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Era sparito e riappare: fa zombieing

A volte ritornano: zombeing
A volte ritornano: zombeing

Vi siete frequentati per un po’ e poi lui è sparito di colpo, senza dare spiegazioni. Ora riappare, fa zombieing

Nell’era in cui tutto deve avere un nome in inglese lui ha fatto ghosting, è sparito come un fantasma (ne ho scritto qui).

Ora riappare e fa zombeing. Era letteralmente morto e ora arriva un cuoricino via messaggino. Dopo settimane, a volte mesi, riecco un like sulla tua bacheca. Osa persino commentare. Arriverà anche alla telefonata, all’incontro “casuale”, dipende solo da come vi comportate, dandogli corda oppure no.

Insomma è resuscitato. E cammina per i vostri social e vie di comunicazione, all’inizio timidamente e barcollando, come uno zombie.

Insomma, i fantasmi dell’amore possono tornare sotto forma di zombie, da qui il, come dicono i gggiovani, fare zombeing.

E che c’è di male?

Beh, sarò all’antica, ma se una donna si facesse corteggiare, uscisse con me, finissimo a letto e ci frequentassimo per un po’, se lei sparisse senza darmi spiegazioni, risultando irreperibile per chiamate messaggi o altro io sarei come minimo incazzato e offeso.

Se fai ghosting come minimo sei un maleducato. Dettagli in quest’era di disinteresse totale per il prossimo? Forse per te che sei sparito, per me, per noi no.

Se te ne vai ci metti la faccia, non un lenzuolo. E adesso che fai, bussi di colpo alla mia porta? Perché? E soprattutto, con che faccia? Quella di uno zombie appunto.

Vi svelo un segreto. Potete chiedervi mille perché si sia comportato così e ora torni. Lo fate perché ragionate e siete complesse. Perché siete belle dentro.

Noi siamo semplici e rispondiamo a un solo perché, molte volte su dieci: il sesso.

Chi fa zombeing non ha cambiato idea su di voi, non ha fatto un corso accelerato di bon ton e ora è resuscitato per scusarsi.

Torna perché ha il letto vuoto. Perché la tipa per cui vi aveva lasciato ora non c’è più o si è rivelata meno performante di voi a letto. O, semplicemente, lui è in un momento di magra e si sa, gli zombie si nutrono di carne umana.

Troppo semplice? Vero, ma spesso tristemente verissimo.

Ci sono anche i narcisisti (leggi qui), che fanno zombeing solo per il morboso piacere di dimostrare a se stessi che possono entrare e uscire dalla vostra vita, sconvolgendola, quando e come vogliono.

Per loro resuscitare per riprendere la storia con voi da dove l’avevano lasciata è una forma di potere che dà emozioni più forti del sesso. Contenti loro… peccato che ci siate di mezzo voi che gli date retta.

Lo zombeing esiste anche fra gli amanti, ma è mediamente molto più doloroso, grave, pesante per chi lo subisce.

Di solito lo zombie amante è un uomo sposato che vi ha tirato sceme per più di un anno (a volte 3, 5, dipende dalla vostra terribile e autolesionistica resistenza) promettendovi “questa è la volta buona dopo le vacanze la lascio”.

Purtroppo solo una minoranza lo fa davvero. La maggioranza, per sfortuna dell’amante ma spesso anche della moglie, nonostante le promesse e le dichiarazioni di amore eterno sceglie di stare a casa, o meglio, lascia che siate voi, ormai stremate, a dare forfait.

Tutto finito? Toccato il fondo potete piano piano risalire alla superficie e tornare a respirare una nuova vita senza di lui, senza promesse e speranze ogni volta disilluse?

Purtroppo, dopo qualche mese, a volte settimane, ecco riapparire lo zombie.

Che vuole? Alcuni dicono che vogliono rimanere vostri amici. Balle! Se uno tradisce o è un seriale che non doveva sposarsi o è uno che non ha risolto la sua crisi matrimoniale, quella stessa che lo ha portato fino a voi, ma che non ha le palle di concludere da una parte per ricostruire con la donna che dice di amare tanto (escludo solo quelli che rimangono per i figli, ma doveva essere chiaro fin dall’inizio, non si deve illudere nessuno). Quindi torna perché, con la scusa dell’amicizia, vuole riallungare le zampe.

Poi c’è quello che fa lo zombie ma ve lo dice: se vuoi possiamo tornare insieme per scopare. Beh, almeno questo è sincero, ma c’è un ma che vale per tutti gli zombie impegnati: se siete arrivati a mollare o a farvi mollare per stanchezza, rientrare nella vita di una donna che ha sofferto e sta finalmente liberandosi di voi è fallo da espulsione, è egoismo che solo un morto vivente dei sentimenti può dimostrare.

Che fare? Gli zombie devono tornare nella tomba dalla quale sono usciti.

Lo zombie single che aveva fatto ghosting va lasciato nel suo brodo perché se lo merita solo per come si è comportato, e poi perché se vi ha gia usato e gettato via chi gli impedirà di rifarlo? Le sue rassicurazioni? Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Lo zombie narcisista va evitato come la peste anche se credete che, poverino, sia affetto da patologia sentimentale. E voi volete di nuovo fare da cavia nel suo laboratorio? Non cadete nel tranello del vostro lato crocerossina del “io ti salverò”. Se sono recuperabili ci vuole un esperto di quelli bravi, non basta un “paramedico” in gonnella.

Lo zombie amante si vergogni. Se non ha in tasca la separazione sa benissimo che vi fa del male per rispondere a un suo bisogno. Forse soffre anche lui, ma non abbastanza per decidere. Quindi si tenga alla larga. Se gli avete già spiegato che questo comportamento vi fa soffrire e lui ci prova lo stesso avete solo una scelta. Se è un Uomo mi appello alla sua dignità e umanità residua: lasciala stare. In caso contrario… Bloccare ogni via di comunicazione senza possibilità di ritorno.

Ma guardateli: non sono tristi questi zombie ora che vedete la loro faccia? E sapendo le vere motivazioni non vi fanno ancora più senso?

Dorian Gray appariva bellissimo alle donne, è solo il suo ritratto rivelava la verità.

Lungi da me fare la morale, ma adesso il ritratto vero di lui lo vedete anche voi.

All’epoca di Oscar Wilde non esistevano gli zombie, ma probabilmente erano uguali al suo Dorian.

Ok ho scomodato il mio poeta preferito e mi piaceva l’immagine di Dorian: so che nessuno ha compiuto un delitto o le nefandezze di Dorian ma…

…Senza drammatizzare troppo, sono “solo” storie d’amore finite però…

…Seppelliteli lontani dal vostro cuore gli zombie

Sincerely yours


8 commenti

  1. Non so se quello con cui ho avuto a che fare io farà o meno lo zombie, mi auguro proprio di no, ma in certi momenti (sempre più rari per fortuna) un po’ lo spero. Una cosa la so, siamo quasi sempre noi donne a dover prendere una posizione e cercare di dare un taglio netto, perché loro non ne sono in grado. Io mi sono sentita propinare scuse su scuse per la sua improvvisa freddezza e sparizione per settimane (lavoro, trasloco, ecc…) fino alla nausea, fino a che dopo un mese così non ne ho potuto più e ho tagliato io.La cosa più patetica è che a un certo punto l’ho messo davanti a una scelta, o ci si frequenta o io sparisco e ognuno per la sua strada, e nemmeno in quel caso ha avuto la capacità di dare una risposta, preferendo glissare e dicendo che io sono brava solo a mettere pressione e che non lo sapeva.

  2. “Lo zombie narcisista…
    E voi volete di nuovo fare da cavia nel suo laboratorio? Non cadete nel tranello del vostro lato crocerossina del “io ti salverò”. Se sono recuperabili ci vuole un esperto di quelli bravi, non basta un “paramedico” in gonnella…”

    è tornato esplicitamente solo per sesso, camuffato da amicizia e per l’ eliminazione del rancore. Non ci sono stata e alla fine della fiera ha voluto persino sapere da me cos’è che non va in lui, nel suo modo di fallire in tutte le sue storielle a breve termine”..

  3. Dopo 10 mesi di ghosting, ecco che si fa risentire su whatsup.
    Ho già scritto la mia storia come commento all’ articolo “Amanti in crisi” per sfogarmi e trovare conforto nelle parole di chi é passato attraverso la tortura dell’amantato.
    Riassumo : siamo stati amanti per 8 mesi, poi lui mi scarica tramite whatsup e sparisce. Scriveva che non se la sentiva di prendere di fare il passo che tanto sperava di riuscire a fare e lasciare la sua ragazza. Questo siprattutto per paura di perdere lei e della reazione sua, amici e parenti. Io non lo rincorro, non gli scrivo e non gli telefono più. Con enorme sofferenza cerco di andare avanti e grazie agli amici e allo sport riesco a venirne quasi fuori. é grazie soprattutto al supporto della mia psicoterapeuta, che mi segue da ottobre, che sono riuscita a fare un bel passo avanti e a sentirmi meglio, a non sentirmi in colpa, a non sentirmi sbagliata. Sta storia mi ha proprio messa sotto. A poco a poco riacquisto la mia autostima, fiducia nella vita e indipendenza emotiva.

    Succede che ad ottobre decido di iniziare un corso sub nella stessa associazione che frequenta lui da ormai 10 anni. Tutti lo conoscono. I miei amici preoccupatissimi cercano di farmi desistere perché la possibilità di rivederlo é alta. La mia terapeuta invece mi ha incoraggiata: “se ti va di farlo, fallo! Non precluderti solo perché hai paura di incontrarlo! Ce la puoi fare, Non devi vergognarti di nulla, semmai lui dovrebbe vergognarsi per il modo in cui ti ha trattata. E se lo incontri, sarai in grado di gestire la situazione”.
    Quanto aveva ragione. Il corso mi piace moltissimo.
    Lui lo vedo in effetti già alla prima lezione, nella corsia accanto che nuota. Non ci incrociamo. Credo però che mi abbia riconosciuta dalla voce e dal corpo ma non mi saluta.

    Succede invece che lunedì sera in piscina, lo rivedo. Entra, vede il mio zaino a bordo piscina e si ferma. Ha capito che ci sono anche io.
    A metà lezione, la mia istruttrice lo chiama per chiedergli qualcosa (sono amici ma non sa nulla di noi). Mi giro e me lo trovo di fronte. Lui imbarazzato mi dice ciao, io lo saluto.
    Penso che non lo avrebbe mai fatto spontaneamente di venire da me e salutarmi.
    Dopo lezione la mia istruttrice mi chiede di fermarci a bere una birra con gli altri del club e dato che ero in auto con lei vado. Ero tranquilla ma avrei preferito essere altrove. Lui viene con noi.
    Al tavolo mi fanno sedere proprio di fronte a lui. Lui parla con tutti tranquillo, a suo agio. Io invece non riesco a guardarlo negli occhi e spero di andare via il prima possibile.
    Non mi chiede come sto e come va. Fa finta che non ci conosciamo. Poi io e l’istruttrice usciamo, lui mi guarda ancora e mi saluta. sembrava contento. Mi ci sono voluti 10 mesi per non avere nessuna reazione o non provare alcuna emozione forte. Sono fiera di me! La terapia aiuta!
    Succede che il giorno dopo, cioè ieri lui a pranzo mi scriva un messaggio: “Ciao. Mi ha fatto piacere vederti ieri sera.” + faccina con sorriso e guance rosse.
    Mi confronto con la terapeuta e decido di non rispondergli.
    è codardo e anche stronzo perché se non fosse stato per la sua amica, non si sarebbe mai avvicinato a me.
    Ho provato ad interpretare questo suo messaggio. Vuole riallacciare? Vuole solo farmi sentire la sua presenza? Che vuole da me dopo essere sparito per mesi ed aver deciso di non condividere la vita con me?

    • Più semplice: vuole riscoparti. Si vede che in questi mesi le altre non hanno retto il confronto. Tu lo vuoi uno così ?

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