lui e la sua immensa paura di essere “umano”.

  10. oldplum verissimo…mentono prima e mentono anche dopo perché a loro manca completamente il contatto con se stessi e con quello che realmente desiderano per se’..infatti prima di tutto mentono a se stessi

  11. In generale però non si può dare dei giudizi così severi e taglienti. Mi ama non mi ama. Le dinamiche di coppia hanno mille sfumature come ci sono anche limiti oggettivi e soggettivi con cui ciascuno si confronta in maniera diversa…Sarebbe troppo facile. Io non voglio il dito puntato ma non lo devo puntare!

  12. l’indecisione porta a decisioni distruttive. per sé e per gli altri. io sono confidente nel fatto che quando un fulmine illumina il buio e tu riesci a vedere il contorno delle montagne nel cielo scuro, anche per un solo secondo, ecco, allora non potrai mai dimenticarlo quando tornerà il buio.

  13. Io invece trovo giusta la scelta di non dire nulla se il coniuge non sa. Non per comodo o vigliaccheria ma sia per non infliggere una ferita inutile sia per avere una maggiore probabilità di recuperare. Poi mi sbaglierò

  14. @Sono io, è vero anche quello che dici tu, solo che talvolta secondo me estremizzare e semplificare volutamente aiuta a recuperare un po’ di lucidità e cruda chiarezza che in alcuni momenti non guasta per ricentrarsi. Ho fatto teatro per tanti anni e quando mettevo su un personaggio il mio regista mi diceva sempre di esagerare all’inizio finché non l’avessi definito negli eccessi e nei contorni, a togliere poi sei sempre in tempo fino a trovarne Pian piano la vera natura incluse le sfumature…ecco qui è un po’ la stessa cosa, trovando gli eccessi e gli estremi poi piano piano si vedono anche le sfumature ma il viceversa è quasi impossibile da mettere in pratica. Inoltre dipende dalla fase in cui si è, come dice Alessandro non esiste la buona educazione mentre ci si sta salvando, e probabilmente non esistono le vie di mezzo mentre stai cercando di tirarti fuori dalla merda..qui parlo per me, se voglio uscirne devo essere totalmente egoista e meno comprensiva possibile con lui-anzi zero-evitando di dargli attenuanti o giustificazioni, alla fine io sono nella merda e mi importa una sega (scusate il francese) se lui sta soffrendo come un cane o se la moglie lo tiene al guinzaglio, nessuno lo costringe e soprattutto nessuno tira me fuori dalla merda quindi devo pensarci da sola…quindi ad esempio io non posso perdermi in sfumature altrimenti ci resto sotto, se poi un giorno ne sarò completamente fuori allora potrò anche permettermi altri tipi di considerazioni che ora però non mi servono
    Questo solo per dirti che a volte gli estremi servono a salvarsi la pelle, ma dipende molto dalla fase in cui ti trovi

    • Estremi che non contemplino però entrare a gamba tesa nella sua famiglia sapete cosa penso del pulsante di autodistruzione dell’amante

  15. Alessandro certo e la penso come te, anche se la tentazione può venire ed e’ umano è assolutamente meglio non farlo….comunque nel mio caso tutti ormai sanno tutto, non so quanto poi lei abbia sparso la voce tra amici e parenti e magari lo ha fatto capire anche ai figli

  16. Dirlo alla moglie? l’unica persona legittimata a farlo è il coniuge. nessun altro. non ci si può arrogare il diritto di intervenire nelle dinamiche altrui, nella vita degli altri.
    quanto all’amore. la parola (senza morte – a-mors) già da sola fa intravedere come sia impossibile non arrendersi ad esso. amare è arrendersi. se sei capace di sedarlo, comprimerlo, per milioni di altre ragioni, non sai amare. non ci sono sfumature ed attenuanti.
    silvia, ti sento molto vicina per tutto quel che racconti. che è quello che poi sto vivendo io.

  17. quanto al fatto che siano sempre le donne a decidere, questo non è del tutto vero.
    proprio un mese fa, una mia cara amica con una relazione di 7 mesi con un uomo sposato, è stata scoperta in flagrante dalla moglie. si è riportata a casa il coniuge “perdonandolo”. dopo 24 ore il coniuge (sposato da oltre 30 anni e con due figli) è letteralmente scappato di casa e ora vive con lei.

  18. verissimo anche questo oldplum…amare è arrendersi per definizione, ma anche qui, è un’esperienza che richiede di essere molto in contatto con se stessi per viverla fino in fondo, altrimenti può anche farti sbarellare.. Se poi uno pensa di “gestire” l’amore secondo me è fuori strada…
    Se ti va raccontaci cosa stai vivendo, se leggi le varie discussioni vedrai che qui c’è davvero di tutto e questo spazio di confronto tra noi e con Alessandro è una risorsa veramente preziosissima per tutte

  19. raccontare quello che c’è stato (e che c’è) mi pare un esercizio utile a svilire la cosa. non credo si possa raccontare senza cadere nel cliché. dirò solo che dopo un anno di grande amore, amore che ancora c’è da entrambe le parti, lui a fronte di una scenata particolarmente forte della moglie dopo qualche minuto di ritardo, ha preso la sua folle paura di essere scoperto e se ne è fatto scudo, decidendo che questo amore non poteva più essere vissuto. il vero problema è che non vuole però rinunciare a me. tenermi lì e continuare a dialogare, perché l’idea che ci allontaniamo del tutto non riesce a reggerla. io, al contrario, non riesco a reggere l’idea di sentirlo ancora. non piango, non prego. io sono sicura di me e di quello che c’è. ho dentro di me una specie di certezza. sin dall’inizio c’è stata una tale affinità, un sentirsi anche a distanza incredibile. io lo sento. c’è ancora. sono sicura. certa. detto questo e proprio per questo ho interrotto ogni comunicazione. gli ho chiesto di rispettare questo mio bisogno perché davvero non riesco a sentirlo ora. mi innervosisce e mi fa star male. voglio che viva davvero la sua scelta. non credo sia giusto e conveniente che io faccia da stampella al suo matrimonio farsa e non voglio aiutarlo per nulla in questa cosa. io rispetto la sua scelta. lo amo, non posso fare altrimenti. lui rispetta meno la mia. questo si. ma io taccio. fatico a farlo. ma poi ripenso a come mi sento quando cedo e se all’inizio mi sconvolge con il suo amore per me, poi sto da cani. e non voglio assolutamente stare più in questo modo. preferisco pensare di perderlo per sempre mantenendo un buon ricordo piuttosto che cercare di riallacciare, pregare, sclerare o cose che alla fine non solo allontanano di più ma rovinano anche il ricordo del bello che c’è stato. ed è stato bellissimo. non lo scordo. e nemmeno lui lo scorderà mai, di questo sono certa. mi racconto la cosa del contadino e del terreno che continua a coltivare in un certo modo e che da sempre lo stesso frutto. un frutto che non matura mai. ed allora penso che forse è il modo sbagliato e che questa sua decisione (o indecisione?) in realtà potrebbe essere una opportunità di ottenere buoni frutti, finalmente. non si può dire se una cosa sia assolutamente buona o cattiva quando accade. si può dirlo solo quando ne vedi gli effetti. forse serviva. sicuramente. perché comunque andrà sarà positivo per la mia vita (non so per la sua). se la lontananza ci farà capire di non poter fare a meno l’uno dell’altra o se invece no. nel primo caso sarò felice di poter vivere finalmente una storia con lui al 100% (e so che siamo talmente compatibili che sarà meraviglioso); nel secondo avrò risparmiato tempo e sofferenza. ringrazio il cielo per quel ritardo. ringrazio il cielo per questa opportunità e per la sua scelta. e per la mia forza. per credere in noi. per non crederci.e per non sentirmi finita. io mi stimo e so che stare con me è bello. non ho bisogno di un uomo per vivere bene. “è bello stare con me, stai con me”. detto questo se non hai l’intelligenza o la forza di starci, mi spiace. andrò avanti. ho il mondo dentro da dare.

  20. amare se stesse, per se stesse in primis, e solo amandoci forse una possibilità.ci può essere.
    Non avrei saputo spiegarlo meglio Oldum.

  21. Sembra una banalità, ma nelle cose più semplici spesso si nasconde la verità. se non ti vuoi bene tu, è difficile che altri possano volertene. se implori l’amore è difficile che tu possa essere amata (provando a mettersi nella situazione opposta, dell’implorato, si capisce come sia difficile amare chi non si ama da sé). se non sei felice tu non puoi rendere felice nessuno.
    non è facile lasciar andare, sia chiaro, ma è molto più faticoso trattenere.

  22. @oldplum…come si fa ad essere sicuri del suo amore se poi di fatto ha scelto di metterlo via per riprendere con la moglie? Ha scelto di non viverlo per paura.
    In ogni caso ammiro la tua determinazione a stare su te stessa.

  23. sono sicura perché ho visto i suoi occhi. ha scelto? io credo sia stata una decisione determinata dal momento contingente e non da riflessione profonda. tutte le decisioni prese in questo modo sono altrettanto contingenti. il problema è che lasciano segni indelebili su chi ne è vittima. e le cose non possono più tornare come prima. il tempo cambierà, ritornerà la monotonia e le scenate assurde di gelosia, ed il soffocamento costante, e la sensazione di essere completamente soli. con la differenza che non ci sarà più chi ti prende la mano e ti solleva.

  24. quello che mi consola è il pensiero che ogni volta “finisce” un amore si pensa che non potrà mai più accadere qualcosa di simile. il fatto è che poi la vita ti smentisce sempre.

  25. @oldplum, comprendo bene moltissime delle cose che scrivi. Tra l’altro sono profondamente convinta che lasciar andare sia la più grande forma di amore (e, come dici tu, è difficilissimo) e, almeno personalmente, sto vivendo questo periodo anche come un’occasione per concentrarmi su me stessa (come ho scritto in altri interventi, sto facendo un lavoro su di me davvero intensivo). Anche se ora il dolore è tanto, anch’io come te penso che non posso sapere adesso se quello che è successo sia un bene o un male, che solo il tempo dirà la verità e solo il tempo confermerà o meno se quello che sentivo era vero o no. Come te, io quell’amore lo sentivo, non me lo sono sognata, e ho sentito che era ancora lì anche quando l’ho visto e risentito l’ultima volta. Ma ora devo solo fare i conti con quello che c’è adesso, che lui non è con me, che è rimasto a casa per n-mila motivi etc,, quindi siccome non posso fare un salto nel futuro per risparmiarmi tutto questo e superare la cosa in uno schiocco di dita, sto su di me quanto più possibile e lascio che lui viva la sua scelta fino in fondo. Come hai scritto, se è amore davvero non puoi chiuderlo in un cassetto, soffocarlo o “gestirlo”, quindi se così è verrà fuori ma sarà solo il tempo a dirlo. In tutto questo però non si può perdere l’occasione di non stare su di noi, e comunque quando lavori su di te cambiano molte cose, quindi non bisogna mai sottovalutare il fatto che potrebbero non trovare la stessa persona se dovessero tornare
    Personalmente non trovo nessun altro modo di vivere questo periodo (di merda,chiaramente) se non facendo qualcosa per me che resterà con ne tutta la vita indipendentemente da lui e da chiunque altro

  26. @oldplum la penso esattamente come te, se leggi qua e là nel blog abbiamo affrontato il tema più volte…anche io sono convinta (anzi lo so) che il mio abbia scelto non facendo una riflessione ma sulla necessità del momento (infatti subito dopo è andato in terapia individuale quindi il percorso ha iniziato a farlo)
    Poi appunto non si sa mai, domani potremmo incontrare un uomo di cui innamoriamo perdutamente e lui va a finire nel cassetto dei ricordi, mai dire mai, ma intanto mi dedico a me stessa, che di sicuro è l’unica persona con cui starò per sempre;)

    • Vi ricordo che le canoniche vacanze non sono finite. Da lunedì probabili tentativi di contatto e “sorprese”

  27. Ahah Alessandro sei un mito!! Nel caso del mio non mi aspetto un contatto così presto (perché lui “deve” portare in fondo la sua scelta, secondo me deve arrendersi all’evidenza prima di rifarsi vivo ma posso sbagliarmi) ma potrebbe per esempio farlo per vie traverse tornando qualche volta in trasferta nella mia città per tastare il terreno (e magari capire se ho un chiodino o un chiodo)
    Considerata la sua inesperienza in queste faccende non so davvero cosa aspettarmi, poi dipende anche da come sono andate le vacanze (e non credo siano andate bene)

  28. Quando vivi un amore così travolgente e intenso credi che non potrà più ricapitare. Ma arriverà il momento che finirà nel cassetto dei ricordi, belli e/o brutti. E ne arriverà un altro prima o poi, quando sarai pronta, che sarà altrettanto travolgente e intenso ma diverso. Perché tu sei diversa. Perché questi amori ti cambiano, in meglio. E quello che arriverà saprai riconoscerlo se è “lui”.

  29. Alessandro mi fai morire! Apriamo la sezione “ Le previsioni dei ritorni post vacanze”!:)
    @Ema guarda io ora non mi pongo assolutamente il problema, mi interessa tornare a star bene io e basta e vivo giorno per giorno quel che c’è . Credimi, io so cosa ho provato quando ho incontrato lui e cosa ho sentito (e ho un numero abbastanza significativo di esperienze alle spalle quindi parlo a ragion veduta) e onestamente ho dei seri dubbi sul fatto che possa ricapitare, ma in ogni caso per me ora non è quello il punto, posso stare anche da sola ma l’importante è che io stia bene indipendentemente da tutto e tutti

  30. A me sta succedendo una cosa strana. Dagli struggimenti di qualche mese fa sono entrata ora in una fase di pseudo indifferenza. Non è successo niente di clamoroso per arrivare a questo, se non una riduzione dei messaggi dovuta alle vacanze natalizie. Il punto è che se prima mi disperavo e vivevo questo “snellimento” con disagio ora invece mi scivola addosso. Probabilmente sono arrivata inconsapevolmente alla conclusione che nulla potrà cambiare, anche perchè non mi sento pronta neanche io ad un eventuale cambio di rotta, e quindi mi sono distaccata. Forse era solo un grande fuoco di paglia? Non so

  31. Hai perfettamente ragione, Alessandro, mi sto stufando. Aspetta il messaggio, verifica l’umore del giorno, organizza l’incontro clandestino, inventa bugie per essere presente all’incontro clandestino, etc. A fronte di che? Una cena romantica e una notte di sesso una tantum? Troppo poco. A giorni dovremmo vederci e, ti dirò, quasi quasi disdico. Se mantengo quest’umore

  32. Credo che sia finito un ciclo, e a dirlo ora mi lascia un senso di vuoto ma neanche più di tanto. E’ passato un anno e mezzo, o dentro o fuori. Non mi sono mai piaciute le emozioni a metà, forse per questo ho aperto gli occhi. Se dovessi incontrarlo gliene parlerò.

  33. In effetti, anche se a distanza, non ci siamo mai allontanati in tutti questi mesi. Chissà se anche lui sta vivendo questa sensazione di distacco.

  34. @Anna, se ti è scattato il rele’ ti direi di tenere il circuito aperto e stacca la corrente…segui l’onda e distaccati adesso, se ti sei stufata ora è il momento di tagliare e metterti in sicurezza per evitare la razzata del cortocircuito dopo che potrebbe fulminarti (scusate il paragone ma mi è venuto così;))
    @oldplum, ovviamente mai, perché una cosa è staccare fuori e non sentirsi, una cosa è sganciarsi dentro (e quell’energia li resta). Comunque il silenzio ha dei tempi fisiologici e fa bene in ogni caso
    @Angelica, secondo me quest’anno il panettone è andato a tutti di traverso!:):):)

  35. Io ora il sesso glielo darò ma sul possesso non garantisco più. Tanto non credo che se gli dirò di finirla qua si scomporrà più di tanto. Sempre così algido. Magari sarà una liberazione per lui, magari gli dispiacerà e proverà a trattenermi, magari ci diremo tranquillamente addio.

  36. @Anna…se davvero credi ti sia scattato qualcosa dentro non aspettare che ti arrivi la richiesta di appuntamento per poi trovarti nella condizione di dover disdire. Io chiuderei i contatti così senza dirgli niente, senza dare spiegazioni. Perché dici che gli darai sesso e proverai a parlarci? Rientri a mio parere nel circolo vizioso. Come ha detto Silvia se ti sei stufata stacca adesso e approfitta di questa sensazione.
    Cmq…avete ragione.. il panettone quest’anno è andato di traverso a molti…

  37. Anche a me succede…ma è più altalenante. ..Alcuni giorni sto bene così e riesco serenamente a vivere la mia vita… Altri giorni lo vorrei sempre con me… Mi mancano le mezze misure…eppure in una relazione “tradizionale” sono costante e tendenzialmente indipendente. …ma

  38. In realtà quest’appuntamento era già fissato da un mese, andrò e farò l’amore con lui ma poi ci parlerò, credo che c’è lo dobbiamo per il bene che ci vogliamo. Ma così sarà un addio senza tragedie ma solo con la consapevolezza che non sempre i sogni si possono realizzare.

  39. Concordo con Alessandro. Andrai in crisi. Io non gestirsi così la cosa se fossi intenzionata a mollare. Forse non lo vuoi ammettere a te stessa ma in fondo non vuoi lasciarlo andare. Sei solo infastidita del distacco e quando rifarete l’amore le distanze si accorgeranno all’istante e ti sentirai così ben disposta da non essere più in grado di dirgli serenamente addio.

    • Mentre lui, come tutti gli uomini dopo il periodo refrattario, ormai appagato avrà voglia di scappare e sarà assalito dai sensi di colpa. E non nei tuoi confronti. Succede, perlopiù. Ma magari mi sbaglio, essendo uomo che giudica gli uomini sono spesso cinico

  40. Può darsi che andrà così ma mi sento diversa stavolta, a me non serve fare l’amore con lui per cambiare idea, mi basta molto meno purtroppo, mi basta farmi una risata in sua compagnia per essere felice. Il fatto è che ora ho acquisito la certezza che ci vorremo sempre bene ma che non possiamo andare avanti così. O meglio, si potrebbe a vita fare quello che facciamo ora ma per chi sarebbe giusto. Non so come spiegarlo ma mi sono rassegnata all’idea serenamente, senza drammi o sensi di colpa.

  41. Basta il minimo contatto e si riprende da dove si è lasciato. Quando il mio amante mi ha cercato dopo un mese di crisi..è stato sufficiente guardarci. Poi lui mi ha preso la mano e ha iniziato a baciarla come se fosse la cosa più preziosa che avesse mai avuto e tutta la rabbia che avevo per lui per essere sparito si è smaterializzata. Ed è stato solo un bacio su una mano. Figuriamoci farci l’amore. Pensaci bene Anna. Riuscirai ad essere così distaccata come credi?

  42. capitano a tutte i momenti in cui a non sentirlo ti senti meglio. credo siano momenti di pura lucidità. poi arriva il messaggino e si passa dalla fase della serenità a quella della gioia. dopodiché finita l’euforia, magari perché è rientrata la moglie e non può più massaggiare inizia l’hangover. è come esser lucidi e tranquilli e farsi di qualche droga che dà euforia. ok, ti pare sul momento di essere passata ad uno stato migliore. poi però, finito l’effetto ti senti di merda (ops) e vai in botta.
    ricomincia il giro. riesci a disintossicarti e poi messaggino, bum, euforia, fine, botta. rip. ad libitum.

    • Fino a quando passa. Perché prima o poi passa. E se ne non passa da sole dopo qualche mese chiedete aiuto a un esperto

  43. Io dopo che ci ho scopato ci sto così bene che è l’unico momento in cui sto mi sento la sua compagna a tutti gli effetti forse perché so che con la moglie c’è un rapporto di fratellanza… Anche per me è sbagliato accorciare le distanze meglio lasciarsi con la fame

  44. Per carità…ognuno deve seguire il proprio percorso. Mettere alla prova se stessi, i propri sentimenti, le proprie convinzioni. Mi sembra giusto ed è fondamentale per conoscere e capire noi stessi. Io per esempio mi conosco bene e sapevo che avrei capitolato nell’incontrarlo.
    Anna…facci sapere come va. Noi siamo qui;)

  45. Ma io vi ascolto, eccome. Ho bisogno dei vostri consigli e non ignoro nessuna delle vostre parole, credimi Alessandro, ma non posso chiudere senza rivederlo, devo potergli parlare, finora non abbiamo mai affrontato l’argomento ma vissuto di emozioni. Ho bisogno del guardarlo negli occhi e chiarirmi ogni dubbio. E mi farò del male lo so oppure tornerò più forte e sicura. Datemi fiducia

  46. Comunque ognuna ha un proprio personale punto in cui scatta il rele’..io sono stata li li in un paio di momenti durante la storia ma non ero pronta e il rele’ si è richiuso…ma evidentemente così doveva essere e da qua ci dovevo passare (e anche lui ma in questo momento non mi interessa), quindi prima o poi capirò il perché di questo passaggio..Poi quale sarà il percorso da qui in avanti non lo so, certo è che sto imparando un sacco di cose su di me che sono convinta mi torneranno utili in ogni caso
    Credo però che quando si sente che è davvero il momento di chiudere bisogna farlo tagliando con l’ascia ( e, lo dico anche per esperienze pregresse, tagliare e voltare pagina è l’unico modo per far smuovere anche loro se questa è una delle opzioni desiderate)

  47. Salve a tutti.
    Porto la mia situazione perché vi ho letto e mi sembrate persone che comprendono e danno ottimi spunti.
    Sono sposato, 2 figli, da quasi 3 anni avevo una relazione clandestina con una donna separata, avendo chiarito fin dall’inizio che non avrei mai lasciato la famiglia per lei.
    Dico avevo perché l’avevo persa…pensavo che più passasse il tempo, più la cosa sarebbe diventata “normale”. Invece no, il dolore è andato aumentando a dismisura nei mesi successivi.
    Poi ho capito: non avevo perso solo l’amante, ma la donna che amavo.
    Sono andato da lei e glielo ho detto. Lei mi ha detto che era sempre stata innamorata di me.
    Non posso pensare a un futuro senza lei, per questo vorrei separarmi.
    Purtroppo ho problemi economici gravi e non riuscirei a sopravvivere agli oneri derivanti.
    Da un po’ mia moglie mi lanciava frecciatine perché si era accorta che non ero più “lo stesso” e mi ha detto che se avessi un’altra devo dirglielo.
    Ho negato…per il suo carattere lei chiederebbe subito la separazione.
    Per lei non provo più l’amore di una volta, dopo quasi 20 anni è dura ed anche i problemi economici minano la relazione coniugale in modo pesante.
    Ho pensato anche ai miei figli…
    Mi ha assalito, credo, un senso di colpa schiacciante e la forza che avevo per separarmi sta svanendo.
    Non voglio perdere la “ex amante”…non voglio far soffrire moglie e figli…non posso permettermi passi falsi.
    Un bel casino…non vedo uscite…

  48. @Roby dovresti parlare con un avvocato. Se tua moglie lavora, l’obbligo di mantenimento è per i figli, se non lavora e può dimostrare che non è più ‘idonea’ a trovarlo, scatta anche per lei. La casa coniugale comunque rimarrebbe a lei e in caso di mutuo credo tu debba continuare a versare la quota. Ma le casistiche sono infinite, serve proprio un parere legale. Se la persona che frequenti ha una casa, puoi andare a vivere con lei e almeno il problema dell’alloggio può essere tamponato. Ma ripeto è un campo molto specifico e le eccezioni così tante che dovresti confrontarti con una persona competente.

  49. Ciao MissV e grazie per la tua risposta. Già sentito l’avvocato…dovrei dare il mantenimento anche a lei finchè i figli non avranno un’età idonea per badare a se stessi. In sostanza il 60/70% del mio stipendio andrebbe alla mia attuale famiglia e io non riuscirei a far fronte alle spese che la separazione si porta dietro.
    Ieri i miei figli davanti ad un loro amichetto che piangeva perché suo padre se ne è andato di casa da pochi giorni, mi hanno detto: “papà tu e mamma non vi lascerete mai, vero?”
    Mi sono sentito come sotto uno schiacciasassi…
    Poi la stessa sera, mia moglie è venuta a letto, mi ha abbracciato e mi ha detto: “Ti amo”.
    Altro schiacciasassi…
    Ora la cosa peggiore è che in questo momento ho messo in dubbio qualunque cosa: sono davvero innamorato della mia “ex amante”? o amo di più la mia famiglia, moglie e figli?…forse amo, in forme differenti, entrambi e non ho la forza per fare un passo né in una direzione né nell’altra. Al di là di tutti i problemi economici che ho descritto , devo chiarire prima questo e davvero in questo momento mi sento perso…
    Se qualcuno ha avuto esperienze simili e riesce a darmi un punto di vista sarei grato…anche se qualcuno mi dà impressioni esterne senza precedenti esperienze va bene lo stesso, almeno ho un riscontro. Grazie davvero…

  50. @Roby il mio consiglio, legato anche a in momento che ho vissuto io, è quello di rivolgerti a uno psicologo, non amico e nemmeno conoscente esterno alla coppia. Puoi andare con tua moglie in modo che tutte e due riusciate a parlare dei vostri disagi o puoi cominciare da solo. Il secondo consiglio è che tu, in questa fase di confusione, non veda l’altra persona… spesso quando arriva un ‘intruso’ nelle dinamiche di relazione noi tendiamo a vedere solo il brutto del nostro precedente rapporto e solo il bello di quello nuovo, che comunque è falsato dal non dovere avere a che fare con i problemi del quotidiano. Io personalmente aspetterei a buttare tutto alle ortiche per una cosa di cui nemmeno tu sei certo. Sono sicura che uno psicologo ti aiuterà a rimettere a fuoco il tutto.

  51. ciao Roby, l’avvocato ti ha sicuramente dato le indicazioni corrette, il mantenimento è obbligatorio sicuramente verso i figli e la cifra calcolata è sicuramente in base a quanto “costa” farli vivere dignitosamente, sulla base di come vivono ora, costo che deve essere suddiviso a metà tra i coniugi, e che comunque sostieni già oggi vivendo in casa. quindi da questo punto di vista non dovrebbe cambiarti molto il bilancio personale. Se poi c’è un mutuo è ovviamente da dividere per due, come dovrebbe essere già ora. Per quanto riguarda tua moglie non esiste nessun obbligo di mantenimento tanto più se lavora, se non lavora è sicuramente più complicato. Quello che voglio dire è che il mantenimento dovuto è sicuramente pari a quanto in teoria sborsi già oggi per i tuoi figli e la vostra casa. Quindi non è che devi dare il mantenimento a lei ma a loro. Se poi invece ci si accorda che i bimbi vivano metà tempo con te e metà con lei, il mantenimento ordinario, spese straordinarie a parte tipo scuola/sport/mediche, non dovrebbe essere dovuto da che mi risulta.
    detto questo il problema grosso economico è risolvibile se hai una soluzione abitativa gratuita in alternativa se non dovessi essere in grado di pagare un affitto (genitori o nuova compagna). Sarà dura tanto quanto lo è ora economicamente parlando (senza tenere conto delle spese legali in aggiunta).
    ma al di là di questo che sicuramente è un grosso scoglio da affrontare, se posso permettermi un’opinione, alla luce della presenza di figli piccoli e di un rapporto con tua moglie che mi pare di capire non sia un rapporto così incrinato, io un tentativo di provare a recuperare con lei, mettendosi a nudo anche con l’aiuto di un consulente matrimoniale (provare a sentire se il Comune o l’ASL dove vivi offrono un aiuto in tal senso). Perlomeno tentare. E vedere se insieme riuscite a ritrovarvi o perlomeno a trovare una modalità di convivenza civile per i vostri figli finché i tempi non saranno “più maturi” per altro tipo di scelte.

  52. Roby non è facile trovare la strada da percorrere quando si è così confusi. Questo smarrimento lo vivo anche io essendo sposata con figli e innamorata del mio amante. Dici che ami tutti….moglie e figli e anche la tua amante. Sull’amore per i figli non c’è nulla da dire ma impossibile amare due donne contemporaneamente. Al di là di tutte le problematiche della separazione è questo che devi capire. Poi passi allo step successivo. Tua moglie ha capito che hai avuto un’altra relazione? Cosa hai provato quando ti ha detto ti amo? Credi sia possibile ritrovarvi e ripartire insieme? Ci vuoi provare? Prova a rispondere a queste domande. Attento però a non confondere l’affetto con l’amore. Devi chiarire a te stesso cosa vuoi. Poi valuti tutto il resto.

  53. Roby ma l’amante l’hai persa perché ti ha dato l’ultimatum? Perché vi siete lasciati?
    In ogni caso e parlando in generale, quando ci sono dei figli, è assolutamente sconsigliabile andare subito a convivere con un nuovo compagno e portare in figli nella casa dove si andrebbe a convivere..
    Per lavoro mi occupo di minori, e posso dire che la separazione è già un momento difficile per loro, introdurre subito un nuovo elemento è assolutamente destabilizzante.
    Le presentazioni vanno fatte dopo un annetto, inizialmente in campo neutro (tipo una vacanza breve).

  54. Ciao Roby, permettimi una battuta ironica, se vuoi ti do’ il numero del mio ex amante che si è trovato nella tua stessa situazione, nella stessa crisi (figli o amante?) e incapacità totale di decidere, solo che a un certo punto ha pensato bene di “risolvere” il dilemma fuggendo da se stesso e inventandosi la separazione, sostenendo nella pratica questa situazione con me per circa un anno e mezzo (stavamo già insieme da altrettanto tempo). Ovviamente vivendo in due città diverse ha potuto farlo per un tempo abbastanza lungo ma poi la cosa è venuta fuori e risparmio i dettagli su cosa è successo dopo (se vuoi leggere la mia storia la trovi qua e là nel blog), ma ti dico solo che se al momento opportuno si fosse preso almeno la responsabilità di riconoscere che stava vivendo un conflitto e che non ne sarebbe mai uscito vivo senza un aiuto professionale sarebbe almeno riuscito a gestire la situazione ed evitare il disastro che ne è derivato. Prima ancora di una consulenza matrimoniale o terapia di coppia ti consiglio spassionatamente di farti qualche chiacchierata con un esperto che ti aiuti a fare chiarezza dentro te stesso e a ritrovare il tuo centro. Questo farà del bene prima di tutto a te e, di conseguenza, alle persone che ti stanne intorno, qualunque sia la decisione che prenderai. Nessuna decisione o lasciar decidere gli eventi è la cronaca di un disastro annunciato, visto che ne hai consapevolezza ti suggerisco di cuore di farti aiutare e confrontarti con persone esperte

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